Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Redditi netti mediani. Ecco il perché dei Gilets Jaunes. – Eurostat.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-10.

2018-11-22__Europa_Mediane__001

Data una serie di dati ordinabili, ed ordinati in modo crescente, la mediana è il valore che divide in due parti esatti la serie: il 50% con valori al di sotto della mediana ed il 50% con valori sopra la mediana.

Non è la definizione matematicamente corretta, ma rende bene l’idea.

*

Questa sua caratteristica definizione dà ragione della ritrosia degli economisti ad usare questo indicatore di tendenza centrale a favore della media. La mediana è un indicatore molto robusto ossia insensibile ai valori assunti dalla serie al di sopra ed al di sotto di essa, mentre la media ne risente fortemente. Non solo, la maggior parte delle serie di dati economici ha una distribuzione di frequenza caratterizzata usualmente da una lunga coda destra, cosa che innalza, ed anche di molto, il valor medio. In tale evenienza l’uso della media è statisticamente incorretto.

*

Eurostat ha rilasciato la Tabella dei valori mediani del reddito netto nei paesi europei. Fornisce sia il valore assoluto espresso in euro, sia il prower purchase standard, ossia il valore normalizzato sul potere di acquisto: sono euro – equivalenti..

*

I dati di questa Tabella sono eloquenti.

Se in Norvegia il 50% della popolazione vive con un reddito netto annuo inferiore ai 28,873 euro-equivalenti (2,406 euro al mese), nella così detta ricca Germania il reddito netto mediano è 21,166 euro-equivalenti, (1,764 euro mensili).

Non sono cifre da nababbi.

Ma se guardassimo l’Italia, troveremmo un valore di 16,213 pps, ossia 1,351 euro al mese.

Poi, ovviamente, c’è anche chi sta peggio. È la metà della popolazione.

*

Questa Tabella dovrebbe darci molto cui pensare.

Nessuno intende far qui retorica di basso calibro. Le persone abbienti svolgono all’interno di una Collettività il ruolo importante di essere generatori di spesa e di contribuire non poco alla generazione e mantenimento dei posti di lavoro, nonché di partecipare agli investimenti produttivi. Di ricchi non ce ne sono mai a sufficienza.

Nel converso, in tutta l’Unione Europea il numero di persone che vivono con redditi inferiori al pps è davvero enorme.

Solo per fare un esempio, il 50% degli italiani ha un reddito netto mediano inferiore a 1,351 euro al mese. Veramente difficile vivere con un simile reddito: non ci si stupisca poi se il 21% della popolazione vive nella fascia di povertà.

Non ci si stupisca delle repentine mutazioni del voto. Non si votano gli affamatori. Lo sfacelo che hanno lasciato i passati governi del partito democratico sono sommarizzati in questa tabella. Cavallette e peste di Giustiniano avevano avuto la mano più leggera.

*

Di fronte a numeri del genere, per l’Italia si parla di trenta milioni circa di persone, dovrebbe essere chiaramente evidente come non esistano risorse sufficienti per sanare in via assistenziale il problema. Si potrà sicuramente intervenire erogando qualcosa nelle situazioni estreme, ma ben poco di più.

Il punto focale si sposta quindi sul favorire la generazione di posti di lavoro che consentano la percezione di un reddito netto con cui poter ragionevolmente e dignitosamente vivere.

Ma nessuno si mette ad imprendere, assumendo quindi dei dipendenti, se non avesse la ragionevole certezza di poter guadagnare almeno un qualcosa di più che ad investire nel comparto finanziario.

Quando il reddito ottenibile dalla finanza supera quello ottenibile dalla produzione, questa non riceve più finanziamento alcuno.

Ma uno stato famelico di denaro deve pagare alti interessi: questa situazione è la peggior nemica della generazione di posti di lavoro.

Per una nazione il problema non è se ci siano Cittadini ricchi: il problema vero è la miseria e la povertà in cui vive larga fetta di popolazione.

Questo problema non si risolve con i criteri liberal socialisti di togliere ai ricchi, bensì con il fare emergere le classi misere e povere a livelli di reddito compatibili con una vita dignitosa: riduzione delle tasse ed eliminazione della burocrazia.

Compito di uno stato non è l’elargizione di pensioni e sussidi: deve porre in atto le condizioni che permettono la generazione di posti di lavoro degni di tal nome. Lo stato deve lasciar lavorare e guadagnare.

Annunci
Pubblicato in: Demografia, Medicina e Biologia

Morbillo. Nel 2017 +30%, 110,000 morti. 2029 casi in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-08.

2018-12-02__Polmonite a cellule gigante, polmonite di Hecht,

Polmonite a cellule gigante, polmonite di Hecht,


La World Health Organization è estremamente chiara.

«- Even though a safe and cost-effective vaccine is available, in 2017, there were 110 000 measles deaths globally, mostly among children under the age of five.

– Measles vaccination resulted in a 80% drop in measles deaths between 2000 and 2017 worldwide.

– In 2017, about 85% of the world’s children received one dose of measles vaccine by their first birthday through routine health services – up from 72% in 2000.

– During 2000-2017, measles vaccination prevented an estimated 21.1 million deaths making measles vaccine one of the best buys in public health.

*

Measles is a highly contagious, serious disease caused by a virus. Before the introduction of measles vaccine in 1963 and widespread vaccination, major epidemics occurred approximately every 2–3 years and measles caused an estimated 2.6 million deaths each year.

Approximately  110 000 people died from measles in 2017 – mostly children under the age of 5 years, despite the availability of a safe and effective vaccine.

Measles is caused by a virus in the paramyxovirus family and it is normally passed through direct contact and through the air. The virus infects the respiratory tract, then spreads throughout the body. Measles is a human disease and is not known to occur in animals.

Accelerated immunization activities have had a major impact on reducing measles deaths. During 2000– 2017, measles vaccination prevented an estimated  21.1 million deaths. Global measles deaths have decreased by  80% from an estimated  545 000 in 2000* to  110 000 in 2017.»

* * * * * * *

Il morbillo è una patologia infettiva altamente contagiosa, dovuta al Morbillivirus, un genere di virus appartenente all’ordine Mononegavirales e alla famiglia Paramyxoviridae. Sono dei Virus a singolo filamento di RNA e provvisti di capside che causano patologie, come morbillo, cimurro del cane (malattia di Carrè) e la peste bovina.

Quaranta anni dopo che Colombo ebbe scoperta l’America, il frate domenicano spagnolo Bartolomé de las Casas assistette sconvolto alla prima epidemia di morbillo in una popolazione non immune: la quasi totalità dei nativi fu sterminata. Morbillo, vaiolo ed influenza sterminarono gli indiani americani, riducendoli da oltre dieci milioni a poco più dei 250,000 censiti nel 1830.

Il tasso di contagio supera il 90% tra le persone suscettibili che sono esposte e assicura una immunizzazione pressoché definitiva.

Prima del 1963, data in cui fu reso disponibile il vaccino, il morbillo causava oltre due milioni e mezzo di morti ogni anno.

L’umanità è debitrice al prof. Maurice Hilleman ed alla allora società Merk la messa a punto del primo vaccino.

Se nel bambino il morbillo rappresenta raramente un pericolo mortale, nell’adulto difficilmente non porta all’exitus del paziente.

A partire dal 2000 subentrarono due fenomeni.

Dalla constatazione che il morbillo sembrava essere malattia sconfitta, taluni dedussero che le vaccinazioni sarebbero state inutili, con gran risparmio sul loro costo.

Altre persone invece ingigantirono più o meno artatamente i rari effetti collaterali per avviare una campagna di demonizzazione delle vaccinazioni. Propaganda che fece molta presa specie nei paesi europei meridionali.

*

I risultati si fecero presto sentire:

«I casi di morbillo sono aumentati nel 2017 e diversi Paesi hanno subito epidemie gravi e protratte della malattia. A causa delle lacune nella copertura vaccinale, i focolai di morbillo si sono verificati in tutte le regioni, mentre sono stati stimati 110,000 decessi correlati alla malattia»

È davvero difficile trovare parole sufficientemente dure per bollare quanti in buona o cattiva fede si siano resi parte attiva nel causare 110,000 morti, e morti anche malo modo.


Aska. 2018-12-01. Oms: casi morbillo aumentati del 30%. 110mila morti nel 2017

Necessarie serie politiche per aumentare le vaccinazioni.

