Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Camera. Commissione Speciale. I Presidenti Crimi e Molteni.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-14.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

«Per lo sciopero della fame della Boldrini mangerò un panino in più» [Salvini]



Senato della Repubblica. 2018-04-04. Commissione speciale per esame atti urgenti del Governo

«Elezione dell’Ufficio di presidenza

La Commissione speciale, nella prima seduta di mercoledì 4 aprile, ha proceduto all’elezione del suo Ufficio di presidenza. Sono risultati eletti: Presidente, il senatore Vito Crimi; Vice Presidenti, i senatori Erica Rivolta e Giacomo Caliendo; Segretari, i senatori Simona Malpezzi e Giovanbattista Fazzolari.

Come comunicato in Aula mercoledì 28 marzo, la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito all’unanimità che, ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento, fosse nominata una Commissione speciale per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo. In conformità ai precedenti, la Commissione è composta da 27 membri in rappresentanza proporzionale dei Gruppi parlamentari, che hanno provveduto a nominare i propri designati entro giovedì 29 marzo. Oltre ad avere la competenza di merito sui singoli provvedimenti, la Commissione speciale assorbe le competenze di ogni altra Commissione in sede consultiva, anche con riguardo agli eventuali pareri obbligatori.»

sen Vito Crimi: Movimento Cinque Stelle

sen Erica Rivolta: Lega – Salvini Premier

sen Giacomo Caliendo: Forza Italia – Berlusconi Presidente

sen Simona Malpezzi: Partito Democratico

sen Giovanbattista Fazzolari: Fratelli di Italia.

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L’on Molteni (Lega – Salvini Premier) è stato nominato Presidente della commissione speciale alla camera.

Si noti che il sito della Camera dei Deputati sembrerebbe essere al momento ancora da aggiornare.

*

Lentamente, molto lentamente, le testate liberal italiane, il Corriere della Sera, la Stampa ed il Sole 24 Ore stanno iniziando a razionalizzare che il partito democratico ha ottenuto il 18.72% dei suffragi, ossia 106 deputati e 51 senatori. In poche parole, ha perso rispetto il 40.08% delle elezioni europee ventun punti percentuali.

Se come forza politica il pd è oramai una formazione dissolta, i casi della vita potrebbero al massimo vederlo giocare un qualche ruolo come portatore d’acqua in una coalizione improbabile ma pur sempre possibile.

Corriere della Sera, la Stampa ed il Sole 24 Ore pubblicano lamentosissimi articoli come se il pd esistesse ancora e, magari, avesse anche una dirigenza intelligente. Ricordano i nobili francesi che si incensavano e si esaltavano a vicenda mentre camminavano su e giù per la cella la sera prima di essere ghigliottinati.

Per loro il caro estinto sembrerebbe essere ancora vivo: proprio non riescono ad elaborare il lutto. Un bel giorno si accorgeranno che stanno continuando a sostenere una formazione politica inesistente: roba da suicidio.

*

Il pezzo riportato è tutto un programma, dato anche che è stato scritto dalla dr.ssa Mariolina Sesto, vedova bianca dell’ideologia liberal a tutto tondo.

Qualcuno dovrebbe prendersi il mesto compito di spiegare alla dr.ssa Sesto che né il sen Crimi né l’on Molteni appoggeranno iniziative politiche gradite al partito democratico: sono stati nominati a quelle cariche per conto del M5S e della Lega, ossia delle formazioni che hanno vinto le elezioni.


Sole 24 Ore. 2018-04-12. Molteni, il leghista giustizialista inviso a Fi presiederà la commissione speciale alla Camera

Contro tutte le previsioni, che davano Giancarlo Giorgetti in pole alla presidenza della commissione speciale che dovrà approvare il Def alla Camera, l’incarico va a un altro leghista, Nicola Molteni. Se, come sembra, la costituzione del nuovo governo non tarderà ad arrivare, la commissione speciale avrà vita breve: ecco spiegata – probabilmente – la correzione di rotta da Giorgetti (magari destinato ad un ruolo di governo) a Molteni.

Il giustizialista radicale

Originario di Cantù, marito dell’ultima direttrice del quotidiano leghista La Padania Aurora Lussana prima del fallimento, Molteni pur non essendo noto ai più è un politico navigato. Alla sua terza legislatura, si è distinto soprattutto in quella da poco conclusa per aver perorato da vicepresidente dei deputati leghisti le cause più radicali sul fronte della giustizia. Dal no all’abolizione del reato di clandestinità alla contrarietà sulla riforma delle carceri del ministro Orlando fino alla castrazione chimica per chi commette stupri e abusi sui minori, è entrato in collisione con i colleghi di Forza Italia soprattutto per due provvedimenti di legge che il Carroccio ha provato a introdurre senza tuttavia riuscirvi. Di Molteni era infatti la proposta di legge sulla legittima difesa e sua è stata la battaglia contro lo sconto di pena per i reati più gravi. La prima, di cui era originariamente relatore, mirava a estendere il diritto di legittima difesa considerandola, appunto, sempre legittima. Ma la proposta venne riscritta e svuotata in Commissione Giustizia alla Camera da un emendamento del Pd. La Lega promise le barricate in Aula e il dibattito parlamentare si protrasse tra accuse incrociate e rinvii. Nella sua battaglia la Lega venne affiancata da Fdi mentre Forza Italia, pur supportando la proposta originaria del Carroccio, non si spese particolarmente in sua difesa. Tant’è che votò a favore della ben nota “esenzione notturna” da colpe per chi reagiva ad aggressioni e che fece tanto scalpore sui giornali: per Molteni quella norma introdotta dopo la mediazione tra maggioranza e Forza Italia non migliorava il testo che lasciava “campo libero ai delinquenti”. Alla fine, su indicazione di Berlusconi, gli azzurri votarono comunque contro il provvedimento.

Il deputato inviso a Forza Italia

Ma a far litigare Salvini e Berlusconi fu la legge, sempre firmata Molteni, che mirava a introdurre l’inapplicabilità del rito abbreviato per i reati “gravissimi”. Il disegno di legge, anche noto come “anti-Kabobo”, prevedeva l’impossibilità per gli imputati di reati che prevedono l’ergastolo di ricorrere all’abbreviato, godendo così dello sconto fino a un terzo della pena. Il ddl venne affossato in Commissione Giustizia al Senato grazie al voto di Giovanardi (Idea) e soprattutto del forzista Giacomo Caliendo. «Questa legge – disse Molteni – è per noi imprescindibile ed è uno dei punti di programma della premiership di Matteo Salvini. Questi senatori hanno offeso le famiglie delle vittime che vedono i propri cari uccisi due volte».

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Pubblicato in: Amministrazione

Inps. Pubblicati i dati relativi lo scorso 2017.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-06.

2018-04-03__Inps__001

L’Inps ha pubblicato l’Osservatorio sulle pensioni con i dati del 2017. Qui si trova il testo completo.

Evidenziamo immediatamente una severa anomalia.

Capibile da un punto di vista umano, ma il cuore in mano non risolve né il problema politico né tanto meno quello del reperimento dei fondi di copertura.

