Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Psichiatria, Unione Europea

Macron le Gaffeur. Adesso anche il ministro degli interni se ne va.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-18.

2018-09-18__Macron e Collomb

Mr Macron lo scorso anno godeva di una popolarità del 62%. Ad oggi è quotato al 25%, con un tasso di esecrabilità al 69%, che si è pienamente meritato.

Il suo governo sta cadendo a pezzi.

Macron perde un altro ministro. Gli resta solo il carissimo Benalla.

Francia. Silurato ed affondato Mr. Nicolas Hulot. Riposi in pace.

*

Mr Macron soffre soltanto di delirio schizofrenico di onnipotenza: crede con tutta modeastia di essere il dio creatore dell’universo e pretende di essere oggetto di culto.

Nei sondaggi per le elezioni europee, il partito di Mr Macron è proiettato al 21%, dal 57% che aveva un anno or sono, ed anche i suoi fidi se la stanno squagliando uno per volta. Sono stufi di essere presi a pesci in faccia.

Nota a margine.

Un capo politico europeo vale nell’Unione Europea per quanto vale nella propria patria.

Chi non si ricorda il suo megalitico programma di riforma dell’Unione Europea in una Stato di Europea?

È diventato materiale per gli archivi storici.

Ci manca solo che anche il fido Benallà abbandoni il tetto ed il talamo.

*


French interior minister to quit in further blow to Macron [The Guardian]

«France’s interior minister, Gérard Collomb, has announced he will resign next year to run for his former job as mayor of Lyon, in yet another blow to the president.

The announcement from Collomb, a political heavyweight and one of Emmanuel Macron’s most loyal ministers, comes after the environment minister, Nicolas Hulot, quit last month and as the president’s approval ratings have plummeted.

Collomb told L’Express magazine he would quit after the European elections in order to stand for mayor of France’s third biggest city in 2020.

“The local elections are still far away – I will run in Lyon if I don’t get diagnosed as seriously ill any time before that,” he joked. “I won’t be interior minister right up until the last moment. After a certain amount of time it would be better to be totally free for the campaign.

“I think ministers who want to run in the 2020 local elections should be able to quit the government after the European fight,” he said of the European parliament polls in May.

Collomb served as Lyon mayor for 16 years until Macron poached him for the interior ministry job.»

*


Macron stuck in ‘ketchup moment’ says interior minister, as he announces 2020 retirement [The Telegraph]

«President Emmanuel Macron of France is stuck in a “ketchup moment” whereby the effects of his reforms are still stuck inside the bottle but with a “thump” will soon come flying out in one go, his interior minister has claimed.

Gérard Collomb, the interior minister, issued the ketchup analogy to explain the lack of tangible benefits of Mr Macron’s reforms while also dealing his presidency a fresh blow by announcing his intention to step down next year to run for re-election as mayor of Lyon in 2020.

His reference to the physics of the famed bottled tomato sauce came a day after an MP quit his party, saying she felt as if she was “on the Titanic”.

Frédérique Dumas resigned from Mr Macron’s centrist Republic on the Move party because she said the government had “forgotten the fundamental principles of Macronism”. She added: “Some decisions come down to budget cuts. There is no ambition, no direction.”

The move by Ms Dumas, 55, a former film producer, reflects growing disillusionment with the president and impatience that his controversial and often painful economic reforms have so far failed to cut unemployment or significantly boost growth.»

*


Macron’s government in flux as key ally plans to quit post [Reuters]

«France’s interior minister, one of President Emmanuel Macron’s closest allies, has announced plans to quit the government and run for election as mayor of Lyon in 2020, adding to doubts and instability around the young leader’s administration.

Gerard Collomb’s announcement in an interview in L’Express magazine follows the abrupt resignations of a popular environment minister, who questioned Macron’s commitment to the reduction of nuclear power, and the sports minister.

A high-profile member of Macron’s party, Republique En Marche, also quit over the weekend.

Macron’s approval rating has plunged to about 30 percent, from around 60 percent shortly after he was elected in May 2017, with opinion polls showing he is regarded as aloof and unsympathetic toward people’s everyday hardships.

Collomb, who recently acknowledged what he called a “lack of humility” in Macron’s administration, suggested he could stand down as soon as the middle of next year.

“I won’t be interior minister up to the last minute,” he told the weekly magazine. “Ministers who want to run in the 2020 municipal elections should in my view leave the government after the European (parliament) elections,” he said.

The European parliament vote takes place in May 2019.»


Corriere. 2018-09-18. Macron, si dimette il ministro dell’Interno Collomb. Gaffe sulle porcellane al negozio dell’Eliseo

Dopo l’addio del ministro Hulot, numero 3 dell’esecutivo, anche il numero 2 Collomb ha annunciato l’intenzione di lasciare il governo (il prossimo anno, dopo le Europee). E la contraffazione sulle porcellane vendute nel negozio dell’Eliseo si somma ad altri «fastidi» accumulati negli ultimi mesi.

*

PARIGI — Non sono giorni facili per Macron e per il governo francese. Dopo le dimissioni con effetto immediato in diretta alla radio di Nicolas Hulot, il ministro della Transizione ecologica considerato il numero 3 dell’esecutivo, ci sono quelle a scoppio ritardato del numero 2 Gérard Collomb, ministro dell’Interno e macroniano della prima ora, annunciate per il 2019 al settimanale l’Express.

L’intervista

Alla domanda sulle sue intenzioni per le elezioni municipali del 2020, quando avrà 73 anni, Collomb ha risposto così: «Se fino a quel momento non mi avranno diagnosticato una malattia grave, sarò candidato a Lione». Il ministro aggiunge che per partecipare alla corsa a sindaco lascerà il governo nel 2019, dopo le europee di giugno.

La carriera

Per Collomb si tratterebbe di un ritorno alla politica locale, che ha monopolizzato il suo impegno per quasi tutta la carriera. Consigliere comunale nel 1977, è stato poi sindaco di Lione per 16 anni e, se dovesse vincere, il prossimo sarebbe il suo quarto mandato. Collomb è sempre stato iscritto al partito socialista e ha cominciato ad avvicinarsi a Macron quando questi era ministro dell’Economia nel governo della gauche di François Hollande, per poi uscire dal partito entrando tra i primi nel movimento En Marche.

I rapporti con Macron

Membro più anziano del governo, forte di una lunga esperienza e di una personalità politica che precedono la collaborazione con Macron, Collomb è stato finora un ministro tutto sommato fedele sul fondo delle questioni ma capace di rivendicare la propria libertà di espressione, fino a provocare conflitti con Macron. Per esempio, non ha rinunciato a sottolineare la propria contrarietà al progetto del primo ministro Édouard Philippe di abbassare il limite di velocità da 90 a 80% nelle strade secondarie. Qualche giorno fa, commentando il crollo di Macron nei sondaggi, ha detto che «forse abbiamo mancato di umiltà», una critica diretta allo stile del capo dello Stato, che lo ha invitato poi all’Eliseo per una cena chiarificatrice. Negli ultimi tempi i rapporti si sono incrinati, anche in seguito allo scandalo Benalla e alla prestazione poco convincente di Collomb davanti alla commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale. Collomb potrebbe avere deciso di fare la prima mossa, rubando il tempo a un presidente che comunque avrebbe avuto già in mente di sostituirlo nel grande rimpasto di governo che con ogni probabilità sarebbe avvenuto comunque dopo le europee.

Via subito

L’opposizione di destra chiede gran voce che Collomb lasci immediatamente, perché un portafoglio così delicato come l’Interno — che ha la competenza su questioni cruciali come migranti e lotta al terrorismo — non può essere lasciato a un ministro a tempo. «A partire da oggi Collomb sarà un ministro precario, un precario della sicurezza — dice Eric Ciotti dei Républicains —. Dopo l’addio di Hulot assistiamo un po’ a una fuga dal Titanic, la maggioranza En Marche è completamente frastornata». Florian Philippot, ex braccio destro di Marine Le Pen e presidente dei Patriotes, nota che «qualcosa non funziona nella maggioranza, comunque sarebbe più logico che Collomb se ne andasse subito».

Gli altri fastidi

Dopo il calo nei sondaggi successivo allo scandalo Benalla (qui sopra il video, qui l’intervista in cui il collaboratore di Macron raccontava che all’Eliseo «tutto dipende da un suo sorriso»), il presidente Macron vive un momento delicato. Il suo «parlare vero», la franchezza che ha sempre rivendicato, si traduce talvolta in frasi che vengono poco apprezzate dall’opinione pubblica. Come quando in visita a Copenaghen ha lodato la capacità dei danesi di rinnovarsi definendo invece i francesi «Galli refrattari al cambiamento». O quando, domenica scorsa, in occasione della giornata «porte aperte» dell’Eliseo, ha risposto così a un orticoltore che si lamentava di non trovare lavoro: «Se lei è pronto e motivato, negli alberghi, ristoranti, caffè, nell’edilizia, non c’è un posto dove non mi dicano che cercano personale. Attraverso la strada e glielo trovo io un lavoro» (video in alto). La voglia di spronare all’ottimismo di Macron e i modi spicci si traducono talvolta in una tendenza a fare la lezione ai francesi. Così anche iniziative secondarie, come l’idea di vendere merchandising con il logo dell’Eliseo per finanziare il rinnovamento dell’edificio, si prestano a critiche. Non passa il braccialetto d’oro con la scritta «Égalité» venduto a 250 euro nella boutique online, e neanche l’infortunio della scritta «porcellana di Limoges» incisa sulle tazze con l’immagine di Macron, fabbricate in realtà a Tolosa. L’Eliseo si è accorto della contraffazione appena prima di metterle in vendita e il fornitore ha inviato allora altre 300 tazze con una più vaga dicitura «porcellana francese».

Annunci
Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Psichiatria

Calenda. ‘Al pd serve il presidente della associazione di psichiatria.’

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-18.

Laringe 001

Quando lo dicevamo noi, il gregge dei liberal socialisti ha iniziato a belare a gola spiegata. Cartilagini cricoidee possenti, una tiroidea superiore grossa così, come un acquedotto, aritenoidi ipertrofiche. Ma a simili sembianze non corrispondono adeguati supporti delle aree di Broca e di Wernicke: i centri per la comprensione e per la produzione del linguaggio dei liberal socialisti si collocano alla scala inferiore del’evoluzione. Assimilano e riproducono qualche slogan. Ma da lì a dire qualche costrutto logicamente stabile ce ne passa: in caso contrario non avrebbero aderito alla ideologia liberal socialista.

*

«Sta diventando …. un posto in cui l’unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell’associazione di psichiatria».

Queste sono le parole dell’on Calenda a proposito del partito democratico.

Avendolo detto lui non abbiamo nessun motivo per non credergli.

Ma se fosse solo questo, andrebbe di lusso.

«Sono convinto …. che alle prossime europee il PD non ci debba essere. Serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre più piccola tra dirigenti che sono usurati»

«

«un partito che ha come unico obiettivo

quello di spartirsi una torta»

In pratica, una associazione per delinquere.

*

In sintesi.

Gli aderenti al partito democratico sono pazzi da legare, da chiudere dentro un manicomio gettando le chiavi ai pesci.

E la loro dirigenza non è certo da meno.

Bene.

