Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron il sanguinario complice di cruenti repressioni. – France 24.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-08.

Mani sporche di sangue

«France has “participated in the bloody Egyptian repression” for the past five years by delivering weapons and surveillance systems to President Abdel Fattah al-Sisi’s government»

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«the study found French arms sales to Egypt had leapt from 39.6 million to 1.3 billion euros ($1.5 billion) between 2010 and 2016»

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«by supplying Egyptian security services and law enforcement agencies with powerful digital tools, they have helped establish an Orwellian surveillance and control architecture that is being used to eradicate all forms of dissent and citizen action»

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«companies selling technology used for mass data interception and crowd control, used for a surveillance system under which tens of thousands of opponents and activists had been arrested»

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«Today France is helping to crush this generation through the establishment of an Orwellian surveillance and control system aimed at nipping in the bud any expression of protest»

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«despite a European Union declaration in 2013 that member states had suspended export licences»

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Ricapitoliamo.

Mr Hollande e Mr Macron. quelle sedicenti viole mammole che inneggiano ai ”valori dell’Europa‘ bacchettando a destra e manca, incuranti e sprezzanti delle delibere dell’Unione Europea, vendevano armi e supporto ad uno stato che a dir loro era retto da una dittatura.

«tens of thousands of opponents and activists

had been arrested».

Bene. Benissimo.

Conoscendoli non avevamo bisogno di ulteriori elementi a loro carico.

In italiano dovrebbero essere apostrofati come ipocriti.


France24. 2018-07-02. France accused of aiding bloody Egypt repression through arms sales

France has “participated in the bloody Egyptian repression” for the past five years by delivering weapons and surveillance systems to President Abdel Fattah al-Sisi’s government, rights groups charged in a report released Monday.

Commissioned by four French and Egyptian human rights groups, the study found French arms sales to Egypt had leapt from 39.6 million to 1.3 billion euros ($1.5 billion) between 2010 and 2016.

In addition, “by supplying Egyptian security services and law enforcement agencies with powerful digital tools, they have helped establish an Orwellian surveillance and control architecture that is being used to eradicate all forms of dissent and citizen action,” the groups said.

They charged that French companies were also complicit in what they called a “relentless crackdown” since Sisi overthrew Islamist president Mohamed Morsi in 2013.

The report notably cited companies selling technology used for mass data interception and crowd control, used for a surveillance system under which tens of thousands of opponents and activists had been arrested.

“The Egyptian revolution of 2011 was driven by an ultra-connected ‘Facebook generation’ that knew how to mobilise crowds,” said Bahey Eldin Hassan, director of the Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS), one of the groups behind the report.

“Today France is helping to crush this generation through the establishment of an Orwellian surveillance and control system aimed at nipping in the bud any expression of protest,” he said.

The report charges that at least eight French companies have “profited from this repression” despite a European Union declaration in 2013 that member states had suspended export licences to Egypt for equipment that could be used for domestic repression.

The companies include Arquus — formerly Renault Trucks Defense — as well as major defence supplier DCNS.

“Our organisations seek from French companies and authorities an immediate end to these deadly exports,” the groups said.

The report was commissioned by the CIHRS alongside the French-based International Federation for Human Rights, Human Rights League and Armaments Observatory.

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Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Dopo Lifeline ora Malta sequestra la Sea Watch.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-02.

Execution-Dock-a-Londra-4

Execution Dock di Londra. I pirati erano impiccati oppure rinchiusi in gabbie finché morti li avesse colti.


Nel medioevo la Repubblica di Genova aveva leggi blande nei confronti dei pirati e di quanti esercitassero la tratta.

Quando li pescava, ed accadeva spesso, i pesci piccoli li metteva al remo, affidandoli alle amorose cure degli aguzzi scelti tra le loro vittime. I pesci grandi dapprima li accecava, poi li castrava ed infine tagliava loro le mani. Dopo un congruo lasso di tempo li scuoiava vivi, molto lentamente.

Per molto tempo i pirati si guardarono bene di cercare di far bottino sulle rotte dei genovesi. Quando vedevano la bandiera genovese, viravano rattamente di bordo.

La situazione cambiò quando il Bay di Algeri dette ai pirati una copertura politica e militare, facendoli assurgere al livello di corsari.

I genovesi allora si videro costretti ad affondare le navi corsare, avendo avuto la precauzione di rinchiuderne l’equipaggio nella stiva. Il Bey si affrettò a dire che lui non ne sapeva proprio nulla: niente di niente. Con le buone maniere si ottiene sempre tutto.

*

Il problema delle navi delle ngo è semplice. I loro mandanti siedono nel Consiglio Europeo: a parola le condannano ma le finanziano ed anche lautamente.

La debolezza interna di Frau Merkel, i continui trionfi elettorali dei populisti, non ultimo quanto successo in Italia il 4 marzo, hanno mutato le carte in tavola: non completamente come alcuni avrebbero desiderato, ma in ogni caso in modo consistente.

Il Ministro Salvini ha chiuso i porti italiani alle ngo che praticano la tratta.

Immediati gli urli e gli strepiti di tutti coloro che lucravano sul traffico umano.

Malta ha dapprima adescato le navi ngo, quindi le ha bloccate e messo in stato di fermo gli equipaggi.

«Tira una brutta aria, in questi giorni, per le Ong del Mediterraneo»

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In un comunicato pubblicato sul proprio sito, Sea Watch non si capacita del motivo del fermo. “Poiché Sea-Watch 3 non è registrata nel registro di sportboat, come nel caso di Lifeline e Seefuchs – si legge – ma è elencato nel registro di navigazione reale come una nave di navigazione olandese, pienamente abilitata a battere bandiera olandese, la mancanza di permesso di Malta risulta non essere un problema di registrazione, ma una campagna politica per fermare il salvataggio civile in mare”. E, ricordando i morti in mare di questi giorni, l’Ong tedesca “sollecita vivamente il governo maltese a non ostacolare i soccorritori, dato che le vite umane sono a forte rischio”. L’associazione accusa i leader Ue di aver raggiunto, al vertice sui migranti della scorsa settimana, “un accordo disumano” per “porre il controllo delle frontiere al di sopra dei diritti umani”. “I governi – attacca il presidente di Sea-Watch, Johannes Bayer – stanno impedendo ai soccorritori di svolgere il loro compito di salvare la vita”. Gli fa eco il comandante Pia Klemp: “Mentre ci è impedito di lasciare il porto, la gente sta affogando, questo è assolutamente inaccettabile. Ogni ulteriore morte in mare è sul conto di coloro che impediscono il salvataggio. Quanti altri naufragi ci vorranno prima che l’Europa, ancora una volta, si renda conto che salvare vite umane in mare deve rimanere non negoziabile?”.

Immediato, invece, è arrivato il plauso del ministro dell’Interno italiano: “Prendo atto del fatto che grazie all’orgoglio italiano anche Malta si è ricordata di essere un Paese sovrano e ha bloccato oggi la nave di un’altra Ong nei porti maltesi, quindi bene. Meno navi Ong ci saranno in giro, meno gente partirà e meno gente morirà”, ha detto Salvini.

In un comunicato pubblicato sul proprio sito, Sea Watch non si capacita del motivo del fermo. “Poiché Sea-Watch 3 non è registrata nel registro di sportboat, come nel caso di Lifeline e Seefuchs – si legge – ma è elencato nel registro di navigazione reale come una nave di navigazione olandese, pienamente abilitata a battere bandiera olandese, la mancanza di permesso di Malta risulta non essere un problema di registrazione, ma una campagna politica per fermare il salvataggio civile in mare”. E, ricordando i morti in mare di questi giorni, l’Ong tedesca “sollecita vivamente il governo maltese a non ostacolare i soccorritori, dato che le vite umane sono a forte rischio”. L’associazione accusa i leader Ue di aver raggiunto, al vertice sui migranti della scorsa settimana, “un accordo disumano” per “porre il controllo delle frontiere al di sopra dei diritti umani”. “I governi – attacca il presidente di Sea-Watch, Johannes Bayer – stanno impedendo ai soccorritori di svolgere il loro compito di salvare la vita”. Gli fa eco il comandante Pia Klemp: “Mentre ci è impedito di lasciare il porto, la gente sta affogando, questo è assolutamente inaccettabile. Ogni ulteriore morte in mare è sul conto di coloro che impediscono il salvataggio. Quanti altri naufragi ci vorranno prima che l’Europa, ancora una volta, si renda conto che salvare vite umane in mare deve rimanere non negoziabile?”.

