Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Demografia, Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Ong - Ngo

Tratta dei migranti. Il Ministro Piantedosi interviene alle Camere.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-19.

Giulio Romano. Palazzo Gonzaga. Sala dei giganti. 003

In Italia sono le Camere che esercitano la attività politica. Qualsiasi altra organizzazione non ha voce in capitolo. Vogliono contare? Benissimo. Facciano eleggere i propri rappresentanti.

Piantedosi parla molto chiaramente.

«In Italia non si entra clandestinamente, la selezione non viene fatta dai trafficanti di esseri umani.»

«La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia sono spinti da motivazioni economiche e non hanno diritto a stare qui»

«La richiesta di pos dovrebbe provenire dallo Stato di bandiera delle navi e non dalle ong»

«E mi sembra che questo grido partito dai Paesi del confine meridionale cominci a essere raccolto»

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«Cyprus, Italy, Greece and Malta on Saturday jointly criticised EU member states for not sharing the responsibility of hosting migrants, saying the four countries collectively are “bearing the heaviest burden of the management of migratory flows in the Mediterranean.”

With Italy, Greece, Malta and Cyprus being the first entry points into Europe through the Central and Eastern Mediterranean route, they said despite the pledges by EU member states for relocating migrants, this translates into a “very small fraction of the actual number of irregular arrivals that have been received so far this year.» [Cyprus Mail]

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                         Nell’Aula della Camera l’informativa urgente del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla situazione dei migranti.

Nell’Aula del Senato l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla gestione dei flussi migratori.

                         La prima priorità è la tutela della dignità delle persone.

Sull’immigrazione agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo alcuna intenzione di venir meno ai nostri compiti di accoglienza, ma in Italia non si entra clandestinamente, la selezione non viene fatta dai trafficanti di esseri umani. Vogliamo governare i flussi invece di subirli.

                         Nel 2022 ci saranno 69mila domande di asilo, il 56% in più rispetto all’anno scorso. E il 57% di quelle esaminate si sono concluse con dinieghi; significa che la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia sono spinti da motivazioni economiche e non hanno diritto a stare qui: così il ministro Piantedosi

                         La presenza delle navi delle ong continua ad essere un pull factor, un fattore di attrazione per i flussi di migranti e sono importanti anche per le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di beni delle ong sul territorio

                         L’identificazione del luogo di sicurezza avrebbe dovuto essere fatta dallo Stato competente dell’area Sar Malta in cui le navi sono intervenute, Libia e Malta, e poi dallo Stato di bandiera. La richiesta di pos dovrebbe provenire dallo Stato di bandiera delle navi e non dalle ong. Queste navi agiscono in autonomia compromettendo anche la capacità di fare operazioni di soccorso. È quindi legittimo considerare il transito di queste navi non innocuo.

                         Sui migranti abbiamo posto un problema generale. Non è un problema che l’Italia ha con la Francia, noi poniamo un problema politico, di legalità, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa con il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias. Il regolamento di Dublino sembra affaticato e rischia di essere superato, ma non si può prescindere dalla solidarietà europea. E mi sembra che questo grido partito dai Paesi del confine meridionale cominci a essere raccolto, c’è volontà. I problemi non si risolvono in una riunione, ma ho trovato, a partire da Grecia, Malta e Slovenia, solidarietà Domani in Germania il ministro Matteo Piantedosi è atteso alla riunione del G7 Interni.

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Migranti, l’Ue apre. Johansson: ‘Pronti ad aiutare l’Italia’. Piantedosi: ‘I flussi vanno governati’.

Oltre 90mila sbarchi nel 2022, +60%. Informativa del ministro prima al Senato, poi alla Camera.

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Nell’Aula della Camera l’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla situazione dei migranti.

In Aula al Senato l’informativa del Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, sulla gestione dei flussi migratori.

“La priorità assoluta è la tutela della dignità delle persone.

Questa è la lente attraverso cui mettere a fuoco le decisioni dell’Esecutivo a cui spetta il compito di governare i flussi migratori”, ha detto il ministro.

Sull’immigrazione “agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani.

Vogliamo governare i flussi anzichè subirli.

Ci sono 100mila migranti nel sistema di accoglienza e le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibilità e criticità, ha detto Piantedosi nell’informativa al Senato.

Nel 2022 si registrano 69mila richieste di asilo, il 56% in più rispetto allo scorso anno. Ed il 57% di quelle esaminate si sono concluse con i diniego; significa che la maggioranza dei migranti che arrivano in Italia è spinta da motivazioni economiche e non ha titolo di restare qui: così il ministro Piantedosi.

“La presenza di navi ong continua a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor'” per i flussi di migranti e sono importanti anche per “le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti ong nell’area”.

La forma volontaristica del meccanismo di redistribuzione dei migranti “non riesce a decollare, serve una nuova politica europea realmente basata sul principio di solidarietà”, ha aggiunto Piantedosi. 

“Siamo per attivare corridoi umanitari per le persone vulnerabili, da usare come leva anche per i Paesi di origine e transito dei flussi – ha spiegato Piantedosi -. Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali ed ai rimpatri, con un meccanismo premiale a favore dei Paesi più impegnati nel contrasto all’immigrazione illegale”. 

“L’individuazione del ‘place of safety’ avrebbe dovuto esser fatta dallo Stato competente dell’area Sar Malta in cui le navi sono intervenute, Libia e Malta, e poi dallo Stato di bandiera. La richiesta del ‘pos’ deve arrivare dallo Stato di bandiera delle navi non dalle ong. Queste navi agiscono in modo autonomo compromettendo anche la capacità di fare operazioni di salvataggio. E’ quindi legittimo considerare il transito di queste imbarcazioni non inoffensivo”. 

“C’è chi, anche da posizioni oggi critiche nei confronti dell’azione del Governo, ha sostenuto in passato la necessità di una razionale regolamentazione degli ingressi per favorire l’occupazione nei settori lavorativi trascurati dagli italiani; e chi sosteneva che aprire i porti fosse da irresponsabili, che rischiava di indurre a partire migliaia di persone difficilmente integrabili e che non saremmo stati in grado di accogliere, affermazione che proveniva anche da chi ha definito in questi giorni la nostra posizione un disastro e una sceneggiata”. “Comprendo – aggiunge Piantedosi – che per qualcuno cambiare opinione possa essere anche sempre possibile, ma osservo che temi così delicati vanno affrontati con maggiore ispirazione alla coesione tra le istituzioni”.

“Nel periodo che va dall’1 gennaio 2021 al 9 novembre 2022 le ong, nell’ambito di 91 eventi di sbarco, hanno portato sulle coste italiane 21.046 migranti, di cui 9.956 nel 2021 e 11.090 nel 2022”. Così il ministro dell’Interno aggiungendo che “secondo i dati Frontex, sul totale degli ingressi irregolari nel territorio dell’Unione nel 2022, gli attraversamenti lungo il canale di Sicilia rappresentano la rotta principale degli ingressi illegali diretti in Europa via mare. Tali ingressi sono incomparabili ai flussi via terra per oneri, modalità tecnico-operative e complessità di scenari di intervento”. Il ministro ha quindi ricordato che gli oltre 90.000 ingressi di migranti del 2022, mostrano un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2021, “incidendo pesantemente sul sistema di accoglienza nazionale già provato dagli arrivi dall’Ucraina, oltre 172.000 persone accolte in Italia”.

Sui migranti “abbiamo posto un problema generale. Non è un problema che l’Italia ha con la Francia, noi poniamo un problema politico, di legalità”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa col ministro degli Esteri greco Nikos Dendias. Il regolamento di Dublino “sembra affaticato” e adesso rischia di essere superato, ma non si può prescindere da una solidarietà europea”. E “mi sembra che questo grido partito dai paesi frontalieri del sud cominci ad essere accolto, c’è disponibilità. I problemi non si risolvono in una riunione, ma ho trovato, a partire da Grecia, Malta e Slovenia, solidarietà”.

Sugli arrivi sui migranti in Italia “siamo pronti a dare sostegno e ad aiutare in questa situazione. E avrò anche l’opportunità di incontrare il nuovo ministro italiano domani in Germania e questa è forse una cosa di cui discuterò”, ha detto la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, incontrando la stampa dopo la riunione del Collegio dei commissari. Domani in Germania il ministro Matteo Piantedosi è atteso alla riunione del G7 dell’Interno.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Iran. I dimostranti si sono fidati dei liberal occidentali. È giusto che crepino.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-08.

Iran 003

«The left in the West has chosen to be the ally of the mullahs and support their crushing of hope»

«La sinistra occidentale ha scelto di essere alleata dei mullah e di sostenere la loro distruzione della speranza.»

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                         I mullah hanno dimostrato il loro punto di vista. Stanno dimostrando che l’Occidente è corrotto, come hanno sostenuto per decenni. Gongolano. I leader e i media occidentali, che affermano di sostenere la libertà e di lottare per il bene dell’umanità, tacciono mentre il regime di Teheran reprime il proprio popolo. Non ci si può sbagliare: i mullah, come spesso fa il male, conoscono l’ipocrisia, la violenza e la corruzione del loro stesso regime. Sono finalmente soddisfatti e rassicurati dal fatto che l’Occidente è diventato il loro grande complice e quindi il Satana più grande che hanno sempre desiderato.

                         Chi avrebbe mai creduto che, negli ultimi 10 giorni, mentre il sangue iraniano veniva versato nelle strade, con innocenti picchiati, arrestati e uccisi, il potente Washington Post e tutti gli altri media non avrebbero dato alla storia una sola prima pagina. Neanche un accenno al coraggio del popolo iraniano. Nella loro narrazione, i mullah non sono i cattivi; i cattivi sono le compagnie petrolifere e i loro profitti. Che mondo triste, eppure è emblematico dell’intero movimento politico che rappresentano.

                         Dove sono gli opinionisti in Occidente che invocano i diritti umani? Dove sono i canali di informazione che di solito coprono ogni singola protesta in Medio Oriente al secondo? In questa battaglia, l’Occidente sta dalla parte dell’oppressore. Semplicemente perché oggi il nemico non è il regime dei mullah, ma il profitto. È la libera impresa. È il libero arbitrio. Non si rendono conto che, per il Medio Oriente, la prima linea della guerra contro l’ignoranza – per uscire dal Medioevo ed entrare nel Rinascimento – si svolge ora a Teheran, Tabriz e Isfahan; in ogni singola strada dell’Iran.

                         Mentre tutti possono chiedersi se le proteste porteranno a un cambio di regime, l’Occidente sta agendo per salvare questo regime. Tuttavia, ora abbiamo la prova – se mai ce ne fosse bisogno – che questo regime non è assolutamente un difensore degli sciiti in Medio Oriente, come sostiene e come influenti think tank occidentali hanno spinto per decenni. La sinistra occidentale ha scelto di essere alleata dei mullah e di sostenere la loro distruzione della speranza.

