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Italia. Tribunali, Tempi dei procedimenti. Ere geologiche.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-18.

Giustizia 101

La giustizia ai tempi dell’Impero Romano poteva avere molti difetti, ma non certo l’inedia.

Arrestato il giovedì, il Cristo andò a processo il venerdì mattina e quindi la sentenza fu eseguita immediatamente. Non stavano con le mani in mano.

Il tempo che intercorre tra il deposito delle accuse e l’emissione della sentenza di primo grado è un segno tangibile e facilmente misurabile della efficienza di un sistema giudiziario, cui però dovrebbero essere aggiunti il tempo necessario per addivenire alla sentenza di secondo grado, oltre a quello per l’eventuale ricorso in Cassazione.

L’articolo 27 della Costituzione dovrebbe essere chiaro:

«L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.»

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Gli atti d’indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.

Nei fatti, essendo oramai tutto pubblico, l’imputato è soggetto ad un pressing mediatico che spesso arriva al livello di un vero e proprio linciaggio. Non solo, al solo avviso di reato persone di alcune categorie, quali i politici, i medici, etc, sono spesso sospesi dal lavoro, quando poi non siano anche licenziati.

Un solo avviso di reato e tempi lunghi per arrivare a sentenza sono ingredienti micidiali di un tritacarne dei nemici politici.

Un caso per tutti: Calogero Mannino si ritrovò la sentenza di assoluzione ventiquattro anni dopo le prime contestazioni.

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Senza voler scendere nei dettagli, un nodo severo consta nel magistrato che per primo tratta la denuncia, che ha il potere di archiviare o di far procedere l’iter. Una gran parte di accuse che approdano nei tribunali avrebbero dovuto essere archiviate, ma per far ciò sarebbe stato necessario essere onesti, competenti e responsabili. Sarebbe sufficiente pensare a cosa stia succedendo nel Consiglio Superiore dell Magistratura per capire come questa sia merce ben rara.

Un capitolo a parte verte sulle spese, grosso modo ripartibili in spese di giudizio e spese per gli avvocati.

Gli onorari degli avvocati sono parte consistente delle spese legali in generale.

Si constata come in sentenza il giudice possa indicarne l’ammontare, che però nei fatti è solo ben misera parte del versato.

Similmente si potrebbe dire per le spese giudiziarie, anche esse lasciate al parere del giudice.

In molti paesi, ivi compresi quelli europei, chi depositasse una denuncia dovrebbe lasciare un sostanzioso diritto e, nel caso poi che soccombesse, i giudici gli addebitano costi pieni e penali.

A parte il discorso sulla intrinseca giustizia di questi atti, porgere denuncia e poi soccombere in giudizio costituisce in molti paesi un deterrente micidiale a scremare le cause fin dagli inizi.

Si pensi solo a tutto il contenzioso condominiale, che costituisce parte significativa del peso giudiziario nazionale. La stragrande maggioranza dei casi verte cifre irrisorie, questioni di principio che nascondono rancori personali e problemi giuridicamente inesistenti. Se per tale categoria di atti giudiziari il soccombente si trovasse a dover pagare centomila euro di spese giudiziarie tutto questo contenzioso svanirebbe come neve al sole, con grande dolore per i molti avvocati che vi vivono sopra.

Non a caso stiamo assistendo ad un nuovo mercato o meglio mercimonio. Tizio denuncia Caio al solo fine di transare poi una cifra minore di quelle che sarebbero le spese legali per la difesa: in altri tempi ciò era definito essere un ricatto.

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«Nel 2010 siamo stati ultimi tra tutti i membri Ocse in quanto al tempo necessario per chiudere una causa civile: 564 giorni rispetto ai 238 degli altri paesi»

«Giorni che diventavano in appello 1.113, contro una media Ocse di 236, e 1.188 in Cassazione, per un totale stratosferico di 2.866 giorni»

«La media degli altri Paesi industrializzati era di 788 giorni.»

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Che dire?

Un’ultima cosa ci sarebbe, ma non la si può dire.

La situazione migliorerebbe molto se i magistrati lavorassero, ma questo sarebbe chieder troppo.

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Su questo argomento è uscito di recente un ottimo articolo che riportiamo a seguito.

La classifica ragionata dei peggiori tribunali d’Italia.

I dati della Giustizia. A Patti 4 anni solo per smaltire l’arretrato. Disastro Napoli

La lentezza dei processi, in particolare quelli civili, è nella top 5 dei motivi per i quali la giustizia italiana non funziona.

Ecco la classifica dei peggiori tribunali

Ma cosa intendiamo per lentezza? Di cosa stiamo parlando? Innanzitutto della durata dei procedimenti civili in termini di giorni. Nel 2010 siamo stati ultimi tra tutti i membri Ocse in quanto al tempo necessario per chiudere una causa civile: 564 giorni rispetto ai 238 degli altri paesi. Giorni che diventavano in appello 1.113, contro una media Ocse di 236, e 1.188 in Cassazione, per un totale stratosferico di 2.866 giorni. La media degli altri Paesi industrializzati era di 788 giorni.

Gli indicatori dell’efficienza dei tribunali

I dati ora sono migliorati, ma dal monitoraggio effettuato dal Ministero della Giustizia emerge, per quanto riguarda la giustizia civile, un enorme divario tra tribunali del Nord e del Sud, qualunque sia l’indice che si utilizza.

Per il suo studio il Ministero della Giustizia ha usato gli stessi indicatori utilizzati a livello internazionale, per misurare le performances dei tribunali. Il primo è chiamato “Disposition Time”, ovvero i giorni necessari all’esaurimento degli stock di procedimenti pendenti nel caso in cui non sopravvenissero nuove iscrizioni.

Il secondo si chiama “Clearance Rate”, che misura il rapporto tra procedimenti definiti e procedimenti nuovi.

Infine il terzo è l’”Indicatore di sforzo”: l’incremento percentuale di procedimenti definiti necessario per raggiungere l’obiettivo teorico dell’esaurimento dello stock delle pendenze in un arco di tempo prestabilito, tenendo anche conto dei flussi dei nuovi procedimenti. Di fatto unifica i precedenti indici e aiuta a capire perché la giustizia italiana è in preda ad una cronica inefficienza. Ora possiamo vedere la classifica dei peggiori tribunali italiani.

Enormi i divari tra Nord e Sud

Ebbene, analizzando la classifica dei peggiori tribunali d’Italia in base al “Disposition Time” si scopre che  ci vogliono 16 posizioni prima di trovare un tribunale che non sia del Sud, e si tratta di quello di Latina. Bisogna scendere di 50 posizioni, su 140, prima di incontrare un tribunale del Nord, quello di Vicenza, come mostra il grafico sopra.

Al primo posto nella classifica dei peggiori tribunali del Paese in base al “Disposition Time”, c’è Patti, in Sicilia dove, anche senza nuovi casi, ci vorrebbero 1.193 giorni per smaltire il pendente. Di fatto un tribunale fallito. E questo nonostante sia piccolo e i procedimenti iscritti, 7.871 nel 2015, non siano stati superiori alla media nazionale.

A Vallo della Lucania ci vorrebbero invece 1.037 giorni, che paragonati ai 118 di Aosta e ai 152 di Rovereto danno l’idea dell’enorme differenza tra Nord e Sud.

Globalmente rispetto a due anni prima questo indice è calato in media di 7 giorni, la riduzione però non è stata uniforme. Per esempio: a Patti c’è stato un aumento percentuale del 45% circa, così come a Vallo della Lucania.

Aumenti e cali distribuiti a macchia di leopardo, con un’importante diminuzione, – 53,1% dei giorni di “Dispostition Time” nel grande tribunale di Napoli Nord che gestisce una buona fetta della giustizia in Campania.

Napoli Nord funziona ma non abbastanza

Anche per quanto riguarda il “Clearance Rate” il Sud guida la classifica dei peggiori tribunali d’Italia, con Napoli Nord, che, come mostra il grafico sotto, nonostante il recupero di efficienza del 2015 con circa 7 mila procedimenti definiti in più (21.446 contro 14.445) rispetto all’anno prima, vede solo al 68% la percentuale di questi su quelli nuovi.

Tra i 22 tribunali in cui questo indicatore è risultato inferiore a 100, ovvero le strutture dove si sono accumulati arretrati perché vi sono stati più procedimenti nuovi di quelli conclusi, 16 sono del Sud, in particolare si tratta dei tribunali di Sicilia, Calabria e Campania.

Se vogliamo trovare un elemento confortante vi è il fatto che i tribunali più virtuosi come rapporto tra casi definiti e nuovi sono al Sud. Per la precisioni: Foggia, Isernia e Lamezia Terme, dove si sono raggiunti tassi del 133%, 139% e 145% nel “Clearance Rate”.

L’indice rispetto al 2013 è comunque migliorato del 8%, anche in questo caso con grandi variazioni tra zona e zona, anche in territori attigui, soprattutto al Sud.