*

I casi di morbillo sono aumentati nel 2017 e diversi Paesi hanno subito epidemie gravi e protratte della malattia. A causa delle lacune nella copertura vaccinale, i focolai di morbillo si sono verificati in tutte le regioni, mentre sono stati stimati 110 000 decessi correlati alla malattia. Sono i dati di un nuovo rapporto dell’Oms pubblicato oggi dalle principali organizzazioni sanitarie.

Il rapporto fornisce le stime più esaurienti dell’andamento del morbillo negli ultimi 17 anni e mostra che dal 2000 sono state salvate oltre 21 milioni di persone con le vaccinazioni. Tuttavia, i casi segnalati sono aumentati di oltre il 30% in tutto il mondo a partire dal 2016. Le Americhe, la regione del Mediterraneo orientale e l’Europa hanno registrato i maggiori aumenti nei casi nel 2017, con il Pacifico occidentale l’unica regione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in cui l’incidenza del morbillo è diminuita.

“L’aumento dei casi di morbillo è profondamente preoccupante, ma non sorprendente”, ha affermato Seth Berkley, CEO di Gavi, Vaccine Alliance, “il disinteresse per la malattia e la diffusione delle falsità sul vaccino in Europa, un sistema sanitario collasso in Venezuela e sacche di fragilità e scarsa copertura immunitaria in Africa si stanno combinando per provocare una rinascita globale del morbillo dopo anni di progressi. Le strategie esistenti devono cambiare: maggiori sforzi devono essere fatti per aumentare la copertura di vaccinazione di routine e rafforzare i sistemi sanitari. Altrimenti continueremo a inseguire un’epidemia dopo l’altra”.

In risposta ai recenti focolai, le agenzie sanitarie chiedono investimenti sostenuti nei sistemi di immunizzazione, insieme agli sforzi per rafforzare i servizi di vaccinazione di routine. Questi sforzi devono concentrarsi soprattutto sul raggiungimento delle comunità più povere e più emarginate, comprese le persone colpite da conflitti e sfollamenti. Le agenzie chiedono anche azioni per costruire un ampio sostegno pubblico per le vaccinazioni, affrontando al contempo disinformazione ed esitazione nei confronti dei vaccini laddove esistono. “Il risorgere del morbillo è motivo di seria preoccupazione, con focolai prolungati che si verificano in tutte le regioni, e in particolare nei paesi che hanno raggiunto, o erano vicini alla riduzione del morbillo”, ha affermato Soumya Swaminathan, direttore generale aggiunto per i programmi dell’OMS, “senza sforzi urgenti per aumentare la copertura vaccinale e identificare le popolazioni con livelli inaccettabili di bambini sottonotati o non immunizzati, rischiamo di perdere decenni di progressi nella protezione di bambini e comunità contro questa malattia devastante, ma interamente prevenibile”.


Sole 24 Ore. 2018-11-30. La denuncia Oms: morbillo record in Europa con 41mila contagi (2.029 in Italia)

Sono Italia, Francia e Grecia i detentori del triste primato di contagi da morbillo nell’Unione europa. In compagnia – allargando i confini all’Europa intera – di Georgia, Russia, Serbia e Ucraina, tutti con oltre mille infezioni registrate nel 2018 e, purtroppo, anche 37 decessi. I dati sono stati resi noti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo cui sono oltre 41mila i bambini e gli adulti colpiti dal morbillo in Europa nel primo semestre dell’anno. Si tratta «di un numero record che supera tutti i casi registrati in 12 mesi negli ultimi 10 anni». Nel periodo 2010-2017, infatti, il numero più alto di contagio era stato registrato dall’Oms proprio nel 2017 con un numero di casi pari a 23.927 casi mentre nel 2016 l’organizzazione aveva contato il numero più basso di malati con 5.273 casi. Secondo i rapporti mensili dell’Oms è l’Ucraina la nazione più colpita dal morbillo quest’anno con oltre 23mila contagi mentre è in Serbia che si è registrato il maggior numero di vittime (16).

«Stiamo assistendo a un drammatico aumento delle infezioni e di prolungate epidemie in molti Stati – ha affermato il Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms per l’Europa -. Chiediamo a tutti i Paesi di attuare immediatamente misure adeguate al contesto per fermare l’ulteriore diffusione del morbillo». L’Oms ribadisce che «la buona salute inizia per tutti con l’immunizzazione e, fintanto che questa malattia non verrà eliminata, non riusciremo ad essere all’altezza degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile».

Secondo l’Oms sono già 43 i paesi europei su un totale di 53 ad essere riusciti ad interrompere la diffusione endemica del morbillo mentre 42 hanno fermato il contagio da rosolia. «I rappresentanti di tutti i paesi – conclude l’Oms – si vedranno a Roma a settembre per verificare i progressi sui vaccini». Una scelta già anticipata dal presidente dell’Iss, Walter Ricciardi .

Ed è in quella sede che l’Unione europea rilancerà l’allarme. «Siamo molto preoccupati che tre dei sette Paesi con la più alta incidenza di casi di morbillo in Europa siano Paesi Ue – commenta un portavoce della Commissione -. La bassa immunizzazione di un Paese mette a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini in tutta Europa. La vaccinazione è un atto di solidarietà».

In Italia, secondo il bollettino di luglio 2018 dell’Istituto superiore di sanità, le Regioni hanno segnalato 2.029 casi di morbillo (267 nel mese di giugno), inclusi 4 decessi, e 14 casi di rosolia (3 nel mese di giugno). L’89,4% dei contagi si è verificato in sette Regioni: Sicilia, Lazio, Calabria, Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Toscana. L’età media dei casi è stata pari a 25 anni e 393 casi si sono verificati in bambini di età inferiore a 5 anni (di cui 125 avevano meno di 1 anno). Il 91,3% dei casi era non vaccinato al momento del contagio, il 5,4% era stato vaccinato con una sola dose. Quasi la metà (48,9%) ha sviluppato almeno una complicanza mentre il 59,5% dei casi totali è stato ricoverato. Inoltre, 87 casi sono stati segnalati tra operatori sanitari.

Dopo il decreto sull’obbligo introdotto dall’ex ministro della Salute, Lorenzin, la copertura per le vaccinazioni contro il morbillo è salita di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. E chissà, ora, quale sarà l’effetto dell’«obbligo flessibile» annunciato dall’attuale responsabile del dicastero, Giulia Grillo.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Visegrad. Denatalità, emigrazione, immigrazione e mercato del lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-06.

Visegrad 001

«Yet, much more attention ought to be given in those countries to how much migrants are needed for their booming economies’ labour markets»

*

«This has been a result of consequent high economic GDP growth of 3-4 percent in the past five years, compared to the EU’s average of two percent growth»

*

«In 2017, these were 4.8 percent (Poland, PL); 4.3 percent (Czechia, CZ); 4.1 percent (Hungary, HU) and 3.2 percent (Slovakia, SK) respectively»

*

«In parallel, unemployment dropped heavily to 4.9 percent (PL); 2.9 percent (CZ); 4.2 percent (HU) and 8.1 percent (SK) by 2017.»

*

«Business surveys confirm labour shortages limit production, building activity and business. In industry, 43.7 percent (CZ); 83.3 percent (HU); 49.9 percent (PL); and 34.9 percent (SK) of surveyed companies state this is a problem. or the construction sector, 37.8 percent (CZ); 64.4 percent (HU); 49.0 percent (PL) and 30.3 percent (SK) do. Moreover, in services 17.3 percent (CZ); 38.3 percent (HU); 28.9 percent (PL) and 18.6 percent (SK) attest.»

*

«In addition, the V4 is set to suffer as well from its demographic situation. Emigration and low fertility rates remain serious problems, dating back to their economic shock-therapy transitions where many struggled and had no jobs.»

*

«The 2004 EU accession, particularly, caused many to emigrate abroad in search of (better paid) work abroad: circa three million people (registered) left the V4 between 2004 and 2016.»

*

«While profiting from remittances, this caused brain drain and the outflow of high-skilled labour.»

* * * * * * * *

I problemi demografici si instaurano molto lentamente ed ancor più lento è il processo percettivo della dimensione del problema.

Ma quando ci si rende conto dei fatti, i tempi biologici non possono essere compressi: ai nove mesi della gestazione si devono aggiungere almeno una ventina di anni di preparazione scolastica per il livello del diploma, tempo che sale a venticinque anni con il conseguimento di una laurea.

L’unico elemento certo è che senza delle appropriate politiche familiari i triboli attuali non potranno fare altro che ingigantirsi.


