Pubblicato in: Arte

Журавли. Il canto delle Gru.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

Gru 001

Questa è la canzone russa più ascoltata degli ultimi cinquanta anni.

La dedichiamo a tutti coloro che hanno perso, dato, la loro vita sui campi di battaglia, sulle insanguinate strade europee, negli attentati, in tutti quegli atti di follia lucida che sono avvenuti durante questo 2018.

Violenza che chiama violenza, sangue che chiama sangue. Ma nel cuneo che vola c’è sempre un posto libero, e le gru ci stanno chiamando.

È cantata dall’indimenticabile Dmitri Hvorostovsky.

Журавли

*

A volte mi sembra che i soldati,

dal momento che non c’era sangue nei campi,

Si siano trasformati in una gru bianca. ….

Vola, vola il cuneo stanco attraverso cielo,

Vola nella nebbia alla fine della giornata.

E nei ranghi c’è una piccola lacuna.

Forse questo è il posto per me.

*

Sì, amici miei. C’è proprio un posto anche per noi. Siamo tutti attori: non esiste la possibilità di fare lo spettatore.

* * * * * * *

Журавли

Мне кажется порою, что солдаты

С кровавых не пришедшие полей,

Не в землю нашу полегли когда-то,

А превратились в белых журавлей.

Они до сей поры с времен тех дальних

Летят и подают нам голоса.

Не потому ль так часто и печально

Мы замолкаем глядя в небеса?

Летит, летит по небу клин усталый,

Летит в тумане на исходе дня.

И в том строю есть промежуток малый –

Быть может это место для меня.

Настанет день и журавлиной стаей

Я поплыву в такой же сизой мгле.

Из-под небес по-птичьи окликая

Всех вас, кого оставил на земле.

Мне кажется порою, что солдаты

С кровавых не пришедшие полей,

Не в землю нашу полегли когда-то,

А превратились в белых журавлей.

* * * * * * *

The cranes

t seems to me sometimes that soldiers

Since no blood came fields

Not in our land perished once,

And it turned into white cranes.

They hitherto with those distant times

Flying and sent us to vote.

Not because my only weapon so often and sadly

We are looking to shut up the heavens?

Flies, flies through the sky wedge tired,

It flies in the fog at the end of the day.

And in the ranks there is a small gap –

Perhaps this is the place for me.

One day a flock of cranes and

I swim in the same blue-gray haze.

From under the heavens like a bird calling out

All of you who are left on the ground.

It seems to me sometimes that soldiers

Since no blood came fields

Not in our land perished once,

And it turned into white cranes.

Annunci
Pubblicato in: Bergoglio

Vaticano. Una rivoluzione silenziosa. Annunciata a cose fatte.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

2018-12-31__Vaticano__001

«

«non dire ciò ch’è doveroso tacere e

non passare sotto silenzio ciò che deve essere svelato»


Come suo stile bimillenario, la Curia romana si è mossa in un assoluto silenzio e riserbo.

La notizia è stata diramata a cose fatte, pubblicata su di un organo ufficiale della Curia, ma secondario per impatto pubblico.

*

Bollettino della Sala Stampa.

«Nomina del Direttore della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione

Il Papa ha nominato l’Ill.mo Dott. Andrea Tornielli Direttore della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione.

Dott. Andrea Tornielli

Il Dott. Andrea Tornielli è nato a Chioggia (VE) il 19 marzo 1964, ha frequentato il Liceo classico e quindi l’Università di Padova dove si è laureato in Storia della Lingua Greca.

Dal 1992 al 1996 è stato redattore del mensile 30 Giorni.

Dal 1996 al 2011 ha lavorato per il quotidiano Il Giornale.

Nell’aprile del 2011 è passato al quotidiano La Stampa, dove ha coordinato il sito web Vatican Insider.

Vive tra Roma e Milano, è sposato e ha tre figli.

[02065-IT.01] [Testo originale: Italiano]»

*

Vatican spokesman Greg Burke resigns suddenly

«The Vatican says Pope Francis has accepted the resignation of Vatican spokesman Greg Burke and his deputy. The move comes after the pope overhauled the Vatican’s media operations.

Greg Burke, the spokesman for the Vatican, announced suddenly on Monday that he and his deputy, Paloma Garcia Ovejero, had resigned, a move that goes into effect on January 1.

Burke, who was appointed as spokesman  in 2016 after working in other Vatican communications positions since 2012, said in a tweet that the pope should be “completely free to assemble a new team” amid various changes to the Vatican’s media operations made by the pontiff.

He also thanked the pope for six years of “fascinating” work at the Vatican, writing “a big hug” in Spanish.

The Vatican said that Alessandro Gisotti, the former social media coordinator of the communications office, had been named by the pontiff as an interim replacement. It gave no reason for Burke’s resignation.

Francis recently fired the longtime editor of the Vatican newspaper and named Italian journalist and personal friend Andrea Tornielli as new director to oversee the editorial content produced by all Vatican media.»

*

Queste le parole di SS Franciscus I durante l’omelia del 3 settembre 2019.

«La verità è mite, la verità è silenziosa.

Non erano persone …. erano una muta di cani selvaggi che lo cacciarono fuori dalla città. Non ragionavano, gridavano. Gesù taceva. Lo portarono sul ciglio del monte per buttarlo giù. Questo passo del Vangelo finisce così: “’Ma Egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino”. La dignità’ di Gesù: con il suo silenzio vince quella muta selvaggia e se ne va.

Con le persone …. che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera»

*

«Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare, per non dire ciò ch’è doveroso tacere e non passare sotto silenzio ciò che deve essere svelato. Un discorso imprudente trascina nell’errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla. Spesso i pastori malaccorti, per paura di perdere il favore degli uomini, non osano dire liberamente ciò ch’è giusto e, al dire di Cristo che è la verità, non attendono più alla custodia del gregge con amore di pastori, ma come mercenari»… «Cos’è infatti per un pastore la paura di dire la verità, se non un voltar le spalle al nemico con il suo silenzio?». [SS San Gregorio Magno. Regola pastorale, Lib. 2, 4 PL 77, 30-31; Regulae Pastoralis Liber]

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S. Espulsi due senatore e due eurodeputati. Era l’ora.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

«Il rispetto degli elettori viene prima di tutto.»

*

2018-12-31__M5S__002

Così scrive Luigi Di Maio.

