Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Belgio. Quei lebbrosi dei gilet gialli sono davvero contagiosi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-30.

2018-12-02__Belgio__001

Il quadro politico belga è stato fotografato dalle elezioni provinciali del 14 ottobre 2018.

Questi sarebbero le previsioni.

Nelle Fiandre i filogovernativi avrebbero il 56.2%, contro il 41.9% delle opposizioni.

In Vallonea i filogovernativi avrebbero il 23.7%, contro il 72.1% delle opposizioni.

A Bruxelles i filogovernativi avrebbero il 28.8%, contro il 62% delle opposizioni.

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Le nuove elezioni politiche dovrebbero tenersi in concomitanza di quelle europee, e si prospettano ben magre per i partiti governativi.

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I gilet gialli hanno messo a soqquadro Bruxelles. I motivi delle proteste sono quasi gli stessi: tasse disumane e costo crescente degli alimentari. La gente non riesce più a sopravvivere.

L’attuale governo è un fallimento completo, tale da far rimpiangere la Ddr.

Intanto la piazza si sta scaldando.

Inascoltata per decenni, oppressa da un regime fiscale tale da far rimpiangere il testatico romano e la tassa sul macinato, la gente rimpiange a calde lacrime di non essere un migrante: bene accolti, coccolati, stipendiati per il solo fatto di esistere.

Il governo può ben prendere la gente a cannonate, ma queste sedano una rivolta, non risolvono sicuramente i problemi della povertà e della miseria in cui sono stati ridotti.

Violent ‘yellow-vest’ protests spread to Belgium

Police in Brussels have faced off with protesters angered by high taxes and food prices. The Belgian demonstrators, inspired by mass rallies against fuel tax hikes in France, were hit with tear gas and water cannon.

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Protesters in Belgium on Friday destroyed several police vehicles and threw rocks at the office of the country’s prime minister, Charles Michel, calling for his resignation over high taxes and food prices, and low wages and pensions. 

The protesters wore yellow high-visibility vests — which have become a symbol of France’s rebellion against diesel tax hikes and the high cost of living — as they blocked streets in Brussels, often with pieces of scaffolding, severely impeding traffic.

“Michel, resign!” people chanted. Michel, a center-right ally of French President Emmanuel Macron, voiced sympathy, but said: “Money doesn’t fall from the sky.”

Belgium’s Interior Minister Jan Jambon slammed what he described as “incomprehensible violence toward the police, which every day does its best to protect citizens and society. Outrageous.” 

Tear gas preparations

Anti-riot police responded with water cannons after rioters threw pool balls, rocks and paving stones at barricades in downtown Brussels.

More than 300 people were involved in the protests, according to Brussels city police spokeswoman Ilse Van De Keere. About 60 were arrested for public order offenses.

Some were detained for having gas, ski and diving masks, which, according to police, suggested protesters were expecting tear gas to be deployed. Many were carrying dangerous items, such as razor blades, tire levers and pepper spray, Van De Keere said.

Election concerns

Prime Minister Charles Michel said he was willing to talk with some of the protest leaders, but it was not immediately clear whether any specific arrangements had been made. Belgian citizens will vote in a general election in May. 

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Trentino Alto Adige. A breve potrebbe esserci la Giunta Regionale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-30.

Trentino Alto Adige 010

A suo tempo avevamo descritto il funzionamento della Regione a Statuto Speciale Trentino Alto Adige.

Senzanubi. 2018-08-13. Elezioni Regionali 2018. Trentino Alto Adige.

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Il 21 ottobre si sono svolte le elezioni regionali in Trentino Alto Adige. A seguito sono riportati i risultati.

Senzanubi. 2018-10-21. Alto Adige. Svp 34.8%, Lega 17.1% (30% a Bozen), pd 6.1%.

Senzanubi. 2018-10-22. Trentino Alto Adige. Risultati definitivi.

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L’Alto Adige è una realtà bilingue, che dovrebbe sempre essere tenuta presente nella valutazione dei risultati elettorali: gli alto adesini hanno un fortissimo senso identitario, come peraltro è logico che sia.

Lì la Svp è scesa significativamente sotto la quota soglia del 40%, mentre la Lega ha conseguito il 17.1% dei voti. Il partito democratico ha conseguito un solo seggio. Quindi, da un punto di vista squisitamente numerico l’alleanza Svp – lega sembrerebbe essere l’unica concretamente possibile.

Nel Trentino la Coalizione di sinistra, che nelle passate elezioni aveva ottenuto il 58.12% dei consensi, è arrivata al 13.5%. La Lega è vistosamente il primo partito con il 27.03% ed il candidato della Coalizione di Centro Destra, sig. Maurizio Fugatti, ha ottenuto 21 seggi su 35.

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Dati questi risultati elettorali, sembrerebbero non sussistere altre possibilità di governo a livello regionale se non un accordo tra svp e lega, cosa che sembrerebbe puntualmente realizzarsi.

«Prendono il via domani mattina a Bolzano le consultazioni tra Svp e Lega per la formazione della nuova giunta provinciale, “dopo il chiarimento con l’approvazione della Lega di condividere a pieno titolo il codice dei valori (su Europa, autonomia e convivenza, ndr) che entrerà nell’accordo di coalizione”, come scrive la Volkspartei in una nota. Le trattative dovrebbero concludersi entro Natale, informa il partito»

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A quanto sembra, si dovrebbe arrivare ad una giunta tecnica, senza un accordo politico, ma d’altra parte le regioni dovrebbero essere realtà più amministrative che politiche.

Notiamo l’annuncio che la Spd alle elezioni europee si pronuncerà per collocare il proprio rappresentante nell’ambito del partito popolare europeo.

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La Regione Trentino Alto Adige ha una lunghissima tradizione di ottima amministrazione. La cosa pubblica è gestita con notevole cura che sfiora l’oculatezza, ed i risultati sono evidenti sotto gli occhi di tutti. Quella che settanta anni or sono era una regione sostanzialmente povera è adesso fiorente e molto ben servita. Per esempio, lì il servizio sanitario nazionale ha una efficienza che quasi non sembrerebbe esser più riscontrabile in Italia.

Segnaliamo solo una problematica, dando peraltro scontato che la nuova giunta sarà perfettamente in grado di risolverla.

L’asse autostradale Verona – Brennero è oramai saturo, e non solo nella stagione turistica. Un suo raddoppio dovrebbe essere preso in considerazione, data l’importanza strategica di questa direttrice autostradale.

Per quanto riguarda invece la tratta ferroviaria, la toria lunga e dolorosa sembrerebbe essere sulla giusta direttrice.