«Le pensioni vigenti al 1° gennaio 2018 sono 17.886.623 …. le restanti 3.907.487 di natura assistenziale (invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali)»

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«Nel 2017 la spesa complessiva per le pensioni è stata di 200,5 miliardi di euro, di cui 179,6 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali»

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«le gestioni assistenziali erogano il 21,8% delle prestazioni con un importo in pagamento di poco superiore al 10,4% del totale»

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«Le nuove pensioni liquidate nel 2017 sono state 1.112.163, di cui poco meno della metà (49,7%) di natura assistenziale …. per il restante 77,9% da pensioni erogate agli invalidi civili»

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Anche se l’esborso per la gestione assistenziale non è percentualmente molto rilevante, si constata che la metà delle nuove pensioni erogate siano assistenziali e per il 77.9% siano costituite da invalidità civili.

Questi sono segni chiari dello stato di malessere in cui versa la nazione.

Che in Italia vi siano 2,663,200 invalidi civili sarebbe cifra grottesca se non si tenesse conto che in realtà tale voce altro non sia che un ammortizzatore sociale.

Senza voler entrare nel merito di una diatriba, questo modo di concepire l’invalidità civile assomiglierebbe in tutto e per tutto ad un reddito da cittadinanza. Nulla da accepire: sarebbe però buona pratica contabilizzare la pura assistenza in un capitolo a parte.

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Inps. Pubblicato l’Osservatorio sulle pensioni con i dati del 2017

Le pensioni vigenti al 1° gennaio 2018 sono 17.886.623, di cui 13.979.136 di natura previdenziale (vecchiaia, invalidità e superstiti) e le restanti 3.907.487 di natura assistenziale (invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali). Nel 2017 la spesa complessiva per le pensioni è stata di 200,5 miliardi di euro, di cui 179,6 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle pensioni erogate dall’INPS che analizza i dati del 2017.

Oltre la metà delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati, di cui quella di maggior rilievo (95,6%) è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), che gestisce il 48,2% del complesso delle pensioni erogate e il 61,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi elargiscono il 27,5% delle pensioni, per un importo in pagamento del 23,9%, mentre le gestioni assistenziali erogano il 21,8% delle prestazioni con un importo in pagamento di poco superiore al 10,4% del totale.

Le nuove pensioni liquidate nel 2017 sono state 1.112.163, di cui poco meno della metà (49,7%) di natura assistenziale. Gli importi stanziati per queste pensioni ammontano a 10,8 miliardi di euro, circa il 5,4% della spesa complessiva al 1° gennaio 2018 (200,5 miliardi di euro, appunto).

Le prestazioni di tipo previdenziale, generate dal versamento dei contributi durante l’attività lavorativa, sono costituite per il 66,6% da pensioni di vecchiaia, per il 6,8% da pensioni di invalidità previdenziale e per il 26,6% da pensioni ai superstiti.

Le prestazioni di tipo assistenziale, erogate per sostenere una situazione di invalidità collegata o meno al reddito basso, sono invece costituite per il 22,1% da pensioni e assegni sociali e per il restante 77,9% da pensioni erogate agli invalidi civili. Tra queste ultime, la prestazione di maggior rilievo (45,7%) è l’indennità di accompagnamento.

Per quanto riguarda le nuove prestazioni previdenziali liquidate nel 2017, il 53% è composto da pensioni di vecchiaia, il 10,1% di invalidità e il 36,9% ai superstiti. Nell’ambito delle pensioni di tipo assistenziale erogate nel 2017, invece, la quasi totalità (91,7%) è composta dalle prestazioni di invalidità civile, mentre il resto da assegni sociali.

La distribuzione territoriale delle pensioni

Al 1° gennaio 2018, il 48% delle pensioni viene percepito da pensionati residenti al Nord, il 19,2% al Centro, mentre il 30,6% al Sud e nelle isole. Il restante 2,2% (392.076 prestazioni) viene erogato ai residenti all’estero.

Passando alla distribuzione territoriale degli importi erogati, dall’Osservatorio emerge che il 55,1% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate all’Italia settentrionale, il 24,6% all’Italia meridionale e alle isole, il 19,7% all’Italia centrale e lo 0,6% ai residenti all’estero. L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.165,18 euro e presenta il valore più elevato al Nord con 1.247,46 euro. Gli uomini percepiscono pensioni mediamente più elevate rispetto alle donne, arrivando a essere quasi il doppio (+92%) nel Nord Italia per la categoria vecchiaia.

Età media dei pensionati e distribuzione per importi

L’età media dei pensionati è di 73,9 anni (71,3 anni per gli uomini e 75,9 anni per le donne). Il 62,2% delle pensioni, infine, ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale, che per le donne raggiunge il 75,5%, costituisce solo una misura indicativa della povertà, per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. A tal fine si evidenzia che, delle 11.117.947 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo il 44,3% (4.930.423) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, come integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile.

 

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Stangata. Continua il minuetto in crescendo: ora siamo 60 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-03.

Matsys Jan. (Belgio 1509-1575). Esattore delle Tasse. 1539

«Non è ancora chiusa la partita sulle commissioni speciali per esaminare gli atti urgenti del Governo in attesa che si formi una maggioranza. Anche perché sono in ballo passaggi delicati come quelli sul Def e su eventuali decreti che potrebbero rendersi necessari nel caso in cui si prolungassero i tempi per la nascita di un nuovo Governo. Il Senato ha formalizzato la costituzione della super-commissione, la Camera, complice l’assenza di esponenti del Governo, ha invece preso tempo. ….

Dei 27 componenti della commissione speciale al Senato, che sarà operativa dal 4 aprile, 9 sono infatti del M5S, 5 della Lega, altrettanti di Fi e 2 di Fratelli d’Italia, tutte forze politiche decise a invertire la rotta sul fronte previdenziale.» [Sole 24 Ore]

*

Una situazione che avrebbe potuto essere semplicissima è stata ingarbugliata fino a renderla quasi incomprensibile.

L’essenza, è che il passato Governo Gentiloni ha lasciato sicuramente in eredità all’Italia la legge sul testamento biologico, facendo così felice la maggior parte degli italiani, ma altrettanto sicuramente ha lasciato una situazione contabile che rasenta al filo il codice penale. E questo non piace a molto italiani.

Dapprima si parlava, conti alla mano, della necessità di una “manovrina“. Piccina, piccina, piccina.

Italia. Manovra da trenta miliardi. I masochisti voteranno a favore.

Manovra, “stangata da 30 miliardi”

Manovrina che assomigliava ad una stangata. Trenta miliardi non sono una briciola.

Poi, qualcuno ha ravattato nei conti:

Conti Pubblici. Manovra. I 30 miliardi che sono 70, ma raddoppieranno.

Adesso esce una nuova valutazione: “mica settanta miliardi! Che caspita. Sono solo sessanta“.

In arrivo 60 mld di tasse in più.

