Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Russia. Riserve valutarie a 491.6 mld Usd, dai 466.9 mld del primo dell’anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-18.

2019-04-18__Russia__001

The Central Bank of the Russian Federation ha rilasciato i dati relativi alla consistenza delle riserve valutarie.

Queste, che ad inizio anno ammontavano a 466.9 miliardi Usd, ad oggi valgono 491.6 miliardi Usd.

2019-04-18__Russia__002

Annunci
Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Russia. Riserve Valutarie salite a 489.5 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-04.

2019-04-04__Russia__001

Russia. Riserva valutarie a 487.1 mld Usd. La lunga marcia di Putin e Nebulina. [2019-03-28]

*

La The Central Bank of the Russian Federation ha rilasciato il dato settimanale delle riserve valutarie russe, che ammontano a 489.5 miliardi Usd.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Problemia Energetici, Russia, Unione Europea

Russia. Nel 2019 scadono gli accordi al transito di gas attraverso l’Ukraina.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-29.

TurkStream

Sempre che non siano in corso delle trattative riservate, cosa possibile quanto verosimile, l’Unione Europea sembrerebbe non aver ancora pensato a come comportarsi quando a fine 2019 scadranno gli accordi tra Russia ed Ukraina, in base ai  quali il gas russo transita sul territorio ukraino per giungere ai consumatori europei.

Per quanto possa sembrare essere ragionevole che alla fine si arrivi ad un rinnovo dei permessi, ciò non è assolutamente detto che accada. A quanto sembrerebbe, il problema sarebbe sicuramente di prezzo del pedaggio, ma molto di più sarebbe politico.

L’Europa dipende mani e piedi dalle forniture russe di gas, sia per il riscaldamento ed uso domestico, sia per alimentare molte delle esistenti centrali elettriche.

*

Lascia quindi alquanto perplessi la notizia per cui l’Ungheria avrebbe preso l’iniziativa e contrattato direttamente le forniture con la Russia.

«Russia will supply gas to Hungary in 2020, regardless of agreements on gas transit between Moscow and Kiev»

*

«Today, the CEO of Gazprom and I have concluded an agreement that Gazprom will ensure gas supplies to Hungary, regardless of whether a transit agreement is concluded between Russia and Ukraine,” RBC quoted  Hungarian Foreign and Trade Minister Péter Szijjártó»

*

«A situation might arise when Russia will no longer supply gas to the European continent via Ukraine»

*

«We have to prepare for this scenario, because we must always take into account the worst scenario when planning the security of the country’s energy supply»

* * * * * * *

Il problema è di non poco conto ed anche di ben difficile soluzione. Poi, magari, in colloqui riservati, le parti potrebbero anche dimostrasi una volta tanto ragionevoli.

Che tra Russia ed Ukraina non corra buon sangue non dovrebbe essere cosa ignota: l’Unione Europea parteggerebbe ufficialmente per l’Ukraina, ma nel contempo ha bisogno del gas russo per sopravvivere.

La Russia sta proseguendo i lavori per il Nord Stream 2 con grande risentimento americano, e nel contempo sta proseguendo i lavori sullo TurkStream, tra le urenti ambasce dell’Unione Europea. Ambedue le soluzioni bypassano l’Ukraina.

* * *

Turk Stream. Bulgaria approva il progetto.

Un’occhiata sia pur superficiale al tracciato del TurkStream in avanzata fase di posa mette chiaramente in luce come il tracciato passi dalla Turkia alla Bulgaria e, quindi, attraverso la Serbia, arrivi direttamente in Ungheria.


The Moskow Times. 2019-03-24. Russia Agrees To Ensure Gas Supplies to Hungary, Bypassing Ukraine

Russia will supply gas to Hungary in 2020, regardless of agreements on gas transit between Moscow and Kiev, the RBC news website reported on Friday.  

The transit agreement between Russia and Ukraine expires at the end of this year and a new agreement has not yet been negotiated.

“Today, the CEO of Gazprom and I have concluded an agreement that Gazprom will ensure gas supplies to Hungary, regardless of whether a transit agreement is concluded between Russia and Ukraine,” RBC quoted  Hungarian Foreign and Trade Minister Péter Szijjártó as saying after negotiations with Gazprom head Alexei Miller.

