Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Bund decennali. Collocati con interesse del -.700%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-31.

2019-08-29__Bunda ecennli

Deutsche Bundesbank, Communications Department.

All’asta del 28 agosto i bund decennali sono stati assegnati con un rendimento negativo del -0.7%.

Era da molti mesi che Bundesbank emetteva titoli di stato ad interesse negativo.

Ciò non raccoglie gli entusiasmi del micro – piccolo – investitore, che usualmente se ne astiene, mentre le realtà ben più consistenti sono simpaticamente invogliate a detenerli in portafoglio.

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Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Età mediana degli Elettori. La quasi metà sono vecchi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-31.

2019-08-30__Germania età mdiana

Il Bundesinstitut für Bevölkerungsforschung (BiB) ha rilasciato il Report

Medianalter der Wahlbevölkerung zum 31.12.2018.

«Der Median gibt dabei den Wert an, bei dem die Hälfte der Wahlberechtigten älter, die andere Hälfte jünger ist. Demnach hat Sachsen-Anhalt mit 56,2 Jahren die älteste Wahlbevölkerung in Deutschland, gefolgt von Thüringen (55,8 Jahre) und Mecklenburg-Vorpommern (55,7 Jahre). Im Gegensatz dazu wohnt die jüngste Wählerschaft in den Stadtstaaten Hamburg (49,3 Jahre) und Berlin (51,2 Jahre), in den Flächenländern sind es Bayern (52,4 Jahre) und Baden-Württemberg (52,5 Jahre). Grundlage dieser Berechnung sind die zum 31.12.2018 in Deutschland lebenden Menschen mit deutscher Staatsangehörigkeit im Alter von 18 und mehr Jahren.

Das Medianalter der Wahlbevölkerung insgesamt hat sich in den letzten Jahren in Deutschland auf 53,3 Jahre erhöht. Ursache für den Anstieg ist die allgemeine Bevölkerungsalterung. Die regionalen Unterschiede sind in erster Linie die Folge von Binnenwanderungen – diese waren in den letzten drei Jahrzehnten vor allem von Ost nach West und vom Land in die Verdichtungsräume gerichtet. „Speziell für die ostdeutschen Flächenländer hat der Wegzug jüngerer Menschen in den 1990er und 2000er Jahren zu einer verstärkten Alterung der verbliebenen Bevölkerung geführt“, erklärt der Geograph Dr. Christian Fiedler.»

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La mediana indica il valore a cui la metà degli Elettori sono più anziani e l’altra metà più giovani.

Questi conteggi si basano sulla totalità delle persone con cittadinanza tedesca di età superiore ai 18 anni e che vivano in Germania al 31 dicembre 2018.

Come si constata, la metà degli Elettori tedeschi è costituita da pensionati e da persone che hanno non più di dieci anni al pensionamento. Essi esprimono quindi tutte le attese di una categoria da questo punto di vista assai omogenea.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Demopolis. Sondaggio del 30 agosto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-31.

Se è vero che la Lega evidenzia una lieve flessione della propensione al voto, scendendo al 33%, sarebbe altrettanto vero il notare come né il PD né il M5S abbiano tratto vantaggio dall’accordo sul governo nascente, restando sostanzialmente stabili.

Se queste percentuali attribuite dovessero dimostrarsi costanti nel tempo, ma in tre anni tutto può accadere, anche il ripristino di una legge elettorale a proporzionale secco sembrerebbe non favorire la vittoria di una coalizione PD – M5S.

Il vero campo di battaglia si preannuncerebbe essere il problema della stasi del sistema economico e quello del mondo del lavoro.

P.S.

È stato notato che si parla ci coalizione PD – M5S, oppure rosso – gialla, ma mai di coalizione M5S – PD, oppure giallo – rosso.

2019-08-31__Demopolis__001

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Diplomazia

Macron Isolare la Russia fu un errore. Ce li viene a dire adesso….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

Macron Merkel Parigi

«Pushing Russia from Europe is a profound strategic error»

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Mr Macron è uomo poliedrico.

Resta difficile capire cosa realmente voglia.

Se cambiare idea è segno di buon senso, ed anche di onestà, farlo troppe volte di seguito sembrerebbe non conquistarsi le simpatie.

Il tentativo di isolare la Russia non ha esitato in altro che a spingerla sempre più nel blocco eurasiatico aumentandone i rapporti con la Cina.

Ma, volenti o nolenti, la Russia è una superpotenza mondiale, con la quale alla fine ci si deve pur sempre sedere a tavolino, parlarsi e cercare accordi duraturi.

Da questo punto di vista la scelta delle sanzioni è stata un grosso essere strategico.

Ma, forse, la motivazione etica e morale ha costituito l’elemento più irritante, difficile da essere dimenticato.


