Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Mancano i decreti attuativi per 500 su 969 leggi, che sono quindi inapplicabili.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-22.

Draghi 013

Italia. Governo di provvedimenti inapplicabili per carenza di decreti attuativi.

«Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche»

«Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete»

«Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento»

«Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese»

«Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi»

«Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso»

«Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri»

«Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa»

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Questo è un dramma della nostra mostruosa complicatezza burocratica.

«Su 969 leggi emanate dai due governi Conte e dall’esecutivo Draghi, ben 500 restano ancora in attesa della loro applicazione definitiva»

«Il tasso di attuazione delle norme, spiega Il Sole, supera solo di poco il 50%»

«Dei 245 totali del governo Conte I, ne sono stati adottati 170, mentre dei 610 del governo Conte bis ne sono stati adottati 312, scrive il Sole 24 Ore»

«Si è ancora in attesa di decreti attuativi del governo Draghi»

«Molti provvedimenti economici restano così per ora solo sulla carta, con la loro applicazione che viene appunto rimandata a quando finalmente arriveranno i decreti attuativi»

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Questa Italia è irredimibile senza che si smantellino codeste arcaiche forme burocratiche.

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Governo, mancano 500 decreti attuativi su 969. I ritardi dell’iter legislativo.

Su 969 leggi emanate dai due governi Conte e dall’esecutivo Draghi, ben 500 restano ancora in attesa della loro applicazione definitiva.

Dal governo Conte uno al governo Draghi, passando per il Conte bis, si sono accumulati ritardi su 500 decreti attuativi, oltre la metà delle 969 norme che prevedono appunto la delibera di un decreto attuativo per vedersi concluso l’iter legislativo. Il tasso di attuazione delle norme, spiega Il Sole, supera solo di poco il 50%.

                         Decreti attuativi, i ritardi di Conte I, Conte II e Draghi

Un ritardo pesante. Dei 245 totali del governo Conte I, ne sono stati adottati 170, mentre dei 610 del governo Conte bis ne sono stati adottati 312, scrive il Sole 24 Ore. Si è ancora in attesa di decreti attuativi del governo Draghi, anche a causa delle lentezze provocate dal Covid.

                         Provvedimenti economici restano solo sulla carta

Molti provvedimenti economici restano così per ora solo sulla carta, con la loro applicazione che viene appunto rimandata a quando finalmente arriveranno i decreti attuativi. Un tema fondamentale, tanto che il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, si muove in tal senso.

                         Il Mise ha fretta: “Predisporre schema decreti attuativi sul Dl-Sostegni bis”

Per “rendere al piu’ presto operativo” lo stanziamento di 100 milioni di euro per le attivita’ economiche destinatarie di specifiche misure per prolungarne la chiusura a causa dell’emergenza Covid e’ “l’obiettivo prioritario” del Mise, pertanto “benche’ il decreto-legge sia tutt’ora in fase di conversione, gli uffici tecnici del ministero dello Sviluppo economico, su mio impulso, si sono gia’ adoperati per la predisposizione dello schema di decreto attuativo”, ha detto Giorgetti in un question time alla Camera.

Pubblicato in: Amministrazione, Regno Unito

Regno Unito. Dati del Governo Inglese sullo stato delle vaccinazioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-03-18.

2021-03-15__ Regno Unito 001

Il Governo del Regno Unito ha rilasciato il Report All UK spontaneous reports received [pdf], che riportiamo nella ottima versione tradotta di Affari Italiani.

«Reazioni ai vaccini, dati governo inglese. 502 morti, 87387 reazioni, 43 ciechi».

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Reazioni al vaccino. I numeri nel Regno Unito

Questi i dati resi pubblici dal governo inglese sulle reazioni ai vaccini Pfizer e AstraZeneca.

Data di esecuzione: 9 marzo 2021. Al 28 febbraio 2021, per il Regno Unito, sono stati segnalati 33207 cartellini gialli per Pfizer/BioNTech, 54180 per il vaccino dell’Università di Oxford/AstraZeneca e 251 per i casi in cui la marca del vaccino non era specificata. In sintesi per tutti e due i vaccini abbiamo 502 morti, 87387 reazioni, 43 cecità

Pfizer/BioNTech, periodo di somministrazione 9/12/20 – 28/02/21  I dati del governo

* Morti: 227

* Disturbi del sangue: 2294

* Disturbi cardiaci: 1153

* Disturbi congeniti: 5

* Disturbi dell’udito: 819

* Disturbi endocrini: 12

* Disturbi dell’occhio: 1396 (15 cecità)

* Disturbi gastrointestinali: 10534

* Disturbi generali: 28915

* Disturbi del fegato: 18

* Disturbi del sistema immunitario: 528

* Infezioni: 2059

* Lesioni: 458

* Indagini continuate: 1073

* Disturbi metabolici: 587

* Disturbi del tessuto muscolare: 12823

* Neoplasie: 24

* Disturbi del sistema nervoso: 18059

* Associati alla gravidanza: 34

* Disturbi psichiatrici: 1409

* Disturbi renali / urinari: 212

* Sist. Riproduttivo: 389

* Disturbi respiratori: 3986

* Disturbi della pelle: 6809

* Disturbi vascolari: 1119

* Procedure mediche e chirurgiche: 58

Oxford/AstraZeneca, periodo di somministrazione 4/01/21 – 28/02/21 I dati del governo

* Morti: 275

* Disturbi del sangue: 1098   

* Disturbi cardiaci: 1922

* Disturbi congeniti: 16

* Disturbi dell’udito: 1217

* Disturbi endocrini: 36

* Disturbi dell’occhio: 2150 (28 cecità)

* Disturbi gastrointestinali: 22336

* Disturbi generali: 71732

* Disturbi del fegato: 29

* Disturbi del sistema immunitario: 542

* Infezioni: 3839

* Lesioni: 916

* Indagini continuate: 2436

* Disturbi metabolici: 2644

* Disturbi del tessuto muscolare: 24631

* Neoplasie: 18

* Disturbi del sistema nervoso: 43951

* Associati alla gravidanza: 20

* Disturbi psichiatrici: 3554

* Disturbi renali / urinari: 563

* Sist. Riproduttivo: 297

* Disturbi respiratori: 5323

* Disturbi della pelle: 10507

* Disturbi vascolari: 1635

* Procedure mediche e chirurgiche: 151

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Almeno 20,275,451 persone hanno ricevuto la loro prima vaccinazione entro la settimana terminata il 28 febbraio 2021, con 815816 seconde dosi somministrate.

Per entrambi i vaccini il tasso complessivo di segnalazione è di circa 3-6 cartellini gialli per 1000 dosi somministrate.

