Pubblicato in: Demografia

Stranieri con cittadinanza italiana. 1.340 milioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-27.

2019-10-10__Stranieri 001

«Oltre 1 milione e 340mila persone hanno acquisito la cittadinanza»

«troviamo al primo posto la comunità marocchina con 184.333 persone che hanno ottenuto la cittadinanza. La seconda comunità per numero di acquisizioni è quella albanese con 169.644 conferimenti. Solo 12.552 cinesi diventano italiani. I rumeni sono terzi con 77.046 acquisizioni di cittadinanza, seguono poi i cittadini provenienti dall’India con 39.360 conferimenti.»

«La situazione cambia se si considerano, invece, gli stranieri residenti, ma che non hanno acquisito la cittadinanza. La composizione del podio non cambia, ma a condurre la graduatoria, in questo caso, sono i rumeni con 1.190.091 residenti, seguiti dalla comunità albanese (440.465 residenti) e marocchina (416.531). Ciò significa che ogni 100 stranieri marocchini ci sono 44 italiani di origine marocchina ed ogni 100 albanesi vi sono 39 italiani di origine albanese.»

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Premesso che ci sono ampie fasce di eccezioni, usualmente gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana sono inseriti nel mondo del lavoro, per lo più nelle classi di reddito medio – basse, ma comunque in ogni caso con un netto miglioramento rispetto a quanto percepito nell’antica patria.

A nostra conoscenza non sono disponibili sondaggi elettorali su questa fascia di popolazione. Tuttavia, da informazioni da prendersi con beneficio di inventario, sembrerebbero essere ben poco interessati alla politica nazionale ed alquanto più attivi nelle elezioni amministrative.

In ogni caso, sono cittadini italiani a tutti gli effetti, e la Collettività dovrebbe recepire ed ameno tentare di risolvere i loro problemi. Giusto e lecito che alimentino un ricordo delle passate tradizioni, altrettanto utile l’essersi integrati nelle nuove: sono due opzioni che dovrebbero essere sinergiche.

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Stranieri con cittadinanza italiana: marocchini primi

Oltre 1 milione e 340mila persone hanno acquisito la cittadinanza. Ecco da dove vengono: Marocco, Albania, Romania. Sono le principali terre di origine degli stranieri con cittadinanza italiana. Secondo quanto riportato nel Rapporto annuale 2019 dell’Istat, in totale, gli italiani per acquisizione sono oltre 1 milione e 340mila.

L’Albania al secondo posto

Il grafico sopra mostra le prime 10 comunità etniche con maggior numero di acquisizioni di cittadinanza al 1° gennaio 2018. Tra queste, troviamo al primo posto la comunità marocchina con 184.333 persone che hanno ottenuto la cittadinanza. La seconda comunità per numero di acquisizioni è quella albanese con 169.644 conferimenti.

Solo 12.552 cinesi diventano italiani

I rumeni sono terzi con 77.046 acquisizioni di cittadinanza, seguono poi i cittadini provenienti dall’India con 39.360 conferimenti. Nella lista delle prime 10 nazioni da dove provengono i nostri nuovi connazionali troviamo anche l’Egitto (24.125), l’Ucraina (23.096) e il Bangladesh. A chiudere la top ten, la Moldova con 18.654 acquisizioni di cittadinanza e due comunità asiatiche: le Filippine ne hanno ottenute 16.725 e la Cina solo 12.552.

Gli stranieri con cittadinanza italiana

La situazione cambia se si considerano, invece, gli stranieri residenti, ma che non hanno acquisito la cittadinanza. La composizione del podio non cambia, ma a condurre la graduatoria, in questo caso, sono i rumeni con 1.190.091 residenti, seguiti dalla comunità albanese (440.465 residenti) e marocchina (416.531). Ciò significa che ogni 100 stranieri marocchini ci sono 44 italiani di origine marocchina ed ogni 100 albanesi vi sono 39 italiani di origine albanese.
La Cina, fanalino di coda nella classifica delle acquisizioni di cittadinanza, è quarta per numero di stranieri residenti, che sono 290.681. Ultimo posto per gli egiziani (119.513).

Dove si stabilizzano i nuovi italiani

Secondo Istat, gli stranieri con cittadinanza italiana tendono a stabilizzarsi maggiormente al Centro e al Nord, dove si registra un’incidenza sul totale dei residenti superiore al 10 per cento, rispetto al Sud: nel Mezzogiorno, infatti, la presenza di immigrati è di poco superiore al 4% rispetto ai residenti ed è più direttamente condizionata dall’ingresso di migranti in cerca di protezione umanitaria.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

SSN. Il fallimento dello stato inizia a fare i primi morti. Poi, ci sarete voi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-12.

Fallimento 1023

Cesareo rimandato per mancanza di anestesisti, perde il bambino

«Si presenta in ospedale e scopre che il figlio che porta in grembo è morto. E’ accaduto nell’ospedale di Vibo Valentia ad una donna di 32 anni. I familiari hanno riferito che alla donna, durante un controllo in cui non erano emerse anomalie, era stato detto che sarebbe stata chiamata per il cesareo. Ieri, 9 ottobre, alla gestante, presentatasi in ospedale non avendo ricevuto notizie, era stato detto che non si poteva procedere al parto cesareo per l’assenza di anestesisti e che quindi sarebbe dovuta  tornare l’indomani. Nel frattempo, però, il bambino è deceduto.»

Si legga con grande attenzione.

«non si poteva procedere al parto cesareo per l’assenza di anestesisti»

«Nel frattempo, però, il bambino è deceduto»

Bene.

Oggi quel bambino, domani Voi, quando cercherete invano un anestesista che vi addormenti per l’operazione che vi avrebbe salvato la vita. Oppure, quando cercherete un anestesista per fare operare Vostro figlio, mentre lo vedrete morire perché di anestesisti non ce ne sono più.

Questo è il bel risultato di avere al governo formazioni politiche stataliste, pianificatrici, idolatre della burocrazia. Vi promettono impossibili cose future e vi fanno morire ora come cani rognosi.

Già: mica che muoiano solo gli altri.

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Occorrerebbe fare molta attenzione. È da anni che segnaliamo accoratamente questo problema.

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

«Chiunque si periti di studiare anche solo superficialmente la ridda di leggi, norme e regolamenti che imbrigliano sia la formazione universitaria sia il servizio sanitario nazionale si troverà a rimpiangere e molto amaramente la burocrazia che vigeva nell’Unione Sovietica dell’epoca di Brèžnev.

Tutto dovrebbe essere sotto controllo di un immane moloch burocratico, che tutto dovrebbe prevedere e tutto dovrebbe sorvegliare. Il fine ultimo è la preservazione di posti e stipendi dei burocrati e dei funzionari: gli enti vivono benissimo, anzi ancor meglio, senza gli utenti.

Gli ospedali sopravvivono più che bene senza medici, senza infermieri e senza quegli incalliti seccatori che sono i malati. Ma chi mai si crederebbero di essere questi malati?»

«In 10 anni perderemo 47.000 camici bianchi, tra 5 non potremo curare 14 milioni di persone»

«L’ultimo caso a Parma. Il concorso per medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza bandito dall’azienda ospedaliera e universitaria è andato deserto»

«il precedente avviso per 23 posti aveva attratto appena nove adesioni»

«A Matera a un bando per 14 professionisti da distribuire tra pronto soccorso, radiologia e medicina generale non ha risposto nessuno»

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Sanità. Spesa totale 152.817 mld, pubblica 113.131 mld, famiglie 35.989 mld.

Sanità. Ancora concorsi deserti. Il buon senso non alberga più in Italia.

«Dal punto di vista del bilancio costa 152.817 miliardi ogni anno, ma 35.989 miliardi ce li devono mettere le persone di tasca propria se vogliono essere curate.

