Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Islamizzazione dell'Occidente, Senza categoria

Queste vignette sono di disegnatrici islamiche che vivono in paesi islamici.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-31.

2016-12-31__vignette__001

100 Women 2016: Female Arab cartoonists challenge authority

«”The issue that symbolises male guardianship most in our country is the question of young brides,” says award-

“There is a trend for wealthy Gulf men to travel to the impoverished Egyptian rural areas to find much younger, temporary brides.”

As a hard-hitting political cartoonist tackling taboo issues like FGM and sexual harassment, el-Adl frequently courts controversy and has even been accused of blasphemy.»

2016-12-31__vignette__002

*

2016-12-31__vignette__003

C’è però un conto che non torna in modo vistoso.

*

Nella famiglia islamica usuale, la stragrande maggioranza dei casi, i figli sono allevati dalle madri, non dai padri.

Non a caso si parla di lingua materna, non paterna.

Sono le madri, ossia le femmine, che allevano i figli maschi con la mentalità che hanno ed inculcano alle figlie femmine i moduli comportamentali che esibiscono.

Cercare di piantare a forza taluni canoni occidentali nella mentalità islamica corrente è davvero una forzatura.

La presidenza Obama ha cercato di farlo da otto anni con ben pochi risultati. Ed il venti gennaio Mr Obama uscirà di scena.

Sono decenni che le femministe nostrane ci stanno tentendo, ma la loro ideoloiga sta dissolvendosi.

*

In ogni caso occorre avere pazienza.

Due generazione e l’Europa potrebbe essere islamizzata, così almeno si prodiga Frau Merkel.

Annunci
Pubblicato in: Politica Mondiale, Sistemi Politici

Putin. ‘поздравляю его и членов его семьи с наступающим Новым годом.’

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-31.

kremlino-001

In cauda venenum.

Sul sito ufficiale del Kremlino – Il Presidente della Federazione Russa -, è comparso un breve appunto del Presidente Putin. Lo riportiamo in orginale, perchè la stampa occidentale lo ha ripreso solo parzialmente, omettendo l’ultima frase. La riportiamo spiegando in nota in cosa consista: conoscendo i russi non consentirebbe sonni tranquilli.

Tre frasi taglienti, quanto spiritose.

Ma la quarta, non riportata dalla stampa internazionale, è gelidamente sferzante.

«По сложившейся международной практике у российской стороны есть все основания для адекватного ответа.»

In accordo con la prassi internazionale in vigore, da parte russa ci sarebbero tutte le ragioni per una risposta adeguata.

*

«Оставляя за собой право на ответные меры, мы не будем опускаться до уровня «кухонной», безответственной дипломатии и дальнейшие шаги по восстановлению российско-американских отношений будем выстраивать исходя из политики, которую будет проводить администрация Президента Д.Трампа.»

…. il ripristino delle relazioni russo-americane sarà costruito sulla base della politica che effettuerà l’amministrazione del presidente D.Trump.

*

«Более того, всех детей американских дипломатов, аккредитованных в России, приглашаю на новогоднюю и рождественскую ёлку в Кремль»

Inoltre, invito al Capodanno attorno all’albero di Natale al Cremlino tutti i figli dei diplomatici americani accreditati.

*

«поздравляю его и членов его семьи с наступающим Новым годом.»

Auguro a lui [Obama] ed alla sua famiglia un Felice Anno Nuovo!

* * * * * * *

Nota.

Per chi non avesse buona memoria, ricorderemmo che così si concluse il messaggio di capodanno 1941 di Stalin.

E tutti sanno come poi andò a finire.


Kremlin. President of Federation. 2016-12-31. Заявление Президента Российской Федерации

30 декабря 2016 года

15:15

Новые недружественные шаги уходящей администрации США расцениваем как провокационные, направленные на дальнейший подрыв российско-американских отношений. Это явно противоречит коренным интересам как российского, так и американского народов. С учётом особой ответственности России и США за сохранение глобальной безопасности – наносит ущерб и всему комплексу международных отношений.

По сложившейся международной практике у российской стороны есть все основания для адекватного ответа.

Оставляя за собой право на ответные меры, мы не будем опускаться до уровня «кухонной», безответственной дипломатии и дальнейшие шаги по восстановлению российско-американских отношений будем выстраивать исходя из политики, которую будет проводить администрация Президента Д.Трампа.

Возвращающиеся на Родину российские дипломаты проведут новогодние каникулы в кругу родных и близких – дома. Мы не будем создавать проблем для американских дипломатов. Мы никого не будем высылать. Мы не будем запрещать их семьям и детям пользоваться привычными для них местами отдыха в новогодние праздники. Более того, всех детей американских дипломатов, аккредитованных в России, приглашаю на новогоднюю и рождественскую ёлку в Кремль.

Жаль, что администрация Президента Б.Обамы заканчивает свою работу подобным образом, но, тем не менее, поздравляю его и членов его семьи с наступающим Новым годом.

Поздравляю и избранного Президента Д.Трампа, весь американский народ!

Желаю всем благополучия и процветания!

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Martin Schulz trombato prima ancora di presentarsi alle elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-31.

Jean-Claude Juncker und Martin Schulz in der Wahlarena

Memento mori.


In Germania la socialdemocrazia ha avuto severe perdite di consensi in tutti i Länder ove si è votato questo anno, con cali anche di dieci punti percentuali, ossia del 30% – 40%. Al momento attuale le proiezioni la darebbero in sede federale tra il 20% ed il 25%.

A questo calo farebbe riscontro sia la concreta possibilità di concorrere alla cancelleria, sia anche di poter formare un governo che raggruppasse tutte le formazioni tedesche di sinistra.

Ma poiché anche la Union, ossia la coalizione Cdu – Csu, sembrerebbe dover perdere una decina di punti percentuali, potrebbe anche essere in forse la riedizione di una nuova Große Koalition.

Nel corso di questo anno la Spd ha rettificato grandiosamente le propri posizioni politiche, ed al momento la maggior parte dei suoi punti programmatici ricalcano quelli di AfD: ma nemmeno queste abiure hanno consentito di ridurre le perdite.

*

Herr Martin Schulz, obbligato a lasciare la presidenza del Parlamento Europeo, aveva rumorosamente avanzato la propria possibile candidatura quale leader nelle elezioni del Land Nordrhein-Westfalen, che dovrebbero tenersi il 14 maggio. In quel Land la Spd sembrerebbe dover scendere dal 39.1% al 30%, perdendo così nove punti percentuali e Herr Schulz si era convinto di poter rovesciare la situazione.

Sulla scia dell’euforia di questa supposizione, Herr Schulz si era notevolmente slargato e si era proposto anche come candidato alla cancelleria. Il tutto con grandissimo strepito sula stampa internazionale.

Martin Schulz fuels speculation he could challenge Angela Merkel, after stepping down as president of European Parliament.

Martin Schulz to run in German election, leaving EU parliament.

EU Parliament president Martin Schulz to step down – setting stage for Angela Merkel challenge

Martin Schulz will not seek third mandate as president of the European Parliament

Avendo un grande, molto grande concetto di sé stesso, Herr Martin Schulz era fermamente convinto di poter diventare il padrone della Germania.

Sulla sua strada si sarebbe trovato Herr Sigmar Gabriel, presidente del partito Spd, ma Herr Martin Schulz pensava che al solo sentire nominare il suo nome tutti gli avversari sarebbero sublimati nel nulla.

Ma in perfetto stile tedesco e socialista, ecco prontamente arrivare le “pugnalate alle spalle“. Da Sigfrido in poi sono sempre state scuse non richieste.

In Austria l’Fpö ha raggiunto il 47.6% dei suffragi: non è riuscita per un soffio a conquistarsi la Presidenza, ma questa è una percentuale che la propone alla Cancelleria austriaca. Poi è venuta la doccia fredda della débâcle dei pidiini italiani al referendum, ed infine la mazzata del crollo dei liberals democratici americani, che sono riusciti a perdere Presidenza, Congresso e Senato, e tutti e tre in un sol colpo: annientati come i cartaginesi a Zama.

