Pubblicato in: Istruzione e Ricerca, Vignette Umoristiche

Università italiana, Asn ed Hitler.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-12-06.

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In commemorazione e memoria della fu università italiana.

Nulla può resistere alla forza destruente di cinquanta anni di usbergo socialista.

Tutti burocrati: nessuno ha tempo di lavorare.

2017-12-06__Univeristà__001

Hitler e l’ASN

 

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Pubblicato in: Vignette Umoristiche

Trionfo del partito democratico in Sardegna.

Giuseppe Sandro Mela

2017-10-12.

Pecore. Gregge. 007

Un pastore stava pascolando il suo gregge di pecore, in un pascolo decisamente lontano e isolato, quando all’improvviso vede avvicinarsi una macchina nuova fiammante che avanza lasciandosi dietro una nuvola di polvere.

Il guidatore, un giovane, rallenta, si sporge dal finestrino dell’auto e dice al pastore:

“Se ti dico esattamente quante pecore hai nel tuo gregge, me ne regali una?”

Il pastore guarda l’uomo, evidentemente uno yuppie, poi si volta verso il suo gregge e risponde con calma: “Certo, perché no?”

A questo punto lo yuppie posteggia l’auto, tira fuori il suo computer portatile e lo collega al suo cellulare. Si collega a internet, naviga in una pagina della NASA che scansiona l’area e ne fa una foto in risoluzione ultradefinita. Apre quindi un programma di foto digitale ed esporta l’immagine a un laboratorio di Amburgo in Germania che, dopo pochi secondi, gli spedisce una e-mail sul suo palma confermando che l’immagine è stata elaborata ed i dati sono stati completamente memorizzati.

Dopo pochi minuti riceve una risposta e alla fine stampa una relazione completa di 150 pagine e rivolgendosi al pastore esclama: “Tu possiedi esattamente 1586 pecore”.

“Esatto. Bene, immagino che puoi prenderti la tua pecora a questo punto” dice il pastore e guarda il giovane scegliere un animale che si appresta poi a mettere nel baule dell’auto.

*

Il pastore quindi aggiunge: “Hei, se indovino che mestiere fai, mi restituisci la pecora?”.

Lo yuppie ci pensa su un attimo e dice: “Okay, perché no?”

“Sei un parlamentare del PD” dice il pastore.

“Caspita, è vero – dice il giovane – come hai fatto a indovinare?”

“Beh non c’è molto da indovinare, mi pare piuttosto evidente – dice il pastore – sei comparso senza che nessuno ti cercasse, vuoi essere pagato per una risposta che io già conosco, a una domanda che nessuno ti ha fatto, e non capisci un cazzo del mio lavoro.

Ora restituiscimi il cane!!!”

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Satira e fake news. Due cose differenti da non confondere.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-01.

2017-07-28__Satira__001

La satira è una cosa sana e che induce sorriso, anche se spesso fustiga abitudini alquanto naif.

Di questi tempi è da usarsi con cautela, perché mica tutti ci arrivano a comprendere quanto sia super enfatizzato dalla satira e quanto sia invece il substrato di verità.

Spesso chi iscrive una satira immette volontariamente nel testo alcune frasi visibilmente impossibili, proprio per fare riconoscere il contenuto satirico a chiunque.

Però, se il testo è pubblicato su di un giornale satirico, dovrebbe essere evidente di cosa si tratti. Ma le bughe sono onnipresenti ed abboccano sempre.

*

Giorni fa il giornale satirico As American as Apple Pie ha pubblicato questo articolo:

BREAKING: Trump Removes Muslim Federal Judge For Allowing Sharia In America

il cui incipit è tutto un programma:

«22nd Circuit Court of Appeals Justice Hansam al Alallawalahi-Smith made national news this week when he overturned a ruling out of Dearborn, Michigan that allowed two critical and violent tenets of Sharia Law to be practiced here in the United States»

L’articolo è semplicemente spassoso, chi lo ha scritto sembrerebbe essere uno del mestiere, perché usa una terminologia giuridica propria. Peccato che il 22nd Circuit Court of Appeals Justice non esista: nozione questa che è insegnata ai bambini americani nelle scuole elementari. Peccato inoltre che il giudice Hansam al Alallawalahi-Smith non esista nemmeno lui. Il giornale pubblica infine due fotografie del giudice Hansam al Alallawalahi-Smith: nella prima è un negro e nella seconda è un bianco: fate Voi….

