Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Piepoli. Chiusura porti +66%, Flat Tax 43.3% contro 39.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-21.

Pecore. Gregge. 006

«Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura [chiusura dei porti] sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio»

*

«Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle [reddito di cittadinanza] divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).»

*

«Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli [Flat Tax] in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) …. la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari)»

* * * * * * * *

Se in linea generale è vero che le pecore seguono il pastore e non il pastore le pecore, sarebbe altrettanto vera la constatazione che una discrasia tra pecore e pastore porta inevitabilmente alla rimozione di questo ultimo.

Dovrebbe saperne qualcosa il partito democratico, crollato dal 40.8% conseguito alle elezioni europee ad un attuale 17% – 18%.

Ogni pensiero ed azione umana dovrebbe essere improntata a ciò che una volta era detto il sano buon senso.


Sondaggi politici. Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono i temi cari al governo M5S-Lega e di cui più si sta dibattendo sui giornali.

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Sondaggi politici Euromedia-Piepoli: chiusura dei porti trova d’accordo gli italiani

Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono questi i temi cari al governo M5S Lega e di cui più si sta dibattendo su giornali e nei palazzi della politica. Euromedia e Piepoli hanno chiesto un parere agli italiani su questi argomenti. I risultati della rilevazione sono stati poi mandati in onda nel consueto appuntamento con Porta a Porta.

Vediamoli ora insieme partendo dalla chiusura dei porti promossa dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio.

Capitolo reddito di cittadinanza. Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).

Dividendo l’Italia in zone però, scopriamo che al Nord la proposta pentastellata trova più contrari che favorevoli (49 contro 41%). Al Sud e nelle Isole, dove i Cinque Stelle hanno conquistato quasi tutti i seggi uninominali alle ultime Politiche, i consensi al reddito di cittadinanza arrivano a toccare il 60%.

Chiudiamo con la flat tax promossa dalla Lega. Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) con un alto livello di astenuti (tra il 17 e il 20%). In questo caso, la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari).

 

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Senza categoria

Germania. Le donne tedesche si ribellano al Governo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-04.

2018-02-04__120db__001

Qui non parlano attricette che per avere una particina hanno dato via tutto, compreso l’onore. Ragazze che per un attimo fuggente di notorietà si sono degradate agli infimi livelli umani.

Qui parlano giovani donne. Potrebbero esser Vosta sorella, figlia, cugina, amica, Madre.

La collega in fabbrica oppure in ufficio. E tutte persone che votano.

«The campaign is directed against the imported migrants violence»

No Comment.

«The resistance begins! Young German women start the campaign “120 decibels”. The campaign is directed against the imported migrants violence, against sexual harassment, abuse and rape of women in Germany.

We bet this won’t get even 1% of the attention that #MeToo got.

Let’s get this hashtag trending!

#120dB

Twitter: www.twitter.com/120dezibel

Website: http://www.120db.info/»

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Video di #120db.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Croazia. Immigrazione zero. Azioni illegali delle ngo.

Giuseppe Sandro Mela.
2017-12-29.

Croazia 001

Oggi la Croazia è anche membro del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea.

«dozens of migrants have been protesting for two days at the Tovarnik border checkpoint between Serbia and Croatia, urging the Croatian authorities to let them in»
*
«Serbia’s Commissariat for Refugees accused NGOs of feeding them false information»
*
«On Monday, around 60 refugees came from Belgrade via Sid [in Serbia] to Tovarnik, following the railway, but the Croatian police didn’t let them enter»
*
«”the Humanitarian Centre Novi Sad, NSHCR, whose activists are monitoring the situation, told BIRN.»
*
«NGOs monitoring the situation?»
*
«Unfortunately this is again about manipulated people who were told by some NGOs that, over the Catholic Christmas, if they appeared in a significant number, it would be easier to cross the border with Croatia»
*
«Croatia is securing the border but the backlog in Serbia (like Greece) is a serious risk to Europe. The illegal migrants cannot roam Europe and they must be sent back to Turkey or their country of origin»
*
«The EU claims they are supporting the camps in Serbia (non-EU) but what are they doing to deport the illegals back to Turkey»
*
«This is the tip of the iceberg and we do not think the EU Parliament, EUCO or the leaders of Western Europe are sincere in their efforts to protect Europe or its borders»
*
«Their goal is more third world migration»
* * * * * * *

Così, dopo i paesi del Visegrad, adesso si aggiunge anche la Croazia al novero delle nazioni afferenti l’Unione Europea che non intendono recepire ulteriormente migranti provenienti illegalmente.

Non è cosa di poco conto.

Se è vero che la Croazia sia un paese piccolo ed economicamente ancora nei triboli, è altrettanto vero che il suo capo di governo siede a pieno titolo nel Consiglio d’Europa ed ivi vota. Il voto della Croazia vale tanto quanto quello della Francia o della Germania.

È sempre maggiore il numero di stati nazionali che rivendicano la propria identità sovrana e non accettano più né la migrazione illegale né l’azione sul loro territorio di ngo  (ong) finanziate da potenze straniere a fini sovversivi l’ordine costituito.


→ V4 Report. 2017-12-27. Migrants Demand to be Allowed Into Croatia. Manipulative NGO activists are again misleading illegal migrants.
** BalkanInsight reports dozens of migrants have been protesting for two days at the Tovarnik border checkpoint between Serbia and Croatia, urging the Croatian authorities to let them in – while Serbia’s Commissariat for Refugees accused NGOs of feeding them false information.
“On Monday, around 60 refugees came from Belgrade via Sid [in Serbia] to Tovarnik, following the railway, but the Croatian police didn’t let them enter,” the Humanitarian Centre Novi Sad, NSHCR, whose activists are monitoring the situation, told BIRN. NGOs monitoring the situation?
However, according to BalkanInsight, Serbia’s Commissariat for Refugees told BIRN that some NGOs had, in effect, created the problem, by wrongly informing migrants that if they protested on the border in large numbers over Christmas, the Croatian authorities would let them in.
“Unfortunately this is again about manipulated people who were told by some NGOs that, over the Catholic Christmas, if they appeared in a significant number, it would be easier to cross the border with Croatia,” the Commissariat told BIRN on Tuesday.
It added that this was a “complete untruth”, and that Croatian police were not allowing any of them onto their territory. “The Commissariat is constantly appealing to migrants to return to the centres,” it added.
*** There are over 4,000 migrants in safe Serbia but many refuse shelter or to apply for asylum in Serbia. They are waiting for smugglers to take them illegally into the EU and Germany via Croatia.
Croatia is securing the border but the backlog in Serbia (like Greece) is a serious risk to Europe. The illegal migrants cannot roam Europe and they must be sent back to Turkey or their country of origin.
The EU claims they are supporting the camps in Serbia (non-EU) but what are they doing to deport the illegals back to Turkey. This is one of the reasons why the EU is paying Recep Erdogan huge amounts of money. All “irregulars” who entered via Greece must be sent back to Turkey.
**** This is the tip of the iceberg and we do not think the EU Parliament, EUCO or the leaders of Western Europe are sincere in their efforts to protect Europe or its borders. Their goal is more third world migration.
It is imperative and urgent that the CEE states, Visegrad, the Baltics and Austria start building a solid coalition to challenge the EU and Western European leaders this June over migrant quotas.
Western Europe must not be allowed to decide for Central Europe. After all, where are The NoGoZones, the cultural clashes and overwhelming majority of home-grown jihadists

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. France First. Migranti al macero.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-12-20.

