Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Giustizia

Brasile. Il problema della corruzione, vera o presunta, è mondiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-26.

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Quanto sta accadendo in Brasile potrebbe essere maieutico a livello generale.

Il Brasile ha avuto un lungo periodo di crescita economica tumultuosa. Nel 1991 il pil raggiungeva i 500 miliardi Usd all’anno, e nel 2011 era arrivato a 2,616.2 miliardi: si era quintuplicato.

Se da un punto di vista tecnico una pausa di assestamento e riflessione era logica, essa è coincisa con una severa crisi politica. Era ovvio desiderio di tutti il poter godere della nuova ricchezza.

Il pil procapite era salito a 11,796.27 Usd l’anno: ma questo è un valor medio. Come solitamente avviene nei periodi di crescita tumultuosa, accanto a ricchezze di notevole entità continuavano a persistere sacche di altrettanto notevole povertà, per non dire francamente miseria.

Questa è la situazione tipica nella quale attecchiscono i partiti politici che proclamano l’intollerabilità di codesta situazione e promettono un riequilibrio forzoso della distribuzione della ricchezza prodotta.

Andarono al potere i socialisti di Lula e, quindi, della Rousseff.

In quel mentre, il mondo era scosso da una crisi globale di severa portata, fatto questo che ha concorso a destabilizzare il sistema economico brasiliano.

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Il problema della corruzione è vecchio quanto è vecchio il mondo.

Per essere chiari, è un problema non risolvibile.

Ci si dovrebbe accontentare di contenerla entro limiti accettabili e, soprattutto, di non utilizzarla come arma impropria.

Cerchiamo di chiarirci alcuni punti, opinabili, ma chiari.

In primo luogo, è destituito di sano buon senso che un governante che gestisca budget di centinaia, e spesso migliaia, di miliardi possa accontentarsi di stipendi ridicolmente bassi: qualche centinaia di migliaia di euro. Nella finanza e nell’industria persone che gestiscano cifre del genere percepiscono emolumenti di decine di milioni, oltre i benefit. È del tutto naturale che in tale situazione il governante rubi a man bassa: lui ed il suo entourage.

In secondo luogo, da un punto di vista globale è irrilevante il latrocinio e l’arricchimento indebito del governante e dei suoi sodali. In termini percentuali, per tanto che si appropri indebitamente, sarà pur sempre una quota trascurabile. È ben peggio, perché percepita da tutti come pericolo incombente, una corruzione quantitativamente molto inferiore e financo modesta, ma esercitata da tutti i punti di potere, anche gli infimi. L’uomo della strada si sente più vessato dal vigile urbano che gli commina multe ingiuste se non gli si allungano cinquanta euro di mancia, dall’agente di fisco che lo perseguita fino a tanto che non riceve la fatidica busta, dal burocrate che nega un permesso dovuto fino a tanto che non si senta gratificato a livello personale. Sono quasi invariabilmente la piccola corruzione periferica, così come la microcriminalità, a far definire “corrotto” un sistema”.

In terzo luogo, se è naturale che i giudici siano di per sé stessi corrotti servi del potere, la corruzione diventa percepibile quando la faziosità politica scende dai livelli massimi a quelli infimi. Dal giudizio emesso per una causa condominiale e, soprattutto, in quelle relative al piccolo contenzioso fiscale. Velocità e risultati dei procedimenti intentati contro la pubblica autorità sono sensibilissima cartina di tornasole di quanto diffusa sia la corruzione.

In quarto luogo, si diffidi, ed anche molto profondamente, quando un sistema giudiziario rimuove dai suoi ordinamenti il segreto istruttorio, ovvero non lo applica: quello stato è de facto sotto un regime dittatoriale.

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Nei momenti di instabilità politica, la accusa di corruzione è arma micidiale sotto la condizione di disporre di adeguate casse di risonanza, quali i media.

Inventata ed usata con magistrale maestria dai giacobini di infelice memoria, l’accusa di corruzione transita immediatamente da ipotesi di indagini a qualcosa di financo peggio di sentenza cassata.

Nodo cardine è la rimozione del segreto istruttorio. Se infatti in un sistema sociale e politico ragionevolmente sano è del tutto logico che i magistrati indaghino su chi abbia il potere, anche se quasi di norma indagano sui nemici politici ed economici  del potere stesso, è altrettanto vero che molto spesso tali indagini esitano in un nulla di fatto.

In carenza del segreto istruttorio, l’avviso di reato diventa un’arma più potente di una pistolettata nel cranio.

Francia. Dominique Strauss-Kahn e François Fillon. Vite parallele.

«La riabilitazione post mortem o brevemente riabilitazione (in russo: реабилитация?, traslitterato in inglese come reabilitatsiya o, accademicamente, reso come reabilitacija) è una dichiarazione ufficiale o un provvedimento dell’autorità giudiziaria con cui si riconosce l’innocenza di una persona deceduta, ingiustamente condannata, reintegrandone l’onorabilità.» [Fonte]

Un caso paramount fu quello di Michajl Tuchačevskij, maresciallo, capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, fucilato nel 1937, e riabilitato trenta anni dopo. Meglio tardi che mai, sia chiaro, ma tanto Tuchačevskij era stato assassinato legalmente.

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Adesso in Brasile c’è un gran chaos politico.

Senza stabilità politica non è possibile un sia pur minimo progresso economico.

Si colgano pure le occasioni propizie: bruschi cali delle quotazioni indotte da istanze politiche possono essere utilmente impiegati e sfruttati. Ma si rimanga nei limiti del ragionevole.


Sole 24 Ore. 2017-05-19. Brasile, scandalo tangenti sul presidente: crollano Borsa e real

Scossone politico nella notte in Brasile, con conseguenze immediate sui mercati finanziari del Paese. Due imprenditori hanno consegnato alla giustizia delle registrazioni secondo le quali lo scorso marzo il presidente Michel Temer autorizzò il pagamento di mazzette all’ex presidente dei deputati, Eduardo Cunha. Lo afferma il quotidian O Globo, ricordando che l’obiettivo di Temer era quello di comprare il silenzio di Cunha, suo ex alleato politico in carcere, per evitare eventuali delazioni contro la presidenza nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”. Cunha lo scorso marzo è stato condannato a 15 anni di carcere nell’ambito di un’inchiesta che vede al centro la compagnia di Stato perolifera Petrobras, accusata di aver incassato tangenti in cambio di appalti. È lui l’uomo che ha guidato il processo di impeachment che esattamente un anno fa ha portato alla destituzione dell’ex presidente Dilma Rousseff per presunte irregolarità contabili nel bilancio federale.

In serata il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha aperto un’inchiesta per presunta ostruzione della giustizia contro il presidente. Lo ha annunciato la stessa alta corte.

Crollano Borsa e real

Gli effetti sui mercati, intanto, non si sono fatti attendere. La Borsa di San Paolo è precipitata. Le contrattazioni sono state sospese dopo che l’indice Bovespa dei principali titoli è crollato del 10%. Gli investitori, i quali temono una nuova paralisi politica del paese che freni la ripresa in corso dopo mesi di recessione, hanno punito tutti i titoli fra cui Petrobras (-20%) e Banco do Brasil (-23%). Male anche il real, la moneta nazionale, crollata del 5% sul dollaro e di oltre il 7% sull’euro.

Tramite il proprio ufficio, Temer ha smentito le accuse, precisando «di non aver mai sollecitato il silenzio dell’ex deputato Cunha». Il presidente, viene sottolineato, «non ha autorizzato alcuna iniziativa per evitare la delazione». Intanto però il Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano ha sospeso oggi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale Aecio Neves e la Procura Generale ha chiesto all’alta corte di ordinare il suo arresto, sempre nel quadro dell’inchiesta sul pagamento di tangenti. I due imprenditori che hanno chiamato in causa Temer sono Joesley e Wesley Batista, proprietari di uno dei gruppi coinvolti nello scandalo della carne avariata brasiliana di qualche mese fa. Entrambi, ricordano i media, hanno concordato con la procura un accordo, ancora non in vigore, per rivelare i tentativi di Temer di limitare le inchieste anti-corruzione.

Alessandro Moron, del partito di opposizione Rete per la sostenibilità guidato da Marina Silva, ha chiesto l’impeachment del capo dello Stato. Da parte loro, i senatori del partito dei lavoratori fondato dall’ ex presidente Lula si sono riuniti nella notte per pronunciarsi sul caso.

Michel Temer non ha intenzione di dimettersi: lo ha riferito lo stesso presidente . «Sto vivendo il peggior momento della mia vita» ha dichiarato Temer ai suoi collaboratori, riferisce la stampa brasiliana, precisando che il presidente ritiene di essere stato vittima di una “cospirazione” da parte dei proprietari del gruppo JBS, Joesley e Wesley Batista, i quali lo hanno registrato nel momento in cui autorizzava il pagamento al quale i due imprenditori si sono riferiti.

