Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Mancano i medici. Secondo il Sole saranno sostituiti dalla intelligenza artificiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-03.

Heisenberg 001

Più passa il tempo e più si apprezzano le parole dell’on Calenda

Calenda. ‘Al pd serve il presidente della associazione di psichiatria.’.

A nostro sommesso avviso però l’internamento in un manicomio competerebbe non solo alla dirigenza, ma anche ai loro iscritti.

* * * * * * *

Come ogni stato del socialismo reale che si rispetti, anche in Italia esiste un Gosplan, abbreviazione di Gosudarstvennoe Planovij Komitet, commissione statale per la pianificazione, che determina il numero di persone che possono iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia. Il pd ha accuratamente colonizzato ogni sia pur remoto posticino di burocrate: analfabeti di ritorno ma fedelissimi dell’on Renzi.

Nulla deve sfuggire al controllo dello stato. Ci mancherebbe altro!

Vi lavorano tutte le migliori menti della nazione.

Mica roba da Premi Nobel: chiunque in fondo può conseguire questo premio. Basta soltanto che scopra la teoria della relatività oppure il neutrino. Quello riportato in fotografia ha scoperto il principio di indeterminazione., conquistandosi fama immortale

Per fare il funzionario nel Gosplan ‘de noiatri‘ devi avere almeno una ambitissima tessera del partito interno ed essere il fedele interprete del volere dei potenti. Se poi si fosse figli di …. oppure amanti di …. allora molte difficoltà si appianerebbero.

*

«Aumentano le chance per i maturandi che aspirano al camice bianco. E anche quelle per gli aspiranti veterinari e architetti. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato i decreti sui corsi universitari ad accesso programmato nazionale (Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni sanitarie, Architettura e Scienze della formazione primaria) con la specifica dei posti per ogni ateneo. E rispetto al 2017, aumentano i posti in tutte le facoltà.

Medicina e Odontoiatria, quelle più gettonate, avranno rispettivamente quasi 800 (da 9.100 passano a 9.779) posti e quasi 200 (si passa dai 908 del 2017 ai 1.096 del 2018) posti in più rispetto all’anno scorso. Una buona notizia per le migliaia di ragazzi e ragazze che si preparano ad affrontare il quizzone ministeriale. L’anno scorso si presentarono in 60mila e quest’anno potrebbero anche aumentare.» [Fonte]

* * * * * * *

Immigrati. Rimpiazzeranno gli 11,800 medici che mancano.

Italia. 169 vecchi ogni 100 giovani. Si prospettano tempi crudeli.

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

Il Sole 24 Ore pubblica un simpaticissimo articolo:

La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale.

«Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).»

*

«Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.»

*

«Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare.»

*

«FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.»

*

Fino a qui nulla di anormale. Si nota anche come inizi a comparire citata la soffocante burocrazia e la incosciente facilità di rimando a giudizio dei medici, laddove alla fine, dopo una decina di anni, arriva quasi invariabilmente l’assoluzione oppure il non luogo a procedere. Ma intanto una vita ed una carriera sono state rovinate e, guarda caso, quasi sempre con denuncie sporte qualche giorno prima dell’espletamento di un concorso.

Ma il Sole 24 Ore mica che si ferma qui: ci mancherebbe!

Se sicuramente il progresso tecnologico, ivi compreso l’uso di programmi di intelligenza artificiale possano concorrere a migliorare l’efficienza del servizio sanitario, pensare che l’intelligenza artificiale possa vicariare il sanitario è idea tipicamente liberal. Roba da pazzi.

Mancano, e mancheranno sempre più medici pediatri (6,001 pensionamenti contro 2,900 assunzioni), internisti ( 4,119 pensionamenti contro 2,280 assunzioni), e così via.

Quando il neonato starà male che faremo? Gli daremo un modulo da compilare?

Quando il vecchietto avrà la bronchite in casa, chi andrà a visitarlo? Un ingegnere elettronico?

*

Siamo chiari.

Utilizzeremo più che volentieri l’intelligenza artificiale quando questa avrà dimostrato di vicariare l’essere umano.

Un buon test potrebbe essere la verifica di come sappia prevedere i listini di borsa.


Sole 24 Ore. 2018-09-30. La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale

Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).

Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.

Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare. I dati più recenti in materia purtroppo risalgono al 2013 e sono inclusi in uno studio condotto da STEM su dati Agenas. Le differenze regionali saltano subito all’occhio: un dirigente medico costa mediamente 226 mila euro a Bolzano, 143 mila a Trento, 123 mila in Valle d’Aosta e 102 mila euro in Sardegna, 105 mila euro in Toscana e 107 mila euro in Umbria. Lasciando da parte Bolzano, un dirigente medico in Umbria costa alla sua regione oltre 30 mila euro in meno rispetto a un collega di Trento.

Tutto questo significa che chi lavora ha un carico enorme sulle spalle. Si chiama “sindrome da burnout” e mette a rischio buona parte della qualità delle cure mediche. In Italia, un’interrogazione  parlamentare presentata da FNOMCEO(Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.

Viene da chiedersi se forse anche la tecnologia possa venire in aiuto ed è senza dubbio interessante osservare che cosa sta accadendo in Cina, che negli ultimi anni ha investito pesantemente nella riforma sanitaria negli ultimi anni, per far fronte all’invecchiamento della popolazione e anch’essa alla carenza di personale. La Cina conta 1,8 medici praticanti su 1.000 cittadini, rispetto ai 2,6 degli Stati Uniti e ai 4,3 della Svezia.

Come riportano gli esperti del World Economic Forum , nel 2017, la città di Guangzhou ha aperto la prima clinica in Cina per diagnosticare la cataratta – con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Si prevede che lo strumento possa risparmiare tempo indirizzando i pazienti verso il miglior specialista per le loro esigenze, consentendo di trattare più pazienti. Yu Weihong, un oftalmologo presso Peking Union Medical College Hospital, in un’intervista di pochi mesi fa al New York Times dichiarava che a fronte dei due giorni che impiega lui stesso ad analizzare le immagine degli occhi dei pazienti da discutere poi con i colleghi, ci sono software di AI in grado di farlo in tempi enormemente inferiori. E non stiamo parlando di una tecnologia sconosciuta. Il software – spiega Weihong – è stato sviluppato da una start-up che ha raccolto 28,5 milioni di dollari da compagnie importanti della Silicon Valley, fra cui Sequoia Capital.

Secondo Yiou Intelligence, una società di consulenza con sede a Pechino, circa 131 aziende cinesi stanno attualmente lavorando per applicare l’IA nell’assistenza sanitaria, ma attenzione: non per sostituire i medici, ma per supportarli, come una sorta di assistente personale “intelligente”, ad esempio aiutandoli a ottenere una rapida panoramica di tutte le informazioni clinicamente rilevanti di un paziente. “Combinando i metodi di intelligenza artificiale come l’elaborazione del linguaggio naturale e l’apprendimento automatico con la conoscenza clinica – si legge – è possibile raccogliere tutte le informazioni clinicamente rilevanti del paziente in un unico posto. I medici possono così dedicare meno tempo alla raccolta di queste informazioni spesso sparse contenute in report non strutturati e quindi meno tempo seduti davanti a uno schermo per ottenere un’immagine completa del paziente.”

Sicuramente non basterà questo tipo di supporto per agevolare il lavoro della classe medica e tappare gli attuali buchi a livello di organico, ma in alcuni casi la tecnologia potrebbe diventare un valido alleato per velocizzare e rendere più agevoli alcuni aspetti del lavoro quotidiano dei medici.

Annunci
Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. La denatalità che travolge la società.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-29.

Allucinazioni 001

La scienza demografica riesce a fare previsioni ragionevoli perché per sua natura ha dei parametri certi. Il parametro cardine è costituito dal fatto che l’essere umano necessita di nove mesi di gestazione e può entrare nel mondo del lavoro come minimo dopo diciotto anni, che salgono a trenta se dovesse seguire corsi universitari, master compreso.

Usualmente le nozze / convivenza accadono quando le persone abbiano trovato un lavoro dignitoso.

*

Le femmine italiane hanno un tasso di fertilità di 1.34, laddove il tasso di steady-state sarebbe 2.1.

La conseguenza è semplice: la popolazione autoctona italiana tende a scendere, avviandosi alla scomparsa.

Il problema è stato preso molto, ma molto alla leggera, soprattutto per un problema legato alla mentalità imperante che propugna la limitazione delle nascite e, qualora la femmina abbia concepito, il passo dell’aborto. La prole è vista cme un peso da cui guardarsi.

Con eguale leggerezza è stata smantellata accuratamente l’istituzione matrimoniale, concedendo separazioni e divorzi in modo quasi automatico, a semplice richiesta di parte. Al massimo, il rapporto matrimoniale è rimasto estinto nel suo aspetto di rapporti economici. Ma mentre il divorzio annulla tutte le conseguenze giuridiche del matrimonio, non ne estingue l’obbligo al mantenimento del coniuge: da questo punto di vista in Italia il matrimonio è tutelato persino meglio di quello ecclesiastico. Gli impegni economici che ne derivano sono semplicemente eterni.

Le attuali leggi sulla famiglia fanno tutto l’umano possibile per scoraggiare sia il mantenere unito il nucleo familiare sia il procreare la prole. La maternità è quasi non protetta e gli assegni familiari di una volta sono solo un deriso ricordo. La possibilità di frequentare asili nido è scarna.