Accanto a grandi miglioramenti come quello di Napoli Nord (+45%, ma partiva da livelli veramente tragici) vi sono stati i peggioramenti di Catanzaro, Patti, Gela (tutti sopra il 20%).

Vercelli, Ferrara e Aosta potrebbero anche rallentare nella definizione dei procedimenti e sarebbero ugualmente in equilibrio.

Che lo sforzo sia con voi

Nel complesso, però, l’”Indicatore di sforzo” è quello più completo, perché misura di quanto dovrebbe aumentare il numero di procedimenti definiti per raggiungere la parità con quelli pendenti entro 3 anni.

Ebbene, tra i tribunali con le percentuali più alte di sforzo necessario vi sono stati sempre quelli del Mezzogiorno. Ancora una volta Patti, Vallo della Lucania, Barcellona Pozzo di Gotto sono stati in testa.

A Patti si dovrebbe quasi raddoppiare il numero di procedimenti definiti per raggiungere l’equilibrio con quelli nuovi. Una sfida chiaramente impossibile. E il contrasto è netto con i tribunali come il palazzo di giustizia di Milano: a quest’ultimo basterebbe per raggiungere lo scopo un aumento di appena l’1%.

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Csm. Lotti accusa il Quirinale ed il suo inquilino.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-17.

Quirinale 001

Partito Democratico. La dirigenza sapeva del vermaio Csm e ci sguazzava. Eccome.

«Perché la moglie di Palamara venne assunta in Regione Lazio da #Zingaretti? C’era una contropartita? Se sì, quale? Comincio ad avere qualche sospetto e mi si accendono un po’ di lampadine …»

“Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio?”.

“Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?»

«Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice?»

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«Luca Lotti dice di aver informato il Quirinale sul Csm»

«Nei servizi sono pubblicati alcuni estratti di intercettazioni dell’ex ministro Pd col sistema “Trojan”»

«Durante la riunione convocata il 9 maggio in un albergo romano per pianificare il voto sul procuratore di Roma, si ribadisce la necessità di puntare su Marcello Viola ed escludere Francesco Lo Voi, ritenuto troppo contiguo alla linea di Giuseppe Pignatone»

«Lotti racconta quindi i dettagli della sua visita al Quirinale»

«”Io ci sono andato – si legge nell’intercettazione pubblicata – e ho detto: “presidente la situazione è questa” e gli ho rappresentato quello che voi mi avete detto più o meno cioè Lo Voi…”.»

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Sono accuse oltremodo pesanti, che mettono adesso in discussione anche il comportamento della massima carica dello stato.

Prendiamo atto che il Colle ha smentito tutto, ma chi si potrebbe oramai fidarsi della parola del Presidente Mattarella?

Non poteva non sapere.

Ribadiamo la urgente necessità di formare una Commissione Parlamentare che abbia sia il potere di indagare, sia di commissariare il Csm nella sua globalità, sia di sospendere i parlamentari coinvolti, sia infine di giudicare e condannare i colpevoli.


Ansa. 2019-06-15. Csm: Lotti, ‘informai il Colle’. Il Quirinale, ‘E’ falso’

Luca Lotti dice di aver informato il Quirinale sul Csm. “E’ falso”, replica il Colle. E’ quanto scrivono oggi alcuni quotidiani. Nei servizi sono pubblicati alcuni estratti di intercettazioni dell’ex ministro Pd col sistema “Trojan”, si scrive. Durante la riunione convocata il 9 maggio in un albergo romano per pianificare il voto sul procuratore di Roma, si ribadisce la necessità di puntare su Marcello Viola ed escludere Francesco Lo Voi, ritenuto troppo contiguo alla linea di Giuseppe Pignatone, si legge nei servizi dei quotidiani. Lotti racconta quindi i dettagli della sua visita al Quirinale.”Io ci sono andato – si legge nell’intercettazione pubblicata – e ho detto: “presidente la situazione è questa” e gli ho rappresentato quello che voi mi avete detto più o meno cioè Lo Voi…”. Frasi che il Colle – interpellato al riguardo – smentisce categoricamente.

 “Appaiono totalmente fuorvianti alcune frasi e ricostruzioni legate al Presidente della Repubblica. Come è evidente dalle intercettazioni io non ho commesso alcun reato, pressione o forzatura. Per il resto, mi sono autosospeso dal Pd in attesa che la situazione si chiarisca. Non c’è altro da aggiungere, se non che una verità sarà sempre più forte di mille bugie”. Così in una nota Luca Lotti, che assicura come “in tanti saranno chiamati a risponderne nelle sedi opportune”. “Anche oggi – prosegue – i principali quotidiani pubblicano intercettazioni senza che nessuno si chieda se sia lecito oppure no. Alcuni giornali poi – utilizzando una frase di Palamara, non mia – provano a raccontare un mio interessamento sulla vicenda Consip: come si capisce bene leggendo, niente di tutto questo è vero. Ancora una volta la verità viene presentata in altro modo e si conferma quanto ho già detto due giorni fa. Peraltro, alcune frasi che mi vengono attribuite non sono assolutamente riferite al vicepresidente del Csm David Ermini.

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Partito Democratico. La dirigenza sapeva del vermaio Csm e ci sguazzava. Eccome.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-15.

2019-06-14__Calenda__000

I documenti riportati in fotocopia sono stati estratti dalle pagine Twitter:di #CALENDA e di #Zingaretti.

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Mr Zingaretti ben conosceva il giudice Luca Palamara. Al punto tale che la moglie del pm è stata per quasi tre anni dirigente della Regione Lazio a guida Zingaretti.

«Perché la moglie di Palamara venne assunta in Regione Lazio da #Zingaretti? C’era una contropartita? Se sì, quale? Comincio ad avere qualche sospetto e mi si accendono un po’ di lampadine …»

Quando la magistratura massacrava i nemici politici del partito democratico, essa era ‘indipendente’.

Per il partito democratico la magistratura è ‘indipendente’ quando a ricoprire le cariche di alto magistrato siano suoi sodali: tu mi assumi la moglie ed io emetto sentenza che Giulio Cesare è morto di raffreddore.

Caos procure: Lotti a Zingaretti, ‘mi autosospendo da Pd’ (3)

«”La verità prosegue Lotti- è una sola e l’ho spiegata ieri: non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente”.

“Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio?”.

“Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia? Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che – anche grazie al mio gesto – il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente. Ciao Luca”.»

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«Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio

dipenda da un parlamentare semplice?»

Bene.

Buona lettura.

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Csm. Si è dimesso anche Corrado Cartoni, ma del PD si inizia a parlare ….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-14.

2019-06-14__Calenda__001

Csm. Tre consiglieri si dimettono. Ministro avvia procedura disciplinare.

«Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione»

«Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione»

«Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, oltre che nei confronti di Luigi Spina e Gianluigi Morlini, già dimessisi da consiglieri»

*

Di oggi alle ore 13:37.

«Un altro togato del Csm coinvolto nella riunione con Luca Palamara e Luca Lotti sulla nomina del procuratore di Roma ha presentato le dimissioni: è Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente»

«Ho rassegnato stamattina le dimissioni da Consigliere del Csm – scrive Cartoni – non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni»

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Una precisazione importante.

Le autosospensioni e le dimissioni ineriscono soltanto le cariche a suo tempo assunte nel Consiglio Superiore della Magistratura.

Ad avviso di molti sarebbero state ben più opportune le dimissioni dalla Magistratura o, meglio ancora, il licenziamento in tronco.

Ma non ci si fermi qui.

Calenda, Lotti inaccettabile, Pd lo dica

«”Dissento. Quello di Luca Lotti non è affatto un comportamento normale. È al contrario inaccettabile da ogni punto di vista. A quale titolo e con quale scopo si concertano azioni riguardanti magistrati? Il Pd deve dirlo in modo molto più netto rispetto a quanto fatto fino ad ora”. Così Carlo Calenda, su twitter, risponde ad un follower che ricorda come sull’azione di Luca Lotti Matteo Renzi “avesse sostenuto che era tutto normale »

*

«Carlo Calenda (Roma, 9 aprile 1973) è un dirigente d’azienda e politico italiano.

Viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, è stato rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea nel 2016 ed in seguito Ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. Dal 2019 è parlamentare europeo per il Partito Democratico.»

Sarebbe anche l’ora di iniziare a parlare delle responsabilità del partito democratico che, come dice Calenda, ha sistematicamente cospirato nell’ombra per sistemare magistrati sodali ai vertici della Magistratura.

Poi, erano quello che si sciacquavano la bocca della divisione dei poteri e di una magistratura ‘indipendente’.


Ansa. 2019-06-14. Bufera procure, si è dimesso anche il togato del Csm Corrado Cartoni

Un altro togato del Csm coinvolto nella riunione con Luca Palamara e Luca Lotti sulla nomina del procuratore di Roma ha presentato le dimissioni: è Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente.