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«The mullahs have proven their point. They are showing that the West is corrupt, as they have claimed for decades. They are gloating. Western leaders and media outlets, who all claim to stand for freedom and fight for the good of humanity, are silent as the regime in Tehran represses its own people. Do not be mistaken; the mullahs, as evil often does, know the hypocrisy, violence and corruption of their own regime. They are finally satisfied and reassured that the West has become their great accomplice and hence the greater Satan they always wanted»

«Who would have believed that, in the past 10 days, as Iranian blood is shed on the streets, with innocents being beaten, arrested and killed, the mighty Washington Post and all other media outlets would not give the story a single front page. Not even a mention of the bravery of the Iranian people. In their narrative, the mullahs are not the bad guys; the bad guys are the oil companies and their profits. What a sad world, yet it is symbolic of the entire political movement they represent.»

«Where are the opinion leaders in the West that call for human rights? Where are the news channels that usually cover every single protest in the Middle East by the second? In this battle, the West is standing with the oppressor. This is simply because, today, the enemy is not the mullahs’ regime, it is profits. It is free enterprise. It is free will. Don’t they realize that, for the Middle East, the front line in the war against ignorance — of moving out of the Middle Ages and into the Renaissance — is now taking place in Tehran, Tabriz and Isfahan; every single street of Iran.»

«While everyone can question whether the protests will lead to regime change, the West is acting to save this regime. Nevertheless, we now have the proof — if it were ever needed — that this regime is absolutely not a defender of Shiites in the Middle East, as it claims and as influential Western think tanks have been pushing for decades. The left in the West has chosen to be the ally of the mullahs and support their crushing of hope»

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Iranian protesters will not forget West’s failure to support them.

It must be satisfying to be part of the Iranian regime today. The mullahs have proven their point. They are showing that the West is corrupt, as they have claimed for decades. They are gloating. Western leaders and media outlets, who all claim to stand for freedom and fight for the good of humanity, are silent as the regime in Tehran represses its own people. Do not be mistaken; the mullahs, as evil often does, know the hypocrisy, violence and corruption of their own regime. They are finally satisfied and reassured that the West has become their great accomplice and hence the greater Satan they always wanted.

Who would have believed that, in the past 10 days, as Iranian blood is shed on the streets, with innocents being beaten, arrested and killed, the mighty Washington Post and all other media outlets would not give the story a single front page. Not even a mention of the bravery of the Iranian people. In their narrative, the mullahs are not the bad guys; the bad guys are the oil companies and their profits. What a sad world, yet it is symbolic of the entire political movement they represent.

Where are the opinion leaders in the West that call for human rights? Where are the news channels that usually cover every single protest in the Middle East by the second? Hiding in silence. Looking the other way. Not a single condemnation. This is how indoctrinated the West has become. What a corrupt and ignorant view of the world it is. In fact, it is nothing but a representation of the West. It is against this hatred that the Iranian people are protesting. It is a fight that goes beyond their own borders and reaches the capitals of the world. It is the spite, anger and jealousy represented by the Iranian regime against the hope, freedom and optimism represented by the people of Iran. Choose your side wisely.

Indeed, the people of Iran are liberty, passion and the belief in creativity, happiness and a refreshing libertarian future. In this battle, the West is standing with the oppressor. How out of touch. How corrupt. How hypocritical. This view as conveyed by the media is a direct reflection of the political landscape and echoes what politicians mainly from the left are stating. The left in the West has chosen to be the ally of the mullahs and support their crushing of hope. Ultimately, they want the same outcome in their own countries.

The best we have gotten from politicians is former US President Barack Obama stating in a podcast that he regrets not taking more action in 2009. Regrets for what happened 13 years ago; that is it. Unfortunately, there has been no action in support of the protesters, only complete silence about what is happening today. This is simply because, today, the enemy is not the mullahs’ regime, it is profits. It is free enterprise. It is free will. Don’t they realize that, for the Middle East, the front line in the war against ignorance — of moving out of the Middle Ages and into the Renaissance — is now taking place in Tehran, Tabriz and Isfahan; every single street of Iran. Or is that exactly what they want?

The people of Iran are not about to forget this. And I hope they never do. I hope they never forget that, when they needed support, the West stood silent, complicit with their butchers. The West and the mullahs today have the vulgarity of the crook that screams with indignation when he gets caught. Haven’t they noticed that the region is more peaceful without the dirty interference of this regime?

While everyone can question whether the protests will lead to regime change, the West is acting to save this regime. With insinuations that attenuate the demands of the Iranians while still pushing for a nuclear deal, they are simply throwing lifeline after lifeline to this regime. It is not about staying neutral or silent; the West wants this regime to stay.

Nevertheless, we now have the proof — if it were ever needed — that this regime is absolutely not a defender of Shiites in the Middle East, as it claims and as influential Western think tanks have been pushing for decades. Those in the West chose to believe this lie in order to serve their interests. We are now seeing that this regime has no respect and does not protect Shiites, as it does not even protect its own population. There are more than 250 deaths that prove this hypocrisy.

The left in the West has chosen to be the ally of the mullahs and support their crushing of hope.

The mullahs are also, with their aggressive policies, putting the country’s unity at risk. Iran is a great country with gifted and smart people, a great history, amazing culture and so I wish for it to keep its unity. This is why I wish for all Iranians, whether Kurds, Azeris or Balochis, to stay united and committed to their country. Not to fall into the trap of division and secession. They have the power to bring about a better future while staying as this big and strong country. Any other way would be a huge mistake.

Finally, my closest friends always accuse me of being pro-American. They would continue by saying that I cheer for Republican administrations — as most Arabs — but find excuses for Democratic ones. I will admit it. Indeed, I love the US. Today, unfortunately, I cannot understand or find excuses for the abandonment of the Iranian people. It will not be forgotten by the Iranians.

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Geopolitica Africa, Russia

Africa. Sahel. Cina e Russia hanno scalzato l’occidente. I popoli odiano francesi e Nato.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-07-21.

Africa Sahel 001

In estrema sintesi.

Francia e Nato hanno in passato operato in modo così arrogante e vessatorio che le popolazioni del Sahel semplicemente li odiano.

Non è un sentimento delle sole élite: questo è un sentimento diffuso a tutte le popolazioni.

Capito questo, tutto risulta essere solo sequenziale.

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Sahel è un termine di derivazione araba.

«Da alcuni decenni, il termine ha assunto, per antonomasia, il valore di specifica denominazione di un’unica vasta area africana, posta immediatamente a Sud del Sahara e delimitata approssimativamente dall’isoieta di 250 mm a Nord e da quella di 500 mm a Sud, con precipitazioni concentrate in estate; la caratterizzazione del Sahel, in questa accezione, è dunque climatica e, di conseguenza, biogeografica. Il Sahel. in senso geografico si estende dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso, per circa 2,5 milioni di km2, fra i paralleli di 12° e 18° Nord, per una profondità variabile secondo le condizioni climatiche, interessando porzioni più o meno estese di Senegal, Mauritania, Mali, Burkina, Niger, Nigeria, Ciad, Camerun, Sudan, Etiopia ed Eritrea (cui alcuni vorrebbero aggiungere Somalia e Kenya, dove si ripropongono condizioni ambientali analoghe). La vegetazione è di tipo steppico a Nord, a savana arborata a Sud.» [Fonte]

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I paesi dell’area saheliana hanno dimostrato, fino ad ora, di privilegiare il rapporto con Mosca rispetto a quelli Nato.

La Nato volge il suo sguardo anche a sud del Mediterraneo, in particolare verso il Sahel.

Già nel passato la Nato è intervenuta nella gestione delle crisi su richiesta dell’Unione Africana (Ua)

Con l’ultimo vertice della Nato a Madrid, che ha ridisegnato la postura dell’Alleanza a livello globale puntando con più forza alla deterrenza e alla difesa collettiva, resta l’impegno verso la prevenzione e la gestione delle crisi con un focus significativo sul Nord Africa e il Sahel.

Tuttavia il capitale politico, militare ed economico dell’Alleanza verrà inevitabilmente incanalato verso est e verso la minaccia russa.

I paesi dell’area saheliana hanno dimostrato, fino ad ora, di privilegiare il rapporto con Mosca.

In particolare in Mali dove l’ambasciatore spagnolo a Bamako, Romero Gomez, è stato convocato dal ministro degli Esteri maliano, Abdoulaye Diop, dopo le parole del suo omologo spagnolo, Manuel Alvares che in una dichiarazione non escludeva un possibile intervento della Nato in Mali

Diop non le ha mandate a dire e in un’intervista ha spiegato: “Oggi abbiamo convocato l’ambasciatore spagnolo per sollevare una forte protesta contro queste affermazioni.

L’espansione del terrorismo nel Sahel è principalmente legata all’intervento della Nato in Libia, le cui conseguenze stiamo ancora pagando”.

L’occidente dovrà abituarsi a questa ostilità che, in parte, è persino giustificata dalle missioni militari francesi e europee nell’area.

Nel difendere i propri interessi la Francia non ha fatto altro che alimentare un sentimento anti francese.

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Africa. Le sanzioni di Joe Biden rendono appetibili i metalli africani anche in zone pericolose.

EU Summit. Vorrebbe contrastare l’influenza russa e cinese in Africa.

Cina penetra economicamente l’Africa subsahariana.

Pechino assorbe il 30% dell’export di 9 Paesi subsahariani.

Cina ed Africa. I rapporti collaborativi si stanno consolidando.

Cina ed Africa. Una politica di rapporti internazionali paritetici.

Cina. Consolida il suo impero in Africa.

Cina. Grande Muraglia contro la Germania. – Handelsblatt.

I nuovi enormi investimenti della Cina in Africa

Cina. Prima base militare permanente a Djibouti in Africa. Prima non c’era.

Pirateria. Fregata cinese abborda nave piratata e la libera.

Mali. Macron si è trovato in casa più di mille mercenari russi. Mr Putin lo ha sfregiato.

Macron accusa Russia e Turchia di voler scalzare la Francia dall’Africa Centrale.

Russia. Penetrazione in Africa costruendovi centrali atomiche.

Putin. La Russia alla conquista dell’Africa.

Russia. Putin sta penetrando militarmente l’Africa, scacciandone americani e francesi.

Macron Says Russia, Turkey Fueling Anti-French Sentiment in Africa.

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Perché l’Occidente dovrà ripensare la propria politica strategica in Africa.

I paesi dell’area saheliana hanno dimostrato, fino ad ora, di privilegiare il rapporto con Mosca rispetto a quelli Nato.