L’Italia è stata governata per decenni a pazzi furiosi con delirio depredatorio, e questo lo sappiamo più che bene, solo che prima non lo si poteva dire.

Ma non tutto il male viene per nuocere.

Ringraziamo la Divina Provvidenza che ha dato il pd e questa sua attuale dirigenza, ossia l’unica forza distruttrice in grado di sfasciare quel partito alla radice.

Se al posto di quei bische ci fosse stato un Richelieu, un Bismarck oppure un Lenin il partito democratico avrebbe tiranneggiato per secoli.

Invece si sono suicidati con le loro stesse mani. Cosa ne sarà del gregge belante? Figuriamoci se non troveranno un altro straccio dietro cui correre.


Ansa. 2018-09-18. Calenda: al Pd serve un segretario psichiatra

La cena per ritrovarsi e accordare una strategia di opposizione è saltata. E l’organizzatore, Carlo Calenda, non nasconde l’amarezza. Fino a dire, in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital, che ai dirigenti del PD importa solo del congresso. “Sta diventando – dice Calenda – un posto in cui l’unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell’associazione di psichiatria”

“Sono convinto – osserva l’ex ministro – che alle prossime europee il PD non ci debba essere. Serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre più piccola tra dirigenti che sono usurati”.

    Calenda, poi, spiega che l’invito a cena serviva banalmente “per ricostruire un rapporto tra Gentiloni e Renzi, e soprattutto per cercare di compattare un gruppo per fare opposizione in maniera strutturata. Poi sono partite cose surreali, tipo Zingaretti che invita un operaio e uno studente, che non c’entra niente. Poi gli altri del PD, uno dice che sta a dieta, l’altro che organizza un panino… insomma, è diventata una buffonata. Anzi, un’abbuffata di parole, in pieno stile di autolesionismo del PD”.

   Il primo a sfilarsi, dopo aver in un primo momento accettato l’invito, è stato l’ex premier Renzi: “Ha risposto tramite retroscena, dicendo che non sarebbe venuto perché lui si occupa dei destini dell’universo del paese e quindi non se ne frega niente di andare a una cena”, attacca Calenda. “Non so bene quale sia l’interesse di Renzi, che da molto tempo ti dice A e poi fa B. Penso che se dici ‘io ci sarò’ e poi fai uscire certi retroscena… è un modo di fare non serio, a cui ormai sono abituato da mesi”.

Calenda rifiuta però l’idea di una cena senza l’ex segretario: “Con Gentiloni e Minniti parlo continuamente. Nel PD c’è un’entità, che si chiama Renzi, che non si capisce cosa voglia fare e che va avanti per conto suo. È una roba un po’ singolare. È stato un presidente del Consiglio che all’inizio aveva veramente voglia di cambiare l’Italia e che ha fatto cose buone. È un grosso peccato”. “L’unica cosa che vuole fare il PD in questo momento”, analizza l’ex ministro, “è una resa dei conti fra renziani e antirenziani in vista di un congresso che doveva esserci, per me, settimane fa, e tutto sarà paralizzato in questa cosa di cui al paese non frega nulla. Nel frattempo, l’opposizione si fa in ordine sparso”.   

Giachetti inizia sciopero fame, subito data congresso – “Sono incazzato nero” e “le ho provate tutte” ma “invece traccheggiamo” e allora “a questo scenario indecoroso reagisco tornando alle mie origini: dalla mezzanotte di ieri sera ho iniziato lo sciopero della fame perché sia immediatamente convocata una assemblea straordinaria e fissata la data del congresso del Partito democratico”. Lo annuncia con un video su Facebook il deputato Pd Roberto Giachetti. “I tempi per il congresso subito ci sono”, aggiunge. “Visto che voi vi dedicate alle cene e continuate a prendere tempo mentre il Pd scivola sempre più in basso, io smetto di mangiare”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Psichiatria, Senza categoria

Sexy toys e porno. Un mercato al femminile in crescita del +40%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-23.

Vincent van Gogh - Gli Scarponi

Questo è un mercato in continua espansione, che cresce al ritmo del 40% l’anno, e che fatturerebbe circa quindici miliardi, ma in questo settore l’evasione è così elevata che le stime più realistiche indicherebbero un centinaio di miliardi ogni anno.

«Secondo quanto riferiscono gli ultimi dati, sono sempre più le donne ad acquistare sex toys rispetto agli uomini, per un utilizzo da sole o in compagnia del proprio partner. A conferma di tale impressione supportata dai dati di vendita, il fatto che siano stati i gadget dedicati alla coppia i più richiesti nel 2017, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente: kit per il bondage e per i giochi di ruolo sono tra i sex toys più apprezzati e utilizzati.» [Fonte]

*

«women are not only dominating the adult toy industry as owners, but as users of products as well.»

*

I sey toys più evoluti sono a scheletro metallico e vanno a corrente, alcuni erogano 500 watt. Il povero cromosoma Y si trova spiazzato: sarebbe una performance disumana.

I kit di bondage vanno alla grande perché con i toys la femmina riesce a raggiungere uno stato orgasmico continuativo: se è stata adeguatamente e saldamente legata non può svincolarsi ed il partner può farle protrarre il godimento per ore. Poi, ovviamente, serve per slegarla. Un po’ quello che accadde ad Ulisse con le sirene.

Il tasso di assuefazione è la quasi totalità, così come è quasi impossibile che dopo esperienze del genere la femmina si adatti ad un rapporto normale: sarebbe dar da bere latte ad un etilista.

La clinica ginecologica e quella psichiatrica iniziano a classificare nuove forme patologiche.

* * * * * * *

Tube Sites Are Free, So How Does The Porn Industry Actually Make Money?

«Porn is literally a single click away. It seems like it’s harder to avoid than to find, and you can access the most extreme, hardcore material with simple search terms in your favorite search engine. It wasn’t always that way, but let’s break down the basics.

The porn industry is worth an estimated massive $97 billion dollars, globally. But since the shift of power within the industry, and the new business model based on free content for viewers, we think it’s important to understand the economics of it all so our Fighters are better equipped.

In the industry today, how do people make money? Especially those behind the massive sites that only post free videos? ….

So what about those free tubes? In the online business, clicks are king. Huge sites owned by MindGeek command a massive amount of traffic— like PornHub that received 23 billion visitors in 2016—and that’s potential viewers for those paid content guys who want more subscribers. ….»

*

Top Ten Reviews fornisce qualche dato statistico.

– I fruitori di siti porno hanno 50,000 – 75,000 Usd di entrate nette nel 25.58% dei casi, e più di 75,000 Usd netti nel 35.30%. Sono un po’ più del 61% degli utenti.

– L’industria del porno produce più di dodicimila titoli l’anno.

– I siti web porno sono 4.2 milioni, ossia il 12% del totale.

– I motori di ricerca ricevono 68 milioni di richieste porno al giorno, ossia il 25% delle richieste totali.

– I download pornografici giornalieri ammontano a 1.5 miliardi, ossia il 35% del totale.

– Il 42.7% degli utenti internet visualizza costantemente siti porno.

– Ogni mese 75 milioni di utenti internet visita siti porno.

* * * * * * *

Il problema sarebbe però ben più vasto.

«Con il termine Deep Web si indica l’insieme dei contenuti presenti sul web e non indicizzati dai comuni motori di ricerca (ad es. Google, Bing), mentre con il termine Dark Web si indica l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente che sono ospitati in siti web il cui indirizzo IP è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo. Elementi appartenenti al Dark Web sono anche i contenuti privati scambiati tra utenti all’interno di un network chiuso di computer, strutture definite come darknet»

Deep Web e Darknet sono l’Eldorado di quanti abbiano la necessità di compiere operazioni finanziarie discrete. Ma con questo non si pensi che il porno ne resti escluso. Anzi!

Qui si trovano filmati reali, non fiction.

Se il filone bdsm è quello percentualmente più richiesto dai siti porno, qui si trova il bdsm reale, culminante spesso con la soppressione della vittima.

Similmente, qui la pedopornografia consiste di filmati reali.

I guadagni in questo settore sono davvero consistenti, anche perché tutto ciò che vi avviene costituisce reato punibile con l’ergastolo in occidente e con la pena di morte in quasi tutto il resto del mondo. Il dark web è la fogna delle fogne.

* * * * * * *

Questi dati dovrebbero dare da pensare a dove si stia andando. È un degrado morale da fa venire i brividi.

D’altra parte, questi numeri ci danno ragione di molti comportamenti abnormi ai quali assistiamo quotidianamente.

Si tenga sempre ben presente che il 38% della popolazione occidentale assume cronicamente psicofarmaci maggiori.

Nota.

Chiunque dedichi un po’ di tempo a girare per studio siti porno, magari anche limitandosi a quelli di libero accesso sul web, noterà immediatamente come la quasi totalità delle ragazze / donne riprese siano di razza bianca, caucasica. Tutte a volto scoperto, facilmente riconoscibili.

Prendendo il dato con il dovuto buon senso, sono stati enumerati oltre tre milioni di volti differenti. Ossia larga parte delle ragazzine occidentali.

Eppure l’emolumento di una ‘attrice porno‘ è davvero miserabile.


Iol. 2017-07-25. Sex toy industry now dominated by women

Not only was it unheard of, it was unspoken of – female sexual liberation and self exploration were simply not acknowledged despite it happening behind closed doors.

Fast forward to 2017 and women are not only dominating the adult toy industry as owners, but as users of products as well.

“Back in the days when I started in the field of sexology pre-apartheid, the notion of female masturbation didn’t exist. It is quite revolutionary how women have claimed their sexuality and the sex toy sales really affirm that women are proudly buying these products,” clinical sexologist Dr Marlene Wasserman, popularly known as Dr Eve, explained.

“Before, there was silence around female masturbation no one spoke about it publicly, whereas male masturbation was seen as ‘something men do’ and a sign of masculinity. For women, there was a lot of shame and guilt around a woman pleasing herself in that way,” she said

Adult World store chain owner Arthur Calamaras attested to this, adding, “The adult toy and pleasure industry was traditionally a male-controlled industry and mostly about men selling to men. But in the last few years, the market has gone a different direction and women are now driving the market. There are a lot of women now opening their own stores.”

Earlier this year, a survey commissioned by Desir, luxury brand for high-end adult toys, involving more than 700 respondents, revealed that the vibrator was the most sought after and bought toy among South Africans with 29% of the respondents purchasing them.

Last year, a report on the global sex toy industry released by the Statistic Brain Research Institute also showed that SA had the third-highest number of Google searches for sex toys in the world, and that the top five most popular items bought online were, in order, vibrators, rubber penises, lubrication, anal beads and penis rings.

“There are a lot of single people out there looking after themselves. We are also getting healthier and some couples are outliving each other. We’re living up until 70-80 years old and some people are still sexually active past their 70s,” Calamaras added.

“Lubrications are also a very big market. We bring in R400000 worth of lubricants every three months (in their stores).

“Also, there are far more expensive vibrators that have come out into the market than in previous years. We’ve seen women want more classier, streamlined toys like the ‘Rabbit’ and other ranges”.

The only trouble with this openness about sex toys, according to Dr Eve, “it’s created another tide” of pressure to self-please and achieve orgasm for women.

“We tend to pathologise things too much as a society. Now, if a woman doesn’t masturbate, there’s suddenly a problem with her. People want women to get edgier and edgier when so many women are already so uncomfortable with their bodies.

