Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Impeachment. Ecco cosa ne pensa il Presidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-22.

2019-12-22__Trump 001


Negli Stati Uniti è in corso la procedura di impeachment nei confronti del Presidente Trump. Il Congresso ha approvato l’atto di accusa che è quindi passato al Senato, che si riunirà in tribunale per giudicare il corpo accusatorio.

Come tutte le convocazioni in giudizio, gli esiti sono sempre incerti, anche se molti elementi suggerirebbero la concreta possibilità di un pieno proscioglimento di Mr Trump.

Due le motivazioni di codesto cauto ottimismo.

L’accusa portata non trova corresponsione della giurisprudenza americana e le prove addotte sono davvero molto sfumate. In processi del genere, le prove dovrebbero essere schiaccianti.

Il secondo motivo è più sottile, da usarsi con cautela. Se è vero che la maggioranza del Senato è del partito repubblicano, sarebbe altrettanto vero constatare come i senatori siano persone oneste, che emetteranno giudizio secondo scienza e coscienza. Considerare che un Senato a maggioranza repubblicana emetta sentenze meramente politiche sarebbe oltraggioso per questa Istituzione.

* * *

La stampa mondiale, a governo liberal democratico, si è profusa a riportare il testo di accusa, dandolo quasi fosse verità rivelata. Non è stato lasciato alcun spazio a quanto il Presidente Trump avesse detto in proposito.

Nel nostro microbico, vorremmo invece dare ampio risalto alla difesa. Un procedimento giudiziario che imbavagli la difesa sarebbe solo ed esclusivamente atto dittatoriale.

Riportiamo quindi il link del testo ufficiale rilasciato dalla White House della lettera del Presidente indirizzata allo Speaker della Camera dei Rappresentanti, Honorable Nancy Pelosi.


Letter from President Donald J. Trump to the Speaker of the House of Representatives

«Dear Madam Speaker:

I write to express my strongest and most powerful protest against the partisan impeachment crusade being pursued by the Democrats in the House of Representatives. This impeachment represents an unprecedented and unconstitutional abuse of power by Democrat Lawmakers, unequaled in nearly two and a half centuries of American legislative history.

The Articles of Impeachment introduced by the House Judiciary Committee are not recognizable under any standard of Constitutional theory, interpretation, or jurisprudence. They include no crimes, no misdemeanors, and no offenses whatsoever. You have cheapened the importance of the very ugly word, impeachment!

By proceeding with your invalid impeachment, you are violating your oaths of office, you are breaking your allegiance to the Constitution, and you are declaring open war on American Democracy. You dare to invoke the Founding Fathers in pursuit of this election-nullification scheme-yet your spiteful actions display unfettered contempt for America’s founding and your egregious conduct threatens to destroy that which our Founders pledged their very lives to build. Even worse than offending the Founding Fathers, you are offending Americans of faith by continually saying “I pray for the President,” when you know this statement is not true, unless it is meant in a negative sense. It is a terrible thing you are doing, but you will have to live with it, not I!

Your first claim, “Abuse of Power,” is a completely disingenuous, meritless, and baseless invention of your imagination. You know that I had a totally innocent conversation with the President of Ukraine. I then had a second conversation that has been misquoted, mischaracterized, and fraudulently misrepresented. Fortunately, there was a transcript of the conversation taken, and you know from the transcript (which was immediately made available) that the paragraph in question was perfect. I said to President Zelensky: “I would like you to do us a favor, though, because our country has been through a lot and Ukraine knows a lot about it.” I said do us a favor, not me, and our country, not a campaign. I then mentioned the Attorney General of the United States. Every time I talk with a foreign leader, I put America’s interests first, just as I did with President Zelensky. ….»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. A novembre ha generato altri 266,000 posti di lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-06.

2019-12-06__Radiocor 001

«A novembre, le aziende statunitensi hanno continuato ad assumere a un passo superiore alle attese. Negli Stati Uniti, il mese scorso sono stati creati 266mila posti di lavoro, mentre gli analisti ne attendevano 187mila. La disoccupazione e’ scesa al 3,5% dal 3,6% del mese precedente; gli esperti attendevano una conferma del 3,6%.»

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I liberal democratici possono dire e fare ciò che vogliono, che Mr Trump risponde con i fatti.

