Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Ringraziamo i giacobini americani, i nostri migliori alleati – The Washington Times.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-31.

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Tutti i media americani ed europei baccagliano rumorosamente contro ciò dice, pensa o fa il Presidente Trump.

Lo dipingono come satanasso in persona e preconizzano che sarà foriero di immani catastrofi. Peggio, molto peggio del ‘Clima‘.

Sta mandando in fumo tutti gli affarucci dei democratici, e questi se ne risentono come galline allo spennamento.

Per fortuna, dicono, però ci siamo noi. Noi – dicono – siamo la maggioranza. Anzi, la stragrande maggioranza. Non basta ancora: siamo la “Voce dell’America“.

A chi obiettasse che le elezioni le hanno perso loro e non Mr Trump, rispondono con la celebere frase di Hegel:

«Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti.»

*

A questo punto sarebbe davvero doveroso porgere un sentito e grossissimo ringraziamento ai giacobini americani, ossia ai liberals democratici: senza di loro né Mr Trump avrebbe potuto vincere le elezioni presidenziali né il partito repubblicano vincere in Congresso ed in Senato.

I liberals sono stati il più potente alleato di Mr Trump e continuano ad esserlo ora che si appresta ad estinguerli.

Per speciale Grazia elargita dalla Divina Provvidenza, essi sono infatti ideologizzati, fatto questo che conferisce loro una superbia accecante e li scolla completamente dalla realtà fattuale. Nulla percezione del reale.

Questo insieme di cose li rende vulnerabili, sempre per Grazie ricevuta: quos perdat prius dementat.

Nelle loro conventicole si auto esaltano ed alla fine si illudono che tutti la pensino come loro. Sono commoventi: si badi bene di non tentarenemmeno di risvegliarli. Ma questo sarebbe il meno.

Questa recente campagna elettorale ha evidenziato come i media, totalmente in mano ai liberals democratici e dotati di giornalisti giacobini doc, non riescono più ad orientare il voto delle masse, della maggioranza silenziosa. Quella, cioè, che non fa manifestazioni, non fa girotondi, non insulta gratuitamente la gente, non è alteramente senziente ed operante, insomma, che è sana e normale di mente. Gente che se piove porta l’ombrello e l’impermeabile.

Così obnubilati sono troppo utili.

Questa esperienza insegna alcune cose:

– il controllo dei media, televisione e giornali, è ininfluente o quasi sui risultati elettorali;

– la gente non legge giornali ossessivamente orientati e, soprattutto, che sciorinano a getto continuo falsità su falsità;

– queste storpiature, questo over-killing odiatorio è alla fine controproducente: fa perdere voti, così come l’uso estensivo del politicamente corretto oppure il bombardamento sul gender.

*

La gente comune non ne vuole più sapere di gente del genere, del politicamente corretto, del reato di sessismo, del gender e via quant’altro. Chi parla più degli hacker russi? Però ci si guardi bene dal farlo capire ai liberals, oppure anche ai socialisti nostrani: sono troppo utii così ideologizzati. Su perderebbe un prezioso alleato.


Due giorni or sono il The Washington Times aveva proposto un sondaggio tra i lettori sulla seguente domanda:

«Will President Trump get Mexico to pay for the wall?»

I Sì furono il 75% contro il 20% dei No.

E dire che il The Washington Times ha lettori quasi esclusivamente liberals o sedicenti tali in pubblico. Nelle urne non ti vede Lenin, nemmeno Stalin e nemmeno Mrs Hillary Clinton.

Ecco perché dovremmo ringraziare ogni giorno i liberals democratici.

Sono fessi. Non impareranno mai dai loro errori.

Quindi, guardiamocene bene dal lamentarci dei loro strilli, anzi, stuzzichiamoli a farne di ben più urlati. Più si riusscise a fomentarli ed a trascinarli in discussioni sarebbe tanto grasso che cola.

Più si agitano e più rapidamente scompariranno.

*

Oggi il giornale ha proposto il seguente sondaggio.

«Poll: Do you agree with Trump’s refugee executive order?»

I Sì sono il 79% mentre i No sono il 19%.

Molti commenti recitavano frasi di codesto tipo:

«I will be writing to my congress reps. Reminding them that we voted for Trump to do what he is doing.»

Quanto valgono elettoralmente i iberals? Questi numeri sono evidenti.

* * * * * * *

Poveri liberals democratici ed i loro epigoni, i socialisti europei. Nel loro delirio ossessivo si credono di essere la maggioranza. Non turbiamone la esistenza.

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Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario

Germania. Predicare bene e razzolare male. Il caso Deutsche Bank.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-31.

A statue is pictured next to the logo of Germany's Deutsche Bank in Frankfurt

La Germania, e l’Occidente in genere, ha il vezzo di ergersi a paladina dell’etica e della morale, che peraltro intende in modo alquanto naif, quasi che etica e morale si estinguano in quella sessuale. Importante, sicuramente, ma la morale indica anche alcuni canoni estremamente scomodi, per esempio:

– non uccidere;

– non rubare.

Si può uccidere con un colpo di pistola, ma anche con la reiterata calunnia.

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Le banche tedesche sono state più volte chiamate in causa per comportamenti disinvolti. Sono chiacchierate e chiacchierabili.

«the German bank finalised a $7.2bn settlement with the US Justice Department over its role in the 2008 financial crisis»

*

«Deutsche Bank has been fined $630m (£504m) by US and UK regulators in connection with a Russian money laundering plan»

*

«Under the scheme, clients illegally moved $10bn out of Russia via shares bought and sold through the bank’s Moscow»

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«New York authorities and Britain’s Financial Conduct Authority (FCA) found that so called “mirror” trades had been carried out through the bank between 2011 and 2015»

*

«Clients would purchase stocks in roubles in Moscow before their counterparts sold the same stock at the same price through the bank’s London branch»

*

«By converting roubles into dollars through security trades that had no discernible economic purpose, the scheme was a means for bad actors within a financial institution to achieve improper ends while evading compliance with applicable laws»

*

«In total, New York authorities fined the bank $425m while the UK’s FCA’s fine was £163m, or about $204m»

*

«Italy’s Intesa Sanpaolo was fined $235m, Agricultural Bank of China was fined $215m and and Mega Bank of Taiwan was fined $185m»

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Cerchiamo di ragionare.

Le operazioni finanziarie sono diventate talmente complesse che richiedono una preparazione altamente specialistica per essere non si dice progettate ed eseguite, ma anche solo comprese.

Il problema di fondo è e resta una solo.

In un mercato globale servirebbe una autorità elettiva che disponesse leggi e regole comportamentali: ma al momento questo è una pura e semplice utopia, è impossibile da costituirsi.

Le legislazione dei singoli stati sono spesso conflittuali. Operazioni lecite in una parte del mondo possono diventare illegali od illecite in altre.

Questa situazione di chaos stabilizzato nuoce sia alla chiarezza operazionale, sia al mercato stesso sia infine agli stati nazionali. Stati ingordi di tasse, forse ben meno etici e morali delle banche stesse, che alla fine si comportano in accordo al principio di legittima difesa.

*

L’esperienza degli ultimi decenni imporrebbe però una grande cautela nell’esprimere considerazioni e giudizi.

Spesso le legislazioni statali sono usate come arma impropria asservita ai dettami politici dei governi in carica. Situazioni fino a ieri tollerate diventano improvvisamente ‘intollerabili‘.

Da che mondo è mondo, le Corti di Giustizia ed i giudici non hanno mai brillato di onestà ed invariabilmente sono fedeli serve non della ‘Giustizia‘ ma degli interessi dei governanti e dei loro amici. Non ce ne scandalizziamo: di fronte all’unico Giusto, il Sinedrio non trovò di meglio che farlo crocefiggere.

In questo caso, le banche incriminate hanno fatto, e continuano a fare, quello che per le banche americane ed inglesi è un ordinaria routine.

Per quanto alieni alle teorie complottistiche, resta quindi la legittima suspicione che il problema non sia tanto di rispetto o meno di una qualche legalità, quanto piuttosto un potente warning indirizzato alla Germania, anche perché simili iniziative legali non possono essere attuate senza un previo assenso politico.

La Germania è nel collimatore di molte realtà che vorrebbero regolare i conti.

Nota.

Il risultato pratico è semplice: le banche hanno innalzato le commissioni per questo tipo di operazioni.


Bbc. 2017-01-31. Deutsche Bank fined by regulators over money laundering claims

Deutsche Bank has been fined $630m (£504m) by US and UK regulators in connection with a Russian money laundering plan.

Under the scheme, clients illegally moved $10bn out of Russia via shares bought and sold through the bank’s Moscow, London and New York offices.

Authorities said Deutsche had missed “numerous opportunities” to detect, investigate and stop the scheme.

Deutsche Bank said it was co-operating with regulators.

It also said it had put aside money to cover the cost of the settlement.

During the investigation, New York authorities and Britain’s Financial Conduct Authority (FCA) found that so called “mirror” trades had been carried out through the bank between 2011 and 2015.

Clients would purchase stocks in roubles in Moscow before their counterparts sold the same stock at the same price through the bank’s London branch.