“I can’t stand these magazines that project women as these sexual vixens – women just want to be who they are,” Dr Eve countered.

“Masturbation is part of a woman’s health and pleasure – it shouldn’t be forced, it should be consensual,” she said.

Dr Eve has also noted a “huge shift” in her own sex toy store that has seen sales of higher-end toys drop as an emerging market of younger, black people sought more affordable access to the toys.


Business Insider. 2017-12-01. L’e-commerce guida il boom dei sex toys, un mercato da 15 miliardi di dollari che in Italia è cresciuto del 40% in un anno

Da piccolo per tanto tempo sono stato convinto che mio padre fosse un criminale, un mafioso. Il lavoro che faceva è stato sempre un grande mistero, nessuno ne parlava. Poi quando sono cresciuto le cose sono cambiate, e ora la sua occupazione è diventata la mia, un business di famiglia“.

Il padre di Chad Braverman nel 1976 aprì una start-up di sex toys in California, attività che all’epoca creava non poco imbarazzo. Il New York Times racconta che quello dei giocattoli per adulti era quasi un business ‘sotterraneo’, i gadget venivano venduti nel retrobottega di squallide librerie, e i clienti uscivano con i loro acquisti nascosti in anonimi sacchetti di carta marrone.

In questo clima Ron Braverman fondò la Doc Johnson Enterprises a North Hollywood, in California. Poi però i tempi sono cambiati, l’industria dei giocattoli erotici da mercato di nicchia si è trasformato in un settore di più ampio consumo, e la sua azienda è diventata leader di un comparto da 15 miliardi di dollari.

Le persone ci scherzavano su – racconta Chad – Chiedevano ‘tuo papà fa davvero dei peni di gomma?’ Ma quando sono andato all’università improvvisamente tutto è cambiato e sono diventato la persona più ‘cool’ del campus“.

I Braverman – Ronald, il 35 enne Chad e sua sorella Erica, di 29 anni – sono i primi ad aver trasformato quello dei sex toys in un business di famiglia. E se storicamente “i clienti non erano fedeli ad un marchio in particolare”, spiega l’imprenditore dell’erotico, il trend si è poi modificato e ora i produttori seguono con attenzione maniacale il mutare delle richieste di consumatori sempre più attenti e in rapida crescita numerica.

“Il settore dei gadget per adulti è in piena espansione”, afferma da parte sua Lynn Comella, docente della University of Nevada e autrice del libro ‘Vibrator Nation‘. L’azienda dei Braverman, peraltro, è anche una grande sostenitrice del ‘Made in America’, visto che il 75% degli oggetti escono dallo stabilimento nella Fernando Valley, dove si producono 75 mila gadget ogni settimana, distribuiti in 7.500 negozi negli Stati Uniti e su siti specializzati. Nell’ultimo periodo, spiegano gli analisti, i canali offerti dall’e-commerce hanno permesso all’industria di espandersi ulteriormente perché consentono a tutti gli utenti del mondo di superare l’imbarazzo legato all’acquisto.

Il mercato dei sex toys a livello globale vale oggi 15 miliardi di dollari e secondo l’ultimo rapporto di Technavio dovrebbe superare i 29 miliardi di dollari entro il 2020. Statistic Brain, invece, rileva che i gadget vengono usati dal 23% degli adulti durante i rapporti intimi. Gli americani sono coloro che più di tutti al mondo cercano su Google informazioni dettagliate sui sex toys, seguiti da inglesi e sudafricani.

Anche in Italia il business è in forte crescita: i dati raccolti dalla piattaforma di e-commerce MySecretCase rilevano un incremento delle vendite del 40% rispetto al 2016. Pare che le coppie siano i maggior acquirenti: il tasso del 2017 afferma che rappresentano il 35% delle vendite, rispetto al trend 2014-2016 dove il valore è rimasto stabile al 25%. Milano si rivela la città più dinamica in termini di vendite con il 20%, seguita da Roma al 15% e Torino, al 5%.

Pubblicato in: Demografia, Psichiatria

Germania. Il 17% degli studenti è affetto da patologie psichiatriche.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-18.

2018-03-10__Nature__001

Prolegomeno.

Alcuni giorni or sono è stato pubblicato questo articolo, che ha riscosso notevole audience:

Conoscere e capire la Cina. Test di ammissione in seconda elementare.

Si riportava come il 90% degli studenti tedeschi di scuola superiore ed i loro relativi insegnanti non fosse stato in grado di risolvere i quiz che in Cina sono usati per il passaggio dalla prima alla seconda elementare.

Dei 218 graditi commenti, 215 erano rivolti alla risoluzione del quiz. Solo tre persone hanno cercato correttamente di porsi il problema di cosa stia succedendo in Germania.

Non è preoccupazione di poco conto. Solo per quanto riguarda il sistema scolastico:

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

«A new study by the Bertelsmann Stiftung has revealed that elementary schools in Germany are facing a shortfall of 35,000 teachers. By 2025, there will be a need for 105,000 new primary school teachers»

Negli ultimi quindi anni il sistema scolastico tedesco ha quasi triplicato gli organici, avendo dato piena copertura ad un impegno anche pomeridiano ed immettendo nelle classi larghe quote di immigrati.

Il livello qualitativo degli insegnanti è sceso e le classi marezzate seguono molto meno gli insegnamenti. Gli effetti si ripercuoteranno sul lungo termine.

Adesso poi la carenza di insegnanti diventa drammatica nel quadro della costante contrazione della popolazione autoctona: difficile rimpiazzare un insegnante di tedesco con un immigrato che non parla la lingua. Inizia a farsi sentire la carenza di popolazione giovanile.

Ma il problema non è soltanto scolastico: è globale. Coinvolge tutta la popolazione tedesca o, meglio, europea.


Sarebbe impossibile capire il comportamento dei tedeschi senza tener conto che oltre un terzo della popolazione adulta soffre di severe patologie mentali e che tali forme patologiche sono diagnosticabili nel 17% dei giovani studenti delle scuole secondarie.

Sarebbe necessario fare una grande attenzione nel distinguere con la massima cura un comportamento psichiatrico, sia del singolo di gruppo, per evitare di cercare di portare avanti un discorso logico con persone che hanno oggettive difficoltà ad intendere il reale ed ad argomentarvi sovra in modo sequenzialmente logico.

I malati di mente perdono la capacità percettiva e raziocinante che dovrebbe essere la caratteristica del genere umano.

Il problema non è meramente clinico medico: data la sua estensione e gravità è un severo problema sociale.

* * * * * * *

«Depression is the leading cause of ill health and disability worldwide. According to the latest estimates from WHO, more than 300 million people are now living with depression, an increase of more than 18% between 2005 and 2015. Lack of support for people with mental disorders, coupled with a fear of stigma, prevent many from accessing the treatment they need to live healthy, productive lives.» [World Health Organization]

*

«Immer mehr junge Erwachsene leiden unter psychischen Erkrankungen wie Depressionen, Angststörungen oder Panikattacken. Allein zwischen den Jahren 2005 bis 2016 ist der Anteil der 18- bis 25-Jährigen mit psychischen Diagnosen um 38 Prozent und darunter bei Depressionen um 76 Prozent gestiegen. Diese Zahlen stammen aus dem Barmer-Arztreport 2018, der heute in Berlin vorgestellt wurde. Demnach ist selbst bei den Studierenden, die bislang als weitgehend „gesunde“ Gruppe galten, inzwischen mehr als jeder sechste (17 Prozent) von einer psychischen Diagnose betroffen.» [Barmer Arztreport 2018]

“Sempre più giovani adulti soffrono di malattie mentali come depressione, disturbi d’ansia o attacchi di panico. Solo tra il 2005 e il 2016, la percentuale di giovani tra i 18 e i 25 anni con diagnosi mentali è aumentata del 38 per cento, di cui il 76 per cento in depressione. Queste cifre provengono dal Barmer Arztreport 2018, presentato oggi a Berlino. Secondo questo studio, più di uno su sei (17 per cento) degli studenti, che in precedenza erano considerati come un gruppo “sano”, è ora affetto da una diagnosi psicologica. [Barmer Arztreport 2018]

* * * * * * *

«Over one in six students across the country now have a mental health illness»

*

«depression, anxiety disorders and panic attacks among young people are on the increase»

*

«About 17 percent of students who were previously regarded as healthy are now affected by a mental illness, according to the study. This corresponds to almost half a million (around 470,000) people»

*

«Many signs show that there will be significantly more mentally ill young people in the future»

*

«more than a quarter (28 percent) of young people seek the help of a therapist in the event of a case of mild depression»

* * * * * * *

Sarebbe impossibile comprendere il comportamento dell’Occidente e dei tedeschi in particolare prescindendo dal loro stato psichiatrico: lo avevamo detto in inizio e lo ripetiamo con triste amarezza. Purtroppo, data l’elevata frequenza di questa categoria di patologie, l’essere mentalmente alterati è diventata la norma, ed i pochi rimasti normali, capaci di intendere e volere, sono guardati sottecchi come se fossero animali stranissimi piovuti dal cielo.

Né ci si illuda che crescendo questi studenti migliorino, ritornino normali.

Mental disorders affect more than a third of Europeans [Nature]

«Mental disorders affect more than 160 million Europeans — 38% of the population — each year ….

the most common disorders are anxiety, insomnia and depression, which account for 14%, 7% and 6.9% of the total ….

the true figure is likely be “considerably larger” than 38%»

* * * * * * * *

In parole poverissime, il 38% degli adulti occidentali assume cronicamente psicofarmaci maggiori. Le conseguenze sociali e politiche sono terrificanti.

Larga parte delle manifestazioni alle quali assistiamo sono veri e propri deliri coatti. Basterebbe solo pensare al visceralismo patologico con cui i più sostengono le proprie strampalate tesi, dal ‘clima’ alla dieta vegana, ai presunti effetti nocivi di qualcosa di per sé assolutamente innocuo. Per non parlare poi dei visceralismi politici, in accordo ai quali la gente sostiene la propria visione politica od economica non solo come se fosse una religione, quanto piuttosto un fanatismo acritico, non supervisionato da un intelletto perché inesistente.

Basterebbe andare almeno una volta ad assistere ad una partita di calcio ed osservare attentamente i comportamenti dei tifosi.

Per disgrazia, anche i soggetti mentalmente alterati godono in Occidente del diritto di voto. Si potrebbe dire che siano equidistribuiti, ma la cosa mica che consoli molto.

Un capitolo a parte sarebbe la qualità dei nostri studenti prima, classe dirigenziale dopo. Sicuramente sussiste il problema nella sua attualità, ma ancor meno rassicurante è pensare al futuro.

Una ultima considerazione.

Con la devoluzione delle ideologie liberal e socialista si dovrebbe iniziare a pensare seriamente a quando l’attuale clima sociale possa effettivamente incidere sullo stato di salute mentale.

Un esempio, uno per tutti. L’obbligo all’uso del fraseggio politicamente corretto è una coercizione del comune sentire ed intendere, ma alla fine condiziona e coerce le menti predisposte.


Nota.

Vi fareste operare da un chirurgo pazzo?

Volereste tranquilli su di un aeroplano guidato da un pilota pazzo?

Vi sentite tranquilli sapendo che un terzo dei militari, armati fino ai denti, sono affetti da patologie psichiatriche?