Immediato, invece, è arrivato il plauso del ministro dell’Interno italiano: “Prendo atto del fatto che grazie all’orgoglio italiano anche Malta si è ricordata di essere un Paese sovrano e ha bloccato oggi la nave di un’altra Ong nei porti maltesi, quindi bene. Meno navi Ong ci saranno in giro, meno gente partirà e meno gente morirà”, ha detto Salvini.

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Aspettiamo con calma e pazienza che in Germania cambi il Cancelliere, poi si potrà iniziare a regolare i conti.

Per esempio, rimettendo in vigore il codice marittimo della Repubblica di Genova.

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Giornale.  2018-07-02. Un’altra Ong nei guai: Sea Watch sottoposta a fermo a Malta

Dopo l’indagine su Lifeline, fermata l’altra Ong tedesca. Sea Watch: “Una deliberata restrizione della nostra libertà”.

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Ennesimo caso che investe le Ong. Dopo la decisione italiana di chiudere i porti a tutte le organizzazioni umanitarie, dopo l’indagine di Malta su Mission Lifeline e il fermo del capitano della nave, ora arriva un’altra tegola sui natanti umanitari.

A essere investita, secondo quanto annuncia la stessa Ong sul suo profilo Twitter, è la Sea Watch, associazione tedesca.

“Alla richiesta di lasciare il porto – si legge si profili social – apprendiamo che la nave è sottoposta a fermo. L’autorità portuale non fornisce motivazioni tecnico-legali. La riceviamo come una deliberata restrizione della nostra libertà volta a impedire l’attività di soccorso”. Dure le lamentele da parte di Pia Klemp, capitano del Sea-Watch 3: “La nostra nave ha una registrazione adeguata e ha il pieno diritto di battere la bandiera olandese. Saremmo la squadra di soccorso meglio equipaggiata e addestrata nell’area di operazione e non ci sono finora basi legali per giustificare la detenzione della nostra nave. Ci aspettiamo che le autorità ci permettano di navigare immediatamente”.

Tira una brutta aria, in questi giorni, per le Ong del Mediterraneo. Il balzo in avanti del ministro dell’Interno italiano, che ha deciso di precludere l’approdo nel Belpaese alle imbarcazioni umanitarie (sia per lo sbarco dei migranti che per gli scali tecnici) ha smosso le acque in tutta Europa. Prima la Aquarius di Sos Mediterranée e Msf è stata costretta a dirigersi in Spagna per far scendere a terra oltre 600 immigrati. Poi la Mission Lifeline è rimasta giorni al largo di Malta prima di ricevere l’autorizzazione di La Valletta all’ingresso in porto (e il suo comandante indagato per aver “ignorato le istruzioni dategli dalle autorità italiane secondo le regole internazionali”).

Sea Watch è nota per aver più volte “litigato” in mare con la Marina di Tripoli. Come quando, nell’ottobre del 2017, la Guardia costiera libica accusò l’Ong di essersi messa di traverso per impedire il salvataggio di alcuni immigrati che, ovviamente, sarebbero stati riportati indietro. “L’equipaggio della Ras Jadir ha cominciato a recuperare i migranti, ma la gente di Sea watch si è piazzata a dieci metri nonostante le ripetute richieste del comandante di collaborare”, spiegava al Giornale il Capitano di vascello Abujela Abdelbari. “I migranti illegali è ovvio che vogliono andare in Italia e non tornare indietro in Libia. La vicinanza del gommone della Ong ha provocato il disastro. A decine si sono tuffati anche a rischio di annegare”.

In un comunicato pubblicato sul proprio sito, Sea Watch non si capacita del motivo del fermo. “Poiché Sea-Watch 3 non è registrata nel registro di sportboat, come nel caso di Lifeline e Seefuchs – si legge – ma è elencato nel registro di navigazione reale come una nave di navigazione olandese, pienamente abilitata a battere bandiera olandese, la mancanza di permesso di Malta risulta non essere un problema di registrazione, ma una campagna politica per fermare il salvataggio civile in mare”. E, ricordando i morti in mare di questi giorni, l’Ong tedesca “sollecita vivamente il governo maltese a non ostacolare i soccorritori, dato che le vite umane sono a forte rischio”. L’associazione accusa i leader Ue di aver raggiunto, al vertice sui migranti della scorsa settimana, “un accordo disumano” per “porre il controllo delle frontiere al di sopra dei diritti umani”. “I governi – attacca il presidente di Sea-Watch, Johannes Bayer – stanno impedendo ai soccorritori di svolgere il loro compito di salvare la vita”. Gli fa eco il comandante Pia Klemp: “Mentre ci è impedito di lasciare il porto, la gente sta affogando, questo è assolutamente inaccettabile. Ogni ulteriore morte in mare è sul conto di coloro che impediscono il salvataggio. Quanti altri naufragi ci vorranno prima che l’Europa, ancora una volta, si renda conto che salvare vite umane in mare deve rimanere non negoziabile?”.

Immediato, invece, è arrivato il plauso del ministro dell’Interno italiano: “Prendo atto del fatto che grazie all’orgoglio italiano anche Malta si è ricordata di essere un Paese sovrano e ha bloccato oggi la nave di un’altra Ong nei porti maltesi, quindi bene. Meno navi Ong ci saranno in giro, meno gente partirà e meno gente morirà”, ha detto Salvini.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Macron. Il Fregoli della politica europea. Ha cambiato idea un’altra volta.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-08-27.

Pagliaccio 001

La donna è mobil, qual piuma al vento. Ma gli alteramente pensanti ….


«France will be one of six EU countries to take in the 233 migrants aboard the NGO boat Lifeline»

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«while accusing the rescue ship of “playing into the hands of (people) smugglers»

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«Each country will take “a few dozen individuals»

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«the French president criticised the German NGO Mission Lifeline saying it had defied all the rules by coming to the migrants rescue when the Libyan coastguard was already intervening»

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«We cannot permanently accept this situation, …. in the end we are playing into the hands of smugglers by reducing the risks of the journey »

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«Europe wanted to strengthen its cooperation with the Libyan coastguards to limit the movements of migrants»

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«The ability to close this route is the most effective and also the most humane»

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Il Presidente Macron ha la dote di mutare idea ogni femtosecondo.

È semplicemente impossibile poter predire quale sarà il punto di vista francese che esporrà in sede di Consiglio Europeo, ma ci si aspetti qualcosa di stravagante.

Nel discorso riportato emergono alcuni elementi.

– Le navi delle ong (ngo) fanno il gioco dei trafficanti di schiavi (sic! ha detto proprio questo).

– La nave Lfeline ha sfidato tutte le regole, raccogliendo i migranti quando la guardia costiera libica era già intervenuta. 

– “in the end we are playing into the hands of smugglers by reducing the risks of the journey“: l’Unione Europea è nelle mani di contrabbandieri di esseri umani.

– Alla fine delle fini “The ability to close this route is the most effective and also the most humane“. Chiudere queste rotte, ossia bloccare le navi ngo.

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Quando questo lo dicevano Mr Conte e Mr Salvini, per non parlare poi di Mr Orban, erano oscene prese di posizioni razziste, xenofobe: tutte propalate da gentaglia “vomitevole”, untori della nuova lebbra che affligge l’Unione Europea, ossia il ‘populismo’.

Adesso invece, grazie alla presa di posizione di Mr Macron, possiamo tranquillamente affermare come le ngo (ong) siano solo e semplicemente organizzazioni criminali a scopo di lucro estorsivo, tramite la tratta degli schiavi.

