Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Regno Unito, Unione Europea

Brexit. Mercati finanziari. Londra egemone sulla EU divisa e litigiosa.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-01.

Diavolo 013

«Better to reign in Hell than serve in Heaven». [John Milton]


L’attuale dirigenza europea rischia di pagare davvero salati i propri pregiudizi ideologici.

Brexit. Il Regno Unito manda al diavolo le ‘regole’ dell’Unione Europea.

«European leaders expressed sadness at the UK’s official departure from the EU on Friday»

«Reports in recent days have suggested EU chiefs want the UK to continue to follow Brussels-made rules on standards and state subsidies – while accepting the jurisdiction of the European Court of Justice in any trade disputes.»

«We won’t take your rules, PM to tell Brussels»

Questo è il cuore del problema.

L’Unione Europea non ammette negoziato alcuno senza che il Regno Unito non accetti in toto le “Brussels-made rules” e la “jurisdiction of the European Court of Justice”, ossia proprio i motivi che hanno spinto il Regno Unito a staccarsi dall’Unione Europea. E sulle sue tracce si sono messe molte altre nazioni afferenti l’Unione.

Senza Lgbt niente Recovery Fund. Polonia e le ‘Lgbt-free’ zone.

Duda, Presidente polacco, dichiara che ‘Lgbt è una ideologia peggiore del comunismo’.

Romania. Il Green Deal è una ‘true religion’. Il gesto del dito.

Romania. Lo speaker Florin Iordache fa il gesto del dito ai gerarchi della EU, in europarlamento.

I Tedeschi sono diventati identitari sovranisti che si ribellano all’EU.

«In Tuesday’s decision the German judges said the ECJ’s ruling is “not comprehensible” and deemed it “ultra vires”, meaning beyond its powers.»

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Una volta compresi i motivi di fondo che contrappongono il Regno Unito all’attuale dirigenza dell’Unione Europea, il problema dei mercati finanziari europei diventa immediatamente intellegibile.

La piazza finanziaria di Londra non opera su basi ideologiche e tratta volumi un ordine di grandezza superiori a quelli degli stati europei continentali.

Non solo, le nazioni europee sono riottose a costituire un unico mercato finanziario continentale, tutte tese a cercare di mantenere i propri piccoli privilegi nazionalisti. Ma questi piccoli mercati finanziari parcellizzati contano poco o punto nei confronti della piazza di Londra.

«L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit»

«La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond»

«In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli»

«La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021»

«La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo»

«L’ampia maggioranza degli Stati membri continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento»

«La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre»

«Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione»

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Cerchiamo di essere chiari, anche a costo di diventare fortemente impopolari.

– Né la Francia né la Germania acconsentiranno mai alla formazione di un mercato finanziario europeo e si opporranno che la sua supervisione spetti ad una delle controparti.

– “entro il quarto trimestre del 2021”: un anno e mezzo di tempo è un’era geologica in questi tempi di crisi da Covid.

– Volenti o nolenti la piazza finanziaria di Londra resterà il punto di riferimento, e gli eurocrati non avranno strumento alcuno nemmeno per far sentire la loro voce.

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Reuters. Ue proporrà rapporto unico mercato per competere con Londra – documento.

L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit, si legge in un documento Ue.

La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond, in un contesto in cui l’economia è in fase di ripresa dalla crisi del Covid-19.

Un “sistema consolidato” che unisce oltre 20 piattaforme di trading in tutta Europa è una vecchia ambizione che ha lo scopo di riprodurre l’efficienza del mercato azionario statunitense.

In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli. Alcuni titoli vengono scambiati su piattaforme multiple, rendendo più difficile agli investitori capire se stanno concludendo l’affare migliore.

“La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021”, si legge nel documento riassuntivo dell’esecutivo Ue visto da Reuters.

La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo.

“L’ampia maggioranza degli Stati membri” continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento.

“Potremmo sottolineare la necessità di sviluppare un codice unico che punterebbe a uniformare le regole e limitare la discrezionalità della vigilanza nazionale nella Ue del post-Brexit”.

La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre.

“Si terrà inoltre una minuziosa esposizione riguardo alla Brexit e alla necessità per la Ue di sviluppare un vero e proprio mercato dei capitali che sia ben funzionante e integrato”, si legge nel documento.

“Allo stesso tempo, la necessità di preservare la sovranità dovrà essere attentamente bilanciata dall’obbligo di promuovere un’Unione dei mercati dei capitali della Ue che guardi all’esterno e che continui ad attirare l’interesse degli investitori di Paesi terzi”.

Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione.

La Commissione Ue valuterà entro il 2022 la possibilità di creare un’etichetta paneuropea per i consulenti finanziari, dice ancora il testo.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Regno Unito, Unione Europea

Regno Unito. Brexit. Colloqui inconcludenti. Forse prolungata la transizione.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-15.