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«Cittadini e imprese, spremuti all’inverosimile, si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici»

*

«I contribuenti vengono chiamati a coprire i fallimenti dei governi che non sono riusciti a tagliare gli sprechi nel bilancio pubblico …. e zavorrano i conti dello Stato; la Spending Review è stata una clamorosa barzelletta»

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Il nodo è semplice, e si articola in due statement:

– i debiti si pagano;

– il debito pubblico altro non è che una tassa a pagamento differito.

Nota.

Non ci si illuda che questi siano i conti definitivi. Le prefiche parlano di 130 miliardi totali. Per il momento, si intende.


Adnk. 2018-04-01. “In arrivo 60 mld di tasse in più”

Il nuovo governo deve disinnescare una mina fiscale da oltre 60 miliardi di euro. Nei prossimi tre anni sono in arrivo 30 miliardi in più di tasse che corrispondono all’aggravio Iva che farà salire il balzello sui consumi fino al 25% nel 2019-2020. E altri 30 miliardi saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nell’ultima Legge di Bilancio. E’ questo, secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa, il primo scoglio per la nuova maggioranza e per il prossimo esecutivo.

Si tratta di trappole fiscali, sostiene l’associazione, che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra approvata a fine 2017 sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. In totale, dunque, i contribuenti italiani, imprese e famiglie, dovranno pagare all’erario 60 miliardi in più.

“Cittadini e imprese, spremuti all’inverosimile, si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. “I contribuenti vengono chiamati a coprire i fallimenti dei governi che non sono riusciti a tagliare gli sprechi nel bilancio pubblico – aggiunge Pucci – e zavorrano i conti dello Stato; la Spending Review è stata una clamorosa barzelletta”.

Secondo Unimpresa, “il ragionamento trae fondamento dalle misure contenute nel provvedimento sui conti pubblici” che ha stabilito il rinvio dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto al 2019 e ha evitato, così, un incremento del carico fiscale a carico di famiglie e imprese, per il 2018, pari a 15,7 miliardi. Ma si tratta di mancati aumenti tributari e non di tagli. E comunque la stretta fiscale è solo rinviata: secondo i calcoli dell’associazione, nel 2019-2020 l’aumento delle aliquote Iva (quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all’11,5%) comporterà complessivamente un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Nel 2019, l’incremento sarà di 11,4 miliardi e nel 2020 di 19,1 miliardi per un totale di 30,5 miliardi. E poi ci sono le 27 trappole fiscali, grazie alle quali lo Stato incasserà 29,6 miliardi aggiuntivi, cifra che porta il totale della stangata a 60,1 miliardi.

Nel dettaglio, quest’anno il gettito tributario complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi. Dalle misure sulla fatturazione elettronica derivano aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio. La stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali “vale” 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi. La riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro frutta all’erario 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni.

Dai nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali, continua Unimpresa, derivano 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni. L’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni porteranno più entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi. Le nuove disposizioni in materia di giochi valgono in totale 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni). Sono sei, in tutto, le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica: un “pacchetto” che porta a un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni.

I cosiddetti “effetti riflessi” derivanti dai rinnovi contrattuali e dalle nuove assunzioni portano a maggiori entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi. Il differimento al 2018 dell’entrate in vigore della nuova Iri (imposta sui redditi) “vale” 5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse. Altri 4,04 miliardi complessivi, nel triennio in esame, sono legati all’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche: 1,2 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020. Vi sono, poi, altre 11 voci, piccole misure e interventi vari, che comportano 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel triennio: 2,1 miliardi nel 2018, 1,8 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020, conclude l’associazione.

Pubblicato in: Amministrazione, Unione Europea

Elezioni. Tutti i risultati.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-15.

Stato 002

Riportiamo da GitHub i risultati elettorali completi.

  • Leggimi

Degli script per scaricare i dati sulle elezioni politiche del 4 marzo 2018 in Italia e i dati stessi.

La fonte è http://elezioni.interno.gov.it/eligendo.

  • Script

Sono due script in bash:

  • dwVotanti.sh per scaricare i dati sui votanti di questa tornata elettorale;

  • dwScrutini.sh per scaricare i risultati di questa tornata elettorale.

  • Dati

Tutti i CSV elencati a seguire utilizzano come separatore la , e l’encoding è UTF-8.
I dati replicano lo schema di output originale (con piccole modifiche):

  • questo un file per come è esposto sul sito del ministero;

    • da qui estriamo la parte anagrafica in testa ad ogni file di output, per costruire un file di riepilogo (come questo)

    • estraiamo i dettagli (un esempio);

    • mettiamo insieme i file con i dettagli per creare alcuni dei file di insieme indicati sotti.

  • Anagrafica codici Comuni, Ministero vs ISTAT

  • comuniViminaleISTAT.csv, una tabella che mette in relazione i codici assegnati dal Ministero dell’Interno ai codici comunali di ISTAT.

  • Anagrafica geografica

Sotto un esempio della struttura gerarchica per la Camera.

Nota Bene: alla voce denominata “Comune” su Eligendo non corrispondono sempre in modo univoco dei comuni, ma per città grandi anche parte di esse (come 24120550510, che non è il Comune di Palermo per intero, ma una sua parte).

ID

Nome

Livello gerarchico

URI

24000000000

SICILIA 1

Circoscrizione

http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI24000000000

24100000000

SICILIA 1 – 01

Collegio plurinominale

http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI24100000000

24120000000

02 – PALERMO – LIBERTÀ

Collegio uninominale

http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI24120000000

24120550510

PALERMO – SICILIA 1 – 01 – 02

Comune

http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI24120550510

  • Votanti

NOTA BENE: manca la sezione Estero

  • Scrutini

NOTA BENE: manca la sezione Estero

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo

Indonesia. La società civile si ribella e riporta l’omosessualità nel codice penale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-07.

Indonesia 005

La società civile indonesiana si è alla fine ribellata alla presenza sul suo territorio di ngo che perseguono fini in contrasto con la tradizione religiosa, storica e culturale del proprio paese. La società civile non fa sentire la sua voce nelle piazze o sui media: si esprime e si conta dai risultati elettorali.

«Within weeks, lawmakers could vote on a new law that looks set to criminalize sex outside of marriage and homosexual sex in Indonesia, as part of wide-reaching changes to the country’s criminal code.»

E siamo solo agli inizi.

*

«L’Indonesia, conosciuto ufficialmente come Repubblica di Indonesia, è uno Stato del sud-est asiatico. Composto da 17 507 isole, è il più grande Stato-arcipelago del mondo. Con una popolazione di 255.461.700 abitanti è il quarto Paese più popoloso del mondo dopo la Cina, l’India e gli Stati Uniti e prima del Brasile, e il più popoloso paese a maggioranza musulmana.

L’Indonesia è una repubblica democratica presidenziale. La capitale nazionale è la città di Giacarta. Le frontiere terrestri del paese sono con Malesia nell’isola del Borneo, con Papua Nuova Guinea nell’isola di Nuova Guinea e con Timor Est nell’isola di Timor. Altri paesi vicini sono Singapore, Filippine, Australia ed India (isole Andamane e Nicobare). ….

L’Islam fu introdotto dai mercanti stranieri. ….