End of EU? Brussels devastated over Trump’s win as Schulz admits life will be ‘harder’

L’elezione di Mr Trump alla Presidenza americana assume in un simile contesto una portata molto più potente rispetto alla sola presidenza: adesso Mr Trump è in effetti sia padrone della situazione negli Stati Uniti sia si trova come controparte europea un Mr Juncker battuto da ogni punto di vista, un’Olanda ed una Francia che nel giro di qualche mese cambieranno dirigenza politica, ed infine una Frau Merkel azzoppata.

Herr Martin Schulz era strategicamente messo fuori ruolo.

*

Adesso il mesto annuncio dato dal Der Spiegel.

«Schulz gibt Rennen um SPD-Kanzlerkandidatur auf

Wer führt die SPD in die Bundestagswahl? Nach SPIEGEL-Informationen hat der Europapolitiker Martin Schulz gegenüber Genossen erklärt, dass er nicht mehr mit seiner Kanzlerkandidatur rechne.

Die Entscheidung, wer Kanzlerkandidat der SPD wird, liegt nun allein bei SPD-Chef Sigmar Gabriel. Zumindest muss der Vizekanzler keinen echten internen Konkurrenten mehr fürchten: Sein aussichtsreichster Mitbewerber Martin Schulz hat nach Informationen des SPIEGEL noch vor Weihnachten gegenüber Genossen zu erkennen gegeben, dass er nicht mehr damit rechnet, Spitzenkandidat der Partei bei der Bundestagswahl 2017 zu werden. …. »

*

«Wer führt die SPD in die Bundestagswahl?» Chi guiderà la Spd nelle elezioni politiche federali?

«Nach Spiegel-Informationen hat der Europapolitiker Martin Schulz gegenüber Genossen erklärt, dass er nicht mehr mit seiner Kanzlerkandidatur rechne.» Secondo le informazioni dello Spiegel, l’eurodeputato Martin Schulz avrebbe dichiarato ai compagni di non contare più a lungo sulla sua candidatura al cancellierato.

*

Ad Herr Martin Schulz resta solo da sperare che al prossimo film girato a Cinecittà sull’argomento, gli sia ancora riservata una particina come Kapo.

Una certezza però gli resta. Noi ci ricorderemo sempre di lui e di quello che ha fatto. Eichmann ce lo siamo andati a prendere, lo abbiamo processato, condannato e giustiziato.


Ansa. 2016-12-31. Martin Schulz rinuncia a sfidare la Merkel

L’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, avrebbe confidato a suoi compagni di partito di voler rinunciare a sfidare Angela Merkel alle prossime elezioni, lasciando così il campo libero alla candidatura del presidente del partito, Sigmar Gabriel. Lo rivela lo Spiegel in edicola oggi. Il nodo del candidato Spd alla cancelleria verrà ufficialmente sciolto alla fine di gennaio, ma già all’inizio del nuovo anno un comitato ristretto del partito dovrebbe avallare la scelta.

Tutti i sondaggi indicano che al momento Martin Schulz avrebbe chance migliori di competere con Merkel, ma al voto mancano ancora 9 mesi e comunque la decisione spetta al presidente del partito. Il sondaggio più recente, di due giorni fa, dell’istituto Forsa indicava in 39 punti (52 a 13) il vantaggio di Merkel su Gabriel in un ipotetico duello diretto.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Austria. Gli strani effetti dell’Fpö al 47.6%. Vienna alleata del Visegrad.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-31.

fpoe-logo

Peculiare caratteristica dei teutoni e dei socialisti è quella di comprendere come stanno le cose quando sono stati presi a cannonate. Sembrerebbe quasi che senza cannonate, oppure una qualsiasi altra forma coercitiva molto violenta,  il loro encefalo si rifiutasse di funzionare. A seguito di questa caratteristica passano buona parte del loro tempo prima a crogiolarsi nelle loro idee incuranti della realtà, poi, di conseguenza, a piangere sul latte versato. Il caso austriaco è paramount.

Se è vero che in Austria l’Fpö non abbia conquistato la Presidenza, è altrettanto vero che abbia conquistato il 47.6% dei voti. Quanto basta a vedersi assegnata la Cancelleria alle prossime elezioni politiche nazionali.

Drammatica la presa di coscienza dei socialdemocratici al governo.

«Austria says the credibility of the European Union is at stake if it continues to treat Turkey as a potential member»

*

«Austria’s foreign minister, Sebastian Kurz, has called for drastic consequences for countries which fail to take back their asylum-seeking citizens»

*

«many of countries have no interest in us sending back their citizens»

*

«failed deportations of rejected asylum seekers or those who have committed a criminal offense»

*

«The money transfers from the refugees from Europe to their home country are an important economic factor»

*

«for countries that are unwilling to take back their citizens, the funds for development cooperation must be cut»

*

«Vienna has allied itself with the Visegrad group – Poland, Hungary, Slovakia and the Czech Republic – against the EU’s migrant policy»

* * * * * * *

Ricapitoliamo.

Quando AfD ed Fpö dicevano che l’Austria avrebbe dovuto allearsi al gruppo Visegrad e prendere posizioni contro i paesi che si fossero rifiutati di riprendersi i migranti dal loro fuggiti furono coralmente tacciati di essere razzisti, xenofobi, nazisti, intolleranti, antislamici e persino omofobi.

Adesso che lo dice il Ministro degli Esteri Herr Sebastian Kurz sono invece cose giuste, sante, probe, amorose nei confronti di migranti ed islamici.

Se i paesi dai quali i migranti sono fuggiti non se li riprendessero, allora basterebbe bloccare le rimesse finanziarie dei migranti verso il paese di origine.

Sono cifre da capogiro, specie se fossero convertite in denaro per potere di acquisto. I 1,150 euro che il migrante percepisce al mese come argent de poche,  vitto ed alloggio a carico del Contribuente, se in Austria non sono gran cifra, nei paesi emergenti sono quasi quattro volte il reddito mediano.

E l’Austria dispone di un voto in seno alla Commissione Europea.

Figurarsi poi cosa accadrà dopo le elezioni politiche olandesi e dopo quelle presidenziali e politiche in Francia.


Deutsche Welle. 2016-12-29. Austrian foreign ministers threatens refugee homelands with severe sanctions

Austria’s foreign minister, Sebastian Kurz, has called for drastic consequences for countries which fail to take back their asylum-seeking citizens. Following the recent Berlin attack, he also called for tighter borders.

*

In an interview with German magazine Der Spiegel, the Austrian foreign minister said “many of countries have no interest in us sending back their citizens.”

Severe measures are necessary in order to address the number of  failed deportations of rejected asylum seekers or those who have committed a criminal offense, Kurz said.

‘Less-for-less principle’

According to plans from Vienna, countries that refuse to take back their citizens are expected to receive noticeably less development aid from Europe.

“The money transfers from the refugees from Europe to their home country are an important economic factor,” according to Kurz.

The EU therefore has to act according to the “less-for-less principle,” Kurz said – meaning that those you do less will receive less financially. 

In short, “for countries that are unwilling to take back their citizens, the funds for development cooperation must be cut.” Even the threat would lead to a massive rethink, Kurz told Der Spiegel.

Tighter borders

In light of the recent terror attack on a Berlin Christmas market, the Austrian foreign minister also demanded better security of European external borders.

“If we cannot control who emigrates to the EU and who lives here, that is a security risk,” Kurz said, adding that it would be “fatal to equate refugees with terror.”

On the other hand, he said, it was a mistake to believe that refugees could never become criminals or terrorists.

“I warned a year and a half ago that the refugee routes could also be used by terrorists, which unfortunately proved to be right,” he added.

Visegrad allies

Throughout the refugee crisis, Vienna has allied itself with the Visegrad group – Poland, Hungary, Slovakia and the Czech Republic – against the EU’s migrant policy.

