Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Finanza e Sistema Bancario, Senza categoria, Unione Europea

Banche Europee. Altra giornata non buona. Le cinesi stanno bene.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-08.

Anche venerdì otto marzo è stata giornata infausta per le banche del continente europeo.

Molti sono i motivi della loro intrinseca debolezza, ma su tutti spicca la pesante intromissione della politica nella loro gestione. Il banchiere impresta denaro, si direbbe per definizione, a quanto sia certa la refusione del debito contratto: se gestita in codesta maniera la banca è e resta sana.

Il politico invece usa la banca per i suoi fini. Ma i fini politici non coincidono con quelli finanziari ed economici.

Il vero nodo è la formazione del consiglio di amministrazione: se fatto da tecnici ben selezionati esso funziona al meglio. Ma se risultasse essere inquinato da personaggi entrati nel cda in ‘quota di qualcosa’, dal criterio politico a quello di parità dei sessi oppure ancora sul colore dei capelli codeste persona alla fine si rivelano essere dei  parassiti dilapidatori di risorse. Essere parenti del primo ministro non conferisce particolare sapienza bancaria.

Poi ci sarebbe un altro aspetto, ma per meglio valutarlo sarebbe utile guardare prima con attenzione i grafici: salta subito agli occhi.


 

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Rileggiamo, ricapitolando, le capitalizzazioni.

Intesa San Paolo     36.932 miliardi Eur

Banco Bpm                 2.963 miliardi Eur

Commerzbank          8.313 miliardi Eur

Deutsche Bank        16.871 miliardi Eur

Crédit Agricole       30.389 miliardi Eur

Bank of China           1.29 trilioni di yuan, ossia 191.96 miliardi Usd.

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Le banche europee hanno capitalizzazioni assolutamente insufficienti, alle quali si associano prestiti in sofferenza per quasi 200 miliardi, ufficialmente, ma in pratica almeno quattro volte tanto.

Sul perché sarebbe lunga disquisizione, e la ragione principale la abbiamo già riportata: sta di fatto che siano oltremodo fragili. Stanno in piedi come castelli di carta.

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Banche Europee. Gran brutta giornata il dopo Draghi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-07.

Ecb. Nuovo Ltro. Intanto il rapporto EurUsd vale

La Ecb ha detto che il sistema economico europeo sprizza salute da tutti i pori, meglio di così non si potrebbe stare. Quindi si deve procedere al rinvio dell’aumento dei tassi di interesse e si deve eseguire un nuovo Ltro senza limiti di spesa.

Per le banche europee è suonata la tromba del si salvi chi può.

Amici miei, che vi siete fidati della vostra banca, iniziate a domandarvi se la Vostra fiducia è stata ben riposta. E magari anche se domani ci sarà.

A suon di distribuire pasti gratis il granaio si è svuotato.

Nota.

Ed intanto il Governo continua a spendere soldi che non ha con la larghezza di Masaniello.

Un caro arrivederci dalla Cina, con tanto affetto.

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Oro fisico 1,337.80 $, palladio 1,451.40 $.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-20.

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Sul mercato sono disponibili un elevato numero di titoli legati all’ora ed  ai metalli preziosi.

Si resta alquanto perplessi nel constatare come il loro volume totale corrisponda a diverse decine di migliaia di volte l’intero ammontare dell’oro fisico estratto nel corso della storia.

A dire il vero quasi nessuno di questi titoli millanta una convertibilità in oro fisico, ma questo non basterebbe che in minima parte se tale operazione fosse reclamata per i soliti titoli che si proclamano essere convertibili.

Alcuni arrivano a proclamare che al comprare quote corrisponde da parte del gestore all’acquisto di oro fisico.

Lungi da noi fare i cavillosi, ma i conti non tornano in maniera grossolana.

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Nel converso, diamo per scontato che ogni risparmiatore abbia nel cassetto, oppure in cassaforte, una certa quale quantità di oro fisico, o altri metalli preziosi.

Questa quota rappresenta una sorta di riserva strategica da cui attingere secondo convenienza.

I tempi che stiamo vivendo sono caratterizzati da grande volatilità ed incertezze.

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Se sicuramente il palladio è stato molto richiesto dall’industria negli ultimi tempi, il suo passaggio dagli 800 Usd dell’agosto scorso all’attuale quotazione di 1,451.40 Usd è stata sostenuta anche dalla esigenza di accumulo di scorte.