‘Unsafe and unsound’

“By converting roubles into dollars through security trades that had no discernible economic purpose, the scheme was a means for bad actors within a financial institution to achieve improper ends while evading compliance with applicable laws,” according to the legal document detailing the settlement with DFS.

Regulators blasted the bank for failing to spot the ruse, saying it had conducted its business in an “unsafe and unsound” manner.

They also said the lender’s anti-financial crime teams were ineffective and understaffed.

In total, New York authorities fined the bank $425m while the UK’s FCA’s fine was £163m, or about $204m.

In addition to paying the settlement, Deutsche Bank also will be required to hire an outside monitor to review its internal compliance measures.

It comes less than two weeks after the German bank finalised a $7.2bn settlement with the US Justice Department over its role in the 2008 financial crisis.

In addition to Monday’s action, regulators fined three other banks for violations of anti-money laundering laws.

Italy’s Intesa Sanpaolo was fined $235m, Agricultural Bank of China was fined $215m and and Mega Bank of Taiwan was fined $185m.

Mirror trades – how do they work?

– A trading desk in Moscow would buy shares in big Russian companies – typically worth $2m-$3m.

– Shortly afterwards – sometimes on the same day a related party would sell the identical Russian shares in the same quantity and at the same price through Deutsche’s London branch.

– The two parties to the trade would be closely related – for example owned by the same company.

– They frequently lost money on these trades due to the cost of the transaction but would manage to surreptitiously convert rubles to dollars through the transaction.

– The trades are not inherently illegal but, where there is no good economic reason, “are highly suggestive of financial crime”, according to the US regulator.

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Trump e l’Unione Europea. – The New York Times

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-31.

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Sembrerebbe che quasi all’improvviso gli americani si siano resi conto di quanto conti il mondo per i loro interessi, anche delle semplici persone.

The New York Times ha iniziato a pubblicare editoriali sull’argomento. Sempre ben fatti e scritti in inglese colto, ma pur sempre intrisi delle teorie liberal e democratiche.

Non lo fanno per un qualche interesse culturale: anzi. Lo stanno facendo perché si stanno rendendo conto di quanto fosse stata importante l’alleanza tra liberals democratici e socialisti ideologici europei. Si stanno rendendo conto che la devoluzione socialista che li ha colpiti trombando di brutto la loro candidata alla presidenza, Mrs Hillay Clinton, e che in Europa sta falcidiando le formazioni di sinistra altro non è che l’inizio della loro fine.

Senza poteri politici che finanzino i loro progetti, e con essi le loro persone, i liberals democratici si troveranno ad essere ridotti a cascami della storia.

Questa è la profonda motivazione per cui stanno strillando come aquile spennate: ma tanto il Cittadino medio non legge più i loro media o, se li legge, reputa essere vero l’opposto di quello che dicono. Sono ancora tediosamente faziosi.

«Here are some of the potentially disruptive issues and events looming for the year that could reshape — or at least deepen — the fractures in the European Union, a 28-nation bloc of more than a half-billion people and the world’s largest single free-trade zone»

*

«Negotiations for Britain’s exit from the European Union, known as “Brexit,” the outcome of a referendum last June, could officially start by the end of March, a self-imposed deadline set by Prime Minister Theresa May»

*

«Turkey has been negotiating to become a European Union member for more than a decade, but that prospect has turned more doubtful, partly because of the authoritarian actions of the Turkish president, Recep Tayyip Erdogan, particularly since a failed coup attempt in July.

Increasingly exasperated with the European Union, Mr. Erdogan has suggested that he may hold a referendum in Turkey this year on whether to withdraw its membership application »

*

«But Greece’s economy remains anemic and in need of more debt relief.»

*

«Despite three bailouts in five years, poverty rates are increasing and the unemployment rate is Europe’s highest»

*

«The chronically troubled economy of Italy, the European Union’s fourth largest, has aroused growing concern as possibly the next Greek-style debt crisis. The main reason is the weakness of Italy’s big banks, which are carrying hundreds of billions of dollars’ worth of bad loans. They are reluctant to lend more money, which is precisely what Italy needs to stimulate its economy.»

*

«The regional parliament of Spain’s semiautonomous Catalonia region voted in November 2015 to begin a process to achieve independence in 2017 — an outcome the Spanish government has vowed to block»

*

«President Trump has injected uncertainty into Europe over a unified stand toward Russia, suggesting he wants to ease or terminate the sanctions.»

*

«Emboldened by the momentum of Brexit and Mr. Trump, nationalist politicians espousing hostility toward the European Union and Muslim immigrants have made strong gains in campaigns for coming elections in three European countries, including the two largest»

*

«In the Netherlands, where a national vote is set for March 15, the populist lawmaker Geert Wilders, who wants to slash immigration and follow Britain out of the European Union, is doing well in the polls. …. But in a sign of Mr. Wilders’s influence, Mr. Rutte has taken his own hard-right turn, warning immigrants against behavior that offends the “silent majority.”»

*

«In France, where presidential elections are set for April 23 with a runoff between the two top candidates on May 7, the rise of the extreme right has been a dominant theme. Marine Le Pen, leader of the National Front, has said she hopes to replicate Mr. Trump’s success. She supports a referendum on European Union membership and new border controls»

*

«Germany holds federal elections Sept. 24, which will determine the future of Chancellor Angela Merkel. But her positions on European unity, open borders and generosity toward refugees have seriously weakened her popularity»

*

«Mr. Trump mocked and insulted her during his campaign, describing his Democratic adversary, Hillary Clinton, as “America’s Merkel,” and called the German leader’s refugee policy “insane.”»

* * * * * * *

I liberals democratici americani stanno iniziando a provare una grande paura coniugata con altrettanto grande consapevolezza di impotenza. Avevano potuto controllare l’intero mondo occidentale quando erano al potere sia in America sia negli Stati Uniti: più che una alleanza era una Connection. Si potranno consolare con i bagni per anfiboli.


The New York Times. 2017-01-29. The Questions That Could Reshape a Worried Europe in 2017

Europe is facing multiple tribulations in 2017, engulfed in uncertainties over terrorism, borders, migration, economics and President Trump’s new America First message booming from across the Atlantic.

“It’s not the first time Europe has been challenged by crisis,” said Anna-Lena Högenauer, a researcher at the Institute of Political Science at the University of Luxembourg, but “there’s definitely a combination of crises.”

Here are some of the potentially disruptive issues and events looming for the year that could reshape — or at least deepen — the fractures in the European Union, a 28-nation bloc of more than a half-billion people and the world’s largest single free-trade zone.

Will ‘Brexit’ cause instability?

Negotiations for Britain’s exit from the European Union, known as “Brexit,” the outcome of a referendum last June, could officially start by the end of March, a self-imposed deadline set by Prime Minister Theresa May. But the run-up to those negotiations — further complicated by a Supreme Court ruling that Ms. May needs Parliament’s approval to begin the process — has created enormous uncertainties. They include how European Union citizens residing in Britain — and the British citizens residing in other European Union countries — will work and live if they cannot freely traverse borders as they do now.

Big banks and other multinational companies with operations in London and elsewhere in Britain are not awaiting the outcome of the negotiations, expected to last two years, that will determine the scope of the country’s changed status. They are making contingency plans to move thousands of jobs elsewhere. Other European Union members are eager to get those jobs. Their leaders also have suggested that Britain must be penalized economically to discourage further defections from the bloc.

Britain’s decision also threatens to alter its geography and possibly stoke political instability. Scotland and Northern Ireland had wanted to stay within the European Union, and may now move to leave Britain. A new referendum on Scottish independence — reprising a measure that was defeated in 2014 — is now considered likely. Unrest in Northern Ireland could resume if the border with Ireland, a European Union member, is restricted.

Guy Verhofstadt, the European Union’s negotiator for Britain’s exit, wrote in The Guardian on Jan. 18 that “Brexit will be a sad, surreal and exhausting process.”

Will Turkey turn away from Europe?

Turkey has been negotiating to become a European Union member for more than a decade, but that prospect has turned more doubtful, partly because of the authoritarian actions of the Turkish president, Recep Tayyip Erdogan, particularly since a failed coup attempt in July.

Increasingly exasperated with the European Union, Mr. Erdogan has suggested that he may hold a referendum in Turkey this year on whether to withdraw its membership application. Mr. Erdogan has also suggested that he may seek to restore the death penalty in Turkey, a step that other European leaders say would disqualify the country from joining the European Union.

Nonetheless, European officials are loath to suspend the negotiations for fear that Mr. Erdogan will scrap an agreement to restrict the flow of migrants and refugees from Turkey into Europe, an exodus that has placed extraordinary strains on the Continent and helped incite nationalist and populist anger.

Can Greece find relief?

The country that came to symbolize Europe’s economic travails a few years ago has receded from the headlines somewhat, obscured by Brexit, fears of terrorist attacks in European cities and coming elections in the Netherlands, France and Germany. But Greece’s economy remains anemic and in need of more debt relief.