AGI – La Nato volge il suo sguardo anche a sud del Mediterraneo, in particolare verso il Sahel. E questa sembrerebbe una novità se non fosse che già nel passato la Nato è intervenuta nella gestione delle crisi su richiesta dell’Unione Africana (Ua). L’esordio è del 20005 quando, con l’acuirsi della crisi del Darfur, la Nato ha accolto la richiesta della Ua di supportare la sua missione di peacekeeping in Sudan. Poi nel 2009 la richiesta, sempre da parte della Ua di sostenere la missione in Somalia. Poi nel 2009 con l’operazione Ocean Shield per la lotta contro la pirateria nel Corno d’Africa. Per non dimenticare ciò che è successo in Libia a partire dal 2011. Sono solo alcuni esempi.

Con l’ultimo vertice della Nato a Madrid, che ha ridisegnato la postura dell’Alleanza a livello globale puntando con più forza alla deterrenza e alla difesa collettiva, resta l’impegno verso la prevenzione e la gestione delle crisi con un focus significativo sul Nord Africa e il Sahel. Di sicuro l’Italia può dirsi soddisfatta del linguaggio usato nel nuovo Concetto strategico – come scrive su Affarinternazionali.it, Elio Calcagno – rispetto a una regione di primario interesse per il paese. Tuttavia il capitale politico, militare ed economico dell’Allenza verrà inevitabilmente incanalato verso est e verso la minaccia russa. L’Italia, dunque, dovrà giocare un ruolo più propositivo e concreto sul fianco sud in ambito Nato di quanto abbia fatto fino ad oggi. Roma non può permettersi di stare a guardare e non può essere uno spettatore passivo come in Libia.

La gestione e la prevenzione delle crisi, in particolare nel Sahel, dovranno necessariamente passare attraverso una “richiesta” dell’Unione africana e il consenso dei paesi coinvolti. E visto il clima anti-occidentale che regna in questa regione dell’Africa è abbastanza complesso che i governi saheliani si affidino all’Alleanza per risolvere le crisi interne, senza dimenticare, poi, la forte presenza della Russia in quell’area.

Detta in parole povere la lotta al terrorismo nel Sahel non può essere camuffata come deterrenza nei confronti della minaccia russa. Insomma, i paesi dell’area saheliana hanno dimostrato, fino ad ora, di privilegiare il rapporto con Mosca. Un esempio eclatante è il ritiro dal Mali dei francesi con l’operazione Barkhane e di quella europea Takuba. Un bel rompicapo.

Fino ad ora tutto è sulla carta ma alcune fughe in avanti di qualche ministro degli Esteri europeo, fanno già discutere nel Sahel. In particolare in Mali dove l’ambasciatore spagnolo a Bamako, Romero Gomez, è stato convocato dal ministro degli Esteri maliano, Abdoulaye Diop, dopo le parole del suo omologo spagnolo, Manuel Alvares che in una dichiarazione non escludeva un possibile intervento della Nato in Mali.

Diop non le ha mandate a dire e in un’intervista ha spiegato: “Oggi abbiamo convocato l’ambasciatore spagnolo per sollevare una forte protesta contro queste affermazioni. L’espansione del terrorismo nel Sahel è principalmente legata all’intervento della Nato in Libia, le cui conseguenze stiamo ancora pagando”.

Parole dure, ma Diop non si ferma qui, ha infatti definito le affermazioni del suo omologo spagnolo “ostili, gravi e inaccettabili”, perché “tendono a incoraggiare l’aggressione contro un paese indipendente e sovrano”. L’ambasciata spagnola, in un tweet, ha cercato di smorzare i toni spiegando che la “Spagna non ha richiesto, durante il vertice della Nato o in un qualsiasi altro momento, un intervento, una missione o qualsiasi azione dell’Allenza in Mali”. L’occidente dovrà abituarsi a questa ostilità che, in parte, è persino giustificata dalle missioni militari francesi e europee nell’area.

Secondo il direttore del Centro studi sulla sicurezza dell’Istituto francese di relazioni internazionali (Ifri), Elie Tenenbaum, la Francia, ma anche l’occidente nel suo insieme, deve “pensare” una nuova strategia, perché attualmente la “dinamica strategica produce l’opposto di ciò che si è prefissa”. L’analista sostiene che i tentativi di entrare in partenariato con gli attori locali ha prodotto attriti – il Mali ne è un esempio – i francesi hanno cercato di arginare il deterioramento della sicurezza in Sahel ma non ci sono riusciti. Nel difendere i propri interessi la Francia non ha fatto altro che alimentare un sentimento anti francese.

Ma il problema su tutti è quello di avere trascurato le ambizioni russe, turche e cinesi. Attori nello scacchiere africano molto più spregiudicati e soprattutto meno interessati alle politiche interne dei paesi con cui diventano partner. La Francia, invece, non ha fatto altro che continuare, anche “sottobanco”, a determinare le politiche interne delle ex colonie, a “scegliere” chi di volta in volta avrebbe governato. Insomma, un’ingerenza inizialmente mal sopportata e ora totalmente avversata da buona parte delle popolazioni saheliane, certo con gradazioni diverse, ma pur sempre penetrante.

È chiaro che l’occidente dovrà ripensare completamente la sua strategia globale nel Sahel e nell’Africa occidentale se non vuole essere “sfrattato”. Ciò lo chiedono anche le opinioni pubbliche, in particolare quella francese, che cominciano a non capire più le politiche post coloniali della Francia e quelle dell’Europa che sembra avere come unico obiettivo quello di spostare sempre più a sud il confine del Mediterraneo per arginare i flussi migratori.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Usa. Il caso di Mr Andrew Cuomo. Biden suggerisce le dimissioni. La difesa. La Faida.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-07.

2021-08-07__ Obama e Nancy Pelosi 001

Mr Andrew Cuomo, 1957, è Governatore dello Stato di New York dal 2011, membro eminente del Partito Democratico, liberal ortodosso di stretta osservanza.

«Since late 2020, Cuomo has faced allegations of sexual harassment and sexual assault. By April 2021, eleven women had made accusations against him. In a long-anticipated report published on August 3, 2021, New York State Attorney General Letitia James stated that Cuomo sexually harassed multiple women during his time in office. President Joe Biden, Nancy Pelosi, Chuck Schumer, and Kirstin Gillibrand have all called on him to resign»

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It’s OK when Joe does it! Cuomo presents pics of Biden, Obama, Kamala and the Clintons hugging and kissing people to excuse his handsy behavior as part of his desperate defense against AG report

– Cuomo, in an 85-page defense against the Attorney General’s report, used photos of other Democrats and George Bush in an attempt to show that all politicians get handsy 

– He says his behavior against women is nothing out of the ordinary and any claim of assault is untrue

– Some of the women say he groped their behinds and breasts – which he denies but the AG says is true

– Everyone from de Blasio to Biden is now calling for him to stand down but he is refusing to

– He now faces impeachment at the NY legislature, civil lawsuits and potential criminal charges in Albany and Westchester, where prosecutors have opened investigations into the allegations 

Negli Stati Uniti è in corso una faida all’interno del partito democratico, e tutti i liberal reclamano la testa di Mr Cuomo, costi quello costi. Nei disperati tempi nei quali si stava peggio, Mr Cuomo avrebbe pagato con la vita, suicidandosi impiccandosi ad un albero di fragole, la sua pretesa a decidere con la sua testa. Adesso, per il momento, potrebbe anche continuare a vivere.

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A nostro sommesso avviso, ma certi di asserire un concetto corretto, una persona accusata di un qualcosa dovrebbe essere ritenuta essere innocente fino a sentenza definitiva.

Quasi tutte le legislazioni in materia definiscono come reato una qualche azione prevista dal codice penale. Ma la stessa azione compiuta prima di essere stata contemplata nel codice penale non può essere considerata reato.

Sempre a nostro modo di vedere, il tribunale dovrebbe valutare le accuse solo ed esclusivamente sulla scorta di una documentazione oggettiva, verificabile e verificata: senza prove inconfutabili le accuse sarebbero solo calunnie.

Similmente, il tribunale dovrebbe lasciare alla difesa ampi margini operativi, affinché siano espresse, e comprovate, tutte le istanze della persona accusata.

Nell’emettere sentenza, il tribunale dovrebbe valutare infine le situazioni al contorno.

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Orbene, undici donne hanno asserito che Mr Andrew Cuomo avrebbe loro inferto dei sexual harassment, ossia qualcosa da loro ritenuto essere oltraggioso sessualmente. Non è dato di sapere le date cui risalirebbero i fatti, ma sembrerebbero essere di vecchia data, ossia ben prima che il sexual harassment fosse stato considerato da tribunali e leggi.

Non solo.

Nell’ideologia liberal e nei tribunali liberal il sexual harassment è considerato essere il peggiore dei peggiori reati.

Sempre a nostro modo di vedere, il fatto che Joe Biden, Nancy Pelosi, Chuck Schumer, e Kirstin Gillibrand abbiano detto che Mr Andrew Cuomo deve dimettersi solo sulla base di quanto hanno asserito quelle donne, ci sembrerebbe essere una bruttura, anche tenendo presente che Mr Andrew Cuomo si dichiara innocente.

È la negazione di ogni qualsiasi forma di giustizia, per non dire di sano buon senso.

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La musica cambierebbe se una simile prava azione fosse stata fatta spinti dall’invidia, al solo fine di eliminare una personalità diventata scomoda: ma questo sarebbe un pensar male, cosa aliena alla nostra mentalità.

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Most New Yorkers want Cuomo to resign over sexual harassment, poll finds

NEW YORK, Aug 4 (Reuters) – Some 59% of New Yorkers think Governor Andrew Cuomo should resign after an investigation found that he groped, kissed or made suggestive comments to 11 women in violation of U.S. and state law, a Marist Poll showed on Wednesday.

After state Attorney General Letitia James unveiled the five-month independent investigation’s conclusions on Tuesday, the Democratic governor said in a video statement he has no plans to resign and denied he had acted inappropriately.

The poll of 614 randomly selected New York state adults was conducted by landline or mobile phone on Tuesday and survey questions were available in English or Spanish, Marist said. It found that 59% said the governor should resign in light of the findings, 32% said he should serve out his term and 9% said they were unsure.

Among New York Democrats, 52% said he should resign, 41% said he should not and 8% were unsure, while 77% of Republicans said he should quit, 16% said he should stay and 7% were unsure.

The poll also found that 44% of respondents said Cuomo did something illegal, 29% said he did something unethical but not illegal, 7% concluded he did nothing wrong, 6% had not heard enough about the allegations and 13% were unsure.