L’aumento del numero di segnalazioni riflette l’aumento della diffusione del vaccino con l’apertura di nuovi centri di vaccinazione in tutto il Regno Unito. Per il governo inglese il numero e la natura delle sospette reazioni avverse segnalate finora non sono insolite rispetto ad altri tipi di vaccini utilizzati di routine. L’esperienza complessiva in materia di sicurezza con entrambi i vaccini è per quanto attesa dagli studi clinici. Sulla base dell’esperienza attuale, i benefici sono superiori alle complicanze. Come con tutti i vaccini e medicinali, la sicurezza dei vaccini Covid-19 viene continuamente monitorata

Gli attuali gruppi prioritari della campagna di immunizzazione includono persone di età superiore ai 70 anni, residenti e lavoratori di case di cura e operatori sanitari e sociali in prima linea.

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Con questi numeri di inoculazioni e per territorio

Prima dose

Inghilterra 17.212.804

Galles 925.669

Irlanda del Nord 525.400

Scozia 1.611.578

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Seconda dose

Inghilterra 599.935

Galles 103.819

Irlanda del Nord 33.197

Scozia 78.865

Al 28 febbraio, sono state somministrate circa 10,7 milioni di prime dosi del vaccino Pfizer / BioNTech e 9,7 milioni di dosi del vaccino dell’Università di Oxford / AstraZeneca e circa 0,8 milioni di seconde dosi, principalmente il vaccino Pfizer / BioNTech .

Il numero stimato di dosi somministrate differisce dal numero stimato di persone vaccinate a causa delle diverse fonti di dati utilizzate.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Governo di provvedimenti inapplicabili per carenza di decreti attuativi.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-02-05.

Animali_che_Ridono__006_Muli

Noi menti semplici e scarsamente strutturate, troppo presi dal proprio lavoro per potersi curare di tutto il resto, nutriamo quasi sempre la mal posta convinzione che una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento, approvato dal Parlamento, questo entri automaticamente in vigore.

Questa credenza trova riscontro pratico in una piccola percentuale del volume legislativo, e, di norma, per leggi di scarsa importanza generale.

«Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche»

«Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete»

«Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento»

«Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese»

«Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi»

«Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso»

«Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri»

«Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa»

* * * * * * *

«gli interventi anti-pandemia, dal decreto Cura Italia all’ultima legge di bilancio, sono legati a 504 decreti applicativi, di cui 358 devono ancora vedere la luce»

«Numeri che vengono confermati anche dal tasso di attuazione: al 29% contro il 32% del totale delle riforme economiche varate dal Conte-bis, e il 40,5% dell’intero pacchetto di misure messe in campo dai due Governi guidati dall’avvocato»

«Una “stasi” prolungata comporterebbe il blocco dell’attuazione di molti decreti.»

«a oggi, 547 provvedimenti sono in attesa, 152 sono già scaduti e di questi 106 fanno riferimento agli interventi del Conte-bis»

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Senza che siano stati emessi tutti i decreti attuativi che sono richiesti, i provvedimenti legislativi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale non sono applicabili: come se non ci fossero.

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Crisi, Conte lascia 547 decreti da varare. Quelli fatti sono il 40,5 per cento.

40,5 per cento è la percentuale dei decreti attuativi varati fino a oggi rispetto ai 919 previsti dalle riforme economiche messe a punto da due governi Conte.

Con la crisi rischiano di restare al palo, o quanto meno di rallentare il loro cammino– fa sapere il Sole 24 Ore– 547 decreti attuativi necessari per dare pieno compimento alle riforme economiche varate dai due governi presieduti da Giuseppe Conte. In particolare, i decreti “più giovani” messi in campo per contrastare la pandemia, potrebbero risentire maggiormente del momento di stasi. Questo perchè– come riferisce il Sole 24 Ore– si tratta di misure maggiormente vincolate ai provvedimenti attuativi. 

Se si guardano i numeri– si legge sul Sole 24 Ore– la situazione è ancora più chiara: gli interventi anti-pandemia, dal decreto Cura Italia all’ultima legge di bilancio, sono legati a 504 decreti applicativi, di cui 358 devono ancora vedere la luce. Numeri che vengono confermati anche dal tasso di attuazione: al 29% contro il 32% del totale delle riforme economiche varate dal Conte-bis, e il 40,5% dell’intero pacchetto di misure messe in campo dai due Governi guidati dall’avvocato. 

Una “stasi” prolungata comporterebbe il blocco dell’attuazione di molti decreti. E questo, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, sarebbe un bel problema, perché si interromperebbe un processo che in questi mesi è andato avanti (lo scorso luglio l’attuazione delle riforme dei due esecutivi Conte era al 33%). Il ritardo coinvolgerebbe diverse tipologie di provvedimenti: dai tanti bonus di cui è ricca la legge di bilancio, alle misure digitali; dai provvedimenti del Dl rilancio ai contribuiti per le famiglie a basso reddito. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, a oggi, 547 provvedimenti sono in attesa, 152 sono già scaduti e di questi 106 fanno riferimento agli interventi del Conte-bis. 

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Che cosa sono i decreti attuativi.

Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete.

Definizione.

Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento. Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese. Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi. Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso. Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri. Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa.

Dati.

Delle 352 leggi approvate dal nostro parlamento nella XVII legislatura, 88 (il 25%) hanno richiesto almeno un decreto attuativo. A queste 88 leggi vanno aggiunti 126 decreti legislativi, per un totale di 214 atti. Atti che hanno richiesto l’adozione di 1.735 decreti attuativi per essere completati. A questo punto dell’iter normativo, la palla, come abbiamo detto, passa ai ministeri e ai vari attori coinvolti nella fase di attuazione delle leggi. Il ministero più sollecitato nel corso della XVII legislatura è stato quello dell’Economia e delle finanze, responsabile per l’adozione di 433 decreti attuativi, il 24,81% del totale. Molto più distanziati gli altri ministeri, nello specifico sul podio troviamo anche: il ministero del Lavoro e politiche sociali (157 decreti – 9% del totale) e quello dell’Istruzione (140 decreti – 8% del totale). Non solo si assiste a un moltiplicarsi degli attori coinvolti nell’iter, ma anche a un aumento degli strumenti necessari per la piena implementazione delle norme. Dei 1.735 decreti attuativi previsti da leggi e decreti legislativi approvati nella XVII legislatura, ne sono stati adottati 1.069 (il 61,61% del totale). La stragrande maggioranza di essi, 722 su 1.069 (67,54%), sono stati decreti ministeriali, ma sono stati molto ricorrenti anche i decreti del Presidente del consiglio dei ministri (16,09%), i provvedimenti direttoriali (9,26%), i decreti del Presidente della Repubblica (2,62%), le deliberazioni Cipe (1,50%) e infine i decreti ad interim approvati da due ministeri congiuntamente (1,22%). In totale per la piena implementazione delle leggi e dei decreti legislativi approvati nella XVII legislatura sono stati a oggi coinvolti più di 20 attori extra parlamentari, che hanno adottato 17 diverse tipologie di atti.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. 2018. Istituzioni pubbliche 13,496 con 3,457,498 dipendenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-02-02.

