Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Viminale. Permessi umanitari crollati dal 27% al 2%. Dinieghi al 77%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-15.

Mela con il Coltello tra i Denti.

Viminale. 2019-03-14. Salvini al question time

Il ministro Salvini ha risposto oggi alle interrogazioni dei deputati su:

– iniziative volte a prevedere deroghe al divieto introdotto dal decreto-legge n. 113 del 2018 in materia di circolazione in Italia di veicoli con targa estera, con particolare riferimento ai residenti nelle zone di confine (Plangger – MISTO-MIN. LING.);​

– iniziative volte a rivedere gli accordi Italia-Libia in materia di contrasto all’immigrazione illegale, al fine della salvaguardia dei diritti umani (Palazzotto – LEU);​

– effetti delle politiche del Governo in materia di immigrazione, con particolare riferimento al numero degli arrivi sulle coste italiane, nonché al numero e agli esiti delle domande di protezione internazionale esaminate (Molinari – LEGA);​

– elementi e iniziative in ordine al fenomeno dei finanziamenti di alcuni Paesi arabi destinati in particolare a luoghi di culto islamici in Italia.

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L’unico modo per risolvere i problemi della immigrazione illegale clandestina è quello di bloccarla all’origine.

«Crollano i permessi umanitari e aumentano i dinieghi delle domande d’asilo: in un anno i primi sono passati dal 27% del totale al 2% mentre i no alle richieste dei migranti sono saliti dal 56% al 77%.»

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«dall’inizio dell’anno all’8 marzo sono state presentate 7.189 domande di asilo»

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«6.311 sono invece le decisioni adottate e 76.779 le domande pendenti, il 43,27% in meno rispetto al 1 giugno (erano 135.337) quando, sottolineano fonti del Viminale, si è insediato il nuovo governo»

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«Delle oltre 16mila decisioni adottate nel 2019 – tolti i dinieghi e il 2% che riguarda la protezione umanitaria, nel 10% dei casi è stato concesso lo status di rifugiato (nel 2018 era il 7%)»

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Fallita la riunione dei ministri interni sulla immigrazione.

Italia. Servizi di Sicurezza. Immigrati clandestini -80%.

Siamo chiari.

Chiunque sostenga la immigrazione illegale e clandestina non sostiene l’immigrazione in sé e per sé stessa, bensì la illegalità e la clandestinità.

Per parlare in termini politicamente corretti, sostiene la struttura criminale che alimenta illegalità e clandestinità.

La società civile non può accettare minimamente un fatto del genere: la legalità deve essere preservata.

Poi, se taluni leggi non piacessero, ebbene, chi non le condivide si presenti alle elezioni, le vinca e vada al governo, quindi le sostituisca. Questa è la società civile: il resto è solo tirannide.


Ansa. 2019-03-14. Crollano permessi umanitari, dal 27 al 2%

Dati Viminale, in aumento dinieghi, respinte 77% domande

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Crollano i permessi umanitari e aumentano i dinieghi delle domande d’asilo: in un anno i primi sono passati dal 27% del totale al 2% mentre i no alle richieste dei migranti sono saliti dal 56% al 77%.

Secondo i dati aggiornati del Viminale, dall’inizio dell’anno all’8 marzo sono state presentate 7.189 domande di asilo; 16.311 sono invece le decisioni adottate e 76.779 le domande pendenti, il 43,27% in meno rispetto al 1 giugno (erano 135.337) quando, sottolineano fonti del Viminale, si è insediato il nuovo governo. Delle oltre 16mila decisioni adottate nel 2019 – tolti i dinieghi e il 2% che riguarda la protezione umanitaria, nel 10% dei casi è stato concesso lo status di rifugiato (nel 2018 era il 7%) e nel 6% la protezione sussidiaria (l’anno scorso era il 5%).

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

EU. Fallita la riunione dei ministri interni sulla immigrazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-11.

Unione Europea 010 Bicchieri

‘Orban cannot yield’ on migration, Christian values, Fidesz official says

«Membership in the EU’s conservative political bloc is important, but not as important as defending “European Christian values and stopping migration,” a Hungarian Fidesz party official has said.

Hungary’s far-right Fidesz party has shrugged off an ultimatum from the European People’s Party (EPP) to avoid being jettisoned from European Parliament’s conservative bloc.

Fidesz’s communications director, Balazs Hidveghi, told reporters on Wednesday the far-right party, led by Prime Minister Viktor Orban, “cannot yield” to conditions set by the EPP’s German-born leader Manfred Weber.

“The defense of European Christian values and stopping migration is more important than party discipline,” Hidveghi said.»

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È abbastanza ovvio che le persone atee, men che ami liberal, non riescano a comprendere come si possano avere istanze religiose. Loro la religione la combattono e restano stupefatti che ci sia gente che invece ci crede. La odiano.

Severo errore di valutazione. Non a caso l’Ungheria, e con lei molti altri paesi europei, sono fieri del loro retaggio religioso, storico, culturale. Ma le radici europee affondano proprio nella religione cristiana.

Ma i liberal socialisti sono intolleranti: o si accettano le loro posizioni oppure si diventa loro nemici giurati. Eppure la convivenza potrebbe essere possibile, e verosimilmente lo sarà dopo le prossime elezioni europee.

«Seven different EU immigration policy reform bills have been on the table for the last three years. And for three years, the bloc’s interior ministers have been fighting over them. They have been unable to come to an agreement, and they end each negotiation with the same lament: Something has to happen. »

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«A joint immigration and asylum policy that is somehow carried by all has failed to materialize.»

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«Italy and Greece insist that new arrivals be distributed across the bloc. Hungary and Poland don’t want to take anyone. France and Germany see the countries of first arrival as bearing responsibility.»

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«national representatives have officially admitted that they cannot come to an agreement. And with that admission, they are giving right-wing populists highly welcome campaign ammunition.»

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«Italy’s radical right-wing interior minister, Matteo Salvini, will use that inability to justify closing Italian ports to refugees rescued at sea.»

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«Contrary to Germany’s wishes, Italy is threatening to put an end to Operation Sophia, the EU’s naval rescue mission in the Mediterranean.»

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«Europeans are not prepared for the next civil war, the next famine, or for immigrants fleeing their homes due to climate change»

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«The real test, however, will come at the end of the year, when the EU negotiates the distribution of grant money for the next decade»

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In sintesi: qui nessuno vuol più saperne di immigrazione.