“Non ho mai parlato di nomine”, le dimissioni sono state date per “senso delle istituzioni”, scrive l’ormai ex consigliere del Csm nella lettera in cui annuncia il suo passo indietro, indirizzata al vice presidente del Csm David Ermini.

“Ho rassegnato stamattina le dimissioni da Consigliere del Csm – scrive Cartoni – non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni. Non mi è stato consentito di difendermi, e lo farò nel procedimento disciplinare. Preciso che non ho mai parlato di nomine, come erroneamente oggi mi attribuisce un quotidiano”.

Cartoni ringrazia “le centinaia di colleghi che, silenziosi, in questi giorni tremendi mi hanno manifestato la loro stima ed il loro affetto”. E augura “buon lavoro” ai colleghi consiglieri e a chi subentrerà.

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Suprema Corte castra la megalomania giuridica del 9° Circuito.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-14.

Supreme Court

I liberal democratici sono persone di innata ed intrinseca modestia e ritengono semplicemente di essere il Dio Creatore del Cielo e della Terra. Fanno eccezione i giudici da loro nominati nel Ninth Circuit, che ritengono di essere qualcosa di più.

Così giudici distrettuali ossia con giurisdizione di pochi kilometri quadrati, si sentono pienamente autorizzati ad affermare nelle sentenze che le leggi dello stato della California sostituiscono quelle federale, e va financo bene quando desistono dall’emettere un ordine esecutivo che estenda simile giudizio a tutti gli Stati Uniti.

Non applicano le leggi della federazione o quelle nazionali: emettono sentenze sulla base della loro propria ideologia.

Il caso Parker Drilling Management Services, Ltd. V. Newton è un esempio da manuale. Un caso apparentemente banale racchiude in sé un pungiglione velenoso, che può passare inosservato al profano ma certo non sfugge ai Giudici della Suprema Corte.

«The high court said that federal law applies to the workers and doesn’t require them to be paid for nonworking time spent at their work location on the Outer Continental Shelf. The workers had argued that California law, which would require them to be compensated for that time, should apply.»

«Justice Clarence Thomas said in an opinion that “federal law is the only law” that applies on the Outer Continental Shelf and “there has never been any overlapping state and federal jurisdiction there.»

*

Al di là della bega in oggetto, il giudice distrettuale del Nono Circuito aveva sentenziato

«California law …. should apply».

«federal law is the only law»

Questo è il vero nodo giuridico che se fosse passato, avrebbe posto de iure le leggi della California al di sopra di quelle federali. Questa sentenza avrebbe fatto giurisprudenza, costituendo un precedente.

Boccone invero troppo grosso per un pesciolino così piccolo come un giudice distrettuale ma che sotto l’Amministrazione Obama sarebbe stato recepito come trionfo della giustizia.

Ma adesso nella Suprema Corte siedono in maggioranza giudici che applicano le leggi in osservanza della costituzione.

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2019-06-12__Supreme_Court__001

La Suprema Corte degli Stati Uniti ha emesso sentenza sul caso

8-389 Parker Drilling Management Services, Ltd. v. Newton (06/10/2019)

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«Parker Drilling Management Services, Ltd. V. Newton

Certiorari To The United States Court Of Appeals For The Ninth Circuit

No. 18–389. Argued April 16, 2019—Decided June 10, 2019

Respondent Brian Newton worked for petitioner Parker Drilling Man-agement Services on drilling platforms off the California coast. New-ton was paid for his time on duty but not for his time on standby, during which he could not leave the platform. Newton filed a class action in state court, alleging, as relevant here, that California’s min-imum-wage and overtime laws required Parker to compensate him for his standby time. Parker removed the action to Federal District Court. The parties agreed that Parker’s platforms were subject to the Outer Continental Shelf Lands Act (OCSLA), which provides that all law on the Outer Continental Shelf (OCS) is federal law, adminis-tered by federal officials; denies States any interest in or jurisdiction over the OCS; and deems the adjacent State’s laws to be federal law only “[t]o the extent that they are applicable and not inconsistent with” other federal law, 43 U. S. C. §1333(a)(2)(A). The District Court concluded that the state laws relevant here should not be applied as federal law on the OCS because the Fair Labor Standards Act of 1938 (FLSA), a comprehensive federal wage-and-hour scheme, left no significant gap in federal law for state law to fill. It thus granted Parker judgment on the pleadings. The Ninth Circuit vacated and remanded. It held that state law is “applicable” under the OCSLA if it pertains to the subject matter at issue, a standard satisfied by California wage-and-hour laws. It also held that those state laws were not “inconsistent” with federal law because they were not incompatible with the federal scheme. ….

It would thus make little sense to treat the OCS as a mere extension of the adjacent State, where state law applies unless it conflicts with federal law. That type of pre-emption analysis applies only where overlapping, dual state and federal jurisdiction makes it necessary to decide which law takes precedence. But federal law is the only law on the OCS and there is no overlapping state and federal jurisdiction, so the reference to “not inconsistent” state laws presents only the question whether federal law has already addressed the relevant is-sue. If so, state law on the issue is inapplicable. Pp. 5–8. ….

Because federal law already addresses this issue, California law does not provide the rule of deci-sion on the OCS. To the extent Newton’s OCS-based claims rely on that law, they necessarily fail. Likewise, to the extent his OCS-based claims rely on the adoption of California’s minimum wage, the FLSA already provides for a minimum wage, so the state minimum wage is not adopted as federal law and does not apply on the OCS. Pp. 14–15. ….

The parties agreed that Parker’s platforms were subject to the OCSLA. Their disagreement centered on whether the relevant California laws were “applicable and not inconsistent” with existing federal law and thus deemed to be the applicable federal law under the OCSLA. §1333(a)(2)(A). ….

The District Court applied Fifth Circuit precedent providing that under the OCSLA, “state law only applies to the extent it is necessary ‘to fill a significant void or gap’ in federal law.” ….

The Ninth Circuit vacated and remanded. It first held that state law is “ ‘applicable’ ” under the OCSLA whenever it “pertain[s] to the subject matter at hand.” 881 F. 3d 1078, 1090, amended and reh’g en banc denied, 888 F. 3d 1085 (2018). The court found that California wage-and-hour laws satisfied this standard and turned to “the de-terminative question in Newton’s case” ….

In sum, the standard we adopt today is supported by the statute’s text, structure, and history, as well as our prece-dents. Under that standard, if a federal law addresses the issue at hand, then state law is not adopted as federal law on the OCS.»

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Cnbc. 2019-06-11. Supreme Court rules against oil drilling platform workers

– The high court said that federal law applies to the workers and doesn’t require them to be paid for nonworking time spent at their work location on the Outer Continental Shelf. The workers had argued that California law, which would require them to be compensated for that time, should apply.

– Justice Clarence Thomas said in an opinion that “federal law is the only law” that applies on the Outer Continental Shelf and “there has never been any overlapping state and federal jurisdiction there.”

– The case before the Supreme Court involved Brian Newton, who worked on drilling platforms off California’s coast near Santa Barbara from 2013 to 2015.

*

The Supreme Court ruled unanimously Monday against workers on oil drilling platforms off California who argued they should be paid for the off-work time they spend on the platform, including sleeping.

The high court said that federal law applies to the workers and doesn’t require them to be paid for nonworking time spent at their work location on the Outer Continental Shelf. The workers had argued that California law, which would require them to be compensated for that time, should apply.

Justice Clarence Thomas said in an opinion that “federal law is the only law” that applies on the Outer Continental Shelf and “there has never been any overlapping state and federal jurisdiction there.” The question, he said, was whether federal law addressed the question of off-work time spent on the oil rig. He said it did and didn’t require the workers to be paid.

The case before the Supreme Court involved Brian Newton, who worked on drilling platforms off California’s coast near Santa Barbara from 2013 to 2015. Like others living and working on the platform, he worked 14-day shifts, spending 12 hours working and 12 hours off work but on standby, where he could not leave the platform.

In 2015, Newton filed a class action lawsuit arguing that his former employer, Parker Drilling, was violating California law by, among other things, failing to pay workers for the time they spent on standby, including the time they spent sleeping.

In making their ruling, the justices had to grapple with a 1953 law called the Outer Continental Shelf Lands Act. It says federal law applies on the Outer Continental Shelf. But the law also says the laws of the adjacent state are federal law to the extent they are “applicable and not inconsistent” with other federal law. If “federal law applies to a particular issue, state law is inapplicable,” Thomas wrote.

The case is Parker Drilling Mgmt. Services v. Newton, 18-389.

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Ginsburg. Remarks alla Conferenza del 2° Circuito.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-12.

Gufo_019__

In occasione della Second Circuit Judicial Conference, June 7, 2019, Sua Giustizia Ruth Bader Ginsburg ha inviato una nota di remarks.

