Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti, Trump

Trump. Prosegue la lotta per i giudici e per il 9th Circuit.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-03.

2016-11-09__Stati_Americani__001

«It is a fundamental belief of mine that all people are created in the image of God and they should all be treated with dignity and respect» [Mr Lawrence VanDyke]


Negli Stati Uniti le Corti Federali hanno poteri discrezionali immensi, tali da poter bloccare o, quanto meno, ostacolare severamente, anche i Presidenti democraticamente eletti dal popolo sovrano.

Eletti a vita su nomina presidenziale, che il senato deve ratificare, i 9 giudici della Corte Suprema ed i 179 giudici delle Corti Federali di Appello sono il vero centro decisionale americano.

Chi lo governa dispone a suo piacere dell’occidente.

Alla fine del 2016 vi erano due posti liberi nella Corte Suprema e diverse decine nelle dodici Corti di Appello Federali.

Chi avesse vinto le elezioni avrebbe potuto blindare quelle corti ed anche per molti decenni, nominando prevalentemente giudici di media età.

Quando Mr Trump trionfò su Mrs Hillary Clinton il mondo cadde addosso ai liberal democratici, che si sentirono defraudati dalla sorte di un bottino ritenuto essere sicuro.

In questi anni Mr Trump ha fatto un lavoro sommesso ma quanto mai efficiente.

Ad oggi, nelle 91 Corti Distrettuali lavorano 320 giudici democratici e 270 repubblicani, ma Mr Trump deve ancora nominarne 89.

Nelle Corti di Appello dei 13 Circuiti siedono al momento 93 giudici repubblicani ed 82 democratici, essendo ancora quattro posti vacanti. Si tenga presente come nel 2016 vi fossero solo 72 giudici repubblicani e 90 invece democratici, con 17 posizioni da occupare.

La Corte Suprema ha ora 5 Loro Giustizie di nomina repubblicana e 4 di nomina democratica.

Nel complesso, Mr Trump ha svolto un lavoro più che egregio, tenendo anche conto della litigiosità invelenita dei democratici.

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Resta ancora da sanare l’anomalia del 9ty Circuit.

Quando Mr Trump entrò in carica i 29 giudici erano così ripartiti: 7 repubblicani, 18 democratici e 4 posti vacanti. Mr Trump ne fece nominare sette, ed una ottava nomina è in corso. Ad oggi vi sono 16 giudici democratici e 12 repubblicani: un ragionevole equilibrio è stato raggiunto.

Il 9th Circuit è stati da sempre una roccaforte liberal democratica: di lì sono partite tutte le sentenze che hanno bloccato l’Amministrazione Trump, anche se poi alla fine la Suprema Corte le ha cassate e, spesso, con sentenze di fuoco.

Suprema Corte cassa sentenza del 9th Circuit e da ragione a Trump.

America. Corte di Appello del 9th Circuito. La Corte del disonore.

Trump. Correggere l’anomalia del Nono Circuito.

Corte Suprema. Respinte le ‘stravaganti’ argomentazioni dei giudici del 9° Circuito

Suprema Corte castra la megalomania giuridica del 9° Circuito.

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Al senato il giudice Lawrence VanDyke ha in corso la audizione per la ratifica. Una volta ratificata la nomina, i giudici repubblicani nel 9th Circuito salirebbero a 13.

I liberal democratici si sono scatenati come diavoli alla vista dell’acqua santa.

È gustoso leggersi come i liberal lo osteggino.


Trump pick for 9th U.S. Circuit Court of Appeals accused of having anti-gay views

President Trump’s judicial nominee Lawrence VanDyke’s voice cracked and he shed tears at his confirmation hearing Wednesday when he was accused of being anti-gay.

The American Bar Association accused the federal appeals court pick of discriminating against LGBTQ people, as the president looks to remake the notoriously liberal 9th Circuit Court of Appeals, where he already has placed seven judges since taking office in 2017.

Senators had to pause for Mr. VanDyke, who served as solicitor general for both the states of Montana and Nevada, to collect himself after being quizzed about his “not qualified” rating from the ABA.

His ABA report, though, was conducted by an evaluator who had actually donated to the nominee’s political rival in 2014 when he ran for the Montana Supreme Court — a point Republican senators were eager to make.

Mr. VanDyke did not win a seat on the state’s high court five years ago, but he’s now up for a vacancy on the 9th Circuit where he faced pushback from Democrats over his conservative ideals.

“It is a fundamental belief of mine that all people are created in the image of God and they should all be treated with dignity and respect,” Mr. VanDyke said over his tears before the Senate Judiciary Committee.

The attorney, who has roughly 14 years of experience, rejected the poor score from the ABA, which released a damaging review of the nominee the night before his hearing. The ABA’s Standing Committee on the Federal Judiciary said it interviewed 60

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Generati ad ottobre altri 128,000 posti di lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-01.

2019-11-01__Usa_Disoccupati 001

Il Bureau of Labor Statistics attesta che ad ottobre sono stati generati 128,000 nuovi posti di lavoro.

Si noti come il tasso di disoccupazione tra i negri e gli afroamericani sia scesa al 5.4%. A fine 2016, all’atto dell’insediamento di Mr Trump alla presidenza, tale percentuale era 7.9%.