Earlier this year, Austria was also instrumental in the closure of the Balkan route used by migrants to travel to northern Europe after it tightened its border controls and set a ceiling on asylum applications.

As recently as November, Austria also sent 60 troops to Hungary to help build infrastructure along the border with non-EU member Serbia. Defense Minister Hans Peter Doskozil insisted, however, that the soldiers would not be armed, nor involved in intercepting refugees who make it into Hungary after overcoming the fence, rolled out along the Hungarian-Serbian border.


Deutsche Welle. 2016-12-12. Austria threatens to block Turkish accession

Austria says it will send a “clear political signal” that the Turkish government’s crackdown in the wake of the country’s failed coup is unacceptable. Its foreign minister says the EU “must react” to Ankara.

*

Austria says the credibility of the European Union is at stake if it continues to treat Turkey as a potential member.  A day before foreign ministers are due to discuss Turkey’s accession negotiations, Austrian Foreign Minister Sebastan Kurz (pictured) demanded the process be stopped.

More terror attacks in Turkey over the weekend led President Recep Tayyip Erdogan to expand his purge of those he accuses of being involved in terrorist activities or the failed coup plot launched against him in July. Hundreds more people, including in particular members of the Kurdish-dominated People’s Democratic Party (HDP), have now been added to the more than 100,000 individuals already dismissed from their jobs, thrown in prison or placed under official supervision. 

Kurz told DW this behavior is just not acceptable. “In Turkey, dissenters are intimidated, journalists and opposition politicians are imprisoned. The death penalty is to be introduced. We as the European Union must react to this,” he explained. “[A]s long as the negotiations are not frozen, the European taxpayer’s money flows into Turkey as a rapprochement support – hundreds of millions of euros each year. I do not know how to justify that.”

Kurz says the bloc should adopt the attitude of the European Parliament, which approved a non-binding measure last month 479 to 37, with 107 abstentions, calling for a suspension of talks due to Ankara’s “disproportionate repressive measures.” He’s prepared to reject last month’s European Commission progress report on Turkey, which would then prevent it being approved by heads of state later this week. That’s a complicated move in itself, as it also would throw Balkan hopefuls into the same delayed status.

Reaction from Kurz’s colleagues Monday was split. Slovak Foreign Minister Miroslav Lajcak, whose country chairs the rotating presidency at the moment, says Tuesday’s discussion will be “not easy.” He disagrees with the Austrian view. “I don’t think we have to stop negotiations,” Lajcak said upon arrival at the meeting. “I believe we need to continue our dialogue with Turkey. Turkey is an important partner.”

Luxembourg’s Jean Asselborn agreed with Lajcak, saying a suspension would not help the Turkish people or stop the government from imposing the death penalty, which is against EU law.  It also won’t help unfreeze the Cyprus issue, Asselborn added.

While not wishing to comment directly on whether the EU should freeze Turkey’s accession process, the NGO Human Rights Watch (HRW) agrees the best way to influence Turkey is stay engaged. “The EU should use its leverage on the issues in a strong, principled way to talk about the human rights crackdown in Turkey,” said HRW’s Turkey Director Emma Sinclair-Webb. “Those are the principles at the heart of the EU.”

Speaking from Istanbul, Sinclair-Webb described life in Turkey as a “climate of fear,” even for those people who are not politically engaged and at risk of being targeted by the government. The latest arrests are very concerning, she said, with months of purging already having created a situation with “the criminal justice system on its knees” and there’s an “onslaught on the media.”

In an October report, HRW highlighted abuses in the police detention system, which has only become more taxed with every name added to a purge list.  Sinclair-Webb said the increasing of “counter-terrorism” powers mean people picked up by the authorities can be held for 30 days without charges and the first five of those without a lawyer.

Talks were ongoing late Monday to find a compromise that would convince Kurz to approve conclusions prepared for the summit. However, he told DW he was fully prepared to stand alone and send a “clear political signal” rather than agree to “positive language… [which] absolutely does not fit the situation in Turkey at the moment.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Politica Mondiale, Sistemi Politici

Putin non espelle nessuno ed invita i figli dei diplomatici US al Kremlino.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

obama-1010

Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris


La diplomazia è l’arte di negoziare con come soddisfazione delle parti al fine di raggiungere accordi, non compromessi.

È un’arte fine a raffinata, fatta di classe e parole ovattate, mai dure.

L’espulsione in blocco di diplomatici è in diplomazia un vero e proprio atto di guerra.

Tanto poi, alla fine delle fini, ci si deve pur sempre sedere attorno ad un tavolino e discutere. Gli atti aspri soltanto induriscono e dilazionano le trattative.

Come ricordava Giulio Cesare nei suoi Commentari, o si annienta fisicamente il nemico, oppure si deve trattare con lui.

È questione di stile: tutto può essere detto e fatto con i modi appropriati

*

«President Vladimir Putin said Moscow would not expel anyone in response to Washington’s decision to throw out 35 suspected Russian spies and sanction intelligence agencies it believes were involved in computer hacking in the 2016 presidential election»

*

«But Putin said he would wait for the actions of President-elect Donald Trump, who will take office on Jan. 20, before deciding on any further steps in relations with the United States»

*

«He even invited the children of U.S. diplomats to a party in the Kremlin. “Moreover, I invite all children of American diplomats accredited in Russia to the New Year and Christmas party in the Kremlin”»

*

«”We will not expel anyone,” Putin said in a statement on Friday. “While keeping the right for retaliatory measures, we will not descend to the level of ‘kitchen’, irresponsible diplomacy.”»

*

«Further steps towards the restoration of Russian-American relations will be built on the basis of the policy which the administration of President D. Trump will carry out»

*

«Russian Prime Minister Dmitry Medvedev was more outspoken in his criticism. “It is regrettable that the Obama administration, which started out by restoring our ties, is ending its term in an anti-Russia death throes. RIP,” he wrote on his official Facebook page»

*

«Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova called the Obama administration “a group of embittered and dimwitted foreign policy losers”.»

* * * * * * * *

Abbiamo già analizzato la situazione in un precedente intervento:

Mr Obama ed il canone comportamentale del Presidente.

Qui, ora, è interessante comparare il modo di fare russo e quello americano.

– Mr Putin ha semplicemente rimarcato come Mr Obama conti oramai quasi meno di niente, ed che si regolerà sulla base del comportamento che assumerà il presidente eletto, Mr Trump. Già questo è un sonoro schiaffo a Mr Obama.

– Aver invitato al Kremlino i figli dei diplomatici americani è sottile perfidia, molto russa, che ricorda un’analoga presa di posizione dello Czar Pietro il Grande. Ed i diplomatici hanno sempre buona memoria. Si noti per inciso come i diplomatici cinesi abbiano risposto con entusiasmo all’invito fatto ai loro figli.

– La frase “we will not descend to the level of ‘kitchen‘, irresponsible diplomacy” è astutamente ambivalente. Nel dialetto moscovita, il ‘kitchen’ potrebbe trovare adeguata traduzione italiana con le parole “lavandaie ai trogoli”. E spesso le lavandaie avevano in passato sia fama di essere particolarmente colorite nelle loro espressioni sia di condurre regimi di vita riprovevoli.

*

I liberals democratici hanno preso una batosta severa, di portata tale che potrebbe segnare storicamente l’inizio del loro declino non solo politico, bensì anche culturale.

Se negli Stati Uniti hanno simultaneamente perso Presidenza, Congresso e Senato non è certo opera di Mr Putin: il Presidente russo non è onnipotente. Sicuramente Mr Trump è stato molto abile a parlare al cuore ed alla mente degli americani, ma molto hanno pesato gli errori dell’Amministrazione Obama ed ancora di più quelli di Mrs Hillary Clinton: questi liberals sono convinti di essere gli egemoni naturali del popolo, che quindi non stanno a sentire. Anzi, hanno cercato di imporgli persino una mutazione dei canoni etici e morali.

I media hanno perso gran parte della loro moral suasion e potere di convincimento perché si sono appiattiti su di un non più a lungo sopportabile “politicamente corretto” con cui esprimevano mari di menzogne. Stima e fiducia si guadagnano lentamente nel tempo.

