Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Energie Alternative, Problemia Energetici, Stati Uniti

California. Corrente elettrica insufficiente. Mantiene in funzione la centrale atomica.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-05-11.

Asini che ridono. 001

«manca la capacità sufficiente per mantenere le luci accese questa estate»

«in risposta a una serie di sfide con l’ambiziosa transizione dai combustibili fossili, compresi i blackout durante un’ondata di calore estivo nel 2020»

«La California ha tra le politiche di cambiamento climatico più aggressive del mondo, compreso l’obiettivo di produrre tutta la sua elettricità da fonti senza carbonio entro il 2045»

«i funzionari hanno previsto un deficit potenziale di 1.700 megawatt quest’anno, un numero che potrebbe arrivare fino a 5,000 MW»

«I deficit di approvvigionamento lungo queste linee potrebbero lasciare tra 1 e 4 milioni di persone senza energia»

«lo stato era aperto a mantenere la sua restante centrale nucleare in funzione»

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«California energy officials on Friday issued a sober forecast for the state’s electrical grid, saying it lacks sufficient capacity to keep the lights on this summer and beyond if heat waves, wildfires or other extreme events take their toll»

«The update from leaders from three state agencies and the office of Governor Gavin Newsom comes in response to a string of challenges with the ambitious transition away from fossil fuels, including rolling blackouts during a summer heat wave in 2020»

«California has among the most aggressive climate change policies in the world, including a goal of producing all of its electricity from carbon-free sources by 2045»

«the officials forecast a potential shortfall of 1,700 megawatts this year»

«Supply gaps along those lines could leave between 1 million and 4 million people without power»

«In 2025, the state will still have a capacity shortfall of about 1,800 MW»

«California’s electricity planning has been challenged as devastating wildfires have cut off transmission lines and extreme heat events and drought have hampered hydropower supplies»

«The announcement, which came a week after Newsom said the state was open to keeping its remaining nuclear power plant running to maintain reliability»

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In calce riportiamo una traduzione in lingua italiana.

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California says it needs more power to keep the lights on

May 6 (Reuters) – California energy officials on Friday issued a sober forecast for the state’s electrical grid, saying it lacks sufficient capacity to keep the lights on this summer and beyond if heatwaves, wildfires or other extreme events take their toll.

The update from leaders from three state agencies and the office of Governor Gavin Newsom comes in response to a string of challenges with the ambitious transition away from fossil fuels, including rolling blackouts during a summer heat wave in 2020.

California has among the most aggressive climate change policies in the world, including a goal of producing all of its electricity from carbon-free sources by 2045.

In an online briefing with reporters, the officials forecast a potential shortfall of 1,700 megawatts this year, a number that could go as high as 5,000 MW if the grid is taxed by multiple challenges that reduce available power while sending demand soaring, state officials said during an online briefing with reporters.

Supply gaps along those lines could leave between 1 million and 4 million people without power. Outages will only happen under extreme conditions, officials cautioned, and will depend in part on the success of conservation measures.

In 2025, the state will still have a capacity shortfall of about 1,800 MW, according to officials from the California Energy Commission, Public Utilities Commission, California Independent System Operator and Newsom’s office. They also projected annual electricity rate increases of between 4% and 9% between now and 2025.

California’s electricity planning has been challenged as devastating wildfires have cut off transmission lines and extreme heat events and drought have hampered hydropower supplies. Officials said traditional electricity demand forecasting does not account for such extreme events prompted by a changing climate.

At the same time, many solar farms and energy storage projects the state has commissioned over the last two years were delayed due to supply chain challenges during the pandemic and a recent federal trade probe into solar imports.

“We are in a place now where we have to factor in a new landscape in terms of the challenge in front of us with bringing the projects that we need online,” Karen Douglas, an adviser to Newsom, said during the briefing.

The announcement, which came a week after Newsom said the state was open to keeping its remaining nuclear power plant running to maintain reliability, appeared to lay the groundwork for an effort to keep older facilities — some of which are powered by natural gas — online.

“We need to make sure that the we have sufficient new resources in place and operational before we let some of these retirements go,” said Mark Rothleder, chief operating officer at the California ISO grid operator. “Otherwise we are putting ourselves potentially at risk of having insufficient capacity.”

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La California dice che ha bisogno di più energia per mantenere le luci accese

6 maggio (Reuters) – I funzionari dell’energia della California venerdì hanno emesso una previsione sobria per la rete elettrica dello stato, dicendo che manca la capacità sufficiente per mantenere le luci accese questa estate e oltre se ondate di calore, incendi o altri eventi estremi prendono il loro pedaggio.

L’aggiornamento da parte dei leader di tre agenzie statali e l’ufficio del governatore Gavin Newsom viene in risposta a una serie di sfide con l’ambiziosa transizione dai combustibili fossili, compresi i blackout durante un’ondata di calore estivo nel 2020.

La California ha tra le politiche di cambiamento climatico più aggressive del mondo, compreso l’obiettivo di produrre tutta la sua elettricità da fonti senza carbonio entro il 2045.

In un briefing online con i giornalisti, i funzionari hanno previsto un deficit potenziale di 1.700 megawatt quest’anno, un numero che potrebbe arrivare fino a 5.000 MW se la rete è tassata da più sfide che riducono l’energia disponibile mentre mandano la domanda alle stelle, hanno detto i funzionari statali durante un briefing online con i giornalisti.

I vuoti di approvvigionamento lungo queste linee potrebbero lasciare tra 1 e 4 milioni di persone senza energia. Le interruzioni avverranno solo in condizioni estreme, hanno ammonito i funzionari, e dipenderanno in parte dal successo delle misure di conservazione.

Nel 2025, lo stato avrà ancora un deficit di capacità di circa 1.800 MW, secondo i funzionari della California Energy Commission, Public Utilities Commission, California Independent System Operator e l’ufficio di Newsom. Hanno anche previsto aumenti annuali dei tassi di elettricità tra il 4% e il 9% da qui al 2025.

La pianificazione dell’elettricità in California è stata sfidata da devastanti incendi boschivi che hanno tagliato le linee di trasmissione e da eventi di calore estremo e siccità che hanno ostacolato le forniture di energia idroelettrica. I funzionari hanno detto che le previsioni tradizionali sulla domanda di elettricità non tengono conto di questi eventi estremi causati da un clima che cambia.

