Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Greta Thunberg Fotocopia vivente di Mrs Severn Cullis-Suzuki.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-03.

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È in corso una guerra civile, combattuta con ogni possibile mezzo, per il controllo di ciò che resta del mondo occidentale, ossia dell’attuale 32.5% dell’economia mondiale.

Mr Trump è l’outsider che si è opposto all’establishment, che quindi cerca di annichilirlo. Dietro a lui c’è una maggioranza silenziosa, quella che non urla ma che si fa sentire alle elezioni.

Ma ad oggi il mondo occidentale è in crisi, economica sicuramente, ma ancor di più in via di estinzione causa la netta riduzione delle nascite, mentre i Brics crescono socialmente, politicamente, militarmente ed economicamente ogni giorno che passa.

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Trenta anni fa Mrs Severn Cullis-Suzuki, oggi Greta Thunberg. Identiche.

Guardate con attenzione questo twitter.

«I just dug up this clip from 1992…»

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I Gretini Come Le “Guardie Rosse” – Contro Trump

«I gretini in piazza ricordano stranamente, per certi aspetti, le Guardie Rosse della Rivoluzione Culturale maoista. L’improvviso successo e diffusione mondiale, l’artificialità, l’esagerazione semplicistica e rabbiosa, del programma – e la chiara sensazione di una “rivolta dei bambini dal basso” gestita, voluta e manovrata da molto in alto.

Le Guardie Rosse furono suscitate ed usate da Mao contro i dirigenti del Partito, suoi compagni di lotta, che l’avevano messo da parte dopo il disastro del da lui voluto Grande Balzo in Avanti – concluso con milioni di morti di fame per la disorganizzazione che fu imposta al mondo contadino. “Bombardare il quartier generale!”, fu il primo slogan, nel 1966. Gli studenti, i sedicenni, furono invasati dal culto di Mao, e soprattutto dalla “lotta ai quattro vecchiumi” che lui, satanico idiota, aveva lanciato: “Vecchie idee, vecchia cultura, vecchie abitudini e vecchi comportamenti”. Gli studenti entusiasti distrussero tutte le antichità del Paese, processarono in piazza i professori, appesero ai loro colli cartelli con l’elenco dei loro crimini, colpe, sulle teste cappelli con orecchie d’asino. Anche altissimi dirigenti del partito subirono lo stesso trattamento; fra cui Xi Zhongxun, il padre dell’attuale presidente Xi Jinpin.

Il Libretto Rosso con le astute vacuità ideologiche esalate da Mao, divennero il vangelo taumaturgico, faceva miracoli (anche in Italia ci furono degli imbecilli che lo sventolarono). Ancora nel ’73, i bambini dell’asilo, di fronte ai giornalisti stranieri invitati, cantavano: “Criticare Confucio criticare Linbiao”. In opere teatrali con balletti si dava la morte alla Banda dei Quattro, capeggiata dalla moglie di Mao: effettivamente processati, accusati come furono degli “eccessi della Rivoluzione Culturale”: e condannati a morte.

Nel caso di Greta e dei gretini, ci si chiede: Chi ha ordinato di “Bombardare il Quartier Generale”? Chi ha la forza e il potere mondiale di farlo? Bisogna risalire al primo documento noto in cui per la prima volta si pone la “necessità” di ridurre le emissioni di CO2: quello che è conosciuto come Trattato di Copenhagen del 2009. Esso è stato stilato da Simon Linnett, vicepresidente esecutivo dei Rothschild di Londra.

Secondo il Trattato, si tratta di imporre – a cura dell’ONU – una tassa internazionale del 2 per cento su tutte le transazioni finanziarie, e del 2% sul Pil di ogni paese, da incamerare dalla Banca Mondiale. A che scopo? “Creare una fonte di finanziamento per il governo mondiale”.

Chi lo ha detto non è un blogger da social, ma un Lord, Sir Christopher Monckton. Il quale, membro ereditario della Camera Alta, ha dovuto minacciare un incidente diplomatico per ottenere il testo del Trattato, che era “riservato” (sic). Dopo averlo letto, lord Monckton ha commentato: “Ancora una volta, tentano disperatamente di nascondere a tutti la vastità di quel che vogliono fare: tentano veramente di insediare un governo mondiale”.

Naturalmente, dopo ciò, Lord Monckton è stato bollato (specie dalla sinistra “intelligente”) la “caricatura di un lord inglese”.

Ma effettivamente, nel manifesto politico precedente per combattere il CO2, pubblicato nel 2008 dalla Social Market Foundation, Simon Linnett dei Rotschild definisce le “emissioni di gas serra” come “il nuovo mercato sociale”. In che senso? Che bisogna imporre alle forze del mercato e del libero scambio di occuparsi finanziariamente delle emissioni di carbonio, ciò che richiede una istituzione internazionale dotata di una costituzione per rispondere” a questa necessità: il governo mondiale con poteri coercitivi.

Certo, dice Linnett, “un organismo mondiale, come tale, è poco probabile che cominci” da sé – quindi l’allarme sui gas serra serve allo scopo di contrabbandare il progetto.

Il progetto procedeva a gonfie vele, fra il Protocollo di Kyoto e la COP21, tenutasi a Parigi, e firmata da Barak Obama, si procedeva speditamente verso la creazione del prelievo sui delitti climatici, onde finanziare ben bene la Banca Mondiale.

“Bombardare Donald Trump!”

Fino al giorno in cui Donald Trump, ha ritirato gli Stati Uniti – con immenso sdegno dei mondialisti e delle sinistre intelligenti – dai vari trattati sul Clima. Da allora è guerra, come dimostrano tutti i tentativi del Deep State, dall’FBI alla Cia, dai democratici dai media come muta di cani idrofobi, per bollare Trump come pedina di Putin fino all’ultimo tentativo di ottenerne l’impeachment sulla base di una telefonata in cui avrebbe chiesto al premier ucraino di trovare cose con cui infangare Joe Biden, candidato democratico per il 2020: una causa così mal impostata che gli stessi democratici disperano possa portare se non ad un nuovo favore popolare per Trump – anche se i loro media agitano la cosa ancora e ancora, fino all’esaurimento.