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‘I think he should resign’: Biden calls for NY Gov. Cuomo to step down after sexual misconduct allegations

– In March, Biden said Cuomo should resign if the AG investigation confirmed sexual misconduct claims.

– Responding to the report in a 14-minute address, Cuomo remained defiant.

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Washington — President Joe Biden on Tuesday called for New York Gov. Andrew Cuomo to resign following a damning new report from the state attorney general’s office that alleged Cuomo sexually harassed 11 women including state employees in violation of state and federal laws.

“I think he should resign,” Biden said, sticking by his position from March when he said the Democratic governor should resign if the AG investigation confirmed the sexual harassment claims.

Biden did not say when asked whether the New York state legislature should impeach Cuomo if he refused to step down. The president said he was sure some of Cuomo’s embraces of women were “totally innocent” as the governor has claimed.

“But apparently, the attorney general decided there were things that weren’t,” Biden said.

The president’s statement is the most devastating yet politically for Cuomo, who for months has resisted calls that he resign from prominent New York Democrats as he seeks to finish his third term. Cuomo is up for reelection in 2022.

The bombshell report released by New York Attorney General Letitia James’s office provided corroborated accounts of harassment by Como that included unwanted groping, kissing, hugging and inappropriate comments, including claims from one executive assistant who says Cuomo reached under her blouse and grabbed her breast.

Responding to the report in a 14-minute address, Cuomo remained defiant, making clear he plans to stay in office and denying the claims. The governor, who was not charged with any crimes, vowed to bring in a sexual harassment expert to train his staff.

“The facts are much different than what has been portrayed,” Cuomo said. “I want you to know directly from me that I never touched anyone inappropriately or made inappropriate sexual advances. I am 63 years old. I have lived my entire adult life in public view. That is just not who I am. And that’s not at all who I have ever been.”

At one point, Cuomo highlighted a photo montage that showed him kissing, hugging and embracing famous politicians and co-workers to push back at claims he inappropriately kissed a worker on her forehead.

“I do it with everyone,” Cuomo said. “I do banter with people. I do tell jokes – some better than others”

Cuomo, a Biden ally, visited the White House in February to discuss states’ needs during the coronavirus pandemic, just weeks before the governor became the subject of sexual misconduct claims.

Even before the AG investigation got underway, the majority of New York’s congressional delegation, including Senate Majority Leader Chuck Schumer, D-N.Y., and Sen. Kirsten Gillibrand, D-N.Y., called for Cuomo to resign in March after the allegations first surfaced publicly. Calls for him to resign renewed after the release of the report.

“No elected official is above the law,” the senators said Tuesday. “The people of New York deserve better leadership in the governor’s office. We continue to believe that the governor should resign.”

“We commend the brave women who came forward and spoke truth to power,” Rep. Hakeem Jeffries, D-N.Y., said in a statement. “The time has come for Governor Andrew Cuomo to do the right thing for the people of New York State and resign.”

In recent weeks, Cuomo had questioned the independence of the investigators. And his office has suggested James, a fellow Democrat, is interested in a run for governor herself, something James has not said publicly.

The report – which includes some previously unreported allegations – followed a five-month investigation. It contends Cuomo and his senior staff retaliated against at least one former employee, fostered a toxic workplace that enabled the harassment to occur and created a hostile work environment.

Among those Cuomo was found to have harassed included several members of his staff, a state trooper who was part of his security detail, an energy company employee, and a Department of Health doctor who administered a coronavirus test on him live on television last year.

“I believe these women,” James said, calling the claims “substantiated” and “corroborated” but saying it is up to Cuomo whether he resigns. “That decision is ultimately up to the governor of the state of New York.”

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Usa. Georgia. Audit elettorale riscontra voti contati più volte. Licenziamenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-23.

2021-07-22__ Georgia 001

Usa. Maricopa. Arizona Audit. Si evidenziano severe ‘discrepanze’ nello scrutinio del 2020.

Dopo la Arizona, adesso è il turno della Georgia a riscontrare severe frodi elettorali.

2021-07-22__ Georgia 002

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«GA Secretary of State demands election officials be fired after duplicate ballots found»

«Georgia Secretary of State Brad Raffensperger on Thursday called for Fulton County Election Director, Rick Barron, and Registration Director, Ralph Jones, to be terminated from their positions immediately following reports of voter fraud in Georgia’s largest county»

«Rick Barron and Ralph Jones, Fulton’s registration chief, must be fired and removed from Fulton’s elections leadership immediately. Fulton’s voters and the people of Georgia deserve better»

«→→ This comes after images became available showing that nearly 200 absentee ballots in Fulton County were double counted ←←»

«Even The Atlantic Journal-Constitution, a left-leaning newspaper, reviewed the available digital ballots and found that hundreds of ballots were indeed, counted twice»

«A lawsuit filed in December by Voter GA claims there is significant evidence of fraudulent ballots and improper ballot counting in Fulton County»

«a judge ruled in favor of allowing it to move forward, seeking an analysis of all absentee ballots»

«The team’s analysis revealed that 923 of 1539 mail-in ballot batch files contained votes incorrectly reported in Fulton’s official November 3rd 2020 results»

«Joe Biden and total votes cast compared to their reported audit totals for respective batches»

«During the analysis, Voter GA claimed to have found seven falsified audit tally sheets containing fabricated vote totals for their respective batches»

«the error reporting rate in Fulton’s hand count audit is a whopping 60%»

«Along with the falsified sheets, the organization found more than 200 Fulton County mail-in ballot images containing votes not included in the hand count audit results for the November election»

«Besides Fulton County, an audit is currently underway in Arizona’s Maricopa County, after substantial claims of election fraud claims were made there as well»

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Ovunque aleggino dei liberal democratici lì si trovano vermai di frodi elettorali.

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GA Secretary of State Demands Election Officials Be Fired After Duplicate Ballots Found

Georgia Secretary of State Brad Raffensperger on Thursday called for Fulton County Election Director, Rick Barron, and Registration Director, Ralph Jones, to be terminated from their positions immediately following reports of voter fraud in Georgia’s largest county.

“Fulton County’s continued failures have gone on long enough with no accountability,” Raffensperger wrote on Twitter. “Rick Barron and Ralph Jones, Fulton’s registration chief, must be fired and removed from Fulton’s elections leadership immediately. Fulton’s voters and the people of Georgia deserve better.”

Georgia Secretary of State Brad Raffensperger on Thursday called for Fulton County Election Director, Rick Barron, and Registration Director, Ralph Jones, to be terminated from their positions immediately following reports of voter fraud in Georgia’s largest county.

“Fulton County’s continued failures have gone on long enough with no accountability,” Raffensperger wrote on Twitter. “Rick Barron and Ralph Jones, Fulton’s registration chief, must be fired and removed from Fulton’s elections leadership immediately. Fulton’s voters and the people of Georgia deserve better.”

This comes after images became available showing that nearly 200 absentee ballots in Fulton County were double counted.

Even The Atlantic Journal-Constitution, a left-leaning newspaper, reviewed the available digital ballots and found that hundreds of ballots were indeed, counted twice.

One video, posted by Heather Mullins of Real America’s Voice, alleges that you can see the same two ballots side-by-side, showing the exact same pen markings, with the exact same image number.

A lawsuit filed in December by Voter GA claims there is significant evidence of fraudulent ballots and improper ballot counting in Fulton County. Although the county and its election board filed motions to dismiss the case, a judge ruled in favor of allowing it to move forward, seeking an analysis of all absentee ballots.

Voter GA describes itself as a “non partisan, non profit, all volunteer, dues free coalition of citizens founded to restore election integrity in Georgia.”

According to a press release the organization published this week, hundreds of ballots contained noticeable irregularities. “The team’s analysis revealed that 923 of 1539 mail-in ballot batch files contained votes incorrectly reported in Fulton’s official November 3rd 2020 results,” Voter GA stated. “These inaccuracies are due to discrepancies in votes for Donald Trump, Joe Biden and total votes cast compared to their reported audit totals for respective batches. Thus, the error reporting rate in Fulton’s hand count audit is a whopping 60%.”

During the analysis, Voter GA claimed to have found seven falsified audit tally sheets containing fabricated vote totals for their respective batches. Along with the falsified sheets, the organization found more than 200 Fulton County mail-in ballot images containing votes not included in the hand count audit results for the November election.

Investment manager David Cross, who is working alongside Voter GA, told The Atlantic Journal-Constitution, “If we’re finding this in Fulton County, we’re probably going to find it throughout the state. The question is, why did it happen?”

“The simple fact that it happened and we found it here means that it probably occurred elsewhere,” Cross added.

Republicans have been laser-focused on pursuing election audits after many anomalies caused distrust in the 2020 election results. Besides Fulton County, an audit is currently underway in Arizona’s Maricopa County, after substantial claims of election fraud claims were made there as well.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Nexus. Un solo dipendente avrebbe dovuto costruire 180,000 banchi per Azzolina.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-19.

Banda-Bassotti-y

La società Nexus è diventata tristemente nota.

Nexus. Appaltati 180,000 Banchi monoposto a 250 euro. All’Ikea costano 37 euro.

«la Nexus made Srl di Ostia, sia tra le undici ditte vincitrici del discusso appalto che dovrebbe assicurare i nuovi arredi scolastici»

«Fattura 400.000 euro, però si è portata a casa una commessa di quasi 45 milioni di euro»

«figurare tra gli operatori «aggiudicatari del lotto A Cig 8377980FCB», riguardante i banchi scolastici monoposto nella tipologia tradizionale»

«il proprietario e amministratore unico, Franco Aubry, presente con una quota di 100 euro mentre il socio, Fabio Aubry, che fino al 2007 fabbricava tende, ha versato 3.900 euro di capitale»

«La società ha depositato il bilancio 2018 il 12 marzo 2020, il bilancio 2019 lo scorso 10 luglio»

««Non conosco questa azienda, non ne ho mai sentito parlare», ci risponde Emidio Salvatorelli, presidente di Vastarredo, la più importante industria di produzione di arredi scolastici, che certo non ignora quali siano i produttori italiani capaci di fornire in così poco tempo 180.000 banchi»

«Ci sembrava un numero elevato di pezzi, di cui solo 20.000 saranno consegnati il 12 settembre e ben 160.000 il 31 ottobre»

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Un banco monoposto costa 250 euro l’uno.

Ma se si leggesse il catalogo dell’Ikea, si troverebbero dei prezzi oscillanti tra i 37 ed i 70 euro.

Ieri il Commissario Arcuri ha annunciato lo scioglimento del contratto.

Oggi emerge un altro fatto nuovo, da farsa se non fosse una tragedia.