“A situation might arise when Russia will no longer supply gas to the European continent via Ukraine. We have to prepare for this scenario, because we must always take into account the worst scenario when planning the security of the country’s energy supply,” RBC quoted Szijjártó as saying.

State-run Gazprom is building two pipelines — Nord Stream 2 and the European leg of TurkStream — in the face of opposition from the European Union and the United States.

Both will carry Russian gas to Europe, bypassing Ukraine. The Nord Stream 2 link under the Baltic Sea is jointly funded by Gazprom and five regional energy companies. The planned TurkStream leg from Turkey to the EU is set to receive financing from a 50-50 joint venture between Gazprom and its Turkish partner.

Pubblicato in: Banche Centrali, Putin, Russia

Russia. Riserva valutarie a 487.1 mld Usd. La lunga marcia di Putin e Nebulina.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-28.

2019-03-28__Russia__001

La The Central Bank of the Russian Federation ha rilasciato il dato settimanale delle riserve valutarie russe, Che ammontano a 487.1 miliardi di Usd.

2019-03-28__Russia__002

Il 12 marzo 2015, quasi a termine della crisi economica allora in atto, le riserva valutarie erano scese a 356.7 miliardi Usd.

Nel contempo, le riserve auree russe sono ancora crescite, raggiungendo le 2,119.2 tonnellate di oro. Nel luglio 2016 tali riserve ammontavano a 1,498.74 tonnellate.

Diamo con piacere atto a Mr Putin ed alla Mrs Nebulina, Governatrice della Banca Centrale, di ottima abilità e di una pazienza degna delle formiche.

Diamo anche atto con altrettanto piacere di aver saputo scegliere a suo tempo una persona del valore di Mrs Nebulina: di rara preparazione tecnica, sempre sorridente, silenziosissima. Le capacità di un capo si esprimono anche nella scelta dei propri collaboratori.

Pubblicato in: India, Problemia Energetici, Russia, Stati Uniti

India. Nucleare. Dopo i sei reattori russi, compra anche sei reattori americani.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-24.

India. Akciós Utazások. 001

India. Quadruplicato il Pil in meno di venti anni. Q4 +7.2%.

India. Non può finanziare l’energia necessaria per lo sviluppo.

«Nowadays India’s consumption of oil, of which 80% has to be imported, is continuously growing»

*

«In 2017, when the average annual price per barrel was 54 USD, India spent over 75 billion USD on oil»

* * *

La Russia sbarca in India con sei nuovi reattori nucleari

*

«L’India intende triplicare la sua capacità nucleare e si affida ad Usa e Russia»

*

«Gli Stati uniti costruiranno sei centrali nucleari in India»

*

«ad ottobre 2018, il Paese ha siglato un patto con la Russia per la costruzione di altri sei reattori nucleari.»

* * * * * * *

Di questi giorni la notizia che l’India comprerà anche altre sei centrali atomiche dagli Stati Uniti. Sembrerebbe dai fatti che l’India abbia optato per il nucleare.

Una ghiotta curiosità.

Fino allo scorso anno era in corsa anche la Francia.

Poi, a quanto si dice nei corridoi, Mr Macron ha esternato con la sua usuale franchezza a Mr Modi il suo pensiero sulla India, Da quel momento di questo progetto non se ne sente più parlare.


Energia Oltre. 2019-03-21. Usa costruiranno sei centrali nucleari in India

L’India intende triplicare la sua capacità nucleare e si affida ad Usa e Russia

Gli Stati uniti costruiranno sei centrali nucleari in India. E’ questo, in breve, quanto deciso in occasione dell’incontro a Washington tra il ministro degli Esteri indiano, Vijay Gokhale, e Andrea Thompson, sottosegretario di stato Usa per il controllo delle armi e la sicurezza internazionale.

I due Paesi “si sono impegnati a rafforzare la sicurezza bilaterale e la cooperazione nucleare, comprendente la costruzione di sei centrali nucleari statunitensi in India”, è stato detto a margine dell’incontro.

WESTINGHOUSE RAGGIUNGE OBIETTIVO?

Dopo anni in cui la societa’ statunitense Westinghouse ha negoziato con New Delhi la costruzione di centrali a energia atomica, ora ha l’occasione per dare una svolta ai suoi progetti Fino ad oggi, infatti, non c’è stata alcuna intesa a causa di problemi legati alla legislazione locale.