Non bastando l’opposizione del Deep State, è partito l’ordine alle “masse giovanili” di “sparare sul Quartier Generale”, rappresentato dal primo presidente USA non mondialista nel dopo-guerra. Ed ecco la creazione di Greta.

Se la ricostruzione vi sembra campata in aria, un po’troppo eccedente in complottismo, ebbene, è ricomparsa dal web questa informazione: nel 1992 (quasi 30 anni prima della ragazzina di 16 anni, Greta Thunberg), un ‘altra bambina “svergognò” i leader mondiali tra un fiume di lacrime alle Nazioni Unite, e media anche allora intitolarono estasiati: Una ragazzina di 12 anni “ha messo a tacere il mondo per cinque minuti” .

Nel ’92 la ragazzina era Severn Cullis-Suzuki – allora figlia di 12 anni dell’ambientalista canadese David Suzuki, e si rivolse alla sessione plenaria del Vertice della Terra delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro.

Il discorso della dodicenne, eccolo:

“ Siamo un gruppo di dodicenni e tredicenni che cercano di fare la differenza. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire qui da soli, per venire 5000 miglia per dire a voi adulti che dovete cambiare i vostri modi.

“Venendo qui oggi non ho un programma nascosto. Sto combattendo per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o qualche punto in borsa. Sono qui per parlare per tutte le generazioni a venire … Sono qui per parlare degli innumerevoli animali che muoiono su questo pianeta perché non hanno più nessun posto dove andare.

“Ho paura di uscire al sole adesso a causa del buco nel nostro ozono. Ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche ci siano dentro. 

“ Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che tu prenda coscienza. Non sai come riparare i buchi nel nostro strato di ozono, non sai come riportare il salmone su un fiume morto, non sai come riportare un animale ormai estinto e non puoi portare indietro la foresta che una volta cresceva dove ora c’è un deserto. Se non sai come aggiustarlo, smetti di distruggerlo”.

Non sembra Greta?

A questo punto si capisce meglio il discorso che Donald Trump ha tenuto il 27 settembre all’assemblea generale dell’ONU: dove di punto in bianco ha attaccato “i mondialisti” del suo Deep State: “L’avvenire non è dei mondialisti, ma dei patrioti!

“Non cederò mai la sovranità americana ad una burocrazia mondiale non eletta e irresponsabile” : e quindi gli Stati Uniti non si sottoporranno né alla Corte penale internazionale, né firmeranno il “Patto mondiale per le migrazioni sicure, ordinate e regolari” (Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration): ad oggi, gli Usa sono il solo stato a non averlo firmato – a parte l’Ungheria.

E’guerra aperta, ormai. Il Deep State ha risposto mettendo in piedi artificialmente, con traditori interni alla Casa Bianca, una procedura di destituzione del presidente con l’Ucraina-gate. A questo punto Rudy Giuliani, avvocato di Trump (era sindaco di New York l’11 Settembre, si vede che gli è convenuto cambiare cavallo) ha dichiarato: “Abbiamo le prove che AGENTI DELL’FBI sono sul libro paga di Georges Soros e lavorano per lui, contro gli Stati Uniti. Lo stesso dicasi per l’ambasciatore americano in Ucraina”.

Le rivelazioni possono arrivare ai pezzi da novanta, James Clapper (ex direttore dell’intelligence nazionale) e John Brennan ex capo della CIA) – che hanno intercettato illegalmente il presidente “milioni di volte” . Infine, nelle ore scorse è arrivato in Italia l’attorney general Bill Brennan, in missione ufficiale. Non può esserci altro motivo che indagare la complicità dei servizi italiani (sotto Renzi-Gentiloni) nel tentativo di fabbricare prove dei rapporti illeciti fra Trump e Putin): una faccenda in cui non sono coinvolti solo i servizi italiani, ma quelli britannici, australiani, ucraini, rotschildiani… Nancy Pelosi ha subito strillato che Barr “è fuori controllo”. Panico? I prossimi giorni ce lo diranno.»

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Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Europarlamento sospende le audizioni dei candidati rumeno ed ungherese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-30.

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«La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha sospeso le audizioni dei due candidati commissari di Romania e Ungheria, perché sono stati identificati conflitti di interesse»

«La commissione ha invece dato il via libera alle audizioni di altri 24 commissari candidati.»

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I liberal socialisti del parlamento europeo odiano di odio mortale alcuni paesi dell’est Europa ed i loro Governi, perché non si piegano ai loro voleri.

Di recente hanno fatto nominare Mrs Laura Codruța Kövesi, nata di nazionalità rumena, Procuratore capo dell’Unione Europea. La Kövesi, che a trenta anni era assunta alla carica di Procuratore Generale in Romania, ne fu destituita a seguito di una lunga serie di illeciti e fatti penalmente rilevanti. Per una certo quale lasso di tempo fu anche arrestata e detenuta. La Kövesi era un giudice al servizio dei desiderata dei liberal europei: incriminava per corruzione i lor nemici politici. Cacciata via con ignominia dalla Romania, ha trovato rifugio sotto le generose ali dei liberal socialisti europei, che la hanno premiata con l’ambita carica e dalla quale si attendono una buona macelleria giudiziale.

«Il governo rumeno si è opposto con veemenza alla nomina di Kovesi e l’ambasciatore rumeno è stato incaricato di votare contro.»

È stato uno sfregio.

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Nel prossimo futuro porremo vedere come evolverà la situazione.

Oramai, tra poco più di un mese usciranno di scena Mr Juncker, Mr Tusk, e tutto il loro apparato. Ci sarà modo di vedere Mrs von der Leyen all’opera.

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Pe, sospese audizioni commissari Romania-Ungheria

“La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha sospeso le audizioni dei due candidati commissari di Romania e Ungheria, perché sono stati identificati conflitti di interesse”. La commissione ha invece dato il via libera alle audizioni di altri 24 commissari candidati. Lo scrive Jaume Duch, direttore generale della comunicazione e portavoce del Parlamento europeo su Twitter.