Ha fatto generare 266,000 posti di lavoro contro i 187,000 previsti dagli economisti.

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Lasciamoci andare ai sogni, che però nel tempo potrebbero anche realizzarsi.

Come sarebbe bello che anche in Italia vi fosse un governo che generi posti di lavoro.

Se facesse ciò, gli si potrebbero perdonare anche marachelle e birbonate.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Economia chirurgica in vista delle elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-02.

2019-11-29__Trump 001

Occorre fare molta attenzione.

I liberal democratici governano tutti i media degli Stati Uniti, ed hanno scatenato contro il presidente Trump una campagna stampa denigratoria di portata tale che prima non si era mai vista. Serve quindi molto discernimento nel recepire le informazioni.

Una sola considerazione sull’argomento domina sovrana: più i liberal cercano di distruggere l’immagine di Trump più la inneggiano. Gli Elettori, infatti, pur di non votare Mrs Clinton hanno votato quel reprobo. Più se ne parla male, peggio ne esce Mrs Clinton, la perdente.

Il dramma dei liberal democratici consiste nel fatto che non hanno saputo esprimere una qualche personalità di spicco né, tanto meno, una chiara linea politica ed economica che fosse perseguibile nei fatti.

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Con tutta una costellazione di interventi, sia diretti della White House sia tramite le amministrazioni statali e periferiche, Mr Trump ha fatto crescere le entrate personali degli Elettori, specialmente di quelli che abitano nelle contee elettoralmente critiche. È una operazione che trova ben poco riscontro nei dati di carattere federale, quali il pil oppure il tasso di disoccupazione nazionale, che pure sono ottimi: deve essere valutata andandosi a cercare i dati uno per uno. Una operazione degna della pazienza certosina.

«More than 125 battleground counties see best growth since 1992»

«Personal income growth has been surging in some U.S. political battlegrounds, including a third of the counties in Pennsylvania — which Donald Trump narrowly flipped in 2016 and may need to win re-election next year»

«In the president’s first two years in office, a total of 325 counties representing nearly 6% of the U.S. population experienced their best annualized income gains since at least 1992»

«And 127 of those are located in perennial swing states, including Ohio and Iowa»

«While voters don’t normally track economic indicators very closely, Trump’s re-election campaign will focus on his economic record and appealing to those who are seeing the benefits of growth»

«I would expect the strength of the economy to improve the president’s chance of winning Pennsylvania in 2020»

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Cerchiamo di ragionare.

Sicuramente gli Elettori non votano esclusivamente sulla base del miglioramento del loro stato economico, ed in questo Bloomberg ha perfettamente ragione. Vi sono molti altri importanti fattori che modulano l’espressione di voto.

Tuttavia, sembrerebbe essere del tutto ragionevole pensare che Elettori economicamente soddisfatti riconfermino il presidente che ha portato loro del benessere. E questo sarà uno dei cavalli di battaglia di Mr Trump.

A riprova, l’importanza di questa argomentazione è evidenziata proprio dal comportamento dei liberal democratici, che cercano di dimostrare in ogni modo quanto il benessere economico raggiunto sia elettoralmente ininfluente.

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Si preannuncia una campagna elettorale al calor rovente.

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Personal Income Booms in States With Decisive Role in 2020 Race

– More than 125 battleground counties see best growth since 1992

– But as past elections show, voter earnings aren’t everything

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Personal income growth has been surging in some U.S. political battlegrounds, including a third of the counties in Pennsylvania — which Donald Trump narrowly flipped in 2016 and may need to win re-election next year.

In the president’s first two years in office, a total of 325 counties representing nearly 6% of the U.S. population experienced their best annualized income gains since at least 1992, according to data compiled by Bloomberg News. And 127 of those are located in perennial swing states, including Ohio and Iowa.

Bloomberg News analyzed per capita income growth in all U.S. counties going back to Bill Clinton’s first presidential term. While voters don’t normally track economic indicators very closely, Trump’s re-election campaign will focus on his economic record and appealing to those who are seeing the benefits of growth.

I would expect the strength of the economy to improve the president’s chance of winning Pennsylvania in 2020, said Boyd William Nash-Stacey, chief economist for BBVA Compass.

However, incoming data appears to be less upbeat for these areas and the tailwinds present in 2017-2018 may be giving way to more persistent headwinds, signaling a less auspicious economic environment for the president, he added.