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Aspettiamo però di vedere come Mr Macron si comporterà: un fatto vale mille parole.


The Local. 2016-06-27. France to take in some Lifeline migrants but Macron blasts rescue ship

France will be one of six EU countries to take in the 233 migrants aboard the NGO boat Lifeline, French President Emmanuel Macron announced Tuesday, while accusing the rescue ship of “playing into the hands of (people) smugglers”

The Lifeline has been stranded for days in the Mediterranean without a port to dock at after picking up the migrants in distress off the Libyan coast last week.

Each country will take “a few dozen individuals,” said Macron at a press conference in Rome.

But the French president criticised the German NGO Mission Lifeline saying it had defied “all the rules” by coming to the migrants rescue when the Libyan coastguard was already intervening.  

“We cannot permanently accept this situation,” he warned, adding “in the end we are playing into the hands of smugglers by reducing the risks of the journey.”

Macron said that Europe wanted to “strengthen its cooperation with the Libyan coastguards” to “limit the movements” of migrants.

“The ability to close this route is the most effective and also the most humane,” he said.

“Europe can take its share but it cannot take more than its share”, he added. 

“These young people leave because they have no hope… We will be there to live up to our principles but without saying that anything is possible and that Europe is a new Eldorado,” Macron said.

The Maltese government has agreed to take in the Lifeline on condition that an agreement to distribute the migrants among EU member countries was reached.

Portugal, France and Italy are among the countries involved in the negotiations. 

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Farnesina convoca Ambasciatore francese. Aquarius è di Mr Soros.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-13.

Soros Open Society Migranti

Gratta, gratta e saltano fuori i soliti criminali.

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«la nave Aquarius della Ong SOS Mediterranée»

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«SOS MEDITERRANEE is a European, maritime-humanitarian organisation for the rescue of life in the Mediterranean. It was founded by European citizens who chartered the rescue vessel Aquarius in order to save people in distress in the Central Mediterranean – the in the world’s most deadly migration route. Our four headquarters are located in Berlin (Germany), Marseilles (France), Palermo (Italy) and Geneva (Switzerland). ….

SOS MEDITERRANEE è un’organizzazione umanitaria europea interamente finanziata dalla popolazione solidale a livello globale e dall’appoggio della società civile.

Con la nostra nave di soccorso AQUARIUS siamo da Febbraio 2016 attivi nel Mediterraneo con operazioni di soccorso grazie alle quali abbiamo salvato 19.325 persone in condizioni disperate ed accolte a bordo altre 8.421 per un totale di 27.746.

Le attività in mare della nave Aquarius costano 11.000 al giorno, cifra necessaria per potere pagare il noleggio della nave, del suo equipaggio, il carburante e l’insieme delle attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati. » [Sos Mediterranée]

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Cerchiamo di ragionare, nel limite del possibile.

L’Aquarius presenta un costo annuo di quattro milioni di euro, cifra raccolta tra la ‘società civile’ mondiale, ossia da altre ngo (ong). Chi li paga? Il Contribuente Europeo …..

Soros-Sponsored Immigration Network Exposed In Italy

«Why is there a migrant crisis in the Mediterranean? Why are NGOs involved? Because there is an extensive network of open borders activists and organizations behind it; many of them are directly funded by or cooperated with George Soros’ Open Society. Is it illegal? Not really. Political activism is an essential part of democratic societies. However, sometimes it goes too far, or the promoted causes prove to be either unrealistic or unsustainable.

The network of the “immigration lobby’’ in Italy is made up of International NGOs financed by the Open Society Foundation (green), Italian NGOs financed by OSF (blue), and organizations with shared projects with OSF (purple). ….

Associazione Carta di Roma lists the following “reliable’’ sources, many of which are Italian or international NGOs directly funded by the Open Society Foundation: Amnesty International, ASGI, COSPE, 21 Luglio, Fortress Europe, A Buon Diritto, Médecins Sans Frontières (MSF), Save The Children, currently involved in the migrant traffic in the Mediterranean and finally UNAR, recently involved in a scandal of gay prostitution. ….

Cospe Onlus is a non-profit, private organization founded in 1983. It operates in 30 countries with 150 projects “to favour equal and sustainable development, respect of human rights, peace and justice for people’’, supporting the right to international mobility. Its goal is a world where “diversity is considered a value, a world with many voices, where the meeting of different people results in mutual enrichment and where social justice goes through equal rights and opportunities’’.

Cospe is among the original founders and promoters of SOS Mediterranee Italia, an NGO that works in the Mediterranean cooperating with Médecins Sans Frontières on the ship Acquarius»

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«The last budget published is from 2015. Cospe gathered funding of approximately €9.5 million, of which €7.5 million was from public subjects, the most relevant of which are the European Union (66%) and the Italian Ministry for Foreign Affairs (27%).»

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Riassumiamo.

Sotto il precedente governo Gentiloni, e tutti gli altri gestiti dal partito democratico, governi di infausta memoria, la Unione Europea finanziava Cospe per 4.95 milioni l’anno ed il Ministero Italiano per gli Esteri elargiva alla stessa due milioni all’anno. Totale 7.5 milioni contro uno solo di spese. Il resto? Tutto pappato!

Se l’Unione Europea volesse interrompere il flusso di migranti che lei stessa finanza, sarebbe sufficiente che smettesse di finanziare codesti mercanti di schivi, che lucrano sul denaro pubblico. E che dire poi dei mai sufficientemente esecrati governi pidiini che finanziavano simili attività?

Mr Macron ha bloccato ai migranti porti e frontiere francesi, ma non intende perdere i proventi di simili criminosi guadagni.

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«Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”»

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«Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily. Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.»

*

«Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy»

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«Salvini: francesi chiedano scusa “Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal nostro ministro degli Esteri che, a nome del popolo italiano, chiederà spiegazioni degli insulti non solo al Governo ma a un popolo che è tra i primi al mondo per generosità, accoglienza, volontariato: se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta e amici come prima”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine dell’assemblea di Confesercenti. “Insulti da chi respinge e chiude i ponti non li accettiamo”, ha sottolineato Salvini. Il ministro dell’Interno oggi sul suo profilo Facebook è tornato a sottolineare che: “I francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini. Sommessamente ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia”. Cosi il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Facebook commenta un articolo, che linka, in cui si riportano le durissime critiche arrivate ieri dalla Francia alla sua gestione della vicenda della nave Aquarius.”L’Italia oggi e’ tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”, conclude» [Rai News]

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La Farnesina avrebbe dovuto convocare Mr Soros assieme all’Ambasciatore francese.

L’attività delle ogn (ngo) sul suolo italiano dovrebbe essere vietata, così come lo è in tutti i paesi civili.


Reuters. 2018-06-13. Italy sends migrant convoy to Spain, has words with France

Italy sent hundreds of migrants towards Spain in a small naval convoy on Tuesday after shutting its own ports to them, sparking a war of words with France that exposed EU tensions over immigration.

Some 629 migrants, including 11 children and seven pregnant women, have been afloat in the central Mediterranean aboard the Aquarius rescue ship since Sunday, when both Italy and Malta refused to let them dock.

Spain unexpectedly offered on Monday to take in the group of mainly sub-Saharan Africans, who were picked up off the Libyan coast over the weekend. But the Aquarius is heavily overcrowded, making the four-day trip to Spain particularly perilous.

To resolve the problem, two Italian boats moved alongside the Aquarius on Tuesday to share out the migrants before heading west through what are forecast to be stormy seas.

The convoy set sail at around 9 p.m. (1900 GMT), according to a spokeswoman for the Franco-German charity SOS Mediterranne which is operating the Aquarius.

It will take the Aquarius about 10 days to make the trip to Spain and back, leaving the Dutch-flagged Sea Watch 3 alone off the coast of Libya – a staging ground for people smugglers – looking out for migrant boats in distress.