EU Observer. 2019-08-30. Macron: isolating Russia would be profound error

“Pushing Russia from Europe is a profound strategic error,” president Emmanuel Macron told French diplomats on Tuesday following the G7 summit, The Moscow Times reports. Macron also said that “the European continent will never be stable, will never be secure, if we don’t pacify and clarify our relations with Russia.” However, he added that it is not “in our interest to be weak vis-a-vis Russia, to forget our disagreements.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Conte sente i gruppi parlamentari. Dichiarazioni dure di Di Maio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

2019-08-30__Di Maio 001

Di Maio:

«Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto»

«Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo»

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Ansa. 2019-08-30. Conte vede Di Maio: ‘Si al nostro programma o meglio il voto’

«Al termine del colloquio Luca Ciriani (Fdi)ha detto: ” A Conte abbiamo ribadito che Fdi sarà nettamente alla opposizione di questo governo: una opposizione che sarà senza sconto alcuno a un governo inaccettabile che si fonda su una alleanza tra partiti che fino a ieri litigavano e che nasce solo per una operazione di potere ed impedire il voto dei cittadini”.  “Non abbiamo trattato né sopra né sotto il tavolo, né con il Pd né con il M5s. Forti di questa coerenza al presidente Conte abbiamo ribadito la necessità di tornare al voto e useremo tutti gli strumenti per fare opposizione in Parlamento e anche nella piazza, perché mobilitare le persone è strumento di democrazia” dice Ciriani. Sulla manifestazione Tommaso Foti, vicepresidente del gruppo alla Camera ha aggiunto che sarà “senza bandiere di partito” e che sarà rivolta “a tutto il centrodestra e ai delusi del Pd e del M5s che se in buona fede non possono che sentirsi gabbati»

«Secondo incontro quello con la delegazione della Lega, senza il segretario Matteo Salvini e con i sottosegretari uscenti Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon. “Speravamo di poter avere una discussione con Conte sul futuro per capire se si troveranno i voti. Speriamo che non si trovino e si torni al voto …. il nostro è un appello alla coscienza dei senatori a non votare questo mercificio …. Non siamo riusciti a capire quale sarà l’indirizzo del presidente incaricato. Ha idee completamente diverse dalla Lega su immigrazione, quota 100 ed autonomie. Ha detto che difenderà i provvedimenti fatti ma si è detto pronto a modifiche, anche se non ci ha detto quali …. I presidenti di commissione non si dimetteranno. Assolutamente no …. Sono lì e restano. Del resto, a suo tempo io ho votato per Fico»

«Dopo la Lega il presidente incaricato Giuseppe Conte ha incontrato la delegazione di Forza Italia …. Dopo il fallimento del governo siamo convinti che le maggioranze per essere garanzia di efficienza e stabilità si devono formare prima del voto da forze politiche omogenee e valoriali. Sarebbe stato assolutamente meglio ridare la parola agli italiani …. »

«E’ la volta del Pd con la delegazione guidata da Nicola Zingaretti. …. E’ stato un incontro che si è svolto nel giorno nel quale l’Istat conferma purtroppo alcuni dati negativi per la nostra economia, dati che confermano la necessità di una svolta e l’esigenza di aprire quella che lo stesso presidente incaricato ha chiamato una nuova stagione politica per il Paese …. Ribadiamo il taglio delle tasse per i salari medio-bassi del Paese come incentivo alla ripresa e come stimolo dei consumi ed elemento di giustizia rispetto alle famiglie italiane. E, sempre per i redditi medio-bassi si stanno studiando formule per la formazione gratuita per i figli dall’asilo nido all’università»

«Infine chiude le consultazioni M5s con Luigi Di Maio a capo della delegazione. …. Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto …. O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili …. netta contrarietà alla patrimoniale. Il carico fiscale è anche disordinato a causa della burocrazia, e questo dovrà essere un governo pro-imprese. L’aumento dell’Iva va bloccato …. Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo»

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. 3,356,750 dipendenti pubblici. Della burocrazia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

Burocrazia 828

Attenzione! I dati riportati si riferiscono al personale regolarmente assunto ad orario pieno. A questi si dovrebbero aggiungere tutti coloro che a qualsiasi titolo e con qualsiasi remunerazione sono incardinati nel comparto pubblico: spesso sono denominati ‘precari’.

Con il termine di ‘stipendio’ si fa riferimento al totale percepito, ivi comprese addizionali, gratifiche, etc.

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I dipendenti delle pubbliche amministrazioni ammontano a 3,356,750 unità lavorative. Di queste, le principali componenti sono la scuola 1,085,333, Corpi di Polizia 312.132, Servizio Sanitario Nazionale 690,294, Magistratura 10,270, Regioni ed Autonomia Locali 490,072.

In termini medi, un dipendente del pubblico impiego riceve uno stipendio di 34,388 euro.

Sempre in termini medi, i dipendenti della scuola percepiscono un stipendio medio di 28,841, Corpi di Polizia 39,405, Servizio Sanitario Nazionale 38,664, Magistratura 138,491, Regioni ed Autonomia Locali 28,971.

Stipendi di rilievo sono percepiti anche dalle Autorità Indipendenti 84,950, dalla Carriera Prefettizia 94,117, e da quella Diplomatica 93,183.