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Usa: a ottobre creati 128 mila posti

L’economia americana nel mese di ottobre ha creato 128 mila nuovi posti di lavoro, battendo nettamente le previsioni. Il tasso di disoccupazione resta al 3,6%. Il dato di ottobre supera nettamente le previsioni che parlavano di circa 75 mila posti, e questo nonostante l’impatto negativo del lungo sciopero che ha interessato il colosso dell’auto General Motors. La disoccupazione al 3,6% resta poi ai livelli piu’ bassi da 50 anni. Rivisti al rialzo anche i dati di agosto (da 168 mila posti a 219 mila) e di settembre (da 136 mila a 180 mila).

Pubblicato in: Stati Uniti, Trump

USA. Reddito familiare mediano salito a 61,937 Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-06.

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«The median household income has increased by 0.8 percent in the United States, moving to $61,937 in 2019»

«this is the highest U.S. household income that the American Community Survey has ever recorded in absolute terms»

«Half of the American families the Census Bureau surveyed made more than $61,937 while the other half of households made less than that»

«West Virginia and Mississippi were the two states with the lowest medians, falling under $45,000, while twenty-seven other states and Puerto Rico reported U.S. income that is below the U.S. median»

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Ricordiamo come il valore mediano sia quello al di sopra ed al di sotto del quale giace la metà dei dati.

West Virginia e Mississippi sono gli stati con i minimi valori mediani: 45,000 Usd.

Le differenze etniche evidenziano grandi differenze nei valori mediani di reddito.

Gli asiatici raggiungono un reddito mediano di 81,331$, i caucasici 68,145$, gli ispanici 50,486$ ed i negri 40,258$.

2019-10-06__Usa median 002

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Middle Class Household Income Gets a Boost

The median household income has increased by 0.8 percent in the United States, moving to $61,937 in 2019. While this is the highest U.S. household income that the American Community Survey has ever recorded in absolute terms, the rate of growth has slowed compared to last year’s two percent uptick in median household income.

Half of the American families the Census Bureau surveyed made more than $61,937 while the other half of households made less than that. West Virginia and Mississippi were the two states with the lowest medians, falling under $45,000, while twenty-seven other states and Puerto Rico reported U.S. income that is below the U.S. median.

Despite a household income moving up, this rising tide is not necessarily lifting all boats. The Gini index, a ratio that measures income inequality, rose significantly year-over-year, a sign that the gap between rich and poor in the U.S. is widening. Specifically, income inequality increased in nine states including Alabama, Arkansas, California, Kansas, Nebraska, New Hampshire, New Mexico, Texas, and Virginia.

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Median household income in the United States in 2017, by race or ethnic group (in U.S. dollars)

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

USA. Tasso disoccupazione sceso al 3.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-05.

2019-10-05. USA Disoccupati 000

The Bureau of Labor Statistics ha rilasciato il dato sulla disoccupazione negli Stati Uniti e stato per stato.

L’economia americana a settembre ha generato 136,000 nuovi posti di lavoro, un po’ al di sotto delle attese che erano di circa 145,000. Ma il tasso di disoccupazione scende al 3.5%, il livello più basso dal 1969.

Esulta il presidente Donald Trump: “Il tasso di disoccupazione al 3.5% – twitta – ai minimi da 50 anni. Wow America, lascia che il tuo presidente venga messo in stato di accusa (anche se non ha fatto nulla di sbagliato!)”.
Il tasso di disoccupazione, dunque, non era così basso dal dicembre di 50 anni fa. Rivisti al rialzo anche i dati sull’occupazione dei due mesi precedenti: a luglio i nuovi posti sono passati da 159,000 a 166,000, ad agosto da 130,000 a 168,000.

2019-10-05. USA Disoccupati 001

Si noti anche come ben 28 stati abbiano un tasso di disoccupazione sotto il 3.5%. Ciò significa che risultano essere senza lavoro solo quanti immessi negli ultimi mesi nel mercato del lavoro, tipicamente le persone uscite dal sistema scolastico.

Ciò significa che nel prosieguo sarà quasi impossibile ridurre ulteriormente il tasso di disoccupazione.

Il The New York Times pubblica la notizia di spalla in ottava. Con riluttanza.

Pubblicato in: Amministrazione, Stati Uniti, Trump

Trump. Impeachment. Molti ne parlano senza sapere cosa sia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-27.

Invidia 001

Di questi tempi di fa un gran parlare di un possibile impeachment nei confronti del Presidente Trump.

«La messa in stato di accusa o impeachment (dall’inglese «imputazione») è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni.

L’impeachment è un antico istituto del common law, sviluppatosi dapprima in Inghilterra in un arco di tempo che va dal 1376, anno in cui il Parlamento inglese mise in stato d’accusa alcuni ministri di Edoardo III e la sua amante Alice Perrers per corruzione e incapacità, al XVIII secolo, quando è evoluto nella responsabilità ministeriale del gabinetto del Re. Nella versione di memento “ai cittadini che il loro presidente è umano e può sbagliare come ogni altro cittadino” è stato poi previsto e disciplinato dai padri costituenti degli Stati Uniti d’America nella Costituzione di Filadelfia del 1787.

Al vertice dei problemi di giustizia politica, il diritto comparato degli Stati democratici sul punto “può, infine, essere sintetizzato in tre congegni di garanzia della giusta tranquillità (ma fino ad un certo punto!) di chi è investito di potere: autorizzazione a procedere, per i governanti spagnoli da parte degli organi parlamentari con possibilità di ricorso al Tribunale costituzionale; organismo istruttorio formato da altissimi magistrati per i governanti francesi prima del deferimento all’Alta Corte; impeachment per il Presidente degli Stati Uniti e, con qualche adattamento, in Francia a seguito della revisione costituzionale del 2007.

