Pubblicato in: Agricoltura, Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Russia

Russia. Raccolto del grano da 100 milioni di tonnellate. Per i liberal la Russia è fallita.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-25.

2022-09-24__ Borse occidentali 001

La Russia annuncia un raccolto del grano da 100 milioni di tonnellate.

Eppure Joe Biden ed i media di regine affermano con sicurezza cha la Russia era fallita già da ieri. Morta stecchita.

Strano però che una nazione fallita ed agonica produca un raccolto del genere.

Quella riportata in immagine altro non è che il certificato di morte avvenuta della Russia.

Ci si domanda quindi.

Ma non era la Russia che era fallita?

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Il raccolto di grano in Russia potrebbe raggiungere la storica cifra di 100 milioni di tonnellate. Gli agricoltori di tutta la nazione stanno terminando il raccolto abbondante dopo le buone condizioni di crescita per tutta la stagione estiva. La grande offerta del primo trasportatore del pianeta contribuirebbe spesso a far scendere i costi mondiali. Ma fino a questo momento della stagione, le tasse sulle esportazioni delle autorità e i problemi logistici legati alla lotta in Ucraina stanno mantenendo in patria una quantità di grano superiore a quella tipica.

I costi di esportazione del grano russo sono diventati ultimamente più aggressivi nei confronti di altre origini come la Francia e gli Stati Uniti, il che significa che le spedizioni potrebbero aumentare. I costi più elevati e i problemi di consegna dei carichi russi – alcune assicurazioni e banche hanno evitato i prodotti russi dopo l’invasione dell’Ucraina a febbraio – hanno rallentato le esportazioni all’inizio della stagione.

L’International Grains Council ha inoltre aumentato giovedì le stime sul raccolto di grano in Russia di praticamente 6 milioni di tonnellate, ma non prevede che l’ulteriore fornitura venga portata via dalla nazione, mantenendo invariate le prospettive di esportazione a 36.5 milioni di tonnellate.

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«Russia’s wheat harvest may attain a historic 100 million tons. Farmers throughout the nation are ending up the bountiful harvest after good rising circumstances all through the summer season. The big provide on the earth’s prime shipper would often assist to carry down world costs. But to this point this season, authorities export taxes and logistical points from its struggle in Ukraine are maintaining extra grain than typical at dwelling»

«Russian wheat export costs have lately turned extra aggressive towards different origins like France and the U.S., which means that shipments may enhance. Higher costs and points with delivery Russian cargoes — some insurers and banks shunned Russian commodities after its invasion of Ukraine in February — slowed exports earlier within the season»

«The International Grains Council additionally hiked its Russia wheat crop estimate by practically 6 million tons on Thursday, nevertheless it doesn’t anticipate that further provide to go away the nation — maintaining the export outlook unchanged at 36.5 million tons.»

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Russia’s Historic 100 Million-Ton Wheat Crop Piles Up at Home

(Bloomberg) — Russia’s wheat harvest may attain a historic 100 million tons, in line with advisor SovEcon, with the commodity piling up at dwelling because the nation struggles to export giant volumes.

Farmers throughout the nation are ending up the bountiful harvest after good rising circumstances all through the summer season. The big provide on the earth’s prime shipper would often assist to carry down world costs. But to this point this season, authorities export taxes and logistical points from its struggle in Ukraine are maintaining extra grain than typical at dwelling.

“Storage has been an issue for a few months for some farmers,” SovEcon Managing Director Andrey Sizov mentioned by cellphone. “We haven’t seen anything like this since 2017-18.”

Russian wheat export costs have lately turned extra aggressive towards different origins like France and the U.S., which means that shipments may enhance. Higher costs and points with delivery Russian cargoes — some insurers and banks shunned Russian commodities after its invasion of Ukraine in February — slowed exports earlier within the season. Food exports aren’t focused by sanctions, however some establishments are cautious of doing enterprise with Russia because of these measures.

Wheat costs spiked globally after a Russian blockade of Ukraine’s ports strangled that nation’s exports, pushing up meals costs. While a deal to reopen the ports struck in July helped ease costs, the escalation of the struggle in Ukraine has despatched wheat again to ranges seen earlier than the settlement.

The International Grains Council additionally hiked its Russia wheat crop estimate by practically 6 million tons on Thursday, nevertheless it doesn’t anticipate that further provide to go away the nation — maintaining the export outlook unchanged at 36.5 million tons.

“This huge crop is not fully converting into huge exports,” Sizov mentioned.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Europa. Indice dei prezzi alla produzione industriale. Macrodati funerei.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-25.

2022-09-22__ Eurostat Domestic Producer Prices 001

L’indice dei prezzi alla produzione industriale interna misura l’andamento medio dei prezzi di tutti i beni e servizi connessi derivanti dall’attività del settore industriale e venduti sul mercato interno. L’indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno mostra l’andamento mensile dei prezzi di transazione delle attività economiche. Per mercato interno si intendono i clienti residenti nello stesso territorio nazionale dell’unità di osservazione. I dati sono compilati secondo la classificazione statistica delle attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 2, Eurostat). I prezzi alla produzione industriale sono compilati come un indice dei prezzi di tipo Laspeyres ad anno base fisso. L’anno base attuale è il 2015 (indice 2015 =100). Gli indici, così come i tassi di crescita rispetto al mese precedente (M/M-1) e rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente (M/M-12) sono presentati in forma grezza.

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«The industrial domestic output price index measures the average price development of all goods and related services resulting from the activity of the industry sector and sold on the domestic market. The domestic output price index shows the monthly development of transaction prices of economic activities. The domestic market is defined as customers resident in the same national territory as the observation unit. Data are compiled according to the Statistical classification of economic activities in the European Community, (NACE Rev. 2, Eurostat). Industrial producer prices are compiled as a “fixed base year Laspeyres type price-index”. The current base year is 2015 (Index 2015 =100). Indexes, as well as both growth rates with respect to the previous month (M/M-1) and with respect to the corresponding month of the previous year (M/M-12) are presented in raw form.» [Eurostat]

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Questa Tabella riassuntiva ancor in via di formazione evidenzia chiaramente quanto il processo inflattivo stia corrodendo il tessuto economico europeo.

Tranne la Svizzera, che risente del contesto generale ma che riesce a conservare valori inflattivi minimi, tutti gli stati europei  presentano una inflazione dei prezzi alla produzione industriale interna a due cifre.

L’eurozona ha un valore del +37.8%, anno su anno.

Ma spicca il +46.9% della Germania, nazione che in passato era definita essere la locomotiva dell’Europa.

Ne risulta una situazione nella quale ogni qualsiasi attività produttiva è semplicemente impossibile. Da qui la fuga fuori dalla zona dell’euro.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea

Spagna. Elezioni 2023. Partito Popolare e le destre avrebbero la maggioranza assoluta.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-24.