L’oro fisico ha avuto un periodo meno tumultuoso. A settembre dello scorso anno valeva circa 1,200 Usd all’oncia ed ora quota 1,337.80 Usd, più o meno il valore che aveva nell’aprile dello scorso anno.

Si tenga infine conto che per le transazioni di quantità minimali vi è una ampia forchetta bid / ask.

Il lingotto da kilogrammo ha un valore di 37,665 euro, ma è trattato a 38,319 euro.

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Nota per i micro o nano-investitori.

È sempre facile comprare, e tutti magnificano ciò che vendono. La vera grande difficoltà consiste nell’individuare la realtà cui poter vendere, scegliendosela anche solvibile.

Nei periodi di tensione la forchetta può aumentare in modo strepitoso ed i vari compro oro non sono propriamente dei monaci benedettini.

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Italia. Crisi in vista. Liquidità bancarie salite al 32%, 1,371 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-20.

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Bankitalia ha rilasciato un interesante report, ripreso da un media di tiratura nazionale.

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Risparmio, la paura degli italiani vale 1.371 miliardi

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Riassumiamo in sintesi per punti.

– Le famiglie italiane hanno una ricchezza finanziaria di 4,287 miliardi di euro, dei quali 1,371 miliardi sono tenuti liquidi in conto corrente.

– Se durante le crisi del 2005 – 2006 la quota liquida era del 23% e durante quella del 2008 era del 29%, ad oggi rappresenta il 32% del totale disponibile.

– Di questi 1,371 miliardi 340 sono delle imprese, il resto della famiglie.

– Se nel 2018 il 25% degli imprenditori pensava di fare investimenti, nel 2019 questa quota è scesa all’11%.

– Nel 2017 il 22% delle famiglie non poteva far fronte ad una spesa improvvisa di 1,000 euro, mentre il 64% non avrebbe potuto far fronte ad una spesa improvvisa di 10,000 euro.

– Il 53% degli italiani teme una crisi economica ed una recessione.

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In un sistema economico fisiologicamente funzionante si tende a tenere liquide in conto corrente soltanto quelle cifre che servono la ordinaria gestione e per far fronte ad imprevisti di piccola entità. Infatti, il deposito in conto corrente non rende nulla e le cifre depositate sono erose dai costi di gestione e dall’inflazione, che al momento attuale sfiora lo 0.9%.

Che gli italiani stiano tenendo liquido il 32% delle loro risorse finanziarie, 1,371 miliardi, da molto materiale sul quale riflettere.

Se usualmente nei periodi di crisi il sistema tende a mantenersi liquido, sarebbe altrettanto vero constatare come in crisi quali quella del 2006 la percentuale di liquidità sul totale arrivava al 23%, e sembrerebbe essere stata sufficiente.

Durante le crisi taluni prezzi e quotazioni scendono significativamente ed in quel momento diventano potenzialmente appetibili. Buona regola insegna a comprare per poco e rivendere per molto.

Una tale liquidità tenuta non solo infruttifera ma anche onerosa suggerisce che gli abbienti si configurino scenari nei quali potranno rifarsi, ed anche abbondantemente, dei costi sostenuti a mantenere capitali di tal livello immobilizzati in attesa.

Sembrerebbe quindi che sia feeling comune l’attesa di un qualche evento sommovente.

Ma ci sarebbe anche almeno un altro fattore da considerare.

Al momento gli investimenti nel comparto produttivo sono fortemente penalizzati da una resa minimale, cui si aggiunge di normale il dover sopportare il peso di un soffocante apparato burocratico.

In termini mediani, un milione investito nella produzione rende difficilmente più di 24,000 euro netti, mentre investito in un qualche strumento finanziario potrebbe rendere almeno tre volte tanto.

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Ma forse ciò che lascia più perplessi è quanto questo feeling sia diventato comune sentire dal microrisparmiatore fino a chi disponga anche di capitali ingenti.

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Per nostra mentalità siamo alieni dagli allarmismi. Pur tuttavia in simile evenienza saremmo propensi a ritenere che l’uso della santa prudenza potrebbe essere molto utile.

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Europa. Fondi di investimento. 580 chiusi e Q4 con perdite per 120 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-15.

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Hedge Funds. 174 hanno chiuso nel terzo trimestre 2018. – Bloomberg.

«Potremmo inoltre tentare di definire “hedge fund” come lo strumento finanziario che ha la possibilità – negata ai gestori tradizionali – di usare uno o più strumenti o strategie di investimento sofisticati quali short selling, derivati, hedging e leverage».