The Sea Watch reported that a migrant shipwreck had claimed at least 12 lives. A U.S. Navy ship, Trenton, radioed Sea Watch on Tuesday to say it had picked up 12 bodies and 41 survivors from a sinking rubber boat.

“This shows what happens when there are not enough rescue assets at sea,” said Sea Watch spokesman Ruben Neugebauer.

Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy.

Matteo Salvini, Italy’s new interior minister and head of the far-right League, has said his decision not to accept the migrant boat is aimed at forcing other European states to help bear the strain.

However, French President Emmanuel Macron denounced the decision to block the Aquarius, saying that under international law Italy should have taken the migrants in.

“There is a degree of cynicism and irresponsibility in the Italian government’s behavior with regard to this dramatic humanitarian situation,” government spokesman Benjamin Griveaux quoted Macron as telling his cabinet.

Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”

Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily.

“Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.


Ansa. 2018-06-13. Farnesina convoca ambasciatore francese

Dopo le dichiarazioni di Parigi sulla vicenda Aquarius.

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ROMA, 13 GIU – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”. Lo fa sapere l’ufficio stampa della Farnesina.


Adnk. 2018-06-13. Italia-Francia, alta tensione

Un Paese “irresponsabile e cinico” sui migranti, con una posizione sull’accoglienza “vomitevole” e un governo impegnato a “strumentalizzare” politicamente il dramma degli sbarchi. La Francia colpisce duro e non fa sconti all’Italia sul caso Aquarius, aprendo una crisi diplomatica che coinvolge l’intera Europa. Capofila dell’attacco frontale è il presidente Macron, che nella giornata di ieri ha lanciato un doppio affronto all’Italia, prima con le parole del portavoce del suo partito, En Marche, e poi attraverso quelle del portavoce di governo. Parole durissime, ma condivise dalla Spagna, che non solo ha accolto la nave bloccata da giorni nel Mediterraneo offrendo l’attracco nel porto di Valencia, ma ha anche lanciato un monito all’Italia, ravvisando eventuali – secondo la neo ministra della Giustizia iberica Dolores Delgado – “responsabilità penali internazionali” per aver violato i trattati internazionali sui diritti umani.

Il doppio e pesantissimo attacco ha scatenato l’ira di Palazzo Chigi, che in serata ha rilasciato una nota di fuoco contro Macron paventando l’ipotesi di far saltare il previsto vertice fra i due Paesi: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia – si legge – sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.

Sulla scia delle polemiche, questa mattina la Farnesina ha convocato l’ambasciatore francese: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”.

Dentro i confini del Parlamento, intanto, la crisi diplomatica continua a rafforzare le due anime del governo: in perfetta sintonia, infatti, le dichiarazioni dei leader Salvini e Di Maio, entrambi impegnati a difendere azioni e strategie italiane contro il ‘nemico’.

“Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal ministro degi Esteri che a nome del popolo italiano chiederà spiegazione degli insulti rivolti non solo a un governo ma a un popolo tra i primi al mondo per generosità e accoglienza”, ha commentato stamane Salvini arrivando all’assemblea di Confesercenti, aggiungendo: “Se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta, amici come prima e si lavora in tutte le sedi. Però gli insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo”, ha rimarcato il ministro dell’Interno.

“Proprio loro parlano…”, il commento di ieri del pentastellato ministro del Lavoro Di Maio, per il quale “Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro Salvini:

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Germania. Scandalo H&K contro Herr Kauder, braccio destro della Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-25.

Berlino Porta Brandemburgo

I tedeschi amano presentarsi come paladini dell’etica e della morale, del “rule of law”, della fine sensibilità filantropica. Piangono su di una pianta di rosmarino divelta, si inebriano del profumo di un fiore, si comportano come la caricatura mal riuscita di una femminuccia tutta gridolini e mossette.

Poi, tolta la maschera, sono del tutto differenti. Sono il prototipo degli ipocriti.

Così, proprio mentre sta ingigantendosi lo scandalo che da Brema di sta allargando a macchia  di olio in tutta la Federazione

Germania.Richieste di asilo accolte dietro bustarelle. E mica piccole

si apre adesso un altro fronte, e questo mirato al cuore della direzione Cdu.

«MPs from Angela Merkel’s CDU have been accused of taking bribes from the German gunmaker Heckler & Koch to grease the export wheels»

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«Germany’s opaque party donations system remains vulnerable to bribery»

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«Politicians from Angela Merkel’s conservative Christian Democratic Union (CDU) and her former coalition partners, the business-friendly Free Democratic Party (FDP), have been accused of taking bribes in the form of party donations from Germany’s most notorious gunmaker, Heckler & Koch»

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«Beyerle wrote emails to colleagues in March 2010 saying that since it was becoming harder to sell guns to Mexico, it would be worth exploring the “political route.” He then asked the firm’s advisory council to make donations to the CDU and the FDP.»

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La vendita di armi al Messico sarebbe cosa sommamente proibita in Germania, ma una licenza comprata consente di santificare tutto.

«Six ex-employees of Heckler & Koch have gone on trial in Stuttgart for selling assault rifles to Mexico. Activists held a vigil outside the court for victims of those believed to be killed by the German gun-maker’s arms.»

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«It took eight years for the proceedings to make it this far, but on Tuesday the German state’s case against the country’s most infamous gun-maker — which also supplies small arms to many NATO countries — was finally brought to trial.»

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«Six former employees of Heckler & Koch stood accused of violating Germany’s War Weapons Control Act and its Foreign Trade Act by selling thousands of G36 assault rifles to Mexico — while knowing full well that they would be used in four violence-ridden Mexican states.»

*

«As well as being the CDU branch closest to H&K’s headquarters in Oberndorf, it is also the constituency of Volker Kauder, head of the CDU’s parliamentary group and one of the most powerful people in Merkel’s party.»

*

«The reports said that Beyerle asked Burgbacher in writing to help with future Mexico deals»

*

«Stuttgart state prosecutors had already been aware of the donations, and had opened and then closed a corruption investigation into Beyerle back in January 2017»

* * * * * * * *

Cerchiamo di ragionare.

La Heckler & Koch è una ditta fondata nel 1949 per produrre armi da guerra, anche se agli inizi produceva anche macchine da cucine. Sostanzialmente produce armamento individuale.

Ufficialmente il fatturato 2016 era di 202.4 milioni di euro, ma sono in molti a ritenere questa cifra essere notevolmente sottostimata per motivi politici e di sicurezza.

Nel 2014 il Governo Merkel pubblicò la legge Kriegswaffenkontrollgesetz, la War Weapons Control Act.

Il Federal Office for Economic Affairs and Export Control ha pubblicato un ponderoso testo di spiegazioni: “Information Leaflet – Internal Compliance Programms (ICP)“.

In estrema sintesi, poiché le armi servono per uccidere, la loro vendita dovrebbe essere proibita.

«The War Weapons Control Act (Kriegswaffenkontrollgesetz), also known as the Act Implementing Article 26 (2) of the Basic Law, is a German law that, in conjunction with the Basic Law (the German constitution), regulates the manufactures, sale, and transport of weapons of war.  It was added to the Basic Law in 1961 and amended in 1990 and 2002.  It is legally binding for all German citizen, companies, and organizations, as well as any other person, company, or organization conducting business in or transporting weapons through Germany.

Goal: The goal of the War Weapons Control Act is to implement Article 26 (2) of the Basic Law, which reads, “Weapons designed for warfare may be manufactured, transported or marketed only with the permission of the Federal Government.  Details shall be regulated by a federal law.” To do so, it establishes a number of rules and regulations concerning licensing, exports, types of weapons, and penalization. ….

anyone who intends to acquire actual control of war weapons from or to transfer it to another person shall need a licence.»

Difficile far convivere una ditta che produce armi con una legge del genere, che in buona sostanza ne vieta la vendita: però avendo la opportuna licenza, si può tranquillamente vendere armi alla Siria, all’Iran, ai terroristi dell’Isi oppure anche ai Messicani. Se poi questi non mettono le armi in un museo della meccanica, la ditta Heckler & Koch non sa proprio cosa fare: la licenza era tutto.