A maggio si terranno le elezioni europee ed entro l’anno sette stati dell’Unione andranno alle urne per rinnovare i governi. Muteranno sia il parlamento europeo sia il Consiglio Europeo, e questa dirigenza attuale sarà pensionata.

Intanto, l’asse francogermanico sta disintegrandosi. Macron è nei triboli per il caso Benalla, per i Gilets Jaunes, per l’Onu che ha assimilato la Francia al Venezuela, e per il fatto che la Germania lo ha scaricato.

In conclusione, se ne riparlerà in tempi più opportuni.


Deutsche Welle. 2019-03-11. Opinion: EU immigration policy is grist to the far-right mill

A final attempt by EU interior ministers to find agreement on a common immigration policy ahead of European parliamentary elections has collapsed. And that is just what some wanted, says DW’s Bernd Riegert.

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Seven different EU immigration policy reform bills have been on the table for the last three years. And for three years, the bloc’s interior ministers have been fighting over them. They have been unable to come to an agreement, and they end each negotiation with the same lament: Something has to happen. Yet, nothing ever does.

The old Dublin Regulation, which stipulates that the country of first arrival is responsible for an immigrant, is still the law. Although almost all of the EU’s 28 interior ministers agree that the rule no longer works —  although they give very different reasons for why they think this is — they have yet to come up with a better solution.

A joint immigration and asylum policy that is somehow carried by all has failed to materialize.

Italy and Greece insist that new arrivals be distributed across the bloc. Hungary and Poland don’t want to take anyone. France and Germany see the countries of first arrival as bearing responsibility.

Now, at the last meeting of interior ministers before May’s European parliamentary elections, national representatives have officially admitted that they cannot come to an agreement. And with that admission, they are giving right-wing populists highly welcome campaign ammunition.

Far right will exploit the EU’s weaknesses

These will happily exploit the emotionally charged topic of immigration when making their plea to voters, as well as pillorying the EU’s inability to find a solution to this so-called crisis ahead of the May ballot. Italy’s radical right-wing interior minister, Matteo Salvini, will use that inability to justify closing Italian ports to refugees rescued at sea.

Hungarian Prime Minister Viktor Orban will use the collapse of negotiations to prop up his abstruse theory that Brussels seeks to flood his country with Muslims to “replace the people.”

Far-right parties across Europe, from the AfD in Germany and the FPÖ in Austria to the EKRE in Estonia, will no doubt spew similar nonsense.    

German Interior Minister Horst Seehofer (CSU), who last year used immigration policy to instigate a coalition crisis in Berlin and promised to deliver a European solution to the issue, also went down in flames — having achieved absolutely nothing.

His immigrant repatriation agreement with the populist government in Italy has yet to come about  in fact, the opposite is now the case. Contrary to Germany’s wishes, Italy is threatening to put an end to Operation Sophia, the EU’s naval rescue mission in the Mediterranean. And despite having happily shaken hands with far-right radical Salvini over a done deal in June, there is not a thing Seehofer can do about it.

Empty hands

Now it will be easy to make the case for closing oneself off entirely, for borders, higher fences, and walls. The utterly divided EU has nothing to offer on immigration policy. The migration crisis that the right is always talking about does not exist at the moment; the number of arrivals to Europe has dropped dramatically.

But the EU is woefully unprepared for another rush like that of 2015. Europeans are not prepared for the next civil war, the next famine, or for immigrants fleeing their homes due to climate change. It is a scandal that this is the case just 11 weeks before European parliamentary elections. And it should surprise no one if the populists and anti-EU parties gain seats.

The real test, however, will come at the end of the year, when the EU negotiates the distribution of grant money for the next decade. Will states that take more immigrants get more money? Will those that take none be penalized by receiving less? The showdown has the potential to paralyze the EU, or even worse, destroy it entirely.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. I tedeschi iniziano a sbattere il grifo contro la realtà. Sulla loro pelle.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-06.

Das Brandenburger Tor in Berlin

Germania. Un disoccupato su tre salta i pasti. Meglio l’Uganda.

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

Germania. 13 milioni di poveri e 330,000 famiglie con la luce tagliata.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

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Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

Germania. L’allucinazione disillusa dei gerontocomi. – Spiegel

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Il problema è molto semplice.

In Germania sta allungandosi la durata della vita media e, simultaneamente, sono crollate le nascite da tedesche autoctone: ne consegue una diminuzione numerica dei giovani autoctoni ed un aumento numerico dei vecchi. Mancano le braccia per sopperire alle esigenze dell’industria e dei servizi.

Larga quota dei vecchi, poi, non ha figliato: deve quindi affrontare la senescenza e le malattie senza il supporto familiare. I tedeschi vecchi sono soli come cani.

Sono ‘disperati’, riporta il Deutsche Welle.

Ma i problemi non vengono mai da soli.

È difficile trovare gerontocomi che accolgano per meno di 2,500 euro al mese, ossia 30,000 euro l’anno.

Se è vero che in Germania esiste una forma assicurativa per ottenere al momento un posto in un gerontocomio, è anche vero che ben pochi si sono potuti permettere il lusso di versare i necessari contributi a tariffa piena. Al dunque: pochi tedeschi hanno i mezzi per essere ricoverati in strutture idonee. Per entravi, quelli che ne dispongono vendono casa ed i restanti beni, ma mica tutti ne dispongono. Stesso ragionamento è per una badante: con meno di 18,000 euro l’anno non se ne parla. Non sono molti quelli che possono permettersi cifre del genere.

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Ma c’è anche dell’altro.

I gerontocomi esistenti hanno una carenza di personale stimata a circa 40,000 unità lavorative. Ma ogni anno i pensionamenti falcidiano gli organici del personale.

I tedeschi giovani non gradiscono questo tipo di lavoro. L’ideale proposto della donna è la manager che dal settantesimo piano dirige affari miliardari, mica quello di una infermiera che imbocchi i vecchietti e che li pulisca quando siano sporchi.

I tedeschi si stanno dando quindi un gran da fare ad importare infermieri/e specie dai paesi dell’est europeo, ma sono più i problemi che causano che i benefici che producono.

Il primo grande ostacolo è costituito dalla lingua. Per fare l’infermiere servirebbe avere il tedesco fluente, mentre gli immigrati parlano la lingua a livello di sopravvivenza.

Il secondo grande ostacolo è costituito dal fatto che i diplomi infermieristici conseguiti all’estero non sono quelli presi in Germania. La differenza è evidente.