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«An estimated 174 hedge funds were liquidated in third quarter»

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Finanza, “grandi speculatori”: l’anno nero degli hedge fund. In 580 hanno chiuso i battenti

«Che cosa ha messo in fuga le «locuste»? Più delle incertezze geopolitiche, è l’improvvisa morìa degli hedge fund, i grandi «predatori» della finanza speculativa, a tenere banco sui mercati finanziari. La selezione naturale esiste sui mercati come in natura, ma in questo caso sembra quasi un’epidemia: le chiusure di fondi alternativi hanno superato quest’anno ogni record negativo, evidenziando la stessa dinamica del peggior periodo della grande crisi finanziaria.

Tra gennaio e metà dicembre, sono oltre 580 gli hedge fund che hanno deciso di chiudere i battenti e restituire il capitale ai clienti, il numero più elevato del decennio e soprattutto superiore alla dinamica delle aperture, ferme a quota 552 secondo la società specializzata Eurekahedge. Che non sia un fenomeno passeggero è un dato di fatto: il 2018 segna il terzo anno consecutivo di «correzione» per la compagine dei gestori speculativi, un’elite della finanza che in meno di vent’anni ha creato un mercato da 3.500 miliardi di dollari. ….

dopo 10 anni di denaro gratis fornito a piene mani dalle banche centrali, non solo si profila ora una fase di bassa marea per la liquidità»

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Santander non rimborsa il CoCo bond da 1,5 miliardi

«Banco Santander, dopo giorni in cui ha tenuto i mercati in sospeso, ha deciso di non esercitare l’opzione “call” su un bond subordinato da 1,5 miliardi di euro: uno schiaffo agli investitori convinti che il gruppo spagnolo avrebbe seguito la regola non scritta di rimborsare il bond, un “contingent convertible” o “CoCo”, che costituisce capitale Tier 1. La prima banca spagnola ha deciso oggi – ultimo giorno per annunciare cosa avrebbe fatto con la “call option” esercitabile il 12 marzo – di non richiamare il bond, che ha una cedola del 6,25%.

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Sarebbe stato sufficiente avere l’intelligenza di un anfiosso. Ma gli esseri umani sono liberi, e sono anche liberi di permettersi il lusso delle ideologie, delle idee preconcette, del credersi onnipotenti. Poi la realtà li fustiga ridimensionandoli per benino. La realtà è spietata, non conosce cosa sia la misericordia.

Per una decina di anni le banche centrali hanno tenuto tassi infimi se non addirittura negativi.

L’accordo era che in cambio i governi avrebbero sfruttato questa occasione per fare riforme strutturali: in poche parole, rimuovere le strutture socialiste e stataliste, deburocratizzare, abbassare le tasse, facendo riprendere la produzione industriale. Lasciando la gente in pace a poter lavorare e guadagnare dal comparto produttivo.

Mai fiducia fu peggio riposta.

I fiumi, gli oceani di denaro arrivavano puntuali, ed altrettanto puntualmente nulla finiva alla produzione, ma andava tutto ai servizi, al welfare. E per buon peso i governi dell’Unione aumentavano anche il debito sovrano.

È stata un’orgia scriteriata.

Far guadagnare gli hedge funds con denaro regalato a costo zero era un’attrattiva irrinunciabile per ogni buon liberal socialista.

Ora stanno arrivando i conti da pagare.

Nel 2018 hanno chiuso 580 fondi di investimento e le trimestrale del quarto periodo accusano perdite per oltre 120 miliardi. Poi, quelli che pubblicheranno saranno bilanci sottoposti a maquillage, ma saranno pur sempre lacrime e sangue.

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L’epoca in cui si giocava a monopoli è finita: kaputt.

Un grande numero di persone sta contemplando i pezzi di carta a loro mani, ridotti da presunta ricchezza a carta da parati.

«Da oggi ci liberiamo dal socialismo e dal politicamente corretto»

Questa frase di Mr Bolsonaro dovrebbe essere scolpita su tutti i parlamenti ed anche sulle sedi dell’Unione Europea.

Nota.

Il 23 – 26 maggio si voterà per il rinnovo del parlamento europeo.

Starà agli elettori decidere se avere un futuro di fame e miseria, oppure almeno tentare di rimettere le cose in funzione.


Bloomberg. 2019-02-13. Europe’s Fund Managers May Have Lost $100 Billion in 4th Quarter

Europe’s money managers have been warning for months that the fourth quarter was bad for them. How bad? One estimate puts it at $100 billion.