Johnson Boris - Improta 001

«The EU’s refusal to change tack, while the U.K. is sticking to its guns, diminishes the prospect of an imminent breakthrough.»

«Barnier said the U.K. would crash out of the European single market on Jan. 1 unless the British government scales back opposition to key EU demands»

«These include the bloc’s insistence that any deal include provisions on fishing rights, fair competition and dispute settlement»

«A decision to prolong the transition phase …. would have to be taken before the end of this month. Barnier said the EU would like to extend the transition.»

«The problem is one of substance, not of method, …. The U.K. cannot refuse an extension and at the same time hold back progress on key aspects of our future relationship.»

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Crisi del debito, Brexit, Coronavirus. Il ‘blocco’ europeo potrebbe implodere.

Brexit. Nemmeno il Covid-19 rompe il muro contro muro.

Timmermns. Lettere aperta al popolo inglese sulla Brexit.

Brexit. David Frost, negoziatore di Johnson, ribadisce il no alle corti europee.

Brexit. La fermezza di Johnson lascia nel panico l’Unione Europea.

Brexit. Il Regno Unito manda al diavolo le ‘regole’ dell’Unione Europea.

Macron, Regno Unito, Unione Europea ed il problema della pesca.

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È un muro contro muro.

L’unico elemento ‘novo‘ è la proposta di un modo peraltro consuetudinario per il blocco europeo: rimandare le decisioni di due anni, mantenendo l’attuale status quo.

La non decisione è prassi abituale nel blocco europeo.

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Brexit Impasse Worsens as EU Resists Amending Barnier Mandate.

– Brussels envoys reject call to change negotiating mandate.

– Bloc’s chief negotiator accuses Britain of instransigence.

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European Union government envoys unanimously rejected demands to amend Michel Barnier’s mandate and allow the bloc’s chief Brexit negotiator to offer more concessions to the U.K., three officials familiar with a discussion in Brussels on Wednesday said.

“The EU and its 27 Member States stand united behind the EU mandate and Negotiator,” according to a memo circulated to delegations following the discussion and obtained by Bloomberg. The memo depicts a situation of “limited progress” in negotiations so far, accusing the U.K. of a “pick and choose” approach and calling for increased preparadness for the event of a chaotic separation at the end of the year.

The EU’s refusal to change tack, while the U.K. is sticking to its guns, diminishes the prospect of an imminent breakthrough. Adding to the bleak picture, two of the officials said that the timing of a high-level call between Prime Minister Boris Johnson and the leaders of EU institutions, which is supposed to inject momentum in the stalled negotiation, is uncertain, as Britain rejected an offer to hold it on Monday. Talks on the timing of the call continue.

Barnier said the U.K. would crash out of the European single market on Jan. 1 unless the British government scales back opposition to key EU demands. These include the bloc’s insistence that any deal include provisions on fishing rights, fair competition and dispute settlement.

“There are still major hurdles ahead of us,” Barnier told an EU advisory panel on Wednesday in Brussels. “We can find the necessary compromises on the condition that the U.K. changes its approach and accepts a proper balance of rights, benefits, obligations and legally binding constraints.”

Under the terms of the U.K.’s withdrawal from the EU earlier this year, a transition period preserving the economic status quo runs until the end of 2020 and can be prolonged by as long as two years while both sides negotiate a free-trade deal.

A decision to prolong the transition phase — something Johnson has ruled out — would have to be taken before the end of this month. Barnier said the EU would like to extend the transition.

“The problem is one of substance, not of method,” according to the EU memo obtained by Bloomberg. “The U.K. cannot refuse an extension and at the same time hold back progress on key aspects of our future relationship.”

Failure to seal an accord by Dec. 31 without a longer transition would mean the return of tariffs and quotas for EU-U.K. commerce. Those trade barriers would be in addition to extra red tape for businesses that’ll emerge in any case because Britain will be leaving the European single market.

Michael Clauss, Germany’s ambassador to the EU, signaled last week the push for a free-trade deal with the U.K. would rise to the top of the bloc’s agenda after the summer break.

“This Brexit issue is going to absorb most of the political attention we expect in September and October,” Clauss told a June 4 online event organized by the European Policy Centre.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Regno Unito

Regno Unito. 8.7 milioni di sospesi messi sotto previdenza governativa all’80%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-14.

westminster-palace-01

«Some 8.7 million workers in the United Kingdom have been furloughed as part of a program under which the government covers 80% of their salaries. But with support being phased out from August until the program ends in October»

8.7 milioni di lavoratori dipendenti sono sotto un equivalente della nostra cassa di integrazione. L’Istituto di Statistica li annovera però tra gli ‘occupati’.