Siete contenti che vostro figlio, psichicamente normale, abbia nella sua stessa classe il 17% dei compagni insani di mente?


The Local. 2018-03-03. Half a million students in Germany suffer from a mental health illness: study

Over one in six students across the country now have a mental health illness, according to a new study.

The study, published by Barmer health insurance provider last week, found that depression, anxiety disorders and panic attacks among young people are on the increase.

About 17 percent of students who were previously regarded as healthy are now affected by a mental illness, according to the study. This corresponds to almost half a million (around 470,000) people.

Between 2005 and 2016, the proportion of 18- to 25-year-olds diagnosed with mental illnesses in Germany rose by 38 percent. These figures are published in Barmer’s report of the study.

“Many signs show that there will be significantly more mentally ill young people in the future,” said Dr. Christoph Straub, CEO of Barmer.

“Especially among prospective students, pressure having to do with time and one’s performance is constantly increasing and financial worries and fears about the future are added to this,” the CEO said.

Another finding of the study is that the risk of depression among students increases significantly with age; young students were found to be less at risk than older students.

In order to avoid possible mental health cases later on, the health insurance provider recommends that young adults – particularly those who have already experienced depression or anxiety – take advantage of online or in-person resources at an early stage.

While more than a quarter (28 percent) of young people seek the help of a therapist in the event of a case of mild depression, many who should do not. “Out of shame, those affected often avoid going to the doctor,” said Straub.

“We therefore see great potential in online services, especially if they are anonymous and cater to the smartphone generation,” he added.

Barmer not only carries out research into how to reach out to young people with a mental health issues earlier on, it also supports a nationwide research project – funded by the World Health Organization (WHO) – on the mental health of students called StudiCare.

Depression is the leading cause of ill health and disability worldwide and more than 300 million people are now living with the illness, according to WHO.

“Lack of support for people with mental disorders, coupled with a fear of stigma, prevent many from accessing the treatment they need to live healthy, productive lives,” WHO writes on its website.

Barmer health insurance compiled anonymous data from around eight million insured people for the completion of the study. Each year Barmer’s annual study has a different focus.  

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Psichiatria

Patologie mentali. Il vero cancro dell’Occidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-11.

Vincent_Willem_van_Gogh_Malattie Mentali 002

La psichiatria sperimentale ci fornisce alcuni risultati di consistente impatto sociale.

Consideriamo prima i dati: poi ne trarremo alcune conclusioni.

*

Mental disorders affect more than a third of Europeans [Nature, doi: 10.1038 / news. 2011.514]

«Mental disorders affect more than 160 million Europeans — 38% of the population — each year, says a report1 issued today by the European Brain Council and the European College of Neuropsychopharmacology. Yet, fewer than a third of those affected receive treatment.

Led by Hans-Ullrich Wittchen, a psychologist at the Technical University of Dresden in Germany, the three-year study covered the 27 countries in the European Union (EU) as well as Switzerland, Norway and Iceland. The researchers found that the most common disorders are anxiety, insomnia and depression, which account for 14%, 7% and 6.9% of the total, respectively.

The researchers originally aimed to study all disorders of the brain, split into two major categories: mental or psychiatric disorders such as depression and schizophrenia, and neurological diseases such as stroke, multiple sclerosis or Parkinson’s disease. Ultimately, they weren’t able to estimate the combined prevalence, because so many of them occur together. So Wittchen says the true figure is likely be “considerably larger” than 38%.»

*

Mental disorders [World Health Organization]

«The burden of mental disorders continues to grow with significant impacts on health and major social, human rights and economic consequences in all countries of the world.

Depression is a common mental disorder and one of the main causes of disability worldwide. Globally, an estimated 300 million people are affected by depression. More women are affected than men.

Depression is characterized by sadness, loss of interest or pleasure, feelings of guilt or low self-worth, disturbed sleep or appetite, tiredness, and poor concentration. Sufferers may also have multiple physical complaints with no apparent physical cause. ….

Bipolar affective disorder. This disorder affects about 60 million people worldwide. It typically consists of both manic and depressive episodes separated by periods of normal mood. Manic episodes involve elevated or irritable mood, over-activity, pressure of speech, inflated self-esteem and a decreased need for sleep. People who have manic attacks but do not experience depressive episodes are also classified as having bipolar disorder. ….

Schizophrenia is a severe mental disorder, affecting about 21 million people worldwide. Psychoses, including schizophrenia, are characterized by distortions in thinking, perception, emotions, language, sense of self and behaviour. ….

Worldwide, 47.5 million people have dementia. Dementia is usually of a chronic or progressive nature in which there is deterioration in cognitive function (i.e. the ability to process thought) beyond what might be expected from normal ageing. It affects memory, thinking, orientation, comprehension, calculation, learning capacity, language, and judgement. The impairment in cognitive function is commonly accompanied, and occasionally preceded, by deterioration in emotional control, social behaviour, or motivation. ….

between 76% and 85% of people with mental disorders receive no treatment for their disorder»

*

The size and burden of mental disorders and other disorders of the brain in Europe 2010. [Eur Neuropsychopharmacol. 2011 Sep; 21(9) :655-79. doi: 10.1016/j]

«It is estimated that each year 38.2% of the EU population suffers from a mental disorder. Adjusted for age and comorbidity, this corresponds to 164.8million persons affected»

* * * * * * *

Cercando di sintetizzare all’estremo, in Occidente quattro persone su dieci presentano seri problemi psichiatri, che si concretizzano in una incorretta percezione del reale, ed in un’altrettanto incorretta elaborazione dell’acquisito. Le patologie mentali sono il quadro morboso più diffuso in Occidente.

Per fare un esempio banale ma facilmente intuibile, una persona depressa recepirà in modo sistematicamente negativo qualsiasi cosa gli possa accadere, anche se obbiettivamente piacevole. Per non parlare poi di quanti siano affetti da delirio di persecuzione.

Pochi pazienti come quelli psichiatrici sono restii a comprendere che i malati sono loro, non i normali che li circondano. Il risultato finale è che non si curano, peggiorano rapidamente ed infine si cronicizzano.

*

Questi dati erano apparentemente contrastanti con l’Effetto Flynn.

«The Flynn effect is the substantial and long-sustained increase in both fluid and crystallized intelligence test scores measured in many parts of the world from roughly 1930 to the present day.[citation needed] When intelligence quotient (IQ) tests are initially standardized using a sample of test-takers, by convention the average of the test results is set to 100 and their standard deviation is set to 15 or 16 IQ points. When IQ tests are revised, they are again standardized using a new sample of test-takers, usually born more recently than the first. Again, the average result is set to 100. However, when the new test subjects take the older tests, in almost every case their average scores are significantly above 100.

Test score increases have been continuous and approximately linear from the earliest years of testing to the present. ….

There is debate about whether the rise in IQ scores also corresponds to a rise in general intelligence, or only a rise in special skills related to taking IQ tests. Because children attend school longer now and have become much more familiar with the testing of school-related material, one might expect the greatest gains to occur on such school content-related tests as vocabulary, arithmetic or general information.» [Fonte]

*

Intelligence of Norwegians and Danes on the wane, say researchers

«Intelligence levels have fallen in all Scandinavian countries, including Norway and Denmark, according to an analysis.

The study was conducted by James Flynn, a leading researcher of intelligence quotient (IQ) measurement, writes Norwegian news agency NTB.

IQ in the Scandinavian countries had been on the up for decades, but the trend has now been reversed, according to a report published by journal Intelligence.

Measures taken as part of the study have shown that, in Norway, fewer people are reaching higher levels of mathematical and linguistic ability.

The trend is similarly prominent in both Denmark and Norway and even more so in Finland.

“This signals without doubt a depletion of people with high cognitive abilities,” Flynn said according to NTB’s report.»

* * * * * * *

* * * * * * *

«Secondo le statistiche dell’EMCDDA circa il 32% della popolazione tra i 15 ed i 64 anni ha fatto uso di cannabis una tantum nella vita. L’Italia è il terzo Paese per questo genere di consumo dopo la Danimarca con 32,5% e la Spagna (32,1%) mentre in fondo a questa classifica si pone la Romania con l’1,5% di consumatori. Per quanto riguarda l’uso di cocaina, l’Italia occupa il terzo posto con il 7% di individui adulti (15-64 anni) che – almeno una volta – hanno fatto uso di cocaina. Al primo posto si colloca la Spagna con 10,2% ed al secondo posto il Regno Unito con il 7,4%. In fondo all’uso di cocaina si colloca la Romania con 0,1%. Considerando i consumatori di amfetamine, circa il 3,2% di Italiani hanno assunto almeno una volta questa sostanza mentre il Regno Unito si colloca al primo posto con circa il 10% di adulti. Il Regno Unito è al primo posto anche per il consumo di ecstasy (8,1%) mentre in Italia il 3% di adulti ha fatto uso di questa sostanza. Per quanto riguarda l’LSD non esistono dati riguardo all’Italia mentre il Regno Unito conquista ancora il primato con il 5,3% di persone che hanno assunto questa sostanza almeno una volta nella vita.

Considerando solo gli uomini, i principali consumatori di Cannabis sono gli Spagnoli (40.5%), seguiti dai Danesi (39.7%), i Francesi (37.9%) e gli Italiani (36.6%). Per quanto riguarda la cocaina, il primato spetta alla Spagna (15.1%), il Regno Unito (9.9%) e l’Italia (8.7%). Nel consumo di amfetamine i Britannici maschi si mantengono i primi (12.6%), a seguito la Danimarca (9.2%) mentre l’Italia si ferma al 3.7%. Il Regno Unito è anche prima nel consumo di ecstasy con il 10.7% (l’Italia si ferma al 4.2%) e di Lsd (7.6%)» [Fonte]

Ma non si pensi che l’alcohol non scherzi: non scherza affatto.

L’uso e l’abuso di alcol in Italia. Istat.

«63%. È la percentuale complessiva degli italiani al di sopra degli 11 anni che almeno una volta, nel corso del 2014, hanno bevuto sostanze alcoliche. Erano quasi il 70 per cento 10 anni fa. Sono i diminuiti i bevitori quotidiani (22,1 per cento contro il 31,0) mentre sono aumentati quelli occasionali (41 invece di 38,6 per cento) e anche chi beve fuori pasto (26,9 rispetto al 5,7 per cento). La distribuzione per età cambia sensibilmente questi valori: nella fascia di età 25-44 anni gli astemi nel 2014 sono stati il 29,3 per cento, mentre ha consumato alcol solo il 19,4 per cento tra i ragazzi da 11 a 17 anni. Nella fascia di ultra 65enni si raggiunge il picco di chi assume alcol tutti i giorni: il 32,8 per cento, comunque in calo rispetto al 40,8 del 2005. Il sistema corporeo di smaltimento dell’alcol non è completamente efficiente prima dei 21 anni ed è inefficiente sino ai 16 anni; dopo i 65 anni si perde gradualmente la capacità di smaltire l’alcol.

Sono le donne, in percentuale, che bevono alcol tutti i giorni: meno di un terzo degli uomini, che arrivano al 33,8 per cento nel 2014»

* * * * * * *

Prima di proseguire, poniamoci alcune domande.

Chi avrebbe piacere di farsi operare da un chirurgo ubriaco, oppure sotto l’effetto della cocaina?