That’s the amount of client money that Europe’s open-ended funds lost in the final three months of 2018 as markets whipsawed, according to Amundi SA. The French company alone saw outflows of $7.4 billion in that period amid an “extremely hostile” market, Chief Executive Officer Yves Perrier said on Wednesday. Other European companies have reported similar outflows.

For now, money managers are sticking to their targets. Perrier still plans to attract at least 50 billion euros ($57 billion) annually through 2020 — he missed that goal by 8 billion euros last year, Amundi confirmed in its latest results.

DWS Group CEO Asoka Woehrmann likewise didn’t scrap his medium-term goal of bringing in about 20 billion euros per year, though he labeled the target as “ambitious” in a recent Bloomberg interview. Both Perrier and Woehrmann have said it’s too early to make predictions for 2019.

A Deep Slump

Net flows have been declining since mid-2017 and plunging in 2018.

Pubblicato in: Banche Centrali, Commercio, Finanza e Sistema Bancario

Finanza islamica. La Sharia gestisce oltre 2,000 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-28.

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Un giornale specializzato ha pubblicato il seguente report.

«Secondo l’Ifsb (Islamic Financial Services Board) il valore della massa monetaria mondiale che viene gestita in obbedienza alle leggi religiose dettate dalla Sharia, la finanza islamica, ammonta a poco più di 2mila miliardi di dollari.

Quanto vale la finanza islamica

Il grafico sopra mostra i principali Paesi dove sono allocati i 2.050,2 miliardi di dollari che, nel mondo, sono gestiti secondo le regole della finanza islamica. In Iran e Arabia Saudita si trova più della metà delle risorse ovvero, rispettivamente, il 34,4% in Iran e il 20,4% in Arabia Saudita. Complessivamente sono 36 i Paesi che nel mondo gestiscono una parte più o meno cospicua dei loro depositi bancari secondo le regole della Sharia.

Un caso non unico ma raro è quello dell’Iran. Non solo perché è il Paese che “ospita” la maggior parte dei soldi sottoposti alla Sharia, ma soprattutto perché il 100% del suo sistema bancario è regolato secondo i precetti dell’Islam. Questo significa che i cittadini iraniani non possono depositare il proprio denaro se non in banche iraniane che seguono tutte i precetti della Sharia. Lo stesso succede, ma con numeri decisamente meno importanti, per il Sudan, dove è depositato l’1,6% delle risorse islamiche mondiali.

Ma tra i Paesi nei quali la finanza islamica è presente c’è anche la Turchia che ospita il 2,6% del totale dei soldi gestiti in ossequio alla Sharia e dove soprattutto i giovani mostrano sempre più interesse verso le regole dell’Islam radicale, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Come funziona la finanza islamica

Il primo e più importante segno distintivo della finanza islamica è l’approccio al concetto di riba, gli interessi generati dai prestiti, considerati immorali. Oltre al divieto di riba, nel mondo della finanza islamica è prevista la condivisione di rischi e profitti tra le parti e il divieto di alimentare i mercati di alcol, tabacco, pornografia, armi, gioco d’azzardo e carne suina. Nel mondo della finanza islamica, inoltre, non è possibile tenere il denaro fermo: deve essere continuamente investito.»

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Questa notizia dovrebbe fornire molti spunti di riflessione.

Il primo grande spunto dovrebbe vertere il senso delle dimensioni.

Se per la gente ‘normale’ 2,000 miliardi sono una cifra difficilmente rappresentabile, sarebbe un po’ meno del debito sovrano italiano, nel mercato finanziario internazionale è un ammontare quasi trascurabile. Facendo un conto grossolano – non sono disponibili dati in materia – ciò che a livello mondiale potrebbe essere stimato essere ‘denaro’ depositato presso un sistema bancario potrebbe essere valutato attorno ai novanta trilioni di dollari. Come si constata, 2,000 miliardi non son poi gran che. Ma il vero oggetto da comprendere è come oramai i giri finanziari abbiano volumi che la mente umana stenta a comprendere.

Il secondo grande spunto è la definizione dei limiti entro i quali può sopravvivere, e magari anche prosperare, una qualche eccezione al mercato corrente: quali sono le dimensioni che può assumere una simile enclave? Non è un concetto di facile realizzazione.