A look at the past few decades indicates that growth in personal income, by itself, may have limited impact on voters.

Under Clinton’s second term from 1997 to 2000, 773 U.S. counties enjoyed their highest personal income growth — the second-best showing in the past 27 years. New England, in particular, benefited under his presidency with 90% of counties experiencing their best years of income growth.

Even so, Republican George W. Bush won a close victory over the Democrats in the 2000 election for the White House.

Per capita incomes — which includes wages, proprietor income, dividends, interest, rents, and government benefits — grew in 835 counties during Bush’s second term from 2004-2008, marking the strongest performance under any president since 1992.

Nevertheless, Democrat Barack Obama captured the presidency in 2008. His two terms coincided with the Great Recession — when only 225 of America’s total of about 3,100 counties had their finest years for personal-income growth.

Michael Bloomberg, founder and majority owner of Bloomberg LP, the parent company of Bloomberg News, announced plans on Sunday to seek the 2020 Democratic presidential nomination.

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Personal Income Booms in States With Decisive Role in 2020 Race

“Personal income growth has been surging in some U.S. political battlegrounds, including a third of the counties in Pennsylvania — which Donald Trump narrowly flipped in 2016 and may need to win re-election next year. In the president’s first two years in office, a total of 325 counties representing nearly 6% of the U.S. population experienced their best annualized income gains since at least 1992, according to data compiled by Bloomberg News. And 127 of those are located in perennial swing states, including Ohio and Iowa. Bloomberg News analyzed per capita income growth in all U.S. counties going back to Bill Clinton’s first presidential term. While voters don’t normally track economic indicators very closely, Trump’s re-election campaign will focus on his economic record and appealing to those who are seeing the benefits of growth. “I would expect the strength of the economy to improve the president’s chance of winning Pennsylvania in 2020,” said Boyd William Nash-Stacey, chief economist for BBVA Compass. “However, incoming data appears to be less upbeat for these areas and the tailwinds present in 2017-2018 may be giving way to more persistent headwinds, signaling a less auspicious economic environment for the president,” he added.”

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Usa. Pil Q3 salito a 2.1%, sopra le previsioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-27.

2019-11-27__Usa__Pil 001

«U.S. Economy Grew at Faster Pace than Expected in Q3»

«The Bureau of Economic Analysis (BEA) reported the second estimate for third-quarter (Q3) 2019 gross domestic product (GDP) rose to 2.1%, higher than the consensus forecast. Real GDP rose by 2.0% in Q2 2019.»

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US economy grew at a moderate 2.1% annual rate in the third quarter

– The U.S. economy grew at a moderate 2.1% rate over the summer, slightly faster than first estimated.

– Many economists say, however, that they think growth is slowing sharply in the current quarter.

– The Commerce Department says the July-September growth rate in the gross domestic product, the economy’s total output of goods and services slightly exceeded its initial estimate of a 1.9% rate.

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The U.S. economy grew at a moderate 2.1% rate over the summer, slightly faster than first estimated. But many economists say they think growth is slowing sharply in the current quarter.

The Commerce Department says the July-September growth rate in the gross domestic product, the economy’s total output of goods and services slightly exceeded its initial estimate of a 1.9% rate.

The economy had begun the year with a sizzling 3.1% GDP rate. Many economists have estimated that GDP growth is weakening in the current quarter to as slow as a sub-1% annual rate, largely because the U.S.-China trade war has led businesses to cut investment and inventories.

Still, the holiday shopping season is expected to be relatively healthy given solid job growth and consumer spending.

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Second Estimate for Q3 2019 GDP Rises to 2.1%, Beating Forecasts

U.S. Economy Grew at Faster Pace than Expected in Q3

The Bureau of Economic Analysis (BEA) reported the second estimate for third-quarter (Q3) 2019 gross domestic product (GDP) rose to 2.1%, higher than the consensus forecast. Real GDP rose by 2.0% in Q2 2019.

Forecasts ranged from a low of 1.7% to a high of 2.1%. The consensus forecast was 1.9% and the forecast for the advance was just 1.6%.

The upward revision was fueled by private inventory investment, nonresidential fixed investment, and personal consumption expenditures (PCE), or consumer spending.