Ma l’ideologia liberals, socialista in terminologia europea, sta uscendo sconfitta in tutto il mondo. La destituzione di Mrs Dilma Rousseff è stato l’inizio, seguito dalla incriminazione di Mrs Kirchner: ma in Europa i partiti socialisti ideologici si stanno liquefacendo. In Austria l’Fpö ha raggiunto il 47.6% dei consensi, alle elezioni politiche olandesi Wilders dovrebbe ottenere 36 seggi ed il 2 aprile Mr Hollande ed il partito socialista francese scompariranno dalla scena politica. È una débâcle su ogni fronte: ai liberals non resterà nessun appoggio politico a livello statale. Non solo.

Se come sembrerebbe Mr Trump togliesse i finanziamenti pubblici federali a clima ed ong crollerebbero anche le roccaforti economiche democratiche.

Si comprende l’amarezza dei democratici frustrati nei loro deliri di onnipotenza, ma ciò nonostante si resta davvero perplessi di fronte ad una simile caduta di stile.


Reuters. 2016-12-30. Russia will not expel anyone in response to U.S. sanctions, Putin says

President Vladimir Putin said Moscow would not expel anyone in response to Washington’s decision to throw out 35 suspected Russian spies and sanction intelligence agencies it believes were involved in computer hacking in the 2016 presidential election.

Foreign Minister Sergei Lavrov earlier proposed expelling 35 U.S. diplomats after outgoing U.S. President Barack Obama ordered the expulsions and sanctions on Thursday.

But Putin said he would wait for the actions of President-elect Donald Trump, who will take office on Jan. 20, before deciding on any further steps in relations with the United States.

“We will not expel anyone,” Putin said in a statement on Friday. “While keeping the right for retaliatory measures, we will not descend to the level of ‘kitchen’, irresponsible diplomacy.”

He even invited the children of U.S. diplomats to a party in the Kremlin.

It was not clear whether Trump, who has repeatedly praised Putin and nominated people seen as friendly toward Moscow to senior administration posts, would seek to roll back the measures which mark a new post-Cold War low in U.S.-Russian ties.

Russian officials have portrayed the sanctions as a last act of a lame-duck president and suggested that Trump could reverse them when he takes over the White House.

“Further steps towards the restoration of Russian-American relations will be built on the basis of the policy which the administration of President D. Trump will carry out,” said Putin.

In a separate message of New Year congratulations to Trump, he said Russia-U.S. relations were an important factor for maintaining global safety and stability.

The U.S. sanctions also closed two Russian compounds in New York and Maryland that the administration said were used by Russian personnel for “intelligence-related purposes”.

However, a former Russian Foreign Ministry employee told Reuters that the facility in Maryland was a dacha used by diplomatic staff and their children.

Lavrov also proposed banning U.S. diplomats from using a dacha in Moscow’s prestigious waterfront park area, Serebryany Bor.

But Putin said Russia would not prohibit U.S. diplomats and their families from their usual vacation spots. “Moreover, I invite all children of American diplomats accredited in Russia to the New Year and Christmas party in the Kremlin,” he said.

Obama, a Democrat, had promised consequences after U.S. intelligence officials blamed Russia for hacks intended to influence the 2016 election. Officials pointed the finger directly at Putin for personally directing the efforts and primarily targeting Democrats.

Washington put sanctions on two Russian intelligence agencies, the GRU and the FSB, four GRU officers and three companies that he said “provided material support to the GRU’s cyber operations”.

“EMBITTERED LOSERS”

Russian Prime Minister Dmitry Medvedev was more outspoken in his criticism. “It is regrettable that the Obama administration, which started out by restoring our ties, is ending its term in an anti-Russia death throes. RIP,” he wrote on his official Facebook page.

Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova called the Obama administration “a group of embittered and dimwitted foreign policy losers”.

Obama said Americans should be alarmed by Russia’s actions in the U.S. election.

“These actions follow repeated private and public warnings that we have issued to the Russian government, and are a necessary and appropriate response to efforts to harm U.S. interests in violation of established international norms of behavior,” he said in a statement from Hawaii, where he is on vacation.

The sanctions were the strongest response yet by the his administration to Russian cyber activities. However, a senior administration official acknowledged that Trump could reverse them and allow Russian intelligence officials back into the United States once he takes office.

Trump has brushed aside allegations from the CIA and other intelligence agencies that Russia was behind the cyber attacks. He said on Thursday he would meet with intelligence officials soon. “It’s time for our country to move on to bigger and better things,” Trump said in a statement.

“Nevertheless, in the interest of our country and its great people, I will meet with leaders of the intelligence community next week in order to be updated on the facts of this situation,” he said, without mentioning Russia.

U.S. intelligence agencies say Russia was behind hacks into Democratic Party organizations and operatives before the Nov. 8 presidential election. U.S. intelligence officials say the Russian cyber attacks were aimed at helping Trump defeat Democrat Hillary Clinton.

Incoming White House Chief of Staff Reince Priebus told Fox News he did not condone foreign governments hacking U.S. institutions.

“It’s wrong and it’s something we don’t agree with,” Priebus said. “However, it would be nice if we could get to a place where the intelligence community in unison can tell us what it is that has been going on and what the investigation was and what it has led to so that we can respond.”

“PERSONA NON GRATA”

Obama said the State Department declared as “persona non grata” 35 Russian intelligence operatives and was closing the two Russian compounds. The 45-acre complex in Maryland includes a Georgian-style brick mansion, swimming pool, tennis courts and cottages for embassy staff.

A senior U.S. official told Reuters the expulsions would come from the Russian embassy in Washington and consulate in San Francisco.

The Russians have 72 hours to leave the United States, the official said. Access to the two compounds will be denied to all Russian officials as of noon on Friday.

The State Department has long complained that Russian security agents and traffic police have harassed U.S. diplomats in Moscow, and U.S. Secretary of State John Kerry has raised the issue with Putin and Lavrov.

The U.S. official declined to name the Russian diplomats who would be affected, although it is understood that Russia’s ambassador to the United States, Sergei Kislyak, will not be one of those expelled.

Obama said the actions announced on Thursday were just the beginning.

“These actions are not the sum total of our response to Russia’s aggressive activities. We will continue to take a variety of actions at a time and place of our choosing, some of which will not be publicized,” Obama said.

A report detailing Russia’s interference in the 2016 election as well as cyber attacks in previous election cycles would be delivered to Congress in the coming days, he added.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

La Baviera propone di ritornare in Africa i migranti intercettati in mare.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

indietro

«Politicians from Bavaria want migrants intercepted in the Mediterranean sent back to Africa»

*

«They also advocate for holding migrants without ID documents be in transit centers»

*

«politicians in the Christian Social Union (CSU) … are looking to propose a drastic shift in how Germany, and Europe, handle migrant arrivals»

*

«The existing policy of automatically bringing all people saved on the migrant route in the Mediterranean to Europe must be broken»

* * * * * * * *

La proposta dei deputati CSU del Land Baviera sembrerebbe essere del tutto ragionevole.

Se da una parte si potrebbe obbiettare che tra i migranti intercettati avrebbero potuto esserci anche dei richiedenti asilo a pieno diritto, d’altra parte di potrebbe contro obiettare che nel numero essi siano una piccola percentuale e che avrebbero potuto essere individuati come tali prima della partenza per mare.

I tempi politici non sembrerebbero essere ancora maturi perché una proposta di tal fatta possa essere accettata a livello federale.

Ma se tanto desse tanto, in Olanda il partito di Geert Wilders a marzo dovrebbe conquistare almeno 36 seggi in parlamento condizionando così governo domestico e linea politica da esso tenuta in seno alla Commissione Europea; poi, il 23 aprile dovrebbe scomparire il partito socialista francese e Mr Hollande non siederà più nella Commissione Europea. Infine, non ci si dimentichi che il venti gennaio scomparirà di scena Mr Obama e gli subentrerà Mr Trump, e la Germania inizierà a vedere i soci verdi.