Un esempio emblematico potrebbe essere l’enclave Amish in Pennsylvania. È un gruppo religioso coeso e sostanzialmente felice, che vive seguendo regole e strutture seicentesche. Il più evidente elemento di criticità è il trattamento medico, teologicamente rifiutato ma utilizzato poi nella vita corrente. In estrema sintesi: è possibile vivere da Amish se poi all’occorrenza si possa fare ricorso a tutte quelle strutture moderne che dovrebbero esserle aliene. La linea di discrimine dovrebbe essere evidente.

Il terzo grande spunto è cercare di capire cosa debba intendersi per interessi e, quindi, per riba.

Interesse è definito come

«il prezzo pagato, o che deve essere pagato, dal debitore per l’uso del credito concessogli, normalmente calcolato in misura percentuale su base annua».

L’interesse diventa usuraio quando il tasso supera notevolmente e illecitamente quello legale.

In linea generale potremmo dire che l’interesse è la ricompensa dovuta a quanti si privino di una liquidità che avrebbe altrimenti investito in modo proficuo.

Come negli esempi precedenti, se è facole enunciare il principio è quasi impossibile stabilire i livelli corretti.

Il numero di variabili in gioco è talmente elevato che affidarsi alla valutazione di mercato diventa giocoforza.

Il concetto che all’interesse si sostituisca la condivisione di rischi e profitti tra le parti, dalla joint venture fino alla gestione societaria, esercita una grande fascino mentale. Il denaro perde la sua dimensione solipsica e diventa strumento economico: sarà l’attività economica quindi a generare reddito, non il denaro in sé e per sé.

Il divieto di riba trova quindi ragionevole contesto in una società poco strutturata: in altre società altamente complesse l’interesse diventa parte integrante delle medesime. Nel conferire a termine in modo anonimo danaro implica soltanto che gli interessi altro non saranno che la refusione di quanto avrebbero fruttato se investiti dal proprietario del denaro, ossia un lecito guadagno.

Il quarto grande spunto inerisce la destinazione ed uso del denaro. Esso è un mezzo:può essere usato nel bene come nel male. Ma questa affermazione acquista un senso logico solo quando siano definiti in modo inequivocabile i concetti di bene e di male. È del tutto evidente come in una visione relativistica, ove si ammettano significati plurimi e contrastanti, sia impossibile pervenire ad una definizione.

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Riassumendo.

La gestione di beni finanziari secondo i dettami della Sharia ben rientra nella visione islamica della religione e della vita. A nostro sommesso parere, ben difficilmente essa potrebbe essere estesa e condivisa anche al mondo non islamico.


Nota.

Poniamo una domanda.

A quale tasso di interesse deve prestare denaro un ‘usuraio’ che finanzia dieci persone sapendo che nove non lo rimborseranno mai?

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Blackrock. Utili quarto trimestre -60%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

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«Crollo dei profitti del 60% per BlackRock.»

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«Nell’ultimo trimestre del 2018 il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 milioni di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando la società aveva beneficiato di oltre 800 milioni di guadagni grazie al cambiamento delle norme fiscali Usa.»

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«In discesa anche i ricavi del quarto trimestre passati a 3,76 miliardi del 2017 a 3,43 miliardi. Invece i ricavi annuali sono saliti del 4% a 14,19 miliardi, grazie alla crescita delle commissioni e ai ricavi da servizi tecnologici.»

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Hedge Funds. 174 hanno chiuso nel terzo trimestre 2018. – Bloomberg.

Recessione. La parola che nessuno vorrebbe leggere o sentire.

Cina. Il primo gennaio è entrata in vigore la riforma fiscale.

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La parola che nessuno vorrebbe leggere o sentire se ne sta mesta in un canto, sicura che presto o tardi sarà sulla bocca di tutti. In ogni caso, per Blackrock non si tratta di perdite, bensì’ di un sostanziale calo degli utili.

Il mondo è pieno di liquidità incerte ed insicure, alla disperata ricerca di un posto ove potersi indovare al sicuro. Ma le banche centrali negli ultimi anni hanno stampato con sublime levità una tale massa di carta che non si sa più dove metterla.

Quanto vale?

Tanto, oppure poco e nulla.

Dipende solo dalla percezione che ne hanno coloro che trattano simili cose.

Il quadro di un pittore vale in ragione di quanto la gente sia disposta a pagare per averlo: oggi tanto, domani poco o nulla.


Milano Finanza. 2019-01-16. Blackrock, utile del quarto trimestre -60% nonostante il boom degli Etf

Il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 mln di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando aveva beneficiato di oltre 800 mln di guadagni dopo il cambiamento delle norme fiscali. Utile per azione inferiore alle attese. Ricavi 2018 + 4%. Le masse scendono sotto i 6 mila miliardi e la raccolta è risultata un terzo del 2017 malgrado il record di raccolta di iShares.