Temer ha in programma per oggi colloqui con una ventina di politici, secondo l’agenda resa nota dal suo ufficio stampa. E d’altra parte intende chiedere alla Corte Suprema il testo completo reso dai Batista nella loro «delazione premiata» (collaborazione con i magistrati in cambio di uno sconto di pena, ndr).

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Rivolta contro Soros. Tribunale. Greenpeace è organizzazione criminale a fini estorsivi.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-25.

Rainbow Warrior III Construction

Greenpeace.

«Greenpeace è un’organizzazione globale indipendente che sviluppa campagne e agisce per cambiare opinioni e comportamenti, per proteggere e preservare l’ambiente e per promuovere la pace. Come?

Favorendo una rivoluzione energetica che aiuti ad affrontare il principale pericolo per il nostro pianeta: i cambiamenti climatici;

Difendendo i nostri oceani, sfidando la pesca eccessiva e distruttiva e creando una rete globale di riserve marine;

Proteggendo le ultime foreste primarie del mondo e gli animali, le piante, le popolazioni che da esse dipendono;  

Lavorando per il disarmo e la pace, affrontando le cause dei conflitti e chiedendo l’eliminazione di tutte le armi nucleari;

Creando un futuro libero da sostanze tossiche grazie ad alternative più sicure dei composti chimici oggi presenti nei prodotti;

Promuovendo l’agricoltura sostenibile, rifiutando gli organismi geneticamente modificati, proteggendo la biodiversità, incoraggiando pratiche agricole responsabili.»

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«In Canada Greenpeace è imputata in tribunale per diffamazione»

Ha deliberatamente ed artatamente diffuso a scopo di lucro notizie false e calunniose sul conto della società Resolute Forest Products, spacciandole per “verità scientifiche“.

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È interessante sapere cosa abbia detto Greepeace in giudizio, davanti alla Corte Giudicante.

«Meanwhile, a decision is pending on the fate of a related $300-million lawsuit Resolute filed in the United States against Greenpeace based on laws aimed at combating organized crime. The suit alleges the eco-group has indulged in a “criminal scheme” against Resolute»

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«Greenpeace admits its attacks on forest products giant were ‘non-verifiable statements of subjective opinion’»

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«Greenpeace, after repeated attacks against Canada’s biggest forest products company for “destroying,” Canada’s boreal forests, now says that it was merely stating an opinion about the logging activity, not a fact»

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«But now Greenpeace says it never intended people to take its words about Resolute’s logging practices as literal truth.»

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«The “Forest Destroyer” statement cannot be proven true or false, it is merely an opinion.»

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«Greenpeace adds that its attacks on Resolute “are without question non-verifiable statements of subjective opinion and at most non-actionable rhetorical hyperbole.”»

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«È triste che tutte le accuse di Greenpeace siano contro persone che non possono difendersi contro le organizzazioni che ricattano i clienti per raccogliere fondi»

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Greenpeace admits its attacks on forest products giant were ‘non-verifiable statements of subjective opinion’

Kevin Libin: Environmentalists admit you shouldn’t believe what they say — but they want your money anyway

Russia’s War Against Greenpeace: When Local Resistance Turns Violent

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Ricapitoliamo.

Una volta davanti a dei Giudici, Greenpeace ammette IN tRIBUNALE:

– che quanto asserisce sono opinioni, “non-verifiable statements“: in parole povere, nulla di scientificamente dimostrato, scientificamente inconsistenti, bufale, per parlare come si mangia.

– “it was merely stating an opinion about the logging activity, not a fact”: una opinione non suffragata da nessun fatto oggettivo. E loro si  sciacquavano la bocca di essere i depositari della verità scientifica”

– “non-verifiable statements of subjective opinion and at most non-actionable rhetorical hyperbole.”. Ossia esagerazioni iperboliche partorite da menti patologicamente oniriche. Non solo bugie e menzogne, ma anche del tutto inverosimili, credibili solo da parte di corrotti od imbecilli.

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Benissimo.

Ora sappiamo cosa è Greenpeace e quali bubbole siano le sue idee.

Ma non basta.

«organizzazioni che ricattano i clienti per raccogliere fondi»

Chi paga il pizzo non è importunato, chi non paga la tangente è massacrato, coperto di fanghiglia.

Greenpeace è un’organizzazione criminale a delinquere.

E, tanto per parlare politicamente corretto, chiunque la sostenga se ne fa complice.

Domandiamoci:

“Sei una persona onesta oppure sostieni Greenpeace e le sue opinioni?”

Nota.

Indovinate chi patrocina Greenpeace.


Il Foglio. 2017-05-17. Greenpeace imputata per diffamazione. E oltre alla multa rischia la beffa

In Canada Greenpeace è imputata in tribunale per diffamazione. A citarla in giudizio è la multinazionale Resolute Forest Products: se vincesse otterrebbe la chiusura della storica associazione ambientalista, a cui ha chiesto 220 milioni di dollari di risarcimento.

La questione riguarda le attività dell’azienda nella foresta boreale nel nord del Canada, dove Resolute, che è la più importante cartiera canadese, taglia gli alberi per produrre carta. L’azienda di Montreal, secondo Greenpeace, violerebbe però i diritti delle popolazioni indigene della foresta boreale e minaccerebbe le specie animali incidendo con la deforestazione sul loro habitat. Anni di campagne e di denuncia sono valsi all’associazione ambientalista la causa che oggi si trova a fronteggiare, con l’accusa di aver diffuso informazioni false che penalizzano l’immagine di Resolute sulla base di una legge originariamente pensata per combattere il crimine organizzato, la Racketeer Influenced and Corrupt Organization Act (Rico). Nella denuncia depositata presso la Corte distrettuale della Georgia del Sud si legge – tra le altre cose – che Greenpeace “è una frode globale”, che il suo primo obiettivo “è raccogliere fondi e non salvare l’ambiente” e che le donazioni sono richieste con modi “allarmisti” ed “emozionali”.

Ma l’aspetto emblematico della storia non è tanto quello giudiziario, quanto quello della comunicazione. I due fronti infatti non si sfidano solo davanti ai giudici ma anche davanti all’opinione pubblica: entrambi hanno gli strumenti per condurre importanti campagne di marketing e sono due giganti nei loro rispettivi contesti. Da una parte Greenpeace, che ha pubblicato un rapporto interattivo sul suo sito con tutti i riferimenti storici e ambientali e ha lanciato un video in cui spiega la vicenda. Ma, dopo anni di campagne aggressive sembra però aver calmato i toni. Dall’altro la multinazionale, che rilanciando uno spigliato orgoglio industriale ha affidato a un blog una serie di interventi per ricostruire la storia dal suo punto di vista, usando invece il linguaggio aggressivo fin ora adottata dall’associazione.

Resolute ha spiegato che, con i suoi metodi aggressivi di marketing, Greenpeace diffama e calunnia le imprese, spesso incapaci di difendersi e costrette a subire le ingiurie. Per dimostrare di operare nel rispetto dell’ambiente, ha postato una serie di riferimenti alle leggi forestali del Canada e ai metodi ambientali usati per ripiantare gli alberi, rigenerare la foresta e tutelare l’habitat.

 “C’è differenza tra la libertà di parola e la diffamazione” sostiene la Resolute, secondo cui le frasi retoriche e le opinioni espresse da Greenpeace durante le sue campagne non sono giustificabili come semplici slogan pubblicitari. Perciò oggi l’associazione dovrà rispondere delle parole pronunciate, che hanno “impattato sulla vita delle persone, di chi ha perso il lavoro e vissuto le ripercussioni socio economiche” di quella “disinformazione”, ha detto Seth Kursman, capo della comunicazione e della sostenibilità di Resolute.


Financial Post. 2017-03-06. Greenpeace admits its attacks on forest products giant were ‘non-verifiable statements of subjective opinion’

Greenpeace, after repeated attacks against Canada’s biggest forest products company for “destroying,” Canada’s boreal forests, now says that it was merely stating an opinion about the logging activity, not a fact.

After years of weathering attacks on its forestry practices, Montreal-based Resolute Forest Products Inc. last year sued Greenpeace in United States District Court in Georgia under racketeering statutes, alleging that Greenpeace’s repeated attacks on Resolute, to raise money for Greenpeace, amount to criminal activity.

In its claim, Resolute noted that Greenpeace has lobbied big Resolute paper customers, such as the Rite-Aid pharmacy chain (which printed its flyers on Resolute newsprint), encouraging them to switch suppliers, because, said Greenpeace, Resolute is a “forest destroyer.”

But now Greenpeace says it never intended people to take its words about Resolute’s logging practices as literal truth.

