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Centrodestra ha quasi deciso i candidati alle regionali, tranne la Calabria.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-13.

2019-11-03__Regioni__002

Elezioni regionali. Riepilogo. 2017 – 2020.

Nel 2020 si voterà per le elezioni regionali in Emilia Romagna, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, e Veneto. Di queste, Liguria e Veneto hanno governatori e giunte di centrodestra, il rinnovo delle quali sembrerebbe essere scontato. Le altre sei hanno governatori del pd, il rinnovo dei quali appare molto problematico, specie ora che M5S avrebbe deciso di presentarsi alle elezioni con un sua propria lista.

Lega e cdx hanno vinto consecutivamente in Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte ed Umbria.

La scelta del candidato governatore è delicata e critica, perché il vincitore con maggioranza relativa è eletto con un premio di maggioranza, anche grazie al voto disgiunto. Spesso però personaggi graditi alle direzioni dei partiti sono scarsamente popolari in loco. Similmente, molto spesso conviene indicare un personaggio che si presenti come lista civica, come indipendente, per consentirgli di raccogliere suffragi anche da parte di Elettori che non lo avrebbero votato se strettamente incardinato in un partito.

Infine, se è intuitivo che più il candidato è indicato per tempo e maggiore è il periodo che gli si lascia per la campagna elettorale, una indicazione prematura potrebbe più facilmente essere bruciata o contrastata dagli avversari.

In ogni caso, la indicazione precoce concorre a rendere più chiara la competizione.

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– Confermatissimi gli uscenti, Luca Zaia in Veneto e Giovanni Toti in Liguria.

– è ancora aperta la casella della Calabria, che spetta a Forza Italia

– la Puglia, che da accordi spetta a Fratelli d’Italia. Dal vertice di Arcore è uscito con forza il nome dell’eurodeputato Raffaele Fitto.

– Il quadro si completa con la Campania dove il candidato (che spetta a Forza Italia) dovrebbe essere Stefano Caldoro, già presidente dal 2010 al 2015.

– Nelle Marche (dove la candidatura spetta a Fratelli d’Italia) al 90% il nome sarà l’ex sindaco di Ascoli, e popolare volto televisivo, Guido Castelli.

– Infine la Toscana, che spetta alla Lega, e Regione sulla quale Salvini è incerto tra Susanna Ceccardi – europarlamentare ed ex sindaco di Cascina (Pisa) – e il primo cittadino del Carroccio di un’altra importante località toscana.

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Nota.

I media di sinistra stanno facendo una campagna subdola in Emilia Romagna.

A loro dire la lega e Mr Salvini subirebbero una severa sconfitta se non riuscissero a vincere le elezioni facendo eleggere il proprio candidato presidente.

  1. L’Emilia Romagna è da decenni la roccaforte del partito democratico, anche quando si chiamava Pci. Lì raggiungeva maggioranze dell’ordine del 70% dei voti.

  2. Ad oggi, il PD è proiettato attorno al 30%, ossia meno della metà di quanto otteneva nel passato: sembrerebbe essere un risultato non entusiasmante.

  3. La lega al momento ha propensioni al voto maggiori di quelle del PD ed il centrodestra è riportato essere il largo vantaggio sul centrosinistra. Nemmeno questo sembrerebbe essere risultato da poco.

  4. Il candidato del PD si presenta per cercare di essere rinnovato, ed è in grandi difficoltà. Al punto tale che Bonaccini si presenta come indipendente ed invoca i voti disgiunti. E questo è un grande risultato ottenuto dalla lega e da Mr Salvini.

  5. Portato al terrore esasperato, il PD ha messo in campo le sardine: ultima ratio, che conforta gli adepti ed allontana gli Elettori.

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Se la lega vincesse la regione sarebbe un trionfo epocale. Tuttavia, un risultato che conferisse al centrodestra una quota di Elettorato maggiore di quella presa dal centrosinistra sarebbe una grande vittoria, e porrebbe una seria ipoteca sui risultati delle prossime elezioni politiche, sempre poi che questo Governo acconsenta a bandirle, visti i suoi pruriti dittatoriali.

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Puglia, sì a Fitto da Salvini e Berlusconi. Ma l’annuncio slitta. Ecco perché

Centrodestra: la mappa delle Regionali. Nomi e inside.

Cantiere quasi chiuso nel Centrodestra per le candidature delle prossime Regionali. Nel vertice dell’altro giorno ad Arcore è stato confermato lo schema e la ripartizione tra i partiti. Confermatissimi gli uscenti, Luca Zaia in Veneto e Giovanni Toti in Liguria. Il quadro complessivo verrà chiuso solamente nei prossimi giorni perché è ancora aperta la casella della Calabria, che spetta a Forza Italia. Come Affaritaliani.it ha scritto per primo, nel faccia a faccia tra i leader Berlusconi ha proposto il nome di Jole Santelli per uscire dall’empasse dopo lo stop di Salvini ai due fratelli Occhiuto.

Ma il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, è andato su tutte le furie e ha minacciato di correre da solo appoggiato da alcune liste civiche. La situazione quindi non è ancora risolta e da qui, a cascata, dipendono anche le candidature di tutte le altre Regioni. Prima fra tutte la Puglia, che da accordi spetta a Fratelli d’Italia. Dal vertice di Arcore è uscito con forza il nome dell’eurodeputato Raffaele Fitto, che tra l’altro sta subendo un fortissimo pressing dal basso affinché accetti, e ha ricevuto un chiaro via libera sia dell’ex Cavaliere sia del leader leghista, che si sono impegnati a superare qualche piccola resistenza locale nei loro rispettivi partiti.

A questo punto è evidente che non ci siano alternative: con un’investitura così forte dall’alto e dal basso sarebbe infatti estremamente difficile per l’europarlamentare di Fratelli d’Italia dire di no alla sfida contro il Governatore uscente Michele Emiliano. Però, la notizia che lunedì 16 dicembre verrà ufficializzata la candidatura dello stesso Fitto, è destituita di fondamento. Tutto nasce da un articolo della stampa locale pugliese, forse su ispirazione leghista, poi ripreso da alcune agenzie di stampa nel quale si parla della visita della leader di FdI a Bari lunedì prossimo.