Spagna 001

«In Spagna si voterà per le elezioni politiche generali nel novembre del 2023, salvo colpi di scena. Anche l’Italia doveva votare nel 2023»

«i sondaggi politici vengono visti con sempre maggior interesse perché iniziano a fotografare la tendenza che potrà tradursi nel nuovo Parlamento spagnolo e nel nuovo Governo»

«L’ultimo sondaggio politico è del 12 settembre ed è stato pubblicato da GAD3 per il giornale ‘ABC’. Secondo questo sondaggio sulle intenzioni di voto degli spagnoli, se si votasse oggi la vittoria andrebbe senza dubbi al blocco di destra, che otterrebbe la maggioranza assoluta con una certa sicurezza»

«Grande crescita del Partido Popular, fino +15% rispetto alle elezioni del 2019»

«Il vincitore sarebbe il Partido Popular (PP), storico partito della destra spagnola, che otterrebbe il 35% e 150 deputati»

«Cade invece il consenso intorno al PSOE, che si fermerebbe al 26,9% ed otterrebbe tra 104 e 108 deputati»

«Il sondaggio certifica anche la definitiva scomparsa di Ciudadanos dal Parlamento»

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La vittoria dei popolari in Andalusia: la Spagna vira a destra?

Andalusia. Vox supporta esternamente il governo Ciudadanos – Popolari.

Rise of nationalists vowing to ‘make Spain great again’

Andalusia. I ‘lebbrosi’ di Vox conquistano 12 seggi.

Spagna. Regionali Madrid. Partito Popolare dato al 41%.

Spagna. Madrid ha un sindaco di centrodestra, con Vox in giunta.

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Nel Consiglio europeo uscirebbe un membro dell’ala liberal socialista e gli subentrerebbe un esponente della destra.

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Spagna, i sondaggi politici nel settembre del 2022: ecco chi vincerebbe se si votasse oggi.

Madrid. In Spagna si voterà per le elezioni politiche generali nel novembre del 2023, salvo colpi di scena. Anche l’Italia doveva votare nel 2023, ma la caduta del governo Draghi ha portato alle elezioni anticipate del 25 settembre. Anche se mancano ancora molti mesi alle elezioni in Spagna, i sondaggi politici vengono visti con sempre maggior interesse perché iniziano a fotografare la tendenza che potrà tradursi nel nuovo Parlamento spagnolo e nel nuovo Governo.

L’ultimo sondaggio politico è del 12 settembre ed è stato pubblicato da GAD3 per il giornale ‘ABC’. Secondo questo sondaggio sulle intenzioni di voto degli spagnoli, se si votasse oggi la vittoria andrebbe senza dubbi al blocco di destra, che otterrebbe la maggioranza assoluta con una certa sicurezza.

Grande crescita del Partido Popular, fino +15% rispetto alle elezioni del 2019: assorbita la crescita di Vox

Il vincitore sarebbe il Partido Popular (PP), storico partito della destra spagnola, che otterrebbe il 35% e 150 deputati. Il PP, che da qualche mese è guidato dal presidente della Galizia Alberto Núñez Feijóo, cresce quindi moltissimo rispetto alle ultime elezioni (aveva ottenuto il 21% nel 2019). Cade invece il consenso intorno al PSOE, che si fermerebbe al 26,9% ed otterrebbe tra 104 e 108 deputati.

PP e Vox otterrebbero la maggioranza assoluta secondo un sondaggio di inizio settembre 2022

Crollo per Unidas Podemos, che passa dal 12,8% del 2019 al 8,6%, riducendo da 35 a 14-16 il numero di deputati rispetto al 2019.  La fortissima crescita della destra del PP sembra togliere un po’ di spinta a Vox, il partito di estrema destra alleato dell’italiano Fratelli d’Italia, che fino a pochi mesi fa sembrava in costante crescita: Vox passerebbe dal 15,1% del 2019 al 13,8% (passerebbe a 38-40 deputati, ne aveva ottenuti 52 alle ultime elezioni). Il sondaggio certifica anche la definitiva scomparsa di Ciudadanos dal Parlamento.

L’auge del PP e la buona salute di Vox, e la loro prevalenza rispetto al blocco di sinistra, sono dati che vengono confermati anche da un sondaggio realizzato da Ágora Integral negli ultimi giorni, e pubblicato su Canarias Ahora, e da quello realizzato da Sigma Dos per Antena 3. Sebbene ci siano dei numeri diversi in intenzione di voto, non cambia il risultato: il PP riuscirebbe a formare un governo con maggioranza assoluta insieme a Vox, secondo questi diversi sondaggi.

Pubblicato in: Agricoltura, Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Pane più caro che mai. +18% anno su anno. – Eurostat.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-24.

2022-09-21__ Eurostat Pane 001

                         In sintesi.

– Nell’agosto 2022 il prezzo del pane nell’UE era in media del 18% più alto rispetto all’agosto 2021

– I dati mensili mostrano anche un aumento significativo dell’inflazione globale anche se non così grande (da +3% a +10%). 

– Il più alto tasso medio di variazione dei prezzi del pane è stato registrato in Ungheria (+66% nell’agosto 2022) seguita da Lituania (+33%) Estonia e Slovacchia (entrambe +32%).

2022-09-21__ Eurostat Pane 002

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Pane, verdure, carne: gli alimenti sono diventati più cari. I prezzi degli oli e dei grassi da cucina sono aumentati in modo particolare, ma anche importanti alimenti di base come il pane sono diventati significativamente più costosi. Ciò è dovuto in particolare all’invasione russa dell’Ucraina, che ha disturbato in modo significativo i mercati globali, dal momento che la Russia e l’Ucraina sono stati grandi esportatori di cereali, grano, mais, semi oleosi (in particolare girasoli) e fertilizzanti.

Nell’agosto 2022, il prezzo del pane nell’UE era in media del 18% più alto rispetto all’agosto 2021. Si tratta di un aumento enorme rispetto all’agosto 2021, quando il prezzo del pane era in media del 3% più alto rispetto all’agosto 2020. I dati mensili mostrano anche un aumento significativo dell’inflazione globale, anche se non così grande (da +3% a +10%). 

Queste informazioni provengono dai dati sull’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) pubblicati recentemente da Eurostat.

Alcuni Paesi sono stati molto più colpiti di altri. Il più alto tasso medio di variazione dei prezzi del pane è stato registrato in Ungheria (+66% nell’agosto 2022), seguita da Lituania (+33%), Estonia e Slovacchia (entrambe +32%).

Nel frattempo, il tasso di variazione medio più basso dei prezzi del pane è stato registrato in Francia (+8% nell’agosto 2022), Paesi Bassi e Lussemburgo (entrambi +10%).