«Quando i candidati del MoVimento 5 Stelle entrano nelle liste accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura. Tutti gli eletti del MoVimento in Parlamento hanno quindi firmato e accettato anche la regola presente nel Codice Etico (https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/…/codice_etico_MoVimento…) per cui i nostri parlamentari sono tenuti sempre a votare la fiducia ad un Governo in cui il MoVimento è parte della maggioranza.

Nel Codice c’è infatti scritto che i portavoce eletti si impegnano “a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”. Qualcuno dopo aver ottenuto l’elezione, ha cominciato a rinnegare regole e programmi. Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini. Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i probiviri si sono espressi con dei provvedimenti duri e giusti. E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di Governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa.

Il rispetto degli elettori viene prima di tutto.»

*

2018-12-31__M5S__001

Così scrive il Collegio dei probiviri.

«A fronte di comportamenti contrari alle norme dello Statuto e del Codice Etico, accettato e condiviso da eletti ed iscritti, il Collegio dei Probiviri ha preso le seguenti decisioni nei confronti di

– Gregorio De Falco: Espulsione (reiterate violazioni art. 11 Statuto; art. 3 Cod. Etico)
– Saverio De Bonis: Espulsione (violazione art. 11 Statuto; art. 6 c. 4, Cod. Etico)
– Giulia Moi: Espulsione (violazione art. 11, lettera m, Statuto; art. 3 Cod. Etico)
– Marco Valli: Espulsione (violazione art. 11, lettera m, Statuto)
– Lello Ciampolillo: Richiamo (violazione art. 11 Statuto; art. 3 Cod. Etico)»

* * * * * * *


«Il collegio dei Probiviri del M5S ha espulso dal Movimento i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, e gli eurodeputati Marco Valli e Giulia Moi. Lo comunica il blog delle Stelle in un post. Per il senatore Lello Ciampolillo il collegio dei probiviri ha optato per il richiamo. Archiviati invece i procedimenti disciplinari per i senatori Virginia La Mura e Matteo Mantero. Mentre, sugli altri due senatori dissidenti, Paola Nugnes e Elena Fattori, il M5S sottolinea come i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti e non ancora conclusi con una decisione.
“Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini. Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di Governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa” scrive su facebook, il vicepremier Di Maio. » [Ansa]

*

Concordiamo pienamente con quanto afferma Mr Di Maio:

«Il rispetto degli elettori viene prima di tutto.»

E sottoscriviamo il provvedimento preso dal Collegio dei Probiviri.

Se critica debba e possa essere fatta, M5S ha avuto fin troppa pazienza.

Non si può chiedere ai Cittadini obbedienza alle leggi se i senatori sono i primi a disattendere le regole.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Unione Europea che implode. La guerra civile in Svezia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

2018-12-30__Sweden__001

«the violence has become a new norm here.»


Sia ben chiaro a tutti: mica che lo diciamo noi!

Sono i media liberal socialisti che parlano di guerra civile in Svezia.

In ogni caso, sarebbe prudente girare armati, evitare con cura le no-go zones. Le donne in cerca di avventure escano pure sole, che saranno accontentate.

Chi vada in Svezia controlli se l’assicurazione sulla vita contempla i torbidi di piazza e gli attentati.

A giudicare dai necrologi, è più probabile essere assassinati in Svezia che non in Siria.

2018-12-30__Sweden__002

p.s. Fate attenzione!

I liberal socialisti sono più violenti degli immigrati.

*

«A 63-year-old man was killed in Stockholm by a hand grenade lying in the street. A Dutch exchange student was hit by a stray bullet during an execution-style killing at a pizza restaurant in Uppsala. In Gothenburg, a hand grenade was thrown into a flat and exploded in the kitchen — the same predominantly immigrant-populated suburb where an eight-year-old British boy was killed in a grenade attack less than two years ago. In Malmö, a grenade was tossed at a police station and exploded outside. So it has not, so far, been a very happy new year.»

*

«After spending seven years in Abu Dhabi as a writer and editor, I thought that I had left the Middle East behind me when I moved to Copenhagen in September. But my first impression of Möllevången, especially its market square, was that it could well have been in the Middle East – aside from the grey skies and cold March weather, that is.»

*

Rapper Predicts ‘Civil War’ in Sweden, Says He Will Move to Africa Because It Is Safer

«Swedish hip-hop artist Ken Ring has said he expects Sweden to descend into a civil war in the next 20 years and that he is planning on moving to Africa, which he believes will be safer.

Ring made the comments on Norwegian television programme Trygdekontoret which was broadcast on the Norwegian government-owned broadcaster NRK on Friday night. Ring, who grew up in the Stockholm suburb of Hässelby, said that the area had been relatively calm in his childhood but recently had seen a dramatic escalation of violence.

“Today there is an open gang war. My big brother was murdered,” Ring told the programme. He said that violent organised crime coupled with an increase of drug trafficking had radically transformed the area.»

*

Sweden: Riots erupt in Stockholm neighborhood

«Riots broke out in a predominantly immigrant neighborhood of Stockholm Monday night, as residents clashed with police officers and set vehicles on fire, Swedish police say.

Officers were forced to call in reinforcements when a crowd began to gather in the suburb of Rinkeby during the arrest of a suspect, according to a statement from Stockholm police.

Stockholm regional police chief Ulf Johansson said the clashes may have been a result of their “increased pressure on criminals in the area.”

The clashes come days after US President Donald Trump suggested that immigrants in Sweden were to blame for an increase in crime across the country.»

*

Dozens of cars set on fire in co-ordinated arson attack in Gothenburg, Sweden

«A group of hooded offenders has set more than 80 cars on fire in a co-ordinated attack stretching across one of Sweden’s biggest cities.

Up to 80 cars were set on fire overnight across western Sweden by masked vandals, police said, in what they suspect was a co-ordinated attack weeks before a general election.

Most of the cars were burned at around 20 locations in Sweden’s second largest city of Gothenburg late Monday.»

*

Torn apart by an open door for migrants: Sweden is seen as Europe’s most liberal nation, but violent crime is soaring and the Far Right is on the march

«Sweden currently accepts one in seven migrants entering Europe

– But attitudes of Swedes about immigration are changing by the hour

– Prime Minister Stefan Lofven admitted that his country faced a crisis»

*

Hate Crimes Against Immigrants in Sweden and Community Responses

«The purpose of this article is to describe and analyze development in Sweden concerning the amount and types of reported hate crimes and entailed community responses. Particular attention is paid to offenses against immigrants»

*

Sweden Is Preparing For A “Civil War”: PM Wants To Deploy Army In No-Go Zones

«For the first time since World War II, Sweden is preparing to distribute a civil defense brochure to some 4.7 million households, warning them about the onset of war.

