Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Lampedusa. Altro miracolo. Appena sbarcati i minorenni diventano maggiorenni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-18.

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«Hanno toccato la terraferma i 27 minori non accompagnati che hanno lasciato la Open Arms dopo 16 giorni in mare. È stato autorizzato ed è iniziato intorno alle 16,45 lo sbarco nel porto di Lampedusa: «Terminata evacuazione dei minori non accompagnati- scrive su Twitter l’Ong Open Arms -. Che poi sarebbero ragazzi di 16, 17 anni. Soli. Molte lacrime. Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti».»

«Il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter ha scritto: «Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni! Vedremo gli altri… Dopo i `malati immaginari´, ecco i `minorenni immaginari´! Mentre altri cedono, io non cambio idea».»

* * * * * * *

Sono in molti a credere fermamente che la Open Arms possa eseguire miracoli: guarigioni istantanee appena i migranti clandestini toccano terra italiana, oppure, adesso, viaggio avanti nel tempo ed acquisito della maggiore età.

Corre voce che la Caritas, assieme alle altre ngo, voglia riconsacrare Santa Maria Maggiore alla Open Arms, ponendola come santa patrona delle interessenze che percepisce per i migranti illegali clandestini arrivati in suolo italiano.


Open Arms, sbarcati i 27 minori Salvini: «Autorizzo, mio malgrado»

Hanno toccato la terraferma i 27 minori non accompagnati che hanno lasciato la Open Arms dopo 16 giorni in mare. È stato autorizzato ed è iniziato intorno alle 16,45 lo sbarco nel porto di Lampedusa: «Terminata evacuazione dei minori non accompagnati- scrive su Twitter l’Ong Open Arms -. Che poi sarebbero ragazzi di 16, 17 anni. Soli. Molte lacrime. Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti». Ora a bordo restano 107 migranti. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter ha scritto: «Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni! Vedremo gli altri… Dopo i `malati immaginari´, ecco i `minorenni immaginari´! Mentre altri cedono, io non cambio idea».

La lettera di Conte

In mattinata l’equipaggio ha dichiarato «lo stato di necessità» non essendo più in grado di «garantire la sicurezza a bordo». Allo sblocco della vicenda, relativa ai minori, si è arrivati dopo che il presidente del Consiglio Conte ha scritto una seconda lettera (dopo quella di Ferragosto), al vicepremier Salvini: nella missiva, privata, il premier ha ribadito la «disponibilità» alla redistribuzione dei migranti da parte dell’Unione Europea e la necessità di mettere in sicurezza i soggetti più deboli, soprattutto i minori. «Lo sbarco dei presunti minori è una scelta di esclusiva responsabilità del premier», ha replicato Salvini, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale.

«Autorizzo mio malgrado»

Poi è lo stesso Salvini a rispondere a Conte: «Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della Open Arms» e «darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti». Una lettera formale che spiega la scelta voluta da Conte.

Open Arms sempre ferma

Il braccio di ferro, comunque, prosegue nonostante la disponibilità di 6 Paesi europei per la redistribuzione dei migranti, mentre la procura di Agrigento prosegue la sua inchiesta per sequestro di persona e violenza privata : i pm agrigentini hanno già acquisito dei documenti dalla Guardia costiera. Tra gli incartamenti che sono, adesso, al vaglio del procuratore aggiunto Salvatore Vella, anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive, chiedendo una risposta urgente, al ministero dell’Interno sostenendo che «non vi sono impedimenti di sorta» allo sbarco.

Polizia sentirà medico di Lampedusa

Per l’indagine la procura ha delegato la squadra mobile di Agrigento e la Guardia Costiera. Agenti e militari che a breve faranno un sopralluogo sulla nave. In più la procura ha disposto un’ispezione medica a bordo della Open Arms per accertare le condizioni igienico-sanitarie. Non solo, agenti di polizia si sono recati, ieri, nel poliambulatorio a Lampedusa per sentire il responsabile Francesco Cascio. Il medico però non si trova nell’isola, sarà ascoltato probabilmente a breve o al suo rientro a Lampedusa, la prossima settimana. Ieri Cascio (che è stato, in passato, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e deputato nazionale di Forza Italia) ha sostenuto che i 13 migranti fatti sbarcare per motivi di salute dalla Open Arms, erano in buone condizioni come refertato dal suo staff medico, salvo uno di loro che presentava una otite: Cascio ha aperto così un nuovo fronte di polemica in questo caso con i medici del Cisom che hanno certificato «l’emergenza medica» a bordo. «Se c’è qualcuno che pensa che io possa fare falsificare un referto o è un cretino o è in malafede», ha commentato il medico di Lampedusa.

Continua il braccio di ferro

Intanto è questo il 16esimo giorno di stallo per la nave dell’Ong spagnola. «Un porto sicuro subito», chiedono dall’organizzazione non governativa: «Il mondo è testimone di quello che hanno dovuto sopportare le 134 persone che attendono di scendere sul ponte della Open Arms. Solo la mancanza di volontà dei politici che hanno il potere di decidere li separa da un porto sicuro», scrive su Twitter l’Ong. «In 16 giorni sareste già tranquillamente arrivati a casa vostra in Spagna», replica Matteo Salvini ritenendo quella delle ong «una battaglia politica giocata sulla pelle degli immigrati». Il capo del Viminale, infatti, non molla. E se l’inchiesta (al momento a carico di ignoti) ricorda il caso Diciotti che ha portato il Tribunale dei ministri a chiedere l’autorizzazione a procedere al Senato per il ministro dell’Interno (sempre per sequestro di persona), autorizzazione poi negata da Palazzo Madama, Matteo Salvini prosegue per la sua strada: «La procura indaga per sequestro di persona. Per difendere l’Italia e gli Italiani io non mollo!», scrive il ministro leghista. Intanto il sindaco di Lampedusa invita a sbloccare la vicenda. «Se fossi io il comandante della nave non esiterei a entrare in porto», ha dichiarato il primo cittadino dell’isola, Salvatore Martello.

L’attesa della Ocean Viking

Mentre si cerca una soluzione per i 134 migranti dell’Open Arms, si fa sempre più vicina una potenziale nuova emergenza. In attesa tra le isole Pelagie e Malata c’è l’altra nave, la Ocean Viking, che a bordo di migranti ne ha ben 365, 103 dei quali sono minori (il più piccolo ha un anno). Il 9 agosto hanno soccorso il primo barcone nel Mediterraneo. Ne sono seguiti altri due. La nave si trova in acque internazionali ma non in prossimità di Lampedusa: l’imbarcazione, infatti, staziona in un tratto di mare tra Malta, Linosa (l’altra isola delle Pelagie a nord rispetto a Lampedusa) e la costa sud della Sicilia. La nave delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere è più grande della Open Arms ma la situazione a bordo, con 365 migranti, rischia di precipitare nelle prossime ore.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Governo di tutti contro la Lega. Obiettivo una legge elettorale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-18.

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Cementa molto più l’odio che l’amore.

Nulla può essere dato per certo.