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Eurostat. Bread more expensive than ever

Bread, vegetables, meat – food has become more expensive. Prices for cooking oils and fats have risen particularly sharply, but important staple foods such as bread have also become significantly more costly. This is particularly due to the Russian invasion of Ukraine, which has significantly disturbed global markets since Russia and Ukraine have been major exporters of grains, wheat, maize, oilseeds (particularly sunflowers) and fertilisers. 

In August 2022, the price of bread in the EU was on average 18% higher than in August 2021. This is a huge increase compared with August 2021, when the price of bread was on average 3% higher than in August 2020. Monthly data also show a significant increase in headline inflation, although not as large (from +3% to +10%).
This information comes from data on the harmonised index of consumer prices (HICP) published recently by Eurostat. 

Some countries were much more affected than others. The highest average rate of change in bread prices was recorded in Hungary (+66% in August 2022), followed by Lithuania (+33%), Estonia and Slovakia (both +32%). 

Meanwhile, the lowest average rate of change in bread prices was recorded in France (+8% in August 2022), the Netherlands and Luxembourg (both +10%). 

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Germania. Prezzi alla Produzione +45.8% anno su anno. Ammonio +175.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-23.

Lavrov Putin che ridono 011

Nell’agosto 2022 l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è aumentato del 45.8% rispetto all’agosto 2021. A luglio l’aumento era stato del +37.2% e a giugno del +32.7%. Il principale responsabile dell’aumento dei prezzi alla produzione rispetto ad agosto 2021 è stato ancora l’aumento dei prezzi dell’energia.

I prezzi dell’energia nel complesso sono aumentati del 139.0% rispetto ad agosto 2021 e del 20.4% rispetto a luglio 2022. I principali responsabili dell’elevato aumento dei prezzi dell’energia sono stati i forti aumenti dei prezzi dell’elettricità (+174.9%). I distributori di energia elettrica hanno dovuto pagare il 278.3% in più rispetto ad agosto 2021. I distributori di energia elettrica hanno dovuto pagare il 278.3% in più rispetto all’agosto 2021. I prezzi del gas naturale (distribuzione) sono aumentati del 209.4% rispetto ad agosto 2021. Le centrali elettriche hanno dovuto pagare il gas naturale il 269.1% in più rispetto a un anno prima. I prezzi dei consumatori industriali sono aumentati del 264.9%, quelli dei rivenditori del 236.8%.

I prezzi dei beni intermedi sono aumentati del 17.5% rispetto ad agosto 2021. I prezzi dell’acciaio metallico e delle ferroleghe sono aumentati del 20.9% rispetto ad agosto 2021 (-3.2% da luglio 2022). I prezzi dei metalli non ferrosi sono aumentati del 16.9% rispetto ad agosto 2021. I prezzi dei prodotti chimici di base, dei fertilizzanti e dei composti azotati sono aumentati del 32.9% rispetto ad agosto 2021. Particolarmente elevati sono stati gli aumenti dei prezzi dei fertilizzanti e dei composti azotati (+108.8%). I prezzi dell’ammoniaca, utilizzata per la produzione di fertilizzanti, sono aumentati del 175.9%. I prezzi dei pellet di legno sono raddoppiati rispetto ad agosto 2021 (+108.2%), mentre i prezzi dei trucioli di legno sono aumentati del 133.3%. I prezzi dei mangimi preparati per gli animali da allevamento sono aumentati del 37.6%. I prezzi delle farine di cereali sono aumentati del 46.4% rispetto ad agosto 2021. Da agosto 2021 ad agosto 2022 i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 22.3%. Particolarmente elevato è stato l’aumento dei prezzi del burro (+74.6% rispetto ad agosto 2021) e degli oli vegetali grezzi (+51.4%). I prezzi del latte sono aumentati del 35.3% rispetto ad agosto 2021.

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«In August 2022, the index of producer prices for industrial products increased by 45.8% compared with August 2021. In July the increase had been +37.2% and in June +32.7%. Mainly responsible for the increase of producer prices compared to August 2021 still was the price increase of energy.»

«Energy prices as a whole were up 139.0% compared to August 2021 and by 20.4% compared to July 2022. Mainly responsible for the high rise of energy prices were the strong price increases of electricity (+174.9%). Electricity redistributors had to pay 278.3% more than in August 2021. Electricity redistributors had to pay 278.3% more than in August 2021. Prices of natural gas (distribution) were up 209.4% on August 2021. Power plants had to pay 269.1% more for natural gas than one year before. Industrial consumers’ prices were up 264.9%, those of resellers 236.8%.»

«Prices of intermediate goods increased by 17.5% compared to August 2021. Prices of metallic steel and ferro-alloys increased by 20.9% compared to August 2021 (-3.2% from July 2022). Prices of non-ferrous metals were up 16.9% on August 2021. Prices of basic chemicals, fertilisers and nitrogen compounds increased by 32.9% compared to August 2021. Especially high were the price increases of fertilisers and nitrogen compounds (+108.8%). Prices for ammoniac which is used for the production of fertilisers was up 175.9%. Prices of wood pellets doubled from August 2021 (+108.2%), prices of wood chips were up 133.3%. Prices of prepared feeds for farm animals increased by 37.6%. Prices of cereal flour rose by 46.4% compared to August 2021. From August 2021 to August 2022 food prices increased by 22.3%. Especially high was the price increase of butter (+74.6% compared to August 2021) and for crude vegetable oils (+51.4%). Prices of milk were up 35.3% from August 2021»

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Destatis. Producer prices in August 2022: +45.8% on August 2021

                          Producer prices of industrial products (domestic market), August 2022

+45.8% on the same month a year earlier

+7.9% on the previous month

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Wiesbaden – In August 2022, the index of producer prices for industrial products increased by 45.8% compared with August 2021. As reported by the Federal Statistical Office this was the highest increase ever compared to the corresponding month of the preceding year. In July the increase had been +37.2% and in June +32.7%. Compared with the preceding month July 2022 the overall index rose by 7.9% in August 2022. This is also the highest increase ever compared to the previous month.

Mainly responsible for the increase of producer prices compared to August 2021 still was the price increase of energy. Moreover, prices also rose significantly for intermediate goods (+17.5%) and capital goods (+7.8%) as well as for durable and non-durable consumer goods (10.9% and 16.9%, respectively).

                         Energy prices more than doubled

Energy prices as a whole were up 139.0% compared to August 2021 and by 20.4% compared to July 2022. Mainly responsible for the high rise of energy prices were the strong price increases of electricity (+174.9%).

Electricity redistributors had to pay 278.3% more than in August 2021, special contract customers 195.6%. Prices rose for small commercial customers who often conclude tariff-bound contracts by 12.9%. Compared with the previous month July prices for electricity rose for all customers by 26.4%.

Prices of natural gas (distribution) were up 209.4% on August 2021. Power plants had to pay 269.1% more for natural gas than one year before. Industrial consumers’ prices were up 264.9%, those of resellers 236.8%. Across all customer groups, natural gas became 24.6% more expensive compared to July 2022.