EU Observer. 2018-11-29. Visegrad migration policy risks undermining own economy

People’s migration fears have been an easy one to exploit for electoral opportunism by many politicians in Europe.

Particularly in the Visegrad states of Czechia, Hungary, Poland and Slovakia, it has either brought nationalist anti-immigration parties into power or helped consolidate their grip on it.

Yet, much more attention ought to be given in those countries to how much migrants are needed for their booming economies’ labour markets.

This has been a result of consequent high economic GDP growth of 3-4 percent in the past five years, compared to the EU’s average of two percent growth.

In 2017, these were 4.8 percent (Poland, PL); 4.3 percent (Czechia, CZ); 4.1 percent (Hungary, HU) and 3.2 percent (Slovakia, SK) respectively.

In parallel, unemployment dropped heavily to 4.9 percent (PL); 2.9 percent (CZ); 4.2 percent (HU) and 8.1 percent (SK) by 2017.

Latest European Commission forecasts show these will continue decreasing sharply to 2.9 percent (PL); 2.5 percent (CZ); 3.3 percent (HU) and 6.3 percent next year, well below the five percent normal unemployment rate.

As good as that might sound, a side-effect has been that many vacancies remained unfulfilled.

The amount of open vacancies has more than quadrupled in the past five years. Especially in Czechia and Poland this is causing serious problems, despite the latter’s profiting from Ukrainian migrants.

The need of more workers

The commission’s Spring and Autumn forecasts highlight these risks, which could undermine long-term growth, or even overheat the economy in the case of Czechia.

For Poland, despite the Ukrainian influx, there are doubts whether they can continue filling some of these shortages.

Business surveys confirm labour shortages limit production, building activity and business.

In industry, 43.7 percent (CZ); 83.3 percent (HU); 49.9 percent (PL); and 34.9 percent (SK) of surveyed companies state this is a problem.

For the construction sector, 37.8 percent (CZ); 64.4 percent (HU); 49.0 percent (PL) and 30.3 percent (SK) do.

Moreover, in services 17.3 percent (CZ); 38.3 percent (HU); 28.9 percent (PL) and 18.6 percent (SK) attest.

The labour shortages have also led to wages rising much faster than the rise in productivity.

In Slovakia and Hungary, Volkswagen and Kia for instance were forced to significantly increase wages because of strikes. Generally, labour costs are spiking in the Visegrad states.

While benefitting workers in the short-term, the economy could suffer in the long-term, as they undermine their low-wage economic models. It also jeopardises essential foreign investment that has helped drive growth.

Demographic troubles

In addition, the V4 is set to suffer as well from its demographic situation. Emigration and low fertility rates remain serious problems, dating back to their economic shock-therapy transitions where many struggled and had no jobs.

Due to this, populations remained stagnant since 1990.

The 2004 EU accession, particularly, caused many to emigrate abroad in search of (better paid) work abroad: circa three million people (registered) left the V4 between 2004 and 2016.

While profiting from remittances, this caused brain drain and the outflow of high-skilled labour. In turn, it also undermined welfare spending and made government budgets less growth friendly.

Demographics could constrain economic growth and governmental budgets again in the future.

Baseline projections for 2020 up to 2060 show the Visegrad Four’s population could decrease by another 6.5 million people. In addition, the dependency ratio is set to increase sharply as well.

The need of migration

The dire demographic situation and labour shortages imply action is needed. Tight labour markets have already limited economic expansion in different sectors.

Overcapacity problems increase slowdown of the economy. Rapidly rising wages that do not translate into sufficient growth in productivity rates also make matters worse

While in Poland Ukrainian labour prevented worse labour shortages, it is unclear how many more will come or stay. This means for Poland, as well as for the others that additional migrants from elsewhere will be needed.

More could be done as well to promote people having children and attract former emigrants. It should also make sure to keep current migrants, especially Ukrainians in the case of Poland.

Current hostile rhetoric on migration could backfire economically as many more migrants are needed to fill labour shortages and keep economies running smoothly.

This also requires honest debates in which the pros and cons of migration are discussed, as well as the Visegrad’s overall demographic problems, since dependency ratios will continue to increase.

Therefore, rather than focusing on the imagined threat of migration and exploiting fears for electoral opportunism, the Visegrad’s politicians would be wise to focus on the actual threat of how the lack of migrants could undermine their economic models, and with it their future prosperity and welfare.

Moreover, while migration has been a successful strategy to win elections in the short term, it could backfire in the long term.

Pubblicato in: Demografia, Psichiatria

Depressione. Patologia personale ma anche sociale. I numeri.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-30.

2018-10-25__Depressione__001

«Il disturbo depressivo maggiore (in inglese, Major depressive disorder – MDD), noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente (nel caso di ripetuti episodi) è una patologia psichiatrica o disturbo dell’umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). Questo gruppo di sintomi (sindrome) è stato identificato, descritto e classificato come uno dei disturbi dell’umore nell’edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall’American Psychiatric Association.

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Tipicamente i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e spesso, in maniera complementare, anche con la psicoterapia. L’ospedalizzazione può essere necessaria quando vi è un auto-abbandono o quando esiste un significativo rischio di danno per sé o per altri. Il decorso della malattia è molto variabile: da un episodio unico della durata di alcune settimane fino ad un disordine perdurante per tutta la vita con ricorrenti episodi di depressione maggiore. ….»

*

«Depressione reattiva: depressione dovuta ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento, una delusione sentimentale/professionale, la perdita del lavoro, una violenza psicofisica, una truffa ecc., i cui sintomi però si dimostrano eccessivamente intensi e prolungati rispetto alla causa scatenante. Al suo interno si possono collocare i “disturbi dell’adattamento” e le “reazioni da lutto” o perdita/abbandono»

*

«La depressione maggiore è spesso presente nella dipendenza dal cibo.

Si riscontra un aumento dei tassi di abuso di alcool e di assunzione di altre droghe e in particolare è più frequente la dipendenza.

Il dolore è presente nel 65% dei pazienti depressi, infatti un gran numero di pazienti con dolore cronico soffre di depressione: la diagnosi è spesso ritardata o non viene formulata, e completamente fraintesa»

*

«Dal punto di vista epidemiologico la depressione è la prima causa di disfunzionalità nei soggetti tra i 14 e i 44 anni di età, precedendo patologie quali le malattie cardiovascolari e le neoplasie. ….

Secondo il DSM IV la prevalenza del disturbo depressivo maggiore in età adulta è del 10-25% nelle donne e del 5-12% negli uomini ….

La probabilità di avere un episodio depressivo maggiore entro i 70 anni è del 27% negli uomini e del 45% nelle donne» [Fonte]

* * * * * * *

Al momento attuale, non è ancora stata accertata in modo incontrovertibile la causa del disturbo depressivo. Vi sono molte ipotesi ragionevoli, ma nessuna esaustiva.

Se è vero che le avversità della vita concorrono a scatenare le depressioni reattive, è altrettanto vero che la patologia si evidenzia come una reazione abnorme al fatto subito: tutti hanno esperito la morte dei genitori, ma solo i predisposti hanno sviluppato un quadro depressivo stabile.

Di frequente si constata come elemento concomitante una discrasia tra le attese e la realtà: tra l’aver riposto speranze indebite ed irrealistiche su fatti o persone, l’aver fortemente desiderato cose impossibili da ottenersi. La speranza disattesa è evento scatenante. Questo assunto consente di spiegare la comparsa del disturbo depressivo anche in persone che altrimenti sarebbero sembrate non dover aver avuto motivo scatenante alcuno.

Il sogno irrealizzabile, oppure anche non più realizzabile, vissuto come fatto dovuto è segno di facile riscontro nei depressi: è un trigger, non la causa, ma è molto più facilmente appurabile rispetto alla carenza di revisione critica oggettiva. Un caso da manuale è la donna in menopausa che constata di non aver proliferato quando ne era in grado.

* * * * * * *

La quantizzazione di questa patologia depressiva è difficile.

Di norma, i pazienti psichiatrici ritengono essere malati quanti li circondano, essendo incapaci di riconoscere il proprio stato. Arrivano quindi dallo specialista in fase avanzata, di trattamento più arduo. In linea generale, il totale dei pazienti portatori di sindrome depressiva sarebbe dal doppio al triplo di coloro che assumono farmaci ad hoc.