«Lombardia e Lazio avevano quasi lo stesso numero di dipendenti pubblici, ovvero rispettivamente 410.923, il 12,76% del totale, e 407.141, il 12,65%, nonostante la Lombardia sia popolosa quasi il doppio, ma in questo caso gioca il fatto che a Roma è concentrata la gran parte della macchina burocratica statale (ministeri, enti pubblici …).»

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Grosso modo, un lavoratore su sei lavora alle dipendenze delle pubbliche amministrazione.

Smentiamo immediatamente un preconcetto irrazionale. Non è vero che i dipendenti pubblici siano in media dei nullafacenti. Sono al contrario oberati da una inenarrabile sequela di leggi, circolari attuative, normativi e così via che rendono il loro lavoro gravoso ma, purtroppo, spesso anche inutile. Non a caso molte regioni stanno reclamantdo un’autonomia nella gestione burocratica.

Un caso per tutti.

Scuola Italiana. Fotocopie di una burocrazia satanica.

«Come si constata, le sole circolari interne dedicate in un anno al Corpo docente assommano a 477 (quattrocentosettantasette). Ogni tanto sono di semplice e rapida lettura, ma di norma sono lunghette e complesse, con molti rimandi.

Ragionando in termini medi, ogni circolare richiede grosso modo un’ora di tempo tra lettura e tentativi di comprendere cosa dicano.

Questo significa che un usuale Insegnate spende ogni anno circa 500 ore del suo tempo a leggersi e studiarsi circolari sulla utilità delle quali ben si potrebbe argomentare.»

Una nota importante. Si fa tanto parlare della ‘austerità‘, ed anche a ragione. Ma quasi invariabilmente si omette dal dire che tutto il peso della crisi economica è gravato

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Fondi europei utilizzati al solo 3% e grandi opere bloccate dalla burocrazia.

Ponte Morandi ed il problema della burocrazia.

«Ogniqualvolta lo stato promulga una legge, un regolamento, un provvedimento qualsivoglia nome esso assuma, ne deriva immediatamente la necessità di istituire un corpo di burocrati che applichino tale provvedimento, affiancati da un corpo di funzionari che lo facciano rispettare. Talora simili incombenze sono demandate a corpi già sussistenti, ma in ogni caso i loro organici necessiteranno di adeguamenti.

Burocrati e funzionari applicano, meglio dovrebbero applicare, i provvedimenti emanati.

Molte sono le conseguenze.

Esse spaziano dal problema dei costi gestionali – burocrati e funzionari necessitano di mezzi materiali e percepiscono uno stipendio – fino al problema sostanziale che è loro delegato un potere decisionale spesso di vitale importanza per lo stato. ….

La conseguenza che ne deriva è la necessità di un corpo di burocrati e funzionari in continua espansione: una crescita che si auto sostiene, fino a raggiunger il fatidico momento della paralisi. Questo era, paradossalmente, la situazione delle finanze francesi nel periodo prerivoluzionario: in campo fiscale erano in essere oltre 120,000 leggi, tutte contrastanti tra di esse, nei fatti impossibili da applicare e rispettare. La rivoluzione francese ne fece piazza pulita, ricorrendo anche all’opera persuasiva della ghigliottina.»


I dipendenti pubblici sono 3.356.750: +0,2% in due anni

Più 7mila in due anni. Calano gli stipendi nella scuola (-1,4%) crescono quelli di Palazzo Chigi (+12,1%)

I dipendenti pubblici aumentano. Di poco, solo lo 0,2% tra il 2015 e il 207, ma aumentano. E probabilmente continueranno a farlo: Quota100, infatti, lascerà liberi migliaia e migliaia di posti di lavoro proprio nel settore del pubblico impiego che dovranno essere riempiti attraverso nuove assunzioni.

Quanti sono i dipendenti pubblici

Il grafico sopra mostra i dati ufficiali (Ragioneria dello Stato) dei dipendenti del pubblico impiego. Risultato: aumento di circa 7mila unità tra il 2015 e il 2017 ma, attenzione, solo a causa della crescita dei contratti precari con la conseguenza che i dipendenti pubblici sono diventati 3.356.750.

La crescita si è concentrata in particolare in alcuni comparti. Innanzitutto la scuola, con una crescita nei due anni presi in considerazione di 39mila unità e, in parte, nel comparto degli enti di ricerca, che ha messo a segno un +9,8% (ma, essendo più piccolo, i numero assoluti sono più bassi).

Al contrario vi sono stati tagli negli enti locali, in particolare nelle regioni ordinarie e nei comuni, in cui i dipendenti sono diminuiti di più di 25mila unità, ovvero il 5,2%.

In calo anche i membri delle forze di polizia, erano 7mila in meno i poliziotti nel 2017 rispetto al 2015, e quelli delle forze armate, calati di quasi 5mila unità.

Le Regioni con più dipendenti pubblici

Ma dove sono i dipendenti pubblici? In quale aree dell’Italia ce ne sono di più? Ecco i numeri Regione per Regione.