La religione era ed è un potente mezzo di coesione e tutela del vincolo familiare, ma anche la religiosità è stata avversata.

Si badi bene.

La denatalità è un probema di Weltanschauung, non un problema meramente economico.

*

Questo fenomeni portano ad una decrescita della popolazione, ma questo non è il problema maggiore.

Il decremento non colpisce in modo omogeneo tutte le classi di età, ma solo ed unicamente la classe giovane. Il rapporto vecchi / giovani tende ad aumentare in continuazione e passa livelli critici.

Iniziano a mancare i giovani da immettere nel mercato del lavoro e per l’assistenza agli anziani.

Italia. 169 vecchi ogni 100 giovani. Si prospettano tempi crudeli.

Istat: Italia in declino demografico, più vecchi e soli

La scuola ha insegnanti vecchietti.

Immigrati. Rimpiazzeranno i 11,800 medici che mancano.

La storia ci da ampie dimostrazioni che nelle fasi di spopolamento i problemi maggiori e le maggiori tensioni non avvvengo a processo ultimato, bensì nelle fasi di transitorio, quando gli squilibri tra anziani e giovani sono più evidenti e maggiormente percepiti.

I vecchi necessitano di giovani che li accudiscano. Non sono autosufficienti: potranno essere anche ricchi, ma avranno pur sempre bisogno di un qualcuno che dia loro un brodino e li cambi quando si sporcano. Molti affermano, ostentando una grande sicurezza di quanto dicono, che si importeranno badanti. Ma una badante costa attorno ai 18,000 euro l’anno, più le spese di vitto ed alloggio. È un lusso che ben pochi possono permettersi. Non solo, in Italia si enumerano un po’ meno di 400,000 posti in ricoveri per anziani, che per loro natura sono lungodegenti: ma i vecchi sono quasi dieci volte tanti.

In una collettività fisiologicamente sana, si dovrebbero avere almeno tre giovani per ogni anziano.

Il futuro degli anziani è davvero terrificante. Per averne un assaggio, si vada in un qualche gerontocomio a vedere.

Dovrebbero ricevere assistenza pubblica solo quanti abbiano figliato.


Ansa. 2018-09-22. Italia fra 100 anni, per esperti solo 16 milioni di abitanti

La proiezione emersa nel Festival Statistica a Treviso

*

L’Italia fra 100 anni – a condizioni invariate rispetto ad ora – potrebbe veder crollare la propria popolazione, arrivando a poco più di 16 milioni di abitanti rispetto ai 59 mln 423mila attuali. Un puro esercizio statistico, che secondo gli studiosi deve far riflettere però sulle politiche per la natalità e il sostegno alle famiglie.

L’inquietante proiezione è emersa oggi a Treviso nella seconda giornata di Statistcall, il Festival della Statistica. In un programma informatico sono stati inseriti il tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), per capire – con tutte le altre condizioni alla pari – quante persone abiteranno a Penisola nel 2018: poco più di 16 milioni è stato il responso. “Perché ciò si verifichi tra cento anni, anche se già tra 20 anni saremo comunque 8 milioni in meno – ha detto il prof. Matteo Rizzolli della Lumsa di Roma – è sufficiente comportarsi come adesso, cioè non fare nulla per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia”.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

California. 12% della popolazione e 33% sotto soglia povertà.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-19.

California 001

La California è uno stato dalle grandi contraddizioni.

Se è vero che in California risiedono numerosi miliardari, se è vero che posti come Hollywood rigurgitino di ricchezza, sarebbe altrettanto vero ricordare che pur avendo il 12% della popolazione della federazione ha il 33% delle persone che vivono sotto la soglia della povertà. Il 60% dei residenti è senza lavoro stabile.

Basta solo lasciare il centro delle metropoli e visitare i suburbi: lì la povertà la si vede e la si tocca con mano.

* * *

«According to the United States Census Bureau Supplemental Poverty Measure, California has the highest poverty rate in the country»

*

«One in five people in California are living in poverty and the state’s residents account for 33% of all those on welfare in the United States, despite the state only being 12% of the country’s population»

*

«The state spent $958 billion on welfare programs between 1992-2015»

*

«According to the study, 60% of Californians are jobless and living in poverty.»

*

«One contributing factor to their high poverty levels is their lack of affordable housing. Housing in California has become increasingly out of reach for the middle class due to building regulations and space constraints. This has caused housing to consume far more of the average residents income than in other parts of the country, leaving them with less money for food, transportation, healthcare and other services»

* * * * * * * *

Tutto ha una spiegazione logica.

Lo stato della California è un ‘santuario‘ dell’immigrazione illegale: persone che non parlano la lingua, a basso tasso di istruzione, di quasi impossibile inserimento nel ciclo produttivo sono attivamente richiamate e poi lasciate in tale situazione precaria.

Il nodo consiste nel fatto che, almeno fino alla riforma varata dal Presidente Trump e che sta trovando attuazione nei tempi tecnici necessari, la legge dava la possibilità di mettere in detrazione dalla tasse federali le tasse pagate agli stati.

Lo stato della California aveva così imposto tasse statali molto elevate, che però non gravavano sui cittadini californiani bensì erano ripartite su tutti i cittadini della federazione. Le tasse statali erano del tutto trasparenti per i cittadini californiani.

Grazie a questa alchimia fiscale il budget della California permetteva di spendere, inter alias, 42 miliardi di dollari per interventi assistenziali, per mantenere, sia pure sobriamente, la popolazione sotto la soglia della povertà.

La sussistenza di costoro dipendeva, dipende, strettamente dall’elargizione governativa, diventando di fatto clientes del partito al governo, ossia dei liberal democratici.

Nessuno dovrebbe quindi stupirsi del perché la California sia un feudo liberal particolarmente roccioso.


CDP. 2018-09-12. $958 Billion Welfare, California Has Highest Poverty Rate In America As 60 Percent Baffles Democrats.

Nancy Pelosi represents California’s 12th district who advocates for policies like mass immigration which contribute to the states crippling poverty rate.

*

According to the United States Census Bureau Supplemental Poverty Measure, California has the highest poverty rate in the country. One in five people in California are living in poverty and the state’s residents account for 33% of all those on welfare in the United States, despite the state only being 12% of the country’s population. The state spent $958 billion on welfare programs between 1992-2015. According to the study, 60% of Californians are jobless and living in poverty.

California is a sanctuary state and is often championing movements which find ways to grant protections and entitlements to immigrants at the expense of Americans. While an astronomical 30% of Americans in California are receiving means-tested welfare, this pales in comparison to the 55% rate of use by immigrant families consuming this type of welfare. The state is handing over tons of cash to foreign nationals at the expense of Americans.

One contributing factor to their high poverty levels is their lack of affordable housing. Housing in California has become increasingly out of reach for the middle class due to building regulations and space constraints. This has caused housing to consume far more of the average residents income than in other parts of the country, leaving them with less money for food, transportation, healthcare and other services.

The state simply does not have enough jobs to support the hordes of immigrants they have taken in. The minority of the population who do hold jobs in California are often competing with illegals for work and having their wages suppressed by the mass migration of people from the third world who are willing to work much less an American whom expects a living wage be paid for their labor.

Democrats in California have consistently rejected forcing work requirements on the able-bodied individuals who receive welfare. Forcing those who can work to look for a job and/or maintain employment before receiving benefits is a policy unpalatable for the democrats who control the state.  Americans in California are mostly jobless and the ones who can find work are actually having their money taken through the highest state income tax in the union to support immigrants, the majority of which are on welfare.

The current system in place in California is unsustainable, according to a memorandum sent to Senator Boxer from Legislative Director Sean Moore and Senior Economic Advisor Marcus Stanley, “…the estimate that in 2009 California received $1.45 in Federal expenditures for each dollar paid in taxes is conservative and likely to be an underestimate.” However, the most recent Legislative analysis concluded that in 2015 the state received $0.99 for every dollar contributed in federal taxes, meaning the state was able to reign in some of its spending or mitigate it through higher state taxes.

Over the past two decades the state has increased taxes on its resident, on both their income and their purchases, i.e. gasoline. The state has also been continuously flooded with poor economic migrants, who are using up a huge portion of the available assistance paid for by and initially implemented to help Americans. California lost more Americans, who are statistically net contributors to overall tax revenue, in a mass exodus in 2017 than any other state, only to be replaced by foreign nationals who are a statistical net drain on their tax revenue, and a burden to their schools, roads and infrastructure.

California under Democratic rule has seen a rapid decline in both its ability to sustain itself and the quality of life for most of their residents. Their population of poverty stricken is vastly disproportionate to their overall population. Policies which continue to flood the state with parasitic foreign nationals while continuing to raise taxes on the contributing population will only push more people out of the state, evaporating their tax base.

The poverty-stricken California is a sad condition for the state to be in, and if the state is able to lobby the government to provide Amnesty for DACA recipients, something they claim to want, the decline will only accelerate. The Congressional Budget Office conducted a study and found about one in four DACA recipients to be functionally illiterate in English.

Granting hordes of unskilled and illiterate foreign nationals will allow them to apply for more benefits than they are currently consuming wildly out of proportion, hindering the states ability to turn around this disturbing trend.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Inizia a disgregarsi. Siamo all’inizio di una martoriata agonia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-30.

Merkel muss weg

I tedeschi sono un popolo ben strano. Solo che certe stranezze si pagano ed anche molto amaramente.