Prices of mineral oil products were up 37.0% from August 2021 and fell by 3.2% from July 2022. Prices of light heating oil doubled compared to August 2021 (+104.0%), those of motor fuels were up 27.3%.

The overall index disregarding energy was 14.0% up on August 2021 (+0.4% compared to July 2022).

                         Significant price increase on intermediate goods, especially regarding metals and chemical precursors

Prices of intermediate goods increased by 17.5% compared to August 2021. Compared to July 2022 these prices slightly rose by 0.1 %. Mainly responsible for the price increase from August 2021 of intermediate goods was the price development of metals which was +19.9%. Compared to July 2022 these prices fell by 1.0%. Prices of metallic steel and ferro-alloys increased by 20.9% compared to August 2021 (-3.2% from July 2022). Prices of non-ferrous metals were up 16.9% on August 2021.

Prices of basic chemicals, fertilisers and nitrogen compounds increased by 32.9% compared to August 2021. Especially high were the price increases of fertilisers and nitrogen compounds (+108.8%). Prices for ammoniac which is used for the production of fertilisers was up 175.9%.

Prices of wood pellets doubled from August 2021 (+108.2%), prices of wood chips were up 133.3%. Prices of prepared feeds for farm animals increased by 37.6%. Prices of cereal flour rose by 46.4% compared to August 2021.

Wood prices fell by 13.0% compared to August 2021, their highest level so far, prices for metal secondary raw materials were down 12.3%.

                         Growth in prices of non-durable consumer goods mainly due to increasing prices for preserved meat, meat products and dairy products

Prices of non-durable consumer goods increased by 16.9% compared to August 2021 and rose by 0.8% compared to July 2022. From August 2021 to August 2022 food prices increased by 22.3%. Especially high was the price increase of butter (+74.6% compared to August 2021) and for crude vegetable oils (+51.4%). Prices of milk were up 35.3% from August 2021. Coffee prices were up 32.5%. Prices of meat disregarding poultry was up 27.5% on August 2021.

Prices of durable consumer goods increased by 10.9% compared to August 2021, mainly caused by the price development of furniture (+13.2%).

Capital goods’ prices rose by 7.8%. The highest impact on the price development of capital goods had the increase of machine prices, which were 9.3% up on August 2021, followed by vehicles’ price development by +6.2%. Especially high were the price increases of metal structures (+20.3%), turbines (+19.8%) and of ventilators (18.1%).

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Commissione europea. Realtà surreale da stentare a credere che sia vera.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-22.

0000-0000__ Blocco Europeo al 2022-09-18 001

I principali dati econometrici della eurozona sono da incubo: basterebbe solo pensare ad un indice dei prezzi alla produzione del 37.9%.

Una qualsiasi persona di buon senso si crederebbe che la Commissione europea passi il suo tempo a lottare contro questa gigantesca inflazione.

Nulla di più errato.

«La Commissione europea ha votato all’unanimità la proposta di sospendere il 65% dei fondi di tre programmi operativi per la Coesione destinati all’Ungheria a causa della violazione dello Stato di diritto.»

«La Commissione propone quindi la sospensione del 65% degli impegni per tre programmi operativi nell’ambito della politica di coesione e il divieto di assumere impegni legali con i fondi di interesse pubblico per programmi attuati in gestione diretta e indiretta»

«Il Consiglio dispone ora di un mese per decidere se adottare tali misure, a maggioranza qualificata (il 55% degli Stati membri vota a favore, e devono corrispondere ad almeno 65% della popolazione totale dell’Ue).»

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Polonia. Tenta il riavvicinamento alla Ungheria.

Polonia. Da esportatrice ad importatrice del carbone. Peggio che sotto il comunismo.

Svizzera. Vieta a Polonia e Germania di riesportare le munizioni che produce per il Marder.

Eurocrati pronti a spaccare l’Unione sul rule-of-law. Piano B. Europa senza Polonia ed Ungheria.

Budget e Recovery Fund. Slovenia si schiera con Polonia ed Ungheria.

Recovery Fund. Polonia minaccia il veto se impongono dei vincoli.

Ungheria. Riceve combustibile nucleare dalla Russia per via aerea e paga in rubli.

Ungheria ed Estonia bloccano il Code of Conduct for Taxation.

Ungheria. Orban. Limitata la vendita di libri lgbt ai bambini. Ira dei liberal.

Ungheria. Donato il terreno per la erigenda Università cinese in suolo magiaro. Povero Soros.

Italia. Elezioni. Ad oggi 2022-09-12 mancano 14 giorni al voto.

Italia. Venti giorni al voto. Proiezioni del numero dei seggi fatte sul Rosatellum.

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«La destra, con i Democratici svedesi, avrà 176 seggi su 349, mentre la sinistra 173. …. la premier uscente Magdalena Andersson si è dimessa»

La liberal uscente Magdalena Andersson non siede più nel Consiglio europeo, sostituita da un esponente della destra.

Il 25 settembre Draghi non rappresenterà più l’Italia nel Consiglio europeo e sarà sostituito dalla signora Meloni.

La composizione del Consiglio europeo è mutata, e con essa la linea politica.

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La Commissione propone la sospensione dei fondi Ue all’Ungheria per 7,5 miliardi

Il piano votato all’unanimità deve ora essere approvato dal Consiglio. Corrisponde a circa un terzo della somma destinata al Paese.

AGI – La Commissione europea ha votato all’unanimità la proposta di sospendere il 65% dei fondi di tre programmi operativi per la Coesione destinati all’Ungheria a causa della violazione dello Stato di diritto.

Il valore totale dei fondi in questione è di 7,5 miliardi di euro, che corrisponde circa a un terzo di tutti i fondi di Coesione destinati all’Ungheria

La decisione – ha spiegato il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn – a causa delle irregolarità sistemiche nelle procedure di appalto, le insufficienti inchieste contro il conflitto d’interessi e in generale la debolezza nell’intervento contro la corruzione.

                         Gentiloni: “Difendiamo Stato di diritto”

“Oggi la Commissione europea ha proposto di sospendere una parte dei Fondi di coesione per l’Ungheria. Difendiamo i valori dello stato di diritto e proteggiamo il bilancio comune europeo. Le autorità ungheresi sono chiamate a rispondere con misure correttive concrete”. Lo scrive in un tweet il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni

                         Il provvedimento

La decisione della Commissione arriva dopo un intenso dialogo tra l’esecutivo europeo e le autorità ungheresi nei mesi scorsi, che ha portato l’Ungheria a proporre una serie di misure correttive per affrontare le preoccupazioni individuate dalla Commissione quando il processo è stato avviato formalmente lo scorso 27 aprile.