In una nota il parlamento europeo precisa che “per 24 commissari designati, la procedura JURI è terminata. Per 2 candidati, la procedura in JURI è stata sospesa per ora. Per questi casi, il presidente del Pe invierà una lettera al presidente della Commissione, dichiarando che è stato individuato un conflitto di interessi”. L’Eurocamera ricorda che “come indicato nell’allegato VII del regolamento: il via libera della Juri è una condizione preliminare per lo svolgimento di un’audizione”.

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Global Commission on Adaptation. Dateci 1.8 trilioni Usd e cambieremo il mondo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-13.

Da circa tre decenni si sta recitando un copione invariato.

“Dateci ora un sacco di soldi e noi cambieremo il mondo”.

Di noti l’asincronismo dei tempi. Vorrebbero i nostri soldi adesso, ma gli adempimenti saranno ascritti al tempo futuro.

Mai che un sostenitore del ‘clima’ sia venuto a dire che con i denari ricevuti aveva fatto qualcosa: sempre ed invariabilmente ‘faremo’.

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«Investing $1.8 trillion over the next decade – in measures to adapt to climate change – could produce net benefits worth more than $7 trillion»

«This is according to a global cost-benefit analysis setting out five adaptation strategies»

«The analysis was carried out by the Global Commission on Adaptation – a group of 34 leaders in politics, business and science»

«The commission, led by former UN Secretary-General Ban Ki-moon, World Bank chief executive Kristalina Georgieva and Microsoft co-founder Bill Gates, argues that it is an urgent moral obligation of richer countries to invest in adaptation measures that will benefit the world»

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La commissione assicura che investendo 1.8 trilioni Usd se ne avrebbe un ritorno di 7.0 trilioni Usd. Un guadagno netto del 350%, circa.

In un mondo ove vigono interessi negativi sia sui depositi sia sui titoli di stato, questo si prospetterebbe come l’affare epocale.

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Bbc. 2019-09-10. Climate change: ‘Invest $1.8 trillion to adapt’

Investing $1.8 trillion over the next decade – in measures to adapt to climate change – could produce net benefits worth more than $7 trillion.

This is according to a global cost-benefit analysis setting out five adaptation strategies.

The analysis was carried out by the Global Commission on Adaptation – a group of 34 leaders in politics, business and science.

They say the world urgently needs to be made more “climate change resilient”.

The commission, led by former UN Secretary-General Ban Ki-moon, World Bank chief executive Kristalina Georgieva and Microsoft co-founder Bill Gates, argues that it is an urgent moral obligation of richer countries to invest in adaptation measures that will benefit the world.

The report says those most affected by climate change “did least to cause the problem – making adaptation a human imperative”.

Its primary aim is to put climate change adaptation on to the political agenda around the world. And to do this, it sets out “concrete solutions” and an economic plan.

There are, it says, five things the world should invest in over the next decade:

– Warning systems: For the vulnerable island and coastal communities in particular, early warnings about storms, very high tides and other extreme weather can save lives. Better weather monitoring and a simple app for fishing communities in the Cook Islands, for example, allows them to plan according to the sea conditions

– Infrastructure: Building better roads, buildings and bridges to suit the changing climate. One project in New York City has set out to paint rooftops white – a heat-reflecting strategy to cool buildings and neighbourhoods

– Improving dry-land agriculture: Something as simple as helping farmers to switch to more drought-resistant varieties of coffee crop could protect livelihoods and prevent hunger

– Restoring and protecting mangroves: Underwater mangrove forests protect about 18 million people from coastal flooding, but they’re being wiped out by development. Restoration projects could protect vulnerable communities from storms and boost fisheries’ productivity

– Water: Protecting water supplies – and making sure that water’s not being wasted – will be vital in a changing climate

Each of these investments, the commission says, would contribute to what they call a “triple dividend”- avoiding future losses, generating positive economic gains through innovation, and delivering social and environmental benefits. It is that dividend that the report has valued at $7.1tn (£5.7tn).

Commenting on the report’s findings, Mr Ban said climate change “doesn’t respect borders”.

“It’s an international problem that can only be solved with co-operation and collaboration, across borders and worldwide. It is becoming increasingly clear that in many parts of the world, our climate has already changed and we need to adapt with it.”

The report calls for “revolutions” in understanding, planning and finance – to “ensure that climate impacts, risks and solutions are factored into decision-making at all levels”. Turning its recommendations into action will be the next endeavour; there will be a further announcement about adaptation plans at the UN Climate Summit in September.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo

Alan Kurdi. Il nuovo governo italiano nega l’ingresso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-10.

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«L’Italia dice no alla nave Alan Kurdi che da giorni si trova in acque internazionali con 5 giovani migranti a bordo»

«Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia Costiera italiana, nella tarda serata di ieri, come spiega la ong Sea Eye, ha negato alla Alan Kurdi il permesso di entrare, transitare e fermarsi in acque territoriali italiane»

«Il divieto, si legge nella comunicazione delle autorità italiane mostrata dalla ong, è in accordo al divieto d’ingresso firmato lo scorso 31 agosto dall’allora ministro Matteo Salvini, sulla base del decreto sicurezza bis.»

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È una prima piccola sbavatura al programma governativo.


Adnk. 2019-09-10. Italia dice no a ingresso Alan Kurdi

L’Italia dice no alla nave Alan Kurdi che da giorni si trova in acque internazionali con 5 giovani migranti a bordo, dopo le evacuazioni mediche dei giorni scorsi.

Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia Costiera italiana, nella tarda serata di ieri, come spiega la ong Sea Eye, ha negato alla Alan Kurdi il permesso di entrare, transitare e fermarsi in acque territoriali italiane.
Il capo missione della nave nei giorni scorsi aveva chiesto aiuto ai centri di coordinamento per il soccorso marittimo di Italia, Francia, Spagna e Portogallo per i cinque migranti, dei 13 salvati, ancora a bordo. La ong ha mostrato su Twitter la comunicazione delle autorità italiane in cui si cita il decreto sicurezza.