Come succede di norma in uno stato statalista, la licenza a fare qualcosa è messa ad arte per obbligare chi operasse nel comparto produttivo ad andare ad inginocchiarsi sporgendo supplica per poter lavorare, avendo ben presente che deve portarsi dietro almeno i tre tacchini di Renzo Tramaglino.

Il funzionario fa il difficile, si professa integerrimo ed incorruttibile, fino a tanto che i tre tacchini siano diventati un allevamento di tacchini. Così la licenza è ottenuta.

*

Tutti sanno come funzionano le cose, tutti stanno zitti ed osservano ligiamente questo codice comportamentale non scritto.

* * * * * * *

Ma al momento opportuno le notizie trapelano. Ed il momento opportuno si concretizza quando la forza politica che dava copertura ed immunità inizia a scricchiolare, a traballare: meglio poi qualora vi fossero lotte intestine.

È infatti necessario disporre sicuramente della documentazione che inchioda i responsabili, ma anche e soprattutto di magistrati motivati ad intervenire, ed i magistrati costano molto. Infine, serve che la fazione politica ribelle si senta sufficientemente forte per azzannare le calcagna dei colleghi al potere.

Obbiettivo?

Herr Volker Kauder.

«Kauder is frequently referred to as the “right hand”

of Germany’s Chancellor Angela Merkel»


Deutsche Welle. 2018-05-23. Angela Merkel’s party accused of taking bribes from German gunmaker H&K

MPs from Angela Merkel’s CDU have been accused of taking bribes from the German gunmaker Heckler & Koch to grease the export wheels. Germany’s opaque party donations system remains vulnerable to bribery, activists say.

*

Politicians from Angela Merkel’s conservative Christian Democratic Union (CDU) and her former coalition partners, the business-friendly Free Democratic Party (FDP), have been accused of taking bribes in the form of party donations from Germany’s most notorious gunmaker, Heckler & Koch.

An investigation published Tuesday by the regional public broadcaster SWR and the taz newspaper uncovered emails and an internal H&K report which showed that the company in 2010 tried to bribe Bundestag members from the two parties to make sure that the government approve the sale of guns to Mexico. Increasing corruption within the security forces in Mexico and an ongoing war with drug cartels had by then caused the German government to get cold feet about selling weapons to the country.

Six former H&K employees, including ex-CEO Peter Beyerle, are on trial in Stuttgart at the moment over what prosecutors say was the illegal export of several thousand G36 assault rifles to Mexico from 2006 to 2009. According to taz, Beyerle wrote emails to colleagues in March 2010 saying that since it was becoming harder to sell guns to Mexico, it would be worth exploring the “political route.” He then asked the firm’s advisory council to make donations to the CDU and the FDP.

Business-friendly parties

The reports say that the local branch of the CDU in Rottweil-Tuttlingen, Baden-Württemberg, received €10,000 ($11,790) from H&K — just below the official declaration threshold. As well as being the CDU branch closest to H&K’s headquarters in Oberndorf, it is also the constituency of Volker Kauder, head of the CDU’s parliamentary group and one of the most powerful people in Merkel’s party.

Similarly, the local party branches of two important FDP politicians, Ernst Burgbacher and Elke Hoff, received €5,000 each from the gun manufacturer, which arms several NATO militaries. Burgbacher was then parliamentary deputy secretary in the German Economy Ministry, which approves foreign exports, while Hoff was FDP defense policy spokeswoman and considered influential in the defense industry. The reports said that Beyerle asked Burgbacher in writing to help with future Mexico deals. 

SWR also revealed that Stuttgart state prosecutors had already been aware of the donations, and had opened and then closed a corruption investigation into Beyerle back in January 2017 — on the grounds that any eventual punishment would not be significant compared to the punishment Beyerle is threatened with in the illegal arms deal trial.

H&K did not want to comment on the fresh allegations on Wednesday other than to say, in an email to DW, “We have been cooperating with the investigative authorities from the beginning. This is in our interests.” The ongoing public scrutiny appears to have had an effect on the company strategy, which changed its policy to stop all deals with non-NATO and non-EU countries. H&K has now begun to concentrate on the US domestic market.

Conspiracy suspicions

The peace activist Jürgen Grässlin, who brought the charges against the H&K employees over the illegal Mexico deal, has long expressed suspicions that Beyerle — a retired judge in Baden-Württemberg — is being sheltered from more serious consequences by a friendly state judicial system. It took eight years for prosecutors and courts to bring the case to trial. The presiding judge at the first day of the proceedings last week specifically dismissed the allegation.

“Clearly H&K wanted to use party donations to FDP and CDU Bundestag representatives to get the then-government parties in Berlin to approve further exports of G36 assault rifles to Mexico,” Grässlin said in a statement. “This form of corruption would have brought more death, because H&K weapons have been used to kill and murder in Mexico for years.”

For Grässlin, the emails represent the first concrete evidence of his long-held suspicion — that the German government actively helped H&K to circumvent its own export controls.

“The role of Volker Kauder will be central to the investigation,” Grässlin added. “Kauder’s role as lobbyist for Heckler & Koch became more than obvious when the H&K majority shareholder Andreas Heeschen thanked him personally for his support for arms export deals at a press conference in 2009.”

This was telling, Grässlin argued, because Kauder has never worked for the Economy Ministry and doesn’t sit on the National Security Council, the two bodies that approve Germany’s arms deals. “But Kauder is just the right-hand man for Chancellor Angela Merkel, who as chairwoman of the National Security Council supported and supports these exports,” he said. “So the trail goes all the way to the top.”

The new revelations also pose general questions about Germany’s opaque party donations system, which allows companies and individuals to donate up to €10,000 without having to declare it. Germany does not have a lobby register that makes all lobbying activity public, a controlling measure that is standard among other democratic countries. Lobbying campaigners have long argued that this leaves the German government especially vulnerable to bribery.

The CDU and the FDP both remain opposed to a lobby register, and neither responded to a DW request for comment on the new allegations.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Germania.Richieste di asilo accolte dietro bustarelle. E mica piccole.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-23

2.

2018-05-24__Berlino__Immigrati__001

Le parole potranno essere suadenti a piacere, altisonanti, tese ai più alti sentimenti umani, inni alla giustizia umana e sociale, e via cantando.

Poi, siccome tutti i salmi finiscono in gloria, alla fine viene a galla la verità.

Bremen migration officer investigated for allegedly granting asylum in exchange for bribes

«A German migration official is suspected of having granted asylum to some 1,200 migrants in exchange for bribes. Germany’s migration agency has been under scrutiny since the arrival of over one million refugees in 2015.

*

A former official of Germany’s Federal Office for Migration and Refugees (BAMF) is under investigation over allegations that she, along with four others, accepted bribes from some 1,200 refugees in exchange for granting them asylum.

The director of BAMF’s regional Bremen office between 2013 and 2017 allegedly accepted hundreds of asylum applicants, mostly from Iraq’s Yazidi community, who may not have otherwise fulfilled the necessary criteria.»

* * *

German refugee agency probes more branches over asylum decisions

«Several more regional branches of Germany’s Federal Office for Migration and Refugees (BAMF) are being subjected to checks regarding their approval of asylum applications, a German newspaper reported on Sunday.

The Bild am Sonntag said 13 branches were being probed in addition to an ongoing investigation into activities at BAMF’s regional office in the northern city of Bremen, where 1,200 asylum decisions are thought to have possibly been improperly approved. ….

Sunday’s report comes after it became known in April that a former official at Bremen’s BAMF office was under investigation for having allegedly taken bribes from some 1,200 refugees between 2013 and 2016 in return for approving their asylum applications. Five other people at the office, including an interpreter and three lawyers, are being investigated as well, some also under suspicion of taking bribes.

Some 18,000 approvals granted by the office since 2000 are to be reviewed»

* * * * * * *

Riassumendo in sintesi.