The booklet will serve as a manual of “total defense” in case of a war, and provide details on how to secure basic needs such as water, food, and heating, the FT reported. The manual also covers other threats such as cyber attacks, terrorism, and climate change.

All of society needs to be prepared for conflict, not just the military. We haven’t been using words such as total defense or high alert for 25-30 years or more. So the knowledge among citizens is very low»

*

Stats in Sweden show rise in violence after refugee surge

«Stockholm, Sweden is a quiet Nordic town bustling with people going about their day.

By all accounts, everything is calm on the surface.

But in a residential neighborhood, a man was killed on a Sunday morning after picking up an explosive device that sat outside a train station in Vårby gård.

A woman who came to the crime scene to pay her respects told Inside Your World the violence has become a new norm here.»

*

Sweden probes riot in mainly immigrant Stockholm suburb

«Swedish police have launched an investigation after a riot erupted in a predominantly immigrant suburb of the capital, Stockholm.

One officer fired at rioters who threw rocks at police.

The unrest in the Rinkeby suburb on Monday night came after police tried to arrest a suspect on drugs charges.»

*

How Sweden became an example of how not to handle immigration

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Giappone. Segni iniziali di disfacimento. Apertura alla immigrazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-31.

2018-12-30__Giappone__001

Lo studio della storia serve quasi invariabilmente per capire che sono stati rifatti gli stessi identici errori del passato: solo pochissime persone hanno la dote di ricordarsi dei propri errori ed evitare di ripeterli.

Cercheremo di essere più chiari usando un esempio che dovrebbe rendere bene l’idea.

Fate conto di essere presenti ad un grave incidente: un masso si è staccato ed è piombato su di un poveraccio, che vi rimane imprigionato con le gambe schiacciate sotto. Queste situazioni sono davvero dolorose, molto dolorose.

Sicuramente praticare al ferito una iniezione di morfina gli attenua il dolore, ma fino a tanto che non si rimuove il masso non si cerca di risolvere il problema alla radice. Trattare codesti incidenti solo con antidolorifici, o anche anestetici, non solo non risolve il problema di base, ma spesso ne procrastina la soluzione.

Ma i tempi sono finiti: non si può campare a lungo con le gambe maciullate sotto un masso.

*

Tutto l’Occidente, Giappone ivi compreso, evidenzia negli ultimi decenni una grande crisi di denatalità.

Il rimedio più ovvio, come il rimuovere il masso, è quello di far riprendere le nascite: tutto il resto potrebbe al massimo essere un momentaneo palliativo.

Quando le donne romane iniziarono a far di tutto per evitare le gravidanze l’Impero iniziò il suo inarrestabile declino. Non solo. I barbari immessi negli organici dell’esercito dapprima difesero gli interessi dell’Impero romano, poi, una volta bene armati ed addestrati, si misero in proprio, ed i romani da padroni del mondo si ritrovarono ad essere schiavi.

La grande peste del milletrecento causò una immane moria, specie tra le persone in età giovane ed adulta. Una conseguenza degna di nota fu che i superstiti si contendevano le braccia sopravissute ed i salari decuplicarono. Stava meglio il fattore od anche il contadino che il signorotto locale, che reggeva solo perché teneva in mano una spada affilata. Nella Sassonia molti nobilotti concedevano le proprie figlie ai fabbri ferrai che si fossero trasferiti al loro servizio.

*

Come nel caso della grande peste, la già temibile crisi demografica risulta essere aggravata dal prolungarsi della vita media, almeno per il momento. In Giappone gli over65 costituiscono il 27.87% della popolazione contro il 12.84% dei giovani.

In altri termini, il decremento risulta essere squilibrato nei rapporti delle classi di età. Ma i vecchi necessitano di braccia giovani che li accudiscano: in carenza, la durata della vita media è destinata a contrarsi. Ma in Occidente il rapporto vecchi / giovani è in continua ascesa.

Ovviamente, l’eutanasia è un rimedio di facile messa in opera: si pensi solo a quanto successe durante l’assedio di Alesia  oppure durante quello di Gerusalemme.

Ma dell’odierna società industriale vengono a mancare i rincalzi al comparto produttivo. Aziende che avrebbero potuto ampliarsi non possono farlo per carenza di mano d’opera, mentre altre sono destinate alla chiusura, sempre per lo stesso problema.

A popolazione dimezzata corrisponde un dimezzamento del pil.

Ad una popolazione dimezzata corrisponde il dimezzamento dei consumi energetici.

*

Sarebbe ingenuo considerare il problema soltanto dal punto di vista economico, sicuramente molto importante, ma non comprensivo di tutte le cause.

Il problema è di Weltanschauung.

Da decenni in Occidente la famiglia è attaccata e demolita con raro accanimento. In particolare è stata vilipesa la figura della madre di famiglia, che genera ed alleva la propria prole, svolgendo un ruolo complementare a quello del marito.

Ad oggi, in Giappone il 40.4% delle femmine in età fertile, dai 20 ai 49 anni, assume cronicamente contraccettivi orali. Poi vi sono tutte le altre tecniche, non ultima l’aborto. La famiglia ha perso quella protezione legislativa che la aveva tutelata per secoli.

Si rivive il clima del basso Impero romano, ove la maternità era guardata con fiero sospetto: alterava la linea.

* * *

La ricetta dei liberal socialisti è semplicissima.

Si importino immigranti.

Mutatis mutandis, è la soluzione presa dai romani, con le note conseguenze.

Alla fine, si arriverà ad adottare la proposta Spahn:

Germania. Herr Spahn prospetta la tassa sul nubilato.


Corriere. 2018-12-29. «Mancano lavoratori»: il Giappone fa arrivare 340.000 immigrati

Contro l’invecchiamento demografico Il governo di Tokyo investirà l’equivalente di 50 milioni di euro in cinque anni. I principali flussi da Filippine, Vietnam e Myanmar.