Despite three bailouts in five years, poverty rates are increasing and the unemployment rate is Europe’s highest. Prime Minister Alexis Tsipras of the leftist Syriza Party, who rose to power in 2015 on his defiance of Greece’s creditors and threat to leave the European Union’s single-currency zone, is sagging in the polls, raising the possibility of political turbulence and new elections.

Negotiations for further restructuring of Greece’s debts, involving Germany and the International Monetary Fund, also have encountered difficulties. “If the I.M.F. and Germany cannot find a way out, this is a serious problem,” said Dimitrios Argyroulis, a political economics scholar at the University of Sheffield.

Can Italy’s banks stay afloat?

The chronically troubled economy of Italy, the European Union’s fourth largest, has aroused growing concern as possibly the next Greek-style debt crisis. The main reason is the weakness of Italy’s big banks, which are carrying hundreds of billions of dollars’ worth of bad loans. They are reluctant to lend more money, which is precisely what Italy needs to stimulate its economy.

Italy’s debt levels also have irked Germany, Europe’s strongest economy, where leaders are reluctant to help finance any bailout. “The current developments do not bode well and point to the possibility of repeating the Greece disaster on a much larger scale,” Geopolitical Futures, a forecasting firm, said in a Jan. 20 posting on its website.

Will Catalonia leave Spain?

The regional parliament of Spain’s semiautonomous Catalonia region voted in November 2015 to begin a process to achieve independence in 2017 — an outcome the Spanish government has vowed to block. But the secessionists, buoyed by the Brexit referendum, say the momentum of nationalist movements in Europe is on their side. Whether they will succeed remains unclear at best.

Will the United States stand with Europe?

The European Union and United States have closely coordinated their regimen of economic sanctions imposed on Russia in 2014, a response to Russia’s annexation of the Crimean Peninsula and military actions in eastern Ukraine. But President Trump has injected uncertainty into Europe over a unified stand toward Russia, suggesting he wants to ease or terminate the sanctions. Mr. Trump, whose amity toward Russia is a political issue in the United States, also has criticized NATO, asserting that the alliance is obsolete — a description that Russian officials have welcomed.

While Mr. Trump’s subordinates have sought to reassure European Union leaders that the United States remains a reliable ally, doubts have been planted. Frank-Walter Steinmeier, the foreign minister of Germany at the time Trump made those remarks, said they had “caused astonishment.”

Will nationalists triumph elsewhere?

Emboldened by the momentum of Brexit and Mr. Trump, nationalist politicians espousing hostility toward the European Union and Muslim immigrants have made strong gains in campaigns for coming elections in three European countries, including the two largest.

In the Netherlands, where a national vote is set for March 15, the populist lawmaker Geert Wilders, who wants to slash immigration and follow Britain out of the European Union, is doing well in the polls. Other Dutch politicians, including Prime Minister Mark Rutte, have ruled out working with Mr. Wilders and his Party for Freedom and Democracy, which most likely means that Mr. Wilders will not be the next prime minister.

But in a sign of Mr. Wilders’s influence, Mr. Rutte has taken his own hard-right turn, warning immigrants against behavior that offends the “silent majority.”

In France, where presidential elections are set for April 23 with a runoff between the two top candidates on May 7, the rise of the extreme right has been a dominant theme. Marine Le Pen, leader of the National Front, has said she hopes to replicate Mr. Trump’s success. She supports a referendum on European Union membership and new border controls.

Germany holds federal elections Sept. 24, which will determine the future of Chancellor Angela Merkel. But her positions on European unity, open borders and generosity toward refugees have seriously weakened her popularity. Mr. Trump mocked and insulted her during his campaign, describing his Democratic adversary, Hillary Clinton, as “America’s Merkel,” and called the German leader’s refugee policy “insane.”

At the same time, Germany’s biggest political story is the rapid ascent of the far-right Alternative for Germany party, which has evoked memories of the Nazis as it campaigns on denunciations of Ms. Merkel, the euro, immigration and Islam.

Even if Ms. Merkel survives to win a fourth term as chancellor, political analysts see her as a weakened figure, and at the worst possible time.

“Europe has never needed a strong Merkel more,” Ian Bremmer, founder and president of the Eurasia Group, a political risk consultant firm in Washington, said this month in an assessment of the year’s most dangerous risks. “In 2017, she’ll be unavailable for the role.”

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Ecb ha comprato 1,303.058 miliardi di bond, che qualcuno poi dovrà pagare.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-31.

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Cerchiamo di ridurre ad una estrema sintesi un problema molto complesso, che però si propone considerando che a marzo si vota in Olanda ed ad aprile in Francia: elezioni che potrebbe generare sovvertimenti sensibili nell’Unione Europea. Potrebbe anche collassare. Cosa improbabile, ma pur sempre possibile.

Nell’ambito del quantitative easing (QE) la banca centrale europea ha acquistato 1,303.058 miliardi di bond, covered e corporate, nonché di Abs ed altre tipologie di titoli.

Ha avuto una bocca oltremodo insensibile all’orribile gusto di quei titoli decotti. La banca centrale è diventata la pattumiera delle banche.

Ma il Qe non è eterno: nulla di umano è eterno.

Un bel giorno la pacchia finirà ed allora arriveranno i conti da pagare.

E qui si delinea il problema nella sua crudezza:

Chi paga?

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Intanto c’è un problema non da poco.

L’Ecb è formalmente indipendente e dovrebbe essere emanazione dell’Unione Europea. L’Unione può esprimere i propri desiderata politici, che ovviamente Ecb recepisce: ma ciò è possibile solo se la Commissione Europea fosse unanime. Una Commissione dilacerata da opposte visioni sarebbe incapace di esprimere un parere valutabile da parte dell’Ecb. Ma questo non è l’unico problema.

Sull’onda degli entusiasmi europeisti tutti gli attori politici davano per scontato che tutti i paesi dell’Unione avrebbero adottato l’euro, cosa che non è stata.

Si è quindi definita una Eurozona, ossia l’insieme dei paesi che hanno adottato l’euro, ma questa è una definizione non giuridica, bensì solo funzionale. In parole povere: giuridicamente l’Eurozona non esiste.

Eurozona non ha quindi il potere legale di prendere decisioni, e l’Unione Europea sarebbe incompetente ad affrontare il problema posto.

Poi, per mettere la ciliegina sulla torta, su questa tipologia di problemi la Commissione europea dovrebbe prendere decisioni alla unanimità. Decisioni però non operative, perché esse dovrebbe essere discusse, votate ed approvate dall’Europarlamento, e quindi valutato dalle Commissioni. Sono un totale del 178 differenti approvazioni.

Tutto l’iter, sempre che non nascano intoppi, che sarebbero peraltro ben prevedibili data l’entità della cifra, potrebbe prendere due anni circa.

Ma due anni nell’evenienza di dover ripianare Ecb sono un’era geologica. In caso di crash del sistema servirebbero tempi di reazione nell’ambito delle ore, non degli anni.

Il crash del sistema è possibile ma scarsamente probabile. Ma anche un bradisismo sarebbe in ogni caso un sovvertimento di portata molto vasta. Con consistenti effetti domino, si pensi solo alla attuale situazione creditizia.

*

Anche se non sarebbe politicamente corretto dirlo, all’Ecb non rimarrebbe altro da fare che svalutare. Brutta parola, siamo di accordo, ma la lebbra esiste anche se a nessuno farebbe piacere soffrirne.

Quanto? Di primo acchito verrebbe da dire del 10%, ma sarebbe del tutto prevedibile un effetto domino. Azzarderemmo un 75%, che vada bene. Ripetiamo solo per chiarezza: evento possibile ma non probabile.


Investire Oggi. 2017-01-30. Bce: comprati 18,57 miliardi di bond governativi e 2,87 miliardi di corporate bond

Acquistati finora dalla Bce 1.303 miliardi di euro di assets pubblici e privati nell’ambito del quantitative easing.

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La Banca centrale europea ha acquistato la scorsa settimana 18,527 miliardi euro di bond del settore pubblico (titoli di Stato e bond di agenzie e istituzioni) nel quadro del programma di Quantitative easing.

Lo rende noto la stessa Bce. L’ammontare si riferisce ai titoli comprati nel cosiddetto ‘Programma di acquisto del settore pubblico (Pspp)’ che, insieme agli acquisti di covered bond, Abs, e corporate bond fa parte del QE. L’ammontare di titoli del settore pubblico acquistati dall’Eurotower si attesta in totale a 1.303,058 miliardi euro.

Sempre oggi, la Bce ha reso noti gli acquisti di covered bond e di asset-backed security della scorsa settimana. Le cifre si attestano rispettivamente a 240 milioni euro e -8 milioni di euro. L’ammontare complessivo di covered bond è pari a 207,456 miliardi euro e quello di Abs a 22,983 miliardi euro. Infine gli acquisti di corporate bond, partiti l’8 giugno, si sono attestati a 56,886 miliardi di euro, in aumento di 2,876 miliardi rispetto alla settimana precedente.

Pubblicato in: Senza categoria

Ftse Mib -2.95%. Continuate pure a ridere tranquilli: il 1929 si avvicina.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-30.

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E pensate cosa succederà dopo il voto in Olanda e quello in Francia.