Il motto nazionale indonesiano, che si trova sorretto dalla leggendaria Garuda, ossia l’aquila mitologica che ne orna il blasone, è emblematico in questo senso: Bhinneka tunggal ika (“Uniti nelle diversità”, letteralmente “Molti, ma uno”). ….

L’Indonesia è il più popoloso paese a maggioranza musulmana del mondo, con quasi l’86,2% della popolazione di fede musulmana secondo il censimento del 2000. Il 5,6% della popolazione è protestante, il 3% cattolico, il 1,8% indù, e il 3,4% altro. Il governo riconosce ufficialmente sei religioni (l’Islam, il protestantesimo, il cattolicesimo, l’induismo, il buddhismo e il confucianesimo), ma la libertà religiosa è prevista dalla costituzione indonesiana ed i rapporti tra le comunità religiose sono in genere molto pacifici.» [Fonte]

*

L’Indonesia ha un pil procapite di 3,594 Usd, ossia un pil ppa procapite di 11,126 Usd. È un paese in crescita.

«Indonesia is the world’s largest Muslim-majority country, home to hundreds of millions of followers of the Islamic faith, but until recently it was relatively tolerant, if not exactly accepting, of its LGBT population.»

*

«In one of the latest drafts of the bill seen by CNN, committing an “obscene act” with someone of the same gender is punishable by a fine and up to 18 months in jail, if the act is public.»

*

«No date has been set for the vote on the new criminal code, but a conservative lawmaker told CNN strict new restrictions against same sex-relations and extramarital sex will be included, no matter what.»

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«Basically all factions in the Parliament agree on the expansion of extra-marital sex articles and the inclusion of certain deviating acts of LGBT»

*

«criminalizing sex outside marriage and same-sex relations will bring Indonesia’s outdated criminal code in line with the rest of the country’s “religious values.”»

*

«a recent poll by Saiful Mujani Research and Consulting released in January found 87.6% of Indonesians believed LGBT people were a threat to Indonesia, while a 2013 Pew Research poll found 93% of Indonesians thought homosexuality was “morally unacceptable.”»

*

«Hundreds of Indonesian men have been arrested by police in raids on gay saunas and private events across Java, ostensibly for breaking pornography laws, while local media reported more than a dozen LGBT apps have been made unavailable inside the country at the government’s request»

* * * * * * *

In Indonesia la stragrande maggioranza dei Cittadini è di fede mussulmana, l’87.6% ritiene che la Lgbt sia un pericolo per lo stato, ed infine il 93% della popolazione ritiene che l’omosessualità sia moralmente inaccettabile.

È del tutto sequenziale che l’Indonesia si appresti a far tornare l’omosessualità come reato contemplato dal codice penale: lo ripetiamo solo per ulteriore chiarezza, la società civile si esprime e si conta nelle urne, non nei proclami veicolati da giornali stranieri.


Bbc. 2018-02-26. Fear and horror among Indonesia’s LGBT community as gay sex ban looms

When Ael left home to go to school in Jakarta, his parents warned him to be careful in the big city. “Be a kind person,” his mother told him.

He worked hard and found a good job as a teacher in the sprawling Indonesian capital, but seven years later the 23-year-old is fearful for his future as a young gay man in a country which increasingly views homosexuality as a sin and, potentially soon, a crime.

“Many people don’t like us … they don’t like us being more visible, so they are preparing laws that can criminalize us,” Ael, who asked for his surname to not be used, told CNN.

Within weeks, lawmakers could vote on a new law that looks set to criminalize sex outside of marriage and homosexual sex in Indonesia, as part of wide-reaching changes to the country’s criminal code.

“If the penal code is approved, I don’t know our future in Indonesia,” Ael said.

It is just the latest move in a widespread crackdown on Indonesia’s gay and lesbian community since 2015, which has shocked and horrified the country’s LGBT population.

Indonesia is the world’s largest Muslim-majority country, home to hundreds of millions of followers of the Islamic faith, but until recently it was relatively tolerant, if not exactly accepting, of its LGBT population.

But in the last decade a conservative strain of Islam, quietly tolerated by presidents past and present, has gained sway, with conservative Muslim leaders and groups intimidating lawmakers, holding mass rallies in Jakarta and targeting prominent Christian and LGBT minorities.

“(Recently) when LGBT Indonesians open our social media, quickly we find there are lots of people speaking hatefully about us,” Ael said.

“As a gay person and a young person in Indonesia this issue has actually become dangerous for us.”

The local LGBT community isn’t alone in worrying about the developments. UN High Commissioner for Human Rights, Zeid Ra’ad Al Hussein said at a press conference in Jakarta on February 7 he was “greatly concerned” about the proposed revisions of the penal code.

He said the proposed amendments were “discriminatory” and appeared to be planned for “cynical political purposes.”

‘Indonesian values and culture’

In one of the latest drafts of the bill seen by CNN, committing an “obscene act” with someone of the same gender is punishable by a fine and up to 18 months in jail, if the act is public. It doesn’t detail what could constitute an obscene act.

If the acts are “publicized in the form of pornography,” the sentence could be up to nine years.

Activists had breathed a sigh of relief in December 2017, when Indonesia’s Constitutional Court narrowly voted down a call for the criminalization of LGBT relations brought by a group of conservative Muslims. But the court’s decision now appears to have only been a temporary reprieve.

No date has been set for the vote on the new criminal code, but a conservative lawmaker told CNN strict new restrictions against same sex-relations and extramarital sex will be included, no matter what.

“Basically all factions in the Parliament agree on the expansion of extra-marital sex articles and the inclusion of certain deviating acts of LGBT,” said Arsul Sani, a politician with the conservative Islamic United Development Party (PPP).

Sani, who has a seat on the influential law and human rights panel that will approve the draft criminal code, said criminalizing sex outside marriage and same-sex relations will bring Indonesia’s outdated criminal code in line with the rest of the country’s “religious values.”

“Those who oppose (the law) base their perspectives on Western cultures and values, whilst we propose this new criminal code upon Indonesian indigenous values and culture,” he said.

While many conservative Islamic Indonesian politicians would like same-sex relations to be banned entirely, the existence of large, secular majority parties could lead to the compromise of seeing it only outlawed “in public.”

Sani’s fellow panel member Ichsan Soelistio, lawmaker with the secular Indonesian Democratic Party of Struggle (PDIP), said while it was true there was majority support for the new criminal code, full criminalization of same-sex relations is out of the question.

“We (will) still protect their private lives, including their sex life, as long as they don’t do it in a public area,” he told CNN.

Soelistio said the law couldn’t reach into people’s private lives if there was no complaints from the parties involved.

“This will go to a vote maybe around one or two months after our recess, which ends on March 4 … I believe (the new code) will be good for Indonesia,” he said.

Despite its widely held Muslim beliefs, Indonesia’s population didn’t always openly discriminate against LGBT people.

“Indonesia has a long history of tolerance towards queer communities. It’s always been described as one of the most tolerant countries in Southeast Asia to its queer population,” Tim Lindsey, director of the Center for Indonesian Law, Islam and Society at the University of Melbourne, told CNN.

But a recent poll by Saiful Mujani Research and Consulting released in January found 87.6% of Indonesians believed LGBT people were a threat to Indonesia, while a 2013 Pew Research poll found 93% of Indonesians thought homosexuality was “morally unacceptable.