Dal punto di vista stipendiale gli emolumenti sono troppo bassi per poter rientrare degli investimenti fatti per poter studiare i sei anni di corso di laurea, i cinque di specialità e gli almeno tre di scuola di perfezionamento. Il medico inizia a lavorare ben dopo il trentesimo anno di età.»

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Se è vero che la morte di una persona è un dramma umano, la morte di un milione è un fatto statistico.

Nel corso degli ultimi decenni il servizio sanitario nazionale ha subito una burocratizzazione di portata tale da fare impallidire quello sovietico di infausta memoria. Contemporaneamente, gli accessi alla facoltà di medicina e chirurgia sono stati sottoposti ad una ‘programmazione‘ ministeriale i risultati della quale sono sotto gli occhi di tutti: mancano specialisti preparati ed i concorsi stanno andando deserti. Nel contempo, larga quota dei nostri laureati in medicina e chirurgia emigrano all’estero, ove sono liberi di poter lavorare ed ottengono stipendi in linea con la loro preparazione. Ma, quel che è peggio, a nessuno viene mai in mente di ritornare: chi glielo farebbe fare?

Ma nessuno si illuda, ma proprio per niente.

Per formare un buon anestesista occorre un ciclo di studio di oltre venti anni.

Se adesso vi è carenza di personale, anche cambiando tutto e deburocratizzando al massimo, per lungo tempo questa carenza peserà come un macigno, un masso ogni morte.

Bene.

Facciano una legge che mandi in sala operatoria i burocrati ministeriali

Né ci si illuda che il richiamo in servizio di medici vegliardi possa risolvere la situazione: anche se di provata esperienza, un vecchio è pur sempre un vecchio, e le forze fisiche hanno dei limiti biologici.

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Cesareo rimandato per mancanza di anestesisti, perde il bambino

La donna era stata mandata a casa e invitata a tornare, ma il bimbo è deceduto.

Si presenta in ospedale e scopre che il figlio che porta in grembo è morto. E’ accaduto nell’ospedale di Vibo Valentia ad una donna di 32 anni. I familiari hanno riferito che alla donna, durante un controllo in cui non erano emerse anomalie, era stato detto che sarebbe stata chiamata per il cesareo. Ieri, 9 ottobre, alla gestante, presentatasi in ospedale non avendo ricevuto notizie, era stato detto che non si poteva procedere al parto cesareo per l’assenza di anestesisti e che quindi sarebbe dovuta  tornare l’indomani. Nel frattempo, però, il bambino è deceduto.

La 32enne era arrivata alla fase finale della gravidanza essendo alla trentanovesima settimana di gestazione. Il controllo a cui si era sottoposta la donna, e dal quale non erano emerse anomalie, era stato effettuato il 26 settembre scorso. La gestante, alla quale era stato detto che a giorni sarebbe stata chiamata per effettuare il cesareo, non aveva però ricevuto più notizie. E così ieri, insieme al marito, si è recata in ospedale per chiedere spiegazioni sui motivi del ritardo dell’intervento, ricevendo la comunicazione dell’impossibilità di procedere al parto cesareo per l’assenza di anestesisti. Stamattina la nuova visita in ospedale con la scoperta della morte del feto.

L’Azienda sanitaria di Vibo Valentia ha disposto un’ispezione interna e in un comunicato ripercorre la vicenda: “La signora G.M.A., di 32 anni, il 26 settembre, essendo alla 37/ma settimana di gravidanza, si è presentata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia per i previsti accertamenti sanitari”.

“In tale circostanza la paziente, oltre alla visita preventiva, veniva sottoposta agli esami di laboratorio e strumentali (prelievo del sangue, ecografia, flussimetria, elettrocardiogramma, etc.) – continua il comunicato – Non emergendo problemi a carico del feto e della stessa paziente, quest’ultima è stata rinviata al proprio domicilio non prima di concordare con i sanitari un ricovero programmato per il 10 ottobre (39° settimana di gravidanza) al fine di procedere con il parto cesareo. Alle 10,21 di oggi la signora è stata sottoposta ad ulteriori controlli, dai quali purtroppo è emersa la presenza di un feto premorto”.

 “Una notizia molto dolorosa che dimostra come la situazione in Calabria sia catastrofica: è necessario un intervento di emergenza da parte del governo e tutte le regioni dovrebbero assumere e promuovere un ‘patto di solidarietà economica e di professionisti’ per sostenere la sanità calabrese”, afferma all’ANSA il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli.

“Le conseguenze della disorganizzazione della Sanità non possono ricadere sui cittadini. Per questo – ha sottolineato Anelli – bisogna fare il punto sulla questione Calabria perché il sistema non ha finora funzionato”. Da qui la richiesta di un “intervento di emergenza” da parte del governo ma anche di un ‘Patto di solidarietà’ da parte delle Regioni che, ha concluso, “dovrebbero contribuire a tamponare l’attuale emergenza di questa Regione fornendo professionisti ma anche risorse economiche”.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Germania. Aumenta il numero dei miseri, in gran parte femmine single.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-11.

Femminista e spazzatura

A quarant’anni era una femminista in tiro.


Il numero dei pensionati tedeschi che dovrebbe vivere con 905 euro al mese sta crescendo di giorno in giorno e si avvia a diventare il 21.6% della popolazione.

In questa categoria ricadono i lavoratori non qualificati ed i single, per lo più femmine.

Nemesi si beffa di questa società femminista: sai che bel sugo passare giovinezza e maturità facendo ciò che aggrada e poi subire decenni di miseria.

Respireranno, forse, aria pulita, ma sfamarsi con 905 euro al mese è impresa improba.

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«Financial problems in old-age are a worry for the majority of Germans.»

«A study by the Ernst & Young consulting company published at the start of 2019, found more than half of all Germans have a fear of living in poverty later in life.»

«A total of 56 percent of respondents said they were very or slightly scared of financial insecurity in old age, an 18 percent jump from 2017.»

«More than every fifth pensioner in Germany will face financial insecurity in the next 20 years, according to a new study»

«The proportion of pensioners at risk of poverty could rise from 16.8 to 21.6 percent»

«Groups particularly affected are low-skilled workers, single people – especially women – and people who’ve experienced long periods of unemployment»

«Schiller called for reform of the pensions system»

«Eastern German pensioners will have to cope with a particularly severe increase. The number of pensioners dependent on the state in eastern regions is currently a fairly low 6.5 percent …. But it could almost double to just under 12 percent by 2039»

«Precarious employment, part-time work, fixed-term contracts and breaks in working life for mothers can lead to financial struggles later in life»

«The current research uses data from 2018 that shows there are 31 people aged 67 and over in every 100 people of working age – and this could rise to 47 after the baby boomers enter retirement in 2038»

«Someone in Germany is generally deemed to be living in poverty if they live in a household with an income below 60 per cent of the current median (or typical) household income, although other factors are taken into account. According to the study, these are people whose monthly net income is less than €905»

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Il problema tedesco è riassunto molto bene da due articoli usciti di recente.

«All this begs the question – who will pay for us all when we’re older if there aren’t enough people to contribute to the social security system?»

«As a care crisis looms, Health Minister Jens Spahn thinks people without children should contribute more to the German social security system»

«In the pay-as-you-go system, the elderly receive money from young people – even if they are the children of others»

«Currently, there is no difference in the amount of pension tax (Rentenversicherung) that people pay, but there’s a clause which means people without kids already pay slightly more to the Pflegeversicherung»

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How Germany plans to fight its drastic shortage of care workers

«Around 1.6 million people work in the care sector in Germany. But almost 40,000 jobs are unfilled — and demand is growing due to an ageing population. What happens now?

Better pay, lighter workloads and more trainees: that’s how the government hopes to plug a huge vacancy gap in Germany’s crisis-hit care sector.