Non ci si stupisca poi se lo stato non sarà più in grado di erogare stipendi e pensioni.

Con i biglietti di banca si potranno fare simpatiche carte da parati.

Lo spettro del 1929 è lì, che ci sghignazza dietro.

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Trend Online. 2017-01-30. Schiaffo doloroso per il Ftse Mib (-2,8%): i perche del crollo

In una giornata segnata dalle vendite tanto sulle Borse europee quanto su quelle americane, spicca la performance negativa di Piazza Affari che resta fanalino di coda tra i principali mercati azionari delle due opposte sponde dell’Atlantico. L’indice Ftse Mib, che aveva inviato già segnali di negatività nelle ultime due sedute della scorsa settimana, dopo essersi scontrato con i recenti massimi di periodo in area 19.800, ha avviato una pesante flessione.

Quest’oggi ha violato al ribasso anche il sostegno dei 19.200 punti, bucando in seguito la soglia psicologica di area 19.000, riportandosi così su livelli che non si vedevano più dalla fine della prima metà dicembre.
Mentre scriviamo infatti l’indice delle blue chips viene scambiato al di sotto dei 18.800 punti, con un affondo del 2,79%.

Tutte le blue chips in rosso: sotto scacco bancari e petroliferi

Tutti i titoli del paniere principale viaggiano in territorio negativo ed è stata sopraffatta dal segno meno anche STM (Shenzhen: 000892.SZnotizie) che in mattinata aveva provato a resistere in positivo, sulla scia della promozione di Bryan Garnier.
Le vendite però si concentrano principalmente sui titoli del settore bancario che vedono Ubi Banca (Amsterdam: UF8.ASnotizie) e Unicredit (EUREX: DE000A163206.EXnotizie) in caduta del 6,4% e del 5,66%, seguito da Bper Banca e Banco BPM che arretrano del 4% e del 3,33%, mentre Mediobanca (Milano: MB.MInotizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.ASnotizie) viaggiano in rosso del 2,91% e del 2,47%.

Il ritorno dei prezzi del petrolio al di sotto dei 53 dollari al barile non gioca certo ai titoli del settore oil che hanno un certo peso sul Ftse Mib. Saipem (Londra: 0NWY.Lnotizie) lascia sul parterre quasi il 6%, seguito da Tenaris (Amsterdam: TS6.ASnotizie) che flette del 3,64%, mentre ENI (Londra: 0N9S.Lnotizie) indietreggia del 2,37%.

Mercati negativi sulla scia delle incertezze targate Trump

Diversi i fattori che oggi pesano sull’andamento di Piazza Affari, a partire dalle negativa intonazione dei mercati azionari in generale. Anche a Wall Street le vendite stanno avendo la meglio dopo che i redditi personali hanno deluso le attese e le spese al consumo hanno rispettato le previsioni, mentre l’indice home pending sales ha superato le aspettative degli analisti. Quest’ultimo aggiornamento non è bastato da solo a sollevare l’umore degli investitori che liquidano le posizioni dopo i recenti progressi, complice anche la decisione del presidente Donald Trump di vietare temporaneamente l’ingresso negli Stati Uniti dei cittadini di 7 Paesi a prevalenza musulmana.

I timori sono inoltre legati alle incertezze sulle politiche economiche della nuova amministrazione insediatasi alla Casa Bianca, senza dimenticare che in settimana si guarderà al meeting della Fed da cui potrebbero arrivare indicazioni in merito alle prossime mosse in materia di politica monetaria.

Tornando a Piazza Affari, c’è da dire che il notro mercato soffre più di altri a causa soprattutto della negativa performance del settore bancario. Quest’ultimo è penalizzato dall’allargamento dello spread BTP-Bund che in avvio di settimana si spinge oltre i 185 punti base, con un rally superiore al 5%.

BCE (Toronto: BCE-PRA.TOnotizie) : nuove richieste per banche italiane

Come se non bastasse, a creare ulteriori pressioni sul comparto sono le indicazioni che giungono da alcune fonti secondo cui la BCE avrebbe chiesto a diversi istituti di credito italiani di presentare entro fine mese un piano nel quale illustrare le modalità di riduzione dei crediti problematici.

Al momento non sono state specificate le banche in oggetto tra le quali figura sicuramente Unicredit, alle prese con l’imminente aumento di capitale che dovrebbe prendere il via la prossima settimana. 

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Trump. I suoi ordini ripetono leggi di Mr Obama. I liberals sono imbecilli.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-31.

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Leggere le gazzette ufficiali, ossia le raccolte delle leggi promulgate, non determina cancro al polmone, né cecità, né tanto meno impotenza generandi ed coeundi: sono calamità che solo il fumo di sigarette è detto procurare.

Similmente, leggere le gazzette ufficiali non è causa efficiente del riscaldamento globale: come ben ammaestrano i sacerdoti del ‘clima‘ esso è causato da quel malefico essere che è l’uomo, le sue fabbriche, le sue centrali termiche.

Non solo, leggersi le gazzette ufficiali prima di parlare preserva dal dire corbellerie facilmente smentibili.

*

Siamo tutti testimoni della irriducibile avversione al Presidente Trump da parte dei liberals democratici e dalla sinistre europee, che non hanno ancora elaborato il lutto di una débâcle storica: persona la Presidenza, perso il Congresso, perso il Senato. Solo Mrs Hillary Clinton avrebbe potuto riuscire ad ottenere un simile risultato. Diciamolo francamente: è stata Lei la migliore collaboratrice del Presidente Trump.

Gli Oligarchi russi stanno finanziando Mrs Hillary Clinton.

*

Sul sito del Congresso americano c’è la sezione “Legislation” e quindi “Bill“, ove è riportato l’elenco di tutte le leggi con il rimando a testo e discussione.

Fermiamoci adesso sull H.R 158, “Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act”

Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act” (H. R.158)

Come complemento, leggiamoci anche il seguente documento:

U.S. Visas. U.S. Department of State. Bureau of Consular Affairs.

* * *

Sono due testi ufficiali emanati dall’Amministrazione del past-President Mr Obama.

Si seguano per cortesia i link e si leggano in toto codesti documenti.

«Anti-Trump protestors have egg on their faces after it emerged that the list of Muslim countries whose citizens have been barred by Executive Order from entering the U.S. was based on a list signed into law by former President Barack Obama in December 2015»

*

«The Obama law, titled the “Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act” (H. R.158), specifically barred nationals from Iraq, Iran, Syria, and Sudan from entering the U.S. without first submitting to interrogation and specialist vetting—including face-to-face interviews in their home countries before setting off.»

*

«The law placed restrictions on the U.S. Customs and Border Patrol’s Visa Waiver Program (VWP), which normally allowed citizens from 38 pre-designated countries—mostly European nations—who are visiting the United States for less than 90 days to enter without a visa»

*

«Under the Obama amendment, travelers in the following categories were no longer eligible to travel or be admitted to the United States under the Visa Waiver Program (VWP):

– Nationals of VWP countries who have traveled to or been present in Iran, Iraq, Libya, Somalia, Sudan, Syria, or Yemen on or after March 1, 2011 (with limited exceptions for travel for diplomatic or military purposes in the service of a VWP country).

– Nationals of VWP countries who are also nationals of Iran, Iraq, Sudan, or Syria.»

*

«In other words, it was the Obama administration which restricted visa waivers for the seven Muslim countries—Iran, Iraq, Syria, Sudan, Somalia, Libya, and Yemen—and Trump’s ban is merely a rigorous enforcement of the Obama legislation.»

* * * * * * * *

Orbene, l’Ordine Esecutivo emesso dal Presidente Trump altro non fa che richiamare le autorità competenti ad applicare leggi e disposizioni emanate dal past-President Mr Obama.

«Trump’s ban is merely a rigorous enforcement of the Obama legislation.»

Allora, cosa hanno da baccagliare liberals e socialisti?

Ci hanno preso per minus habens?

Non sono nemeno più in grado di mentire in modo credibile?

*

Questo è il titolo dell’ultimo articolo di Bloomberg in materia.

Trump’s Travel Ban Is Un-American and Unwise.

I liberals democratici ci dovrebbero spiegare perché il popolo americano alle recenti elezioni li ha trombati senza pietà. Sono la minoranza, e stanno scomparendo anche in Europa, e con vivo sollievo di tutti.

Loro maggioranza? Nei deliri delle loro menti patologiche.


 


The New Observer. 017-01-29. Trump’s “Muslim Ban” First Ordered by Obama

Anti-Trump protestors have egg on their faces after it emerged that the list of Muslim countries whose citizens have been barred by Executive Order from entering the U.S. was based on a list signed into law by former President Barack Obama in December 2015.

*

The Obama law, titled the “Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act” (H. R.158), specifically barred nationals from Iraq, Iran, Syria, and Sudan from entering the U.S. without first submitting to interrogation and specialist vetting—including face-to-face interviews in their home countries before setting off.

The law placed restrictions on the U.S. Customs and Border Patrol’s Visa Waiver Program (VWP), which normally allowed citizens from 38 pre-designated countries—mostly European nations—who are visiting the United States for less than 90 days to enter without a visa.