Nell’ordinamento giuridico statunitense, soggetti passivi dell’impeachment (sottoposti al procedimento) sono i componenti del potere esecutivo, dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali.

Negli Stati Uniti d’America, soggetti attivi dell’impeachment (promotori del procedimento) sono la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti), e il Senato investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti). Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema.» [Fonte]

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L’impeachment è quindi un atto di sfiducia politica, scollegato da una eventuale azione giudiziaria.

Ufficialmente dovrebbe essere corroborato da prove probanti, inequivocabili: ma l’interpretazione della loro pertinenza e gravità è un giudizio meramente politico.

Riassumiamo.

– Soggetto attivo dell’impeachment (promotori del procedimento) è la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti).

– Una volta formalizzata l’accusa, suffragata da prove probanti, interviene il Senato, investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti).

– Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema.

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Nel breve termine, la procedura di impeachment è virtualmente impossibile da concretizzarsi. I repubblicani hanno infatti una maggioranza risicata ma efficiente in Senato, ed al momento almeno sembrerebbe essere impossibile che i liberal democratici possano raggiungere i due terzi. La Corte Suprema poi è ora a maggioranza repubblicana ed il suo presidente è pure repubblicano: difficilmente un impeachment potrebbe essere votato.

Di certo, l’apertura di una procedura di impeachment consentirebbe di mettere in moto quella macchina  del fango in cui i democratici sono maestri consumati.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Iowa. Inizia la selezione del candidato democratico alla presidenza. Warrren.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-24.

Brüghel il Vecchio. La parabola dei ciechi.

Tradizione bicentenaria consolidata indica che il candidato democratico che conquista lo Iowa si garantisce la nomination.

«A surging Sen. Elizabeth Warren is challenging Joe Biden’s dominance in the race for the Democratic nomination, standing at 22% to the former vice president’s 20% in a new CNN/Des Moines Register/Mediacom poll of likely Iowa caucusgoers»

«Although neither candidate holds a clear lead at this point, the new poll finds Warren and Biden well ahead of other contenders for the Democratic nomination»

«Sen. Bernie Sanders’ support has dipped to 11% in this poll, with South Bend, Indiana, Mayor Pete Buttigieg at 9% and Sen. Kamala Harris at 6%. Sens. Cory Booker and Amy Klobuchar each land at 3%, while Rep. Tulsi Gabbard, former Rep. Beto O’Rourke, investor Tom Steyer and businessman Andrew Yang each have the backing of 2% of likely caucusgoers. The poll marks Gabbard’s third qualifying poll for inclusion in October’s Democratic debates. The rest of the field each notched 1% or less»

«Warren’s improved standing overall in the Iowa poll comes on the heels of a stronger showing in recent national polls and is bolstered by an increasing positive favorability rating (75% have a favorable view»

«Biden’s favorable numbers dipped 6 points to 66% while his unfavorable rating rose 5 to 29%»

«Though views on the candidates have shifted, those likely to attend Iowa’s Democratic caucuses remain more apt to prioritize nominating a candidate with a strong chance of beating Trump (63%) over one who shares their positions on major issues (31%)»

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Mrs Jennifer Agiesta, direttrice della sezione elettorale della Cnn, riporta due frasi degne della massima attenzione, e che contraddicono le regole seguite dai democratici nelle elezioni presidenziali del 2016.

Prima frase.

«Democratic caucuses remain more apt to prioritize nominating a candidate with a strong chance of beating Trump (63%)».

Una cosa è nominare un candidato liberal integralista, per esempio Mrs Kamala Harris, nomina che sarebbe una pacchia per Mr Trump, ed una totalmente differente è nominare un candidato con serie possibilità di riuscita. Il corpo degli Elettori differisce fortemente da quello dagli attivisti di partito. Nel primo caso si soddisfarebbero gli iscritti, nel secondo gli Elettori. Questo fu uno dei più grossolani errori fatti nella campagna elettorale del 2016. Mrs Clinton era popolare soltanto tra i giornalisti che scrivevano sulle testate liberal socialiste: ed infatti fu trombata alla grande.

Per meglio spiegarsi, rileggiamo il titolo de La Repubblica pochi giorni prima delle elezione di Mr Trump.

Elezioni Usa, sondaggi: Clinton ha più delegati

Ma alla fine Mr Trump ebbe 304 delegati contro i 227 di Mrs Clinton.

Chi ragiona in modo ideologico è presto smentito in modo cocente dai fatti.

Seconda frase.

«over one who shares their positions on major issues (31%)»

Questa frase è la logica conseguenza della prima. Solo il 31% degli Elettori democratici desidera un candidato che condivida la propria Weltanschauung: gli Elettori americani mai infatti eleggerebbero un presidente troppo ideologizzato.

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Elizabeth Ann Warren, nata Herring, ha settanta anni tondi, è laureata a Houston nel 1970 in patologia del linguaggio e audiologia.

Ha insegnato legge in diverse università prima di entrare nell’Università di Harvard nel 1992, dove ha insegnato diritto commerciale.

Fino al 1996 ha militato nel partito repubblicano, quindi è transitata al partito democratico.