2021-01-28__ Italia PA 001

Istat. Istituzioni pubbliche presenti in tutti i settori produttivi

– Nel 2018 le istituzioni pubbliche attive in Italia sono 13.496. I dipendenti ammontano a 3.457.498 (dato medio annuo), più della metà (54,4%) si concentrano nelle Amministrazioni dello Stato (incluse nel settore S13).

– Il 47,5% delle istituzioni pubbliche ha meno di 10 dipendenti. Si tratta in prevalenza di piccoli Comuni e di unità come ordini e collegi professionali provinciali, Automobile Club provinciali, ecc. (che non appartengono al settore S13).

– Il 91% delle istituzioni pubbliche ha forma giuridica di diritto pubblico.

2021-01-28__ Italia PA 002

2021-01-28__ Italia PA 003

2021-01-28__ Italia PA 004

2021-01-28__ Italia PA 005

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Medici e paramedici stanno lasciando in massa la sanità. 500 al mese. La Svezia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-12-24.

Giulio Romano. Mantova. Palazzo Te. Caduta dei Giganti. 002 Particolare

«But even if more ICU beds are provided, the bigger concern now is whether Sweden has enough health-care workers with the skills needed to look after the country’s sickest patients»

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Gli operatori sanitari svedesi in prima linea stanno abbandonando il lavoro in numeri preoccupanti: la Svezia si trova ad affrontare una carenza di operatori sanitari, mentre il numero di dimissioni aumenta dopo un anno ininterrotto di assistenza ai pazienti Covid.

Ma questo problema non è soltanto svedese. Anche in Italia il numero delle richieste di pensione ha passato da tempo le soglie critiche.

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«Sweden’s frontline health care workers are quitting in worrying numbers as COVID cases spike»

«Sweden faces a shortage of health-care workers as the number of resignations ticks up after a relentless year of caring for Covid patients»

«Even before the first wave of the pandemic back in March, there was “a shortage of specialist nurses, including at ICUs,” she said in a phone interview»

«But even if more ICU beds are provided, the bigger concern now is whether Sweden has enough health-care workers with the skills needed to look after the country’s sickest patients»

«There are fewer qualified people available now than there were in the spring»

«But increasingly, staff are so desperate for some real time off that they see resignation as the only way out»

«resignations in the health-care profession are now up from a year ago, at as many as 500 a month»

«Stockholm has asked for additional health-care staff from Sweden’s armed forces, but it’s not clear the military has the resources to help»

«In the meantime, over 100 staff from a children’s hospital have reportedly been redeployed to intensive care units, meaning that children who had been due to receive non-emergency surgery will now be forced to wait»

«Part of the problem is that nurses in particular are increasingly unwilling to subject themselves to the hours and conditions facing them during the Covid crisis, given the average pay level»

«Sara Nordin, once an assistant nurse at an intensive care unit, …. she couldn’t make ends meet on the $33,600 basic pay she got a year»

«the danger now is that more people will die because there aren’t enough qualified health-care professionals left to look after them»

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Le unità di rianimazione e di terapie intensive necessiterebbero di personale altamente qualificato, medico ed infermieristico, ma i tempi di formazione sono lunghi ed anche molto faticosi. L’idea di trasferire dei pediatri in un reparto di rianimazione è una pura e semplice follia.

Ma se risulta essere impossibile trovare simile personale da assumere, si assiste nel converso ad una corsa al pensionamento da parte del personale in organico: cerca di scappare più veloce che possa da una situazione insostenibile.

I malanni del sistema sanitario svedese sono molto simili a quelli di tutta l’Unione Europea, e quindi anche della Italia.

– La gestione pubblica dei servizi sanitari è fallimentare.

– Hanno contingentato gli ingressi nelle scuole di medicina, sbagliando clamorosamente le previsioni delle future necessità: adesso mancano medici ed infermieri allo stato dell’arte. Ma nessuno dei ministeriali ha pagato per un simile errore.

– I sistemi sanitari sono stati coerciti in rigidissimi sistemi burocratici, che assorbono gran parte del tempo degli operatori ed ostacolano l’applicazione delle corrette azioni sanitarie, specie poi nelle emergenze. Ma nessuno può permettersi di trascurare questo aspetto, perché ‘il paziente deve morire legalmente‘, pena una condanna penale.

– Grande responsabilità poi ricade sulla magistratura, che accetta senza filtro alcuno qualsiasi azione legale contro il personale sanitario, rimandandolo invariabilmente a giudizio. A livello europeo i casi di responsabilità accertata sono un numero percentualmente sparuto, ma le sentenze che ‘il fatto non sussiste‘ arrivano dopo almeno cinque anni di iter processuale e comportano spese che gli operatori sono chiamati a coprire in prima persona.

– Alla scarsa considerazione sociale si dovrebbero aggiungere i miserandi emolumenti corrisposti a persone di così alta qualificazione e che rischiamo la propria vita per curare quella altrui. L’elenco dei medici e degli infermieri morti in servizio è impressionante. “$33,600 basic pay” sono un obolo della misericordia, con il quale è semplicemente impossibile mantenere una famiglia.

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Come si constata, il problema esiste reale e concreto.

Ma la soluzione richiederà tempi lunghi e sarà politica, non tecnica.

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Sweden Seeing “Unprecedented” Resignations In Healthcare Amid Second Wave Surge.

Swedish healthcare workers are resigning at alarming rates.

The exodus from the industry has been so stark that the chairwoman of the Swedish Association of Health Professionals, Sineva Ribeiro, has called the situation “terrible”, according to Bloomberg.

Prior to the pandemic, the country was already facing a shortage of specialists and nurses, the report notes. Now, nearly a year into the Covid crisis and with Stockholm’s intensive care capacity hitting 99%, there are fewer qualified people available to work in healthcare than there were in the Spring.

Members of the Swedish Association of Health Professionals have called it an “untenable situation”. Stockholm County’s Mayor has called the situation “extremely tense” and has acknowledged that there is a need for staff. She said on Friday: “There’s fatigue. You can’t ignore that, so it’s extremely important to get more people.”

But staff are so “desperate” for time off, they see resignation as their only option, the union has said. “We don’t have the staff to do it,” Ribeiro said. “I talked to members in August who said they would resign because it was the only way to get some time off and recover. We see high rates of sickness, symptoms of exhaustion and members who have been infected.”