Alta Velocità-Alta Capacità Verona-Brennero

«TRACCIATO

L’intervento di adeguamento su standard di Alta Velocità/alta Capacità lungo la tratta ferroviaria compresa tra Verona e il valico del Brennero è stata suddivisa in 4 lotti prioritari:

Lotto 1 Fortezza-Ponte Gardena (oggetto della scheda Galleria di base del Brennero) – 24,7 km – è prevista la riduzione della pendenza dall’attuale 22% rendendola conforme alle caratteristiche di interoperabilità e la costruzione di due gallerie collegate da un viadotto sul fiume Isarco;

Lotto 2 circonvallazione di Bolzano ‐ specializza i flussi di traffico merci/viaggiatori eliminando il collo di bottiglia in stazione di Bolzano, si sviluppa in galleria per circa 10,6 km, con interconnessioni alla linea attuale di 4 km;

Lotto 3 circonvallazione di Trento ‐ specializza i flussi di traffico merci/viaggiatori, si sviluppa per circa 41,5 km;

Lotto 4 accesso a Verona ‐ in base alle più recenti disposizioni, dovrebbe comprendere il passaggio in galleria al di sotto dei quartieri urbani in corrispondenza e al di sotto dell’attuale linea storica;

e in tre tratte di completamento:

Ponte Gardena ‐ Bolzano (27km)

Bolzano ‐ Trento Nord (27 km)

Trento ‐ Pescantina (Vr) (25 km)

L’intervento è previsto su una lunghezza di 180 chilometri, di cui solo 27,4 non dovrebbero essere in galleria. La proposta di Rfi, che si occupa della progettazione del tracciato, prevede il quadruplicamento dell’attuale linea tra Verona e il Brennero (che prosegue poi nella Galleria di base del Brennero). ….

 La situazione relativa al quadruplicamento della linea Verona-Fortezza, è più arretrata nella progettazione e nel reperimento dei fondi rispetto a quella del Tunnel del Brennero. ….

Inizio lavori: 2019

Consegna dell’opera: 2026

Secondo le stime fornite nell’aprile del 2011 dall’Autorità sulla Vigilanza dei Contratti pubblici (AVCP), organismo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il lotto 1 potrebbe essere consegnato nel 2020.

Gli altri tre lotti dovrebbero richiedere 7 anni di lavori e non essere terminati prima del 2026.»

La collaborazione della Giunta Regionale con il Governo di Roma sarà quindi di fondamentale importanza.


La Voce di Bolzano. 2018-11-03. Consultazioni, la Volkspartei prende tempo: “Il 12 novembre decideremo con chi continuare a parlare”

«“La velocità non è criterio di qualità“, ha sottolineato il governatore Arno Kompatscher in chiusura delle odierne consultazioni per la formazione di una nuova maggioranza.

Prende tempo dunque la Svp al termine dei colloqui con le forze politiche elette e fissa la scelta definitiva di quelli che saranno i partner di giunta al 12 novembre, quando la direzione della stella alpina valuterà con quali partiti continuare le consultazioni.

Si tratta di un secondo giro di colloqui con cui la Svp vuole decidere con chi iniziare le contrattazioni di coalizione vere e proprie mentre il nuovo consiglio è previsto per il 14 novembre, sede in cui probabilmente sarà nominato un presidente del Consiglio provvisorio.

Ma la spaccatura all’interno del partito di raccolta è dietro l’angolo.

Sembra infatti che l’area cosiddetta “sociale” della Volkspartei prediliga un’intesa finale che comprenda Verdi e Pd in giunta, mentre l’ala economica sia più propensa a chiudere un accordo con Lega e Team Koellensperger.

Alludendo allo scontro sul tema della proporzionale linguistica, Kompatscher e l’Obmann Philipp Achammer hanno ironizzato oggi (3 novembre) sul fatto che i colloqui “sono stati obiettivi e concreti in più o meno tutti i casi“.»

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Ansa. 2018-11-26. Alto Adige, verso giunta Svp-Lega

BOLZANO, 26 NOV – Salvo imprevisti, il parlamentino della Svp stasera darà il via libera alle trattative con la Lega per la formazione della nuova giunta provinciale. Tramonta così l’opzione di continuare la collaborazione con il Pd, allargando la maggioranza con i Verdi.

Come si apprende da fonti della Volkspartei, con il Carroccio sarà stipulato comunque solo un accordo tecnico, e non politico.
Inoltre, visti i mal di pancia dell’ala sociale, il partito di rappresentanza dei sudtirolesi di lingua tedesca e ladina pretenderà “una serie di paletti” dal futuro partner di coalizione. Il parlamentino a questo punto nominerà anche una delegazione che condurrà le trattative con la Lega che potranno comunque durare alcune settimane. La nuova giunta – in caso di esito positivo delle trattative – potrebbe essere presentata a gennaio. Svp e Lega, questo è già certo, si presenteranno separati alle Europee di maggio. La Volkspartei – si apprende – si presenterà all’interno del Ppe, forse con un’alleanza con Forza Italia.


Ansa. 2018-11-30. Svp, entro Natale giunta con Lega

BOLZANO, 30 NOV – Prendono il via domani mattina a Bolzano le consultazioni tra Svp e Lega per la formazione della nuova giunta provinciale, “dopo il chiarimento con l’approvazione della Lega di condividere a pieno titolo il codice dei valori (su Europa, autonomia e convivenza, ndr) che entrerà nell’accordo di coalizione”, come scrive la Volkspartei in una nota. Le trattative dovrebbero concludersi entro Natale, informa il partito.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Se i liberal apprezzassero il Governo Conte ne saremmo terrorizzati. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-30.

Carpaccio. 1514. La disputa nel Sinedrio. Pinacoteca Brera 001

Il Carpaccio fece questa grande opera nel 1514, mentre Michelangelo affrescò la volta della Cappella Sistina tra il 1508 ed il 1512.

La potenza innovativa di Michelangelo risulta chiaramente evidente dalla comparazione. L’antico prosegue quasi per inerzia e non riesce a sublimare il nuovo: sono due Weltanschauung differenti, incompatibili.


Bloomberg è uscito con un articolo interessante

Report Card: How Much Progress Have Italy’s Populists Made?

essendone coautrice la dr.ssa Chiara Albanese, che così si presenta in Linkiesta:

«Chiara Albanese è corrispondente per Italia e Spagna per la rivista finanziaria inglese Investment Europe. Oltre a collaborare con Linkiesta scrive per il Sole 24 Ore, Guardian, Corriere.it e Italia Oggi.

Nata a Roma, cresciuta a Milano, dal 2009 vive a Londra, dove sta ancora cercando di capire come fanno gli inglesi a bere il te con il latte.

Nel tempo libero nuota in mari e fiumi e mangia cioccolata.»

Dal gennaio 2016 lavora come reporter per Bloomberg LP.

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Poiché gli esseri umani sono dotati di libero arbitrio, Mrs Chiara Abanese è di credo liberal. Questo è uno dei tanti tioli da Lei pubblicati:

Europe Inc. Is Getting Worried About the Rise of Populism

«In Italy, there’s growing concern that the government has become ever-more unreliable. ….

That’s a sentiment shared far beyond Italy as companies globally struggle with a more unpredictable political environment. While the nature of democracy means governments of different hues come and go, the rise of populism and far-right nationalism is polarizing voters, stoking policy uncertainty, and ringing corporate alarm bells from the U.S. to Brazil and across swaths of Europe. ….

Populism is feeding fears rather than providing real solutions, …. This is not only threatening industry but our economic and social model. ….

populism’s rise represents a danger to the stability of political systems»

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Bene.

Adesso il Lettore faccia un esperimento.

Pensi tutto quello che di male ed abbietto possa essere pensato sul Governa gialloverde.

Quindi, ne pensi ancora peggio: arrivi pure a concepire che Mr Di Maio e Mr Salvini siano maschilisti omofobi.

Benissimo,

La maggioranza degli Elettori ha votato Mr Di Maio e Mr Salvini piuttosto che votare il partito democratico, che a loro avviso era ancora peggio. Non solo: sono anche scappati a gambe levate. Se alle europee scorse il pd aveva il 40.8% adesso gode del 16.5% di propensioni al voto.