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Ansa. 2019-09-09. Migranti, Alan Kurdi: no dell’Italia alla richiesta d’ingresso

La Alan Kurdi non è autorizzata ad entrare in acque italiane. Questa, informa la ong tedesca Sea Eye, la risposta del Centro di coordinamento per il soccorso marittimo italiano alla richiesta di aiuto inviata dalla nave che si trova da nove giorni davanti a Malta con 5 migranti a bordo. Il divieto, si legge nella comunicazione delle autorità italiane mostrata dalla ong, è in accordo al divieto d’ingresso firmato lo scorso 31 agosto dall’allora ministro Matteo Salvini, sulla base del decreto sicurezza bis.

“Oggi l’Italia sfortunatamente è molto veloce quando si tratta di rifiutare aiuto per la Alan Kurdi”, commenta Sea Eye. La nave, dopo aver soccorso lo scorso 31 agosto 13 migranti in acque sar libiche, si era diretta verso Lampedusa e aveva chiesto il Pos (Place of safety, il porto sicuro) all’Italia. Era però arrivato il divieto firmato da Salvini e dai suoi colleghi Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli e quindi la nave aveva fatto rotta verso Malta. Ma anche in questo caso c’era stato il no allo sbarco. Otto migranti nei giorni scorsi sono stati comunque evacuati verso l’isola per emergenze sanitarie.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Spagna. Durissima reprimenda del Governo ad Open Arms.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-20.

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Durissima presa di posizione del Governo spagnolo contro la nave Open Arms, ossia i criminali che praticano la tratta.

Parla la vicepremier Carmen Calvo.

«La numero due del governo socialista di Pedro Sanchez si riferisce all’offerta fatta domenica alla Ong spagnola di dirigere la nave con i migranti a bordo da 18 giorni verso il porto di Algeciras. Di fronte al rifiuto, perché considerato troppo lontano (4-6 giorni di navigazione), il governo ha rilanciato con il porto più vicino di Mahon, a Minorca. Ma anche questa offerta è stata respinta»

«Gli abbiamo offerto ogni tipo di aiuto, cure mediche, cibo. Non capiamo la posizione di Open Arms. Capiamo che la situazione è critica per l’incertezza e la disperazione; però una volta che hanno un porto sicuro e i migranti sanno dove andare, chiunque capisce che non c’è alcun problema»

«Inoltre, sostiene ancora la vicepremier spagnola, Open Arms avrebbe potuto andare a Malta “e non ha voluto, si è diretta verso l’Italia”»

«La nave “non ha voluto andare a Malta – afferma la numero due del governo di Madrid -. La Spagna stava lavorando a questo, in colloqui con Malta, però hanno deciso di andare in Italia”, dopo la sentenza del Tar che ha permesso l’ingresso nelle acque italiane, ma non “chiariva se” i migranti potevano “essere sbarcati”»

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La situazione sembrerebbe essere evidente.

Open Arms si è diretta sull’Italia per le motivazioni politiche che accomunano i liberal europei, quelli tedeschi in testa, al fine di mettere in difficoltà il Governo italiano e, specialmente, il Ministro degli Interni, in un delicato momento di diatriba interna.

Non solo. Sono in corso le trattative per le nomine dei Commissari europei, ed è interesse dei liberal il cercare di tagliare le gambe di Mr Salvini.

In sintesi, ai criminali della Open Arms interessa tutto tranne che dei migranti clandestini illegali.


Adnk. 2019-08-19. Governo spagnolo contro Open Arms

Il governo spagnolo contro Open Arms. In un’intervista alla radio ‘Cadena Ser’, la vicepremier Carmen Calvo accusa: “Gli abbiamo offerto ogni tipo di aiuto, cure mediche, cibo. Non capiamo la posizione di Open Arms. Capiamo che la situazione è critica per l’incertezza e la disperazione; però una volta che hanno un porto sicuro e i migranti sanno dove andare, chiunque capisce che non c’è alcun problema”.

La numero due del governo socialista di Pedro Sanchez si riferisce all’offerta fatta domenica alla Ong spagnola di dirigere la nave con i migranti a bordo da 18 giorni verso il porto di Algeciras. Di fronte al rifiuto, perché considerato troppo lontano (4-6 giorni di navigazione), il governo ha rilanciato con il porto più vicino di Mahon, a Minorca. Ma anche questa offerta è stata respinta.

Inoltre, sostiene ancora la vicepremier spagnola, Open Arms avrebbe potuto andare a Malta “e non ha voluto, si è diretta verso l’Italia”. La nave “non ha voluto andare a Malta – afferma la numero due del governo di Madrid -. La Spagna stava lavorando a questo, in colloqui con Malta, però hanno deciso di andare in Italia”, dopo la sentenza del Tar che ha permesso l’ingresso nelle acque italiane, ma non “chiariva se” i migranti potevano “essere sbarcati”.

Il governo spagnolo ha smentito categoricamente “l’esistenza di qualsiasi presunto accordo con l’Italia, cui allude in maniera confusa la ong in un comunicato” sulla partenza della nave in direzione delle Baleari. Fonti della Moncloa citate dai media di Madrid hanno sottolineato che “l’unica cosa certa è che il governo ha offerto a Open Arms di dirigersi verso il porto spagnolo più vicino e che il governo italiano non sta rispettando la legge”.

COMMISSIONE UE – “Facciamo appello a tutte le parti, Stati membri e Ong, perché cooperino e contribuiscano a trovare una soluzione per permettere lo sbarco immediato delle persone che si trovano a bordo” ha detto una portavoce della Commissione europea, Natasha Berthaud, ricordando che si tratta di “un imperativo umanitario, che deve essere la prima priorità per tutti”.