And for the time being, there’s little idea as to where new capacity and staff will come from. Stockholm County has already asked for help from the country’s armed forces, but the military may not have the resources to help, either. Sweden is also asking neighboring countries, like Finland, for help. Finland has said it is ready to free up space for Swedish ICU units.

Another reason that resignations are ticking up is that nurses only make about $33,600 in basic pay, which has made it easy to decide that working during the pandemic simply isn’t worth it. Recall, back in August, we wrote about EMTs leaving their jobs in “alarming numbers” in the U.S. due to the pandemic and the poor pay.

Oren Barzilay, president of the FDNY-EMS Local 2507, representing New York City medics noted that about 60 EMTs had left the department between May and August.

“They see the risks associated with the job and the low pay, and it’s just not worth it,”  Barzilay said. EMTs start at just $30,000 per year in New York and pay tops out at about $50,000. Nationally, the job pays just $38,830 per year on average.

Alarmingly, Michael MacNeil, president of Boston’s EMS association said it’s not just older EMTs that are quitting. Rather, those with only a couple of years in the field are also leaving – and new positions are getting difficult to fill. He said: “We aren’t getting people interested and don’t have enough qualified applicants to fill available seats. We can’t fill the jobs.”

Selena Xie, president of the Austin EMS Association, representing medics in Austin, Texas said that 25 EMTs had left through August, on pace to double the annual average of 30. Xie said: “We know for sure the virus is helping people make the decision that this is not an ideal job right now and that their own health and their family’s health is at risk.”

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Sweden’s Covid Workers Are Quitting in Dangerous Numbers.

«Sweden faces a shortage of health-care workers as the number of resignations ticks up after a relentless year of caring for Covid patients. Sineva Ribeiro, the chairwoman of the Swedish Association of Health Professionals, says the situation is “terrible”.»

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Sweden’s frontline health care workers are quitting in worrying numbers as COVID cases spike.

Sweden faces a shortage of health-care workers as the number of resignations ticks up after a relentless year of caring for Covid patients.

Sineva Ribeiro, the chairwoman of the Swedish Association of Health Professionals, says the situation is “terrible.”

Even before the first wave of the pandemic back in March, there was “a shortage of specialist nurses, including at ICUs,” she said in a phone interview.

The development shows that even countries with universal health-care systems are now struggling to keep up with the Covid crisis. This week, Stockholm’s intensive care capacity hit 99%, sending the city into a panic and prompting calls for outside help.

But even if more ICU beds are provided, the bigger concern now is whether Sweden has enough health-care workers with the skills needed to look after the country’s sickest patients.

Ribeiro says that already back in May, members of her union “warned of an untenable situation.” There are fewer qualified people available now than there were in the spring, “which makes it harder to expand ICU capacity,” she said.

Health-care professionals have emerged as the heroes of the Covid crisis, often drawing cheers from grateful onlookers as they emerge from hospitals after long and grueling shifts.

But increasingly, staff are so desperate for some real time off that they see resignation as the only way out, Ribeiro said. A survey by broadcaster TV4 showed that in 13 of Sweden’s 21 regions, resignations in the health-care profession are now up from a year ago, at as many as 500 a month.

The Army

Stockholm County Mayor Irene Svenonius says the situation is “extremely tense.” In an interview with Dagens Nyheter on Friday, she acknowledged that health-care workers are overworked, and that there’s a need to add staff. “There’s fatigue,” she said. “You can’t ignore that, so it’s extremely important to get more people.”

It’s uncertain where that extra capacity will come from. Stockholm has asked for additional health-care staff from Sweden’s armed forces, but it’s not clear the military has the resources to help. In the meantime, over 100 staff from a children’s hospital have reportedly been redeployed to intensive care units, meaning that children who had been due to receive non-emergency surgery will now be forced to wait.

Sweden, which has avoided a lockdown since the pandemic started, is also turning to other Nordic countries for help. On Saturday, neighboring Finland said it’s ready to assist by freeing up space for Swedish ICU patients.

The worry is that, despite scientific strides that allow medics to better understand and treat Covid-19, there aren’t enough professionals left to put that knowledge into practice.

“We don’t have the staff to do it,” Ribeiro said. She described the current health-care crisis facing the country as “unprecedented.” 

Nurse’s Pay

Part of the problem is that nurses in particular are increasingly unwilling to subject themselves to the hours and conditions facing them during the Covid crisis, given the average pay level. Sara Nordin, once an assistant nurse at an intensive care unit, told Bloomberg in October that she quit because she couldn’t make ends meet on the $33,600 basic pay she got a year.

“I talked to members in August who said they would resign because it was the only way to get some time off and recover,” Ribeiro said. “We see high rates of sickness, symptoms of exhaustion and members who have been infected.”

For Sweden, the danger now is that more people will die because there aren’t enough qualified health-care professionals left to look after them.

“In a work environment where you are so tired, the risk of mistakes increases,” Ribeiro said. “And those mistakes can lead to patients dying.”

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Le condotte vetuste perdono il 42% del volume di acqua immesso in rete.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-12-17.

2020-12-12__ Acquedotti 013

Ringraziamo Vittorio Emanuele Re di Italia ed i responsabili del mai sufficientemente deprecato ventennio per aver costruito acquedotti tutt’ora funzionanti, nonostante l’incuria dei provvidi governi successivi.

«le perdite idriche in distribuzione sono il 42,0% del volume di acqua immesso in rete»

«Le perdite di rete determinano una rischiosa pressione sulla disponibilità della risorsa idrica, già molto condizionata da periodi di scarsità idrica e da episodi di inquinamento sempre più diffusi e frequenti.

Ingenti le perdite idriche nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno

Sebbene le perdite abbiano un andamento territoriale molto variabile, l’infrastruttura di rete è meno efficiente nei distretti idrografici della fascia appenninica e insulare. I valori più alti si rilevano nei distretti Sardegna (51,2%) e Sicilia (50,5%), seguiti dai distretti Appennino centrale (48,4%) e Appennino meridionale (48,0%); quasi in linea con il dato nazionale il distretto Appennino settentrionale (42,1%).

Nel distretto del fiume Po l’indicatore raggiunge, invece, il valore minimo, pari al 31,7% del volume immesso in rete; poco inferiore al dato nazionale anche il distretto Alpi orientali (40,3%).

Una regione su due ha perdite idriche totali in distribuzione superiori al 45%. Le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno, con i valori più alti in Abruzzo (55,6%), Umbria (54,6%) e Lazio (53,1%).