In realtà il 16 ci sarà la conferenza stampa, rimandata già due volte, per la conclusione del passaggio (ormai definitivo) dei consiglieri di Direzione Italia in Fratelli d’Italia. Il 16, quindi, non sarà il giorno del lancio della candidatura di Fitto per la guida della Puglia, anche se la strada è in discesa e tutto fa pensare che una volta chiusa l’intera partita delle Regionali, sia proprio questa la soluzione finale. Il quadro si completa con la Campania dove il candidato (che spetta a Forza Italia) dovrebbe essere Stefano Caldoro, già presidente dal 2010 al 2015, dopo il rifiuto di Mara Carfagna.

Nelle Marche (dove la candidatura spetta a Fratelli d’Italia) al 90% il nome sarà l’ex sindaco di Ascoli, e popolare volto televisivo, Guido Castelli. Anche se c’è ancora un 10% di possibilità che la scelta ricada su un deputato marchigiano di Fdi. Infine la Toscana, che spetta alla Lega, e Regione sulla quale Salvini è incerto tra Susanna Ceccardi – europarlamentare ed ex sindaco di Cascina (Pisa) – e il primo cittadino del Carroccio di un’altra importante località toscana.

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Senato. Posto ideale per le imboscate politiche.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-11.

2019-12-08__Senato 001

In Italia vige un sistema parlamentare a bicameralismo perfetto. Una legge si considera essere approvata quanto raggiunge la maggioranza sia alla camera sia al senato. Usualmente, le votazioni sono a maggioranza semplice.

Quindi, tutte le leggi approvate dalla camera dovrebbero ricevere voto favorevole anche dal senato.

La maggioranza semplice è conseguita dall’opzione che raggiunge un quorum funzionale fissato in più della metà dei votanti. Coloro che non hanno esercitato il diritto al voto non contano ai fini della maggioranza semplice, ma fanno anche abbassare il quorum.

Le votazioni sono regolate dall’articolo 64, comma 3°, della Costituzione:

«Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale»

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Le elezioni del 4 marzo 2017 hanno dato l’esito riportato nella grafica.

L’attuale Governo rosso-giallo avrebbe sulla carta 177 senatori, mentre l’opposizione dispone di 142 seggi.

Nell’ipotesi che tutti i senatori fossero presenti, il quorum di maggioranza sarebbe 161 voti: il Governo rosso-giallo disporrebbe quindi di 16 voti di maggioranza: un margine apparentemente ragionevole, sotto però la condizione che tutte le formazioni politiche votasseo in modo coerente e compatto.

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Tranne casi rari, è ben difficile che tutti i senatori siano simultaneamente presenti in aula: vuoi perché assenti per motivi istituzionali, vuoi, per esempio, per malattia. Abbassando il numero dei presenti, risulta essere abbassato il quorum. Usualmente, le assenze sono più frequenti nella compagine governativa, i cui membri devono anche svolgere compiti istituzionali. Tuttavia, se le assenze fossero tra le file del Governo in carica, gli verrebbero a mancare voti a favore.

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Ma la vita parlamentare ammonisce che non sempre i senatori seguono le direttive del partito: talora si astengono, talora votano contro. Questi ultimi sono spesso identificati come ‘franchi tiratori’.

Al momento appare poco chiaro come possano votare i senatori confluiti nell’Italia Viva. Le attuali vicissitudini di Matteo Renzi potrebbero far sorgere la legittima suspicione che su taluni provvedimento critici. In tale evenienza.

Se, per esempio, IV votasse contro un provvedimento, il Governo rosso-giallo residuerebbe un maggioranza di 160 voti contro i 159 dell’opposizione. Un margine minimo, ma sufficiente a far passare il provvedimento.

Ma la legittima suspicione grava anche su molti senatori del M5S, i quali, almeno a parole, non condividono la posizione governativa e che potrebbero far sentire la propria voce al momento delle elezioni. Basterebbe anche uno sparuto manipolo di franchi tiratori ed il Governo perderebbe la maggioranza.

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A nostro sommesso parere, quelle evidenziate sembrerebbero essere situazioni estreme, e di conseguenza ben poco probabili. Tuttavia la storia parlamentare ci insegna che anche le situazioni statisticamente del tutto improbabili siano nei fatti possibili.

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Ex Ilva. Chi governa è la magistratura. I politici son meno che pezze da piedi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-11.

Palazzo Venezia. Voglia di balcone.

Palazzo Venezia. Tanta voglia di balcone.


Non sono i politici che fanno le leggi.

Sono i magistrati che fanno la politica.

Con buona pace della divisione dei poteri.

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Si sa più nulla dello scandalo al Csm?

Si sa più nulla del giudice Palamara?

Si sa più nulla dello scandalo della figlia della Bocassini?

Si sa più nulla del giudice Andrea Nocera, capo dell’Ispettorato del Ministero della Giustizia,che pigliava bustarelle?

E questo solo per fare qualche nome e cognome….

“S’abbenedica, baciamo le mani”

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Ex Ilva, da tribunale no a proroga Altoforno 2

Il Tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta di proroga presentata dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria sull’uso dell’Altoforno 2, già sequestrato e dissequestrato più volte. L’impianto rischia ora un nuovo sequestro e il riavvio del cronoprogramma per lo spegnimento, visto che tra due giorni, 13 dicembre, scade il termine per mettere a norma l’altoforno. Ilva impugnerà il provvedimento davanti a Riesame.

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Leu chiede 400,000 euro per celebrare i cento anni del Pci. Nella manovra.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-10.

2019-12-10__Gulag__001

«Un emendamento di Leu inserisce quasi mezzo milione in 2 anni per celebrare la fondazione del Partito comunista»

«Quattrocentomila euro per festeggiare i 100 anni dalla nascita del Pci»

«ammonta a 200mila euro per gli anni 2020 e 2021. …. Su questo punto si è scatenata l’ironia e la rabbia dei leghisti. «È una vergogna, ognuno festeggia i partiti che vuole», attacca Matteo Salvini. E poi: «Dicono che non ci sono fondi… Ma se ne escono con queste castronerie: fatelo coi vostri soldi l’anniversario, non coi soldi degli italiani»

«Eh sì, tengono in ostaggio la legge di bilancio per questioni fondamentali»

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«Il libro nero del comunismo (Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression), a cura dello storico del comunismo Stéphane Courtois, è una raccolta di saggi sugli Stati comunisti e sui crimini e abusi compiuti dai regimi di tali stati. I saggi sono scritti da diversi ricercatori del CNRS francese, alcuni già collaboratori di François Furet, autore di un precedente libro sull’argomento, ossia Il passato di un’illusione. Il libro fu originariamente pubblicato nel 1997 dalla Éditions Robert Laffont»

«L’enfasi del testo è spesso sul resoconto di tali crimini in termini numerici (in genere ricavati dal lavoro di altri autori) per arrivare a un totale stimato di 100 milioni di vittime del comunismo»

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Ricordare con cerimonie l’ideologia più sanguinaria mai vista in questo povero mondo è idea satanica.