“The publications’ use of the word “Forest Destroyer,” for example, is obvious rhetoric,” Greenpeace writes in its motion to dismiss the Resolute lawsuit. “Resolute did not literally destroy an entire forest. It is of course arguable that Resolute destroyed portions of the Canadian Boreal Forest without abiding by policies and practices established by the Canadian government and the Forest Stewardship Council, but that is the point: The “Forest Destroyer” statement cannot be proven true or false, it is merely an opinion.”

Greenpeace adds that its attacks on Resolute “are without question non-verifiable statements of subjective opinion and at most non-actionable rhetorical hyperbole.”

None of the allegations by Resolute or Greenpeace has been tested in this case, which remains before the courts.

Richard Garneau, the chief executive of Resolute, who himself hails from the company’s centre of logging operations in the Saguenay region north of Quebec City, seized on Greenpeace’s admissions in an op-ed published Thursday in the conservative U.S. magazine National Review.

“A funny thing happened when Greenpeace and allies were forced to account for their claims in court,” Garneau wrote. “They started changing their tune. Their condemnations of our forestry practices ‘do not hew to strict literalism or scientific precision,’ as they concede in their latest legal filings. These are sober admissions after years of irresponsible attacks.”  

Garneau, in Toronto Thursday, said Greenpeace’s attacks have hurt many across northern Quebec and Ontario.

“It is sad that we have to do all this to straighten out the record on misinformation,” he said. “It is sad that all Greenpeace’s allegations are against people who cannot defend themselves against organizations who blackmail customers to raise money.”

Resolute has faced criticism over its logging practices in the boreal forests of Ontario and Quebec from people other than Greenpeace. Forest product companies pay the German-based Forest Stewardship Council to review their logging operations and ensure they are sustainable. The FSC logo emblazons products across Canada as responsibly sourced — such as the envelopes used by Canada’s five biggest banks to send out customers’ account statements. FSC in 2014 revoked its seal of approval for logging operations that comprise about half of the forests where Resolute operates in Canada.

FSC said that Resolute wasn’t doing enough to protect caribou habitat, and failed to get permission from First Nations to log certain forests.

But Resolute has trained its legal firepower squarely on Greenpeace. In 2013 Resolute extracted an apology from Greenpeace for falsely alleging that Resolute had cut trees in an area it promised to spare. That same year, Resolute sued Greenpeace for libel in Thunder Bay, Ont., alleging that the global environmental group was spreading lies about the forest harvesting operations.

In a statement released to the Financial Post late Friday,  Shane Moffat, head of forest campaigns at Greenpeace Canada, wrote that, “Greenpeace Canada stands by our criticism of Resolute Forest Products’ practices that have been undermining the ecological integrity of the boreal forest in key regions where Resolute operates. Richard Garneau has taken legal arguments out of context to imply that Greenpeace is backing down on these claims. Greenpeace Canada is not involved in this lawsuit, but is being sued by Resolute in Ontario.”

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

L’autorità americana non consente un progetto musicale anti-Trump.

Giuseppe Sandro Mela

2017-05-23.

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«Non è stato approvato il progetto musicale “abbattete questo muro!”».

L’Orchestra sinfonica di Dresden avrebbe dovuto tenere un concerto a Tijuana,  San Diego, per manifestare contro il muro Usa – Mexico, con il patrocinio di Amnesty International e finanziamento della Kickstarter.

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«Il progetto avrebbe dovrebbe essere “per il collettivo, e per la ribellione artistica” contro il muro ordinato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, muro previsto tra Stati Uniti e Messico e “contro la demarcante crescita nel mondo, per focalizzare il fanatismo e il nazionalismo”, si legge in un comunicato dell’Orchestra Sinfonica»

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«Il concerto avrà luogo in ogni caso – ma solo sul lato messicano del confine»

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«La Orchestra Sinfonica ha comunicato che la rappresentazione a Tijuana,  San Diego, che si terrà in collaborazione con Amnesty International Messico, avrebbe dovuto essere un “ponte per la libertà”»

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«Il progetto “abbattete questo muro!” è stato finanziato da una campagna Kickstarter con sostenitori provenienti da oltre 40 paesi»

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«“Tear Down This Wall!” is the theme of an open-air concert planned June 3 simultaneously in Tijuana and San Diego by Rindt’s Dresdner Sinfoniker, or Dresden Symphony Orchestra. The aim is to have musicians on both sides performing together at the border fence by the Pacific Ocean.

“This is against nationalism, against isolationism,” said Rindt, who is planning a visit to Tijuana this week to promote the project. “I could also say, ‘Tear down all walls.’ We are one planet, and there have to be possibilities for the future other than building walls everywhere, higher and higher and higher.”

 A French horn player, Rindt is the founder and artistic director of Dresdner Sinfoniker, a nonprofit cultural group that since its founding in 1997 has operated on a project basis. The ensemble draws musicians from different European orchestras to perform contemporary music, often delivering a social message.

President Donald Trump says he wants to fortify the U.S-Mexico border with a “big, beautiful wall” to deter illegal immigration and drug trafficking, along with other criminal activities.» [The San Diego Union – Tribune]

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Prendiamo atto che nella California le autorità hanno negato il permesso di procedere ad una manifestazione sinfonica internazionale organizzata contro l’erezione di un muro di sbarramento tra Messico e Stati Uniti, come da ordine esecutivo del Presidente Trump.

Ricordiamo come la California abbia votato a maggioranza per la candidata alla presidenza, Mrs Hillary Clinton, e come l’Amministrazione federale abbia smesso di finanziare le realtà locali che non si uniformano agli Ordine Esecutivi.


Oiger. 2017-05-22. Dresdner Sinfoniker dürfen Mauer USA-Mexiko nicht niederreißen

Kein Okay für grenzüberschreitendes Gratis-Konzert

San Diego/Dresden, 22. Mai 2017. Die US-Behörden haben das Musikprojekt „TEAR DOWN THIS WALL!“ der Dresdner Sinfoniker am 3. Juni 2017 in San Diego nicht genehmigt. Das teilte der Musiker-Zusammenschluss heute mit. Das Projekt sollte „zum kollektiven, zum künstlerischen Aufstand“ gegen die von US-Präsident Donald Trump geplante Mauer zwischen den USA und Mexiko und „gegen die weltweit wachsende Abgrenzung, den Fanatismus und Nationalismus aufrufen“, hieß es von den Sinfonikern. „Das Konzert findet trotzdem statt“ – aber eben nur auf mexikanischer Seite.

„Der Auftritt der Dresdner Sinfoniker in Tijuana/San Diego in Kooperation mit Amnesty International Mexico sollte eine musikalische Brücke für Freiheit und Völkerverständigung schlagen“, informierten die Sinfoniker. „Mit ihrem Konzert in Tijuana (Parque del Mar) unmittelbar an der Grenze zur USA werden die Musiker zwar nach wie vor ein Signal gegen die Mauern in den Köpfen setzen, dem grenzübergreifenden Zusammenspiel wurde nun jedoch von US-Behörden eine Absage erteilt.“ Sie rufen nun insbesondere auch US-amerikanische Künstler, Musiker und gleichgesinnte Menschen auf, sich am gleichen Tag mit eigenen Aktionen oder Flashmobs an der gesamten 3144 km langen Grenze zu beteiligen.

Uraufgeführt werden am 3. Juni u.a. die Ballade «Beyond» von Wieland Reißmann und die geführte Improvisation «The Big, The Bug, The Cricket & The Quack» von Harald Thiemann, bei der die Dresdner Sinfoniker mit zahlreichen Perkussionisten aus Mexiko und den USA die Mauer in ein Instrument transformieren. Weitere Gäste sind u.a. das Jugendorchester Sinfonia Juvenil aus Tijuana, die Band Tijuana No!, die Popsängerin Ceci Bastida, die guatemaltekische Maya-Sängerin Sara Curruchich und die Jazz-Sängerin Coral MacFarland.

Das Projekt TEAR DOWN THIS WALL! wurde durch eine Kickstarter-Kampagne mit Unterstützern aus über 40 Ländern finanziert.

Die Dresdner Sinfoniker um Intendant Markus Rindt hatten sich in der Vergangenheit bereits mehrfach mit ungewöhnlichen und teils auch politisch ambitionierten Projekten präsentiert. Zum Beispiel inszenierten sie zum Jahresende 2012 ein Maya-Apokalypse-Konzert, zeigten auf dem Dresdner Elbufer die multimediale Umsetzung eine Hiroshima-Mangas und erinnerten mit dem Konzert „ghet – ağıt“ an den Völkermord an den Armeniern

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Sunrun, leader del fotovoltaico. Bilanci truccati prima della quotazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-23.

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«Former managers with solar panel giant Sunrun say they took part in manipulating troves of sales data before the company went public in 2015.»

Adesso sta indagando la Sec, ossia l’equivalente della Consob italiana.