Una interessante quantizzazione è stata fatta nel seguente articolo:

L’Islanda è lo Stato più depresso del pianeta

«Il grafico sopra mostra quante dosi di antidepressivi si consumano al giorno ogni 1000 abitanti considerando alcuni dei principali Paesi che fanno parte dell’organizzazione parigina. In testa c’è l’Islanda con ben 129,6 dosi ogni mille abitanti consumate ogni giorno.

Ma anche il secondo Paese in classifica suscita qualche stupore: è l’Australia che, nell’immagine comune, è un Paese dove la vita scorre piuttosto serenamente. E invece i suoi abitanti consumano 104,2 pastiglie di antidepressivi al giorno, sempre ogni mille abitanti. Invece il Paese più sereno del mondo, almeno per quanto riguarda le dosi di antidepressivi, è la Corea del Sud, patria della produttività lavorativa, dove i robot corrono veloci sulla strada della sostituzione dell’uomo. Ci si potrebbe aspettare che l’alienazione la faccia da padrona nel Paese asiatico, invece i coreani consumano appena 20,3 dosi di antidepressivi.

Italia meglio della media

L’Italia, in questa classifica, è a quota 46,4 dosi di antidepressivi, decisamente sotto la media Ocse che è, invece, di 60,3. Una posizione tutto sommato “comoda”, anche se, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo, la diffusione degli antidepressivi nel nostro Paese è aumentata notevolmente negli ultimi 10 anni. Ogni anno, infatti, l’uso di dosi di antidepressivi è aumentata del 3,2% in media.»

*

In Italia assumono cronicamente farmaci antidepressivi 46.4 persone su mille, quota che sale a 60.3 nei paesi Ocse. Si tenga conto che la popolazione adulta, ossia quella sotto terapia, è grosso modo la metà della popolazione. E si tenga inoltre presente come la sindrome depressiva sia appannaggio frequente del sesso femminile.

Sono cifre davvero alte, ma che ci aiutano a comprendere molte delle manifestazioni personali e sociali dei nostri tempi.

Quale nota a margine, si dovrebbe ricordare come il disturbo depressivo non sia l’unica patologia psichiatrica, ma, purtroppo, una delle tante e, forse, nemmeno la più grave.

*

La presenza di una così alta quota di depressi in una popolazione pone una lunga serie di interrogativi. Per prima cosa mette ampiamente in discussione il suffragio universale, che presupporrebbe Elettori in grado di intendere e volere.

Il depresso ha voglia di tutto tranne che di imprendere. Non solo, ma nel mondo del lavoro inietta una dosa talora quasi letale di pessimismo cosmico: vivere con i depressi mette a dura prova la resistenza psichica di quanti vivano con lui. Il depresso vive l’immanente in modo angoscioso e non riesce a costruirsi una speranza futura.

Questo è un peso sociale che sfugge al computo delle pastiglie assunte oppure ai conteggi economici, ma non per questo è irrilevante.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Germania. Herr Spahn prospetta la tassa sul nubilato.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-12.

Brueghel il Giovane. Pagamento delle Tasse. Fisher_Museum_of_Art

Il problema della denatalità pervade la Germania: se ne inizia a parlare con sempre maggiore apprensione, proprio come negli ultimi anni di guerra i tedeschi parlavano dell’Armata Rossa: dapprima a Smolensk, poi a Minsk, indi a Varsavia ed infine a Berlino. Nella propaganda la deridevano e sottovalutavano sprezzanti, poi ci hanno messo più di cinquanta anni per sfrattarla, e l’Armata Rossa si tolse anche molti sassolini dalle scarpe nel frattempo.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

*

Eppure il problema è di una banalità sconcertante.

Se interessano sicuramente i numeri assoluti di una popolazione, a maggior ragione sono cruciali i rapporti che intercorrono tra anziani e giovani.  Per ogni persona anziana servirebbero infatti molti giovani, se non altro per accudirli nella loro non autosufficienza.

Ma il calo demografico tedesco si attua attraverso la denatalità, facendo innalzare ben sopra i livelli di guardia il rapporto vecchi / giovani.

Alla Germania stanno iniziando a mancare giovani braccia autoctone, non rimpiazzabili con l’immigrazione, se non altro per la difficoltà della lingua e per il livello di professionalità richiesta.

Il Ministro Spahn, uno dei concorrenti alla Cancelleria, ha parlato chiaro e con molto sano buon senso.

«Childless people should be paying much more towards care and pension insurance than those who have started a family»

*

«In the pay-as-you-go system, the elderly receive money from young people — even if they are the children of others»

*

«Parents raise future contributors and secure the system for the future»

*

«how we remain a human society, how we maintain our social institutions, if every third person in Germany is over 60 years old — and less than a fifth are younger than 20?»

* * * * * * * *

Cerchiamo di essere ancora più chiari, limitando il discorso al solo punto di vista economico, anche se tale visione risulta essere molto riduttiva.

Nei sistemi pensionistici occidentali gestiti dallo stato i lavoratori versano ogni mese dei contributi pensionistici che sono utilizzati per pagare le pensioni in atto. L’ente pensionistico non capitalizza: vive esclusivamente dei contributi. Tanto entra, tanto esce, integrato anche da un sussidio statale.

Questi sistemi erano stati concepiti nel presupposto che le nascite fosse sempre maggiori delle morti; cosa che non è.

Con un rapporto di cinque giovani contro un vecchio, una pensione diciamo di 1,000 euro al mese costa 200 euro di contributi di cinque giovani in attività lavorativa.

Ma con un rapporto di due giovani in età lavorativa contro un vecchio, la pensione dell’anziano di 1,000 euro grava per 500 euro di contributi per ogni giovane. Una quota insostenibile. Altrettanto insostenibile sarebbe un intervento statale, che alla fin fine preleva sempre dai poveracci che hanno la cattiva sorte di lavorare alla produzione.

Si evidenziano immediatamente due problemi.

Il primo consiste nel rapporto numerico vecchi / giovani. Meno giovani ci siano e più severo sarà l’onere dei contributi.

Il secondo consiste invece nel livello salariale dei giovani. Quando l’economia tira, i giovani trovano facilmente lavoro inquadrato stabilmente, ed anche ben remunerato. Ma nei momenti di crisi, né si trova lavoro né quel che si trova è remunerato in modo soddisfacente.

Destatis è esplicita. Al momento attuale in Germania vi sono 82.792 mln di abitanti, dei quali 73.113 mln sono autoctoni e 9.679 stranieri. I cittadini con ascendenza straniera sono 19.3 mln. I matrimoni sono stati nel 2017 407,466 contro 153,501 divorzi.

A tutto il 20 settembre lavoravano 45.012 mln, ma soltanto 32.609 mln di essi erano Em­ployees subject to social insurance contributions: i restanti 12.403 mln non erano tenuti a versare contributi sociali.

A conti fatti, sono questi 32.609 milioni di lavoratori che sopportano l’onere pensionistico dei vecchi, che siano inoltre in numero quasi eguale.

Non ce la fanno più.

*

Il ministro Spahn ha ragione da vendere.

«the elderly receive money from young people — even if they are the children of others»

*

Procreare è un dovere civico di ogni membro della Collettività: senza figli questa si estingue. I diritti sono definiti dai doveri.

È ingiusto pretendere che la Collettività mantenga persone che nulla hanno fatto per farla vivere.

Perché poi i figli degli altri dovrebbero sgobbare come somari per mantenere persone che non siano loro parenti?

E mantenere sarebbe ancora il meno, ma anche accudirle e pulirle quando si siano sporcate?

In poche parole: quanti non abbiano procreato sono semplici parassiti della Collettività.

Ben venga quindi una tassa sul nubilato, e che sia anche ben salata.


Deutsche Welle. 2018-11-10. German minister says childless people should pay more tax

Germany’s health minister has called for people without children to pay significantly more into the pension scheme. But others in the government have dismissed the idea as an attempt to punish childless residents.

*

Childless people should be paying much more towards care and pension insurance than those who have started a family, German Health Minister Jens Spahn said Friday.

In a guest commentary for the daily Südwest Presse newspaper, Spahn appealed for a fundamental rethink of the system, describing it as a question of fairness.

“In the pay-as-you-go system, the elderly receive money from young people — even if they are the children of others,” he wrote. He added that he spoke as someone who was “childless” and “willing to contribute more financially to the sustainability of the system” at a time when it was in trouble.

Labor Minister Hubertus Heil dismissed the controversial proposal as “more than a weird idea” aimed to “punish people without children, especially since childlessness is in many cases involuntary.”