Merkel e Macron

Capire Mr Macron può essere estremamente facile oppure incredibilmente difficile.

La chiave di lettura migliore sembrerebbe essere la seguente:

“France First”.

Compreso questo assioma, tutto l’operato di Mr Macron diventa intellegibile, semplice, chiaro e sequenziale. E ben difficilmente si potrebbe dare torto ad un francese che pensi a tutelare gli interessi francesi.

Migrants : Emmanuel Macron adopte une ligne dure

Questo è forse l’unico risultato della recente riunione del Consiglio di Europa.

«As soon as Macron took office at the Élysée:

– he decided to close French borders for migrants coming from Italy,

– he decided not to open French ports to welcome migrants from North Africa,

– he unilaterally called a peace conference for Libya without involving any other EU or UN partners,

– he announced the creation of hotspot in Libya to stop migrants arriving in Europe without any notification to EU authorities, neither to the EU Agency for Migration Frontex and finally

– he nationalised French biggest shipyard at St-Nazaire rather than allow it to pass into Italian ownership of Fincantieri.»

*

Non male per un europeista convinto, che avrebbe voluto fare lo Stato Europeo, ovviamente sotto guida ed egemonia francese.

Ma cosa ha detto Mr Macron? Quale sarebbe la sua visione in rapporto agli alleati europei?

«Make our planet great again» [Emmanuel Macron – Cnn]

*

«French President Emmanuel Macron said on Sunday he would not follow Germany’s example by phasing out nuclear energy in France because his priority was to cut carbon emissions and shut down polluting coal-fired production. ….

I don’t idolize nuclear energy at all. But I think you have to pick your battle. My priority in France, Europe and internationally is CO2 emissions and (global) warming» [Fonte]

*

«French President Emmanuel Macron has disappointed rights activists …. I believe in the sovereignty of states, and therefore, just as I don’t accept being lectured on how to govern my country, I don’t lecture others …. the Macron administration’s new policy of not openly criticizing countries over human rights» [Deutsche Welle]

 *

Dire e fare disgiunti, secondo convenienza.


The European Post. From pro-Europe to nationalist: the double face of Emmanuel Macron

The music chose to accompany Emmanuel Macron, as he walked in victory through the Louvre esplanade on electoral victory night, was Beethoven’s Ode to Joy, the official anthem of the European Union. The Guardian commented this choice: “Macron’s victory march to Europe’s anthem said more than words.” The Economist represented him walking on waters asking if he was the ‘saviour of Europe.”

During his electoral campaign he seemed to be one of the strongest supporter of the European Union. He explicitly said during the electoral campaign that “France hasn’t done everything to help Italy during the migrant crisis“. That’s also why Italian PM Paolo Gentiloni congratulates him after his victory twitting “Hurray. #Macron President Europe is feeling hopeful.”

But what does Paolo Gentiloni think today?

As soon as Macron took office at the Élysée:

– he decided to close French borders for migrants coming from Italy,

– he decided not to open French ports to welcome migrants from North Africa,

– he unilaterally called a peace conference for Libya without involving any other EU or UN partners,

– he announced the creation of hotspot in Libya to stop migrants arriving in Europe without any notification to EU authorities, neither to the EU Agency for Migration Frontex and finally

– he nationalised French biggest shipyard at St-Nazaire rather than allow it to pass into Italian ownership of Fincantieri.

Italy’s front pages were filled with anger at the French. “Macron’s blitz overshadows Italy,” said La Stampa, later adding on its website, “Italy and France head for naval battle.” Il Messaggero went with “Libya deal without Italy.”

Gentiloni’s ministers openly criticized the French president this week, voicing their frustration with Macron’s efforts, which they argue distract from a coordinated U.N. and European Union effort to engineer a political deal in Libya between three rival governments and dozens of militias.

Also Italian MEP Gianni Pittella, leader of the Socialists at the European Parliament, attacked Macron over his policies on migration saying: “The situation is shameful. Italy and the Italians are being abandoned, they’re being expected to deal with all these migrants on their own with no support.

Is this the worse diplomatic crisis between Italy and France after Zidane headbutt? Bloomberg jokes.

Vive lEurope, monsieur le Président! Non? 


Le Monde. 2017-12-16. Migrants : Emmanuel Macron adopte une ligne dure

Immigration. Le projet de loi sur l’immigration est annoncé au printemps prochain. D’ores et déjà, Emmanuel Macron applique une politique de fermeté envers les migrants.

Mieux accueillir les réfugiés qui obtiennent le droit d’asile, être intraitable avec ceux qui ne l’obtiennent pas : la ligne défendue par le président de la République à propos des migrants apparaît de plus en plus claire.

Contrôler les hébergements d’urgence

Dans un dossier consacré au sujet, Le Monde affirme que “jamais un gouvernement n’était allé aussi loin” dans la politique de dissuasion migratoire. C’est particulièrement le cas en ce qui concerne le contrôle des hébergements d’urgence. “Le ministère de l’Intérieur va désormais prendre la main sur ce qu’il sait être une réserve de sans-papiers, rapporte Le Monde. Une circulaire en date du 12  décembre instaure la création de brigades mobiles envoyées pour contrôler les personnes hébergées dans les hôtels sociaux.”

Cela préfigure du projet de loi sur l’immigration, en préparation pour le printemps 2018, qui a été discuté lors d’une réunion interministérielle vendredi 15 décembre, indique Le Monde. La politique migratoire du chef de l’Etat s’appuie sur trois axes, croit savoir le quotidien du soir. D’abord, limiter les arrivées en France, à travers les actions menées actuellement en Afrique et particulièrement en Libye, ensuite renvoyer les migrants n’obtenant pas le droit d’asile, enfin mieux accueillir les réfugiés l’ayant obtenu.

Cette politique inquiète de nombreuses associations interrogées par Le Monde. Elles comptent se faire entendre lundi 18 décembre lors de la Journée internationale des migrants. 150 manifestations sont prévues en France.

*

— Traduzione automatica —

migranti: Emmanuel Macron prende una linea dura

Immigrazione. La legge sull’ immigrazione è annunciata la prossima primavera. Emmanuel Macron ha già una politica decisa nei confronti dei migranti.