TRIPLICARE CAPACITA’ NUCLEARE

La realizzazione delle centrali rientra in un progetto ben più grande: l’India vuole triplicare la sua capacita’ nucleare entro il 2024. Con questo obiettivo, ad ottobre 2018, il Paese ha siglato un patto con la Russia per la costruzione di altri sei reattori nucleari.

Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Problemia Energetici, Russia

Putin avvia lo sfruttamento del mega campo Kharasaveyskoye.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-23.

2019-03-22__akademik-lomonosov-__001

Di Mr Putin si può dire di tutto tranne che sia un ignavo: si direbbe che abbia sette vite come i gatti.

Appena lo scorso anno aveva inaugurato lo stabilimento estrattivo dei campi gas di Yamal, sopra il circolo polare artico, ed adesso inaugura il cantiere per lo sfruttamento del mega campo Kharasaveyskoye, grosso modo un centinaio di kilometri più a nord.

Si stima che da questo campo si potranno ottenere almeno 32 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Di notabile, tutte le tecnologie e tutte le apparecchiature sono di progettazione e costruzione russa, che ha acquisito un invidiabile know-how nei lavori di trivellazione a temperature che di inverno si aggirano sui -50°C.

* * * * * * *

Yamal. Gli Usa hanno perso, la Russia ha vinto e raddoppia. – Bloomberg

«Putin, officially opening the plant in the harsh climate of northern Siberia last week»

*

«Building the $27 billion Yamal liquefied natural gas project meant shipping more than 5 million tons of materials to construct a forest of concrete and steel 600 kilometers north of the Arctic circle, where temperatures can drop to -50 degrees Celsius and the sun disappears for two months straight»

* * *

Russia. Yamal. Francia e Germania con il muso nella greppia delle sanzioni.

«For Novatek, the successful launch of the project means questions are now turning to the future. On Tuesday, it outlined plans for some $60 billion of investments together with partners in a second LNG plant, a trans-shipment terminal in the far east and new domestic gas supplies»

* * *

Artico. 50% delle riserve minerarie.

«I tesori minerari racchiusi nell’Artico sono ben protetti dai ghiacci, ma quanto mai appetibili: assomma quasi la metà delle scorte di idrocarburi mondiali.»

* * *

Russia. Un gigantesco rompighiaccio per Lng. – Bloomberg.

Russia. Akademik Lomonosov. Prima centrale atomica mobile e galleggiante.

Cina. Centrali elettriche nucleari. 37 reattori attivi, 60 in costruzione, 179 programmati.

* * *

Gazprom begins full-scale development of Yamal’s Kharasaveyskoye field

In the Yamal-Nenets Autonomous Area, Russian gas monopoly Gazprom launched the full-scale development of the giant Kharasaveyskoye field at a ceremony on 20 March. Gazprom CEO Alexey Miller and Yamal-Nenets Autonomous Area Governor Dmitry Artyukhov attended the event while Russian President Vladimir Putin addressed the event participants in his opening speech via a conference call.

The Kharasaveyskoye field is the second most important field after the Bovanenkovskoye field in Gazprom’s Yamal gas production centre. The Yamal centre plays an essential part in the Russian gas industry of the 21st century.

Gas production at the Kharasaveyskoye field is going to start in 2023. The estimated volume of gas production from the Cenomanian-Aptian deposits is 32 billion cubic metres per year. After this, Gazprom is going to proceed with developing the deeper-lying Neocomian-Jurassic deposits. While mostly lying onshore, the field also partly spreads into the waters of the Kara Sea. Wells for the offshore part of the field is going to be drilled from onshore.

*

Gas, in Russia avviati i lavori del mega campo Kharasaveyskoye

Avviati i lavori nel campo Kharasaveyskoye: dovrebbe produrre gas fino  al 2131

Russia  protagonista (ancora una volta) del settore gas. Gazprom ha avviato i lavori per produrre gas dal campo Kharasaveyskoye, che si trova a nord del campo Bovanenkovskoye nella penisola di Yamal.

Ieri si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dei lavori, nell’Area Autonoma di Yamal-Nenets. All’evento hanno parteciparono Alexey Miller, presidente del comitato di gestione di Gazprom, Dmitrij Artyukov, governatore dell’Area e capo delle suddivisioni e delle  sussidiarie di Gazprom.