Under the Obama amendment, travelers in the following categories were no longer eligible to travel or be admitted to the United States under the Visa Waiver Program (VWP):

– Nationals of VWP countries who have traveled to or been present in Iran, Iraq, Libya, Somalia, Sudan, Syria, or Yemen on or after March 1, 2011 (with limited exceptions for travel for diplomatic or military purposes in the service of a VWP country).

– Nationals of VWP countries who are also nationals of Iran, Iraq, Sudan, or Syria.

According to the law’s description on the U.S. Customs and Border Patrol’s website, additional questions were added to the pre-travel “Electronic System for Travel Authorization” or ESTA application questionnaire, effective February 2016:

– Have you traveled to, or been present in, Iraq, Syria, Iran, or Sudan on or after March 1, 2011?

– Have you ever been issued a passport (or national identity card for travel) by any other country?”
– Are you now a citizen or national of any other country?

– Have you ever been a citizen or national of any other country?

Based on responses to the above questions, ESTA applicants are directed to answer additional questions concerning travel to Iraq, Syria, Iran, and Sudan and potential dual nationality.

In February 2016, the Obama administration added Libya, Somali, and Yemen to the list of countries one could not have visited, even though dual citizens of those countries who had not traveled there had access to the Visa Waiver Program. Dual citizens of Syria, Sudan, Iraq, and Iran were still ineligible.

At the initial signing of the restrictions, foreigners who would normally be deemed eligible for a visa waiver were denied if they had visited Iran, Syria, Sudan, or Iraq in the past five years or held dual citizenship from one of those countries.

In other words, it was the Obama administration which restricted visa waivers for the seven Muslim countries—Iran, Iraq, Syria, Sudan, Somalia, Libya, and Yemen—and Trump’s ban is merely a rigorous enforcement of the Obama legislation.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Stati Uniti. Cosa sono gli ‘Ordini Esecutivi’ di un Presidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-29.

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Di questi tempi il Presidente Trump ha emanato un certo quale numero di ‘Ordini Esecutivi’, diversamente recepiti e commentati dai media.

Domandiamoci cosa siano e come funzionino.

«United States presidents issue executive orders to help officers and agencies of the executive branch manage the operations within the federal government itself. Executive orders have the full force of law when they take authority from a legislative power which grants its power directly to the Executive by the Constitution, or are made pursuant to Acts of Congress that explicitly delegate to the President some degree of discretionary power (delegated legislation).

Like both legislative statutes and regulations promulgated by government agencies, executive orders are subject to judicial review, and may be struck down if deemed by the courts to be unsupported by statute or the Constitution. Major policy initiatives require approval by the legislative branch, but executive orders have significant influence over the internal affairs of government, deciding how and to what degree legislation will be enforced, dealing with emergencies, waging wars, and in general fine-tuning policy choices in the implementation of broad statutes.» [Fonte]

*

«There is no constitutional provision or statute that explicitly permits executive orders.»

Costituzione degli Stati Uniti. Articolo II.

«The executive Power shall be vested in a President of the United States of America.»

*

«An executive order of the president must find support in the Constitution, either in a clause granting the president specific power, or by a delegation of power by Congress to the president» [Fonte]

*

Il concetto di ‘Ordine Esecutivo‘ è volutamente sfumato per consentire al Presidente un ampio margine di azione. L’ordine esecutivo dovrebbe essere in perfetto accordo con la Costituzione degli Stati Uniti.

Ecco alcuni esempi di ordini esecutivi:

«Roosevelt signed an executive order that led to the creation of detention centres for about 120,000 Japanese Americans»

*

«In 1952 President Harry S Truman issued an order that put the steel industry under the control of the government in an attempt to avoid a strike»

*

«Mr Obama …. signed orders on healthcare and gay rights»

* * * * * * * *

Se si volesse, e se si potesse, esprimersi in termini politicamente non corretti, l’intera questione potrebbe diventare immediatamente comprensibile a chiunque. Al massimo, ti gambizzano, oppure ti radiano da Facebook. La verità esige il suo scotto.

La prima cosa da dover razionalizzare è che il Presidente Trump è un outsider, e che vi sono molti partiti trasversali composti da rappresentanti  repubblicani e democratici, lobby più o meno dichiaratamente pubbliche, che avversano il suo programma politico ed economico. Per non parlare dell’affiliazione massonica, nelle sue differenti affiliazioni di rito.

È quindi evidente che se problema dovrebbe sicuramente essere giuridico, la realtà dei fatti lo denatura in problema squisitamente politico, ossia di conquista e gestione del potere. Sotto lo schermo protettivo di altisonanti ideali si celano interessi di vile bottega. Paese piccolo: interessi piccoli. Paese grande: interessi grandi.

Le élite, le lobby, i partiti politici odiano il Presedente Trump per il semplice fatto che non è loro espressione e, quindi, non ne cura gli interessi. Non riescono ad inquadralo in una delle loro categorie mentali. Di qui il rigetto totale ed assoluto.

Le élite, le lobby, i partiti politicihanno in non cale i bisogni del popolo: sono tutti tesi a soddisfare le proprie ingordigie.

In parole poverissime: si ricerca il potere con ogni possibile mezzo e quindi chi ha il potere lo esercita. Poi, a posteriori, si ricerchi una qualche giustificazione: professori universitari e media sono lì a posta per giustificare il potere. Vi ricordate i professori universitari ed i media della Unione Sovietica? Vi ricordate i professori universitari ed i media della Germania nazionalsocialista? Batterie di sociologi, psicologi, economisti e via quant’altro sono lì bramosi di asserire che ciò che dice il potere è “scientificamente comprovato“.

*

Cosa sia o non sia coerente con il dettame costituzionale è stabilito dalla Suprema Corte di Giustizia, la corte costituzionale americana.

Se un Presidente ha dalla sua la Corte Suprema ed il Congresso, può letteralmente fare ciò che vuole, che tanto sarebbe sempre ratificato alla bisogna.

Un esempio paradigmatico è l’Ordine Esecutivo emanato dal passato Presidente Mr Obama circa i ‘diritti‘ dei gay. Tranne i liberals americani ed i socialisti ideologici europei nessun giurista al mondo direbbe che i gay debbano godere di ‘diritti‘ in quanto tali. Ma siccome nella passata presidenza i liberals dominavano, potevano far passare tutto ciò che a loro fosse sembrato essere conveniente.

Né si può escludere che, se la caduta dei liberals americani e quella dei socialisti europei fosse definitiva, in materia si ritorni a considerare l’omosessualità oppure l’aborto un reato penalmente rilevante. E questo spiega bene l’acredine con cui i resti del partito democratico cercano di rivoltarsi alla Presidenza Trump. Anche se politicamente scorretto si deve constatare che non siamo in presenza di una lotta politica, bensì ad una guerra di sopravvivenza.

Similmente, Roosevelt internò motu proprio un gran numero di cittadini americani per il solo fatto che erano giapponesi, laddove la Costituzione prevede esplicitamente che la restrizione della libertà di Cittadini possa esser disposta esclusivamente da una Corte di Giustizia dopo che il reato ascritto fosse stato inequivocabilmente accertato, “al di là di ogni ragionevole dubbio“. Ma è la Corte di Giustizia che deve stabilire se le prove siano o meno “al di là di ogni ragionevole dubbio“: da manuale negli ultimi tempi negli Stati Uniti le condanne penali comminate solo sulla scorta di denunce. È sufficiente che una qualsiasi femmina dichiari che ventisette anni or sono Mr. Trump le aveva alzato le gonne che come minimo scatta la gogna mediatica. Non ci si è mica dimenticati di cosa abbia esclamato Caifa: «Che bisogno abbiamo di prove?». Media e politica faranno il resto.

* * * * * * * *

Il Presidente Trump ha dalla sua Congresso e Senato. Non tutti i membri repubblicani di tali consessi sono favorevoli alla sua linea politica: molti sono dichiaratamente massoni, altri dichiaratamente sono schierati con qualche lobby. Può fidarsi dei rappresentanti, ma solo entro determinati limiti. Non può chiedere loro di suicidarsi: tengono famiglia ed amici.

Quando l’anno prossimo si terranno le elezioni di mezzo termine, ben venticinque senatori democratici dovranno competere in stati a maggioranza repubblicana. Sono e saranno venticinque persone molto duttili, pur di essere rieletti. Ma la desistenza repubblicana ha il suo prezzo: tutto in politica ha il suo prezzo.

Infine, si tenga presente che il Presidente Trump deve nominare un giudice di Corte Suprema, forse anche due se una giudice molto in là negli anni decedesse durante il suo mandato. Sembrerebbe essere molto verosimile che il Presidente Trump nomini un repubblicano piuttosto che un democratico. Questo cambierebbe in modo sostanziale lo schieramento della Corte Suprema. Tutela della Costituzione? ‘Ma faccia il piacere!‘ diceva un noto comico. La Corte Suprema tutela il potere: che diamine!

Aspettiamoci quindi un periodo tumultuoso, in cui saremo testimoni di molte cose sordide che saranno ammantate di eterea santità: il problema è solo che molti ci crederanno come bughe.