*

Un Paese con una forte economia manifatturiera, alle prese con un inarrestabile invecchiamento della popolazione e un debito pubblico da record, si trova a fare i conti anche con una pesante carenza di manodopera per il suo tessuto produttivo. I connotati potrebbero essere quelli dell’Italia e invece in questo caso si parla del Giappone e delle misure varate dal governo per fronteggiare il rischio del declino economico e demografico. Il governo del premier Shinzo Abe ha varato alcuni giorni fa un pacchetto di misure per favorire l’arrivo in Giappone di lavoratori stranieri dai paesi del Sud Est asiatico. Una misura in controtendenza con il vento «sovranista» che soffia su Europa e Stati Uniti.

L’offerta a 11 paesi

Il pacchetto di misure (sono 126 in tutto) punta a un obiettivo dichiarato: garantire l’immigrazione di almeno 340.000 lavoratori nell’arco di cinque anni e la loro integrazione nella società nipponica. La decisione si è resa indispensabile soprattutto per coprire le carenze di manodopera in alcuni settori: costruzioni, sanità, ma anche alta tecnologia; per il piano sono stati messi a bilancio 6 miliardi di yen, che corrispondono a circa 50 milioni di euro. Verranno spesi per l’integrazione dei nuovi arrivati in circa 100 comunità (grandi città ma anche centri minori) , l’assistenza burocratica, corsi di lingua, assistenza medica e scolastica per i figli degli immigrati. L’offerta è rivolta a 11 paesi dell’area ma si prevede che i flussi più forti possano arrivare da Filippine, Vietnam e Myanmar.

I casi di Germania e Ungheria

Il pacchetto varato dal governo di Tokyo tenta di dare una risposta a un problema che sta diventando assillante per l’intera società occidentale. La Germania, la scorsa estate ha adottato misure analoghe: lì le dimensioni dell’economia hanno richiesto di pianificare l’arrivo addirittura di 1.600.000 lavoratori stranieri; discorso opposto riguarda invece l’Ungheria: anche qui delocalizzazioni e sbarco di multinazionali hanno fatto rialzare la richiesta di manodopera ma la politica di chiusura delle frontiere di Viktor Orbàn ha costretto a soluzioni diverse. La nuova legge sul lavoro consente di alzare il numero delle ore straordinarie di lavoro fino a 400 l’anno, misura che ha scatenato le proteste di piazza a Budapest e in altre località del paese magiaro.

Pubblicato in: Armamenti, Cina, India, Senza categoria

India. Inaugurato il ponte Bogibeed sul Brahmaputra.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-30.

India. Bramaputra 010

Il primo ministro Mr Narendra Modi ha inaugurato il ponte Bogibeed sul Brahmaputra: un’opera che ha richiesto venti anni di lavoro.

Il problema è complesso, ma cercheremo di porgerlo semplicemente.

India. Bramaputra 000

Il Brahmaputra nasce a nord della catena montuosa dell’Himalaya dalle pendici occidentali del nepal, e decorre da ovest verso est per oltre un miglio di kilometri in territorio cinese, ove prende nome di Yarlung Zangpo. Poi riesce a farsi strada attraverso la catena del Subansirl e penetra in terriorio indiano, prendendo il nome di Brahmaputra. Decorre quindi verso sud, entra nello stato del Bangladesh e fino a congiungersi con il Gange: di lì i due fumi riuniti prendono nome di Padma.

Se si guarda con attenzione la cartina, vediamo come il territorio indiano, passata la strettoia delimitata da Bangladesh, Nepal e Bhutar, un collo di bottiglia largo qualche decina di kilometri, si slarghi avvolgendo da nord a sud il Bangladesh, confinando ad est con il Myanmar ed a nord con la Cina. È lo stato di Assam, membro della federazione indiana. Per beffa del destino, l’Assam ha un clima umido, subtropicale.

Un problema già complicato, lo diventa ancor di più considerando che il Brahmaputra scorre da nord verso sud e da est verso ovest, tagliando in due l’Assam: una parte nord ed una sud.

Il problema è severo, perché il Brahmaputra ha un letto molto largo, è facile alle esondazioni, il terreno su cui scorre è molto friabile. Costruire ponte sul Brahmaputra è cosa lunga, difficile e costosa.

Se la questione è chiarissima dal punto di vista economico e commerciale, diventa tensiogena dal punto di vista militare. L’Assam è divisa in due tronconi praticamente non comunicanti. Fatto questo che dette grandi problemi agli indiani durante la guerra con la Cina.

* * * * * * *

«India opened its longest road-rail bridge in the northeastern state of Assam on Tuesday as part of efforts to boost defences on its sensitive border with China»

*

«Indian Prime Minister Narendra Modi drove an inaugural cavalcade along the 4.9km Bogibeel bridge over the Brahmaputra river to inaugurate the project which has taken nearly two decades and $800m to complete»

*

«The bridge, near the city of Dibrugarh, will enable the military to speed up the dispatch of forces to neighbouring Arunachal Pradesh, which borders China»

*

«With the opening of the bridge, the rail journey from Dibrugarh to the Arunachal Pradesh capital Itanagar has been cut by 750km»

*

«The bridge has been designed to bear the weight of India’s heaviest 60-tonne battle tanks and so that fighter jets can land on it»

* * * * * * *

Accorciare le vie di comunicazione di 750 kilometri è un risultato di tutto rispetto.

Nella comune speranza che mai serva per scopi bellici, questo ponte stradale e ferroviario contribuirà non poco alla crescita economica di questa regione.

Nota.

Ricordiamo come a maggio sia stato inaugurato il ponte sul Padma.

Bangladesh. Cina ed il ponte sul Padma.


Aljazeera. 2018-12-25. India’s longest road-rail bridge opened near China border

The project that took two decades and $800m to complete will enable a speedy dispatch of forces to Arunachal Pradesh.

*

India opened its longest road-rail bridge in the northeastern state of Assam on Tuesday as part of efforts to boost defences on its sensitive border with China.

Indian Prime Minister Narendra Modi drove an inaugural cavalcade along the 4.9km Bogibeel bridge over the Brahmaputra river to inaugurate the project which has taken nearly two decades and $800m to complete.

The bridge, near the city of Dibrugarh, will enable the military to speed up the dispatch of forces to neighbouring Arunachal Pradesh, which borders China.

With the opening of the bridge, the rail journey from Dibrugarh to the Arunachal Pradesh capital Itanagar has been cut by 750km.