Durante le elezioni presidenziali del 2016 ha sostenuto nelle primarie democratiche il senatore Bernie Sanders.

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Cnn. 2019-09-22. Elizabeth Warren surges and Joe Biden fades in close Iowa race, new poll shows

A surging Sen. Elizabeth Warren is challenging Joe Biden’s dominance in the race for the Democratic nomination, standing at 22% to the former vice president’s 20% in a new CNN/Des Moines Register/Mediacom poll of likely Iowa caucusgoers.

Although neither candidate holds a clear lead at this point, the new poll finds Warren and Biden well ahead of other contenders for the Democratic nomination. Sen. Bernie Sanders‘ support has dipped to 11% in this poll, with South Bend, Indiana, Mayor Pete Buttigieg at 9% and Sen. Kamala Harris at 6%. Sens. Cory Booker and Amy Klobuchar each land at 3%, while Rep. Tulsi Gabbard, former Rep. Beto O’Rourke, investor Tom Steyer and businessman Andrew Yang each have the backing of 2% of likely caucusgoers. The poll marks Gabbard’s third qualifying poll for inclusion in October’s Democratic debates. The rest of the field each notched 1% or less.

Warren’s improved standing overall in the Iowa poll comes on the heels of a stronger showing in recent national polls and is bolstered by an increasing positive favorability rating (75% have a favorable view, the best in the field, and she is one of only four candidates who have improved their net favorability since the June CNN/DMR poll), as well as a growing percentage of likely caucusgoers who say she is either their first choice, second choice or someone they are actively considering. All told, 71% are at least considering Warren’s candidacy, ahead of the next best candidate on that score by 11 points (Biden at 60%). Her supporters are also more enthusiastic than those behind Biden (32% of her backers are extremely enthusiastic vs. 22% for the former vice president).

The Massachusetts senator appears to be gaining ground primarily at the expense of Sanders. She holds the support of 32% of those who say they caucused for Sanders in 2016 (Sanders himself stands at 25% among that group), stands at 48% among those who consider themselves “very liberal,” and for the first time in CNN/DMR polling on the race, has edged ahead of Sanders among those under age 35 (27% back Warren, 22% Sanders).

Biden’s core backers remain behind him in largely the same way they were in the previous poll. Among seniors, he is the first choice of 35%, about the same as earlier this year. And he remains above 30% support with moderate and conservative likely caucusgoers.

And Warren’s supporters are a bit less apt to be locked in than are those backing Biden (12% of Warren supporters say their mind is made up vs. 26% of Biden’s supporters). Overall, though, just 20% of likely caucusgoers say their mind is made up now, suggesting there is plenty of room for these preferences to shift before February.

Shifts in favorability

For many in the field, a summer spent campaigning in Iowa has done little to improve their chances there. Aside from Warren, no candidate has made meaningful gains in overall support compared with their backing among likely caucus attendees in June, and 10 candidates saw their unfavorable ratings rise by double-digits without an equivalent rise on the positive side of things, including a whopping 30-point increase in negative views of author Marianne Williamson, a 23-point jump for former Secretary of Housing and Urban Development Julián Castro and increases in the teens for former Maryland Rep. John Delaney, Montana Gov. Steve Bullock and Ohio Rep. Tim Ryan.

Sanders and Biden each saw an increase in unfavorable views alongside a drop in favorable ratings (Sanders shifted from 70% favorable and 25% unfavorable to a 58% favorable to 36% unfavorable rating; Biden’s favorable numbers dipped 6 points to 66% while his unfavorable rating rose 5 to 29%).

Yang also saw his unfavorable numbers grow, but the rise was matched by the increase in his favorability rating.

Beyond Warren’s gains, Buttigieg boosted his favorable rating 8 points to 69% without an appreciable rise in unfavorable views, Klobuchar saw favorable views gain 6 points to top 50% for the first time, while her unfavorable numbers rose 4 points, and Booker’s favorability climbed 5 points to 60% as the unfavorable side gained just 3 points.

Prioritizing electability

Though views on the candidates have shifted, those likely to attend Iowa’s Democratic caucuses remain more apt to prioritize nominating a candidate with a strong chance of beating Trump (63%) over one who shares their positions on major issues (31%). And most think that after Trump, American government could return to the way it was before his election (59%).

The poll sought to gain insight into what it is likely caucusgoers think an electable candidate would be. Nearly three-quarters said a candidate who can excite new voters (74%) is closer to their vision of electability than one who would excite the base (16%). And most preferred a candidate who would represent a new generation of leadership (57%) over one with a long history in government (28%), as well as one who would take the high road against Trump (54%) vs. getting in the mud as needed to take on the President (35%).

Roughly two-thirds felt the more electable candidate is one who seeks common ground with Republicans (63%) rather than moving the country to the left (28%). But in assessing six positions that have become signatures of the more liberal candidates in the Democratic field, the poll finds wide variation in likely caucusgoers’ level of comfort with them.

Support for policy positions

Clear majorities say that they are personally comfortable with policies that would raise taxes on the wealthy (74%) and restore the ban on assault-style weapons (69%) and they feel candidates ought to run on those positions. Fewer felt the same about the Green New Deal (48%), “Medicare for All” (41%), free tuition for public colleges (36%) and moving the country in a socialist direction (20%).