Per decenni i governi tedeschi, validamente aiutati delle ngo operanti sul suolo tedesco, hanno portato avanti una sistematica campagna di demolizione dell’istituto familiare, di separazione e divorzio ultrafacilitato e quasi di norma favorito, cui si è associata una violentissima campagna volta a ridurre il numero delle nascite. Dalla pillola anticoncezionale, alla spirale, all’aborto: il 14% delle gravidanze risulta essere stato interrotto dall’aborto.

A tutto ciò si associa nelle scuole elementari e medie inferiori l’introduzione dell’educazione sessuale: insegnamento nei fatti dedicato ad insegnare tutte le pratiche anticoncezionali.

L’attuale Weltanschauung tedesca considera la gravidanza alla stregua di una malattia da evitarsi. Non è un mero fenomeno economico: è un problema culturale.

Nulla da stupirsi quindi che se ne vedano gli effetti e l’inizio della fine, della estinzione degli autoctoni.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

*

Essendo il numero dei giovani significativamente ridotto, ne consegue che è ridotta l’immissione nel mondo del lavoro di forze nuove, almeno a rimpiazzo a quelle anziane che si ritirano in pensione. Nel settore della scuola erano già suonati numerosi campanelli di allarme.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

In Germania mancano disperatamente i così detti ‘skilled workers‘, ossia persone uscite dalle mitiche Berufsschulen, con un ciclo di studi della durata di circa quattordici anni. L’idea di poterli rimpiazzare con un immigrato si è dimostrata essere priva di ogni fondamento.

Ma questo sarebbe ancora il problema minore.

La Germania deve a breve rimpiazzare milioni di lavoratori con tempi di preparazioni varianti dai venti ai trenta anni di studio e con il perfetto dominio della lingua: maestri elementari, professori delle scuole, infermieri, professori universitari, funzionari degli istituti di credito, ricercatori, burocrati e funzionari dello stato. L’idea di mettere un ‘marocchino’ ad insegnare tedesco in una cattedra universitaria farebbe sganasciare dal ridere, se non fosse stato proposto nel parlamento tedesco.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

«A new study by the Bertelsmann Stiftung has revealed that elementary schools in Germany are facing a shortfall of 35,000 teachers. By 2025, there will be a need for 105,000 new primary school teachers»

*

Di questi giorni è suonato un altro campanello di allarme.

«Unqualified retirees and trainees are filling a gap left by teachers exiting the profession due to rising class sizes and difficulties with foreign languages of new pupils»

*

«The “dramatic shortage” of teachers is the worst Germany has seen for nearly three decades»

*

«There are currently around 10,000 teaching positions left unoccupied, and there are about 30,000 posts that are provisionally filled by non-teachers, newcomers, retirees and students»

*

«In Berlin, 70 per cent of newly hired primary school teachers are without any educational background»

*

«a “whole generation” of school pupils will be harmed by the shortage»

*

«The job has become more demanding, with bigger classes being filled with children who are at different levels»

*

«Many children also have language difficulties, she said. As a result, a lot of new teachers don’t last long in the profession»

*

«To solve the problem, GEW says there needs to be room for more pupils in schools»

*

«If the crisis is not addressed, the already “drastic situation” will only intensify, GEW warns»

* * * * * * *

L’unico modo per risolvere una crisi di denatalità è quello di riprendere a fare figli.

Ma, come abbiamo già detto, non è solo questione di aiuto economico alle famiglie con prole.

Senza un cambio di Weltanschauung il disastro diverrà in breve irrisolvibile: i tempi biologici non possono essere accorciati con un editto politico. 


The Telegraph. 2018-08-27. German schools in crisis amid teacher exodus

Unqualified retirees and trainees are filling a gap left by teachers exiting the profession due to rising class sizes and difficulties with foreign languages of new pupils, teachers groups in Germany have warned.

The “dramatic shortage” of teachers is the worst Germany has seen for nearly three decades, Heinz-Peter Meidinger, president of the German Teachers Association, said in comments published across German media on Monday.

“There are currently around 10,000 teaching positions left unoccupied, and there are about 30,000 posts that are provisionally filled by non-teachers, newcomers, retirees and students,” Mr Meidinger said.

In Berlin and Saxony the situation is particularly bad, according to Mr Meidiner. “In Berlin, 70 per cent of newly hired primary school teachers are without any educational background,” he told the Passauer Neue Presse newspaper. He added that a “whole generation” of school pupils will be harmed by the shortage.

Teachers in the country are under increasing pressure, Marlis Tepe, president of the The German Union of Education and Science (GEW) told Germany’s tagesschau24 television channel earlier in August. The job has become more demanding, with bigger classes being filled with children who are at different levels, Ms Tepe said. Many children also have language difficulties, she said. As a result, a lot of new teachers don’t last long in the profession.

To solve the problem, GEW says there needs to be room for more pupils in schools. “In the short term, however, we have to resort to extra measures,” Ms Tepe said. “Colleagues without a teacher training course need at least a crash course of several weeks to prepare.”

If the crisis is not addressed, the already “drastic situation” will only intensify, GEW warns. Well-trained teachers will move to good schools, while already struggling schools will be left to make do with inexperienced people teaching in classrooms.

Schools in Germany have also been slammed for not doing enough to tackle anti-semitism, which has grown in classrooms in recent months.

Josef Schuster, president of The Central Council of Jews in Germany, on Sunday criticised the use of “anti-Semitic stereotypes” in school textbooks. Mr Schuster said teachers must now be given special training to stamp it out.

Pubblicato in: Demografia, Stati Uniti

Stati Uniti. Il crollo della nascite yankee si associa a quello dei democratici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-17.

2016-11-09__Stati_Americani__001

L’Università del Wisconsin – Madison, si è dotata del laboratorio Apl.

«The Applied Population Laboratory (APL) is a group of research and outreach professionals in the Department of Community and Environmental Sociology at the University of Wisconsin-Madison.»

Questo Laboratorio lavora in stretto contatto con il Census Bureau.

«APL has an affiliation with the U.S. Census Bureau through the State Data Center Program, a network of state and university agencies across the country partnering with the Census Bureau to provide access to census data and products, training related to census data and products, and feedback to the U.S. Census Bureau. The APL shares responsibilities with the Wisconsin Demographic Services Center for providing the State Data Center function for the state of Wisconsin. In this role, the APL disseminates data and provides outreach, training, and technology transfer focused on U.S. Census Bureau products and programs which respond to the needs of data users at the local level.»

*

«Our demographic specialists can develop estimates and projections at a variety of scales, from local to national. The APL team has particular expertise in helping school districts plan for the future with enrollment projections. Our goal is to not only produce estimates and projections products, but to help our clients understand past and current trends and to prepare for a changing demographic future.»

* * * * * * *

Di questi tempi l’Applied Population Lab è uscito con un ponderoso Report:

White Deaths Exceed Births in a Majority of U.S. States

Sarebbe opportuno leggerlo in toto non solo per la sua portata demografica, ma anche perché alle mutazioni demografiche si accompagnano mutazioni politiche.

Data la lunghezza del Report, ne riporteremo solo alcuni abstract, anche se il testo del presente articolo è scritto sulla scorta del Report nella sua globalità.

* * * * * * *

«In 2016, more non-Hispanic whites died than were born in twenty-six states; more than at any time in U.S. history.»

*

«Some 179 million residents or roughly 56 percent of the U.S. population, lived in these 26 states»

*

«In contrast, non-Hispanic white (hereafter referred to as white) deaths exceeded births in just four states in 2004 and seventeen as recently as 2014.»

*

«White deaths also exceeded white births in the nation as a whole for the first time in U.S. history in 2016, according to data from the National Center for Health Statistics.»

*

«the substantial surplus of Latino births over deaths together with past immigration have contributed enormously to the growing diversity of the United States»

*

«the rising incidence of white natural decrease due to aging and below-replacement fertility among the 61 percent of the population who are white»

*

«The white natural loss of 39,000 in 2016 compares to a natural gain of 393,000 in 1999»

*

«In 2016, whites accounted for 77.7 percent of all U.S. deaths, but just 53.1 percent of births.»

*

«Demographers use the birth-to-death ratio (BDR) to track the changing relationship between fertility and mortality in a population. For whites, the BDR fell from 1.21 in 2000 to just 0.98 in 2016»

*

«there were 4.9 Latino birth for every Latino death, 3.9 Asian births for every Asian death and 1.7 African American birth for every African American death»

*

«Several states have protracted white natural decrease. It has been occurring for more than a decade in Florida, Pennsylvania, Rhode Island, West Virginia, California, New Mexico and Connecticut»

*

«state-level white natural decrease is occurring in populous states with diverse economies and numerous metropolitan areas such as California, Florida, Pennsylvania, New Jersey, Arizona, Massachusetts and more recently in Ohio and Michigan.»

*

«First, the percentage of the white population that is 65 and older in 2016 reflects the age structure of the state»

*

«Second, the percentage of white women who are in their childbearing years (15–44) in 2016 signifies the relative share of women who are capable of giving birth»

*

«Third, the white total fertility rate in 2016 represents the average number of births per woman in each state»

*

«Fourth, the percentage of white females less than 15 years of age represents the future cohorts who will enter their childbearing years in the near future»

*

«The white population is aging rapidly, as reflected in a rise in the median age for whites from 39 in 2000 to 43 in 2016. During the same period, the percentage of persons 65 and older increased from 15 percent of the white population in 2000 to 19 percent in 2016»

*

«Previous research suggests that natural decrease is more likely when there are fewer women of childbearing age. Overall, the number of white women of childbearing age (15–44) declined by 5.1 million between 2000 and 2016, or 12.5 percent»

*

«Nearly 55 percent of the early natural-decrease states are in the lowest fertility category»

*

«just 11.9 percent of New Mexico’s white females are under the age of 15, compared to 23.2 percent of those in Utah.»