LA PROPOSTA – Il capo missione di ‘Open Arms’, Riccardo Gatti, propone il trasferimento dei migranti fino in Spagna a bordo di un aereo. “Per dare dignità ai naufraghi, potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Abbiamo provato ad affittare un Boeing per 200 persone per portarli da Catania a Madrid e verrebbe 240 euro a passeggero”. E ricorda che un anno fa, “per la soluzione della vicenda Aquarius, si sono spesi 250mila euro per la nave della Guardia Costiera e dall’altra nave neanche si è saputo il costo”.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Lampedusa. Altro miracolo. Appena sbarcati i minorenni diventano maggiorenni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-18.

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«Hanno toccato la terraferma i 27 minori non accompagnati che hanno lasciato la Open Arms dopo 16 giorni in mare. È stato autorizzato ed è iniziato intorno alle 16,45 lo sbarco nel porto di Lampedusa: «Terminata evacuazione dei minori non accompagnati- scrive su Twitter l’Ong Open Arms -. Che poi sarebbero ragazzi di 16, 17 anni. Soli. Molte lacrime. Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti».»

«Il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter ha scritto: «Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni! Vedremo gli altri… Dopo i `malati immaginari´, ecco i `minorenni immaginari´! Mentre altri cedono, io non cambio idea».»

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Sono in molti a credere fermamente che la Open Arms possa eseguire miracoli: guarigioni istantanee appena i migranti clandestini toccano terra italiana, oppure, adesso, viaggio avanti nel tempo ed acquisito della maggiore età.

Corre voce che la Caritas, assieme alle altre ngo, voglia riconsacrare Santa Maria Maggiore alla Open Arms, ponendola come santa patrona delle interessenze che percepisce per i migranti illegali clandestini arrivati in suolo italiano.


Open Arms, sbarcati i 27 minori Salvini: «Autorizzo, mio malgrado»

Hanno toccato la terraferma i 27 minori non accompagnati che hanno lasciato la Open Arms dopo 16 giorni in mare. È stato autorizzato ed è iniziato intorno alle 16,45 lo sbarco nel porto di Lampedusa: «Terminata evacuazione dei minori non accompagnati- scrive su Twitter l’Ong Open Arms -. Che poi sarebbero ragazzi di 16, 17 anni. Soli. Molte lacrime. Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti». Ora a bordo restano 107 migranti. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter ha scritto: «Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni! Vedremo gli altri… Dopo i `malati immaginari´, ecco i `minorenni immaginari´! Mentre altri cedono, io non cambio idea».

La lettera di Conte

In mattinata l’equipaggio ha dichiarato «lo stato di necessità» non essendo più in grado di «garantire la sicurezza a bordo». Allo sblocco della vicenda, relativa ai minori, si è arrivati dopo che il presidente del Consiglio Conte ha scritto una seconda lettera (dopo quella di Ferragosto), al vicepremier Salvini: nella missiva, privata, il premier ha ribadito la «disponibilità» alla redistribuzione dei migranti da parte dell’Unione Europea e la necessità di mettere in sicurezza i soggetti più deboli, soprattutto i minori. «Lo sbarco dei presunti minori è una scelta di esclusiva responsabilità del premier», ha replicato Salvini, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale.

«Autorizzo mio malgrado»

Poi è lo stesso Salvini a rispondere a Conte: «Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della Open Arms» e «darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti». Una lettera formale che spiega la scelta voluta da Conte.

Open Arms sempre ferma

Il braccio di ferro, comunque, prosegue nonostante la disponibilità di 6 Paesi europei per la redistribuzione dei migranti, mentre la procura di Agrigento prosegue la sua inchiesta per sequestro di persona e violenza privata : i pm agrigentini hanno già acquisito dei documenti dalla Guardia costiera. Tra gli incartamenti che sono, adesso, al vaglio del procuratore aggiunto Salvatore Vella, anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive, chiedendo una risposta urgente, al ministero dell’Interno sostenendo che «non vi sono impedimenti di sorta» allo sbarco.

Polizia sentirà medico di Lampedusa

Per l’indagine la procura ha delegato la squadra mobile di Agrigento e la Guardia Costiera. Agenti e militari che a breve faranno un sopralluogo sulla nave. In più la procura ha disposto un’ispezione medica a bordo della Open Arms per accertare le condizioni igienico-sanitarie. Non solo, agenti di polizia si sono recati, ieri, nel poliambulatorio a Lampedusa per sentire il responsabile Francesco Cascio. Il medico però non si trova nell’isola, sarà ascoltato probabilmente a breve o al suo rientro a Lampedusa, la prossima settimana. Ieri Cascio (che è stato, in passato, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e deputato nazionale di Forza Italia) ha sostenuto che i 13 migranti fatti sbarcare per motivi di salute dalla Open Arms, erano in buone condizioni come refertato dal suo staff medico, salvo uno di loro che presentava una otite: Cascio ha aperto così un nuovo fronte di polemica in questo caso con i medici del Cisom che hanno certificato «l’emergenza medica» a bordo. «Se c’è qualcuno che pensa che io possa fare falsificare un referto o è un cretino o è in malafede», ha commentato il medico di Lampedusa.

Continua il braccio di ferro

Intanto è questo il 16esimo giorno di stallo per la nave dell’Ong spagnola. «Un porto sicuro subito», chiedono dall’organizzazione non governativa: «Il mondo è testimone di quello che hanno dovuto sopportare le 134 persone che attendono di scendere sul ponte della Open Arms. Solo la mancanza di volontà dei politici che hanno il potere di decidere li separa da un porto sicuro», scrive su Twitter l’Ong. «In 16 giorni sareste già tranquillamente arrivati a casa vostra in Spagna», replica Matteo Salvini ritenendo quella delle ong «una battaglia politica giocata sulla pelle degli immigrati». Il capo del Viminale, infatti, non molla. E se l’inchiesta (al momento a carico di ignoti) ricorda il caso Diciotti che ha portato il Tribunale dei ministri a chiedere l’autorizzazione a procedere al Senato per il ministro dell’Interno (sempre per sequestro di persona), autorizzazione poi negata da Palazzo Madama, Matteo Salvini prosegue per la sua strada: «La procura indaga per sequestro di persona. Per difendere l’Italia e gli Italiani io non mollo!», scrive il ministro leghista. Intanto il sindaco di Lampedusa invita a sbloccare la vicenda. «Se fossi io il comandante della nave non esiterei a entrare in porto», ha dichiarato il primo cittadino dell’isola, Salvatore Martello.