Tutte le regioni del Nord, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia (45,7%), hanno un livello di perdite inferiore a quello nazionale. In Valle d’Aosta si registra nel 2018 il valore minimo regionale di perdite idriche totali di rete (22,1%), seppur in aumento di circa quattro punti percentuali rispetto al 2015. In circa una regione su tre le perdite sono inferiori al 35%.»

«Tra i 14 capoluoghi di città metropolitana, Milano è il comune più virtuoso (14,3% di perdite totali di rete). Bologna e Torino hanno registrato un livello di perdite idriche inferiore al 30%. Napoli, Roma, Genova, Venezia e Firenze hanno perdite che oscillano tra il 30% e il 45%»

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Si noti come le perdite idriche totali siano passate dal 32.6% del 1999 al 42.0% del 2018.

La mancata manutenzione della rete scarica nei fatti costi quasi raddoppiati sugli utenti finali.

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Istat. Nel 2018 peggiorano le perdite idriche in distribuzione: sono il 42,0% del volume di acqua immesso in rete.

«Nel 2018 operano in Italia 2.552 gestori di servizi idrici, 305 in meno rispetto al 2015, ma la gestione è ancora fortemente frammentata.

I prelievi di acqua per uso potabile sono in calo per la prima volta negli ultimi vent’anni (-2,7% rispetto al 2015).

L’87% del volume movimentato nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile è gestito da enti specializzati.

È assente il servizio pubblico di fognatura in 40 comuni, soprattutto nel Mezzogiorno.»

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Nota.

Il documento è esaustivo. Data la sua estensione ne produciamo il solo link.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Covid-19. 260 medici morti, il top in Europa. Cinque volte che in Francia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-12-17.

2020-12-17__ Medici Morti 013


«Abbiamo scritto presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché ci preme portare alla sua attenzione l’elevato numero dei medici deceduti in Italia nell’esercizio della professione, quasi due medici al giorno»

«Ogni giorno»

«Una cifra esorbitante se rapportata ad altri paesi d’Europa»

«In Francia 50 (di cui 5 ospedalieri) 22 sanitari in Germania, 36 in Inghilterra , in Spagna 70 (a luglio erano 61, mentre in Italia eravamo già a quota 178)»

«Qualcosa …. non ha funzionato nella prima ondata della pandemia, dove siamo stati colti tutti di sorpresa, e continua a non funzionare oggi, nonostante avremmo dovuto essere più preparati»

«La conclusione a cui si giunge è che si continua a lavorare non in sicurezza, considerando che abbiamo più vittime tra coloro che svolgono attività ordinaria piuttosto che tra coloro che lavorano nei reparti di malattie infettive»

«La metà delle vittime è rappresentata dai medici di medicina generale (medici di famiglia, guardie mediche, medici del 118) quei medici che l’informazione, anche istituzionale, etichetta come nullafacenti, restii rispetto al loro dovere, recalcitranti dinanzi alla loro mission»

«Vorrei ricordare che il 60% della professione è rappresentato da donne, che continuano ad essere impegnate in prima linea nella lotta alla pandemia e nel contempo continuano ad essere occupate nelle pratiche di accudimento (figli minori, genitori anziani) con tempi di conciliazione che non hanno più nulla di umano, vittime, esse stesse, di una situazione grave che sicuramente genera ansia per la propria salute e per quella dei propri cari»

«Familiari a cui non viene riconosciuto alcun indennizzo perché i medici di medicina generale sono liberi professionisti»

«Non richiamiamo qui il problema di tutto il personale sanitario contagiato. Circa 30mila nel solo mese di ottobre»

«[Medici] mandati in trincea a volte senza mezzi o con mezzi insufficienti»

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Le parole possono essere suadenti ed accattivanti, ma i numeri restano nella loro cruda realtà. Così come i morti.

Il numero dei medici che sono morti per Covid-19, per non parlare poi degli infermieri, è cinque volte maggiore di quello degli altri paesi europei.

«[Medici] mandati in trincea a volte senza mezzi o con mezzi insufficienti»

Il testo è molto edulcorato: li hanno mandati allo sbaraglio senza mezzi di protezione idonei.

Ed il sangue di quei martiri ricade sui burocrati inefficienti e su dei politici malvagi, inetti e recidivi.

Mancano i medici? Almeno sarebbe stato utile non mandarli a morire.

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Covid, in Italia record di medici morti: “Una catastrofe”.

Ci sono stati 260 medici morti in Italia, “il numero più grande in Europa. Una catastrofe a cui rispondere. Abbiamo scritto presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché ci preme portare alla sua attenzione l’elevato numero dei medici deceduti in Italia nell’esercizio della professione, quasi due medici al giorno. Ogni giorno. Una cifra esorbitante se rapportata ad altri paesi d’Europa. In Francia 50 (di cui 5 ospedalieri) 22 sanitari in Germania, 36 in Inghilterra , in Spagna 70 (a luglio erano 61, mentre in Italia eravamo già a quota 178)”. Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani e medico di famiglia di Roma, ha inviato oggi una lettera al premier perché ci sia un’attenzione elevata sul tema.

“Qualcosa – continua Onotri – non ha funzionato nella prima ondata della pandemia, dove siamo stati colti tutti di sorpresa, e continua a non funzionare oggi, nonostante avremmo dovuto essere più preparati. La conclusione a cui si giunge è che si continua a lavorare non in sicurezza, considerando che abbiamo più vittime tra coloro che svolgono attività ordinaria piuttosto che tra coloro che lavorano nei reparti di malattie infettive. La metà delle vittime è rappresentata dai medici di medicina generale (medici di famiglia, guardie mediche, medici del 118) quei medici che l’informazione, anche istituzionale, etichetta come nullafacenti, restii rispetto al loro dovere, recalcitranti dinanzi alla loro mission”.

“Si riesce ad immaginare quanto tutto questo possa essere doloroso per tutti quei medici che da marzo scorso stanno stringendo i denti per cercare di dare una risposta a tutti i loro pazienti, siano essi affetti da Covid o meno, rinunciando anche ai riposi, sacrosanto diritto per ogni lavoratore, con una disponibilità 7 h su 7 12 h al giorno, disponibilità imposta per legge, sacrificando sé stessi e le proprie famiglie?”. aggiunge Onotri. “Vorrei ricordare che il 60% della professione è rappresentato da donne, che continuano ad essere impegnate in prima linea nella lotta alla pandemia e nel contempo continuano ad essere occupate nelle pratiche di accudimento (figli minori, genitori anziani) con tempi di conciliazione che non hanno più nulla di umano, vittime, esse stesse, di una situazione grave che sicuramente genera ansia per la propria salute e per quella dei propri cari”.