«Former Italian prime minister Matteo Renzi has proposed to form a technical government without the far-right League party, in a potential threat to League chief Matteo Salvini’s ambitions»

«The “institutional government” would include left and centre-right parties for the sake of national unity, Renzi said on Sunday (11 August).»

«Those who preferred to gamble with Italy in elections in October or November risked handing the “future of our children to the extreme right”, he added»

«The vote is likely to trigger elections in which the League can count on 36 percent of nationwide support, according to latest polls. A bonus seat system in Italian electoral rules means the League could take power with the support of a fringe party instead of 5MS.»

Ma mica è detto che le cose vadano in queta maniera.

«Other politicians joined Renzi in raising the alarm, indicating that Salvini’s plan is not in the bag yet, however»

«Letta also suggested that a new government could be formed under the leadership of the current prime minister, academic Giuseppe Conte, at least until an Italian candidate for the European Commission was appointed and the budget for 2020 was approved»

* * *

«Despite the emotional call by two former prime ministers, it will not be easy to find a majority for a technical government in the Senate.»

«A new coalition needs the support of 161 senators. Today the 5MS has 107 senators and the League has 58. The Democratic Party (PD) has only 51 senators, which means that votes need to be found with smaller parties on the left, the right, or with some senators who earlier left the 5MS»

«Another problem is that the new PD leader, Nicola Zingaretti, ruled out supporting such a new coalition, on the very same day Renzi proposed it.»

«Nevertheless, the PD and the 5MS have a shared interest in voting a new electoral reform law.

This law would delete the bonus for the largest party and go back to a proportional system.»

«That is the reason why the probability of a new coalition without the League is higher than one might expect at first sight»

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Al momento attuale tutto è possibile.

L’ipotesi di un governo anti – Salvini è tutt’altro che remota: Ci si ricordi come l’odio sia ben più potente dell’amore.


EU Observer. 2019-08-16. Italy: New government without Salvini in the making

Former Italian prime minister Matteo Renzi has proposed to form a technical government without the far-right League party, in a potential threat to League chief Matteo Salvini’s ambitions.

The “institutional government” would include left and centre-right parties for the sake of national unity, Renzi said on Sunday (11 August).

Those who preferred to gamble with Italy in elections in October or November risked handing the “future of our children to the extreme right”, he added.

Renzi spoke out after Salvini launched his bid to take power in Italy earlier last week.

The migrant-bashing interior minister has called on parliament to convene from recess to vote on his existing coalition with the Five Star Movement (5MS) party.

The vote is likely to trigger elections in which the League can count on 36 percent of nationwide support, according to latest polls.

A bonus seat system in Italian electoral rules means the League could take power with the support of a fringe party instead of 5MS.

And Salvini already announced he would prefer to build a coalition with the far right Fratelli d’Italia and/or the party of former prime minister Silvio Berlusconi.

An institutional government

Other politicians joined Renzi in raising the alarm, indicating that Salvini’s plan is not in the bag yet, however.

Enrico Letta, a former prime minister and ex-leader of the left Democratic Party, said in an interview that Salvini “has no principles”

“One day, he can say he wants Europe, the next that he wants to leave. With Salvini, an Italian ‘Brexit’ is not impossible,” Letta warned.

Letta also suggested that a new government could be formed under the leadership of the current prime minister, academic Giuseppe Conte, at least until an Italian candidate for the European Commission was appointed and the budget for 2020 was approved.

Difficult majority

Despite the emotional call by two former prime ministers, it will not be easy to find a majority for a technical government in the Senate.

A new coalition needs the support of 161 senators. Today the 5MS has 107 senators and the League has 58. The Democratic Party (PD) has only 51 senators, which means that votes need to be found with smaller parties on the left, the right, or with some senators who earlier left the 5MS.

Another problem is that the new PD leader, Nicola Zingaretti, ruled out supporting such a new coalition, on the very same day Renzi proposed it.

Nevertheless, the PD and the 5MS have a shared interest in voting a new electoral reform law.

This law would delete the bonus for the largest party and go back to a proportional system.

This electoral law is ready to be filed in the parliament. The League is not in favour of the law, seeing that according to the latest opinion polls the party would benefit from the electoral bonus.

That is the reason why the probability of a new coalition without the League is higher than one might expect at first sight.

Anyone but Salvini?

Meanwhile, the idea of a “technical government of president Mattarella” is also gaining ground.

Conte already suggested this idea to Italy’s president Sergio Mattarella on 7 August.

According to the Italian newspaper La Stampa, other names are also popping up to lead a technical government.

One of them is Mario Draghi, current director of the European Central Bank. Another is Marta Cartabia, professor and vice-president of Italy’s Constitutional Court.

In order to discuss the future of the Italian government, the leaders of the political groups of the senate will gather on Monday, the ones of the chamber the day after.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Stati Uniti

Israele nega l’ingresso a due congressiste Usa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-18.

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Il problema è alquanto semplice.

Dalla fine della guerra mondiale i membri del Congresso americano sono abituati a poter viaggiare liberamente in tutto il mondo, entrando anche nei paesi che avessero criticato aspramente, emettendone sentenze non solo politiche ma anche morali.

Erano anche abituati ad intrattenere stretti rapporti con i partiti o le fazioni che erano alla opposizione, anche se queste componenti fossero state francamente rivoluzionarie.

Questa costumanza trae origine solo nello sviluppo storico degli eventi, non avendo base alcuna nel diritto internazionale. Era semplicemente il power that be.

Adesso i tempi sembrerebbero essere cambiati.

«Israel is blocking two US Democratic lawmakers, who are prominent critics of the Israeli government, from visiting»

«Ilhan Omar and Rashida Tlaib were due to visit the occupied West Bank and East Jerusalem next week»

«Both have supported the boycott movement against Israel, but Israeli law allows supporters of the campaign to be banned from visiting»

«Israeli law blocks entrance visas to any foreigner who calls for any type of boycott that targets Israel – either economic, cultural or academic. The law attempts to suppress the “boycott, divest, sanction” movement, which has drawn growing support across Europe and the US»

«They also planned to visit Israeli and Palestinian peace activists and travel to Jerusalem and the West Bank cities of Bethlehem, Ramallah and Hebron. The trip to the West Bank was planned by Miftah, an organisation headed by Palestinian peace negotiator Hanan Ashrawi.»

Si erano già registrati numerosi precedenti.

«The ban on two foreign dignitaries is rare but not unprecedented. Makarim Wibisono, a UN special rapporteur on human rights, was denied entry in 2015 after Israel said his mandate was anti-Israel.»

«Fouad Ahmad Assadi of Spain’s Socialist Party, was barred from entering Israel last month because he was deemed a threat to national security.»

«The Lebanese-born politician travelled there to participate in the annual Socialist International conference in Tel Aviv and Ramallah – but he was denied entry at Ben Gurion Airport.»

«However, no members of US Congress have been blocked before now. Israel often hosts congressional delegations. Earlier this month, 41 Democrats and 31 Republicans attended a visit sponsored by the AIPAC lobby group»

Se sicuramente l’aver ricevuto sul proprio territorio 41 congressisti democratici e 31 repubblicani sia un segno di non preclusione, aver negato l’ingresso a Mrs Ilhan Omar ed a Ms Rashida Tlaib suona come uno schiaffo scientemente voluto a due persone altamente indesiderate. Ma domandiamoci allora chi siano codeste fanciulle.