There are almost 40,000 unfilled nursing care positions throughout the country. The issue is particularly urgent because the number of people who need care in Germany is expected to rise significantly in the coming decades: from the 3.3 million counted in 2017, to four million by 2030, and 5.3 million by 2050, according to estimates by authorities.

Why? Because German society is getting older and that means there’s going to be a bigger burden on care services, which are already struggling to cope. At the other end of the scale, people are having less babies, although family friendly policies, like paid parental leave, do seem to be having a positive impact on the birth rate.»

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Should people without children be forced to pay more tax in Germany?

«As a care crisis looms, Health Minister Jens Spahn thinks people without children should contribute more to the German social security system. We spoke to an expert to find out why and what it all means.

We’ve all been there: the first time you open your payslip in Germany can come as quite a shock. Why? Well, because a big chunk of your wages is taken away in the form of tax and social security contributions.

This is, of course, a good thing in many ways because it should (hopefully) mean that we live in a country with good public services and that we’ll be provided with excellent health care when we need it, a pension in future and long term nursing care.

But there are problems ahead.

German society is getting older and that means there’s going to be a bigger burden on care services, which are already struggling to cope. At the other end of the scale, people are having less babies, although family friendly policies, like paid parental leave, do seem to be having a positive impact on the birth rate.

All this begs the question – who will pay for us all when we’re older if there aren’t enough people to contribute to the social security system?

Spahn, a politician who is vying to replace Angela Merkel as head of the centre-right Christian Democrats (CDU) when she steps down in December, last week tried to tackle this issue, which resulted in a bit of a frenzy across German media.

In an editorial piece for the daily Südwest Presse newspaper, All this begs the question – who will pay for us all when we’re older if there aren’t enough people to contribute to the social security system?

In an editorial piece for the daily Südwest Presse newspaper, Spahn said people who don’t have children should pay more towards care and pension insurance than parents do. He also said the current system was unsustainable. 

Spahn said that 3.3 million people currently receive long-term care insurance (Pflegeversicherung) benefits, 1.7 million people already live with dementia and 300,000 more are diagnosed every year, adding that the task to deal with it all is “growing”.

“In the pay-as-you-go system, the elderly receive money from young people – even if they are the children of others,” Spahn said.

Currently, there is no difference in the amount of pension tax (Rentenversicherung) that people pay, but there’s a clause which means people without kids already pay slightly more to the Pflegeversicherung.

Those without children between the ages of 23 and 64 contribute 0.25 percentage points more towards long -term care insurance than parents do.»

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Benissimo.

Adesso i quarantenni se la ridano pure di cuore. Tra venticinque anni non rideranno più. Saranno trattati per come hanno trattato.


The Local. 2019-09-12. Old-age poverty in Germany ‘set to rise significantly’

More than every fifth pensioner in Germany will face financial insecurity in the next 20 years, according to a new study.

The proportion of pensioners at risk of poverty could rise from 16.8 to 21.6 percent by 2039, according to research published on Thursday by the German Institute for Economic Research (DIW Berlin) on behalf of the Bertelsmann Stiftung. 

That’s the case even if the economy remains in good shape, researchers say. Groups particularly affected are low-skilled workers, single people – especially women – and people who’ve experienced long periods of unemployment. 

Christof Schiller, head of the study, said: “Even if the labour market develops positively, we must expect a significant increase in poverty among the elderly in the next 20 years.”

Schiller called for reform of the pensions system.

Someone in Germany is generally deemed to be living in poverty if they live in a household with an income below 60 per cent of the current median (or typical) household income, although other factors are taken into account. According to the study, these are people whose monthly net income is less than €905.

The proportion of pensioners who are dependent on the state to secure their livelihood could rise from the current nine percent to just under 12 percent by 2039. 

The DIW study found eastern German pensioners will have to cope with a particularly severe increase. The number of pensioners dependent on the state in eastern regions is currently a fairly low 6.5 percent –  probably as a result of higher female employment during the GDR era. But it could almost double to just under 12 percent by 2039.

What are the reasons for old-age poverty?

Precarious employment, part-time work, fixed-term contracts and breaks in working life for mothers can lead to financial struggles later in life. 

The pension system is also under pressure as the population gets older. The current research uses data from 2018 that shows there are 31 people aged 67 and over in every 100 people of working age – and this could rise to 47 after the baby boomers enter retirement in 2038.

The study lays bare the problems that lie ahead. Social security and how to deal with an ageing population are high on the agenda of Germany’s ruling coalition, made up of the centre-right Christian Democrats (CDU/CSU) and the centre-left Social Democrats (SPD).

Earlier this year, Labour Minister Hubertus Heil, of the SPD, presented his plan on introducing a basic pension (Grundrente) in Germany. It would see people who have clocked up 35 years of work, raised children or cared for relatives receive a supplement to their pension. It is intended to help those who receive a small pension.

But the Union is opposed to the basic pension being paid if the person concerned is not in need – for example, if that person has a partner with a good income who can support them. However, Heil insists on the model without means testing to avoid bureaucracy.

According to the study authors, the coalition plans, even without means testing, would not be “sufficiently targeted” to help those in need.

If implemented, the plans would limit the poverty risk rate to 18.4 percent by 2039, but many people would still fall through the net.

Schiller suggested adding a simple income test to Heil’s plans, which would ensure that only low-income households are taken into account, but would keep the administrative burden low.

He also said there should be more flexibility, which could help pensioners whose working lives have been interrupted by longer breaks in employment.

The report is primarily based on data from a representative survey of the German resident population (SOEP) conducted annually since 1984.

Financial problems in old-age are a worry for the majority of Germans.

A study by the Ernst & Young consulting company published at the start of 2019, found more than half of all Germans have a fear of living in poverty later in life.

A total of 56 percent of respondents said they were very or slightly scared of financial insecurity in old age, an 18 percent jump from 2017.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Putin, Russia

Russia. Il problema demografico. È in via di risoluzione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-24.

2019-07-10__Russia_Demografia__001

La demografia dei paesi derivati dal crollo dell’URSS è segnata dalle stigmate di settanta anni di comunismo, dal trauma sociale, politico ed economico dell’implosione del sistema e dalla profondità della crisi economica che ne è derivata.

Dopo la lunga, agonica conduzione di Mr Brèžnev, periodo di stagnazione sociale ed economica, al crollo del sistema nulla era stato approntato per sostituirlo. Due uniche istituzioni quelle più o meno sopravvissute con almeno una parvenza di efficienza: le forze armate nella loro componente di armamenti nucleari e l’allora Kgb e Gru.

La sorte dette alla Russia l’equivalente di quel grande statista che fu Deng Xiaoping: Mr El’cin.

In Occidente è uomo deriso e vilipeso, odiato perché è a Lui che si deve l’inizio della ricostruzione della Russia sulle macerie fumanti del materialismo storico. Uomo incredibilmente pratico, classico frutto russo, prese lucidamente atto della situazione e fece l’unica cosa logica da fare in quel momento. Disse ai russi: “Arricchitevi, non mi importa come, ma arricchitevi“. E questi si diedero un gran da fare. Seguirono dieci anni di apparente totale anarchia, ed anche di palesi ingiustizie.

Se il pil russo era 516 miliardi Usd nel 1990, nel 2000 era sceso a 278, mentre il pil procapite era crollato da 3,502 Usd a 1,899 Usd. Questi numeri indicano chiaramente quante lacrime e sangue sia costata la ricostruzione: l’obiettivo primario era quello di far crescere una classe, piccola a piacere, ma presente, di ricchi straricchi. Solo i ricchissimi avrebbero potuto finanziare la nascente ripresa economica. El’cin aveva fatto quello che mille anni prima avevano fatto le Repubbliche di Venezia e di Genova.

Agli inizi degli anni 2000 Gru e Kgb misero al potere Putin, degno successore di El’cin.