However despite many citizens’ deeply-held Islamic beliefs, not everyone is in favor of the complete criminalization of homosexuality.

Jakarta resident, Viana, told CNN that while her Muslim faith prohibited homosexuality she didn’t want LGBT people to be sent to jail.

“I don’t want homosexuality to spread (but) I think it should not be criminalized. Rather people should get better religious education,” she said.

More than 70,000 people have signed a petition, started by women’s rights activists, calling for lawmakers to throw out the new draft but experts say that secular politicians are unlikely to take up the cause.

‘Sissies’

In recent months Indonesian authorities have grown bolder in their attacks on the country’s LGBT population.

Before dawn on January 28, police raided beauty salons in conservative Aceh province, dragging 12 transgender women out to the streets. The women were then shaved, taken into custody and forced to act as men.

In a video taken shortly after the raid, North Aceh Police Chief Ahmad Untung Surianata speaks to a crowd that gathered to watch the arrests, describing the group of women as part of a “disease.”

“This “disease” is contagious and growing … It is inhumane if I let the number of sissies increase in this area,” he tells the crowd.

Speaking to CNN days after the incident, Surianata insisted it had not been an anti-LGBT operation but instead a drug raid to investigate reports of crystal meth being circulated in the area.

Jakarta-based activist Kate Walton said the violence shocked and horrified Indonesia’s already nervous LGBT community.

“One concerning element was that the police chief said he had the right to do this because he had consulted with Islamic leaders beforehand,” she said.

“So people are starting to ask — who is really in charge in Aceh? The government or the religious leaders?”

The rise of powerful Islamic conservatives in Indonesia, mostly unopposed by senior politicians, has emboldened authorities with a low opinion of LGBT people to act against them.

Hundreds of Indonesian men have been arrested by police in raids on gay saunas and private events across Java, ostensibly for breaking pornography laws, while local media reported more than a dozen LGBT apps have been made unavailable inside the country at the government’s request.

UN Human Rights head Zeid said he found the recent “extremist views” playing out across Indonesia “deeply worrying,” during his visit in February.

“Accompanied as they are by rising levels of incitement to discrimination, hatred or violence in various parts of the country, including Aceh,” he said.

“Islamophobia is wrong. Discrimination on the basis of religious beliefs and color is wrong. Discrimination on the basis of sexual orientation or any other status is wrong,” he said.

‘We should fight together’

It’s no coincidence the brutal crackdown on LGBT Indonesians and the showdown over the criminal code comes just before a series of national elections, set to take place over the next 14 months.

Local elections for governors and mayors across Indonesia’s dozens of provinces are due to take place in June 2018, while Indonesian President Joko Widodo faces a battle for re-election in April 2019.

Indonesian politicians are scared to oppose conservative Muslim groups after they were instrumental in the toppling and imprisonment of once-popular Jakarta governor Basuki Tjahaja Purnama, also known as Ahok, in May 2017, Human Rights Watch researcher Andreas Harsono said.

“Many Islamist leaders are going to put pressure on every politician (to pass the criminal code) … Many politicians in a conservative country like Indonesia will think twice before standing up for an LGBT individual,” he said.

It isn’t unusual for harsh rhetoric against minorities such as LGBT Indonesians to be used prior to an election to gain votes, but unlike in previous political cycles, experts believe the current hostile environment could be here to stay.

There is no confirmed date for when the final vote on the criminal code will come, or what form the final legislation might take. A vote was postponed in mid-February and activists say it could take place in April, when the next plenary session in Indonesia’s parliament is scheduled.

Despite the looming possibility of criminalization and even a jail sentence, Ael said he had never for a moment thought about leaving Indonesia, despite the growing hostility towards LGBT people such as himself.

“I’ve never imagined that situation because we should fight for this issue. Who will work for this issue if all of us young people go out from this country?” he told CNN.

“We are the future of this country so we should fight for this issue. We should fight together.”

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Elezioni. Risultati quasi definitivi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-06.

2018-03-06__Risultati_Camera__002

Camera. 61,374 su 61,401 sezioni scrutinate.

Centro Destra.

Collegi Uninominali  109, Proporzionale 151, totale 260

*

Movimento 5 Stelle.

Collegi Uninominali  88, Proporzionale 133, totale 221

*

Centro Sinistra.

Collegi Uninominali  24, Proporzionale 88, totale 112



2018-03-06__Risultati_Senato__001

Senato. 61,374 su 61,401 sezioni scrutinate.

Centro Destra.

Collegi Uninominali  58, Proporzionale 77, totale 135

*

Movimento 5 Stelle.

Collegi Uninominali  44, Proporzionale 68, totale 112

*

Centro Sinistra.

Collegi Uninominali  13, Proporzionale 44, totale 57

 

Pubblicato in: Amministrazione, Economia e Produzione Industriale, Materie Prime, Sistemi Economici

Egitto. Prosegue il grandioso progetto di desalinizzatori marini.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-27.

2018-02-20__Egitto__001 35344

Il problema idrico dell’Egitto è semplice. Esso dipende quasi interamente dall’acqua afferita dal Nilo, e questa non è più sufficiente a sopperire alle necessità della popolazione e dell’industria, sia quella agricola si quella manifatturiera.

Se è vero che molte risorse naturali consentono di vivere meglio, è altrettanto vero che talune di esse siano essenziali: e tra queste l’acqua è di interesse fondamentale.

«Egypt is currently under the water poverty line with an annual per capita water share of 560 cubic meters compared to an international share of 1,000 cubic meters»

Con 95 milioni di abitanti l’Egitto avrebbe bisogno di almeno 95 miliardi di metri cubi di acqua all’anno [bcm], mentre al momento attuale ne dispone per poco più della metà. Mancano grosso modo 40 miliardi di metri cubi all’anno.

«The Nile provides Egypt with about 97% [55 bcm] of its total water needs, while the remaining 3% is supplied by low rainfall on the northern coast and in the Sinai Peninsula, and by non-renewable groundwater»

*

Il problema è stato aggravato dalla costruzione in Etiopia del

«Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) in the Nile basin, which will limit the amount of Nile water that reached Egypt. The dam has created tensions between the two countries, Egypt and Ethiopia.»

*

Nel 2015 era stato messo a punto un sistema innovativo di desalinizzazione dell’acqua di mare.

Egyptian method filters seawater in minutes

«- The technology is based on salt-attracting membranes and vaporising heat

– The membranes are made of cellulose acetate powder which is cheap to make

– Even remote communities could use the technique – with just membranes and fire.

*

Researchers at Alexandria University in Egypt have unveiled a cost-effective desalination technology which can filter highly salty water in minutes.

The technology is based on membranes containing cellulose acetate powder, produced in Egypt. The powder, in combination with other components, binds the salt particles as they pass through, making the technique useful for desalinating seawater. 

“The membrane we fabricated can easily be made in any laboratory using cheap ingredients, which makes it an excellent option for developing countries,” says Ahmed El-Shafei, an associate professor of agricultural and biosystems engineering in Alexandria University, and an author of the study.