*

«The Latino population is considerably younger (median age of 29 in 2016) and has moderately higher fertility rates than the white population, so Latino births exceeded deaths by a substantial margin in all fifty states and the District of Columbia»

*

«In California, for example, the Latino natural increase of 179,400 was far greater than the 25,300 natural decrease of whites. However, in the other nine states, the natural decline of whites was greater than the Latino natural increase»

*

«The first is the significant decline in U.S. fertility fostered by the Great Recession. Some 500,000 fewer babies are being born annually now than had pre-recession fertility rates been sustained. And, nearly 2.1 million more women of prime childbearing age are childless than would be expected»

*

«As white natural increase has diminished, the share of the U.S. population that is white has declined from 79.6 percent in 1980 to 61.3 percent in 2016. Census Bureau projections suggest that the white population will begin to decline in absolute numbers between 2030 and 2040, and that by 2050 whites will constitute less than half (47 percent) of the U.S. population.»

*

«the youth population—increasingly a population of color—will require major investments in education and training if the United States is to maintain a productive workforce in an increasingly competitive technological and global labor market.»

*

«In Europe, overall deaths exceed births in seventeen countries. Compared to the United States, European fertility rates are lower, the population is considerably older, and there are fewer women of childbearing age»

* * * * * * * *

Gli Stati Uniti di America stanno passando un momento di crisi di crescita, di grandi mutamenti.

America. I numeri della mutazione in atto.

Statistical Portrait of the Foreign-Born Population in the United States

America. 44.752 milioni sotto la soglia di povertà.

Una Collettività è equa e vivibile quando tutti stiano ragionevolmente bene: se poi qualcuno vivesse meglio degli altri, ben per lui. Non è problema l’incidenza dei ricchi e nemmeno la loro opulenza: il vero problema è che la povertà e la miseria non sono combattibili con i sussidi, bensì con la generazione di posti di lavoro dignitosi.

I liberal democratici americani hanno clamorosamente fallito in questo settore, e non solo in questo.

Il dato di fatto è che la popolazione bianca non prolifica: dapprima si ridurrà numericamente e quindi si avvierà a scomparire. È un fenomeno storicamente riscontrabile solo risalendo nel tempo fino al periodo del basso impero romano.

Da questo studio emerge chiaramente come il crollo delle nascite dei bianchi sia principalmente addensato negli stati dichiaratamente liberal, quali la California.

Questo è il frutto della Weltanschauung liberal, che rinnega la tradizione religiosa, storica sociale e culturale del popolo americano, ed ha fatto propria bandiera la lotta alla famiglia concepita come unione di un maschio con una femmina, al fine di procreare ed allevare la prole.

I liberal odiano la famiglia ed hanno fatto di tutto per demolirla con istituto. Si va da un femminismo che esalta la femmina sterile perché tale vuole essere, alla facilitazione giuridica di separazione e divorzio, alla campagna anticoncezionale, per finire all’aborto.

Secondo l’Alan Guttmacher Institute, nel 2014 gli aborti sono stati 926,200. Per la prima volta poi nello studio si ammette che tale decrescita è parzialmente dovuta all’attività delle associazioni pro life e al riconoscimento negli ultimi anni di diverse leggi in alcuni stati americani che hanno reso più difficoltoso per le donne poter abortire.

Avere 926,200 morti ammazzati sulla coscienza è invero gran peso

Senza aborti, i bianchi avrebbero un saldo più che attivo.

I liberal democratici bramano estinguersi, e questo sarebbe problema loro, se non avesse anche conseguenze politiche ed economiche non da poco.

Al decrescere dei bianchi fa riscontro l’incremento demografico degli ispanoamericani, la Weltanschauung dei quali differisce profondamente da quella liberal, e che Mr Trump ha saputo magistralmente interpretare.

Si prenda atto di questa realtà.

Pubblicato in: Demografia, Economia e Produzione Industriale

Germania. La svendita prosegue. Volontà di suicidio economico. – Reuters.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-17.

Berlino Porta Brandemburgo

«Germany’s Lanxess is selling its 50 percent stake in synthetic-rubber maker Arlanxeo to partner Saudi Aramco IPO-ARMO.SE for around 1.4 billion euros ($1.6 billion) in cash in a deal it said will give it more flexibility to grow»

*

«The deal marks an early exit for Lanxess from the world’s largest provider of synthetic rubber for tyres, while the Saudi state oil giant said it would “accelerate the development of growth opportunities in the kingdom, leveraging the strong feedstock position of Saudi Aramco”.»

*

«The proposed purchase underscores Saudi Aramco’s strategy to further diversify our downstream portfolio and strengthen our capabilities across the entire petroleum and chemicals value chain»

* * * * * * * *

Questo è un problema di lunga durata.

Da molto tempo la industria tedesca delocalizza la produzione e vende le proprietà.

Questo non è di per sé un agire errato, solo che consente risultati immediati ipotecando il futuro.

Non solo, sarebbe anche ben comprensibile se le imprese tedesche comprassero in eguali volumi ditte straniere e se gli stranieri impiantassero in Germania processi produttivi.

Così come stanno le cose il sistema è fortemente squilibrato. Ma logica insegna come le situazione perturbate alla fine debbano trovare un loro proprio equilibrio.

Poi, se tutto va bene, nulla da dire, ma chi mai potrebbe fidarsi ciecamente dei partner? Mica ci si potrebbe mettere in tasca uno stabilimento e riportarselo in patria.

*

Quando si progetta una nave è sicuramente del massimo interesse che possa navigare bene in acque tranquille, ma molto di più conta che possa resistere le mareggiate. Già: ci sono anche quelle.


Reuters 2018-08-10. Germany’s Lanxess gets out of rubber with Saudi Aramco sale

Germany’s Lanxess (LXSG.DE) is selling its 50 percent stake in synthetic-rubber maker Arlanxeo to partner Saudi Aramco IPO-ARMO.SE for around 1.4 billion euros ($1.6 billion) in cash in a deal it said will give it more flexibility to grow.

The deal marks an early exit for Lanxess from the world’s largest provider of synthetic rubber for tyres, while the Saudi state oil giant said it would “accelerate the development of growth opportunities in the kingdom, leveraging the strong feedstock position of Saudi Aramco”.

Aramco, which is planning to go public and looking to buy a stake in petrochemicals maker SABIC 2010.SE, plays a key role in Crown Prince Mohammed bin Salman’s ambitions to diversify Saudi Arabia’s economy beyond oil.

“The proposed purchase underscores Saudi Aramco’s strategy to further diversify our downstream portfolio and strengthen our capabilities across the entire petroleum and chemicals value chain,” Aramco’s Senior Vice President of Downstream, Abdulaziz al-Judaimi said in a statement on Wednesday.

For Lanxess chief executive Matthias Zachert the sale will allow him to focus on more deals to strengthen its specialty chemicals activities. Lanxess has previously said it would keep the remaining half of Arlanxeo until at least 2021.

The German chemicals group expects to receive about 1.4 billion euros in cash from the deal, which is expected to complete by end of 2018, valuing all of Arlanxeo at 3.0 billion euros including debt and liabilities.

Aramco plans to boost investments in refining and petrochemicals to secure new markets and sees growth in chemicals as central to cut the risk of an oil demand slowdown.

The sale in 2015 of the first 50 percent of Arlanxeo to Saudi Aramco had valued the business at 2.75 billion euros, and was pushed by Zachert at the time to make the company less volatile amid signs of increasing global rubber oversupply.

“We increase the resilience of our business, strengthen our financial basis and gain additional strategic flexibility for further growth,” Zachert said in a statement.

Zachert has pursued deals to grow in smaller but more profitable specialty markets and vowed last year he would change the company further.

Sources familiar with the company have said the CEO could consider another takeover the size of Chemtura. Lanxess bought the U.S. maker of additives for lubricants and flame retardants for 2.4 billion euros including debt last year.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Verso l’introduzione della legione straniera.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-24.

Soldatesse 001

Mutatis mutandis, stiamo rivivendo lo stesso identico fenomeno magistralmente descritto da Peter Heather ne La Caduta dell’Impero Romano.

Come i romani, così i tedeschi hanno iniziato a rinnegare il proprio retaggio religioso, storico, culturale e sociale; quindi, infrolliti nell’agiatezza e chiusi dell’altera superbia di essere per diritto i padroni del mondo, hanno quasi cessato di prolificare. Far figli è roba da eterosessuali socialmente arretrati. Si reputavano essere troppo civili per fare il servizio militare, che avevano delegato a barbari più o meno romanizzati, nella idea delirante che questi si sarebbe fatti ammazzare per difendere gli interessi dei loro padroni. Poi, ciliegina sulla torta, avevano un solenne disprezzo per quelli che chiamavano ‘i barbari‘.

L’otto agosto 378 i risultati si videro sul campo di Adrianopoli, ove i goti distrussero l’intero esercito romano dell’impero orientale: non se ne salvò manco uno che fosse uno. Poi, il 24 agosto 410 i visigoti di Alarico misero a sacco Roma, che in breve precipitò dal milione e passa di abitanti a meno di ventimila anime.

