Pubblicato in: Agricoltura

New York. Messo al bando il Foie Gras.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-01.

Fois Gras 001

Selon la loi française, «le foie gras fait partie du patrimoine culturel et gastronomique protégé en France. On entend par foie gras, le foie d’un canard ou d’une oie spécialement engraissés par gavage». [French “Code rural” law L654-27-1]

Il foie gras è definito dalla legge francese come “fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata“.

«La città di New York mette fuori legge il foie gras. Il consiglio comunale ha votato approvando la proposta che vieta la vendita del prodotto, icona del made in France. I ristoranti o rivenditori di beni alimentari che violeranno il divieto potranno essere multati fino a 2.000 dollari e condannati ad un anno di carcere»

«New York non è sola in questa crociata contro il foie gras. La California, infatti, lo ha messo al bando già nel 2006. Una corte federale lo ha sospeso ma una successiva sentenza di appello lo ha invece confermato. Chicago ha a sua volta messo al bando il foie gras nel 2012, ma il provvedimento è stato abrogato due anni dopo»

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Due popoli che dichiarano di essere civili, ma con legislazioni opposte sul Fois Gras.

«La votazione è stata preceduta da una campagna di sensibilizzazione condotta dalle associazioni animaliste, secondo le quali i metodi di allevamento degli animali – nella fattispecie oche e anatre – sono crudeli, specificando che spesso i volatili vengono nutriti a forza con l’impiego di un tubo»

Ma, tanto per farsi riconoscere, la produzione di foie gras è illegale in quasi tutti gli stati dell’Ue: in Italia è illegale dal marzo 2007. In Francia, il foie gras prodotto da anatre appositamente allevate in Dordogna (Canard à foie gras du Périgord) ha ottenuto la certificazione IGP, in conformità alla normativa europea.

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Quanto accade fa venire in mente il misero Ciacco di dantesca memoria, ma a parti inverse.

Sembrerebbe quasi che il terrifico Cerbero abbia riversato fuoco e fiamme su di una California rea di aver bandito il fois gras.

Una cosa è gustare il foie gras di Périgord ed una totalmente differente l’assaggiare la imitazione prodotta dalle fattorie dei suburbi newyorkesi. Quest’ultima assomiglia alquanto, mutatis mutandis, alla ‘bevanda analcolica frizzante al gusto di barolo’, venduta in tetrapak.

Nota.

Sussiste un fiero dubbio se gli animalisti piangano calde lacrime per le povere anatre oppure vogliano semplicemente boicottare l’agroalimentare francese.

Per esempio, non parlano nemmeno dei poveri pesci che i pescatori lasciano morire asfissiati all’aria dopo averli tratti dalle acque: agonia lenta e terribilmente dolorosa. Ipocriti.

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Sole 24 Ore. 2019-10-31. New York mette al bando il foie gras: multe fino a 2mila dollari e carcere

Il bando del foie gras, che dopo l’approvazione del consiglio comunale di New York dovrà ora essere controfirmato dal sindaco Bill de Blasio, scatterà nel 2022.

La città di New York mette fuori legge il foie gras. Il consiglio comunale ha votato approvando la proposta che vieta la vendita del prodotto, icona del made in France. I ristoranti o rivenditori di beni alimentari che violeranno il divieto potranno essere multati fino a 2.000 dollari e condannati ad un anno di carcere.

Il bando del foie gras, che dopo l’approvazione del consiglio comunale di New York dovrà ora essere controfirmato dal sindaco Bill de Blasio, scatterà nel 2022.

La votazione è stata preceduta da una campagna di sensibilizzazione condotta dalle associazioni animaliste, secondo le quali i metodi di allevamento degli animali – nella fattispecie oche e anatre – sono crudeli, specificando che spesso i volatili vengono nutriti a forza con l’impiego di un tubo.

Dal canto loro gli allevatori sostengono invece che gli animali sono allevati e trattati umanamente e non soffrono durante il processo di ingrasso.

New York non è sola in questa crociata contro il foie gras. La California, infatti, lo ha messo al bando già nel 2006. Una corte federale lo ha sospeso ma una successiva sentenza di appello lo ha invece confermato. Chicago ha a sua volta messo al bando il foie gras nel 2012, ma il provvedimento è stato abrogato due anni dopo.

La decisione del consiglio comunale di New York potrebbe creare problemi a due fattorie che hanno nella Grande mela il loro mercato principale e impiegano circa 400 lavoratori per la maggior parte immigrati. La produzione implica l’allevamento 350mila volatili all’anno.

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Olanda. Grandiosa dimostrazione dei farmer che bloccano le autostrade.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-04.

2019-10-03--olanda__001

I liberal democratici sanno resistere a tutto tranne che alla tentazione di tassare.

I farmer, agricoltori ed allevatori, olandesi ne sanno qualcosa: ma non solo sono tassati per ogni cosa possibile ed immaginabile, ma sono anche demonizzati come inquinatori dell’umanità e sadici negli allevamenti di bestiame.