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«The worst is almost certainly to come»

«Major UK companies now have more than 75,000 job cuts in the pipeline»

«Britain’s biggest companies are slashing tens of thousands of jobs in a desperate effort to reduce costs as the coronavirus pandemic shocks the economy and forces businesses into survival mode»

«The latest moves came Monday from oil major BP and luxury goods maker Mulberry, which said would cut 15% and 25% of their global workforces, respectively. That translates to 10,000 jobs at BP and 350 at Mulberry »

«British Airways is slashing 12,000 jobs, or more than a quarter of its workforce, in response to the severe drop in travel demand during the pandemic»

«Rival carriers EasyJet and Virgin Atlantic will jettison 4,500 and 3,000 positions, respectively»

«engineering and aerospace company Rolls-Royce is cutting 9,000 jobs»

«Parts supplier Meggitt is reducing its workforce by roughly 1,800.»

«Niche carmakers are also being hit hard, with jobs going at Bentley (1,000), McLaren (1,200) and Aston Martin (500)»

«HSBC announced in February that it would slash 35,000 positions»

«The UK unemployment rate remained below 4% in March …. The number of workers on company payrolls dropped by more than 450,000 between March and April»

«Some 8.7 million workers in the United Kingdom have been furloughed as part of a program under which the government covers 80% of their salaries. But with support being phased out from August until the program ends in October, and with businesses facing a collapse in demand, companies may struggle to find work for many furloughed employees when they return»

«Restaurants, pubs and bars could be particularly hard hit …. as many as 3.5 million jobs in the sector were at risk»

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Regno Unito. Maggio. Immatricolazioni auto -89% anno su anno.

Regno Unito. Energie alternative ed instabilità del Grid.

Regno Unito. Marzo. Produzione industriale annuale -8.2%.

Regno Unito. Pil primo trimestre financo ragionevole.

Crollano Germania, Francia e Regno Unito, mentre la Cina vola.

Regno Unito. Dati macro da coma dépassé.

Regno Unito. L’economia britannica calerà del 35% con 2 mln disoccupati.

Coronavirus e Cina mettono in dissesto le Università inglesi.

Macron, Regno Unito, Unione Europea ed il problema della pesca.

Previsioni. Pil Q1 -7.8%, pil anno su anno -4.7%.

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La situazione economica del Regno Unito risente sia della crisi del lockdown sia del ristagno dei commerci internazionali e del movimento passeggeri internazionale.

In questo clima da recessione mondiale e nazionale molte grandi e piccole aziende sono costrette a ridurre il personale: la produzione langue perché non trova sbocchi di mercato: le scelte sono quindi obbligatorie.

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Britain’s biggest companies are cutting tens of thousands of jobs. Millions more are at risk.

Britain’s biggest companies are slashing tens of thousands of jobs in a desperate effort to reduce costs as the coronavirus pandemic shocks the economy and forces businesses into survival mode.

The latest moves came Monday from oil major BP (BP) and luxury goods maker Mulberry, which said would cut 15% and 25% of their global workforces, respectively. That translates to 10,000 jobs at BP and 350 at Mulberry.

Major UK companies now have more than 75,000 job cuts in the pipeline, with more expected as partial lockdowns and social distancing continue into the summer months. Smaller companies are also being slammed, adding hundreds of thousands of job losses to the total.

British Airways (ICAGY) is slashing 12,000 jobs, or more than a quarter of its workforce, in response to the severe drop in travel demand during the pandemic. Rival carriers EasyJet (ESYJY) and Virgin Atlantic will jettison 4,500 and 3,000 positions, respectively, while engineering and aerospace company Rolls-Royce (RYCEF) is cutting 9,000 jobs. Parts supplier Meggitt (MEGGF) is reducing its workforce by roughly 1,800.

Niche carmakers are also being hit hard, with jobs going at Bentley (1,000), McLaren (1,200) and Aston Martin (500). HSBC (HBCYF) announced in February that it would slash 35,000 positions, but has since put most of those redundancies on hold to avoid forcing workers to search for a new job during the pandemic.

UK government data so far hasn’t captured the hundreds of thousands of jobs that were likely cut in April.

The UK unemployment rate remained below 4% in March, according to official data. But more timely indicators that include April give a sense of the looming jobs crisis. The number of workers on company payrolls dropped by more than 450,000 between March and April, government data show.

The worst is almost certainly to come.

Some 8.7 million workers in the United Kingdom have been furloughed as part of a program under which the government covers 80% of their salaries. But with support being phased out from August until the program ends in October, and with businesses facing a collapse in demand, companies may struggle to find work for many furloughed employees when they return.

“Business leaders know that the government’s support can’t be infinite, but the ugly truth is that if there’s no money coming in the door, many firms will be forced to make difficult decisions come August,” Jonathan Geldart, director general of the Institute of Directors, said late last month.