E come si potrebbero dimenticare le parole di lode che il Pci intesseva per Pol Plot, sotto il cui regime comunista negli anni settanta si attuò il genocidio di due milioni di esseri umani? Tutti zitti con il muso nella greppia.

No. Noi non dimentichiamo.

E le sardine cantano Bella Ciao?

Si fanno complici dello sterminio di cento milioni di esseri umani. Lo avvallano.

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Nella manovra 400 mila euro per i 100 anni del Pci. L’ira di Salvini: «Vergogna»

Un emendamento di Leu inserisce quasi mezzo milione in 2 anni per celebrare la fondazione del Partito comunista. Bufera in Parlamento.

«Quattrocentomila euro per festeggiare i 100 anni dalla nascita del Pci». La richiesta è stata avanzata da Vasco Errani, senatore di Leu, assieme ai colleghi Daniele Manca e Francesco Verducci, con un emendamento alla manovra. La richiesta di integrazione è stata avanzata proprio mentre infuria il rush finale prima del voto sulle previsioni di spesa dello Stato per il 2020.

Nel dettaglio, l’emendamento prevede uno stanziamento per l’organizzazione e «lo svolgimento di iniziative» previste per il centesimo anniversario del Partito Comunista italiano, fondato a Livorno il 21 gennaio del 1921. Nell’emendamento viene chiesta una voce di spesa che ammonta a 200mila euro per gli anni 2020 e 2021.

Su questo punto si è scatenata l’ironia e la rabbia dei leghisti. «È una vergogna, ognuno festeggia i partiti che vuole», attacca Matteo Salvini. E poi: «Dicono che non ci sono fondi… Ma se ne escono con queste castronerie: fatelo coi vostri soldi l’anniversario, non coi soldi degli italiani». Mentre il deputato del Carroccio Claudio Borghi ironizza: «Eh sì, tengono in ostaggio la legge di bilancio per questioni fondamentali».

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Bocassini in pensione. E moh, del processo della figlia che ne fammo?

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-09.

Scacciapensieri 001

Ilda Bocassini è andata in pensione, dopo oltre quaranta anni di servizio presso la magistratura milanese.

Nel bene o nel male ha fatto un’epoca, ma vi sono molti elementi che suggerirebbero che non avrà vita molto tranquilla.

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Il 3 ottobre 2018 Alice Nobili, figlia di Ilda Bocassini ed Alberto Nobili, anche egli magistrato in Milano, investe sulle strisce Luca Voltolin, 61 anni, medico infettivologo, che è caduto e ha battuto la testa: ricoverato in codice giallo in breve peggiora e decede.

Alice Nobili è indagata per omicidio stradale, pena variabile da due od atto anni.

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Sul posto arriva comandante dei vigili Ciacci prima ancora delle volanti. Ma Ciacci aveva avuto rapporti professionali con la Bocassini.

Come risultato la notizia è restata segreta fino al 12 novembre 2018.

Dopo il dovuto clamore, durato peraltro un solo giorno, nessun media ha pubblicato alcunché.

Un silenzio stampa degno di un segreto di stato. Ma è segreto ciò di cui non si può parlare in pubblico: cose sordide.

Un silenzio che fa il paio con lo scandalo del Csm, del giudice Palamara e di tanti altri suoi colleghi collusi con la politica, specificatamente con il partito democratico.

Tutto insabbiato, secondo il classico silenzio omertoso.

Per contrasto, l’inchiesta su Matteo Renzi e la Open è diffusa con dovizia a tutta la stampa, che ci si pasce.

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Csm, Palamara: “Le correnti dominano tutto Il mondo della magistratura”. AUDIO

I signori magistrati che si lamentano che la gente non li rispetterebbe, si sono mai chiesti se si siano comportati in modo tale da indurre rispetto?

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Il tribunale, sempre poi che tale causa si tenga, alla fine sentenzierà che la colpa è del dr. Luca Voltolin, reo di essere andato a fare la spesa e di aver attraversato sulle strisce pedonali. Condannerà la famiglia del dr. Valtolin a rifondere la Alice Nobili e la di lei madre dei danni morali e materiali subiti da simile tracotante comportamento.


Alice Nobili in scooter investe pedone che muore: la figlia di Ilda Boccassini indagata per omicidio stradale

Il 3 ottobre scorso, in viale Monte Nero, la 35enne ha investito sulle strisce Luca Voltolin, 61 anni, medico infettivologo, che è caduto e ha battuto la testa. Polemica del sindacato Usb sulla «presenza anomala» sul posto del comandante dei vigili Ciacci

L’ambulanza l’ha portato in ospedale in codice giallo, dopo che in viale Monte Nero in mezzo alle strisce pedonali gli era andato addosso uno scooter: ma il pedone, il 61enne medico infettivologo Luca Voltolin, che cadendo pesantemente al suolo con le mani impegnate da sacchetti della spesa aveva battuto violentemente la testa, è rapidamente peggiorato in codice rosso e – nonostante l’operazione tentata dai neurochirurghi del Policlinico – dopo sei giorni di coma è morto.

Per questo la Procura di Milano ha indagato per il reato di omicidio stradale la 35enne conducente dello scooter, Alice Nobili, figlia di due magistrati milanesi, gli ex procuratori aggiunti Alberto Nobili e Ilda Boccassini. Il reato è pacifico, perché alle 19.30 del 2 ottobre il pedone era sicuramente proprio al centro delle strisce pedonali e perché l’investimento (consistente non nell’aver travolto il pedone, ma nell’aver comunque provocato l’impatto dopo che un’auto davanti allo scooter avrebbe bruscamente svoltato), pur senza provocare lesioni dirette al pedone ha indubitabilmente determinato la caduta mortale della vittima, che lascia la moglie e un figlio.