Germany’s aging population and the retirement of post-war baby boomers has led to a mounting burden on health and social systems.

There is currently no difference in pension payments, but childless people between the ages of 23 and 64 already pay 0.25 percentage points more towards long-term care insurance than insured individuals with children.

Spahn, who is one of the three frontrunners to replace Chancellor Angela Merkel as leader of the conservative Christian Democratic Union (CDU), said that was how it should be. But he said the amount could “be more.”

“Parents raise future contributors and secure the system for the future,” the minister wrote.

Fair for all generations’

Spahn said the government needed to make the system “fair for all generations” now to avoid a situation where the shrinking number of young people over the next decade “find ways to shirk or evade the financial burden.”

He also called for an honest debate about “how we remain a human society, how we maintain our social institutions, if every third person in Germany is over 60 years old — and less than a fifth are younger than 20?”

Labor Minister Heil, who is from the center-left Social Democrats (SPD), said the support for families could come from elsewhere: “If we want to strengthen the financial foundation of pension insurance, we should be thinking about a higher pension insurance contribution for very rich people.”    

Also on Friday, Germany’s Bundestag approved a multi-billion-euro package to tackle staff shortages in the aged care sector, where there are currently some 35,000 vacant positions.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Mancano i medici. Secondo il Sole saranno sostituiti dalla intelligenza artificiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-03.

Heisenberg 001

Più passa il tempo e più si apprezzano le parole dell’on Calenda

Calenda. ‘Al pd serve il presidente della associazione di psichiatria.’.

A nostro sommesso avviso però l’internamento in un manicomio competerebbe non solo alla dirigenza, ma anche ai loro iscritti.

* * * * * * *

Come ogni stato del socialismo reale che si rispetti, anche in Italia esiste un Gosplan, abbreviazione di Gosudarstvennoe Planovij Komitet, commissione statale per la pianificazione, che determina il numero di persone che possono iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia. Il pd ha accuratamente colonizzato ogni sia pur remoto posticino di burocrate: analfabeti di ritorno ma fedelissimi dell’on Renzi.

Nulla deve sfuggire al controllo dello stato. Ci mancherebbe altro!

Vi lavorano tutte le migliori menti della nazione.

Mica roba da Premi Nobel: chiunque in fondo può conseguire questo premio. Basta soltanto che scopra la teoria della relatività oppure il neutrino. Quello riportato in fotografia ha scoperto il principio di indeterminazione., conquistandosi fama immortale

Per fare il funzionario nel Gosplan ‘de noiatri‘ devi avere almeno una ambitissima tessera del partito interno ed essere il fedele interprete del volere dei potenti. Se poi si fosse figli di …. oppure amanti di …. allora molte difficoltà si appianerebbero.

*

«Aumentano le chance per i maturandi che aspirano al camice bianco. E anche quelle per gli aspiranti veterinari e architetti. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato i decreti sui corsi universitari ad accesso programmato nazionale (Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni sanitarie, Architettura e Scienze della formazione primaria) con la specifica dei posti per ogni ateneo. E rispetto al 2017, aumentano i posti in tutte le facoltà.

Medicina e Odontoiatria, quelle più gettonate, avranno rispettivamente quasi 800 (da 9.100 passano a 9.779) posti e quasi 200 (si passa dai 908 del 2017 ai 1.096 del 2018) posti in più rispetto all’anno scorso. Una buona notizia per le migliaia di ragazzi e ragazze che si preparano ad affrontare il quizzone ministeriale. L’anno scorso si presentarono in 60mila e quest’anno potrebbero anche aumentare.» [Fonte]

* * * * * * *

Immigrati. Rimpiazzeranno gli 11,800 medici che mancano.

Italia. 169 vecchi ogni 100 giovani. Si prospettano tempi crudeli.

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

Il Sole 24 Ore pubblica un simpaticissimo articolo:

La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale.

«Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).»

*

«Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.»

*

«Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare.»

*

«FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.»

*

Fino a qui nulla di anormale. Si nota anche come inizi a comparire citata la soffocante burocrazia e la incosciente facilità di rimando a giudizio dei medici, laddove alla fine, dopo una decina di anni, arriva quasi invariabilmente l’assoluzione oppure il non luogo a procedere. Ma intanto una vita ed una carriera sono state rovinate e, guarda caso, quasi sempre con denuncie sporte qualche giorno prima dell’espletamento di un concorso.

Ma il Sole 24 Ore mica che si ferma qui: ci mancherebbe!

Se sicuramente il progresso tecnologico, ivi compreso l’uso di programmi di intelligenza artificiale possano concorrere a migliorare l’efficienza del servizio sanitario, pensare che l’intelligenza artificiale possa vicariare il sanitario è idea tipicamente liberal. Roba da pazzi.

Mancano, e mancheranno sempre più medici pediatri (6,001 pensionamenti contro 2,900 assunzioni), internisti ( 4,119 pensionamenti contro 2,280 assunzioni), e così via.

Quando il neonato starà male che faremo? Gli daremo un modulo da compilare?

Quando il vecchietto avrà la bronchite in casa, chi andrà a visitarlo? Un ingegnere elettronico?

*

Siamo chiari.

Utilizzeremo più che volentieri l’intelligenza artificiale quando questa avrà dimostrato di vicariare l’essere umano.

Un buon test potrebbe essere la verifica di come sappia prevedere i listini di borsa.


Sole 24 Ore. 2018-09-30. La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale

Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).

Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.

Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare. I dati più recenti in materia purtroppo risalgono al 2013 e sono inclusi in uno studio condotto da STEM su dati Agenas. Le differenze regionali saltano subito all’occhio: un dirigente medico costa mediamente 226 mila euro a Bolzano, 143 mila a Trento, 123 mila in Valle d’Aosta e 102 mila euro in Sardegna, 105 mila euro in Toscana e 107 mila euro in Umbria. Lasciando da parte Bolzano, un dirigente medico in Umbria costa alla sua regione oltre 30 mila euro in meno rispetto a un collega di Trento.

Tutto questo significa che chi lavora ha un carico enorme sulle spalle. Si chiama “sindrome da burnout” e mette a rischio buona parte della qualità delle cure mediche. In Italia, un’interrogazione  parlamentare presentata da FNOMCEO(Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.

Viene da chiedersi se forse anche la tecnologia possa venire in aiuto ed è senza dubbio interessante osservare che cosa sta accadendo in Cina, che negli ultimi anni ha investito pesantemente nella riforma sanitaria negli ultimi anni, per far fronte all’invecchiamento della popolazione e anch’essa alla carenza di personale. La Cina conta 1,8 medici praticanti su 1.000 cittadini, rispetto ai 2,6 degli Stati Uniti e ai 4,3 della Svezia.

Come riportano gli esperti del World Economic Forum , nel 2017, la città di Guangzhou ha aperto la prima clinica in Cina per diagnosticare la cataratta – con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Si prevede che lo strumento possa risparmiare tempo indirizzando i pazienti verso il miglior specialista per le loro esigenze, consentendo di trattare più pazienti. Yu Weihong, un oftalmologo presso Peking Union Medical College Hospital, in un’intervista di pochi mesi fa al New York Times dichiarava che a fronte dei due giorni che impiega lui stesso ad analizzare le immagine degli occhi dei pazienti da discutere poi con i colleghi, ci sono software di AI in grado di farlo in tempi enormemente inferiori. E non stiamo parlando di una tecnologia sconosciuta. Il software – spiega Weihong – è stato sviluppato da una start-up che ha raccolto 28,5 milioni di dollari da compagnie importanti della Silicon Valley, fra cui Sequoia Capital.

Secondo Yiou Intelligence, una società di consulenza con sede a Pechino, circa 131 aziende cinesi stanno attualmente lavorando per applicare l’IA nell’assistenza sanitaria, ma attenzione: non per sostituire i medici, ma per supportarli, come una sorta di assistente personale “intelligente”, ad esempio aiutandoli a ottenere una rapida panoramica di tutte le informazioni clinicamente rilevanti di un paziente. “Combinando i metodi di intelligenza artificiale come l’elaborazione del linguaggio naturale e l’apprendimento automatico con la conoscenza clinica – si legge – è possibile raccogliere tutte le informazioni clinicamente rilevanti del paziente in un unico posto. I medici possono così dedicare meno tempo alla raccolta di queste informazioni spesso sparse contenute in report non strutturati e quindi meno tempo seduti davanti a uno schermo per ottenere un’immagine completa del paziente.”