La Commissione ha valutato a fondo la risposta ungherese, esaminando in particolare se le misure correttive rispondano adeguatamente alle conclusioni iniziali della Commissione. “Affinché le misure possano essere considerate adeguate, dovrebbero porre fine alle violazioni dei principi dello Stato di diritto e/o ai rischi che creano per il bilancio dell’Ue e gli interessi finanziari dell’Unione”, spiega l’esecutivo di Bruxelles in una nota. La conclusione della Commissione è che le misure correttive proposte potrebbero in linea di principio affrontare le questioni in questione, se sono correttamente dettagliate nelle leggi e norme pertinenti, e attuate di conseguenza. 

In attesa del completamento delle principali fasi di attuazione, la Commissione ritiene che in questa fase permanga un rischio per il bilancio. Questo spiega la decisione odierna e le misure proposte, che tengono conto anche dell’azione correttiva presentata dall’Ungheria. La Commissione propone quindi la sospensione del 65% degli impegni per tre programmi operativi nell’ambito della politica di coesione e il divieto di assumere impegni legali con i fondi di interesse pubblico per programmi attuati in gestione diretta e indiretta. 

Il Consiglio dispone ora di un mese per decidere se adottare tali misure, a maggioranza qualificata (il 55% degli Stati membri vota a favore, e devono corrispondere ad almeno 65% della popolazione totale dell’Ue). Il periodo può essere prorogato di un massimo di altri due mesi in circostanze eccezionali.

Nel frattempo, la Commissione monitorerà la situazione e terrà informato il Consiglio di qualsiasi elemento pertinente che possa incidere sulla sua attuale valutazione. L’Ungheria si è impegnata a informare esaurientemente la Commissione sul compimento delle fasi chiave di attuazione entro il 19 novembre. 

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Usa. Fed alza i tassi di 75 punti base da ripetersi una settimana prima delle elezioni di midterm.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-22.

FED 001

«That indicates a fourth-straight 75 basis-point hike could be on the table for the next gathering in November, about a week before the midterm elections»

«Ciò indica che un quarto rialzo di 75 punti base potrebbe essere previsto per la prossima riunione di novembre, circa una settimana prima delle elezioni di midterm»

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I funzionari della Federal Reserve hanno aumentato i tassi di interesse di 75 punti base per la terza volta consecutiva e hanno previsto che raggiungeranno il 4,6% nel 2023, intensificando la loro lotta per frenare l’inflazione che persiste vicino ai livelli più alti dagli anni ’80.

La decisione, presa all’unanimità, porta l’intervallo di riferimento per il tasso di riferimento dei fondi federali al 3%-3.25%, il livello più alto da prima della crisi finanziaria del 2008, rispetto al valore vicino allo zero dell’inizio di quest’anno. I funzionari prevedono che il tasso di riferimento salga al 4.4% entro la fine dell’anno e al 4.6% nel 2023. Ciò indica che un quarto rialzo di 75 punti base potrebbe essere previsto per la prossima riunione di novembre, circa una settimana prima delle elezioni di midterm.

Le previsioni aggiornate mostrano anche un aumento della disoccupazione al 4.4% alla fine del prossimo anno e alla stessa cifra alla fine del 2024, rispettivamente dal 3.9% e dal 4.1%. L’inflazione ha raggiunto un picco del 9.1% a giugno, misurato dalla variazione su 12 mesi dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti. Complessivamente, sono circa 90 le banche che hanno aumentato i tassi di interesse quest’anno, e la metà di esse ha aumentato di almeno 75 punti base in un colpo solo.

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«Federal Reserve officials raised interest rates by 75 basis points for the third consecutive time and forecast they would reach 4.6% in 2023, stepping up their fight to curb inflation that’s persisted near the highest levels since the 1980s.»

«The decision, which was unanimous, takes the target range for the benchmark federal funds rate to 3% to 3.25% — the highest level since before the 2008 financial crisis, and up from near zero at the start of this year. Officials expect the benchmark rate to rise to 4.4% by year end and 4.6% during 2023. That indicates a fourth-straight 75 basis-point hike could be on the table for the next gathering in November, about a week before the midterm elections»

«The updated forecasts also showed unemployment rising to 4.4% by the end of next year and the same at the end of 2024 — up from 3.9% and 4.1%, respectively. Inflation peaked at 9.1% in June, as measured by the 12-month change in the US consumer price index. Collectively, about 90 have raised interest rates this year, and half of them have hiked by at least 75 basis points in one shot.»

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Fed Delivers Third-Straight Big Hike, Sees More Increases Ahead

Federal Reserve officials raised interest rates by 75 basis points for the third consecutive time and forecast they would reach 4.6% in 2023, stepping up their fight to curb inflation that’s persisted near the highest levels since the 1980s.

In a statement Wednesday following a two-day meeting in Washington, the Federal Open Market Committee repeated that it “is highly attentive to inflation risks.” The central bank also reiterated it “anticipates that ongoing increases in the target range will be appropriate,” and “is strongly committed to returning inflation to its 2% objective.”

Chair Jerome Powell will hold a press conference at 2:30 p.m.

The decision, which was unanimous, takes the target range for the benchmark federal funds rate to 3% to 3.25% — the highest level since before the 2008 financial crisis, and up from near zero at the start of this year.

For Bloomberg’s TOPLive blog on the Fed decision and press conference, click here

Officials expect the benchmark rate to rise to 4.4% by year end and 4.6% during 2023, according to the median estimate in updated quarterly projections published alongside the statement. That indicates a fourth-straight 75 basis-point hike could be on the table for the next gathering in November, about a week before the midterm elections.

Further ahead, rates were seen stepping down to 3.9% in 2024 and 2.9% in 2025.

The projections, which showed a steeper rate path than officials laid out in June, underscore the Fed’s resolve to cool inflation despite the risk that surging borrowing costs could tip the US into recession.

Before the release, traders expected rates to reach 4.5% in early 2023 before falling about a half point by the end of the year.

Powell and his colleagues, slammed for a slow initial response to escalating price pressures, have pivoted aggressively to catch up and are now delivering the most aggressive policy tightening since the Fed under Paul Volcker four decades ago.

The updated forecasts also showed unemployment rising to 4.4% by the end of next year and the same at the end of 2024 — up from 3.9% and 4.1%, respectively, in the June projections.

Estimates for economic growth in 2023 were marked down to 1.2% and 1.7% in 2024, reflecting a bigger impact from tighter monetary policy.

Inflation peaked at 9.1% in June, as measured by the 12-month change in the US consumer price index. But it’s failed to come down as quickly in recent months as Fed officials had hoped: In August, it was still 8.3%.

Job growth, meanwhile, has remained robust and the unemployment rate, at 3.7%, is still below levels most Fed officials consider to be sustainable in the longer run.

The failure of the labor market to soften has added to the impetus for a more-aggressive tightening path at the US central bank.