«Lo scempio in cui cadde la città fu compiuto comunque non tanto dai Goti stessi, quanto dagli ex schiavi assetati di vendetta»

Chi si fosse preso la briga di leggere Ammiano Marcellino avrebbe ben notato come i Goti non avessero la mano leggera con le padrone di una volta, ed anche con le loro figlie, che, se non si fossero diportate a modo, come conviene ad una schiava, finivano senza tanti complimenti al rogo

* * *

Nell’attuale Germania di 82.7 milioni di abitanti, 9.2 milioni sono stranieri e 18.6 milioni sono di ascendenza straniera. Ma la quasi totalità dei 27.8 milioni di stranieri sono in fascia di età lavorativa. Se è vero che il tasso di fertilità medio vale al momento 1.59, sarebbe altrettanto vero che quello delle femmine tedesche autoctone si attesti attorno allo 0.8.

2018-07-24__Germania_aborti__001

Destatis, l’Istituto di Statistica tedesco, annota sconsolato:

«The current high immigration has only limited effects on the long-term population trends. It is mainly reflected in short-term population growth, but cannot reverse the trend towards increased population ageing. The current age structure of the population is expected to have a stronger impact on the demographic development in the next three decades than the balance of immigration to and emigration from Germany.»

*

I tedeschi autoctoni hanno deciso di suicidarsi come popolo, estinguendosi per carenza di nascite. Molte le concause.

Si spazia dalla Weltanschauung liberal, ad un diritto familiare che tutela la famiglia esclusivamente da un punto di vista economico, l’uso propagandato e quasi imposto degli anticoncezionali ed infine la diffusa pratica dell’aborto. Si noti come ancora nel 2017 il numero degli aborti fosse aumentato del 1.3% anno / anno: ammontavano a 102,802. In fondo i tedeschi devono ammazzare qualcuno: in carenza, anche i propri figli vanno più che bene.

*

I teutoni non sono nuovi ai suicidi di massa. Basterebbe pensare a quanto successe dopo la battaglia di Aquae Sextiae, “quando le matrone dei Teutoni sentirono parlare di questa clausola, le donne teutoniche uccisero i propri figli. La mattina dopo, tutte le donne furono trovate morte l’una nelle braccia dell’altra dopo essersi strangolate durante la notte

*

Venendo al dunque, in Germania mancano i giovani, ed i pochi non hanno la minima intenzione di intraprendere la carriera militare, demonizzata dalla Weltanschauung liberal. Miserabili i fondi erogati per la difesa.

È stato fatto un estremo tentativo di riempire gli organici assecondando e facilitando l’arruolamento femminile, senza ottenere alcun risultato apprezzabile se non la disintegrazione della volontà combattiva. I soldati tedeschi, a giudicare dal numero di rapporti disciplinari, passano il loro tempo in copule selvagge.

Con fare tartufesco, per decenni la Germania ha lesinato sui fondi da versare alla Nato, nella speranza che alla fine qualcuno si sarebbe fatto ammazzare per difenderli, ma con la Presidenza Trump il vento sembrerebbe aver mutato direzione.

*

Di questi tempi l’ultima brillante idea, che ricorda quella avuta a suo tempo da Onorio, imperatore romano.

«Germany’s long-understaffed army has a new plan to boost recruitment: allowing foreigners from other European Union countries to serve in the unified armed forces (Bundeswehr)»

*

«The defense ministry confirmed on Saturday that it was seriously considering the idea.»

*

«Speaking with local newspaper Augsburger Allegemeine, Social Democrat (SPD) defense expert Karl-Heinz Brunner said that he could imagine EU citizens serving in the Bundeswehr»

*

«If citizens of other countries are accepted, without the promise of getting a German passport, the Bundeswehr risks becoming a mercenary army»

* * * * * * * *

La storia usualmente mostra che è stato ripetuto l’errore già fatto in passato: insegna qualcosa solo a quanti abbiano voglia di imparare.

In questa povera Europa non ci mancherebbe altro che avere un esercito di mercenari, bene armati ed addestrati.

L’idea che i mercenari ardano dal desiderio di farsi ammazzare pur di difendere i datori di lavoro lascia perplessi di fronte a sì grande imbecillità. Da che mondo è mondo chi ha le armi comanda.

Non dimentichiamoci che Alarico, Alarich in teutone ed Alareis in goto, in realtà si chiamava Flavius Alaricus e fu generale romano alla battaglia del Fregido. i romani fecero un gran bell’affare ad arruolarlo nelle proprie legioni.

Nota.

Anche se molti storici moderni riportano Alarico come Re dei Goti, il quasi contemporaneo Sozomeno lo indica come “ό τών Γότθοι φύλαρχος”, filarca dei goti, mentre Agostino, Tirannio Rufino e prospero Tirone lo chiamano “dux gothorum“. Era il comandante militare. Buona fortuna, Bundeswehr!


Deutsche Welle. 2018-07-22. German army mulls recruiting foreign EU nationals to boost recruitment

While both governing parties supported the idea, the SPD said that citizenship must be given to new soldiers to avoid the risk of it becoming a mercenary army.

*

Germany’s long-understaffed army has a new plan to boost recruitment: allowing foreigners from other European Union countries to serve in the unified armed forces (Bundeswehr). The defense ministry confirmed on Saturday that it was seriously considering the idea.

“The Bundeswehr is growing. For this, we need qualified personnel,” a Defense Ministry spokesman told German news agency DPA.

SPD: No mercenary army

Speaking with local newspaper Augsburger Allegemeine, Social Democrat (SPD) defense expert Karl-Heinz Brunner said that he could imagine EU citizens serving in the Bundeswehr. But he warned that any soldier who fought for Germany must be promised citizenship.

“If citizens of other countries are accepted, without the promise of getting a German passport, the Bundeswehr risks becoming a mercenary army.”

In comments to the same publication, Christian Democratic Union (CDU) defense spokesman Florian Hahn said that “using the framework of European liberalism, a modern model could be developed here. However, a certain level of trust with every solider must be guaranteed.”

Germany’s army has had staffing issues together with problems such as outdated equipment, and lack of necessary supplies.

Proposals to increase the defense budget are extremely unpopular in Germany, especially considering the country’s history. The center-right CDU and their center-left coalition partners in the SPD have repeatedly been at loggerheads over defense spending.

Pubblicato in: Demografia, Unione Europea

Germania. L’allucinazione disillusa dei gerontocomi. – Spiegel

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-22.

2018-07-20__Vecchietti__001

I dati di fatto sono inequivocabili.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

Germania. Gigante dai piedi di argilla. – Handelsblatt

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Deutsche Bundesbank. Si moltiplicano i segnali di un disastro annunciato. 

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Demografia. Accademia Tecnica. Mancano dieci milioni di lavoratori.

*

Secondo Destatis, l’istituto di Statistica tedesco, a fine 2017 in Germania vivevano 82.741 milioni di persone, delle quali 9.576 milioni erano stranieri e 18.6 milioni di cittadini tedeschi ma con ascendente straniero.

A fronte di 792,131 nascita si aveva 910,902 morti: il saldo è negativo.

Ma questi dati aggregati possono trarre in inganno.

*

In Germania il 12.82% della popolazione è nella fascia 0 – 14 anni (5.3 mln ♂ e 5.028 mln ♀).

Nella fascia 65 anni e più confluisce il 22.06% della popolazione.

Nella fascia lavorativa 24 – 65 anni vi sono in totale 44.348 milioni di persone.

Due fatti da evidenziare.

– Il rapporto anziani / giovani è invertito rispetto la norma: i vecchi son quasi due volte i giovani.

– I 9.576 milioni di stranieri sono quasi totalmente nella fascia lavorativa, per cui in essa vi sono 34.772 mln di autoctoni. Il rapporto stranieri / autoctoni è quindi 9.576 / 34.772 = 0.27. Circa un terzo della popolazione attiva è straniero.

*

Però il tasso di natalità di 8.6 nascite ogni 1,000 abitanti è retto prevalentemente dalla componente straniera. Se il tasso di fertilità globale si assesta all’1.45, quello relativo alle donne autoctone è inferiore allo 0.8.

Mentre per molti sarebbe facilmente comprensibile che gli autoctoni imponessero agli stranieri residenti di non proliferare, qui stiamo assistendo al fenomeno inverso. Sono gli autoctoni, le persone di etnia tedesca, a rifuggire dalla proliferazione, condannandosi così alla estinzione.

*

Tirando le somme per una sintesi, la popolazione tedesca autoctona sta avviandosi alla estinzione: nel volgere di qualche decennio essa sarà più che dimezzata.

Fatto questo bramato e voluto da alcuni, temuto ed avversato da altri.

Di sicuro emergeranno molti problemi.

Uno solo a mo’ di esempio, sarà costituito dal fatto che a popolazione dimezzata dovrebbe corrispondere un consumo energetico dimezzato,  e sono già in molti a domandarsi cosa se ne farà la Germania del surplus di centrali elettriche. Similmente, produzioni industriali di larga scala presuppongono una popolazione numerosa, così come un mercato interno è anche funzione del numero di abitanti abbienti. Infine, il vecchio non è certo portato ad investimenti aggressivi nel comparto produttivo: tipicamente predilige investimenti tranquilli che generino reddito.

Ma il vero problema attuale è la gestione del transitorio.

In Germania mancano, e sarà sempre peggio nel futuro, gli ‘skilled workers‘, ossia persone con tedesco fluente e laurea breve tecnica.