Views on Medicare for All in particular are starkly divided between those backing Warren or Sanders — the strongest proponents of such a plan among the Democratic candidates — and those who favor other candidates. Among supporters of Warren or Sanders, 63% say they’re comfortable with Medicare for All and want candidates to run on it, while among those backing other candidates, just 29% feel the same way.

Perceptions on these policy positions are one sharp divider between supporters of the two top candidates. Among Warren’s supporters, 64% say that none of the six tested positions are bad policy. Among Biden’s backers, though, just 29% feel the same way.

The CNN/Des Moines Register/Mediacom poll was conducted by Selzer & Co. of Des Moines, Iowa, September 14 through 18 among a random sample of 602 likely Democratic caucusgoers reached on landlines or cell phones by a live interviewer. Results for the full sample of likely caucusgoers have a margin of sampling error of plus or minus 4.0 percentage points.


Ansa. 2019-09-22. Usa 2020: sorpasso Warren in Iowa

WASHINGTON, 22 SET – Campanello d’allarme per Joe Biden, finora il front runner dei candidati dem alla Casa Bianca: nell’ultimo sondaggio in Iowa, lo Stato da dove partiranno le primarie, si è consumato per la prima volta il sorpasso di Elizabeth Warren. La senatrice, secondo la rilevazione di Cnn e Des Moines Register, ha adesso il consenso del 22% degli elettori dem, contro il 20% dell’ex vicepresidente. Nettamente staccato Bernie Sanders all’11%. Pete Buttigieg col 9% meglio di Kamaka Harris e tutti gli altri. Di solito chi vince in Iowa guadagna la nomination.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Stati Uniti, Trump

Trump. Corte Suprema ripristina le limitazioni alle richieste di asilo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-13.

Supreme Court

«Donald Trump incassa una vittoria sull’immigrazione alla corte suprema, a maggioranza repubblicana dopo le sue due nomine: ribaltando la decisione di una corte d’appello, i giudici hanno deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza.

Due giudici, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, si sono dissociati.

“Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: ha commentato Trump.

La nuova normativa entrerà in vigore finché prosegue la battaglia legale nel merito»

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Questa è la documentazione rilasciata dalla Suprema Corte.

Aug 26 2019      Application (19A230) for a stay pending appeal, submitted to Justice Kagan.

Aug 27 2019      Response to application (19A230) requested by Justice Kagan, due Wednesday, September 4, 2019, by 3 p.m.

Sep 03 2019       Motion for leave to file amicus brief and motion for leave to file brief in compliance with Rule 33.2 filed by Immigration Reform Law Institute.

Sep 03 2019       Motion for leave to file amici brief and motion for leave to file brief in compliance with Rule 33.2 filed by Arizona, et al.

Sep 04 2019       Response to application from respondents East Bay Sanctuary Covenant, et al. filed.

Sep 04 2019       Motion for leave to file amici brief filed by Non-Profit Organizations and Law School Clinics.

Sep 06 2019       Reply of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. filed.

Sep 10 2019       Supplemental brief of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. filed.

Sep 11 2019       Letter of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. received.

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Il problema è semplice e può essere visto da due punti di vista differenti.

Nel caso specifico, la Suprema Corte ha dichiarato legale la normativa governativa che preclude dal diritto di asilo i migranti illegali che abbiano transitato in altri stati ai quali avrebbero potuto rivolgersi in piena sicurezza. La Suprema Corte ribalta quindi le sentenze emesse sia dal giudice distrettuale sia da quello federale del Nono Circuito, che erano state emesse con valore applicativo su tutta la nazione.

Dal punto di vista generale, invece, si ripropone il quesito dei limiti entro i quali i giudici di livello inferiore possano emettere sentenze su dispositivi nazionali in materia francamente politica, sentenziando anche con argomentazioni politiche.

Non solo quindi un problema giuridico in sé e per sé, ma anche politico: mentre infatti il Presidente degli Stati Uniti è stato eletto da libere elezioni, i giudici sono semplici funzionari della pubblica amministrazione.

Se per il concetto di divisione dei poteri la politica dovrebbe astenersi dall’immettersi nelle procedure sentenziali, il potere giudiziario dovrebbe astenersi dal voler svolgere ruolo politico.

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«The Supreme Court on Wednesday cleared the way for President Trump and his administration to enforce a ban on nearly all asylum seekers arriving at the southern border.»

«In a one-paragraph order, the justices by a 7-2 vote granted an emergency appeal from Trump administration lawyers and set aside decisions from judges in California who had blocked the president’s new rule from taking effect.»

«While it is not a final ruling on the issue, the decision is nonetheless a major victory for Trump and his effort to restrict immigration because it allows the asylum ban to be enforced at the southern border while the dispute wends its way through the courts. That potentially could last for the remainder of Trump’s current term in office.»

«Wednesday’s order is further evidence that Trump is changing how the Supreme Court works. Prior to 2017, it was rare for federal judges to issue nationwide orders that blocked actions of the federal government. And it was also rare for the high court to intervene in such pending cases with emergency orders, rather than holding oral arguments and releasing written decisions.»

«In late July, the justices cleared the way by a 5-4 vote for Trump to spend $2.5 billion from the military budget to pay for border wall construction. Congress had refused to appropriate the money, and a federal judge in Oakland and the U.S. 9th Circuit Court of Appeals in San Francisco blocked the transfer.»

«U.S. District Judge Jon S. Tigar in San Francisco agreed and issued a nationwide injunction that barred enforcement of the new rule. The 9th Circuit Court upheld this order, but restricted its reach to California and Arizona.»