Fed action is also taking place against the backdrop of tightening by other central banks to confront price pressures which have spiked around the globe. Collectively, about 90 have raised interest rates this year, and half of them have hiked by at least 75 basis points in one shot.

Pubblicato in: Armamenti, Devoluzione socialismo, Materie Prime

Russia. Sempre più probabile una escalation severa. Centrali elettriche ukraine kaputt.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-21.

2022-09-17__Ukraine Blackout 001

Credersi che i russi, che sono slavi, ragionino e si comportino secondo i canoni occidentali sarebbe un grande errore.

I mongoli diventano temibili quando si ritiravano.

È tutto da vedere se gli ukraini siano avanzati oppure i russi si siano ritirati per intrappolarli. Infatti gli ukraini si sono trascinati tutti gli armamenti sofisticati loro dati dall’occidente, ma questi senza corrente elettrica diventano inservibili.

Russia. Blackout completo nella Ukraina dell’est, Sumy, Dnipropetrovsk, Poltava, Zaporizhzhia e Odesa.

I media occidentali non ne parlano. Ma il blackout esiste.

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«Living with no electricity might not be as easy as you may think and you not realise how many items in your home rely on it to function. Electrically managed technologies supply us with many things, such as heat, food, water, transport, energy, entertainment and communication. Electricity allows us to power the technology we use every day. If you plan on trying to live without electricity, you will no longer be able to turn on the central heating in your home, use the toilet, preserve food in your fridge/freezer or have clean running water.» [EC4U]

«Russia has already launched intense shelling on the Kharkiv region, starting Sunday night, leaving it without electricity and water.»

«The centre of Ukraine’s second city Kharkiv was plunged into darkness on Sunday evening by an electricity blackout, a Reuters reporter said. The cause and extent of the blackout in the northeastern city were not immediately clear. There were also unconfirmed social media reports of blackouts in other places and regions.»  [Reuters]

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La Russia ha mantenuto un riserbo sulle sue ultime sconfitte in Ucraina e gli strateghi temono che Mosca possa cercare di punire severamente Kiev per le sue vittorie sul campo di battaglia nel tentativo di salvare la faccia. Ora si pensa a una potenziale rappresaglia russa: il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov ha dichiarato al Financial Times di aspettarsi un contrattacco. Una controffensiva libera un territorio e poi bisogna controllarlo ed essere pronti a difenderlo, ha detto Reznikov, aggiungendo: Certo, dobbiamo essere preoccupati, questa guerra ci preoccupa da anni. La Russia ha già lanciato intensi bombardamenti sulla regione di Kharkiv, a partire da domenica notte, lasciandola senza elettricità e acqua.

Inoltre, aumenta la volontà russa di infliggere agli ucraini una punizione simile a quella di Grozny, sia in termini di infliggere vittime di massa all’Ucraina attraverso un maggior numero di bersagli nei centri urbani, sia, nel peggiore dei casi, utilizzando armi chimiche o addirittura nucleari tattiche sul campo di battaglia per seminare il panico di massa. Di conseguenza, Putin si trova ad affrontare una crescente pressione per rispondere a dinamiche sempre più sfavorevoli sul fronte, che potrebbero includere mosse di escalation o richieste di avviare trattative per il cessate il fuoco.

Oppure un’escalation con mobilitazione di massa e armi di distruzione di massa (WMD), o forse il livellamento indiscriminato delle città ucraine in stile siriano.

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«Russia has been tight-lipped about its latest defeats in Ukraine, and strategists fear Moscow could look to punish Kyiv severely for its victories on the battlefield in an effort to save face. Now thoughts are turning to potential Russian retaliation, with Ukrainian Defense Minister Oleksii Reznikov telling the Financial Times he was expecting a counterattack. “A counteroffensive liberates territory and after that you have to control it and be ready to defend it, Reznikov said, adding, Of course, we have to be worried, this war has worried us for years. Russia has already launched intense shelling on the Kharkiv region, starting Sunday night, leaving it without electricity and water.»

«Further, it makes Russian willingness to mete out Grozny-like ‘punishment’ onto the Ukrainians higher, both in terms of inflicting mass casualties on Ukraine through greater targeting of urban centers, as well as, in the worst case, using chemical or even tactical nuclear weapons on the battlefield to sow mass panic. As a result, Putin faces growing pressure to respond to increasingly unfavorable dynamics on the frontline, which might include either escalatory moves or calls to start ceasefire talks»

«Or escalate with mass mobilisation and WMD [weapon of mass destruction], or perhaps Syrian style indiscriminate levelling of Ukrainian cities»

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Russia’s defeats in Ukraine have strategists worried about Moscow’s next move

– Strategists fear Moscow could look to punish Kyiv severely for its victories on the battlefield in an effort to save face.

– Kyiv’s forces launched a massive counterattack in the northeast of the country, reclaiming thousands of kilometers of Russian-occupied land over the last few days.

– “Moscow faces a stark choice now I think: face humiliating defeat in Ukraine … and sue for peace,” strategist Timothy Ash said. “Or escalate with mass mobilisation and WMD [weapon of mass destruction].”

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Russia has been tight-lipped about its latest defeats in Ukraine, and strategists fear Moscow could look to punish Kyiv severely for its victories on the battlefield in an effort to save face.

Kyiv’s forces launched a massive counterattack in the northeast of the country, reclaiming thousands of kilometers of Russian-occupied land over the last few days.

Now thoughts are turning to potential Russian retaliation, with Ukrainian Defense Minister Oleksii Reznikov telling the Financial Times he was expecting a counterattack. “A counteroffensive liberates territory and after that you have to control it and be ready to defend it,” Reznikov said, adding, “Of course, we have to be worried, this war has worried us for years.”

Russia has already launched intense shelling on the Kharkiv region, starting Sunday night, leaving it without electricity and water. Ukraine’s deputy defense minister told Reuters it was too early to say Ukraine had full control of the area.

Close followers of the Kremlin say President Vladimir Putin is likely weighing his options now.

“The military story for the Kremlin is becoming worse,” Ian Bremmer, Eurasia Group president, said in a note Monday. “To the extent that continues, it pressures Putin into calling for a mobilization — likely a partial one but still a politically and socially costly move for the Russian president at home, that will force him into declaring war with Ukraine, and tacitly admitting that Russia is facing military problems,” he said in emailed comments. Russia has insisted on calling its invasion of Ukraine a “special military operation,” not a war.

“Further, it makes Russian willingness to mete out Grozny-like ‘punishment’ onto the Ukrainians higher, both in terms of inflicting mass casualties on Ukraine through greater targeting of urban centers, as well as, in the worst case, using chemical or even tactical nuclear weapons on the battlefield to sow mass panic,” Bremmer added.

“If there’s a likely near-term change in the russia war going forward, it’s escalatory and not a negotiated breakthrough.”