I funzionari tedeschi della immigrazione regalavano il “diritto” di asilo in cambio di moneta sonante.

Un fenomeno così ampio e diffuso che il governo tedesco, la Bundeskanzlerin Frau Merkel, non poteva non sapere, cui non poteva non aver accondisceso.

Capito?

Tutti quelli che urlavano a favore dei migranti, quei filantropi che ne avrebbero voluto sempre di più, tutti da tutelare in nome dei “diritti umani” e così via altro non erano, non sono che volgarissimi truffatori.

Ladri, per intendersi meglio.

Se lo si volesse dire in termini eufemistici, liberal e socialisti ideologici.

Ma la chicca finale sarebbe questa.

La colpa di questi reati perpetrati impunemente negli anni, sarebbe di Herr Seehofer, diventato Ministro degli Interni da meno di due mesi.

Poi liberal e socialisti si domandano perchè la gente li odia e non li vota più.


Deutsche Welle. 2018-05-22. German asylum scandal: What is the Interior Ministry hiding?

Interior Minister Horst Seehofer has promised action after complaints that Germany’s migration office simply approved asylum applications en masse. But the Greens say he’s stonewalling and threaten action of their own.

*

Germany’s conservative interior minister, Horst Seehofer, is coming under increased pressure from both within and outside the government over his handling of what have been described as “massive irregularities” in asylum cases.

It’s alleged that the Bremen branch of the Office for Migrants and Refugees (BAMF), which is subordinate to the Interior Ministry, simply admitted more than 1,200 refugees to Germany without properly reviewing their cases. Bremen prosecutors are currently investigating whether bribes changed hands, and questions have been asked whether BAMF head Jutta Cordt kept herself adequately informed and did enough to investigate the possible irregularities.

On Tuesday, Seehofer told a German newspaper that he would be taking “organizational and possibly personnel decisions” related to the scandal next week. Members of the grand-coalition government have called on Seehofer to be more forthcoming with information about the scandal, including when he first learned of it.

Seehofer has also confirmed that he will testify before a special meeting of the Bundestag internal affairs committee next Tuesday. The meeting is being convened at the request of the opposition Green Party. Two of Germany’s other opposition parties — the far-right populist Alternative for Germany (AfD) and the center-right FDP — are calling for a full-blown parliamentary investigation.

Thus far, the Greens have resisted that idea. But they say that they could change their minds, if Seehofer doesn’t provide them with quality information.

Is Seehofer stonewalling?

The votes of one-quarter of the Bundestag’s deputies are needed to convene a full parliamentary investigation, which could be an embarrassment for Chancellor Angela Merkel’s government and Seehofer in particular. With the Greens’ support, such a procedure could go ahead. For now, though, the Greens say they prefer other options.

“We’re not categorically ruling it out, but a parliamentary investigation takes a long time,” Green refugee policy spokeswoman Luise Amtsberg told DW. “It’s not enough to achieve results in two years. We can’t permit that. Ultimately the BAMF decides on asylum cases every day, and if there are shortcomings, they would be prolonged.”

Amtsberg complained that despite her requests, Seehofer has yet to provide her party with access to internal BAMF documents pertaining to the case, even though some of their contents have been leaked to newspapers.

“That really takes the cake,” Amtsberg said, adding that if the Greens felt Seehofer is stonewalling they would consider forcing information out of him with a parliamentary investigation.

Cordt hanging by a thread

Along with the claims that the Bremen BAMF office and possibly other local branches simply rubber-stamped asylum applications, there have been allegations that Cordt failed to investigate the irregularities after being made aware of them.

Cordt has ordered the review of 18,000 asylum decisions made in Bremen. And her office has denied media reports that she had known about the alleged abuses of power since February 2017. But Seehofer’s remarks are being read as an indication of how tenuous her position may be.

The Greens are say they’re less interested in seeing Cordt dismissed than in reforming Germany’s asylum system as a whole, although they do agree that the current BAMF president should not be allowed to lead the investigation into the office’s possible shortcomings.

“She definitely can’t take charge of clearing up the internal deficits and structural problems,” Antsberg said. “But if Mr. Seehofer removes Ms. Cordt, it will be difficult to hold anyone politically responsible. We want Ms. Cordt to give us clear information about what has been going on in the past years and months. It’s not enough simply to remove Ms. Cordt.”

The BAMF has come under intense criticism since the large-scale migration of people largely from the Middle East and Northern Africa in 2015. Critics accuse the office, among other things, of being unable to handle the number of people applying for asylum in Germany.

Not a one-directional scandal

The political fault lines in the case are clear. Both the AfD and the FDP want to see the BAMF keep more people out of Germany. Refugee advocacy groups, on the other hand, say that just as many if not more mistakes are made in rejecting would-be refugees. The group Pro Asyl, for instance, is calling for a moratorium on deportations.

The Greens say that all BAMF policies and practices need to be scrutinized.

“There is not just a scandal in one direction and not the other,” Amtsberg explained. “It’s typical that the minister says we should look at all the positive asylum decisions and Pro Asyl says that we should look at all the negative ones. We Greens say that we’re for the rule of law, so we have to look at all of the cases.”

Nonetheless, if the Greens aren’t happy with the answers they get from the conservative interior minister next week, they could somewhat ironically find themselves joining the right-wing opposition parties in calling for a wider investigation.

Pubblicato in: Amministrazione, Criminalità Organizzata

Messico. Dal 1° gennaio a fine aprile 5,333 omicidi con efferatezza.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-05.

2018-05-05__Messico__Narcos__001

«Nel solo 2017 i morti sono stati 25.339»

*

«in Messico nei primi quattro mesi del 2018 ci sono stati 5.333 omicidi legati al crimine organizzato»

*

«le vittime narcos, agenti, e tanti civili, finiti in mezzo al fuoco incrociato»

* * * * * * *

Il problema è drammaticamente semplice, ma molto scomodo da riportarsi.

Nel 2000 il pil procapite era 7,016 Usd, salito quindi a 10,989 Usd nel 2014 per crollare ai valori di 8,444 Usd a fine 2016.

Se è vero che il costo della vita è basso, specie poi nelle campagne, è altrettanto vero come non sia entusiasmante.

Crisi economica determinata in gran parte da una crisi politica impressionante, condotta anche con l’uso della violenza.

Governo e Magistratura sembrerebbero essere impotenti di fronte ad una criminalità organizzata in modo tale da parere uno stato nello stato, dotato anche di un esercito.

Quando la criminalità passa certe soglie limite, la reazione non può altro che essere adeguata, come minimo paritetica.

Il commercio della droga verso la California è poi un business così appetibile che rende feroci, assatanati.

È del tutto naturale che in una simile situazione le forze dell’ordine abbiano paura, che i magistrati vogliano tutto tranne che giudicare quei malviventi.

*

Cosa sarà il futuro?

In certi eventi storici si corre il rischio di diventare facili profeti.

Alla fine si prenderanno provvedimenti draconiani, tipo quelli che si resero necessari nelle Filippine.

È solo un problema di legittima difesa.


Corriere. 2018-05-02.

Messico, in 4 mesi 5333 omicidi. e negli arsenali dei narcos granate, lanciarazzi e mitragliatrici.

Cadaveri decapitati, privati del cuore, martoriati di pallottole: in Messico nei primi quattro mesi del 2018 ci sono stati 5333 omicidi legati al crimine organizzato. E per gli analisti che seguono la crisi il quadro peggiorerà

*

Una guerra senza fine, una lotta tra bande criminali che somigli al terrorismo. Anzi lo è. Gli ultimi dati ufficiali segnalano che in Messico nei primi quattro mesi del 2018 ci sono stati 5.333 omicidi legati al crimine organizzato. Per gli analisti che seguono la crisi il quadro peggiorerà. Tra le vittime narcos, agenti, e tanti civili, finiti in mezzo al fuoco incrociato. Nel solo 2017 i morti sono stati 25.339.