Allo stesso tempo, molti parchi solari e progetti di stoccaggio di energia che lo stato ha commissionato negli ultimi due anni sono stati ritardati a causa delle sfide della catena di approvvigionamento durante la pandemia e una recente indagine commerciale federale sulle importazioni solari.

“Siamo in una situazione in cui dobbiamo tenere conto di un nuovo panorama in termini di sfida davanti a noi per portare online i progetti di cui abbiamo bisogno”, ha detto Karen Douglas, un consigliere di Newsom, durante il briefing.

L’annuncio, che è arrivato una settimana dopo che Newsom ha detto che lo stato era aperto a mantenere la sua restante centrale nucleare in funzione per mantenere l’affidabilità, sembrava porre le basi per uno sforzo per mantenere le strutture più vecchie – alcune delle quali sono alimentate da gas naturale – online.

“Dobbiamo assicurarci di avere sufficienti risorse nuove sul posto e operative prima di lasciare andare alcuni di questi pensionamenti”, ha detto Mark Rothleder, direttore operativo dell’operatore di rete ISO della California. “Altrimenti ci stiamo mettendo potenzialmente a rischio di avere una capacità insufficiente”.

Pubblicato in: Cina, Materie Prime, Problemia Energetici, Russia

Cina. Compra e combustibili fossili russi e li rivende nei paesi che non possono importarli.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-04-09.

Cina 017

Le sanzioni imposte da Joe Biden sugli energetici russi, vietandone l’acquisto nei paesi occidentali, hanno stimolato un simpaticissimo rapporto sino-russo.

La Cina acquista gas naturale e petrolio russo e, cautamente, se li rivende all’estero.

La Russia quasi non sopporta danno alcuno e la Cina sta facendo affari di oro.

Con il cerino in mano sono rimasti gli americani e gli stati europei. Imporre sanzioni non eseguibili ha un costo smisurato. Pensare prima di agire non sarebbe stato male.

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«China gas buyers seek cheap russian fuel shunned by the world»

«China’s major liquefied natural gas importers are cautiously looking to buy additional Russian shipments that have been rejected by the market in a bid to take advantage of low prices»

«Some importers are considering using Russian companies to bid for LNG on their behalf to hide their procurement plans from foreign governments»

«Most LNG importers around the world will not buy Russian cargoes for fear of future sanctions or reputational damage»

«Chinese companies are emerging as some of the only companies willing to take that risk»

«This mimics a similar move by China’s oil refiners, which are also quietly buying cheap Russian crude that the rest of the world doesn’t want»

«Russian LNG is trading at a discount of more than 10% to normal North Asian shipments on the spot market»

«Still, heavily discounted Russian gas may help fill storage tanks before prices rise again this summer»

«LNG buyers from China are pursuing the shipments through bilateral talks to keep a low profile in the spot market, according to the traders»

«Most of the LNG trading desks for Chinese companies are located abroad»

«Only major Chinese importers can use so-called open credit schemes, which are credit lines pre-approved by banks»

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“Gli acquirenti di gas della Cina cercano carburante russo a buon mercato evitato dal mondo”

“I principali importatori cinesi di gas naturale liquefatto stanno cautamente cercando di acquistare ulteriori spedizioni russe che sono state respinte dal mercato nel tentativo di approfittare dei prezzi bassi”

“Alcuni importatori stanno considerando di utilizzare le società russe per fare offerte per il GNL a loro nome per nascondere i loro piani di approvvigionamento ai governi stranieri”

“La maggior parte degli importatori di GNL in tutto il mondo non comprerà carichi russi per paura di future sanzioni o danni alla reputazione”

“Le compagnie cinesi stanno emergendo come alcune delle uniche compagnie disposte a correre questo rischio”

“Questo imita una mossa simile da parte dei raffinatori di petrolio della Cina, che stanno anche tranquillamente acquistando greggio russo a buon mercato che il resto del mondo non vuole”

“Il GNL russo è scambiato con uno sconto di oltre il 10% rispetto alle normali spedizioni dell’Asia settentrionale sul mercato spot”

“Tuttavia, il gas russo fortemente scontato può aiutare a riempire i serbatoi di stoccaggio prima che i prezzi aumentino di nuovo quest’estate”

“Gli acquirenti di GNL dalla Cina stanno perseguendo le spedizioni attraverso colloqui bilaterali per mantenere un basso profilo nel mercato spot, secondo i commercianti”

“La maggior parte dei banchi di trading di GNL per le aziende cinesi si trovano all’estero”

“Solo i grandi importatori cinesi possono usare i cosiddetti schemi di credito aperti, che sono linee di credito pre-approvate dalle banche”

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In calce riportiamo una traduzione in lingua italiana dell’articolo allegato.

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China Gas Buyers Seek Cheap Russian Fuel Shunned by the World. – Bloomberg.

China’s major liquefied natural gas importers are cautiously looking to buy additional Russian shipments that have been rejected by the market in a bid to take advantage of low prices.

State-owned companies, including Sinopec and PetroChina, are in talks with suppliers to buy spot cargoes from Russia at a deep discount, according to people with knowledge of the matter. Some importers are considering using Russian companies to bid for LNG on their behalf to hide their procurement plans from foreign governments, the people said.

Most LNG importers around the world will not buy Russian cargoes for fear of future sanctions or reputational damage, as the war in Ukraine drags on and the European Union increases pressure against Moscow. Chinese companies are emerging as some of the only companies willing to take that risk.

PetroChina declined to comment. Sinopec did not immediately respond to a request for comment during a holiday.

This mimics a similar move by China’s oil refiners, which are also quietly buying cheap Russian crude that the rest of the world doesn’t want. Chinese importers have already bought several LNG shipments in recent weeks, traders said.

Russian LNG is trading at a discount of more than 10% to normal North Asian shipments on the spot market, according to traders. Spot prices for supercooled fuel rose to a record last month due to the war in Ukraine, which is cutting supplies just as global consumption recovers.

China is certainly not in great need of LNG as milder weather and COVID-19 lockdown fears have curbed spot demand. Still, heavily discounted Russian gas may help fill storage tanks before prices rise again this summer.

LNG buyers from China are pursuing the shipments through bilateral talks to keep a low profile in the spot market, according to the traders, who requested anonymity as the talks are private. And companies remain cautious, choosing to refrain from buying large quantities.