                         Frustration rising

Ukraine’s victories on the battlefield in recent days, and its ability to reclaim dozens of towns and villages in the Kharkiv region, puts Russia on the back foot. It is now scrambling to defend its territory in Donetsk and Luhansk, where two pro-Russian “republics” are located, in the Donbas in eastern Ukraine.

Russian forces are widely believed to have been taken by surprise by Ukraine’s counterattack in the northeast of the country and were heavily outnumbered. There were signs that Russian forces had beaten a hasty retreat, with stores of equipment and ammunition abandoned.

Ahead of these counterattacks in the northeast, Kyiv had heavily promoted a counteroffensive in the south of Ukraine — leading Russia to redeploy troops there.

On Monday, the Kremlin’s press secretary, Dmitry Peskov, said Russia’s aims in Ukraine remain the same — to “liberate” the Donbas — and insisted that fighting would continue.

There are rumblings of discontent in Russia, however, with even staunch supporters of the Kremlin questioning the war in public forums, including on state-run TV.

“We’ve been told that everything is going according to plan. Does anyone really believe that six months ago the plan was to be leaving [the city of] Balakliya, repelling a counteroffensive in the Kharkiv region and failing to take over Kharkiv?” usually pro-Putin political expert Viktor Olevich said on the state-run NTV channel, the Moscow Times reported.

Another public figure, former lawmaker Boris Nadezhdin, said that Russia would not win the war if it continued to fight as it was, and said that there needed to be “either mobilization and full-scale war, or we get out.”

Analysts at global risk consultancy Teneo noted in emailed comments Monday evening that military losses and the humiliation of Russian troops “pose risks to President Vladimir Putin’s regime, as domestic criticism of the conduct of the so-called special military operation is mounting from various sides.”

“As a result, Putin faces growing pressure to respond to increasingly unfavorable dynamics on the frontline, which might include either escalatory moves or calls to start ceasefire talks,” they added.

                         Putin’s ‘stark choice’

Putin’s regime now faces a difficult choice; the war is dragging on and its undersupplied forces are likely becoming demoralized as they come under pressure from Ukraine’s well-organized and well-armed army.

“Moscow faces a stark choice now I think: face humiliating defeat in Ukraine — which seems inevitable given the current troop force deployments, supply chains and momentum on Ukraine’s side — and sue for peace,” Timothy Ash, senior emerging markets sovereign strategist at BlueBay Asset Management, said in a note Monday.

“Or escalate with mass mobilisation and WMD [weapon of mass destruction], or perhaps Syrian style indiscriminate levelling of Ukrainian cities.”

Ash said Putin had likely balked at the mass mobilization option, which would put Russia on a war footing and see the conscription of many of its citizens. The “risk is that they come home in body bags and cause domestic social and political unrest in Russia,” he said, but added that Putin was also unlikely to resort to unconventional weapons — such as WMDs.

“Putin had the chance and failed to pull the trigger as he knows these are only really deterrents and once he does unleash them we are in a whole new ball game, risk of World War 3, and a chain of events which will be very difficult to manage but where he is clearly seen as the aggressor/mad guy and loses most of his friends internationally, including China, et al,” Ash added.

He said that, after what he expected would be intensive airstrikes in Ukraine, Putin might attempt to begin “serious” peace talks. “But he will have to hurry up as the ground in Ukraine, and possibly even Moscow, is shifting quickly under his feet,” Ash noted.

“At this stage a total collapse of Russian forces across Ukraine is entirely possible – including that held before Feb. 24, including Crimea, and even talk about potential splits in Moscow and risks to Putin’s stay in power. Watch this space.”

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Russia

Cina, Russia ed Eaeu. Il loro Nuovo Ordine Mondiale sta prendendo campo, senza l’occidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-21.

2022-09-15__ EAEU 001

Il blocco euroasiatico continua a far crescere il suo Nuovo Ordine Mondiale, dal quale l’occidente liberal si è auto escluso.

EAEU’s GDP amounted to 2 trn US dollars in 2021

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«The Eurasian Economic Union (EAEU or EEU) is an economic union of some post-Soviet states located in Eurasia. The Treaty on the Eurasian Economic Union was signed on 29 May 2014.

One of the key initiatives in the field of free trade and economic cooperation is the proposal on linking the Eurasian economic integration and China’s strategic Silk Road Economic Belt project. The relevant communique was signed by Russia’s Vladimir Putin and China’s Xi Jinping on 8 March 2015.While the linking mostly is understood as support for infrastructure investments, there are ongoing negotiations between the EAEU and China on a trade and economic agreement in order to build an open economic architecture without a political component, oriented on business and reducing barriers.»

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«Greater Eurasian Partnership.

It is common knowledge that Eurasia is the largest continent on Earth, spanning over one-third of the planet’s total area. It is also the most populous, with over two-thirds of the global population calling the continent home. Eurasia has tremendous natural resources, from oil and gas to freshwater and fertile lands.

The Greater Eurasian Partnership Concept first introduced by President of the Russian Federation Vladimir Putin in late 2015 proceeds from the premise that the first steps in This direction should be taken in the economic architecture of the Eurasian continent, rather than in the political or military spheres.

the Partnership is not viewed as a potential competitor for regional integration structures (ASEAN, EAEU, RCEP) or trans-border economic projects (BRI) or organizations (the SCO, APEC, ASEM). On the contrary, all of those structures, projects and organizations are seen as nodes and individual parts of the future single Eurasian economic mechanism

Unlike the rigid integration structures like the European Union, the Partnership envisages highly flexible forms of involving individual states or their regional groups in its activities. As they are ready, these countries may join individual dimensions of the Partnership (trade, finance, infrastructure, visa, etc.) with due account of their current needs and capabilities.

The building of the “Greater Eurasian Partnership” should proceed from the ground up, and not top-down, that is, it should be based on specific, even if very modest agreements between regional integration unions and individual states.»

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La Cina è disposta a plasmare l’ordine internazionale insieme alla Russia in una direzione più giusta e razionale. Ex alleati della Guerra Fredda con relazioni burrascose, Cina e Russia si sono avvicinate negli ultimi anni nell’ambito di quello che definiscono un rapporto no limits che funge da contrappeso al dominio globale degli Stati Uniti.

Xi e Putin costruiscono un ordine mondiale più giusto. Sotto la guida strategica del presidente Xi Jinping e del presidente Vladimir Putin, le relazioni tra i due Paesi sono sempre andate avanti sulla strada giusta.

La Cina è disposta a collaborare con la Russia per attuare costantemente lo spirito della cooperazione strategica di alto livello tra i due Paesi, salvaguardare gli interessi comuni di entrambe le parti e promuovere lo sviluppo dell’ordine internazionale in una direzione più giusta e razionale. Ad aumentare le tensioni tra la Cina e l’Occidente, Pechino non ha condannato gli interventi di Mosca in Ucraina, e ha fornito una copertura diplomatica, criticando le sanzioni occidentali e la vendita di armi a Kiev.