Scuola, banchi: Arcuri, super-appalto da 45 milioni di euro a società fantasma

Ha un capitale sociale di 4 mila euro e un solo dipendente, avrebbe dovuto fornire 180 mila banchi, al costo di 248 euro l’uno.

La scuola sta per iniziare ma i problemi per le riaperture in sicurezza si moltiplicano. Ancora avvolta nel mistero la questione dei nuovi banchi, nonostante le rassicurazioni della ministra Azzolina: “Entro fine ottobre arriveranno tutti”. Il commissario Domenico Arcuri – si legge sulla Verità – ancora non ha rivelato i nomi delle undici società vincitrici della gara d’appalto per la fornitura dei banchi. Ma ne spunta una con caratteristiche non idonee, tanto che dopo averle assegnato la commessa il contratto è stato ritirato. Si tratta della Nexus made Srl di Ostia, ditta indicata in un’interrogazione della Lega.

E’ stata una delle undici società vincitrici, sebbene avesse un capitale sociale di 4 mila euro e un fatturato annuo di 400 mila euro. Si occupa – riporta la Verità – di “diffusione, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni, eventi, fiere e congressi”. Nonostante questo è riuscita ad impegnarsi per fornire 180 mila banchi al costo di 247,80 euro l’uno. Aggiudicandosi un super-appalto di quasi 45 milioni di euro. Dubbi sull’omonimia dell’amministratore delegato della società – riporta la Verità – Fabio Aubry, potrebbe essere lo stesso che con un’altra società ha ottenuto diverse commesse governative: addirittura per il G7 di Taormina e Ischia a maggio e ottobre del 2017.

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«Ha un capitale sociale di 4 mila euro e un solo dipendente, avrebbe dovuto fornire 180 mila banchi, al costo di 248 euro l’uno».

Avete letto bene. Un solo dipendente, peraltro molto produttivo ……

Beh: tra due settimane andiamo a votare.

Il governo rossogiallo ha ben dimostrato ciò che intende fare.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Azzolina. Banchi monoposto girevoli: pagati 250€, costano 7.69€ da Alibaba.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-14.

2020-09-13__ Alibaba 001

Siamo debitori al sig Marco Russo, un ottimo e stimato amico, di questa informazione.

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La vicenda è nota.

Nexus. Appaltati 180,000 Banchi monoposto a 250 euro. All’Ikea costano 37 euro.

Il mistero della mini ditta che ha vinto il maxi appalto da 45 milioni per i banchi.

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È stata perpetrata una immane truffa ai danni dei Cittadini Contribuenti e degli studenti.

Si auspica una inchiesta della magistratura.

Guardate bene la fotografia.

I famigerati banchi monoposto della ministra Azzolina possono essere comprati da Alibaba con un entry level di 7.69€ l’uno. Ma, verosimilmente, ordinandone una milionata si potrebbe anche ottenere lo sconto.

Orbene.

In quali tasche sono finiti tutti gli altri denari?

Non si aggiunge altro per non finire nelle spire del codice penale.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

CSM. Marco Mancinetti, Unicost, si dimette. Palamara colpisce ancora.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-09.

Varmaio 013

«Maria Vittoria Caprara da piu parti viene considerata di Cartoni (Corrado, all’epoca membro del Csm, ndr). Lei è libera di fare quello che vuole ma sta lì a 2200 euro al mese in + da 5 anni con i voti di unicost roma. Questo è intollerabile. Lei se ne deve andare da lì»

«Ciao Luca. Come va? Hai qualcuno da indicarmi al Coni con cui posso parlare per i biglietti dello stadio? Per portare anche Lollo»

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2020-09-09__ La Verità 001

Alla fine nel Csm non resterà nessun magistrato. Questo è il sesto a dimettersi.

Il più innocente condannato all’ergastolo.

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Bufera procure: si dimette altro consigliere Csm.

E’ Marco Mancinetti, togato di Unicost.

Un altro consigliere del Csm si è dimesso in relazione al “caso Palamara”. Si tratta di Marco Mancinetti, togato di Unicost. “Ho ricevuto pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti da parte della Procura generale per fatti inerenti alle attività amministrative svolte dalla precedente consiliatura, sulla base delle chat da me intrattenute con Luca Palamara – spiega lo stesso Mancinetti- Pur non essendovi alcun automatismo di legge, ho già rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Vice Presidente del Consiglio superiore della Magistratura, per senso istituzionale e per evidenti ragioni di opportunità, nel pieno rispetto delle attività della Procura generale e nella convinzione di poter offrire ogni chiarimento nella sede competente”.

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La saga dei Mancinetti è tutta online.

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Csm, si dimette un altro consigliere citato nell’inchiesta su Luca Palamara: è il sesto caso. “Su di me aperta azione disciplinare”.

Passo indietro di Marco Mancinetti, togato di Unicost, la corrente moderata delle toghe. Era citato nelle chat col pm sotto inchiesta: “Pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti da parte della Procura generale”. L’anno scorso si erano dimessi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepri, Gianluigi Morlini e Luigi Spina, tutti attualmente sotto processo disciplinare.

Il caso Palamara non si ferma. E continua a provocare scosse di assestamente dentro al Consiglio superiore della magistratura. L’ultimo a cadere è Marco Mancinetti, togato di Unicost, la corrente moderata delle toghe: ha deciso di dimettersi da Palazzo dei Marescialli. Il motivo? Su di lui è stata aperta un’azione disciplinare dopo che la procura di Perugia ha intercettato le sue chat con Luca Palamara.

“Ho ricevuto pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti da parte della Procura generale per fatti inerenti alle attività amministrative svolte dalla precedente consiliatura, sulla base delle chat da me intrattenute con Luca Palamara – spiega lo stesso Mancinetti- Pur non essendovi alcun automatismo di legge, ho già rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Vice Presidente del Consiglio superiore della Magistratura, per senso istituzionale e per evidenti ragioni di opportunità, nel pieno rispetto delle attività della Procura generale e nella convinzione di poter offrire ogni chiarimento nella sede competente”.

Tra le chat intercettate tra Mancinetti e Palamara c’è quella del febbraio 2018 in cui il primo si esprime sul collega Luciano Panzani: “Cmq leggendo nota di panzani ce da ridere. Lo dovete asfaltare è un matto”. Nel dicembre 2017 commenta il ruolo di Maria Vittoria Caprara, all’epoca magistrato segretario del Csm: “Maria Vittoria Caprara da piu parti viene considerata di Cartoni (Corrado, all’epoca membro del Csm, ndr). Lei è libera di fare quello che vuole ma sta lì a 2200 euro al mese in + da 5 anni con i voti di unicost roma. Questo è intollerabile. Lei se ne deve andare da lì”.

Mancinetti è il sesto consigliere del Csm a lasciare il Csm per vicende legate al “caso Palamara”. L’anno scorso si erano dimessi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepri, Gianluigi Morlini e Luigi Spina, tutti attualmente sotto processo disciplinare, come lo stesso Palamara. Processo che ricomincerà la prossima settimana. Aveva dovuto lasciare l’incarico anche un membro di diritto di Palazzo dei Marescialli, cioè l’allora procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, che ha anticipato la sua uscita dalla magistratura dopo essere finito indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. Il suo successore, Giovanni Salvi, ha dovuto costituire una apposita task force di sostituti incaricata di passare al setaccio tutte le chat, le conversazioni, gli sms conservati nel cellulare di Palamara, per valutare l’apertura di procedimenti disciplinari. Tra questi pure quello di Mancinetti, che ora fa un passo indietro.

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Da Ermini a Cascini e Mancinetti. La rete delle chat sul nuovo Csm.

Molto alto il numero di messaggi in cui sono nominati consiglieri. Lo è di meno quello di chi ha attivamente chiacchierato .

L’esame delle chat di Luca Palamara in cui compaiono i nomi dei consiglieri del Csm è ancora in corso, ha spiegato ieri il procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi. Il numero di chat in cui i membri del Csm sono nominati è molto alto. Più circoscritto l’elenco di chi ha scambiato direttamente messaggi con Palamara. Riportiamo alcuni messaggi. Non tutti hanno ovviamente una rilevanza disciplinare. Toccherà al Csm e alla Procura generale della Cassazione stabilire quali.

Partiamo da quelli del vicepresidente David Ermini che, lo ricordiamo, deve la sua nomina proprio all’asse che Luca Palamara ha creato tra Unicost e Magistratura Indipendente, con l’avallo del parlamentare Pd Cosimo Ferri. Investitura avvenuta dopo l’indicazione del suo nome, in quota Pd, fatta da Luca Lotti e sancita, nel settembre 2018, durante una cena a casa di Giuseppe Fanfani, ex membro del Csm e parlamentare del centrosinistra. E proprio ai giorni in sta per diventare vice presidente del Csm che risalgono i primi messaggi tra Palamara ed Ermini: “Tutto procede bene” gli scrive il primo. “Grazie” gli risponde il secondo. E quando il 27 settembre Ermini viene eletto, Palamara gli invia questo messaggio: “Godo!!!!!!! Insieme a te!!!!”. Il 18 ottobre Ermini gli chiede un aiuto per un convegno di stampo sindacale. Palamara era intervenuto in un contesto simile l’anno prima. Ed Ermini gli scrive: “Mi mandi un paio di punti per la traccia dell’intervento di domani?”. A novembre i due discutono di un altro componente del Csm, Piercamillo Davigo. “Anche stasera Davigo debole…” scrive Palamara, ed Ermini risponde: “Va troppo spesso in tv… secondo me così si inflaziona…”. “Sì, hai ragione, si sta bruciando” conferma Palamara. Ed Ermini: “Alla fine non fa più notizia”.

Scambi di messaggi anche tra Palamara e Marco Mancinetti che nel settembre 2017 gli scrive: “Allora ti do i dati di mio figlio (…)”. “Ok” gli risponde Palamara. Secondo alcune ricostruzioni – che Mancinetti ha sempre smentito, minacciando querele – i dati servivano per l’iscrizione in un’università albanese per la quale Palamara s’era impegnato. Nel febbraio 2018 Mancinetti si esprime sul collega Luciano Panzani: “Cmq leggendo nota di panzani ce da ridere. Lo dovete asfaltare è un matto”. Nel dicembre 2017 commenta il ruolo di Maria Vittoria Caprara, all’epoca magistrato segretario del Csm: “Maria Vittoria Caprara da piu parti viene considerata di Cartoni (Corrado, all’epoca membro del Csm, ndr). Lei è libera di fare quello che vuole ma sta lì a 2200 euro al mese in + da 5 anni con i voti di unicost roma. Questo è intollerabile. Lei se ne deve andare da lì”.