Coloro che patrocinano l’immigrazione non sanno dare risposte al fatto che gli immigrati ben difficilmente parlano un tedesco fluente tale da poter essere inseriti come insegnanti negli organici della scuola, a fare i funzionari di banca, a ricoprire il ruolo di giudici, ed così via.

*

L’accluso articolo dello Spiegel ci riporta ai tempi delle armi segrete che avrebbero dovuto far vincere la guerra ai tedeschi: chi avesse espresso dei dubbi sarebbe stato impiccato su due piedi.

Resta il dubbio se l’articolista ci creda a ciò che ha scritto oppure semplicemente voglia prendere in giro il lettore.

Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

L’articolista giulivo annuncia l’arrivo di 17 infermieri dalla Tunisia e considera risolto il problema.

Fate un test. Fatevi imprestare 40,000 euro da qualcuno e poi ditegli che gliene renderete 17. Forse la carrata di botte che vi somministrerà potrebbe essere maieutica.

Poi l’articolista si dilunga nell’elogio degli infermieri marocchini che ardono dal desiderio di servire i vegliardi tedeschi, coccolandoli e dando loro un cucchiaio di brodino.

L’articolista darebbe per scontato che i vecchi tedeschi parlino un arabo fluente, visto che i migranti non parlano certo tedesco.

Se Mr Hodgson fosse vissuto ai nostri tempi, invece che ‘Piccolo Lord’ avrebbe scritto dei migranti arrivati in Germania.

Questi migranti hanno lo spirito caritativo dei cherubini e passano il loro tempo nei cori angelici. Stando allo Spiegel, l’unico motivo di vita dei migranti sarebbe quello di fare i servi dei tedeschi.

Poi, quando il delirio allucinatorio passa, la realtà è del tutto differente.

p.s.

2018-07-20__Vecchietti__002

I vecchi bisognosi di ricovero in strutture idonee ammonterebbe secondo lo Spiegel a 2.9 milioni di persone.

Le rette di ricovero costano a partire dai 3,000 euro mensili, e solo una quota minima di persone può permettersi di spendere circa 40,000 euro all’anno per il gerontocomio. Conoscendo i tedeschi non si vorrebbe che alla fine prevedessero la ‘soluzione finale dei vecchietti‘.

Infine, tre milioni di vecchietti ricoverati necessiterebbero di circa 300,000 addetti. Un costo severo anche per la Germania: 17 tunisini sono una inezia.


Spiegel. 2018-07-19. My Nurse Named Mohamed

German retirement homes are having trouble finding geriatric nurses. To resolve the problem, they’re looking for help from abroad, recently expanding that search to Africa. Is it a good strategy? And for whom?

*

DREAMING OF GERMANY

Mohamed Ali Nefzi, 23, wants to live in a country where he can wear floral-print shirts without being stared at. A place where his mother won’t ask him every week when he is finally going to get married and how many children he plans to have. For Nefzi, who goes by Dali, Germany is that place.

A tall man in suit-pants and suspenders, Dali Nefzi squints over the frames of his sunglasses into the glaring light on the beach of La Goulette in Tunisia. He’s a registered nurse in his home country and until recently he worked as a paramedic for Pireco, the pipeline contractor.

Now, he’s been chosen to participate in the German program Triple Win. He and 17 other people from Tunisia are to help alleviate the extreme shortage of geriatric caregivers in Germany.

Waves are breaking behind Nefzi on the beach of his hometown of La Goulette. Children are shouting as they play on the beach, calls drift over from the nearby basketball court, music pumps out of the cafés and the noise of TVs can likewise be heard from the marble sidewalks. He will miss his family and friends, Nefzi says.

——

“My goal is for all people to live with a smile on their faces.”

——

THE DEAL

Nefzi took German lessons at the Goethe Institute in Tunis, paid for by his future employer, the Bavarian Red Cross (BRK). He only received his airline ticket after passing the test at the end of the course.

It costs the BRK at least 6,500 euros to recruit new caregivers from Tunisia. Their residency permit in Germany is directly linked to their job and candidates must first sign a contract with the German Society for International Cooperation (GIZ), a development organization that works directly with the German government. The employer in Germany, in this case the Bavarian Red Cross, only takes over responsibility for the candidate once he or she receives additional training, completes another German language class and passes two state exams for geriatric care.

In total, each Tunisian recruited with GIZ help costs participating companies more than 100,000 euros. It’s a lot of money, but the investment could pay off. After all, there are very few geriatric nurses in Germany who don’t already have a job – and the situation has remained unchanged for years. Currently, an open geriatric nursing position remains unfilled for an average of 171 days, the worst average among all professions. At the same time, the number of people requiring old-age care continues to rise in a trend that is expected to last until 2060. The share of geriatric nurses from abroad has likewise been rising for years and is currently at 11 percent.

There is, succinctly put, an extreme shortage of people who want to become geriatric nurses – and especially not in rural Germany, where caregivers earn a gross salary of just 2,600 euros per month. That’s what the social services division of the Bavarian Red Cross pays nurses who care for the elderly, which means Nefzi’s salary is below the average for nurses in Bavaria. Furthermore, there is a significant gap between the pay received by home health nurses, the job Nefzi trained to do in Tunisia, and geriatric caregivers.

It’s hardly surprising, then, that retirement homes are eager to keep their workers, and offer them all kinds of perks to convince them to stay.

Nefzi will be working in a retirement home in Olching, a bedroom community just northwest of Munich with 30,000 residents along with an old town center and a Catholic church.

If a caregiver falls ill, a replacement is immediately sent by a temporary work agency. Home management regularly invites caregivers to a free meal as a sign of gratitude. And instead of a simple meal in the Christmas season, the workforce most recently went to the theater and to a concert together.

——

“I find it so sad in Germany that the elderly have to live like this.”

——

One of Nefti’s future coworkers has something to say that sounds rather astounding coming from a practitioner of the geriatric nursing profession: “The work here won’t crush you. You can’t really complain.”

It is, in other words, a triple win – a situation in which all sides benefit. Tunisia wins because it means there are fewer young people who need jobs, given the country’s youth unemployment rate of 35 percent. Germany wins because the influx provides a bit of a respite given the shortage of care workers. And the geriatric nurse-in-training from North Africa wins because he can migrate legally to the EU and has a job in the German labor market. It is a dream that millions of others will never be able to fulfill.

But there is a significant shortcoming in the system. Germany is not spending money to transform otherwise untrained school graduates into geriatric care specialists. Rather, the Triple Win program removes already trained nurses that Tunisia needs as well.

Officials at GIZ say they adhere to the World Health Organization’s declaration of intent, which holds that the needs of the country supplying migrant labor be considered as well. GIZ also says they are working closely together with the Tunisian labor office.

EUROPE WINS, AFRICA LOSES

“When everyone wins.” That’s the motto GIZ has chosen for its program aimed at recruiting foreign care nurses. But the truth is that Europe wins and Africa loses – at least if you ask those who are directly affected by the Triple Win pilot project in Tunisia.

Mounir Daghfous, a doctor and professor, leads the state-run emergency medical service in Tunis and was responsible for training Nefzi in emergency medicine, just as he has done for hundreds of others before him.

“We train them, and then they are lured away.”

The four doctors and two caregivers who have already headed to Germany this year will soon be joined by others. A friend of Nefzi’s – who is in the same GIZ program and who worked for Daghfous as an emergency caregiver – will be the next one to go.

Nefzi and the others are not part of the army of unskilled workers in Tunisia who have little hope of ever getting a job. On the contrary: Since quitting his job at Pireco one year ago, Nefzi has received four job offers. But, he says, he rejected all of them so he could fully dedicate himself to his German classes.

The rest of the 35 percent of young men and women who are unemployed will not receive any job training from Germany. They remain hopeless. In rural Tunisia, Islamists seek to attract the frustrated – and have historically had some success. Islamic State, which has now lost most of its territory in Syria, managed to attract an extremely high number of fighters from Tunisia and now the country is growing concerned about their return. Meanwhile, the UN’s International Organization for Migration has catalogued a rapidly rising number of Tunisians seeking to make the dangerous Mediterranean crossing to Italy. In early June, more than 100 people lost their lives when their boat capsized not far from the port city of Sfax.

HELLO GERMANY!

On April 12, a sliding door in Terminal C of the Munich airport opens up and the geriatric nurse-in-training Dali pulls his huge suitcase through. Along with his personal belongings, the suitcase also contains Tunisian olive oil and cookies baked by his mother.

Nefzi’s new boss Monika Wochnik and two of her employees are there to greet him. From the airport, they drive Nefzi to his new apartment and then to the supermarket Aldi, and they also help him with his official paperwork and to open a bank account. They give him a new bicycle, as well.

Nefzi simply smiles and says “danke!” before repeating the word a few more times. Danke, danke, danke. And then he is alone in his 45-square-meter (485-square-foot) apartment – freshly renovated and furnished. Everything is quite new, and the walls are even decorated with framed pictures bought at the furniture store.

On the drive back and forth through Olching, Nefzi gazed in wonderment at his new surroundings. All the cars, all the big houses, and everything so orderly. Now, he steps out onto his balcony on a warm spring afternoon and asks:

“Where are all the people?”

It’s early May and things are going well for Dali Nefzi. His boss raves about his empathy and the warmth he shows to patients. He is so friendly with the elderly, she says, patiently lifting, washing and feeding them.