«After more than five months in power, they have little to show»

Il solo fatto che Mr Salvini abbia chiuso i porti ai migranti illegali lo rende agli occhi di molti benemerito a vita.


Bloomberg. 2018-11-28. Report Card: How Much Progress Have Italy’s Populists Made?

After more than five months in power, they have little to show.

Italy’s populist government is locked in a tussle with the European Commission over the spending spree it has planned for next year.

The coalition partners—the anti-establishment Five Star Movement and the anti-migration League—swept into power promising to turn things around quickly for voters frustrated by years of stagnation. But getting things done is proving harder than their voters were led to expect and their patience is starting to fray.

Here’s a progress report on the coalition’s main policy objectives.

Tax Cuts and Benefits Spending

The 2019 budget earmarks money to pay for the populists’ main pledges—a “citizen’s income” for the poor, a lower retirement age and tax cuts.

The commission has demanded that the government rein in its largess and senior ministers are trying to work out how to win European approval without surrendering their key policies. Parliament is due to approve the spending plan by the end of the year. The government has yet to decide on the details of the measures or when they will come into force.

Potential nightmare scenario—President Sergio Mattarella has a constitutional duty to ensure a balanced budget, with adequate funding for new laws, and respect for international commitments. So he could refuse to sign the budget law and send it back to parliament for revision. But he can only do that once.

Creating Good Jobs

The so-called “Dignity Decree” set a ceiling for the proportion of short, fixed-term employment contracts in a given company, raised compensation payments for illegitimate sackings, and increased fines for breaking a ban on gambling ads.

It was given final approval by the Senate in August. But a September ruling by Italy’s Constitutional Court indicated that part of the decree is unconstitutional.

Dirty Steel Plant

The Ilva plant in southern Italy is one of Europe’s biggest and most polluting steel works. Pro-environment Five Star promised to block the sale of the plant to ArcelorMittal, agreed by the previous government, and either close the plant or turn it into a greener facility.

Once in power, the government realized it’s impossible to back out of the agreement with ArcelorMittal. The sale prompted a revolt by local supporters who accused Five Star of betraying them.

Adriatic Gas Pipeline

Five Star also promised to block the construction of the Trans Adriatic Pipeline, a 4.5 billion-euro ($5.1 billion) gas connection linking the Caspian Sea to Europe via the tourist region of southern Apulia.

The party had to give up on this last month as well after a cost-benefit review. Prime Minister Giuseppe Conte said that halting works on the final stretch of the project could result in hundreds of millions of euros in losses.

Demonstrators burned Five Star flags in street protests which are still continuing. But the announced 2020 timing for the first gas to flow might be also delayed by an ongoing investigation over alleged irregularities related to waste disposal.

Immigration

The League’s Matteo Salvini owes much of his political support to promises to curb immigration from across the Mediterranean.

Since taking power, the deputy prime minister has clashed with France, Spain and Malta in refusing to let several migrant rescue ships dock at Italian ports, consolidating his popularity in the short term at least.

He also spearheaded a decree on security and migration which won cabinet approval and the numbers of arrivals is down, though that trend had begun before the populists came to power and the longer term problems facing Italy and Europe remain.

Pubblicato in: Demografia, Psichiatria

Depressione. Patologia personale ma anche sociale. I numeri.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-30.

2018-10-25__Depressione__001

«Il disturbo depressivo maggiore (in inglese, Major depressive disorder – MDD), noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente (nel caso di ripetuti episodi) è una patologia psichiatrica o disturbo dell’umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). Questo gruppo di sintomi (sindrome) è stato identificato, descritto e classificato come uno dei disturbi dell’umore nell’edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall’American Psychiatric Association.

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Tipicamente i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e spesso, in maniera complementare, anche con la psicoterapia. L’ospedalizzazione può essere necessaria quando vi è un auto-abbandono o quando esiste un significativo rischio di danno per sé o per altri. Il decorso della malattia è molto variabile: da un episodio unico della durata di alcune settimane fino ad un disordine perdurante per tutta la vita con ricorrenti episodi di depressione maggiore. ….»

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«Depressione reattiva: depressione dovuta ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento, una delusione sentimentale/professionale, la perdita del lavoro, una violenza psicofisica, una truffa ecc., i cui sintomi però si dimostrano eccessivamente intensi e prolungati rispetto alla causa scatenante. Al suo interno si possono collocare i “disturbi dell’adattamento” e le “reazioni da lutto” o perdita/abbandono»

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«La depressione maggiore è spesso presente nella dipendenza dal cibo.

Si riscontra un aumento dei tassi di abuso di alcool e di assunzione di altre droghe e in particolare è più frequente la dipendenza.

Il dolore è presente nel 65% dei pazienti depressi, infatti un gran numero di pazienti con dolore cronico soffre di depressione: la diagnosi è spesso ritardata o non viene formulata, e completamente fraintesa»

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«Dal punto di vista epidemiologico la depressione è la prima causa di disfunzionalità nei soggetti tra i 14 e i 44 anni di età, precedendo patologie quali le malattie cardiovascolari e le neoplasie. ….

Secondo il DSM IV la prevalenza del disturbo depressivo maggiore in età adulta è del 10-25% nelle donne e del 5-12% negli uomini ….

La probabilità di avere un episodio depressivo maggiore entro i 70 anni è del 27% negli uomini e del 45% nelle donne» [Fonte]

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Al momento attuale, non è ancora stata accertata in modo incontrovertibile la causa del disturbo depressivo. Vi sono molte ipotesi ragionevoli, ma nessuna esaustiva.

Se è vero che le avversità della vita concorrono a scatenare le depressioni reattive, è altrettanto vero che la patologia si evidenzia come una reazione abnorme al fatto subito: tutti hanno esperito la morte dei genitori, ma solo i predisposti hanno sviluppato un quadro depressivo stabile.

Di frequente si constata come elemento concomitante una discrasia tra le attese e la realtà: tra l’aver riposto speranze indebite ed irrealistiche su fatti o persone, l’aver fortemente desiderato cose impossibili da ottenersi. La speranza disattesa è evento scatenante. Questo assunto consente di spiegare la comparsa del disturbo depressivo anche in persone che altrimenti sarebbero sembrate non dover aver avuto motivo scatenante alcuno.

Il sogno irrealizzabile, oppure anche non più realizzabile, vissuto come fatto dovuto è segno di facile riscontro nei depressi: è un trigger, non la causa, ma è molto più facilmente appurabile rispetto alla carenza di revisione critica oggettiva. Un caso da manuale è la donna in menopausa che constata di non aver proliferato quando ne era in grado.

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La quantizzazione di questa patologia depressiva è difficile.

Di norma, i pazienti psichiatrici ritengono essere malati quanti li circondano, essendo incapaci di riconoscere il proprio stato. Arrivano quindi dallo specialista in fase avanzata, di trattamento più arduo. In linea generale, il totale dei pazienti portatori di sindrome depressiva sarebbe dal doppio al triplo di coloro che assumono farmaci ad hoc.

Una interessante quantizzazione è stata fatta nel seguente articolo:

L’Islanda è lo Stato più depresso del pianeta

«Il grafico sopra mostra quante dosi di antidepressivi si consumano al giorno ogni 1000 abitanti considerando alcuni dei principali Paesi che fanno parte dell’organizzazione parigina. In testa c’è l’Islanda con ben 129,6 dosi ogni mille abitanti consumate ogni giorno.