«Farmers drove their tractors to The Hague to send the message to the government about the importance of their trade»

«At least two thousand farmers took to Dutch highways and roads on their tractors, in a slow procession toward the country’s capital, The Hague. Some drove their tractors along the North Sea beaches that lead to the city»

«more than 1,000 kilometers (620 miles) of traffic jams»

«Protesters say their industry is being unfairly singled out for nitrogen emissions that pollute the environment»

«They also sought to counter the “negative image” farming and farmers have in the Netherlands. “We are not animal abusers and environment polluters. We have a heart for our businesses,” organizers wrote on one of the protests’ websites.»

«The role of farming and sustainability has recently become a hot topic in Dutch politics»

«To date, the government has not taken steps against farmers, but at least one political party has suggested that the Netherlands move to reduce the number of live animals its farmers keep»

«Agriculture Minister Carola Schouten said she supported farmers and pledged to listen to their concerns»

«the Netherlands has nearly 54,000 farms. Agriculture exports were worth some 90.3 billion euros ($98.3 billion) last year.»

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Il comparto agroalimentare olandese esporta per 90.3 miliardi di euro.

Se Governo, opinione pubblica ed ngo li lasciassero lavorare in santa pace, i farmer potrebbero anche raddoppiare le esportazioni.

Ma il comparto agroalimentare olandese concorre anche per grande quota a dare da mangiare agli olandesi.

Demonizzarlo e portarlo sull’orlo del fallimento significherebbe obbligarsi ad importare derrate alimentari, non certo ad esportarle.


Deutsche Welle. 2019-10-02. Netherlands farmers stage tractor protest, cause huge jams

Farmers drove their tractors to The Hague to send the message to the government about the importance of their trade. They hoped to counter stereotypes that paint them as “animal abusers and environment polluters.”

Thousands of farmers in the Netherlands staged a national protest on Tuesday, in support of their industry.

At least two thousand farmers took to Dutch highways and roads on their tractors, in a slow procession toward the country’s capital, The Hague. Some drove their tractors along the North Sea beaches that lead to the city.

It was a visible demonstration of their trade, but it also caused major traffic chaos.

The Dutch motorists association ANWB said the tractors, along with bad weather and accidents, made Tuesday the busiest ever morning on the nation’s roads, resulting in more than 1,000 kilometers (620 miles) of traffic jams.

The Hague police said two farmers were detained, one who drove over a fence with his tractor and another who tried to stop police from detaining the first offender.

“The police respect that farmers are standing up for their interest and we’re trying to facilitate this demonstration with hundreds of tractors as well as possible,” authorities said in a statement.

‘Our way of life’

Protesters say their industry is being unfairly singled out for nitrogen emissions that pollute the environment.

They also sought to counter the “negative image” farming and farmers have in the Netherlands.

“We are not animal abusers and environment polluters. We have a heart for our businesses,” organizers wrote on one of the protests’ websites.

The role of farming and sustainability has recently become a hot topic in Dutch politics.

“This is about our families, our future, the future of our children. It’s about our way of life,” sheep farmer and one of the protest’s organizers Bart Kemp told the crowd gathered in The Hague.

To date, the government has not taken steps against farmers, but at least one political party has suggested that the Netherlands move to reduce the number of live animals its farmers keep.

Another plan would grant financial aid to farmers who cease their operations or adopt more sustainable agriculture practices.

Kemp said lawmakers lacked “the common sense — farmer’s sense — that nature and animals teach us” and called for a “new era in which the food producers of the Netherlands are listened to” by politicians.

Agriculture Minister Carola Schouten said she supported farmers and pledged to listen to their concerns.

“We are working for a strong agricultural sector with an eye on a healthy environment,” Schouten told the farmers.

According to LTO, the Dutch farmers’ organization, the Netherlands has nearly 54,000 farms. Agriculture exports were worth some 90.3 billion euros ($98.3 billion) last year.

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Governo Zingaretti ha scelto i liberal socialisti europei. Dazi. Non si lamenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-03.

Parmigiano 009

Nel formare il nuovo governo rosso-giallo Mr Zingaretti era stata chiarissimo: si devono dare segni evidenti di quanto l’attuale Governo sia opposto a quello che lo ha preceduto. In primis, l’Italia si è collocata nell’area liberal socialista dell’Unione Europea.

È una collocazione che piace alle sinistre ma che la White House difficilmente potrebbe condividere. Questo il nostro Ministro degli Esteri avrebbe dovuto averlo ben chiaro nella mente.

Se è vero che il Governo Zingaretti sia il frutto di libere elezioni e quindi in grado di agire legalmente come possa aggradargli, sarebbe altrettanto vero il ricordarsi che alla fine è responsabile delle proprie azioni.