Instead of participating directly in a tender for the sale of LNG from Russia, Chinese companies seek to use so-called “sleeves” or companies to buy on their behalf to mask their acquisition, the traders said. This will help mask its one-off activity and instead make it look like the Chinese company may be accepting a delivery of Russian gas from a long-term contract, which companies around the world have continued to do despite the war in Ukraine. .

They are also avoiding the involvement of satellite offices from London to Singapore, to avoid any potential problems with those governments. Most of the LNG trading desks for Chinese companies are located abroad.

There are still obstacles. Smaller Chinese LNG buyers are struggling to get credit guarantees from banks to buy additional spot cargoes from Russia, and most institutions in Singapore are unwilling to provide support. Only major Chinese importers can use so-called open credit schemes, which are credit lines pre-approved by banks.

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Gli acquirenti di gas della Cina cercano un carburante russo a buon mercato evitato dal mondo. – Bloomberg.

I maggiori importatori cinesi di gas naturale liquefatto stanno cautamente cercando di acquistare ulteriori carichi russi che sono stati respinti dal mercato, nel tentativo di approfittare dei prezzi bassi.

Le aziende statali, tra cui Sinopec e PetroChina, sono in trattative con i fornitori per acquistare carichi spot dalla Russia con un profondo sconto, secondo persone a conoscenza della questione. Alcuni importatori stanno considerando di usare le aziende russe per fare offerte per il GNL a loro nome per nascondere i loro piani di approvvigionamento ai governi stranieri, hanno detto le persone.

La maggior parte degli importatori di GNL nel mondo non comprerà carichi russi per paura di future sanzioni o danni alla reputazione, mentre la guerra in Ucraina si trascina e l’Unione Europea aumenta la pressione contro Mosca. Le compagnie cinesi stanno emergendo come alcune delle uniche compagnie disposte a correre questo rischio.

PetroChina ha rifiutato di commentare. Sinopec non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento durante una vacanza.

Questo imita una mossa simile da parte dei raffinatori di petrolio della Cina, che stanno anche tranquillamente comprando greggio russo a buon mercato che il resto del mondo non vuole. Gli importatori cinesi hanno già comprato diverse spedizioni di LNG nelle ultime settimane, hanno detto i commercianti.

Il GNL russo è scambiato con uno sconto di oltre il 10% rispetto alle normali spedizioni del Nord Asia sul mercato spot, secondo i commercianti. I prezzi spot per il combustibile supercooled sono saliti a un record il mese scorso a causa della guerra in Ucraina, che sta tagliando le forniture proprio quando il consumo globale si riprende.

La Cina non ha certo un gran bisogno di GNL, dato che il clima più mite e i timori di blocco della COVID-19 hanno frenato la domanda spot. Tuttavia, il gas russo fortemente scontato può aiutare a riempire i serbatoi di stoccaggio prima che i prezzi aumentino di nuovo quest’estate.

Gli acquirenti di GNL dalla Cina stanno perseguendo le spedizioni attraverso colloqui bilaterali per mantenere un basso profilo nel mercato spot, secondo i commercianti, che hanno richiesto l’anonimato perché i colloqui sono privati. E le aziende rimangono caute, scegliendo di astenersi dall’acquistare grandi quantità.

Invece di partecipare direttamente a una gara d’appalto per la vendita di GNL dalla Russia, le aziende cinesi cercano di usare le cosiddette “maniche” o società per comprare per loro conto per mascherare la loro acquisizione, hanno detto i commercianti. Questo aiuterà a mascherare la sua attività una tantum e a far sembrare invece che l’azienda cinese possa accettare una consegna di gas russo da un contratto a lungo termine, cosa che le aziende di tutto il mondo hanno continuato a fare nonostante la guerra in Ucraina.

Stanno anche evitando il coinvolgimento di uffici satellite da Londra a Singapore, per evitare qualsiasi potenziale problema con quei governi. La maggior parte dei trading desk di GNL per le aziende cinesi si trovano all’estero.

Ci sono ancora ostacoli. I più piccoli acquirenti cinesi di GNL stanno lottando per ottenere garanzie di credito dalle banche per comprare ulteriori carichi spot dalla Russia, e la maggior parte delle istituzioni di Singapore non sono disposte a fornire supporto. Solo i grandi importatori cinesi possono usare i cosiddetti schemi di credito aperti, che sono linee di credito pre-approvate dalle banche.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Problemia Energetici

Francia. Il lunedì produce 65,000 MW ma ne consuma 73,000. Metà centrali atomiche offline.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-04-06.

Tralicci Alta Tensione 001

Sono bastati quattro anni di governo Macron e la Francia da paese esportatore è diventata paese importatore di corrente elettrica.

«France’s electricity grid manager asked businesses and households to cut consumption as a cold snap pushes demand higher at a time when around half of the country’s nuclear reactors are offline»

«RTE requested that households run dishwashers and washing machines over the weekend rather than on Monday»

«businesses moderate electricity usage between 7 a.m. and 10 a.m. local time»

«Power consumption could reach 73,000 megawatts on Monday at around 9 a.m.»

«Generation will only reach around 65,000 megawatts»

«France should be able to import as much as 11,000 megawatts»

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Avete letto bene.

«half of the country’s nuclear reactors are offline»

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French Grid Manager Asks Users to Reduce Consumption on Monday

France’s electricity grid manager asked businesses and households to cut consumption as a cold snap pushes demand higher at a time when around half of the country’s nuclear reactors are offline. 

RTE requested that households run dishwashers and washing machines over the weekend rather than on Monday to help reduce the load and requested that businesses moderate electricity usage between 7 a.m. and 10 a.m. local time that day, according to a statement on the company’s website. It said it doesn’t expect any power cuts.

Power consumption could reach 73,000 megawatts on Monday at around 9 a.m., RTE said. Generation will only reach around 65,000 megawatts, though France should be able to import as much as 11,000 megawatts, it said. 

Countries across Europe are struggling to navigate an energy crisis that’s seen soaring bills for households and pressure on governments to address the rising cost of living. That’s been exacerbated by the war in Ukraine as nations look to reduce dependency on Russia for gas supplies.

Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale, India, Problemia Energetici

India. Feb22. Import greggio +24% anno su anno. L’economia è in crescita.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-03-23.