Gesti di ferocia

La battaglia tra i cartelli e i sottogruppi attraversa intere regioni messicane, da Acapulco — una delle città pericolose — fino a Cancun, snodo turistico che è diventato terreno di scontro. Pochi giorni fa hanno rinvenuto cinque cadaveri, alcuni decapitati, altri privati del cuore. Gesti di ferocia, la normalità per molti stati, in particolare quelli al confine con gli Usa, meta finale di montagne di droga. Gli articoli sulla stampa locale sono pieni di dettagli efferati, di notizie su agguati e sulle ripetute offensive lanciate dai gruppi di trafficanti. Quello di Jalisco Nueva Generacion continua la sua campagna per allargare le aree di influenza, si serve di sicari e di «scioglitori», persone incaricate di far sparire nell’acido i corpi dei morti. Sorte toccata a tre giovani studenti poi «dissolti» da un rapper al servizio del network.

Carichi di armi

Per sostenere la sfida, i padrini hanno bisogno di molte armi. Ne hanno a volontà, acquistate negli Usa e nei paesi centro-americani. In una recente operazione a Nuevo Laredo, al confine con il Texas, i militari hanno scoperto quattro arsenali dei narcos. Nella lista dei pezzi sequestrati 206 fucili d’assalto, 14 pistole, un paio di fucili Barrett da cecchino, lanciarazzi Rpg, granate, tubi esplosivi e 185 mila proiettili. Il 12 aprile, ancora in Texas, sono stati incriminati due cittadini statunitensi accusati di aver venduto oltre frontiera alcune mitragliatrici Minigun M134-G. Di solito i sicari sistemano queste armi a bordo di pick up usati per scortare carichi di stupefacenti oppure per lanciare assalti alle zone controllate dagli avversari. Tecniche che ricordano quelle di formazioni guerrigliere.

I tunnel

Restando sempre sul fronte narcos l’annuncio della scoperta di un altro tunnel clandestino. Questa volta sono stati i messicani a scoprirlo a Mexicali, cittadina che «guarda» a Calexico, in California. Non era ancora terminato, protetto da alcune «sentinelle», ha una lunghezza di 700 metri, la metà in territorio americano. La galleria è solo una delle tante che i contrabbandieri hanno scavato, con l’aiuto di team specializzati, in diversi punti del confine da metà degli Anni ’90 in poi.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Spagna. Apri le scatole cinesi ed alla fine ritrovi Mr Soros.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-19.

2018-03-16__Soros__001

Non fermarsi alle apparenze è buona e salutare norma. Molto spesso evita di fare grossolani errori.

«La Plataforma Ciudadana è un’associazione nazionale indipendente costituita nel 2011 dal Centro Culturale Islamico di Valenzia, dal Movimento conto l’intolleranza e dalla Giunta Islamica».

*

Il nome esatto è “Fundacon Asamblea de Ciudadanos y Cudadanas del Mediterraneo (FACM).”

«Secretariat

The FACM Secretariat is currently in Valencia (Spain).

Adress
Mediterranean Citizens´Assembly Foundation

C/ San Francisco de Borja, 20, 4º, 8ª

46007 València

Espagne

Email: info@fundacionacm.org

Tel: +34 963 219 558

Contacts:
Secretariat: Anna Pons +34 667 784 130»

*

«La Fundación Asamblea de Ciudadanos y Ciudadanas (FACM) es una red que promueve el diálogo, la propuesta y la acción ciudadana.

La Fundación ACM fomenta los valores democráticos de libertad, paz y respeto a la diversidad, así como la responsabilidad ambiental en el Mediterráneo.  La FACM está comprometida con el surgimiento de una comunidad de los pueblos del Mediterráneo.

Desde el año 2008, un grupo de ciudadanos y ciudadanas del Mediterráneo se ha comprometido a participar activamente en el surgimiento de una comunidad mediterránea de los pueblos. Para ello, se puso en marcha el proceso de construcción de la Asamblea de Ciudadanos y Ciudadanas del Mediterráneo.

Se trata de un proceso basado en los valores democráticos de la libertad, la paz, el respeto a la diversidad cultural y la responsabilidad ambiental. La Fundación Asamblea de Ciudadanos y Ciudadanas del Mediterráneo tiene como objetivo promover la palabra y la acción ciudadana común a través de reuniones permanentes con métodos y herramientas innovadoras.

Esta iniciativa, complementaria de otras experiencias existentes, depende enteramente de la constatación de que principalmente a través de la acción y la participación de los ciudadanos como una “comunidad de destino” positiva y de apoyo puede ser establecida en el Mediterráneo.

La Fundación Asamblea de Ciudadanos y Ciudadanas del Mediterráneo no es un proyecto reservado a un pequeño número de personas, a un círculo de iniciados. Más bien necesita obtener el apoyo de un gran número y una gran variedad de personas.»

*

Chiunque visitasse la pagine delle News del mese corrente rimarrebbe impressionato dal numero di attività svolte. Ha diramazioni quasi ubiquitarie.

A giudicare dalle attività svolte è un’organizzazione davvero molto costosa.

«MCAF’s main funding source is the Fondation Charles Léopold Mayer pour le Progrès de l’Homme. It also receives funding from public entities and institutions for specific activities (Municipality of Istanbul, PACA Region, Municipality of Tirana, Casa Árabe, Casa Mediterráneo, IEMED…).

With an informal structure (2010-2015), the MCAF has organized six citizens’ meetings (Valencia, Tunis, Volos, Istanbul, Marseilles, Tirana). Festivals, workshops, seminars, declarations, books or European projects are important modalities as well.

Several partners are involved: IPEMED, RESOLIS, Chair UNESCO in World Food Systems – U. Montpellier, French Regions’ Association, Citoyens de la Terre, Les Têtes de l’Art (France), CERAI, Mensa Civica, Mostra Viva del Mediterrani (Spain), Peripli Association (Italy)…

The MCAF is an observer member of the Parliamentary Assembly of the Mediterranean and EMUNI.»

*

Ma cosa sarà mai la The Charles Léopold Mayer Foundation for the Progress of Humankind (fph)?

«The Charles Léopold Mayer Foundation for the Progress of Humankind (fph) is a foundation under Swiss law. Our aim is to contribute to the emergence of a global community. Our work focuses on governance, ethics and sustainable living modes.»

*

«Son fondateur

Les moyens dont dispose la fph proviennent des revenus du patrimoine légué par Charles Léopold Mayer (1881-1971). Ce Français d’origine irlandaise, chimiste de formation, a longtemps vécu aux États-Unis où il a fait fortune dans la finance. Imprégné de valeurs progressistes et grand admirateur d’Alfred Nobel, il a choisi de mettre sa fortune au service d’actions et de travaux innovants à caractère scientifique et humaniste. Il est l’auteur de plusieurs ouvrages, notamment sur les moteurs du progrès.

Son patrimoine

Le patrimoine de la fondation est investi dans des biens immobiliers et des placements financiers qui lui assurent un revenu annuel stable de dix millions de francs suisses. Les critères retenus pour les placements peuvent se résumer ainsi: investissement sur le long terme, dans des entreprises socialement responsables et soucieuses de l’environnement ; pas de placements à risque ni dans des sociétés dont l’activité est contraire aux buts de la fondation (comme la vente d’armes); un juste équilibre entre actions et obligations.

La fondation possède deux immeubles d’habitation en Suisse (Genève et Lausanne), un immeuble de bureau en France (Paris) et un domaine dans le Val d’Oise, en région parisienne (France) comprenant une exploitation agricole, un centre d’accueil et d’hébergement et deux massifs forestiers.»

*


Soros, Sherpa & Fondation Charles Léopold Mayer

«Dans notre précédent billet, nous soulignions les liens entre l’Open Society et la Fondation Charles Léopold Mayer – partenaire de Sherpa – via la EDGE Funders Alliance. Poursuivons ici avec l’European Foundation Centre, l’autre organisme dont la FPH est membre.