Lombardia e Lazio avevano quasi lo stesso numero di dipendenti pubblici, ovvero rispettivamente 410.923, il 12,76% del totale, e 407.141, il 12,65%, nonostante la Lombardia sia popolosa quasi il doppio, ma in questo caso gioca il fatto che a Roma è concentrata la gran parte della macchina burocratica statale (ministeri, enti pubblici…). Ma ciò non toglie il fatto che nel Lazio, dal 2015, vi sia stato un aumento di quasi 7mila persone, mentre in Lombardia si sia verificato un leggero calo.

Segue la Campania, con 282.048 statali, l’8,76%, ma qui è da segnalare il calo di 6mila unità. Vi è poi la Sicilia, con 272.743 dipendenti, l’Emilia Romagna, con 228.306, il Veneto, con 223.336. Sopra i 200mila dipendenti pubblici poi ci sono la Puglia, la Toscana, il Piemonte. In fondo naturalmente la Valle d’Aosta, con 11.826 persone. E’ però evidente che le regioni a statuto speciale hanno più dipendenti pubblici rispetto alle altre, almeno in proporzione agli abitanti. Così, per esempio, la Valle d’Aosta ha un decimo della popolazione dell’Abruzzo, eppure poco meno di un sesto dei dipendenti. Le province di Trento e Bolzano hanno ognuna gli stessi abitanti della Basilicata, ma circa un 25% in più degli statali, 40.538 e 41.552 contro 33.490.

Al Sud calano i dipendenti pubblici

Nel complesso è in Campania e in Sicilia che c’è stato il maggior calo nel numero degli statali, con decrementi, come si è visto, di circa 6mila unità in ognuna delle regioni, mentre nel Lazio, che dipende meno dai tagli agli enti locali, essendo sede di organi centrali, vi è stato l’aumento maggiore, di quasi 7mila persone.

Quanto guadagnano i dipendenti pubblici

Ma quanto guadagnano i dipendenti pubblici in Italia? Anche qui vi sono differenze rilevanti. In base soprattutto al comparto in questo caso.

Tra il 2015 e il 2017 lo stipendio lordo totale, completo di tutte le eventuali indennità, è aumentato di pochissimo, solo del 0,3%, arrivando a 34.491. I più fortunati? Quelli che lavorano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che non solo erano arrivati a prendere mediamente 64.611, ma che avevano anche messo a segno una crescita in due anni di ben il 12,1%. Piove sul bagnato anche nel comparto delle autorità indipendenti. I suoi dipendenti prendevano 91.259 euro i media nel 2017, dopo un aumento del 7,4%. In diminuzione invece gli emolumenti medi dei lavoratori del settore della scuola, che già sono i più bassi, di 28.440 in media, scesi dell’1,4%. Giù del 6,5% anche gli stipendi di coloro che sono impiegati nella carriera diplomatica.

In entrambi i casi è possibile che abbia influito l’inserimento di personale più giovane, e quindi junior, in questi anni.

I meglio pagati comunque sono i magistrati, con 137.294 euro a testa in media, nonostante una diminuzione del 0,9%.

Vengono poi coloro che seguono la carriera prefettizia, con 94.293 euro, i già citati lavoratori delle autorità indipendenti, quelli impegnati nella carriera diplomatica, con 87.121, e coloro che seguono quella penitenziaria, con 81.817 euro, che tra l’altro hanno goduto di una crescita del 4,9% degli emolumenti.

I più poveri, oltre agli insegnanti, anche gli impiegati nelle regioni e nelle autonomie locali, con solo 28.632 euro a testa, tra l’altro in diminuzione dell’1,2% sul 2015.

I più sfortunati, ovvero coloro che hanno subìto il peggior decremento della remunerazione, sono stati gli statali che lavorano negli istituti di formazione artistica e musicale, con la maggiore diminuzione degli stipendi, del 2,5%.

Pubblicato in: Armamenti, Cina, Problemi militari, Stati Uniti

Cina alla conquista dell’Oceano Pacifico.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

2019-08-26-_ Cina Pacifico

Mr Deng Xiaoping aveva dato chiarissime direttive ed ordini di priorità.

– Prima costruire un solido sistema produttivo che alimenti l’export.

– Poi, allestire delle forze armate in grado di garantire almeno i confini della nazione.

– Indi allacciare a livello mondiale rapporti paritetici bilaterali volti alla costruzione e controllo delle infrastrutture.

– Solo alla fine, con quel che avanzasse, generare un welfare.

Questo indirizzo strategico è semplicemente l’opposto della Weltanschauung occidentale ed è per questo motivo che l’Occidente inizia solo ora a prenderne atto.

«US pre-eminence in the Pacific is no more»

«For a long time experts have been speaking about China’s rapid military modernisation referring to it as “a rising power”. …. But this analysis may be out of date. China is not so much a rising power; it has risen; and in many ways it now challenges the US across a number of military domains.»

«US defence strategy in the Indo-Pacific region “is in the throes of an unprecedented crisis” and that Washington might struggle to defend its allies against China.»

«America no longer enjoys military primacy in the Indo-Pacific»

«The report points to Beijing’s extraordinary arsenal of missiles that threaten the key bases of the US and its allies. These installations, it asserts, “could be rendered useless by precision strikes in the opening hours of a conflict”»

«China lacks the “proselytising zeal” – the sense of over-seas mission, that over the twentieth century saw the US strive for global dominance.»