ENTRO IL 2023 AVVIO DI PRODUZIONE

I lavori di riempimento delle piazzole per le strade e gli impianti di produzione dovrebbero essere conclusi entro il 2019. A giugno 2020, la Società intende avviare la perforazione di pozzi e la produzione di gas dovrebbe partire nel 2023, dai giacimenti Cenomanian-Aptian, il cui volume stimato di produzione ammonta a 32 miliardi di metri cubi all’anno.

Successivamente, la Compagnia procederà a sviluppare i giacimenti Neocomiano-Giurassico.

IL PROGETTO

I lavori sono stati avviati ieri e, per il pre-sviluppo, saranno coinvolti circa 5.500 ingegneri, costruttori e 1.764 veicoli. La società prevede di costruire 236 pozzi per la produzione di gas, un’unità di trattamento del gas completa e una stazione di compressione del booster, oltre a un’infrastruttura di trasporto e di alimentazione.

Per trasportare il gas prodotto sul campo, sarà costruito un gasdotto di 106 chilometri che collega i campi Kharasaveyskoye e Bovanenkovskoye, attraverso cui il gas verrà immesso nel sistema di approvvigionamento di gas unificato della Russia.

SOLO APPARECCHIATURE DOMESTICHE

“Oggi, stiamo iniziando lo sviluppo su vasta scala del campo Kharasaveyskoye. Abbiamo scelto soluzioni progettuali e ingegneristiche il più possibile simili a quelle che sono state applicate con successo per il campo di Bovanenkovo. Ciò significa che possiamo semplificare i nostri costi di investimento e operativi. La produzione di gas sul campo sarà effettuata utilizzando esclusivamente apparecchiature realizzate in Russia”, ha affermato Alexey Miller.

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Russia, Stati Uniti, Unione Europea

Politica monetaria. Nessuna teoria è soddisfacente.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-19.

FED 001

L’iter percorso da tutte le scienze empiriche è molto ripetitivo. Si raccolgono dei dati sperimentali, quindi si formulano delle ipotesi ed infine, dopo aver preso molte cantonate, si arriva ad avere una teoria che ragionevolmente spiega il pregresso. A questo punto ci si illude che questa teoria sia stabile nel tempo e che possa prevedere il futuro.

Quindi, iniziano ad essere raccolti nuovi dati sperimentali che sono apparentemente inspiegabili con quella teoria e che spesso la contraddicono.

Se questo è il momento magico che stimola a formulare teorie più generali ed ampie, spesso costituisce motivo di sconforto per quanti avevano sostenuto a spada tratta la vecchia teoria.

Il vero nodo da affrontare e superare è riuscire ad uscire da quell’inerzia scientifica e culturale che aveva portato a divinizzare una teoria che, per sua stessa natura e definizione è solo una interpretazione momentaneamente valida della realtà in cui si è immersi. Tenendo anche conto di quanto la realtà cambi velocemente.

* * * * * * *

Le cose sono relativamente semplici quando si parla delle scienze empiriche classiche, quali la chimica oppure la fisica, ma diventano straordinariamente complesse quando ci si addentra nelle scienze umanistiche, quali la giurisprudenza oppure l’economica. Queste scienze trattano fenomeni difficilmente quantizzabili e, soprattutto, dipendenti da una vasta congerie di concause: sono davvero ben complesse.

Non solo la partecipazione emotiva è davvero molto forte, ma gli interessi di bottega sono spesso elementi che arrivano al punto di impedire persino la corretta percezione del reale.

A mettere la ciliegina sulla torta, alcuni reggimenti politici si caratterizzano per aver propugnato una certa quale teoria economica, proponendola come la panacea. In questo caso subentra un rapporto fideistico inattaccabile logicamente: solo la mutazione dei rapporti di forza politici permette di riprendere l’usuale corretto iter scientifico. Ma è sempre un doloroso parto distocico.

* * * * * * *

Negli ultimi decenni molti dei pilastri sui quali erano basate le pregresse teorie economiche hanno iniziato a sfaldarsi.

Due casi da manuale e tuttora ben poco conosciuti e studiati sono gli eventi russi e cinesi a fine degli anni ottanta.