“Si può immaginare – si legge nella lettera – l’effetto devastante che una campagna mediatica denigratoria nei confronti dei medici può avere sui familiari dei morti? Dei nostri morti? Familiari a cui non viene riconosciuto alcun indennizzo perché i medici di medicina generale sono liberi professionisti. Liberi professionisti a cui non si esita a dare ordini di servizio, fino a decidere che non hanno diritto neanche ad un giorno di riposo. Liberi professionisti a cui non si riconosce la dignità di lavoratori. Neanche da morti. Non richiamiamo qui il problema di tutto il personale sanitario contagiato. Circa 30mila nel solo mese di ottobre”.

“Auspichiamo che le decisioni prese per contrastare la pandemia tengano conto del grido di dolore degli operatori sanitari, ormai allo stremo delle forze, mandati in trincea a volte senza mezzi o con mezzi insufficienti. Non siamo eroi, ma non vogliamo essere neanche imputati, additati come responsabili di inefficienze e disorganizzazione che non dipendono da noi”, conclude Onotri.

“Non pretendiamo gratitudine o ringraziamenti, ma chiediamo tutele e il doveroso rispetto che uno Stato dovrebbe avere nei confronti dei suoi “caduti”, nei confronti di coloro che ogni giorno onorano il giuramento che hanno prestato, anche a costo della vita”, conclude Onotri.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Processo Gregoretti. Alcune fotocopie dei tweet di Conte e Toninelli agli atti.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-12-13.

2020-12-13__ Twitter 001

Le fotocopie dovrebbero essere eloquenti.

2020-12-13__ Twitter 002

Ricordano qualcosa anche a chi non ricordasse più nulla.

2020-12-13__ Twitter 003

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Processo Gregoretti, ecco i tweet di Conte e Toninelli agli atti.

“Anche la Corte di Strasburgo dà ragione al Governo e torto a Sea Watch. Dobbiamo garantire ai migranti viveri, cure e assistenza adeguata. Ed è quello che stiamo facendo. Ma non abbiamo obblighi sullo sbarco. E non li faremo sbarcare finché la Ue non batte un colpo. Avanti così”. E’ il 29 gennaio del 2019 e l’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli scrive questo tweet, dopo l’ennesimo braccio di ferro con la nave Sea watch con a bordo centinaia di migranti. Il post, insieme ad altri ‘cinguettii’ dell’ex ministro che oggi è stato ascoltato all’udienza preliminare sul caso Gregoretti all’aula bunker Bicocca di Catania, è stato prodotto, come apprende l’Adnkronos, dalla difesa di Salvini, l’avvocato Giulia Bongiorno, in udienza. Sono una decina di tweet e interviste rilasciate da Toninelli quando era ministro dei Trasporti. Prodotto anche un post del premier Giuseppe Conte.

Oggi, nel corso della sua deposizione, come ha poi spiegato la stessa Bongiorno in conferenza stampa, Toninelli avrebbe espresso “molti non ricordo” soprattutto sulla vicenda di un’altra nave, la ong spagnola Open Arms. “Sono stata molto imbarazzata dai suoi non ricordo”, ha detto Bongiorno. Oggi Toninelli non avrebbe ricordato, tra l’altro, alcuni singoli casi di sbarco “perché erano tutti diversi”. E di “non avere avuto ruoli nei divieti di sbarco”. Ma l’avvocato Bongiorno ha mostrato a Toninelli i tweet prodotti dalla difesa. Eccoli: “C’è qualcuno che favorisce la partenza dei barconi della morte, ma il governo del cambiamento non è più disposto ad accettare questo stato di cose. L’Olanda conosceva da subito i reali intendimenti della Sea watch”, scrive Toninelli il 26 gennaio del 2019, parlando ancora della nave Sea watch. In questo modo la difesa vuole dimostrate che le scelte dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini erano condivisi con tutto il governo, tra cui, appunto, l’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Il 30 gennaio 2019 un altro tweet di Toninelli, sempre agli atti del procedimento a carico di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per la nave Gregoretti. “L’Ue ha ceduto e i migranti della Sea watch saranno distribuiti in sette diversi paesi tra cui la Francia, Lussemburgo e Germania. Ingranata la marcia giusta verso equa ripartizione di responsabilità. L’Italia torna ad alzare la testa in Europa”. Andando indietro nel tempo c’è un altro tweet di Toninelli prodotto dalla difesa di Salvini: “Da alcune ore c’è una imbarcazione con 450 persone a bordo che naviga nel Sar maltese – scriveva – Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto. La nostra Guardia costiera potrà agire se serve in supporto ma Malta faccia subito il suo dovere”. Era il 13 luglio 2018.

Agli atti anche un post del premier Giuseppe Conte. Siamo al 14 luglio del 2018 quando il presidente del Consiglio, nel Governo Conte 1, scriveva su Twitter: “Francia e Malta prenderanno rispettivamente 50 dei 450 migranti trasbordati sulle due navi militari, a breve arriveranno anche le adesioni di altri paesi europei” “E’ un risultato importante – scriveva il premier – ottenuto dopo una giornata di scambi telefonici e scritti che ho avuto con tutti i 27 leader europei. Finalmente l’Italia inizia a essere ascoltata davvero”. E posta anche la lettera inviata ai capi di Stato e di governo dei 27 paesi del Consiglio europeo. Quello stesso giorno, il 14 luglio 2018, Toninelli si complimenta con Conte e scrive su Twitter: “Su migranti più risultati in 45 giorni che in tanti anni. Complimenti a Conte. Il governo del cambiamento sta ribaltando gli schemi. Con questa riconquistata credibilità internazionale l’Italia non rimarrà più sola”.

Un altro tweet è del 15 agosto 2019 quando Toninelli scrive: “Avevo già firmato a suo tempo il decreto di Salvini che vietava l’ingresso, il transito e la sosta della Open Arms in acque italiane. Avevo firmato anche stavolta per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico per farselo bocciare di nuovo dal Tar dopo 5 minuti. E a differenza di Salvini che cerca solo il consenso facile noi agiamo con senso di Stato e concretezza”.

Il 20 agosto Toninelli, nel pieno della crisi con Salvini, scrive: “Stiamo lavorando ancora per sbloccare al più presto la situazione della Open Arms. C’è un dato politico importante da registrare: mentre in precedenza gli altri paesi europei prima dello sbarco davano la disponibilità ad accogliere una parte di migranti, ora invece ci dicono prima di sbarcarli a Lampedusa e poi si vedrà. Stanno ricominciando a voltarci le spalle e questo ha un unico responsabile: Matteo Salvini che ha indebolito il governo e di conseguenza la nostra posizione in Europa”.