Suggeriremmo a tutti di leggerselo in santa pace, con calma, magari avendo vicino un buon dizionario di terminologia giuridica americana.

EccoVi alcuni titoli del giornale satirico:

BREAKING: Hillary Clinton Has Second Heart Attack While Being Released From The ER

BREAKING: Crowd Gathered Outside Hospital Cheers As Hillary Takes Her Last Breath

BREAKING: Trump Forces Hillary’s Closest Confidant To Sell Her Out…Or Else!

BREAKING: Trump Calls Reporters In For Midnight Press Briefing

Nota.

I media liberal democratici hanno reagito inviperiti. Ci hanno messo una giornata piena prima di rendersi conto che era solo una satira. Si direbbe che leggano soltanto giornali politicamente seriosi e bene orientati.


As American as Apple Pie. 2017-07-27. BREAKING: Trump Removes Muslim Federal Judge For Allowing Sharia In America

22nd Circuit Court of Appeals Justice Hansam al Alallawalahi-Smith made national news this week when he overturned a ruling out of Dearborn, Michigan that allowed two critical and violent tenets of Sharia Law to be practiced here in the United States.

The judge cited Christmas as his ludicrous answer as to why the feds have the right to allow a man to brutalize his wife for speaking with another man and to beat her nearly to death if she were to act on her impulses. Those laws may be acceptable to savages, but here in America, we have higher standards.

President Trump used an old precedent and an executive order to remove al Allalawaralahali-Smith from the bench, citing gross negligence of his duties and wanton disregard for the United States Constitution. The Muslim can ask for a Congressional hearing if he so desires, but that will likely get him nowhere since he is the first and only person ever to allow the religious doctrine from another culture rule the country.

Democrats are crying foul, saying that since the appointment wasn’t Trump’s, he can’t use the precedent he’s using to fire him. Trump responded that people always want him to think about the Office in these situations. His only statement was, “The Office had no choice but to let him go for the good of the country.”

God bless you, President Trump.

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Tempi moderni. Una barzelletta per sorridere.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-23.

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Spengler. Il Tramonto dell’Occidente.

Spengler aveva visto lontano!

*

Un uomo entra in una casa isolata dove trova una giovane coppia che dorme tranquillamente.

Lega l’uomo sulla sedia da un lato della stanza e lega la donna sul letto dal lato opposto.

Si avvicina alla giovane donna e le sussurra qualcosa all’orecchio …

poi va di corsa in bagno. Il marito, a fatica, si avvicina con la sedia alla moglie e mormora:

– Cara questo è appena scappato dalla prigione, ho visto che ti ha baciata sul collo … probabilmente non vede una donna da anni… qualunque cosa ti domandi obbedisci e fai finta che ti piaccia, è una questione di sopravvivenza, sii forte, ti amo.

La moglie mezza nuda, si sposta il bavaglio e dice:

– Caro, sono felice che tu la prenda così, ma non mi ha baciata sul collo … mi ha sussurrato che sei carino e mi ha chiesto se avevamo della vasellina in bagno … si forte, ti amo!

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La vera Storia delle Crociate. – Dima Unige.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-16.

Istanbul 004

Bazzicando per i siti universitari ci si è imbattuti in quello del Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova. Gente tosta, gran bei curricula.

Il 21 giugno ospiteranno per dei seminari il prof. John Baez, University of California at Riverside, un nome celebre nell’ambiente.

*

Ma girando e rigirando che mai vi si trova?