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Crollo dei profitti del 60% per BlackRock. Nell’ultimo trimestre del 2018 il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 milioni di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando la società aveva beneficiato di oltre 800 milioni di guadagni grazie al cambiamento delle norme fiscali Usa.

L’utile netto per azione trimestrale scende così a 5,78 dollari dai 14,01 dollari dell’anno precedente, sotto le attese degli analisti Factset che si aspettavano 6,28 dollari. Su base adjusted l’utile per azione è di 6,08 euro rispetto a 6,18 dollari di un anno fa. Nell’intero 2018 l’utile netto è sceso a 4,3 miliardi dai 4,95 miliardi del 2017.

Il gruppo guidato dal ceo Larry Fink ha comunque deciso di alzare il dividendo del quarto trimestre a 3,3 euro (+5%) e quello dei 12 mesi aumenta dell’1,2% da 10 a 12,02 dollari.

“Blackrock ha generato una raccolta netta totale di 124 miliardi di dollari nel 2018, compresi 50 miliardi ottenuti nel quarto trimestre e i flussi trimestrali record per iShares (etf, ndr) e per le strategie alternative illiquide”, ha sottolineato il ceo. Di questi 124 miliardi, 167 miliardi fanno infatti riferimento ad iShares, quindi negli altri comparti e gestioni il gruppo ha avuto una raccolta netta negativa (stessa tendenza nel quarto trimestre nel quale iShares ha ottenuto 81 miliardi). Inoltre nel 2017 la raccolta netta totale era stata tripla (367 miliardi).

Proprio per la correzione dei listini e la raccolta in calo, le masse di Blackrock sono scese a fine 2018 a 5.975 miliardi dai 6.288 miliardi di fine 2017.

In discesa anche i ricavi del quarto trimestre passati a 3,76 miliardi del 2017 a 3,43 miliardi. Invece i ricavi annuali sono saliti del 4% a 14,19 miliardi, grazie alla crescita delle commissioni e ai ricavi da servizi tecnologici. Un aumento che è stato parzialmente compensato da commissioni di performance in calo per via dell’andamento poco brillante dei mercati.

“I ricavi da servizi tecnologici sono saliti del 19% nell’anno guidati da una forte domanda per la piattaforma Aladdin e per la nostra offerta legata alla gestione del risparmio nel digitale. I nostri risultati riflettono la continua crescita in queste aree chiave e la resilienza della nostra piattaforma”, ha aggiunto Fink.

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Cina. Il primo gennaio è entrata in vigore la riforma fiscale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-05.

Cina

«China’s rich brace for tax raid on $24 trillion wealth pile

– Havens are disappearing, overseas earnings will become taxable

– Foreign assets to be easier to track, transfers may be levied »

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«China’s plan to cut taxes in 2019 for the masses has the nation’s super-rich running for cover on concern the government will make up the shortfall by going after the wealthy»

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«Changes to the tax regime as of Jan. 1 mean authorities will be paying closer attention to assets and investment holdings.»

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«In a nation where personal wealth is estimated to have climbed to a record $24 trillion in 2018 — $1 trillion of which is held abroad — that potentially offers rich pickings»

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«Anxiety over how the new rules will be enforced has already triggered a flood of Chinese clients seeking to create overseas trusts.»

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«Tougher taxes at home could have implications beyond China’s shores, with the country’s wealthy having been on a buying binge in recent years, driving up prices for everything from property in Vancouver and Sydney, to famous artworks and fine wines»

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«Under the new rules, owners of offshore companies will not only pay taxes on dividends they receive but will also face levies of as much as 20 percent on corporate profits, from as low as zero previously.»

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«This has triggered a flood of rich families seeking refuge via trusts, which often shield wealthy owners from having to pay taxes unless the trusts hand out dividends.»

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«In the past, the rich could avoid paying taxes on overseas earnings by acquiring a foreign passport or green card, while keeping their Chinese citizenship. But this won’t work starting in January as the government will tax global income from all holders of “hukou” household registrations»

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«The system allows authorities to view various tax-related data, which had been scattered across various government departments, in one consolidated platform. The new system also beefs up the identification process by preventing individuals from divvying up their income across multiple sources or ID numbers to pay lower taxes.»