Infine, ce lo si ricordi bene, la democrazia altro non è che alternanza di potere: del popolo non se ne infischiano proprio tutti. I liberals se ne diano una ragion d’essere: sono spacciati.


→ Bbc. 2017-01-24. Trump in office: What are presidential executive orders?

Barack Obama used them sparingly; Donald Trump issued at least four in his first week in office: executive orders are a key tool for any US president wanting to make their mark on government policy.

*

Republicans accused Mr Obama of overreach when he signed orders on healthcare and gay rights, but they have praised Mr Trump for using the same tactic to roll back Obamacare.

It is a written order issued by the president to the federal government which does not require congressional approval.

Orders range from dramatic reverses of policy, like Mr Trump’s approval for the construction of two bitterly contested oil pipelines, to ordinary business, such as Mr Obama’s instructions on half-day closing for government departments on Christmas Eve 2015.

Authority for issuing the orders is rooted in Article II of the US constitution, which states: “The executive power shall be vested in a president of the United States of America.”

Why do presidents issue them?

Sometimes the orders are made during wartime or to avert a domestic crisis. In February 1942, President Franklin D Roosevelt signed an executive order that led to the creation of detention centres for about 120,000 Japanese Americans.

In 1952 President Harry S Truman issued an order that put the steel industry under the control of the government in an attempt to avoid a strike.

Mr Obama issued his most controversial executive orders in an attempt to work around gridlock in Congress caused by intransigent Republican opposition.

“If they’re not going to do anything, we’ll do what we can on our own,” he told a crowd in Kansas City in July 2014. “That’s when we act – when your Congress won’t.”

Why are they politically sensitive?

Executive orders are controversial because they bypass approval from Congress, allowing the president to act on his own.

Republicans successfully sued Mr Obama over part of his 2010 healthcare changes, arguing that he had exceeded his constitutional authority when he unilaterally delayed an insurance coverage deadline.

A president may also issue an order when members of Congress act too slowly or when the president feels he needs to flesh out details of a new law.

How frequently are executive orders issued?

Roosevelt issued 3,522 orders, while Mr Obama signed just 279. George W Bush issued 279 over his eight years in office.

Mr Obama’s was a modest total by modern standards, but positively extravagant compared to that of Grover Cleveland, who issued just 28 in the course of his two terms.

 

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Il miglior giacobino è quello morto. – The Washington Times.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-29.

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Gli accadimenti di questi giorni fanno capire appieno perché alla fine la rivoluzione francese abbia dovuto procedere ad un bagno di sangue ghigliottinando a destra e manca.

Esattamente come si comprende perché mai alla fine si sia rivoltata contro i giacobini, ne abbia decapitato un buon numero, e gli altri li abbia spediti alla Caienna su navi negriere portoghesi. Brava gente i portoghesi: risparmiarono molto sul passaggio. Poi ci pensarono le guardie carcerarie di quel simpatico luogo di detenzione: nessun giacobino deportato ritornò in patria. Erano quelli cheli avevano pagati con gli assignat.

Napoleone commentò il fatto in modo lapidario:

«il miglior giacobino è quello morto».

Ed aveva ragione da vendere.

*

È una settimana che i liberals democratici ed i socialisti ideologici europei scagliano tuoni e fulmini contro il Presidente Trump per il problema del fence con il Messico. A dir loro bloccare l’immigrazione illegale sarebbe la peggiore delle peggiori catastrofi.

Ed infatti priverebbe i liberals di quasi ottanta miliardi di dollari americani di fondi federali che prima erano erogati a tutte le pie opere caritative democratiche che assistevano un migrante illegale con dieci dipendenti, tutto a spese di Pantalone. Togliere il pabulum ai democratici è opera notoriamente sadica e criminale. Li rende scorbuti ed irritabili.

*

E mo’ veniamo al dunque.

Sicuri di sé stessi come possono esserlo solo i superbi accecati dalla mania di grandezza, i liberals democratici hanno chiesto al The Washington Times di proporre ai lettori un sondaggio:

«Will President Trump get Mexico to pay for the wall?»

Y/N/NS. Sì, no, non saprei.

I lettori del The Washington Times sono tutti liberals di denominazione di origine controllata. È un giornale che fa venire la cefalea tanto è avverso al Presidente Trump.

I liberals prevedevano un tripudio di No! 150% di voti contrari.

Già.

Ma nel segreto della votazione ecco le sorprese.

Sì 75%, No 20%, Non saprei 5%.

Ma che bravi liberals: in pubblico democratici e nel privato repubblicani…

*

Poveri liberals democratici: non sanno nemmeno più truccare un sondaggio! Eppure di esperienza in materia ne dovrebbero avere da vendere.

È giusto che scompaiano dalla faccia della terra: che si estinguano!

Pubblicato in: Persona Umana, Senza categoria

Domandarsi cosa sia l’intelligenza porta a conclusioni sorprendenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-29.

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Domandarsi cosa sia l’intelligenza non è domanda da poco. Più o meno, tutti ritengono di essere intelligente, ma spesso non sanno bene cosa in realtà ritengano di essere.

Il dizionario Treccani riporta una lunga definizione.

«Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento».

In verità, sarebbe da scriverci su un ponderoso trattato, che ben pochi leggerebbero.

L’Independent ha selezionato undici caratteristiche delle persone ritenute essere intelligenti: è un’esposizione riduttiva ma ha il vantaggio di essere sintetica, chiara e facilmente comprensibile.

Si vorrebbero sottolineare solo alcuni aspetti.

Essere intelligenti significa saper recepire la realtà per quello che è e non per quello che si vorrebbe essa fosse.

Mica cosa da poco!

Lasciarsi ammaestrare dai fatti correttamente recepiti ed interpretati è il cuore del problema. Di fronte ad un fatto nuovo usualmente si cerca di recepirlo e comprenderlo utilizzando gli schemi mentali precedenti, cosa che quasi invariabilmente porta a grossolani errori percettivi ed intellettivi. Poi, dopo tanta fatica, ci si rende conto che il fatto nuovo non può essere compreso se non utilizzando concetti nuovi, metodologie di pensiero diverse da quelle passate. E questo nuovo deve essere pazientemente costruito, avendo anche il coraggio di compiere errori, individuarli e poi correggerli.

La persona intelligente è paziente e tollerante, anche con sé stesso.

La persona intelligente frequentemente si ferma domandandosi se ciò che pensa e fa sia giusto, corretto, se non possa essere pensato o fatto in modo migliore. Lìintelligente è alla continua ricerca di quanto debba essere abbandonato oppure migliorato: e poi ne trae le debite conseguenze.

L’intelligenza rifugge ogni qualsiasi forma di idea preconcetta. Ma le idee preconcette sono il paravento dietro il quale la mente umana costruisce le proprie certezze.

Essere intelligenti significa avere delle certezze che non siano assolute: robuste quanto si voglia, ma non certamente “assolute“.

Infine, l’intelligenza non si estingue nell’apprendere e ragionare correttamente: se non si traduce anche e soprattutto nell’azione conseguente sarebbe cosa vana.

Questo è uno scoglio ben difficile da superare.

Essere intelligenti significa principalmente essere in grado di cambiare atteggiamento e modo di relazionarsi: di cambiar vita, in altre parole.

Un pensiero che alla fine non si concretizzi in un’azione sarebbe soltanto un mero esercizio logico.

 


Huffingtonpost. 2016-12-20. Le 11 caratteristiche delle persone intelligenti

Quali sono i tratti comuni delle persone molto intelligenti? Tanti gli utenti che hanno risposto a questa domanda su Quora, un social network dedicato all’informazione, dove gli utenti possono pubblicare domande e risposte su qualunque argomento, come su Yahoo! Answers. Le risposte più curiose sono state sottoposte a degli esperti dal quotidiano Independet che ha selezionato 11 caratteristiche delle persone intelligenti. Curiose, sì, ma che trovano il parere favorevole degli scienziati.

 

  1. Si adattano facilmente

Diversi utenti hanno notato che le persone intelligenti sono flessibili e in grado di adattarsi bene a contesti diversi, superando le complicazioni o restrizioni. Una recente ricerca, scrive l’Independent, supporta questa idea: essere intelligenti significa essere in grado di modificare i propri comportamenti per far fronte a un ambiente ostile o per modificarlo.

 

  1. Sanno di non sapere

Le persone più intelligenti sono in grado di ammettere quando non conoscono un argomento, non hanno paura di dire “non lo so”, perché se non si conosce, si può apprendere. Questa osservazione è sostenuta da uno studio di Justin Kruger e David Dunning, secondo il quale i meno intelligenti sopravvalutano le proprie capacità intellettive.

 

  1. Hanno un’insaziabile curiosità

Secondo un utente le persone intelligenti si lasciano affascinare da cose che gli altri danno per scontato. Del resto anche Albert Einstein diceva di non avere particolari talenti, ma di essere molto curioso. Una ricerca pubblicata nel 2016, secondo in giornale inglese, suggerisce che c’è un legame tra l’apertura alle nuove esperienze durante l’infanzia e la curiosità in età adulta.