Con l’avvento di Mr Putin tutto cambia. La Russia doveva rientrare in un sistema grosso modo legale, ricostituire la autorità centrale dello stato.  Domare gli oligarchi non fu cosa semplice, e Mr Putin usò talora una mano ben pesante. Gli obiettivi erano, in ordine strategico:

– ricostituire il comparto produttivo, per iniziare a generare ricchezza generalizzata;

– ricostituire le forze armate alla pristina potenza mondiale, perché senza di esse nessuna politica estera sarebbe possibile;

– da ultimo, il welfare, ma solo da ultimo.

È un programma che ricalca strettamente quello a suo tempo fatto da Ciro il Grande, quando da un popolo misero e disarmato ne fece i padroni del mondo di allora. Siamo chiari: solo popoli come quello russo o quello cinese avevano, hanno, la resistenza morale per seguire una simile strada, del tutto aliena alla mentalità occidentale.

Se l’Occidente odiava e sbeffeggiava El’cin, odio ben maggiore riserva a Mr Putin. Si erano creduti di aver potuto eliminare la Russia dal contesto mondiale e costui te la fa risorgere ed ancor più potente di prima. I russi son disposti a mangiare per anni cavoli e saliva, ma vogliono, fortemente vogliono, ripristinare la gloria della loro nazione, della loro patria. Nei triboli si compattano.

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Senza aver presente codesto passato sarebbe impossibile comprendere il presente ed intravedere il futuro.

Un sistema socioeconomico così sotto tensione, con periodi di mera sopravvivenza per una grande quantità di persone, invogliava ben poco a formare delle famiglie ed ancor meno a proliferare.

Il grafico riporta fedelmente gli effetti di questi travagli storici.

Il tasso di fertilità crolla dai 2.5 a poco più dell’unità nel 2000. Ma adesso è già tornato ad 1.7, e con trend in crescita.

Se prima le nascite erano il doppio delle morti, nel 1991 queste ultime superarono le prime. Ma dal 2013 il numero delle nascite è lievemente superiore a quello delle morti.

«Since 2007 the authorities have been providing a one-time benefit in the form of certificate that can only be used for particular goods or services, adjusted annually for inflation, to mothers who have more than 1 child»

«In the same year the government set September 12 as the National Day of Conception, a day off from work for couples»

«It was hoped that 9 months later, on June 12, Russia’s National Day, there would be a bumper crop of children, and it was»

«Women who gave birth on that day could win refrigerators, money, or cars. Parents with 7 or more children are invited to the Kremlin and receive medals from the president himself.»

«The positive result of that action was only achieved in 2013»

«The authorities realize that the demographic problem can only be solved by strengthening the family.»

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Dalle crisi demografiche si esce soltanto rafforzando le famiglie, disponendo leggi che le proteggano e ne ostacolino la disgregazione, disincentivando l’uso di anticoncezionali e dell’aborto, sempre che esso sia legalmente permesso.

Poi, da ultimo ma non certo per ultimo, ripristinando i principi religiosi.


Gefira. 2019-07-08Russia’s demography is a case apart

The Russian Federation is the world’s largest country in terms of area, the largest producer and exporter of natural gas, crude oil, and many food products, which is why this state exerts a significant influence on others. If anything goes wrong there some countries will be rubbing their hands in delight that one of their competitors is getting weaker, while others will be in a difficult, situation, losing their main supplier or buyer.

Moscow is concerned about the demographic decline which negatively affects the country’s geopolitical, economic and military potential. Though the Russian population is not threatened with extinction in the foreseeable future, the media often describe the country’s demographic situation as difficult or critical. The labour force is said to be declining by 800 thousand workers every year. Immigration could be a solution but for a disproportionately high number of umie educated people among foreigners. A brain drain is yet another problem that the government needs to deal with.1)Certainly, pension expenditure will have to be increased because of the growing number of seniors or pensions will have to be reduced. There could arise a need to levy a higher income tax and extend the retirement age. As for now the authorities are focused on encouraging families to have children.

Since 2007 the authorities have been providing a one-time benefit in the form of certificate that can only be used for particular goods or services, adjusted annually for inflation, to mothers who have more than 1 child.2)In the same year the government set September 12 as the National Day of Conception, a day off from work for couples. It was hoped that 9 months later, on June 12, Russia’s National Day, there would be a bumper crop of children, and it was, but only a few times. Women who gave birth on that day could win refrigerators, money, or cars. Parents with 7 or more children are invited to the Kremlin and receive medals from the president himself.3)The positive result of that action was only achieved in 2013.4)The authorities realize that the demographic problem can only be solved by strengthening the family.5)

The population of the Russian Federal Soviet Socialist Republic increased from 87 million in 1922 up to 148 million in 1991 and remained at that level until 1996, after which it started to decrease. From 2009 the situation seemed to be improving slightly until last year, which was predicted by some economists because about the year 2010 women aged 25-30, i.e. those with the highest fertility rate, made up the biggest age cohort.6)There is a high possibility that in 30 years the population will drop by over 10 million and by 2100 it will have decreased by the same number. By 2050 Russia will be the 15th most-populous country, following the Philippines and Tanzania.7)

Already since about 1983, a few years before the end of the Soviet Union, the birth and fertility rates had been decreasing, which was one of the earliest signs of the coming crisis. After 1991 the number of deaths surpassed that of births: 12,2 as opposed to 10,7 per 1000 people respectively.

In 2000 1,2 million children were born and 2,2 million people died. Until 2012 the number of deaths had remained higher than that of births. Then the birth rate began to slightly exceed the death rate but only until 2016. In 2017 in each month there were 10%-15% fewer births than in 2016. The data from January to August of 2017 show that there was a loss of above 100 thousand people. At present, in Russia one birth occurs every 18 and one death every 16 seconds, so again more people die than are born. The fertility rate is about 1,7. In comparison to many other countries this is a relatively good result, but still below the replacement level.

Already since about 1983, a few years before the end of the Soviet Union, the birth and fertility rates had been decreasing, which was one of the earliest signs of the coming crisis. After 1991 the number of deaths surpassed that of births: 12,2 as opposed to 10,7 per 1000 people respectively.

In 2000 1,2 million children were born and 2,2 million people died. Until 2012 the number of deaths had remained higher than that of births. Then the birth rate began to slightly exceed the death rate but only until 2016. In 2017 in each month there were 10%-15% fewer births than in 2016. The data from January to August of 2017 show that there was a loss of above 100 thousand people. At present, in Russia one birth occurs every 18 and one death every 16 seconds, so again more people die than are born. The fertility rate is about 1,7. In comparison to many other countries this is a relatively good result, but still below the replacement level.

In the 60’s of 20th century people aged 65 and over made up 6% of the society, in 1991 – 10%, and now almost 14%. In the same time the number of children (aged 0-14 years) dropped by 13 percentage points, so it is clearly visible that society is aging. The population aged 15-64 had been shrinking till 1991 and then started growing until 2015. The Russian Federation’s life expectancy is low: 70,91, while for example the US boasts 78,84.

There are many causes behind it. Some of them are related to the means taken by Boris Yeltsin (First President of the Russian Federation) and then by Yegor Gaidar and Anatoly Chubais (First Deputy Prime Minister and Deputy Prime Minister of the Russian Federation respectively), who were in charge of the country’s social and economic transformation. Widespread unemployment, rampant inflation, empty shops made people feel insecure and discouraged them from starting a family. At present every fifth Russian does not want to have children. Psychologists investigating this topic think that now people are unable and unwilling to share life with someone else and compromise their own habits.9)For 100 marriages 80 end in divorce and because of that young women are afraid to be abandoned or become single mother. Moreover some of them, in particular from the middle class, are scared to lose attractive appearance, personal freedom and independence. Over the last 10 years educated and wealthy women have become increasingly childless, while these not educated give birth more often.10)Professional career can hardly be reconciled with having a family. It is believed that people have to make a choice between children, lack of self-development and poverty or vice versa, with nothing in between. According to VCIOM (Russia Public Opinion Research Center) about 10% of Russians do not have enough money to buy food. The number of people living in poverty grew from 15,5 million in 2013 to 19,8 million in 2016. So they cannot afford babies if they want to raise them in good conditions so much so that childcare facilities are few.