In Tunisia, caregivers must train for three years and ultimately receive about half the education of medical doctors. But before flying to Germany to take up jobs as geriatric nurses, Nefzi and the others were warned that the job is not highly valued in the country, that they are merely there to wash and feed the patients. Only after a year, once their qualifications have been recognized, would they be allowed to administer injections such as insulin. Furthermore, they were told, they would likely be working for female bosses – a warning that program directors felt was necessary for caregivers from Tunisia, a Muslim country.

Nefzi says that the basics of elderly care – washing patients, changing their diapers, turning them in their beds – are taken care of by families in Tunisia. “I find it so sad in Germany that the elderly have to live like this,” he says. So he tries to compensate for the German coldness, doing things like taking the fragile Ms. Maier by the hand and saying: “Come along, Ms. Maier, let’s go to the garden.” “Well,” says Ms. Maier in response, “what a good idea.”

Nefzi quickly became friends with Andi, a wiry young man who was Nefzi’s shift partner at the beginning. Andi enjoys dancing to heavy metal and has taken Nefzi into Munich a few times, including a visit to the Hirschgarten, the city’s largest beer garden.

Over a snack and a wheat beer, Nefzi talks about his views on god and life in general. He refers to his outlook on religion as “Islam light.” He keeps a copy of the Koran on his bedside table, to be sure, but he doesn’t pray five times a day. Alcohol is a sin – but just a small one, he believes. Hard drugs, on the other hand, are haram – strictly forbidden. The same holds true for talking bad about someone behind their back.

Andi listens intently. “I liked you from the very beginning, but on that, we see things exactly the same way, you and me. And the fact that you can also enjoy a beer, that makes me really happy.”

Nefzi’s training isn’t going quite as planned. He learned the basics of geriatric care a few years ago and has been helping out for the last four weeks at a station. But much of what is done in practice is new to him. His immediate superior says he’ll have to continue his observation period for four additional weeks. That wasn’t the plan at the beginning, his superior says, but it’s also not a big problem.

Nefzi himself is ecstatic. “I enjoy my work,” he says. “And everyone here is so nice, it’s like my new family.” A female coworker who hears the comment smiles warmly.

But then, in late May, there is a setback. Ramadan, the Muslim month of fasting, has been underway since the 16th and Nefzi fasts the whole day through, for 18 hours at a stretch. And apparently, one of the 24 caregivers in the Olching team, a member of Nefzi’s “new family,” has a problem with that.

“Mr. Nefzi is facing a conflict.”

Nefzi is accused of no longer washing women patients during Ramadan and of not responding to a resident’s bell when he is breaking his fast in the evening.

The rumor makes the rounds for five days and Nefzi, because he has some time off due to a surfeit of overtime hours, cannot respond. “Mr. Nefzi is facing a conflict,” says the woman who was so full of praise a few weeks before. “There is a need for consideration – on all sides.” But not everyone in the team sees it that way.

“It’s a lie,” says Nefzi on the day he returns to work, defending himself during a team meeting. Yes, he is fasting, he says, but he is doing his job and jumping in when he is needed, just as he has always done. And, of course, he’s still washing women because there aren’t any men at his station at all.

Nefzi’s superiors are embarrassed and the rumor cannot be confirmed. Just talk, apparently. Nothing to it.

But all the optimism that Nefzi brought with him from Tunisia has vanished. “Why do people do things like that? Nobody said anything to me directly, they’re all so nice all the time.” One of his coworkers, he says, even gave him dates at the beginning of Ramadan.

It is sinful to talk about others behind their backs, Nefzi believes. Apparently, at least one of his coworkers has a bit of repentance to do.

Shortly after the team meeting, Nafzi receives some good news. Adel, who he took German lessons with in Tunisia and who has now finally managed to pass his oral exams, will also be coming to Olching in June. The two will share the apartment at the edge of town.

That means that Mounir Daghfous’ emergency care service in Tunis will once again be losing a paramedic. And the German geriatric care system will have another Tunisian employee.

If the two make good progress, Adel and Nefzi will advance to full geriatric nurse status instead of their current rank as assistants. That means they will earn full salaries, state recognition and, ultimately, permission to settle permanently in Germany.
Only then will it truly become clear who the winner is of Germany’s search for nurses oversees.

Pubblicato in: Demografia, Religioni

I credenti vivono mediamente 6.48 anni in più degli atei.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-16.

2018-06-28__I credenti vivono mediamente 6.48 anni in più degli atei.__001

«Social Psychological and Personality Science is a peer-reviewed academic journal that covers research in social and personality psychology. Its editor-in-chief is Simine Vazire (University of California, Davis). It was established in 2010 and is published by Sage Publications. The journal is jointly owned by four different societies: the Association for Research in Personality, European Association of Social Psychology, Society of Experimental Social Psychology, and Society for Personality and Social Psychology.

The journal is abstracted and indexed in PsycINFO and Scopus. According to the Journal Citation Reports, its 2015 impact factor is 2.325, ranking it 14 out of 62 journals in the category “Psychology, Social”» [Fonte]

*

Quando una rivista scientifica occupa il 14° posto nella graduatoria delle sessantadue altre riviste quotate nella categoria di interesse si è guadagnata una solida posizione di autorevolezza nel mondo dei ricercatori.

*

Di recente dr Laura Wallance e Collaboratori sono usciti con un documentato articolo sull’aspettativa di vita delle persone credenti o non credenti.

Laura E. Wallace, Rebecca Anthony, Christian M. End, and Baldwin M. Way.

Does Religion Stave Off the Grave? Religious Affiliation in One’s Obituary and Longevity

Journal Social Psychological and Personality Science.

https://doi.org/10.1177/1948550618779820

«Abstract

Self-reported religious service attendance has been linked with longevity. However, previous work has largely relied on self-report data and volunteer samples. Here, mention of a religious affiliation in obituaries was analyzed as an alternative measure of religiosity. In two samples (N = 505 from Des Moines, IA, and N = 1,096 from 42 U.S. cities), the religiously affiliated lived 9.45 and 5.64 years longer, respectively, than the nonreligiously affiliated. Additionally, social integration and volunteerism partially mediated the religion–longevity relation. In Study 2, exploratory analyses suggested that the religion–longevity association was moderated by city-level religiosity and city-level personality. In cities with low levels of trait openness, the nonreligiously affiliated had reduced longevity in highly religious cities relative to less religious cities, consistent with the religion-as-social-value hypothesis. Conversely, in cities with high levels of openness, the opposite trend was observed, suggesting a spillover effect of religion. The religiously affiliated were less influenced by these cultural factors.»

* * * * * * *

Il risultato di interesse è questo

«the religiously affiliated lived 9.45 and 5.64 years longer, respectively, than the nonreligiously affiliated»

*

«The religiously affiliated were less influenced by these cultural factors»

*

Questo risultato indicherebbe nella religiosità uno dei più potenti mezzi per ottenere una vita media sostanzialmente più lunga rispetto la norma. Un aumento mediano di 6.48 anni è risultato di tutto rispetto: non a caso la Ohio State University ne ha fatto oggetto di un editoriale.

Se il risultato è inequivocabile, le interpretazioni del medesimo possono essere molteplici.

«The study provides persuasive evidence that there is a relationship between religious participation and how long a person lives»

*

«the study showed how the effects of religion on longevity might depend in part on the personality and average religiosity of the cities where people live»

*

«Many studies have shown that people who volunteer and participate in social groups tend to live longer than others»

*

«Results showed that this was only part of the reason why religious people lived longer»

*

«volunteerism and involvement in social organizations only accounted for a little less than one year of the longevity boost that religious affiliation provided»

*

«There’s still a lot of the benefit of religious affiliation that this can’t explain.»

*

«It may be related to the rules and norms of many religions that restrict unhealthy practices such as alcohol and drug use and having sex with many partners»

*

«The findings showed that a key personality element related to longevity in each city was the importance placed on conformity to community values and norms»

* * * * * * *

«many religions that restrict unhealthy practices such as alcohol and drug use and having sex with many partners».

Tra le molte, valide e possibili, una considerazione emergerebbe di interesse generale.

La religiosità aiuta potentemente ad affrontare e superare tutte quelle situazioni dell’alterna sorte che con grande frequenza spingono all’uso degli alcolici o, peggio, delle droghe, per non parlare poi dell’instabilità affettiva che denatura il rapporto affettivo interpersonale nella ricerca di sempre nuovi partner.


The Ohio State University. 2018-06-13. One thing you’ll find in the obits of many long-living people

Religious affiliation linked to nearly 4-year longevity boost.

*

A new nationwide study of obituaries has found that people with religious affiliations lived nearly four years longer than those with no ties to religion.

That four-year boost – found in an analysis of more than 1,000 obits from around the country – was calculated after taking into account the sex and marital status of those who died, two factors that have strong effects on lifespan.

The boost was slightly larger (6.48 years) in a smaller study of obituaries published in a Des Moines, Iowa, newspaper.

“Religious affiliation had nearly as strong an effect on longevity as gender does, which is a matter of years of life,” said Laura Wallace, lead author of the study and a doctoral student in psychology at The Ohio State University.

The study was published online today in the journal Social Psychological and Personality Science.

The researchers found that part of the reason for the boost in longevity came from the fact that many religiously affiliated people also volunteered and belonged to social organizations, which previous research has linked to living longer.

“The study provides persuasive evidence that there is a relationship between religious participation and how long a person lives,” said Baldwin Way, co-author of the study and associate professor of psychology at Ohio State.

In addition, the study showed how the effects of religion on longevity might depend in part on the personality and average religiosity of the cities where people live, Way said.