Ma anche il secondo Paese in classifica suscita qualche stupore: è l’Australia che, nell’immagine comune, è un Paese dove la vita scorre piuttosto serenamente. E invece i suoi abitanti consumano 104,2 pastiglie di antidepressivi al giorno, sempre ogni mille abitanti. Invece il Paese più sereno del mondo, almeno per quanto riguarda le dosi di antidepressivi, è la Corea del Sud, patria della produttività lavorativa, dove i robot corrono veloci sulla strada della sostituzione dell’uomo. Ci si potrebbe aspettare che l’alienazione la faccia da padrona nel Paese asiatico, invece i coreani consumano appena 20,3 dosi di antidepressivi.

Italia meglio della media

L’Italia, in questa classifica, è a quota 46,4 dosi di antidepressivi, decisamente sotto la media Ocse che è, invece, di 60,3. Una posizione tutto sommato “comoda”, anche se, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo, la diffusione degli antidepressivi nel nostro Paese è aumentata notevolmente negli ultimi 10 anni. Ogni anno, infatti, l’uso di dosi di antidepressivi è aumentata del 3,2% in media.»

*

In Italia assumono cronicamente farmaci antidepressivi 46.4 persone su mille, quota che sale a 60.3 nei paesi Ocse. Si tenga conto che la popolazione adulta, ossia quella sotto terapia, è grosso modo la metà della popolazione. E si tenga inoltre presente come la sindrome depressiva sia appannaggio frequente del sesso femminile.

Sono cifre davvero alte, ma che ci aiutano a comprendere molte delle manifestazioni personali e sociali dei nostri tempi.

Quale nota a margine, si dovrebbe ricordare come il disturbo depressivo non sia l’unica patologia psichiatrica, ma, purtroppo, una delle tante e, forse, nemmeno la più grave.

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La presenza di una così alta quota di depressi in una popolazione pone una lunga serie di interrogativi. Per prima cosa mette ampiamente in discussione il suffragio universale, che presupporrebbe Elettori in grado di intendere e volere.

Il depresso ha voglia di tutto tranne che di imprendere. Non solo, ma nel mondo del lavoro inietta una dosa talora quasi letale di pessimismo cosmico: vivere con i depressi mette a dura prova la resistenza psichica di quanti vivano con lui. Il depresso vive l’immanente in modo angoscioso e non riesce a costruirsi una speranza futura.

Questo è un peso sociale che sfugge al computo delle pastiglie assunte oppure ai conteggi economici, ma non per questo è irrilevante.

Pubblicato in: Arte, Senza categoria

Lo stupefacente tesoro del guerriero miceneo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-29.

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Intorno al 1500 a. C., i Micenei conquistarono i Minoani.

L’arte micenea era abbastanza ben conosciuta, ma lo scavo della tomba recentemente trovata nei pressi di Pilo obbliga a riconsiderarla in modo completo: la Tomba del Grifone contiene 3,000 pezzi di rara fattura e bellezza.

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«Dating from around 1,500BC the grave also held a intricately carved gem, or sealstone, which was covered in limestone»

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«Now after a year of careful restoration the scene beneath has finally been uncovered. It depicts an ancient battle in which a bare-chested warrior plunges a blade into the neck of an assailant, while a second enemy corpse lays at his feet»

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«“What is fascinating is that the representation of the human body is at a level of detail and musculature that one doesn’t find again until the classical period of Greek art 1,000 years later. It’s a spectacular find”»

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«The find is all the more remarkable because of its tiny size. The tiny piece of agate measures just 1.4 inches in length (3.6cm) and many of the details such as the ornamentation on the shields and jewellery are too small to be viewed with the naked eye»

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«Some of the details on this are only a half-millimeter big …. It seems that they were producing art of the sort that no one ever imagined they were capable of producing»

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«It shows that their ability and interest in representational art, particularly movement and human anatomy, is beyond what it was imagined to be. Combined with the stylized features, that itself is just extraordinary»

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Si noti il gioco del deltoide sul bicipite della figura a destra, così come l’anatomia del polpaccio con i muscoli in tensione. Il disegno dello sternocleidomastoideo destro del guerriero a sinistra che sta per affondare la spada nel giugulo dello avversario sembrerebbe essere stato tratto da un atlante di anatomia.

E il tutto è scolpito su materiale fragile, che è stato anche levigato ad arte: un pezzo largo tre centimetri e sei millimetri, con dettagli al mezzo millimetro.

Si rimane esterrefatti.

Lo scultore aveva una cultura anatomica di ottimo livello anche ai nostri tempi, ma la sua sensibilità artistica ha dell’inverosimile.

Le due figure principali si equilibrano a formare una sorta di triangolo le cui parti inferiori sono delineate dalle gambe nella loro massima estensione, facenti fulcro sull’immagine dello scudo. Un quasi perfetto rispetto dei rapporti della sezione aurea, con i capelli ondeggianti ad imprimere il senso del rapido moto.

Un gusto di composizione delle immagini del tutto fuori dalla norma: le masse riempiono lo spazio in modo particolarmente armonico, come se l’artista avesse nel suo bagaglio culturale anche studi e competenze architettoniche.

Belli, infine, persino gli spazi vuoti, variegati dalle ondeggiature della levigatura e dal ben bilanciato policromismo del mezzo. Tutto guida lo sguardo al centro cruento della scena.

Per non parlare poi della collana sacrale. Fatta in maglia di fili di oro. La fattura è perfetta.

Questi erano i nostri avi.


The Telegraph. 2017-11-08. History of art rewritten as archaeologists unearth 3,500-year-old carving of ancient Greek battle.

The history of art has been rewritten after archeologists unearthed an astonishing 3,500 year old carving of an ancient Greek battle, depicting human bodies in anatomical detail which was thought way beyond the skill of Bronze Age artisans.

In 2015, the tomb of the so-called ‘Griffin Warrior’ was discovered near the ancient city of Pylos, southwest Greece, containing the remains of a powerful Myceneaen warrior and a treasure trove of burial riches.

Dating from around 1,500BC the grave also held a intricately carved gem, or sealstone, which was covered in limestone.

Now after a year of careful restoration the scene beneath has finally been uncovered. It depicts an ancient battle in which a bare-chested warrior plunges a blade into the neck of an assailant, while a second enemy corpse lays at his feet.

The seal, named the ‘Pylos Combat Agate’ has been hailed as one of the finest works of prehistoric Greek art ever discovered and may depict the mythological war between the Trojans and Mycenaeans, which was told in Homer’s Iliad hundreds of years later.

“What is fascinating is that the representation of the human body is at a level of detail and musculature that one doesn’t find again until the classical period of Greek art 1,000 years later. It’s a spectacular find.,” said Jack Davis, Professor of Archaeology of the University of Cincinnati’s Department of Classics.

“It’s a spectacular find.”

The find is all the more remarkable because of its tiny size. The tiny piece of agate measures just 1.4 inches in length (3.6cm) and many of the details such as the ornamentation on the shields and jewellery are too small to be viewed with the naked eye.

2017-11-12__Lo stupefacente tesoro del guerriero miceneo__002

Researchers are baffled as to how ancient craftsmen were able to create the minute scene without microscopes.

“Some of the details on this are only a half-millimeter big,” added Prof Davis. “They’re incomprehensibly small.

“It seems that they were producing art of the sort that no one ever imagined they were capable of producing.

“It shows that their ability and interest in representational art, particularly movement and human anatomy, is beyond what it was imagined to be. Combined with the stylized features, that itself is just extraordinary.”