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«Xi, Putin building ‘more just’ World Order»

«China is willing to shape the international order together with Russia in a more just and rational direction. Former Cold War allies with a tempestuous relationship, China and Russia have drawn closer in recent years as part of what they call a no limits relationship acting as a counterweight to the global dominance of the US»

«Under the strategic guidance of President Xi Jinping and President Vladimir Putin, the relationship between the two countries has always moved forward on the right track»

«China was willing to work with Russia to continuously implement the spirit of high-level strategic cooperation between the two countries, safeguard the common interests of both sides, and promote the development of the international order in a more just and rational direction. Heightening tensions between China and the West, Beijing has not condemned Moscow’s interventions in Ukraine, and provided diplomatic cover by blasting Western sanctions and arms sales to Kyiv. »

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Xi, Putin Building ‘More Just’ World Order, Top China Envoy Says.

Beijing: China is willing to shape the international order together with Russia in a “more just and rational direction”, a senior Chinese diplomat said as the two countries’ leaders prepare to meet this week.

Former Cold War allies with a tempestuous relationship, China and Russia have drawn closer in recent years as part of what they call a “no limits” relationship acting as a counterweight to the global dominance of the US.

“Under the strategic guidance of President Xi Jinping and President Vladimir Putin, the relationship between the two countries has always moved forward on the right track,” the Communist Party’s foreign affairs chief Yang Jiechi told Russia’s ambassador to China Andrey Denisov on Monday, according to a foreign ministry readout.

Yang said China was “willing to work with Russia to continuously implement the spirit of high-level strategic cooperation between the two countries, safeguard the common interests of both sides, and promote the development of the international order in a more just and rational direction”, according to the ministry.

Denisov in response praised the “fruitful results” of bilateral relations, the readout said.

Russia has sought to bolster ties with Asian countries, particularly China, since being hit with unprecedented Western sanctions over its invasion of Ukraine.

Heightening tensions between China and the West, Beijing has not condemned Moscow’s interventions in Ukraine, and provided diplomatic cover by blasting Western sanctions and arms sales to Kyiv.

Putin and Xi are set to meet in Uzbekistan this week, on the sidelines of a summit of regional countries.

Last week, Beijing’s top legislator Li Zhanshu became the highest-ranking Communist Party politician to travel to Russia since the Ukraine invasion.

Li on his visit hailed an “unprecedented level” of trust and cooperation between Moscow and Beijing.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Materie Prime, Senza categoria

Francia. Per due anni non esporterà energia elettrica in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-20.

Lavrov Putin che ridono 011

«Nuclear power output by EDF is set to fall to the lowest in more than three decades as it grapples with maintenance for its aging plants, turning France, traditionally Europe’s biggest electricity exporting country, into a net importer»

«La produzione di energia nucleare da parte di EDF è destinata a scendere al minimo in più di tre decenni, mentre è alle prese con la manutenzione dei suoi impianti obsoleti, trasformando la Francia, tradizionalmente il più grande Paese esportatore di elettricità in Europa, in un importatore netto»

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La Francia potrebbe imporre uno stop di due anni alle esportazioni di energia elettrica verso l’Italia, mentre Electricite de France SA, controllata dallo Stato, lotta contro la diminuzione della produzione delle sue centrali nucleari, aggravando una crisi energetica sempre più profonda mentre l’Europa si avvia verso l’inverno.

Un portavoce di EDF ha smentito la notizia, affermando che l’azienda francese controllata dallo Stato non ha inviato alcuna lettera alle autorità italiane. Una portavoce dell’operatore della rete elettrica francese RTE, che è controllata al 50.1% da EDF ma il cui statuto ne garantisce l’indipendenza.

La produzione di energia nucleare da parte di EDF è destinata a scendere al minimo in più di tre decenni, mentre è alle prese con la manutenzione dei suoi impianti obsoleti, trasformando la Francia, tradizionalmente il più grande paese esportatore di elettricità in Europa, in un importatore netto.

L’Italia importa circa il 13% della sua energia elettrica, secondo l’operatore nazionale Terna. La Francia rappresenta circa il 5% del consumo annuale del Paese.

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«France may impose a two-year halt on power exports to Italy as state-controlled Electricite de France SA battles dwindling output from its nuclear plants, aggravating a deepening energy crisis as Europe moves into winter.»

«A spokesman for EDF denied the report, saying the French state-controlled utility hasn’t sent a letter to the Italian authorities. A spokeswoman for French power grid operator RTE, which is 50.1% owned by EDF but whose statutes ensure its independence»

«Nuclear power output by EDF is set to fall to the lowest in more than three decades as it grapples with maintenance for its aging plants, turning France, traditionally Europe’s biggest electricity exporting country, into a net importer»

«Italy imports about 13% of its power, according to national operator Terna. France accounts for about 5% of the country’s annual consumption.»

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France Mulls Italy Power Export Halt as Nuclear Output Drops

– EDF Raises Earnings Hit From Output Drop to $29 Billion (1) As Europe heads into a difficult winter the energy shortages are testing the solidarity between countries.

– France’s potential energy cut to its Italian neighbors signal that national interest may prevail if the crisis intensifies.

– Nuclear energy output by the French state-controlled utility is set to fall to the lowest in more than three decades as it grapples with maintenance for its aging plants, turning what is traditionally Europe’s biggest electricity exporting country into a net.

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France may impose a two-year halt on power exports to Italy as state-controlled Electricite de France SA battles dwindling output from its nuclear plants, aggravating a deepening energy crisis as Europe moves into winter.

Italy is working on plans to compensate for any cut in supply after receiving a written notification about the possible halt, a spokeswoman for the Italian ministry of energy transition said on Saturday, confirming a report by newspaper La Repubblica.

A spokesman for EDF denied the report, saying the French state-controlled utility “hasn’t sent a letter” to the Italian authorities. A spokeswoman for French power grid operator RTE, which is 50.1% owned by EDF but whose statutes ensure its independence, had no immediate comment. France’s finance ministry declined to comment.

Nuclear power output by EDF is set to fall to the lowest in more than three decades as it grapples with maintenance for its aging plants, turning France, traditionally Europe’s biggest electricity exporting country, into a net importer. The shortages are exacerbating an energy crunch across Europe after Russia cut its gas supplies to the continent.

Read More: EDF Raises Earnings Hit From Output Drop to $29 Billion 

As Europe heads into a difficult winter, the power shortages are testing the solidarity between countries. France’s potential power cut to its neighbor signals that national interest may prevail if the crisis intensifies. 

Earlier this month, Italy said it was targeting a reduction in natural gas consumption this winter by increasing the use of coal, turning down heating across the country, and pushing to change consumer behavior.

Italy imports about 13% of its power, according to national operator Terna. France accounts for about 5% of the country’s annual consumption.