Using pervaporation eliminates the need for electricity that is used in classic desalination processes, thus cutting costs significantly.” [Ahmed El-Shafei, Alexandria University]

The technology uses pervaporation, a technique by which the water is first filtered through the membrane to remove larger particles and then heated until it vaporises. The vapour is then condensed to get rid of small impurities, and clean water is collected.

According to the research paper, published in Water Science and Technology last month, this method can be used to desalinate water which contains different types of contamination, such as salt, sewage and dirt. This kind of water is difficult to clean quickly using existing procedures.»

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Nel dicembre del 2016 era iniziato un grande progetto di desalinizzazione con impianto locato a Port Said, che dovrebbe produrre 150,000 m3/die a partire dal 2019.

SWRO desalination plant to be built in Port Said, Egypt using Kuwait loan

«The Kuwait Fund for Arab Economic Development will loan US$115.5 to help with the funding of a seawater desalination plant for the city of Port Said.

Two grants in total were signed – one for relieving socio-economic impacts in health, including water and sanitation, and the second to help finance a feasibility study to establish solar energy plants.

The 150,000 m3/day desalination plant is expected to use reverse osmosis membrane technology, with a 700km water distribution network included in the project.

A completion date of 2019 has been slated for the project, according the Kuwait News Agency.

The loan term is 25 years, including a grace period of five years.

Earlier this year Singapore firm Hyflux entered the Egyptian market with a contract to develop a 150,000 m3/day desalination plant (read WWi story).»

* * *

Adesso sono in fase di avanzata costruzione altri impianti ad al-Galala ed a New El Alamein City. A regime dovrebbero produrre 700 bcm/die, ossia un po’ meno di 260 bcm/anno. Non è quota sovradosata, tenendo conto che dopo il trattamento le acque saranno incanalate all’aperto, e quindi soggette alle perdite da evaporazione. Perdite peraltro utili per umidificare l’aria e per incrementare in questa maniera il ritorno sotto forma di pioggia.

Egypt is Building World’s Largest Seawater Desalination Plant

«In continuing efforts to fulfill its growing water needs, Egypt is set to build the largest seawater desalination plant in the world in the Red Sea city of Ain Sokha, head of the Egyptian Armed Forces Engineering Authority, Kamal El Wazir, said earlier this week.

Upon completion, the plant will be able to purify 164,000 cubic meters of seawater per day, and will provide water to development projects in the Suez Canal Economic Zone, Wazir said in a phone interview on private TV channel ONTV.

Currently in the process of being built, the plant will “benefit the economic zone located northwest of Suez Gulf, as well as supporting three other giant desalination plants located in al-Galala, east of Port Said Governorate and the New El Alamein city,” he explained.

Meanwhile, the Ministry of Housing’s facilities advisor Sayed Ismail told ONTV that these other three desalination plants are currently under construction, each with a production capacity of 150,000 cubic meters per day.

Ismail went on to say that the country’s overall water desalination capacity at present stands at 700,000 cubic meters per day, representing a tenfold increase in the past two years.»

* * * * * * * *

Questi dati e queste informazioni portano a fare alcune considerazioni di portata generale.

Le risorse di una nazione sono quelle che sono: il loro uso oculato è mandatorio per ogni governo che si prefigga il bene della popolazione.

Se è vero che sotto queste condizioni l’accesso al debito per finanziare imprese economicamente produttive diventa sia lecito sia mandatorio, altrettanto vero è che alcuni grandi progetti infrastrutturali hanno ritorni in tempi così lunghi da limitare le possibilità indebitatorie del governo.

Pensando a fondo a queste semplici considerazioni, si arriva immancabilmente a ragionare su ciò cui serva un governo.

Sarebbe un tema spropositato, ma alcuni spunti sembrerebbero essere rilevanti.

Nelle sue finalità ultime, il governo di una nazione dovrebbe prescindere dalle persone, dai partiti, od anche dalle fazioni, che la governano. Le alternanze, ancorché violente, non dovrebbero interferire con i progetti di lunga scadenza.

Scopo primario del governo è la messa in funzione di infrastrutture che sopperiscano almeno alle esigenze primarie della popolazione. Ed in questa ottica, acquedotti, fognature, strade, ferrovie, centrali elettriche e telecomunicazioni sono elementi fondamentali senza i quali nessun miglioramento del livello di vita della popolazione potrebbe essere concepibile.

I tempi di progetto e costruzione delle grandi infrastrutture sono lunghi, spesso si articolano sull’arco dei decenni: nessun governo che li inizia sarà poi quello che taglierà i nastri inaugurali.

Occorre quindi una chiara visione dei fatti reali e degli obbiettivi essenziali per resistere alla tentazione di ridistribuire le risorse ed i loro ricavati distogliendoli dai grandi progetti.

Pubblicato in: Amministrazione, Giustizia

Raggi ed il caso archiviato. Il problema dell’immunità.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-24.

Giustizia 101

Questo caso giudiziario ricalca una delle realtà più dilaceranti dei nostri tempi.

«Infondatezza della notizia di reato. Con queste parole il Tribunale di Roma ha cancellato più di un anno di schizzi di fango, ricostruzioni fantasiose e insulti perché avevo nominato Salvatore Romeo a capo della mia segreteria politica. Oltre un anno di accuse da parte di politici e dei tanti ‘soloni’ che, dalle loro comode poltrone negli studi e salotti tv, pontificavano su materie che evidentemente non conoscono»

*

«Il giudice sottolinea la trasparenza e la bontà del mio operato – aggiunge la Raggi – grazie alle richieste di pareri legali che, prima della nomina, ho fatto all’avvocatura del Campidoglio e all’Autorità Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone. E, soprattutto, definisce falso che io possa aver nominato Salvatore Romeo per beneficiare di tre polizze assicurative di cui io non sapevo assolutamente nulla. Ancora fango e facile ironia sulle ‘polizze a mia insaputa’. Eppure avevo ragione: sono stata accusata ingiustamente da tanti che ora taceranno o faranno finta di nulla. Invece, voglio ringraziare i miei avvocati e tutti voi che avete creduto in me, certi che mi sia sempre comportata correttamente. Andiamo avanti a testa alta»

* * * * * * *

In Occidente era invalsa da circa due secoli la costumanza di voler assumere divisi i tre classici poteri statali: legislativo, esecutivo e giudiziario.

Assunzione chiaramente utopica per molte ragioni.

Intanto, i magistrati devono pur bene essere nominati da qualcuno. Per esempio, negli Stati Uniti i magistrati di rango inferiore sono solitamente elettivi, mentre quelli di rango superiore sono nominati dal presidente, ma tale nomina deve essere ratificata dal senato: sono quindi nomine partitiche, politicamente schierate. In Germania invece «tutti i giudici ordinari vengono nominati dai singoli ministeri o dal Gabinetto di Stato»: difficile poter dire che codesti magistrati siano ‘indipendenti‘.

Ma se i politici non dovrebbero interferire con il corso della giustizia, altrettanto vero sarebbe che i giudici non interferiscano con la politica.

Sarebbe da prender atto del fatto che è semplicemente impossibile avere una magistratura asettica, immune dal contesto e dai giochi politici.