Consumer spending was revised higher to 2.9%. Forecasts ranged from a low of 2.8% to a high of 3.0%. The consensus forecast was 2.8%.

Real gross domestic income (GDI) rose 2.4%, up strongly from 0.9% (revised) in Q2. The average of real GDP and real GDI — which is a supplemental measure of U.S. economic activity that equally weights GDP and GDI — gained 2.3% in Q3, up from 1.4% in Q2. 

This article will be updated shortly to reflect more data.

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Trump. Prosegue la lotta per i giudici e per il 9th Circuit.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-03.

2016-11-09__Stati_Americani__001

«It is a fundamental belief of mine that all people are created in the image of God and they should all be treated with dignity and respect» [Mr Lawrence VanDyke]


Negli Stati Uniti le Corti Federali hanno poteri discrezionali immensi, tali da poter bloccare o, quanto meno, ostacolare severamente, anche i Presidenti democraticamente eletti dal popolo sovrano.

Eletti a vita su nomina presidenziale, che il senato deve ratificare, i 9 giudici della Corte Suprema ed i 179 giudici delle Corti Federali di Appello sono il vero centro decisionale americano.

Chi lo governa dispone a suo piacere dell’occidente.

Alla fine del 2016 vi erano due posti liberi nella Corte Suprema e diverse decine nelle dodici Corti di Appello Federali.

Chi avesse vinto le elezioni avrebbe potuto blindare quelle corti ed anche per molti decenni, nominando prevalentemente giudici di media età.

Quando Mr Trump trionfò su Mrs Hillary Clinton il mondo cadde addosso ai liberal democratici, che si sentirono defraudati dalla sorte di un bottino ritenuto essere sicuro.

In questi anni Mr Trump ha fatto un lavoro sommesso ma quanto mai efficiente.

Ad oggi, nelle 91 Corti Distrettuali lavorano 320 giudici democratici e 270 repubblicani, ma Mr Trump deve ancora nominarne 89.

Nelle Corti di Appello dei 13 Circuiti siedono al momento 93 giudici repubblicani ed 82 democratici, essendo ancora quattro posti vacanti. Si tenga presente come nel 2016 vi fossero solo 72 giudici repubblicani e 90 invece democratici, con 17 posizioni da occupare.

La Corte Suprema ha ora 5 Loro Giustizie di nomina repubblicana e 4 di nomina democratica.

Nel complesso, Mr Trump ha svolto un lavoro più che egregio, tenendo anche conto della litigiosità invelenita dei democratici.

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Resta ancora da sanare l’anomalia del 9ty Circuit.

Quando Mr Trump entrò in carica i 29 giudici erano così ripartiti: 7 repubblicani, 18 democratici e 4 posti vacanti. Mr Trump ne fece nominare sette, ed una ottava nomina è in corso. Ad oggi vi sono 16 giudici democratici e 12 repubblicani: un ragionevole equilibrio è stato raggiunto.

Il 9th Circuit è stati da sempre una roccaforte liberal democratica: di lì sono partite tutte le sentenze che hanno bloccato l’Amministrazione Trump, anche se poi alla fine la Suprema Corte le ha cassate e, spesso, con sentenze di fuoco.

Suprema Corte cassa sentenza del 9th Circuit e da ragione a Trump.

America. Corte di Appello del 9th Circuito. La Corte del disonore.

Trump. Correggere l’anomalia del Nono Circuito.

Corte Suprema. Respinte le ‘stravaganti’ argomentazioni dei giudici del 9° Circuito

Suprema Corte castra la megalomania giuridica del 9° Circuito.

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Al senato il giudice Lawrence VanDyke ha in corso la audizione per la ratifica. Una volta ratificata la nomina, i giudici repubblicani nel 9th Circuito salirebbero a 13.

I liberal democratici si sono scatenati come diavoli alla vista dell’acqua santa.

È gustoso leggersi come i liberal lo osteggino.


Trump pick for 9th U.S. Circuit Court of Appeals accused of having anti-gay views

President Trump’s judicial nominee Lawrence VanDyke’s voice cracked and he shed tears at his confirmation hearing Wednesday when he was accused of being anti-gay.

The American Bar Association accused the federal appeals court pick of discriminating against LGBTQ people, as the president looks to remake the notoriously liberal 9th Circuit Court of Appeals, where he already has placed seven judges since taking office in 2017.