In quella che gli attuali storici russi designano come epoca di El’cin, questo grande3 quanto incompreso statista aveva dato ai russi un unico mandato.”arricchitevi”. Successero cose fantasmagoriche: taluni si proclamarono proprietari di fabbriche, altri di banche, e così via. Si utilizzarono metodi da pirati della Malesia: ma in dieci anni il sistema economico russo era quasi rimesso in piedi. Toccò poi a Mr Putin di rimettere un po’ di legalità nel paese, ma per far ciò fu giocoforza instaurare un governo forte.

In Cina Deng Xioaping guardava con attenzione ed apprensione quanto stata accadendo in Russia e concepì quello che va sotto il nome di ‘socialismo cinese’, che è ben poco socialista e tutto cinese: è un metodo pratico. Mentre al centro vigeva uno strettissimo statalismo, liberalizzò gradualmente le fasce inferiori del sistema economico, alzando lentamente la soglia sotto la quale la libertà di lavoro e di impresa era esasperatamente libera, financo ai limiti della licenza.

*

Gli sviluppi dei sistemi economici russo e cinesi sono una realtà sotto gli occhi di tutti: basta solo avere il coraggio di guardarla.

Ma nell’economica del presente discorso un elemento dovrebbe essere preso con la massima attenzione.

Anche se l’Occidente, in modo invero molto ipocrita, postulava l’indipendenza della banca centrale dalla politica, quasi fossero state realtà opposte e contrastanti, sia Russia sia Cina considerarono le loro relative banche centrali propaggini e strumento del governo.

«They’re even facing broader questions about their independence from politics, a cornerstone of economic management in rich countries»

*

«may not be able to repeat the trick in another downturn.»

*

«The Era of Cheap Money Shows No One Knows How Monetary Policy Works»

*

«Monetary policy is supposed to work like this: cut interest rates, and you’ll encourage businesses and households to borrow, invest and spend. It’s not really playing out that way.»

*

«In the cheap-money era, now into its second decade in most of the developed world (and third in Japan), there’s been plenty of borrowing. But it’s been governments doing it.»

*

«The arms-length relationship between politicians and central bankers was built when the fat tail was excessively high inflation,  …. Now the fat tail is excessively low inflation, call it deflation. We need to update our thinking on a more cooperative stance between the fiscal and monetary authorities.»

*

«Also growing are calls for governments to boost economies if central banks can’t.»

*

«The European Central Bank has just been forced to postpone any effort to shift monetary policy back toward normal»

*

«Should governments a) run larger deficits because low rates allow them to or b) because central banks can buy their debt and keep rates low? In a sense it doesn’t matter. In both cases, the answer is that governments should run larger deficits.»

*

«The problem for policy makers is that what once looked like a short-term crisis stopgap has in fact stretched out for years — making it increasingly likely that the next downturn will arrive with interest rates still low.»

*

«recent history says it would likely be governments that took advantage of the lower rates»

*

«Unlike governments, [households and businesses] haven’t been eager to borrow more money, however cheap it is.»

* * * * * * * *

Sono riflessioni non da poco.

A questo punto sorgerebbero spontanee alcune domande, ma prima si cerchi di eliminare ogni residuo teorico dal capo.

Ci si ricordi prima di rispondere che nel 2008 l’eurozona aveva un pil di 14,113 miliardi Usd, mentre a fine 2017 esso valeva 12,589 miliardi Usd. Sempre nel 2008 la Cina aveva un pil di 4,604 miliardi Usd, salito a 12,237 miliardi Usd a fine 2017.

– la futura governance dell’eurozona dovrà tendere al contenimento dei bilanci ovvero praticare politiche monetarie espansive?

– come potrebbe la banca centrale affrontare una nuova recessione in un periodo di tassi negativi?

– visti i risultati ottenuti, perché non imitare la politica economica e monetaria cinese?

*


Bloomberg. 2019-03-15. The Era of Cheap Money Shows No One Knows How Monetary Policy Works

– Low rates haven’t lured indebted households and businesses

– Central banks face questions as divide from politics blurs

*

Monetary policy is supposed to work like this: cut interest rates, and you’ll encourage businesses and households to borrow, invest and spend. It’s not really playing out that way.

In the cheap-money era, now into its second decade in most of the developed world (and third in Japan), there’s been plenty of borrowing. But it’s been governments doing it.

The numbers help explain a growing sense that central banks, which took emergency action to pull economies out of the 2008 slump, may not be able to repeat the trick in another downturn.

