Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Ong - Ngo

Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Ultimo baluardo liberal. Iran.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-28.

Iran 001

Fin dalla loro istituzione le Nazioni Unite sono state tempio e ricettacolo dei liberal socialisti. Una grande cassa mediatica priva di potere effettivo ma utile giustificazione delle iniziative politiche e militari dei paesi egemoni.

Il loro grado di corruzione è ben documentato dalla Fao, il cui ultimo report è agghiacciante.

Polmonite. Uccide 700,000 bambini all’anno. Eppure vaccino e cura costano quasi nulla.

È un massacro politicamente voluto che i media passano sotto silenzio in omaggio alla ideologia.

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«Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato la sanguinosa repressione iraniana di manifestanti pacifici dopo la morte di Mahsa Amini e ha votato per creare un’indagine di alto livello su quanto accaduto»

«una maggioranza più ampia del previsto del consiglio di 47 membri ha sostenuto l’avvio di un’indagine»

«la risoluzione è passata con 25 voti a favore, 16 astenuti e solo sei Paesi – Armenia, Cina, Cuba, Eritrea, Pakistan e Venezuela – contrari»

«Secondo l’Ong iraniana con sede in Norvegia, Iran Human Right»

«L’ambasciatore cinese, Chen Xu, ha messo in guardia dal trasformare i diritti umani in uno strumento per intervenire negli affari interni dei Paesi»

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La mozione è passata 25 a 22, maggioranza non certo entusiasmante, specie poi tenendo conto che la Cina si è opposta.

Ma sono i media e di regime che conferiscono a questa gestione politica dei diritti umani una indebita visibilità.

Sembrerebbe quasi che si voglia ignorare quanto sia accaduto e stia accadendo.

Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Caduti Joe Biden ed i liberal adesso cadono le teste dei supporter rimasti orfani. Macron.

Joe Biden ed i liberal democratici sono crollati ed adesso tutti quelli che erano loro supporter sono senza più protezione ed esposti ad un violento redde rationem.

Il caso di Macron indagato da un tribunale per corruzione dovrebbe essere maieutico.

Ma a breve verrà il turno delle Nazioni Unite e dei giornalisti: se ne diano una ragione.

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L’Onu condanna la repressione in Iran, ma la Cina è contraria.

Il Consiglio ha votato per un’indagine di alto livello su quanto accaduto dopo la morte di Masha Amini. Secondo una Ong ci sarebbero stati 400 morti, 50 dei quali bambini uccisi durante le proteste.

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato la sanguinosa repressione iraniana di manifestanti pacifici dopo la morte di Mahsa Amini e ha votato per creare un’indagine di alto livello su quanto accaduto.

Nonostante le forti pressioni di Teheran e un tentativo in extremis della Cina di minare la risoluzione, una maggioranza più ampia del previsto del consiglio di 47 membri ha sostenuto l’avvio di un’indagine.

Pechino ha presentato un’offerta dell’ultimo minuto per modificare il testo della risoluzione, chiedendo che la rimozione della richiesta di avviare un’indagine. Un fragoroso applauso è scoppiato quando la risoluzione è passata con 25 voti a favore, 16 astenuti e solo sei Paesi – Armenia, Cina, Cuba, Eritrea, Pakistan e Venezuela – contrari.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha elogiato il voto. “La missione per l’accertamento dei fatti istituita oggi contribuirà a garantire che coloro che sono coinvolti nella repressione violenta in corso del popolo iraniano siano identificati e le loro azioni documentate”, ha affermato in una nota. 

Il voto è arrivato al termine di una sessione urgente richiesta da Germania e Islanda con l’appoggio di 50 Paesi a due mesi dalle manifestazioni scatenate dalla morte in custodia della 22enne Mahsa Amini, dopo che era stata arrestata per una presunta violazione delle rigide regole di abbigliamento delle donne basate sulla legge islamica della sharia.

Le risposta delle autorità alle manifestazioni è diventata sempre più violenta, le proteste si sono diffuse in tutto il Paese e si sono trasformate in un ampio movimento contro la teocrazia che governa l’Iran dal 1979. “L’uso non necessario e sproporzionato della forza deve finire”, ha insistito L’Alto commissario per i diritti umani, Volker Turk, il quale ha riferito di essersi proposto per una visita in Iran ma ha detto di non aver ricevuto risposta da Teheran.

Secondo l’Ong iraniana con sede in Norvegia, Iran Human Right, le persone uccise finora nella repressione sono più di 400, tra cui più di 50 bambini. Circa 14.000 persone, compresi bambini, sono state arrestate, “un numero impressionante”, ha commentato Turk, denunciando che almeno sei manifestanto sono già stati condannati a morte.

Tra gli arrestati vi sono alcune celebrità che hanno espresso sostegno ai manifestanti, tra cui il calciatore della nazionale Voria Ghafouri, arrestatoper “propaganda anti-statale”. L’Iran ha ricevuto il sostegno di alcuni Paesi, come Pakistan, Venezuela e altri che hanno denunciato la crescente politicizzazione del Consiglio. L’ambasciatore cinese, Chen Xu, ha messo in guardia dal “trasformare i diritti umani in uno strumento per intervenire negli affari interni dei Paesi”. 

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Demografia, Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Ong - Ngo

Tratta dei migranti. Il Ministro Piantedosi interviene alle Camere.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-19.

Giulio Romano. Palazzo Gonzaga. Sala dei giganti. 003

In Italia sono le Camere che esercitano la attività politica. Qualsiasi altra organizzazione non ha voce in capitolo. Vogliono contare? Benissimo. Facciano eleggere i propri rappresentanti.

Piantedosi parla molto chiaramente.

«In Italia non si entra clandestinamente, la selezione non viene fatta dai trafficanti di esseri umani.»

«La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia sono spinti da motivazioni economiche e non hanno diritto a stare qui»

«La richiesta di pos dovrebbe provenire dallo Stato di bandiera delle navi e non dalle ong»

«E mi sembra che questo grido partito dai Paesi del confine meridionale cominci a essere raccolto»

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«Cyprus, Italy, Greece and Malta on Saturday jointly criticised EU member states for not sharing the responsibility of hosting migrants, saying the four countries collectively are “bearing the heaviest burden of the management of migratory flows in the Mediterranean.”

With Italy, Greece, Malta and Cyprus being the first entry points into Europe through the Central and Eastern Mediterranean route, they said despite the pledges by EU member states for relocating migrants, this translates into a “very small fraction of the actual number of irregular arrivals that have been received so far this year.» [Cyprus Mail]

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                         Nell’Aula della Camera l’informativa urgente del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla situazione dei migranti.

Nell’Aula del Senato l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla gestione dei flussi migratori.

                         La prima priorità è la tutela della dignità delle persone.

Sull’immigrazione agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo alcuna intenzione di venir meno ai nostri compiti di accoglienza, ma in Italia non si entra clandestinamente, la selezione non viene fatta dai trafficanti di esseri umani. Vogliamo governare i flussi invece di subirli.

                         Nel 2022 ci saranno 69mila domande di asilo, il 56% in più rispetto all’anno scorso. E il 57% di quelle esaminate si sono concluse con dinieghi; significa che la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia sono spinti da motivazioni economiche e non hanno diritto a stare qui: così il ministro Piantedosi

                         La presenza delle navi delle ong continua ad essere un pull factor, un fattore di attrazione per i flussi di migranti e sono importanti anche per le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di beni delle ong sul territorio

                         L’identificazione del luogo di sicurezza avrebbe dovuto essere fatta dallo Stato competente dell’area Sar Malta in cui le navi sono intervenute, Libia e Malta, e poi dallo Stato di bandiera. La richiesta di pos dovrebbe provenire dallo Stato di bandiera delle navi e non dalle ong. Queste navi agiscono in autonomia compromettendo anche la capacità di fare operazioni di soccorso. È quindi legittimo considerare il transito di queste navi non innocuo.