«China is already a superpower to rival the US»

«Dubbed in military-speak, an “anti-access and area denial” approach, China has single-mindedly focused on a range of sensors and weapons systems that it hopes will compel US forces to operate as far away from its own shores as possible»

«China’s goal is in a time of crisis is to deny the US access to the area within the “first island chain” (the South China Sea bounded by a line running from the bottom of Japan, encompassing Taiwan, and passing to the west of the Philippines)»

«President Xi Jinping has decided not just to stand up to President Trump in the ongoing trade war but to take a much more assertive position, whether it be towards the pro-democracy demonstrations in Hong Kong or to China’s long-standing claims over Taiwan»

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La relazione dell’US Studies Centre at the University of Sydney in Australia ad una prima lettura sembrerebbe essere impietoso: poi, quando la materia sia sedimentata, appare financo troppo blando.

Se poi si cercasse di integrare queste informazioni con le altre disponibili, il quadro che ne emergerebbe sarebbe quello di un netto ridimensionamento dell’influenza militare americana.

Banche Mondiali. Senza potenza finanziaria non si fa politica estera.

Cina. Controllo strategico del Mar Giallo e del Mare Cinese Orientale.

Dal punto di vista strategico la Cina può contare su solidissimi alleati. Se si considerasse il tasso di fertilità, il Giappone ha 1.42, la Kore del Sud 1.27, Taiwan 1.13 ed Hong Kong 1.2: una generazioni e questi paesi saranno spopolati, e la Cina potrà occuparli serenamente.


Bbc. 201908-25. Is the US still Asia’s only military superpower?

US pre-eminence in the Pacific is no more.

For a long time experts have been speaking about China’s rapid military modernisation referring to it as “a rising power”.

But this analysis may be out of date. China is not so much a rising power; it has risen; and in many ways it now challenges the US across a number of military domains.

This is the conclusion of a new report from the US Studies Centre at the University of Sydney in Australia.

It warns that US defence strategy in the Indo-Pacific region “is in the throes of an unprecedented crisis” and that Washington might struggle to defend its allies against China.

“America no longer enjoys military primacy in the Indo-Pacific”, it notes, “and its capacity to uphold a favourable balance of power is increasingly uncertain.”

The report points to Beijing’s extraordinary arsenal of missiles that threaten the key bases of the US and its allies. These installations, it asserts, “could be rendered useless by precision strikes in the opening hours of a conflict”.

China is not a global superpower like the United States. Indeed it is doubtful if its military ambitions extend that far (though this too may be changing as it slowly develops a network of ports and bases abroad).

For now its global reach depends much more on the power of its economy. China lacks the “proselytising zeal” – the sense of over-seas mission, that over the twentieth century saw the US strive for global dominance.

It also has nothing like the soft-power pull of the United States – no equivalent to blue jeans, Hollywood or burgers – to encourage people to share its values.

Indeed according to many indices Washington’s raw military punch still greatly out-weighs that of Beijing. Washington’s nuclear arsenal (and indeed Moscow’s) is significantly larger than that available to Beijing.

The US still retains a technological edge in key areas like intelligence collection; ballistic missile defence; and the latest generation warplanes. The US can also rely upon a deeply entrenched network of alliances both in Asia and through Nato in Europe.

China has nothing like this kind of alliance system. But it is fast eroding Washington’s technical edge. And in any case what matters to China is Asia and what it sees in expansive terms as its own back-yard. Two key factors – focus and proximity – mean that in Asia, China is already a superpower to rival the US.

China has studied US capabilities and warfighting and has come up with an effective strategy to mitigate the traditional sources of US military power, not least the US Navy’s powerful carrier battle groups, the central element of Washington’s ability to project military force.

Dubbed in military-speak, an “anti-access and area denial” approach, China has single-mindedly focused on a range of sensors and weapons systems that it hopes will compel US forces to operate as far away from its own shores as possible.

At the outset this was inherently a defensive posture. But increasingly analysts see China’s capabilities as enabling it to seize the initiative, confident that it can deter and cope with any likely US response.

“Chinese counter-intervention systems,” the Australian study notes, “have undermined America’s ability to project power into the Indo-pacific, raising the risk that China could use limited force to achieve a fait accompli victory before America can respond, challenging US security guarantees in the process.”

China’s goal is in a time of crisis is to deny the US access to the area within the “first island chain” (the South China Sea bounded by a line running from the bottom of Japan, encompassing Taiwan, and passing to the west of the Philippines).

But it also seeks to restrict access to the outer “second island chain” with weapons that can reach as far as the US bases on Guam. This overall strategy can be bolstered by Chinese land-based aircraft and missiles.

Of course, it is not as if the Pentagon is unaware of the China challenge. After decades of counter-insurgency warfare the US military is being re-structured and re-equipped for renewed big-power competition. In the Cold War the focus was the Soviet Union. Today it is largely China.

