Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Propalatori di Odio

La Repubblica. ‘Un titolo di una violenza inammissibile’

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-16.

2020-01-15__Repubblica 001


«”Cancellare Salvini è un titolo di una violenza inammissibile. È irresponsabile perché in una campagna elettorale così aspra in vista delle Regionali del 26 incitare all’eliminazione di un avversario è molto pericoloso. Chi ci garantisce che non ci sia qualche instabile pronto a far del male al leader della Lega?”.»

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Tutto nella sinistra ideologizzata italiana è intriso di violenza.

La Repubblica incita ad emulare l’attentato a Bolsonaro: semina odio su odio.

Si stanno rendendo conto che l’Elettorato ha voltato loro le spalle: non li vota più. E peggio dipingono lega e Salvini, più si rodono perché la gente vota quello e non loro. Sono furenti di rabbia impotente, rosi di gelosia, consci che è solo questione di tempo, e poi scompariranno: sono come i tedeschi a fine 1943. Perso ad El Alamein, gli Alleati sbarcati in Sicilia, sconfitti dapprima a Stalingrado e quindi a Kursk: più si rendevano conto di aver perso la guerra e più si inferocivano con tutti i poveracci ancora in loro potere.

Troppo superbe quelle menti per ammettere i propri errori.

Odiano a morte Salvini perché credono che sia colpa sua se stanno perdendo.

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Il giornale La Repubblica è il quotidiano degli odiatori.

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M5S: “Sbagliatissimo il titolo su Salvini. Repubblica non deve fare politica”

Parla con Affaritaliani.it il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5S)

No del Movimento 5 Stelle a stravolgere i Decreti Sicurezza varati dal precedente governo e tanto cari a Matteo Salvini e alla Lega. “Abbiamo già detto che i Decreti Sicurezza per noi possono essere cambiati nel merito delle note e degli appunti espressi dal Quirinale, perché altrimenti quei Decreti non sono costituzionalmente validi. Tutto qui”. Nessun altro cambiamento, dunque? “No, non altro”. Così il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano, uno degli uomini del M5S più vicini a Luigi Di Maio, commenta con Affaritaliani.it le parole di oggi del capogruppo del Partito Democratico alla Camera che proprio sui Decreti Sicurezza ha chiesto modifiche non soft.

Quanto al titolo di apertura di Repubblica ‘Cancellare Salvini’, che ha presentato l’intervista a Delrio e che ha scatenato molte polemiche, Di Stefano afferma: “Sulla stampa italiana ho smesso di commentare, perché ormai non trovo nulla con la giusta deontologia giornalistica. Tutto la stampa italiana va di riflesso allo squallore politico che c’è in circolazione, ormai è tutto lecito. E comunque un linguaggio di questo tipo è sbagliatissimo se sei un giornalista”.
Il sottosegretario pentastellato aggiunge: “La politica in generale oggi usa parole e affermazioni pesanti, però questo non giustifica mai un linguaggio di questo tipo da parte della stampa che invece non dovrebbe fare politica ma fare la stampa. Quel titolo è sbagliato e sicuramente anche violento”, conclude Di Stefano.

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Imprenditori al fianco di Salvini. “Repubblica? Violenza inammissibile”