Il terzo ostacolo è costituito dal fatto che gli infermieri esteri vogliono fare gli infermieri: non ne vogliono sapere di fare i badanti. Pulire i pazienti loro non competerebbe. Nei loro paesi questo compete ai familiari.

Infine, anche gli infermieri esteri vorrebbero poter fare carriera, ma sembrerebbe che trovino molti ostacoli. Già: i tedeschi sono aperti a tutto tranne quando si parla dei loro stipendi. Vogliono sempre comandare.

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È davvero ingenuo aver pensato che dei mercenari accudiscano con la cura e l’amore dei figli. E le ingenuità si pagano ad usura.

Ma siamo solo agli inizi: questi sono gli antipasti.

Continuando con una tasso di fertilità delle femmine autoctone attorno all’1.3, la carenza di giovani forze sarà sempre più evidente e non rimpiazzabile.

Sarà curioso vedere come i tedeschi rimpiazzeranno gli insegnanti, i burocrati, i funzionari di banca, i giudici che andranno in pensione: sono tutti lavori per i quali il tedesco fluente sarebbe ben mandatorio.


Deutsche Welle. 2019-03-01. Conflicts grow in German care sector as more foreign workers come

Misunderstandings between German-trained care workers and foreign colleagues can be a source of tensions, a study says. The number of carers in Germany who trained abroad has recently risen dramatically.

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German hospitals and aged-care centers are seeing growing tensions among staff members as more and more carers come from abroad with different training and a lack of German-language skills, a study published on Friday said.

Researchers from the Hans-Böckler Foundation found that there were often two mutually hostile camps in care institutions, one made up of established carers and the other of staff recently arrived from abroad.

Different views

The study said that differing attitudes to the profession were often at the root of misunderstandings between the two sides.

For example, the report said, carers from abroad were often trained at universities, something that German-trained staff tended to see as lacking in practical relevance.

Foreign-trained care workers, for their part, often felt that they were working under their proper level, particularly those from southern Europe, who are used to taking on responsibilities for management and patient treatment — decisions that in Germany are left up to doctors. In southern Europe, helping patients eat or looking after their personal hygiene is usually done by special assistants or family members.

Language skills problematic

German-trained carers also often complained that staff from abroad could not work optimally because of a deficient command of the German language. The foreign-trained carers, in their turn, frequently had the impression that the German language was being used to create hierarchies and push them into an outsider role.

The researchers behind the study said it was essential that hospitals and aged-care facilities set aside enough time to allow an exchange of views and the resolution of conflicts. They said independent coaches should be employed to help overcome communication barriers between locally trained staff and those coming from abroad.

Carer shortage

Most of the new care workers in Germany come from the EU countries of Romania, Croatia, Poland and Hungary, as well as Bosnia-Herzegovina, Serbia and Albania. In addition, a growing number of staff members come from the Philippines under a special agreement, the study said.

The annual influx of foreign-trained care workers rose from some 1,500 per year in 2012 to around 8,800 in 2017, the study showed. Despite the growth in numbers, however, Germany still has a much lower proportion of carers trained abroad than countries such as Great Britain or Switzerland, which have two to three times as many, according to the researchers.

German care institutions have long complained about a local shortage of qualified workers in the sector.


Deutsche Welle. 2019-03-01. Germany’s aging population desperate for more nurses

The German government has announced 13,000 more jobs for hospitals and care homes, but there is still a shortage of qualified medical staff. DW spent a shift with two nurses to learn more about the care sector crisis.

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“110/70 — you have normal blood pressure, that’s good,” says nurse Valentina. She makes a note, inquires how the patient is feeling and then rushes off to see the next person. “We have to check on 23 patients today before the doctor tends to them at eight,” Valentina explains. Often, she admits, that leaves little time to chat.

The 48-year-old Oleg Busch, who heads the surgical ward at Helios hospital in the western German city of Siegburg, also works as a nurse. He’s been doing so for over 20 years now. Oleg likes his job, even though it can be very stressful at times.

Understaffed hospitals

Germany faces a massive lack of medical care personnel, which means many hospitals are overburdened. Nurses complain that they are too short-staffed to properly tend to their patients. Currently, roughly 1 million people work in the country’s nursing industry. It is projected that 3 million nurses will be needed by 2060, given Germany’s aging population. In late 2015, there were 2.9 million individuals in need of care — by 2030, this figure is expected to rise to 4.1 million.

Busch believes Germany is in dire need of additional care personnel, and his hospital is no exception. “Ideally, we should have three certified care-givers working the morning shift, just like today,” he says. However, Busch concedes that such ideal staffing conditions are difficult to achieve, as there simply aren’t enough nurses.

Patients are always his absolute priority, which can sometimes mean having to put bathroom and meal breaks on hold. Sometimes, there is not even enough time to complete all the patient paperwork, and it has to be postponed.

German government vows to improve situation

German Health Minister Jens Spahn, Family Minister Franziska Giffey and Labor Minister Hubertus Heil want to remedy this problem. Together, the three unveiled a plan for “concerted action regarding the care sector.” It envisions better nursing wages and working conditions through collective bargaining agreements. Spahn also wants to hire additional care personnel from abroad.

Christina Körner of the Johanniter Education Center in Bonn says this plan would merely relieve the symptoms rather than address the underlying problem. Körner, who is a trained nurse, is critical of the fact that the workload continues to increase in Germany’s health care sector, but staff numbers aren’t keeping up. “Their job is getting more and more demanding,” she says. “I can say this because I have 20 years experience working in the sector.”

Körner does not believe that hiring foreign care personnel to compensate for staff shortages is a good idea in the long term. People from other cultures need time to integrate into German society she says, stressing that there is not enough staff capacity to help foreign workers settle in.

Nurses fed up with heavy workload

Despite the hard work, Busch says he likes being a nurse. “I enjoy working with people and helping them,” he explains, adding that the rewarding work sometimes helps him forget about the inconveniences and little annoyances that come with the job.

Busch believes that nursing is only for people who deeply care about working with others. “Anyone who says they want to be a nurse because the money is good is in the wrong job. Here, the patient is the focus. Anyone who enjoys doing that will always have a future,” he says while putting together medical records for the doctor — several patients are set to undergo surgery today.

Körner sees a future for the nursing industry in Germany. After completing vocational training, she studied health and care education. In 2016, she became a member of the executive board of the German Nurses Association. “I believe it’s almost inevitable that the caregiver sector will develop and progress,” Körner says. “There are so many different education programs on offer, some for people with prior work experience and regular university degrees, too.”