Se sicuramente il partito democratico sia libero di far eleggere nei collegi sicuri chiunque esso voglia, altrettanto sicuramente si dovrebbe ammettere che il dissenso con la linea politica governativa dovrebbe essere espressa in sede parlamentare, cosa giusta e lecita, non però al di fuori dei confini nazionali. Questo non sarebbe più un confronto politico, bensì un boicottaggio, cosa ben differente. L’intelligenza con il nemico è materia di codice penale.

«President Trump, who has a close relationship with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, has frequently feuded with the lawmakers and in remarks widely condemned as racist, told them to “go back” to the countries that their families were from.»

«Ms Tlaib – the first member of the US Congress of Palestinian descent – was born in Michigan, and Ms Omar is from Minnesota but was born in Somalia.»

«After the Democratic-led House of Representatives voted against the boycott against Israel movement in July, Ms Tlaib criticised the country as “racist”.»

«”I can’t stand by and watch this attack on our freedom of speech and the right to boycott the racist policies of the government and the state of Israel,” she said»

«”It’s all about the Benjamins baby,” Ms Omar had tweeted in a reference to the US $100 note, leading to allegations that she was using a negative stereotype for Jews. . She later apologised, and said the tweet was meant to criticise lobbyists, not Jews. She also thanked “Jewish allies and colleagues who are educating me on the painful history of anti-Semitic tropes”.»

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Il cuore del problema risiede tutto in una frase pronunciata da Mrs Omar.

«After the Democratic-led House of Representatives voted against the boycott against Israel movement in July, Ms Tlaib criticised the country as “racist”.»

Quando una persona ricopre il ruolo di congressista di una delle maggiori nazioni mondiali, ci si aspetterebbe che parlasse ed agisse con grande prudenza ed in accordo con il governo legalmente in carica.

Una cosa è esprimere dissenso anche alle decisioni prese in aula dal proprio partito, ed una totalmente differente passare a terminologie pesanti usando il termine di ‘razzista’

Una cosa è la libertà di parola ed una opposta è la facoltà di insultare e di intrattenere intelligenza con gli avversari.

Gran brutta bestia la superbia quando arriva alla vetta di ottundere le menti, che si ritengono essere depositarie di verità assolute e del diritto di impartire lezioni a chicchessia. Gran brutta bestia la superbia quando porta a cercare imporre la propria volontà quasi che questa fosse caratteristica divina.

Ci si candida a prendere terribili facciate contro la realtà: facciate dalle quali però il superbo nulla impara.


Bbc. 2019-08-16. Israel bars Ilhan Omar and Rashida Tlaib from visiting

Israel is blocking two US Democratic lawmakers, who are prominent critics of the Israeli government, from visiting.

Ilhan Omar and Rashida Tlaib were due to visit the occupied West Bank and East Jerusalem next week.

Both have supported the boycott movement against Israel, but Israeli law allows supporters of the campaign to be banned from visiting.

President Trump earlier tweeted it would show “great weakness” if the pair were allowed entry.

Ms Omar described Israel’s move as “an insult to democratic values and a chilling response to a visit by government officials from an allied nation”.

Mr Trump earlier had taken to Twitter to urge that the two lawmakers be blocked from visiting, adding that “they hate Israel & all Jewish people, & there is nothing that can be said or done to change their minds”.

Ms Omar and Ms Tlaib have both been criticised for their stance on Israel – but have denied charges of being anti-Semitic.

Speaking to reporters later on Thursday, Mr Trump said, “I can’t imagine why Israel would let them in.”

Why have they been banned?

Israeli law blocks entrance visas to any foreigner who calls for any type of boycott that targets Israel – either economic, cultural or academic.

The law attempts to suppress the “boycott, divest, sanction” movement, which has drawn growing support across Europe and the US.

Israeli officials had earlier said they would make an exception for the elected US officials, before backtracking.

According to US media, their trip was meant to begin on Sunday, and would include a stop at one of the most sensitive sites in the region – a hilltop plateau in Jerusalem known to Jews as the Temple Mount and Muslims as Haram al-Sharif.

They also planned to visit Israeli and Palestinian peace activists and travel to Jerusalem and the West Bank cities of Bethlehem, Ramallah and Hebron.

The trip to the West Bank was planned by Miftah, an organisation headed by Palestinian peace negotiator Hanan Ashrawi.

Ms Tlaib was planning to stay for two extra days to visit her grandmother, who lives in a Palestinian village.

Who are they?

President Trump, who has a close relationship with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, has frequently feuded with the lawmakers and in remarks widely condemned as racist, told them to “go back” to the countries that their families were from.

Ms Tlaib – the first member of the US Congress of Palestinian descent – was born in Michigan, and Ms Omar is from Minnesota but was born in Somalia.

After the Democratic-led House of Representatives voted against the boycott against Israel movement in July, Ms Tlaib criticised the country as “racist”.

“I can’t stand by and watch this attack on our freedom of speech and the right to boycott the racist policies of the government and the state of Israel,” she said.

The House also voted to condemn hate speech in a move directed at Ms Omar for her criticism of US support for Israel.

Who is Minnesota’s Somalia-born congresswoman?

Who are the congresswomen known as ‘the squad’?

“It’s all about the Benjamins baby,” Ms Omar had tweeted in a reference to the US $100 note, leading to allegations that she was using a negative stereotype for Jews.

She later apologised, and said the tweet was meant to criticise lobbyists, not Jews. She also thanked “Jewish allies and colleagues who are educating me on the painful history of anti-Semitic tropes”.

What has Israel said?

A statement from the Israeli interior ministry confirming the ban said it was “inconceivable that those who wish to harm the state of Israel while visiting would be granted entry”.

But only last month Israeli Ambassador Ron Dermer said the two Democrats would be permitted to visit “out of respect for the US Congress and the great alliance between Israel and America”.

In a statement on Thursday, Mr Netanyahu said “there is no country in the world that respects the US and the American Congress more than Israel.”

“However, the itinerary showed that the congresswomen’s sole intention was to harm Israel.”

What’s the reaction?

The US ambassador to Israel said in a statement that the US “supports and respects the decision of the Government of Israel to deny entry”.

Israel “has every right to protect its borders against those activists in the same manner as it would bar entrants with more conventional weapons,” wrote Ambassador David Friedman.

The American Israel Public Affairs Committee (Aipac), said in a tweet while they disagree with the lawmakers’ support for the boycott movement against Israel, they also believe “every member of Congress should be able to visit and experience our democratic ally Israel firsthand”.

It was a sentiment echoed by Republican Florida Senator Marco Rubio, who said that while he disagreed with the women, “denying them entry into Israel is a mistake. Being blocked is what they really hoped for all along in order to bolster their attacks against the Jewish state.”

The strategy behind Trump’s condemnation of Ilhan Omar

New Jersey Democrat Congressman Tom Malinowski called the decision “disrespectful to Congress” and said during a cross-party congressional trip to Israel last week officials had assured them their colleagues would be allowed to visit.