Una migliore accoglienza dei rifugiati che ottengono il diritto di asilo, intrattabile con coloro che non lo fanno: la linea difesa dal Presidente della Repubblica sui migranti sta diventando sempre più chiara e chiara.

Verifica degli alloggi di emergenza

In un dossier dedicato all’ argomento, Le Monde afferma che “mai prima d’ ora un governo è andato così lontano” nella sua politica di dissuasione della migrazione. Ciò vale in particolare per il controllo degli alloggi di emergenza. Il Ministero dell’ Interno assumerà ora quello che sa essere una riserva di migranti senza documenti, riferisce Le Monde. Una circolare datata 12 dicembre stabilisce l’ istituzione di brigate mobili inviate per monitorare le persone che soggiornano in alberghi sociali.

Questo prefigura il disegno di legge sull’ immigrazione, in preparazione alla primavera 2018, che è stato discusso in una riunione interministeriale di venerdì 15 dicembre, ha detto Le Monde. La politica migratoria del capo dello Stato si basa su tre linee d’ azione principali, ritenendo di sapere cosa aspettarsi la sera. In primo luogo, limitare gli arrivi in Francia, attraverso le azioni attualmente in corso in Africa e in particolare in Libia, poi rimpatriare i migranti che non ottengono il diritto di asilo, e infine accogliere i rifugiati che l’ hanno ottenuto.

Questa politica preoccupa molte associazioni intervistate da Le Monde. Hanno intenzione di far sentire la loro voce in occasione della Giornata internazionale degli immigrati lunedì 18 dicembre. In Francia sono previsti 150 eventi.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lindner schiaffeggia la Merkel: Vuole Putin nel G7.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-15.

Cenerantola 001

Il futuro della nuova, possibile coalizione di Frau Merkel dipenderà soltanto dalla sua capacità di trangugiare sterco facendo la faccia felice.

La débâcle elettorale non le lascia molte alternative.

Giorni or sono Frau Merkel ha dovuto ingoiare un rospo bavoso e fetido che la Csu le ha fatto passare a forza per le bitte della strozza: tetto di 200,000 all’immigrazione, che dovrebbe proseguire solo se altamente qualificata.

La scelta più dignitosa sarebbe stata il dare le dimissioni, ma la cupida brama del potere è idea ossessiva per Frau Merkel.

– Bandire nuove elezioni sarebbe stata alternativa ragionevole, anche se sembrerebbero essere molto verosimili a consultazioni fallite.

– La possibilità di una riedizione della Große Koalition sembrerebbe essere remota, sempre che l’Spd non aspetti altro che la Merkel fallisca il tentativo a destra, per alzare le pretese.

– L’accordo governativo con Grüne ed Fdp appare essere tutto in salita. E le avvisaglie si iniziano a delineare.

*

«The leader of Germany’s pro-business Free Democrats (FDP), a possible partner in Chancellor Angela Merkel’s new government, has called for Russia to be invited to the next summit of the Group of Seven industrialized countries»

*

«Lindner had already raised eyebrows in August when he suggested that Germany might have to accept Russia’s 2014 annexation of the Crimea region of Ukraine as a “permanent provisional arrangement”.»

*

«Turning to euro zone policies, Lindner repeated his criticism of French President Emmanuel Macron’s proposals to create a joint euro zone budget»

*

«A red line for us in any coalition talks is the mutualization of debt in Europe, the creation of new pots of money»

*

«Fifty-seven percent of voters support the idea of the three-way coalition, according to a new poll for broadcaster ARD»

* * * * * * * *

Se il buongiorno lo si vede dal mattino, alla fine della Weltanschauung tanto sbandierata da Frau Merkel come scala valoriali inappellabile ne resteranno coriandoli.

Se Frau Merkel ci tiene a restare Bundeskanzlerin dovrà ingurgitare litri e litri di olio di ricino, e poi ringraziare chi le ha porto il mastello.

E guai a lei se cercasse di sgattaiolare: la crisi di governo sarebbe inevitabile. Per quattro lunghi anni Frau Merkel farà da serva alla nuova coalizione.

Come si vede, non è proprio necessario che AfD abbia vinto le elezioni: nei fatti sta condizionando tutta la politica tedesca. Sufficit.


Reuters. 2017-10-13. FDP’s push to invite Putin to G7 sows discord within possible German coalition

BERLIN (Reuters) – The leader of Germany’s pro-business Free Democrats (FDP), a possible partner in Chancellor Angela Merkel’s new government, has called for Russia to be invited to the next summit of the Group of Seven industrialized countries.

The proposal met immediate resistance from Merkel’s conservatives and the environmentalist Greens, throwing a possible wrench into already tricky negotiations about a three-way ruling coalition.

FDP leader Christian Lindner told the Austrian newspaper Die Pressed that readmitting Russia to the Group of Eight could help ease tensions with Moscow.

Russia was suspended from the group in 2014 after it annexed Ukraine’s Crimea peninsula following an uprising in Kiev that toppled its pro-Moscow president.

“We cannot make all things dependent on the situation in Crimea,” Lindner said, although he said Russia’s violation of international law could not be accepted.

“But this is the most severe conflict and that’s the last place we’ll see progress,” Lindner said. “That’s why I‘m in favor of intensifying dialogue – and that Putin is asked to join the table of the G7 and that one talks with him and not about him.”

Juergen Hardt, foreign policy spokesman for the conservatives, called Lindner’s suggestion “unhelpful”.

“Putin would tout readmission to the exclusive G8 discussion format as confirmation of his policies at home, and that would be counterproductive,” Hardt said.

Omnid Nouripour, a Greens lawmaker and foreign policy expert, urged the FDP chief to refrain from any further suggestions until the potential coalition partners had worked out their Russia policy.

The three blocs are due to start exploratory talks about a coalition next week, but experts have warned it could take months to bridge their differences on migration, climate and taxes.

Finance Minister Wolfgang Schaeuble, a member of Merkel’s conservatives, told an event in Washington that he expected the talks to be completed by Christmas.

Fifty-seven percent of voters support the idea of the three-way coalition, according to a new poll for broadcaster ARD.

Lindner had already raised eyebrows in August when he suggested that Germany might have to accept Russia’s 2014 annexation of the Crimea region of Ukraine as a “permanent provisional arrangement”.

Merkel and Greens politicians have previously rejected calls to gradually lift sanctions against Russia imposed over its role in the Ukraine crisis. The center-right chancellor has also objected to the idea of inviting Putin to G7 meetings.

Turning to euro zone policies, Lindner repeated his criticism of French President Emmanuel Macron’s proposals to create a joint euro zone budget.

“A red line for us in any coalition talks is the mutualization of debt in Europe, the creation of new pots of money,” Lindner said.