Establishing an appropriate framework to make this vocation more attractive is key, believes Körner. “We have grown used to the current situation and keep telling ourselves ‘we will manage somehow,'” Körner says. However, she admits that Germany’s caregivers are becoming increasingly discontent with the heavy workload. “Maybe now would be a good time for the new government to tackle the issue and initiate a public debate on the matter,” she says. 

Conditions must improve

As Busch’s shift comes to an end, he is preparing the hand-over with his colleagues. It entails telling the late night staff how the patients are doing. What matters most to him, says Busch, is knowing he has fulfilled all his daily tasks. Alas, often he is forced to work extra hours to get everything done. “The conditions need to be right, things are totally different when we are not short-staffed,” he says. As Busch closes the file, he bids farewell to his colleagues. “This is about human lives,” he says. “And that requires having reliable and trustworthy caregivers.”

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Giappone. Segni iniziali di disfacimento. Apertura alla immigrazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

2018-12-30__Giappone__001

Lo studio della storia serve quasi invariabilmente per capire che sono stati rifatti gli stessi identici errori del passato: solo pochissime persone hanno la dote di ricordarsi dei propri errori ed evitare di ripeterli.

Cercheremo di essere più chiari usando un esempio che dovrebbe rendere bene l’idea.

Fate conto di essere presenti ad un grave incidente: un masso si è staccato ed è piombato su di un poveraccio, che vi rimane imprigionato con le gambe schiacciate sotto. Queste situazioni sono davvero dolorose, molto dolorose.

Sicuramente praticare al ferito una iniezione di morfina gli attenua il dolore, ma fino a tanto che non si rimuove il masso non si cerca di risolvere il problema alla radice. Trattare codesti incidenti solo con antidolorifici, o anche anestetici, non solo non risolve il problema di base, ma spesso ne procrastina la soluzione.

Ma i tempi sono finiti: non si può campare a lungo con le gambe maciullate sotto un masso.

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Tutto l’Occidente, Giappone ivi compreso, evidenzia negli ultimi decenni una grande crisi di denatalità.

Il rimedio più ovvio, come il rimuovere il masso, è quello di far riprendere le nascite: tutto il resto potrebbe al massimo essere un momentaneo palliativo.

Quando le donne romane iniziarono a far di tutto per evitare le gravidanze l’Impero iniziò il suo inarrestabile declino. Non solo. I barbari immessi negli organici dell’esercito dapprima difesero gli interessi dell’Impero romano, poi, una volta bene armati ed addestrati, si misero in proprio, ed i romani da padroni del mondo si ritrovarono ad essere schiavi.

La grande peste del milletrecento causò una immane moria, specie tra le persone in età giovane ed adulta. Una conseguenza degna di nota fu che i superstiti si contendevano le braccia sopravissute ed i salari decuplicarono. Stava meglio il fattore od anche il contadino che il signorotto locale, che reggeva solo perché teneva in mano una spada affilata. Nella Sassonia molti nobilotti concedevano le proprie figlie ai fabbri ferrai che si fossero trasferiti al loro servizio.

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Come nel caso della grande peste, la già temibile crisi demografica risulta essere aggravata dal prolungarsi della vita media, almeno per il momento. In Giappone gli over65 costituiscono il 27.87% della popolazione contro il 12.84% dei giovani.

In altri termini, il decremento risulta essere squilibrato nei rapporti delle classi di età. Ma i vecchi necessitano di braccia giovani che li accudiscano: in carenza, la durata della vita media è destinata a contrarsi. Ma in Occidente il rapporto vecchi / giovani è in continua ascesa.

Ovviamente, l’eutanasia è un rimedio di facile messa in opera: si pensi solo a quanto successe durante l’assedio di Alesia  oppure durante quello di Gerusalemme.

Ma dell’odierna società industriale vengono a mancare i rincalzi al comparto produttivo. Aziende che avrebbero potuto ampliarsi non possono farlo per carenza di mano d’opera, mentre altre sono destinate alla chiusura, sempre per lo stesso problema.

A popolazione dimezzata corrisponde un dimezzamento del pil.

Ad una popolazione dimezzata corrisponde il dimezzamento dei consumi energetici.

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Sarebbe ingenuo considerare il problema soltanto dal punto di vista economico, sicuramente molto importante, ma non comprensivo di tutte le cause.

Il problema è di Weltanschauung.

Da decenni in Occidente la famiglia è attaccata e demolita con raro accanimento. In particolare è stata vilipesa la figura della madre di famiglia, che genera ed alleva la propria prole, svolgendo un ruolo complementare a quello del marito.

Ad oggi, in Giappone il 40.4% delle femmine in età fertile, dai 20 ai 49 anni, assume cronicamente contraccettivi orali. Poi vi sono tutte le altre tecniche, non ultima l’aborto. La famiglia ha perso quella protezione legislativa che la aveva tutelata per secoli.

Si rivive il clima del basso Impero romano, ove la maternità era guardata con fiero sospetto: alterava la linea.

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La ricetta dei liberal socialisti è semplicissima.

Si importino immigranti.

Mutatis mutandis, è la soluzione presa dai romani, con le note conseguenze.

Alla fine, si arriverà ad adottare la proposta Spahn:

Germania. Herr Spahn prospetta la tassa sul nubilato.


Corriere. 2018-12-29. «Mancano lavoratori»: il Giappone fa arrivare 340.000 immigrati

Contro l’invecchiamento demografico Il governo di Tokyo investirà l’equivalente di 50 milioni di euro in cinque anni. I principali flussi da Filippine, Vietnam e Myanmar.

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Un Paese con una forte economia manifatturiera, alle prese con un inarrestabile invecchiamento della popolazione e un debito pubblico da record, si trova a fare i conti anche con una pesante carenza di manodopera per il suo tessuto produttivo. I connotati potrebbero essere quelli dell’Italia e invece in questo caso si parla del Giappone e delle misure varate dal governo per fronteggiare il rischio del declino economico e demografico. Il governo del premier Shinzo Abe ha varato alcuni giorni fa un pacchetto di misure per favorire l’arrivo in Giappone di lavoratori stranieri dai paesi del Sud Est asiatico. Una misura in controtendenza con il vento «sovranista» che soffia su Europa e Stati Uniti.