“First he tells Congresswoman Tlaib to ‘go back’ to ‘her’ country, and then he tells that country not to let her in,” he tweeted, referring to Mr Trump’s comments.

Speaker of the House Nancy Pelosi, a California Democrat, said “this sad reversal is deeply disappointing”.

She called Israel’s denial “a sign of weakness” and said President Trump’s comments “a sign of ignorance and disrespect”.

Has this happened before?

The ban on two foreign dignitaries is rare but not unprecedented. Makarim Wibisono, a UN special rapporteur on human rights, was denied entry in 2015 after Israel said his mandate was anti-Israel.

Fouad Ahmad Assadi of Spain’s Socialist Party, was barred from entering Israel last month because he was deemed a threat to national security.

The Lebanese-born politician travelled there to participate in the annual Socialist International conference in Tel Aviv and Ramallah – but he was denied entry at Ben Gurion Airport.

However, no members of US Congress have been blocked before now. Israel often hosts congressional delegations. Earlier this month, 41 Democrats and 31 Republicans attended a visit sponsored by the AIPAC lobby group.

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Analysis by Anthony Zurcher

Written in every US passport is a message to “all whom it may concern” that the bearer of the document be allowed to pass “without delay or hindrance”. In the case of Congresswomen Rashida Tlaib and Ilhan Omar, however, hindrance is exactly what Donald Trump wanted.

An American president urging another nation to deny entry to US citizens, let alone members of Congress, is unusual in the extreme. Viewed in the context of Mr Trump’s ongoing feud with these congresswomen, however, it makes perfect sense. The lines between foreign and domestic policy, between the public actions and personal grievances, have always been blurry with this president.

At the very least, by tweeting before Israel acted, the president boosted his power at the expense of the Israelis, who were left seeming as though they bent to his will.

There’s also plenty of reason for members of Congress to be uncomfortable with the president’s actions. While the White House insists Mr Trump was not encouraging a foreign nation to punish American politicians for their political viewpoints, there is concern that this could limit the access of future congressional delegations to nations they have criticised in the past.

Pubblicato in: Demografia, Unione Europea

Germania. Già ora è realtà geografica non di un popolo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-17.

Germania 001

Le persone che in estate ammoniscono che entro qualche mese sarebbe arrivato l’autunno e quindi l’inverno sono quasi invariabilmente etichettate come cassandre. Se poi reiterano con il passare del tempo il loro avvertimento sono tacciati in malo modo: che vada bene la gente dice che si sta gridando al lupo! al lupo!, avendo così perso credibilità.

Poi, quando arriva l’inverno e trova tutti impreparati, allora chi aveva detto che sarebbe arrivato l’inverno ne è visto come causa efficiente: è colpa sua se alla fine l’inverno sia arrivato.

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Mohammed è nome più frequente a Berlino.

La Gesellschaft für deutsche Sprache riporta come nel corso del 2018 Mohammed è stato il nome più comune per un neonato a Berlino.

Anche a Brema il nome Mohammed è tra i più frequenti, alle spalle di Ben e davanti a quello di Elias.

A livello federale, i nomi maggiormente frequenti sono per le ragazze Marie e per i ragazzi Paul.

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Questi risultati sono stati ottenuti consultando 700 anagrafi, per un totale di oltre un milione di nomi e cognomi.

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È questo un problema del quale ci siamo occupati ripetutamente per la sua cruciale importanza.

Germania. La demografia stritola Germania e Große Koalition.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Deutsche Bundesbank. Si moltiplicano i segnali di un disastro annunciato.

Germania. Summit in Cancelleria per l’allarme demografico.

Germania. 13 milioni di poveri e 330,000 famiglie con la luce tagliata

Germania. Le banche non son quasi più tedesche. Grazie Frau Merkel.

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Alla fine, anche l’Istituto tedesco di statistica, Destatis, è stato obbligato a produrre conti corretti.

Germania. Destatis. Crollo persone in età lavorativa dai 51.8m ai 40m nel 2035.

«In the next 20 years, the current age structure will definitely lead to a decrease in the working-age population and to an increase in the number of older people»

«In 2018, 51.8 million people in Germany were at working age between 20 and 66 years»«»

«By 2035, the working-age population will fall by roughly 4 to 6 million, reaching 45.8 to 47.4 million»

«Without net immigration, the working-age population would decline by roughly 9 million already by 2035»

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Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

Germania. Herr Spahn prospetta la tassa sul nubilato.

«Childless people should be paying much more towards care and pension insurance than those who have started a family»

«In the pay-as-you-go system, the elderly receive money from young people — even if they are the children of others»

«Parents raise future contributors and secure the system for the future»

«how we remain a human society, how we maintain our social institutions, if every third person in Germany is over 60 years old — and less than a fifth are younger than 20?»

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Francia. È iniziato e progredisce il rimpiazzo etnico.

In Germania, come peraltro in Francia e, seppure con minore intensità anche in Italia, sta avvenendo un rimpiazzo della popolazione, con progressivo incremento della quota islamica e declino delle popolazioni autoctone. A questo fenomeno retto dalla denatalità autoctona si associa un innalzamento della età media.

Le ripercussioni economiche sono severe: è impossibile rimpiazzare una classe colta con una professionalmente non preparata. Poi, la carenza di persone in età giovane e lo spopolamento sono causa efficiente di depressioni economiche.

Per non parlare poi di amore per la propria patria.

Non solo.

Nei paesi europei i giovani che lavorano versano dei contributi pensionistici che sono quindi utilizzati per pagare le pensioni dei vecchi. Ma se il numero dei vecchi aumenta e quello dei giovani diminuisce il sistema crolla.

Né ci si stupisca se alla fine in Europa vigerà la Sharia: ci penseranno i mussulmani a mettere in riga le femmine nostrane, sterili nella mente e nel cuore prima ancora che nell’utero.


Mohammed beliebtester Name in Berlin

Gemäß einer Studie der Gesellschaft für deutsche Sprache ist 2018 der häufigste Name für ein Neugeborener in Berlin Mohammed gewesen. Dies gilt in allen möglichen Schreibvarianten, wie die Gesellschaft mitteilte.

Die Gesellschaft für deutsche Sprache gibt jedes Jahr die Liste aus. Ihre Ergebnisse für 2018 veröffentlichte sie an diesem Donnerstag. Auch in Bremen landete der Name Mohammed weit vorne und kam hinter Ben und vor Elias zu liegen. Der beliebteste Babyname in ganz Deutschland war 2018 bei den Mädchen Marie, bei den Jungen sichert sich Paul den ersten Platz.

Die Gesellschaft für deutsche Sprache unterscheidet in ihrer Auswertung zwischen insgesamt beliebten Vornamen – dazu zählen alle Vornamen, neben Erstnamen also auch weitere Namen – und ausschließlich Erstnamen.

Um zu erfahren, welche Namen im letzten Jahr die beliebtesten waren, wurden Daten von über 700 Standesämtern mit insgesamt mehr als einer Million Erst- und Zweitnamen ausgewertet.

Pubblicato in: Brasile, Cina, Economia e Produzione Industriale

Brasile. Cina. Huawei investirà 800 milioni Usd in uno stabilimento.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-17.