Per la conducente, alla quale il pm di turno ha sequestrato il motorino e la prefettura ha (come sempre in questi casi) in via amministrativa già ritirato la patente per 5 anni, si profila dunque la certezza di dover scegliere un rito alternativo (patteggiamento o rito abbreviato) per stare nella parte bassa della forchetta di pena, che per questo reato la legge fissa da 2 a 7 anni.

Sull’incidente stradale interviene un comunicato del sindacato della Polizia locale Usb e del «Comitato verità e giustizia per Antonio Barbato», l’ex capo della Polizia locale avvicendato l’anno scorso dal sindaco Sala con il dirigente di polizia Marco Ciacci dopo che in un’indagine antimafia del pm Boccassini era emerso un incontro tra il non indagato Barbato e un sindacalista vicino ai clan (in seguito arrestato), che gli prospettava l’idea (mai messa in pratica) di pedinare nel suo interesse un delegato della Cisl con il quale Barbato era in urto.

Il sindacato Usb e il Comitato Barbato affermano che quel giorno sul luogo dell’incidente «sarebbe intervenuto sul posto prima delle pattuglie» l’attuale comandante dei vigili Ciacci. E che questa presenza, «siccome è risaputo che Ciacci ha collaborato per anni con Ilda Boccassini» quando dirigeva la sezione di polizia giudiziaria della Procura, integrerebbe «una violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, che all’articolo 7 dice: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”».

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Bocassini, chi ha provato per un mese a censurare la notizia della figlia assassina? Perchè volevano nascondere che aveva ammazzato un uomo travolgendolo sulle strisce pedonali?

Un uomo, investito sulle strisce pedonali da uno scooter: la vittima, il medico e infettivologo Luca Voltolin, muore in ospedale. Un tragico incidente stradale come molti altri accaduti a Milano, non fosse altro che il motorino è condotto dalla figlia di due noti magistrati milanesi, Alberto Nobili e Ilda Boccassini. La motociclista viene indagata per omicidio stradale, ma la notizia per più di un mese non arriva ai giornali. E, a rendere più “sospetta” la vicenda, ci pensa l’Usb, sindacato di base dei vigili urbani, che segnala la presenza sul luogo dell’incidente, prima di volanti e ambulanze, di Marco Ciacci, attuale capo dei vigili di Milano ed ex dirigente di polizia giudiziaria, nonché ex collaboratore della stessa Boccassini, madre dell’investitrice.

L’incidente risale alla sera del 3 ottobre in viale Monte Nero, quando lo scooter guidato da Alice Nobili, 35 anni, urta un pedone sulle strisce pedonali. L’uomo cade e batte la testa: morirà al Policlinico dopo sei giorni di coma. La Procura apre un’inchiesta per il reato di omicidio stradale, indagando la conducente dello scooter, figlia dei due magistrati.

Due cose di questa vicenda colpiscono: la prima è il fatto che nessuno la faccia trapelare, e solo il quotidiano Libero la riprenda (poi ripresa da altri quotidiani milanesi), quasi un mese dopo. La seconda, denuncia il sindacato della Polizia locale Usb, è che che quella sera in viale Monte Nero “sarebbe intervenuto sul posto prima delle pattuglie proprio Marco Ciacci”, che “…ha collaborato per anni con la Boccassini quando dirigeva la sezione di polizia giudiziaria della Procura”.

Si tratterebbe, sempre secondo il sindacato, di una “violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici” che, all’articolo 7 dice: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”. Viene inoltre affermato che “non sarebbe stato eseguito l’alcol test, cosa che di norma, anche se non obbligatorio, in incidenti del genere andrebbe fatto”. Nel frattempo ad Alice Nobili è stato sequestrato il mezzo e sospesa la patente. Ora a processo, con l’accusa di omicidio stradale, rischia dai 2 ai 7 anni di carcere.

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Lega. Il segreto di un successo. Ascoltare gli Elettori.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-08.

2019-12-03__Lega 001

Lega e cdx hanno vinto consecutivamente in Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte ed Umbria, una volta roccaforte rossa.

I partiti ed i loro esponenti si interrogano su come abbia fatto Mr Salvini ad ottenere simili risultati.

L’analisi pubblicata da Demopolis sui flussi elettorali in Umbria sintetizza il segreto dei successi elettorali della lega.

Ne porgeremo alla discussione due motivi soltanto.

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Anche se la dirigenza del PD e del M5S si affannano a ripetere che i risultati elettorali regionali non incideranno minimamente sulla tenuta dell’attuale Governo Zingaretti rosso-giallo, gli Elettori la pensano in modo ben differente. Il 44% ne vede una valenza nazionale totale ed il 25% parziale. Il sessantanove percento degli Elettori percepisce le elezioni regionali come evento politico nazionale.

D’altra parte, se così non fosse, il fenomeno delle sardine risulterebbe essere incomprensibile.

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Su cento Elettori della lega, 32 la avevano già votata, 5 avevano votato Forza Italia, 14 il partito democratico e 12 movimento cinque stelle: i restanti 37 si erano astenuti oppure avevano votato altre liste.

Tradotto in parole povere, lega e Salvini hanno attratto quei consensi prima incanalati su altre formazioni. Mr Salvini è persona di buon senso, pratica: non ha ideologie da difendere contro ogni evidenza.

Nel converso, PD e M5S hanno vistosamente constatato un calo di consenso elettorale.

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Azzarderemo la segnalazione di alcune cause.

– Le dirigenze e gli iscritti al PD ed al M5S sono altamente ideologizzati e non rappresentano più quella che era stata la loro base elettorale. Sono ad un aut aut: o soddisfano gli iscritti e perdono consensi elettorali, oppure ascoltano gli Elettori e rottamano le ideologie prima sostenute.

– Ma stare a sentire gli Elettori e cercare di comprendere le loro esigenze impone un bagno di silenziosa umiltà. Anche perché i sentimenti di gran parte del corpo elettorale sono apertamente conflittuali con le ideologie sia del PD sia del M5S.

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Le gente comune sta soffrendo molto dalla attuale recessione economica, e si attenderebbe un governo che almeno la tamponasse, che facesse qualcosa per cercare di rimettere in moto la produzione industriale.