Un bel regalo: la storia della Crociate.

Prima di leggerla, sarebbe suggeribile entrare nel clima sentendosi questo pezzo:

Fabrizio De André – “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”

Un grazie di cuore ai matematici genovesi.


LA BALLATA DEL PRODE ANSELMO

Da: Ricordi di gioventù 1847-1860, di Giovanni Visconti Venosta, edizioni Rizzoli

Sulla fine di quell’autunno scrissi uno scherzo poetico, al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui seguendo l’ordine cronologico della mia narrazione.

Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio, credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto mortificato, perché non gli era riuscito di fare uno dei compiti autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato, ma non aveva saputo andare innanzi.

Il ragazzo quasi piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a quei tempi, era: La partenza del Crociato per la Palestina.

Lo scolaretto aveva cominciata la sua poesia così:

Passa un giorno, passa l’altro

Mai non torna il nostro Anselmo,

Perché egli era molto scaltro

Andò in guerra e mise l’elmo…

Qui s’era fermato. Nel leggere quei versi mi balenò una tentazione cattiva, ma irresistibile; dissi alla madre e al figlio che ritornassero il giorno dopo, e che la poesia l’avrei finita io. Corsi nel mio studio, ripetei quei quattro versi declamandoli, e il seguito venne da sé.

LA BALLATA DEL PRODE ANSELMO

 

Passa un giorno, passa l’altro

Mai non torna il prode Anselmo,

Perché egli era molto scaltro

Andò in guerra e mise l’elmo…

 

Mise l’elmo sulla testa

Per non farsi troppo mal

E partì la lancia in resta

A cavallo d’un caval.

 

La sua bella che abbracciollo

Gli dié un bacio e disse: Va!

E poneagli ad armacollo

La fiaschetta del mistrà.

 

Poi, donatogli un anello

Sacro pegno di sua fe’,

Gli metteva nel fardello

Fin le pezze per i pié.

 

Fu alle nove di mattina

Che l’Anselmo uscia bel, bel,

Per andar in Palestina

A conquidere l’Avel.

 

Né per vie ferrate andava

Come in oggi col vapor,

A quei tempi si ferrava

Non la via ma il viaggiator,

 

La cravatta in fer battuto

E in ottone avea il gilé,

Ei viaggiava, è ver, seduto

Ma il cavallo andava a pié,

 

Da quel dì non fe’ che andare.

Andar sempre, andare, andar…

Quando a pié d’un casolare

Vide un lago, ed era il mar!

 

Sospettollo… e impensierito

Saviamente si fermò.

Poi chinossi, e con un dito

A buon conto l’assaggiò.

 

Come fu sul bastimento,

Ben gli venne il mal di mar

Ma l’Anselmo in un momento

Mise fuori il desinar.

 

La città di Costantino
nello scorgerlo tremò
brandir volle il bicchierino
ma il Corano lo vietò.

 

Il Sultano in tal frangente

Mandò il palo ad aguzzar,

Ma l’Anselmo previdente

Fin le brache avea d’acciar.

 

Pipe, sciabole, tappeti,

Mezze lune, jatagan

Odalische, minareti

Già imballati avea il Sultan.

 

Quando presso ai Salamini

Sete ria incominciò

E l’Anselmo coi più fini

Prese l’elmo, e a bere andò.

 

Ma nell’elmo, il crederete?

C’era in fondo un forellin

E in tre dì morì di sete

Senza accorgersi il tapin

 

Passa un giorno, passa l’altro

Mai non torna il guerrier

Perché egli era molto scaltro

Andò in guerra col cimier.

 

Col cimiero sulla testa,

Ma sul fondo non guardò

E così gli avvenne questa

Che mai più non ritornò.