C’è uno scambio di messaggi anche con Giuseppe Cascini: “Ciao Luca. Come va? Hai qualcuno da indicarmi al Coni con cui posso parlare per i biglietti dello stadio? Per portare anche Lollo”. Cascini spiega di avere la sua tessera ma che in segreteria, al Csm, gli hanno detto di non avere altri biglietti. “Se vuoi – risponde Palamara – chiediamo per altro posto alla Roma come per Rocco”. Nell’agosto 2017 invece Palamara scambia messaggi con il fratello Francesco Cascini che sembrano riguardare il suo curriculum di magistrato: “Ciao Luca ho mandato l’integrazione sai qualcosa? Grazie”. “Ti aggiorno tra poco” risponde Palamara. “Grazie” continua Francesco Cascini “Ma secondo te come si mette?”. “Sto cercando di rimetterla a posto. Sono fiducioso” replica Palamara. Il 20 settembre Palamara scrive a Giuseppe Cascini: “Francesco ok”. “Grazie Luca” gli risponde il collega. Il laico M5S Fulvio Gigliotti spedisce solo messaggio d’auguri natalizi. L’augurio di uscire dall’inchiesta di Perugia a testa alta arriva invece da Giuseppe Marra.

Nel 2017 gli scrive anche Michele Ciambellini: “Ho saputo del grande lavoro che stai facendo su Bari! Puoi immaginare quanto sia importante anche per me in prospettiva. Ti ringrazio e ti abbraccio. A presto”. Infine Concetta Grillo che, nell’aprile 2018, in più d’un messaggio spende buone parole per il collega Giuseppe Tigano per gli uffici di Caltanissetta e Agrigento. “Sono profili professionali equivalenti (…) Tigano nostro da sempre ci sta dando una grande mano e al di là di tutto è bravo”.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Avvocato dell’FBI si dichiara colpevole di aver alterato documenti contro Mr Trump.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-08-15.

FBI 001

«A former FBI attorney is preparing to plead guilty to altering an email used to obtain a surveillance warrant on former Trump campaign aide Carter Page, producing the first concrete results of a review Attorney General William Barr ordered into the FBI’s handling of the investigation into contacts between Donald Trump’s 2016 campaign and Russia»

«The former FBI attorney, Kevin Clinesmith, will plead to a single felony count of making a false statement»

«Kevin deeply regrets having altered the email. It was never his intent to mislead the court or his colleagues as he believed the information he relayed was accurate, …. But Kevin understands what he did was wrong and accepts responsibility.»

«The altered email was among the explosive findings in Justice Department Inspector General Michael Horowitz’s review of the FBI’s handling of the surveillance warrant against Page»

«He also found the warrant and three renewals were riddled with errors and omissions, some of them significant»

«The formal criminal charge — a five-page document detailing Clinesmith’s offense filed in Washington D.C.’s federal district court on Friday — does not suggest a broader conspiracy to take down or damage Trump»

«It is likely however, to fuel the president’s allegations that the FBI abused its power to spy on his campaign and damage him after the election»

«Trump blasted Clinesmith at the outset of a Friday press conference, calling him “a corrupt FBI attorney.”»

«Trump has urged Barr and Durham to investigate former president Barack Obama and former vice president Joe Biden»

«Bill Barr has the chance to be the greatest of all time, but if he wants to be politically correct, he’ll be just another guy, because he knows all the answers, he knows what they have, and it goes right to Obama and it goes right to Biden»

«“Relying on the altered email, [the supervisory FBI agent] signed and submitted the application to the court on June 29, 2017,” prosecutors said.»

«Also Pence is stupid»

«The felony false-statement charge Clinesmith is set to plead guilty to carries a maximum possible punishment of five years in prison»

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«Clinesmith’s case was assigned to U.S. District Court Judge James Boasberg, an Obama appointee»

«Court records show the case is being prosecuted by Durham as well as an assistant U.S. attorney from Durham’s Connecticut office, Neeraj Patel, along with Washington-based Assistant U.S. Attorney, Anthony Scarpelli.»

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Riassumiamo.

– Mr Kevin Clinesmith, all’epoca dei fatti avvocato della Cia, ha alterato il testo di una e-mail poi usata per sostenere le accuse di intelligenza con il nemico da parte di Mr Trump.

– Mr Kevin Clinesmith si presenterà in giudizio, presieduto dal giudice della corte distrettuale James Boasberg, e si dichiarerà colpevole: reo confesso.

– Tutto il gran vociare di una connection tra Mr Trump e la Russia risulta essere basata solo su menzogne e documenti alterati o falsi.

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Ex-FBI Lawyer Pleads Guilty in Move Trump Sees Hurting Biden.

– Admission to altering email early in probe of Russia meddling

– Trump makes unsupported claim of spying by Obama and Biden

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A former FBI lawyer agreed Friday to plead guilty to falsifying a document that was part of a broad investigation into Russia’s interference in the 2016 election, in the first criminal charge under an inquiry into whether government officials committed wrongdoing.

The former lawyer, Kevin Clinesmith, admitted he altered an email from the CIA that investigators used to seek renewed court permission for a secret wiretap on former Trump campaign adviser Carter Page in 2017. Clinesmith changed the email to incorrectly say that Page hadn’t been a CIA source.

Trump and his conservative allies seized on the development to bolster their unsupported claim that former President Barack Obama and Vice President Joe Biden — Trump’s re-election opponent this year — spied on his 2016 presidential campaign and then worked to sabotage his early presidency.

The president described Clinesmith as “a corrupt FBI attorney who falsified FISA warrants in James Comey’s very corrupt FBI.”

“Fact is they spied on my campaign and they got caught, and you’ll be hearing more,” Trump said at a White House news conference.

Clinesmith altered an email for one warrant to the special court that oversees the Foreign Intelligence Surveillance Act, not multiple warrants as Trump said, and did so in June 2017 after Trump fired Comey.

More broadly, the case against Clinesmith involves a lower-level official and doesn’t provide evidence to back up the assertion that there was a broad criminal conspiracy against Trump led from the White House.

‘Deeply Regrets’

Clinesmith will plead guilty to the charge but there won’t be a court appearance on Friday, his lawyer, Justin Shur, said in an email.

“Kevin deeply regrets having altered the email,” Shur said. “It was never his intent to mislead the court or his colleagues as he believed the information he relayed was accurate. But Kevin understands what he did was wrong and accepts responsibility.”

The charge is part of a criminal investigation that Attorney General William Barr opened last year into the FBI’s Russia probe, which sought to determine whether anyone associated with Trump’s campaign conspired with Russia to interfere in the 2016’s election. The investigation, which is being led by U.S. Attorney John Durham, is examining actions that law enforcement and intelligence officials took in the early stages of the investigation into Russia’s election interference.

On Thursday, Trump warned Barr that he shouldn’t be “politically correct” and “just get a couple of the lower guys.”

“Bill Barr has a chance to be the greatest of all time, but if he wants to be politically correct he’ll be just another guy because he knows all the answers,” Trump said in the interview with Maria Bartiromo of Fox Business Network. “He knows what they have, and it goes right to Obama and it goes right to Biden.”

Trump and his allies have said they expect findings from Durham’s probe to be made public in the weeks before the election that they can use against Biden.

Barr is facing criticism that he’s politicizing the Justice Department and is going to violate a policy under which prosecutors aren’t supposed to make public moves that could sway an election.

Hours after Trump’s warning, Barr said that a new development in the investigation was coming and that he planned to reveal more in the coming weeks.

Barr denied he’s bending to politics or election considerations in the interview with Fox News host Sean Hannity.

“I have said there are going to be developments, significant developments, before the election,” Barr said. “But we’re not doing this on the election schedule. We’re aware of the election. We’re not going to do anything inappropriate before the election.”

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Former FBI lawyer set to plead guilty to altering email during Russia investigation.

An FBI lawyer who worked on the surveillance warrant of former Trump foreign policy adviser Carter Page plans to plead guilty Friday to making a false statement in an email as part of an investigation into the Russia investigation.

Kevin Clinesmith plans to admit to one charge of altering an email to another official in 2017 that said Page wasn’t a previous government source, when he had been one.

Clinesmith had also been critical of President Donald Trump when he worked for the FBI.

Friday’s charge represents the first public production from the highly anticipated Durham investigation and will likely provide political fodder for Trump amid a storm of negative headlines regarding his management of the coronavirus pandemic.

“Kevin deeply regrets having altered the email,” Clinesmith’s lawyer, Justin Shur, said in a statement Friday. “It was never his intent to mislead the court or his colleagues as he believed the information he relayed was accurate. But Kevin understands what he did was wrong and accepts responsibility.”

Judge James Boasberg of the US District Court in Washington, who also is the presiding judge of the Foreign Intelligence Surveillance Court that approved the Page warrants, was assigned to handle Clinesmith’s criminal case on Friday, according to the court record.

Trump kicked off his Friday afternoon briefing with a brief reference to Clinesmith.

“That’s just the beginning… what happened should never happen again. He is pleading guilty, terrible thing, terrible thing. The fact is they spied on my campaign and they got caught and you’ll be hearing more,” Trump said.

However, the court documents laying out the single charge against Clinesmith don’t make any broader allegation of a conspiracy by FBI investigators against Trump, an accusation Trump has frequently made. Instead it shows another FBI official who signed the fourth FISA warrant raising a concern about whether Page was a CIA source and seeking email proof when Clinesmith downplayed the CIA relationship with Page.

CIA process

The documents also offer a window into the bureaucratic process the CIA — referred to as another government agency in the court record — uses to document its interaction with an American, and the efforts a CIA employee made to ensure there was a record of its history with Page.

Clinesmith was a lower-level FBI attorney working on the early Russian investigation into Page and other Trump-connected advisers, then known at Crossfire Hurricane.

The documentation Clinesmith worked on was intended to back up applications for surveillance of Page in 2016 and 2017, whom the FBI believed was acting as an agent of Russia. Page was never charged with a crime.

The CIA had told the Crossfire Hurricane team in mid 2016 that Page was a contact years earlier providing information on interactions with people associated with Russian intelligence. Investigators secured a warrant to surveil Page, and renewed three times into 2017. On the fourth renewal, Clinesmith changed an email from the CIA saying Page was a source when he forwarded the information to a supervisor. The email Clinesmith changed said Page, who is called Individual #1 in the charging document, was “not a ‘source’,” according to the court papers.

“The defendant had altered the original June 15, 2017, email from the [other government agency] liaison by adding the words ‘and not a source’ to the email, thus making it appear that the [agency] liaison had written in the email that Individual #1 was ‘not a source’,” prosecutors wrote about his charge.

Page investigation revealed email error

Clinesmith’s error over email was first discovered by the Justice Department’s independent inspector general Michael Horowitz last year. Horowitz said in December he had referred the matter for further investigation, and Clinesmith’s handling of the surveillance application became part of US Attorney John Durham’s work in understanding the intelligence and steps taken in the early takes of the Russia investigation.