They’re even facing broader questions about their independence from politics, a cornerstone of economic management in rich countries. In the past decade, still-indebted private actors were mostly unwilling to dive back into the red, even at ultra-low rates engineered by the central banks — while governments could and did. The dividing line is starting to look fuzzy.

‘Fat Tail’

Some analysts say it’s time to redraw it.

The arms-length relationship between politicians and central bankers “was built when the fat tail was excessively high inflation,” said Paul McCulley, the former Pimco chief economist. “Now the fat tail is excessively low inflation, call it deflation. We need to update our thinking on a more cooperative stance between the fiscal and monetary authorities.”

Most economists see that as a slippery slope that could lead to prices spiraling out of control. That’s one reason they’re dismissive of Modern Monetary Theory, a school of thought which supports bigger deficits, and is relaxed about central banks financing them. MMT economists say public debt is generally safer than the private kind, which snowballed in the age of monetary policy dominance before disaster struck.

The question is a live one, and not just in academia. It gets bumped up the agenda every time President Donald Trump snipes at the Federal Reserve. There are similar political pressures in other countries.

‘Somewhat Sluggish’

Also growing are calls for governments to boost economies if central banks can’t.

The European Central Bank has just been forced to postpone any effort to shift monetary policy back toward normal. The region’s growth prospects “are somewhat sluggish,” Isabelle Mateos y Lago, chief multi-asset strategist at BlackRock Investment Institute, told Bloomberg TV this week. “We could use some fiscal stimulus.”

——

What Our Economists Say

Should governments a) run larger deficits because low rates allow them to or b) because central banks can buy their debt and keep rates low? In a sense it doesn’t matter. In both cases, the answer is that governments should run larger deficits.

Tom Orlik, chief economist, Bloomberg Economics

——

In Japan, there’s been more cooperation between the people in charge of budgets and those who manage interest rates than pretty much anywhere else.

When the government and central bank work in tandem, “synergy effects from both sides can produce stronger economic stimulus,” former BoJ deputy governor Kikuo Iwata, a key architect of the plan, said at the Bank for International Settlements last year. He’s argued that monetary policy has done what it can, and that Japan — which already has the world’s biggest public-debt burden — needs even more fiscal stimulus to complete its escape from deflation.

Tag Team

In the heat of crisis, collaboration between governments and central banks has been fairly explicit almost everywhere. In 2008 in the U.S., for example, the Fed’s Ben Bernanke and Treasury’s Henry Paulson rapidly formed a tag-team. In Europe a few years later, Mario Draghi’s pledge to do “whatever it takes” to preserve the single currency gave Italian government debt a backstop, and brought yields down from the brink.

Public borrowing at low rates proved to be an effective way of putting a floor under the Great Recession. The U.S. and Japan did more of it than Europe, where there’s no central authority able to tap credit markets and spend on the continent’s behalf — and they’ve had better recoveries.

The problem for policy makers is that what once looked like a short-term crisis stopgap has in fact stretched out for years — making it increasingly likely that the next downturn will arrive with interest rates still low.

In the U.S., a plurality of economists expect a recession in 2020, a presidential election year. The Fed will have some room to cut, though less than the 500 basis points reckoned to be its typical response to a shrinking economy. Its peers have much less, if any.

And even if they had, recent history says it would likely be governments that took advantage of the lower rates.

The worst recessions to hit developed countries lately (and some emerging markets too) have followed rapid buildups in private credit — one reason why central banks have found it hard to inject stimulus. And today, households and businesses are still highly indebted by past standards.

Unlike governments, they haven’t been eager to borrow more money, however cheap it is.

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Devoluzione socialismo, India, Russia, Stati Uniti

Pil ppa 2019-2023. Brics 36%, G7 27%. I Brics valgono 3.5 volte l’eurozona.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-08.

2019-03-08__Pil PPa Mondo G7 Brics

L’International Monetary Fund World Economic Outlook (April – 2018) è una miniera di dati, tra i quali figurano anche le proiezioni del pil ppa al 2023.

Pil 2016 e proiezioni 2020. Sorprese in arrivo. Ripercussioni mondiali.

Pil 2018 – 2022. – Previsioni dell’IMF. Grandi sorprese in arrivo. 

*

Le prime dieci nazioni classificate per pil ppa proiettato al 2023 sarebbero la Cina, gli Stati Uniti, l’India, il Giappone, la Germania, l’Indonesia, la Russia, il Brasile, il Regno Unito, e la Francia.