India lost territory in Arunachal Pradesh in a 1962 war with China.

The bridge has been designed to bear the weight of India’s heaviest 60-tonne battle tanks and so that fighter jets can land on it.

India opened its previous longest bridge, the 9.1km Dhola-Sadiya bridge, in 2017 to connect Assam and Arunachal Pradesh, also to boost tactical defences.

Construction of the Bogibeel bridge was agreed by the government as part of a 1985 agreement to end years of deadly agitation by Assamese nationalist groups.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Senza categoria

Finlandia. Archiviato il reddito di cittadinanza.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-30.

Helsinky. Finlandia. La Cattedrale.

«Chi non vuol lavorare neppure mangi.» San Paolo, Ts2, 3, 10.


«A Helsinki il governo di Juha Sipilä ha lanciato nel 2017 un esperimento biennale, affidandolo all’Istituto nazionale di previdenza sociale Kela. Non si tratta, a essere precisi, di un vero reddito per tutti.»

*

«È stato infatti selezionato un campione di 2mila persone disoccupate tra i 25 e i 58 anni alle quali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro, è stato garantito un assegno mensile di 560 euro (non tassati) per due anni, anche nel caso in cui – nel biennio in questione – avessero trovato lavoro. Proprio questa mancanza di vincoli, a differenza di altre provvidenze destinate ai disoccupati, è l’elemento più innovativo dell’esperimento, che mira a giudicare l’efficacia del reddito di base universale ai fini del reinserimento nel mercato del lavoro.»

*

«la decisione del governo di non prolungare il test oltre la fine di quest’anno è stata interpretata da alcuni come una prima bocciatura»

*

«Ma il reddito di base aiuta effettivamente il reinserimento nel mondo del lavoro o incoraggia la pigrizia?»

* * * * * * * *

Distinguiamo innanzitutto i comportamenti da tenersi nei momenti di crisi ovvero di emergenza, da quelli da gestire nei tempi ordinari. La duttilità di pensiero è cosa di buon senso.

Poniamoci la domanda di cosa serva lo stato.

È del tutto evidente come le attese possano variare nel tempo: ciò che sia utile oggi potrebbe non esserlo domani, e viceversa. Questa considerazione intacca alla radice il concetto giuridico del diritto precostituito. I nobili dell’Ancien Régime godevano di diritti precostituiti legalmente ineccepibili: tanto indiscutibili che furono recisi da un colpo di ghigliottina: morto il beneficiario veniva a meno il beneficio. Rimedio drastico, ma almeno definitivo.

In linea generale, lo stato dovrebbe garantire ai cittadini pace, sicurezza e possibilità di lavorare.

Interni, finanze, esteri e difesa dovrebbero essere i suoi compiti.

Tutto il resto è un costo cui si farà fronte con imposte e tasse: in poche parole saranno benefici che i cittadini pagheranno diventando Contribuenti.

Ma se alla fine delle fini lo stato non fa altro che spendere il denaro ottenuto dai Contribuenti, non si vede motivo logico per cui possano aver peso politico anche persone che Contribuenti non sono.

Ci si pensi su con calma e, possibilmente, senza pregiudizi.

Lo stato dovrebbe erogare assistenza solo in situazioni emergenziali: malattie, perdita del lavoro, pubbliche calamità, etc, ma tutto questo per tempi definiti. Lo stato non dovrebbe essere per sua natura assistenziale: gli competono gli investimenti struturali: argini, strade, ponti, etc.

Il suffragio universale da voce politica a persone che in nulla contribuiscono al mantenimento dello stato stesso. Poi, sarà compito del governo far sì che tutti posano vivere dignitosamente, e se qualcuno stesse meglio degli altri sarebbe anche cosa benvenuta. Ma la vera assistenza consiste nel rendere possibile che tutti possano lavorare e mantenersi.

*

Prendiamo atto come in Finlandia sia cessata la sperimentazione del reddito di cittadinanza.

Quello che la logica avrebbe potuto precedere facilmente è stato imparato essendo maestra la durissima realtà dei fatti.


Sole 24 Ore. 2018-12-29. La Finlandia archivia il reddito di base universale

Mentre in Italia il reddito di cittadinanza, bandiera del Movimento 5 Stelle, è ancora oggetto di dibattito e rimodulazioni, in Finlandia arriveranno a febbraio le prime valutazioni ufficiali sul reddito di base universale sperimentato in questi due anni. Si tratta dell’esperimento più moderno, ampio e articolato di un’idea – quella di un sostegno per tutti – che affonda le sue radici nella storia, negli scritti sul diritto alla terra del politologo americano Thomas Paine di oltre due secoli fa.

Erano gli anni immediatamente successivi alla Guerra d’indipendenza americana e alla Rivoluzione francese e si trattava di una sorta di declinazione pratica del concetto di diritti umani universali, esaltato da quelle rivoluzioni.

A Helsinki il governo di Juha Sipilä ha lanciato nel 2017 un esperimento biennale, affidandolo all’Istituto nazionale di previdenza sociale Kela. Non si tratta, a essere precisi, di un vero reddito per tutti. È stato infatti selezionato un campione di 2mila persone disoccupate tra i 25 e i 58 anni alle quali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro, è stato garantito un assegno mensile di 560 euro (non tassati) per due anni, anche nel caso in cui – nel biennio in questione – avessero trovato lavoro. Proprio questa mancanza di vincoli, a differenza di altre provvidenze destinate ai disoccupati, è l’elemento più innovativo dell’esperimento, che mira a giudicare l’efficacia del reddito di base universale ai fini del reinserimento nel mercato del lavoro.

Avere anticipazioni ufficiali è impossibile, anche se la decisione del governo di non prolungare il test oltre la fine di quest’anno è stata interpretata da alcuni come una prima bocciatura. «Non abbiamo risultati – taglia corto Olli Kangas, capo del Dipartimento di ricerca del Kela e referente scientifico del progetto – i primi arriveranno alla fine di febbraio». Quello che invece il professor Kangas spiega è come la valutazione sarà effettuata: «Verificheremo prima di tutto se le persone inserite nel campione lavorano o no, ma siamo anche interessati alla questione più generale del loro benessere. Ci interessa inoltre vedere come la questione del reddito di base è stata trattata dai politici e dai media».