However the Sydney University report questions whether Washington is sufficiently focused on the task in hand. It says that “an outdated superpower mindset in the (US) foreign policy establishment is likely to limit Washington’s ability to scale back other global commitments or to make the strategic trade-offs required to succeed in the Indo-Pacific.”

Money is going into new weaponry and research. But the task is huge.

“America has an atrophying force that is not sufficiently ready, equipped or postured for great power competition” and the report warns that a back-log of simultaneous modernisation priorities “will likely outstrip its budget capacity.”

It is a sobering document written by a prestigious institution from one of Washington’s closest allies in the region.

China clearly feels empowered – you can see this from the tone of its recently published defence white paper.

President Xi Jinping has decided not just to stand up to President Trump in the ongoing trade war but to take a much more assertive position, whether it be towards the pro-democracy demonstrations in Hong Kong or to China’s long-standing claims over Taiwan.

China’s military rise to match its growing economic muscle was inevitable. But some analysts fear that President Trump has made a difficult situation worse.

Many in the US feel it was time to stand-up to China on trade – but the way the US is going about it leads several experts to fear that Washington may simply lose the trade war.

Overall the Trump Administration’s foreign policy often lacks a clear strategic aspect and is prone to the whims of the Presidential twitter feed and bizarre distractions like his apparent desire to purchase Greenland.

In contrast China knows exactly where it wants to go and it has the strategy and the means to get there. Indeed, for all intents and purposes, it may have already arrived.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Tassi negativi strangolano il risparmio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

2019-08-27__Liquidità Germania 001

Il cuore del problema è banalmente semplice.

I tassi bancari negativi facilitano la gestione del debito pubblico, ma falcidiano i risparmi della gente comune, né più né meno di un processo inflattivo.

«Most Germans live by the credo that saving is a virtue, but the European Central Bank’s negative interest rates risk making a mockery of the national obsession, prompting politicians to seek ways to insulate thrifty citizens and keep the burden on the country’s beleaguered banks»

«Finance Minister Olaf Scholz says he’ll look into whether it’s possible to prevent German banks from charging most retail-banking clients for deposits, after such a measure was proposed by the leader of Bavaria.»

«after five years of negative rates, lenders are running out of ways to offset the hit to earnings»

«At 2.35 trillion euros ($2.6 trillion), no other country in the euro area has a larger pile of retail deposits»

«On average, Germans held more than 40% of their financial assets in the form of bank deposits in 2018.»

«Negative rates, which mean deposits decline over time rather than increase, would be bad for all savers»

«People love to hear someone standing up for them when their savings melt away»

«Negative rates are a double whammy for lenders. Euro-area banks pay more than 7 billion euros a year to deposit funds overnight with their central bank, while at the same time their income from lending is eroded»

«Bavarian Premier Markus Soeder even calling for a ban on deposits of up to 100,000 euros.»

«For years now, I have also been putting my money into savings accounts in other European countries»

«Mittelbrandenburgische Sparkasse said it spent 3.65 million euros last year to park funds at the central bank and other lenders. At the same time, the company collected only 840,0000 euros from corporate customers and municipalities by charging a negative interest rate of 0.4% on deposits of more than 2.5 million euros.»

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Mr Juncker, Mr Tusk e Frau Merkel hanno cacciato l’eurozona ed i loro paesi in un vicolo cieco.

Per cercare di mantener i debiti pubblici hanno imposto tassi negativi.

Ma alla sola idea di tassi negativi, chi può fugge più veloce di un leprotto inseguito da un cinghiale: che vada bene va in altri paesi europei, ma di norma in altri continenti.

Ma senza avere risparmio privato mancano gli acquirenti dei buoni del tesoro.

Bund trentennale a tasso negativo, alla Germania il «colpaccio» riesce a metà

«poco più di 800 milioni a fronte di un’offerta di 2 miliardi»

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Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Ci si domanda:

Se Frau Merkel non è riuscita a coprire quella miseria che erano due miliardi come farà a coprirne cinquecento?


Germany in Uproar as Negative Rates Threaten Saving Obsession.

(Bloomberg) — Terms of Trade is a daily newsletter that untangles a world embroiled in trade wars. Sign up here. 

Most Germans live by the credo that saving is a virtue, but the European Central Bank’s negative interest rates risk making a mockery of the national obsession, prompting politicians to seek ways to insulate thrifty citizens and keep the burden on the country’s beleaguered banks.

Finance Minister Olaf Scholz says he’ll look into whether it’s possible to prevent German banks from charging most retail-banking clients for deposits, after such a measure was proposed by the leader of Bavaria. Lenders have rejected the idea, saying bans don’t ultimately help clients and could even destabilize financial markets.

Germany’s overcrowded banking industry has long contended with sub-par profitability, but after five years of negative rates, lenders are running out of ways to offset the hit to earnings. With the country gearing up for regional elections next month, the ECB is an easy target for a country known for its risk-averse attitude to money and its habit of hording savings in checking accounts. At 2.35 trillion euros ($2.6 trillion), no other country in the euro area has a larger pile of retail deposits.