Senators had to pause for Mr. VanDyke, who served as solicitor general for both the states of Montana and Nevada, to collect himself after being quizzed about his “not qualified” rating from the ABA.

His ABA report, though, was conducted by an evaluator who had actually donated to the nominee’s political rival in 2014 when he ran for the Montana Supreme Court — a point Republican senators were eager to make.

Mr. VanDyke did not win a seat on the state’s high court five years ago, but he’s now up for a vacancy on the 9th Circuit where he faced pushback from Democrats over his conservative ideals.

“It is a fundamental belief of mine that all people are created in the image of God and they should all be treated with dignity and respect,” Mr. VanDyke said over his tears before the Senate Judiciary Committee.

The attorney, who has roughly 14 years of experience, rejected the poor score from the ABA, which released a damaging review of the nominee the night before his hearing. The ABA’s Standing Committee on the Federal Judiciary said it interviewed 60

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Generati ad ottobre altri 128,000 posti di lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-01.

2019-11-01__Usa_Disoccupati 001

Il Bureau of Labor Statistics attesta che ad ottobre sono stati generati 128,000 nuovi posti di lavoro.

Si noti come il tasso di disoccupazione tra i negri e gli afroamericani sia scesa al 5.4%. A fine 2016, all’atto dell’insediamento di Mr Trump alla presidenza, tale percentuale era 7.9%.

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Usa: a ottobre creati 128 mila posti

L’economia americana nel mese di ottobre ha creato 128 mila nuovi posti di lavoro, battendo nettamente le previsioni. Il tasso di disoccupazione resta al 3,6%. Il dato di ottobre supera nettamente le previsioni che parlavano di circa 75 mila posti, e questo nonostante l’impatto negativo del lungo sciopero che ha interessato il colosso dell’auto General Motors. La disoccupazione al 3,6% resta poi ai livelli piu’ bassi da 50 anni. Rivisti al rialzo anche i dati di agosto (da 168 mila posti a 219 mila) e di settembre (da 136 mila a 180 mila).

Pubblicato in: Stati Uniti, Trump

USA. Reddito familiare mediano salito a 61,937 Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-06.

2019-10-06__Usa median

«The median household income has increased by 0.8 percent in the United States, moving to $61,937 in 2019»

«this is the highest U.S. household income that the American Community Survey has ever recorded in absolute terms»

«Half of the American families the Census Bureau surveyed made more than $61,937 while the other half of households made less than that»

«West Virginia and Mississippi were the two states with the lowest medians, falling under $45,000, while twenty-seven other states and Puerto Rico reported U.S. income that is below the U.S. median»

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Ricordiamo come il valore mediano sia quello al di sopra ed al di sotto del quale giace la metà dei dati.

West Virginia e Mississippi sono gli stati con i minimi valori mediani: 45,000 Usd.

Le differenze etniche evidenziano grandi differenze nei valori mediani di reddito.

Gli asiatici raggiungono un reddito mediano di 81,331$, i caucasici 68,145$, gli ispanici 50,486$ ed i negri 40,258$.

2019-10-06__Usa median 002

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Middle Class Household Income Gets a Boost

The median household income has increased by 0.8 percent in the United States, moving to $61,937 in 2019. While this is the highest U.S. household income that the American Community Survey has ever recorded in absolute terms, the rate of growth has slowed compared to last year’s two percent uptick in median household income.

Half of the American families the Census Bureau surveyed made more than $61,937 while the other half of households made less than that. West Virginia and Mississippi were the two states with the lowest medians, falling under $45,000, while twenty-seven other states and Puerto Rico reported U.S. income that is below the U.S. median.

Despite a household income moving up, this rising tide is not necessarily lifting all boats. The Gini index, a ratio that measures income inequality, rose significantly year-over-year, a sign that the gap between rich and poor in the U.S. is widening. Specifically, income inequality increased in nine states including Alabama, Arkansas, California, Kansas, Nebraska, New Hampshire, New Mexico, Texas, and Virginia.

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Median household income in the United States in 2017, by race or ethnic group (in U.S. dollars)

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

USA. Tasso disoccupazione sceso al 3.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-05.

2019-10-05. USA Disoccupati 000

The Bureau of Labor Statistics ha rilasciato il dato sulla disoccupazione negli Stati Uniti e stato per stato.