Jay Clayton ne è il chairman, nominato da Mr Trump il 20 gennaio e confermato al Senato il 2 maggio. Unico repubblicano contro due democratici. Due posti ancora vacanti.

Nessun dubbio che il giudizio sia politico. La Sunrun era il tempio massimo dei liberals democratici. Anche se le prove sono schiaccianti e corredate da piena confessione, ci sarà sicuramente qualcuno di buon cuore che “interpreterà” le leggi.

Come San Francesco dava da mangiare ai miseri, con ben maggiore larghezza la Sunrun ha mantenuto legioni e legioni di liberals democratici, sui strenui sostenitori. Usando fondi pubblici, si intende.

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«Former managers with solar panel giant Sunrun say they took part in manipulating troves of sales data before the company went public in 2015.»

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«The former managers say superiors told them to wait on reporting data showing hundreds of customers who canceled contracts during a roughly five-month period before the initial public offering.»

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«Solar companies usually give homeowners several days to rethink the contract before solar panels are installed in their homes.»

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«Delaying the data would make the company’s financial standing look like a Potemkin Village – a structure meant to mislead shareholders about the health of the company.»

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«“The big internal push was to cram as many sales as we could through the pipeline,” Darren Jennings, who says he was a Sunrun regional sales manager in Hawaii before the IPO told The Wall Street Journal earlier this month. “If those deals canceled, we would not report it.”»

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«He said employees in Hawaii didn’t process nearly 200 cancellations, a number representing about 40 percent of total orders in Hawaii between May 2015-October 2015. Three other managers claimed they also took part in the delays.»

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«The cancellation data influenced the number of Sunrun customers and the shear amount of “megawatts booked,” which describes the amount of energy production generated by home energy systems.»

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«Jennings and Stockdale’s claims comes as the Securities and Exchange Commission (SEC) continues investigating whether Sunrun and competitor SolarCity have done enough to disclose to investors the number of customers who canceled contracts for solar energy systems.»

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Adesso sta indagando la Sec, Securities and Exchange Commission.

«The mission of the SEC is to protect investors; maintain fair, orderly, and efficient markets; and facilitate capital formation. The SEC strives to promote a market environment that is worthy of the public’s trust.»

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«The Securities and Exchange Commission has five Commissioners who are appointed by the President of the United States with the advice and consent of the Senate. Their terms last five years and are staggered so that one Commissioner’s term ends on June 5 of each year. The Chairman and Commissioners may continue to serve approximately 18 months after terms expire if they are not replaced before then. To ensure that the Commission remains non-partisan, no more than three Commissioners may belong to the same political party. The President also designates one of the Commissioners as Chairman, the SEC’s top executive. There are currently two vacancies on the Commission.»

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«Jay Clayton, Chairman.

Jay Clayton was nominated to chair the U.S. Securities and Exchange Commission on January 20, 2017 by President Donald Trump and sworn in on May 4, 2017, following confirmation by the U.S. Senate on May 2, 2017.»

Nessuno invidia il compito di Mr Clayton. È l’unico repubblicano in un ente federale da lunghi, tristissimi anni, sotto il pieno controllo dei liberal democratici, che ne hanno fatto tutto ciò che volevano.

Aver falsificato i bilanci negli Stati Uniti è un reato punito con lunghe pene detentive.

Nota.

Nessuno si illuda: siamo solo agli inizi.


WSJ. 2017-05-22. SEC Probes Solar Companies Over Disclosure of Customer Cancellations

Some customers say they canceled contracts after being strong-armed into solar-energy deals; hundreds of complaints to state attorneys general.

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Federal regulators are investigating whether solar-energy companies are masking how many customers they are losing, according to a person familiar with the matter.

The Securities and Exchange Commission is examining whether San Francisco-based Sunrun Inc. and Elon Musk’s San Mateo, Calif.-based SolarCity Corp. have adequately disclosed how many customers have canceled contracts after signing up for a home solar-energy system.

[Articolo riportato parzialmente causa il copyright]


WSJ. 2017-05-22. Solar Company Sunrun Was Manipulating Sales Data, Say Former Managers

Employees say they were told to hold off reporting cancellations around the time of the company’s IPO .

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Former managers at one of the largest U.S. solar-energy companies say they manipulated a key sales metric around the time of the company’s August 2015 initial public offering.

The former managers of Sunrun Inc. say they were told by their superiors to hold off on internally reporting hundreds of customers who canceled their contracts during a roughly five-month period in the middle of 2015.

[Articolo riportato parzialmente causa il copyright]


 → GTM. 2013-02-21. Sunrun Faces Class Action Lawsuit Over Its Marketing

A California customer claims Sunrun is trying to “deceive consumers into leasing a system they otherwise would not have.”

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In January, a California man filed a class-action complaint against the solar services firm Sunrun, claiming the company engaged in deceptive marketing practices.

We recently came across the filing, which can be found here.

The suit alleges that Sunrun, one of the leading providers of solar leases and power purchase agreements, is making false claims about the projected rise in electricity prices.

The plaintiff, Shawn Reed, signed a contract with Sunrun in August of 2011 to lease a solar system. According to the filing, Reed “understood from Sunrun that increases in electricity prices would result in the cost advantage of the Sunrun system,” which influenced his decision.

As the document points out, Sunrun uses a number of broad projections about electricity prices in its online marketing materials. 

“You already pay a lot for electricity today. In the future, you’ll pay even more,” reads the site. “Nationwide, electricity rates have been increasing 6% per year over the last thirty years. When you go solar, you take control of your electricity costs and opt out of utility rate increases. You’ll save money with solar by locking in a lower rate for your electricity than you will pay for the next thirty years. Many Sunrun customers start saving money right away.”

Another part of Sunrun’s site reads: “Nationwide, average utility rates have been on the rise for the last 30 years. There’s no evidence that this trend will reverse anytime soon. Going solar today will help you lower your electricity costs and put money back into your pocket.

SolarCity, another leading company offering solar leases and power purchase agreements, also makes very similar claims on its website.

So are these deceptive? The lawsuit points to Public Utilities Commission charts showing a leveling of average retail electricity prices in Southern California Edison territory, where Reed lives. The chart also shows that average retail rates in Pacific Gas & Electric territory have dropped slightly since 2009. (Interestingly, it also shows that San Diego Gas & Electric Rates have fluctuated wildly, but climbed overall.)

Reed claims that he never would have leased the Sunrun system if he had known that rates wouldn’t have risen as claimed in the Sunrun marketing materials. The class action suit seeks to find:

“Whether Sunrun represented that increases in electricity prices would result in the cost advantage of the Sunrun system over time; Whether Sunrun knew of should have known that the promise of the system sure to result in cost advantage was false when made; Whether Sunrun should have disclosed that electricity prices may be leveling off or decreasing in the future; Whether the promise of a system sure to result in cost advantage was likely to deceive consumers into leasing a system they otherwise would not have; Whether the failure to disclose that electricity prices have been leveling off or decreasing in recent years was likely to deceive consumers into leasing a system they otherwise would not have.”

The legal document also cites articles from The Economist and Fortune about how shale gas has “transformed America’s energy outlook.”

So what does electricity pricing look like in the future?

According to the International Energy Agency, the national average retail price of electricity will rise from 11.87 cents in 2012 to 12.32 cents in 2014. 

“Rising costs of infrastructure upgrades continue to drive increases in residential electricity rates, although lower fuel prices in recent years have kept growth in retail rates relatively modest. After an increase of 1.3 percent during 2012, EIA expects retail residential electricity prices will grow by 1.7 percent in 2013 and by 2.0 percent in 2014,” reports the agency.

The EIA also reports that the average retail price of electricity in California actually increased from 14.77 cents in 2011 to 15.54 cents in 2012.

In November of 2012, the California Public Utilities Commission approved a 5 percent rate increase for Southern California Edison in order to improve reliability. The following month, Pacific Gas & Electric announced it would raise rates by 2.6 percent this year.

So rates are indeed rising; although not at the same historical 6 percent rate that Sunrun references on its website. But did Reed receive inaccurate or false information about electricity prices before signing the contract? It all depends on what Sunrun and the installation contractor told him. If the above data sets and combined broad marketing claims made by Sunrun on its website are everything the case rests on, it’s tough to see where the company intentionally deceived, as the suit claims.

However, a part of the case appears to be based on oral statements made to Reed by a Sunrun salesperson.

The remainder of the lawsuit focuses on what the company told Reed about ending his contract. According to Reed, a sales representative told him that he could terminate his contract without any obligation if he moved. According to the class action complaint, the Sunrun contract offered contradictory language on ending the contract. In “Terms and Termination” section, Sunrun says it will remove the panels at no cost at the end of the lease. But in the “Sunrun’s Remedies” section, the company says the customer must pay the remainder of the lease if the contract is terminated. Reed says those terms are “necessarily confusing to the average consumer and coupled with oral misrepresentation are likely to deceive.”