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Marsiglia. L’omicida era appena stato rilasciato dalla polizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-02.

Merkel e Macron

È logico che i francesi siano assassinati per strada.

E continueranno ad esserlo fino a tanto che non cambieranno mentalità e leggi che si sono auto imposti.

Fino a quel momento ogni tanto un immigrato clandestino, con una fedina penale lunga qualche kilometro, fermato da una polizia imbelle ed impotente ma prontamente liberato perché siamo tutti liberal socialisti, iper garantisti, non se ne vada a zonzo ad ammazzare altra gente.

«Un uomo nordafricano di 25-30 anni, al grido di Allah u Akbar, ha attaccato alcuni passanti con un coltello nella stazione Saint-Charles a Marsiglia. Le due vittime dell’assalitore  avevano 17 e 20 anni, secondo quanto si apprende da fonti del sindacato di polizia Unsa-Police. Le due ragazze sarebbero state una sgozzata, l’altra pugnalata al torace.»

*

«La polizia conferma anche che l’aggressore ha gridato “Allah u akbar” prima di colpire le sue vittime, come riferito in precedenza dai testimoni. L’assalitore è quindi stato ucciso dai militari: aveva indosso un altro coltello.»

*

«L’Isis ha rivendicato l’attacco a Marsiglia costato la vita a due ragazze, affermando che l’assalitore è uno dei suoi “soldati”. La rivendicazione è arrivata attraverso il suo organo di propaganda, Amaq.»

*

«L’assalitore della stazione di Saint-Charles a Marsiglia era noto alla polizia per precedenti reati di diritto comune. Lo si apprende da fonti dell’inchiesta. Scippi e traffico di stupefacenti, questi sarebbero i reati nel passato criminale del terrorista di Marsiglia … la sua pericolosità è dimostrata dal fatto che fosse stato individuato con 7 identità diverse in vari paesi del Maghreb»

*

Adesso arriva la conferma ufficiale.

«The man suspected of carrying out Sunday’s attack in the French city of Marseille, killing two people, had been arrested and then released by police two days before the incident»

*

Gente che denuncia sette differenti identità e con una simile fedina penale dovrebbe essere rispedita al suo suolo natio, oppure, meglio, essere internato in un campo di lavoro a vita.

Una cosa sono i rifugiati politici, una cosa sono i migranti per motivi economici, ed un’altra ancora i criminali.

Se il rifugiato politico merita tutta la umana comprensione, se il migrante che fugge dalla miseria è persona da compatirsi e degna di essere aiutata, i criminali no.

Si faccia attenzione!

Quando una persona si comporta da criminale, a nulla importa il colore della pelle, la nazione di nascita, la lingua parlata, la religione vera o presunta professata: criminale è e criminale rimane.

E come tale deve essere trattato dalla Collettività, se non per debito di giustizia almeno per autodifesa.

Causa efficiente di questi omicidi è il Governo Francese che lascia scorazzare avanti ed indietro criminali incalliti. Complici i governi che hanno favorito l’invasione.

Solo un Governo criminale, composto da criminali, protegge e tutela i criminali.


Reuters. 2017-10-02. Marseille suspect had been released by police just prior to attack: source

PARIS (Reuters) – The man suspected of carrying out Sunday’s attack in the French city of Marseille, killing two people, had been arrested and then released by police two days before the incident, a source close to the police investigation said.

The source said the suspect – who went by eight different identities or aliases – was stopped by police in Lyon on Sept. 29 on suspicion of robbery. He was then released for a lack of evidence.

The suspect’s identity remained unclear, the source added.

“The murderer had eight different aliases. Each time he was stopped, he presented a different identity paper. That’s why it’s so difficult. At one moment, he says he was born in France, at another he says he was born in Algeria,” the source said.

A soldier shot the suspect dead after he had stabbed two women to death at Marseille main train station on Sunday, in what officials described as a “likely terrorist act”.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-07.

Neonato 008

Questo è l’unico rimedio noto alla denatalità.


La Associazione Industriali bavaresi (Vbw) ha recentemente pubblicato uno studio corposo quanto ambizioso:

«Arbeitslandschaft 2040»

*

«Unsere aktuelle Studie Arbeitslandschaft 2040 zeigt: die Fachkräftesicherung bleibt eine zentrale Herausforderung für unser Land.»

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«Wenn die Unternehmen ihren Personalbedarf nicht decken können, leidet die Wettbewerbsfähigkeit und in der Konsequenz die Wirtschaftskraft Deutschlands»

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«Für das Jahr 2040 wird immer noch einen Fachkräftelücke in Höhe von 3,9 Millionen Arbeitskräften erwartet»

*

«Die deutsche Bevölkerung schrumpft und altert. Diese nicht mehr wirklich überraschende Erkenntnis hat erhebliche Auswirkungen auf die künftige Struktur des Arbeitsmarkts.

Denn der demografische Wandel führt dazu, dass die Zahl der Erwerbspersonen in Deutschland mittel- und langfristig schneller zurückgeht als die Bevölkerungszahl insgesamt.

Daran kann auch die in den letzten Jahren überdurchschnittlich hohe Nettozuwanderung nichts ändern. Ohnehin ist zu erwarten, dass die hohen Zuwanderungsströme nicht von Dauer sein werden. Die Arbeitslandschaft nimmt daher eine Nettozuwanderung in Höhe von 200.000 Personen pro Jahr über den Prognosezeitraum an.»

“La popolazione tedesca sta diminuendo e sta invecchiando. Questa constatazione non sorprendente ha un impatto significativo sulla futura struttura del mercato del lavoro.

Il cambiamento demografico sta portando ad una riduzione del numero di popolazione attiva in Germania a medio e lungo termine, più rapida della popolazione nel suo complesso.

L’immigrazione netta superiore alla media degli ultimi anni non può cambiare la situazione.

In ogni caso, è prevedibile che l’elevato afflusso di immigrati non sarà permanente.”.

* * * * * * *

«Germany will lack millions of skilled workers, technical and medical workers and researchers in the near future»

*

«As a result of demographic change, the labour market situation will considerably worsen over the next 10 to 20 years»

*

Cerchiamo di ragionare.

Se Frau Merkel importasse in Germania tutti i 191 milioni di nigeriani, sicuramente triplicherebbe il numero di persone presenti in Germania, ma allora la Germania parlerebbe la lingua hausa. Avrebbe risolto il numero dei residenti, ma certo non il loro livello qualitativo: è utopico pensare di rimpiazzare magistrati, imprenditori, ricercatori, medici, professori universitari, tecnici specializzati tedeschi con persone che non parlano la lingua ed hanno livelli di istruzione quasi nulli.