L’attesa della Ocean Viking

Mentre si cerca una soluzione per i 134 migranti dell’Open Arms, si fa sempre più vicina una potenziale nuova emergenza. In attesa tra le isole Pelagie e Malata c’è l’altra nave, la Ocean Viking, che a bordo di migranti ne ha ben 365, 103 dei quali sono minori (il più piccolo ha un anno). Il 9 agosto hanno soccorso il primo barcone nel Mediterraneo. Ne sono seguiti altri due. La nave si trova in acque internazionali ma non in prossimità di Lampedusa: l’imbarcazione, infatti, staziona in un tratto di mare tra Malta, Linosa (l’altra isola delle Pelagie a nord rispetto a Lampedusa) e la costa sud della Sicilia. La nave delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere è più grande della Open Arms ma la situazione a bordo, con 365 migranti, rischia di precipitare nelle prossime ore.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Senza categoria

Open Arms. I ‘malati’ visitati quindi dal medico stavano benissimo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

Miracolo 001

«I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo.»

«l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente»

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«Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3″»

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Guarigioni miracolose a Lampedusa!

Tutti i riferiti malati fatti sbarcare con somma urgenza dalla Open Arms stavano benissimo, e son stati subito dimessi dal poliambulatorio di Lampedusa.

La donna con riferita ‘emorragia vaginale’ aveva 11.2 di emoglobina …..


Adnk. 2019-08-16. Viminale-Tar, scintille su Open Arms

Scontro sulla Open Arms. Il Viminale ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di impugnare la decisione del Tar a proposito del divieto di ingresso in acque territoriali. Lo riferiscono fonti del Viminale. “Peraltro nessun Paese europeo – sottolineano le stesse fonti – ha avanzato passi formali in direzione dell’accoglienza degli immigrati a bordo, mentre l’Italia sta ancora aspettando che altri Stati mantengano la parola data e prendano in carico quanti promesso in passato”.

Secondo quanto ha annunciato una portavoce della Commissione europea, “sei Paesi membri sono pronti a dimostrare solidarietà e a partecipare alla redistribuzione” ha detto Vanessa Mock. Che ha ricordato come “la scorsa settimana la Commissione europea è stata impegnata in contatti intensi e siamo grati per la cooperazione” da parte di Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna. L’esecutivo di Bruxelles, ha sottolineato, “è pronto a fornire coordinamento e supporto operativo sul terreno non appena ci sarà richiesto e vuole che si trovi una soluzione per lo sbarco delle persone”.

LA UE – Mock ha ribadito che “la situazione delle persone bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile” e ha rinnovato l’appello della Commissione ai Paesi membri perché si trovino “con urgenza soluzioni sostenibili e prevedibili” per permettere il rapido sbarco dei migranti in modo che ricevano le cure di cui hanno bisogno. “Questa – ha sottolineato – non è responsabilità di uno o due Stati membri, ma dell’intera Europa”.

Per il fondatore della Ong Proactiva, “l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente” ha denunciato Oscar Camps, parlando di “reclusione forzata” dei migranti a bordo. “Peggio dei delinquenti – ha scritto su Twitter – questa reclusione forzata viola le regole minime per il trattamento dei detenuti adottate dal primo Congresso delle Nazioni Unite sul trattamento dei criminali”.

IL FASCICOLO – Intanto, da quanto si apprende, l’inchiesta per sequestro di persona aperta dalla Procura di Agrigento è a carico di ignoti: è un atto dovuto dopo i due esposti presentati dai legali della nave della Ong spagnola e dai giuristi democratici. I legali hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti di ufficio.

Nell’esposto presentato dai giuristi democratici viene contestata la condotta del prefetto di Agrigento Dario Caputo: in particolare i giuristi parlano di un “mancato rispetto dell’ordinanza del Tar del Lazio” sulla gestione dello sbarco dei migranti. L’altra denuncia è stata presentata dalla Ong “per ribadire – come spiegano all’AdnKronos – quanto già chiesto lo scorso 10 agosto, considerando il peggioramento delle condizioni sulla nave”. Secondo i legali della Open Arms non sarebbe stato dato seguito all’ordinanza del Tar del Lazio che ha consentito alla nave di entrare nelle acque territoriali per consentire il soccorso immediato delle persone bisognose. Nei giorni scorsi la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aveva aperto un primo fascicolo sulla vicenda, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di ignoti, e uno per abuso d’ufficio. Il fascicolo è stato inviato alla Procura di Roma per competenza.

LA DENUNCIA – I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo. Bisogna agire nelle prossime ore – dicono Camps e Strada -. Chiediamo che sia immediatamente autorizzato lo sbarco a Lampedusa prima che si aggiungano altre tragedie a quelle già vissute”.

EUROPARLAMENTO – Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: “La mia segreteria è̀ entrata in contatto con il comandante della missione Open Arms che ci ha descritto condizioni al limite del sopportabile. La situazione è diventata drammatica”. Sassoli ha ricordato che “gli immigrati sono bloccati sulla nave da 14 giorni a 1 km dal porto di Lampedusa, cedendo ad atti di autolesionismo e perdendo la percezione della realtà. Le condizioni igieniche a bordo sono ormai precarie ed è̀ necessario consentire immediatamente lo sbarco. Auspico – ha concluso – che le autorità̀ italiane capiscano la gravità̀ e l’urgenza umanitaria a bordo della nave, consentendo loro di entrare in porto oggi stesso”.