«Shortly after our meeting a year ago, Justice Kennedy announced his retirement. It was, I would say, the event of greatest consequence for the current Term, and perhaps for many Terms ahead.

For the first argument week of the 2019 Term, the Court sat with only eight Justices. We regained full strength in the Term’s second week, immediately after Justice Kavanaugh’s confirmation. With Justice Kavanaugh’s arrival, Justice Gorsuch cheerfully relinquished to our newest colleague the tasks assigned to the Junior Justice—answering the telephone the rare times it rings during Conference, opening the door when an aide appears to deliver papers a Justice left behind, conveying to the entourage from the Clerk’s Office, the Public Information Office, and other Court administrators the dispositions reached at Conference, and, most thankless of all chores, sitting on the Court’s Cafeteria Committee.

Justice Breyer retained his title this Term as the Justice who spoke the most words during argument.1 Justice Sotomayor ranked a close second. She also asked the first question more often than any other Justice—a total of 48 times.2 Justice Thomas, who ordinarily asks no questions because he thinks the rest of us ask too many, broke his silence for the first time since 2016, asking three questions in a single argument—Flowers v. Mississippi, a case raising a Batson challenge to a prosecutor’s jury selection practices.

Justice Kavanaugh made history by bringing on board an all-female law clerk crew. Thanks to his selections, the Court has this Term, for the first time ever, more women than men serving as law clerks.4 Women did not fare nearly as well as advocates. Only about 21% of the attorneys presenting oral argument this Term were female; of the thirty-four attorneys who appeared more than once, only six were women.

Some 6,000 petitions for review have been filed so far this Term. We heard argument in 70 cases. To that number, add five summary per curiam decisions—opinions rendered without full briefing or oral argument. That brings to a total of 75 decisions already rendered plus those remaining to be released before the Court recesses. As of today, we have announced 43 decisions in argued cases. That leaves a large number (27) to be announced in the remaining June days. Of the 43 argued cases resolved so far, only 11, or just over 25%, were decided by a vote of 5 to 4 or 5 to 3. Given the number of most watched cases still unannounced, I cannot predict that the relatively low sharp divisions ratio will hold.

Of the 70 cases fully briefed and argued, 12 cases, or 17% of our argued cases docket, came to us from the Ninth Circuit. The Sixth Circuit was a distant second place, accounting for seven argued cases. Of the five cases that came to us from the Second Circuit, we have so far released only one disposition.

That case, Republic of Sudan v. Harrison,7 involved an attempt to serve process on Sudan by sailors injured in the terrorist bombing of the U. S. S. Cole. The Foreign Sovereign Immunities Act requires that a summons, complaint, and notice of suit be “addressed and dispatched by the clerk of the court to the head of the ministry of foreign affairs of the foreign state concerned.” The question presented: Does it suffice to dispatch service documents to a foreign minister by  mailing them to the foreign state’s diplomatic mission in Washington, D. C.? The Second Circuit said yes, but the Fourth Circuit answered no.10 In line with the Solicitor General’s argument, we held, 8 to 1, that a packet is not “addressed and dispatched” to a country’s foreign minister when it is mailed to an embassy rather than to the foreign ministry itself. …..»

«And in 2018, with the same map governing, Democrats won a slight majority in the statewide congressional vote, but again won seats in only three districts.»

«On the procedural front, we have followed the lead of the Federal Rules of Appellate Procedure»

* * *

Il commento della Cnn è davvero esplicativo.

«Her comments to the Second Circuit Judicial Conference in New York underscore the deep schisms on the newly solidified conservative court now that Justice Anthony Kennedy has been replaced by the younger and more conservative Justice Brett Kavanaugh»

«She made clear that she thinks Kennedy’s retirement will impact not only the cases this term but also those for “many terms ahead.”»

«Ginsburg did not reveal the vote count of some of the remaining opinions, but hinted there might be close divisions in cases such as a dispute concerning a citizenship question on the 2020 census, as well as the issue of extreme partisan gerrymandering»

«Ginsburg compared the census case to last year’s fight over the travel ban, where the court’s 5-4 conservative majority sided with the executive branch»

* * * * * * *

Ruth Bader Ginsburg suggests supreme court will issue more 5-4 decisions 

«Justice also described the retirement of swing vote Anthony Kennedy as ‘the event of greatest consequence»

«Ginsburg, 86, told a legal conference in New York the highest court has made decisions in 70 cases argued this term but publicly announced 43, which means the outcomes of 27 argued cases have yet to be revealed. Another five decisions were made without extensive oral arguments.»

«Only 11 of the 43 announced argued cases were determined by 5-4 or 5-3 votes.»

«Given the number of most-watched cases still unannounced, …. I cannot predict that the relatively low sharp divisions ratio will hold.»

«Ginsburg’s remarks appeared to presage dramatic splits on two big issues: the placing on the US census of a question about citizenship and the politicization of voting districts»

* * * * * * *

Riassumiamo.

Per molti lustri la Suprema Corte ha sentenziato cinque a quattro, essendo la componente liberal democratica in maggioranza.

Con l’avvento di Mr Trump la situazione si è invertita, essendo adesso la Suprema Corte a maggioranza repubblicana.

Troviamo del tutto sequenziale che Sua Giustizia Ginsburg non apprezzi per nulla codesta situazione, ma questo tipo di decisioni è legale.

In un sistema democratico comanda la maggioranza e la minoranza deve adeguarsi e le elezioni servon proprio per rinnovare la classe dirigente.


Cnn. 2019-06-09. Justice Ginsburg warns the court may be sharply divided over final cases

Justice Ruth Bader Ginsburg warned on Friday that the court is likely to be sharply divided in the coming weeks over some of the “most watched” cases that remain — perhaps even giving a clue to how justices will rule on the fight over the 2020 census.

Her comments to the Second Circuit Judicial Conference in New York underscore the deep schisms on the newly solidified conservative court now that Justice Anthony Kennedy has been replaced by the younger and more conservative Justice Brett Kavanaugh. She made clear that she thinks Kennedy’s retirement will impact not only the cases this term but also those for “many terms ahead.”

Ginsburg did not reveal the vote count of some of the remaining opinions, but hinted there might be close divisions in cases such as a dispute concerning a citizenship question on the 2020 census, as well as the issue of extreme partisan gerrymandering.

In particular, Ginsburg compared the census case to last year’s fight over the travel ban, where the court’s 5-4 conservative majority sided with the executive branch.

She called the census dispute a “case of huge importance,” noting that some have compared it to the travel ban case.

“Speculators about the outcome note that last year, in Trump v. Hawaii, the court upheld the so-called ‘travel ban,’ in an opinion granting great deference to the executive,” Ginsburg said.

She said the challengers in the case believe that ruling in the government’s favor “would stretch deference beyond the breaking point.”

In another case, concerning the issue of extreme partisan gerrymandering, court watchers are waiting to see if the conservative majority is prepared to rule that such cases are better handled by the political branches than the courts.

Nodding to the dispute, Ginsburg said, “However one comes out on the legal issues, partisan gerrymandering unsettles the fundamental premise that people elect their representatives, not vice versa.”

The speech was closed to the press, but the court released a copy of Ginsburg’s remarks.

The 86-year-old justice noted that, so far, there have been relatively few cases that broke down along familiar ideological lines but that could soon change.

“Given the number of most watched cases still unannounced, I cannot predict that the relatively low sharp divisions ratio will hold,” she said.

Ginsburg lamented the loss of Kennedy on the bench.

“The event of greatest consequence of the current term, and perhaps for many terms ahead,” Ginsburg said, is that Kennedy “announced his retirement.”

She also praised his replacement, Kavanaugh, for hiring an “all-female law clerk crew.”

“Thanks to his selections, the court has this term, for the first time ever, more women than men serving as law clerks,” she said.

She noted that Justice Neil Gorsuch had “cheerfully relinquished” to Kavanaugh the tasks traditionally assigned to the court’s newest member. She said Kavanaugh now answers the telephone the “rare times” it rings during conference and handles the “most thankless of all chores, sitting on the court’s cafeteria committee.”

Ginsburg did not mention her bout with cancer earlier in the term, when she had nodules removed from her lung. While she recuperated, she missed oral arguments for the first time in her career on the bench.

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Elezioni Europee. Un punto di vista orientale. – Oriental Review.

Giuseppe Sandro Mela

2019-06-09.

Borodin. Il Principe Igor 001

«The powers are preparing for a new Cold War»

Occorrerebbe fare grande attenzione nel distinguere con la massima cura come un qualcosa, oppure anche un evento, consista in sé stesso e come invece sia percepito.

Nel primo caso si rientra nel tentativo di essere obiettivi, nel secondo invece si introduce un’interpretazione alla luce della propria Weltanschauung: è un giudizio soggettivo.

Cerchiamo di meglio spiegarci con un esempio.