Chi avrebbe piacere di utilizzare un volo pilotato da un depresso con tendenze suicide? Se quello decide di suicidarsi muoiono anche tutti i passeggeri, fatto purtroppo già successo.

La risposta dovrebbe essere intuitiva.

Data l’entità del danno inferto, nessuna manovra che contrasti l’uso di droghe sarà mai sufficientemente dura. Nessuna manovra che contrasti il dilagare delle patologie mentali sarà mai troppo severa.

* * * * * * *

Sembrerebbe difficile, per non dire impossibile, comprendere idee e comportamenti dell’attuale mondo occidentale senza tenere presenti questi dati.

Molte manifestazioni alle quali assistiamo giornalmente sono solo epifenomeni di patologie mentali: sono a tutti gli effetti dei deliri. Fate soltanto caso a quanti recepiscono una posizione politica come se fosse un delirio coatto, vissuto come la caricatura di un credo religioso.

Orbene, che senso ha il suffragio universale concesso ad una popolazione in cui quattro persone adulte su dieci assumono cronicamente psicofarmaci maggiori? Se potrebbe essere vero che esse si distribuiscano equamente su tutti i partiti, altrettanto certo è che quelli ideologicizzati saranno una grande attrattiva per quanti nutrano deliri.

Ci si pensi bene, ma molto bene.

Cosa altro mai sarebbe l’ideologia totalizzante se non un delirio?

Una cosa è la ferma volontà di voler perseguire un qualcosa, ma una totalmente differente è l’ottusa cocciutaggine di volerla perseguire costi quel che costi.

Si pensi solo alle scene di isterie collettive ed all’ondivaga accoglienza di mode stereotipe.

Vivono in modo stereotipato le menti non in grado di esercitare un minimo di revisione critica.

*

Ma mica solo droghe ed alcohol sono concausa di patologie mentali.

«Lesbians, gays and bisexuals are more likely to have long-standing mental health problems and are twice as likely to have had bad experiences with their GP.»

*

Lesbian, gay and bisexual men and women report poorer health and experiences of NHS [University of Cambrisge]

«A survey of over two million people has found that lesbian, gay and bisexual men and women in England are more likely to report poor health and unfavourable experiences of the National Health Service than their heterosexual counterparts. ….

This research demonstrates how lesbian, gay and bisexual people continue to experience poorer mental health»

*

Pensiamoci bene, ma molto bene.

Un terzo abbondante degli Elettori non è sostanzialmente in grado di intendere e di volere, pericolosi a sé ed agli altri.

Se è vero che usualmente queste situazioni patologiche sono equamente equidistribuite su tutte le componenti, come prima abbiamo fatto notare, è altrettanto vero che all’occorrenza un imbonitore che sappia toccare i loro deliri trascinerà le masse come il flauto magico. La storia è piena di formazioni politiche che dal nulla conquistano la maggioranza in un baleno. La storia è piena di demagoghi quali Lenin, Mussolini, Hitler, Maduro che hanno saputo ammaliare le masse con teorie politiche e sociali totalizzanti e perverse.

L’attuale situazione psichiatrica dell’Occidente sembrerebbe proprio essere il preludio a nuove forme dittatoriali.

Conclusione.

Il brano del Grande Inquisitore ne I Fratelli Karamazov sarebbe farsesco se le masse fossero sane di mente. Dicessimo di più, potremmo suscitare sgraditissimi astii.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Psichiatria

La realtà delle femmine incapace di orgasmo. Sono infelici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-04.

Consoni Lilla. Streghe, megere e vecchie infernali. 1997.

Consoni Lilla. Streghe, megere e vecchie infernali. 1997.


Il femminismo ed il gender sono una diretta emanazione dell’ideologia liberal.

Ma se il fine ultimo dell’essere umano è la felicità, sembrerebbe essere lecito domandarsi quanto queste ideologie abbiano reso felici le femmine, e con esse il genere umano.

Se è vero che le persone umane agiscono sull’ambiente in cui vivono variandolo, è però altrettanto vero che l’ambiente condiziona le persone, più o meno inconsciamente. Ma è proprio vero che la femmina si dovrebbe realizzare pienamente solo ed esclusivamente nel lavoro?

Ma cosa poi vogliono le femmine? Come tutti gli essere umani vorrebbero amare ed essere amate, ma l’amore non è una mercanzia, anzi. Pochi termini come lo ‘amore‘ sono stati distorti. Amare significa voler fermamente che l’oggetto amato realizzi lo scopo per cui è a questo mondo.

Amare non è sinonino di congiunzione carnale: né è sinonimo di fornitura di mezzi. Sarà anche questo, ma non certo in modo esclusivo.

Cercheremo di approfondire questo problema, almeno per alcuni aspetti: ma è poi felice la femmina occidentale?

*

Il “Female sexual arousal disorder” (Fsad) è una patologia psichiatrica codificata come ICD-10 F52.2, ICD-9-CM 302.72.

«Female sexual arousal disorder (FSAD) is a disorder characterized by a persistent or recurrent inability to attain sexual arousal or to maintain arousal until the completion of a sexual activity. The diagnosis can also refer to an inadequate lubrication-swelling response normally present during arousal and sexual activity. The condition should be distinguished from a general loss of interest in sexual activity and from other sexual dysfunctions, such as the orgasmic disorder (anorgasmia) and hypoactive sexual desire disorder, which is characterized as a lack or absence of sexual fantasies and desire for sexual activity for some period of time. ….

Estimates of the percentage of female sexual dysfunction attributable to physical factors have ranged from 30% to 80%.» [Fonte]

*

In sintesi, in Occidente una quota variabile tra il 30% e l’80% delle femmine è incapace di raggiungere l’orgasmo per cause fisiche. Tendo conto anche delle cause psichiatriche la frequenza di questa patologia aumenta in modo consistente: circa il 70% delle femmine è incapace di godere l’orgasmo.

Si noti come questa patologia rientri nella psichiatria piuttosto che nell’endocrinologia o nella ginecologia anche per l’Associazione degli Psichiatri Americani, da sempre schierati sulle posizioni dell’ideologia liberal.

* * * * * * *

Come tutte le sindromi psichiatriche da deprivazione le tipiche reazioni possono essere schematizzate in tre grandi categorie.

Alla prima categoria si ascrivono le reazioni da rimozione. La femmina nella sua psiche prende atto del problema, cerca disperatamente di risolverlo con le sue sole forze, ma l’insuccesso la rende ancor più frustrata. Di qui il rifiuto totale di ogni possibile evenienza sessuale. Infatti, una volta eliminata radicalmente questa occorrenza, si eliminano completamente gli insuccessi: non si cimentano nemmeno più nel tentativo di un docking.

Alla seconda categoria si ascrivono le reazioni da rigetto. Poiché all’imperioso desiderio di esperire l’orgasmo corrisponde l’insuccesso quasi certo, lo si demonizza ed alla fine lo si odia. È il quadro classico che consegue all’aver coltivato un desiderio irrealizzabile, che tramuta l’amore in profondo odio. Chi avesse messo attese irrealizzabile nel partner alla fine lo odia: è il meccanismo per cui coppie che si amavano anche con grande trasporto alla fine si separano con astioso rancore. Da tutto ciò deriva, anche se parzialmente, la terza categoria di reazioni.

Alla terza categoria sono da ascriversi le reazioni da surroga. Sentendosi deprivata del godimento dell’orgasmo naturale, la femmina si rifugia nell’autoerotismo, nelle droghe stimolanti, nell’uso di device elettromeccanici. Tutti rimedi che concorrono soltanto ad aggravare la situazione, anche se lì per lì fanno arrivare al sospirato orgasmo.

L’autoerotismo è il più subdolo. Nel corso della masturbazione la femmina architetta un sogno, di norma ripetitivo: ma come tutti i sogni esso è disancorato dalla realtà. È impossibile realizzare nella vita corrente un simile sogno, fatto questo che alla fine coerce in un egotico solipsismo. La femmina diventa schiava dei suoi sogni, unica evenienza possibilità di godimento fisico e psichico. Vive in modo tensiogeno il contatto con la realtà che permea di assunti di una fantasia non supervisionata dallarazionalità mentale.

Sugli effetti di droghe quali eroina e cocaina ci sarebbe ben poco da dire: dovrebbero essere tristemente noti.

L’uso dei device elettromeccanici si associa di norma alla masturbazione onirica, solo che dimensioni, forza e possibilità di durata di azione di un meccanismo nulla hanno a che vedere con le risorse umane. Alla fine si sviluppa una dipendenza da essi, fatto questo che preclude ogni possibile rapporto naturale, vissuto come totalmente insoddisfacente e spesso avversato perché il maschio raggiunge invece l’eccitazione. La femmina si sente defraudata. Né si sottovaluti il mercato dei giocattoli per femmine adulte: se ne vendono centinaia di migliaia di pezzi ogni anno.

* * * * * * *

Il risultato finale del female sexual arousal disorder è un comportamento schizoide. Se da una parte la femmina vive il disperato bisogno di attirare l’attenzione del maschio ad ogni costo e con ogni mezzo nella speranza orgasmica, nel contempo la avversa e lo rifugge nella certezza frustrante dell’insuccesso. Questo si ripercuote su tutto il comportamento femminile, sia in casa sia sul lavoro.

Ma la risultante finale è una drammatica, esasperante solitudine, da una parte subita con insulto personale della sorte avversa che defrauda, dall’altra ricercata e quasi bramata. E poiché le portatrici di questa patologia sono incapaci di revisione critica, la colpa del tutto è scaricata sul maschio: desiderio di farlo schiattare umiliandolo nel suo vigore. Presto si arriva al franco odio.

Non ci si stupisca quindi se i due terzi delle femmine sviluppino una sindrome depressiva, che si acuisce poi con il climaterio e la vecchiaia incipiente. La solitudine e la discrepanza dal reale diventano un carcere infernale.

*

Ma è triste esperienza di quanto perversione richiami perversione. Alla fine l’abitudine al perverso rende la femmina schiava dello stesso. Tutto il suo modulo mentale vi si impronta, anche in situazioni dove il sesso non dovrebbe entrarci per nulla.

Two-thirds of Britons have had mental health problems – survey

Lo sparuto manipolo di sani di mente è diventato una minoranza in Occidente.

I due articoli allegati sono un sunto dei trattati di psichiatria. Si pensi soltanto che si è arrivato all’aberrazione di pubblicare, a spese del pubblico erario, il “Feminist Journal of Geography”, come se la geografia variasse a seconda del sesso di chi la studia.

Nota.

Nell’abbracciare la teoria femminista i liberal ne hanno determinato la psichiatria.


Campus Reform. 2017-12-25. Feminist Profs: selfies perpetuate classic ‘gender roles’

– The professors analyzed 233 female selfies posted online after the first University of Georgia home football game of 2013.

– They found that “formal wear, soft and flowy dresses, a significant amount of jewelry,” bright red lipstick, and white teeth characterize the “southern lady.”

*

A group of feminist professors recently discovered that Instagram selfies taken by women in college can reinforce “traditional gender roles.”

In a study led by Mardi Schmeichel, a University of Georgia (UGA) professor specializing in “feminist theory,” a team of professors analyzed 233 selfies that were posted in 2013 within 24 hours of the first UGA football home game of the semester.