                         Sui migranti abbiamo posto un problema generale. Non è un problema che l’Italia ha con la Francia, noi poniamo un problema politico, di legalità, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa con il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias. Il regolamento di Dublino sembra affaticato e rischia di essere superato, ma non si può prescindere dalla solidarietà europea. E mi sembra che questo grido partito dai Paesi del confine meridionale cominci a essere raccolto, c’è volontà. I problemi non si risolvono in una riunione, ma ho trovato, a partire da Grecia, Malta e Slovenia, solidarietà Domani in Germania il ministro Matteo Piantedosi è atteso alla riunione del G7 Interni.

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Migranti, l’Ue apre. Johansson: ‘Pronti ad aiutare l’Italia’. Piantedosi: ‘I flussi vanno governati’.

Oltre 90mila sbarchi nel 2022, +60%. Informativa del ministro prima al Senato, poi alla Camera.

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Nell’Aula della Camera l’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla situazione dei migranti.

In Aula al Senato l’informativa del Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, sulla gestione dei flussi migratori.

“La priorità assoluta è la tutela della dignità delle persone.

Questa è la lente attraverso cui mettere a fuoco le decisioni dell’Esecutivo a cui spetta il compito di governare i flussi migratori”, ha detto il ministro.

Sull’immigrazione “agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani.

Vogliamo governare i flussi anzichè subirli.

Ci sono 100mila migranti nel sistema di accoglienza e le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibilità e criticità, ha detto Piantedosi nell’informativa al Senato.

Nel 2022 si registrano 69mila richieste di asilo, il 56% in più rispetto allo scorso anno. Ed il 57% di quelle esaminate si sono concluse con i diniego; significa che la maggioranza dei migranti che arrivano in Italia è spinta da motivazioni economiche e non ha titolo di restare qui: così il ministro Piantedosi.

“La presenza di navi ong continua a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor'” per i flussi di migranti e sono importanti anche per “le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti ong nell’area”.

La forma volontaristica del meccanismo di redistribuzione dei migranti “non riesce a decollare, serve una nuova politica europea realmente basata sul principio di solidarietà”, ha aggiunto Piantedosi. 

“Siamo per attivare corridoi umanitari per le persone vulnerabili, da usare come leva anche per i Paesi di origine e transito dei flussi – ha spiegato Piantedosi -. Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali ed ai rimpatri, con un meccanismo premiale a favore dei Paesi più impegnati nel contrasto all’immigrazione illegale”. 

“L’individuazione del ‘place of safety’ avrebbe dovuto esser fatta dallo Stato competente dell’area Sar Malta in cui le navi sono intervenute, Libia e Malta, e poi dallo Stato di bandiera. La richiesta del ‘pos’ deve arrivare dallo Stato di bandiera delle navi non dalle ong. Queste navi agiscono in modo autonomo compromettendo anche la capacità di fare operazioni di salvataggio. E’ quindi legittimo considerare il transito di queste imbarcazioni non inoffensivo”. 

“C’è chi, anche da posizioni oggi critiche nei confronti dell’azione del Governo, ha sostenuto in passato la necessità di una razionale regolamentazione degli ingressi per favorire l’occupazione nei settori lavorativi trascurati dagli italiani; e chi sosteneva che aprire i porti fosse da irresponsabili, che rischiava di indurre a partire migliaia di persone difficilmente integrabili e che non saremmo stati in grado di accogliere, affermazione che proveniva anche da chi ha definito in questi giorni la nostra posizione un disastro e una sceneggiata”. “Comprendo – aggiunge Piantedosi – che per qualcuno cambiare opinione possa essere anche sempre possibile, ma osservo che temi così delicati vanno affrontati con maggiore ispirazione alla coesione tra le istituzioni”.

“Nel periodo che va dall’1 gennaio 2021 al 9 novembre 2022 le ong, nell’ambito di 91 eventi di sbarco, hanno portato sulle coste italiane 21.046 migranti, di cui 9.956 nel 2021 e 11.090 nel 2022”. Così il ministro dell’Interno aggiungendo che “secondo i dati Frontex, sul totale degli ingressi irregolari nel territorio dell’Unione nel 2022, gli attraversamenti lungo il canale di Sicilia rappresentano la rotta principale degli ingressi illegali diretti in Europa via mare. Tali ingressi sono incomparabili ai flussi via terra per oneri, modalità tecnico-operative e complessità di scenari di intervento”. Il ministro ha quindi ricordato che gli oltre 90.000 ingressi di migranti del 2022, mostrano un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2021, “incidendo pesantemente sul sistema di accoglienza nazionale già provato dagli arrivi dall’Ucraina, oltre 172.000 persone accolte in Italia”.

Sui migranti “abbiamo posto un problema generale. Non è un problema che l’Italia ha con la Francia, noi poniamo un problema politico, di legalità”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa col ministro degli Esteri greco Nikos Dendias. Il regolamento di Dublino “sembra affaticato” e adesso rischia di essere superato, ma non si può prescindere da una solidarietà europea”. E “mi sembra che questo grido partito dai paesi frontalieri del sud cominci ad essere accolto, c’è disponibilità. I problemi non si risolvono in una riunione, ma ho trovato, a partire da Grecia, Malta e Slovenia, solidarietà”.

Sugli arrivi sui migranti in Italia “siamo pronti a dare sostegno e ad aiutare in questa situazione. E avrò anche l’opportunità di incontrare il nuovo ministro italiano domani in Germania e questa è forse una cosa di cui discuterò”, ha detto la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, incontrando la stampa dopo la riunione del Collegio dei commissari. Domani in Germania il ministro Matteo Piantedosi è atteso alla riunione del G7 dell’Interno.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Ong - Ngo, Stati Uniti

Twitter. Musk la sta disinfestando dai liberal socialisti. Erano davvero tanti. Troppi.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-15.

Bosch Hieronymus. Ascesa all'Empireo. Palazzo Ducale. Venezia.

«Con l’acquisto e il controllo del social-media Twitter da parte di Elon Musk torna la libertà di parola, opinione e comunicazione per centinaia di milioni di utenti attivi in tutto il mondo»

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                         Subito dopo aver ratificato l’acquisizione di Twitter, Musk aveva già licenziato diversi alti dirigenti, tra cui l’amministratore delegato, Parag Agrawal, il direttore finanziario, Ned Segal, e il responsabile degli affari legali e della politica, Vijaya Gadde.

                         Con l’acquisto e il controllo del social-media Twitter da parte di Elon Musk torna la libertà di parola, opinione e comunicazione per centinaia di milioni di utenti attivi in tutto il mondo (396 a ottobre 2022). A fine marzo, il geniale e più ricco uomo del mondo Elon Musk aveva fatto un sondaggio tra i suoi 100 milioni di follower su Twitter, chiedendo la loro opinione sull’effettiva libertà di parola e di espressione sul social media che, in passato, aveva deciso di bandire definitivamente Trump nel febbraio 2021 e di censurare contenuti e messaggi pro-vita e pro-famiglia. Il risultato era stato chiaro, con il 70% (1,4 milioni di votanti su 2 milioni) convinto che Twitter non rispettasse il primo principio della democrazia: la libertà di parola e di opinione.