Dig leader Shari Stocker, of the University of Cincinnati’s Department of Classics, said:  “Looking at the image for the first time was a very moving experience, and it still is.

“It’s brought some people to tears. It would have been a valuable and prized possession, which certainly is representative of the Griffin Warrior’s role in Mycenaean society.

“This seal should be included in all forthcoming art history texts, and will change the way that prehistoric art is viewed.”

The tomb contained more than 3,000 objects arrayed on and around the warrior’s body, including four solid gold rings, silver cups, precious stone beads, fine-toothed ivory combs and an intricately built sword, among other weapons.

An ivory plaque adorned with a griffin was also buried with the warrior, leading archaeolgists to dub him The Griffin Warrior.

The grave-good are helping archaeologists piece together greater detail about the interactions between the Mycenaens and Minoans at the time.

The seal, and other artefacts suggest that the Griffin Warrior was a Mycenaen nobleman but many of grave-goods are Minoan, including four gold signet rings. Around the time of his death, approximately 1500BC, the Mycenaeans conquered the Minoans meaning the tomb riches could be the spoils of conquest.

The new findings are published in the journal Hesperia.

Pubblicato in: Geopolitica Militare, Geopolitica Mondiale, Putin, Russia, Stati Uniti, Trump

Russia ed Ukraina. Qualcuno vorrebbe sabotare il summit Putin – Trump.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-29.

Trump Macron 010

Giorni fa tre navi ukraine si sono avvicinate alle acque territoriali russe al largo di Kerc: i russi le hanno cannoneggiate e quindi catturate.

È scoppiato il finimondo.

Mr Macron e Frau Merkel avrebbero voluto invadere immediatamente la Russia, poi hanno dovuto desistere non disponendo di esercito. Si sono limitati a parole grevi, minacciando l’ulteriore inasprimento delle sanzioni, salvo restando che la Russia continui a far arrivare in Europa il gas naturale.

Il commento migliore è stato quello del presidente Trump.

*

«President Trump said Wednesday that he “didn’t like” Russia’s capture of three Ukraine naval vessels and called on European leaders to “get involved” — but stopped short of leveling any criticism at Vladimir Putin for ratcheting up tensions in the region»

*

«We’re going to see, we’re going to find out what happened. I didn’t like the incident and we’re getting a report on what’s going on»

*

«”Angela, let’s get involved Angela!” he added, referring to German Chancellor Angela Merkel, exaggerating the pronunciation of her first name»

*

«The president said that France should also get involved, but didn’t elaborate on what actions the two countries»

*

«There was a question — was a warning given? Did they [the Ukranian vessels] let them know they’re coming through? Because they have a system I guess. It’s been working»

* * * * * * *

«Ci sarebbe una domanda da porsi. È stato dato un avvertimento? L’Ukraina aveva fatto sapere ai russi che stanno arrivando? Perché hanno un sistema, credo. »

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Questo è il vero quesito da porsi.

L’Ukraina aveva o meno avvisato i russi che delle sue navi da guerra, in realtà tre vecchie carrette, si sarebbero avvicinate a Kerc?

I soliti malpensanti potrebbero anche malignare che tutto ciò che è successo sia stato fatto a posta al solo fine di impedire oppure rendere più difficile il summit in programma tra Mr Trump e Mr Putin.


The New York Post. 2018-11-29. Trump ‘didn’t like’ Russia’s capture of Ukrainian naval vessels

President Trump said Wednesday that he “didn’t like” Russia’s capture of three Ukraine naval vessels and called on European leaders to “get involved” — but stopped short of leveling any criticism at Vladimir Putin for ratcheting up tensions in the region.

“We’re going to see, we’re going to find out what happened. I didn’t like the incident and we’re getting a report on what’s going on,” Trump told The Post during a 36-minute Oval Office interview.

”Angela, let’s get involved Angela!” he added, referring to German Chancellor Angela Merkel, exaggerating the pronunciation of her first name.

The president said that France should also get involved, but didn’t elaborate on what actions the two countries — which have both criticized Russia, as has UN Ambassador Nikki Haley — should take.

“It shouldn’t happen, it shouldn’t happen,” Trump said.

But at the same time he noted: “There was a question — was a warning given? Did they [the Ukranian vessels] let them know they’re coming through? Because they have a system I guess. It’s been working.”

Meanwhile, the Kremlin said Wednesday it still expects a meeting between Putin and Trump to go ahead as planned despite a suggestion from the president that it could be canceled.

Trump said Tuesday that he may cancel the sit-down with Putin at the G-20 meeting in Argentina following Russia’s seizure of the three Ukrainian ships last weekend.

Kremlin spokesman Dmitry Peskov told reporters that the meeting was on and that Russia has not received “any other information from our US counterparts.”

Putin’s foreign affairs adviser, Yuri Ushakov, noted that the meeting, which is set for Saturday, has been prepared through official channels and Moscow expects Washington to notify it of any changes in the same way.

“This meeting is necessary for both sides,” Ushakov said. “It’s important in view of the developing situation in the world.”

The long-simmering conflict between Russia and Ukraine burst into the open on Sunday, when Russian border guards fired on three Ukrainian vessels and seized the ships and the crew.

Trump said he would be receiving a “full report” from his national security team on Russia’s recent actions in eastern Ukraine and the Black Sea, and would decide afterward.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Sette Länder si fan beffe della Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-29.

2018-11-29__Germania___001

Non san più dove sbattere la testa.

In Baden-Württemberg i Grüne sono al 29% contro il 28% della Cdu con la Csu, ed a Berlino sempre i Grüne sono al 24%, contro il 18% della Union. Anche qui i Grüne sono il primo partito.

Ma in cinque Länder della Germania orientale la Union ha perso decine di punti percentuali contro aumenti significativi di AfD che si avvia a diventare il partito di maggioranza relativa, mentre i Grüne in questi paesi non riescono a sfondare.

Si sta assistendo alla liquefazione dei partiti tradizionali, così come in Francia abbiamo assistito al rovinoso crollo del partito socialista di Mr Hollande prima, di quello di Mr Macron adesso.

I numeri sono asettici.

Se però questi trend dovessero mantenersi nel tempo, alla fine la Germania sarà governata da una inedita Große Koalition: Grüne ed AfD. Proprio come in italia, i giallo-verdi.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Il 40% crede che l’UN Migration Pact faccia aumentare le richieste di asilo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-29.

2018-11-28__Migranti__001

I tedeschi sono un popolo strano: occorre conoscerlo per poterlo comprendere.

Hanno dato all’umanità dei geni quali Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Carl Friedrich Gauss, Max Planck, Werner Karl Heisenberg, Robert Koch, solo per citare alcuni sei sommi. Ma come popolo sono di un ottuso stupefacente. La loro capacità di adeguarsi alla realtà è virtualmente nulla: sono il trionfo dell’inerzia.

È una caratteristica talora utilissima per perseguire tenacemente un fine, ma una vera e propria iattura quando il fine è strampalato, per usare un termine asettico ed elegante.

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«Almost 40 percent of Germans fear the controversial UN migration pact will lead to more asylum claims, a new survey has found.»

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«They were asked their feelings on the following statement: “I fear that the signing of the UN migration pact could lead to additional claims for asylum.”»

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«Alternative for Germany (AfD) voters, as well as Union supporters, were particularly worried, the survey found.»

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«However, a total of 22.7 percent of respondents disagreed with the statement and said they did not see any risk of additional asylum claims»

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«Werte-Union chairman Alexander Mitsch said it was the CDU and CSU’s task to take people’s concerns seriously and to ensure the government did not enter into any agreements it had no control over.»