India 013

«India’s crude imports rose in February to 4.86 million barrels per day (bpd), their highest since December 2020»

«Oil imports by Asia’s third-largest economy rose 5% from January and were up 24% from a low base in February 2021»

«Indian refiners typically buy oil two months ahead of processing»

«Some Indian refiners have also deferred maintenance shutdowns of units to gain from exports»

«Local fuel sales in India, the world’s third biggest oil importer and consumer, has been rising since the government lifted COVID-19 induced curbs as infections subsided»

«India, the world’s third-biggest oil importer and consumer, ships in more than 80% of its crude needs and relies heavily on the Middle East»

«Iraq continued to be the top oil supplier to India followed by Saudi Arabia, the United Arab Emirates and the United States»

«Kuwait emerged as the fourth-biggest supplier to India, replacing Nigeria, which slipped to No. 6 as Canada took No. 5 spot»

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India. Non appoggia bensì si dissocia dalle sanzioni alla Russia.

Nazioni Unite. Cina, India ed Emirati Arabi Uniti si astengono e Russia pone il veto.

India. Piano infrastrutturale da 25,000 km di superstrade e ferrovie.

India. Ridotte le tasse sull’oro. Export di gemme e gioielli +102% anno su anno.

India. Vorrebbe bloccare le criptovalute. Herr Hjalmar Schacht torna di attualità.

India. Impianterà miniere di carbone in Botswana.

India. Testato il missile balistico intercontinentale Agni-5.

Cop26. O l’ovest paga oppure India resterà a lungo con il carbone. ~5 trilioni di Usd.

G20. Roma. Cina, Russia ed India non vogliono abbandonare il carbone.

India. 2021Q2. Investimenti esteri diretti 22.5 miliardi Usd.

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                         In sintesi.

– Le importazioni di greggio sono aumentate del 24% anno su anno

– Questo macrodato attesta una consistente crescita del sistema economico

– Ripresa indotta dalla consistente riduzione dei lockdown dovuti alla pandemia.

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India’s Feb oil imports surge as refiners boost runs

New Delhi, March 18 (Reuters) – India’s crude imports rose in February to 4.86 million barrels per day (bpd), their highest since December 2020, preliminary data from trade sources showed, as refiners cranked up runs to meet increasing demand on better refining margins.

Oil imports by Asia’s third-largest economy rose 5% from January and were up 24% from a low base in February 2021, when a refinery at Bathinda in northern India was fully shut for maintenance, data showed.

Indian refiners typically buy oil two months ahead of processing. Refiners are raising runs to cash in on high margins to offset some of the losses incurred for selling fuels in the local markets.  

Some Indian refiners have also deferred maintenance shutdowns of units to gain from exports, while meeting rising local fuel demand.  

Local fuel sales in India, the world’s third biggest oil importer and consumer, has been rising since the government lifted COVID-19 induced curbs as infections subsided.

India, the world’s third-biggest oil importer and consumer, ships in more than 80% of its crude needs and relies heavily on the Middle East.

Its reliance on the Middle East is, however, declining as refiners diversify their sources of oil imports to buy cheaper barrels from elsewhere to boost margins, a move that has cut the OPEC’s share in India’s oil imports.

Last month, the share of grades from Canada and the United States in India’s oil imports surged 14% to their highest in a year, while purchases from the Middle East grew the least since October 2021.

The share of African oil rose to a four-month high in February, the data showed.

Iraq continued to be the top oil supplier to India followed by Saudi Arabia, the United Arab Emirates and the United States.

Kuwait emerged as the fourth-biggest supplier to India, replacing Nigeria, which slipped to No. 6 as Canada took No. 5 spot.

Pubblicato in: Geopolitica Mondiale, Problemia Energetici, Stati Uniti

Enclave liberal occidentale si è spaccata in due. Biden è rimasto solo.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-03-14.

Cigni neri 001

Joe Biden ha decretato il bando del petrolio e del gas naturale russo nel territorio degli Stati Uniti. Gli si è associato in simile provvedimento il solo governo del Regno Unito.

I paesi del blocco europeo si sono rifiutati di associarsi a tale provvedimento.

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«On Tuesday, Biden said the US decided on the ban in close consultations with our partners and our allies around the world, particularly in Europe»

«although many of them might not join the boycott»

«Berlin has so far refused to sanction energy imports from Russia»

«German Chancellor Olaf Scholz on Monday saying they were “essential” to daily life in Europe»

«Despite Germany’s efforts to switch to green energy, oil and gas still hold the largest shares in the country’s energy mix»

«oil accounting for nearly 32% and gas for close to 27% of primary energy consumption»

«Russia accounts for around 35% of oil imports and 55% of foreign gas supply»

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Quanto successo è di particolare gravità e gravido di conseguenze.

Di fatto, l’enclave liberal occidentale si è spaccata in due: gli Stati Uniti da una parte ed il blocco europeo dall’altra.

Gli Stati Uniti non hanno più la forza di imporsi: hanno perso la leadership.

Ma forse la conseguenza più grave consiste nel fatto che adesso Joe Biden è isolato a livello mondiale.

E lo a tal punto che

«La Casa Bianca avrebbe cercato senza successo di organizzare una telefonata tra Joe Biden e i leader di Arabia Saudita e Emirati»

«avrebbero entrambi rifiutato di parlare con il presidente degli Stati Uniti»

Le mutazioni sono avvenute sotto i nostri occhi.

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Agi. Media, Arabia e Emirati rifiutano telefonata di Biden

«La Casa Bianca avrebbe cercato senza successo di organizzare una telefonata tra Joe Biden e i leader di Arabia Saudita e Emirati. Lo rivela il Wall Street Journal secondo il quale il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e lo sceicco Mohammed bin Zayed al Nahyan degli Emirati Arabi Uniti avrebbero entrambi rifiutato di parlare con il presidente degli Stati Uniti e quindi di assecondare il suo tentativo di creare sostegno internazionale per l’Ucraina in chiave anti russa e contenere l’impennata dei prezzi del petrolio. A riferirlo, scrive il quotidiano finanziario americano, sono funzionari sia dei paesi mediorientali che degli Stati Uniti.»

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Joe Biden bans US imports of Russian oil, gas after Ukraine’s pleas

«On Tuesday, Biden said the US decided on the ban “in close consultations with our partners and our allies around the world, particularly in Europe,” although many of them might not join the boycott. ….