È comune esperienza conoscere persone che siano terrorizzate alla sola vista di un cane, ancorché di minima taglia . Oggettivamente, quell’animale non rappresenta pericolo alcuno, ma come tale è percepito.

Con le persone o gli ambienti improntati ad una de gestione obiettiva dei fatti il dialogo costruttivo è sempre possibile su base razionale. Al contrario, ben poco può essere fatto nel tentativo di dialogo con persone la percezione dei quali distorce la realtà. Infine, dovrebbe essere sottolineato come spesso faccia comodo vedere la realtà così come è, ma fingere anche con sé stessi di vederla così come essa non è né possa essere.

*

Tuttavia, anche se sia difficile, sarebbe opportuno cercare di comprendere come i diversi attori percepiscano i fatti: infatti essi si comporteranno in case a quanto percepito. Basterebbe pensare a quante involontarie gaffe siano state fatte perché non si conoscevano usi e costumi di un posto visitato.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, il peso politico, economico  e militare dell’oriente resce giorno per giorno: di questi tempi è più importante capire cosa esso pensi rispetto a comprendere cosa voglia fare l’Unione Europea.

* * * * * * *

«The only certainty is that voters considers that the Union – and not the Parliament – is more important for their future than it used to be»

«The First Cold War parties are in the lead for the Parliament, but have been violently rejected in France and the United Kingdom to the profit of the liberals»

«[In France] Les Républicains (8%) and the Socialists (6%). …. The Labour Party obtained only 14% of the vote, and the Conservatives 8%»

«It transpired that he [Salvini]was unable to group the identitarian parties around a common rejection of the Anglo-Saxon model of a ‘multi-cultural society’»

«It is quite wrong to represent Salvini’s coalition as ‘Euro-sceptic’ or ‘extreme right wing’»

«Any exposé of the Anglo-Saxon hold on the Union, as stipulated by the Treaties, or the European character of Russian culture, has been excluded from the media landscape.»

«Let’s forget about the rhetoric concerning the « power of the Union », faced with China, Russia and the USA – this, as everybody knows, is no more than a grandstand slogan»

«they believe that NATO was its best ally during the First Cold War, and so they should stand fast with it during the Second»

«The Anglo-Saxon expression « civil society » indicates associations which, because of their status, are not associated with politics, but defend other causes.»

«even if we were to get rid of all the cars and trucks in the Union, the decrease of Co2 would be minimal.»

«Incidentally, in a war situation, all environmental regulations would be forgotten»

«The powers are preparing for a new Cold War»

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Sono tutti enunciati tranchant, ma ben comprensibili. Sembrerebbe quasi che gli orientali abbiano compreso la situazione meglio degli europei.

Forse con la scomparsa politica dei partiti tradizionali, e quindi degli ambienti che li sottendevano, il problema russo potrebbe essere affrontato in modo razionale.

Il retaggio religioso, storico, culturale, sociale ed artistico della Russia è solidamente impiantato nelle comuni radici europee, che sono poi quelle cristiane.

Le pregresse posizioni dell’Unione Europea, e di alcuni stati di essa, hanno teso a vedere nella Russia un incombente pericolo, salvo poi commerciare apertamente con essa, senza curarsi più di tanto delle sanzioni emesse.

Si sta preparando una nuova guerra fredda, ma solo perché voluta colà donde si puote.



Oriental Review. 2019-06-02. Analysis Of The European Parliamentary Elections

The results of the European Parliamentary elections do not correspond in any way to what was expected – including by this writer. The present analysis is based on the provisional results of Monday 27 May at 10 a.m. GMT.

1— Compared with the results of 2014, voter participation has grown from 43% to 51%

Of course, several states had organised other votes for the same day, but this is not sufficient to explain the increase in participation. Several interpretations are possible. The only certainty is that voters considers that the Union – and not the Parliament – is more important for their future than it used to be.

2— The First Cold War parties are in the lead for the Parliament, but have been violently rejected in France and the United Kingdom to the profit of the liberals

The situation of these countries is different. France had already begun its metamorphosis during the second round of the Presidential election in 2017, with the elimination of the right and left of the First Cold War parties. This confirmed the demise of Les Républicains (8%) and the Socialists (6%).

The United Kingdom used a different logic to arrive at the same conclusion. Britain is a country whose legal culture is totally different from that of the Union, but which fashioned that of the United States. During the presidency of Barack Obama, the UK decided to leave the EU and join the North American Free Trade Agreement (NAFTA) [1]. But when the UK voters opted for Brexit, the United States, with Donald Trump, began to move away from an imperialist policy towards a Jacksonian policy. Distraught, the British ruling class was unable to find new partners, and blocked the Brexit vote. The Labour Party obtained only 14% of the vote, and the Conservatives 8%, while the Brexit voters swamped them by scoring 31%.

This massacre was a windfall for the Alliance of the Democrats and Liberals for Europe (ADLE), represented in France by La République En Marche (22%) and in the United Kingdom by the Lib-Dems (18%).

Although the right wing (PPE, 178 seats) and the left wing (S&D, 149 seats ) remain the major colours in the European Parliament, they are closely followed by the Liberals (ADLE, 111 seats). Taking into account the historical precedents, we may expect that France and the United Kingdom will influence the rest of the Union, and that in the next election, the PPE and the S&D will disappear to the profit of the Liberals.

3— Minimal increase of the identitarian objective

The Italian Matteo Salvini harboured the ambition of founding an alliance between the various parties opposed to the system. It transpired that he was unable to group the identitarian parties around a common rejection of the Anglo-Saxon model of a « multi-cultural society » (in other words, a fragmented society in which each cultural community, instead of sharing the same national references, lives by its own codes and references).

The confirmation of the European model of society as opposed to the Anglo-Saxon model will become perfectly compatible with the institutions of the Union if the United Kingdom manages its Brexit. It is quite wrong to represent Salvini’s coalition as « Euro-sceptic » or « extreme right wing ».

Finally, the Europe of Nations and Freedom (ENF) has only progressed by 16%, going from 50 to 58 seats out of 751.

4— Failure of the idea of European sovereignty

Any exposé of the Anglo-Saxon hold on the Union, as stipulated by the Treaties, or the European character of Russian culture, has been excluded from the media landscape.

Let’s forget about the rhetoric concerning the « power of the Union », faced with China, Russia and the USA – this, as everybody knows, is no more than a grandstand slogan. The voters have understood that a new Cold War is being prepared, but they believe that NATO was its best ally during the First Cold War, and so they should stand fast with it during the Second. However, the lack of public debate on this theme reveals an uneasy conscience, as if they felt their choice was both careful and cowardly at once.

5— In Germany and France, the substitution of the goals of the « civil society » for political questions

The Anglo-Saxon expression « civil society » indicates associations which, because of their status, are not associated with politics, but defend other causes. This is precisely the case of environmental questions, which are often transnational, but always subordinate to political considerations. For example, even if we were to get rid of all the cars and trucks in the Union, the decrease of Co2 would be minimal compared with the quantity produced by the ships and aircraft necessary for economic globalisation. Or again, even if we were to protect, all the species which are becoming extinct, not only in the Union, but all over the world, this would not preserve the biodiversity destroyed by war. Incidentally, in a war situation, all environmental regulations would be forgotten.

The expansion of the Green Party in Germany (20%) and in France (13%), therefore translates the impotence of voters in political matters. Since we can not act against imperialism and economic globalisation, let’s make ourselves useful in other ways.

The powers are preparing for a new Cold War.

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Trump. L’ultima idea dei liberal democratici disperati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-09.

Supreme Court

Le elezioni presidenziali del 2016 furono una svolta epocale.

Mr Trump, un outsider, vinse la competizione elettorale conquistando 304 delegati contro i 227 di Mrs Clinton.

Fu una sconfitta bruciante per i liberal democratici, che si erano convinti che Mrs Clinton avrebbe vinto con grande facilità. La troppa sicurezza di sé stessi induce a fare errori di valutazione, ed i liberal ne fecero un gran numero.

Il cuore del problema risiede nel fatto che in quella data erano scoperte molte nomine a giudici federali e due posti nella Suprema Corte di Giustizia, l’unica entità americana in grado di emettere sentenze inappellabili.

Se Mrs Clinton avesse vinto, adesso questo supremo consesso sarebbe a maggioranza lineral sei a tre. mentre invece è quattro a cinque a favore dei repubblicani.

Il problema è non da poco.

«Chief Justice John Roberts addressed some of the politicization last November, when he responded to another Trump “Obama judge” comment and issued a statement scolding the President and implicitly warning people on both sides: “We do not have Obama judges or Trump judges, Bush judges or Clinton judges. What we have is an extraordinary group of dedicated judges doing their level best to do equal right to those appearing before them.”»