2019-08-11__Huawei Brasile 001

«e quivi, deposta l’usata minaccia,

le donne superbe, con pallida faccia,

i figli pensosi pensose guatar

Manzoni. Adelchi


«Huawei Technologies Co Ltd plans to build an $800 million plant in Brazil’s Sao Paulo state over the next three years»

«the Chinese tech giant ramps up its Latin American presence against U.S. objections»

«The new factory is likely to produce smartphones»

«the company was gearing up to build the plant to meet expected demand following Brazil’s first 5G spectrum auction, scheduled for March 2020.»

«Huawei, the world’s third-largest smartphone manufacturer, imports handsets from China for the Brazilian market and has mulled local production»

«U.S. President Donald Trump has urged governments worldwide to shun Huawei, arguing its equipment could be vulnerable to Chinese eavesdropping»

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Questa notizia si presta a molteplici chiavi di lettura.

La principale tiene conto del fatto che sia il Governo brasiliano sia Huawei hanno fatto uno studio previsionale della situazione a tre anni, ossia del mercato a quel tempo disponibile al completamento dell’impiento.

Le proiezioni IMF al 2022 danno la Cina ad un pil ppa di 34,465 (20.54%) miliardi di Usd, gli Stati Uniti di 23,505 (14.01%), e l’India di 15,262 (9.10%) Usd. Seguono Giappone con 6,163 (3.67%),  Germania (4.932%), Regno Unito 3,456 (2.06%), Francia 3,427 (2.04%), Italia 2,677 (1.60%). Russia 4.771 (2.84%) e Brasile 3,915 (2.33%).

I paesi del G7 produrranno 46,293 (27.59%) mld Usd del pil mondiale, mentre i paesi del Brics renderanno conto di 59,331 mld Usd (35.36%).

Ma sempre le previsioni IMF a lungo termine indicano un pil ppa dei G7 a 57,093 mld Usd (24.24%) contro i 122,298 mld dei Brics (51.92%). L’Europa avrebbe un pil ppa di 16,212 mld, ossia il 6.88% del pil ppa mondiale. Conterà invero molto, ma molto poco.

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I numeri sono numeri: poi, chiunque li può interpretare a piacer suo, ma i numeri restano.

Sta di fatto che chi investisse in uno stabilimento che necessitasse di tre anni di costruzione ed almeno cinque anni per l’ammortamento sarebbe obbligato a tenerli ben presente, per non costruire cattedrali nel deserto.

Dovrebbe essere evidente come l’Occidente non sia più in grado di dettare le proprie condizioni a chicchessia: sarà invece vero il contrario. Saranno i Brics ad imporre le loro condizioni all’Occidente.


Reuters. 2019-08-10. China’s Huawei to invest $800 million in new Brazil factory

Huawei Technologies Co Ltd plans to build an $800 million plant in Brazil’s Sao Paulo state over the next three years, the governor said, as the Chinese tech giant ramps up its Latin American presence against U.S. objections.

On a trip to China on Friday, Sao Paulo Governor João Doria, accompanied by Huawei executives, said the company was gearing up to build the plant to meet expected demand following Brazil’s first 5G spectrum auction, scheduled for March 2020.

The new factory is likely to produce smartphones, the company told Reuters in an email. “Depending on the performance of the smartphone operation in the local market, Huawei will consider building a plant in Sao Paulo in the near future,” it said in a statement.

Production would be for domestic and foreign markets, according to the Sao Paulo government.

Huawei, which has been operating in Brazil for 21 years, already has one factory producing equipment for telecoms infrastructure in Sao Paulo state, with 2,000 employees.

The location of the new plant, which according to Doria will employ 1,000 people, will be decided in the coming months and the $800 million will be invested over a three-year period following the upcoming 5G auction.

In April, Reuters reported that the Chinese company was making a second attempt at cracking the Brazilian smartphone market with the launch of two high-end handsets and local hires to manage the business.

Huawei, the world’s third-largest smartphone manufacturer, imports handsets from China for the Brazilian market and has mulled local production.

U.S. President Donald Trump has urged governments worldwide to shun Huawei, arguing its equipment could be vulnerable to Chinese eavesdropping.

So far, few have heeded the warnings, but limitations in the U.S. market have pressured Huawei to strengthen its footing elsewhere.

Trump raised the Huawei issue during a visit by Brazilian President Jair Bolsonaro to the White House in March. But Vice President Hamilton Mourão said in June that Brazil had no plans to bar Huawei from its 5G network.

U.S. diplomats did not immediately respond to a request for comment.

Sweden’s Ericsson and Finland’s Nokia Oyj also have factories in Sao Paulo state and are racing to lead 5G deployment in Brazil.

Ericsson and Nokia have not responded to a request for comment on Huawei’s push into region.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti

La crisi delle democrazie angloamericane. – Project Syndicate.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-17.

White House Animal 001

Il 9 novembre 2016 Reuters scriveva queste meste frasi.

«Two days ago, pollsters and statisticians gave Hillary Clinton odds of between 75 and 99 percent of winning the U.S. presidential election. How did so many get it so wrong?

The media, including Reuters, pumped out two kinds of poll stories. Some were national surveys designed to estimate the entire country’s popular vote, but not the outcome in individual states, where the contest is actually decided. These polls actually got the big picture right: Clinton won more overall votes than President-elect Donald Trump – but not by as much as the polling averages predicted, and not where she needed to. ….

In hindsight, though, the stories seem to have overstated Clinton’s chances for a win by failing to see that a shift in voting patterns in some states could show up in other, similar states. ….

U.S. presidents are chosen not by the national popular vote, but in the individual Electoral College contests in the 50 states and Washington D.C. In calculating probable outcomes, election predictors generally treated those 51 contests as completely separate events – as unrelated to one another as a series of 51 coin tosses.

The Reuters/Ipsos States of the Nation project projected Clinton to win the popular vote 45 percent to 42 percent, and gave her a 90 percent probability of winning the 270 electoral votes needed to secure the election. In the end, Clinton won the popular vote by 47.7 percent to 47.5 percent, by the latest count, and Trump could win the Electoral College by as many as 303 votes to Clinton’s 233 when the tally is final.»

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Sono passati tre anni dalle elezioni di Mr Trump ed i liberal democratici ancora non hanno capito, per fortuna del Presidente, che è il collegio dei delegati che elegge il Presidente.

Non solo.

Sempre per fortuna di Mr Trump, i liberal democratici sembrerebbero non aver compreso come i temi etici stiano a cuore solo a loro, mentre la gente comune vota secondo programma economico: vuole semplicemente poter lavorare e guadagnare. Insomma, vivere in santa pace.

Infine, ciò che i liberal imputano a Mr Trump come peccato mortale è proprio quello che gli ha fatto vincere le elezioni.

Il buon Lenin ammoniva spesso i suoi gregari che menzogne e calunnie avevano vita breve, e nel medio lungo termine diventavano controproducenti. Ma non sempre gli epigoni sono a livello del maestro.