                         Da allora e fino a pochi giorni fa, Elon Musk ha deciso di acquistare Twitter e di estromettere manager e dirigenti che non rispettavano la libertà di parola e di espressione per motivi politici. L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, ha completato l’acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari lo scorso 28 ottobre, e lo stesso Musk ha annunciato: L’uccellino [simbolo del social media Twitter] è stato liberato. Lo stesso giorno sono stati licenziati alcuni dirigenti, tra cui l’amministratore delegato Parag Agrawal, che è stato scortato fuori dalla sede. Musk ha dichiarato di non volere che la piattaforma diventi un amplificatore per l’odio, in un’ampia dichiarazione pubblicata sulla piattaforma: Twitter ovviamente non può diventare un inferno libero dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze!. Tuttavia, la libertà di opinione e di parola e il dibattito ragionevole saranno consentiti a tutti, senza che alcuna decisione politica o ideologica impedisca a chiunque si opponga al pensiero liberale dominante di esprimersi liberamente.

                         Qual è esattamente l’algoritmo di Twitter che ha censurato le opinioni dei conservatori, di chi ha deriso il presidente Biden, di chi si è opposto agli abortisti o ha messo in discussione la dottrina del vaccino Covid? Da qualche giorno, le persone che non potevano parlare saranno autorizzate a farlo dal nuovo.

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                         Venerdì Twitter Inc. comunicherà ai dipendenti via e-mail se sono stati licenziati, chiudendo temporaneamente gli uffici e impedendo l’accesso al personale, dopo una settimana di incertezza sul futuro dell’azienda sotto il nuovo proprietario Elon Musk. In un’e-mail inviata al personale, la società di social media ha dichiarato che venerdì alle 9.00, ora del Pacifico (12.00 EDT/1600 GMT) avviserà i dipendenti dei tagli al personale.

                         La società di social media ha dichiarato in un’e-mail al personale che avrebbe avvisato i dipendenti entro le 9 ora del Pacifico di venerdì (12 p.m. EDT/1600 GMT) dei tagli al personale. Nel tentativo di riportare Twitter su un percorso sano, venerdì affronteremo il difficile processo di riduzione della nostra forza lavoro globale. Musk, la persona più ricca del mondo, sta cercando di tagliare circa 3.700 dipendenti di Twitter, ovvero circa la metà della forza lavoro, nel tentativo di ridurre i costi e imporre una nuova etica del lavoro esigente.

                         Musk ha incaricato i team di Twitter di trovare fino a 1 miliardo di dollari di risparmi annuali sui costi della infrastruttura. Ha già fatto piazza pulita dei vertici dell’azienda, licenziando l’amministratore delegato e i principali dirigenti finanziari e legali. Altri, tra cui quelli che siedono ai vertici delle divisioni pubblicità, marketing e risorse umane, hanno lasciato l’azienda nel corso della scorsa settimana.

                         I licenziamenti, che erano attesi da tempo, hanno messo in crisi la cultura aziendale di Twitter, notoriamente aperta e lodata da molti dei suoi dipendenti.

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«Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk. The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.»

«The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts. In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday. Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic»

«Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost saving. He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. human resources divisions, departed throughout the past week»

«The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.»

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Twitter layoffs to start today, company tells staff in an email

Nov 4 (Reuters) – Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk.

The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.

“In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday,” said the email sent on Thursday, seen by Reuters.

Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic, according to internal plans reviewed by Reuters this week.

Twitter did not immediately respond to a request for comment.

Twitter said in the email that its offices would be temporarily closed and all badge access suspended in order “to help ensure the safety of each employee as well as Twitter systems and customer data.”

The company said employees who were not affected by the layoffs would be notified via their work email addresses. Staff who had been laid off would be notified with next steps to their personal email addresses, the memo said.

Some employees tweeted their access to the company’s IT system had been blocked and feared whether that suggested they had been laid off.

“Looks like I’m unemployed y’all. Just got remotely logged out of my work laptop and removed from Slack,” tweeted a user with the @SBkcrn account, whose profile is described as former senior community manager at Twitter.

A class action lawsuit was filed on Thursday against Twitter by its employees, who argued the company was conducting mass layoffs without providing the required 60-day advance notice, in violation of federal and California law.

The lawsuit also asked the San Francisco federal court to issue an order to restrict Twitter from soliciting employees being laid off to sign documents without informing them of the pendency of the case.

Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost savings, according to two sources familiar with the matter and an internal Slack message reviewed by Reuters.

He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and human resources divisions, departed throughout the past week.

Musk’s first week as Twitter’s owner has been marked by chaos and uncertainty. Two company-wide meetings were scheduled, only to be canceled hours later. Employees told Reuters they were left to piece together information through media reports, private messaging groups and anonymous forums.

The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.

“If you are in an office or on your way to an office, please return home,” Twitter said in the email on Thursday.

Shortly after the email landed in employee inboxes, hundreds of people flooded the company’s Slack channels to say goodbye, two employees told Reuters. Someone invited Musk to join the channel, the sources said.

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Twitter layoffs to start today, company tells staff in an email

 Nov 4 (Reuters) – Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk.

The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.

“In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday,” said the email sent on Thursday, seen by Reuters.

Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic, according to internal plans reviewed by Reuters this week.

Twitter did not immediately respond to a request for comment.

Twitter said in the email that its offices would be temporarily closed and all badge access suspended in order “to help ensure the safety of each employee as well as Twitter systems and customer data.”

The company said employees who were not affected by the layoffs would be notified via their work email addresses. Staff who had been laid off would be notified with next steps to their personal email addresses, the memo said.

Some employees tweeted their access to the company’s IT system had been blocked and feared whether that suggested they had been laid off.

“Looks like I’m unemployed y’all. Just got remotely logged out of my work laptop and removed from Slack,” tweeted a user with the @SBkcrn account, whose profile is described as former senior community manager at Twitter.

A class action lawsuit was filed on Thursday against Twitter by its employees, who argued the company was conducting mass layoffs without providing the required 60-day advance notice, in violation of federal and California law.

The lawsuit also asked the San Francisco federal court to issue an order to restrict Twitter from soliciting employees being laid off to sign documents without informing them of the pendency of the case.

Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost savings, according to two sources familiar with the matter and an internal Slack message reviewed by Reuters.

He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and human resources divisions, departed throughout the past week.

Musk’s first week as Twitter’s owner has been marked by chaos and uncertainty. Two company-wide meetings were scheduled, only to be canceled hours later. Employees told Reuters they were left to piece together information through media reports, private messaging groups and anonymous forums.

The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.

“If you are in an office or on your way to an office, please return home,” Twitter said in the email on Thursday.

Shortly after the email landed in employee inboxes, hundreds of people flooded the company’s Slack channels to say goodbye, two employees told Reuters. Someone invited Musk to join the channel, the sources said.

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Londra. Britannia rule the waves. Execution Dock. Ecco cosa manca alla Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-06.

2022-11-04__ Execution Dock 001

Gli inglesi nei secoli scorsi eressero un impero mondiale. Ma l’impero erano gli uomini e le donne inglesi.

Cerchiamo di capirli, per poi imitarli, laddove possibile.

«Rule, Britannia! is a British patriotic song, originating from the poem “Rule, Britannia” by James Thomson and set to music by Thomas Arne in 1740. It is strongly associated with the Royal Navy, but also used by the British Army. It is one of the most popular patriotic British hymns, and some consider it as a 2nd National Anthem for the United Kingdom.»