Se correttamente Sua Giustizia Roberts ha ribadito che esistono giudici, non giudici lineral o giudici repubblicani, nei fatti, e basta solo leggersi con cura le sentenze, i giudici di nomina democratica si son sempre dimostrati corretti applicatori dell’ideologia liberal piuttosto che della costituzione americana. Lo strumento geniale consisteva nella ‘interpretazione‘ del testo costituzionale. Se per un giudice un cammello è percepito come un pesce, ebbe, quel cammello diventa legalmente un pesce.

Con la nomina delle Loro Giustizia Gorsuch e Kavanaugh approdarono alla Suprema Corte due persone che applicavano la costituzione, senza interpretazioni partigiane.

I liberal democratici avevano infatti lanciato una campagna in grande stile contro Mr Trump: sia mediatica, sia soprattutto facendo sentenziare avverso i provvedimenti dell’Amministrazione da parte di corti federali inferiori, i giudici delle quali erano loro sodali.

I giudici che avevano bloccato Mr Trump avevano pagato i dem per la nomina.

La Suprema Corte iniziò quindi a cassare una grande quantità di sentenze partigiane emesse da corti federali inferiori in quanto sottese dalla ideologia liberal piuttosto che dal testo costituzionale. In alcune sentenza la Suprema Corte si trovò persino obbligata ad includere un Syllabus ed un Certiorari.

«The syllabus appears first, before the main opinion. It is not part of the  official opinion, but rather, a summary added by the Court to help the reader better understand the case and the decision.»

«Finally, there might be an explanation of where the case came from before reaching the Court. Often, there is a note about certiorari, an order by which a higher court reviews the decision of a lower court.»

A leggersi i Syllabus ed i Certiorari si diventa rossi dalla vergogna che giudici federali abbiano potuto scrivere le strampalatezze che hanno scritto: l’ideologia ottunde le menti ed insterilisce le coscienze.

Poi, si pontifica sulla divisione dei poteri.

* * * * * * *

I liberal democratici sono disperati. In due anni e mezzo durante i quali hanno cercato di incastrare legalmente Mr Trump, non hanno sortito alcunché.

Si stanno litigando a morte tra di loro per la conquista della nomination, ma senza un valido programma politico ed economico alternativo a quello del presidente Trump una loro vittoria è tutto che scontata: per esser sinceri, è alquanto dubbia.

Iniziano quindi a vagheggiare una possibile soluzione: possibile ma altamente improbabile.

«Democratic candidates are increasingly advocating “court packing,” that is, upping the number of Supreme Court justices to balance the bench — or ensure a liberal majority. The idea is unlikely to succeed for historical and practical reasons but its resonance on the campaign trail reflects Democrats’ new emphasis on the judiciary during the Trump era.»

«Also drawing Democratic attention to who sits in the nine black leather chairs at the high court has been the recent enactment in states of new abortion bans. The fate of those restrictions would eventually be decided by the Supreme Court, now featuring four liberals and, with Brett Kavanaugh replacing the retired Anthony Kennedy last year, five solid conservatives.»

«We think that the Supreme Court issue should be a voting issue in November of 2020»

«To be sure, the leading Democratic candidates are not of a single mind on Supreme Court proposals.»

«Trump has won Senate confirmation for 41 appeals court judges, more than twice the number that Obama saw confirmed by this point in his first term. And the Trump pace could continue.»

«South Bend, Indiana, Mayor Pete Buttigieg was among the first of the Democratic presidential candidates to spotlight court overhaul proposals. He endorsed the possibility of a 15-justice Supreme Court and term limits (rather than life tenure) at a CNN town hall in March.»

«By law, Congress can set the number of justices, and it has exercised that power over the decades from a high of 10 justices to a low of five. It has been 150 years since the last change, when Congress established the current nine-member bench.»

«Any term limits on the justices, however, would require a change to the US Constitution, which established life tenure for federal judges.»

«There has been little public polling on these ideas. One survey question, however, conducted by Fox News in April, found that when asked about “increasing the number of justices on the US Supreme Court,” a majority of registered voters were against the idea.»

* * * * * * *

Si è in fortissimo dubbio che i liberal democratici possano avere la forza politica di far passare un emendamento costituzionale.

Ma, conoscendoli, non si nutre dubbio alcuno che appena ne fosse data loro la possibilità aumenterebbero il numero dei giudici della Corte Suprema così da potervi nominare correligionari di provatissima fede.

In quel momento dichiarerebbero solennemente che la giustizia è stata restituita nella sua dignità.


Cnn. 2019-06-06. Democrats look at packing the Supreme Court to pack the vote

Washington (CNN). Republicans have been successfully leveraging the Supreme Court balance of power as a major campaign issue to ignite their base since the 1980s. For Democrats, the 2020 election may mark the first in modern times that they unite around the high court as a driving force in a presidential election.

Democratic candidates are increasingly advocating “court packing,” that is, upping the number of Supreme Court justices to balance the bench — or ensure a liberal majority. The idea is unlikely to succeed for historical and practical reasons but its resonance on the campaign trail reflects Democrats’ new emphasis on the judiciary during the Trump era.

The issue emerges partly from lingering anger over the Republican-led Senate’s 2016 stall of President Barack Obama’s nominee Merrick Garland, a fire stoked this week when Senate Majority Leader Mitch McConnell said if a Supreme Court vacancy occurred in 2020 election year, he would confirm a Trump nominee.

McConnell’s comments were an audacious reversal of his 2016 election-year position blocking Garland for the vacancy caused by the sudden death that February of Justice Antonin Scalia. McConnell argued that the seat should be filled by whoever won the then-upcoming presidential election.

Also drawing Democratic attention to who sits in the nine black leather chairs at the high court has been the recent enactment in states of new abortion bans. The fate of those restrictions would eventually be decided by the Supreme Court, now featuring four liberals and, with Brett Kavanaugh replacing the retired Anthony Kennedy last year, five solid conservatives.

“Everyone’s been worried about ‘Will the Supreme Court overturn Roe v. Wade,'” California Democratic Sen. Kamala Harris told a Los Angeles audience earlier this month.

Harris said she was open to adding more justices. “I think it’s a conversation that we need to have. I am open to increasing the numbers on the Supreme Court,” she said, responding to a woman who asked about enlarging the court and prefaced her question with a complaint that McConnell “stole a Supreme Court seat.”

“The most critical issues of our lifetimes, before and in the future,” Harris said, “will be decided by that United States Supreme Court.”

In a similar vein, Rep. Hakeem Jeffries, who leads the House Democratic Caucus, said Wednesday on CNN’s “New Day,” “We think that the Supreme Court issue should be a voting issue in November of 2020.” Jeffries was responding to McConnell’s latest remarks about possibly confirming a third Trump justice to the high court.

To be sure, the leading Democratic candidates are not of a single mind on Supreme Court proposals.

Sen. Bernie Sanders of Vermont, for example, has criticized “court packing,” warning that it could end up benefitting Republicans, and he instead has touted term limits for justices.

Both parties have put the Supreme Court and character of the federal judiciary at the center of today’s politics.

President Donald Trump has tweeted that the country needs “more Republicans …. And must ALWAYS hold the Supreme Court,” and, again this month, he disparaged a judge based on his appointment by the Democrat Obama.

Of a ruling that an accounting firm had to turn over Trump financial records, the President said, “It’s totally the wrong decision by, obviously, an Obama-appointed judge.”

Less prominent but equally significant, the Trump administration, partnering with McConnell, has been setting records for the number of life-tenured US appeals court judges appointed. That’s the powerful level just below the Supreme Court.

Trump has won Senate confirmation for 41 appeals court judges, more than twice the number that Obama saw confirmed by this point in his first term. And the Trump pace could continue. The Republican majority has lifted Senate procedural rules and left Democratic senators with scant opportunity to slow the consideration of nominees they oppose.

While these developments elevate the 2020 election-season stakes for the judiciary, they also could come at the cost of judicial independence in the public eye.

“The more you politicize the judiciary,” said New York University law professor Barry Friedman, who has tracked public attitudes toward the Supreme Court, “the more people will question the institution of judicial review.”

Friedman is not surprised by the current Democratic apprehension about the US courts. “It’s cumulative, and they feel something is slipping away,” he said. “The President and Senate are also waving through lower court appointments like they’re at the Grand Prix.”

Chief Justice John Roberts addressed some of the politicization last November, when he responded to another Trump “Obama judge” comment and issued a statement scolding the President and implicitly warning people on both sides: “We do not have Obama judges or Trump judges, Bush judges or Clinton judges. What we have is an extraordinary group of dedicated judges doing their level best to do equal right to those appearing before them.”

Trump has also scoffed at the various Democratic proposals, saying in response to a reporter’s question during a March news conference, “The only reason that they’re doing that is they want to try to catch up. So if they can’t catch up through the ballot box by winning an election, they want to try doing it in a different way. … It’ll never happen. It won’t happen. I guarantee it won’t happen for six years.”