Quindi, se non sarà oggi, sarà domani.

E, si mormora anche, con o senza Frau Merkel: candidarsi non significa essere eletti. Mrs Clinton docet.


Deutsche Welle. 2016-12-29. Bavarian lawmakers aim to turn refugee boats back to Africa

Politicians from Bavaria want migrants intercepted in the Mediterranean sent back to Africa, a new position paper has said. They also advocate for holding migrants without ID documents be in transit centers.

*

As security and refugee debates heat up in Germany ahead of federal elections in 2017, politicians in the Christian Social Union (CSU), the Bavarian sister party to Chancellor Angela Merkel’s Christian Democratic Union (CDU), are looking to propose a drastic shift in how Germany, and Europe, handle migrant arrivals, according to a new position paper set to be unveiled next week.

The CSU will hold a party convention next week and are set to call for tens of thousands of migrants intercepted in the Mediterranean Sea to be sent back to North Africa, according to an internal policy paper obtained by the “Rheinische Post” newspaper.

“The existing policy of automatically bringing all people saved on the migrant route in the Mediterranean to Europe must be broken,” the CSU regional bloc’s paper reportedly said.

Returning people to African ports is not a completely new proposal. Interior Minister Thomas de Maiziere made a similar suggestion in early November. A spokeswoman at the time said fewer people may choose to make the dangerous trip to Europe if knew they would not be allowed to stay there.

Some 181,000 migrants from the Middle East and Africa have been registered in Italy in 2016 after braving the central Mediterranean route, which has claimed some 5,000 lives this year. Many migrants are intercepted by rescue boats and European navies before being brought to the EU.

The CSU plan would call for expanding cooperation with North African countries and convincing them to take back migrants. “This is the only way to put pressure on organized criminals in the Mediterranean,” the policy paper said.

The CSU has long called for a cap on migrants entering Germany and for the strengthening of borders after more than a million asylum seekers and economic migrants entered the country over the past two years. It’s a position that has driven a deep wedge between the party and Merkel. In the wake of this month’s terror attack on a Berlin Christmas market, in which 12 people died and nearly 50 were injured, the CSU has renewed calls for a shift in Germany’s migration policy.

The suspected attacker, 24-year-old Tunisian Anis Amri, used multiple aliases and avoided deportation because he did not have ID documents. The belief that the attack could have been prevented has prompted criticism in Germany over the apparent security lapse that enabled the radicalized asylum seeker to avoid deportation.

“The Amri case raises questions – questions that are not only tied to this crime but also to the time before, since he came to Germany in July 2015,” Merkel said in the days following the terrorist attack. “We will now intensively examine to what extent official procedures need to be changed.”

Transit centers at the border

The CSU has proposed that migrants who arrive at Germany’s border without a passport or other ID documents should be “held at the border and stay in transit centers until their identity is clarified,” according to the policy paper. Many asylum-seekers and migrants have arrived in Germany without ID documents, either because they don’t have them or they purposefully destroyed them knowing it would slow down deportation.

In addition, the CSU is advocating limitations on family reunification for certain classes of asylum seekers beyond 2018. Germany tightened asylum laws earlier this year by among other things suspending for two years family reunification for asylum seekers granted so-called “subsidiary protection.”

Pubblicato in: Geopolitica Militare, Medio Oriente

Mr Obama ed il canone comportamentale del Presidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

 obama-1010

Per tradizione bicentenaria, da Washington in poi i Presidenti uscenti dalla data delle elezioni al 20 gennaio, data di insediamento del successore, non prendevano iniziative di politica domestica od estera che avessero potuto avere un impatto alquanto duraturo. Era infatti interesse della nazione che il Presidente eletto non fosse ostacolato nel suo operato.

Ai passati presidenti era ben chiaro che il loro successore avrebbe portato idee e comportamenti differenti, talora anche opposti. Ma il gioco democratico consiste proprio nel rinnovo elettorale della Presidenza, e rinnovo elettorale è sinonimo di cambiamento di vedute ed azioni politiche. Non da ultimo, le idee del successore erano quelle vidimate dal voto popolare.

*

Mr Obama non ha ritenuto di seguire la tradizione consolidata.

«Russia said on Tuesday that a U.S. decision to ease restrictions on arming Syrian rebels had opened the way for deliveries of shoulder-fired anti-aircraft missiles, a move it said would directly threaten Russian forces in Syria»

*

«Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova said the policy change easing restrictions on weapons supplies had been set out in a new U.S. defence spending bill and that Moscow regarded the step as a hostile act»

*

«In the administration of B. Obama they must understand that any weapons handed over will quickly end up in the hands of jihadists»

*

«the Obama administration of trying to “put a mine” under the incoming administration of President-elect Donald Trump»

*

«Trump, during his election campaign, said he was keen to try to improve relations with Moscow»

*

«The current occupants of the White House imagined that they could pressure Russia. Let’s hope that those who replace them will be wiser»

*

Barack Obama ha ordinato e firmato sanzioni contro dirigenti del governo e dell’intelligence russi in risposta all’hackeraggio delle elezioni americane e 35 diplomatici russi sono stati espulsi dal Paese. Una risposta ai tentativi russi di “nuocere agli interessi americani”, ha detto Obama.

* * * * * * *

La decisione di espellere trentacinque diplomatici russi, tutti membri del Gru o dell’Fsb, è particolarmente grave per molti motivi.

In primo luogo, sarebbe una candida ammissione che l’Amministrazione Obama sia stata così imbecille da lasciare che i russi potessero condizionare niente meno che la campagna elettorale americana.

In secondo luogo, una azione di tale portata avrebbe dovuto essere concertata con il Presidente entrante e non attuata contro il volere dello stesso.

In terzo luogo, la frase «Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe» è una semina di zizzannia perfettamente inutile per non dire dannosa in politica internazionale.

Il vero pericolo non sono i russi, ma Mr Obama ed i liberals democratici.

Mr Obama ed i liberals democratici che lo hanno espresso non riescono ad accettare il fatto che il popolo americano abbia tolto loro sia la Presidenza, sia la maggioranza in Parlamento, sia anche quella in Senato. Una sconfitta epocale, di portata tale che non accadeva da decenni. Sono stati sconfitti sicuramente da Mr Trump, ma ancor più sicuramente dal loro comportamento da bambini frignosi e litigiosi. uesta è la riprova di quanto Mr Obama ed i liberals democratici siano stati e siano tuttora indegni di governare.

Se tutti si è consapevoli come Mr Obama sia una alteramente senziente ed un differentemente pensante, adesso si constata come si comporti anche da tale.

In politica internazionale le isterie sembrerebbero essere ben poco produttive.

Le ultime parole della portavoce Maria Zakharova suonerebbero come una simpatica presa in giro.

 


Reuters. 2016-12-27. Russia calls U.S. move to better arm Syrian rebels a ‘hostile act’

Russia said on Tuesday that a U.S. decision to ease restrictions on arming Syrian rebels had opened the way for deliveries of shoulder-fired anti-aircraft missiles, a move it said would directly threaten Russian forces in Syria.

Moscow last year launched a campaign of air strikes in Syria to help President Bashar al-Assad and his forces retake territory lost to rebels, some of whom are supported by the United States.

Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova said the policy change easing restrictions on weapons supplies had been set out in a new U.S. defence spending bill and that Moscow regarded the step as a hostile act.

U.S. President Barack Obama, who has been sharply critical of Russia’s intervention in Syria, signed the annual defence policy bill into law last week. [nL1N1EI1HK]

“Washington has placed its bets on supplying military aid to anti-government forces who don’t differ than much from blood thirsty head choppers. Now, the possibility of supplying them with weapons, including mobile anti-aircraft complexes, has been written into this new bill,” Zakharova said in a statement.

“In the administration of B. Obama they must understand that any weapons handed over will quickly end up in the hands of jihadists,” she added, saying that perhaps that was what the White House was counting on happening.