Qualche indicazione in più arriva da osservatori attenti come Ernesto Hartikainen, specialista senior in economia circolare del Sitra, il Fondo finlandese per l’innovazione. «I media – racconta – hanno intervistato alcuni beneficiari del reddito di base. Anche se si tratta di casi individuali e non di evidenze scientifiche ne è emerso un giudizio positivo sul fatto, per esempio, di non dover andare all’ufficio di collocamento per riempire moduli. Il mio punto di vista è, in effetti, che la gente abbia in questo modo più tempo da dedicare alla ricerca del lavoro o alla formazione anziché agli adempimenti burocratici».

Ma il reddito di base aiuta effettivamente il reinserimento nel mondo del lavoro o incoraggia la pigrizia? «È uno degli aspetti in discussione – spiega ancora Hartikainen – ma io credo che bisognerebbe porsi anche un’altra domanda, legata a una delle ragioni principali della sperimentazione in Finlandia: il reddito di base aumenta il benessere? Dobbiamo anche chiederci cosa si intende per “pigro”: parliamo di un individuo che non ha un lavoro retribuito o che è passivo e non fa niente? Perché il reddito universale di base consente, per esempio, di lavorare anche se la prestazione non è pagata o è sottopagata».

Il vero nodo dell’esperimento finlandese e di qualunque analoga sperimentazione è in realtà prima di tutto economico: capire se e come si concilia un reddito davvero universale con le esigenze di bilancio. Per Olli Kangas «molto dipende dalle politiche fiscali, ossia dalla capacità di spostare risorse dalle fasce più ricche al reddito di base», oltre che dalle dinamiche comportamentali innescate, se cioè «la gente si impigrisce o diventa più attiva e imprenditoriale». Secondo Ernesto Hartikainen «bisogna considerare anche il Paese: la Finlandia destina già molte risorse al Welfare e una delle idee alla base della sperimentazione è che il reddito universale di base possa essere meno costoso di un sistema più burocratico. Inoltre si devono considerare i costi sociali negativi di un aumento della disoccupazione, dei sussidi, della criminalità: l’alternativa potrebbe in definitiva essere più dispendiosa del costo diretto del reddito di base universale».

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medio Oriente, Senza categoria

Arabia Saudita. Rimpasto governativo. Mohammed bin Salman Ministro della Guardia Nazionale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-30.

2018-12-27__Arabia_Saudita__001

«Abdullah bin Bandar bin Abdul Aziz was named Minister of National Guard»

*

«King Salman, in a series of royal decrees read on national television, appointed Prince Abdullah bin Bandar bin Abdul Aziz as minister for the powerful National Guard»

*

«The appointments are a sign that the crown prince is consolidating his power “as he appoints key allies,”»

*

«President Vladimir Putin’s chief Middle East envoy on Tuesday warning the U.S. against trying to influence the royal succession»

*

«Ibrahim Al-Assaf was named Minister of Foreign Affairs, a position formally held by Adel Al-Jubeir»

* * * * * * * *

Jamal Khashoggi docet. Di certi cose non si deve né si può parlare.

Khashoggi. Il caso diventa affare diplomatico.

*

Il caso Khashoggi potrebbe essere letto da molte differenti angolazioni.

«The killing of Khashoggi, a Washington Post columnist, in the Saudi consulate in Istanbul has made the kingdom a focus of international outrage. Leading U.S. lawmakers, including Senator Lindsey Graham, have blamed Prince Mohammed for the murder»

*

Bene. Benissimo.

Questa è la risposta ad una domanda che molti si ponevano.

Quanto vale l’opinione del Senator Lindsey Graham?

Il Principe Abdullah bin Bandar bin Abdul Aziz ha fatto un gran bello scatto di carriera verso il potere supremo.

Sicuramente Mr Putin si sarà ben guardato dall’interferire con scelte sovrane: la Russia non interferisce mai con gli affari interni delle altre nazioni.


Bloomberg. 2018-12-27. Saudi King Elevates Young Royals in Government Shake-Up

Saudi Arabia promoted a number of young royals to cabinet positions as part of a government shake-up that left key supporters of Crown Prince Mohammed bin Salman in place, amid an international outcry over the murder of Saudi columnist Jamal Khashoggi.

King Salman, in a series of royal decrees read on national television, appointed Prince Abdullah bin Bandar bin AbdulAziz as minister for the powerful National Guard and named other princes as provincial rulers. The ministers of finance, energy and economy — senior members of the crown prince’s team — retained their positions.

Ibrahim Al-Assaf, a former finance minister, was put in charge of overhauling the foreign service’s bureaucracy and named as foreign minister, replacing Adel al-Jubeir. But al-Jubeir, whose title was changed to minister of state for foreign affairs, will in practice remain the kingdom’s top diplomat, a senior official said.

The appointments are a sign that the crown prince is consolidating his power “as he appoints key allies,” according to Ali Shihabi, head of the Arabia Foundation, a pro-Saudi think tank in Washington.

The killing of Khashoggi, a Washington Post columnist, in the Saudi consulate in Istanbul has made the kingdom a focus of international outrage. Leading U.S. lawmakers, including Senator Lindsey Graham, have blamed Prince Mohammed for the murder, a conclusion they said was backed by the Central Intelligence Agency.

The Saudi government has repeatedly denied the charges, and U.S. President Donald Trump has evinced his continued support for Prince Mohammed. Russia has also asserted its support for the crown prince, with President Vladimir Putin’s chief Middle East envoy on Tuesday warning the U.S. against trying to influence the royal succession.

Arab News. 2018-12-27. Saudi Arabia’s King Salman appoints new foreign minister in sweeping Cabinet reshuffle

– Ibrahim Al-Assaf was named Minister of Foreign Affairs, a position formally held by Adel Al-Jubeir

– Abdullah bin Bandar bin Abdul Aziz was named Minister of National Guard

*

RIYADH: King Salman appointed a new foreign minister on Thursday in a wide-ranging reshuffle of Saudi Arabia’s Cabinet. 

Ibrahim Al-Assaf was named Minister of Foreign Affairs, a position formally held by Adel Al-Jubeir, who was appointed as Minister of State for Foreign Affairs.

Assaf previously served as finance minister for two decades until 2016. In July 2017, he led the Saudi delegation to the G20 meeting in Hamburg. Assaf was detained briefly in 2017 as part of an anti corruption crackdown but was cleared of any wrongdoing.

The royal decree, announced live on television by the king, revealed a string of new appointments.