L’offerta a 11 paesi

Il pacchetto di misure (sono 126 in tutto) punta a un obiettivo dichiarato: garantire l’immigrazione di almeno 340.000 lavoratori nell’arco di cinque anni e la loro integrazione nella società nipponica. La decisione si è resa indispensabile soprattutto per coprire le carenze di manodopera in alcuni settori: costruzioni, sanità, ma anche alta tecnologia; per il piano sono stati messi a bilancio 6 miliardi di yen, che corrispondono a circa 50 milioni di euro. Verranno spesi per l’integrazione dei nuovi arrivati in circa 100 comunità (grandi città ma anche centri minori) , l’assistenza burocratica, corsi di lingua, assistenza medica e scolastica per i figli degli immigrati. L’offerta è rivolta a 11 paesi dell’area ma si prevede che i flussi più forti possano arrivare da Filippine, Vietnam e Myanmar.

I casi di Germania e Ungheria

Il pacchetto varato dal governo di Tokyo tenta di dare una risposta a un problema che sta diventando assillante per l’intera società occidentale. La Germania, la scorsa estate ha adottato misure analoghe: lì le dimensioni dell’economia hanno richiesto di pianificare l’arrivo addirittura di 1.600.000 lavoratori stranieri; discorso opposto riguarda invece l’Ungheria: anche qui delocalizzazioni e sbarco di multinazionali hanno fatto rialzare la richiesta di manodopera ma la politica di chiusura delle frontiere di Viktor Orbàn ha costretto a soluzioni diverse. La nuova legge sul lavoro consente di alzare il numero delle ore straordinarie di lavoro fino a 400 l’anno, misura che ha scatenato le proteste di piazza a Budapest e in altre località del paese magiaro.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Piepoli. Chiusura porti +66%, Flat Tax 43.3% contro 39.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-21.

Pecore. Gregge. 006

«Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura [chiusura dei porti] sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio»

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«Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle [reddito di cittadinanza] divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).»

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«Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli [Flat Tax] in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) …. la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari)»

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Se in linea generale è vero che le pecore seguono il pastore e non il pastore le pecore, sarebbe altrettanto vera la constatazione che una discrasia tra pecore e pastore porta inevitabilmente alla rimozione di questo ultimo.

Dovrebbe saperne qualcosa il partito democratico, crollato dal 40.8% conseguito alle elezioni europee ad un attuale 17% – 18%.

Ogni pensiero ed azione umana dovrebbe essere improntata a ciò che una volta era detto il sano buon senso.


Sondaggi politici. Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono i temi cari al governo M5S-Lega e di cui più si sta dibattendo sui giornali.

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Sondaggi politici Euromedia-Piepoli: chiusura dei porti trova d’accordo gli italiani

Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono questi i temi cari al governo M5S Lega e di cui più si sta dibattendo su giornali e nei palazzi della politica. Euromedia e Piepoli hanno chiesto un parere agli italiani su questi argomenti. I risultati della rilevazione sono stati poi mandati in onda nel consueto appuntamento con Porta a Porta.

Vediamoli ora insieme partendo dalla chiusura dei porti promossa dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio.

Capitolo reddito di cittadinanza. Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).

Dividendo l’Italia in zone però, scopriamo che al Nord la proposta pentastellata trova più contrari che favorevoli (49 contro 41%). Al Sud e nelle Isole, dove i Cinque Stelle hanno conquistato quasi tutti i seggi uninominali alle ultime Politiche, i consensi al reddito di cittadinanza arrivano a toccare il 60%.

Chiudiamo con la flat tax promossa dalla Lega. Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) con un alto livello di astenuti (tra il 17 e il 20%). In questo caso, la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari).

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Senza categoria

Germania. Le donne tedesche si ribellano al Governo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-04.

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Qui non parlano attricette che per avere una particina hanno dato via tutto, compreso l’onore. Ragazze che per un attimo fuggente di notorietà si sono degradate agli infimi livelli umani.

Qui parlano giovani donne. Potrebbero esser Vosta sorella, figlia, cugina, amica, Madre.

La collega in fabbrica oppure in ufficio. E tutte persone che votano.

«The campaign is directed against the imported migrants violence»

No Comment.

«The resistance begins! Young German women start the campaign “120 decibels”. The campaign is directed against the imported migrants violence, against sexual harassment, abuse and rape of women in Germany.

We bet this won’t get even 1% of the attention that #MeToo got.

Let’s get this hashtag trending!

#120dB

Twitter: www.twitter.com/120dezibel

Website: http://www.120db.info/»

*

Video di #120db.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Croazia. Immigrazione zero. Azioni illegali delle ngo.

Giuseppe Sandro Mela.
2017-12-29.

Croazia 001

Oggi la Croazia è anche membro del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea.

«dozens of migrants have been protesting for two days at the Tovarnik border checkpoint between Serbia and Croatia, urging the Croatian authorities to let them in»
*
«Serbia’s Commissariat for Refugees accused NGOs of feeding them false information»
*
«On Monday, around 60 refugees came from Belgrade via Sid [in Serbia] to Tovarnik, following the railway, but the Croatian police didn’t let them enter»
*
«”the Humanitarian Centre Novi Sad, NSHCR, whose activists are monitoring the situation, told BIRN.»
*
«NGOs monitoring the situation?»
*
«Unfortunately this is again about manipulated people who were told by some NGOs that, over the Catholic Christmas, if they appeared in a significant number, it would be easier to cross the border with Croatia»
*
«Croatia is securing the border but the backlog in Serbia (like Greece) is a serious risk to Europe. The illegal migrants cannot roam Europe and they must be sent back to Turkey or their country of origin»
*
«The EU claims they are supporting the camps in Serbia (non-EU) but what are they doing to deport the illegals back to Turkey»
*
«This is the tip of the iceberg and we do not think the EU Parliament, EUCO or the leaders of Western Europe are sincere in their efforts to protect Europe or its borders»
*
«Their goal is more third world migration»
* * * * * * *

Così, dopo i paesi del Visegrad, adesso si aggiunge anche la Croazia al novero delle nazioni afferenti l’Unione Europea che non intendono recepire ulteriormente migranti provenienti illegalmente.

Non è cosa di poco conto.

Se è vero che la Croazia sia un paese piccolo ed economicamente ancora nei triboli, è altrettanto vero che il suo capo di governo siede a pieno titolo nel Consiglio d’Europa ed ivi vota. Il voto della Croazia vale tanto quanto quello della Francia o della Germania.