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«There is an obvious answer to the question of how the world’s two oldest and most venerable democracies installed disordered minds in power and enabled them to pursue unpopular policies»

«Trump is a chronic liar, purveyor of racism, and large-scale tax cheat»

«Trump stands accused by more than 20 women of sexual predation, a behavior he bragged about on tape, and directed his attorney to make illegal payments»

«Like Trump, [Johnson] has a high disapproval rating among all age groups, and his approval ratings rise with voter age

«There is an obvious answer to the question of how two venerable democracies installed disordered minds in power and enabled them to pursue unpopular policies»

«The obvious answer is that both Trump and Johnson won support among older voters who have felt left behind in recent decades»

«The rise of Trump and Johnson also reflects a deeper political failure. The parties that opposed them, the Democrats and Labour respectively, failed to address the needs of workers displaced by globalization, who then migrated to the right»

«The common political flaw lies in the mechanics of political representation, notably both countries’ first-past-the-post voting systems»

«The common political flaw lies in the mechanics of political representation, notably both countries’ first-past-the-post voting systems. Electing representatives by a simple plurality in single-member districts has fostered the emergence of two dominant parties in both countries, rather than the multiplicity of parties elected in the proportional representation systems of Western Europe»

«The two-party system, which then leads to a winner-take-all politics, fails to represent voter interests as well as coalition governments, which must negotiate and formulate policies that are acceptable to two or more parties»

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Sono miscelate due situazione differenti: un contenuto ed un mezzo, che di per sé stesso è neutro.

«the Democrats and Labour respectively, failed to address the needs of workers displaced by globalization, who then migrated to the right»

Questo è il cuore del problema. Democratici e laburisti si sono chiusi in un sistema autoreferenziale del tutto avulso dalla realtà contingente. Si sono alienati gli Elettori. Essendosi convinti che quanto riportato dai media sotto loro controllo fosse verità, questa li ha drasticamente ridimensionati.

– Per definizione, la votazione per collegio (o per distretto elettorale) porta a risultati del tutto differenti dalla frequenza percentuale a livello nazionale. Ciascuno di questi metodi ha i suoi pro ed i suoi contro: non esiste legge elettorale perfetta.


Project Syndicate. 2019-08-10. The Crisis of Anglo-American Democracy

There is an obvious answer to the question of how the world’s two oldest and most venerable democracies installed disordered minds in power and enabled them to pursue unpopular policies. But there is also a deeper explanation.

NEW YORK – How did the world’s two most venerable and influential democracies – the United Kingdom and the United States – end up with Donald Trump and Boris Johnson at the helm? Trump is not wrong to call Johnson the “Britain Trump” (sic). Nor is this merely a matter of similar personalities or styles: it is also a reflection of glaring flaws in the political institutions that enabled such men to win power.

Both Trump and Johnson have what the Irish physicist and psychologist Ian Hughes calls “disordered minds.” Trump is a chronic liar, purveyor of racism, and large-scale tax cheat. US Special Counsel Robert Mueller’s report on his 22-month investigation of Trump’s 2016 presidential campaign described repeated cases of Trump’s obstruction of justice. Trump stands accused by more than 20 women of sexual predation, a behavior he bragged about on tape, and directed his attorney to make illegal payments of hush money that constituted campaign finance violations.Johnson’s personal behavior is similarly incontinent. He is widely regarded as a chronic liar and as unkempt in personal life, including two failed marriages and an apparent domestic altercation on the eve of becoming prime minister. He has been repeatedly fired from jobs for lying and other disreputable behavior. He led the Brexit campaign in 2016 on claims that have been proven false. As British Foreign Secretary, he twice leaked secret intelligence – in one case, French intelligence about Libya, and in another case British intelligence about Iran. Like Trump, he has a high disapproval rating among all age groups, and his approval ratings rise with voter age.Trump’s record in office presents a further political puzzle. His policies are generally unpopular, and rarely reflect a majority of public opinion. His most important legislative victory – the 2017 tax cut – was unpopular at the time and remains so today. The same is true of his positions on climate change, immigration, building a wall along the Mexican border, cutting social spending, ending key provisions of Obamacare, withdrawing from the Iran nuclear agreement, and much else. Trump’s approval rating is consistently below 50% and currently stands at around 43%, with 53% disapproval.Trump uses emergency decrees and executive orders to implement his unpopular agenda. While the courts have overturned many decrees, the judicial process is slow, meandering, and unpredictable. In practice, the US is as close to one-person rule as imaginable within its Constitution’s precarious constraints.

The situation with Johnson may be similar. Public opinion turned against Brexit, Johnson’s hallmark issue, after the withdrawal negotiations with the European Union exposed the Leave campaign’s lies and exaggerations ahead of the 2016 referendum. Though the public and a majority in Parliament strongly oppose a no-deal Brexit, Johnson has pledged just that if he fails to negotiate an alternative.

There is an obvious answer to the question of how two venerable democracies installed disordered minds in power and enabled them to pursue unpopular policies. But there is also a deeper one. The obvious answer is that both Trump and Johnson won support among older voters who have felt left behind in recent decades. Trump appeals especially to older white male conservatives displaced by trade and technology, and, in the view of some, by America’s movements for civil rights, women’s rights, and sexual rights. Johnson appeals to older voters hit hard by deindustrialization and to those who pine for Britain’s glory days of global power. Yet this is not a sufficient explanation. The rise of Trump and Johnson also reflects a deeper political failure. The parties that opposed them, the Democrats and Labour respectively, failed to address the needs of workers displaced by globalization, who then migrated to the right. Yet Trump and Johnson pursue policies – tax cuts for the rich in the US, a no-deal Brexit in the UK – that run counter to the interests of their base. The common political flaw lies in the mechanics of political representation, notably both countries’ first-past-the-post voting systems. Electing representatives by a simple plurality in single-member districts has fostered the emergence of two dominant parties in both countries, rather than the multiplicity of parties elected in the proportional representation systems of Western Europe. The two-party system, which then leads to a winner-take-all politics, fails to represent voter interests as well as coalition governments, which must negotiate and formulate policies that are acceptable to two or more parties. Consider the US situation. Trump dominates the Republican Party, but only 29% of Americans identify themselves as Republicans, with 27% identifying as Democrats and 38% as independents, not comfortable with either party but unrepresented by an alternative. By winning power within the Republican Party, Trump scraped into office with fewer votes than rival Hillary Clinton but with more Electoral College delegates. Given that only 56% of eligible Americans voted in 2016 (partly owing to deliberate Republican efforts to make voting difficult), Trump received the support of just 27% of eligible voters.

Trump controls a party that represents less than one-third of the electorate, and governs mostly by decree. In the case of Johnson, fewer than 100,000 Conservative Party members elected him as their leader, thus making him prime minister, despite his approval rating of just 31% (compared to 47% who disapprove).Political scientists predict that a two-party system will represent the “median voter,” because each party moves to the political center in order to capture half the votes plus one. In practice, campaign financing has dominated US party calculations in recent decades, so the parties and candidates have gravitated to the right to curry favor with rich donors. (Senator Bernie Sanders is trying to break the chokehold of big money by raising large sums from small donors).In the UK, neither major party represents the majority who oppose Brexit. Yet the UK political system may nonetheless enable one faction of one party to make historic and lasting choices for the country that most voters oppose. Most ominously, winner-take-all politics has enabled two dangerous personalities to win national power despite widespread public opposition to them.No political system can perfectly translate the public will into policy, and the public will is often confused, misinformed, or swayed by dangerous passions. The design of political institutions is an ever-evolving challenge. Yet today, owing to their antiquated winner-take-all-rules, the world’s two oldest and most venerated democracies are performing poorly – dangerously so.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Senza categoria

Open Arms. I ‘malati’ visitati quindi dal medico stavano benissimo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

Miracolo 001

«I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo.»