È la stessa conclusione cui giungono gli industriali bavaresi: “L’immigrazione netta superiore alla media degli ultimi anni non può cambiare la situazione

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

*

La contrazione della forza lavoro a specializzazione media oppure alta non potrà far altro che rallentare prima, e bloccare poi, il sistema economico produttivo tedesco, ed il tutto nel volgere di qualche lustro. Solo i nostri politici sembrerebbero non essersene accorti.

Ma statene pure ben certi: Mr Trump, Mr Putin e Mr Xi conoscono benissimo questi dati, e ne traggono le conseguenze.

Nota.

Una idea messa lì. Perchè non sostituire Frau Merkel con una marocchina appena arrivata? Oppure, con una ragazza turka?



The Local. 2017-09-02. Germany could lack 3 million skilled workers by 2030, study finds

Experts have made a gloomy prognosis: in 2030, Germany could be missing up to three million skilled workers.

*

The study, conducted by research institute Prognos AG on behalf of the Bavarian Industry Association (vbw), predicts Germany will lack millions of skilled workers, technical and medical workers and researchers in the near future.

One of the main reasons for the imminent shortage, the study argues, is Germany’s ageing population as the number of people of working age is set to fall sharply.

“As a result of demographic change, the labour market situation will considerably worsen over the next 10 to 20 years,” said Oliver Ehrentraut, author of the study.

This is despite the steady influx of workers coming to Germany from abroad.

But job market experts and population researchers involved in the report believe it’s not too late to counter these findings, pointing to politics and the economy having the appropriate measures to prevent the deficit.

In order to close this gap in skilled labour, the researchers offer suggestions for urgent action.

Above all, vocational training must be promoted in a targeted manner, in order to help more young people obtain a professional qualification.

For people in the workplace, more effective training is needed to prepare them for new jobs that could arise with the arrival of technological advancements in factory halls.

After taking parental leave, women and men should be supported during the transition phase of returning to the workforce, the report argues. It also claims that older people should be motivated to work longer while part-time workers should be encouraged to extend their weekly working hours.

The Institute for Employment Research (IAB), does not currently see any gaps in Germany’s workforce, highlighting the existence of job shortages in only some sectors such as machine and automobile building and IT.

The Prognos AG report further foresees changes regarding the expertise needed in the workforce. With growing international competition and digitalization in almost all economic sectors, some professions are expected to lose importance.

The researchers also forecast that demand for jobs involved in security and surveillance activities will considerably decrease. Truck drivers, delivery attendants and packers could see their work done by robots and vending machines. The same applies to accountants, credit officers and real estate brokers, where electronic systems are likely to replace such jobs in the long term.

To a lesser extent, a shortage of managers, researchers, engineers, doctors, nurses and creatives and journalists is also predicted.

Pubblicato in: Demografia

America. Migrazioni con esodi dalle città. Questione di tasse. – Bloomberg

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-20.

2017-06-16__Migrazioni__001

Si parla spesso di immigrazione, più o meno legale, negli Stati Uniti e ben poco delle migrazioni interne.

In effetti si sta riscontrando un esodo dalle grandi città metropolitane verso la Sun Belt.

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Molti sono i fenomeni, e taluni di grande impatto odierno e, soprattutto, futuro.

«As for the broader economic implications, Federal Reserve Bank of Philadelphia President Patrick Harker is among some U.S. central bank officials who have suggested labor shortages across the entire country could be aggravated by government steps to crack down on illegal immigration, a political hot-button issue amid outcries that undocumented foreign workers are taking American jobs».

Cerchiamo di ragionare.

«America’s Sunbelt is absorbing the exodus»

*

«The area — where jobs generally are plentiful, taxes are lower and winter temperatures milder — stretches from parts of North Carolina in the east to California in the west»

L’articolista di Bloomberg identifica tre ottime ragioni per fuggire dalle grandi città:

– “jobs generally are plentiful”

– “taxes are lower”

– “winter temperatures milder”.

La gente in poche parole se ne va alla ricerca di una migliore e maggiore offerta di lavoro e, soprattutto si potrebbe aggiungere, di una pressione fiscale più umana. Gli inverni più miti potrebbero essere un ottimo motivo di trasferimento per i pensionati.

Però, generare un clima idoneo a migliorare l’offerta lavorativa e ridurre le tasse entro limiti umanamente sopportabili dovrebbe essere compito delle Autorità cittadine.

Ma se la gente scappa in cerca di lavoro e tasse minori, resta ben difficile credersi che possano essere sostituiti da migranti che non conoscono la lingua inglese e che hanno una preparazione professionale fatiscente.

*

Un altro dato sembrerebbe essere degno di menzione.

Nel 2014, di Los Angeles ha registrato 166,913 nascite su 3,929,000 abitanti, mentre New York City 247,502 nascite su 8,491,000 abitanti: i tassi di natalità sono 4.2% e 2.9%, rispettivamente. Sono tassi inferiore a quelli attesi per mantenere costante la popolazione. Si noti però come i due terzi delle nascite sia da ascriversi agli immigrati, per cui le popolazioni autoctone sono in netta regressione, altro motivo ragionevole di emigrazione da un contesto socioeconomico vecchio ed i continuo invecchiamento.


Bloomberg. 2016-06-15. Immigration Not Enough to Halt Exodus From Biggest U.S. Cities

– Chicago leads nation in domestic departures in Bloomberg data

– Dallas, Houston, Phoenix among American cities showing gains

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Immigration to the U.S. has failed to make up for the number of residents leaving New York, Los Angeles and Chicago — the nation’s top three metropolitan areas.

Chicago — beset by crime, economic and budgetary woes and high taxes — is the net exodus leader among 100 metro areas tracked by Bloomberg using Census Bureau data for the year through July 1, 2016. An average 245 local residents left the Windy City each day compared with the arrival of 71 foreigners. Census doesn’t inquire about a person’s citizenship status. 

As Chicago struggles, so does Illinois. Last year, the net number of business establishments in the Prairie State fell by 1,235 from 2015, the worst performance of any state in the union, Bureau of Labor Statistics data show.

For the nation’s third most-populous metropolitan area, foreign immigration “is the only offset we’ve got and it would be tragic to lose,” said Diane Swonk, chief executive and founder of DS Economics in Chicago.

As for the broader economic implications, Federal Reserve Bank of Philadelphia President Patrick Harker is among some U.S. central bank officials who have suggested labor shortages across the entire country could be aggravated by government steps to crack down on illegal immigration, a political hot-button issue amid outcries that undocumented foreign workers are taking American jobs.

In the New York metropolitan area, financial-hub Manhattan prospers while old factory towns such as Paterson, New Jersey, and Waterbury, Connecticut, languish. The region registered an average daily loss of 548 local residents against a gain of 394 foreigners, according to the data.

While Los Angeles gained more than 54,000 international migrants, it lost more than 87,000 people due to domestic migration, the third-worst outflow in the country. On the bright side, Census data show there were 166,913 births in the City of Angels in the year ended July 1, 2016, second only to New York City with 247,502.