Perhaps this is why SolarCity, a Sunrun competitor, recently opened up its contract to the public. The company says it wants to “equip consumers with the information they need to comfortably adopt solar.”

Susan Wise, the Public Relations Manager for Sunrun, declined to comment. After multiple phone calls and emails, the lawyers for the case also declined to comment.

The complaint, issued in early January, was filed on behalf of anyone who entered into a contract with Sunrun before February 2012. It demands a jury trial in the Superior Court of California in Los Angeles County.


Energy News Cyprus. 2017-05-22. Solar Company Sunrun Was Manipulating Sales Data, Say Former Managers

Former managers at one of the largest U.S. solarenergy companies say they manipulated a key sales metric around the time of the company’s August….

[Articolo riportato parzialmente causa il copyright]


The Street. 2017-05-22. Former Sunrun Managers Admit to Manipulating Sales Data

Former managers at solar energy company Sunrun  (RUN) admitted to manipulating sales data, at the behest of their superiors, around the time of the company’s initial public offering in 2015. 

The managers said they were told to hold off on reporting hundreds of canceled contracts during a five month period in the middle of 2015. 

Sunrun, which is backed by venture-capital firm Sequoia Capital, is the largest publicly traded rooftop solar energy company with 1.5 million customers, according to the Wall Street Journal

Sunrun shares are down about 20% since its debut two years ago. Shares remained unchanged in premarket trading Monday. 

Jim Cramer and the RealMoney team are on top of the volatile oil market and come with timely insights to help investors navigate commodity’s ups and downs. Here is Jim’s latest on what’s moving crude prices and how investors should play the market.


Daily Caller. 2017-05-22. Major Solar Company Accused Of Manipulating Sales Data Before Initial Public Offering

Former managers with solar panel giant Sunrun say they took part in manipulating troves of sales data before the company went public in 2015.

The former managers say superiors told them to wait on reporting data showing hundreds of customers who canceled contracts during a roughly five-month period before the initial public offering. Solar companies usually give homeowners several days to rethink the contract before solar panels are installed in their homes.

Delaying the data would make the company’s financial standing look like a Potemkin Village – a structure meant to mislead shareholders about the health of the company.

“The big internal push was to cram as many sales as we could through the pipeline,” Darren Jennings, who says he was a Sunrun regional sales manager in Hawaii before the IPO told The Wall Street Journal earlier this month. “If those deals canceled, we would not report it.”

He said employees in Hawaii didn’t process nearly 200 cancellations, a number representing about 40 percent of total orders in Hawaii between May 2015-October 2015. Three other managers claimed they also took part in the delays.

Sunrun’s chief executive and co-founder Lynn Jurich said in a press statement that the company had “reviewed the digital audit trail in our systems” and “turned up no evidence that our sales employees changed cancellation dates in our systems to delay the reporting of cancellations.”

The cancellation data influenced the number of Sunrun customers and the shear amount of “megawatts booked,” which describes the amount of energy production generated by home energy systems.

Sunrun was under the gun to reach important internal sales numbers, according to Evan Stockdale, who told reporters he was a regional manager at the company’s home base in California. He said Sunrun held off on reporting the data because it was under the gun to meet important internal sales numbers.

“We were pushed for sales numbers,” he said. “Everybody was on pins and needles.”

Jennings and Stockdale’s claims comes as the Securities and Exchange Commission (SEC) continues investigating whether Sunrun and competitor SolarCity have done enough to disclose to investors the number of customers who canceled contracts for solar energy systems.

SolarCity, for its part, has sought to tamp down concerns that might prop up as a result of the investigation. The company “has remained focused on reporting the quality of our installed assets, not pre-install cancellation rates,” a spokeswoman told reporters earlier this month. “Our growth projections have always been based on actual deployment.”

SolarCity has been accused of increasing mortgage defaults as well. The Silicon Valley company reached long-term lease agreements with homeowners before they defaulted on the mortgages, according to a report from The New York Times in February. There could be even more default cases, the report notes.

Mohammed Ahmed Gangat, a lawyer for the beleaguered company, argued in September 2016 that the company needed to file a document late to a New York court because it had been “inundated” with thousands of lawsuits across the country, all of which named SolarCity as a defendant in foreclosure actions.

Some solar panel customers believe companies are selling them a bill of goods.

Hundreds of solar panel customers, for instance, have complained to attorneys general in areas throughout the South that their utility bills have increased, not decreased as promised, according to Freedom of Information Act requests filed by watchdog group Campaign for Accountability.

Customers also complained solar panel companies threatened to sue them if they didn’t proceed with solar panel purchases. Still others say representatives threatened so-called mechanic’s lien on their homes — a measure used to force a homeowner to pay for a home-improvement project.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Germania. Dopo la débâcle dell’Spd Merkel si accorge di odiare i migranti.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-20.

Passion Satana Rosalinda Celentano

Vi sono concetti inesprimibili in termini politicamente corretti. Ogni linguaggio è strutturato per esprimere una certa quale tipologia di concetti. Per esempio, nell’arabo classico non esiste un termine equivalente a quello occidentale di “persona umana” oppure di “libertà“, così come in mandarino classico non esiste una qualcosa che esprima il concetto occidentale di “democrazia“.

Cercheremo quindi di esprimerci nel modo più soft possibile. Leggete per cortesia tra le righe.

La Bundeskanzlerin Frau Merkel è attaccata al potere per il potere più di MacBeth, che assassinò Re Duncan per strappargli la corona, ed è disposta a difenderlo con la determinazione di Ivan Vasil’evič, forse più noto con il nome regale di Ivan IV il Terribile.

«Tutti i sovrani russi sono autocrati e nessuno ha il diritto di criticarli, il monarca può esercitare la sua volontà sugli schiavi che Dio gli ha dato. Se non obbedite al sovrano quando egli commette un’ingiustizia, vi rendete colpevoli di fellonia» [Lettera di Ivan IV il Terribile ad Andrej Kurbskij]

*

Ci si ricordi di cosa fece Frau Merkel al suo mentore Herr Helmut Kohl.

*

Il titolo del Deutsche Welle è oltremodo chiaro:

Getting tough: Merkel’s asylum U-turn?

*

In Germania si è votato in tre Länder.

Saarland. Polls. Cdu 40.4%, Spd 30.4%. AfD 6.2%.

Schleswig-Holstein. Exit poll. Cdu 34%, Spd 27%, Grüne 12.5%, AfD 5.5%.

Nordrhein-Westfalen. Epicrisi a livello federale. Spd kaputt.

Mentre la Spd non ha fatto altro che perdere voti fino ad arrivare alla disfatta nel Nordrhein-Westfalen, la Cdu della Bundeskanzlerin Frau Merkel ha inanellato un successo dopo l’altro.

A prima vista il fenomeno sarebbe sembrato essere inspiegabile. Eppure era tornato in Germania Herr Schulz, e tutti erano concordi a dire che c’era lo “effetto Schulz“, che avrebbe fatto stravincere la socialdemocrazia.

La spiegazione è di una sconvolgente semplicità, ed anche altamente indigesta da tutti i punti di vista.

Herr Schulz, da buon ideologo quale è, ha proposto all’elettorato una ulteriore dose massiccia di socialdemocrazia, che gli Elettori hanno percepito come sinonimo di sempre più stato, sempre più migranti, sempre più previdenze, sempre meno ordine. Togli ai tedeschi l’ordine e quelli si eleggono anche Adolfo.

Frau Merkel si è proposta come la donna del ritorno alla legalità ed all’ordine. Si è presentata come la vittima della Spd che la avrebbe condizionata nella Große Koalition a richiamare migranti, tollerare disordini, conculcare la legalità.

Volete l’ordine?

Bene. Votate me sottraendo voti all’Spd.

Sicuramente la Spd ha su tutti questi problemi delle responsabilità severe, molto severe: ma dire che Frau Merkel sia stata costretta ad agire come ha agito è una favoletta che solo i tedeschi possono tracannarsi come rosolio.

Sta di fatto che agendo in questa maniera la Bundeskanzlerin Frau Merkel ha recuperato una quantità straordinaria di voti, sottraendoli all’Spd. Infatti, Fdp ed AfD hanno ottenuto risultati molto superiori alle comuni aspettative.

*

Dalle parole ai fatti.

«German authorities will be allowed to deport rejected asylum seekers more quickly and regularly under a series of new asylum laws passed on Thursday»

*

«The Bundestag said the new laws would guarantee “the improved enforcement of deportation rulings.” Rejected asylum seekers deemed to be a security threat will be deported faster or monitored with an electronic ankle bracelet»

*

«Deportation orders against rejected asylum seekers can now be imposed even without assurance that the person in question would be repatriated within three months. A migrant could therefore be issued a deportation order even if the country origin fails to provide the necessary documentation or passport papers»

*

«The German government has significantly cut back on family reunions for refugees arriving from Greece, local media reported. Germany has taken in over a million people and is facing “limited capacity.”»