Germany’s citizens also save far more of their disposable income than most other Europeans. The country’s savings rate was around 10% in 2017, almost twice the euro-area average, according to Deutsche Bank AG. On average, Germans held more than 40% of their financial assets in the form of bank deposits in 2018.

Negative rates, which mean deposits decline over time rather than increase, “would be bad for all savers,” said Juergen Dengel, a 40-year-old civil servant from Bonn. If negative rates were introduced at his bank, he would consider withdrawing his money and using it to build a home — even if that meant going into debt.

“This is a total political football,” said Klaus Fleischer, a professor specializing in finance at the Munich University of Applied Sciences. “People love to hear someone standing up for them when their savings melt away.”

Not everyone’s in favor of outlawing deposit charges, though. “A ban on negative rates might be attractive for savers, but then we have to also think of how we’d support unprofitable but systemically-relevant banks,” said Ingrid Arndt-Brauer, a lawmaker for the Social Democratic Party, Angela Merkel’s junior coalition partner.

The ECB itself is considering ways to relieve the burden of negative rates on banks.

Double Whammy

Negative rates are a double whammy for lenders. Euro-area banks pay more than 7 billion euros a year to deposit funds overnight with their central bank, while at the same time their income from lending is eroded. That has helped push the share prices of many European lenders to record lows and has left Germany’s Deutsche Bank and Commerzbank AG reeling from falling revenue and shrinking profitability.

Banks across Europe already pass on negative rates to corporate clients and aren’t ruling out doing the same to retail customers. In Germany, the issue has exploded onto the front pages of the country’s largest tabloid, with Bavarian Premier Markus Soeder even calling for a ban on deposits of up to 100,000 euros.

“These suggestions show how far the undesired side effects of the ECB’s negative rates stretch,” Germany’s banking lobby said in a statement, referring to the central bank’s deposit rate of minus 0.4%. Still, banks cannot ignore the market as a whole when setting their conditions — even when rates fall below zero, the group said.

Some German retail banks already charge customers for holding as little as 100,000 euros in deposit accounts, though they have have yet to extend the policy to the bulk of their customers.

Savings Shopper

Fabian Rodenbach, a 40-year-old teacher from Cologne, already shops around for the best rates. “For years now, I have also been putting my money into savings accounts in other European countries,” he said.

Mittelbrandenburgische Sparkasse said it spent 3.65 million euros last year to park funds at the central bank and other lenders. At the same time, the company collected only 840,0000 euros from corporate customers and municipalities by charging a negative interest rate of 0.4% on deposits of more than 2.5 million euros.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

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Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-29.

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Italia

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Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Unione Europea

Ipotesi sulla nuova manovra del governo rosso-giallo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-29.

Minosse & Macron

Passati o quasi i tempi delle parole si stanno facendo avanti i tempi dei fatti, e la legge di bilancio sarà il biglietto da visita del nuovo governo rosso – giallo.

Dal nulla si genera il nulla. Ogni programma ha i suoi costi.

«Cosa potrebbe prevedere la manovra di bilancio targata PD-M5S?»

«Per entrambe le parti la cosa più importante da fare sarà evitare l’aumento dell’IVA che potrebbe andare a ripercuotersi sulle tasche degli italiani in maniera decisa»

«Nel 2020, le nuove aliquote al 25% e al 13% potrebbero costare circa 500 euro in più all’anno (1.200 considerando anche gli aumenti previsti per il 2021).»

«il nuovo Governo avrà anche altre priorità tra cui la riduzione del cuneo fiscale e le misure di sostegno alle persone con redditi più bassi»

«Da qui la possibile introduzione del citato “piano famiglia” e dell’assegno unico, una misura volta ad unificare le varie agevolazioni oggi esistenti»

«Tra le misure plausibili, ha continuato il quotidiano economico, anche l’estensione degli 80 euro ai redditi fino a €8.000, e l’introduzione dell’imposta negativa (un vero e proprio assegno che “cresce” se il reddito scende).»

«Come non annoverare poi la proposta pentastellata di garantire una mensilità aggiuntiva a chi percepisce stipendi fino a 55 mila euro (la misura avrebbe comunque bisogno di 15 miliardi).»

«Nella manovra PD-M5S potrebbe non essere inserito il taglio della prima aliquota IRPEF visti i costi dell’operazione»

«Dove troveranno i soldi?»

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Tutta la eurozona è entrata in una fase economica che molti designano come ‘stagnazione‘, altri come ‘recessione‘, ed altri ancora come franca ‘depressione‘.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

La Germania è entrata in una fase depressiva dalla quale sarà non facile riemergere in tempi brevi: è una crisi strutturale.

Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Sicuramente la Banca Centrale Europea continuerà a patrocinare tassi negativi e QE, e si inizia ad intravedere un cambiamento di rotta, con apertura al ricorso sempre più consistente al debito. Trovare simili cifre sul mercato apparirebbe essere inverosimile: l’unica via è che Ecb riprenda a stampare.

Bruxelles fa marcia indietro. Debito è bello se serve alla Germania.

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È molto verosimile che la manovra italiana sia alla fine supportata dalla Ecb, che finanzierebbe l’aumento di un debito già di non poco conto.