The U.S. decision was a direct threat to the Russian air force, to other Russian military personnel, and to Russia’s embassy in Damascus, said Zakharova.

“We therefore view the step as a hostile act.

Zakharova accused the Obama administration of trying to “put a mine” under the incoming administration of President-elect Donald Trump by attempting to get it to continue what she called Washington’s “anti-Russian line.”

The Obama administration has in recent weeks expanded the list of Russians affected by U.S. sanctions imposed on Moscow over its actions in Ukraine.

Trump, during his election campaign, said he was keen to try to improve relations with Moscow and spoke positively about President Vladimir Putin’s leadership skills.

A back-and-forth exchange between Trump and Putin over nuclear weapons last week tested the Republican’s promises to improve relations with Russia however. [nL1N1EI12P]

The Obama administration and U.S. intelligence officials have accused Russia of trying to interfere with the U.S. election by hacking Democratic Party accounts.

“The current occupants of the White House imagined that they could pressure Russia,” said Zakharova. “Let’s hope that those who replace them will be wiser.”


Ansa. 2016-12-30. Usa espelle 35 diplomatici russi

WASHINGTON, 29 DIC – Barack Obama ha ordinato e firmato sanzioni contro dirigenti del governo e dell’intelligence russi in risposta all’hackeraggio delle elezioni americane e 35 diplomatici russi sono stati espulsi dal Paese. Una risposta ai tentativi russi di “nuocere agli interessi americani”, ha detto Obama. “Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe”, ha aggiunto.

    I 35 russi espulsi come ‘persone non grate’, secondo il Dipartimento di stato americano, sono funzionari operanti negli Usa che “hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare”, probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica. Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Sanzioni contro nove tra entità e individui: si tratta del Gru e dell’Fsb, ossia dell’intelligence militare per l’estero e del controspionaggio.


Ansa. 2016-12-30. Cremlino, reagiremo a sanzioni Usa

MOSCA, 29 DIC – Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha detto che la Russia ‘rigetta’ le sanzioni decise dagli Stati Uniti per il presunto hackeraggio delle presidenziali americane, aggiungendo che saranno prese in considerazione “misure di ritorsione”.

Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario, Sistemi Economici, Vignette Umoristiche

Oroscopo finanziario 2017 di Saxo Bank. Una previsione non costa nulla.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

 strega__001__

Il mercato degli oroscopi è fiorente.

Sono oltre dieci milioni gli italiani che ne acquistano uno in edicola.

Nonostante dichiarino redditi da quinto mondo, oltre un milione di italiani consulta annualmente astrologi, cartomanti, negromanti, ed a quanto si dice non sborsano onorari da poco.

La tecnica è collaudata.

  1. Il periodo è davvero gramo“. Chi va dall’astrologo è chiaramente uno in difficoltà: che si vorrebbe: che tutto gli andasse bene?

  2. Qualcuno le vuol male“. Avete mai trovato qualcuno che vi abbia detto di aver sbagliato e di essere in torto? La colpa è sempre degli altri.

  3. A fine anno tutto andrà per il meglio“. Se non si desse un po’ di speranza nessuno pagherebbe l’onorario.

*

Eccovi l’oroscopo stilato da Saxo Bank.

Una previsione non costa nulla e tanto, poi, chi mai la andrebbe a verificare a distanza di un anno?

Nota.

In passato non ci hanno azzeccato che ben poco: astri contrari, influssi malefici e governi gigioni.

 


Business Insider. 2016-12-21. Le previsioni shock per il 2017 nell’”oroscopo finanziario” di Saxo Bank

La Brexit non si farà e le quotazioni delle banche italiane raddoppieranno. Le dieci previsioni shock 2017 di Saxo Bank

La Brexit che si trasforma in Bremain e i titoli delle banche italiane che raddoppiano il valore delle loro quotazioni. Sono solo due delle dieci previsioni shock per il 2017 che, come consuetudine, gli analisti della banca danese Saxo Bank, mettono a punto nel mese di dicembre per l’anno successivo. Si tratta di previsioni, che normalmente appaiono di fantafinanza ma che, alla luce delle sorprese, che ci ha riservato il 2016 (tra tutte, referendum sulla Brexit, elezione negli Stati Uniti di Donald Trump) appaiono stranamente conservatrici.

Vediamole nel dettaglio:

1 – Brexit si trasforma in Bremain

Spaventata dall’ondata di populismo, Bruxelles farà numerose concessioni al Regno Unito. Soprattutto sul terreno dell’immigrazione e dei servizi finanziari. Quest’apertura ridurrà nel Parlamento britannico il numero di sostenitori della Brexit fino a capovolgere il risultato del referendum dello scorso giugno.

2 – Pil cinese verso l’8%

Pechino prenderà atto del fatto che il boom di crescita basato sull’industria manifatturiera è arrivato al capolinea e, per questo motivo, si concentrerà sugli stimoli di politica fiscale e monetaria, ridando così vigore ai consumi. Ne beneficerà il Pil che segnerà un rialzo dell’8%, e il mercato azionario con l’indice di riferimento Shanghai Composite in rialzo fino a 5.000, con un premio del 60% circa rispetto ai livelli attuali .

3 – Fed fisserà i rendimenti dei T-bond a 10 anni al 1,5%

Le nuove politiche fiscali del presidente statunitense, Donald Trump, spingeranno i rendimento dei bond a 10 anni fino al 3%. Una situazione che creerà panico sul mercato tanto da spingere la Fed ad un nuovo intervento per i fissare i rendimenti dei bond decennali all’1,5%. Questa decisione alimenterà il più grande rally del mercato obbligazionario in sette anni.

4 – Tasso di default delle obbligazioni ad alto rendimento raggiungerà il 25%.

Il rinnovato focus sulle politiche fiscali nelle maggiori economie avanzate causerà un sell-off delle obbligazioni e quindi una rotazione verso l’azionario. A risentirne saranno i tassi di default sui titoli high yield, che schizzeranno oltre il 25% contro il 3,77% attuale.

5 – La caduta del rame

Un crollo verticale. È quello che si aspettano gli analisti della banca danese per il rame, materia prima regina dei mercati 2016. In base alle stime le quotazioni scenderanno del 52% circa rispetto ai lavori attuali non appena i mercati si renderanno conto che i programmi di Trump sugli investimenti in infrastrutture sono troppo ottimisti.

6 – Rally dei Bitcoin

Il rally del dollaro, sulla scia dell’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed, spingerà i mercati emergenti a cercare una valuta di riserva alternativa. Russia e Cina punteranno sul Bitcoin, che, di conseguenza, triplicherà la sua quotazione fino a raggiungere 2.100 dollari dagli attuali 700 dollari.

7 – Crollo dei titoli health care negli Stati Uniti

L’insediamento di Trump alla Casa Bianca e quindi l’attuazione dei tagli alla spesa sanitaria metteranno sotto pressione i titoli delle società health Care: sul parterre di Wall Street, l’indice settoriale subirà un ridimensionamento del 50%.

8 – Rally del peso messicano

Dopo che il mercato si renderà conto di aver sovrastimato le promesse di Trump di ridurre gi scambi commerciali con il Messico, la valuta messicana diventerà protagonista di un rally, evidente soprattutto nel rapporto con il dollaro canadese: per gli esperti della banca danese, il CAD/MXN segnerà – 30%.

9 – Boom dei titoli delle banche italiane

I titoli degli istituti di credito italiani si confermeranno l’asset migliore dell’azionario con rally del +100%. Ciò grazie alla nascita della Banca europea dei crediti deteriorati, istituto che nasce con l’obiettivo di ripulire i bilanci delle banche europee.

10 – L’Europa riparte con gli eurobond

Per contrastare l’ascesa dei partiti euroscettici, l’Unione europea lancerà un programma di stimolo dell’economia 630 miliardi di dollari, che sarà affiancato all’emissione di eurobond da 1 miliardo di euro per finanziare investimenti nelle infrastrutture.

Pubblicato in: Terrorismo Islamico, Unione Europea

Berlino ripensa all’attacco terroristico.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-29.