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«La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con una tariffa del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto»

«Si salverebbero invece l’olio d’oliva e il prosecco»

«I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre»

«Nell’elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l’Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali»

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Gran brutto colpo per i vini francesi: molto brutto.

Anche l’Italia è colpita severamente, ma sarebbe impossibile non notare l’arguzia americana.

Salvando il prosecco sia facilita, e di molto, il Valdobbiadine rispetto la concorrenza francese, fatto che non guasta, senza dar troppo fastidio ad una regione da sempre di centrodestra.

Ma parmigiano reggiano, provolone e prosciutto sono in gran parte prodotti da una regione da sempre di sinistra, e che a breve andrà anche alle elezioni, felice e contenta dell’operato del Governo Zingaretti.

Una sola ultima domanda: che fine ha fatto il nostro Ministro degli Esteri?

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Wto: sì ai dazi Usa sui profotti Ue per 7,5 miliardi di dollari. Tariffe del 25% su formaggi e prosciutti

E’ la compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus. Botta e risposta Di Maio-Pompeo sui prodotti italiani.

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La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con una tariffa del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Si salverebbero invece l’olio d’oliva e il prosecco. E’ quanto emerge dalla lista dei prodotti pubblicata dalle autorita’ americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti. I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell’elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l’Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali. “I dazi scatteranno il 18 ottobre”, ha confermato il responsabile Usa per il commercio Robert Lightizer, aggiungendo che l’amministrazione Trump auspica di trattare con l’Unione europea per risolvere i nodi sul tavolo. Gli Usa inoltre hanno chiesto alla Wto un meeting il 14 ottobre per avere l’approvazione sulle contromisure contro la Ue.

Il Wto ha stabilito che gli Usa potranno imporre dazi agli europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus.

Gli Stati Uniti, in base al pronunciamento dell’Organizzazione mondiale per il commercio, potranno imporre dazi sui beni provenienti dall’Unione Europea fino a 7,5 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di euro) come compensazione per gli aiuti di stato a Airbus. Si tratta di una cifra record quella riconosciuta dal Wto, e fa riferimento ad una sentenza contro l’Ue per il dossier Airbus pronunciata a maggio 2018. Il pronunciamento non chiude il contenzioso. Si prevede infatti che l’anno prossimo il Wto si pronuncerà su quanti dazi potrà imporre l’Ue contro gli Usa, che a sua volta era stata sanzionata per Boeing.

“Una grande vittoria per gli Stati Uniti, una vittoria da 7 miliardi di dollari”: è il commento di Donald Trump.

E secondo il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, in visita in Italia in questi giorni, vino e parmigiano potrebbero essere colpiti dai dazi Usa: a dirlo è l’esponente americano in un’intervista a SkyTg24 dopo la decisione del Wto “che è quella che ci aspettavamo”. “L’Italia difenderà i suoi interessi nazionali su ogni campo, specie quello economico e commerciale”, replica Luigi Di Maio in una nota.

Le Borse europee chiudono pesanti con i timori di dazi americani sui beni del Vecchio continente e le paure di una brexit senza accordo dopo l’ultimatum del premier britannico all’Ue. Crea preoccupazione anche il taglio delle stime del Pil della Germania. Sul fronte valutario soffre la sterlina mentre il l’euro sul dollaro è stabile a 1,0958 a Londra. In profondo rosso Londra (-3,23%), Parigi (-3,12%), Francoforte (-2,76%) e Madrid (-2,77%).

Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 141 punti con il rendimento del decennale italiano allo 0,89%.

“L’Italia si rende perfettamente conto che c’è una tensione commerciale a livello globale e, sicuramente, la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Stati Uniti e Ue non può non considerare che siamo coinvolti come Unione Europea, – ha detto il premier, Giuseppe Conte -, tuttavia confidiamo di poter ricevere attenzione dal nostro tradizionale alleato su quelle che sono alcune nostre produzioni strategiche”.

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Vendere frigoriferi agli eschimesi e Valdobbiadene docg in Francia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-16.

Valdobbiadene 001

Chiunque abbia bevuto un calice di Valdobbiadene docg, altrimenti noto come prosecco, non dovrebbe avere difficoltà a collocarlo almeno alla pari degli champagne di classe medio – alta.

Sicuramente sono vitigni e lavorazioni differenti, ma la qualità del prodotto appare essere indiscutibile.

Valdobbiadene 002

«Export record per il primo semestre

Intanto non si ferma il boom dell’export del Prosecco. Secondo Coldiretti nel primo semestre del 2019 l’export ha toccato il valore record di 458 milioni di euro. Di particolare significato il dato della Francia, dove l’aumento è del 50%. I dati di Coldiretti su base Istat arrivano in occasione della raccolta del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso). Con un aumento del 17% delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che – sottolinea la Coldiretti – sono protagoniste di un exploit in Usa.» [Fonte]

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Un export che ha toccato il valore record di 458 milioni di euro e che sia riuscito ad incrementare del 50% le vendite in Francia è il suggello di un indiscusso successo. È un risultato assimilabile alla vendita di frigoriferi agli eschimesi, e con loro grande soddisfazione.