In a survey of 700 company directors, nearly a quarter said they could not afford to make any contribution to the salaries of their furloughed workers between August and October, the institute said.

Restaurants, pubs and bars could be particularly hard hit. The Telegraph reported on Monday that UK Prime Minister Boris Johnson had decided to bring forward the reopening of the hospitality sector to late June from early July after being told that as many as 3.5 million jobs in the sector were at risk.

Andrew Wishart, UK economist at Capital Economics, wrote last month that he expects the unemployment rate to increase to 9% in the coming months. “Most of that jump should quickly be reversed once the lockdown ends, but we still expect the unemployment rate to remain elevated over the next few years,” he said.

Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Regno Unito

Regno Unito. Aprile. Macroindicatori. Pil -24.5%, Produzione Industriale -24.4%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-12.

2020-06-12__Regno Unito Aprile 013

«British Prime Minister Boris Johnson said figures showing the economy had plunged by a quarter in the March-April period had not come as a surprise because it was always going to hit a country that is dependent on services»

These figures came as no surprise to us because we’ve always recognised that this wasn’t going to be just a public health crisis but also a really serious crisis for our economy»

«Coronavirus is likely to hit a country like the UK economically very hard, we depend on services, on human contact … but we’re also a very resilient and a dynamic economy and we will bounce back»

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Le Autorità inglesi hanno rilasciato oggi molteplici macroindicatori relativi al mese di aprile, i quali proponiamo sintetizzati in una unica tabella.

Ricordiamo che in tale mese era iniziato il lockdown, per cui i valori attesi erano fortemente negativi.

Il pil annualizzato ha segnato un -24.5%.

La Produzione Industriale annualizzata si è contratta del -24.4%, contro il -28.0% dell’eurozona.

La Produzione Manifatturiera anno su anno è scesa del -28.5%, quella del Settore Edile del -44%, mentre le Vendite al Dettaglio erano -22.6% alla rilevazione del 22 maggio.

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Reuters. Britain’s Johnson says wasn’t surprised by economic plunge.

British Prime Minister Boris Johnson said figures showing the economy had plunged by a quarter in the March-April period had not come as a surprise because it was always going to hit a country that is dependent on services.

“These figures came as no surprise to us because we’ve always recognised that this wasn’t going to be just a public health crisis but also a really serious crisis for our economy,” he told broadcasters.

“Coronavirus is likely to hit a country like the UK economically very hard, we depend on services, on human contact … but we’re also a very resilient and a dynamic economy and we will bounce back.”

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Istruzione e Ricerca, Regno Unito

Cina. I grandi Atenei inglesi stanno trasferendosi in Cina.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-10.

Londra. Università Westminster, Harrow

«…. Anche la Speme,

Ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve

Tutte cose l’obblio nella sua notte;»


Una caratteristica dell’occidente cattolico l’occhio di riguardo verso la formazione del personale dirigente, secondo le necessità dell’epoca.

«Le scuole cattedrali (in latino: Scholae cahedrales) furono delle istituzioni medievali per l’insegnamento, attive in molte città europee soprattutto tra l’VI e il XII secolo. Gestite da Monaci e da religiosi, devono il loro nome al fatto di essere istituite soprattutto all’interno di abbazie, monasteri e cattedrali.

La fine dell’Impero romano aveva comportato anche la fine delle istituzioni scolastiche pubbliche, in particolare delle scuole a carattere municipale. Come in altri campi, furono le istituzioni ecclesiastiche a riempire il vuoto. Le prime a nascere furono le scuole parrocchiali, che sono attestate almeno dal VI secolo. Le scuole episcopali o cattedrali vennero create innanzitutto per la formazione del clero in un’epoca in cui non erano ancora previsti i seminari, esse erano tuttavia aperte anche ai laici.

Le più importanti scuole altomedievali furono tuttavia quelle monastiche. Le prime istituzioni sono fondate e dirette da monaci irlandesi che avevano introdotto le biblioteche con i codici di pergamena. In Italia nel 614 venne fondata la celebre abbazia di Bobbio, che con la sua biblioteca, il suo scriptorium e la scuola, fu per tutto il medioevo uno dei più importanti centri culturali monastici d’Europa. Presso i cenobi erano spesso presenti due scuole distinte, quella interior per i novizi e quella exterior per i laici.

I corsi basali comprendevano grammatica, retorica e dialettica nel Trivium, aritmetca, geometria, astronomia e musica nel Quadrivium.» [Fonte]

Quando i tempi furono maturi, le scuole cattedrali evolvettero nelle università, caratteristica tipica del medioevo cattolico.