*

«The federal government is trampling all over EU law and child welfare»

* * * * * * *

La Bundeskanzlerin Frau Merkel non si è certo conturbata «trampling all over EU law and child welfare». Frau Merkel non è immorale: è amorale.

Le leggi EU si applicano quando servono a consolidare il potere di Frau Merkel, se no a che mai servirebbero? Sono gli stati mediterranei dell’Unione che le devono osservare. Il “welfare” per i bambini? Ma i bambini sono fatti per essere gettati in pasto agli orchi.

Al pari di MacBeth, la Bundeskanzlerin Frau Merkel teme come la peste esclusivamente una cosa: che alle sue spalle si stia avvicinando una altra Fraulein Merkel, anche essa assatanata di potere, pronta a farle il servizio.


Deutsche Welle. 2017-05-19. German parliament passes tighter asylum laws

German lawmakers have passed a series of laws concerning the deportation, monitoring and access to personal data of asylum seekers. The new legislation has been met with sharp criticism.

*

German authorities will be allowed to deport rejected asylum seekers more quickly and regularly under a series of new asylum laws passed on Thursday.

The Bundestag said the new laws would guarantee “the improved enforcement of deportation rulings.” Rejected asylum seekers deemed to be a security threat will be deported faster or monitored with an electronic ankle bracelet.

Deportation orders against rejected asylum seekers can now be imposed even without assurance that the person in question would be repatriated within three months. A migrant could therefore be issued a deportation order even if the country origin fails to provide the necessary documentation or passport papers. This law was among the key new regulations for the German government, after the Berlin Christmas market attacker, Anis Amri, saw his deportation order waived when the Tunisian government couldn’t provide the necessary papers.

Authorities, meanwhile, will also be allowed to detain individuals suspected to be a threat to security for a maximum of 10 days, rather than the previous limit of four days.

Another new piece of legislation allows Germany’s Federal Office for Migration and Refugees (BAMF) to access asylum seekers’ personal electronic devices in order to verify the identities of those without official identification papers.

Draft laws further tightened before vote

Any migrant found to have given a false identity upon entering Germany will see their freedom of movement strictly limited. The same penalty would also apply to migrants without the right to remain in Germany, but who nevertheless refuse to leave on their own volition.

German authorities would also instruct asylum seekers deemed to have few prospects in the country to remain in reception centers until their asylum procedures have been completed.

Germany’s federal and 16 state governments had already agreed to the new asylum laws back in February. However, on Wednesday the ruling coalition government, made up of Chancellor Angela Merkel’s Christian Democrats (CDU) and the Social Democratic Party (SPD), introduced a number of stricter laws to the draft bill.

One of the rules introduced at the eleventh hour would prohibit failed asylum seekers from acquiring the right to stay by abusing a law that allows migrant fathers to remain if their child is born in Germany.

Another law would make it easier for state authorities and the Federal Criminal Police Office (BKA) to share and compare data.

Rights groups and welfare organizations decry new laws

Rights groups, welfare organizations and opposition parties condemned the tighter asylum laws as an assault on fundamental rights of people seeking protection.

The federal government was dismantling several legal hurdles that had been set up to protect people from undue detention, Maria Scharlau, a Berlin-based legal expert for Amnesty International, said. Laws concerning access to migrants’ smartphones presented a “major encroachment into the privacy of tens of thousands of people,” without providing any particularly robust conditions, she claimed.

“This law will change Germany from being a host country to one focused on deporting new arrivals,” Germany’s refugee aid organization, Pro Asyl, said amid its criticism of the bill.

The social welfare organization AWO warned that the tighter laws would also see an increasing number of people who require protection becoming disenfranchised.

De Maiziere argues against critics

German Interior Minister defended the new laws on Thursday, along with a number of CDU and SPD lawmakers.

“Our position is clear,” de Maiziere said. “Help and integration for those who need our protection; hardship and repatriation for those who don’t require protection, and in particular for those whose dishonesty makes them culpable.

De Maiziere added that it was unacceptable that certain “asylum seekers are allowed to go unpunished despite having registered under a host of different names and nationalities.”


Deutsche Welle. 2017-05-19. Germany limits refugee family reunions from Greece

The German government has significantly cut back on family reunions for refugees arriving from Greece, local media reported. Germany has taken in over a million people and is facing “limited capacity.”

*

German Interior Minister Thomas de Maiziere has reduced the number of asylum-seeker family members allowed into the country from Greece to 70 a month, German news group RedaktionsNetzwerk Deutschland reported on Friday.

The group of local papers said the information was provided by Chancellor Angela Merkel’s government following a request from the Left Party. In its response, the Interior Ministry said the decrease in numbers had to do with “limited support and accommodation capacities,” as well as the “considerable logistical coordination effort by state and federal authorities.”

Left lawmaker Ulla Jelpke described the explanation as a “miserable excuse,” and accused the government of shirking its responsibilities under the EU’s Dublin regulation. The law stipulates that separated refugee and asylum-seeking families are entitled to a legal reunion once an immediate relative arrives in a country covered by the Dublin rule.

“The federal government is trampling all over EU law and child welfare,” Jelpke said, adding that the cap should be removed because there was a need for as many as 400 refugee family members per month to be reunited with their loved ones in Germany. 

Overstretched asylum system

The European Union took in some 1.6 million refugees and migrants – most of them from Syria – between 2014 and 2016.  The majority arrived in Germany via frontline states like Italy and Greece. But the scale of the influx prompted many countries to introduce extra controls and to close their borders, blocking the so-called Balkan route and leaving tens of thousands of people stranded in Greece’s refugee camps. 

According to information published by Greek newspaper “Efimerida ton Synakton”, around 2,000 refugees are waiting in Greece to be reunited with their families in Germany. It reported that Germany received only 70 Dublin transfers from Greece in April under the new cap, compared to 540 in March and 370 in February. Given the large number of arrivals and asylum requests, family reunion claims often require more time for processing. The UN’s refugee agency has urged European countries to speed up the procedure to prevent further hardship for refugees, many of whom have already endured dangerous journeys in escaping conflict in their home countries. 

Sharing the burden

The EU is attempting to lighten the burden for countries hosting refugees by introducing mandatory relocation quotas for member states. Thus far Poland, Hungary, the Czech Republic and others have resisted the plan, citing security concerns. The European Commission is expected to decide next month on possible legal action against countries unwilling to accept asylum-seekers.

At a meeting of interior ministers in Brussels on Thursday, Germany’s de Maiziere said he hoped for progress by June. “We should concentrate on the issues where an understanding is easier to achieve: efficient procedures, quicker returns and avoiding secondary migration,” he told reporters in Brussels.

“Maybe the very difficult issue of redistribution becomes easier when we have an agreement on these other issues.”

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Trump. Impeachment. Speriamo che i liberals democratici proseguano.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-19.

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Di questi tempi di fa un gran  parlare di un possibile impeachment nei confronti del Presidente Trump.

Cerchiamo di capire un po’ meglio come stiano le cose, ovviamente per quello che ci è dato di sapere.

*

«La messa in stato di accusa o impeachment (dall’inglese «imputazione») è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni.

L’impeachment è un antico istituto del common law, sviluppatosi dapprima in Inghilterra in un arco di tempo che va dal 1376, anno in cui il Parlamento inglese mise in stato d’accusa alcuni ministri di Edoardo III e la sua amante Alice Perrers per corruzione e incapacità, al XVIII secolo, quando è evoluto nella responsabilità ministeriale del gabinetto del Re. Nella versione di memento “ai cittadini che il loro presidente è umano e può sbagliare come ogni altro cittadino” è stato poi previsto e disciplinato dai padri costituenti degli Stati Uniti d’America nella Costituzione di Filadelfia del 1787.

Al vertice dei problemi di giustizia politica, il diritto comparato degli Stati democratici sul punto “può, infine, essere sintetizzato in tre congegni di garanzia della giusta tranquillità (ma fino ad un certo punto!) di chi è investito di potere: autorizzazione a procedere, per i governanti spagnoli da parte degli organi parlamentari con possibilità di ricorso al Tribunale costituzionale; organismo istruttorio formato da altissimi magistrati per i governanti francesi prima del deferimento all’Alta Corte; impeachment per il Presidente degli Stati Uniti e, con qualche adattamento, in Francia a seguito della revisione costituzionale del 2007.

Nell’ordinamento giuridico statunitense, soggetti passivi dell’impeachment (sottoposti al procedimento) sono i componenti del potere esecutivo, dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali.

Negli Stati Uniti d’America, soggetti attivi dell’impeachment (promotori del procedimento) sono la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti), e il Senato investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti). Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema.» [Fonte]

* * * * * * *

L’impeachment è quindi un atto di sfiducia politica, scollegato da una eventuale azione giudiziaria.