Ascoltatelo con grande attenzione.

«Rule, Britannia! rule the waves:

Britons never will be slaves.»

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Ma per dominare il mare è indispensabile farne rispettare le regole.

La prigione di Marshalsea era famigerata. Di lì il condannato doveva camminare lungo le strade che portavano all’Execution Dock. I pirati erano impiccati con una corda corta che non consentiva la rottura dell’osso del collo. La loro era pertanto una lenta morte per strangolamento. Durante l’agonia la vittima si dibatteva: questo macabro spettacolo venne chiamato la danza del maresciallo.

Ma cosa sono le navi delle ngo che praticano la tratta dei migranti se non pirati della peggiore specie?

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Londra, la storia raccapricciante dell’Execution Dock.

Il famigerato Execution Dock di Londra fu per quasi 400 anni uno dei luoghi di esecuzione dei condannati all’impiccagione.

Ancora agli inizi del XIX secolo, i viaggiatori che si avvicinavano al porto della città di Londra dal Tamigi erano accolti da uno spettacolo terrificante. Il fiume era fiancheggiato da un certo numero di patiboli, dai quali pendevano altrettanti cadaveri in decomposizione, esposti all’interno di gabbie di ferro.

Il vento faceva dondolare i poveri resti umani, con un sinistro scricchiolio che terrorizzava i naviganti.

Il famigerato Execution Dock di Londra fu per quasi quattrocento anni uno dei luoghi di esecuzione dei condannati all’impiccagione. Un’incisione del 1795 rappresenta l’esecuzione di un pirata all’Execution Dock. Forse rappresenta il capitano James Lowry, impiccato nel 1762.

A quel tempo la Corona inglese era in una fase di forte espansione. Le colonie, disseminate in luoghi lontani, erano una grossa risorsa economica, sia per le materie prime che fornivano che come acquirenti dei prodotti realizzati in Gran Bretagna.

Il commercio marittimo aveva bisogno di rotte sicure. Per questo durante il regno di Elisabetta I i corsari erano sostenuti dalla corona, che li usava come strumento di contrasto per le navi delle altre potenze coloniali, nonché ai pirati. Quando questi mercenari del mare non ebbero più l’aiuto della Corona, si trasformarono quasi tutti in pirati. Erano quindi criminali che minacciavano il commercio marittimo. L’unica punizione considerata giusta per questo reato era la morte.

Tutti coloro i quali commettevano crimini sul mare, ovverosia pirati, ammutinati e contrabbandieri, venivano rinchiusi nella prigione di Marshalsea. Qui erano in attesa di essere trasferiti all’Execution Dock per la loro esecuzione pubblica.

Londra possedeva diversi luoghi dove venivano effettuate le condanne a morte. Ma il molo sul Tamigi era usato in modo particolare per i pirati.

Il condannato doveva camminare lungo le strade che dalla prigione portavano all’Execution Dock, preceduto dal Maresciallo dell’Ammiragliato o da un suo rappresentante. Egli procedeva a cavallo portando un remo d’argento, simbolo del Ministero della Marina. Le strade erano piene di spettatori, così come le rive del Tamigi. Altri cittadini si godevano invece lo spettacolo dal fiume, su barche appositamente predisposte. Uomini, donne e bambini costituivano una folla immensa, che presenziava al raccapricciante spettacolo di un uomo che moriva appeso per il collo.

Lungo la via per il patibolo c’era anche un pub (oggi una caffetteria), dove il condannato poteva assaporare il suo ultimo gallone di birra. Ai piedi della forca, l’uomo aveva poi la possibilità di pronunciare il suo ultimo discorso di rammarico per le cattive azioni commesse. Oppure di accusa verso il colpevole del suo destino. Con le ultime parole terminava anche il tempo del condannato. A quel punto, infatti, il criminale veniva appeso per il collo fino a che non sopraggiungeva la morte. I pirati subivano una condanna ancora peggiore. Essi venivano impiccati con una corda corta che non consentiva la rottura dell’osso del collo. La loro era pertanto una lenta morte per strangolamento. Durante l’agonia la vittima si dibatteva: questo macabro spettacolo venne chiamato “la danza del maresciallo”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Materie Prime, Ong - Ngo, Stati Uniti

Nevada. Un giudice democratico autorizza una miniera di litio. Ira dei green.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-01.

Litio 013

«Miranda Du is the chief judge of the United States District Court for the District of Nevada. She was nominated to the court by President Barack Obama (D). Prior to becoming a judge, Du was a partner at the firm McDonald Carano Wilson LLP, in Reno, Nevada. Du became chief judge of the court on September 2, 2019.»

«A US federal judge has ruled that Lithium America Corp (LAC.TO) can carry out excavation work at its Thacker Pass lithium mine site in Nevada, rejecting a request from environmentalists that said excavations can cause damage to sage grouse and others the wildlife»

«The ruling marked a rare victory for a US critical mineral project»

«Chief Justice Miranda Du of the federal court in Reno, Nevada, said late Friday that excavations — necessary to determine whether the land holds historical imports for Native Americans — could go ahead while she was under the administration of former President Donald Trump»

«Do said, environmental groups could not prove what specific damage the excavation would cause, only hypothetical estimates»

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I tempi stanno mutando ad incredibile velocità.

Gli Stati Uniti sono grandi importatori di litio, i cui prezzi sono aumentati sul mercato internazionale.

Materie Prime. Ancora aumenti dei prezzi. Litio +91.40%, per esempio. Inflazione.

Cina. Sta investendo massicciamente in Bolivia e Columbia. La guerra del Litio.

Alla fine, la ragionevolezza sembrerebbe prevalere.

Sembrerebbe essersi avviato al termine l’usbergo che le ngo esercitavano, forti dell’appoggio politico dei liberal democratici.

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U.S. judge rules Lithium Americas may excavate Nevada mine site

A US federal judge has ruled that Lithium America Corp (LAC.TO) can carry out excavation work at its Thacker Pass lithium mine site in Nevada, rejecting a request from environmentalists that said excavations can cause damage to sage grouse and others the wildlife.

The ruling marked a rare victory for a US critical mineral project as environmental groups increasingly pressure courts and regulators to block mining projects even though they produce metal keys to building electric vehicles .

Chief Justice Miranda Du of the federal court in Reno, Nevada, said late Friday that excavations — necessary to determine whether the land holds historical imports for Native Americans — could go ahead while she was under the administration of former President Donald Trump. sets out the broader question. When it approved the project in January. Du said she would try to publish her decision by early 2022.

Vancouver, Canada-based Lithium America had agreed not to excavate before July 29, while Doo held discussions. It was not immediately clear whether the company now intends to begin digging on that date. Company representatives could not be reached for comment.

A project of about 18,000 acres in size would affect less than a quarter of an acre, a factor Dou said influenced his decision.

Additionally, Do said, environmental groups could not prove what specific damage the excavation would cause, only hypothetical estimates. “Environmentalists failed to meet their burden to show that they would cause irreparable harm,” Du said.

“We are disappointed by the court’s decision that allowed the company to excavate and remove cultural and historical artifacts,” said Kelly Fuller of the Western Watershed Project, one of the environmental groups that sued to block the project. Is.”

Fuller said the group looks forward to hearings with Doo in the future to argue that the entire project should be cancelled.

Pubblicato in: Cina, Ideologia liberal, Ong - Ngo, Vizi e Depravazioni

Cina. Criticata ferocemente perché usa sui social le tecniche imparate da Facebook e Google.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-16.