Via social Open Arms ribadisce tutta la drammaticità della situazione: “Giorno 15. Viviamo a bordo un’agonia insopportabile. 6 evacuazioni di emergenza in 2 settimane di calvario. Terra in vista e nessuna soluzione. I diritti delle 134 persone vengono calpestati ogni minuto di più. Se la politica europea non sa trovare soluzioni, chi deve farlo?”. Nella tarda serata di giovedì sono state evacuate per motivi medici 9 persone, poi accompagnate a Lampedusa. E all’alba, sempre per motivi medici, altre tre persone sono state fatte scendere, come annunciato dalla stessa Ong su Twitter: “Evacuazione urgente di 3 persone e un accompagnatore per complicazioni mediche che richiedono cure specializzate. Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L’umanità lo impone”. Si tratta di tre maghrebini. Tra le persone evacuate c’è anche un uomo con i piedi perforati da ferite di arma da fuoco. L’uomo è stato trasferito presso la Guardia Medica di Lampedusa per le cure del caso. Un altro migrante era a rischio setticemia.

IL MEDICO – Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3”.

LE POLEMICHE – E ancora: “Queste polemiche sui referti medici dei migranti visitati al Poliambulatorio sono davvero fuori luogo. Un referto non può essere fazioso. Siamo medici e sono atti ufficiali. Non capisco davvero queste polemiche” ha poi detto all’AdnKronos Cascio, commentando i dubbi sollevati da più parti dopo le visite seguite sui 13 migranti evacuati dalla Open Arms. “Stavano bene – ha ribadito – solo una ragazza aveva una otite e verrà visitata lunedì dall’otorino che aspettiamo. Gli altri sono stati dimessi perché stanno bene”.

A Cascio era stata anche segnalata la presenza di 20 migranti affetti da scabbia “ma tra i 13 migranti visitati non c’erano vasi di scabbia”, come ha spiegato. “Il referto non è stato firmato da me ma dai medici del Poliambulatorio”. Fino a poco tempo fa Cascio faceva politica a tempo pieno, prima da deputato nazionale di Forza Italia, poi da Presidente dell’Ars. “Io faccio il medico, forse qualcuno pensa che non potrei farlo dal momento che ho fatto politica?”.

GARANTE DETENUTI – Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Maura Palma, segue con “preoccupazione” gli sviluppi della situazione delle persone a bordo della nave Open Arms. Il Garante, dopo una lunga e cordiale interlocuzione telefonica con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al ministro dell’Interno che aveva dato notizia di un decreto di divieto di sbarco e ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e trasporti, oltre che allo stesso presidente del Consiglio.

Nella lettera il Garante esprime “forte preoccupazione” per la perdurante situazione di privazione de facto della libertà delle persone a bordo della nave e per l’impatto che tale situazione ha sui diritti fondamentali delle persone soccorse, sul loro precario equilibrio psico-fisico, certificato anche da una équipe medica di ‘Emergency’, sul concretizzarsi di una condizione di ‘trattamento inumano o degradante’, vietato in modo inderogabile dall’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Germania. Trenta persone bloccano i treni VW carichi di macchine.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-15__VolkWagen 001

«A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change»

«Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge»

«Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released»

«One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”»

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Una cosa sono le parole ed un’altra sono i fatti.

Una cosa è gridare a gran voce ‘democrazia‘ ed un’altra, totalmente differente, è metterla in pratica.

Se è sequenziale al concetto che in democrazia viga il diritto alla libera parola, ad esprimere il proprio punto di vista, dovrebbe essere altrettanto sequenziale che ciò fosse fatto nel rispetto della esistenza e della libertà altrui.

Quando in una nazione che si definirebbe ‘democratica‘ si permette che una trentina di persone blocchino per molto tempo una linea ferroviaria e, con essa, il traffico merci di un’azienda produttrice, alla libertà è subentrato l’arbitrio.

Comanda non la maggioranza ma chi vuole prevaricare.

I dimostranti ritengono, sia pure implicitamente, di essere i depositari di una verità assoluta e globale, donde trarrebbero la giustificazione ad imporre con la forza le idee che sostengono. Si attua de facto la dittatura di una minoranza organizzata e motivata, spesso stipendiata. Questo è il primo passo verso la dittatura politica. Questo è stato un punto di passaggio della presa del potere da parte del partito nazionalsocialista.

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Nelle democrazie occidentali il Cittadino vale quando come Elettore si sceglie i suoi governanti. Le elezioni sono il cuore centrale della democrazia.

Poi, gli eletti si daranno da fare per fare approvare in parlamento delle leggi.

Se alla maggioranza compete il governo, alla minoranza compete l’adeguarsi alla volontà della maggioranza: se questo fondamentale equilibrio venisse a meno, la democrazia crollerebbe.

È il parlamento, non la piazza. il posto ove si concretizza l’azione politica.

Sono democratici questi dimostranti? Bene. A giorni in Germania si andrà a votare in tre Länder e constateremo il risultato delle urne.


Deutsche Welle. 2019-08-14. German climate protesters block train carrying Volkswagen cars

Dozens of climate protesters tied themselves to a train track in front of a freight train to protest the German government’s ‘failed climate policy.’.

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A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change.

Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge.

About 15 officers responded to the incident, but initially saw no reason to take immediate measures against the activists.

According to German rail company Deutsche Bahn, as the train was on a feeder track leaving the VW factory in Wolfsburg, other rail traffic in the area was not affected by the blockade. 

Calls for a ‘transport revolution’

A police spokesperson said the blockade was cleared in the evening and protesters who had abseiled from the bridge were collected by a police boat waiting in the canal below. Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released.

According to the German press agency dpa, the activists said they were trying to delay the production process. VW said that the protest action had no effect on the production and distribution of vehicles.

One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”

According to AFP, a handful of activists connected to the rail blockade were spending the night in a metal globe in the entrance hall of VW’s headquarters. They planned to end their protest on Wednesday with a press conference.

In a statement, VW said that climate protection and sustainability were among the company’s top priorities and that it regularly invited environmental organizations for discussions on sustainable mobility.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Open Arms. Salvini blocca nuovamente lo sbarco.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.