Ufficialmente dovrebbe essere corroborato da prove probanti, inequivocabili: ma l’interpretazione della loro pertinenza e gravità è un giudizio meramente politico.

Nel breve termine, la procedura di impeachment è virtualmente impossibile da concretizzarsi. I repubblicani hanno infatti larga maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, Congresso, e maggioranza risicata ma efficiente in Senato. La Corte Suprema è ora a maggioranza repubblicana ed il suo presidente è repubblicano: difficilmente un impeachment potrebbe essere votato.

Se è vero che nel novembre del prossimo anno si terranno le elezioni di mezzo termine, con rinnovo del Congresso e di 34 senatori, sarebbe altrettanto vero che, almeno con i dati odierni, i repubblicani dovrebbero poter mantenere la maggioranza. Non solo. Entro tale data Mr Trump dovrebbe aver potuto procedere al rimpiazzo di 139 giudici federali, sostituendo in tale organico dei ferventi liberals democratici con repubblicani, ed anche molto giovani: le cariche sono conferite a vita, e questo sigillerebbe per decenni la situazione giudiziaria.

In conclusione: si lasci pure parlare i liberals democratici. Stanno sputando tutta la bile che hanno in corpo, ma dal punto di vista pratico sembrerebbero totalmente impotenti.

*

Ci si ricorda la fine che hanno fatto tutte le pretestuose accuse dei democratici contro Mr Trump, allora candidato?

Cnn. These women have accused Trump of sexual harassment

The Guardian. Donald Trump is tone-deaf on sexual harassment. No surprise there

The Washington Post. Trump on how women should deal with harassment: It’s ‘up to the individual’

I liberals democratici americani, così come i residuati del socialisti ideologici in Europa, sono ossessionati dal delirio coercitivo compulsivo del sesso, massimamente quello contro natura. Era l’accusa con cui le corte formate da loro giudici hanno stroncato vite e carriere.

Ebbene, dove sono finite tutte quelle accuse infamanti quanto false? Totalmente dimenticate, proprio perché false. Erano solo servite ad alimentare la macchina del fango.

* * * * * * *

Per nostra disgrazia della inconsistenza attuale di codesta manfrina se ne è accorta Mrs Nancy Pelosi, 77 anni, leader della minoranza democratica al Congresso. Liberal democratica di lungo corso, la Pelosi fa sembrare Mrs Hillary Clinton una candida viola mammola messa in un campo di gigli e fiordalisi.

Sicuramente depravata nella mente e nel cuore, malvagia ma non certo priva di intelligenza. Anzi: è forse l’esponente democratico più pericoloso.

Cerca desso di trattenere i suoi correligionari che prima aveva scatenato.

«House Minority Leader Nancy Pelosi said Democrats pushing impeachment are doing so without facts.»

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«Mrs. Pelosi warned Democrats pushing the impeachment of President Trump and said if they can’t make the case they shouldn’t even suggest the idea»

*

«if you are talking about impeachment, you are talking about what are the facts»

* * *

Siamo francamente spiaciuti che Mrs Pelosi si sia accorta della trappola dove stavano ficcandosi i liberals democratici.

Ci auguriamo per il bene degli Stati Uniti e di tutto il mondo che il suo seguito non capisca il suo messaggio e prosegua imperterrito sulla strada intrapresa, modo molto efficiente per perdere anche le elezioni di mezzo termine.


The Washington Times. 2017-05-16. Pelosi warns Democrats pushing impeachment that they’re adding to the ‘hearsay’

House Minority Leader Nancy Pelosi said Democrats pushing impeachment are doing so without facts.

At a CNN town hall Monday evening, Mrs. Pelosi warned Democrats pushing the impeachment of President Trump and said if they can’t make the case they shouldn’t even suggest the idea.

“In other words, again, if you are talking about impeachment, you are talking about what are the facts. Not that I don’t like him and I don’t like his hair and — what are the facts?” she said. “What are the facts that you would make a case on? What are the rules that he may have violated? If you don’t have that case you are just participating in more hearsay.”

Mrs. Pelosi said many are facing pressure from their constituents to act, especially in wake of the former FBI Director James B. Comey’s firing, but without a case, Democrats are just adding to the problem.

The House minority leader also addressed The Washington Post article that reported Mr. Trump had shared highly classified intelligence information with Russian officials and called it a “serious matter.” She said sharing such information could endanger American lives and jeopardize our relationships with our allies.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Scienza & Tecnica

WannaCry ed il suo sodale estorsore.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-17.

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«Should the Government Keep Stockpiling Software Bugs?»

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«WannaCry, chiamato anche WanaCrypt0r 2.0, è un virus informatico responsabile di un’epidemia su larga scala avvenuta nel maggio 2017. Il virus, di tipologia ransomware, cripta i file presenti sul computer e chiede un riscatto di alcune centinaia di dollari per decriptarli.

Il 12 maggio 2017 il malware ha infettato i sistemi informatici di numerose aziende e organizzazioni in tutto il mondo, tra cui Portugal Telecom, Deutsche Bahn, FedEx, Telefónica, Tuenti, Renault, il National Health Service, il Ministero dell’interno russo, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Al 16 maggio sono stati colpiti più di duecentomila computer in almeno 99 paesi, rendendolo uno dei maggiori contagi informatici mai avvenuti.

WannaCry sfrutta una vulnerabilità di SMB, tramite un exploit chiamato EternalBlue e sviluppato dalla National Security Agency statunitense per attaccare sistemi informatici basati sul sistema operativo Microsoft Windows. EternalBlue era stato rubato da un gruppo di hacker che si fanno chiamare The Shadow Brokers e pubblicato in rete il 14 aprile 2017.

Il malware viene diffuso attraverso finte email e, dopo che viene installato su un computer, comincia a infettare altri sistemi presenti sulla stessa rete e quelli vulnerabili esposti a internet, che vengono infettati senza alcun intervento dell’utente. Quando infetta un computer, WannaCry cripta i file bloccandone l’accesso e aggiunge l’estensione .WCRY; impedisce inoltre il riavvio del sistema» [Fonte]


MIT Technology Review. 2017-05-17. WannaCry Has a More Lucrative Cousin That Mines Cryptocurrency for Its Masters

The same exploits that enabled WannaCry to spread globally have been in use in another malware attack since April, making far more money in the process.

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The same exploits that allowed the WannaCry ransomware attack to spread so quickly have been used to set up an illicit cryptocurrency mining scheme. And it sure was worth it to the hackers.

Late last week, the world was hit by ransomware that locked up computers in hospitals, universities, and private firms, demanding Bitcoin in exchange for files being decrypted. It was able to spread so fast thanks to a Windows flaw weaponized by the U.S. National Security Agency known as EternalBlue, and a back door called DoublePulsar. Sadly, the tools were inadvertently lost and leaked because the NSA considered it wise to stockpile them for future use.

WannaCry was halted by swift work on behalf of dedicated security researchers. But during investigations into the attack, security firm Proofpoint has found that another piece of malware, called Adylkuzz, makes use of the same exploits to spread itself around the word’s insecure Windows devices.

This particular hack has gone unnoticed since April. That’s because unlike WannaCry, which demands attention to get money directly from a user, Adylkuzz simply installs a piece of software and then borrows a PC’s resources. It then sets about mining the little-known cryptocurrency called Monero using your computer. It does so in the background, with users potentially unaware of its presence—though perhaps a little frustrated because their computers are slower than usual.

It makes sense that EternalBlue and DoublePulsar are being used in this way, said Nolen Scaife, a security researcher at the University of Florida. The combination of exploits allows attackers to load just about any type of malware they want onto compromised machines. “It’s important to stress that it could be anything—it could be keyloggers, for example,” he told MIT Technology Review. “But what we’re seeing is that attackers are using this wherever this makes the most money.”

Interestingly, though, it’s the attack that has until now gone unnoticed that has secured the most loot. WannaCry’s attempt to extort cash in return for unlocking encrypted files has only drummed up $80,000 at the time of writing—probably because Bitcoin, the currency WannaCry’s perpetrators are demanding, is hard to use. Meanwhile one estimate suggests that the Adylkuzz attack could have already raised as much as $1 million.

In some sense, Adylkuzz is less problematic than WannaCry. It’s certainly less overtly destructive. But it does raise a more pressing cause for concern: if it’s been running since April, how many other leaked NSA tools have been used to carry out attacks that have so far gone unnoticed? Stay tuned—there may be more to come.

(Read more: Proofpoint, Reuters, “The WannaCry Ransomware Attack Could’ve Been a Lot Worse,” “Security Experts Agree: The NSA Was Hacked,” “Should the Government Keep Stockpiling Software Bugs?”)

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ungheria e Slovakia imputate alla Corte di Strasburgo.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-17.