Overall, the population of Los Angeles, including net births and migration, grew by 41,619 residents during the period. That compares with a 35,571 increase in the New York area and a 19,570 decline in Chicago, which was one of 15 cities to show an outright decrease.

America’s Sunbelt is absorbing the exodus. The area — where jobs generally are plentiful, taxes are lower and winter temperatures milder — stretches from parts of North Carolina in the east to California in the west.

An average of a hundred or more people each day moved to Dallas, Houston, Atlanta and Phoenix. Dallas led all metropolitan areas with 235 arrivals: 165 from within the U.S. and 70 from outside the country.

Immigration is particularly notable in Miami, where 178 people from outside the U.S. moved each day versus an outflow of domestic residents. Florida has been the favored destination for many people fleeing the political and economic crisis in Venezuela.

Read More: Table on 2016 U.S. Metro Area Total Population Change

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Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Medio Oriente, Sistemi Economici

Kuwait. Il problema dell’immigrazione diventa scottante.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-24.

2017-04-16__Kuwait__001

Problema molto semplice da esporre ed altrettanto difficile da risolvere.

«Il Kuwait è un emirato sovrano, situato nell’Asia sud-occidentale (Medio Oriente), in un’area particolarmente ricca di petrolio. Lo Stato si affaccia sul golfo Persico e confina con l’Arabia Saudita a sud e con l’Iraq a nord. Il nome è il diminutivo di una parola araba che significa piccola fortezza (lungo il litorale). L’antico nome della regione era Qurayn. ….

Gli investimenti nell’industria petrolifera e la conseguente crescita economica attirarono nel nuovo Stato numerosi lavoratori stranieri (soprattutto dall’Egitto e dall’India) di cui solo pochi riuscirono ad ottenere la cittadinanza. Negli anni settanta il Kuwait nazionalizzò la Kuwait Oil Company (Q8), terminando la partnership con British Petroleum e Gulf Oil. ….

Dopo essere stato alleato dell’Iraq durante la guerra Iran-Iraq, concedendo prestiti per 65 miliardi di dollari, e dopo un breve conflitto economico, il Kuwait fu invaso e annesso dall’Iraq il 2 agosto 1990. La monarchia fu deposta e fu insediato un governatore iracheno (Ali Hassan al-Majid). La comunità internazionale tuttavia non tollerò questa flagrante violazione del diritto internazionale non riconoscendo l’annessione; il Kuwait formò un governo in esilio basato a Ta’if, in Arabia Saudita.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzò una coalizione di 34 paesi, guidata dagli Stati Uniti, a intervenire militarmente. Il 27 febbraio 1991 si concluse la Guerra del Golfo con la liberazione del Kuwait e il reinsediamento dell’Emiro Jābir Āl Ṣabāḥ.

L’esercito iracheno in ritirata appiccò il fuoco a circa 600 pozzi petroliferi e danneggiò i 100 restanti, provocando una catastrofe ambientale ed economica in tutto il Golfo: oltre ai versamenti in mare, il 5% del territorio del Kuwait fu coperto da laghi di petrolio e furono necessari più di nove mesi per spegnere gli incendi. Inoltre, il Kuwait pagò 17 miliardi di dollari come rimborso spese alla coalizione. ….

Su una superficie di 17.818 km², il Kuwait ha una popolazione di 3.100.000 abitanti, di cui solo 960.000 sono cittadini kuwaitiani. Circa l’80% della popolazione kuwaitiana è araba. ….

Circa l’85% dei kuwaitiani è musulmano, in maggioranza sunnita ma un 30% è sciita. ….

Il Kuwait è una monarchia costituzionale con un sistema di governo parlamentare, il più antico del Golfo. Il capo dello Stato è l’Emiro, un titolo semi-ereditario. ….

Fino al 2005 avevano il diritto di voto solo i maschi adulti, cittadini da almeno 30 anni e non membri delle forze armate per un totale di 139.000 elettori (il 15% dei cittadini e meno del 5% della popolazione). Il 16 maggio 2005 il Parlamento ha esteso il diritto di voto alle donne. ….

Il Kuwait ha il più alto tasso di alfabetizzazione nel mondo arabo.» [Fonte]

*

«L’economia è basata sull’industria petrolifera …. Il Kuwait possiede il 10% delle riserve petrolifere mondiali, stimate in 101 miliardi di barili, e si posiziona al quinto posto al mondo dopo Arabia Saudita, Canada, Iran ed Iraq. Ha una capacità produttiva di greggio che oscilla tra i 2,25 e i 2,7 milioni di barili al giorno. L’economia dell’emirato si basa per circa il 95% sui proventi della produzione e della vendita del petrolio greggio e dei suoi derivati, che rappresentano la quasi totalità delle sue esportazioni. Sempre dall’industria petrolifera proviene l’80% delle entrate pubbliche» [Fonte]

* * * * * * *

Nel 1960 il Kuwait aveva un tasso di fertilità di 7.2, sceso a 2.1 nel 2014. È un tasso che consente di mantenere lo steady-state, ma non di incrementare la popolazione.

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Il Kuwait ha attirato una immigrazione che al momento supera la popolazione autoctona con un rapporto di oltre il tre ad uno. Se gran parte degli immigrati lavora nel settore estrattivo e delle raffinerie, una quota non trascurabile è adibita a lavori di supporto domestico.

«Part of the issue is pay since migrant workers accept a fraction in wages. University-educated Kuwaitis earned a median of 1,350 dinars ($4,426) a month in 2015 versus 490 dinars for similarly qualified expatriates, according to official statistics. The overall wage discrepancy was even starker: 1,113 dinars versus 120 dinars»

I termini del problema potrebbero essere riassunti nei seguenti:

– Il Kuwait è molto restio a concedere agli immigrati il diritto di cittadinanza: poche decine di persone ogni anno hanno

goduto di simile privilegio.

– La quota sciita è levitata al 30%, riverberando le note tensioni con i sunniti.

– Gli immigrati percepiscono salari media di circa un decimo rispetto a quelli dei cittadini.

– Resta aperta la questione del trattamento pensionistico e dell’accesso ai servizi sanitari: gli immigrati guadagnano troppo poco per potersi permettere simili benefici, i kuwaitiani d’alro canto non sono per nulla disposti a metter mano al portafoglio.

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Al momento attuale, la situazione è di stallo, ma iniziano d evidenziarsi segni di frizione, specie per il fatto che l’immigrazione è alla seconda generazione, che aspirerebbe a condividere maggiormente la ricchezza che concorrono a generare.

Non desta quindi sorpresa che si stia sviluppando un movimento che vorrebbe porre un limite all’immigrazione, riducendone nel tempo l’impatto. Né dovrebbe destare meraviglia che tra gli immigrati stia crescendo il malcontento.