Le interviste di Affaritaliani.it. Da Michele Perini a…

“Cancellare Salvini è un titolo di una violenza inammissibile. È irresponsabile perché in una campagna elettorale così aspra in vista delle Regionali del 26 incitare all’eliminazione di un avversario è molto pericoloso. Chi ci garantisce che non ci sia qualche instabile pronto a far del male al leader della Lega?”. Michele Perini past president di Assolombarda e Fiera Milano è uno degli imprenditori più rappresentativi del salotto confindustriale e ha alle spalle anni di navigazione nel mare, spesso tempestoso, delle battaglie politiche e confindustriali. Il suo tono, per la prima volta, è allarmato. “Salvini fa il suo, interpreta il malumore diffuso tra gli italiani, ma ormai attaccarlo è diventato uno sport nazionale” spiega Perini ad Affariitaliani.it “attaccano l’uomo ed il simbolo di tante battaglie, ma non capiscono che sbagliano due volte. Intanto, come dicevo prima, nessuno ci pone al riparo dal rischio del pazzo di turno che si mette a sparare e poi più viene attaccato e piu Salvini cresce nel consenso perché la gente capisce quando l’odio diventa capro espiatorio per non affrontare i veri problemi del sistema paese”. “Se avessi trovato in edicola stamattina un titolo come questo che diceva” Cancellate Perini” avrei reagito con una battuta “ma ce l’avete la gomma?” solo per stemperare la paura. Perché in realtà mi sarei spaventato molto. Spero che i grandi giornali e gli avversari politici di Salvini recuperino equilibrio abbassando a livello più civile il tono di questa complessa campagna elettorale”. Ma l’ex presidente di Assolombarda e Fiera Milano non è il solo a segnalare la violenza di titoli simili.

Olga Urbani, imprenditrice umbra regina del tartufo made in Italy in tutto il mondo, ribadisce che l’Italia a causa di un governo incompetente è sull’orlo del collasso. “Siamo in una situazione economica disastrosa, il governo non sta facendo nulla per le imprese italiane perché la maggioranza evidentemente pensa ad altro. Gli attacchi a Salvini sono una manovra di distrazione dai temi più seri e dalle necessità di base che ha il nostro paese ” annota la Urbani” Salvini è una voce fuori dal coro che va difesa perché dice cose sensate. Io ho la stessa azienda in Italia e in America, ma quando rientro dagli Usa mi viene da piangere perché in Italia tutto è bloccato dalla burocrazia. Noi imprenditori paghiamo il 64 per cento di tasse e non facciamo che chiudere le nostre aziende. E il governo attuale che cosa fa per evitare il crac totale del tessuto economico italiano? Io fossi in loro mi concentrerei sulle cose da fare. E ai giornaloni che fanno titoli assurdi come quello di oggi direi di usare maggiore senso di responsabilità in una fase così delicata per il futuro di tutti noi”.

Ancora più netto il commento di una signora della moda italiana nel mondo la fiorentina Silvana Coveri che ad Affaritaliani.it dice una cosa molto seria e affilata : “Questa è la vera dittatura. Non si cancella nessuno in democrazia. Io sono una donna che ha sempre lottato per la libertà e leggo titoli come questo Cancellate Salvini che trovo totalmente sbagliati. In momenti delicati come quello che stiamo vivendo giornali e politica devono dimostrare due cose: civiltà e buon senso. I nemici politici non si abbattono così, vincono le idee quando sono buone, non le minacce. Altrimenti quella si, non Salvini, che è dittatura. Credo che Matteo abbia sbagliato a mettersi con i 5 stelle, i suoi ex alleati hanno dimostrato dopo di che pasta erano fatti. Salvini va rispettato come si rispettano tutti i cittadini anche se la pensano diversamente da noi”.

Energico, infine, anche il commento di uno degli imprenditori più importanti del mezzogiorno, Gabriele Menotti Lippolis numero uno dei Giovani industriali di Confindustria sud. “Ho letto stamattina Repubblica che è un giornale serio che leggo sempre e ho notato che questo titolo su Salvini era fuori tono. Insieme a me tantissimi altri colleghi e molta gente in rete ha notato che in questa campagna elettorale i grandi media stanno alzano i toni in vista di uno show down atteso per il 26 gennaio. Ma alzare la polvere su Salvini in questo modo è sbagliato e rischioso. Magari era solo un titolo ad effetto, però eviterei in futuro cercando maggiore buon senso ed equilibrio. Ci vuole rispetto per tutti anche se non sono della nostra parte politica perché in questo momento il paese ha più che mai bisogno di tutte le forze sociali e politiche per tirarsi fuori dalla crisi”.