Russia is facing a bigger problem than the low birth rate: its death rate which stands at 13 per 1000 people while the world’s average is about 8, in US 8, in UK over 9. After the collapse of the USSR the death rate has increased largely due to alcohol abuse and suicide. At that time people were pushed into economic dire straits. A factory closed overnight, no financial resources to start a business, no potential customers for existing enterprises. The Yeltsin era was war in slow motion, razing the country to the ground, as it implemented the West’s advice.

The economic crisis hit the Russian health care system. There occurred diseases that are not even found in many Third World countries: diphtheria, typhus, cholera, typhoid, and especially tuberculosis. Mortality due to TB is dropping but still there are 320 new cases and 64 resultant deaths each day. The problem most often concerns men (infected women make up less than 50%), aged mainly 25-34 years. The major causes are bad living conditions, no treatment, late detection, insufficient number of medical laboratories, and low infection control. Tuberculosis hits primarily the homeless, unemployed, migrants, and drug and alcohol addicts. 11)

More than 30% of all deaths in Russia in 2012 were alcohol-related: ethanol poisoning, cirrhosis, accidents. The total consumption of pure alcohol in litres in 2010 was 32,0 for men and 12,6 for women, (average 22,3) whereas in the US at the same time it was 18,1 and 7,8 (13,3) respectively,12)which results in a rising mortality among men aged 50 and less. Russians are not only addicted to alcohol but also to drugs, mainly heroin. During the Soviet era, the country was not a significant consumer of narcotics but the situation has changed since the beginning of the new millennium. Between 1996-2006 the number of drug users increased tenfold. Now about 8,5 million Russians abuse illicit narcotics and 90% of them use heroin. One of the by-products of this phenomenon is the world’s fastest-growing HIV epidemic that affects a third of the drug addicts. In 2015 Russia recorded almost 100 thousand new HIV infections and in the following year about 1 million. Each day there are 80-100 HIV infection cases among women.13)

Another big problem is abortion. It is quite common and used for birth control. There are 480 abortions per 1000 live births (while in US 200, in Germany 135). It is a legal procedure up to 12th week of pregnancy and in special circumstances at later stages. In 1920 the Russian Soviet Republic was the first country in the world to allow abortion under all circumstances. Now abortions in Russia are available as a part of free health care package of mandatory medical insurance and every insured woman aged 16+ can request a free pregnancy termination.14)At the end of the 1990s officially there were 3 million abortions annually per 1 million births whereas according to unofficial estimates the number was 5-6 times greater. Until 2007 the number of abortions was higher than the number of live births. W 2008 there were 72 terminations of pregnancy per 100 births compared to 20/100 in US. Hand in hand with pregnancy termination many children – in 1993 5% of newborns and 5 years later 9% – are abandoned after birth. At the end of 1990’s there were about 1 million homeless children.15)

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  1. ↑ 25 лет спустя: демография после развала СССР, Настоящее Время 2016.

  2. ↑ The benefits of being a Russian mother, Russia beyond 2015-08-24.

  3. ↑ Why Putin is paying women to have more children… Inside Russia’s super families, The Telegraph 2017-03-10.

  4. ↑ 6 creative ways countries have tried to up their birth rates, Mental Floss 2016-05-11.

  5. ↑ Демографическое будущее России: депопуляция навсегда?, Библиотека учебной научной литературы.

  6. ↑ The Russian economy in 2050: Heading for labour based stagnation, BROOKINGS 2015-04-02.

  7. ↑ Western Sanctions Are Shrinking Russia’s Population, Foreign Policy 2017-10-19.

  8. ↑ Что стало с русскими в союзных республиках после развала СССР, Рамблер 2017-06-11.

  9. ↑ Почему так много людей не хотят вступать в брак, заводить детей? Ответы психолога, Первый канал 2010-02-25.

  10. ↑ Чайлдфри: почему женщины не хотят рожать, Mиp24 2016-04-12.

  11. ↑ Tuberculosis country profiles, WHO 2017-12-01.

  12. ↑ Russia is quite literally drinking itself to death, QUARTZ 2015-05-13.

  13. ↑ HIV and AIDS in Russia, Avert organisation 2017-06-13.

  14. ↑ Putin’s next target is Russia’s abortion culture, Foreign Policy 2017-10-03.

  15. ↑ Демография в России (1897-2030), Dissonnace.ru 2010-09-13.

Pubblicato in: Cina, Demografia, Geopolitica Asiatica

Mondo. La denatalità sta diventando una ‘crisi umanitaria’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-17.

Sainte Chapelle 004__

Chiunque abbia un qualche rudimento di storia dovrebbe aver ben presente la peste antonina, che dal 160 al 180 quasi dimezzò la popolazione dell’impero romano, dando la stura al suo declino: senza persone non esiste impero che tenga.

L’imperatore Marco Aurelio ebbe a dire che “la pestilenza attorno a lui era meno letale della menzogna, del comportamento maligno e della mancanza di vera comprensione“, ma sul letto di morte sentenziò: “Perché piangete voi per me, e non pensate piuttosto alla pestilenza ed alla morte comune?

La denatalità è diventata in poco meno di tre decenni quello che Elon Musk ed il fondatore di Alibaba Jack Ma hanno definito essere una ‘crisi umanitaria’.

«”Most people think we have too many people on the planet, but actually, this is an outdated view,” Musk said on a panel with Ma in Shanghai in August. “I think that the biggest problem the world will face in 20 years is population collapse — not explosion, collapse.” …. The speed of population decreasing is going to speed up. Now you called it a collapse. I agree with that,” Ma said.».

Mentre la peste antonina colpiva la gente indipendentemente dall’età, causando quindi un decremento bilanciato tra le classi di età, la denatalità riduce la numerosità della popolazione falcidiando il numero dei giovani, da cui in breve perdita della numerosità della forza lavoro, non più in grado di accudire e mantenere gli anziani. Questo sarà il dramma nel dramma.

«These dire projections are shared by demographers who argue that the world’s population will virtually stop growing by the end of this century, due in large part to falling global fertility rates.»

«For three decades, China operated the “one-child” policy of population control. This was abandoned in 2016 in favor of a two-child policy to boost the labor force.»

«But average fertility rates keep falling, even as restrictions are lifted.»

«In 2016, after the one-child policy was abandoned, there were 17.86 million births. This dropped to 17.2 million in 2017 and 15.2 million in 2018 – the third-lowest rate since the foundation of the People’s Republic of China in 1949.»

«Much of China’s astonishing economic growth of the past four decades has been fueled by a young labor force, but this too is in rapid decline, while the elderly population is dramatically increasing.»

«In China in 2017, the ratio was six workers in the 20-64 age bracket supporting one senior citizen at least 65 years old. This will decline to 2.0 workers in 2039 and 1.6 in 2050.»

«No social security net, no family security and a pension crisis — this will evolve into a humanitarian catastrophe. As women …. will be the main victims of population control»

«Average fertility rates in Taiwan and Hong Kong from 2001 to 2018 were 1.14 and 1.07 respectively. These areas all fall within China’s cultural sphere.»

* * * * * * *

Su questo settore si assiste ad un crescendo di pubblicazioni.