È sempre maggiore il numero di stati nazionali che rivendicano la propria identità sovrana e non accettano più né la migrazione illegale né l’azione sul loro territorio di ngo  (ong) finanziate da potenze straniere a fini sovversivi l’ordine costituito.


→ V4 Report. 2017-12-27. Migrants Demand to be Allowed Into Croatia. Manipulative NGO activists are again misleading illegal migrants.
** BalkanInsight reports dozens of migrants have been protesting for two days at the Tovarnik border checkpoint between Serbia and Croatia, urging the Croatian authorities to let them in – while Serbia’s Commissariat for Refugees accused NGOs of feeding them false information.
“On Monday, around 60 refugees came from Belgrade via Sid [in Serbia] to Tovarnik, following the railway, but the Croatian police didn’t let them enter,” the Humanitarian Centre Novi Sad, NSHCR, whose activists are monitoring the situation, told BIRN. NGOs monitoring the situation?
However, according to BalkanInsight, Serbia’s Commissariat for Refugees told BIRN that some NGOs had, in effect, created the problem, by wrongly informing migrants that if they protested on the border in large numbers over Christmas, the Croatian authorities would let them in.
“Unfortunately this is again about manipulated people who were told by some NGOs that, over the Catholic Christmas, if they appeared in a significant number, it would be easier to cross the border with Croatia,” the Commissariat told BIRN on Tuesday.
It added that this was a “complete untruth”, and that Croatian police were not allowing any of them onto their territory. “The Commissariat is constantly appealing to migrants to return to the centres,” it added.
*** There are over 4,000 migrants in safe Serbia but many refuse shelter or to apply for asylum in Serbia. They are waiting for smugglers to take them illegally into the EU and Germany via Croatia.
Croatia is securing the border but the backlog in Serbia (like Greece) is a serious risk to Europe. The illegal migrants cannot roam Europe and they must be sent back to Turkey or their country of origin.
The EU claims they are supporting the camps in Serbia (non-EU) but what are they doing to deport the illegals back to Turkey. This is one of the reasons why the EU is paying Recep Erdogan huge amounts of money. All “irregulars” who entered via Greece must be sent back to Turkey.
**** This is the tip of the iceberg and we do not think the EU Parliament, EUCO or the leaders of Western Europe are sincere in their efforts to protect Europe or its borders. Their goal is more third world migration.
It is imperative and urgent that the CEE states, Visegrad, the Baltics and Austria start building a solid coalition to challenge the EU and Western European leaders this June over migrant quotas.
Western Europe must not be allowed to decide for Central Europe. After all, where are The NoGoZones, the cultural clashes and overwhelming majority of home-grown jihadists

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. France First. Migranti al macero.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-12-20.

Merkel e Macron

Capire Mr Macron può essere estremamente facile oppure incredibilmente difficile.

La chiave di lettura migliore sembrerebbe essere la seguente:

“France First”.

Compreso questo assioma, tutto l’operato di Mr Macron diventa intellegibile, semplice, chiaro e sequenziale. E ben difficilmente si potrebbe dare torto ad un francese che pensi a tutelare gli interessi francesi.

Migrants : Emmanuel Macron adopte une ligne dure

Questo è forse l’unico risultato della recente riunione del Consiglio di Europa.

«As soon as Macron took office at the Élysée:

– he decided to close French borders for migrants coming from Italy,

– he decided not to open French ports to welcome migrants from North Africa,

– he unilaterally called a peace conference for Libya without involving any other EU or UN partners,

– he announced the creation of hotspot in Libya to stop migrants arriving in Europe without any notification to EU authorities, neither to the EU Agency for Migration Frontex and finally

– he nationalised French biggest shipyard at St-Nazaire rather than allow it to pass into Italian ownership of Fincantieri.»

*

Non male per un europeista convinto, che avrebbe voluto fare lo Stato Europeo, ovviamente sotto guida ed egemonia francese.

Ma cosa ha detto Mr Macron? Quale sarebbe la sua visione in rapporto agli alleati europei?

«Make our planet great again» [Emmanuel Macron – Cnn]

*

«French President Emmanuel Macron said on Sunday he would not follow Germany’s example by phasing out nuclear energy in France because his priority was to cut carbon emissions and shut down polluting coal-fired production. ….

I don’t idolize nuclear energy at all. But I think you have to pick your battle. My priority in France, Europe and internationally is CO2 emissions and (global) warming» [Fonte]

*

«French President Emmanuel Macron has disappointed rights activists …. I believe in the sovereignty of states, and therefore, just as I don’t accept being lectured on how to govern my country, I don’t lecture others …. the Macron administration’s new policy of not openly criticizing countries over human rights» [Deutsche Welle]

 *

Dire e fare disgiunti, secondo convenienza.


The European Post. From pro-Europe to nationalist: the double face of Emmanuel Macron

The music chose to accompany Emmanuel Macron, as he walked in victory through the Louvre esplanade on electoral victory night, was Beethoven’s Ode to Joy, the official anthem of the European Union. The Guardian commented this choice: “Macron’s victory march to Europe’s anthem said more than words.” The Economist represented him walking on waters asking if he was the ‘saviour of Europe.”

During his electoral campaign he seemed to be one of the strongest supporter of the European Union. He explicitly said during the electoral campaign that “France hasn’t done everything to help Italy during the migrant crisis“. That’s also why Italian PM Paolo Gentiloni congratulates him after his victory twitting “Hurray. #Macron President Europe is feeling hopeful.”

But what does Paolo Gentiloni think today?

As soon as Macron took office at the Élysée:

– he decided to close French borders for migrants coming from Italy,

– he decided not to open French ports to welcome migrants from North Africa,

– he unilaterally called a peace conference for Libya without involving any other EU or UN partners,

– he announced the creation of hotspot in Libya to stop migrants arriving in Europe without any notification to EU authorities, neither to the EU Agency for Migration Frontex and finally

– he nationalised French biggest shipyard at St-Nazaire rather than allow it to pass into Italian ownership of Fincantieri.

Italy’s front pages were filled with anger at the French. “Macron’s blitz overshadows Italy,” said La Stampa, later adding on its website, “Italy and France head for naval battle.” Il Messaggero went with “Libya deal without Italy.”

Gentiloni’s ministers openly criticized the French president this week, voicing their frustration with Macron’s efforts, which they argue distract from a coordinated U.N. and European Union effort to engineer a political deal in Libya between three rival governments and dozens of militias.