Non è interessata alla mera assistenza di una manciata di euro del tutto insufficienti per vivere: vuole, vorrebbe, un lavoro vero ed uno stipendio dignitoso.

Non sa cosa farsene di un Governo in perenne litigio, tutto preso a cercare di fare i conti con le frange interne che si scindono dal partito, tutto teso al massacro giudiziario dei propri dissidenti.

Open, Zanda contro Renzi: “Da segretario Pd ha raccolto soldi per sé e non per dipendenti partito”

«Il tesoriere e senatore del Pd, Luigi Zanda, attacca Matteo Renzi sul caso della Fondazione Open. Non sull’aspetto giudiziario, ma sull’atteggiamento politico di Renzi: “Da segretario e da senatore Pd ha raccolto risorse molto rilevanti di 7 o 8 milioni convogliandole alla Fondazione Open. Mentre allo stesso tempo, sempre da segretario, metteva in cassa integrazione ben 160 dipendenti del suo partito”»

La gente non ha quasi più fiducia negli attuali governanti.

Poi, un esempio paramount.

Via crocifisso da scuola, Salvini: “Fioramonti è ministro da centro sociale”

«Matteo Salvini all’attacco del titolare dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che al posto del crocifisso nelle aule scolastiche preferirebbe una cartina del mondo. “Mi sembra un ministro da centro sociale più che da ricerca universitaria, roba da matti”, le parole del leader leghista in diretta Facebook.»

Ci rendiamo perfettamente conto che sia il partito democratico sia il movimento cinque stelle siano profondamente atei, e che quindi abbiano in uggia i Crocefissi. Similmente, ci rendiamo perfettamente conto che gran parte degli Elettori non sia più cattolico praticante.

Tuttavia ciò non rende ragione del vero stato della questione.

Gli italiani hanno nel sangue, nel dna, il loro retaggio religioso, storico, culturale e sociale che non è sostanzialmente ateo. A riprova, la modestissima Radio Maria, senza pubblicità né sovvenzioni governative, ha ogni giorno circa cinque milioni di ascoltatori, gente che poi va anche a votare. Gente che recita ogni giorno il Santo Rosario. Piaccia o meno, ci sono. Il ministro Fioramonti ha alienato al partito democratico centinaia di migliaia di voti.

P.S. Le sardine non rappresentano gli Elettori, anzi, li allontanano.

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A questo proposito, e per concludere, PD e M5S non hanno mai avuto tempo e voglia di studiare le componenti dl successo di Mr Putin, grande statista.

Appena insediato, nonostante settanta anni di duro comunismo e del fatto di essere stato alto dirigente del Kgb, si è fatto paladino della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca. In venti anni ha fatto restaurare oltre cinquantamila Chiese. La gente gliene è grata.

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Poi, tasse da orbi su quanti lavorano nel comparto produttivo. E si aspettavano che questi li votassero?

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Mes. I famigerati art. 32 e 35 ripresi dalla costituzione Urss staliniana.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-07.

2019-12-05__ ESM 001

Per grande disgrazia, gran parte della gente parla senza aver prima letto la documentazione, e quasi invariabilmente lo sparuto manipolo che se la è letta la riporta con la volpe sotto l’ascella.

In fondo, il Governo Zingaretti Conte bis è stato imposto dai liberal europei al fine di intrappolare l’Italia nel Mes, cedendo in breve la sovranità nazionale sul sistema bancario e sul debito pubblico. Se Zingaretti e Conte vogliono il biscottino, ebbene, firmino.

Molti si sono ribellati, ed alla fine qualcosa è stato ottenuto.

Uno problema roccioso però è la divergenza di opinioni tra PD e M5S in seno al governo: Salvini può dire e fare ciò che vuole, che è minoranza.

Il Governo rosso-giallo scopre che il Parlamento è sovrano. Mes.

Il Conte è mobile qual piuma al vento… Esternazioni varie.

Regling Klaus. Potrebbe diventare il dittatore dell’Unione Europea.

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Ma quasi nessuno ha riferito del vero punto velenoso letale contenuto nel Mes, ESM in inglese.

Ecco il sito ufficiale.

European Stability Mechanism.

«Just as a private sector lender keeps tabs on the financial health of the borrower throughout the duration of the loan, the ESM needs to pay close attention to the balance sheets of the countries it assists. That is why governments mandated in the 2012 founding ESM Treaty that the fund ‘shall establish an appropriate warning system to ensure that it receives any repayments due by the ESM Member under the stability support in a timely manner’.

An early warning system procedure was approved by the ESM Board on 24 March 2014, after a 9 December 2013 Eurogroup decision to apply the system to EFSF loans as well. It requires the ESM to continuously track former programme countries’ cash flow, ability to borrow on the open market, medium- to long-term sustainability of public debt, and banking system risks. This monitoring complements the fiscal and debt sustainability analyses of the European Commission and ECB, with the ESM concentrating on the loan repayment outlook. ….»

Veniamo al pestifero punto portale, ripreso parafrasando un articolo della costituzione dell’Unione Sovietica staliniana.

Qui si può trovare il testo completo del

Trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità.

Ne riportiamo i testi degli articoli 32 e 35.

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ARTICOLO 32 Status giuridico, privilegi e immunità

  1. Al fine di consentire al MES di realizzare il suo obiettivo, allo stesso sono conferiti nel territorio di ogni suo membro lo status giuridico ed i privilegi e le immunità definiti nel presente articolo. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del proprio status giuridico e dei propri privilegi e delle proprie immunità negli altri territori in cui opera o detiene attività.

  2. Il MES è dotato di piena personalità giuridica e ha piena capacità giuridica per:

  3. a) acquisire e alienare beni mobili e immobili;

  4. b) stipulare contratti;

  5. c) convenire in giudizio; e

  6. d) concludere un accordo e/o i protocolli eventualmente necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e le sue immunità siano riconosciuti e che siano efficaci.

  7. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito.

  8. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative.

  9. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti sono inviolabili.

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ARTICOLO 35 Immunità delle persone

  1. Nell’interesse del MES, il presidente del consiglio dei governatori, i governatori e i governatori supplenti, gli amministratori, gli amministratori supplenti, nonché il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti.