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«It’s a topic that’s proved hugely controversial in the run up to the conference, when Merkel will step down as leader»

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«The AfD in particular is mobilizing against the pact, but there are also critical voices in the Union, including health minister Jens Spahn and Friedrich Merz, who are both candidates to take over from Merkel»

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«Among others, the USA, Hungary, Austria, the Czech Republic, Switzerland, Australia and Slovakia do not want to back the deal»

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L’otto dicembre si vedrà l’indirizzo che la Cdu vorrà tenere.

Verosimilmente dovranno valutare sia il contesto internazionale sia quello domestico: il parere della Csu loro alleata, e quello dei Grüne e di Fdp, probabili futuri compagni di governo.

Buona norma politica suggerirebbe di non andar contro una percentuale così elevata di Elettori.


The Local. 2018-11-27. Survey: 40 percent of Germans fear UN migration pact will result in more asylum claims

Almost 40 percent of Germans fear the controversial UN migration pact will lead to more asylum claims, a new survey has found.

A total of 2,062 people were interviewed between Friday and Monday on the topic in a survey conducted by the Insa opinion research institute on behalf of the conservation association Werte-Union.

They were asked their feelings on the following statement: “I fear that the signing of the UN migration pact could lead to additional claims for asylum.”

Almost as many respondents as those who had agreed with the statement replied with “don’t know” or gave no response.

Alternative for Germany (AfD) voters, as well as Union supporters, were particularly worried, the survey found.

However, a total of 22.7 percent of respondents disagreed with the statement and said they did not see any risk of additional asylum claims.

The Werte-Union is an association made up of thousands of conservative members of the centre right Christian Democrats (CDU), led by Chancellor Angela Merkel, and the Christian Socialists (CSU).

Werte-Union chairman Alexander Mitsch said it was the CDU and CSU’s task to take people’s concerns seriously and to ensure the government did not enter into any agreements it had no control over.

He said there should be a protocol which means Germany can reject “any future legal obligation and consequence from the pact”.

The CDU will discuss and vote on the agreement at its party conference which begins on December 7th.

It’s a topic that’s proved hugely controversial in the run up to the conference, when Merkel will step down as leader.

The AfD in particular is mobilizing against the pact, but there are also critical voices in the Union, including health minister Jens Spahn and Friedrich Merz, who are both candidates to take over from Merkel.

However, the outgoing Chancellor has defended the agreement, saying it is the “right response” and that it will “solve global problems internationally and together”.

The United Nation’s Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration is the first time the world organization has agreed on a list of global measures to tackle the challenges involved in migration for individual migrants, and at the same time to maximize benefits for the countries taking in immigrants.

The agreement, which is not legally binding, is being formed to deal with the huge number of people from across the world who are leaving their countries to seek refuge elsewhere because of conflict, poverty or other reasons. Germany played a key role in the height of the refugee and migration crisis in 2015, which has resulted in a polarization of opinions across the country.

Among the calls, the pact urges countries to help improve the conditions in migrants’ countries of origin to help bring down the number of people who want to move, as well as helping migrants assimilate better in their new country.

The pact is to be adopted by the international community at a meeting in Morocco on 10th and 11th December – directly after the CDU party conference.

Among others, the USA, Hungary, Austria, the Czech Republic, Switzerland, Australia and Slovakia do not want to back the deal.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Senza categoria, Stati Uniti, Trump

Suprema Corte. La pulpite purulenta dei liberal democratici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-29.

Supreme Court

È cosa di somma importanza studiare a fondo gli avversari e, nel caso, cercare di imparare da loro.

I liberal socialisti hanno portato al massimo grado di raffinatezza l’arte di governare anche nel caso che avessero perso le elezioni.

Gli strumenti usati sono svariati, ma alcuni primeggiano per la loro importanza.

In primo luogo, hanno sempre avuto la massima cura di far nominare persone loro vicine negli alti gradi della Magistratura. Poi, ottenuto questo risultato, hanno iniziato a proclamare la sacralità della divisione dei poteri, che la Magistratura è intoccabile ed insindacabile, che la politica dovrebbe astenersi dal’interferire. Nel contempo, i loro Magistrati svolgono una chiara e netta azione politica.

Justice Ruth Bader Ginsburg calls Trump a ‘faker,’ he says she should resign  [Cnn]

«”He is a faker,” she said of the presumptive Republican presidential nominee, going point by point, as if presenting a legal brief. “He has no consistency about him. He says whatever comes into his head at the moment. He really has an ego. … How has he gotten away with not turning over his tax returns? The press seems to be very gentle with him on that.”

It is highly unusual for a justice to make such politically charged remarks, and some critics said she crossed the line. House Speaker Paul Ryan told CNN’s Jake Tapper on Tuesday night the comments were “out of place.”»

Un po’ difficile dire che Sua Justizia Mrs Ginsburg non abbia tracimato nella politica e che stesse facendo politica, immemore della debita non ingerenza.

* * *

In secondo luogo i Magistrati liberal democratici sfruttano la loro posizione per alterare pesantemente la legislazione governativa.

Hawaii judge Derrick Watson blocks Trump travel order [Aljazeera]

Un giudice di una Corte Distrettuale Federale ha emesso uno ordinanza che blocca un Execuvite Order del Presidente in carica.

Da un punto di vista giuridico quella disposizione fu una delle più strampalate sentenze mai viste, ed infatti a breve termine si espresse la Corte Suprema:

Supreme Court Wipes Out Travel Ban Appeal

«The Supreme Court dismissed on Tuesday the last remaining appeal in a pair of cases challenging President Trump’s executive order, issued in March, that sought to limit travel to the United States.»

La lettura del dispositivo di sentenza della Suprema Corte bacchetta il Giudice Watson in modo severo, pur usando i toni ovattati che le si confanno.

Il cuore del problema risiede nel fatto che un oscuro giudice distrettuale abbia la potestà, e la usi, di bloccare una legge dello stato.

 Si faccia molta attenzione. Le Corti inferiori hanno la possibilità, e spesso anche il dovere, di sottoporre alla Suprema Corte quesiti di costituzionalità su di un qualsivoglia argomento di interesse. ma non dovrebbe loro competere il diritto di emettere sentenze esecutive di sospensione.

Questo è il classico abuso, misuso, della Magistratura politicizzata per bloccare le iniziative politiche di governi in carica non a connotazione liberal democratica.

* * *

Come si constata, i liberal democratici negli Stati Uniti, ma anche i socialisti nell’Europa, hanno insegnato come governare senza l’incomodo di essere eletti. Discorso analogo potrebbe essere fatto sulla Agenzie e sulle ngo.

È sufficiente avere giudici della propria fede ideologica e conferire loro quei poteri che dovrebbero spettare solo a personaggi politici eletti dal popolo sovrano. È la pura e semplice dittatura della magistratura.

* * * * * * *

Tutto filava liscio e nessuno se ne lamentava, nessuno dei liberal democratici ovviamente, fino a tanto che le Corti di giustizia erano succursali delle sedi di partito e la Corte Suprema anche essa un voivodato liberal.

L’elezione di Mr Trump a Presidente degli Stati Uniti ha rotto le uova nel paniera democratico.

Nominando le Loro Giustizie Mr Gorsuch e Mr Kavanaugh la Suprema Corte è tornata ad essere luogo di amministrazione della giustizia: sono due giudici liberi ed indipendenti nel giudizio, ma non sono liberal.