Se è vero che il Valdobbiadene docg reca sulla etichetta la dizione “Prosecco Superiore”, sarebbe anche altrettanto vero constatare come questa possa restare criptica alla maggior parte dei consumatori. D’altro canto attesta però come la qualità si imponga anche con una etichettatura alquanto impropria. Il Valdobbiadene docg è il vino italiano più consumato all’estero.

Ricordiamo infine come la zona di coltivazione dei vitigni sia nell’elenco delle zone patrimonio mondiale dell’Unesco.

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Amazzonia. Scusa EU per colpire l’import di carne brasiliana.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-27.

Proprietà Privata 001

Il problema degli incendi nella Amazzonia sembrerebbe essere soltanto un pretesto per far progredire un ben più sostanzioso contenzioso.

«The EU buys 120,000 tonnes a year of beef from Brazil, about one tenth of its total beef exports, and pays some of the highest prices for prime cuts»

«European imports were set to increase due to tariff cuts under a new trade deal between the EU and Mercosur, a South American bloc»

«But France and Ireland have also said they would not sign the trade pact unless Brazil tries to stop the blaze.»

«”There is no way that Ireland will vote for the EU-Mercosur free trade agreement if Brazil does not honour its environmental commitments,” Irish leader Leo Varadkar said on Friday»

«”In these conditions, France will oppose the Mercosur deal as it is,” French president Emmanuel Macron’s spokesman also told the Reuters news agency.»

«Using undiplomatic language, the Elysee spokesman accused Brazilian president Jair Bolsonaro of having “lied” to Macron on climate promises at a recent summit in Japan»

«The fires have been linked to the far-right Bolsonaro’s permits for cutting down trees to help big business»

«But Bolsonaro told him to butt out, while accusing him of “a misplaced colonialist mindset”.»

«”Isn’t Norway that country that kills whales up there in the North Pole? Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany,”»

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Il problema è semplicissimo.

L’Unione Europea ha stretto un accordo con Mercosur, ma Francia, Finlandia ed altri stati non ne vogliono sapere di firmarlo. Questo trattato permetterebbe di importare dall’America latina prodotti alimentari che, senza essere gravati da dazi, sarebbero altamente concorrenziali con quelli prodotti in Europa a costi quasi doppi.

Di qui scaturisce la ricerca di un qualsiasi pretesto per bloccare la firma definitiva del Trattato.

A ciò si aggiunga la divergenza ideologia che separa Francia e Germania dal Brasile, fatto questo che vale molto sia per Mr Macron sia per Frau Merkel.

Infine, tutta l’Unione Europea sembrerebbe essersi avviata sulla strada di una severe recessione, che oramai sta sconfinando con una franca depressione. In questa situazione apparirebbe essere ragionevole che Mr Macron cerchi di proteggere il comparto alimentare francese, facendone pagare i costi a tutti gli europei.

Tuttavia il risultato finale che si prospetta è davvero ben poco simpatico: il costo finale graverà sulle spalle dei Contribuenti europei: ventisei paesi dovranno pagare lo scotto alle esigenze francesi.

Nota.

«Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany”»

Già. La dirigenza europea si sta avviando ad attuare il Piano Morgenthau.


EU Observer. 2019-08-25. EU to discuss Brazil beef ban over Amazon fires

The EU ought to consider banning Brazilian beef unless it takes action on forest fires, Finland, the holder of the EU presidency, has said.

“The EU and Finland are urgently exploring the possibility of banning imports of Brazilian beef,” Mika Lintila, the Finnish finance minister, announced on Twitter on Friday (23 August).

“Finance ministers are responsible for a number of instruments … to mitigate climate change. These actions threaten to be rendered useless if carbon sinks are systematically destroyed,” he added.

EU finance ministers would discuss the ban at an informal meeting in Helsinki on 13 September if there was “no progress before then”, he noted.

EU foreign ministers will already discuss the situation more broadly at an informal meeting next Thursday, Finnish foreign minister Pekka Haavisto also said on Friday.

And the two ministers have the full support of Finnish leader Antti Rinne, who said the same day: “I contacted the European Commission yesterday evening, and I expect that the EU will take action”.

He did not mention the beef ban, but he said: “It goes without saying that in terms of climate change, the world cannot sustain such fires”.

Brazil’s embassy to the EU said it could not comment because its ambassador was on holiday.

A commission spokeswoman said EU officials would react to Finland’s beef idea once they had found out more about it.

The EU buys 120,000 tonnes a year of beef from Brazil, about one tenth of its total beef exports, and pays some of the highest prices for prime cuts.

European imports were set to increase due to tariff cuts under a new trade deal between the EU and Mercosur, a South American bloc.

But France and Ireland have also said they would not sign the trade pact unless Brazil tries to stop the blaze.