«Le università nel Medioevo iniziarono a formarsi nei primi decenni del XII secolo per continuare nel XIII secolo (tranne quella di Bologna fondata nel 1088), furono l’evoluzione di un modello di insegnamento impartito soprattutto nelle scuole delle chiese cattedrali e dei monasteri. La loro fioritura fu un rilevante fenomeno culturale e sociale, iscritto nella più generale temperie che è stata definita, da Charles Homer Haskins, come Rinascimento del XII secolo.

Le scuole formate presso le sedi monastiche o vescovili vedevano crescere la domanda di istruzione. In alcuni luoghi, tra i primi Bologna e Parigi, studenti e professori si associarono e crearono quelle scuole, che chiamarono università, per la presenza di studenti provenienti anche da altre nazioni. ….

Il clima che venne a diffondersi in queste università fu completamente differente da quello che si respirava nelle vecchie scuole vescovili. I programmi di insegnamento vengono ideati liberamente dai professori che, con l’aiuto degli studenti, preparano anche libri di testo concepiti per una didattica pratica. ….

Viene in queste sedi codificato il “metodo scolastico” degli studi superiori con il quale lo studente viene avviato a percorrere un cammino intellettuale preciso attraverso la lectio (lettura), la quaestio (individuazione di problemi), la disputatio (disputa interpretativa) per arrivare alla determinatio che rappresentava la sintesi finale. ….

Nel 1300 vi erano già in Europa almeno 20 università: dieci in Italia (Bologna, Parma, Modena, Vicenza, Arezzo, Padova, Napoli, Vercelli, Siena e lo Studium della curia romana), cinque in Francia (Parigi, Montpellier, Tolosa, Orléans e Angers), due in Inghilterra (Oxford e Cambridge), due in Spagna (Salamanca e Valladolid) e l’Università di Lisbona in Portogallo (che sarà poi trasferita a Coimbra) ….

Nel XIII secolo però le autorità civili, i sovrani in Francia e Inghilterra, i magistrati comunali in Italia, cominciarono ad imporre il loro controllo sulle università che erano ormai divenute corporazioni potenti e malgrado la violenta reazione degli universitari, che ricorsero anche all’arma dello sciopero abbandonando le loro sedi.» [Fonte]

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Nel corso di questi otto secoli le Università mantennero, bene o male secondo i tempi, la loro libertà operativa, di ricerca e di insegnamento. Se è vero che le scoperte scientifiche epocali – il calcolo differenziale, la teoria dei gravi e quella della relatività – furono frutto di geni singoli quali Leibniz, Newton ed Einstein, sarebbe altrettanto vero il constatare che le Università furono e sono il crogiolo delle idee, alle quali si deve la rivoluzione scientifica.

È impossibile comprendere l’occidente senza aver studiato e compreso la storia delle università europee.

Sono esse, piuttosto che la politica, ad aver improntato l’occidente così come esso è: sono loro le vere Istituzioni, ove si formano le classi scientifiche e dirigenziali.

Tuttavia negli ultimi due secoli in Europa gli stati nazionali hanno messo sotto il loro controllo le Istituzioni universitarie, politicizzandole ed irreggimentandole fino al triste e doloroso rogo dei libri.

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Università Americane e Covid-19. Fallimenti alle porte.

Coronavirus e Cina mettono in dissesto le Università inglesi.

«Harrow, Churchill’s alma mater, is opening five new schools»

«Harrow, the 450-year-old boarding school that produced seven prime British ministers including Winston Churchill, is poised to open five schools in China, undeterred by Covid-19»

«Other prestigious English schools will likely follow, staking their post-pandemic futures on East Asia»

«Demand for English-language international schools in the region is projected to double by 2029, with 1.2 million students enrolled»

«The perception China has managed the pandemic better than most is likely to increase its appeal relative to the more frontier economies that had begun attracting foreign schools as the Chinese market matured.»

«English-language education has burgeoned into a $55 billion market in the past two decades as a growing middle class in China, the Middle East and beyond sees the language skills and academic rigor as a way to give their children a leg-up in a global labor market»

«Harrow has been one of the pioneers of the global push, opening a school in Bangkok in 1998. Last year it educated 4,800 students at four schools in Thailand, Hong Kong and China.»

«That’s almost six times the number of students that attend the famed boarding school on a 300-acre campus in northwest London.»

«It looks like China has much better control over this, and it has given back confidence to our teachers and the foreigners who will come to China to work»

«The very existence of private schools has always been a political issue, with many in the Labour Party lobbying to abolish them and redistribute their assets»

«That helped it offer 2.3 million pounds in financial aid, meaning more than 10% of students didn’t pay anywhere near the 42,000-pound annual fee»

«Wellington opened its first school in China in 2011 and now has five in the country plus one in Thailand opened in 2018. Wellington educates more than 4,000 students outside the U.K. That’s about four times the number at its day and boarding school south of London»

«Of the more than 359,000 students enrolled in international schools in the country, two thirds are Chinese nationals»

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Aprendo in Cina, sicuramente l’Harrow dovrà rimodulare i propri insegnamenti e, con il tempo, si sinizzerà.