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Questi articoli conferiscono caratteristiche dittatoriali ad un burocrate nominato, non eletto: Herr Klaus Regling e al meccanismo Mes.

Di questo aspetto non hanno mai parlato né Mr Zingaretti, né Mr Conte, né Mr Di Maio.

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Centeno. Il Mes non si cambia. Firmare, tacere, combattere. È un Diktat.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-04.

Ivan Iv. Il Terribile. 001

Mário José Gomes de Freitas Centeno (Olhão, 9 dicembre 1966) è un economista e politico portoghese, Ministro delle finanze del Portogallo dal 26 novembre 2015. Il 4 dicembre 2017 è stato designato presidente dell’Eurogruppo e ha assunto l’incarico dal 13 gennaio 2018., sotto gli auspici della Commissione Juncker.

È membro del partito socialista.

«In early 2018, Centeno was being investigated for allegedly accepting S.L. Benfica tickets in exchange for a favourable tax treatment for a real-estate company owned by the son of Benfica president Luís Filipe Vieira. On 26 January 2018, Centeno’s office was searched by the Portuguese police. On February 1, prosecutors dropped the investigation, concluding there was “no crime of favoritism or any other (crime)” and that it has archived the case» [Fonte].

Denunciato il 26 gennaio, la procura archiviò la pratica a velocità ben superore di quella della luce: il 1° febbraio.

Poi qualche malpensante andò a pensare chela tessera del partito socialista gli avesse conferito immunità: ma sono le solite malelingue, invidiose ed astiose. Dei fascisti, in poche parole.

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Mes, dall’Eurogruppo schiaffo all’Italia: “Nessuna ragione per cambiarlo”

«Schiaffo all’Italia dal presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. “Non vediamo ragione per cambiare il testo” del Mes, ha detto il numero uno dell’Eurogruppo a Bruxelles proprio mentre il governo e il premier Giuseppe Conte stanno cercando un difficile compromesso tra le posizioni del Pd e del Movimento 5 Stelle.

“Il dibattito è in corso, oggi faremo un altro passo importante e poi aggiusteremo le necessità di dibattito che sono presenti” nei nostri Paesi, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, annunciando che la firma del nuovo Trattato avverrà “ad inizio del prossimo anno”. Secondo quanto si apprende, infatti, dopo l’accordo in Eurogruppo e all’Eurosummit serve tempo ulteriore, circa un paio di mesi, per tradurre i testi nelle diverse lingue. ….

“Sul fondo salva-Stati dico no a cambiali in bianco. Ma basta propaganda”, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Corriere della Sera da Londra, dove è in corso il vertice Nato. E apre all’ipotesi di un rinvio. “Noi ci stiamo muovendo in una logica di pacchetto, abbiamo fatto un vertice di maggioranza su questo. Pacchetto significa che il progetto comprende unione bancaria e monetaria: è giusto che l’Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco”»

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Adesso la situazione è semplice, chiara e netta.

O questo Governo si piega al diktat di Mr Centeno, presidente nominato dell’Eurogruppo, e sottoscrive il Trattato, oppure Mr Di Maio si impone, impedisce al Governo di sottoscriverlo e genera la crisi di governo.

Tutte le manfrine hanno un inizio, ma anche una fine.

Nota.

Se Mr Di Maio ed il M5S si illudono di recuperare Elettori agendo in questa maniera, si sbagliano, e di grosso.

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Renzi. Open si sarebbe portata anche denari all’estero.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-04.

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Fondazione Open, i pm:

«Le società di Carrai usate per portare i soldi all’estero».

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I tribunali servono per condannare i nemici politici, diceva quel santo uomo di Robespierre.

Quando tra una ventina di anni, ad indagini preliminari terminate e debitamente archiviate con un non luogo a procedere, si saprà cosa sia successo realmente, verosimilmente l’on Renzi sarà riabilitato postumo.

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Corriere. 2019-12-02. Fondazione Open, i pm: «Le società di Carrai usate per portare i soldi all’estero»

Caso Open, i sospetti su quelle lussemburghesi. Renzi: combatterò perché non si diventi un Paese sudamericano.

Le società lussemburghesi di Marco Carrai potrebbero essere state utilizzate per portare all’estero i soldi di alcuni finanziatori della Fondazione Open. Il sospetto emerge dai provvedimenti di perquisizione eseguiti la scorsa settimana e dalle accuse contestate all’amico di Matteo Renzi indagato per finanziamento illecito con l’avvocato Alberto Bianchi. Carrai era nel consiglio di amministrazione di Open, Bianchi era il presidente. Ed entrambi, questo è il fulcro dell’inchiesta condotta dai magistrati di Firenze coordinati da Giuseppe Creazzo, si sarebbero adoperati per far confluire sui conti della Fondazione denaro che doveva «sostenere la carriera politica di Renzi».

Nel provvedimento contro Carrai si parla esplicitamente della Wadi Ventures Management Company e si specifica: «Ha come unico asset la Wadi Ventures sca che ha sede anch’essa in Lussemburgo e oggetto sociale la detenzione di partecipazione societaria». Ma quello che fa ben comprendere quale sia l’interesse investigativo è specificato dopo, quando si sottolinea come «quest’ultima società risulta destinataria di somme di denaro provenienti, fra gli altri, da investitori italiani già finanziatori di Open e collegati a Carrai». Ecco perché le verifiche della Finanza si stanno concentrando su tutte le somme trasferite nell’ipotesi che in realtà la Wadi fosse lo schermo per portare i capitali all’estero. E non escludendo che fosse proprio questa la contropartita che veniva offerta a chi era disponibile ad aumentare gli introiti della fondazione renziana.

Per questo potrebbero diventare interessanti le posizioni di Giampaolo Moscati e Jonathan Pacifici, che compaiono con Carrai «nell’organo amministrativo». Pacifici avrebbe anche agevolato la nomina di Carrai a console di Israele a Firenze.

Già questa settimana potrebbero cominciare gli interrogatori dei testimoni dopo le ultime perquisizioni e i difensori degli indagati presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro della documentazione contabile, ma anche di cellulari, tablet e computer portati via dagli uffici e dalle abitazioni di Carrai e Bianchi. «A me non fa paura niente — ha commentato ieri Matteo Renzi —. Combatterò con Italia viva perché le condizioni di civiltà per i cittadini siano garantite e non si diventi un Paese sudamericano».