“There is no way that Ireland will vote for the EU-Mercosur free trade agreement if Brazil does not honour its environmental commitments,” Irish leader Leo Varadkar said on Friday.

“In these conditions, France will oppose the Mercosur deal as it is,” French president Emmanuel Macron’s spokesman also told the Reuters news agency.

Undiplomatic

Using undiplomatic language, the Elysee spokesman accused Brazilian president Jair Bolsonaro of having “lied” to Macron on climate promises at a recent summit in Japan.

A Finnish diplomat told EUobserver that Helsinki had not yet taken a position on Mercosur trade.

In separate action, Germany (€35m a year) and Norway (€30m a year) have frozen deforestation aid to Brazil.

The fires have been linked to the far-right Bolsonaro’s permits for cutting down trees to help big business.

Macron earlier said the blaze would be discussed by G7 leaders meeting in France this weekend.

But Bolsonaro told him to butt out, while accusing him of “a misplaced colonialist mindset”.

“Isn’t Norway that country that kills whales up there in the North Pole? Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany,” he also said on Norway.

Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Asparagi e fragole -8% a/a.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-21.

2019-09-21__Germania__Strawbery 001

Con deprimente regolarità Destatis, ora con nuova dirigenza non socialdemocratica, emette report che assomigliano sempre più alle liste dei caduti sui campi di battaglia del fronte orientale.

Adesso è il turno dei raccolti di asparagi e fragole, crollati dell’8%, anche per il crollo delle superfici coltivate, scese del 9% ad 11,400 ettari.

Sempre più difficile trovare braccia per la agricoltura.

I livelli stipendiali, pur del tutto ragionevoli, sono pur sempre inferiori alle indennità di disoccupazione per i tedeschi e di gran lunga inferiori a quelle percepite dai migranti.

Così, i tedeschi mangeranno un po’ meno asparagi e fragole, oppure ne importeranno in quantità maggiori.

In compenso, sono ecologicamente lindi. Ed il nitore ha bene un suo prezzo.


Destatis, l’Ufficio di Statistica tedesco, ha rilasciato il seguente report.

2019 harvest: year-on-year decrease of 8% in asparagus and strawberry yields expected

WIESBADEN – This year’s asparagus and strawberry yields are expected to be below previous year’s quantities. According to a provisional estimate of the Federal Statistical Office (Destatis), the outdoor strawberry harvest is expected to yield approximately 108,700 tonnes in all of Germany, which would be just over 8% less than in 2018. The relevant area under cultivation declined by 9% to 11,400 hectares.

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Trattato EU – Mercosur. Esplode la rabbia del comparto agroalimentare europeo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-05.

2019-07-04__Mercosur 001

Il Mercosur è il mercato comune dell’America meridionale. Ne fanno parte in qualità di Stati membri: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Sono inoltre Stati associati la Bolivia , il Cile, il Perù, la Colombia e l’Ecuador.

Il Brasile da solo sviluppa circa il 77% del prodotto economico del gruppo, l’Argentina il 20%, l’Uruguay il 2% e il Paraguay l’1%. La popolazione totale ammonta a circa 304 milioni di persone.

Il pil annuo ammonta a 2,670 miliardi Usd, con un pil procapite di 8,769 Usd: si tenga però conto che il costo della vita è molto basso.

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Pochi giorni or sono, l’Unione Europea e Mercosur hanno firmato un ponderoso trattato di libero scambio, fortemente voluto dalla dirigenza uscente europea.

Inter alias,  risulta essere stato liberalizzato l’import – export agroalimentare, fatto questo che preoccupa gli agricoltori francesi, già sotto pressione a causa della politica fiscale del loro governo.

«European farmers and environmentalists have denounced a historic trade deal signed between the EU and South American countries as a “dark moment”, warning of unfair competition and dire consequences for the climate»

«Tough negotiations between the EU and the Mercosur countries — Argentina, Brazil, Paraguay and Uruguay — had repeatedly stalled because of European farmer sensitivities over the beef market»

«Brussels said the EU’s largest ever deal would save European companies more than four billion euros ($4.5 billion) in trade duties every year»

«But shortly after its announcement, the agreement sparked an angry backlash including from the Copa-Cogeca union, which represents 23 million farmers across the EU»

«A deal encouraging double standards trade policy and widening the gap between what is being asked from European farmers and what is tolerated for #Mercosur producers»

«The head of Germany’s main farming union, Joachim Rukwied, on Saturday called the deal “totally unbalanced”, saying it would threaten the livelihoods of “many family-run agricultural businesses”.»

«Similarly, Christiane Lambert of France’s biggest agricultural union FNSEA tweeted: “Unacceptable signature of a Mercosur-EU accord, which will expose European farmers to unfair competition and consumers to total deception.”»

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Non è solo questione del mercato delle carni, ma anche di tutti i relativi sottoprodotti, quali per esempio il pellame.