Cina 017

«The U.S. State Department said on Wednesday it was concerned about reports that China had restricted use of social media accounts of LGBTQI Plus student groups and non-governmental organizations.» [Reuters]

Siamo al paradosso: il Dipartimento di Stato ha quasi come unica preoccupazione sulla Cina questo particolare problema.

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Il problema sarebbe semplice nella sua complessità.

Cina ed enclave liberal occidentale hanno Weltanschauung opposte e conflittuali, che non si tollerano a vicenda.

La grande differenza però consiste nel fatto che mentre i cinesi si fanno i fatti propri, i liberal occidentali vorrebbero poter imporre la loro visione di vita a tutti coloro che non la condividono, fatto questo molto mal recepito in Cina.

Poi, quando i social occidentali bloccano utenti ed impediscono la pubblicazioni di post contrari all’ideologia liberal, alla questa sarebbe cosa corretta, giusta e meritoria.

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Cina. Si ribella alla femminilizzazione dei suoi maschi. Li vuole virili.

«A notice from China’s education ministry has caused a stir after it suggested young Chinese men had become too “feminine”»

«For a while China’s government has signalled concern that the country’s most popular male role models are no longer strong, athletic figures like “army heroes”»

«So last week, the education ministry issued a notice with a title that left no doubt about its ultimate goal»

«The Proposal to Prevent the Feminisation of Male Adolescents called on schools to fully reform their offerings on physical education and strengthen their recruitment of teachers»

«”cultivating students’ masculinity”»

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Hollywood. Sta perdendo il grande mercato cinese. Troppo liberal.

«The share of foreign films, including those from Hollywood, slipped to 16% of Chinese ticket receipts in 2020 from 36% the year before»

«Meanwhile, several of Hollywood’s highly anticipated, big-budget films either flopped in China or faced public-relations issues»

«Walt Disney Co.’s fantasy-action drama “Mulan” stirred up controversy for its portrayal of Chinese culture and was also criticized for filming in the Xinjiang region, where the government is accused of oppressing Muslim-minority Uighurs»

«Chinese consumer sentiment toward anything American is at an all-time, modern day low»

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«While homosexuality, which was classified as a mental disorder until 2001, is legal in China, same sex marriage is not recognised»

«This year, a court upheld a university’s description of homosexuality as a “psychological disorder”, ruling that it was not a factual error»

«China’s Wechat deletes university LGBT accounts»

«Chinese tech giant Tencent’s WeChat social media platform has deleted dozens of LGBT accounts run by university students, saying some had broken rules on information on the internet, sparking fear of a crackdown on gay content online»

«Members of several LGBT groups told Reuters that access to their accounts was blocked late on Tuesday and they later discovered that all of their content had been deleted»

«They censored us without any warning. All of us have been wiped out»

«Attempts by Reuters to access some accounts were met with a notice from WeChat saying the groups “had violated regulations on the management of accounts offering public information service on the Chinese internet”»

«Other accounts did not show up in search results.»

«The Weibo social media platform, owned by Weibo Corp, has at times removed lesbian content and the online community board platform Zhihu has censored topics on gender and identity»


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China’s Wechat deletes university LGBT accounts

Chinese tech giant Tencent’s WeChat social media platform has deleted dozens of LGBT accounts run by university students, saying some had broken rules on information on the internet, sparking fear of a crackdown on gay content online.

Members of several LGBT groups told Reuters that access to their accounts was blocked late on Tuesday and they later discovered that all of their content had been deleted.

“Many of us suffered at the same time,” said the account manager of one group who declined to be identified due to the sensitivity of the issue.

“They censored us without any warning. All of us have been wiped out.”

Attempts by Reuters to access some accounts were met with a notice from WeChat saying the groups “had violated regulations on the management of accounts offering public information service on the Chinese internet”.

Other accounts did not show up in search results.

WeChat did not immediately respond to emailed questions.

While homosexuality, which was classified as a mental disorder until 2001, is legal in China, same sex marriage is not recognised. Social stigma and pressure still deter people from coming out.

This year, a court upheld a university’s description of homosexuality as a “psychological disorder”, ruling that it was not a factual error.

The LGBT community has repeatedly found itself falling foul of censors and the Cyberspace Administration of China recently pledged to clean up the internet to protect minors and crack down on social media groups deemed a “bad influence”.

The Weibo social media platform, owned by Weibo Corp, has at times removed lesbian content and the online community board platform Zhihu has censored topics on gender and identity.

Last year, China’s only pride festival was cancelled indefinitely after organisers cited concerns over staff safety.

“Authorities have been tightening the space available for LGBT advocacy and civil society generally. This is another turning of the screw,” said Darius Longarino, a senior fellow at Yale Law School’s Paul Tsai’s China Center, who focuses on LGBT rights and gender equality.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Diplomazia, Ong - Ngo, Unione Europea

Ungheria. Tutti i liberal europei vorrebbero cacciarla via, ma non sanno come fare.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-28.

Budapest 001

Il problema ungherese è simile giuridicamente a quello tedesco.

Unione Europea vs Germania. Conflitto tra le due supreme corti. Verso la implosione.

«→→ The courts are at loggerheads about the question as to who has the last say in matters relating to European law, Karlsruhe or Luxembourg? ←←»

«→→ The most likely reason is that the lawyers concerned are entering the court room with different sets of presuppositions ←←»

«This approach is based on the principles that states are sovereign, that they treat each other on equal footing and that they refrain from interfering in each other’s internal affairs»

«Violation of the principle of non-interference may constitute a reason for war»

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Ungheria. Donato il terreno per la erigenda Università cinese in suolo magiaro. Povero Soros.

Hungary’s parliament passes anti-LGBT law ahead of 2022 election

Ungheria. Orban abbandona sia il PE sia il gruppo PPE.

Ungheria. Viktor Orban. Non rinnovata la licenza alla Klubradio broadcasting.

Eurocrati pronti a spaccare l’Unione sul rule-of-law. Piano B. Europa senza Polonia ed Ungheria.

Budget e Recovery Fund. Slovenia si schiera con Polonia ed Ungheria.

Ungheria. Orban mette in costituzione che il matrimonio è tra un uomo ed una donna.

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I liberal socialisti europei odiano a morte Ungheria e Mr Viktor Orban, che hai loro occhi si sarebbe reso autore di orribili oltraggi. Rivendica la sovranità nazionale; ha scacciato dall’Ungheria Soros e le sue ngo, ivi compresa la sua università; a scritto nella costituzione che il matrimonio è tra un maschio ed una femmina; vieta la propaganda lgbt nelle scuole e nella società civile; più una altra lunga serie di posizioni antitetiche all’ideologia liberal.

Non potendolo uccidere, vorrebbero almeno scacciarlo dall’Unione Europea. Ma una cosa è il desiderio ed una del tutto diversa è la concreta possibilità operazionale.

*


Can the EU expel Hungary?

Even in the event that Rutte’s fellow EU leaders agreed, Hungary’s place within the bloc is not in peril. There is no legal mechanism in the EU’s treaties to expel a member state. The much-discussed Article 7 of the treaties removes a member states voting rights within the EU Council, the forum through which ministers and leaders of member states decide the political future of the EU.

However, invoking Article 7 and suspending the voting rights of a member state requires a unanimous decision in the council, meaning that all 26 leaders (Hungary, the subject of the vote, would not have a say) would need to vote in favor. The chances of this happening is very unlikely. The political leadership in many member states — most notably Poland, which is currently the subject of Article 7 proceedings for its assault on the nation’s courts — simply doesn’t want to set a precedent for Article 7 actually being used.