Non solo.

Durante il quadriennio di Presidenza. Mr Trump avrà la possibilità concreta di nominare 239 Giudici in posti vacanti, ad iniziare da quelli da ricoprirsi nel Nono Circuito.

Trump. Correggere l’anomalia del Nono Circuito.

I liberal democratici sono diventati pazzi dalla furiosa rabbia. Avesse vinto Mrs Hillary Clinton avrebbe nominato tutti giudici liberal, stabilizzando così la dittatura per decenni.

I liberal democratici si sono sentiti sbeffeggiati dall’avversa sorte, proprio mentre erano ad un epsilon dalla vittoria finale. Di qui la loro livorosa reazione.

Poi, quasi a mettere la ciliegina sulla torta. a midterm Mr Trump ha conservato il Senato, migliorando persino il numero dei seggi: una grande vittoria che i liberal democratici cercano in ogni modo di scotomizzare con schifiltosa nonchalance. Ma si sono ustionati gravemente.

* * * * * * *

Adesso il The New York Times se esce con questo interessante articolo, ove accusa il Presidente Trump di aver spostato l’asse politico della Suprema Corte fuori dal raggio di azione dei liberal democratici.

Lasciamo al Lettore il piacere di questa prosa, ricordando solo come il The New York Times si il corifeo dei liberal democratici.

Nota.

L’articolista si stupisce che Sua Giustizia Kavanaugh si sia associato ad una sentenza non favorevole alla Amministrazione.

Mr Trump ha nominato Giudici competenti ed imparziali, che applicano le leggi. lasciamo volentieri loro personaggi come Sua Giustizia Ruth Bader Ginsburg, faziosamente di parte.


The New York Times. 2018-11-08. Who Owns the Supreme Court?

The Trump administration is treating it like a wholly owned subsidiary.

*

The Trump administration’s treatment of the Supreme Court as a wholly owned subsidiary is one of the most compelling dramas now unfolding in Washington. Whether this drama plays out as comedy or tragedy is up to the court.

“Comedy” may be an odd word in this context, but I have to confess that I’ve been more than a little amused by the administration’s frantic and largely failed effort to enlist the justices in keeping the public from learning how the decision to add a citizenship question to the 2020 census actually came about.

The embarrassing outline of the story is known, summarized in eyebrow-raising detail by Michael Wines in The Times this week. Wilbur L. Ross, the secretary of commerce, testified to Congress under oath in March that he added the disputed question “solely” because the Justice Department asked for it. In fact, documents that came to light in a lawsuit brought by the State of New York and other governmental and private plaintiffs show that pressure didn’t come from the Justice Department. Rather, it was Secretary Ross who pressed the Justice Department to make the request, after consulting with Steve Bannon, the former White House strategist, and Kris Kobach, one of the country’s most stridently anti-immigrant political figures (who lost his race for the governorship of Kansas in Tuesday’s election).

Census experts have warned that a question about citizenship status will deter immigrants from responding altogether, leading to a potentially significant undercount in parts of the country with large immigrant populations, which could affect federal funding to states and representation in Congress.

Last month, with a trial date approaching for the New York lawsuit, the administration went to the Supreme Court with a request to block the plaintiffs from taking pretrial testimony from Secretary Ross and John Gore, the acting assistant attorney general in charge of the Justice Department’s Civil Rights Division. Federal District Judge Jesse Furman, presiding over the case, had refused to block the depositions on the ground that the plaintiffs had already made a sufficiently “strong showing of bad faith” on the part of the two officials to justify further investigation of the decision-making process. The United States Court of Appeals for the Second Circuit upheld Judge Furman’s order.

In the administration’s request to the Supreme Court, Solicitor General Noel J. Francisco argued that because “an agency decision maker’s mental processes are generally irrelevant to evaluating the legality of agency action,” there was no reason to “probe the secretary’s mental processes.” In an unsigned order, the justices agreed, apparently unanimously, to block the deposition of Secretary Ross, while voting 7 to 2 to allow the deposition of Mr. Gore to go forward. The dissenters were Justices Neil Gorsuch and Clarence Thomas, who said the court should have stopped the questioning of both men. Their separate opinion contained a strong hint to Judge Furman: “One would expect that the court’s order today would prompt the district court to postpone the scheduled trial and await further guidance.”

That was a hint that Judge Furman chose not to take a few days later, when the administration asked him to stay the entire trial. Rejecting that request, the judge elaborated on his earlier reference to “bad faith.” In a pointed 15-page opinion, he wrote that he had “found reason to believe that Secretary Ross had provided false explanations of his reasons for, and the genesis of, the citizenship question.” Three days later, the administration was back at the Supreme Court, quoting from the two justices’ earlier dissenting opinion and seeking an immediate stay of the trial. In an unsigned one-sentence order, issued last Friday, the justices refused. The vote this time was 6 to 3. Justice Samuel A. Alito Jr. joined Justices Gorsuch and Thomas. The trial began in Judge Furman’s courtroom in Manhattan on Monday.

It takes the votes of five justices to grant any kind of stay. Conspicuously missing from the votes on the administration’s side were Chief Justice John Roberts Jr. and his newest colleague, Justice Brett Kavanaugh. The majority’s silence gives no hint of their reasoning. Maybe the chief justice and Justice Kavanaugh simply found Solicitor General Francisco’s hyperbolic rhetoric unpersuasive. Or maybe it was something deeper, a sense that a 5-to-4 vote to shield the Trump administration from ordinary legal process would have been a needless step on the road to disaster for a court already seen as polarized by political allegiances. By just such incremental developments will the line between comedy and tragedy be etched by the newly constituted Roberts court.

But for those of us hanging on the court’s every move, there was hardly time to catch our breath before the Trump administration was back at it again, trying to bend the court to its will. On Monday night, it filed three highly unusual petitions at the court, this time seeking immediate review of decisions by three Federal District Courts that have prevented the administration from shutting down the Deferred Action for Childhood Arrivals program. All three decisions, from courts in New York, San Francisco and Washington, are already in federal appeals courts, with one appeal having been argued and another scheduled to be heard in January. So what’s the rush?

The administration’s filing of three petitions “for a writ of certiorari before judgment” is an aggressive move, and the language is aggressive as well, devoid of even a hint of empathy for the fate of the “Dreamers,” young people brought to this country as children who have been enabled by DACA to build stable adult lives in the United States. “These cases concern the executive branch’s authority to revoke a discretionary policy of nonenforcement that is sanctioning an ongoing violation of federal immigration law by nearly 700,000 aliens,” the petition in the New York case, Nielsen v. Vidal, asserts. The administration’s basic argument is that the decision to undo the program, established by the administration of President Barack Obama in 2012, is unreviewable by any federal court.

What makes the filing even more striking is that the administration tried the same move last January in one of the San Francisco cases, United States Department of Homeland Security v. Regents of the University of California. Solicitor General Francisco argued then that the “institutional injury suffered by the United States” from the district court’s injunction against shutting down DACA merited an immediate Supreme Court appeal. The justices denied the petition.

What’s different now? It can’t be that the White House was looking for an Election Day tough-on-immigrants headline; the petitions were filed late in the day on Monday without fanfare and made news only in the legal press. Did Attorney General Jeff Sessions want to show what a gung-ho team player he was on the eve of what turned out to be his forced resignation on Wednesday? Such speculation is above my pay grade. But one reason that comes to mind is that the court today is different from the court that existed last January. Unlike the five votes needed to issue a stay, four votes are sufficient to grant a petition and add a case to the calendar for decision. Maybe the administration’s lawyers assume that Justice Anthony Kennedy wasn’t with them back then but that Justice Kavanaugh, his successor, will be with them now.