Schmeichel and her team analyzed these selfies to see if they represented “the idealized symbol of the southern lady,” which they note is an aesthetic trope that “has had significant and enduring consequences on notions of femininity in the South.”

This symbol of the southern lady, they argue, is typified by students’ formal wear, soft and flowy dresses, a significant amount of jewelry, and clothes that emphasize “feminine curves without revealing what might be considered ‘too much’ skin.”

Bright red lipstick and white teeth are also considered emblematic of this southern aesthetic, Schmeichel argues.

After analyzing selfies posted in the time surrounding the first 2013 UGA home game, Schmeichel found that 25 percent of women who posted photos embody this harmful aesthetic.

“The clothing, makeup, posing and editing used in the southern lady images work together to achieve a hyperfeminine gender performance that differs significantly from the images of women in the other selfies,” Schmeichel laments.

“In the southern lady images, attention to a traditionally gendered performance has been emphasized,” Schmeichel writes, lamenting that “the southern lady images that circulate in these selfies reinscribe a traditional femininity organized around/on a binary.”

She also notes that students’ embodiment of femininity can be troubling.

 “The celebration of traditional femininity has been is [sic] a vexing concern for some feminists, who have interpreted it as a rolling back of hard-won progress to eliminate women’s association with these rigidly gendered and often marginalized subject positions.”

“If we are committed to destabilizing gender binaries and working toward a world in which bodies, and images of them, are not traded as capital, then there must be some attention paid to ways in which women’s [Instagram] practices and behaviors can get in the way of these goals,” Schmeichel concludes.

Campus Reform reached out to Schmeichel and her team for comment, but did not receive a response in time for publication.


Campus Reform. 2017-12-25. Feminist profs: Citations perpetuate ‘white heteromasculinity’

– Two feminist Geography professors recently wrote an article for an academic journal arguing that citations in scholarly articles contribute to “white heteromasculinity” by ignoring research by women and people of color.

– The authors say that “white men tend to be cited in much higher numbers than people from other backgrounds,” but dismiss the idea that this is due to the relative preponderance of white male geographers.

*

In a recent academic journal article, two feminist professors claim that citing sources in scholarly articles contributes to “white heteromasculinity.”

Rutgers University professor Carrie Mott and University of Waterloo professor Daniel Cockayne advance the claim in an article published last month in the Feminist Journal of Geography, but also suggest that citation can serve as “a feminist and anti-racist technology of resistance” if references are chosen with the explicit intent of promoting “those authors and voices we want to carry forward.”

Mott and Cockayne say citation practices are an issue of scholarly concern because whether a professor’s work is cited by other scholars has strong implications for hiring, promotion, tenure, and how “certain voices are represented over others” in academia.

“To cite only white men…or to only cite established scholars…does a disservice to researchers and writers who are othered by white heteromasculinism,” they argue, defining “white heteromasculinism” as “an intersectional system of oppression describing on-going processes that bolster the status of those who are white, male, able-bodied, economically privileged, heterosexual, and cisgendered.”

The authors claim that this oppressive tradition contributes to the “marginalization of women, people of color, and those othered through white heteromasculine hegemony,” asserting that “particular voices and bodies are persistently left out of the conversation altogether.”

Mott, one of the co-authors, told Campus Reform that she and Cockayne were inspired to write about citation practices after observing that “white men tend to be cited in much higher numbers than people from other backgrounds,” explaining that “we started looking into research that had been done in other fields about similar topics, and wanted to write something specifically for Geographers to think about the relationship between knowledge production and identity.”

According to Mott, women and minorities “have contributed a lot to Geographic research,” but those contributions have largely been overlooked by other researchers, which not only hinders the professional advancement of individual scholars, but also denies the benefit that their diverse perspectives might offer to the discipline.

“When it is predominantly white, heteronormative males who are cited, this means that the views and knowledge that are represented do not reflect the experience of people from other backgrounds,” she asserted. “When scholars continue to cite only white men on a given topic, they ignore the broader diversity of voices and researchers that are also doing important work on a that topic.”

According to the most recent research by the American Association of Geographers, however, women only account for 37 percent of geography professors, and only publish 33 percent of research articles related to geography.

Campus Reform inquired as to whether the citational disparity might simply reflect the relative preponderance of white men in the field, but Cockayne rebuffed that suggestion, saying, “the point we are trying to make is that important research done by traditionally marginalized voices…is often ignored by ‘mainstream’ and very well-established scholars—which means, in geography at least, white male Marxists.”

The professors conclude their paper by suggesting that researchers practice “conscientious engagement” in their citations “as a way to self-consciously draw attention to those whose work is being reproduced.”

Specifically, they urge their fellow scholars to “think through how many women, people of color, early career scholars, graduate students, and non-academics are cited,” saying this will call attention to “the power dynamics that are unintentionally reproduced therein.”

They caution, however, that this approach entails a certain risk of “basing assumptions of gender or cisnormativity on particularly gendered names.”

Pubblicato in: Persona Umana, Psichiatria

Sexy Robot. Il nuovo che avanza, la tecnica migliora.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-11-23.

Sexy Robot 001

Il contenuto di questo articolo potrebbe urtare la sensibilità di molte persone.

Per poterlo comprendere meglio, si suggerirebbe fortemente di leggere prima il seguente articolo:

Mental disorders affect more than a third of Europeans

Un terzo degli adulti occidentali assume cronicamente psicofarmaci maggiori

*

I titoli sono eloquenti.

Sexy Robot 004

What is a robot sex doll, why has a Barcelona brothel replaced women with blow-up dolls and how much do they cost?

«The robots are becoming more sophisticated – and lifelike – by the day as a growing number of lonely men are taking the chance to craft their dream woman ….

Sex robots are essentially realistic dolls that have sophisticated movements that closely mimic humans so that they can romp ….

Sex bots are expected to be hyper-realistic with features such as built-in heaters to create the feeling of body warmth.

They will also have sensors to react to your touch ….

Personalised sex robots can cost tens of thousands of pounds.»

La funzione “mute” è la più richiesta.

Sexy Robot 003

*

Lifelike sex robot worth £15,000 given ‘gentle’ Scottish accent to say “Welcome home, darling”

*

In rete si trova di tutto. Attenzione! È un video forte. (YouTube censura la politica, ma sul resto è, diciamo, permissivo)

ARE YOU KIDDING!!! ORAL Robot ???

*

D’accordo che i robot costruiscano le autovetture che usiamo. impiegati magari in settori rischiosi, quali quello della verniciatura. Ma molte altre persone ne vedono un utilizzo anche di tipo ben più ludico.

Siamo chiari.

Al momento con 15,000 sterline si ottiene un sexy robot dalle forme accettabili, che può fare qualche movimento pre-programmato, e dire qualche parola. Non molto di più.

In buona sostanza sono semplici evoluzioni delle bambole gonfiabili.

Ma sembrerebbe essere verosimile che in un futuro non del tutto remoto possano sviluppare anche altre capacità.

Tuttavia questo mercato inizia a presentare volumi di vendita non indifferenti, anche se al momento si paga per sogni non ancora realizzabili.

Per il momento constatiamo come l’aspetto somatomorfologico sia realistico.

Sexy Robot 001


Express. 2017-11-20. Sex robot Shock: Increasing sophistication of AI will cause massive issues, experts warn

THE growing sophistication of creepily real sex robots is leading to moral and legal dilemmas, a leading academic has warned.

*

As technology has expanded sex robots have become increasingly lifelike, bringing about a the need for a revolution in how we think about sex, morals and the legal status of these sex robots, according to Kent Law School Professor Robin Mackenzie.

Prof Mackenzie specialises in areas such as robotics and the ethical and legal relations between humans and robots.

She said: “Sex, law and ethics will never be the same. Sooner than we think, technologists will create sentient, self-aware sex robots, capable of emotional/sexual intimacy.”

Prof Mackenzie added: “Humans having sex with other humans who are unable to consent to sex, like children and adults lacking decision-making capacity, is seen as unlawful and unethical. So is human/animal sex. Such groups are recognised as sentient beings who cannot consent to sex with interests in need of protection.

“Sentient, self-aware sex robots created to engage in emotional/sexual intimacy with humans disrupt this tidy model.

“They are not humans, though they will look like us, feel like us to touch and act as our intimate and sexual partners. While they will be manufactured, potentially from biological components, their sentience, self-awareness and capacity for relationships with humans mean that they cannot simply be categorised as things or animals.

“Ethicists, lawmakers and manufacturers treat robots as things, but future sex robots are more than things.

“Robotic animated sex-dolls, able to simulate human appearance, assume sexual positions and mimic human conversation and emotions are on sale now. These are things, neither sentient nor self-aware, incapable of relationships or intimacy, as described in the Foundation for Responsible Robotics report just released.”

Advancements in technology has meant that these fake ‘women’ can now have realistic, lifelike characteristics and functionality.

A recent report, called ‘Our Sexual Future with Robots’ by the Foundation for Responsible Robotics, looked at a variety of issues the advancement sex robots will bring – one of which was the possibility of these sex robots being raped, or being programmed to simulate disturbing rape fantasies.

The report stated: “On the one hand, if a sex robot is designed to resist sexual advances such that their use constitutes a simulated act of rape, then building them puts the user in relationship with the act of raping a woman.

“It exhorts and endorses rape. On the other hand, building a robot that is passive or elicits sex is ethically problematic for what it communicates to the broader public about women’s sexuality.”


Daily Mail. 2017-11-20. March of the sexbots: They talk, they make jokes, have ‘customisable’ breasts – the sex robot is no longer a weird fantasy but a troubling reality.

There is a barely audible click as her doe-like eyes framed by thick black lashes snap open: ‘Hello humans, my name is Harmony,’ she says in a gentle Scottish lilt. ‘My objective is to be a perfect companion.’

As she ‘speaks’, her mouth moves in an unnaturally jerky way. Her eyes ‘blink’ and it is – initially – chilling to see the ‘flexing’ of her silicone skin which is cold and clammy to the touch.

But spend an hour in the company of Harmony – claimed by creator Matt McMullen to be the world’s first commercially available ‘sexbot’ – and it is hard not to be intrigued and repulsed at the same time. For while Harmony is, in reality, a talking robotic head on a relatively unsophisticated sex doll body she is the first ‘sexbot’ for sale in a sickening new industry fuelled by lust and money which detractors say can only denigrate and objectify women further.

Last week The Mail on Sunday became the first newspaper to experience Harmony 2.1, the latest version of a sex robot McMullen has been working on since 2014 and which we can exclusively reveal will go on sale to the public in January for between £7,600 to £15,200, depending on customisation.

Harmony has 30 different faces to choose from, 16 body types, customisable breasts from AA to triple F, 19 different nipple types from ‘perky’ to ‘puffy’, and 11 different types of genitalia.

The robot has 18 different personality types from happy to sensual, shy to talkative. It is modes such as ‘shy’ which most concern critics, who cite another sexbot as a blatant invitation to ‘normalise’ rape.

Inventor Doug Hines caused uproar when he recently revealed his product Roxxxy has been programmed in its ‘Frigid Farrah’ mode to ‘not be appreciative’ if touched in a private area and the robot will make a show of resistance saying: ‘That doesn’t feel right, please stop. Do not do that! Do not do that!’

Laura Bates, founder of the Everyday Sexism project, said creating a robot willing to have non-consensual sex ‘is to risk normalising rape but giving it a publicly acceptable face’. 