Tensioni al momento alquanto modeste, ma sicuramente in crescendo.


Bloomberg. 2017-04-15. In One of World’s Richest Nations, Anti-Immigrant Tide Is Rising

– Kuwait’s sole woman lawmaker at heart of push against migrants

– Temporary foreign workers make up 70% of Kuwait’s population

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The angst against foreigners that’s sweeping the globe isn’t skipping the oil-rich Middle East.

Safa Al-Hashem, the only woman in Kuwait’s 50-seat parliament, is capitalizing on a growing resentment of foreigners to build support for a movement that’s taking shape as the nation’s ruling al-Sabah family withdraws some handouts in an era of cheap oil.

“Before asking citizens to pay, the government should reform the population mix by levying taxes on foreigners,” said the 52-year-old former investment banker, whose salt-and-pepper pixie-cropped hair and attire of smart business suits make her stand out among exclusively male counterparts in white gowns and headdresses. “The citizen feels that our entitlements lack social justice.”

Voices of discontent in Kuwait’s legislature, the most-independent in the Gulf, provide a rare glimpse into how locals are reacting as cash-strapped monarchs from Saudi Arabia to the United Arab Emirates risk their legitimacy by overhauling social contracts that cemented decades of largely autocratic rule.

Kuwait’s rulers “have to manage a very delicate transition,” said Graham Griffiths, an analyst at global risk consultancy Control Risks in Dubai. “The issue for them is managing the economic reforms they see as necessary, while placating populist pressures amid broader demand for political reform and accountability.”

Growing Hostility

Al-Hashem’s brand of populism is unique to the nation of 4.4 million sandwiched between Iraq and Saudi Arabia, where migrant workers outnumber locals 3-to-1 and, unlike elsewhere in the Gulf, get subsidized health care and education. It’s all the more striking because the nation exists only because more than two dozen countries came to its rescue 26 years ago to force out Saddam Hussein.

She wants the Egyptians, Syrians, Indians and Bangladeshis who do the plumbing and teach students to be deported — or get taxed for “walking on the roads” if they stay.

“They’re sucking up the state’s resources,” said the Harvard Business School graduate, who won her seat in a November election that saw Kuwaitis oust more than half of the incumbents to protest the first gasoline price hike in decades, which took the cost of premium fuel to 165 fils per liter (55 cents), up 83 percent according to local press.

400,000 Followers

The message is gaining traction. Al-Hashem, who has more than 400,000 followers on Twitter, has been elected three times since late 2012.

Meanwhile, pressure is intensifying for Kuwait to cut a subsidy bill that mushroomed five-fold to 5.1 billion dinars ($17 billion) in the decade to 2015. Reluctant to deplete its $592 billion wealth fund meant to preserve cash for future generations, the nation borrowed from the international debt markets for the first time last month, raising $8 billion.

Regular clashes between lawmakers and government officials appointed by the al-Sabahs have delayed investment projects in recent years, leaving Kuwait behind peers in weaning its economy off oil. While parliament can make laws, veto state decisions and hold ministers to account, Emir Sabah al-Ahmed al-Sabah regularly dissolves it when tensions run too high.

It last happened in October after ministers came under fire for the subsidy cuts. But the election weeks later bolstered an opposition united in blaming foreigners for deteriorating public services.

‘Trump Wing’

Among them is Abdulkarim Al-Kandari, who holds a doctorate in commercial law from University of Strasbourg in France.

One evening last month in Kuwait City, he convened with nearly two dozen citizens for a traditional diwaniya, a gathering where Kuwaiti men sit on wall-to-wall sofas to discuss the issues of the day. The banner hanging above them in Arabic read “the population imbalance,” a telling indication of a pressing worry.

“We are not setting up a Trump wing here,” Al-Kandari said, rejecting the idea that developments in Kuwait resemble the anti-immigrant sentiment that catapulted Donald Trump to the White House and boosted Marine Le Pen’s popularity in France. “But dealing with a deficit means we must rethink our policies.”

Speaking as two Egyptian kitchen staff served tea and Arabic coffee, Al-Kandari said his beef isn’t with the guest workers who build skyscrapers, drive cabs or work in services. Kuwaitis don’t want those jobs anyway. But he doesn’t think foreigners should fill professional jobs like administrators and teachers when official unemployment among locals is 4.7 percent.

Divided Opinion

Part of the issue is pay since migrant workers accept a fraction in wages. University-educated Kuwaitis earned a median of 1,350 dinars ($4,426) a month in 2015 versus 490 dinars for similarly qualified expatriates, according to official statistics. The overall wage discrepancy was even starker: 1,113 dinars versus 120 dinars.

A recent survey of several Kuwaiti nationals showed opinion is divided on the urgency of change. Khalid Bouaraki, a government employee, said compatriots upset over subsidy cuts are “overreacting” because they can afford it. Perks exclusive to citizens include free land plots to build homes, interest-free loans, university and marriage grants and the occasional state write-off of consumer debt. 

On the other hand, Yousef Mohamad, a 49-year old state employee, is suffering because his salary hasn’t gone up in years. “Not all of us are rich,’’ the father of four said, while sipping tea in a local cafe. “Many of us are struggling to land secure jobs.”

Along with lowering its dependence on oil and modernizing infrastructure, Kuwait’s 2035 development plan envisions reducing the proportion of foreigners to 60 percent from the current 70 percent, according to local media.

But appeasing dissidents like Al-Hashem, who wants businesses to take the burden from the state for funding benefits for foreigners, will take more than that. Since securing her seat, she’s won support for a bill to overturn the gasoline price increase, lobbied vigorously to make migrant workers buy medical insurance and proposed an expat-only road tax to ease traffic congestion.

“I won’t remain silent just to keep our boat sailing,” Al-Hashem said. “Citizens would be willing to pay their fair share, but not when they know their money will go to pay for the others.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Canada. Il 50% si oppone all’immigrazione illegale.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-20.

Victory 001

Napoleone soleva ripetere ai suoi generali che l’obiettivo primo di una battaglia era rompere l’equilibrio: solo dopo avrebbe potuto iniziare il combattimento per la vittoria.

Ciò che avvenne il due dicembre ad Austerlitz è entrato di buon diritto nei manuali militari. Napoleone stesso ce lo descrive:

«Si je voulais empêcher l’ennemi de passer, c’est par ici que je me placerais, sur ces hauteurs (de Pratzen). Mais alors je n’aurais qu’une bataille ordinaire… Si, au contraire, je refuse ma droite en la retirant vers Brünn et que les Russes abandonnent ces hauteurs pour m’envelopper, fussent-ils 300000 hommes, ils seront pris en flagrant délit et perdus sans ressources.»  [Napoleone ai suoi Marescialli]

Alle ore 9 del mattino il generale Soult occupò il Pratzen cogliendo i russi completamente di sorpresa: erano persi strategicamente, tagliati in due.