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«There is no legal mechanism in the EU’s treaties to expel a member state»

«However, invoking Article 7 and suspending the voting rights of a member state requires a unanimous decision»

«The chances of this happening is very unlikely»

Quante parole inutili!

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo

Ungheria. Donato il terreno per la erigenda Università cinese in suolo magiaro. Povero Soros.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-20.

Budapest 001

«Hungary’s parliament approved a government proposal on Tuesday to donate state-owned land to a planned Chinese university in Budapest»

«Orban’s government argues that the school could help attract new research and development centres and new investments to Hungary, a central European country of 10 million people, which relies heavily on foreign investment to drive economic growth.»

«Lawmakers of Orban’s ruling Fidesz voted overwhelmingly to donate four plots on the banks of the Danube River to a foundation in charge of the planned campus of Shanghai-based Fudan University, displacing a planned local student housing area.»

«Last week Orban – who forced the liberal Central European University, founded by financier George Soros, to move to Vienna in 2019 – dismissed criticism that the campus would help Beijing increase its influence in Hungary.»

«All such countries, including China or Vietnam, kick off each international meeting by assuring us that they are only seeking pragmatic cooperation and do not want to enforce their ideological stance on us»

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Reuters, come tutti i media liberal, è il fedele portavoce di tutti coloro che ritiene siano oppositori di Mr. Orban.

Costui infatti ha cacciato via dal suolo magiaro Soros e tutte le sue ngo, e questo è peccato mortale agli occhi dei liberal. E certamente non è l’unico dente dolente.

Hungary’s parliament passes anti-LGBT law ahead of 2022 election

«Hungary’s parliament passed legislation on Tuesday that bans the dissemination of content in schools deemed to promote homosexuality and gender change, amid strong criticism from human rights groups and opposition parties ….

Hardline nationalist Prime Minister Viktor Orban, who faces an election next year, has grown increasingly radical on social policy, railing against LGBT people and immigrants in his self-styled illiberal regime, which has deeply divided Hungarians.

His Fidesz party, which promotes a Christian-conservative agenda, tacked the proposal banning school talks on LGBT issues to a separate, widely backed bill that strictly penalizes pedophilia, making it much harder for opponents to vote against it»

Anche questo argomento è un sensibile nervo scoperto dei liberal.

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Il fatto che la Cina impianti un suo ateneo in Ungheria è in ogni caso un segno dei tempi.

Usa. Maggio21. Prezzi alla produzione (PPI) +6.6 anno su anno

Usa. Maggio21. Cpi +5.0% anno su anno. La inflazione inizia a galoppare.

Con una inflazione di questo livello i liberal dovrebbero avere ben altro cui pensare.

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Hungary donates state-owned land to planned Chinese university.

Budapest, June 15 (Reuters) – Hungary’s parliament approved a government proposal on Tuesday to donate state-owned land to a planned Chinese university in Budapest, despite opposition criticism and a recent protest that accused the government of cosying up to Beijing.

Opponents of nationalist Prime Minister Viktor Orban fear the planned $2 billion campus could undermine the quality of higher education and help Beijing increase its influence in Hungary and the European Union.  

Orban’s government argues that the school could help attract new research and development centres and new investments to Hungary, a central European country of 10 million people, which relies heavily on foreign investment to drive economic growth.

Lawmakers of Orban’s ruling Fidesz voted overwhelmingly to donate four plots on the banks of the Danube River to a foundation in charge of the planned campus of Shanghai-based Fudan University, displacing a planned local student housing area.

The law says the government must present the final plans of the project, including its costs, to parliament by the end of 2022, after the next election in April. The issue would be then put to a referendum, Orban said last week.

However, Budapest mayor Gergely Karacsony, who is vying to become Orban’s opposition challenger next year, is seeking a referendum on the campus before the election. read more

“The citizens of Budapest have had their say about the government’s plans: 96% do not want a Chinese communist university in place of the (local student housing area),” Karacsony said in a Facebook post on Monday.

Last week Orban – who forced the liberal Central European University, founded by financier George Soros, to move to Vienna in 2019 – dismissed criticism that the campus would help Beijing increase its influence in Hungary.

“All such countries, including China or Vietnam, kick off each international meeting by assuring us that they are only seeking pragmatic cooperation and do not want to enforce their ideological stance on us,” Orban told a news conference.

Orban’s liberal opponents accuse him of cosying up to China, Russia and other illiberal governments, while angering European allies by curbing the independence of the judiciary and media.

Pubblicato in: Diplomazia, Ong - Ngo, Russia

Russia. Arrestato Andrei Pivovarov, direttore della ong Open Russia, mentre fugge.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-01.

Kremlin 001

«Andrei Pivovarov, direttore della ong Open Russia, una delle organizzazioni della galassia legata a Soros, è stato arrestato all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo qualche giorno dopo lo scioglimento dell’organizzazione fondata dall’ex-oligarca Mikhail Khodorkovsky»

«Il direttore della Ong legata a Soros è stato costretto a scendere dall’aereo sul quale si era imbarcato e che era già pronto al decollo»

«Già nel 2017 la Procura generale aveva dichiarato “indesiderabili” tre organizzazioni finanziate dallo speculatore George Soros e a Open Russia: Otkrytaya Rossia, Open Russia Civic Movement e Institute of Modern Russia»

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Attenzione!!

Tutti gli articoli riportati sono stati pubblicati su media liberal occidentali

«The standards of the civilised world do not apply there.»

Con l’innata modestia e ritrosia, i liberal occidentali si auto definiscono “civilised world”, ossia quello che aveva invaso militarmente Panama prendersi Mr Noriega e portarselo negli Stati Uniti; che avevano dirottato un aereo egiziano a Sigonella per catturarne i passeggeri; che hanno mandato cacciabombardieri in Libia per assassinare Gheddafi; che hanno mandato un commando in Pakistan ad assassinare Bin Laden. Ma questi sono solo alcuni dei possibii esempi di cosa intendano i liberal per “civilised world”.

No, amici liberal, il mondo non condivide in nulla il vostro modo di pensare e di operare.

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Russian authorities detain head of opposition group Open Russia

The head of the now-defunct opposition group Open Russia said he was pulled off a plane and detained by police in St. Petersburg.

The head of Russian opposition group Open Russia, which said it ended operations last week, said he was pulled off an airliner and detained by police on Monday.

Andrei Pivovarov said his flight was taxiing for takeoff at St. Petersburg’s Pulkovo Airport when it was stopped and he was removed by authorities.

He said on Twitter that he was taken to the Investigative Committee offices on suspicion of running an “undesirable” organization. If he is convicted, he could be imprisoned for up to six years.

He was reportedly detained and transported to Krasnodar, a city in the south of Russia, following his interrogation, according to a statement circulated by his lawyer Elena Borodina.

The criminal case against him is being carried out by the Investigative Committee for Krasnodar Territory, the statement added.

What is Open Russia?

Open Russia is a political activist group critical of the Kremlin.

The group was financed by oil tycoon and opponent of President Vladimir Putin, Mikhail Khorodkovsky, who now lives in London after spending 10 years in prison. His sentence was widely seen as a punishment for challenging Putin’s rule.

In an attempt to protect Open Russia’s members from prosecution, Pivovarov announced he would cease the organization’s operations last week.

The group based in London was declared “undesirable” in 2017. Members in Russia formed a separate legal entity, albeit with the same name, to continue their activities and defend themselves from prosecution.