Abdullah bin Bandar bin Abdul Aziz was named Minister of National Guard, and Mohammed bin Saleh Al-Ghofeily was relieved as National Guard advisor.

Khaled Al-Harbi was appointed head of the Public Security Directorate in place of Saud bin Abdul Aziz Hilal.

Musaed Al Aiban was appointed as Saudi Arabia’s National Security adviser.

Prince Abdul Aziz bin Turki Al-Faisal was appointed as chairman of the General Sports Authority in place of Turki Al Asheikh, who was appointed as the chairman of the General Entertainment Authority. 

Prince Sultan bin Salman was relieved as president of Saudi Commission for Tourism and National Heritage (SCTH), and was replaced by Ahmad Al-Khateeb.

A new entity called the General Commission for Exhibitions and Conferences is to be set up, and its CEO will be appointed by royal decree.

The Minister of Commerce and Investment Dr. Majed Al-Qassabi will also be responsible for the General Commission for Exhibitions and Conferences

Prince Mohammed bin Nawaf bin Abdulaziz, the Kingdom’s ambassador in London, was relieved of his post.

Turki Al-Shabana was appointed as Minister of Media, and Hamad Al-Sheikh was appointed as Minister of Education.

Ahmed bin Mohammad Al-Issa, who was relieved as Minister of Education, was appointed as a Royal Court advisor and head of the Saudi Public Education Evaluation Commission.

Awad bin Saleh Al Awad, who was relieved as Minister of Media, has been appointed as a Royal Court advisor. 

Iman Al-Mutairi was appointed as assistant to the Minister of Commerce. 

Turki bin Talal replaced Faisal bin Khaled as the governor of the Asir region. 

Prince Badr bin Sultan was relieved of his post and replaced by Prince Faisal bin Nawaf as the governor of Al-Jouf region.

Mansour bin Mohammad bin Saad Al Saud was appointed as Hafr Al-Batin’s governor.  

Badr bin Sultan bin Abdulaziz Al Saud was appointed as Deputy Governor of the Makkah Region. 

Prince Turki bin Saud bin Mohammed was appointed as a Royal Court Advisor.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Gilets Jaunes. ‘Continueremo fino alla vittoria’. Atto VII. Ancora in piazza.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-29.

Propaganda 001

«Macron is expected to address voters in a traditional New Year’s Eve televised message.»

*

«France’s “yellow vest” demonstrators kept numerous roads across the country blocked on Saturday as groups of protesters marched in city centers, but the anti-government backlash was more dispersed and muted than in previous weeks»

*

«Driven by anger over a perceived squeeze on household income, the movement has shaken Emmanuel Macron’s presidency and hurt retailers and other businesses after the spontaneous protest against fuel taxes gave way to riots in early December»

*

«Sporadic clashes with police broke out as protesters in several cities including Bordeaux and Nantes were pushed back by teargas and stun grenades, though the turnout across France dwindled on the seventh Saturday of demonstrations»

*

«In Toulouse, where like in Bordeaux crowds exceeded 2,000 people, protesters set bins on fire and some hurled yellow paint at police.»

*

«Several highway tolls and motorway slip-roads across France were blocked, operator Vinci said, and traffic on some of the roads leading to Spain was severely backed up.»

*

«The protests — 18 months into Macron’s tenure, and his bid to reshape the economy — are expected to rumble on into January despite his attempts to defuse them, including by backtracking on planned fuel tax hikes and signaling wage rises for the poorest workers.»

*

«We will continue until we win, until Macron backs down and gives us what we deserve: more purchasing power, less taxes, a healthy life without having to tighten and tighten and tighten the belt at the end of every single month»

*

«a feeling of disconnect between more provincial and rural areas and an urban elite»

* * * * * * *

Per la settima settimana i Gilets Jaunes sono scesi in piazza.

Non ci si faccia illusioni di sorta.

Negli ultimi tempi la strategia è mutata: non sono più le grandi città il teatro delle manifestazioni, bensì la provincia, quella parte della Francia che Mr Macron non sa nemmeno che esista: lui è il Presidente dell’élite, dei ricchi cittadini. Lui rappresenta gli interessi dei grandi capitali, mica quelli dei poveracci: quelli li caccia in galera.

«We will continue until we win»

Questa era una frase che tuonavano anche i sanculotti. Ed alla fine decapitarono tutti i membri dell’allora élite.

Questo governo francese sta scherzando con il fuoco dell’ira del Popolo: nessuno si stupirebbe se alla fine le loro teste finissero in un’albanella di formalina in un laboratorio di medicina legale.

Certamente Mr Macron ne ha fatti incarcerare senza mandato giudiziario un grande numero, sicuramente li terrà in ‘detenzione preventiva’ per lungo tempo, ma i nomi di quei Patrioti resteranno nella storia.

I media liberal socialisti stanno ignorando quanto sta accadendo: sarebbe per loro uno scorno dover scrivere che il Popolo sovrano si sta ribellando alla dittatura dell’élite liberal socialista. Si ribella ad un presidente che spende 30,000 euro al mese in cipria e belletti.


Reuters. 2018-12-29. Turnout falters but France’s ‘yellow vest’ protests rumble on

PARIS/BORDEAUX (Reuters) – France’s “yellow vest” demonstrators kept numerous roads across the country blocked on Saturday as groups of protesters marched in city centers, but the anti-government backlash was more dispersed and muted than in previous weeks.

Driven by anger over a perceived squeeze on household income, the movement has shaken Emmanuel Macron’s presidency and hurt retailers and other businesses after the spontaneous protest against fuel taxes gave way to riots in early December.

Sporadic clashes with police broke out as protesters in several cities including Bordeaux and Nantes were pushed back by teargas and stun grenades, though the turnout across France dwindled on the seventh Saturday of demonstrations.

Official estimates were not yet available, though French TV channel LCI, citing unnamed sources, put the turnout at 12,000, well below the nearly 40,000 last week.

In Paris, where protests turned violent in early December, police said by early evening that they had detained some 57 people after 800 demonstrators took to the streets, down from at least 109 arrests last week with a similar number of protesters.

People wearing high-visibility vests mingled among shoppers and tourists and chanted “Macron, resign!” on the Champs Elysees avenue, home to boutiques that were smashed and bore the brunt of lootings at the height of the violence.

Major stores, including some that were boarded up on recent weekends, opened their doors.