In fondo, queste Istituzioni Universitarie esportano un metodo non dei contenuti.

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Bloomberg. Prestigious U.K. Schools Push On With Plans to Open in China.

Harrow, Churchill’s alma mater, is opening five new schools

Demand high, as is confidence in Asia’s coronavirus response

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Harrow, the 450-year-old boarding school that produced seven prime British ministers including Winston Churchill, is poised to open five schools in China, undeterred by Covid-19. Other prestigious English schools will likely follow, staking their post-pandemic futures on East Asia.

Demand for English-language international schools in the region is projected to double by 2029, with 1.2 million students enrolled, ISC Research estimates. The perception China has managed the pandemic better than most is likely to increase its appeal relative to the more frontier economies that had begun attracting foreign schools as the Chinese market matured.

China is “tried and tested; it can be made to work,” said Paul Jones, a partner at Farrer & Co., a London-based law firm that advises on international education. Schools are saying “others have made it work and right now, I don’t want to be the first to make a foray into new territories.”

English-language education has burgeoned into a $55 billion market in the past two decades as a growing middle class in China, the Middle East and beyond sees the language skills and academic rigor as a way to give their children a leg-up in a global labor market. The histories of U.K.’s top schools give them a recruiting edge, and pushing abroad generates funds that can be plowed into scholarships at home as they seek to broaden access beyond the elite.

Harrow has been one of the pioneers of the global push, opening a school in Bangkok in 1998. Last year it educated 4,800 students at four schools in Thailand, Hong Kong and China. That’s almost six times the number of students that attend the famed boarding school on a 300-acre campus in northwest London.

New Schools

That gap is about to get much bigger with the new China schools. Harrow’s international partner, Asia International School Ltd., will add 1,500 students with the opening of the new schools in September. Lockdowns did temporarily disrupt construction and in-person recruitment events were canceled, but the schools remain on track to open and enrollment and staffing levels are holding up, said Elvina Tsun, AISL’s group director for marketing & communications.

“It looks like China has much better control over this, and it has given back confidence to our teachers and the foreigners who will come to China to work,” Tsun said.

When U.K. schools go abroad, they generally enter into a kind of long-term franchising agreement, where they lend their name and the educational expertise, with the local partner acquiring and running the school. The U.K. institution will receive some up front fees for development costs, but the bulk of the revenue comes from annual payments that generally range from 3% to 8% of student fees, Jones said.

That additional revenue allows schools to offer more financial aid in the U.K. at a time they’re facing growing pressure to become more diverse. The very existence of private schools has always been a political issue, with many in the Labour Party lobbying to abolish them and redistribute their assets.

In the 2017-2018 school year, Harrow received more than 3 million pounds ($3.8 million) from its international schools. That helped it offer 2.3 million pounds in financial aid, meaning more than 10% of students didn’t pay anywhere near the 42,000-pound annual fee.

“When you start multiplying across five sites, the monies do start becoming the transformational amount that in an ideal world the schools are looking for,” Jones said.

To be sure, it is tougher for new entrants to break in, particularly in larger cities where the pioneering schools have already set up shop.

“If you don’t have a great principal who understands how the local government and education system works, and you’re not in a tier-one city, it will take you six-to-eight years to fill a 1,000 student campus, which is too slow for most investors,” said Claudia Wang, partner at Oliver Wyman, an educational consultant.

Wellington opened its first school in China in 2011 and now has five in the country plus one in Thailand opened in 2018. Wellington educates more than 4,000 students outside the U.K. That’s about four times the number at its day and boarding school south of London.

“In uncertain times ahead, the international income adds an extra level of financial support,” said Scott Bryan, International Director at Wellington College.

Wellington, like Harrow, has also branched out to support bilingual schools opened by its local partner that follow the Chinese National Curriculum, which is mandatory for years 1 to 9. That shift will make the schools less dependent on expatriate families, who are more transient and likely to pull up stakes when faced with local disruptions, like a pandemic. Of the more than 359,000 students enrolled in international schools in the country, two thirds are Chinese nationals, according to ISC Research.

“The market is still changing at the moment,” Bryan said. “We think there could be some dip, but we don’t think it’s a long-term issue.”

Pubblicato in: Commercio, Economia e Produzione Industriale, Regno Unito

Regno Unito. Elenco aggiornato dei licenziamenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-09.

westminster-palace-01

«The coronavirus lockdown has virtually halted international travel and tourism, hitting airlines and other travel companies, aerospace and auto manufacturers and oil companies hard»

«As these businesses adjust to dramatically reduced revenue projections, job losses are starting to mount alarmingly»

«More than 40,000 redundancies have already been announced across these sectors»

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In un momento di stasi del commercio internazionale, quasi tutte le imprese che operano in tale settore si trovano in una crisi indotta dal calo degli ordinativi, cui consegue il calo della produzione.