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«But it’s not just the rich that may face a stricter tax environment. China lowered the threshold for blocking citizens with overdue taxes from leaving the country to 100,000 yuan ($14,600) from the previous threshold of 1 million yuan»

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«Though the tax rate and the details remain unclear, the prospects of the tax has caused people with multiple apartments to worry and made properties a less desirable investment tool»

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La storia insegna che gli stati hanno ben poco interesse a tassare una popolazione misera: ne caverebbero ben poco. Ma quando la ricchezza diventa generalizzata, in questo caso si stima essere 24 trilioni, ben pochi governanti resistono alla tentazione. 

Il caso cinese sembrerebbe però essere maggiormente complesso.

Se sicuramente in Cina sembrerebbe essere terminata la fase dello ‘arricchitevi come potete, ma arricchitevi‘ altrettanto sicuramente la situazione politica, economica e finanziaria interna non era sembrata essere troppo perturbata dagli investimenti esteri.

Se gli investimenti cinesi esteri non erano tassati, fatto questo che li ha stimolati non poco, altrettanto chiaramente dovrebbe essere evidente come siano stati mezzi potenti di penetrazione dei mercati stanieri con la forza dell’acquisto.

Nei fatti la Cina sta cambiando i suoi obiettivi strategici nei confronti del mondo. Gli investimenti esteri sono transitati ad essere un mezzo di dominio mondiale: hanno cessato di essere mero strumento di arricchimento.

In questa ottica, la tassazione delle attività estere potrebbe diventare un’arma impropria finalizzata al fine di conquistare una posizione egemone mondiale. Il polso della situazione è dato dal titolo di apertura del The New York Times:

Sexism Claims From Bernie Sanders’s 2016 Run: Paid Less, Treated Worse

Con simili avversari pwe i Cinesi è davvero facile conquistarsi l’egemonia.


Bloomberg. 2019-01-03. China’s Rich Brace for Tax Raid on $24 Trillion Wealth Pile

– Havens are disappearing, overseas earnings will become taxable

– Foreign assets to be easier to track, transfers may be levied

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China’s plan to cut taxes in 2019 for the masses has the nation’s super-rich running for cover on concern the government will make up the shortfall by going after the wealthy.

Changes to the tax regime as of Jan. 1 mean authorities will be paying closer attention to assets and investment holdings. In a nation where personal wealth is estimated to have climbed to a record $24 trillion in 2018 — $1 trillion of which is held abroad — that potentially offers rich pickings. Anxiety over how the new rules will be enforced has already triggered a flood of Chinese clients seeking to create overseas trusts.

Tougher taxes at home could have implications beyond China’s shores, with the country’s wealthy having been on a buying binge in recent years, driving up prices for everything from property in Vancouver and Sydney, to famous artworks and fine wines.

Offshore Cache

Chinese overseas wealth more than doubled between 2012 and 2018

The State Administration of Taxation didn’t respond to a faxed request for comment.

Here’s how the new tax rules may affect — and rein in — China’s rich:

Crackdown on Havens

Under the new rules, owners of offshore companies will not only pay taxes on dividends they receive but will also face levies of as much as 20 percent on corporate profits, from as low as zero previously. This has triggered a flood of rich families seeking refuge via trusts, which often shield wealthy owners from having to pay taxes unless the trusts hand out dividends. Overseas buildings or shell companies are also becoming easier to track for authorities as China embraces an international data-sharing agreement known as the Common Reporting Standard, or CRS.

It’s not clear how the government will utilize CRS data, especially in early 2019, but authorities may grant amnesty for a certain period for a stable transition or focus on penalizing the biggest offenders, according to Jason Mi, a partner at Ernst & Young in Beijing.

Closing Loopholes

In the past, the rich could avoid paying taxes on overseas earnings by acquiring a foreign passport or green card, while keeping their Chinese citizenship. But this won’t work starting in January as the government will tax global income from all holders of “hukou” household registrations — the most encompassing way of identifying a Chinese national — regardless of whether they have any additional nationalities.

That’s prompted many people to give up their Chinese citizenship in 2018 by surrendering their “hukou” to avoid paying taxes on foreign income from Jan. 1, according to Peter Ni, a Shanghai-based partner and tax specialist at Zhong Lun Law Firm. Starting in 2019, people surrendering Chinese citizenship will need to be audited by tax authorities first and possibly explain all their sources of income, according to Ni.