Berlin has so far refused to sanction energy imports from Russia, with German Chancellor Olaf Scholz on Monday saying they were “essential” to daily life in Europe. The stance was reaffirmed by German Foreign Minister Annalena Baerbock on Tuesday, who said that the transport sector would come to a halt if Germany followed the US example and banned imports of Russian oil.

Despite Germany’s efforts to switch to green energy, oil and gas still hold the largest shares in the country’s energy mix, with oil accounting for nearly 32% and gas for close to 27% of primary energy consumption. Germany domestic supply of both those energy sources is very low, and Russia accounts for around 35% of oil imports and 55% of foreign gas supply, according to data shared by Economy Minister Robert Habeck last month.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Problemia Energetici

Francia. Le manutenzioni alle centrali atomiche ostacolano l’export di corrente.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-02-13.

Gufo_019__

«European power prices jumped after the region’s biggest producer cut its nuclear output target for a second time in a month, the latest sign that this winter’s energy crisis is far from over»

«German power for March advanced as much as 5.5%, while French prices rose 0.6%»

«Late on Monday, Electricite de France SA cut its forecast for 2022 to between 295 and 315 terawatt-hours from an earlier range of 300 and 330 terawatt-hours»

«EDF’s nuclear reactors are the backbone of an increasingly integrated European power system, exporting large amounts of electricity to neighboring grids to help keep the lights on»

«EDF cuts french nuclear output outlook, adding supply risks»

«Even with nuclear output hampered by technical issues, France was Europe’s biggest net exporter of power in the second half of last year, sending the equivalent of 10% of its demand abroad»

«German power for next month traded at 182 euros a megawatt-hour»

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Le centrali nucleari francesi stanno diventando sempre più inaffidabile a causa di lunghi periodi di manutenzione pianificata e non pianificata.

Nonostante tutto, la Francia è ancora il maggiore esportatore di energia elettrica, esportando circa il 10% della sua produzione.

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European Electricity Prices Soar as France Cuts Nuclear Forecast

European power prices jumped after the region’s biggest producer cut its nuclear output target for a second time in a month, the latest sign that this winter’s energy crisis is far from over.

German power for March advanced as much as 5.5%, while French prices rose 0.6%. Late on Monday, Electricite de France SA cut its forecast for 2022 to between 295 and 315 terawatt-hours from an earlier range of 300 and 330 terawatt-hours. 

EDF’s nuclear reactors are the backbone of an increasingly integrated European power system, exporting large amounts of electricity to neighboring grids to help keep the lights on. But the fleet is getting more unreliable because of long periods of planned and unplanned maintenance. 

Outages, coupled with the lowest gas stocks ever for the time of year, sent power prices to record in December. While they have slipped since then, traders remain on edge over a potential lack of supplies during any cold spells for the rest of the winter. 

EDF Cuts French Nuclear Output Outlook, Adding Supply Risks

Even with nuclear output hampered by technical issues, France was Europe’s biggest net exporter of power in the second half of last year, sending the equivalent of 10% of its demand abroad, according to industry consultant Enappsys Ltd. Less nuclear output in 2022 will probably cut exports to nations from Germany and the U.K., increasing their exposure to high gas and coal prices for its power plants. 

German power for next month traded at 182 euros a megawatt-hour at 8:05 a.m. in Berlin on the European Energy Exchange AG. The French equivalent was at 222 euros.

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Materie Prime, Problemia Energetici

Cina. Entrata in funzione la mega Centrale Elettrica a carbone di Shanghaimiao.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-01-12.

Cina Shanghaimiao 001

Questo è il mesto commento di Reuters.

China fires up giant coal power plant in face of calls for cuts.

«China, under fire for approving new coal power stations as other countries try to curb greenhouse gases, has completed the first 1,000-megawatt unit of the Shanghaimiao plant, the biggest of its kind under construction in the country. ….

China is responsible for more than half of global coal-fired power generation and is expected to see a 9% year-on-year increase in 2021 ….

the country is likely to build as much as 150 gigawatts (GW) of new coal-fired power capacity over the 2021-2025 period, bringing the total to 1,230 GW.»

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«As the world seeks to phase down use of coal, China’s biggest coal-fired power plant has just finished construction and entered operation on Dec. 28»

«The Shanghaimiao plant, located in the country’s top coal-producing region of Inner Mongolia, said on Tuesday that its first of four 1,000-megawatt units was online after passing a 168 hour period of trials»

«The plant will supply power to China’s eastern coastal Shandong Province»

«China’s power generation accounts for one-third of global coal consumption, and the country’s dependence is anticipated to grow by nine percent in 2021»

«the country is likely to build as much as 150 gigawatts (GW) of new coal-fired power capacity over the 2021-2025 period, bringing its total to 1,230 GW ahead of its 2025 deadline»

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La Cina prosegue imperterrita a costruire centrale elettriche alimentate a carbone.

I media liberal ortodossi usano parole vive solo nella loro ente ideologizzata.

«China, under fire for approving new coal power stations»

Sinceramente, né noi né i cinesi ci si era accorti che la Cina fosse “sotto tiro“.

«As the world seeks to phase down use of coal»

Nella loro congenita e umile modestia, i liber occidentali considerano sé stessi essere e rappresentare “the world”.

Nei fatti, al contrario, il resto del mondo civile li ignora, tanto sono politicamente ed economicamente ininfluenti.

Non sono a quanto pare bastate le dure lezioni del G20 e di Cop26.

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China Fires Up New Giant Coal Power Plant in Face of Calls for Cuts.

As the world seeks to phase down use of coal, China’s biggest coal-fired power plant has just finished construction and entered operation on Dec. 28.

The Shanghaimiao plant, located in the country’s top coal-producing region of Inner Mongolia, said on Tuesday that its first of four 1,000-megawatt units was online after passing a 168 hour period of trials.

The plant will supply power to China’s eastern coastal Shandong Province.

The thermal power plant is operated by the Guodian Power Shanghaimiao Corporation, a subsidiary of the centrally-owned China Energy Investment Corporation.

China, where coal-fired plants generate more than two-thirds of its electricity, pledged to reduce its reliance on coal as part of global efforts to tackle climate change, but to do so only after 2025.