Other demonstrators converged west of the capital near the headquarters of 24-hour news channel BFM TV, where scuffles ensued; and several cars were set on fire outside the offices of the Parisien newspaper in the evening, though it was initially unclear who had torched them and whether it was directly linked to the protests.

In Toulouse, where like in Bordeaux crowds exceeded 2,000 people, protesters set bins on fire and some hurled yellow paint at police.

Several highway tolls and motorway slip-roads across France were blocked, operator Vinci said, and traffic on some of the roads leading to Spain was severely backed up.

SIT-INS

The protests — 18 months into Macron’s tenure, and his bid to reshape the economy — are expected to rumble on into January despite his attempts to defuse them, including by backtracking on planned fuel tax hikes and signaling wage rises for the poorest workers.

“We will continue until we win, until Macron backs down and gives us what we deserve: more purchasing power, less taxes, a healthy life without having to tighten and tighten and tighten the belt at the end of every single month,” a protester in Nantes who only gave her name as Virginie told Reuters.

“My son asks me for something and (I say) no I can’t, but I work so it is not normal.”

Stemming in part from a feeling of disconnect between more provincial and rural areas and an urban elite Macron has come to represent for his critics, the protest has spawned sit-ins at roundabouts and roadsides as people dig their heels in, demanding more measures to help household incomes.

The “yellow vest” protests — named after the garments that drivers have to carry in their cars in case of emergency — have been concentrated on Saturdays, after first erupting on Nov. 17 following a campaign spread on social media.

But protesters were also being urged to turn out on Dec. 31, including for a show of force on the Champs Elysee, where revelers tend to gather for New Year’s celebrations and a firework display.

The city council has said festivities, usually boxed in by a heavy police presence, would go ahead as planned.

Macron is expected to address voters in a traditional New Year’s Eve televised message.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Psichiatria, Unione Europea

Germania. 5.3 milioni di adulti depressi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-29.

Gufo_021__

Mental disorders on the rise in Europe

«Mental disorders such as depression and anxiety attacks, as well as neurological diseases like dementia and Alzheimer’s, are affecting 38 percent of Europeans. ….

The authors found that every year almost 165 million people suffer from mental illnesses, in particular depression, anxiety and insomnia. Addiction and eating disorders are also a concern for more than 15 million people in the 30 countries analyzed»

*

Anti-depression drugs are on the rise in Germany, but do we know what we’re taking

*

«Depression can take a massive toll not only on the sufferers, but also on their loved ones»

*

«A study by the German Depression Foundation found the illness caused relationship breakdowns for almost half of those affected»

*

«Around 5.3 million people in Germany suffer from depression each year»

*

«around 17 percent of German adults will experience a persistent depressive disorder in their lifetime»

*

«Eighty-four percent of respondents stated that depression caused them to completely withdraw from social life, 72 percent experienced feeling disconnected from people in general, and 45 percent broke up with their romantic partner»

*

«The high number of separations shows what a profound illness depression is»

*

«is often the cause, rather than the consequence, of partnership conflicts»

* * * * * * * *

I dati sono questi.

Possono essere discussi in ogni modo e maniera che tali rimangono.

La cosa strana è che la gente si accapiglia nel cercar una qualche causa a suo dire efficiente, e sembrerebbe invece che nessuno si domandi cosa si possa fare.

Sicuramente un più facile e precoce accesso alle cure psichiatriche sarebbe il benvenuto. Quasi sempre queste patologie prese all’inizio tendono a regredire, se curate allo stato dell’arte. Spesso i pazienti tendono a considerare patologici non tanto sé stessi, quanto gli altri che li circondano.

Vi è poi una generalizzata tendenza a guardare con sospetto gli psicofarmaci, salvo poi utilizzarli in modo incongruo. È un vezzo sociale che si paga ben caro.

Una considerazione finale.

Se i consulenti matrimoniali e gli avvocati razionalizzassero che nella metà delle coppie che loro si presentano uno dei coniugi sarebbe da inviare per consulenza allo psichiatra, molte unioni potrebbero superare il momento di crisi e riprendere con comune gradimento.

Già: consulenti ed avvocati onesti: mica si è detto poco.

Nota.

Non ci si illuda. La depressioneè una patologia psichiatrica frequente, ma mica che si l’unica…

Deutsche Welle. 2018-11-29. 5.3 million Germans suffer from depression each year

Depression can take a massive toll not only on the sufferers, but also on their loved ones. A study by the German Depression Foundation found the illness caused relationship breakdowns for almost half of those affected.

*

The German Depression Foundation has published its 2018 Depression Barometer, offering an insight into how widespread the mental disorder is in Germany, and the impact it can have on personal relationships.

The foundation interviewed 5,000 people between ages 18 and 69 for the study.

Eighty-four percent of respondents stated that depression caused them to completely withdraw from social life, 72 percent experienced feeling disconnected from people in general, and 45 percent broke up with their romantic partner.

“The high number of separations shows what a profound illness depression is,” German Depression Foundation chairman Ulrich Hegerl said.

Around 5.3 million people in Germany suffer from depression each year, and around 17 percent of German adults will experience a persistent depressive disorder in their lifetime, the foundation said.

According to the World Health Organization (WHO), 322 million people worldwide suffer from depression — that means roughly every 20th person you’d walk past in the street.

What are the typical symptoms?

Listlessness, insomnia, feeling emotionally drained — the symptoms of depression are diverse, and the illness itself is still taboo.

For a clinical diagnosis, symptoms have to be present for more than two weeks. It’s not just about feeling a bit down at the end of the day. People suffering depression are often permanently exhausted and have trouble sleeping.

“People suffering from depression lose their drive, their interest … they withdraw and see everyday life through black glasses,” Hegerl said. “People lose their appetite, and hopeless thoughts and thoughts about self-harm swirl in their brain. Clinical depression is very different from sadness or stress.”

These changes can have a destructive impact on relationships, which is why depression “is often the cause, rather than the consequence, of partnership conflicts,” Hegerl added.

Still stigmatized

The German Depression Foundation warned that a lack of knowledge about depression had resulted in a stigmatized view of the disease in society.

According to its barometer, 56 percent of people think that living the wrong lifestyle can cause depression. About 30 percent said having a weak character was to blame.

The study, which also looked at how families respond to depression, found that 73 percent of relatives reported feeling guilt and responsibility for the suffering of a loved one.