*

Come sempre avviene quando il potere politico perde vigore, invariabilmente il potere giudiziario tende ad intervenire, ed anche severamente, nella politica. Non si critica questo fatto, ma se ne prende atto.

Citiamo solo due esempi pratici:

German court to decide on fate of 15 million diesel cars

La Suprema Corte della Pennsylvania ridisegna i distretti pro democratici.

Si pone quindi il problema di come poter far tornare il sistema socio – politico in un equilibrio meno precario.

Si dovrebbe prendere altresì atto di come il meglio sia nemico del bene.

Alcuni aspetti potrebbero però essere oggetto di legislazione in materia.

Il primo aspetto verte il segreto istruttorio. Se è doveroso che la Magistratura indaghi su chiunque possa dare adito ad un qualche sospetto, se è altresì doveroso che indaghi su quanti abbiano potere e cariche pubbliche di alta responsabilità, sarebbe altresì opportuno che le fasi istruttorie rientrino nel segreto. L’abolizione del segreto istruttorio consente ai media di parte di scatenare campagne mediatiche contro persone che alla fine si constata siano innocenti, incriminate ingiustamente. La condanna precede in questo caso il verdetto. Anzi, poco o punto interessa il verdetto: tanto l’effetto denigratorio e calunniatorio è stato ottenuto.

Il secondo aspetto è quello dell’immunità. Già nella costituzione ittita il Panku considerava tutti eguali davanti le leggi ma furono i romani ad introdurre la norma in accordo alla quale chi avesse ricoperto cariche pubbliche avrebbe goduto di immunità fino a tanto che avesse esercitato il mandato.

Da un punto di vista giuridico il problema dell’immunità è vasto a variegato: in questa sede è più che sufficiente rifarsi al suo significato intuitivo.

Il terzo aspetto è delicato. Se è vero che tutti i cittadini debbano essere eguali davanti alle leggi, altrettanto sarebbe vero che i pari fossero giudicati dai pari. È molto pericoloso che un giudice di infimo grado possa fare indagini e portare in giudizio una persona che svolga una carica pubblica elettiva, specie poi se costei fosse un deputato od un senatore della Repubblica.

Similmente, le azioni svolte da un eletto nell’esercizio delle proprie funzioni dovrebbero sottostare al solo giudizio dei suoi pari. Si distinguano con cura gli atti dovuti dalla suprema corte sulla costituzionalità di un apparato legislativo, dai giudizi su di una singola azione amministrativa. In questa seconda evenienza il magistrato si arroga una capacità politica pur non essendone deputato né, tanto meno, eletto.

Il quarto aspetto rispecchierebbe solo il buon senso comune. I tempi lasciati alla fase istruttoria dovrebbero essere delimitati e chiari. Tra avviso di reato ed archiviazione ovvero rinvio non dovrebbero intercorrere più di sessanta giorni. Una cosa è istruire una pratica su base oggettive, ed una del tutto differente è metterere qualcuno in stato di accusa per mettersi poi a cercare motivazione e prove.

*

Se le indagini svolte sul Sindaco Raggi fossero state coperte dal segreto istruttorio, tutto l’iter fino all’archiviazione della denuncia non avrebbe sollevato scandalo. Se il magistrato fosse stato incompetente a svolgere quella tipologia di indagini, il Sindaco Raggi avrebbe potuto amministrare serenamente il suo mandato.

*

Una ultima considerazione.

Abbiamo utilizzato il caso del Sindaco Raggi solo ed esclusivamente come esempio.

Sarebbe da evitare con cura l’affrontare problemi giuridici con visceralismo settario.


Adnk. 2018-02-22.

Archiviato caso Romeo, Raggi: “Un anno di fango”

Infondatezza della notizia di reato. Con queste parole il Tribunale di Roma ha cancellato più di un anno di schizzi di fango, ricostruzioni fantasiose e insulti perché avevo nominato Salvatore Romeo a capo della mia segreteria politica. Oltre un anno di accuse da parte di politici e dei tanti ‘soloni’ che, dalle loro comode poltrone negli studi e salotti tv, pontificavano su materie che evidentemente non conoscono”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi, postando su Fb il provvedimento con cui il gip di Roma dispone l’archiviazione del procedimento.

“Il giudice sottolinea la trasparenza e la bontà del mio operato – aggiunge la Raggi – grazie alle richieste di pareri legali che, prima della nomina, ho fatto all’avvocatura del Campidoglio e all’Autorità Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone. E, soprattutto, definisce falso che io possa aver nominato Salvatore Romeo per beneficiare di tre polizze assicurative di cui io non sapevo assolutamente nulla. Ancora fango e facile ironia sulle ‘polizze a mia insaputa’. Eppure avevo ragione: sono stata accusata ingiustamente da tanti che ora taceranno o faranno finta di nulla. Invece, voglio ringraziare i miei avvocati e tutti voi che avete creduto in me, certi che mi sia sempre comportata correttamente. Andiamo avanti a testa alta”.

Pubblicato in: Amministrazione, Banche Centrali, Unione Europea

Italia. Potrebbe uscire dall’Unione Europea dopo le elezioni – Bloomberg

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-20.

2018-02-18__Bloomberg__001

Mr Bill Rhodes è uno dei vecchi saggi del sistema bancario americano e mondiale.

Il fatto che il suo nome sia quasi sconosciuto alla gente comune è un segno della sua potenza: non ama la pubblicità, parla poco, ascolta molto. Può proteggere la sua privacy.

«William R. “Bill” Rhodes (born August 15, 1935) is an American banker and philanthropist. Rhodes is President and CEO of William R. Rhodes Global Advisors, LLC which he founded in 2010. He is a former senior international officer and senior vice chairman of Citigroup and Citibank. He served in various senior executive positions at Citi from 1957 until his retirement from Citigroup on April 30, 2010. ….

Post his retirement in 2010, Rhodes continued to serve as senior advisor to Citi from 2010 through 2017 ….

– Rhodes established and is currently president and CEO of William R. Rhodes Global Advisors, LLC.

– Director, Private Export Funding Corporation (PEFCO)

– Senior Advisor, Oliver Wyman

– Vice Chairman, National Committee on U.S.-China Relations

– Member, Group of Thirty

– Director, Korea Society

– Current member of the Economic Club of New York and former member of the Board of Trustees

– Member, Advisory Council of the Brazilian American Chamber of Commerce

– First Vice Chairman Emeritus, Institute of International Finance

– Chairman Emeritus, Americas Society and Council of the Americas

– Life Trustee, The New York Presbyterian Hospital

– Member, Emeriti of the Watson Institute for International Studies, Brown University

– Member, Council on Foreign Relations

– Director, Foreign Policy Association

– Chairman Emeritus, Board of Trustees, Northfield Mount Hermon School

– Member of the Chairman’s Council and a Vice Chairman, Metropolitan Museum of Art Business Committee

– Chairman Emeritus, U.S.-Korea Business Council

– Member, Advisory Board of the Museum of American Finance

– Member, Board of Directors of The Volcker Alliance

– Member, European-American Chamber of Commerce New York

– Member, Chairman’s Advisory Council for The Hudson Institute» [Fonte]

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Bill Rhodes Warns of Possible Italian Exit From EU After Election – Bloomberg

«Bill Rhodes, chief executive officer of William R. Rhodes Global Advisors and author of “Banker to the World,” weighs in on the looming elections in Italy. He speaks with Bloomberg’s Vonnie Quinn on “Bloomberg Markets.”»