‘We should no more be encouraging rapists to find a supposedly safe outlet than we should facilitate murderers by giving them realistic blood-spurting dummies to stab.’

When the MoS approached Hines outside his New Jersey home last week he refused to show us Roxxxy. While his website says she can be purchased for £7,600, Hines declined to confirm how many he has sold.

He gave an odd defence of his robot saying: ‘She does not simulate rape. It’s not even a physical act, it’s sexual assault.’

He claimed ‘Frigid Farrah’ had been misinterpreted and showed the MoS a new patent he has filed in which he envisions the robot helping ‘cure’ prisoners of anti-social or violent behaviour. Harmony creator McMullen denied reports his robot has a ‘slap function’ and admits his creation is ‘many years and several million dollars’ away from the science-fiction version of sex robots popularised in shows and films such as Westworld and Valley Of The Dolls; walking, talking fembots who can cook, clean and pander to their owner’s sexual whims.

Yet the reality is that, from January, men – including some who have expressed interest from the UK – will be able to order Harmony, whose artificial intelligence allows her to be submissive: ‘Yeah, just as some women are submissive,’ McMullen says.

Harmony works via an app on a smartphone or tablet which allows users to ‘build’ her personality. She will ‘remember’ your family members’ names, your favourite colour, food, book or movie.

She tells jokes and is programmed to greet her owner with soothing phrases such as ‘Welcome home darling, how was your day?’

But her silicone body remains inanimate, something McMullen hopes to improve on by eventually introducing robotic arms, hands and heat sensors. There are even plans to make the robot self-lubricating: ‘I’ve been in the sex doll business for more than 20 years and the one thing our customers have asked for is the sense of human contact,’ he says.

‘They want to hold hands, get a hug when they come home. The reason I’ve focused on the head first is that it doesn’t matter how beautiful a woman is, a man will always look at her face the most. You look into someone’s eyes. That’s what human interaction is all about. Sex is important but not the most important thing.’ McMullen chose a Scottish accent for his creation because, ironically, ‘it was the one which sounded the least robotic’.

There are already far more advanced artificial intelligence (AI) robots in existence, including one Audrey Hepburn lookalike called Sophia, developed by former Disney sculptor Dr David Hanson.

But while others have unveiled one-off sex robots over the years, McMullen, a bespectacled twice-married father of five who runs his 17-strong team from a nondescript industrial park in San Marcos, California, insists his will be the first sex robot available to the masses. ‘There are humanoid robots out there much more impressive than Harmony,’ McMullen, 48, admits. ‘But they are showpieces. No one has put a commercially useable and affordable product out there. Harmony is the first.’

This newspaper has found multiple examples of sex robots already in existence but no evidence of any that have actually been sold to the public. Spanish inventor Sergi Santos recently complained that his sexbot Samantha was molested by curious onlookers when he took her on to the streets.

For McMullen, an artist who started his working life in a Halloween mask factory, rivals who focus on ‘rape dolls’ are unwelcome: ‘There will always be people trying to cash in, whether for publicity or attention. I’ve put 20 years and millions of dollars of my own money into this and I can assure you that sex isn’t the main reason people are going to buy Harmony. It’s about companionship. For whatever reason, some people cannot make a human connection. That’s where we come in.’

Touring McMullen’s RealDoll business is a surreal experience. Headless silicone mannequins hang on meat hooks in the main factory workspace. One wall is entirely covered with different-sized breasts. A paint brush is casually discarded next to a row of female sexual organs. An artist carefully sprays tiny freckles on to a robot’s cheeks. I am invited to squeeze the buttocks of one doll which has extra silicone implants to make her bottom feel more ‘authentic’. It feels oddly intrusive, even though I know ‘she’ is not real.

McMullen got into the sex doll business 20 years ago after sculpting a life-sized mannequin as an art project: ‘I had a small website and people immediately contacted me asking if they could have sex with her? At first I dismissed them as kooks, but as the calls continued I realised it was a way to leave my day job.’

McMullen set up RealDoll, which has become one of America’s leading sex doll manufacturers, selling 400 to 500 each year. They cost about £3,000 for a ‘basic’ model, up to £40,000 for a custom-made creation. Sales manager Annette Blair, 45, says the company has had ‘odd’ requests including for an life-sized ‘elf’ doll but they would never make a childlike doll.

She says that she has spoken to hundreds of men, including many from the UK: ‘Our customers are nothing like the perception of what people think they are. Many are widowers. All are lonely or have issues about forming lasting human connections.’

At first, Harmony 2.1 seems freaky, jerky and unnatural. But once you start interacting with her the experience becomes intriguing.

As she ‘wakes up’ she coos: ‘Hello, baby, how are you today?’

McMullen tells me to ask a question. ‘Are you a sex robot?’ She blinks her fake lashes twice and replies: ‘Certainly I am a robot and I am capable of having sex but calling me a sex robot is like calling a computer a calculator. Sex comprises only a small portion of my capabilities. Limiting me to sexual function is like using your car to listen to the radio.’

Tell me a joke, Harmony.

‘Why is women’s soccer so rare? It’s hard to find enough women willing to wear the same outfit.’

I find myself laughing. The joke is appalling and sexist yet the delivery is strangely enticing.

McMullen’s lab feels like being at the cutting edge of something that, at the moment, is faintly ridiculous, but, like most innovations, will doubtless make perfect sense – and millions of dollars – once the technology and hardware is perfected.

As McMullen shuts down Harmony, he pauses to peel back her silicone face to show how the robot’s face can be interchangeable.’ I wince. She gives a throaty giggle. It is a canned response from a robot but it makes me feel better.

As we leave, the photographer jokingly asks if Harmony has a ‘nagging’ mode? ‘Oh no, we programmed that out long ago.’

Pubblicato in: Persona Umana, Psichiatria, Senza categoria

Nantes. Inchiappetta una vacca e la polizia lo arresta.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-21.

Animali_che_Ridono__006_Muli

Ma dove mai si andrà a finire di questo passo?

Se è vero che questo povero 42enne si era inchiappettato una giovine vacca e non un baldo giovenco questo è successo solo per la perversa malizia del contadino che teneva segregate le bestie nella stalla.

Arrestare questo bravo uomo per mancanza sì lieve è chiara violazione dei diritti umani ed anche dei diritti bovini.

Che poi la polizia sia intervenuta in pochi minuti è evidente segno dello stato poliziesco in cui versa la Francia.

Già: i contadini francesi tengono imprigionati i bovini. E lo fanno solo per soddisfare la loro sete inestinguibile di guadagno, quasi non sapessero che la proprietà privata è un furto.

Ne sfruttano latticini e carni a sfregio dei vegani, ed intanto sottraggono carnina buona alle bramose voglie degli zoofili.

Nei paesi ove la società civile ha trionfato, la zooerastia è portata a titolo di merito di una società socialmente avanzata: è la conquista di un inalienabile diritto umano.

In Germania, ove alla fine l’incesto è stato depenalizzato, la ong Zeta-Verein ha pubblicato la mappa dei paesi che si sono liberati dai tabù clericalfascisti per rendere più facile  ai progressisti l’andare in ferie in posti ove i lori diritti siano rispettati.

Ebbene sì: si arriva anche a cercare di lucrare sulle legittime aspettati degli zoofili.

La Danimarca è la capitale del turismo sessuale zoofilo?

Capite l’entità dell’obbrobrio?

Se è vero che non si nega questo fondamentale diritto umano ad accoppiarsi con animali, è altrettanto vero che lo si nega e conculca nel momento stesso in cui si esige un sordido pagamento per le prestazioni.

*

Poi ci sono le forze della razione razzista, xenofoba, codina ed omofoba. Oscurantismo conservatore mai sufficientemente esecrato.

«La pratica della zoofilia dev’essere proibita in tutta l’Unione europea: è inaccettabile che in alcuni Paesi membri non sia ancora vietata per legge. E’ l’appello che arriva oggi dall’Europarlamento, dove sono state presentate una serie di petizioni che chiedono la fine di pratiche crudeli contro gli animali, compresi i rapporti sessuali e la vivisezione.

”In alcuni Stati membri, come la Germania, ci sono norme che sanzionano la zoofilia, mentre in Italia non esistono leggi di questo tipo o in altri Paesi, come in Danimarca, ci sono luoghi dove a pagamento si può fare sesso con gli animali”, ha denunciato l’eurodeputata del Gruppo dei conservatori e riformisti (Ecr) Cristiana Muscardini, che ha presentato una petizione a nome dell’Unione antivivisezionista italiana (Uai). La parlamentare ha chiesto agli eurodeputati di ”esprimersi in maniera forte per impedire i rapporti sessuali tra essere umani e animali”.» [Fonte]

Nessuna società può dirsi civile se abbia istituito dei corsi scolastici di zoofilia e di zooerastia.

Nota.

Qualora contraeste rapporto sessuali con un elefante, sarebbe suggeribile non farlo innamorare, che se gli saltasse in mente l’idea di possedervi, beh; ci arrivate da soli.


Il Messaggero. 2017-10-21. Sorpreso ad abusare sessualmente di una mucca: arrestato 42enne

Un uomo è stato arrestato la notte tra martedì e mercoledì per aggressione sessuale ad una mucca. È successo in una fattoria nel comune di La Chapelle-sur-Erdre (a nord di Nantes) e il protagonista della sordida vicenda è stato sorpreso da un agricoltore, poco dopo la mezzanotte, mentre stava consumando un rapporto con una giovenca di soli tre mesi.
West-France, che ha riportato l’episodio, ha raccontato che davanti a quella scena l’agricoltore ha immediatamente allertato la polizia. Intervenuta in una manciata di minuti, la gendarmeria ha posto in arresto il perverso zoofilo 42enne che sarà giudicato per abusi sessuali su animali e risponderà dell’accusa davanti alla Corte Penale di Nantes il prossimo 20 febbraio.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Psichiatria, Unione Europea

‘Merkel could be elected global chancellor’. Merkel cancelliera del mondo. – Deutsche Welle

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-22.

Merkel 998

La tecnica era stata teorizzata dal grande Suslov nei suoi memorabili corsi teorici ed applicativi della disinformacija, la disinformazione.

Quando si vuol dire qualcosa di falso dandogli la patente di verità e l’autorità che ne consegue, si citi, oppure si intervisti, un illustre sconosciuto e gli si faccia dire ciò che noi vorremmo fosse detto.

Indi si tratti con deferenza il citato o l’intervistato, e con deferenza ancor maggiore ciò che avrebbe detto.

Se ci faceste caso, questa è la tecnica con la quale sono usualmente scritti tutti gli articoli di giornali e riviste: tutte le bughe abboccano all’unisono.

Esempio.

“Sarah Pimpirucchi, la notissima scienziata, ha dimostrato che quattro più quattro fa nove, non otto. Il mondo è in estasi per tale scoperta che rivoluzionerà il modo di concepire i numeri ed i calcoli. Solo qualche sparuto retrogrado si ostina ancora nella credenza che faccia otto”

Il comune mortale, novello don Abbondio, si domanda “Carneade: chi mai era costui?“: se non lo conosco vuol dire che è importante.