Global population decline will hit China hard

«Business leaders and analysts see the global population declining in the next century, and China will be badly affected. The Asian nation is well-advised to make precautions soon to avoid a humanitarian crisis»

Aging populations challenge China, India, Iran and Japan

«Childless employees under the age of 40 could pay a percentage of their wages into a fund for newborn babies. If they were to have two children, they would be entitled to parental benefits; should they have just one child, they would be entitled to a refund of their contributions only after reaching the legal retirement age»

Aging Japanese Society Worries Experts

«Seven million people will soon be getting a pension from their companies and the state. But half of Japan’s retired generation has to survive on the state pension alone — an average of 2.7 million yen, or 15,000 euros a year. ….

The figures such as the gross domestic product show that Japan is a rich country. But not everybody shares these riches. The older the people get the bigger the differences between the poor and the rich become, between those people who were able to save and those who needed the money to live. That means that there are poor people who have to work their whole life regardless of their age»

IMF’s Christine Lagarde worried about Asia’s aging population

«The head of the International Monetary Fund has praised Asian nations for their efforts toward economic expansion and poverty reduction. But she warned that an increasingly aging population might become a huge obstacle.»

China faces problem of caring for an aging population

Aging China lacks caregivers

* * * * * * *

Una delle tristi eredità dell’ideologia libera socialista è il considerare la persona umana come un mero strumento economico. È un classico errore logico, ove una verità parziale è assunta come se fosseverità generale.

L’essere umano ha sicuramente anche una sua dimensione economica, ma questa non estingue la globalità della persona: esiste la mente, il sentimento, la volontà, il libero arbitrio.

Non solo. Esistono sicuramente dei diritti, ma questi corrispondono e traggono origine da ben precisi doveri. Non esisteono diritti senza i relativi doveri.

Nell’aderire ad una Collettività, la persona ne ricava alcuni diritti, per esempio, quello di essere tutelato nella sua esistenza fisica, ma nel contempo si carica di oneri e doveri.

Per sussistere, per continuare a vivere, la Collettività ha bisogno che siano generati costantemente nuovi membri: in caso contrario si destina alla estinzione. Ma scopo primario di una persona incardinata in una Collettività è quello di mantenerla in vita: quindi, di figliare.

Il fatto, possibile, che una persona sterile abbia generato ricchezze in nulla concorre a mantenere in vita la Collettività: senza nascite, questa può solo morire, anche se fosse straricca.

Sorge poi il problema del perché un giovane dovrebbe farsi carico di vecchi che non hanno figliato e che non siano suoi parenti: ne ha già più che a sufficienza di dover pensare ai suoi, sempre poi che lo voglia fare.

Nei fatti, il problema della procreazione è pertinente più la Weltanschauung che l’economia. Ma una vera politica familiare si contraddistingue non tanto dalle facilitazioni economiche, quanto piuttosto dall’aver strutturato l’istituto familiare in modo robusto, ponendo seri limiti alla sua disgregazione. Poi, che dire? La politica della regolazione delle nascite, anticoncezionali ed aborto, sono proprio l’opposto di ciò che serve a ristabilire gli equilibri generazionali.

Se è ragionevole che dei genitori ambiscano a dare ai figli quanto meglio possano, sarebbe altrettanto ragionevole constatare che mica tutti siano tenuti a frequentare la Yale University, andare a lezione di flauto trasverso, oppure fare le ferie girando il mondo. Si potrebbe benissimo vivere da persone normali.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, l’ideologia liberal socialista individua nella religione un nemico mortale. Ma senza religione viene a mancare la visione del trascendente e, con essa, la speranza. È una cultura dell’immanente, priva di visione futura, che trova nel suicidio l’unico sbocco coerente.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Germania. Un pensionato su due ha meno di 900 euro al mese. Non votano Cdu.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-16.

Cervello Tedesco 001

Chiunque voglia imparare quelle frasi tedesche che gli insegnanti si genano ad insegnare potrebbe fermarsi a fare quattro chiacchiere con una di quelle vecchiette che ravattano nei cassonetti alla ricerca di qualcosa di ancora commestibile.

Frasi del tutto colorite, spesso espresse in forme dialettali, ma facilmente comprensibili se non altro dal tono con cui sono proferite.

«Millionen Altersrentner bekommen in Deutschland so wenig ausgezahlt, dass sie kurz vor der Armut stehen. Das Problem wird sich weiter verschärfen.»

“Milioni di pensionati di vecchiaia in Germania sono pagati così poco che sono sull’orlo della povertà. Il problema è destinato a peggiorare”

«Mehr als jede zweite Rente liegt unter 900 Euro»

“Più di una pensione su due è inferiore a 900 euro”

«Danach haben 51,4 Prozent der Altersrentner im Jahr 2018 weniger als 900 Euro erhalten. Das seien mehr als 9,3 Millionen Menschen gewesen. 58,6 Prozent der Rentner bekamen demnach weniger als 1.000 Euro.»

“Il 51,4% dei pensionati di vecchiaia ha ricevuto meno di 900 euro al mese nel 2018. Erano più di 9.3 milioni di persone. Il 58.6 per cento dei pensionati ha ricevuto meno di 1.000 euro”

«Die Armutsgefährdungsschwelle für eine Person lag im Jahr 2017 bei 999 Euro im Monat, schreibt die Bundesregierung weiter»

“La soglia di rischio di povertà per una persona era di 999 euro al mese nel 2017, continua il governo federale”

«Die Armutsquote bei Über-65-Jährigen liegt nach den Angaben bei 14,6 Prozent, bei der Bevölkerung insgesamt beträgt sie 15,8 Prozent»

“Il tasso di povertà per le persone di età superiore ai 65 anni è del 14.6% e del 15.8% per l’intera popolazione”

« Die Zahl der Empfänger von Grundsicherung im Alter ist von 2017 auf 2018 von 544.090 auf 559.419 gestiegen.»

“Il numero di beneficiari dell’assicurazione di base per la vecchiaia è passato da 544,090 nel 2017 a 559,419 nel 2018”

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Germania. 5.3 milioni di depressi.

Secondo gli ultimi sondaggi, in Sassonia la Cdu perderebbe 13.4 punti percentuali, passando dal 39.4% al 26%, mentre AfD guadagnerebbe 16.3 punti percentuali, passando dal 9.7% al 26%.

Questi sassoni sono davvero incontentabili e senza riconoscenza.

Frau Merkel elargisce quasi 2,000 euro al mese ai migranti, lasciando ai concittadini ben 900 euro al mese per la vecchiaia. Si dirà: ha concesso loro la vita.

E poi queste vecchiette non voterebbero più la Cdu che le ha messe a dieta: si prospetta l’Holodomor dei vecchietti.


Sächsische. 2019-07-26. Jede zweite Rente liegt unter 900 Euro

Millionen Altersrentner bekommen in Deutschland so wenig ausgezahlt, dass sie kurz vor der Armut stehen. Das Problem wird sich weiter verschärfen. 

Berlin. Mehr als jede zweite Rente liegt unter 900 Euro. Das geht aus einer Antwort der Bundesregierung auf eine Anfrage der Linksfraktion hervor, die dem epd vorliegt. Danach haben 51,4 Prozent der Altersrentner im Jahr 2018 weniger als 900 Euro erhalten. Das seien mehr als 9,3 Millionen Menschen gewesen. 58,6 Prozent der Rentner bekamen demnach weniger als 1.000 Euro. Zuerst hatte darüber das “RedaktionsNetzwerk Deutschland” berichtet.

Die genannten Rentendaten beziehen sich den Angaben zufolge auf die Rentenzahlbeträge, also auf den Betrag der Rente nach dem Abzug von Sozialbeiträgen und vor dem Abzug von Steuern. Die Linken-Bundestagsabgeordnete Sabine Zimmermann erklärte: “Es lässt sich schlicht nicht leugnen, dass die gesetzliche Rente nicht mehr armutsfest ist.” Viele kämen nur deshalb über die Runden, weil sie sich gezwungenermaßen zur Rente etwas hinzuverdienten. Das Problem werde sich verschärfen, denn auch gute Betriebsrenten und die Absicherung über den Ehepartner würden seltener werden, sagte die Vorsitzende des Seniorenausschusses im Bundestag.