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How to improve on that performance will be top of the agenda at the first meeting of the International Investment Council, including such magnates as Bill Rhodes, George Soros and Frank Savage

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«Bill Rhodes Warns of Possible Italian Exit From EU After Election»

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La possibilità che l’Italia si stacchi sia dall’Unione Europea sia dall’Eurozona c’è, ed è concreta. Nel caso, sarebbe una catastrofe.

Il vuoto politico che si è determinato sia in seno all’Unione Europea, sia in una Germania un tempo egemone in Europa, sia infine in un’Italia di fatto ingovernabile potrebbe facilitare questa drastica presa di posizione dalle impredicibili conseguenze.

Troppe persone stanno vivendo questo periodo esternando visceralità non supervisionate dalla mente, tentativo inconscio di esorcizzare il drammatico quadro sociale ed economiche che si delinea fosco all’orizzonte.

Il vero dramma consiste nel fatto che alle agoniche ideologie liberal e socialiste sembrerebbe non contrapporsi una svolta metodologica verso un ragionevole empirismo economico.

Sostituire un credo ideologico con uno eguale e contrario non aiuterebbe in nulla a risolvere i problemi in atto: qualsiasi ideologia coerce le menti verso un’ideazione coatta e, quindi, avulsa dalla realtà fattuale.

Nei fatti invece sembrerebbe proprio che la stagnazione politica non costituisca humus favorevole all’abbandono di un modus pensandi che a stento riesce a superare il momento di slogan roboanti.

Sembra che le menti abbiano perso la capacità cognitiva ed il potere di revisione critica.

Italia. Sondaggio. Astensionismo e Giovani.

Italia. Elezioni. 35 collegi nel Meridione saranno decisivi. Analisi dei collegi.

Italia. Partiti promettono ciò che non hanno. Il macigno del debito.

*

Ci si prepari quindi al peggio: se poi non dovesse accadere ne saremmo tutti felici.


Bloomberg. 2018-02-18. Female, Middle-Aged and Let Down by Renzi: Italy’s Swing Voters

– Almost a third of Italian electorate undecided, YouTrend says

– With hung parliament projected, the swing voters could be key

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Almost a third of Italians have yet to decide who to vote for in next month’s general election — more than enough to determine the outcome.

Their profile? Mostly women, middle-aged, without a university degree and disappointed with former Prime Minister Matteo Renzi, the leader of the ruling Democratic Party. Those are the findings of Agenzia Quorum, which did an analysis of so-called swing voters ahead of a pre-election polling blackout that’s set to begin Saturday.

“This is yet another sign that the Democratic Party is on a downward slope, and its voters feel let down by Renzi,” said Giovanni Diamanti, the managing partner of Agenzia Quorum. “But it also suggests that the game is open and the final outcome is far from decided.”

With Italians set to vote in little more than two weeks, on March 4, the latest surveys published by the main Italian newspapers also point to a large proportion of undecided voters. A poll done by Demos&Pi and printed in la Repubblica on Friday showed some 45 percent of people still unsure.

While the anti-establishment Five Star movement has risen in polls to become the leading single party, it still trails the center-right coalition led by four-time former premier Silvio Berlusconi. Neither appears set to win a majority of seats, setting the stage for a hung parliament and difficult talks over a grand coalition or national unity government. That makes swing votes potentially key to the outcome.

About 30 percent of potential voters remain undecided, according to Agenzia Quorum’s YouTrend poll of 1,000 adults on Feb. 12 and 13. About 64 percent are women, just 11 percent have a degree and the largest share abstained in previous votes. Among those who cast a ballot in the past, former backers of the Democratic Party are the most unsure. About half of those still undecided who voted in the 2014 European elections are from Renzi’s party. The margin of error was 3.1 percent.

Economists Map Out Italian Election Probabilities in Bloomberg Survey

An electoral law passed last year gives just over a third of seats in the lower house and in the Senate to first-past-the-post winners, which encourages the formation of coalitions. Five Star has traditionally opposed tying up with another party, while the Democratic Party suffered a blow after a splinter group, Free and Equal, decided to run on its own. That paved the way for a resurgent Berlusconi, who can’t serve as prime minister because of a public office ban following a tax fraud conviction.

A Bloomberg-calculated average of polls through Feb. 11 has the center-right at 37 percent of the vote, almost 10 points higher than the center-left at 28 percent and Five Star at 27 percent. 

Trending Toward Berlusconi

As the blackout nears, a projection by YouTrend based on their final poll of polls for news agency Agi shows Berlusconi’s camp taking 290 seats in the 630-member lower house and 141 seats in the 315-member Senate. The Demos&Pi poll, and a separate one by Ipsos published by Corriere della Sera on Friday, also found that none of the parties or coalitions would be able to obtain a parliamentary majority.

Compared to previous projections, centrist parties, including Berlusconi’s Forza Italia, are gaining some seats from the fringes, making a post-vote national unity government or grand coalition more likely.

“The clearest trend in recent weeks is a gain in consensus for Berlusconi,” Diamanti said.

Of the 232 first-past-the-post seats in the lower chamber, about a third are too close to call, according to YouTrend. Thirty-five of those are in the South. Winning all of those seats could give Berlusconi a majority.

That highlights the importance of voters who make up their minds at the last minute. About 55 percent of undecided voters are based in the North, and 45 percent in the Center and the South, YouTrend’s poll showed. The survey indicates that if the undecideds turn out to vote, the biggest parties — the Democratic Party, Forza Italia and Five Star — would gain the most.

Pubblicato in: Amministrazione, Stati Uniti, Trump

Trump. Sondaggio fatto su oltre 600,000 elettori.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

Champagne__

Gli usuali sondaggi elettorali sono eseguiti su di un campione di grandezza variabile dai 500 ai 2,000 elettori intervistati.

Dovrebbe essere intuitivo come tale campione sia numericamente insufficiente a descrivere in modo proprio il comportamento di uno stato da 312 milioni di persone.

Per questo motivo Newsmax, una testata indipendente, ha commissionato un sondaggio su di un campione realmente esaustivo: oltre 600,000 persone.

Questi sono i risultati, che riportiamo in fotocopia.

Questi sembrerebbero essere risultati confortanti per l’inquilino della White House.

Nota.

Siamo perfettamente consci che ogni prospezione, ancorché fatta in perfetta buona fede, sia affetta da problemi metodologici ed i risultati siano affetti da un errore spesso non indifferente. Siamo altresì consci di quanto le prospezioni elettorali siano inquinabili, ed inquinate, da fattori politici. Riportiamo questi dati numerici senza indulgere in commenti: che sia il Lettore a trarne argomentazioni e, nel caso, conseguenze.

2018-02-12__Trump__Sondaggio__001