Il giorno dopo, quando la madre e il figlio ritornarono il delitto era consumato. Ascoltai senza rimorso le parole della loro riconoscenza, e consegnai il foglio. Passati alcuni mesi, mentre facevo un esame di laurea all’Università di Pavia, osservai che i professori mi guardavano con una certa curiosità, parlando piano tra loro, e ridendo. Finito l’esame, uno di essi mi accompagnò dicendomi: Dunque.. passa un giorno passa l’altro… è lei l’autore della Ballata?

Allora, in bel modo, lo interrogai anch’io alla mia volta, e seppi che aveva avuto il mio Crociato da un suo amico professore a Como; forse il professore di quel famoso studente.

Da quel giorno il Crociato peregrinò lungamente a mia insaputa, e me lo trovai dinanzi ogni momento, ora diminuito, ora accresciuto, e spesso spropositato.

 

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Papa Francesco fa il miracolo. Hanno chiuso la Venerabile.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-24.

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Il ventisei maggio Papa Francesco sarà a Genova: Dio solo sa quanto questa povera e martoriata città abbia bisogno di sentire una parola buona e giusta.

Ma prima ancora di arrivare ha compiuto un miracolo, al cui confronto la moltiplicazione dei pani e dei pesci diventa roba da prestigiatori di periferia.

*

La chiamavano la “Venerabile”: nota non solo nel quartiere ma in tutta la città.

Taluni dicevano che era stata fatta durante il sacco saraceno di dodici secoli or sono, altri la ascrivevano al bombardamento navale inglese, altri infine al secondo bombardamento a tappeto fatto dagli americani.

Era protetta dalla Belle Arti.

La Venerabile era un buca smisurata piazzata nel bel mezzo di un tratto carrabile ad alta densità di traffico. Gli aborigeni ben la conoscevano e la temevano, ma i visitatori ci cadevano dentro a frotte. Subito accanto c’erano i propagandisti di meccanici e carrozzerie.

Gli uffici comunali rigurgitavano di petizioni: decine e decine di metri cubi di petizioni che nessun dipendente comunale mai avrebbe letto. Alla milionesima petizione dettero in premio una multa per guida con gomme lisce: a nulla valsero le proteste di non possedere né macchina né patente. I comunali comminano soltanto multe.

Alla fine l’evento epocale: il Santo Padre sarebbe venuto a Genova.

La possibilità che Lui ed il suo seguito finissero ingoiati dalla Venerabile era concreta.

Lunghe furono le sedute in consiglio comunale e le luce del consiglio di quartiere, soppresso ma pur sempre esistente, restarono accese per lunghissime noti di discussioni.

Alla fine deve essere intervenuta la Digos. Nella Venerabile avrebbero potuto nascondersi diversi reggimenti di terroristi con tanto di armamento pesante.

Così, un bel mattino, senza dir nulla a nessuno, il luogo fu invaso da una squadra di dodici operai, funzionari vari, e carri attrezzi per rimuovere i veicoli fermi sul luogo dei lavori.

Presero per benino tutte le misure possibili.

Sul far del tramonto arrivò un maestoso camion, che fu parcheggiato nei pressi della Venerabile.

All’indomani l’alba si levò sul cantiere, che si iniziò a popolare sull’intorno delle dieci.

Orrore!

L’asfalto sul camion durante la notte si era seccato.

Epoca di consultazioni febbrili con tutti gli uffici interessati, con grande gioia dei bar limitrofi, che portavano panini e bibite.

Finalmente arrivò un altro camion di eguale grandezza. Vi saltò sopra un immigrato ben integrato, e voilà! Tre palate tre e la Venerabile era stata riempita tra gli applausi degli astanti. Quindi la simpatica brigata si sciolse dopo un’altra giornata di duro lavoro.

*

Adesso al posto della Venerabile c’è un simpatico rialzo si asfalto, con una gradinatura verso il suo lato nord.

E la gente continua ad inciamparci sopra.

Si sente sussurrare tra i platani che quando il Santo Padre ritornerà in visita a Genova, il comune che tutto vede e provvede renderà raso l’asfalto.

Mela con il Coltello tra i Denti. - Copia