Reining in Gifts

Tycoons transferring assets to relatives or third parties could be subject to taxation in the new year, depending on how strictly China enforces rules on gifts, according to Ni at Zhong Lun. The levies could reach as much as 20 percent of the asset’s appreciated value, according to Ni.

For example, if a tycoon were to transfer overseas shares worth $1 million to his son for free, and if those shares originally cost the tycoon $100,000, the tycoon could be taxed 20 percent of the $900,000 increase in the value of those shares, or $180,000.

The risk of getting taxed will be higher if the recipient is a foreigner because their assets may be beyond Chinese officials’ reach, according to Ni.

Tougher Taxman

Tax authorities will sharpen their scrutiny of high-net-worth individuals thanks to more modern tools at their disposal, according to Ni. One is the Golden Tax System Phase III platform that’s being increasingly used to chase down people’s entire source of income. The system allows authorities to view various tax-related data, which had been scattered across various government departments, in one consolidated platform. The new system also beefs up the identification process by preventing individuals from divvying up their income across multiple sources or ID numbers to pay lower taxes.

But it’s not just the rich that may face a stricter tax environment. China lowered the threshold for blocking citizens with overdue taxes from leaving the country to 100,000 yuan ($14,600) from the previous threshold of 1 million yuan, according to the official Xinhua news agency.

Eyes on Property

Further down the road, China is preparing to introduce a property tax law that could go into effect as soon as 2020. Though the tax rate and the details remain unclear, the prospects of the tax has caused people with multiple apartments to worry and made properties a less desirable investment tool, EY’s Mi said.

Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Stati Uniti

Wall Street. Dow Jones -2.83%, Nasdaq -3.04% , Apple -9.96.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-03. h 23:20.

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Sembrerebbe verosimile che domani venerdì 4 gennaio le borse europee non saranno poi molte toniche.

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Wall Street rompe di nuovo i freni: va a sbattere, Apple crash

Nuova caduta rovinosa oggi per la piazza azionaria di Wall Street , dopo la chiusura in moderato rialzo della vigilia , che ha archiviato la giornata di scambi in prossimità dei minimi intraday . Il Nasdaq Composite , affossato da Apple (NasdaqGS: AAPLnotizie) e dai profondi ribassi che hanno fatto registrare i titoli dei semiconduttori , ha infatti perso il 3,04% a 6.463,50 punti con al gancio il Dow Jones , -2,83% a 22.686,22 punti. Netto rosso al close pure per l’ampio indice S&P 500 , -2,48% a 2.447,89 punti, mentre l’indice azionario delle medie capitalizzazioni Russell 2000 ha perso l’1,30% a 1.330,97 punti.

Thursday was an ugly day for markets. Stocks fell sharply, with the Dow closing more than 600 points lower, after Apple blamed a Chinese economic slowdown for the company’s weaker-than-expected manufacturing data.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Borse. Iniziano il 2019 in profondo rosso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-02.

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«European shares started their first trading day of 2019 deep in negative territory on Wednesday as fears of a global growth slowdown, trade wars, rising U.S. interest rates and political instability rolled over into the new year»

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«Investors were awaiting a new set of data to shed more light on the health of the European economy as sentiment has already been hit by disappointing Chinese data»

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«Oil services firm TechnipFMC (FTI.PA) saw the worst performance, down 5.6 percent

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Prendiamo atto che oggi la colpa del rosso non è ancora stato imputato ai partiti sovranisti né, tanto meno, a Mr Salvini.


Reuters. 2019-01-02. European shares start 2019 deep in the red

European shares started their first trading day of 2019 deep in negative territory on Wednesday as fears of a global growth slowdown, trade wars, rising U.S. interest rates and political instability rolled over into the new year.

Investors were awaiting a new set of data to shed more light on the health of the European economy as sentiment has already been hit by disappointing Chinese data.

At 0828 GMT, euro zone stocks (.STOXXE) were retreating 1.9 percent with steep falls in Paris (.FCHI), down 2.5 percent, Madrid (.IBEX), down 2.2 percent and Milan (.FTMIB) down 2 percent.

In terms of sectors, the laggards of 2018 were taking the biggest hits. Miners, autos, banks, and oil sectors were all sliding 2.2 to 3.5 percent as crude prices fell and investors dumped the cyclical parts of the market most exposed to a slowing global economy.

Oil services firm TechnipFMC (FTI.PA) saw the worst performance, down 5.6 percent.

Among other big losers, medical equipment maker Gerresheimer (GXIG.DE) was down 4.8 percent after JP Morgan cut its rating on the stock to “underweight”, according to traders.