Hot, but longshot, idea

South Bend, Indiana, Mayor Pete Buttigieg was among the first of the Democratic presidential candidates to spotlight court overhaul proposals. He endorsed the possibility of a 15-justice Supreme Court and term limits (rather than life tenure) at a CNN town hall in March.

“What we need to do is stop the Supreme Court from sliding toward being viewed as a nakedly political institution,” he said at the Austin, Texas, forum. “I’m for us contemplating whatever policy options will allow that to be possible.”

By law, Congress can set the number of justices, and it has exercised that power over the decades from a high of 10 justices to a low of five. It has been 150 years since the last change, when Congress established the current nine-member bench.

Any term limits on the justices, however, would require a change to the US Constitution, which established life tenure for federal judges.

President Franklin Delano Roosevelt tried to persuade Congress to add more justices to the Supreme Court in the 1930s after it invalidated several of his New Deal economic initiatives. Roosevelt proposed the appointment of a new justice for every sitting justice older than 70; six of the nine were then over 70. The idea floundered with the public and Congress.

So “court packing” would unsettle 150 years of nine justices and recall FDR’s infamous failure. It also seems impractical even for progressive Democrats promoting the idea. To change the size of the Supreme Court under such plans, Democrats would have to win the White House and the Senate in 2020, as well as hold the current majority in the House.

It they were to succeed, would the party use its new political capital to restructure the high court, rather than turn to economic, environmental and other policy initiatives that might be more appealing to the electorate?

“I would bet no,” says Duke University law professor Neil Siegel, who has worked as a special counsel to Democratic senators during Supreme Court nominations and is currently cautioning liberals against court-packing proposals. Siegel argues that they would invite further politicization of the nation’s courts.

Yet, he adds that the momentum behind court-overhaul ideas at campaign venues reflects people’s sense “that something has gone fundamentally awry … that the court is substantially more conservative than the country.”

Such sentiment is far from bipartisan, of course. Florida Sen. Marco Rubio and a group of Republican colleagues have offered a measure for a constitutional amendment that would keep high court at nine. (Any amendment to the Constitution, whether to lock in the number of justices or to institute term limits, would require ratification by three-fourths of the 50 states: 38.)

There has been little public polling on these ideas. One survey question, however, conducted by Fox News in April, found that when asked about “increasing the number of justices on the US Supreme Court,” a majority of registered voters were against the idea.

Pollsters found 37% of voters were in favor, 51% opposed and 12% unsure. They also found Democrats were more in favor of increasing the number of seats (51%); only 23% of the Republicans polled said they wanted more justices.

The emerging Democratic interest is seen in voters who turn out at candidate forums. At a recent Harris rally at Los Angeles Southwest College, Michele Eason said she had researched scenarios that would allow a future president to add new justices to the Supreme Court.

“I wouldn’t be opposed to the FDR solution to the problem we’re talking about — which was that there’s nothing in the Constitution that says the Supreme Court has to have nine members,” Eason said, adding, “Normally I would say, hey that’s kind of dirty pool and it’s not playing fair. Two words: Merrick Garland.”

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G7 di agosto in Francia. Trump non vi andrebbe.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-07.

Merkel Trump G7

Son passati i tempi nei quali il G7 riuniva i potenti della terra, che disponevano a piacer loro. Con Frau Merkel con i pugni sulla tavola a far rigar diritto quei fetusi che non condividevano le sue opinioni.

Le divergenze di opinioni tra Mr Trump ed i sui colleghi del G7 dovrebbe essere cosa nota, così come l’intrinseca debolezza interna di Mr Macron e di Frau Merkel. Il Canada ha il primo ministro in attesa dei risultati elettorali e con ben poche possibilità di essere rinnovato. L’Unione Europea sarebbe rappresentata anche essa da un personaggio uscente.

Sembrerebbe quindi lecito domandarsi a cosa ancora esso serva. Senza Cina, Russia, India e Brasile un summit di quel tipo avrebbe una capacità operativa, sempre poi che si trovasse un accordo, virtualmente nulla.

«A G7 foreign ministers meeting held in Britanny earlier this year was overshadowed when U.S. Secretary of State Mike Pompeo chose not to attend, underscoring how tough agreeing common ground between allies has become at the annual big power summit»

«U.S. President Donald Trump did not confirm he would attend August’s summit of the G7 group of rich nations in southwestern France city of Biarritz»

«Macron and Trump have had a difficult relationship, at odds over the American’s unilateralist approach to trade, climate change and a nuclear deal with Iran»

* * * * * * *

A quanto potrebbe sembrare. Mr Trump snobba il G7, senza nemmeno curarsi di dir loro che non ci andrà.

Non è tipo da farsi prendere a pesci in faccia.


Reuters. 2019-06-06. Doubts persist over Trump attendance at French G7 summit: French official

U.S. President Donald Trump did not confirm he would attend August’s summit of the G7 group of rich nations in southwestern France city of Biarritz when he met President Emmanuel Macron on Thursday, a French official said.

A G7 foreign ministers meeting held in Britanny earlier this year was overshadowed when U.S. Secretary of State Mike Pompeo chose not to attend, underscoring how tough agreeing common ground between allies has become at the annual big power summit.

Along with the United States, France and Britain, the group includes Japan, Germany, Italy, Canada and the European Union.

Tensions between the United States and its European allies have meant that where they were once largely in accord, they now seek the lowest common denominator at international gatherings.

Trump briefly set aside his testy relationship with Macron on Thursday, heaping praise on U.S. war veterans in a speech to mark the 75th D-Day anniversary and steering clear of issues that might rile Europe.

Macron and Trump have had a difficult relationship, at odds over the American’s unilateralist approach to trade, climate change and a nuclear deal with Iran.

On Thursday, Trump spoke of an “outstanding” relationship, while Macron described their bond as “extremely strong”.

However, when asked whether Trump had committed to attending this year’s G7 summit, a French official debriefing reporters after the meeting said that was still unclear.

“You’d have to ask him (Trump) the question. It’s important for us that he is in Biarritz and we are hopeful he’ll be there,” the official said.

In 2018, Trump threw the efforts of other leaders to show a united front into disarray by leaving early, backing out of a joint communique and criticizing his Canadian host.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria

Csm, Palamara e sodali. È solo la punta dell’iceberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-07.

Fossa dei Serpenti

Questo è quanto dice il Consiglio superiore della Magistratura di sé stesso.

«Consiglio Superiore della Magistratura.

Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati (Art. 105 Cost.)»

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Csm, quattro consiglieri si autosospendono. Plenum: “Serve autoriforma”

«Sono Gianlugi Morlini (corrente Unicost) e Paolo Criscuoli, Corrado Cartoni e Antonio Lepre (togati di Mi). “Clima da caccia alle streghe”, afferma Criscuoli. Al centro dell’incontro la bufera scoppiata con l’inchiesta di Perugia. Ermini: “Mai più giochi di potere”

“Basta ombre, serve un’autoriforma”. È questo il messaggio che arriva unanime dal plenum straordinario del Csm, che si è riunito per affrontare la bufera scoppiata dopo l’inchiesta di Perugia in cui sono coinvolti diversi magistrati, a partire dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, indagato per corruzione. Un’indagine che si è poi allargata fino a mettere in luce dinamiche sospette sulle nomine di alcuni magistrati in diverse procure. In particolare su quella del procuratore di Roma, di cui Palamara parlava in un incontro con i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti (indagato dalla procura della capitale per l’inchiesta Consip) cui avrebbero partecipato anche alcuni consiglieri. Nelle scorse ore i membri del Consiglio superiore di magistratura che si sono autosospesi sono quattro: prima i togati di Magistratura indipendente Corrado Cartoni e Antonio Lepre, poi il presidente della Commissione Direttivi Gianlugi Morlini (corrente Unicost) e il consigliere Paolo Criscuoli (togato di Magistratura Indipendente).»

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Il Csm è composto da 27 membri,24 dei quali sono eletti: sedici dai magistrati ordinari ed otto dal parlamento

Orbene, oltre Palamara, altri quattro componenti si sono ‘autosospesi’.

E questi personaggi si sono autosospesi per il fattaccio brutto della nomina di un alto magistrato. Di uno solo.

Ma il Csm decreta numerose nomine ad ogni seduta che tiene. Se fossero, cosa che non sono, persone oneste, dovrebbero ingiungere una approfondita verifica su tutte le nomine fatte almeno negli ultimi dieci anni. Non lo faranno mai? Allora sarebbe segno evidente che il caso Palamara era la norma, non la eccezione.

‘Autosospensione’?

Ma non pigliamoci in giro. Era il Csm che avrebbe dovuto sospendere di ufficio tutti i magistrati sospettati. Ma, forse, licenziarli in attesa di giudizio sarebbe stato atto dovuto.

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Mr Luca Lotti non è più parlamentare.

Ma l’on Cosimo Ferri?