Solo nel caso di una rapida ripresa il personale licenziato potrebbe essere reintegrato, la tale evenienza apparirebbe essere alquanto remota.

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Which UK companies are cutting jobs in the coronavirus crisis?

The coronavirus lockdown has virtually halted international travel and tourism, hitting airlines and other travel companies, aerospace and auto manufacturers and oil companies hard.

As these businesses adjust to dramatically reduced revenue projections, job losses are starting to mount alarmingly. More than 40,000 redundancies have already been announced across these sectors, with more than 10,000 likely to be in the UK.

Rolls-Royce

The jet-engine manufacturer has confirmed that 3,000 job cuts, of a planned 9,000 worldwide, will be made in the UK. Rolls-Royce will make the first round of redundancies through a voluntary programme, with about 1,500 posts being lost at its headquarters in Derby, as well as 700 redundancies in Inchinnan, near Glasgow, another 200 at its Barnoldswick site in Lancashire, and 175 in Solihull, Warwickshire.

Bentley

The luxury carmaker intends to shrink its workforce by almost a quarter, slashing 1,000 roles through a voluntary redundancy scheme. The majority of Bentley’s 4,200 workers are based in Crewe in Cheshire.

Aston Martin Lagonda

The Warwickshire-based luxury car manufacturer has also announced 500 redundancies.

BP

The oil company plans to make 10,000 people redundant worldwide, including an estimated 2,000 in the UK, by the end of the year. The BP chief executive, Bernard Looney, said that the majority of people affected would be those in office-based jobs, including at the most senior levels. BP said it would reduce the number of group leaders by a third, and protect the “frontline” of the company, in its operations.

British Airways

The UK flag carrier is holding consultations to make up to 12,000 of its staff redundant, a reduction of one in four jobs at the airline. BA intends to cut roles among its cabin crew, pilots and ground staff, while significantly reducing its operations at Gatwick airport.

Virgin Atlantic 

Richard Branson’s airline is to cut more than 3,000 jobs, more than a third of its workforce, and will shut its operations at Gatwick.

EasyJet

The airline has announced plans to cut 4,500 employees, or 30% of its workforce.

Ryanair

The Irish airline intends to slash 3,000 roles and reduce staff pay by up to a fifth.

P&O Ferries

The shipping firm intends to cut more than a quarter of its workforce, a loss of 1,100 jobs. The company, which operates passenger ferries between Dover and Calais, and across the Irish Sea, as well as Hull to Rotterdam and Zeebrugge, will initially offer employees voluntary redundancy.

Pubblicato in: Commercio, Regno Unito

Regno Unito. British Retail Consortium Index +7.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-09.

2020-06-09__ UK British Retail Consortium 013

Il 22-05-2020 il Regno Unito aveva rilasciato il dato di -18.1% relativo alle vendite al dettagli mese su mese di maggio, il dato anno su anno era -22.6%.

Oggi nove giugno ha rilasciato un nuovo dato.

«L’Indice dei prezzi al consumo BRC (British Retail Consortium) misura la variazione di valore delle vendite del medesimo negozio nei punti vendita popolari del Regno Unito appartenenti al BRC.

In realtà misura le vendite al dettaglio presso i negozianti appartenenti al BRC.»

Sono dati poco rassicuranti.

Pubblicato in: Cina, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea

Giappone. Si dissocia dal condannare la legge cinese sulla sicurezza.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-09.

Giappone 013

«Japan has decided not join the United States, Britain and others in issuing a statement scolding China for imposing a new security law»

«The United Kingdom, the U.S., Australia and Canada condemned China on May 28 for imposing a law that they said would threaten freedom and breach a 1984 Sino-British agreement on the autonomy of the former colony»

«Tokyo separately issued a statement May 28, the day China’s parliament approved the national security legislation, saying the nation was “seriously concerned” about the move, which observers fear could endanger Hong Kong’s special autonomy and freedoms»

«Tokyo is in complicated position amid tension between China and the U.S. over the Hong Kong issue as Japan plans Chinese President Xi Jinping’s state visit»

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La politica estera del blocco occidentale si è incrinata, verosimilmente in modo non riparabile.

Solo Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada hanno condannato la Cina per aver ratificato una legge sull’ordine e la sicurezza in Hong Kong, che ribadisce come la Cina sia una nazione unica ed indivisibile.

Gli stati del blocco europeo avevano protestato sommessamente, già tutti presi ad associarsi alle rivolte in corso negli Stati Uniti, contro il Presidente Trump. Non sarebbe stato possibile prendere posizioni contro tutto il mondo.

Adesso il centro del problema si focalizza su due eventi:

– la lotta alla infezione da Covid-19;

– la ripresa da questa crisi economica.