The inspector general also found highly partisan messages sent by Clinesmith that insulted Trump and Vice President Mike Pence.

Despite the error, Horowitz did not find that the problems with Clinesmith undermined the overall validity of the surveillance. The Justice Department later decided two renewals of Page’s surveillance were invalid, as Durham continued to look into the early intelligence and approach to the Russia investigation by the FBI and national security officials.

Trump focusing on Durham probe of Russia investigation

Trump has increasingly pointed toward the probe as a means for redemption after years of intense scrutiny of his presidential campaign and administration by special counsel Robert Mueller, and he has used unfounded conspiracies about the launch of the Russia investigation under the Obama administration to try and tar former Vice President Joe Biden, his presumptive rival in the 2020 race.

Durham’s pace, however, has become a point of frustration for the White House, and Friday’s news came after complaints from the President and promises from the Attorney General William Barr.

Barr teased the announcement late Thursday in an interview with a Fox News program that Trump is known to watch regularly — just hours after Trump told the network that he hoped Durham and Barr would not shy away from more serious conclusions and appeared to belittle prospective charges against Clinesmith.

“I hope they’re doing a job, I hope they’re not going to be politically correct and say, well you know, we want to go, just get — let’s get the lower guys that forged the documents going into FISA,” Trump said.

Durham, a longtime federal prosecutor from Connecticut, has been tapped by attorneys general from both parties to lead sensitive special investigations, and is known for being meticulous, if slow. A probe into the CIA’s use of so-called enhanced interrogation techniques against detainees that he conducted under the Obama administration took about three years to complete.

Barr had targeted an early summer completion for Durham’s work earlier this year, although that date has since slipped into the winter as Durham has negotiated with witnesses for cooperation. The pandemic also took a toll, Barr has said.

Among Trump’s wish list of political scalps are senior former Obama national security officials, including former CIA Director John Brennan and James Clapper, the former director of national intelligence, and allegations about their handling of intelligence about Trump is still under review by Durham. Neither has been charged with any crime.

Durham’s recent efforts

Glimpses into other arms of the probe have emerged from witnesses who have been questioned in recent months.

Neither Brennan nor Clapper have met with Durham yet. A spokesman for Brennan said discussions for an interview have been ongoing and that one issue remains that Brennan requires access to his papers from his time at the CIA, which the Trump administration has blocked.

In recent weeks, James Baker, former FBI general counsel during the Russia investigation, sat with Durham’s team for an interview and was quickly brought back for follow-up questions, according to a person briefed on the matter.

A grand jury in Washington’s federal court, which Durham was using as part of his investigation, also has resumed work, people familiar with the matter said.

On Wednesday, Barr said that he was aiming to release some of Durham’s conclusions ahead of the November election, but also opened up the possibility that the review could extend even further.

“We’re all aware of the calendar and we’re not going to do anything for the purposes of affecting an election, but we are trying to get some things accomplished before the election,” Barr told conservative commentator Buck Sexton.

Durham, meanwhile, had remained silent as his investigation progressed, with the exception of an unusual statement in December that rebutted a conclusion by the Justice Department’s inspector general about the propriety of the opening of the Russia probe.

At the time, Durham said that he disagreed with a finding included in the inspector general report that said the FBI had adequate reason to open their counterintelligence investigation in 2016, basing the statement, he said, on evidence from people in the US and outside of the US that may have been unreachable to the inspector general’s investigators.

*


Former FBI attorney to plead guilty for altering email in Russia probe.

A former FBI attorney is preparing to plead guilty to altering an email used to obtain a surveillance warrant on former Trump campaign aide Carter Page, producing the first concrete results of a review Attorney General William Barr ordered into the FBI’s handling of the investigation into contacts between Donald Trump’s 2016 campaign and Russia.

The former FBI attorney, Kevin Clinesmith, will plead to a single felony count of making a false statement, though his lawyer said it was not his intent to mislead the court that approved the original warrant in 2016 and three renewals in 2017.

“Kevin deeply regrets having altered the email. It was never his intent to mislead the court or his colleagues as he believed the information he relayed was accurate,” Clinesmith’s lawyer Justin Shur said in a statement. “But Kevin understands what he did was wrong and accepts responsibility.”

The altered email was among the explosive findings in Justice Department Inspector General Michael Horowitz’s review of the FBI’s handling of the surveillance warrant against Page. He also found the warrant and three renewals were riddled with errors and omissions, some of them significant.

The findings led the Justice Department to rescind two of the renewal warrants, though Horowitz did not ultimately conclude that the FBI lacked a basis to surveil Page altogether.

The formal criminal charge — a five-page document detailing Clinesmith’s offense filed in Washington D.C.’s federal district court on Friday — does not suggest a broader conspiracy to take down or damage Trump. It is likely however, to fuel the president’s allegations that the FBI abused its power to spy on his campaign and damage him after the election.

Trump blasted Clinesmith at the outset of a Friday press conference, calling him “a corrupt FBI attorney.”

“So that’s just the beginning, I would imagine because what happened should never happen again,” Trump said.

Trump has called for widespread prosecutions of those in the FBI and intelligence community he perceives as his political enemies, contending that the entire investigation of his campaign’s contacts with Russia was a “witch hunt” against him. Horowitz’s probe, despite its findings of wrongdoing by Clinesmith and problems with the FISA applications, concluded that the FBI had a legitimate basis to investigate the campaign’s contacts with Russia.

In an unusual statement issued at the time Horowitz released his report, Barr and U.S. attorney for Connecticut John Durham — whom Barr tapped to lead an unusual review of the Russia probe — indicated they disagreed with some of the inspector general’s conclusions. Trump has urged Barr and Durham to investigate former president Barack Obama and former vice president Joe Biden, but Barr has indicated the probe will not reach them.

Trump has been almost uniformly supportive of Barr in public, but in an interview this week, the president hinted at some concern that the attorney general was being too timid in targeting those Trump views as responsible for the Russia investigation.

“Bill Barr has the chance to be the greatest of all time, but if he wants to be politically correct, he’ll be just another guy, because he knows all the answers, he knows what they have, and it goes right to Obama and it goes right to Biden,” Trump told Fox News.

Barr did foreshadow the Clinesmith plea during a Fox News appearance late Thursday, indicating that a development — one the attorney general described as not particularly major — was forthcoming in Durham’s ongoing review of the Trump-Russia investigation.

In their explanation of the allegations against Clinesmith, prosecutors indicated that Clinesmith altered a June 2017 email that was used in one of the Page surveillance renewals. The alteration followed a discussion with colleagues about whether Page had a history as a CIA source.

Clinesmith, in internal messages, indicated that he believed Page was a “subsource” but never a source, and when a superior asked if he had it in writing, Clinesmith forwarded an email from a CIA liaison but added his own words to it to underscore his view that Page was “not a source.”

“Relying on the altered email, [the supervisory FBI agent] signed and submitted the application to the court on June 29, 2017,” prosecutors said.

Clinesmith was removed from special counsel Robert Mueller’s probe after Horowitz discovered internal messages that revealed he espoused anti-Trump sentiment. Mueller also removed FBI officials Peter Strzok and Lisa Page after discovering similarly anti-Trump messages, though all officials have argued their personal political views did not influence their investigative decisions.

Among the messages Horowitz uncovered was one sent the day after Trump’s election in 2016:

“Who knows if the rhetoric about deporting people, walls, and crap is true. I honestly feel like there is going to be a lot more gun issues, too, the crazies won finally,” Clinesmith wrote. “This is the tea party on steroids. And the GOP is going to be lost, they have to deal with an incumbent in 4 years. We have to fight this again. Also Pence is stupid.”

Two weeks later, when a colleague asked Clinesmith about whether he was rethinking his commitment to serving in the Trump administration, Clinesmith replied “Hell no” and added “Viva le resistance.”

The felony false-statement charge Clinesmith is set to plead guilty to carries a maximum possible punishment of five years in prison. However, defendants typically get shorter sentences in accordance with federal sentencing guidelines and many who plead guilty to a false-statement charge receive no prison time.

Clinesmith’s case was assigned to U.S. District Court Judge James Boasberg, an Obama appointee.

Court records show the case is being prosecuted by Durham as well as an assistant U.S. attorney from Durham’s Connecticut office, Neeraj Patel, along with Washington-based Assistant U.S. Attorney, Anthony Scarpelli.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Giustizia, Persona Umana, Vizi e Depravazioni

Ostia. Pedofilo rom in spiaggia vendeva un bambino di tre anni.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-28.

Pedofilia 013

Si legga con grande attenzione.

Se grida vendetta a Dio ed agli uomini la pedofilia ed il pedofilo, ancor peggio sarebbe per i giudici così benevoli da rimetterli prontamente in libertà, anche se fossero noti recidivi.

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Ostia, offre figlio di 3 anni per prestazioni sessuali: arrestato.

«Sul lungomare di Ostia aveva offerto il figlio di 3 anni per prestazioni sessuali in cambio di soldi. L’uomo, un 23enne di etnia rom, è stato denunciato e arrestato dalla guardia di finanza con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito, ieri il 23enne, camminando sul lungomare di Ostia tra lo stabilimento ‘Mariposa’ e lo stabilimento ‘Il Finanziere’ con il piccolo in braccio, ha avvicinato alcuni anziani chiedendo soldi in cambio del bambino. Qualcuno però ha chiamato la Guardia di Finanza e sul posto è arrivata una pattuglia. A quel punto il 23enne ha lasciato il bambino ed è scappato. Quando i finanzieri lo hanno bloccato ha opposto resistenza sferrando calci e pugni ai militari.

L’uomo, che viveva con il figlio in un palazzo popolare di Ardea, ha numerosi precedenti per furto, stupefacenti e danneggiamenti. Arrestato è stato portato a Regina Coeli. Il bimbo, che era denutrito e disidratato, si trova ora in ospedale con gli assistenti sociali ed è sotto la tutela del tribunale dei minori.»

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Pedofilia a Ostia, l’appello di Tirrito e Picca: “Subito una campagna per tutelare i bambini”

«La vicepresidente del Movimento Nazionale Spontaneo “Bambini Strappati”: “Loro sono il nostro futuro e non possiamo permettere che qualcuno violi la loro dignità”.

Bambini violentati o “venduti” ai passanti per pochi soldi. La cronaca degli ultimi giorni fotografa un’immagine inquietante di Ostia. “Nel X Municipio di Roma, in meno di una settimana, si è assistito a un’escalation di reati contro i minori, pedofilia ma non solo”, denuncia Maricetta Tirrito, vicepresidente del Movimento Nazionale Spontaneo “Bambini Strappati”.