Or maybe they make no such assumptions, but simply want to try and see — to test the line between comedy and tragedy.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Dobbiamo abituarci alle rivolte, poi verrà la rivoluzione.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-28.

2018-11-28__Parigi__Metro__001

France drops plan for urban tolls amid fuel price protests

«The French government has dropped plans that would have eased the introduction of urban tolls amid nationwide protests against rising fuel costs, the transport minister said on Monday.

Last month, Transport Minister Elisabeth Borne said a new law on mobility would allow cities to introduce congestion pricing in a bid to cut traffic jams and pollution.

But in the past two weeks, France has seen nationwide protests against rising fuel costs, with demonstrators clad in fluorescent jackets – dubbed “yellow vests” – blocking highways and setting up barricades, hoping to force the government to row back on new taxes on petrol and diesel.»

* * *

Il problema sembrerebbe essere semplice.

Per la gente comune è molto difficile trovare lavoro, ed ancor più difficile trovarlo vicino a casa.

Di conseguenza, tra gli oneri insopprimibili deve essere contabilizzato quello dei trasporti, siano essi pubblici siano essi privati.

Se Parigi è ragionevolmente ben servita dalla metropolitana e da mezzi di superficie, questo non è la norma nelle città di dimensioni minori e, specialmente, in quelle cittadine di provincia. Poi, i mezzi pubblici sono costosi, molto costosi.

Il carnet da 10 biglietti costa a Parigi 14.90 euro: ci sono soluzioni come gli abbonamenti, ma non è poi che si risparmi più di tanto. Il ‘Navigo annual travel pass‘ ha un costo mensile di 63.30 euro.

Ma in una situazione di vita provinciale l’azienda cui far capo è solitamente locata fuori dalla cittadina, spesso anche una decina di kilometri, e non è servita da mezzi: in quelle situazioni senza una automobile privata risulterebbe impossibile poter lavorare.

* * *

Lo stato ci picchia duro con le tasse. In Francia la benzina costa 1.458 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 1.467 euro al litro, ma il 70% circa sono accise. Poco consola che nella vicina Germania i prezzi siano quasi eguali, 1.475 e 1.316 rispettivamente: sono un salasso.

Se è vero che qualche fortunato ingegnere arriva ai 2,900 euro netti mensili, un cuoco arriva ai 1,500, un cameriere ai 1,400, e gli operai arrivano a circa 1,200 euro mensili. Di Presidenti che possano permettersi la spesa di 30,000 euro mensili di profumi e belletti ce ne è uno solo, Mr Macron: gli altri arrancano alla bella e meglio.

Signori: provate un po’ Voi a vivere con 1,200 euro al mese, poi se ne riparla.

* * *

Quella che una volta era la tassa sul macinato è stata sostituita brillantemente dalle accise sui carburanti.

La gente comune, i gilet gialli, usa l’automobile per vivere.

Non ci si stupisca che siano in rivolta e che queste continuino poi nel tempo.

«French President Emmanuel Macron, caught off guard by violent demonstrations against diesel tax hikes, warned his cabinet on Monday that the protests could tarnish France’s image and said the government needed to listen to voter anger»

*

«The 10 days of unrest, which on Saturday left some Parisian boulevards transformed into battlefields, hit Macron as he sought to counter a sharp decline in popularity, and have again exposed him to charges of being out of touch with voters»

*

«He has shown no sign, however, of reversing the diesel tax hikes, which he says are needed to help spur a switch to greener energy, though he is now indicating a willingness to soften the blow for motorists on modest incomes»

*

«We shouldn’t underestimate the impact of these images of the Champs-Elysees (…) with battle scenes that were broadcast by the media in France and abroad»

*

«Behind this anger there is obviously something deeper that we must respond to, because this anger, these anxieties have existed for a long time»

*

«Macron has stepped up his defense of the diesel tax, aware that the French treasury is hungry for the revenues the levy generates and that unwinding the tax would damage his green credentials»

*

«He has earmarked 500 million euros to help poorer citizens buy less-polluting vehicles, seeking to answer criticism that his reforms have eaten into household spending»

* * * * * * * *

Che la veste ecologista fosse la foglia di fico messa a nascondere aiuti statali ad un’industria automobilistica asfittica non se la era data proprio nessuno.

Ma erodendo in continuo con tasse sempre crescenti il potere di acquisto della gente, alla fine questa ha ben poco in tasca da spendere.

«Shopping malls saw a 15 percent fall in consumer footfall on Saturday compared with the same day last year, according to the CNCC umbrella group of shopping centers. The impact was worse last week with a 45 percent decline.»

La borghesia la si ammazza con le tasse, diceva il buon Lenin e si direbbe che abbia trovato ottimi epigoni.


Reuters. 2018-11-27. Macron feels diesel tax anger after Paris ‘battle scenes’

French President Emmanuel Macron, caught off guard by violent demonstrations against diesel tax hikes, warned his cabinet on Monday that the protests could tarnish France’s image and said the government needed to listen to voter anger.

The 10 days of unrest, which on Saturday left some Parisian boulevards transformed into battlefields, hit Macron as he sought to counter a sharp decline in popularity, and have again exposed him to charges of being out of touch with voters.

He has shown no sign, however, of reversing the diesel tax hikes, which he says are needed to help spur a switch to greener energy, though he is now indicating a willingness to soften the blow for motorists on modest incomes.

Police on Saturday fired tear gas, water cannon and rubber bullets at thousands of protesters who trashed restaurants and shop-fronts and set wheelie bins ablaze on Paris’ upmarket Champs-Elysees boulevard, a tourist magnet.

“We shouldn’t underestimate the impact of these images of the Champs-Elysees (…) with battle scenes that were broadcast by the media in France and abroad,” government spokesman Benjamin Griveaux said.

After meeting with business associations, Finance Minister Bruno Le Maire said the protests would have a “severe impact” on the economy, though it was too soon to say what the effect on fourth-quarter growth would be.

Now in their second week, the “yellow vest” protests have blocked roads across the country, impeding access to fuel depots, out-of-town shopping malls and factories.

“Behind this anger there is obviously something deeper that we must respond to, because this anger, these anxieties have existed for a long time,” Griveaux said.

Protesters will be looking for concrete answers from Macron when he unveils a new longterm energy strategy on Tuesday.

GREEN CREDENTIALS

Macron has stepped up his defense of the diesel tax, aware that the French treasury is hungry for the revenues the levy generates and that unwinding the tax would damage his green credentials.

He has earmarked 500 million euros to help poorer citizens buy less-polluting vehicles, seeking to answer criticism that his reforms have eaten into household spending.

The weekend’s violence also exposed tensions within the amorphous “yellow vests” movement, so-called because the protesters don the high-vis jackets which all motorists in France must carry in their vehicles.

They strove to maintain a united front on Monday, forming a committee tasked with securing a meeting with the president and Griveaux said that would happen if they came forward with concrete proposals.

There are signs the protests are weakening and becoming less effective.

Shopping malls saw a 15 percent fall in consumer footfall on Saturday compared with the same day last year, according to the CNCC umbrella group of shopping centers. The impact was worse last week with a 45 percent decline.