2019-08-15__Viminale__001

Se nel 2017 il numero di migranti illegali clandestini arrivati in Italia era 97,313, tale numero è sceso a 10,277 nel 2018 e nel 2019, primo semestre, si aggira attorno alle 4,289 unità, secondo i dati forniti dal Viminale.

Dei 4,289 arrivi, nessun migrante clandestini veniva da territori di guerra o di imminente pericolo.

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Sulle vicende della nave negriera Open Arms abbiamo già riportato notizie.

TAR Lazio. Un’altra sentenza politica. I magistrati credono di essere onnipotenti.

«Il nuovo divieto di ingresso per Open Arms nelle acque territoriali italiane, deciso dal Viminale dopo che il Tar del Lazio ha sospeso il precedente stop, riporta solo la firma del ministro Matteo Salvini a non quella della ministra della Difesa Elisabetta Trenta e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli»

«La mancata firma dei due ministri M5S ha di fatto reso inefficace il secondo divieto di ingresso perchè, in base a quanto prevede il decreto sicurezza bis, il provvedimento deve essere adottato dal responsabile del Viminale “di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, è data notizia al Presidente del Consiglio dei ministri”.»

«Diverso è il permesso di sbarcare, negato allo stato a Open Arms, che tecnicamente è concesso dalla Prefettura, dunque dal Viminale, che poi deve predisporre l’accoglienza»

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Il problema è politico.

Alcuni stati dell’Unione Europea patrocinano con moventi politici la tratta clandestina degli immigrati illegali avendo per preciso obiettivo quello di traghettarli in Italia al fine di destabilizzare la situazione nazionale.

Al momento il Ministro Salvini può concretamente cercare di ostacolare migrazione e sbarco, ma è evidente come senza un’azione politica dei confronti di Francia, Germania e relativi supporter il tutto si risolva in una fatica di Sisifo.

Uno spiraglio potrebbe aprirsi la sera del 1°settembre, quando Frau Merkel dovrà constatare la débâcle elettorale in Brandenburg, ove AfD dovrebbe diventare il primo partito, ed in Sachsen, ove la Cdu dovrebbe perdere almeno quindici punti percentuali.

Un eventuale crollo di Frau Merkel toglierebbe l’appoggio politico dato a queste organizzazioni criminali.

Per quanto riguarda invece la situazione della Open Arms, al momento è di stallo.


Ansa. 2019-08-15. Lo stallo Open Arms, cosa succede ora?

Il nuovo divieto di ingresso per Open Arms nelle acque territoriali italiane, deciso dal Viminale dopo che il Tar del Lazio ha sospeso il precedente stop, riporta solo la firma del ministro Matteo Salvini a non quella della ministra della Difesa Elisabetta Trenta e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. La mancata firma dei due ministri M5S ha di fatto reso inefficace il secondo divieto di ingresso perchè, in base a quanto prevede il decreto sicurezza bis, il provvedimento deve essere adottato dal responsabile del Viminale “di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, è data notizia al Presidente del Consiglio dei ministri”.

Diverso è il permesso di sbarcare, negato allo stato a Open Arms, che tecnicamente è concesso dalla Prefettura, dunque dal Viminale, che poi deve predisporre l’accoglienza. Dunque ora la Open Arms si trova in acque italiane, davanti Lampedusa. “al riparo non abbiamo il permesso di entrare in porto” fanno sapere dalla ong spagnola. Contro la decisione monocratica del Tar del Lazio di sospendere il divieto di ingresso nelle acque italiane per la Open Arms, perchè si ravvisa “una situazione di eccezionale gravità e urgenza” nonchè “un vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso”, il ministro Salvini ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Giustizia, Senza categoria

TAR Lazio. Un’altra sentenza politica. I magistrati credono di essere onnipotenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.


201908-14__Tar__001

Il Tribunale del Tar Lazio, nella persona del Presidente Leonardo Pasanisi, si è arrogato il diritto di bloccare una direttiva governativa emettendo una sentenza di carattere squisitamente politico, N. 054791/219 REG. PROV. CAU. N.10780/2019 REG. RJC

«…. DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 10780 del 2019, proposto da Foundacion Proa (Pro – Activa Open Arma), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Arturo Salemi, Mario Antonio Angelelli, Maria Rosaria Damizia, Giuseppe Niooletti, Gaetano Mario Pasqualino, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, Ministero della Difsa, in persona del Ministro pro tempore, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro tempore non costituiti in giudizio; ….»

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Il giudice ha sentito la parte ricorrente, i medical report, la relazione psicologica e la dichiarazione del capo missioni. Con il vivo senso della giustizia che contraddistingue i giudici liberal non ha sentito le argomentazioni di controparte.

Tanto la sentenza era già stata decisa: il giudice Pasanisi doveva solo firmarla.

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I recenti fatti del Consiglio Superiore della Magistratura, ove le cariche erano messe in vendita ma concesse solo a persone politicamente vicine. ci danno un significativo quadretto della magistratura italiana, forse la più politicizzata del mondo. Nemmeno ai tempi di Stalin si vedevano cose del genere.

La divisione dei poteri è invocata solo a preservazione dei loro privilegi politici: i magistrati sono politici e politici di parte.

Questa è un’altra sentenza politica.

Se è vero che nel 1943 si era impotenti contro lo strapotere dei nazionalsocialisti e dei fascisti, sarebbe anche vero ricordare come questi furono trattati dopo che gli alleati ci liberarono.

Quanti magistrati dell’epoca finirono con le scarpe al sole!

Beh: occorre avere ancora un po’ di pazienza.


Su Open Arms braccio di ferro tra Salvini e il Tar. Navi marina scortano nave Ong in acque italiane

Braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Tar del Lazio sull’ingresso nelle acque italiane di Open Arms.

Il Tar ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. E’ quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. “Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”. E’ quanto rileva il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.

Il Viminale invece contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini inoltre, si apprende, è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.

Intanto, due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 miniori che si trovano in mare da 13 giorni.

In serata Salvini rincara la dose: “Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. Se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità”. La Open Arms, “nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque”.