«Cosimo Maria Ferri (Pontremoli, 17 aprile 1971) è un magistrato e politico italiano, sottosegretario di stato alla giustizia nel Governo Letta, nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni, e dal 2018 deputato per il Partito Democratico.

Nel 2006 è eletto membro del Consiglio superiore della magistratura, avendo conseguito 553 preferenze[1], e rimane in carica fino al 2010. Nel primo anno consiliare (2006-2007) è stato designato Presidente dell’Ottava Commissione; nel quarto ed ultimo anno (2009-2010) è stato Presidente della Settima Commissione (che si occupa dell’organizzazione degli uffici giudiziari).

Al congresso del 23 gennaio 2011 di Magistratura Indipendente è stato eletto segretario generale. Giudice al tribunale di Massa, sezione penale di Carrara.

Il 28 febbraio 2012, alle elezioni per il rinnovo delle cariche nazionali dell’ANM, consegue 1199 voti di preferenza, risultando il più votato d’Italia e stabilendo un record mai registrato prima nelle elezioni nazionali riservate ai magistrati

Il 4 marzo 2018 è eletto deputato alla Camera, per il Partito Democratico, nella circoscrizione Toscana.» [Fonte]

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«È la seconda volta che Cosimo Ferri, parlamentare del Partito democratico, cerca di influire sulle scelte del Consiglio superiore della magistratura. Dopo il caso del presunto «centro di potere» che avrebbe tentato di veicolare le nomine al Csm, a luglio 2014, mentre era sottosegretario alla Giustizia, invia un sms ad alcuni magistrati per indirizzare il voto per l’elezione dei togati del Consiglio. Un affare finito anche all’attenzione dell’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando. Oggi come allora Ferri si ritrova invischiato in fatti di nomine.» [Fonte]

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Già: ma cosa sta facendo il nostro parlamento? Se l’on Ferri si fosse chiamato Siri ed avesse militato nella Lega lo avrebbero decapitato. Sbattuto fuori dal parlamento a pedate, con dietro folle di grillini urlanti e maledicenti.

Ma si chiama Ferri e milita nel partito democratico.

Quindi nemmeno una tiratina alle orecchie.

Nemmeno una commissione parlamentare di inchiesta, che indaghi e giudichi giudici e parlamentari.

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Non ci commuovono le parole di Grasso: proprio per nulla.

A voler essere benevoli il Csm è un’associazione per delinquere di stampo mafioso.

I magistrati dovrebbero essere eletti, e per brevi lassi di tempo.


Ansa. 2019-06-06. Bufera sulle Procure, ‘incontri in hotel per decidere le nomine’

Gdf: ‘summit di Palamara con Ferri, Lotti e 5 toghe’. Anm: ‘Dimissioni’

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Incontri notturni in albergo per decidere le nomine degli uffici giudiziari di Roma, Perugia e Brescia. E’ quanto ricostruisce un’informativa della GdF nell’inchiesta sulle Procure in cui è indagato per corruzione Luca Palamara. Con l’ex presidente dell’Anm avrebbero partecipato i parlamentari del Pd Lotti e Ferri, i consiglieri del Csm Spina (che si è dimesso), Cartoni, Lepre, Criscuoli e Morlini (autosospesi).

Per il presidente dell’Anm Grasso, ‘è uno dei più gravi momenti di crisi della magistratura della storia repubblicana e l’autosospensione non basta: ‘Chi avesse davvero partecipato a un tale sviamento di funzioni, dovrebbe seriamente pensare alle dimissioni’.

Secondo i giornali che hanno reso nota l’informativa, ‘Palamara avrebbe trascinato nelle trattative anche il presidente della Lazio Lotito: è suo amico, promette e dà biglietti per le partite’.

“Nessuno si permetta di dire una volta di più che io minimizzo. Sono giorni che mi riscopro colto da una rabbia nera che mi incupisce, che oscura ai miei occhi la luce di giornate altrimenti luminose”:  così il presidente dell’Anm Pasquale Grasso ha risposto alle critiche che gli sono state mosse anche dall’interno del sindacato delle toghe. Si è trattato di un intervento articolato concluso da un lungo applauso, il che sembra sventare il rischio di una crisi della giunta.

Non concorreranno a uffici direttivi o semi direttivi prima che sia trascorso un anno dall’uscita del Csm: è l’ impegno assunto da tutti i consiglieri togati di Palazzo dei marescialli “in un’ottica di responsabilità e con l’intenzione di contribuire a ristabilire un clima di fiducia” nei confronti della magistratura, sull’onda della bufera che ha investito il Consiglio superiore. In sostanza i consiglieri hanno deciso di applicare una norma che era stata abrogata nel 2018, anno in cui era stato cancellato ogni vincolo per loro.

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Messaggero. 2019-06-06. Caso Palamara, via altri due togati: Cartoni e Lepre lasciano il Csm

L’epilogo era inevitabile dopo una giornata di scontri. Magistratura Indipendente ha provato a fare quadrato attorno a Luigi Lepre e Corrado Cartoni, i due consiglieri intercettati, insieme a Luca Palamara e ai parlamentari Cosimo Ferri e Luca Lotti, mentre discutevano della nomina del procuratore di Roma. Ha parlato di ipocrisia sul mercato delle toghe, esattamente come la Camera penale. Ma la linea non ha retto. Alla fine i due magistrati hanno accettato di autosospendersi. Una mediazione.

IL VERTICE

Dopo avere letto l’informativa della procura di Perugia (atti inviati anche al Ministero e al procuratore generale della Cassazione, in vista di un’eventuale azione disciplinare) trasmessa dai magistrati che accusano Palamara di corruzione e il consigliere Luigi Spina (oramai dimissionario) di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento, identiche ipotesi per il pm di Roma Stefano Fava, il vicepresidente David Ermini era salito al Colle. L’incontro con Sergio Mattarella è stato breve. Nessuna alternativa rispetto a una crisi che non ha precedenti: si spera in un gesto di responsabilità, Cartoni e Lepre si dimettano. Altrimenti oggi sarebbe stato il plenum, convocato ad hoc, a votare la loro estromissione dal Consiglio. La lunga riunione tra componenti laici e togati del Csm va avanti per tutto il pomeriggio, fino a tarda sera. Ermini fa in tempo ad andare al Quirinale e tornare indietro. Lo scontro, tra chi sostiene che le intercettazioni svelino una prassi e che lo scandalo sia solo una forma di ipocrisia, e chi, invece, punta il dito contro i consiglieri scoperti a confrontarsi con i parlamentari e invoca le dimissioni, è durissimo. Alla fine si raggiunge un accordo: l’autosospensione in attesa che gli atti siano pubblici.

L’ultimo confronto doveva essere il consiglio di presidenza del quale fanno parte il primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, e il procuratore generale Riccardo Fuzio. Oltre a Ermini. Poi la parola al Plenum. Ma è una nota di Lepre e Cartoni, in tarda serata a chiarire che la trattativa è finita: «Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm comunichiamo l’autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda».

LA CONTA

Se nella notte non si fosse trovato un accordo sulle dimissioni di Cartoni e Lepre si sarebbe tornati alla conta. Con il rischio di un’altra rottura che delegittimasse ancora di più il Csm. La posizione dei componenti laici avrebbe assunto un peso fondamentale. Sono state ancora le correnti a dividersi, come dimostra la frattura interna all’Associazione nazionale magistrati. Con il vicepresidente Luca Poniz (Area) che ha preso le distanze dall’intervista del segretario Pasquale Grasso. Domani, in una riunione straordinaria sulla vicenda Palamara la questione sarà di nuovo oggetto di scontro. Grasso aveva invitato a un «esame di coscienza», bollando come «fisiologici» i contatti con la politica. La replica di Poniz è arrivata a stretto giro: «L’intervista di Grasso vede molti di noi su posizioni radicalmente diverse perché esclude che vi sia uno scandalo nei fatti accaduti». E ha parlato di relazioni che al contrario «fanno scandalo». Ancora più dura l’Anm milanese: le dimissioni dei consiglieri del Csm «che sono o dovessero risultare coinvolti» nell’indagine di Perugia erano state chieste «con forza» al termine di una riunione. In una nota, l’Anm milanese ha parlato di vicende di «inaudita gravità» che hanno fatto «emergere l’esistenza di una questione morale nella magistratura».

IL RINVIO

Il Plenum del Csm dovrà anche prendere atto delle dimissioni del consigliere Luigi Spina, capogruppo di Unicost, dimessosi venerdì da Palazzo dei Marescialli. Spina dovrà tornare a fare il pm a Castrovillari: ieri la Commissione ha fatto la proposta che verrà formalizzata oggi, la sostituzione nelle commissioni è avvenuta venerdì stesso. Di certo il plenum deciderà di rinviare le nomine da Roma a Torino. Se ne riparlerà in settembre. E allora è probabile che tra i candidati dei due schieramenti avversi prevalga l’ipotesi di Giuseppe Creazzo a capo dei pm di Roma.