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Sardine. I nuovi centri sociali comandati da chi li finanzia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-03.

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Chiunque abbia buona memoria oppure si sia curato di studiar qualche rudimento di storia sa cosa siano stati, e siano tuttora, i ‘centri sociali’, antenati delle attuali sardine.

«Con il termine centri sociali ci si riferisce a delle strutture, gestite da organizzazioni o in autonomia, volte a dare servizi socialmente utili, ricreativi o culturali.

Il termine “centro sociale”, o anche il suo corrispettivo inglese Social Center, è spesso utilizzato in modo estensivo per riferirsi ad un particolare tipo di struttura autogestita e legata ad un network controculturale, spesso nata dopo l’occupazione di uno spazio pubblico, privato o abbandonato, volta a dare supporto a gruppi di minoranza come prigionieri o rifugiati, oppure a fornire attività ed iniziative disparate nei cosiddetti luoghi liberati: servizio bar, Freeshop, libero utilizzo di computer, graffiti, servizi collettivi e pernotto gratuito per viaggiatori. I servizi offerti da un centro sociale sono spesso determinati dalle necessità del quartiere e dalle possibilità e capacità offerte da chi vi partecipa.

I centri sociali rappresentano inoltre un fenomeno di aggregazione politica extraistituzionale nato nell’alveo culturale della sinistra extraparlamentare. I primi centri sociali, nati come luogo di aggregazione di militanti politici, nascono alla fine degli anni settanta sulla base dell’esperienza dei circoli del proletariato giovanile.

Il fenomeno è cresciuto nel corso degli anni ottanta e novanta tanto da divenire endemico su tutto il territorio nazionale ed identificativo del mondo della controcultura giovanile politicamente schierata. Prassi consuetudinaria dei centri sociali è quella della cosiddetta “riappropriazione (o liberazione) degli spazi”, che consiste nell’occupazione di stabili spesso dismessi. In tempi più recenti gli enti locali hanno cominciato a legalizzare alcuni centri sociali occupati affidandoli agli occupanti stessi (oppure ad assegnare stabili ad associazioni senza dimora che ne fanno uso), in modo da responsabilizzarne i “gestori”.

L’attivismo nato nell’area dei centri sociali di questo tipo si è conquistato nel tempo un certo peso sulla scena politica nazionale, tanto che la locuzione “centri sociali” è entrata a far parte del linguaggio politico corrente, in quanto identificativa della militanza di estrema sinistra riconducibile a queste realtà. Durante gli anni duemila, sebbene centri sociali politicamente posizionati dal centrodestra all’estrema destra esistano fin dagli anni ottanta, hanno cominciato ad acquisire peso politico anche i centri sociali di questa parte politica, grazie ad una maggiore capacità comunicativa ed all’abbassamento delle tensioni politiche proprie dei decenni precedenti.» [Fonte]

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Ogni azione umana ha un suo costo, ed i centri sociali avevano, ed hanno tuttora, dei costi elevati.

Chi finanzia i centri sociali?

«Spesso le tasse sugli incassi per attività e servizi non vengono pagati ed i Comuni si accollano le bollette. Poi c’è il 5 per mille ed i contributi pubblici. ….

Ma chi finanzia i centri sociali? Come fanno a mantenersi quei ragazzi all’interno di un edificio non proprio tirato a nuovo e come fanno a mantenere gli eventi ed i servizi proposti a chi frequenta le strutture? Chi paga la luce, il gas, l’acqua? Chi garantisce i pagamenti ai fornitori di cibo e bibite o agli artisti che si esibiscono ad un prezzo ragionevole? Forse la risposta non ti piacerà, ma il costo sostenuto per tenere in piedi un centro sociale è, direttamente ed indirettamente, a carico del contribuente. Anche di chi non sopporta o non frequenta i centri sociali. ….

Il cittadino, anche se non lo sa, finanzia i centri sociali in diversi modi. Pagando le tasse allo Stato, pagando i tributi comunali e, se frequenta quei locali, pagando le consumazioni, i corsi o le attività organizzate dai gestori. I quali, però, si ritrovano spesso a non sborsare un euro al Fisco, al Comune o alla Siae. Ma nemmeno ai fornitori di energia elettrica o del gas. ….

Uno dei modi per finanziarsi non spendendo è quello di risparmiare sulle utenze. Accade quando il Comune dà in gestione uno spazio occupato di sua proprietà in modo da renderlo utile alla collettività (almeno nelle intenzioni). Così, l’amministrazione locale si ritrova a pagare le bollette dell’acqua, della luce e del gas senza che i gestori dei locali spendano un euro. ….

Altre volte, il Municipio finanzia i centri sociali attraverso dei contributi del fondo sociale regionale amministrato proprio dai Comuni oppure tramite i contributi urbanizzativi secondari. Non per forza consegnando questi aiuti al centro ma anche ad un’associazione che sostiene quel determinato centro sociale. Considera che i contributi urbanizzativi sono destinati alla realizzazione di scuole, asili, chiese, centri civici, parchi, impianti sportivi o parcheggi pubblici. Ecco, anche da qui si attinge per finanziare i centri sociali. ….»

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Ma questo non basta. Tutte le amministrazioni di sinistra si sono fatte parte attiva nel finanziare direttamente i centri sociali. Eccone uno dei tanti esempi.

Centri sociali, ecco come ottenere i finanziamenti pubblici

«Pubblicato il bando per la zona sociale 8 ….

Pubblicato dal Comune di Foligno, l’avviso pubblico per il finanziamento di attività ed interventi dei centri sociali e delle università della terza età. Si potrà presentare domanda entro le 12 del 28 novembre. Il Comune di Foligno, in qualità di capofila della zona sociale 8, in applicazione della deliberazione di giunta regionale 1048 del 19/09/2016 che prevede il vincolo di destinazione di parte delle risorse del Fondo Sociale Regionale al finanziamento di attività ed interventi dei centri sociali e delle università della terza età, intende finanziare le suddette attività ….»

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Ricalcando le procedure di finanziamento delle ngo – ong – si costituisce un ‘centro sociale’, ufficialmente spontaneo, finanziato interamente con denaro pubblico, ossia quello del Contribuente.