Die Bundesregierung verweist darauf, dass allein aus der Höhe einer gesetzlichen Altersrente grundsätzlich nicht auf soziale Bedürftigkeit geschlossen werden könne, weil dabei mögliche zusätzliche Einkommensquellen und die konkrete Haushaltssituation nicht berücksichtigt seien. Geringe Rentenbeiträge würden in der Regel durch zusätzliche Einkünfte oder das Einkommen des Ehepartners ausgeglichen, teilte die Bundesregierung mit.

Die Armutsgefährdungsschwelle für eine Person lag im Jahr 2017 bei 999 Euro im Monat, schreibt die Bundesregierung weiter. Über die Armutsrisikoquote von Altersrentnern gebe es keine offiziellen Zahlen. Die Armutsquote bei Über-65-Jährigen liegt nach den Angaben bei 14,6 Prozent, bei der Bevölkerung insgesamt beträgt sie 15,8 Prozent. Die Zahl der Empfänger von Grundsicherung im Alter ist von 2017 auf 2018 von 544.090 auf 559.419 gestiegen. (epd) 

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Elezioni Brandenburg e Sachsen. Crollano i partiti tradizionali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-02.

2019-09-02__Germania__ 001

Si è votato in Brandenburg ed in Sachsen, due Länder tedeschi ove il 66% degli elettori si percepisce come cittadino tedesco di seconda classe, sensazione condivisa persino dal 56% dell’elettorato Cdu.

2019-09-02__Germania__ 002

Questi sono i dati elettorali.

La Cdu in Brandenburg è scesa al 15.6% (-7.4 pp), in Sachsen è scesa al 32.1% (-7.3 pp).

La Spd in Brandenburg è scesa al 26.2% (-5.7 pp), in Sachsen è scesa al 7.7% (-4.7 pp).

La Linke è scesa in Brandenburg al 10.7% (-7.9 pp), in Sachsen è scesa al 10.4% (-8.5 pp).

I Grüne in Brandenburg sono saliti al 10.8% (+4.6 pp), in Sachsen sono saliti all’8.6% (+2.9 pp).

AfD in Brandenburg è salita al 23.5% (+11.3 pp), in Sachsen è salita al 27.5% (+17.8 pp).

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2019-09-02__Brandenburg__001

2019-09-02__Brandenburg__002

2019-09-02__Brandenburg__003

2019-09-02__Brandenburg__004


2019-09-02__Sachsen__ 001

2019-09-02__Sachsen__età votanti 000

Deutsche Welle, giornale del governo tedesco a forte impronta socialdemocratica, riporta così i risultati elettorali:

Germany: AfD set for second spot in eastern elections

«The key takeaways:

– Chancellor Angela Merkel’s center-right Christian Democrats (CDU) will remain the strongest party in Saxony, with just over 32% of the vote. In Brandenburg, they scored 15.6%.

– The center-left Social Democrats (SPD) will hold on to the top spot in Brandenburg with 26.2%, down from 31.9% in the previous election in 2014. The SPD received just 7.7% of the vote in Saxony.

– The far-right Alternative for Germany (AfD) made gains in both states, at 27.5% in Saxony and 23.5% in Brandenburg. While these represent massive leaps from their results in 2014, when the party was only a year old, they’re very similar to the AfD’s scores in the two states in the last national election in 2017.

– The Green party, typically at its weakest in Germany’s east, rode its recent success in EU elections with 8.6% in Saxony, and 10.8% in Brandenburg.

– The Left party won 10.7% in Brandenburg and 10.4% in Saxony.

– With the SPD and CDU continuing their downward slides, the fact that every other party has sworn not to work with the AfD and the votes relatively evenly dispersed among smaller parties, forming a coalition in both states could be tricky. ….

The AfD in Saxony has said it will push for Sunday’s result to be declared invalid, after legal troubles left them with too few candidates to fill their seats in the state parliament. Their 27.5% result should give them 38 seats, but the state constitutional court slashed their list from 61 candidates to 30, citing formal mistakes in the way the lists had been drawn up.

However, it’s possible the AfD will still end up with 38 people able to take seats, if the party wins enough of the direct contests in each voting constituency to plug the gap.»

* * * * * * *

Ci si sarebbe francamente stupiti se i liberal socialisti avessero letto i risultati elettorali in modo differente.

*

– Se in Brandenburg nel 1994 la Spd aveva il 54.1% degli Elettori, ad oggi vale il 26.2%. Un risultato di per sé buono, ma visto nell’ottica storica solo la conferma del suo declino, ed infatti ha perso ancora un 5.7 punti percentuali. La Cdu ha perso 7.4 punti percentuali. La Große Koalition, che aveva nel 1990 il 67.6% dei voti, ad oggi non raggiunge che a stento il 41%. Questi risultati sembrerebbero smentire una vittoria di questi partiti. Ma anche la Linke evidenzia un lento ma costante declino nel tempo: nel 1994 valeva 18.7% ed oggi il 10.7%.

– Ragionamenti analoghi possono essere fatti per il Sachsen, ove Cdu, Linke ed Spd hanno perso 7.3 pp, 8.5 pp e 4.7 pp, rispettivamente.

– Afd ottiene ottimi risultati. Sembrerebbe alquanto fazioso sostenere che non abbia ottenuto una maggioranza assoluta e che, quindi, abbia perso.

– Sia in Brandenburg sia in Sachsen i Grüne ottengono buoni risultati, ma in proporzioni minori alle propensioni al voto nel Länder occidentali.

Il risultato finale è che in ambedue i Länder si dovranno formare governi di coalizione, e questo tra partiti che si stanno guardando in cagnesco, lottando per la sopravvivenza.

* * * * * * *

Ma i risultati più significativi sono, a nostro avviso, quelli relativi al voto stratificato per classi di età.

Germania. Età mediana degli Elettori. La quasi metà sono vecchi.

La metà del corpo elettorale tedesco è di età maggiore ai 55 anni.

AfD è il partito più votato nella fascia di età 18-29 con il 22% ed in quella 30-44 con il 31%. Nella fascia di età 45-59 ottiene un 32%, testa a testa con il 33% della Cdu. Questo partito invece primeggia con il 43% nella fascia degli ultra sessantacinquenni.

Cdu è il partito dei vecchi e dei pensionati, mentre Afd è quello dei giovani e di quanti lavorino.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Età mediana degli Elettori. La quasi metà sono vecchi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-31.

2019-08-30__Germania età mdiana

Il Bundesinstitut für Bevölkerungsforschung (BiB) ha rilasciato il Report

Medianalter der Wahlbevölkerung zum 31.12.2018.

«Der Median gibt dabei den Wert an, bei dem die Hälfte der Wahlberechtigten älter, die andere Hälfte jünger ist. Demnach hat Sachsen-Anhalt mit 56,2 Jahren die älteste Wahlbevölkerung in Deutschland, gefolgt von Thüringen (55,8 Jahre) und Mecklenburg-Vorpommern (55,7 Jahre). Im Gegensatz dazu wohnt die jüngste Wählerschaft in den Stadtstaaten Hamburg (49,3 Jahre) und Berlin (51,2 Jahre), in den Flächenländern sind es Bayern (52,4 Jahre) und Baden-Württemberg (52,5 Jahre). Grundlage dieser Berechnung sind die zum 31.12.2018 in Deutschland lebenden Menschen mit deutscher Staatsangehörigkeit im Alter von 18 und mehr Jahren.