La conquista del Pratzen non era la vittoria, ma la rottura dell’equilibrio: la battaglia di lì al tramonto avrebbe soltanto stabilito se sarebbe stata solo una vittoria oppure un trionfo. E trionfo fu.

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L’elezione di Mr Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stata una sorpresa per chi credeva di essere invincibile. Ma, pur essendo una vittoria di portata tale da renderla di difficile riscontro nella storia bicentenaria degli States, il repubblicani hanno infatti vinto simultaneamente Presidenza, Congresso e Senato, tale vittoria è stata solo la rottura degli equilibri.

Subito dopo è iniziata la battaglia per annientare una volta per tutte i liberals democratici, privandoli di tutto il sottogoverno che si erano faticosamente costruiti a livello domestico e mondiale.

Senza sottogoverno i liberals non avrebbero più avuto accesso alle risorse che loro servivano per ricompensare i servi fedeli e trarne una inenarrabile serie di guadagni illeciti.

Il programma di Mr Trump è semplicissimo: portarli alla fame.

*

Ogni trionfo ha un effetto di trascinamento, non immediato, ma sicuro.

Di oggi ottime notizie anche dal Canada.

«Nearly half of Canadians want to deport people who are illegally crossing into Canada from the United States»

*

«a similar number disapprove of how Prime Minister Justin Trudeau is handling the influx»

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«Trudeau has come under pressure over the flow of the illegal migrants»

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«Some 48 percent of Canadians said they supported “increasing the deportation of people living in Canada illegally.”»

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L’immigrazione, possibilmente islamica, che sostituisca una popolazione occidentale debosciata nei costumi che aborrisca la propria riproduzione è sempre stato un mantra dei liberals americani e dei socialisti ideologici europei.

Ideologia ben strampalata. Se è condannabile, ma capibile, il desiderio di sterminare un altro popolo, quella di autocondannarsi all’estinzione sembrerebbe essere il frutto di una mente insana: altro non sarebbe che un suicidio.

Bene, adesso anche l’opinione pubblica canadese sta abbandonando questa concezione.

Questo è un risultato che solo sei mesi fa sarebbe stato impossibile: allora nemmeno il venti percento della popolazione era contrario l’immigrazione illegale.

E siamo solo agli inizi: la deobamizzazione dell’Occidente prosegue imperterrita. Il grosso ha ancora da venire.

Le battaglie si fanno per annientare e le guerre per vincerle.


→ Reuters. 2017-03-20. Exclusive: Almost half of Canadians want illegal border crossers deported – Reuters poll

Nearly half of Canadians want to deport people who are illegally crossing into Canada from the United States, and a similar number disapprove of how Prime Minister Justin Trudeau is handling the influx, according to a Reuters/Ipsos opinion poll released on Monday.

A significant minority, four out of 10 respondents, said the border crossers could make Canada “less safe,” underlining the potential political risk for Trudeau’s Liberal government.

The increasing flow of hundreds of asylum-seekers of African and Middle Eastern origin from the United States in recent months has become a contentious issue in Canada.

There has been broad bipartisan support for high levels of legal immigration for decades in Canada. But Trudeau has come under pressure over the flow of the illegal migrants. He is questioned about it every time he appears in parliament, from opponents on the left, who want more asylum-seekers to be allowed in, and critics on the right, who say the migrants pose a potential security risk.

Canadians appeared to be just as concerned about illegal immigration as their American neighbors, according to the poll, which was conducted between March 8-9. Some 48 percent of Canadians said they supported “increasing the deportation of people living in Canada illegally.” (For graphics on asylum process, immigration poll see tmsnrt.rs/2nyY8CJ)

When asked specifically about the recent border crossings from the United States, the same number – 48 percent – said Canada should “send these migrants back to the U.S.” Another 36 percent said Canada should “accept these migrants” and let them seek refugee status. 

In the United States, where President Donald Trump was elected partly on his promise to boost deportations, 50 percent of adults supported “increasing the deportation of illegal immigrants,” according to a separate Reuters/Ipsos poll that was conducted during the same week in the United States.

Illegal migrants interviewed by Reuters in Canada said they had been living legally in the United States and had applied for asylum there. But they had fled to Canada for fear of being caught up in Trump’s immigration crackdown.

WARMING WEATHER POSES RISK

In the poll, support for deporting the border crossers was strongest among men, adults who do not have a college degree, people who are older and those with higher levels of income.

    “There are so many people in the world who want to come in and go through the right channels,” said Greg Janzen, elected leader of a Manitoba border municipality that has seen hundreds of border crossers. “That’s what’s pissing most people off. These guys are jumping the border,” he said.

Forty-six percent of Canadians feel the influx would have no effect on safety, while 41 percent said it would make Canada less safe, according to the poll.

“Refugees are much more welcomed when we have gone and selected them ourselves as a country, as opposed to refugees who have chosen us,” said Janet Dench, executive director of Canadian Council for Refugees.

Of those polled, 46 percent disagreed with how Trudeau was handling the situation, 37 percent agreed, while 17 percent did not know. In January, a separate Ipsos poll found that 59 percent of Canadians approved of Trudeau, while 41 percent disapproved.

Trudeau faces no immediate threat, since the next elections are not until 2019. Trudeau’s office declined to comment on the poll, as did the opposition Conservative Party.

Brian Lee Crowley, head of the Macdonald-Laurier Institute public policy think-tank, said the number of illegal migrants could spike as the weather warms, and “if people become convinced there’s a large uncontrolled flow of illegal immigrants, I think that will be a very serious political issue for the government.”

Canadian authorities dismiss the idea they are being lax.

Dan Brien, a spokesman for Public Safety Minister Ralph Goodale, said “trying to slip across the border in an irregular manner is not a ‘free’ ticket to Canada,” noting that all asylum-seekers were detained.

“If they are found to be inadmissible without a valid claim, deportation procedures are begun,” he said by email when asked about the poll.

According to a separate Ipsos poll in Canada, 23 percent of Canadians listed immigration control as among the top national issues in March, up from 17 percent in December. It ranks behind healthcare, taxes, unemployment and poverty as top concerns.

The Canadian government set an immigration target of 300,000 for 2017, or just under 1 percent of the population, the same level as 2016. It reduced the 2017 target for resettled refugees to 25,000 from 44,800 in 2016, a year when it welcomed 25,000 refugees from Syria. 

The Reuters/Ipsos poll was conducted online in English and French throughout Canada. It included responses from 1,001 people who were at least 18 years old. Individual responses were weighted according to the latest population estimates in Canada, so that the results reflect the entire population.

The poll has a credibility interval, a measure of accuracy, of 4 percentage points.