Sicuramente non basterà questo tipo di supporto per agevolare il lavoro della classe medica e tappare gli attuali buchi a livello di organico, ma in alcuni casi la tecnologia potrebbe diventare un valido alleato per velocizzare e rendere più agevoli alcuni aspetti del lavoro quotidiano dei medici.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. La denatalità che travolge la società.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-29.

Allucinazioni 001

La scienza demografica riesce a fare previsioni ragionevoli perché per sua natura ha dei parametri certi. Il parametro cardine è costituito dal fatto che l’essere umano necessita di nove mesi di gestazione e può entrare nel mondo del lavoro come minimo dopo diciotto anni, che salgono a trenta se dovesse seguire corsi universitari, master compreso.

Usualmente le nozze / convivenza accadono quando le persone abbiano trovato un lavoro dignitoso.

*

Le femmine italiane hanno un tasso di fertilità di 1.34, laddove il tasso di steady-state sarebbe 2.1.

La conseguenza è semplice: la popolazione autoctona italiana tende a scendere, avviandosi alla scomparsa.

Il problema è stato preso molto, ma molto alla leggera, soprattutto per un problema legato alla mentalità imperante che propugna la limitazione delle nascite e, qualora la femmina abbia concepito, il passo dell’aborto. La prole è vista cme un peso da cui guardarsi.

Con eguale leggerezza è stata smantellata accuratamente l’istituzione matrimoniale, concedendo separazioni e divorzi in modo quasi automatico, a semplice richiesta di parte. Al massimo, il rapporto matrimoniale è rimasto estinto nel suo aspetto di rapporti economici. Ma mentre il divorzio annulla tutte le conseguenze giuridiche del matrimonio, non ne estingue l’obbligo al mantenimento del coniuge: da questo punto di vista in Italia il matrimonio è tutelato persino meglio di quello ecclesiastico. Gli impegni economici che ne derivano sono semplicemente eterni.

Le attuali leggi sulla famiglia fanno tutto l’umano possibile per scoraggiare sia il mantenere unito il nucleo familiare sia il procreare la prole. La maternità è quasi non protetta e gli assegni familiari di una volta sono solo un deriso ricordo. La possibilità di frequentare asili nido è scarna.

La religione era ed è un potente mezzo di coesione e tutela del vincolo familiare, ma anche la religiosità è stata avversata.

Si badi bene.

La denatalità è un probema di Weltanschauung, non un problema meramente economico.

*

Questo fenomeni portano ad una decrescita della popolazione, ma questo non è il problema maggiore.

Il decremento non colpisce in modo omogeneo tutte le classi di età, ma solo ed unicamente la classe giovane. Il rapporto vecchi / giovani tende ad aumentare in continuazione e passa livelli critici.

Iniziano a mancare i giovani da immettere nel mercato del lavoro e per l’assistenza agli anziani.

Italia. 169 vecchi ogni 100 giovani. Si prospettano tempi crudeli.

Istat: Italia in declino demografico, più vecchi e soli

La scuola ha insegnanti vecchietti.

Immigrati. Rimpiazzeranno i 11,800 medici che mancano.

La storia ci da ampie dimostrazioni che nelle fasi di spopolamento i problemi maggiori e le maggiori tensioni non avvvengo a processo ultimato, bensì nelle fasi di transitorio, quando gli squilibri tra anziani e giovani sono più evidenti e maggiormente percepiti.

I vecchi necessitano di giovani che li accudiscano. Non sono autosufficienti: potranno essere anche ricchi, ma avranno pur sempre bisogno di un qualcuno che dia loro un brodino e li cambi quando si sporcano. Molti affermano, ostentando una grande sicurezza di quanto dicono, che si importeranno badanti. Ma una badante costa attorno ai 18,000 euro l’anno, più le spese di vitto ed alloggio. È un lusso che ben pochi possono permettersi. Non solo, in Italia si enumerano un po’ meno di 400,000 posti in ricoveri per anziani, che per loro natura sono lungodegenti: ma i vecchi sono quasi dieci volte tanti.

In una collettività fisiologicamente sana, si dovrebbero avere almeno tre giovani per ogni anziano.

Il futuro degli anziani è davvero terrificante. Per averne un assaggio, si vada in un qualche gerontocomio a vedere.

Dovrebbero ricevere assistenza pubblica solo quanti abbiano figliato.


Ansa. 2018-09-22. Italia fra 100 anni, per esperti solo 16 milioni di abitanti

La proiezione emersa nel Festival Statistica a Treviso

*

L’Italia fra 100 anni – a condizioni invariate rispetto ad ora – potrebbe veder crollare la propria popolazione, arrivando a poco più di 16 milioni di abitanti rispetto ai 59 mln 423mila attuali. Un puro esercizio statistico, che secondo gli studiosi deve far riflettere però sulle politiche per la natalità e il sostegno alle famiglie.

L’inquietante proiezione è emersa oggi a Treviso nella seconda giornata di Statistcall, il Festival della Statistica. In un programma informatico sono stati inseriti il tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), per capire – con tutte le altre condizioni alla pari – quante persone abiteranno a Penisola nel 2018: poco più di 16 milioni è stato il responso. “Perché ciò si verifichi tra cento anni, anche se già tra 20 anni saremo comunque 8 milioni in meno – ha detto il prof. Matteo Rizzolli della Lumsa di Roma – è sufficiente comportarsi come adesso, cioè non fare nulla per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia”.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

California. 12% della popolazione e 33% sotto soglia povertà.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-19.

California 001

La California è uno stato dalle grandi contraddizioni.

Se è vero che in California risiedono numerosi miliardari, se è vero che posti come Hollywood rigurgitino di ricchezza, sarebbe altrettanto vero ricordare che pur avendo il 12% della popolazione della federazione ha il 33% delle persone che vivono sotto la soglia della povertà. Il 60% dei residenti è senza lavoro stabile.

Basta solo lasciare il centro delle metropoli e visitare i suburbi: lì la povertà la si vede e la si tocca con mano.

* * *

«According to the United States Census Bureau Supplemental Poverty Measure, California has the highest poverty rate in the country»

*

«One in five people in California are living in poverty and the state’s residents account for 33% of all those on welfare in the United States, despite the state only being 12% of the country’s population»

*

«The state spent $958 billion on welfare programs between 1992-2015»

*

«According to the study, 60% of Californians are jobless and living in poverty.»

*

«One contributing factor to their high poverty levels is their lack of affordable housing. Housing in California has become increasingly out of reach for the middle class due to building regulations and space constraints. This has caused housing to consume far more of the average residents income than in other parts of the country, leaving them with less money for food, transportation, healthcare and other services»

* * * * * * * *

Tutto ha una spiegazione logica.

Lo stato della California è un ‘santuario‘ dell’immigrazione illegale: persone che non parlano la lingua, a basso tasso di istruzione, di quasi impossibile inserimento nel ciclo produttivo sono attivamente richiamate e poi lasciate in tale situazione precaria.

Il nodo consiste nel fatto che, almeno fino alla riforma varata dal Presidente Trump e che sta trovando attuazione nei tempi tecnici necessari, la legge dava la possibilità di mettere in detrazione dalla tasse federali le tasse pagate agli stati.

Lo stato della California aveva così imposto tasse statali molto elevate, che però non gravavano sui cittadini californiani bensì erano ripartite su tutti i cittadini della federazione. Le tasse statali erano del tutto trasparenti per i cittadini californiani.

Grazie a questa alchimia fiscale il budget della California permetteva di spendere, inter alias, 42 miliardi di dollari per interventi assistenziali, per mantenere, sia pure sobriamente, la popolazione sotto la soglia della povertà.

La sussistenza di costoro dipendeva, dipende, strettamente dall’elargizione governativa, diventando di fatto clientes del partito al governo, ossia dei liberal democratici.

Nessuno dovrebbe quindi stupirsi del perché la California sia un feudo liberal particolarmente roccioso.


CDP. 2018-09-12. $958 Billion Welfare, California Has Highest Poverty Rate In America As 60 Percent Baffles Democrats.

Nancy Pelosi represents California’s 12th district who advocates for policies like mass immigration which contribute to the states crippling poverty rate.

*

According to the United States Census Bureau Supplemental Poverty Measure, California has the highest poverty rate in the country. One in five people in California are living in poverty and the state’s residents account for 33% of all those on welfare in the United States, despite the state only being 12% of the country’s population. The state spent $958 billion on welfare programs between 1992-2015. According to the study, 60% of Californians are jobless and living in poverty.