«l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente»

*

«Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3″»

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Guarigioni miracolose a Lampedusa!

Tutti i riferiti malati fatti sbarcare con somma urgenza dalla Open Arms stavano benissimo, e son stati subito dimessi dal poliambulatorio di Lampedusa.

La donna con riferita ‘emorragia vaginale’ aveva 11.2 di emoglobina …..


Adnk. 2019-08-16. Viminale-Tar, scintille su Open Arms

Scontro sulla Open Arms. Il Viminale ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di impugnare la decisione del Tar a proposito del divieto di ingresso in acque territoriali. Lo riferiscono fonti del Viminale. “Peraltro nessun Paese europeo – sottolineano le stesse fonti – ha avanzato passi formali in direzione dell’accoglienza degli immigrati a bordo, mentre l’Italia sta ancora aspettando che altri Stati mantengano la parola data e prendano in carico quanti promesso in passato”.

Secondo quanto ha annunciato una portavoce della Commissione europea, “sei Paesi membri sono pronti a dimostrare solidarietà e a partecipare alla redistribuzione” ha detto Vanessa Mock. Che ha ricordato come “la scorsa settimana la Commissione europea è stata impegnata in contatti intensi e siamo grati per la cooperazione” da parte di Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna. L’esecutivo di Bruxelles, ha sottolineato, “è pronto a fornire coordinamento e supporto operativo sul terreno non appena ci sarà richiesto e vuole che si trovi una soluzione per lo sbarco delle persone”.

LA UE – Mock ha ribadito che “la situazione delle persone bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile” e ha rinnovato l’appello della Commissione ai Paesi membri perché si trovino “con urgenza soluzioni sostenibili e prevedibili” per permettere il rapido sbarco dei migranti in modo che ricevano le cure di cui hanno bisogno. “Questa – ha sottolineato – non è responsabilità di uno o due Stati membri, ma dell’intera Europa”.

Per il fondatore della Ong Proactiva, “l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente” ha denunciato Oscar Camps, parlando di “reclusione forzata” dei migranti a bordo. “Peggio dei delinquenti – ha scritto su Twitter – questa reclusione forzata viola le regole minime per il trattamento dei detenuti adottate dal primo Congresso delle Nazioni Unite sul trattamento dei criminali”.

IL FASCICOLO – Intanto, da quanto si apprende, l’inchiesta per sequestro di persona aperta dalla Procura di Agrigento è a carico di ignoti: è un atto dovuto dopo i due esposti presentati dai legali della nave della Ong spagnola e dai giuristi democratici. I legali hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti di ufficio.

Nell’esposto presentato dai giuristi democratici viene contestata la condotta del prefetto di Agrigento Dario Caputo: in particolare i giuristi parlano di un “mancato rispetto dell’ordinanza del Tar del Lazio” sulla gestione dello sbarco dei migranti. L’altra denuncia è stata presentata dalla Ong “per ribadire – come spiegano all’AdnKronos – quanto già chiesto lo scorso 10 agosto, considerando il peggioramento delle condizioni sulla nave”. Secondo i legali della Open Arms non sarebbe stato dato seguito all’ordinanza del Tar del Lazio che ha consentito alla nave di entrare nelle acque territoriali per consentire il soccorso immediato delle persone bisognose. Nei giorni scorsi la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aveva aperto un primo fascicolo sulla vicenda, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di ignoti, e uno per abuso d’ufficio. Il fascicolo è stato inviato alla Procura di Roma per competenza.

LA DENUNCIA – I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo. Bisogna agire nelle prossime ore – dicono Camps e Strada -. Chiediamo che sia immediatamente autorizzato lo sbarco a Lampedusa prima che si aggiungano altre tragedie a quelle già vissute”.

EUROPARLAMENTO – Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: “La mia segreteria è̀ entrata in contatto con il comandante della missione Open Arms che ci ha descritto condizioni al limite del sopportabile. La situazione è diventata drammatica”. Sassoli ha ricordato che “gli immigrati sono bloccati sulla nave da 14 giorni a 1 km dal porto di Lampedusa, cedendo ad atti di autolesionismo e perdendo la percezione della realtà. Le condizioni igieniche a bordo sono ormai precarie ed è̀ necessario consentire immediatamente lo sbarco. Auspico – ha concluso – che le autorità̀ italiane capiscano la gravità̀ e l’urgenza umanitaria a bordo della nave, consentendo loro di entrare in porto oggi stesso”.

Via social Open Arms ribadisce tutta la drammaticità della situazione: “Giorno 15. Viviamo a bordo un’agonia insopportabile. 6 evacuazioni di emergenza in 2 settimane di calvario. Terra in vista e nessuna soluzione. I diritti delle 134 persone vengono calpestati ogni minuto di più. Se la politica europea non sa trovare soluzioni, chi deve farlo?”. Nella tarda serata di giovedì sono state evacuate per motivi medici 9 persone, poi accompagnate a Lampedusa. E all’alba, sempre per motivi medici, altre tre persone sono state fatte scendere, come annunciato dalla stessa Ong su Twitter: “Evacuazione urgente di 3 persone e un accompagnatore per complicazioni mediche che richiedono cure specializzate. Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L’umanità lo impone”. Si tratta di tre maghrebini. Tra le persone evacuate c’è anche un uomo con i piedi perforati da ferite di arma da fuoco. L’uomo è stato trasferito presso la Guardia Medica di Lampedusa per le cure del caso. Un altro migrante era a rischio setticemia.

IL MEDICO – Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3”.

LE POLEMICHE – E ancora: “Queste polemiche sui referti medici dei migranti visitati al Poliambulatorio sono davvero fuori luogo. Un referto non può essere fazioso. Siamo medici e sono atti ufficiali. Non capisco davvero queste polemiche” ha poi detto all’AdnKronos Cascio, commentando i dubbi sollevati da più parti dopo le visite seguite sui 13 migranti evacuati dalla Open Arms. “Stavano bene – ha ribadito – solo una ragazza aveva una otite e verrà visitata lunedì dall’otorino che aspettiamo. Gli altri sono stati dimessi perché stanno bene”.

A Cascio era stata anche segnalata la presenza di 20 migranti affetti da scabbia “ma tra i 13 migranti visitati non c’erano vasi di scabbia”, come ha spiegato. “Il referto non è stato firmato da me ma dai medici del Poliambulatorio”. Fino a poco tempo fa Cascio faceva politica a tempo pieno, prima da deputato nazionale di Forza Italia, poi da Presidente dell’Ars. “Io faccio il medico, forse qualcuno pensa che non potrei farlo dal momento che ho fatto politica?”.