Ma mentre la Cina sta evidenziando dati macro che suggerirebbero una iniziale quanto consistente ripresa, sia pur nei limiti della netta riduzione dei commerci internazionali, mentre gli Stati Uniti hanno aumentato il numero degli occupati, il blocco europeo ristagna.

Dovrebbe essere evidente come la prima nazione che riesca a far riprendere il proprio sistema economico si sarà garantita non solo la posizione economica ma anche quella del prestigio internazionale e diplomatico.

La posta in gioco è l’egemonia mondiale.

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Japan declines to join U.S., others in condemning China for Hong Kong law: Kyodo.

Japan has decided not join the United States, Britain and others in issuing a statement scolding China for imposing a new security law, Kyodo news agency reported on Sunday, citing officials from countries involved.

The United Kingdom, the U.S., Australia and Canada condemned China on May 28 for imposing a law that they said would threaten freedom and breach a 1984 Sino-British agreement on the autonomy of the former colony.

There was no immediate response to Reuters e-mail inquiries to Japan’s foreign ministry and the U.S. embassy in Tokyo. China’s foreign ministry did not immediately respond to a request for comment.

Tokyo separately issued a statement May 28, the day China’s parliament approved the national security legislation, saying the nation was “seriously concerned” about the move, which observers fear could endanger Hong Kong’s special autonomy and freedoms.

Tokyo is in complicated position amid tension between China and the U.S. over the Hong Kong issue as Japan plans Chinese President Xi Jinping’s state visit, which was planned for early April but has been postponed because both have agreed to priorities to contain the virus outbreak.

Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale, Regno Unito

Regno Unito. Marzo. Produzione industriale annuale -8.2%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-14.

2020-05-13__Regno Unito PI 001

A marzo, la produzione industriale inglese annuale è crollata del -8.2%, calcolata su base mensile del -4.2%.

Nel complesso la situazione sembrerebbe essere del tutto ragionevole.

Infatti nello stesso periodo la produzione industriale è scesa del -28.4% in Italia, del -16.2% in Francia, del -12.2% in Spagna, del -10.8% nella Repubblica Ceka, e del 9.2% in Germania.

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Questo a seguito è un breve sunto della situazione in Europa a fine marzo.

I macrodati di aprile e del secondo trimestre dovrebbero però risentire maggiormente del lockdown.

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Repubblica Ceka. Produzione Industriale -10.8%, Ordinativi -15.7% yoy.

Regno Unito. Pil primo trimestre financo ragionevole.

India. Aprile. Consumi elettrici -24%.

Italia. Marzo. Produzione industriale -28.4% rispetto febbraio.

Crollano Germania, Francia e Regno Unito, mentre la Cina vola.

Eurozona. Indice Sentix sceso a -41.8.

Spagna. Marzo. Produzione Industriale -12.2%.

Spagna. PMI del settore manifatturiero crolla a 30.8.

Spagna. Pil Q1 -5.2% qoq, -4.1 yoy.

Francia. Marzo. Produzione Industriale -16.2% mese su mese.

Francia. Pil primo trimestre -5.8%, contro il -3.5% previsto.

Francia. Indicatori Macro PMI da obitorio.

Banca di Francia. Pil 2020 Q1 a -6%. ‘Prospettive desolanti’.

Germania. Marzo. Produzione Industriale -9.2% mese su mese.

Germania. Aprile. PMI composito 17.4, PMI servizi 16.2.

Germania. Marzo. Ordini alle Fabbriche -15.6% mese su mese.

Italia. Auto -97.55% immatricolazioni in aprile.

Economia mondiale e Covid-19. Si prospetta una catastrofe planetaria.

Pubblicato in: Banche Centrali, Regno Unito

Regno Unito. Pil primo trimestre financo ragionevole.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-13.

2020-05-13__Regno Unito Pil

Il Regno Unito ha rilasciato i dati relativi al prodotto interno lordo del primo trimestre (Q1) e di aprile.

Il Pil 2020 Q1 Trimestrale è stato -2.0%, mentre il Pil 2020 Q1 Annuale è stato -1.6%..

Invece il Pil mensile, aprile su marzo, è stato -5.8%.

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Questi dati sembrerebbero essere ragionevoli, ma si dovrebbe tener conto che il lockdown è stato dichiarato alquanto tempo dopo che nei paesi dell’Europa continentale.

Infatti dal mese di aprile in poi i dati macro disponibili presentano severi cali. Per esempio, ad aprile il PMI composito valeva 13.8 e quello del settore servizi era 13.4.

Crollano Germania, Francia e Regno Unito, mentre la Cina vola.

Regno Unito. Dati macro da coma dépassé.

Regno Unito. L’economia britannica calerà del 35% con 2 mln disoccupati.