California is a sanctuary state and is often championing movements which find ways to grant protections and entitlements to immigrants at the expense of Americans. While an astronomical 30% of Americans in California are receiving means-tested welfare, this pales in comparison to the 55% rate of use by immigrant families consuming this type of welfare. The state is handing over tons of cash to foreign nationals at the expense of Americans.

One contributing factor to their high poverty levels is their lack of affordable housing. Housing in California has become increasingly out of reach for the middle class due to building regulations and space constraints. This has caused housing to consume far more of the average residents income than in other parts of the country, leaving them with less money for food, transportation, healthcare and other services.

The state simply does not have enough jobs to support the hordes of immigrants they have taken in. The minority of the population who do hold jobs in California are often competing with illegals for work and having their wages suppressed by the mass migration of people from the third world who are willing to work much less an American whom expects a living wage be paid for their labor.

Democrats in California have consistently rejected forcing work requirements on the able-bodied individuals who receive welfare. Forcing those who can work to look for a job and/or maintain employment before receiving benefits is a policy unpalatable for the democrats who control the state.  Americans in California are mostly jobless and the ones who can find work are actually having their money taken through the highest state income tax in the union to support immigrants, the majority of which are on welfare.

The current system in place in California is unsustainable, according to a memorandum sent to Senator Boxer from Legislative Director Sean Moore and Senior Economic Advisor Marcus Stanley, “…the estimate that in 2009 California received $1.45 in Federal expenditures for each dollar paid in taxes is conservative and likely to be an underestimate.” However, the most recent Legislative analysis concluded that in 2015 the state received $0.99 for every dollar contributed in federal taxes, meaning the state was able to reign in some of its spending or mitigate it through higher state taxes.

Over the past two decades the state has increased taxes on its resident, on both their income and their purchases, i.e. gasoline. The state has also been continuously flooded with poor economic migrants, who are using up a huge portion of the available assistance paid for by and initially implemented to help Americans. California lost more Americans, who are statistically net contributors to overall tax revenue, in a mass exodus in 2017 than any other state, only to be replaced by foreign nationals who are a statistical net drain on their tax revenue, and a burden to their schools, roads and infrastructure.

California under Democratic rule has seen a rapid decline in both its ability to sustain itself and the quality of life for most of their residents. Their population of poverty stricken is vastly disproportionate to their overall population. Policies which continue to flood the state with parasitic foreign nationals while continuing to raise taxes on the contributing population will only push more people out of the state, evaporating their tax base.

The poverty-stricken California is a sad condition for the state to be in, and if the state is able to lobby the government to provide Amnesty for DACA recipients, something they claim to want, the decline will only accelerate. The Congressional Budget Office conducted a study and found about one in four DACA recipients to be functionally illiterate in English.

Granting hordes of unskilled and illiterate foreign nationals will allow them to apply for more benefits than they are currently consuming wildly out of proportion, hindering the states ability to turn around this disturbing trend.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Inizia a disgregarsi. Siamo all’inizio di una martoriata agonia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-30.

Merkel muss weg

I tedeschi sono un popolo ben strano. Solo che certe stranezze si pagano ed anche molto amaramente.

Per decenni i governi tedeschi, validamente aiutati delle ngo operanti sul suolo tedesco, hanno portato avanti una sistematica campagna di demolizione dell’istituto familiare, di separazione e divorzio ultrafacilitato e quasi di norma favorito, cui si è associata una violentissima campagna volta a ridurre il numero delle nascite. Dalla pillola anticoncezionale, alla spirale, all’aborto: il 14% delle gravidanze risulta essere stato interrotto dall’aborto.

A tutto ciò si associa nelle scuole elementari e medie inferiori l’introduzione dell’educazione sessuale: insegnamento nei fatti dedicato ad insegnare tutte le pratiche anticoncezionali.

L’attuale Weltanschauung tedesca considera la gravidanza alla stregua di una malattia da evitarsi. Non è un mero fenomeno economico: è un problema culturale.

Nulla da stupirsi quindi che se ne vedano gli effetti e l’inizio della fine, della estinzione degli autoctoni.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

*

Essendo il numero dei giovani significativamente ridotto, ne consegue che è ridotta l’immissione nel mondo del lavoro di forze nuove, almeno a rimpiazzo a quelle anziane che si ritirano in pensione. Nel settore della scuola erano già suonati numerosi campanelli di allarme.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

In Germania mancano disperatamente i così detti ‘skilled workers‘, ossia persone uscite dalle mitiche Berufsschulen, con un ciclo di studi della durata di circa quattordici anni. L’idea di poterli rimpiazzare con un immigrato si è dimostrata essere priva di ogni fondamento.

Ma questo sarebbe ancora il problema minore.

La Germania deve a breve rimpiazzare milioni di lavoratori con tempi di preparazioni varianti dai venti ai trenta anni di studio e con il perfetto dominio della lingua: maestri elementari, professori delle scuole, infermieri, professori universitari, funzionari degli istituti di credito, ricercatori, burocrati e funzionari dello stato. L’idea di mettere un ‘marocchino’ ad insegnare tedesco in una cattedra universitaria farebbe sganasciare dal ridere, se non fosse stato proposto nel parlamento tedesco.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

«A new study by the Bertelsmann Stiftung has revealed that elementary schools in Germany are facing a shortfall of 35,000 teachers. By 2025, there will be a need for 105,000 new primary school teachers»

*

Di questi giorni è suonato un altro campanello di allarme.

«Unqualified retirees and trainees are filling a gap left by teachers exiting the profession due to rising class sizes and difficulties with foreign languages of new pupils»

*

«The “dramatic shortage” of teachers is the worst Germany has seen for nearly three decades»

*

«There are currently around 10,000 teaching positions left unoccupied, and there are about 30,000 posts that are provisionally filled by non-teachers, newcomers, retirees and students»

*

«In Berlin, 70 per cent of newly hired primary school teachers are without any educational background»

*

«a “whole generation” of school pupils will be harmed by the shortage»

*

«The job has become more demanding, with bigger classes being filled with children who are at different levels»

*

«Many children also have language difficulties, she said. As a result, a lot of new teachers don’t last long in the profession»

*

«To solve the problem, GEW says there needs to be room for more pupils in schools»

*

«If the crisis is not addressed, the already “drastic situation” will only intensify, GEW warns»

* * * * * * *

L’unico modo per risolvere una crisi di denatalità è quello di riprendere a fare figli.

Ma, come abbiamo già detto, non è solo questione di aiuto economico alle famiglie con prole.

Senza un cambio di Weltanschauung il disastro diverrà in breve irrisolvibile: i tempi biologici non possono essere accorciati con un editto politico. 


The Telegraph. 2018-08-27. German schools in crisis amid teacher exodus

Unqualified retirees and trainees are filling a gap left by teachers exiting the profession due to rising class sizes and difficulties with foreign languages of new pupils, teachers groups in Germany have warned.

The “dramatic shortage” of teachers is the worst Germany has seen for nearly three decades, Heinz-Peter Meidinger, president of the German Teachers Association, said in comments published across German media on Monday.

“There are currently around 10,000 teaching positions left unoccupied, and there are about 30,000 posts that are provisionally filled by non-teachers, newcomers, retirees and students,” Mr Meidinger said.

In Berlin and Saxony the situation is particularly bad, according to Mr Meidiner. “In Berlin, 70 per cent of newly hired primary school teachers are without any educational background,” he told the Passauer Neue Presse newspaper. He added that a “whole generation” of school pupils will be harmed by the shortage.

Teachers in the country are under increasing pressure, Marlis Tepe, president of the The German Union of Education and Science (GEW) told Germany’s tagesschau24 television channel earlier in August. The job has become more demanding, with bigger classes being filled with children who are at different levels, Ms Tepe said. Many children also have language difficulties, she said. As a result, a lot of new teachers don’t last long in the profession.

To solve the problem, GEW says there needs to be room for more pupils in schools. “In the short term, however, we have to resort to extra measures,” Ms Tepe said. “Colleagues without a teacher training course need at least a crash course of several weeks to prepare.”

If the crisis is not addressed, the already “drastic situation” will only intensify, GEW warns. Well-trained teachers will move to good schools, while already struggling schools will be left to make do with inexperienced people teaching in classrooms.

Schools in Germany have also been slammed for not doing enough to tackle anti-semitism, which has grown in classrooms in recent months.