GARANTE DETENUTI – Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Maura Palma, segue con “preoccupazione” gli sviluppi della situazione delle persone a bordo della nave Open Arms. Il Garante, dopo una lunga e cordiale interlocuzione telefonica con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al ministro dell’Interno che aveva dato notizia di un decreto di divieto di sbarco e ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e trasporti, oltre che allo stesso presidente del Consiglio.

Nella lettera il Garante esprime “forte preoccupazione” per la perdurante situazione di privazione de facto della libertà delle persone a bordo della nave e per l’impatto che tale situazione ha sui diritti fondamentali delle persone soccorse, sul loro precario equilibrio psico-fisico, certificato anche da una équipe medica di ‘Emergency’, sul concretizzarsi di una condizione di ‘trattamento inumano o degradante’, vietato in modo inderogabile dall’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani.

Pubblicato in: Arte, Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Francia. Macron strozza persino il Crazy Horse.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-10__Crazy Horse

Il Crazy Horse è un qualcosa di unico al mondo.

Le ragazze del corpo di ballo hanno superato una selezione che ne accoglie solo una su cinquecento che vorrebbero lavorarvi. Provengono tutte dalla danza classica e dalla ginnastica artistica.

Infatti, se è vero che le ballerine danzano vestite di una parrucca, sarebbe altrettanto vero notare come già dopo pochi minuti si resta esterrefatti delle prestazioni professionali ginniche: più che ad uno spettacolo di varietà si starebbe assistendo a delle selezioni olimpiche.

La grazie tuttavia è tale che non permette di individuare immediatamente il severo sforzo muscolare, che deve essere dispiegato senza che trapeli il minimo senso di fatica. Anni di esercizi per realizzare show di pochi minuti primi.

Alla fine dello spettacolo ci si domanda come sia stato possibile raggiungere un simile grado di perfezione. Gli allineamenti non sgandano per più di un millimetro, nemmeno sotto sforzo massimo. Ed i volti sono costantemente sorridenti.

In poche parole, nel suo genere, è il top mondiale.

A fine carriera, ciascuna di quelle ballerine ha ottime credenziali per aprire una scuola di danza.

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Ma il Crazy Horse ha un implacabile nemico,

una satanica belva assetata di sangue umano, mai sazia.

Mr Macron ed il fisco francese.

Su cento euro che entrano, settantuno devono andare al fisco. E mica che questi si dimentichi di taglieggiare poi a man bassa gli onorari delle ragazze, peggio dei magnaccia dell’angiporto di Marsiglia.

Come risultato, il Crazy Horse si è trovato a dover ridurre i prezzi dei biglietti, cercando di ripianare i conti aumentando il numero della clientela.

Ma il termometro della crisi ha condotta persino a prospettare dei

«ONLY THE SHOW/NO DRINKS

Special offer on Mondays & Tuesdays at 11 pm»

ad 87 euro a testa.

Poi, ci sono anche ingressi last minute.

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Nota per futura memoria.

«Il 12 dicembre 2012, in ragione dell’elevata tassazione (75%) sui redditi più alti introdotta dal Governo di François Hollande, ha annunciato di aver trasferito la sua residenza a Néchin, un paesino in Belgio a pochi chilometri dal confine con la Francia. Fortemente criticato per la sua scelta (che segue una decisione analoga di altri ricchi francesi), il 16 dicembre ha dichiarato che avrebbe restituito il passaporto francese per prendere, oltre alla residenza, la cittadinanza belga e ha messo in vendita per 50.000.000 € la sua casa di Parigi; due giorni dopo ha anche fatto balenare la possibilità di acquisire la doppia cittadinanza italiana.

Sempre nello stesso periodo il presidente russo Vladimir Putin si è detto disponibile a consegnare a Depardieu il passaporto russo e ha successivamente firmato il decreto per la concessione della nazionalità russa il 3 gennaio 2013. Il 6 gennaio Depardieu ha effettivamente raggiunto la Russia nella quale, oltre a ricevere il passaporto russo, ha avuto l’occasione di pranzare con lo stesso Putin sul Mar Nero in vista delle festività natalizie ortodosse»

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Germania. Trenta persone bloccano i treni VW carichi di macchine.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-15__VolkWagen 001

«A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change»

«Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge»

«Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released»

«One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”»

* * * * * * *

Una cosa sono le parole ed un’altra sono i fatti.

Una cosa è gridare a gran voce ‘democrazia‘ ed un’altra, totalmente differente, è metterla in pratica.

Se è sequenziale al concetto che in democrazia viga il diritto alla libera parola, ad esprimere il proprio punto di vista, dovrebbe essere altrettanto sequenziale che ciò fosse fatto nel rispetto della esistenza e della libertà altrui.

Quando in una nazione che si definirebbe ‘democratica‘ si permette che una trentina di persone blocchino per molto tempo una linea ferroviaria e, con essa, il traffico merci di un’azienda produttrice, alla libertà è subentrato l’arbitrio.

Comanda non la maggioranza ma chi vuole prevaricare.

I dimostranti ritengono, sia pure implicitamente, di essere i depositari di una verità assoluta e globale, donde trarrebbero la giustificazione ad imporre con la forza le idee che sostengono. Si attua de facto la dittatura di una minoranza organizzata e motivata, spesso stipendiata. Questo è il primo passo verso la dittatura politica. Questo è stato un punto di passaggio della presa del potere da parte del partito nazionalsocialista.

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Nelle democrazie occidentali il Cittadino vale quando come Elettore si sceglie i suoi governanti. Le elezioni sono il cuore centrale della democrazia.

Poi, gli eletti si daranno da fare per fare approvare in parlamento delle leggi.

Se alla maggioranza compete il governo, alla minoranza compete l’adeguarsi alla volontà della maggioranza: se questo fondamentale equilibrio venisse a meno, la democrazia crollerebbe.

È il parlamento, non la piazza. il posto ove si concretizza l’azione politica.

Sono democratici questi dimostranti? Bene. A giorni in Germania si andrà a votare in tre Länder e constateremo il risultato delle urne.


Deutsche Welle. 2019-08-14. German climate protesters block train carrying Volkswagen cars

Dozens of climate protesters tied themselves to a train track in front of a freight train to protest the German government’s ‘failed climate policy.’.

*

A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change.

Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge.

About 15 officers responded to the incident, but initially saw no reason to take immediate measures against the activists.

According to German rail company Deutsche Bahn, as the train was on a feeder track leaving the VW factory in Wolfsburg, other rail traffic in the area was not affected by the blockade. 

Calls for a ‘transport revolution’

A police spokesperson said the blockade was cleared in the evening and protesters who had abseiled from the bridge were collected by a police boat waiting in the canal below. Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released.

According to the German press agency dpa, the activists said they were trying to delay the production process. VW said that the protest action had no effect on the production and distribution of vehicles.

One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”

According to AFP, a handful of activists connected to the rail blockade were spending the night in a metal globe in the entrance hall of VW’s headquarters. They planned to end their protest on Wednesday with a press conference.

In a statement, VW said that climate protection and sustainability were among the company’s top priorities and that it regularly invited environmental organizations for discussions on sustainable mobility.