Tornando invece indietro nel tempo, l’11 giugno 2018, i toni erano totalmente diversi, di condivisione con Salvini. Ecco un altro tweet di Toninelli prodotto dalla difesa dell’ex vicepremier: “Ringraziamo la Spagna e il premier Sanchez che hanno deciso di accogliere la nave Aquarius. E’ il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ci siamo insediati da pochi giorni e la musica sta già cambiando”. E cita persino Salvini: “Con i ministri Moavero e Salvini porteremo in Europa il tema della cooperazione”.

Poi, un anno dopo, dopo il Papeete, la musica cambia. Il 20 agosto 2019 un altro tweet in cui Toninelli scrive: “Grazie alle nostre interlocuzioni in questi giorni la Spagna ha annunciato l’invio di una propria nave militare per trasportare migranti della Open Arms sulle coste iberiche. Bene una buona notizia, frutto del nostro lavoro, volto a far sì che gli altri paesi europei non si voltino dall’altra parte ma gestiscano collegialmente, insieme all’Italia, il fenomeno migratorio”.

E oggi, in una aula bunker al gelo per l’assenza di riscaldamento, come ha più volte sottolineato lo stesso Salvini più tardi in conferenza stampa, Toninelli e Salvini, gli ex alleati si sono rivisti, ma stavolta su posizioni opposte.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

Usa. Suprema Corte ordina alla Pennsylvania di scorporare i voti ritardatari.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-11-08.

Suprema Corte 013

Prima sentenza della Corte Suprema Americana sulla vertenza dei voti per posta.

«U.S. Supreme Court Justice Samuel Alito on Friday night ordered county election boards in Pennsylvania to comply with a state directive to separate mail-in ballots received after 8 p.m. on Election Day from other ballots»

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«Moreover, “[t]he counting of votes that are of questionable legality . . . threaten[s] irreparable harm” not only to RPP, its voters, and its supported candidates, but also to all Pennsylvanians and even “the country, by casting a cloud upon . . . the legitimacy of [the] election.” Bush v. Gore, 531 U.S. 1046, 1046–47 (2000) (Scalia, J., concurring). And here, the “issue[]” presented is “precisely whether the votes that have been ordered to be counted” under the Pennsylvania Supreme Court’s extension and non-postmarked ballot presumption are “legally cast vote[s]” under federal law and the U.S. Constitution. Id. The requested relief should be “granted” for this reason alone. Id. at 1047 (per curiam op.).

This is particularly so here, as no party will be harmed if this Court were to grant the requested relief. That relief merely preserves the ability of this Court to render a meaningful judgment on the validity of those ballots and to order the appropriate disposition of such ballots as part of that judgment.»

«CONCLUSION»

«The Court should order Respondents county boards of elections, pending certiorari review or further order of this Court, to log, to segregate, and otherwise not to take any action related to mail-in or civilian absentee ballots that arrive after the General Assembly’s Election Day received-by deadline but before the Pennsylvania Supreme Court’s judicially extended deadline.»

2020-11-08__ Usa Supreme Court 013

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«The order came in a case pending before the justices to invalidate a September decision by the state’s highest court that allowed election officials to count mail-in ballots postmarked by Tuesday’s Election Day that are delivered through Friday»

«Alito granted the request by Pennsylvania Republicans to separate the ballots without first referring the request to the other justices»

«The decision comes as Democrat Joe Biden edged closer to winning the White House on Friday, expanding his narrow leads over President Donald Trump in battleground states including Pennsylvania»

«The Supreme Court had twice rebuffed Pennsylvania Republicans in the case, rejecting a request in October to block the lower court ruling and later refusing to fast-track their consideration of an appeal. The justices said they might revisit the case after Nov. 3»

«Also on Friday, a federal judge in Nevada rejected a bid by a voter, a member of the media and two candidate campaigns to block the use of a signature-verification system in populous Clark County and to provide “meaningful” public access to vote counting»

Al momento attuale si constata che Biden ha superato il quorum necessario per la nomina a Presidente.

Nel contempo constatiamo come sia in corso un contenzioso giudiziario, motivo per cui il risultato delle elezioni è tuttora incerto.

Occorre avere pazienza ed attendere i risultati definitivi.

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Supreme Court’s Alito tells Pennsylvania counties to separate late ballots.

U.S. Supreme Court Justice Samuel Alito on Friday night ordered county election boards in Pennsylvania to comply with a state directive to separate mail-in ballots received after 8 p.m. on Election Day from other ballots.

The order came in a case pending before the justices to invalidate a September decision by the state’s highest court that allowed election officials to count mail-in ballots postmarked by Tuesday’s Election Day that are delivered through Friday. Alito granted the request by Pennsylvania Republicans to separate the ballots without first referring the request to the other justices.

The decision comes as Democrat Joe Biden edged closer to winning the White House on Friday, expanding his narrow leads over President Donald Trump in battleground states including Pennsylvania.

The Supreme Court had twice rebuffed Pennsylvania Republicans in the case, rejecting a request in October to block the lower court ruling and later refusing to fast-track their consideration of an appeal. The justices said they might revisit the case after Nov. 3.

In its request on Friday, the Republican Party of Pennsylvania said it was unclear whether all 67 county election boards were complying with Secretary of the Commonwealth Kathy Boockvar’s Oct. 28 directive to separate late-arriving ballots. Late-arriving ballots are a tiny proportion of the overall vote in the state, Boockvar has said.

The request said 25 counties had not indicated whether they were separating the disputed ballots, which would be necessary in case the Supreme Court ultimately agrees to hear the case and overturns the deadline extension.

The Trump campaign has sought to intervene in the case, but the justices have not yet acted on that request.

Also on Friday, a federal judge in Nevada rejected a bid by a voter, a member of the media and two candidate campaigns to block the use of a signature-verification system in populous Clark County and to provide “meaningful” public access to vote counting.

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Scotus. Pennsylvania Republicans seek Supreme Court order to keep later-arriving ballots separate and uncounted (updated)

Claiming that it “is currently unclear whether all 67 county boards of elections” in Pennsylvania are following instructions to segregate mail-in ballots that arrive after Election Day, Republicans on Friday asked the Supreme Court to order election boards to keep those ballots separate and to refrain from counting them while the Republicans’ legal challenge to those ballots remains pending. The request was the latest development in the battle for Pennsylvania’s 20 electoral college votes, but it came after Democrat Joe Biden had pulled ahead in the vote count in the state. And news reports suggested that the number of ballots received after Election Day might not ultimately be enough to affect the outcome in Pennsylvania.

The 11-page filing came in the challenge by Pennsylvania Republicans and Pennsylvania legislators to a ruling by the Pennsylvania Supreme Court that requires the state to count any ballots received by Friday, Nov. 6, unless they are postmarked after Election Day or there is other strong evidence that they were mailed after Election Day. The Pennsylvania Republicans and legislators had asked the justices to put that ruling on hold and, later, to fast-track their consideration of a petition for review of the state supreme court’s decision.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

USA. La Commissione del Senato ha approvato 12-0 la nomina della Giudice Barrett.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-10-23.