Das Medianalter der Wahlbevölkerung insgesamt hat sich in den letzten Jahren in Deutschland auf 53,3 Jahre erhöht. Ursache für den Anstieg ist die allgemeine Bevölkerungsalterung. Die regionalen Unterschiede sind in erster Linie die Folge von Binnenwanderungen – diese waren in den letzten drei Jahrzehnten vor allem von Ost nach West und vom Land in die Verdichtungsräume gerichtet. „Speziell für die ostdeutschen Flächenländer hat der Wegzug jüngerer Menschen in den 1990er und 2000er Jahren zu einer verstärkten Alterung der verbliebenen Bevölkerung geführt“, erklärt der Geograph Dr. Christian Fiedler.»

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La mediana indica il valore a cui la metà degli Elettori sono più anziani e l’altra metà più giovani.

Questi conteggi si basano sulla totalità delle persone con cittadinanza tedesca di età superiore ai 18 anni e che vivano in Germania al 31 dicembre 2018.

Come si constata, la metà degli Elettori tedeschi è costituita da pensionati e da persone che hanno non più di dieci anni al pensionamento. Essi esprimono quindi tutte le attese di una categoria da questo punto di vista assai omogenea.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Demopolis. Sondaggio del 30 agosto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-31.

Se è vero che la Lega evidenzia una lieve flessione della propensione al voto, scendendo al 33%, sarebbe altrettanto vero il notare come né il PD né il M5S abbiano tratto vantaggio dall’accordo sul governo nascente, restando sostanzialmente stabili.

Se queste percentuali attribuite dovessero dimostrarsi costanti nel tempo, ma in tre anni tutto può accadere, anche il ripristino di una legge elettorale a proporzionale secco sembrerebbe non favorire la vittoria di una coalizione PD – M5S.

Il vero campo di battaglia si preannuncerebbe essere il problema della stasi del sistema economico e quello del mondo del lavoro.

P.S.

È stato notato che si parla ci coalizione PD – M5S, oppure rosso – gialla, ma mai di coalizione M5S – PD, oppure giallo – rosso.

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Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Alle elementari non si studia più il tedesco.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-27.

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L’allarme è dato dal Deutsche Welle, testata giornalistica governativa, gestita in gran parte da membri della SpD.

«Students come from 42 different nations, including Turkey, Bulgaria, Syria, Greece and Nigeria»

«In grade one, more than 80% of the kids are the children of migrants, and many of them start their primary education with little to no German-language skills»

«The issue has also divided language pedagogues. Some support more rigorous language prerequisites and testing before a child can start elementary school. Others have highlighted the importance of integrating children in German schools as soon as possible in order to boost language abilities»

«Many of the children here have only ever been exposed to their native language»

«each first-year class of around 20 children is appointed two teachers and one assistant. Among the instructors are Polish, Arabic and Turkish-speakers, and some of them know firsthand what it’s like to go to school while learning German as a second language»

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Nessuno si stupisca di codeste frasi: sono la pura e semplice realtà dei fatti.

Germania. Già ora è realtà geografica non di un popolo.

«Gemäß einer Studie der Gesellschaft für deutsche Sprache ist 2018 der häufigste Name für ein Neugeborener in Berlin Mohammed gewesen. Dies gilt in allen möglichen Schreibvarianten, wie die Gesellschaft mitteilte.»

I recenti dati forniti da Destatis, l’Istituto di statistica tedesco, sono cimiteriali.

«Gli ultra sessantacinquenni sono 17.281 milioni, dei quali 15.289 (88.47%) milioni autoctoni e 1.990 (11.53%) milioni non di etnia tedesca. Per il naturale rinnovo, entro quindici anni circa mancheranno all’appello 15.289 milioni di tedeschi autoctoni.

Considerando invece i giovani in età compresa tra 0 e 15 anni, questa classe di età ammonta a 10.836 milioni di persone. Gli autoctoni sono 6.539 (60.3%) milioni mentre 4.297 (39.7%) sono non tedeschi.

Le femmine straniere sono infatti solo il 24.5% della popolazione femminile, ma figliano il doppio di quelle tedesche: ossia il 39.6%.»

Questa situazione porta solo ed unicamente ad una conclusione:

Germania. Destatis. Crollo persone in età lavorativa dai 51.8m ai 40m nel 2035.

«Alla diminuzione della numerosità della popolazione al lavoro conseguirà una diminuzione dei contributi pensionistici versati, da cui ancora un inasprimento del problema di come fare a pagare le pensioni in essere, visto che esse sono pagate con i contributi versati.»


Germany: 20.8 million people with immigrant background

«Only 15% of 20.8 million people with an immigrant background came as asylum-seekers.»

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Il problema della denatalità delle femmine autoctone tocca, eccome!, i tedeschi autoctoni quarantenni: se non riprendessero a fare figli non potrebbero andare in pensione. Ognuno fa le sue scelte e ne è il diretto responsabile.

Poi, a cose fatte, ci penserà la Sharia.

P.S. Tra quindici anni ci saranno ancora tedeschi madrelingua per insegnare il tedesco nelle scuole?

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Questi dati non sono ignoti né a Mr Putin, né a Mr Trump né a Mr Xi: ed essi ne stanno traendo le conseguenze.


Visiting a Berlin elementary school where German isn’t always spoken

«Kids in Germany are trickling back to school as a debate heats up about holding back those with poor German. DW’s Kate Brady visited a Berlin classroom to see the struggles and successes of German-language learners.

It’s the first week back at school at Christian Morgenstern elementary school in Berlin’s western district of Spandau. A colorful garland hangs from the ceiling of class 1A: “Congratulations on starting school!”

Below it, some 20 wide-eyed first-year students listen to their teacher. Some of the 6-year-olds are raptly attentive; others seem more interested in their new pencil cases proudly showcased on their desks. Freshly made name tags sit in front of each child: Mehmet, Shakira, Ameena, Roy. Absent are the traditionally German-sounding Florians, Stefans and Anjas.

The school itself is named after German poet and translator Christian Morgenstern. It teaches some 570 children, aged six to 12, across six grades. Students come from 42 different nations, including Turkey, Bulgaria, Syria, Greece and Nigeria. In grade one, more than 80% of the kids are the children of migrants, and many of them start their primary education with little to no German-language skills.

Call for better German proficiency

For Christian Morgenstern, the start of the school year has coincided with a national debate about whether those 6-year-olds who lack German-language proficiency should be held back from starting grade one.

The debate was spurred by remarks that Carsten Linnemann, a high-ranking member of Chancellor Angela Merkel’s conservative Christian Democrats (CDU), made to the German regional newspaper Rheinische Post in early August. The politician called for tougher matriculation language requirements, saying, “A child who barely speaks and understands German has no place yet in an elementary school,” and should instead receive additional preschool instruction. 

Linnemann’s comments prompted a backlash from German media, as well as from fellow members of the conservative CDU. But a poll published on Wednesday by Insa polling institute showed that not all Germans are on the same page.

The poll, which surveyed 2,060 citizens, found that 50.2% agreed with Linnemann’s statement while 32.1% disagreed. When respondents were sorted for political affiliation, some 60.1% of CDU supporters backed Linnemann. The highest amount of support came from fans of the far-right Alternative for Germany (AfD) party, with 85.9%. 

The issue has also divided language pedagogues. Some support more rigorous language prerequisites and testing before a child can start elementary school. Others have highlighted the importance of integrating children in German schools as soon as possible in order to boost language abilities.

‘No blanket measures’

Christian Morgenstern head teacher and principal Karina Jehniche says she’s a strong advocate of preparing children better before they start school, but is against blanket measures.

“Like in any school, the development of each child is different. Many of the children here have only ever been exposed to their native language,” Jehniche said. ….

At Christian Morgenstern, each first-year class of around 20 children is appointed two teachers and one assistant. Among the instructors are Polish, Arabic and Turkish-speakers, and some of them know firsthand what it’s like to go to school while learning German as a second language.»