The power crunch engulfing the country this year has disrupted the daily lives of tens of millions of people, crippled industrial output, and wreaked havoc on global supply chains.As a result, the authorities ordered the mining and burning of more coal to stave off a prolonged energy crisis over the winter.

China’s power generation accounts for one-third of global coal consumption, and the country’s dependence is anticipated to grow by nine percent in 2021, the International Energy Agency said in a report published this month.

China’s State Grid Corporation said in a December report that energy security concerns mean the country is likely to build as much as 150 gigawatts (GW) of new coal-fired power capacity over the 2021-2025 period, bringing its total to 1,230 GW ahead of its 2025 deadline.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Energie Alternative, Problemia Energetici

Germania. Chiuse tre delle sei centrali atomiche. Le altre tre a fine anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-01-03.

2022-01-04__ Germania Nucleare 001

«Germany on Friday shut down half of the six nuclear plants it still has in operation, a year before the country draws the final curtain on its decades-long use of atomic power»

«The decision to phase out nuclear power and shift from fossil fuels to renewable energy was first taken by the center-left government of Gerhard Schroeder in 2002»

«The three reactors now being shuttered were first powered up in the mid-1980s. Together they provided electricity to millions of German households for almost four decades»

«Some in Germany have called for the decision on ending the use of nuclear power to be reconsidered because the power plants already in operation produce relatively little carbon dioxide»

«But the German government said this week that decommissioning all nuclear plants next year and then phasing out the use of coal by 2030 won’t affect the country’s energy security or its goal of making Europe’s biggest economy “climate neutral” by 2045»

«By massively increasing renewable energy and accelerating the expansion of the electricity grid we can show that this is possible in Germany»

«Renewable energy sources delivered almost 46% of the electricity generated in Germany in 2021. Coal accounted for more than 51%, while nuclear power provided over 13%»

«This has prompted concerns of a nuclear rift in Europe, with France planning to build new reactors and Germany opting for natural gas as a “bridge” until enough renewable power is available, and both sides arguing their preferred source of energy be classed as sustainable»

«Germany’s remaining three nuclear plants — Emsland, Isar and Neckarwestheim — will be powered down by the end of 2022»

«Germany’s nuclear power companies will receive almost $3 billion for the early shutdown of their plants»

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Si prende atto che la Germania spegnerà entro la fine dell’anno le sue sei centrali atomiche.

Queste al momento stanno producendo il 13% dell’energia elettrica utilizzata.

Resta ben poco chiaro donde i tedeschi possano trarre in tempi così brevi una simile quota di energia elettrica, tra l’altro sempre disponibile anche in situazioni meteorologiche avverse.

Il prezzo del natural gas in Europa vale ad oggi 77.23, con un aumento percentuale del 289.16% anno su anno. Esso deriva nella sua quasi totalità dalla Russia, unico fornitore di rilievo.

Ci si domanda infine come potranno rimpiazzare in tempi brevi il carbon fossile, bruciano il quale i tedeschi ottengono il 56% della elettricità generata.

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Germany shuts down half of its 6 remaining nuclear plants.

Germany has shut down half of the six nuclear plants it still has in operation.

Germany on Friday shut down half of the six nuclear plants it still has in operation, a year before the country draws the final curtain on its decades-long use of atomic power.

The decision to phase out nuclear power and shift from fossil fuels to renewable energy was first taken by the center-left government of Gerhard Schroeder in 2002. His successor, Angela Merkel, reversed her decision to extend the lifetime of Germany’s nuclear plants in the wake of the 2011 Fukushima disaster in Japan and set 2022 as the final deadline for shutting them down.

The three reactors now being shuttered were first powered up in the mid-1980s. Together they provided electricity to millions of German households for almost four decades.

One of the plants — Brokdorf, located 40 kilometers (25 miles) northwest of Hamburg on the Elbe River — became a particular focus of anti-nuclear protests that were fueled by the 1986 Chernobyl catastrophe in the Soviet Union.

The other two plants are Grohnde, 40 kilometers south of Hannover, and Gundremmingen, 80 kilometers (50 miles) west of Munich.

Some in Germany have called for the decision on ending the use of nuclear power to be reconsidered because the power plants already in operation produce relatively little carbon dioxide. Advocates of atomic energy argue that it can help Germany meet its climate targets for reducing greenhouse gas emissions.

But the German government said this week that decommissioning all nuclear plants next year and then phasing out the use of coal by 2030 won’t affect the country’s energy security or its goal of making Europe’s biggest economy “climate neutral” by 2045.

“By massively increasing renewable energy and accelerating the expansion of the electricity grid we can show that this is possible in Germany,” Economy and Climate Minister Robert Habeck said.

Renewable energy sources delivered almost 46% of the electricity generated in Germany in 2021. Coal accounted for more than 51%, while nuclear power provided over 13%, according to the Fraunhofer Institute.

Several of Germany’s neighbors have already ended nuclear power or announced plans to do so, but others are sticking with the technology. This has prompted concerns of a nuclear rift in Europe, with France planning to build new reactors and Germany opting for natural gas as a “bridge” until enough renewable power is available, and both sides arguing their preferred source of energy be classed as sustainable.

Germany’s remaining three nuclear plants — Emsland, Isar and Neckarwestheim — will be powered down by the end of 2022.

While some jobs will be lost, utility company RWE said more than two-thirds of the 600 workers at its Gundremmingen nuclear power station will continue to be involved in post-shutdown operations through to the 2030s. Germany’s nuclear power companies will receive almost $3 billion for the early shutdown of their plants.

Environment Minister Steffi Lemke has dismissed suggestions that a new generation of nuclear power plants might prompt Germany to change course yet again.

“Nuclear power plants remain high-risk facilities that produce highly radioactive atomic waste,” she told the Funke media group this week.

A final decision has yet to be taken about where to store the most potent nuclear waste produced in German power plants. Experts say some material will remain dangerously radioactive for 35,000 generations.

Pubblicato in: Materie Prime, Problemia Energetici

Egitto. Eni si aggiudica le prospezioni nel Golfo di Suez.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-12-31.

Golfo di Suez 001

L’Egitto ha da tempo avviato piani grandiosi e coordinati di sviluppo delle sue infrastrutture e di ricerca di autosufficienza energetica.