 

  1. Non sono chiuse mentalmente

Le persone intelligenti non si chiudono in se stessi, ma si aprono a nuove idee o opportunità. Prendono in considerazione le opinioni altrui e sono aperti a soluzioni alternative. Gli psicologi dicono che le persone di ampie vedute hanno un punteggio più alto nei test di intelligenza. Essere intelligenti quindi significa non fermarsi al valore nominale delle cose ma scavare il significato più a fondo.

 

  1. Sono solitarie

Individualisti. Così definiscono le persone intelligenti alcuni utenti su Quora. “È interessante notare – si legge sull’Independet – che una recente ricerca suggerisce che le persone più intelligenti tendono a non socializzare”.

 

  1. Hanno un elevato autocontrollo

Sono in grado di mettere da parte gli impulsi per “pianificare, avere chiari gli obiettivi, esplorare strategie alternative e prendere in considerazione le conseguenze delle proprie azioni”. Gli scienziati, infatti, hanno trovato un legame tra l’autocontrollo e l’intelligenza. In uno studio del 2009, i partecipanti dovevano scegliere tra due ricompense: una vincita più piccola ma immediata o una vincita più grande ma da riscuotere in un secondo momento. I risultati hanno mostrato che i partecipanti con più autocontrollo hanno scelto la vincita più grande in un secondo momento. Quest’ultimi nei test d’intelligenza avevano punteggi alti. Secondo i ricercatori una zona del cervello – la corteccia prefrontale anteriore – potrebbe svolgere un ruolo nell’aiutare le persone a risolvere i problemi più difficili e a dimostrare autocontrollo.

 

  1. Sono simpatiche

Per gli utenti le persone molto intelligenti tendono ad avere un grande senso dell’umorismo e gli scienziati sono d’accordo. Ciò è emerso in uno studio particolare, scrive l’Independet: i ricercatori hanno sottoposto i test d’intelligenza agli autori dei testi dei cartoni animati e quelli che sono più bravi a scrivere battute ad effetto hanno ottenuto punteggi più alti.

 

  1. Sono empatici

“Secondo me – scrive un’utente – una persona intelligente è colei che è in grado di sapere cosa provo”. Alcuni psicologi sostengono che l’empatia è un componente fondamentale dell’intelligenza emotiva, perché dal confronto con le emozioni altrui imparano di più su se stessi.

 

  1. Possono collegare i concetti apparentemente non correlati

Diversi utenti di Quora hanno suggerito che le persone intelligenti sono in grado di fare un parallelo tra concetti disparati. A esempio: “Cosa accomuna il sashimi al cocomero?”. Tanti risponderebbero: “Niente”. Una persona intelligente invece troverà il collegamento: entrambi sono consumati crudi e freddi. Secondo l’Independent, il giornalista Charles Duhigg sostiene che saper fare questo tipo di connessioni è una caratteristica dei creativi. Duhigg ha studiato il processo che ha portato successo al film della Disney “Frozen” ed è giunto alla conclusione che la chiave del successo del cartone è “avere reinventato vecchie idee”.

 

  1. Rimandano

Procrastinare, ovvero la capacità di rimandare a un altro momento. Questa secondo un utente è una caratteristiche degli intelligenti. In particolare, scrive, “rimandano le attività quotidiane, se stanno lavorando su cose importanti”. Il dott. Adam di Grant suggerisce che la procrastinazione è la chiave per l’innovazione, e che Steve Jobs l’ha usata strategicamente.

 

  1. Si interrogano sul senso della vita

Secondo un utente le persone intelligenti tendono a porsi domande sul senso della vita. Secondo gli studiosi è vero ed è anche il motivo per cui soffrono d’ansia. Secondo David Wilson le persone intelligenti hanno la capacità di cogliere le sfumature delle situazioni. Conoscono quindi che la percentuale di probabilità che le cose possono andare male ed è per questo che vivono con un perenne stato d’ansia.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Trump

Trump chiude i confini ai rifugiati islamici. – NYT Editoriale.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-29.

2017-01-29__quarto_potere

L’attenta lettura del testo completo del provvedimento sarebbe cosa utile per meglio comprendere il problema:

Full Executive Order Text: Trump’s Action Limiting Refugees Into the U.S.

*

Eguale attenzione si riservi ai seguenti articoli.

Trump Administration Holds Off on Issuing U.N. Funding Order  

Trump’s Immigration Order Expands the Definition of ‘Criminal’ JAN. 26, 2017

* * * * * * *

In sintesi, l’ordine esecutivo prevede:

– chiusura dei confini nazionali ai migranti;

– sospensione temporanea dell’immigrazione da Iraq, Syria, Iran, Sudan, Libya, Somalia and Yemen;

– sospensione sine die dell’immigrazione dalla Siria;

– accoglienza preferenziale di cristiani rispetto ai mussulmani.

*

Questi provvedimenti si integrano con altri in fieri, principalmente:

«The Trump administration is delaying its plans to issue two executive orders that would reduce funding to the United Nations and begin a process to review and potentially cancel certain multilateral treaties, according to current and former officials briefed on the matter.

Both draft orders were submitted to the national Security Council for approval» [Fonte]

* * * * * * *

«President Trump on Friday closed the nation’s borders to refugees from around the world, ordering that families fleeing the slaughter in Syria be indefinitely blocked from entering the United States, and temporarily suspending immigration from several predominantly Muslim countries»

*

«In an executive order that he said was part of an extreme vetting plan to keep out “radical Islamic terrorists,” Mr. Trump also established a religious test for refugees from Muslim nations: He ordered that Christians and others from minority religions be granted priority over Muslims»

*

«We want to ensure that we are not admitting into our country the very threats our soldiers are fighting overseas. We only want to admit those into our country who will support our country, and love deeply our people»

*

«Christians in Syria were “horribly treated” and alleged that under previous administrations, “if you were a Muslim you could come in, but if you were a Christian, it was almost impossible»

*

«The order also stops the admission of refugees from Syria indefinitely, and bars entry into the United States for 90 days from seven predominantly Muslim countries linked to concerns about terrorism. Those countries are Iraq, Syria, Iran, Sudan, Libya, Somalia and Yemen»

* * * * * * *

* * * * * * *

In perfetto stile liberal, l’articolista del The New York Times si premura di riportare anche

«Human rights activists roundly condemned Mr. Trump’s actions, describing them as officially sanctioned religious persecution dressed up to look like an effort to make the United States safer»

*

«The International Rescue Committee called it “harmful and hasty.”»

*

«The American Civil Liberties Union described it as a “euphemism for discriminating against Muslims.”»

*

Il The New York Times assume che le

opinioni espresse da queste organizzazioni

siano la “Voce dell’America“,

ossia di tutti gli americani.

* * *

Poniamo adesso alcune domande.

– Chi mai saranno codeste organizzazioni?

– Cosa, chi e quanti voti rappresentano?

*

«The International Rescue Committee (IRC) is a global humanitarian aid, relief and development nongovernmental organization. Founded in 1933 at the request of Albert Einstein, the IRC offers emergency aid and long-term assistance to refugees and those displaced by war, persecution or natural disaster. The IRC is currently working in over 40 countries and 22 U.S. cities where it resettles refugees and helps them become self-sufficient. The President of the International Rescue Committee is former British Foreign Secretary David Miliband.

Consisting of first responders, humanitarian relief workers, international development experts, health care providers, and educators, the IRC has assisted millions of people around the world since its founding in 1933. ….

For refugees afforded sanctuary in the United States, IRC resettlement offices across the country provide a range of assistance aimed at helping new arrivals settling, adjusting and acquiring the skills to become self-sufficient.

The IRC also engages in advocacy efforts on behalf of the oppressed and displaced ….

Gender-based violence is any harm perpetrated against a person based on power inequalities resulting from gender roles. The overwhelming majority of cases involve women and girls. The IRC’s gender-based anti-violence programs aim to meet the safety, health, psychosocial and justice needs of women and girls who are survivors of or vulnerable to gender-based violence. In partnership with communities and institutions, the IRC works to empower communities to lead efforts that challenge beliefs, attitudes, and behaviors that perpetuate or condone violence against women and girls.

IRC programs implement and support social work services to help individual survivors of gender-based violence, economic empowerment activities to support survivors of violence and women and girls at-risk of violence, community education and mobilization projects around gender-based violence, training and capacity-building for NGOs and governments, coordination of humanitarian services, and advocacy efforts to advance laws preventing violence against women, and the enforcement of policies ensuring survivors’ access to care and legal justice.» [Fonte]

Patrimonio di 195.3 mln Usd, fatturato 397.9 mln Usd.

Gestisce grant federali e delle Nazioni Unite per diverse decine di miliardi.

«The organization is governed by a volunteer unpaid board of directors.»

Il board direzionale si rinnova per cooptazione.

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«L’American Civil Liberties Union (Unione Americana per le Libertà Civili, sigla ACLU) è un’organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti.