Ma subito dopo verrebbero il Messico, la Turkia, la Korea, la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Arabia Saudita.

Sempre nella proiezione al 2023, la Cina si collocherebbe al primo posto con 37,067 miliardi Usd, seguiti dagli Stati Uniti con 24,537 miliardi Usd. L’avvenuto sorpasso è diventato chiaramente evidente.

Ma ciò che più salta agli occhi è la disparità tra il gruppo dei paesi G7 e quelli facenti capo ai Brics.

Con 48,179 miliardi Usd i paesi del G7 renderebbero conto del 27.06% del pil ppa mondiale, mentre i Brics si attesterebbero a 63,907 miliardi Usd, ossia al 35.90%.

* * * * * * *

Nel 2008 l’eurozona aveva un pil di 14,113 miliardi Usd, ma a fine 2017 aveva registrato un pil di 12,589 miliardi Usd; la Cina, nello stesso arco temporale, era passata da un pil di 4,804 miliardi Usd ad un valore di 12,237 miliardi Usd. Per quanto riguarda il pil espresso in valori assoluti, e non relativi al potere di acquisto, la Cina a fine 2017 eguagliava l’eurozona.

La differenza di performance tra questi due sistemi socio-economica è lampante.

L’eurozona è regredita mentre la Cina è cresciuta, ed anche di molto.

Nelle proiezioni al 2023 l’eurozona rende conto di un pil ppa di 18,413 miliardi Usd: il 10.34% del valore mondiale. Troppo poco per contare realmente, troppo poco per poter dettare condizioni.

Qualsiasi persona di buon senso dovrebbe trarne le conseguenze: qualsiasi perdita può essere rimediata, tranne quella del tempo. Il tempo andato via è perso per sempre.

Pubblicato in: Armamenti, Russia

Russia. Schiera sistemi S-400 a San Pietroburgo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-16.

Kremlino 002

Agenzia Nova. 2019-03-13. Russia: sistemi missilistici S-400 schierati a Leningrado

Le Forze armate russe hanno dispiegato batterie di sistemi antiaerei e per la difesa antimissile S-400 nella regione di Leningrado “ai fini della protezione delle strutture militari, statali e civili” nell’area di San Pietroburgo. Lo ha reso noto nella serata di ieri, 12 marzo, l’agenzia di stampa russa “Tass”. Dal 15 marzo prossimo, gli S-400 verranno schierati anche nell’enclave russa di Kaliningrad.

* * * * * * *

9M729, Iskander, Kalibr, S-400, S500. Putin è un gran costruttore di missili.

«I russi hanno un segreto che nessuno è mai riuscito a violare.

Come siano riusciti a concepire, progettare, costruire e rendere operativi un così grande numero di sistemi missilistici allo stato dell’arte ed il tutto in così poco tempo. Le sigle sono note, o dovrebbero, però cercheremo di sintetizzare.»

Russia. Schierati gli Iskander a Kalinigrad. Hanno svegliato l’orso che dormiva.

Russia. Kulikovo, Kaliningrad, ospiterebbe un arsenale atomico russo.

‘These missiles can reach Berlin,’ warns Lithuania’s foreign minister

Cina. Dispiegati nel sud-est asiatico gli S-400 russi.

Medio Oriente. La Russia fornirà sistemi S-400 all’Arabia Saudita.

Turkia. Firmato contratto S-400. Si dice siano già operativi.

*

Però negli ambienti solitamente bene informati si vocifererebbe che in effetti i russi si siano dotati senza troppi clamori di versioni ben più sofisticate degli S-400. 

L’S-400 è stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato (quest’ultima distanza viene raggiunta con il missile 40N6 con compiti ABM e anti AWACS).

Se la gittata massima dovrebbe essere i 400 km del sistema 40N6, da più parti si vocifera che i russi abbiano a disposizione sistemi con portata ben maggiore.

Similmente, sempre le voci suggerirebbero che i sistemi 48N6 abbiano velocità vicine a Mach 6.

Nota.

I sistemi S-400, essendo missili contraerei od anti-missile, sono tipicamente armi di difesa.

Di conseguenza, il loro schieramento ai confini non costituisce di per sé una minaccia aggressiva.

Denota piuttosto il fatto che i russi si aspettino che la Nato schieri missili d’attacco in posizioni ravvicinate ai confini.