Tribunale 010

«Hungary and Slovakia told the European Union’s top court on Wednesday that sharing out asylum-seekers among member states under a quota system was unlawful, clashing with Germany, France and others in a dispute that threatens to tear the bloc apart»

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«During a hearing at the EU’s Luxembourg-based Court of Justice, Hungary and Slovakia defended their refusal to take in asylum seekers, drawing a clear rebuke from Germany and others who stressed the need for European solidarity»

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«The leaders of Hungary and Slovakia, Viktor Orban and Robert Fico, have sought to cast the quota system – agreed by EU in a majority vote against the will of four eastern states – as an example of heavy-handed rule by remote bureaucrats in Brussels»

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«Poland’s previous, pro-EU government reluctantly voted in 2015 for the quotas, which are based on a country’s population and wealth, but it has since been replaced by a more euroskeptic administration which has also refused to implement the decision»

* * * * * * * *

La Corte Suprema di Strasburgo assomiglia sempre più, ogni giorno che passa, ai tribunali sovietici dell’era di Stalin.

Tutti i trenta milioni di russi internati nel Gulag vi furono tradotti dopo sentenze di tribunali comunisti.

Ci aspettiamo quindi che la Suprema Corte emetta una sentenza già scritta di durissima condanna sia del’Ungheria sia della Slovakia.

Questa Corte Suprema non è più organo di giustizia che applica il diritto: è un organo politico che interpreta il diritto ad uso e consumo degli eurocrati. È del tutto indifferente chi al momento abbia potere sull’Unione Europea: i giudici obbediscono a chiunque abbia il potere e qualsiasi cosa loro imponga.

Ma occorre avere pazienza: gli attuali eurocrati hanno ora il potere, così come Stalin lo aveva allora.

Ma ricordiamoci che Eichmann ce lo siamo andati a prendere, lo abbiamo processato, lo abbiamo condannato, ed infine lo abbiamo giustiziato.


Reuters. 2017-05-11. Hungary, Slovakia challenge quotas on asylum-seekers at top EU court

Hungary and Slovakia told the European Union’s top court on Wednesday that sharing out asylum-seekers among member states under a quota system was unlawful, clashing with Germany, France and others in a dispute that threatens to tear the bloc apart.

Some 1.6 million migrants and refugees have crossed the Mediterranean and entered the EU since in 2014, mostly fleeing conflicts or poverty in the Middle East and Africa.

The EU proposed in 2015 redistributing just 120,000 of them to help relieve pressure on frontline states Italy and Greece but ran into fierce resistance from ex-communist countries.

During a hearing at the EU’s Luxembourg-based Court of Justice, Hungary and Slovakia defended their refusal to take in asylum seekers, drawing a clear rebuke from Germany and others who stressed the need for European solidarity.

“One of the main arguments is the incorrect legal basis,” said Krisztian Kecsmar, a Hungarian justice ministry official. “It is a matter of institutional equilibrium, what role the institutions play in decision-making.”

The leaders of Hungary and Slovakia, Viktor Orban and Robert Fico, have sought to cast the quota system – agreed by EU in a majority vote against the will of four eastern states – as an example of heavy-handed rule by remote bureaucrats in Brussels.

Poland’s previous, pro-EU government reluctantly voted in 2015 for the quotas, which are based on a country’s population and wealth, but it has since been replaced by a more euroskeptic administration which has also refused to implement the decision.

On Wednesday, Poland was the only EU state in the courtroom to back Slovakia and Hungary. A Polish envoy said accepting migrants and refugees could pose a threat to national security.

SOLIDARITY

Ranged against the easterners in court were Germany, France, Sweden, Luxembourg, Belgium, Italy, Greece and the EU’s executive European Commission, which argued that the fundamental principle of EU solidarity was at stake in the case.

“The answer you will give to this question will have significance that goes way beyond this case,” German representative Ralf Kanitz told the court.

Germany, which faces an election in September, took in the bulk of asylum-seekers in 2015 and 2016, in stark contrast to Poland and Hungary, which refuse to host a single person under the EU’s programs to move a total of 160,000 people.

Many other EU states have also dragged their feet and only some 18,000 people have moved from Greece and Italy in more than a year-and-a-half under the plan, which expires in September.

Germany and other net contributors to the EU budget are increasingly upset that the easterners are failing to help out even as they benefit from the bloc’s generous development funds.

The tribunal’s advocate general will present on July 26 an opinion on the case, which may be indicative of the ruling that is expected this autumn.

If the court rules against Slovakia and Hungary, it would give Brussels and other EU states more arguments to pressure the easterners to take in asylum-seekers, and could also lead to more legal wrangling and fines.

If the court decides that the quotas violate EU law, it would leave the bloc’s migration policies in even greater disarray at a delicate time when it already struggles with other major challenges such as Britain’s exit and economic woes.

Apart from migration, the right-wing governments in Hungary and Poland have also clashed with the EU over democratic standards, judicial independence and media freedom.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Trump

Trump, i russi ed i segreti militari.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-17.

Casa Bianca

Si sta facendo un gran parlare che il Presidente Trump avrebbe svelato segreti militari ai russi.

Le persone presenti alla riunione hanno tutte smentito la notizia.

Resta ben difficile comprendere da quale fonte abbia tratto informazione il The Washington Post, posto che i presenti sono caduti dalle nuvole.

Ma non sarebbe nemmeno la prima volta che notizie del genere siano inventate di sana pianta, mestiere in cui quel giornale eccelle, accusando nel contempo tutti gli altri di spargere fake news.

«Il consigliere per la Sicurezza nazionale americano H.R. McMaster ha liquidato quanto riferito dal Washington Post come “una storia falsa”. “Non e’ successo”, ha detto Mcmaster, ricordando che lui era presente all’incontro.»

*

«Anche il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha negato che  siano stati discussi fonti o metodi di intelligence, ma ha ammesso che Trump ha parlato della ”natura di specifiche minacce”»

*

«Gli ha fatto eco la viceconsigliera per la Sicurezza nazionale Dina Powell: ”Questa storia e’ falsa, il presidente ha discusso solo le comuni minacce che entrambi i Paesi fronteggiano”»

*

È di interesse leggersi con cura quanto alla fine ha dovuto ammettere anche il The Washington Post, una delle più potenti macchine del fango del liberals democratici.

«Trump has broad authority to declassify information, so he was probably within his rights to talk about it.» [The Washington Post]

Già.

È il presidente che ha il potere di decidere cosa sia o non sia soggetto a segreto di stato.

*

Ci si rende perfettamente conto della sofferenza dei liberals democratici, che gli Elettori hanno obbligato a lasciare l’amato e bramato potere. Né ci si illude che diventino persone oneste.

Ma da molti punti di vista si è contenti del loro attuale comportamento: si stanno distruggendo con le loro stesse mani, come il loro sodale Herr Schulz, che in Nordrhein-Westfalen è andato incontro ad una débâcle per avere voluto inzuccarsi a proporre un programma socialista.

Auguriamoci quindi che persistano: mai dissuadere chi vuole suicidarsi.

Nota.

Si comprende più che bene la rabbia e la delusione dei liberals democratici, così come quella dei socialisti ideologici europei. Hanno capito che adesso basta a Mr Trump di avere il tempo di procedere alle nomine dei giudici federali e poi per loro la partita è chiusa ed in modo quasi definitivo: sconfitti dalla storia che proprio loro invocavano che giudice supremo.

Tuttavia queste reazioni così violentemente astiose esitano in un unico risultato: imbrattano l’immagine carismatica del Presidente degli Stati Uniti e lo sminuiscono in sede internazionale.

Dal loro comportamento, si direbbe che i liberals democratici ed i socialisti ideologici siano a busta paga dei cinesi e dei russi, gli unici che alla fine traggono benefici da tali comportamenti.


China Org. 2017-05-17. Nearly half of US voters want Trump impeached: poll

U.S. President Donald Trump is facing a deepening credibility crisis as a new poll released Tuesday finds nearly half of U.S. voters want him to be impeached.

Trump is not currently facing impeachment charges.

Forty-eight percent of respondents said they would support Trump’s impeachment, while only 41 percent would oppose such charges, according to a new survey by Public Policy Polling.

The poll results went public following a slew of controversies, including his firing of FBI Director James Comey last week and media reports that he revealed highly classified intelligence to Russian officials in their meeting in Oval Office in the same week.

Meanwhile, the poll found 40 percent approve of the job Trump is doing, and 54 percent disapprove.

Still, 43 percent said Trump will end up serving his full four-year term in office while 45 percent said his presidency won’t make it that long.

The poll finds that 77 percent of voters expect the president’s spokespeople to tell the truth at all times. Only 14 percent expect otherwise.

So far in his presidency, Trump’s approval ratings have been hovering in the high 30s and 40s. According to Gallup, Trump has the lowest approval of any new president since the surveys began in 1953.