 2016-12-25__berlino__001

«How many massacres and fatalities will have to happen until our governments stop letting a massive number of migrants into our borderless countries, although we’re perfectly aware that Islamist terrorists mingle among them?» [Marine Le Pen]

In sintesi: “Merkel vattene“.

*

«His corpse is the emblem of a crazy and tragic journey that began five years ago and stands for many aspects of the new threat we face. Maybe he even represents all the aspects. Illegal immigration, religious radicalization and terrorism: all of this was encapsulated by this body in the street, the paper said. Added to this was the incapability of German authorities to send people like Anis Amri back to their home country. And so a person who was classified as dangerous by security forces was able to maintain his contacts with other militants who probably encouraged him in the phase of mobilization that precedes every such deed»

*

«The second story is of how over many years a generation of young men and women was marginalized and exposed to radicalization, and this is a story that many in Tunisia are still reluctant to admit»

*

«evidence of an increasingly common link between criminality and radicalization; the two communities often overlap in recruitment»

*

«The story of a dangerous journey via the Balkan route to Germany, the long wait for decisions being made by overwhelmed authorities, a joyless existence in a defunct airport without prospects of finding work, combined with petty crime, Islamist propaganda on the Internet and at the end, the attack»

* * * * * * * *

La storia si ripete in modo implacabile.

Attorno al letto del paziente affetto da terzana maligna si alternano le pie donne che lo tamponano con pannicelli caldi alternati a quelli freddi, gli legano il fiocchetto rosso al braccio sinistro, cercano di fargli bere il semolino tiepido. Il cerusico di turno lo salassa, mentre l’altro si appresta a fargli un nuovo enteroclisma. Le prefiche intanto piangono calde lacrime sulla sorte avversa, sull’imprudenza di non aver seguito le calde raccomandazioni mettersi un quadrifoglio verde nel portafoglio e di non aver appeso un ritratto di Schulz e Merkel alla parete.

A nessun che gli venga in mente di dargli tre compresse di chinino.

Le emergenze si combattono con emergenze, non con piani a lungo termine.

Dopo un terremoto dapprima si soccorrono i terremotati e dopo, solo dopo, si inzia a ricostruire. Sarebbe illogico e disumano dire ad un terremotato che ha perso tutto: “tra dieci anni ti daremo da mangiare e ti avremo ricostruito la casa“. Gli si dia da mangiare ed un alloggio provvisorio subito, poi si vedrà.

Qui i terroristi islamici ci stanno ammazzando alla grande, e, diciamolo pure apertamente, con la complicità di molte formazioni politiche oggi al governo nei paesi europei.

– Il modo più efficiente per non avere terroristi islamici è non accoglierne più e far sgombrare quelli già arrivati.

– Problemi a rimandare a casa loro i sospetti, i segnalati, quelli con la fedina penale sporca? Benissimo. Si allestisca un campo di concentramento e ve li si mettano dentro. Trattamento umano, lavoro obbligatorio, impossibilità di uscire e fuggire.

– Cessare la persecuzione di chi affermi che i migranti sono troppi e che sono troppo pericolosi. I buonisti hanno già lasciato alle loro spalle una scia troppo lunga di cadaveri.

– Una dirigenza visibilmente non in grado di gestire la situazione dovrebbe dimettersi.

 


Deutsche Welle. 2016-12-25. International media reflect on the Berlin terror attack

International media have many takes on Monday night’s tragic events in Berlin. One thing has been clear in all the commentaries that have been written: The challenges are huge.

*

The journey of alleged terrorist Anis Amris ended near Milan – on a patch of asphalt in the municipality of Sesto San Giovani, to be exact.

 “His corpse,” writes the Italia newspaper “Corriere della Sera,” “is the emblem of a crazy and tragic journey that began five years ago and stands for many aspects of the new threat we face. Maybe he even represents all the aspects.” Illegal immigration, religious radicalization and terrorism: all of this was encapsulated by this body in the street, the paper said. Added to this was the incapability of German authorities to send people like Anis Amri back to their home country, it wrote, adding: “And so a person who was classified as dangerous by security forces was able to maintain his contacts with other militants who probably encouraged him in the phase of mobilization that precedes every such deed.”

Anis Amri is also a symbol of a global problem, writes the newspaper “La Repubblica.” “It is terrorism that can unexpectedly hit anywhere: France, Belgium, Germany, the USA, India, Indonesia and the Philippines. The terrorists’ motives depend on the size of the Islamic community in the country they live in, the degree of integration and the competence of security forces.” But there is one more phenomenon, writes “Repubblica”: the “banlieus,” meaning the impoverished suburbs of large cities. This was where many uprooted people lived, it said, fostering “the fight of an angry class whose members find terrorism appealing.”

One country, two stories

At the same time, the life story of the terrorist Amri also sheds light on the situation in Tunisia. The North African country can tell two stories, writes the British “Telegraph.” On one hand, there is the story of the revolution that has led to happy and successful democratic conditions. “The second story is of how over many years a generation of young men and women was marginalized and exposed to radicalization, and this is a story that many in Tunisia are still reluctant to admit. “

Instead, they prefer to point out the seductive power of international jihadism. But this does not absolve them of responsibility, the paper says: Amri’s career reveals something else, being “evidence of an increasingly common link between criminality and radicalization; the two communities often overlap in recruitment.”

‘General anger’

The London-based Arabic newspaper “Asharq al-Awsat” says that material conditions initially disappointed many refugees in Germany, many of whom end up “sleeping in makeshift, windowless enclosures that – though clean and well-supplied – have walls that don’t reach the high ceiling and echo with the slightest sound.”

 It was thus actually quite easy to find a story to explain how terrorism was engendered, the paper said. “The story of a dangerous journey via the Balkan route to Germany, the long wait for decisions being made by overwhelmed authorities, a joyless existence in a defunct airport without prospects of finding work, combined with petty crime, Islamist propaganda on the Internet and at the end, the attack.”

It is an attack that also upset Tunisians, according to the website G Net. “The news gives you goose bumps. The shock is collective, there is general anger. The name of a Tunisian has been added to the list of those who spread fear through international terror. Helpless and powerless, we can only vehemently condemn thos who sully our reputation in front of the entire world.”

Threat of polarization

The Arabic-language newspaper “Al-Araby Al-Jadeed” writes that the attack could have other consequences. “It feeds the fear of Europeans that their countries are no longer safe from terrorism, which is increasingly threatening them. The series of attacks with dozens left dead could undermine the sense of security. That leaves governments with the difficult task of striking an appropriate balance between peace and freedom.”

And this, in turn, poses another danger, the paper says. “The first beneficiaries of these events, which promote the polarization of European societies, are the far-right and nationalist parties and the slander campaigns against Muslims. All indicators point to the fact that right-leaning parties will be sitting in European parliaments after the coming elections.”

But it hasn’t come to that yet, “Asharq al-Awsat” assures its readers. “The incident and its aftermath won’t, however, destroy the spirit of this vital, unsentimental, vastly tolerant and wildly mischievous city. Berlin will mourn, as it often has, and it will move on as it has always done.”

22,000 potential jihadists

The Spanish paper “El Pais” believes that Angela Merkel probably sees things this way too. She, too, is aware how seductive populist slogans can sound. “But she also knows that they do not deal with the root of the problem. So she confronts them with the force of moral conviction, no matter how unpopular it may be. By doing so, she will turn into the only political leader worthy of the title.”

At the same time, European states face great challenges, writes the Spanish newspaper “El Mundo.” This is especially applies to putting the appropriate security measures in place, it says. “But we must not forget that absolute security is impossible. The roughly 22,000 potential jihadists  – according to estimates made by security services in Europe – show us the scale of the danger we face.”

Pubblicato in: Amministrazione, Demografia, Unione Europea

Istat. Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

2016-05-21__istat_001

L’Istat ha rilasciato il Report «Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione».