«U.S. Solicitor Gen. Noel Francisco filed an emergency appeal with the Supreme Court in late August in the case of Barr vs. East Bay Sanctuary Covenant. He urged the justices to lift the injunction and allow the new rule to take effect immediately. Doing so would “alleviate a crushing burden on the U.S. asylum system,” he said.»

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 Barr v. East Bay Sanctuary Covenant (09/11/2019)

«SUPREME COURT OF THE UNITED STATES. No. 19A230.

 The application for stay presented to JUSTICE KAGAN and by her referred to the Court is granted. The district court’s July 24, 2019 order granting a preliminary injunction andSeptember 9, 2019 order restoring the nationwide scope of the injunction are stayed in full pending disposition of the Government’s appeal in the United States Court of Appeals for the Ninth Circuit and disposition of the Government’spetition for a writ of certiorari, if such writ is sought. If a writ of certiorari is sought and the Court denies the peti­tion, this order shall terminate automatically. If the Court grants the petition for a writ of certiorari, this order shall terminate when the Court enters its judgment.»

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Trump lawyers ask Supreme Court to allow rule limiting asylum claims to go into effect nationwide. [2019-08-26]

The Trump administration asked the Supreme Court to allow a rule limiting asylum claims to go into effect nationwide while a lower court ruling blocking it is appealed.

A federal judge had blocked the Trump administration rule, which dramatically limits the ability of Central American migrants to claim asylum if they enter the US by land through Mexico, nationwide. Earlier this month, the 9th US Circuit Court of Appeals dialed back the nationwide injunction, saying that it can only apply to migrants claiming asylum in California and Arizona, states that fall under the Ninth Circuit’s jurisdiction.

In its filing Monday, the administration laid out its case for the rule, arguing that, among other things, it “alleviates a crushing burden on the US asylum system” and deters migrants from coming to the US.

“The injunction now in effect is deeply flawed and should be stayed pending appeal and pending any further proceedings in this Court,” the filing reads.

The Trump administration has rolled out a slew of policies in recent weeks to try to curb migration to the United States amid high border apprehension numbers. The solicitor general acknowledged the uptick in illegal border crossings in Monday’s filing.

The rule, which was issued from the departments of Justice and Homeland Security in July, would prohibit migrants who have resided in or traveled through a third country from seeking asylum in the US, therefore barring migrants traveling through Mexico from being able to claim asylum. The result would be a severe limiting of who’s eligible for asylum.

Immigrant advocacy groups have claimed the rule is unlawful and leaves migrants in harm’s way.

In his July ruling, US District Judge Jon Tigar, a Barack Obama nominee, in the US District Court for the Northern District of California, wrote, “This new rule is likely invalid because it is inconsistent with the existing asylum laws.”

“An injunction,” Tigar added, “would vindicate the public’s interest — which our existing immigration laws clearly articulate — in ensuring that we do not deliver aliens into the hands of their persecutors.”

The US District Court for the Northern District of California will hold a hearing in early September.

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Supreme Court Allows Broad Enforcement of Asylum Limits

WASHINGTON (AP) — The Supreme Court is allowing nationwide enforcement of a new Trump administration rule that prevents most Central American immigrants from seeking asylum in the United States.

The justices’ order late Wednesday temporarily undoes a lower-court ruling that had blocked the new asylum policy in some states along the southern border. The policy is meant to deny asylum to anyone who passes through another country on the way to the U.S. without seeking protection there.

Most people crossing the southern border are Central Americans fleeing violence and poverty. They are largely ineligible under the new rule, as are asylum seekers from Africa, Asia and South America who arrive regularly at the southern border.

The shift reverses decades of U.S. policy. The administration has said that it wants to close the gap between an initial asylum screening that most people pass and a final decision on asylum that most people do not win.

“BIG United States Supreme Court WIN for the Border on Asylum!” Trump tweeted.

Justices Ruth Bader Ginsburg and Sonia Sotomayor dissented from the high-court’s order. “Once again, the Executive Branch has issued a rule that seeks to upend longstanding practices regarding refugees who seek shelter from persecution,” Sotomayor wrote.

The legal challenge to the new policy has a brief but somewhat convoluted history. U.S. District Judge Jon Tigar in San Francisco blocked the new policy from taking effect in late July. A three-judge panel of the 9th U.S. Circuit Court of Appeals narrowed Tigar’s order so that it applied only in Arizona and California, states that are within the 9th Circuit.

That left the administration free to enforce the policy on asylum seekers arriving in New Mexico and Texas. Tigar issued a new order on Monday that reimposed a nationwide hold on asylum policy. The 9th Circuit again narrowed his order on Tuesday.

The high-court action allows the administration to impose the new policy everywhere while the court case against it continues.

Lee Gelernt, the American Civil Liberties Union lawyer who is representing immigrant advocacy groups in the case, said: “This is just a temporary step, and we’re hopeful we’ll prevail at the end of the day. The lives of thousands of families are at stake.”


Usa: Corte suprema, ok a limiti asilo

Donald Trump incassa una vittoria sull’immigrazione alla corte suprema, a maggioranza repubblicana dopo le sue due nomine: ribaltando la decisione di una corte d’appello, i giudici hanno deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza.

Due giudici, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, si sono dissociati.

“Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: ha commentato Trump.

La nuova normativa entrerà in vigore finche’ prosegue la battaglia legale nel merito.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Il Pentagono stanzia i fondi per il muro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-05.