Josef Schuster, president of The Central Council of Jews in Germany, on Sunday criticised the use of “anti-Semitic stereotypes” in school textbooks. Mr Schuster said teachers must now be given special training to stamp it out.

Pubblicato in: Demografia, Stati Uniti

Stati Uniti. Il crollo della nascite yankee si associa a quello dei democratici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-17.

2016-11-09__Stati_Americani__001

L’Università del Wisconsin – Madison, si è dotata del laboratorio Apl.

«The Applied Population Laboratory (APL) is a group of research and outreach professionals in the Department of Community and Environmental Sociology at the University of Wisconsin-Madison.»

Questo Laboratorio lavora in stretto contatto con il Census Bureau.

«APL has an affiliation with the U.S. Census Bureau through the State Data Center Program, a network of state and university agencies across the country partnering with the Census Bureau to provide access to census data and products, training related to census data and products, and feedback to the U.S. Census Bureau. The APL shares responsibilities with the Wisconsin Demographic Services Center for providing the State Data Center function for the state of Wisconsin. In this role, the APL disseminates data and provides outreach, training, and technology transfer focused on U.S. Census Bureau products and programs which respond to the needs of data users at the local level.»

*

«Our demographic specialists can develop estimates and projections at a variety of scales, from local to national. The APL team has particular expertise in helping school districts plan for the future with enrollment projections. Our goal is to not only produce estimates and projections products, but to help our clients understand past and current trends and to prepare for a changing demographic future.»

* * * * * * *

Di questi tempi l’Applied Population Lab è uscito con un ponderoso Report:

White Deaths Exceed Births in a Majority of U.S. States

Sarebbe opportuno leggerlo in toto non solo per la sua portata demografica, ma anche perché alle mutazioni demografiche si accompagnano mutazioni politiche.

Data la lunghezza del Report, ne riporteremo solo alcuni abstract, anche se il testo del presente articolo è scritto sulla scorta del Report nella sua globalità.

* * * * * * *

«In 2016, more non-Hispanic whites died than were born in twenty-six states; more than at any time in U.S. history.»

*

«Some 179 million residents or roughly 56 percent of the U.S. population, lived in these 26 states»

*

«In contrast, non-Hispanic white (hereafter referred to as white) deaths exceeded births in just four states in 2004 and seventeen as recently as 2014.»

*

«White deaths also exceeded white births in the nation as a whole for the first time in U.S. history in 2016, according to data from the National Center for Health Statistics.»

*

«the substantial surplus of Latino births over deaths together with past immigration have contributed enormously to the growing diversity of the United States»

*

«the rising incidence of white natural decrease due to aging and below-replacement fertility among the 61 percent of the population who are white»

*

«The white natural loss of 39,000 in 2016 compares to a natural gain of 393,000 in 1999»

*

«In 2016, whites accounted for 77.7 percent of all U.S. deaths, but just 53.1 percent of births.»

*

«Demographers use the birth-to-death ratio (BDR) to track the changing relationship between fertility and mortality in a population. For whites, the BDR fell from 1.21 in 2000 to just 0.98 in 2016»

*

«there were 4.9 Latino birth for every Latino death, 3.9 Asian births for every Asian death and 1.7 African American birth for every African American death»

*

«Several states have protracted white natural decrease. It has been occurring for more than a decade in Florida, Pennsylvania, Rhode Island, West Virginia, California, New Mexico and Connecticut»

*

«state-level white natural decrease is occurring in populous states with diverse economies and numerous metropolitan areas such as California, Florida, Pennsylvania, New Jersey, Arizona, Massachusetts and more recently in Ohio and Michigan.»

*

«First, the percentage of the white population that is 65 and older in 2016 reflects the age structure of the state»

*

«Second, the percentage of white women who are in their childbearing years (15–44) in 2016 signifies the relative share of women who are capable of giving birth»

*

«Third, the white total fertility rate in 2016 represents the average number of births per woman in each state»

*

«Fourth, the percentage of white females less than 15 years of age represents the future cohorts who will enter their childbearing years in the near future»

*

«The white population is aging rapidly, as reflected in a rise in the median age for whites from 39 in 2000 to 43 in 2016. During the same period, the percentage of persons 65 and older increased from 15 percent of the white population in 2000 to 19 percent in 2016»

*

«Previous research suggests that natural decrease is more likely when there are fewer women of childbearing age. Overall, the number of white women of childbearing age (15–44) declined by 5.1 million between 2000 and 2016, or 12.5 percent»

*

«Nearly 55 percent of the early natural-decrease states are in the lowest fertility category»

*

«just 11.9 percent of New Mexico’s white females are under the age of 15, compared to 23.2 percent of those in Utah.»

*

«The Latino population is considerably younger (median age of 29 in 2016) and has moderately higher fertility rates than the white population, so Latino births exceeded deaths by a substantial margin in all fifty states and the District of Columbia»

*

«In California, for example, the Latino natural increase of 179,400 was far greater than the 25,300 natural decrease of whites. However, in the other nine states, the natural decline of whites was greater than the Latino natural increase»

*

«The first is the significant decline in U.S. fertility fostered by the Great Recession. Some 500,000 fewer babies are being born annually now than had pre-recession fertility rates been sustained. And, nearly 2.1 million more women of prime childbearing age are childless than would be expected»

*

«As white natural increase has diminished, the share of the U.S. population that is white has declined from 79.6 percent in 1980 to 61.3 percent in 2016. Census Bureau projections suggest that the white population will begin to decline in absolute numbers between 2030 and 2040, and that by 2050 whites will constitute less than half (47 percent) of the U.S. population.»

*

«the youth population—increasingly a population of color—will require major investments in education and training if the United States is to maintain a productive workforce in an increasingly competitive technological and global labor market.»

*

«In Europe, overall deaths exceed births in seventeen countries. Compared to the United States, European fertility rates are lower, the population is considerably older, and there are fewer women of childbearing age»

* * * * * * * *

Gli Stati Uniti di America stanno passando un momento di crisi di crescita, di grandi mutamenti.

America. I numeri della mutazione in atto.

Statistical Portrait of the Foreign-Born Population in the United States

America. 44.752 milioni sotto la soglia di povertà.

Una Collettività è equa e vivibile quando tutti stiano ragionevolmente bene: se poi qualcuno vivesse meglio degli altri, ben per lui. Non è problema l’incidenza dei ricchi e nemmeno la loro opulenza: il vero problema è che la povertà e la miseria non sono combattibili con i sussidi, bensì con la generazione di posti di lavoro dignitosi.

I liberal democratici americani hanno clamorosamente fallito in questo settore, e non solo in questo.

Il dato di fatto è che la popolazione bianca non prolifica: dapprima si ridurrà numericamente e quindi si avvierà a scomparire. È un fenomeno storicamente riscontrabile solo risalendo nel tempo fino al periodo del basso impero romano.

Da questo studio emerge chiaramente come il crollo delle nascite dei bianchi sia principalmente addensato negli stati dichiaratamente liberal, quali la California.

Questo è il frutto della Weltanschauung liberal, che rinnega la tradizione religiosa, storica sociale e culturale del popolo americano, ed ha fatto propria bandiera la lotta alla famiglia concepita come unione di un maschio con una femmina, al fine di procreare ed allevare la prole.

I liberal odiano la famiglia ed hanno fatto di tutto per demolirla con istituto. Si va da un femminismo che esalta la femmina sterile perché tale vuole essere, alla facilitazione giuridica di separazione e divorzio, alla campagna anticoncezionale, per finire all’aborto.

Secondo l’Alan Guttmacher Institute, nel 2014 gli aborti sono stati 926,200. Per la prima volta poi nello studio si ammette che tale decrescita è parzialmente dovuta all’attività delle associazioni pro life e al riconoscimento negli ultimi anni di diverse leggi in alcuni stati americani che hanno reso più difficoltoso per le donne poter abortire.

Avere 926,200 morti ammazzati sulla coscienza è invero gran peso

Senza aborti, i bianchi avrebbero un saldo più che attivo.

I liberal democratici bramano estinguersi, e questo sarebbe problema loro, se non avesse anche conseguenze politiche ed economiche non da poco.

Al decrescere dei bianchi fa riscontro l’incremento demografico degli ispanoamericani, la Weltanschauung dei quali differisce profondamente da quella liberal, e che Mr Trump ha saputo magistralmente interpretare.

Si prenda atto di questa realtà.