Ma adesso il numero degli attori sul mercato mondiale è cresciuto.

Sicuramente l’America di Mr Trump sta mettendo in atto provvedimenti politici ed economici divergenti da quelli europei: basterebbe l’introduzione di nuovi dazi o l’inasprimento di quelli già in essere che tutta la eurozona entrerebbe in triboli ancora maggiori degli attuali.

Ma orami nessun ragionamento può esser condotto ignorando la Cina.

La Cina svaluta ancora lo yuan. Ora il rapporto Usd/Cny vale 7.1502.

Questa non ha la minima intenzione di pagare il conto del dissesto occidentale.

La svalutazione del renminbi non solo vanifica molto degli effetti dei dazi americani, ma colpisce anche duramente l’export europeo.

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Sotto questa ottica la nuova legge italiana di bilancio presenta sicuramente qualche aspetto positivo, ma altrettanto sicuramente presenta un problema esorbitante di costi.

Essa tende a ripartire ciò che la nazione non ha, ma coprire interventi assistenziali con il ricorso al debito potrebbe essere un’arma a doppio taglio.

Se sicuramente sia cosa buona stimolare i consumi, con eguale certezza si potrebbe constatare come sarebbe da fare aumentare la produzione.

Se tutto quanto prima elencato fosse mantenuto, il conto sarebbe di circa centocinquanta miliardi.

«Dove troveranno i soldi?»


Manovra PD-M5S: cosa aspettarsi?

Cosa aspettarsi dalla legge di bilancio PD-M5S? Le previsioni sulla manovra alla vigilia del nuovo Governo.

Cosa potrebbe prevedere la manovra di bilancio targata PD-M5S?

Nella serata di ieri, mercoledì 28 agosto, l’incertezza politica esplosa con la crisi di Governo ha iniziato a diradarsi.

Dopo giornate intere di colloqui i due partiti hanno comunicato a Sergio Mattarella di aver trovato un accordo sulla personalità di Giuseppe Conte, che nella mattinata odierna sarà convocato al Quirinale per il conferimento dell’incarico. Alla vigilia di questo nuovo Governo, in molti si sono chiesti cosa potrebbe prevedere una manovra targata PD-M5S. Per entrambe le parti la cosa più importante da fare sarà evitare l’aumento dell’IVA che potrebbe andare a ripercuotersi sulle tasche degli italiani in maniera decisa.

Manovra PD-M5S: cosa prevede?

Come anticipato, uno dei primi argomenti che M5S e PD dovranno affrontare in manovra sarà l’aumento dell’IVA. Nel 2020, le nuove aliquote al 25% e al 13% potrebbero costare circa 500 euro in più all’anno (1.200 considerando anche gli aumenti previsti per il 2021).

Come ha ricordato Il Sole 24 Ore, però, il nuovo Governo avrà anche altre priorità tra cui la riduzione del cuneo fiscale e le misure di sostegno alle persone con redditi più bassi. Da qui la possibile introduzione del citato “piano famiglia” e dell’assegno unico, una misura volta ad unificare le varie agevolazioni oggi esistenti.

Tra le misure plausibili, ha continuato il quotidiano economico, anche l’estensione degli 80 euro ai redditi fino a €8.000, e l’introduzione dell’imposta negativa (un vero e proprio assegno che “cresce” se il reddito scende).

Come non annoverare poi la proposta pentastellata di garantire una mensilità aggiuntiva a chi percepisce stipendi fino a 55 mila euro (la misura avrebbe comunque bisogno di 15 miliardi).

Nella manovra PD-M5S potrebbe non essere inserito il taglio della prima aliquota IRPEF visti i costi dell’operazione e visto che esso potrebbe portare alla riduzione dell’onere anche per i redditi più elevati.

Più ottimismo invece nei confronti del pacchetto Industria 4.0, che potrebbe trovare nuova linfa nella prossima legge di bilancio.

Dove troveranno i soldi?

Come ogni anno, l’elaborazione della manovra di bilancio PD-M5s dovrà fare i conti con il problema delle coperture. In altre parole, dove verranno trovati i soldi per portare a termine tutti i progetti annunciati?

Ancora secondo Il Sole, il nuovo Governo potrebbe rivedere Quota 100 per tentare di risparmiare almeno 6 miliardi – non si esclude l’addio alla misura nel 2020.

Sempre con l’obiettivo di incrementare gli introiti, PD e M5S potrebbero scegliere di estendere il raggio d’azione della fatturazione elettronica magari con una web tax.

Nonostante le speculazioni, i dubbi continueranno ad aleggiare sulla nuova legge di bilancio. Che fine farà il reddito di cittadinanza? Nelle prossime settimane questa sarà una delle domande più gettonate.

Ovviamente, PD e M5S non hanno fornito ulteriori dettagli su cosa potrebbe prevedere la loro ipotetica manovra. Nel momento in cui il nuovo Governo vedrà la luce inizieranno le vere discussioni e sapremo in che modo i due partiti riusciranno a convergere verso la legge di bilancio 2020.