The first study involved 505 obituaries published in the Des Moines Register in January and February 2012. In addition to noting the age and any religious affiliation of those who died, the researchers also documented sex, marital status and the number of social and volunteer activities listed.

Results showed that those whose obit listed a religious affiliation lived 9.45 years longer than those who didn’t. The gap shrunk to 6.48 years after gender and marital status were taken into account.

The second study included 1,096 obituaries from 42 major cities in the United States published on newspaper websites between August 2010 and August 2011.

In this study, people whose obits mentioned a religious affiliation lived an average of 5.64 years longer than those whose obits did not, which shrunk to 3.82 years after gender and marital status were considered.

Many studies have shown that people who volunteer and participate in social groups tend to live longer than others. So the researchers combined data from both studies to see if the volunteer and social opportunities that religious groups offer might explain the longevity boost.

Results showed that this was only part of the reason why religious people lived longer.

“We found that volunteerism and involvement in social organizations only accounted for a little less than one year of the longevity boost that religious affiliation provided,” Wallace said. “There’s still a lot of the benefit of religious affiliation that this can’t explain.”

So what else explains how religion helps people live longer? It may be related to the rules and norms of many religions that restrict unhealthy practices such as alcohol and drug use and having sex with many partners, Way said.

In addition, “many religions promote stress-reducing practices that may improve health, such as gratitude, prayer or meditation,” he said.

The fact that the researchers had data from many cities also allowed them to investigate whether the level of religiosity in a city and a city’s “personality” could affect how religious affiliation influenced longevity.

The findings showed that a key personality element related to longevity in each city was the importance placed on conformity to community values and norms.

In highly religious cities where conformity was important, religious people tended to live longer than non-religious people.

But in some cities there is a spillover effect.

“The positive health effects of religion spill over to the non-religious in some specific situations,” Wallace said. “The spillover effect only occurs in highly religious cities that aren’t too concerned about everyone conforming to the same norms. In those areas, non-religious people tend to live as long as do religious people.”

Way said there are limitations to the study, including the fact that it could not control for important factors related to longevity such as race and health behaviors. But a potential strength was that, unlike other studies, religious affiliation was not self-reported, but was reported by the obituary writer.

Overall, the study provided additional support to the growing number of studies showing that religion does have a positive effect on health, Wallace said.

Other authors on the study were Rebecca Anthony, who is in her final year of medical school at Ohio State, and Christian End, associate professor of psychology at Xavier University.

The study was supported by grants from the National Science Foundation and the National Institutes of Health.

Pubblicato in: Demografia, Unione Europea

Germania. ‘Demographic Armageddon’. Il sistema pensionistico sta per saltare. – Handelsblatt.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-11.

2018-06-06__Destatis__1980__

Fa specie che nella laica ed atea Germania contemporanea la Confindustria trovi soltanto il seguente rimedio:

«the commissioners will pray for a miracle to save us.»

Sembrerebbe lecito domandarsi per quale motivo la Divina Provvidenza dovrebbe soccorre quel popolo, visto che “usa misericordia a quanti lo temono“.

*

2018-06-06__Destatis__2000__

Questa volta l’Handelsblatt si strappa i capelli per un problema non da poco, legato al crollo demografico.

«Germany’s public finances under current laws are unsustainable»

*

«The study, which Handelsblatt has seen ahead of a conference of Germany’s government pensions committee next week, predicts that as millions of baby-boomers retire within the next few years, Berlin’s sacrosanct budget surplus will be wiped out as early as 2020»

* * * * * * *

2018-06-06__Destatis__2020__

Il problema tedesco è drammaticamente semplice, ed assomiglia a quello italiano e di molti altri paesi.

A costo di essere oltremodo riduttivi e ricordando come vi siano numerose eccezioni, ancorché non sostanziali, cercheremo di sintetizzare chiaramente il problema.

In Germania, come in molti altri paesi europei, chiunque lavori è tenuto per legge a versare i contributi pensionistici.

Questi contributi servono a calcolare al momento del ritiro l’ammontare della pensione da percepire, ma non sono versati in un fondo nominativo.

I contributi versati dai lavoratori sono utilizzati per pagare le pensioni in essere.

*

Il sistema funziona sotto alcune condizioni:

– che chi lavori versi effettivamente i contributi;

– che il numero dei lavoratori sia maggiore di quello dei pensionati.

*

Se il rapporto lavoratori / pensionati fosse 1 a 10, i contributi di dieci lavoratori sarebbero utilizzati per pagare una pensione. Diciamo 150 euro a testa di contributi per una pensione di 1,500 euro al mese.

Ma se il rapporto lavoratori / pensionati fosse 1 a 5, i contributi di cinque lavoratori sarebbero utilizzati per pagare una pensione. Diciamo 300 euro a testa di contributi per una pensione di 1,500 euro al mese

Ma se infine il rapporto lavoratori / pensionati fosse 1 ad 1, ogni lavoratore dovrebbe versare 1,500 euro al mese di contributi.

Dovrebbe essere chiaro che oltre ad un certo limite il lavoratore non può materialmente versare cifre così elevate, e quindi deve intervenire lo stato a ripianare il disavanzo.

*

Ma i problemi non vengono mai da soli.

Destatis riporta come occupati 44.57 milioni di persone, gli “Em­ployees subject to social insurance contributions” sono solo 32.732 milioni. Infatti circa 12 milioni di tedeschi lavora con contratti a termine o precari, che non richiedono contributi. Se questa categoria di persone avrà poi severi problemi pensionistici per carenza contributiva, il problema immediato è che il volume dei contributi versati è basso: troppo basso.

Aggiungiamo la severa denatalità tedesca, e si calcola facilmente come il numero dei giovani sia destinato a diminuire sensibilmente, specie poi in rapporto ai vecchi.

Ecco che il crack si avvicina a grandi passi.


Handelsblatt. 2018-06-03. Aging population on course to wipe out Germany’s finances within 30 years

Germany’s current pensions system is unsustainable as millions are due to retire while the population shrinks. In the absence of reform, its public debt could dwarf Greece’s in a few decades, a study has foun

*

It doesn’t look like it, but Germany’s best years may well be behind it. It’s common knowledge that the country’s population has been steadily aging for decades. As a result, the share of retirees in the overall population is becoming a greater burden on public finances. But a new study by the Bertelsmann Foundation shows just how tremendous the problem could become in a matter of decades if nothing is done about it. And the picture looks bleak.

The study, which Handelsblatt has seen ahead of a conference of Germany’s government pensions committee next week, predicts that as millions of baby-boomers retire within the next few years, Berlin’s sacrosanct budget surplus will be wiped out as early as 2020. And things will go downhill from there.

While in 2020 there will three workers for every person over 65, the ratio will drop to 1:1 by 2035, the Bertelsmann Foundation has calculated. That does not bode well for a country where pensions, health care and old-age care are mostly funded with mandatory social contributions paid by workers. Their contributions are set to balloon to almost 50 percent of their incomes by 2040 from 40 percent today if Berlin fails to reform its pensions system.

——

“Germany’s public finances under current laws are unsustainable.”

——

That won’t be nearly enough to keep Germany’s finances afloat, however. The country will witness an “explosion” of its budget deficit and public debt from 2040 onward, the report says. By 2032, the deficit of Europe’s largest economy will exceed the 3 percent limit dictated by the European Union. And by the end of the 2040s, it will mushroom to 9 percent of the country’s GDP. As a result, Berlin’s debt will start rising again in less than two decades, to 80 percent of GDP by 2040 and 208 percent in 2060 (see charts below). That’s more than Greece’s current public debt-to-GDP ratio. “Germany’s public finances under current laws are unsustainable,” the study emphasizes.

The analysis also extrapolates that in 2080, Germany will have accrued an eye-watering 467 percent of its GDP in debt. Of course, this calculation is unlikely to be accurate, as are most predictions on such a long time span. But the extrapolation shows how dangerous the current trend is. Yet, Bertelsmann economist Martin Werding, who authored the study, is fairly confident that his predictions up to 2040 are reliable.

Worth still, he believes little can be done to change course until then. The economist based his calculations on fairly conservative assumptions: more than one percent of GDP growth per year over the next decades, net migration at 150,000 annually, and a birth rate of 1.4 children per woman. But, Mr. Werding notes, “the evolution of costs and contributions remains nearly identical until 2040 regardless of the demographic scenario.” The booming labor market, higher birth rate and high immigration Germany has seen in recent years have just slightly reduced the long-term demographic risks, he finds.

Those findings fly in the face of policies the German government has enacted in recent years. The labor ministry has backed up the costs of the pensions system until 2030, so until then the welfare state is financially viable. But after that, it’s a leap into the unknown.

In the longer term, Germany can mitigate this evolution by bringing more women and seniors to the job market. But the government is not doing much to address this. In the last election campaign, economists urged Chancellor Angela Merkel’s conservative Christian Democrats to start a discussion on raising the legal retirement age to 70 from 67 currently. But their calls fell on deaf ears.

Germany will also need a higher birth rate and more immigrants to take up jobs as baby boomers retire. But this means the government will have to spend a lot more on education and on family policy instead of hoarding budget surpluses.

Or Berlin could just keep doing what it has done until now: Do nothing and hope things will magically sort themselves out. Maybe that’s why the government’s pensions committee will convene at the Berlin headquarters of the German Lutheran Church next Wednesday — the commissioners will pray for a miracle to save us.