Il prossimo anno entrerà in funzione la centrale atomica che i russi stanno finendo di costruire ad Al Dabaa, che alimenterà una serie di desalinizzatori marini, risolvendo così i problemi dell’approvvigionamento idrico.

Siemens sta costruendo una Tav che collegherà Luxor al Cairo, proseguendo quindi per Al Dabaa.

Ma il grosso degli investimenti confluisce sulle ricerche e sfruttamento delle risorse fossili. Eni aveva scoperto a Zohr enormi giacimenti di gas e petrolio, ora entrati i pieno sfruttamento.

«Egypt’s largest Zohr offshore gas field in the Mediterranean Sea, which was discovered by Italy’s giant Eni in 2015, greatly contributes to the country’s natural gas production as it produces about 2.7 billion cubic feet on a daily basis»

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Egitto. Siemens costruirà una Tav fino a Luxor.

Egitto. Si avvia alla autosufficienza energetica.

Egitto. Impianto Nucleare russo di Al Dabaa funzionante per il 2022.

Egitto compra 530,000 tonnellate di grano dalla Russia.

Impone tariffe dal 30% al 99% sulle fibre ottiche egiziane e cinesi.

Eni. I giacimenti mediterranei Zhor e Noor. Sembrerebbero essere enormi.

Egitto. L’Eni ha già avviato la produzione dal campo Zohr.

Egitto. Prosegue il grandioso progetto di desalinizzatori marini.

Francia. Venderà armi all’Egitto alla faccia degli human rights.

Berlin concerned over human rights violations in Egypt

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Tutto questo è stato fatto nonostante le sanzioni e le avversioni dell’Unione Europea e della Germania, secondo le quali l’Egitto non rispetterebbe i diritti umani, così come l’Unione Europea li definisce.

Di oggi l’ultima buona notizia.

«Egyptian General Petroleum Corporation has signed an investment agreement with Italian energy group Eni for oil exploration in the Gulf of Suez and Nile Delta regions, which is worth no fewer than 1 billion U.S. dollars»

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Egypt, Italy sign 1-bln-USD oil exploration agreement

Cairo, Dec. 24 (Xinhua) — Egyptian General Petroleum Corporation has signed an investment agreement with Italian energy group Eni for oil exploration in the Gulf of Suez and Nile Delta regions, which is worth no fewer than 1 billion U.S. dollars, the Egyptian Petroleum Ministry said Friday.

The deal is part of the ministry’s strategy to increase productivity and to face the natural decline in the wells by using the latest technologies in oil-producing sectors, the ministry said.

“The ministry’s strategy also aims at encouraging partners to pump more investments into oil and gas exploration and to boost the country’s oil reserves,” it added. Enditem

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Italia. Enel riaccende la centrale a carbone di La Spezia e Terna quella Monfalcone.

2021-02-18__-usa-energia-pale-eoliche-001

Giuseppe Sandro Mela.

2021-12-29.

I prezzi del metano presentano ampie oscillazioni, ma sono pur sempre a ben caro prezzo.

Le energie alternative? Di inverno non funzionano e sono inaffidabili: la gente vuole avere la corrente elettrica quando serve e non quando ci sia vento.

Lo spettro di passare l’inverno al buio ed al gelo non è una minaccia, bensì una certezza.

Si aggiunga una inflazione reale al 22.1%.

Per far buon peso, si considerino anche queste evenienze.

Burro. Anno21. Ingrosso. Costi al caseificio in Italia su del 58.99%, anno su anno.

Italia. Oct21. Ingrosso. Grano duro a 783.2 € per tonnellata, +92.1% anno su anno. Un mese fa +74%.

Italia. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Listino prezzi. La fame si avvicina.

Se al buio ed a gelo ci si aggiungesse anche la fame il quadro della situazione sarebbe quasi completo.

E così anche le più dure e tetragone cervici abbruttite dal credo liberal che esige il pensiero coatto, iniziano a vacillare.

Come i tedeschi accerchiati a Stalingrado alla fine si arresero per fame, per passare da quella tedesca a quella russa, così alla fine il credo Grüne è stato buttato alle ortiche.

«sopito il vento che fa girare le braccia all’eolico»

«l’Enel deve rallentare il programma ecologico accelerato ed è costretta a riaccendere il carbone alla Spezia»

«Terna, la Spa che governa i flussi dell’alta tensione, ha richiamato in servizio il gruppo a carbone della centrale elettrica spezzina».

«Ma era accaduto così anche una decina di giorni fa per la centrale a carbone dell’A2A a Monfalcone (Gorizia), che era stata spenta per i lavori di passaggio al metano: è stata richiamata in servizio a bruciar carbone, riaccesa per immettere corrente sulla rete di alta tensione»

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Energia, tempesta perfetta. E l’Enel deve riaccendere il carbone alla Spezia.

Il gas è in affanno, si spengono quattro reattori atomici in Francia, i prezzi del chilowattora impazziscono. E così l’Italia deve fare dietrofront.

La tempesta perfetta sull’energia. Il gas è in affanno, manca corrente in tutta Europa, si spengono quattro reattori atomici in Francia, i prezzi del chilowattora impazziscono, il Governo cerca strumenti per tenere a freno i rincari. E intanto l’Italia fa dietrofront: l’Enel deve rallentare il programma ecologico accelerato ed è costretta a riaccendere il carbone alla Spezia. Il metano scarseggia, il freddo spinge la domanda di corrente elettrica, il sole spegne il fotovoltaico prima delle 17, si è sopito il vento che fa girare le braccia all’eolico, così Terna, la Spa che governa i flussi dell’alta tensione, ha richiamato in servizio il gruppo a carbone della centrale elettrica spezzina per la quale l’Enel aveva appena ottenuto il via libera per spegnere il gruppo 3 e cambiare tecnologia, passando al metano. Niente metano, per ora; e lunedì scorso è stata riaccesa a tutto carbone la linea numero 3. Richiamati dallo sciopero i dipendenti per riavviare la centrale.

Ma era accaduto così anche una decina di giorni fa per la centrale a carbone dell’A2A a Monfalcone (Gorizia), che era stata spenta per i lavori di passaggio al metano: è stata richiamata in servizio a bruciar carbone, riaccesa per immettere corrente sulla rete di alta tensione. La manovra salvabollette che sta mettendo a punto il Governo potrebbe ridurre i rincari in arrivo dal 1° gennaio, rincari che molti pronosticano al 50% ma c’è chi teme un aumento del 70% .