Nella Unione Europea gli allevamenti sono sottoposti ad un nugolo di leggi, norme e regolamenti nonché ad una pressione fiscale, tali da rendere molto onerosa la produzione. Se è vero che la EU finanzia il suo comparto agroalimentare in modo anche molto generoso, sarebbe anche altrettanto vero considerare come la quasi totalità dei fondi va a finire in Francia ed in Germania. Eppure, nonostante tutti questi aiuti, l’agroalimentare francese e tedesco è alle corde per i motivi su citati.

Le preoccupazioni degli operatori del comparto agricolo sono quindi più che giustificate.

A conti fatti, questo accordo risulta essere vantaggioso solo per la finanza europea, che adesso ha mano libera di investire nel comparto agroalimentare del Mercosur ove si produce a prezzi minimi rispetto all’Unione Europa, che poi deve importare dall’America latina, se non altro per la disparità dei costi.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, si trova particolarmente disdicevole che un trattato di simile portata sia stato firmato da una dirigenza arrivata a scadenza: sarebbe stato ben più corretto che avesse lasciato la scelta alla Commissione entrante.



France 24. 2019-07-02. Farmers, environmentalists slam ‘sell-out’ EU-Mercosur trade deal

European farmers and environmentalists have denounced a historic trade deal signed between the EU and South American countries as a “dark moment”, warning of unfair competition and dire consequences for the climate.

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The European Union and South American trade bloc Mercosur sealed the blockbuster pact on Friday evening, ending 20 years of talks over one of the world’s largest regional commercial accords.

Tough negotiations between the EU and the Mercosur countries — Argentina, Brazil, Paraguay and Uruguay — had repeatedly stalled because of European farmer sensitivities over the beef market.

Brussels said the EU’s largest ever deal would save European companies more than four billion euros ($4.5 billion) in trade duties every year.

But shortly after its announcement, the agreement sparked an angry backlash including from the Copa-Cogeca union, which represents 23 million farmers across the EU.

“This deal will go down in history as a very dark moment,” Copa-Cogeca secretary-general Pekka Pesonen tweeted.

“A deal encouraging double standards trade policy and widening the gap between what is being asked from European farmers and what is tolerated for #Mercosur producers.”

Criticism was particularly strong in agricultural power houses like France and Germany.

The head of Germany’s main farming union, Joachim Rukwied, on Saturday called the deal “totally unbalanced”, saying it would threaten the livelihoods of “many family-run agricultural businesses”.

Similarly, Christiane Lambert of France’s biggest agricultural union FNSEA tweeted: “Unacceptable signature of a Mercosur-EU accord, which will expose European farmers to unfair competition and consumers to total deception.”

French environmentalist and MEP Yannick Jadot said it was “shameful” of the European Commission to have signed a pact with Brazil’s far-right and climate-sceptic leader Jair Bolsonaro.

Speaking on the sidelines of the G20 summit in Japan, French President Emmanuel Macron hailed a “good” deal, but said his government would remain “vigilant”.

He welcomed that the yet-to-be-published accord explicitly referenced the Paris climate agreement and contained guarantees that it would “respect” the EU’s environmental and sanitary standards.

But even within Macron’s own camp, there was disunity over the deal, with MEP Pascal Durand calling it a “dark day”.

‘Feeble sell-out’

The pact — announced in a climate of tension between the US and several of its bilateral trade partners — covers markets that total approximately 780 million consumers representing a quarter of global GDP.

Once implemented, it is tipped to eliminate 99 percent of agricultural and industrial tariffs on both sides and facilitate exchanges in services and government procurement, reduce technical barriers, and effect sanitary and phytosanitary measures and intellectual property.

In its biggest concession, the EU will open its markets to South America agricultural products via quotas: 99 tonnes of beef per year at a preferential rate of 7.5 percent, a supplementary quota on 180,000 tonnes of sugar and another one on 100,000 tonnes of poultry.

Ireland’s Agriculture Minister Michael Creed said he was “very disappointed” about these quotas introduced “at a time when the beef sector in Europe is facing significant uncertainty because of Brexit”.

The Irish Farmers’ Association was also upset, labelling the deal “a disgraceful and feeble sell-out”.

EU Agriculture Commissioner Phil Hogan acknowledged the agreement presented “some challenges”, but said the European Commission would provide up to a billion euros in support to farmers “in the event of market disturbances”.

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AFP 24. 2019-07-02. Macron defends Mercosur trade deal, as farmers protest

French President Emmanuel Macron defended a huge trade deal agreed by the European Union and four South American countries and warned against “neo-protectionism”, as farmers and environmentalists step up their resistance to the accord.

The deal announced Friday by the EU and Argentina, Brazil, Paraguay and Uruguay is the largest ever struck by the European Union.

It covers markets that total approximately 780 million consumers representing a quarter of global GDP.

Speaking in Brussels late Tuesday, Macron defended the agreement, despite a government spokeswoman earlier saying France was not yet rushing to ratify the trade deal.