Also Italian MEP Gianni Pittella, leader of the Socialists at the European Parliament, attacked Macron over his policies on migration saying: “The situation is shameful. Italy and the Italians are being abandoned, they’re being expected to deal with all these migrants on their own with no support.

Is this the worse diplomatic crisis between Italy and France after Zidane headbutt? Bloomberg jokes.

Vive lEurope, monsieur le Président! Non? 


Le Monde. 2017-12-16. Migrants : Emmanuel Macron adopte une ligne dure

Immigration. Le projet de loi sur l’immigration est annoncé au printemps prochain. D’ores et déjà, Emmanuel Macron applique une politique de fermeté envers les migrants.

Mieux accueillir les réfugiés qui obtiennent le droit d’asile, être intraitable avec ceux qui ne l’obtiennent pas : la ligne défendue par le président de la République à propos des migrants apparaît de plus en plus claire.

Contrôler les hébergements d’urgence

Dans un dossier consacré au sujet, Le Monde affirme que “jamais un gouvernement n’était allé aussi loin” dans la politique de dissuasion migratoire. C’est particulièrement le cas en ce qui concerne le contrôle des hébergements d’urgence. “Le ministère de l’Intérieur va désormais prendre la main sur ce qu’il sait être une réserve de sans-papiers, rapporte Le Monde. Une circulaire en date du 12  décembre instaure la création de brigades mobiles envoyées pour contrôler les personnes hébergées dans les hôtels sociaux.”

Cela préfigure du projet de loi sur l’immigration, en préparation pour le printemps 2018, qui a été discuté lors d’une réunion interministérielle vendredi 15 décembre, indique Le Monde. La politique migratoire du chef de l’Etat s’appuie sur trois axes, croit savoir le quotidien du soir. D’abord, limiter les arrivées en France, à travers les actions menées actuellement en Afrique et particulièrement en Libye, ensuite renvoyer les migrants n’obtenant pas le droit d’asile, enfin mieux accueillir les réfugiés l’ayant obtenu.

Cette politique inquiète de nombreuses associations interrogées par Le Monde. Elles comptent se faire entendre lundi 18 décembre lors de la Journée internationale des migrants. 150 manifestations sont prévues en France.

*

— Traduzione automatica —

migranti: Emmanuel Macron prende una linea dura

Immigrazione. La legge sull’ immigrazione è annunciata la prossima primavera. Emmanuel Macron ha già una politica decisa nei confronti dei migranti.

Una migliore accoglienza dei rifugiati che ottengono il diritto di asilo, intrattabile con coloro che non lo fanno: la linea difesa dal Presidente della Repubblica sui migranti sta diventando sempre più chiara e chiara.

Verifica degli alloggi di emergenza

In un dossier dedicato all’ argomento, Le Monde afferma che “mai prima d’ ora un governo è andato così lontano” nella sua politica di dissuasione della migrazione. Ciò vale in particolare per il controllo degli alloggi di emergenza. Il Ministero dell’ Interno assumerà ora quello che sa essere una riserva di migranti senza documenti, riferisce Le Monde. Una circolare datata 12 dicembre stabilisce l’ istituzione di brigate mobili inviate per monitorare le persone che soggiornano in alberghi sociali.

Questo prefigura il disegno di legge sull’ immigrazione, in preparazione alla primavera 2018, che è stato discusso in una riunione interministeriale di venerdì 15 dicembre, ha detto Le Monde. La politica migratoria del capo dello Stato si basa su tre linee d’ azione principali, ritenendo di sapere cosa aspettarsi la sera. In primo luogo, limitare gli arrivi in Francia, attraverso le azioni attualmente in corso in Africa e in particolare in Libia, poi rimpatriare i migranti che non ottengono il diritto di asilo, e infine accogliere i rifugiati che l’ hanno ottenuto.

Questa politica preoccupa molte associazioni intervistate da Le Monde. Hanno intenzione di far sentire la loro voce in occasione della Giornata internazionale degli immigrati lunedì 18 dicembre. In Francia sono previsti 150 eventi.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lindner schiaffeggia la Merkel: Vuole Putin nel G7.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-15.

Cenerantola 001

Il futuro della nuova, possibile coalizione di Frau Merkel dipenderà soltanto dalla sua capacità di trangugiare sterco facendo la faccia felice.

La débâcle elettorale non le lascia molte alternative.

Giorni or sono Frau Merkel ha dovuto ingoiare un rospo bavoso e fetido che la Csu le ha fatto passare a forza per le bitte della strozza: tetto di 200,000 all’immigrazione, che dovrebbe proseguire solo se altamente qualificata.

La scelta più dignitosa sarebbe stata il dare le dimissioni, ma la cupida brama del potere è idea ossessiva per Frau Merkel.

– Bandire nuove elezioni sarebbe stata alternativa ragionevole, anche se sembrerebbero essere molto verosimili a consultazioni fallite.

– La possibilità di una riedizione della Große Koalition sembrerebbe essere remota, sempre che l’Spd non aspetti altro che la Merkel fallisca il tentativo a destra, per alzare le pretese.

– L’accordo governativo con Grüne ed Fdp appare essere tutto in salita. E le avvisaglie si iniziano a delineare.

*

«The leader of Germany’s pro-business Free Democrats (FDP), a possible partner in Chancellor Angela Merkel’s new government, has called for Russia to be invited to the next summit of the Group of Seven industrialized countries»

*

«Lindner had already raised eyebrows in August when he suggested that Germany might have to accept Russia’s 2014 annexation of the Crimea region of Ukraine as a “permanent provisional arrangement”.»

*

«Turning to euro zone policies, Lindner repeated his criticism of French President Emmanuel Macron’s proposals to create a joint euro zone budget»

*

«A red line for us in any coalition talks is the mutualization of debt in Europe, the creation of new pots of money»

*

«Fifty-seven percent of voters support the idea of the three-way coalition, according to a new poll for broadcaster ARD»

* * * * * * * *

Se il buongiorno lo si vede dal mattino, alla fine della Weltanschauung tanto sbandierata da Frau Merkel come scala valoriali inappellabile ne resteranno coriandoli.

Se Frau Merkel ci tiene a restare Bundeskanzlerin dovrà ingurgitare litri e litri di olio di ricino, e poi ringraziare chi le ha porto il mastello.

E guai a lei se cercasse di sgattaiolare: la crisi di governo sarebbe inevitabile. Per quattro lunghi anni Frau Merkel farà da serva alla nuova coalizione.

Come si vede, non è proprio necessario che AfD abbia vinto le elezioni: nei fatti sta condizionando tutta la politica tedesca. Sufficit.