*

«L’Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps e l’Inail pubblicano oggi in contemporanea sui rispettivi siti web la prima nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione. L’obiettivo è valorizzare la ricchezza delle diverse fonti sull’occupazione – amministrative e statistiche – per rispondere alla crescente domanda di una lettura integrata delle dinamiche del mercato del lavoro.

Nella nota vengono documentati i primi risultati di un complesso programma di attività finalizzato a produrre informazioni armonizzate, complementari e coerenti ; si tratta dei dati disponibili fino al terzo trimestre 2016, già rilasciati nei comunicati delle singole istituzioni , e di alcuni nuovi indicatori realizzati ad hoc per arricchire e rendere più coerente il quadro delle principali dinamiche del mercato del lavoro. In particolare, sui dati delle Comunicazioni obbligatorie (CO) sono stati effettuati trattamenti statistici allo scopo di valorizzarne l’utilizzo per l’analisi congiunturale; i dati che ne derivano presentano quindi differenze rispetto a quelli prodotti dalla fonte originaria.

Il valore aggiunto di questa prima nota è dato dall’utilizzo di definizioni armonizzate e confrontabili, dall’adozione, per quanto possibile, di campi di osservazione analoghi, dalla produzione di metadati volti a spiegare nel dettaglio e in modo comparato le diverse fonti e i criteri di lettura dei dati disponibili. Nei prossimi trimestri la nota verrà progressivamente aggiornata e arricchita con altri indicatori e con gli esiti delle analisi condotte sulle diverse fonti attraverso elaborazioni statistiche sui microdati.

La nota è accompagnata da un comunicato stampa congiunto in cui sono riportate le dichiarazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, del presidente dell’Istat Giorgio Alleva, del presidente dell’Inps Tito Boeri e del presidente dell’Inail Massimo De Felice.»

*

2016-12-29__istat__tavola001

Se tutto il documento è di interesse, un dato sembrerebbe essere degno di essere sottolineato: la distribuzione per classi di età degli occupati. 5.052 milioni nella classe 15 – 34 anni, 9.920 nella classe 34 – 49 anni, e 7,804 nella classe di 50 anni o più.

Calo demografico e difficoltà per i giovani di trovare lavoro limitano la presenza in tale classe a 5 milioni, contro gli otto in classe over 50. Tenendo conto che l’Inps usa i contributi versati per pagare le pensioni in atto, nei prossimi quindici anni cinque milioni dovrebbe mantenerne otto. La sproporzione è evidente.

Il ragionamento su esposto è chiaramente riduttivo ed anche alquanto approssimato: ciò non toglie che se la distribuzione di frequenza fosse rettangolare, come peraltro dovrebbe, mancano all’appello tre milioni di persone. Se anche fossero due, sarebbero lo stesso una cifra enorme per l’Italia.

2016-12-29__istat__tavola003

*

Rileviamo anche come l’Istat definisca il termine “occupato“.

«Occupati (FL): persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento (a cui sono riferite le informazioni) presentano una delle seguenti caratteristiche:

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che prevede un corrispettivo monetario o in natura;

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;»

*

Anche se tale definizione si adegua a quella dell’Unione Europea, sembrerebbe essere disgiunta della reale capacità di guadagno della persona occupata.

* * * * * * *

2016-12-29__istat__tavola004

«Le dinamiche del mercato del lavoro, e in particolare dell’occupazione, che si sono manifestate nel corso del 2016 avvengono in un contesto di crescita del prodotto interno lordo. Nel terzo trimestre del 2016 il Pil ha segnato un aumento congiunturale dello 0,3% e un tasso di crescita tendenziale dell’1%.

L’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) risulta stabile sotto il profilo congiunturale mentre in termini tendenziali la crescita (+0,9%) risulta sostanzialmente allineata a quella del Pil. Il tasso di occupazione destagionalizzato è stato pari al 57,3% negli ultimi due trimestri, in recupero di quasi due punti percentuali rispetto al momento di minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%) considerando l’ultimo decennio 2007-2016, ma ancora distante di un punto e mezzo dal momento di massimo (secondo trimestre 2008, 58,8%). In questo contesto, l’insieme dei dati provenienti da fonti diverse mette in luce che nel terzo trimestre 2016 il livello complessivo dell’occupazione è cresciuto ancora su base annua e si è sostanzialmente stabilizzato a livello congiunturale (Tavola 1).

Più nel dettaglio:

La crescita tendenziale dell’occupazione è stata interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente, sia in termini di occupati complessivi (+1,8% Istat-Forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite specificamente ai settori dell’industria e dei servizi (+3,2% Istat-Oros). L’andamento tendenziale trova conferma sia nei dati relativi alle Comunicazioni obbligatorie (Ministero del lavoro e delle politiche sociali – CO) rielaborate3 (+543 mila nella media del terzo trimestre 2016 rispetto al terzo trimestre 2015) sia nei dati dell’Inps-Osservatorio sul precariato riferiti alle sole imprese private (+473 mila posizioni lavorative al 30 settembre 2016 rispetto al 30 settembre 2015).

La sostanziale stabilità congiunturale dell’occupazione totale è sintesi di una crescita del lavoro dipendente (+66 mila occupati, Istat-Forze di lavoro per il complesso dei settori e +77 mila posizioni lavorative per i settori dell’industria e dei servizi, Istat-Oros) e della contestuale riduzione dell’occupazione indipendente (-1,5%, pari a -80 mila occupati, Istat-Forze di lavoro), che è tornata a calare anche sotto il profilo tendenziale (-1,4%, Istat-Forze di lavoro).

L’incremento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti è confermato dai dati destagionalizzati delle Comunicazioni obbligatorie rielaborate: nel terzo trimestre 2016 si sono avute 2,1 milioni di attivazioni a fronte di poco più di 2 milioni di cessazioni, che determinano un saldo positivo (attivazioni meno cessazioni) di 93 mila posizioni di lavoro, dopo la crescita di 48 mila posizioni nel secondo trimestre 2016 e di 257 mila nel primo trimestre (Tavola 2).

– Con riferimento alla tipologia contrattuale, l’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti rilevato nel terzo trimestre sulla base delle CO rielaborate è frutto di 83 mila posizioni a tempo determinato e di 10 mila posizioni a tempo indeterminato. In particolare, le posizioni di lavoro a tempo determinato sono tornate a crescere dopo il ridimensionamento del secondo trimestre 2016 (Tavola 2).

– La crescita tendenziale è invece quasi interamente ascrivibile all’incremento delle posizioni lavorative a tempo indeterminato, come evidenziato dai dati sia delle CO rielaborate (+489 mila) sia dell’Inps (+457 mila) (Tavola 1). Tale incremento, particolarmente significativo e concentrato nei trimestri a cavallo tra il 2015 e il 2016, come documentato dalla dinamica sia tendenziale sia congiunturale (Figura 1), è stato tale da indurre duraturi effetti di trascinamento anche nei trimestri successivi.

– La dinamica del mercato del lavoro è caratterizzata anche da una consistente riduzione tendenziale dell’inattività (-528 mila persone), associata all’incremento degli occupati (+239 mila) e delle persone in cerca di lavoro (+132 mila) ma anche alla riduzione complessiva di individui nella fascia di età 15-64 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione (Tavola 3).

– Nei primi 9 mesi del 2016 i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. I voucher riscossi per attività svolte nel 2015 (quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia4. Il numero mediano di voucher riscossi dal singolo lavoratore che ne ha usufruito è 29 nell’anno 2015: ciò significa che il 50% dei prestatori di lavoro accessorio ha riscosso voucher per (al massimo) 217,50 euro netti.

– Gli infortuni sul lavoro accaduti e denunciati all’Inail nel terzo trimestre del 2016 sono stati 137 mila (di cui 118 mila in occasione di lavoro e 19 mila in itinere) in aumento dell’1,1% (+1,5 mila denunce) rispetto al terzo trimestre del 2015. Tale incremento è in linea con la crescita dell’occupazione (e quindi dell’esposizione al rischio infortunistico) registrata in termini tendenziali da tutte le fonti.»