L’economia americana a settembre ha generato 136,000 nuovi posti di lavoro, un po’ al di sotto delle attese che erano di circa 145,000. Ma il tasso di disoccupazione scende al 3.5%, il livello più basso dal 1969.

Esulta il presidente Donald Trump: “Il tasso di disoccupazione al 3.5% – twitta – ai minimi da 50 anni. Wow America, lascia che il tuo presidente venga messo in stato di accusa (anche se non ha fatto nulla di sbagliato!)”.
Il tasso di disoccupazione, dunque, non era così basso dal dicembre di 50 anni fa. Rivisti al rialzo anche i dati sull’occupazione dei due mesi precedenti: a luglio i nuovi posti sono passati da 159,000 a 166,000, ad agosto da 130,000 a 168,000.

2019-10-05. USA Disoccupati 001

Si noti anche come ben 28 stati abbiano un tasso di disoccupazione sotto il 3.5%. Ciò significa che risultano essere senza lavoro solo quanti immessi negli ultimi mesi nel mercato del lavoro, tipicamente le persone uscite dal sistema scolastico.

Ciò significa che nel prosieguo sarà quasi impossibile ridurre ulteriormente il tasso di disoccupazione.

Il The New York Times pubblica la notizia di spalla in ottava. Con riluttanza.

Pubblicato in: Amministrazione, Stati Uniti, Trump

Trump. Impeachment. Molti ne parlano senza sapere cosa sia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-27.

Invidia 001

Di questi tempi di fa un gran parlare di un possibile impeachment nei confronti del Presidente Trump.

«La messa in stato di accusa o impeachment (dall’inglese «imputazione») è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni.

L’impeachment è un antico istituto del common law, sviluppatosi dapprima in Inghilterra in un arco di tempo che va dal 1376, anno in cui il Parlamento inglese mise in stato d’accusa alcuni ministri di Edoardo III e la sua amante Alice Perrers per corruzione e incapacità, al XVIII secolo, quando è evoluto nella responsabilità ministeriale del gabinetto del Re. Nella versione di memento “ai cittadini che il loro presidente è umano e può sbagliare come ogni altro cittadino” è stato poi previsto e disciplinato dai padri costituenti degli Stati Uniti d’America nella Costituzione di Filadelfia del 1787.

Al vertice dei problemi di giustizia politica, il diritto comparato degli Stati democratici sul punto “può, infine, essere sintetizzato in tre congegni di garanzia della giusta tranquillità (ma fino ad un certo punto!) di chi è investito di potere: autorizzazione a procedere, per i governanti spagnoli da parte degli organi parlamentari con possibilità di ricorso al Tribunale costituzionale; organismo istruttorio formato da altissimi magistrati per i governanti francesi prima del deferimento all’Alta Corte; impeachment per il Presidente degli Stati Uniti e, con qualche adattamento, in Francia a seguito della revisione costituzionale del 2007.

Nell’ordinamento giuridico statunitense, soggetti passivi dell’impeachment (sottoposti al procedimento) sono i componenti del potere esecutivo, dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali.

Negli Stati Uniti d’America, soggetti attivi dell’impeachment (promotori del procedimento) sono la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti), e il Senato investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti). Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema.» [Fonte]

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L’impeachment è quindi un atto di sfiducia politica, scollegato da una eventuale azione giudiziaria.

Ufficialmente dovrebbe essere corroborato da prove probanti, inequivocabili: ma l’interpretazione della loro pertinenza e gravità è un giudizio meramente politico.

Riassumiamo.

– Soggetto attivo dell’impeachment (promotori del procedimento) è la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti).

– Una volta formalizzata l’accusa, suffragata da prove probanti, interviene il Senato, investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti).

– Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema.

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Nel breve termine, la procedura di impeachment è virtualmente impossibile da concretizzarsi. I repubblicani hanno infatti una maggioranza risicata ma efficiente in Senato, ed al momento almeno sembrerebbe essere impossibile che i liberal democratici possano raggiungere i due terzi. La Corte Suprema poi è ora a maggioranza repubblicana ed il suo presidente è pure repubblicano: difficilmente un impeachment potrebbe essere votato.

Di certo, l’apertura di una procedura di impeachment consentirebbe di mettere in moto quella macchina  del fango in cui i democratici sono maestri consumati.