Le cause legali intentate dall’ACLU hanno avuto un ruolo importante in molte delle evoluzioni del diritto costituzionale degli Stati Uniti. L’ACLU procura avvocati e consigli legali per casi in cui a suo parere sono violati i diritti civili e le libertà individuali. In molti casi in cui non fornisce rappresentanti legali, l’ACLU prepara documenti legali di appello in sostegno alle sue posizioni (i cosiddetti amicus curiae). Negli anni recenti, l’ACLU ha ricevuto critiche e accuse di essere schierata con la sinistra politica. ….

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Nel 2004, per esempio, l’ACLU della California del Sud minacciò di passare alle vie legali contro il comune di Redlands (California) se non fosse stata rimossa l’immagine di una croce dal sigillo comunale. L’ACLU sosteneva che la presenza di un crocifisso sul sigillo ammontava a sostegno governativo per il cristianesimo e violava così la separazione tra stato a chiesa. Il comune acconsentì alla richiesta dell’ACLU e rimosse la croce da tutti i veicoli comunali, dalla carta intestata, e dalle targhette dei poliziotti. Poi l’ACLU minacciò la contea di Los Angeles sempre per la presenza di una croce nel sigillo ufficiale. Come per il caso di Redlands, anche questa volta il comune acconsentì alla richiesta e votò per la rimozione del crocefisso dal proprio sigillo. ….

In addition to representing persons and organizations in lawsuits, the ACLU lobbies for policies that have been established by its board of directors. Current positions of the ACLU include: opposing the death penalty; supporting same-sex marriage and the right of gays to adopt; supporting birth control and abortion rights; eliminating discrimination against women, minorities, and LGBT people; supporting the rights of prisoners and opposing torture; and opposing government preference for religion over non-religion, or for particular faiths over others.» [Fonte]

Le cariche direttive si rinnovano per cooptazione.

Aclu ha uno staff di circa 200 avvocati, fiancheggiati da altri 2,000 volontari. Il budget ammonta a 133.4 mln Usd, ma gestisce fondi federali ed internazionali per decine di miliardi. Conterebbe 500,000 membri.

L’Aclu rapprenterebbe quindi lo 0.15% della popolazione americana: un po’ pochino per farsi considerare la “voce dell’America

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Riassumendo.

Le “Voci dell’America” citate dal The New York Times sono organizzazioni chiuse, la cui dirigenza è cooptata o nominata, per loro stessa ammissione di evidente matrice liberals, che vivono ed agiscono grazie ai fondi federali ed internazionali che ricevono e gestiscono.

Esse rappresentano meno dello 0.2% della popolazione degli Stati Uniti, il due per mille.

Sono state ininfluenti nelle passate elezioni di novembre.

Il The New York Times mente, e lo fa ben sapendo di mentire, quando indica le loro prese di posizione come quelle dell’intera popolazione degli Stati Uniti.


The New York Times. 2017-01-28. Trump Bars Refugees and Citizens of 7 Muslim Countries

WASHINGTON — President Trump on Friday closed the nation’s borders to refugees from around the world, ordering that families fleeing the slaughter in Syria be indefinitely blocked from entering the United States, and temporarily suspending immigration from several predominantly Muslim countries.

In an executive order that he said was part of an extreme vetting plan to keep out “radical Islamic terrorists,” Mr. Trump also established a religious test for refugees from Muslim nations: He ordered that Christians and others from minority religions be granted priority over Muslims.

“We don’t want them here,” Mr. Trump said of Islamist terrorists during a signing ceremony at the Pentagon. “We want to ensure that we are not admitting into our country the very threats our soldiers are fighting overseas. We only want to admit those into our country who will support our country, and love deeply our people.”

Earlier in the day, Mr. Trump explained to an interviewer for the Christian Broadcasting Network that Christians in Syria were “horribly treated” and alleged that under previous administrations, “if you were a Muslim you could come in, but if you were a Christian, it was almost impossible.”

“I thought it was very, very unfair. So we are going to help them,” the president said.

In fact, the United States accepts tens of thousands of Christian refugees. According to the Pew Research Center, almost as many Christian refugees (37,521) were admitted as Muslim refugees (38,901) in the 2016 fiscal year.

The executive order suspends the entry of refugees into the United States for 120 days and directs officials to determine additional screening ”to ensure that those approved for refugee admission do not pose a threat to the security and welfare of the United States.”

The order also stops the admission of refugees from Syria indefinitely, and bars entry into the United States for 90 days from seven predominantly Muslim countries linked to concerns about terrorism. Those countries are Iraq, Syria, Iran, Sudan, Libya, Somalia and Yemen.

Additionally, Mr. Trump signed a memorandum on Friday directing what he called “a great rebuilding of the armed services,” saying it would call for budget negotiations to acquire new planes, new ships and new resources for the nation’s military.

“Our military strength will be questioned by no one, but neither will our dedication to peace,” Mr. Trump said.

Announcing his “extreme vetting” plan, the president invoked the specter of the Sept. 11, 2001, attacks. Most of the 19 hijackers on the planes that crashed into the World Trade Center, the Pentagon and a field in Shanksville, Pa., were from Saudi Arabia. The rest were from the United Arab Emirates, Egypt and Lebanon. None of those countries are on Mr. Trump’s visa ban list.

Human rights activists roundly condemned Mr. Trump’s actions, describing them as officially sanctioned religious persecution dressed up to look like an effort to make the United States safer.

The International Rescue Committee called it “harmful and hasty.” The American Civil Liberties Union described it as a “euphemism for discriminating against Muslims.” Raymond Offensheiser, the president of Oxfam America, said the order would harm families around the world who are threatened by authoritarian governments.

“The refugees impacted by today’s decision are among the world’s most vulnerable people — women, children, and men — who are simply trying to find a safe place to live after fleeing unfathomable violence and loss,” Mr. Offensheiser said.

The president signed the executive order shortly after issuing a statement noting that Friday was International Holocaust Remembrance Day, an irony that many of his critics highlighted on Twitter. The statement did not mention Jews, although it cited the “depravity and horror inflicted on innocent people by Nazi terror.”

Mr. Trump’s actions came during a swearing-in ceremony for Secretary of Defense Jim Mattis, a former Marine general. Standing in the Hall of Heroes at the Pentagon, Mr. Trump hailed the members of America’s military as “the backbone of this country” and described Mr. Mattis as a “man of action.” The president mistakenly referred to Mr. Mattis as a “soldier,” a term abhorred by Marines.

Mr. Trump has been deferential to Mr. Mattis, who has quickly established himself as a top aide whose advice the president is willing to take. On Friday, Mr. Trump said he would let Mr. Mattis “override” him by banning torture during terror interrogations even though Mr. Trump believes the tactics do work in getting information from suspects.

In a remarkable show of deference to his own subordinate, Mr. Trump said during an earlier news conference Friday morning with Theresa May, the British prime minister, that he would let Mr. Mattis decide about whether to use torture in interrogations. Mr. Mattis has said he does not believe torture is effective.

“I don’t necessarily agree, but I will tell you that he will override because I’m giving him that power,” Mr. Trump said. “I’m going to rely on him. I happen to feel that it does work.”

Mr. Trump appeared to be struggling with the issue even as he spoke, returning several times to his own belief in the effectiveness of torture even as he stated that he would let Mr. Mattis decide.

“But I’m going with our leaders,” he said. “We are going to win, with or without.”

Then he added, “But I do disagree.”

Mr. Mattis spent his first week as defense secretary trying to reassure not only American allies, but also military rank and file, that the United States will not abandon a national security structure that has stood in place since the end of World War II. He has told officials in the Pentagon building that at an uncertain time, he intends, as defense secretary, to provide an even-keeled, measured approach to national security issues.

Before the signing ceremony, Mr. Trump met with Mr. Mattis and his military chiefs for about an hour. The meeting — which took place in a Pentagon secure room known as “the tank” — included introductions for Mr. Trump to his military chiefs of staff. The meeting was attended by Michael Flynn, the national security adviser; Gen. Joseph Dunford, chairman of the Joint Chiefs of Staff; and the chiefs of the four services and the National Guard.

The men discussed how to accelerate the fight against the Islamic State and North Korea and how to deal with a host of global challenges, said a defense official who was not authorized to talk publicly about the internal talks. The leaders also discussed how to improve military readiness.

The newly sworn-in secretary of defense also gave Mr. Trump a little of what the president has been asking — or tweeting — for. On Thursday, Mr. Mattis ordered a review of the controversial F-35 Joint Strike Fighter program, which has been criticized by Mr. Trump for its cost overruns.

Mr. Mattis also ordered that plans for a new Air Force One — another project that has come under fire from Mr. Trump — should be reviewed, “with the specific objective of identifying means to substantially reduce the program’s costs while delivering needed capabilities.”

The F-35 review, Mr. Mattis said in a memo, will also look at how to reduce costs while still meeting requirements set out for the fighter jet program.

During his confirmation hearings this month, Mr. Mattis defended Twitter messages from Mr. Trump criticizing the F-35 program. Mr. Mattis said at the time that Mr. Trump had “in no way shown a lack of support for the program,” adding, “He just wants more bang for the buck.”

The cost of building the F-35 next-generation fighter jet has been an issue at the Pentagon for several years. At an estimated $400 billion over 15 years for 2,443 planes, the fighter jet is the military’s largest weapons project.