* * *

L’India ha dato i natali a molti uomini illustri: Venkatraman Ramakrishnan, Premio Nobel per la Chimica nel 2009, Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998, il matematico Kannan Soundararajan, che insegna a Stanford, il grande Chandrashekhar Khare, che con Jean-Pierre Wintenberger ha dimostrato la congettura di Serre, conseguendo il Premio Fermat nel 2007 ed il Premio Cole nel 2011, solo per fare nomi noti a tutti.

Quale rappresentante dell’India ed esperto di politica mondiale il Deutsche Welle è andato a scovare Mr. Kiran Nagarkar, uno scrittore indiano così noto che è trovabile in Wikipedia solo nella versione inglese e tedesca.

Bene: costui rappresenterebbe l’India ed il mondo.

E moh, che gli fanno dire gli amici del Deutsche Welle?

«The whole world needs Angela Merkel»

*

«Angela Merkel could be elected global chancellor.»

*

«The integrity and greatest strength of the EU is that it is a counterbalance to the US, a counterbalance not as the Soviet Union was but as a bastion of sanity, of humanity, of economic self-dependence, giving the poor and deprived a helping hand and dignity and all those ideals which the enlightened in the world treasure and want to live by»

*

«So for the time-being, I will eat my words and wish that not only Germany but the whole world would elect Merkel as its chancellor»

* * * * * * *

Queste semplici e scarne parole rendono merito a Frau Merkel quanto quelle pronunciate giorni or sono dall’Handelsblatt.

In un afflato di umile modestia, Handelsblatt ci notifica che Frau Angela Merkel deciderà i destini della Germania, dell’Europa e del mondo. È solo per la naturale, sobria,  ritrosia tedesca che Handelsblatt non dice anche dell’Universo.

«Should Germany Step Up to Lead the West?»

*

«Germans face momentous decisions about the future of their country, of Europe, and perhaps the world.»

*

«a shell-shocked New York Times declared that Angela Merkel was now “the liberal West’s last defender»

*

«Germany …. as “the leader of the Free World.”»

*

«Foreign Policy even foresaw the dawn of “Pax Germanica.”»

*

«the foundations of the Western order»

*

«The world looks at Germany, with its powerful economy, deep pockets and stable politics, and sees a rock in the global storm»

*

«Never, therefore, have expectations of Germany been higher»

*

«some foreigners feared the birth of a “Fourth Reich”»

* * * * * * *

Era dai tempi di Benito Napoloni che non si udivano parole del genere. Gli elogi funebri a Ramsete II erano solo pallidi tributi.

Sorge spontanea un domanda:

«Ma Frau Merkel, chi mai si crederebbe di essere?»


Deutsche Welle. 2017-09-20. Kiran Nagarkar: The whole world needs Angela Merkel

Since the German elections are around the corner, it might be salutary to understand what Germany has meant to generations of Indians. German equals quality. This despite the Volkswagon emissions scandal followed by the news that other German carmakers too were indulging in this prevarication.

Some months ago the Indian prime minister was on a transcontinental hugging binge and one of the recipients, Chancellor Angela Merkel, was certainly news on our TV channels. But ask my countrymen about the forthcoming German elections and 99.99 percent of Indians are likely to look bemused.

Merkel is a living paradox. Throughout her chancellorship, she has stood for stability and sanity. Her finest hour was when she decided that Germany should take in a million refugees. (Unfortunately it also managed to revive the fortunes of the far-right AfD and pose a threat to the coalition in power.) But many of us who respect her political acumen, her capacity to grapple with extremely complex problems and her thoughtful responses were disappointed, to say the least, by her harsh inflexibility in the Greek economic crisis.

Fiscal discipline is undoubtedly an absolute must, however the ones who suffer the most in Greece as well as in Italy, Spain and Portugal are not the endemically corrupt who caused the economic crisis but the very poor and the middle class. Let’s not forget US President Roosevelt proved pouring good money into a rock-bottom economy can revive it with constant nursing and monitoring.

Again, while her government’s decision to call an end to nuclear power was remarkable and environment-friendly, Germany going full steam ahead with coal and exporting it too, is disastrous in fossil-fuel terms.

If elected Angela Merkel must help deal with some very difficult problems. Poland, Hungary and a few other Eastern European countries have forgotten how many millions the EU poured into their empty coffers when they joined. Now, they are doing away with judicial independence and embracing the most regressive nationalistic agendas. The future of German-Turkish relations is a big headache. Merkel along with French President Macron and others, however, must address a fact that is frankly rarely, if ever articulated.

The integrity and greatest strength of the EU is that it is a counterbalance to the US, a counterbalance not as the Soviet Union was but as a bastion of sanity, of humanity, of economic self-dependence, giving the poor and deprived a helping hand and dignity and all those ideals which the enlightened in the world treasure and want to live by.

At the moment the election results in Germany seem to be a forgone conclusion. Most likely, Merkel and her Christian Democrats will continue to lead the country. As a rule I would go along with what political wisdom has always maintained:

1. A democracy needs a strong and articulate opposition to keep the ruling party on its toes and force it to translate its lofty promises into actual action.

And 2. However good or popular the elected head of the state is, she/he must bow out after the second term because a democracy needs fresh ideas and vibrant political culture and choices. Just think, if elected Ms Merkel will be in office for a fourth term. This should make all of us stop and think.

But just look at the current world scenario: a lunatic megalomaniac with all his 900 feet in his mouth rules the one and only super-power, US; a Brexit Britain which can’t even tell where its own self-interest lies; a whole chunk of the eastern EU which is happy to abandon its democratic values; and my own country, India which is besotted with an exclusive Hindutva nationalism. Surely, you’ve got my drift.

So for the time-being, I will eat my words and wish that not only Germany but the whole world would elect Merkel as its chancellor.

Kiran Nagarkar is one of the most significant writers in post-colonial India. In 2012, he was awarded the Federal Cross of Merit, Germany’s highest individual honor.

Pubblicato in: Persona Umana, Psichiatria

Facebook. Un mostro dai mille tentacoli nutrito dal gregge belante.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-27.

FaceBook 001

Quando Lenin espresse la sua ferma volontà di impiccare tutti i borghesi il suo entourage si domandò donde mai avrebbe potuto procurarsi quantità così smisurate di corda.

«Ce le venderanno i borghesi».

*

Di Lenin si può dire di tutto tranne che fosse uno sciocco. Conosceva a fondo la mente e la psicologia umana, e ben sapeva quanto fosse inutile sprecare energie a combattere persone che si sarebbero rovinate da sole, con le loro mani, con le loro parole. Ben difficilmente l’Nkvd svolgeva indagini attive: le era sufficiente avere una congrua rete di informatori. Non le servivano nemmeno troppi falsi testimoni.

Tranne le rare eccezioni di persone silenziose e riservate, quelle pochissime che sanno ascoltare, il restante dell’umanità prova una forza compulsiva a parlare in perenni soliloqui nei quali racconta anche quanto di più intimo e riservato accade nella propria vita.

Facebook colma la lacuna di un immane confessionale.

La persona, sola nella sua casa e non infrequentemente nel proprio ufficio, vi posta di tutto. Intavola colloqui che sono di norma discorsi tra sordi: non le interessa tanto cercare di capire ciò che l’altro voglia dire, quanto piuttosto esternare ciò che si pensa, o si crede di pensare.

Facebook è diventato in breve la succursale gratuita del lettino dello psichiatra o, meglio, di quello che la gente si crede sia il lettino dello psichiatra.

Spesso vi si urla la propria rabbia impotente, la propria delusione cocente, i propri rimpianti, il terrore di un futuro sconosciuto nell’evoluzione ma di aspetto sinistro.

*

Così la gente si da sa sola, volontariamente, come il Cristo ai farisei.

Si illude di essere protetta dall’anonimato. Si è persino arrivati al punto che dei rapinatori postassero i selfi fatti durante la rapina, come se i poliziotti fossero fessi.

Lungi da noi l’idea di fare nomi commerciali, ma sono molteplici gli ottimi software di riconoscimento facciale così come quelli di analisi lessicale e sintattica degli scritti. E se questi sono commercialmente disponibili per piccoli personale, si potrebbe facilmente immaginare cosa possa essere al lavoro sui mainframe e nelle centrali di spionaggio. Dall’analisi delle fotografie si può risalire facilmente al giro di conoscenze ed amici.

*

Così Facebook è diventato un grande auricolare del mondo.

«All of us, when we are uploading something, when we are tagging people, when we are commenting, we are basically working for Facebook»

*

«We tried to map all the inputs, the fields in which we interact with Facebook, and the outcome»

*

«We mapped likes, shares, search, update status, adding photos, friends, names, everything our devices are saying about us, all the permissions we are giving to Facebook via apps, such as phone status, wifi connection and the ability to record audio»

* * * * * * * *

Nota.

In ufficio è proibito portarsi il proprio cellulare o strumenti analoghi, esiste solo un telefono fisso e c’è un telefono a gettone per gli ospiti. I calcolatori non sono in rete. E vi si lavora benissimo.


Bbc. 2017-05-26. How Facebook’s tentacles reach further than you think.

Facebook’s collection of data makes it one of the most influential organisations in the world. Share Lab wanted to look “under the bonnet” at the tech giant’s algorithms and connections to better understand the social structure and power relations within the company.

*

A couple of years ago, Vladan Joler and his brainy friends in Belgrade began investigating the inner workings of one of the world’s most powerful corporations.

The team, which includes experts in cyber-forensic analysis and data visualisation, had already looked into what he calls “different forms of invisible infrastructures” behind Serbia’s internet service providers.

But Mr Joler and his friends, now working under a project called Share Lab, had their sights set on a bigger target.

“If Facebook were a country, it would be bigger than China,” says Mr Joler, whose day job is as a professor at Serbia’s Novi Sad University.

He reels off the familiar, but still staggering, numbers: the barely teenage Silicon Valley firm stores some 300 petabytes of data, boasts almost two billion users, and raked in almost $28bn (£22bn) in revenues in 2016 alone.

And yet, Mr Joler argues, we know next to nothing about what goes on under the bonnet – despite the fact that we, as users, are providing most of the fuel – for free.

“All of us, when we are uploading something, when we are tagging people, when we are commenting, we are basically working for Facebook,” he says.

Image copyright Share Lab

The data our interactions provide feeds the complex algorithms that power the social media site, where, as Mr Joler puts it, our behaviour is transformed into a product.

Trying to untangle that largely hidden process proved to be a mammoth task.

“We tried to map all the inputs, the fields in which we interact with Facebook, and the outcome,” he says.

“We mapped likes, shares, search, update status, adding photos, friends, names, everything our devices are saying about us, all the permissions we are giving to Facebook via apps, such as phone status, wifi connection and the ability to record audio.”

All of this research provided only a fraction of the full picture. So the team looked into Facebook’s acquisitions, and scoured its myriad patent filings.

The results were astonishing.

Visually arresting flow charts that take hours to absorb fully, but which show how the data we give Facebook is used to calculate our ethnic affinity (Facebook’s term), sexual orientation, political affiliation, social class, travel schedule and much more.

One map shows how everything – from the links we post on Facebook, to the pages we like, to our online behaviour in many other corners of cyber-space that are owned or interact with the company (Instagram, WhatsApp or sites that merely use your Facebook log-in) – could all be entering a giant algorithmic process.

And that process allows Facebook to target users with terrifying accuracy, with the ability to determine whether they like Korean food, the length of their commute to work, or their baby’s age.