He warned against what he termed “neo-protectionist” attitudes, which would refuse reciprocity and exchange.

“We are not protectionists,” he said when asked about the issue.

“Those who say that any trade agreement is bad, tell me in such cases how they will dress, eat, move,” he said, adding: “A trade deal is not bad in itself”.

Macron added that measures had been taken on the European side to protect, via quotas, sensitive sectors such as beef and sugar.

EU and Mercosur countries have hailed the deal, which was 20 years in the making, as historic.

European Commission President Jean-Claude Juncker billed it as a rousing endorsement of “rules-based trade” at a time of growing protectionism in the US, which is embroiled in a trade war with China and disputes with the EU.

But the road to ratification by all 28 EU members could be a long one given the growing public hostility to free trade deals, even in traditionally trade-friendly countries.

On Tuesday evening farmers gathered across France to protest against the deal.

French government spokeswoman Sibeth Ndiaye had earlier said France would not be rushing to ratify it before seeing all the details.

Citing the 2017 EU-Canada trade deal, which France has yet to ratify, she told the BFM news channel: “We will do the same thing with the Mercosur countries… We will look at it in detail and depending on the details we will decide.

“France is not yet ready to ratify (the deal),” she said.

The note of caution sounded by France Tuesday “is the first step in a sort of battle of wills over the concrete implementation of the deal”, said the vice-president of the Institut des Ameriques research group in Paris, Carlos Quenan.

– ‘Dark moment’ –

The Bruegel institute, a Brussels-based economic think tank, in an August 2018 paper noted a growing fear of openness to international trade, blamed for increasing inequality.

It cited a poll showing 75 percent of the French and 57 percent of Germans favouring greater protection against foreign competition.

“The question is not whether this deal is interesting in trade terms only. We must ensure that it respects the goals we have set ourselves in terms of sustainable farming practices and fighting climate change,” Sebastien Jean, director of France’s CEPII centre for economic research, told AFP.

The negotiations had repeatedly foundered over the years on opposition from European beef producers, particularly small farmers who fear being undercut on price by imports from Brazil, the world’s biggest beef exporter.

The Copa-Cogeca union, which represents 23 million farmers across the EU, warned the deal “will go down in history as a very dark moment”.

Under the deal, Mercosur countries will be able to export 99,000 tonnes of beef to Europe at 7.5 percent tariffs, among other concessions.

While the quotas are a fraction of the amounts Mercosur was seeking, France’s Confederation Paysanne union warned that grass-fed French beef would face unfair competition “from animals crammed into feedlots and stuffed with GMO soy and antibiotics.”

– The trade lever –

The South Americans, for their part, will progressively eliminate duties on European cars and car parts, among other products, and open up their public sectors to EU companies.

The deal contains a “safeguard mechanism” allowing both parties to temporarily restrict agricultural imports in case of a deluge and also allows European authorities to suspend approval for products they perceive as posing a health risk.

But it has also run afoul of climate activists, who accuse Brazil of sacrificing its rainforests and indigenous peoples to the country’s powerful agrifood sector.

French environmentalist and European parliamentarian Yannick Jadot said it was “shameful” of the European Commission to have signed a pact with climate-sceptic Brazilian leader Jair Bolsonaro.

Defenders of the agreement have argued that it will give the EU more leverage in South America, a continent where it has long played second fiddle to the United States.

France’s government is expected to recommend ratifying the deal in a meeting on Wednesday.

Pubblicato in: Agricoltura, Demografia

Germania. Ulteriore contrazione degli allevamenti suini -3.7% a/a.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-04.

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Il maiale ha costituito per centinaia di anni il classico animale da allevamento per la Germania. Utilizzato come sorgente di alimenti, il maiale concorre anche ad alimentare l’industria della concia ed a fornire pellami di notevole robustezza.

Con il variare della popolazione e la diminuzione degli autoctoni, gi allevamenti hanno visto decrescere velocemente il loro margine di guadagno.

«Nel 2017, la produzione di carne da parte dei macelli commerciali tedeschi è diminuita dopo un recente leggero aumento. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica della Germania (Destatis), la produzione di carne è diminuita del 2,0% (- 167.000 tonnellate) rispetto al 2016, raggiungendo un totale di 8,11 milioni di tonnellate. Il valore è ben al di sotto del volume totale dell’anno precedente (8,28 milioni di tonnellate).

Con appena 57,9 milioni di animali abbattuti nel 2017, la macellazione dei suini è stata ridotta del 2,6% (-1,5 milioni di capi) rispetto all’anno precedente. Il volume di macellazione dei suini importati è diminuito significativamente del 18% (- 839.000 animali). Nello stesso periodo, il numero di suini di origine nazionale macellati è diminuito dell’1,3% (- 690 000 animali). In generale, la produzione di carne suina, che ha raggiunto 5,45 milioni di tonnellate, è stata ridotta di circa 127.600 tonnellate.» [Destatis]

A queste oggettive difficoltà, si sono affiancate anche prese di posizione che avrebbero voluto aumentare ed irrigidire le norme relative agli allevamenti.