Washington. White House. 001

Se i liberal democratici fossero stati di accordo, ci si sarebbe lecitamente domandato cosa di losco ci fosse sotto.

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«The Trump administration secured a major win in July after the Supreme Court lifted a spending freeze on money for the wall.»

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«The US Defense Department has greenlit $3.6 billion to build a controversial wall on the border with Mexico. The money is being diverted from existing military projects»

«US President Donald Trump’s plans to build a border wall with Mexico moved forward on Tuesday, with the Pentagon approving billions to construct 175 miles (282 kilometers) of the border »

«Defense Secretary Mark Esper approved $3.6 billion (€3.28 billion), diverting the money from 127 current military projects both inside and outside the US»

«Esper said that the border wall projects “are necessary to support the use of the armed forces in connection with the national emergency,”»

«The move puts lawmakers who blocked Trump’s wall funding in a difficult position, as they must now decide if they will refund the projects that are being used to channel money to the wall»

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Così, alla fin fine, Mr Trump è riuscito a mantenere anche questa promessa.

«The Pentagon’s decision to approve the wall funds, and to pull that money from existing military projects sparked the ire of the opposition Democrats.»

Le lamentose doglie dei liberal democratici sono la evidente prova di quanto Mr Trump stia operano per il bene degli Stati Uniti.


Pentagon approves billions to build Trump’s border wall with Mexico

The US Defense Department has greenlit $3.6 billion to build a controversial wall on the border with Mexico. The money is being diverted from existing military projects, sparking criticism from Democrats.

US President Donald Trump’s plans to build a border wall with Mexico moved forward on Tuesday, with the Pentagon approving billions to construct 175 miles (282 kilometers) of the border.

Defense Secretary Mark Esper approved $3.6 billion (€3.28 billion), diverting the money from 127 current military projects both inside and outside the US.

The money is being diverted from 127 current military projects both inside and outside of the US.

Esper said that the border wall projects “are necessary to support the use of the armed forces in connection with the national emergency,” CNN reported, citing a letter sent to the Senate Armed Services Committee.

Trump declared a “national emergency” in February at the US southern border after lawmakers in Congress refused to approve the $5.7 billion Trump had demanded to the long-promised barrier.

Wall funds ‘slap in the face’ to military

The Pentagon’s decision to approve the wall funds, and to pull that money from existing military projects sparked the ire of the opposition Democrats.

“It is a slap in the face to the members of the armed forces who serve our country that President Trump is willing to cannibalize already allocated military funding to boost his own ego and for a wall he promised Mexico would pay to build,” Senate Democratic Leader Chuck Schumer said in a statement.

“Congress will strongly oppose any funds for new wall construction,” he added.

The move puts lawmakers who blocked Trump’s wall funding in a difficult position, as they must now decide if they will refund the projects that are being used to channel money to the wall.

The Trump administration secured a major win in July after the Supreme Court lifted a spending freeze on money for the wall. The American Civil Liberties Union (ACLU) said it would challenge the latest wall funding attempt in court.

Pubblicato in: Brasile, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

G7 Biarritz. Un primo resoconto. Evitati i temi caldi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-25.

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A Frau Merkel sono scappati i pruriti di protagonismo. È eluita nel nulla.


Questo potrebbe essere l’ultimo G7 a cui il mondo deve assistere sconcertato ed impotente.

«Larry Kudlow, aveva accusato la Francia di aver “deciso di abbandonare il comunicato finale basato sul consenso e le proposte concrete” e di volere che “il G7 stia zitto su queste questioni economiche fondamentali”»

«Dov’è l’azione sulla crescita, il commercio, la sicurezza energetica o l’occupazione?»

«Sulla questione del comunicato finale, che non ci sarà per la prima volta in 45 anni»

«la Francia guiderà ‘coalizioni’ di ‘chiunque condivida i nostri valori”, coalizioni che “producono banalità politicamente corrette come appelli a bandire tutto, dalle cannucce ai combustibili fossili”.»

«in agenda G7 nulla su crescita, commercio e occupazione»

«Donald Trump che ha nuovamente minacciato di imporre tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche americane approvata da Parigi …. Qualche ora prima, la minaccia di dazi sui vini francesi aveva portato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ad avvertire: “Proteggerò il vino francese con sincera determinazione, se gli Stati Uniti imporranno delle tasse, l’Ue risponderà sullo stesso piano”»

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Ma tra gli argomenti che spiccano per non essere stati nemmeno trattati figurano il ‘clima’, il gender, lgbt, il problema della recessione economica.

«To avoid a repetition of what happened at the last summit in Canada, in which Trump refused to sign the final communique with the conclusions he had agreed with, Emmanuel Macron decided to dispense with the usual final document containing the conclusions of the summit. ‘These are communiques that no one reads and that result from endless bureaucratic conflicts,’ he said.»

Nota.

Frau Merkel sembrerebbe essere inesistente.

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G7, prove d’intesa su Amazzonia e dazi. Johnson a Ue: Brexit senza backstop o no deal

Il presidente Usa ha minacciato nuove tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche, poi il faccia a faccia con Macron e l’ipotesi di un invito per la Russia al G7 2020. Oggi l’incontro tra Tusk e il premier britannico.

Amazzonia, dazi e Brexit.