L’European Foundation Centre (EFC), domiciliée en Belgique, se présente comme « la plateforme pour et championne de la philanthropie institutionnelle », et compterait plus de 200 organisations membres.[1]

La qualité de sorosite de l’EFC apparaît très vite.[2]

– La présidente du comité directeur n’est autre qu’Ewa Kulik-Bielińska, directrice exécutive de la Stefan Batory Foundation, i. e. l’Open Society polonaise – le lecteur pourra retrouver la genèse de sa création sous la plume de Soros dans Underwriting Democracy.

– La vice-présidente est Katherine Watson, directrice de l’European Cultural Foundation (une ONG néerlandaise). L’Open Society figurait parmi ses partenaires de 2015.[3] On peut aussi y trouver des ONG proches de l’Open Society, que nous ne détaillerons pas ici par question de pertinence et d’à-propos. On mentionnera seulement, toutefois, la Stavros Niarchos Foundation (SNF), ONG grecque pro-migrants, mécène[4] de Solidarity Now (l’Open Society grecque d’aide aux migrants fondée en 2013), et qui avait invité George Soros à donner une conférence, le 28 juin 2013, sur le thème « The Role of Philanthropy within a Social Welfare Society ».[5] Nous reviendrons sur la SNF, bien plus liée aux cercles de pouvoir qu’en apparence, dans un autre billet. Par ailleurs 1) l’Open Society a cofinancé la publication « 10 Years Step Beyond Travel Grants (2003-2013) pour l’European Cultural Foundation[6] 2) Katherine Watson n’a pas caché sa joie lorsque Jordi Vaquer devint le nouveau directeur de l’Open Society Initiative for Europe.[7]»


* * * * * * *

Bene. Benissimo.

Adesso possiamo leggere serenamente il Report Plataforma Ciudadana sapendo donde viene e cosa vuole.


Ansa. 2018-03-16. Cresce islamofobia in Spagna, 546 incidenti nel 2017

Report Plataforma Ciudadana contro intolleranza religiosa.

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Cresce l’islamofobia in Spagna, dove nel 2017 sono stati registrati 546 incidenti di odio o intolleranza, dei quali i due terzi, circa 386, in Internet. E’ quanto si evince dal rapporto annuale sull’islamofobia 2018, presentato oggi alla Casa Arabe di Madrid dalla Plataforma Ciudadana contra la Islamofobia.

In aumento i messaggi di ostilità nei confronti della comunità musulmana da parte di leader politici, gli attacchi a moschee, le campagne mediatiche contro l’apertura di nuovi centri di culto, ma anche le aggressioni e discriminazioni di donne musulmane e il proliferare di messaggi di odio e fake news con messaggi xenofobi nelle reti sociali.

Degli incidenti rilevati lo scorso anno, il 21% erano atti diretti contro le donne e il 4% contro bambini, mentre il 7% contro moschee e centri di culto, l’8% contro uomini e il 4% contro non musulmani. Per regioni, la Catalogna è stata quella che ha registrato un maggior numero di incidenti di carattere islamofobico – soprattutto dopo le stragi di matrice jihadista di Barcellona e Cambrils – seguita dall’Andalusia e dalla Comunità Valenciana. La Plataforma Ciudadana è un’associazione nazionale indipendente costituita nel 2011 dal Centro Culturale Islamico di Valenzia, dal Movimento conto l’intolleranza e dalla Giunta Islamica, membro del Consiglio delle vittime di reati di odio e discriminazione, organismo pioniere e punto di riferimento in Europa.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Stati Uniti

Cnn. Negli Usa la farmaceutica elargisce soldi ai medici che prescrivono stupefacenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-17.

Denaro__009

Negli Stati Uniti molti stati hanno depenalizzato l’uso, lo spaccio e la detenzione di stupefacenti.

Coltivazione, manipolazione e vendita della cannabis è legalmente ammessa in molti stati.

È un business colossale: vale svariate decine di miliardi di dollari.

Queste visioni sono considerate essere tipicamente liberal democratiche: sono un manifesto politico.

*

Che poi l’uso degli stupefacenti porti a decine di migliaia di morti sembrerebbe essere cosa di cui nessuno si interessi, tranne il manipolo di codini “benpensanti“, che i media appellano usualmente come “cerical-fascisti”.

La Cnn è stata per decenni il corifeo baluardo dell’ideologia liberal democratica, tutto droga, sesso e gender.

*

Orbene.

Di questi giorni la Cnn sembrerebbe aver mutato opinione, ed esce con un articolo lunghissimo di cui riportiamo solo alcune citazioni: si sono accorti che è un business che conduce peraltro al fatto che

«tens of thousands of Americans die».

Bene.

Ne ammazza ben di più la droga che l’uso criminale delle armi da fuoco. Ma la prima è un gran bell’affare, il secondo un cavallo di battaglia politico.

«opioid manufacturers are paying physicians huge sums of money — and the more opioids a doctor prescribes, the more money he or she makes.»

In parole povere, altro che libertà e democrazia in pericolo, altro che altissimi a sublimi principi etici e morali: era solo questione di vilissima bottega.

E chi ci dice che la farmaceutica produttrice di oppiacei non si sia ricordata anche dei suoi affezionati supporter?

Per anni la Cnn ha pianto sulla scomparsa del gurzo del Borneo meridionale.

Adesso piange i morti che ha concorso ad assassinare sostenendo l’uso delle droghe.


Cnn. 2018-03-12. CNN Exclusive: The more opioids doctors prescribe, the more money they make

«tens of thousands of Americans die from prescription opioid overdoses each year»

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«opioid manufacturers are paying physicians huge sums of money — and the more opioids a doctor prescribes, the more money he or she makes.»

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«In 2014 and 2015, opioid manufacturers paid hundreds of doctors across the country six-figure sums for speaking, consulting and other services. Thousands of other doctors were paid over $25,000 during that time.»

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«Physicians who prescribed particularly large amounts of the drugs were the most likely to get paid»

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«I don’t know if the money is causing the prescribing or the prescribing led to the money, but in either case, it’s potentially a vicious cycle. It’s cementing the idea for these physicians that prescribing this many opioids is creating value»

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«The CNN/Harvard analysis looked at 2014 and 2015, during which time more than 811,000 doctors wrote prescriptions to Medicare patients. Of those, nearly half wrote at least one prescription for opioids»

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«Fifty-four percent of those doctors — more than 200,000 physicians — received a payment from pharmaceutical companies that make opioids.»

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Italia. Avaaz. Uno strumento con cui Mr Soros manipola le elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

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«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»


Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.

«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.

Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
 The Guardian

Avaaz, che significa “voce” in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste ‘offline’, per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]

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«Avaaz è un’organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall’opinione pubblica. L’organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.

Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti “attivi” dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell’associazione. L’associazione utilizza anche l’attività “concreta” di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione “Avaaz.org”, con sede a New York» [Fonte]

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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una “comunità di professionisti del settore pubblico con l’obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa”, e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall’Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.

Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l’ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l’imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).

Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall’Università di Harvard. Ha lavorato per l’International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato “ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate.” È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l’attivismo.

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Una inchiesta pubblicata su “Off Guardian” on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia “Res Publica” che “Move on” – ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz – hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell’organizzazione.» [Fonte]

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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]

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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: “received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008.”» [Fonte]

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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]

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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]

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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]

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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden, ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]

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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:

Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism

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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians

«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”

According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”

According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”

A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.

Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”

Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»

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Avaaz in Italia.

Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.

«Cari avaaziani in tutta Italia,

quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!

Ma c’è un modo per fermarli — strappargli per pochi voti i seggi più incerti.

In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l’esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!

Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la “razza bianca” debba essere “protetta”, che l’omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli… assieme!

Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:

In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l’unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell’odio.

E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.

I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell’estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l’ascesa al potere di questa coalizione dell’odio.

Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l’estrema destra, e possiamo farcela.»

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Ricapitolando:

«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza …. Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la “razza bianca” debba essere “protetta”, che l’omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»

Mr Soros non avrebbe potuto essere più chiaro.