Crackdown against ‘undesirable’ groups

The Russian government passed a law in 2015 that made membership of an “undesirable” organization a criminal offense.

The designation has been used to ban about 30 groups. Several  German NGOs in Russia were deemed “undesirable” last week.

Russian authorities described the laws as a response to alleged outside efforts to undermine Russia. Critics have said the laws are part of the Kremlin’s efforts to snuff out dissent.

The federal government has intensified its crackdown in the lead-up to September’s parliamentary elections as the popularity of the main Kremlin-backed party, United Russia, has been falling.

Prominent Kremlin critic, Alexei Navalny, was detained in January upon returning to Russia. The activist had been recovering in Germany after being poisoned by the Soviet-era Novichok nerve agent.

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Andrei Pivovarov: Kremlin critic pulled off plane, arrested

Pivovarov heads the Open Russia movement, which recently dissolved itself over fears its members would be punished under new laws.

Russian authorities have arrested a prominent opposition activist after he was hauled off a flight, and raided the homes of several others.

Andrei Pivovarov, the head of the Open Russia movement, was pulled off a Warsaw-bound plane at St Petersburg’s airport just before takeoff late on Monday.

Pivovarov’s team said police questioned him, searched his apartment and opened a criminal case against him on Tuesday for allegedly violating Russia’s legislation on “undesirable organisations”.

“These situations show us that they are afraid of us, and we are a majority,” Pivovarov’s Twitter account said.

The Krasnodar branch of the Investigative Committee, which probes major cases, said in a statement that Pivovarov had in August 2020 published materials in support of an “undesirable organisation”.

The statement also accused the activist of attempting to flee from investigators on Monday.

Pivovarov said he was going on vacation when he was arrested.

‘Unusual action’

Pivovarov’s removal from the plane came after authorities in Belarus on May 23 diverted a Ryanair flight heading from Greece to Lithuania to the capital, Minsk, and arrested a journalist on board.

Polish airline LOT, which operated Pivovarov’s flight, said the plane was taxiing when Russian air traffic control ordered the crew to return to the parking position.

“The pilot had to comply with this order as he was under Russian jurisdiction,” Polish news agency PAP quoted the company as saying.

Poland said it was looking into the issue.

“This is an unusual action because if the Russians wanted to detain this person they could have done so before boarding. The question is why it was done exactly at that moment,” Deputy Foreign Minister Piotr Wawrzyk told state broadcaster TVP.

“The standards of the civilised world do not apply there.”

Open Russia tagged as ‘undesirable’

Open Russia was financed by tycoon Mikhail Khodorkovsky, who moved to London after spending 10 years in prison in Russia on charges viewed by some as political revenge for challenging President Vladimir Putin’s rule.

Russia declared the group “undesirable” in 2017, effectively banning its activities.

Its allies in Russia continued their activism under a separate legal entity to try to protect themselves from prosecution.

But the group folded its activities in Russia last week to prevent its supporters from facing criminal prosecution as parliament prepares to adopt legislation that would increase criminal liability for anyone who cooperates with “undesirable organisations”.

Russia says the law is needed to protect its national security from external interference.

Police raids

Also on Tuesday, police raided a country home of opposition politician Dmitry Gudkov, a former lawmaker who has aspired to run for parliament in September.

At least two of his associates had their homes searched.

“I don’t know the formal reason for this,” Gudkov wrote on the Telegram social media platform. “But the real (reason) is clear.”

Gudkov’s father Gennady, also critical of the Kremlin, described the searches as “a special operation to eliminate Gudkov’s team”.

Authorities were yet to comment on the operation Gudkov said was under way.

Crackdown on dissent

The moves came as Russia appears to be cracking down on political opposition ahead of September’s parliamentary election.

Putin’s United Russia party has lost support recently as economic woes weigh.

The president’s leading political foe, Alexey Navalny, was arrested in January upon his return from Germany, where he had spent five months recovering from nerve agent poisoning that he blames on the Kremlin – accusations that Russian officials reject.

He is serving a two-and-a-half-year prison sentence for violating terms of a suspended sentence stemming from a 2014 embezzlement conviction that he denounces as politically motivated.

With Navalny in prison, prosecutors have asked a Moscow court to designate Navalny’s Anti-Corruption Foundation (FBK) and his network of regional offices as “extremist” groups.

In a parallel move, a bill approved by the lower house of the Russian parliament bars members, donors and supporters of “extremist” groups from seeking public office – a measure that would keep Navalny’s associates from running for parliament in September.

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Putin arresta il direttore di Open Russia mentre fugge: sgominata la rete di Soros

In Italia basterebbe una legge identica che impedisce ad entità finanziate dall’estero di agire come ‘onlus’ in Italia. Ricordatevi: la liberaldemocrazia non è democrazia, è il parco giochi dei miliardari che sono liberi di agire indisturbati in nome della ‘libertà’, che è sempre la loro, visto che la libertà si compra.

Andrei Pivovarov, direttore della ong Open Russia, una delle organizzazioni della galassia legata a Soros, è stato arrestato all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo qualche giorno dopo lo scioglimento dell’organizzazione fondata dall’ex-oligarca Mikhail Khodorkovsky.

Il direttore della Ong legata a Soros è stato costretto a scendere dall’aereo sul quale si era imbarcato e che era già pronto al decollo.

Nei giorni scorsi, lo stesso Pivarov – dopo l’entrata in vigore della legge che impedisce la candidatura alle elezioni di chiunque abbia lavorato o sostenuto organizzazioni considerate come estremiste e dell’inasprimento delle pene per chi collabora con le organizzazioni “indesiderabili” – aveva annunciato “l’annullamento dell’appartenenza di tutti i membri a Open Russia per evitare possibili persecuzioni”.

Già nel 2017 la Procura generale aveva dichiarato “indesiderabili” tre organizzazioni finanziate dallo speculatore George Soros e a Open Russia: Otkrytaya Rossia, Open Russia Civic Movement e Institute of Modern Russia.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Danimarca. Profughi siriani non più benvenuti. Rimpatriati.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-27.

Danimarka 010

«Denmark asylum: The Syrian refugees no longer welcome to stay»

«When Denmark became the first European country last month to revoke residence status for more than 200 Syrian refugees, it faced condemnation from EU lawmakers, the UN refugee agency and human rights groups»

«Authorities in Copenhagen argue that parts of Syria are now safe enough for refugees to return»

«For a country with a liberal reputation, Denmark has become known for repeatedly tightening its immigration policies in recent years»

«They are among more than 200 Syrian nationals who have had their residency withdrawn on the grounds that Damascus and the surrounding region are now considered safe»

«Two weeks ago their appeal was rejected and they’ve been given 60 days to leave»

«More than a decade after conflict broke out in Syria about 35,000 Syrian nationals live in Denmark»

«Over the past year the immigration service has been reassessing the cases of more than 1,200 refugees from the wider Damascus region»

«The government says it has always been clear the protections it offered were temporary»

«The government based its decision of reports by the Danish Immigration Service»

«Thirty-three Euro MPs recently sent a letter to Prime Minister Mette Frederiksen calling for a “180-degree turnaround” in Denmark’s asylum policy»

«As Denmark doesn’t have diplomatic ties with President Assad’s regime, it cannot carry out forced deportations»

*

«Denmark was the first country to join the UN Refugee Convention in 1951 and, according to the UN has traditionally been one of Europe’s strongest supporters of refugees. But it’s a changed picture today»

«Successive Danish governments have pursued aggressive anti-immigration campaigns, including the seizure of assets such as jewellery from asylum seekers»

«Migrants yield little cash for Denmark»

«The ruling Social Democrats have also adopted a tough stance to win supporters back from right-wing parties»

«Last year the number of asylum seekers fell to 1,500. Only 600 people were granted asylum, the lowest in three decades»

«Many of those who come here do not need protection at all»

«Never did she imagine Denmark would be the only country other than Viktor Orban’s Hungary that saw Syria as safe»

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In tutto il blocco europeo si sta assistendo al calo delle propensioni al voto verso i partiti della sinistra. Questo fenomeno sta assumendo una portata significativa sia per quanto riguarda le elezioni nazionali, sia per quanto concerne le prossime elezioni europee.