Germania. Divisa sulla castrazione dei maiali.

«The Bundestag put off a law requiring anesthetics be used, after Germany’s swine farmers argued they weren’t ready to make the change»

«Young male pigs are often surgically castrated without any form of pain reduction to prevent boar taint, which can change the taste and smell of pork»

«Farmers, particularly from Bavaria and Lower Saxony, said changing the law would mean additional expenses and complications: €2 extra per pig, and the extra time and space the animals need to wake up afterwards»

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Il risultato è rilevato anche da Destatis.

Continued decline in pig population: -2% on November 2018

«On reference day 3 May 2019, 25.9 million pigs were kept in Germany. The Federal Statistical Office (Destatis) also reports that the number of pigs was down by 532,000, or 2%, compared with the last survey conducted in November 2018.
Compared with the relevant number recorded on 3 May 2018, the stock of pigs decreased by 985,000 or 3.7%.»

È un mercato alimentare in rapida evoluzione.

Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Colza -38%. Meno etica e più acquedotti. – Destatis

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-5.17

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Destatis ha rilasciato il seguente Report:

Area for rape production down 28% in 2019

The area used for cultivating winter rape has decreased by 28% in 2019 on a year earlier. Based on first estimates, the Federal Statistical Office (Destatis) reports that farmers in Germany are growing winter rape to be harvested in 2019 on 886,700 hectares. This is a decline of 336,800 hectares. The cultivation of winter rape has decreased in all Länder. Signs of this decline could already be observed when the autumn seeding areas were recorded at the end of 2018. It is due to the long drought period in 2018, which influenced also the sowing date of winter rape.

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La superficie coltivata a colza invernale è diminuita del 28% nel 2019.

La superficie utilizzata per la coltivazione della colza invernale è diminuita del 28% nel 2019 rispetto all’anno precedente. In base alle prime stime, l’Ufficio federale di statistica (Destatis) riferisce che in Germania gli agricoltori che coltivano colza invernale potranno raccogliere nel 2019 su 886.700 ettari. Si tratta di un calo di 336.800 ettari. La coltivazione della colza invernale è diminuita in tutti i Länder. Prodromi di questo calo si sono già osservati quando, alla fine del 2018, sono state registrate le aree di semina autunnale. Ciò è dovuto al lungo periodo di siccità del 2018, che ha influenzato anche la data di semina della colza invernale.

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Un calo del 38% della produzione della colza è un gran brutto segno per l’economia agricola tedesca, ma segnale ancora peggiore è il motivo per cui si è assistito a questo crollo.

Come gli italiani devono ringraziare Re Vittorio Emanuele II ed il Duce per aver costruito e riattato gli acquedotti, così i tedeschi ne sono debitori per gran quota ad Otto von Bismarck. Quelli che vennero dopo ben poco se ne curarono.

Poi i tedeschi si sono dedicati dapprima a fare delle guerre, poi a godersi la vita del welfare. Adesso i loro acquedotti sono insufficienti: i bacini sono diventati sottodimensionati e le condutture somigliano a colabrodi.

Ripristinare e manutenere gli acquedotti sarà idea aliena ai liberal, ma alla fine tutti devono bere.

In Germania sono quasi del tutto assenti i pozzi alla veneziana, per l’utilizzo dell’acqua piovana.

Già nel 1322 il Maggior Consiglio decretò la costruzione di cinquanta pozzi, che dal 1386 vennero dati in affidamento alla nuova Corporazione degli Acquaioli. Nel ‘700 i pozzi a Venezia erano migliaia (nell’800 se ne stimavano 7mila), per lo più posti nelle corti private.

I pozzi a Venezia, a differenza dei tradizionali pozzi (detti artesiani) che permettono di raccogliere l’acqua potabile da fonti sotterranee, funzionavano grazie alla raccolta dell’acqua piovana. I veneziani sfruttavano la natura argillosa del sottosuolo lagunare che era pressoché impermeabile e, attraverso dei tombini detti “gattoli”, incanalavano l’acqua in una sorta di cisterna. Una volta che l’acqua entrava nei tombini veniva filtrata da strati di sabbia di fiume di diversa finezza e confluiva alla fine nella cisterna principale.

Sono costruzioni a basso costo e la loro messa in opera è facile nelle pianure agricole. In Germania poi sarebbero anche alimentati dalla scioglimento graduale della neve caduta.

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Sta di fatto che senza acqua per irrigare nessuna forma di agricoltura può essere pensata.

Ci si domanda a cosa mai serva uno stato se non mette almeno a disposizione la rete bianca e quella nera, ben distinte tra di loro.

Medioevo dei secoli bui? Sarebbe sufficiente studiarsi un po’ di storia del Maggior Consiglio.