“Prima la bimba violentata dal vicino di casa (leggi qui), cui era stata affidata dai genitori, ieri il giovane rom che vende un piccolo di pochi anni ai passanti sul lungomare di Ostia (leggi qui). Storie raccapriccianti dove emerge tutta la vulnerabilità dei minori ma anche la necessità di aumentare le forze in campo per proteggere i più piccoli”, prosegue Tirrito.

“Faccio appello a tutte le Istituzioni del territorio affinché sia lanciata al più presto una campagna di sensibilizzazione a tutela dei minori. Loro sono il nostro futuro e non possiamo permettere che qualcuno violi la loro dignità“, conclude Tirrito.

Parole alle quali fanno eco quelle di Monica Picca, capogruppo della Lega nel X Municipio di Roma, che si scaglia contro l’amministrazione Raggi: “Mentre i cittadini del X Municipio assistono attoniti e sgomenti all’arresto di un Rom che tentava di offrire un bambino di due anni per atti sessuali, la Sindaca Virginia Raggi ci regala l’ennesima assurdità partorita dalla sua amministrazione: diecimila euro alle famiglie nomadi per lasciare i campi“.

Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se quei soldi fossero finiti in tasca a un individuo del genere. Da anni ci battiamo per la regolarizzazione di zone off-limits per cittadini e forze dell’ordine come l’ex colonia Vittorio Emanuele, e in cambio otteniamo una proposta scellerata come questa”, conclude Picca.»

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Ostia, rom offre bambino in cambio di denaro, bagnante lo fa arrestare.

«L’uomo ha provato a vendere “una prestazione sessuale” con il bimbo di 2 anni che teneva per mano. La polizia non esclude la pista del rapimento.

“C’è un uomo qui fuori che mi ha chiesto se mi interessava pagarlo per avere una prestazione sessuale con il bambino che teneva per mano. Andate a prenderlo”. A denunciare l’episodio alla Guardia di Finanza è stato un turista, scioccato per l’assurda proposta avanzatagli da un uomo di origini romene. La vicenda è raccontata dal Messaggero, che spiega come l’approccio sia avvenuto sul lungomare Amerigo Vespucci, a Ostia, vicino allo stabilimento delle Fiamme Gialle.

L’uomo – un cittadino romeno di 25 anni – teneva per mano un bambino biondo di circa 2 anni, che le forze dell’ordine hanno poi trovato in stato di disidratazione. Alla segnalazione del turista, è partita la caccia all’uomo, che ha lasciato il piccolo da solo sul marciapiede e ha cercato di fuggire arrampicandosi sui tetti delle auto in sosta. Quando gli agenti lo hanno raggiunto, ha dato in escandescenza e si è scagliato contro di loro. Ora sono in corso le indagini per chiarire il rapporto tra il nomade e il bambino; la polizia non esclude la pista del rapimento. Soccorso dai militari, il bambino – riporta il Messaggero – sembrava impietrito: non riusciva a parlare né a piangere, voleva soltanto bere.»

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Bimbe abusate in spiaggia a Ostia. Arrestato pedofilo

«Molestate in un lido tre amichette di nove anni. L’uomo, M.T. è marito e padre, nei prossimi giorni sarà ascoltato dal giudice per le indagini…”

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Roma, a Ostia algerino molesta ragazzine in spiaggia: rischia il linciaggio, poi l’arresto.

«Panico ieri in spiaggia, in uno stabilimento a Ostia. Un algerino ha iniziato a molestare verbalmente due ragazzine minorenni scatenando la rabbia di alcune persone che hanno tentato di aggredirlo. L’intervento della polizia ha riportato la calma, ma un romano di 26 anni è intervenuto in aiuto dell’algerino e si è scagliato contro la volante.

Il romano è stato arrestato dagli agenti per resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento dei beni dello Stato, rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale. L’algerino è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. L’algerino è stato anche denunciato a piede libero per molestie sessuali e il romano per favoreggiamento. Entrambi sono finiti ai domiciliati in attesa del giudizio per direttissima.»

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Che Ostia sia un ricettacolo di pedofili è cosa ben nota da tempo. Ecco un titolo del 31 agosto 2019.

Ostia, allarme pedofilo in spiaggia: «Toccava le nostre figlie nascosto dal getto dell’idromassaggio della piscina».

«Le ha prima seguite, poi le ha avvicinate con una scusa e, lontano dagli occhi dei genitori, ha iniziato a toccarle nelle parti intime. Le vittime innocenti sono cinque bambine tra i 9 e 12 anni che erano allo stabilimento “La Bicocca” su Lungomare Amerigo Vespucci a Ostia per passare una giornata al mare. Le bambine, che l’uomo ha palpeggiato più di una volta, dopo un primo momento di esitazione, vista l’insistenza dell’uomo, che approfittava della copertura dell’acqua per molestarle, si sono allontanate e, terrorizzate, hanno avvertito i genitori. L’uomo, di circa 45 anni e padre di un bambino di due, a quanto apprende Leggo è stato individuato dai carabinieri di Ostia e denunciato.

Secondo quanto ricostruito da Leggo, l’uomo che era in compagnia della moglie e del figlio di due anni, intorno alle 17 di venerdì ha molestato nella zona delle piscine cinque bambine. Allo Stabilimento “La Bicocca”, contattato da Leggo, non hanno una gran voglia di commentare l’accaduto: «Se volete sapere i prezzi del Lido – hanno detto al telefono – ve li possiamo dare, per altre cose chiamate le forze dell’ordine».

Sembrava una normalissima giornata di mare, con tanto sole e tanto caldo. Cinque amichette che passavano il pomeriggio insieme, con le loro mamme, trascorrevano le ultime giornate di vacanza prima del rientro a scuola al mare. Un predatore, in grado di sfruttare l’ingenuità di bambine piccole e indifese.

Il quarantacinquenne, secondo quanto emerge dalla denuncia rilasciata dai genitori di una delle bambine, ha prima visto che una delle mamme si era allontanata momentaneamente dal gruppo delle amichette e ha deciso di seguirle.

Dopo aver visto che le bambine entravano in piscina ha fatto lo stesso e si è  avvicinato alle ragazzine. Poi nella zona dell’idromassaggio, sfruttando il movimento dell’acqua che ne proteggeva i gesti, ha palpeggiato più volte il sedere delle bimbe. Le minori, impaurite, sono uscite di corsa dalla piscina, andando vicino ai bagni, ma l’uomo, non contento, le ha raggiunte nuovamente, continuando a palpeggiarle.

Chiaramente spaventate, a quel punto le bimbe sono immediatamente corse dalle mamme per raccontare tutto. I genitori a quel punto senza perdere tempo hanno segnalato il fatto con ben cinque denunce alla Caserma Carabinieri di Ostia. L’uomo è stato individuato e denunciato alla Procura della Repubblica con l’accusa di violenza sessuale.»

Ma cosa mai succede?

Una volta arrestati il giudice prontamente li rilascia.

Pedofilo molesta due ragazze di 13 e 14 anni ma evita il carcere: «Troppo duro per lui.

«Secondo i giudici la prigione non sarebbe adatta, così un pedofilo evita il carcere. Kyle Sweet, 19 anni, ha molestato sessualmente due ragazze di 13 e 14 anni ….

Il 19enne è stato arrestato a Blackpool e processato. Secondo i magistrati dovrà scontare 14 anni di carcere, ma l’ambiente non sarebbe adatto per lui, viste le condizioni attuali, così trascorrerà i prossimi 3 anni in una comunità. Dopo una prima reclusione, infatti, l’uomo ha subito molestie da parte degli altri galeotti, le guardie hanno provato a proteggerlo, ma non era gestibile la situazione, come riporta anche Metro, così è stato necessario allontanarlo dal carcere.

Il giudice ha sostenuto che parte dell’operato del 19enne sia dovuta alla giovane età, secondo il magistrato Sweet avrebbe sottovalutato la gravità delle sue azioni, per questo gli verrà concessa una riabilitazione per poter affrontare meglio il carcere e poi il successivo reintegro nella società.»

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Si è depravati prima nella mente e nel cuore, quindi negli atti susseguenti, anche quelli sessuali.

Se i rapporti contro natura tra persone adulte e consenzienti assumono particolare gravità nel momento in cui diventano di pubblico dominio, quelli contro i bambini inducono un grande senso di ribrezzo. Sono da condannarsi senza possibilità di appello, anche tenendo conto che i pedofili sono per loro intrinseca natura dei recidivi.

Nel primo caso riportato di Ostia

«L’uomo, che viveva con il figlio in un palazzo popolare di Ardea, ha numerosi precedenti per furto, stupefacenti e danneggiamenti. Arrestato è stato portato a Regina Coeli. Il bimbo, che era denutrito e disidratato, si trova ora in ospedale con gli assistenti sociali ed è sotto la tutela del tribunale dei minori.»

Con una fedina penale di tal fatta, quel signore avrebbe dovuto trovarsi in galera, magari con il 41 bis.

Desta stupore e sconcerto come nell’immaginario collettivo si stia sviluppando un senso di complicità con i pedofili.

«L’intervento della polizia ha riportato la calma, ma un romano di 26 anni è intervenuto in aiuto dell’algerino e si è scagliato contro la volante.

Il romano è stato arrestato dagli agenti per resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento dei beni dello Stato, rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale. L’algerino è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. L’algerino è stato anche denunciato a piede libero per molestie sessuali e il romano per favoreggiamento. Entrambi sono finiti ai domiciliati in attesa del giudizio per direttissima.»

Da ultimo, ma non certo per ultimo, il comportamento dei giudici è quanto mai riprovevole.

Concedere gli arresti domiciliari per reati di tal fatta o comminare sentenze irrilevanti che finiscono per non esser mai scontate è segno palese di complicità, così come la voluta omissione di non aver considerato le plurime recidive.

Poi le sinistre si scagliano contro quanti prendessero posizioni nette.

Romania. Proibito l’insegnamento della teoria del gender. Europarlamento in tilt.

Romania. Lo speaker Florin Iordache fa il gesto del dito ai gerarchi della EU, in europarlamento.

Duda, Presidente polacco, dichiara che ‘Lgbt è una ideologia peggiore del comunismo’.

Berlino. Da trenta anni le Autorità affidavano i trovatelli ai pedofili.

Germania. Nel 2019 15,000 casi di pedofilia.

Germania. Pedofilia. Un vaso di Pandora di raccapriccianti orrori.

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Amici miei, vigiliamo sui nostri figli e sui nostri nipoti: gli orchi sono tra di noi, protetti dalle autorità.

Questo genere di peccati grida vendetta a Dio ed agli uomini.