Sono tanti i temi caldi sul tavolo del G7 di Biarritz (FOTO), con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha nuovamente minacciato di imporre tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche americane approvata da Parigi. Una tensione, questa, stemperata poi dall’incontro privato che lo stesso Trump e Macron hanno avuto nella serata di sabato. Oggi anche l’incontro tra Donald Tusk e Boris Johnson, che chiede all’Ue di eliminare il backstop sull’Irlanda per evitare un divorzio segnato da un no deal. (L’INCONTRO TRA TRUMP E JOHNSON AL G7 – LE FIRST LADY DEL G7 – I LEADER MONDIALI COME GLI AVENGERS: IL VIDEO PARODIA)

La ricetta economica di Trump.

Ed è stato lo stesso presidente americano a sottolineare un rasserenamento nei rapporti con Macron: “Il pranzo che ho avuto con Emmanuel è stato finora il miglior incontro avuto. Allo stesso modo l’incontro serale con i leader del mondo è andato molto bene. Si stanno facendo progressi!”, ha spiegato su Twitter. “La Francia e il presidente Emmanuel Macron hanno fatto un vero grande lavoro finora con un G7 molto importante”, ha aggiunto Trump, sottolineando poi che “la nostra grande economia è il discorso di tutti”: il tycoon, al G7, vuole promuovere la crescita economica basata sulla sua ricetta di taglio delle tasse e deregulation. Un clima di serenità quindi, che secondo il tycoon smentisce le notizie “false e inaccurate” sulle tensioni con gli altri Paesi del G7 e sui rischi di recessione negli Stati Uniti. “Prima che arrivassi in Francia – scrive Trump – notizie false e disgustose sostenevano che le relazioni con gli altri sei Paesi del G7 fossero molto tese e che i due giorni di incontri sarebbero stati in disastro”. Allo stesso modo, prosegue, le fake news “stanno cercando di convincerci di una recessione, stanno tentando di spingere l’America verso tempi economici difficili, tanto peggio, tanto meglio, tutto pur di rendere la mia rielezione più difficile”.

La tensione sui dazi.

Qualche ora prima, la minaccia di dazi sui vini francesi aveva portato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ad avvertire: “Proteggerò il vino francese con sincera determinazione, se gli Stati Uniti imporranno delle tasse, l’Ue risponderà sullo stesso piano”. Poco dopo, lo stesso Macron aveva rincarato la dose affermando che “le tensioni commerciali sono negative per tutti”. Oggi, invece, interpellato su eventuali pressioni degli alleati nei suoi confronti affinché abbandoni la guerra dei dazi con la Cina, Trump ha risposto: “Penso che rispettino la guerra commerciale con la Cina”.

Trump: Russia potrebbe tornare nel 2020.

Trump è poi intervenuto anche sul tema della Russia, dicendo che è “certamente possibile” che Mosca sia invitata al G7 del 2020 che si terrà in America. Ma, si apprende da fonti diplomatiche, i leader del G7 sono concordi sul fatto che è troppo presto per pensare ad un ritorno della Russia (e quindi a un G8): “C’è un percorso di verifica da effettuare, da qui alla fine dell’anno”. Mosca, dal canto suo, ha fatto sapere che esaminerà un eventuale invito a Vladimir Putin per il summit G7 del 2020. “Il presidente Putin – ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla testata online Sputnik – in una conferenza stampa ha già risposto: se arriva” l’invito “certamente lo prenderemo in considerazione”.

Kudlow: in agenda G7 nulla su crescita, commercio e occupazione.

Intanto, sul Wall Street Journal il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, aveva accusato la Francia di aver “deciso di abbandonare il comunicato finale basato sul consenso e le proposte concrete” e di volere che “il G7 stia zitto su queste questioni economiche fondamentali”. Kudlow aveva osservato che i leader del summit avrebbero dovuto prendere esempio dall’amministrazione Trump per la crescita e che “ciò che più colpisce dell’agenda di quest’anno è ciò che manca”. “Dov’è l’azione sulla crescita, il commercio, la sicurezza energetica o l’occupazione?”, aveva scritto Kudlow. E sulla questione del comunicato finale, che non ci sarà per la prima volta in 45 anni, aveva attaccato: “Invece del consenso, la Francia guiderà ‘coalizioni’ di ‘chiunque condivida i nostri valori”, coalizioni che “producono banalità politicamente corrette come appelli a bandire tutto, dalle cannucce ai combustibili fossili”.

Al-Sisi a Conte: l’impegno sul caso Regeni continua.

Intanto ieri, al G7, si è svolto il bilaterale tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, che ha ribadito l’impegno “a continuare gli sforzi per scoprire le circostanze” della morte del ricercatore italiano Giulio Regeni “e portare i responsabili davanti alla giustizia”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti, Trump

Usa. Pil Q2 +2.1%, contro il +1.8% previsto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-28.

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Il Bureau of Economic Analysis ha rilasciato i dati trimestrali del pil americano.

l Prodotto Interno Lordo (PIL) è la misura più ampia di attività economica ed è un indicatore chiave dello stato di salute di un’economia.

La variazione annualizzata (variazione trimestrale x 4) in percentuale del PIL mostra il tasso di crescita dell’economia nel suo complesso.

Il consumo è di gran lunga la maggiore componente del PIL degli Stati Uniti ed ha il maggiore impatto su di esso.

Su base trimestrale i dati possono essere molto volatili.

Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per il dollaro USA (USD), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per il dollaro USA.

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