Reuters. 2017-10-13. FDP’s push to invite Putin to G7 sows discord within possible German coalition

BERLIN (Reuters) – The leader of Germany’s pro-business Free Democrats (FDP), a possible partner in Chancellor Angela Merkel’s new government, has called for Russia to be invited to the next summit of the Group of Seven industrialized countries.

The proposal met immediate resistance from Merkel’s conservatives and the environmentalist Greens, throwing a possible wrench into already tricky negotiations about a three-way ruling coalition.

FDP leader Christian Lindner told the Austrian newspaper Die Pressed that readmitting Russia to the Group of Eight could help ease tensions with Moscow.

Russia was suspended from the group in 2014 after it annexed Ukraine’s Crimea peninsula following an uprising in Kiev that toppled its pro-Moscow president.

“We cannot make all things dependent on the situation in Crimea,” Lindner said, although he said Russia’s violation of international law could not be accepted.

“But this is the most severe conflict and that’s the last place we’ll see progress,” Lindner said. “That’s why I‘m in favor of intensifying dialogue – and that Putin is asked to join the table of the G7 and that one talks with him and not about him.”

Juergen Hardt, foreign policy spokesman for the conservatives, called Lindner’s suggestion “unhelpful”.

“Putin would tout readmission to the exclusive G8 discussion format as confirmation of his policies at home, and that would be counterproductive,” Hardt said.

Omnid Nouripour, a Greens lawmaker and foreign policy expert, urged the FDP chief to refrain from any further suggestions until the potential coalition partners had worked out their Russia policy.

The three blocs are due to start exploratory talks about a coalition next week, but experts have warned it could take months to bridge their differences on migration, climate and taxes.

Finance Minister Wolfgang Schaeuble, a member of Merkel’s conservatives, told an event in Washington that he expected the talks to be completed by Christmas.

Fifty-seven percent of voters support the idea of the three-way coalition, according to a new poll for broadcaster ARD.

Lindner had already raised eyebrows in August when he suggested that Germany might have to accept Russia’s 2014 annexation of the Crimea region of Ukraine as a “permanent provisional arrangement”.

Merkel and Greens politicians have previously rejected calls to gradually lift sanctions against Russia imposed over its role in the Ukraine crisis. The center-right chancellor has also objected to the idea of inviting Putin to G7 meetings.

Turning to euro zone policies, Lindner repeated his criticism of French President Emmanuel Macron’s proposals to create a joint euro zone budget.

“A red line for us in any coalition talks is the mutualization of debt in Europe, the creation of new pots of money,” Lindner said.

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Marsiglia. L’omicida era appena stato rilasciato dalla polizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-02.

Merkel e Macron

È logico che i francesi siano assassinati per strada.

E continueranno ad esserlo fino a tanto che non cambieranno mentalità e leggi che si sono auto imposti.

Fino a quel momento ogni tanto un immigrato clandestino, con una fedina penale lunga qualche kilometro, fermato da una polizia imbelle ed impotente ma prontamente liberato perché siamo tutti liberal socialisti, iper garantisti, non se ne vada a zonzo ad ammazzare altra gente.

«Un uomo nordafricano di 25-30 anni, al grido di Allah u Akbar, ha attaccato alcuni passanti con un coltello nella stazione Saint-Charles a Marsiglia. Le due vittime dell’assalitore  avevano 17 e 20 anni, secondo quanto si apprende da fonti del sindacato di polizia Unsa-Police. Le due ragazze sarebbero state una sgozzata, l’altra pugnalata al torace.»

*

«La polizia conferma anche che l’aggressore ha gridato “Allah u akbar” prima di colpire le sue vittime, come riferito in precedenza dai testimoni. L’assalitore è quindi stato ucciso dai militari: aveva indosso un altro coltello.»

*

«L’Isis ha rivendicato l’attacco a Marsiglia costato la vita a due ragazze, affermando che l’assalitore è uno dei suoi “soldati”. La rivendicazione è arrivata attraverso il suo organo di propaganda, Amaq.»

*

«L’assalitore della stazione di Saint-Charles a Marsiglia era noto alla polizia per precedenti reati di diritto comune. Lo si apprende da fonti dell’inchiesta. Scippi e traffico di stupefacenti, questi sarebbero i reati nel passato criminale del terrorista di Marsiglia … la sua pericolosità è dimostrata dal fatto che fosse stato individuato con 7 identità diverse in vari paesi del Maghreb»

*

Adesso arriva la conferma ufficiale.

«The man suspected of carrying out Sunday’s attack in the French city of Marseille, killing two people, had been arrested and then released by police two days before the incident»

*

Gente che denuncia sette differenti identità e con una simile fedina penale dovrebbe essere rispedita al suo suolo natio, oppure, meglio, essere internato in un campo di lavoro a vita.

Una cosa sono i rifugiati politici, una cosa sono i migranti per motivi economici, ed un’altra ancora i criminali.

Se il rifugiato politico merita tutta la umana comprensione, se il migrante che fugge dalla miseria è persona da compatirsi e degna di essere aiutata, i criminali no.

Si faccia attenzione!

Quando una persona si comporta da criminale, a nulla importa il colore della pelle, la nazione di nascita, la lingua parlata, la religione vera o presunta professata: criminale è e criminale rimane.

E come tale deve essere trattato dalla Collettività, se non per debito di giustizia almeno per autodifesa.

Causa efficiente di questi omicidi è il Governo Francese che lascia scorazzare avanti ed indietro criminali incalliti. Complici i governi che hanno favorito l’invasione.

Solo un Governo criminale, composto da criminali, protegge e tutela i criminali.


Reuters. 2017-10-02. Marseille suspect had been released by police just prior to attack: source

PARIS (Reuters) – The man suspected of carrying out Sunday’s attack in the French city of Marseille, killing two people, had been arrested and then released by police two days before the incident, a source close to the police investigation said.

The source said the suspect – who went by eight different identities or aliases – was stopped by police in Lyon on Sept. 29 on suspicion of robbery. He was then released for a lack of evidence.

The suspect’s identity remained unclear, the source added.

“The murderer had eight different aliases. Each time he was stopped, he presented a different identity paper. That’s why it’s so difficult. At one moment, he says he was born in France, at another he says he was born in Algeria,” the source said.

A soldier shot the suspect dead after he had stabbed two women to death at Marseille main train station on Sunday, in what officials described as a “likely terrorist act”.