Suprema Corte

La Commissione Giustizia del Senato americano ha approvato 12-0 la nomina del Giudice Amy Coney Barrett alla Suprema Corte: lunedì il voto finale del Senato.

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«U.S. Senate panel votes to approve Trump court pick anyway»

«The Republican-led U.S. Senate Judiciary Committee on Thursday approved President Donald Trump’s nomination of Amy Coney Barrett to a lifetime U.S. Supreme Court seat»

«By a 12-0 vote, the panel approved Barrett with all Republican members voting yes and the 10 committee Democrats boycotting the meeting after calling the confirmation process a sham»

«With Trump’s fellow Republicans holding a 53-47 Senate majority, Barrett’s confirmation appears certain»

«The confirmation of Barrett, a federal appeals court judge whose confirmation, would expand the top U.S. judicial body’s conservative majority to 6-3»

«Democrats were incensed that Senate Republicans moved forward with the nomination so near an election»

«Majority Leader Mitch McConnell’s plan for a confirmation vote on Monday would enable the Senate – controlled by the president’s fellow Republicans – to approve her before the Nov. 3 election as Trump has requested»

«Barrett is Trump’s third Supreme Court nominee as he moves it further to the right»

«DEMOCRATS FRUSTRATED»

«A favorite of Christian conservatives, Barrett frustrated Judiciary Committee Democrats during her confirmation hearing last week by sidestepping questions on abortion, presidential powers, climate change, voting rights, Obamacare and other issues»

«Barrett told the committee last week that she believed the landmark 1973 Roe v. Wade ruling legalizing abortion nationwide was not a “super-precedent” that could never potentially be overturned»

«Some on the left have floated the idea of expanding the number of justices if Biden wins to counter the court’s rightward drift in light of the actions of Senate Republicans in 2016 and now»

«The number of justices has been fixed by law at nine for more than a century.»

«Biden said if elected he would create a bipartisan commission of constitutional scholars to look into judicial reforms»

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Una precisazione diventa adesso doverosa.

Se è vero che con la verosimile nomina del Giudice Barrett alla Suprema Corte il numero delle Loro Giustizie nominate da presidenti repubblicani salirebbe a sei contro tre, sarebbe altrettanto vero constatare come nei fatti il rapporto sarebbe cinque contro quattro.

Infatti, Sua Giustizia Robert, pur di nomina repubblicana, si è sempre schierato con le interpretazioni giuridiche date dalle Loro Giustizie di nomina liberal democratica. Agli effetti pratici, è un liberal democratico.

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Democrats boycott, but U.S. Senate panel votes to approve Trump court pick anyway.

The Republican-led U.S. Senate Judiciary Committee on Thursday approved President Donald Trump’s nomination of Amy Coney Barrett to a lifetime U.S. Supreme Court seat despite a Democratic boycott, clearing the way for a full Senate vote on her confirmation planned for Monday.

By a 12-0 vote, the panel approved Barrett with all Republican members voting yes and the 10 committee Democrats boycotting the meeting after calling the confirmation process a sham. With Trump’s fellow Republicans holding a 53-47 Senate majority, Barrett’s confirmation appears certain.

Judiciary Committee Chairman Lindsey Graham said the Democratic boycott was “their choice,” adding, “We’re not going to allow them to take over the committee.”

The empty seats for the Democratic committee members had posters placed upon them for the meeting with photographs of people who they argue would be hurt if the Affordable Care Act healthcare law, also known as Obamacare, is struck down as Trump has sought in a case to be argued before the justices on Nov. 10.

Barrett has criticized previous rulings upholding Obamacare but said during her confirmation hearings she has no agenda to invalidate the measure.

The confirmation of Barrett, a federal appeals court judge whose confirmation, would expand the top U.S. judicial body’s conservative majority to 6-3.

Calling the committee vote “a groundbreaking historic moment,” Graham said of Barrett: “The ‘law of Amy’ will not be applied to a case in controversy. It will be the law as written in the Constitution or by statute. … She will take her job on without agenda.”

Democrats were incensed that Senate Republicans moved forward with the nomination so near an election after refusing in 2016 to allow the chamber to act on a Supreme Court nomination by Trump’s Democratic predecessor, Barack Obama, because it was an election year.

Majority Leader Mitch McConnell’s plan for a confirmation vote on Monday would enable the Senate – controlled by the president’s fellow Republicans – to approve her before the Nov. 3 election as Trump has requested.

In announcing their boycott of Thursday’s vote, Senate Democratic leader Chuck Schumer and Judiciary Committee Democrats said they “will not grant this process any further legitimacy by participating” in the committee’s vote so near the election. Tens of millions of ballots have already been cast in the contest between Trump and Democratic challenger Joe Biden.

Trump nominated Barrett to succeed the late liberal Justice Ruth Bader Ginsburg. Barrett is Trump’s third Supreme Court nominee as he moves it further to the right.

No nominee to the Supreme Court has ever been confirmed by the Senate this close to a presidential election.

DEMOCRATS FRUSTRATED

A favorite of Christian conservatives, Barrett frustrated Judiciary Committee Democrats during her confirmation hearing last week by sidestepping questions on abortion, presidential powers, climate change, voting rights, Obamacare and other issues.

The 48-year-old Barrett is a devout Catholic who personally opposes abortion. Barrett told the committee last week that she believed the landmark 1973 Roe v. Wade ruling legalizing abortion nationwide was not a “super-precedent” that could never potentially be overturned.

Senate Republicans have made confirmation of Trump’s conservative judicial appointees a high priority. Trump has said he believes the Supreme Court will decide the election’s outcome and has made clear that he wants Barrett on the bench for any election-related cases.

Republicans are hoping that Barrett’s confirmation can give an election boost to incumbent senators in the party facing tough re-election fights, including Graham in South Carolina and panel members Joni Ernst in Iowa and Thom Tillis in North Carolina.

Some on the left have floated the idea of expanding the number of justices if Biden wins to counter the court’s rightward drift in light of the actions of Senate Republicans in 2016 and now. Republicans have decried the idea as “court-packing.” The number of justices has been fixed by law at nine for more than a century.

In an interview with the CBS program “60 Minutes,” Biden said if elected he would create a bipartisan commission of constitutional scholars to look into judicial reforms, saying there could be various “alternatives” to consider besides expanding the Supreme Court. Biden said the judiciary is “getting out of whack.”

Trump appointed Barrett to the Chicago-based 7th U.S. Circuit Court of Appeals in 2017.