                         Cronaca di una tempesta perfetta.

La cronaca che corre sui fili dell’elettricità pare descrivere la tempesta perfetta del disastro energetico. In Francia l’EdF spegne per manutenzione alcune grandi centrali, pari al 10% del fabbisogno nazionale. Così in Francia e in tutta Europa le borse elettriche impazzano a prezzi da brivido, e in Italia la quotazione elettrica al Gme per le forniture all’ingrosso di venerdì 17 dicembre arriva a 329,72 euro per mille chilowattora, 387 per l’ora di punta quando il sole tramonta e il freddo fa accendere i termosifoni.

Anche la quotazione della CO2 corre all’impazzata e sui costi delle centrali a metano può rappresentare un rincaro finale nella bolletta della luce nell’ordine dei 25-30 centesimi in più al chilowattora.

Nel frattempo viene rinviata ancora una volta la liberalizzazione energetica, con i suoi contratti a prezzo fisso che hanno evitato i rincari a tanti consumatori liberi, liberalizzazione completa che slitta dal 2023 al 2024.

E il metano, il quale in molti Paesi (Italia compresa) è la fonte che determina il prezzo finale del chilowattora, in soli cinque giorni di transazioni alla borsa italiana del gas Psv è rincarato del 35%, passando da 34 a circa 46 dollari per milione di Btu, spinto dalle stesse ragioni che fanno rincarare il chilowattora: il freddo, scorte modeste, forniture dalla Russia inferiori al previsto, domanda in aumento.

                         In dettaglio: il nucleare francese e i prezzi elettrici.

In un mercato dell’energia già nervoso, l’annuncio della chiusura di quattro reattori nucleari da parte di EdF, ha portato a un aumento record dei prezzi benchmark europei dell’energia elettrica. I reattori costituiscono quasi il 10% della capacità nucleare francese e con il calo previsto delle temperature nelle prossime settimane l’annuncio ha fatto subito crescere il costo energetico in Europa, con ricadute sui Paesi che importano la corrente elettrica atomica francese come in Germania, Spagna, Italia e Gran Bretagna.

Il costo dell’elettricità tedesca per il 2022 è cresciuta di oltre il 10% dopo l’annuncio, salendo fino a 227 euro per megawattora sull’European Energy Exchange AG. Per la Francia il prezzo medio dell’elettricità sul mercato Week-ahead ha avuto un aumento del 20% a 485 euro per mille chilowattora, mentre il contratto di gennaio è aumentato del 36%.Il prezzo dell’elettricità per consegne a gennaio è rincarato in Francia di oltre il 50% a 585 euro per mille chilowattora e in Germania i contratti a gennaio si collocano a 365 euro con un aumento del 19%.

                         Il ritorno al carbone: La Spezia.

Due settimane fa il ministero della Transizione economica aveva dato all’Enel il via libera a spegnere il carbone per trasformare il gruppo 3 della centrale in una delle 48 nuove centrali a gas ad alta efficienza progettate per coprire le fluttuazioni delle rinnovabili più “meteopatiche”, cioè sole e vento.

Ma Terna ha chiesto di sospendere i lavori di smantellamento e ricostruzione del gruppo SP3 per “garantire la continuità del servizio e della sicurezza del sistema elettrico” ed è stato sospeso lo sciopero straordinario già programmato.
L’immensa macchina si è rimessa in moto.

                         Il ritorno al carbone: Monfalcone.

Terna ha chiesto ad A2A di riaccendere la centrale elettrica di Monfalcone lungo il canale Valentinis, ferma da mesi. Il motivo è l’ondata di freddo con il picco nella domanda di energia.

L’impianto, costruito una cinquantina d’anni fa, occupa 30 ettari ed è formato da due gruppi indipendenti a carbone, uno da 165 megawatt e l’altro da 171. Il progetto dell’A2A, inserito nel piano energetico del Friuli-Venezia Giulia, prevede la fermata del carbone, lo smantellamento dell’impianto vecchio e la costruzione di nuove linee alimentate con metano ad alta efficienza con la possibilità di usare anche idrogeno. La nuova centrale sarà più compatta e occuperà meno spazio: una parte dell’area sarà data per usi collettivi condivisi con le comunità locali.

                         L’allarme dell’industria del vetro.

Il caro-bollette colpisce l’industria del vetro italiana (seconda in Europa per volumi prodotti), che ha un consumo medio di gas naturale di oltre 1 miliardo di metri cubi l’anno (1,5% dei consumi nazionali) e un fabbisogno di energia elettrica di 3 miliardi di chilowattora l’anno (1% dei consumi nazionali) e che, in condizioni normali, contribuiscono per il 33% circa ai costi di produzione. Il boom dei prezzi dell’energia ostacola pesantemente la ripresa del comparto dopo lo shock causato dalla pandemia, mettendo in crisi un settore fiore all’occhiello del “made in Italy”. È il grido di allarme di Assovetro, l’associazione nazionale degli industriali del vetro aderente a Confindustria, che sottolinea come i costi energetici siano più che quadruplicati con ulteriori rischi di aumenti, vista la volatilità dei mercati del gas, dell’elettricità e della CO2.

«C’è sicuramente un problema geopolitico da affrontare — afferma Graziano Marcovecchio, presidente di Assovetro — soprattutto a causa delle incertezze sugli approvvigionamenti di gas, per il quale l’Italia è dipendente dall’ estero per circa il 95%. Ma sono necessarie anche iniziative a livello nazionale sia sul mercato del gas naturale, per favorire una maggiore liquidità e abbassare il prezzo, sia sul mercato dell’energia elettrica, allo scopo di ridurre il gap con i paesi europei nostri competitor».

                         Slitta al 2024 la liberalizzazione.

La scadenza del servizio di maggior tutela prevista per il 31 dicembre del 2022, con il passaggio obbligato al mercato libero dal primo gennaio 2023, lascia il posto a un regime transitorio in cui i clienti domestici potranno rimanere tutelati fino al 1° gennaio 2024, garantendo così un percorso di uscita graduale.

È la maggiore novità contenuta nell’emendamento al decreto Recovery firmato dal capogruppo M5S alla Camera, Davide Crippa, e approvato dalla commissione Bilancio di Montecitorio.