Ecco spiegata l’inversione di rotta di molti governi nazionali liberal, più attenti alla propria rielezione che ai così detti ‘human rights’. Un caso da manuale sarebbe la Spagna.

Spagna. Regionali Madrid. Partito Popolare dato al 41%.

Ceuta, 8.000 migranti entrano in Spagna. Crisi tra Madrid e il Marocco.

Migranti in Spagna, la «vendetta» del Marocco: in 8mila a Ceuta

Spagna, Marocco, Unione Europea e migranti, i quali sono usati come arma impropria.

Il problema non sono i migranti, bensì i governi.

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Denmark asylum: The Syrian refugees no longer welcome to stay.

When Denmark became the first European country last month to revoke residence status for more than 200 Syrian refugees, it faced condemnation from EU lawmakers, the UN refugee agency and human rights groups.

Authorities in Copenhagen argue that parts of Syria are now safe enough for refugees to return.

But the issue has proved divisive and activists and community groups have planned protests in several cities on Wednesday in support of the refugees.

For a country with a liberal reputation, Denmark has become known for repeatedly tightening its immigration policies in recent years.

In a separate move, it recently signed a migration agreement with Rwanda, leading to speculation that it intends to open an asylum-processing facility there.

Danish authorities notified Sara’s family in February that she, her parents and younger siblings could no longer stay.

“All my life is here. How can I go back to Syria now?” says the 19-year-old, who speaks fluent Danish and is due to sit her final high-school exams next month. She dreams of becoming an architect, but after six years in Denmark her future in Denmark is now in doubt.

They are among more than 200 Syrian nationals who have had their residency withdrawn on the grounds that Damascus and the surrounding region are now considered safe

Her father Mohammed was a lawyer in Syria but came to Denmark in 2014 when his life was endangered. The rest of the family fled the war a year later, travelling via Turkey and Greece.

Two weeks ago their appeal was rejected and they’ve been given 60 days to leave.

They fear arrest and torture under President Bashar al-Assad’s rule. “It’s risky for every single person who left Syria to go back,” she says.

Her father has been running a restaurant and said: “We stopped taking money from the [Danish] government four years ago.”

More than a decade after conflict broke out in Syria about 35,000 Syrian nationals live in Denmark.

Over the past year the immigration service has been reassessing the cases of more than 1,200 refugees from the wider Damascus region. “The conditions in Damascus in Syria are no longer so serious that there are grounds for granting or extending temporary residence permits,” it said.

Many of those with temporary refugee permits are women or elderly, as younger men who were at risk of military conscription were usually given different protection. The government says it has always been clear the protections it offered were temporary.

Hundreds are still waiting to hear what will happen and many who have are facing long appeals:

– According to preliminary figures, the Danish Immigration Service has decided on 300 cases since January

– About half resulted in new or extended permits

– 154 refugees had their status revoked or not renewed, on top of 100 who had it withdrawn in 2020

– Thirty-nine people from the Damascus area have received a final rejection from the Refugee Board

Mohammed Almalees, 30, will be able to stay, along with his brothers. But his parents and sister have been told recently they will have to leave, giving the family sleepless nights.

“We have lived three to four years under war,” he says. The family home is now destroyed. “Soldiers came to our city. They wanted to arrest us, because we had protested,” he said.

He and a brother reached Denmark in 2014 after a three-day boat voyage from Libya to Italy. A year later, his mother Awatif and sister Maya travelled via Turkey and Greece.

He is adamant if they return they will be imprisoned. “The regime have the names of people who demonstrated against Assad both in Syria and in Denmark. They monitor social media.”

The government based its decision of reports by the Danish Immigration Service. However, 11 of the 12 experts cited in a 2019 report have distanced themselves from its findings – and the 12th is a Syrian general who heads the country’s immigration department.

Sara Kayyali, a Syria researcher for Human Rights Watch quoted in the document, says Denmark’s assessment is flawed.

Thirty-three Euro MPs recently sent a letter to Prime Minister Mette Frederiksen calling for a “180-degree turnaround” in Denmark’s asylum policy.

As Denmark doesn’t have diplomatic ties with President Assad’s regime, it cannot carry out forced deportations. So the options are either to return voluntarily or face limbo at a “departure” centre, says Michala Bendixen, head of Refugees Welcome, a Danish charity.

“The whole idea of establishing those camps was to pressure people to go back. To give up their hopes of staying in Denmark. You have no income. You can’t work. You can’t study,” she says. “Even Danish prisons are much better in many ways.”

As members of Denmark’s Syrian community held a protest outside parliament on Tuesday, the immigration minister defended the government’s decision to revoke the residence status of hundreds of them.

Denmark was the first country to join the UN Refugee Convention in 1951 and, according to the UN has traditionally been one of Europe’s strongest supporters of refugees. But it’s a changed picture today.

In 2015, a peak of more than 21,000 asylum-seekers arrived in Denmark. Asylum policies were tightened significantly that year and again in 2019, moving away from integration to focus on temporary protection and repatriation.

Successive Danish governments have pursued aggressive anti-immigration campaigns, including the seizure of assets such as jewellery from asylum seekers.

Migrants yield little cash for Denmark

In 2017, then-Integration Minister Inger Stojberg marked her 50th curb on immigration by posting a picture of her with a celebratory cake on social media.

The ruling Social Democrats have also adopted a tough stance to win supporters back from right-wing parties.

“The Danish system is sort of an outlier. It’s one that’s pushing quite severely in this direction. More so than other countries.” says Martin Lemberg-Pedersen, associate professor at the Centre for Advanced Migration Studies. “It doesn’t believe integration can work.”

For him the policies boil down to a “deterrence logic”, sending a message to others not to come.

Last year the number of asylum seekers fell to 1,500. Only 600 people were granted asylum, the lowest in three decades.

“That’s really good news,” Mr Tesfaye said in February. “Corona, of course, plays a role, but I think first and foremost, it’s because of our strict foreign policy. Many of those who come here do not need protection at all.”

The government has set a target of zero, arguing that the money saved can go towards welfare.

Within weeks, Denmark’s immigration and development ministers had made an under-the-radar trip to Rwanda, fuelling speculation that this could be a first step towards setting up an overseas refugee processing centre.

Denmark and Rwanda did sign a non-binding deal to co-operate on asylum and migration issues, but Danish officials have played down the significance of the trip. Nils Muiznieks of Amnesty International has warned that any attempt to transfer asylum seekers to Rwanda would be “unconscionable” and “potentially unlawful”.

Rifts over Denmark’s asylum policy have begun to appear, among the government’s allies as well as some grassroots supporters.

“I regret that we were so naive,” Sofie Carsten Nielsen, leader of the Social Liberals, told MPs.

Never did she imagine Denmark would be the only country other than Viktor Orban’s Hungary that saw Syria as safe, she said.