La delibera della giunta regionale pidiina n. 1048 del 19/09/2016 è un caso da manuale, così come la Determinazione Dirigenziale n. 1329 del 27/10/2016 del comune di Foligno, su citato.

È una marea di denaro pubblico che, adeguatamente ripartito in tanti piccoli rivoli mimetizzati al meglio, si riversa sui centri sociali, che se li gestiscono in accordo con i loro ‘santi patroni’.

Sono nei fatti un piccolo ma efficiente esercito personale del partito democratico, identico nella sostanza allo squadrismo fascista, che consistette nell’uso di squadre d’azione paramilitari armate che avevano lo scopo d’intimidire e reprimere violentemente gli avversari politici.

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Alla luce di quanto detto, dovrebbe essere evidente e chiaro l’estremo interesse che il partito democratico ha nel mantenere il controllo politico di regioni, provincia e comuni per garantire la sopravvivenza economica dei centri sociali e dei loro succedanei.

Firenze, i centri sociali manifestano contro Salvini

«Anche i centri sociali in piazza a Firenze per una manifestazione slegata e successiva a quella delle sardine. Corteo nei pressi del Tuscany Hall dove si svolge l’evento della Lega.»

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Salvini: chiuderemo tutti i centri sociali, sono utili come i campi rom

«”Chiuderemo tutti i centri sociali: l’utilità sociale di quei centri è pari a quelli dei campi Rom”. Lo ha detto dal palco a Pavia Matteo Salvini. Il vicepremier leghista ha aggiunto: “Da ministro sono stanco di vedere le forze dell’ordine che rischiano la vita per arrestare gli spacciatori e poi se li ritrovano in giro il giorno dopo.»

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Ricapitoliamo, in estrema sintesi.

Nel 2020 si voterà per le elezioni regionali in Emilia Romagna, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, e Veneto. Di queste, Liguria e Veneto hanno governatori e giunte di centrodestra, il rinnovo delle quali sembrerebbe essere scontato. Le altre sei hanno governatori del pd, il rinnovo dei quali appare molto problematico, specie ora che M5S avrebbe deciso di presentarsi alle elezioni con una sua propria lista.

Lega e cdx hanno vinto consecutivamente in Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte ed Umbria.

Entro sei mesi si terranno ben otto elezioni regionali: due regioni sono al momento a guida cdx, Veneto e Liguria, le restanti sono a guida pidiina.

La perdita anche di queste regioni non sarebbe soltanto un enorme smacco politico per un già traballante partito democratico, ma determinerebbe la cessazione dei finanziamenti con denari pubblici delle sue organizzazioni paramilitari.

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Le ‘sardine’ sono un succedaneo dei centri sociali, si comportano a tutti gli effetti come un partito politico e sono davvero molto costose. Da qualche parte dovranno ben uscir fuori fiumi di denaro.

Sardine. Qualcuno inizia a mandarle al diavolo. Anversa.

«Le sardine avrebbero voluto andarsene in trasferta ad Anversa per poter contestare in loco Mr Matteo Salvini, colui che definiscono essere il loro arcinemico.

Ma spedire 6,000 sardine ad Anversa avrebbe anche avuto un suo costo. In ogni caso Anversa non li degna nemmeno di una risposta.

Difficile pensare a meno di 1,200 euro a testa, tra biglietti aerei, due pernottamenti, ed un minimo di vitto ed un qualche argent de poches.

Conto totale 7.2 milioni di euro.

Possibile che a nessun giudice di avanguardia non sia venuto in mente di indagare donde provenga sì tale dovizia di liquidi? Forse che questo non sarebbe un finanziamento illecito ad una formazione politica?»

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L’invasione delle sardine, ormai e’ boom da Nord a Sud

«A Napoli le ‘sardine’ si contano: siamo 10 mila. Cantano Bella Ciao e Napul’è di Pino Daniele, ‘citano’ Eduardo e la sua pernacchia, amplificandola in migliaia di pernacchie in Piazza Dante. A Firenze per gli organizzatori le sardine sono invece in 40 mila. “Ci avete battatuto di brutto”, fa chapeau Mattia Santori, uno dei quattro ideatori della prima reunion a Bologna. Centinaia di sardine anche Cosenza, in piazza Santa Teresa. E a Pesaro, in Piazzale Lazzarini. Sardine ovunque, anche all’isola d’Elba dove aspettano Matteo Salvini.

“Sardine a Napoli, ora. Sono contento quando vedo piazze piene di persone in movimento per i diritti e le libertà. Piazze di ossigeno democratico, senza sponsor e padroni”. Lo scrive in un tweet il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che aggiunge: “Io ci sto, invisibile, con la forza di chi cerca di fare, da sindaco, la rivoluzione governando”.

Di certo ci sono piazza della Repubblica stracolma e le vie limitrofe affollate. Così a parte il centro storico di Firenze per la manifestazione delle Sardine, organizzata in concomitanza della cena organizzata nel capoluogo toscano con Matteo Salvini. Sui numeri dei partecipanti della manifestazione in piazza gli organizzatori al microfoni hanno affermato: “Siamo in 40mila”. In base al numero fornito al momento dalla questura la stima si aggira sui 10.000 partecipanti, comunque arrivati anche da altre città toscane.»

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«comunque arrivati anche da altre città toscane»

Sono di conseguenza persone che possono muoversi liberamente, quindi senza fisso lavoro: ma le trasferte costano, ed anche molto. I trasporti non sono gratuiti, i pasti non sono gratis, i pernottamenti non sono in regalo.

Mobilizzare 40,000 persone, stimando spese di 300 euro mediamente a testa, significa aver speso dodici milioni di euro.

Partito democratico e movimento cinque stelle sono arrivati alla disperazione: sanno più che bene che alle prossime elezioni politiche, sempre poi che le si tengano, sono destinati a scomparire e sono terrorizzati da quelli che si preannunciano essere i responsi elettorali regionali. Sono come i tedeschi nel ’44: sapevano che la guerra era persa e quindi si imbestialivano di rabbia impotente.

Riproponiamo quindi la domanda già fatta:

«Possibile che a nessun giudice di avanguardia non sia venuto in mente di indagare donde provenga sì tale dovizia di liquidi? Forse che questo non sarebbe un finanziamento illecito ad una formazione politica?»