Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Materie Prime, Senza categoria

Oro. Prosegue implacabile la salita.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-13. h 12:30.

Intanto si stanno rivalutando le riserve auree di molti stati e, nel loro piccolo, di molti privati.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Materie Prime, Senza categoria

Oro. Una successione di spike e drop. Alle 22:28 quotava 1,524.18.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-12.

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Dovrebbe essere evidente come si stiano fronteggiando due grandi banche centrali, una rialzista e l’altra ribassista.

Si tenga presente che sotto il periodo dell’Assunzione il mercato abbia volume ridotti rispetto la norma, per cui anche movimenti di modesta entità possono determinare significative variazione della quotazione.

Pubblicato in: Cina, Materie Prime

Cina. Potrebbe far scendere il petrolio a 30 Usd al barile.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-08.

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«nel mese di giugno, l’Iran ha messo sul mercato circa 550 mila barili giornalieri di petrolio, contro gli 875 mila di maggio ed i circa 2,5 milioni del giugno 2018»

«metà dell’export finisce in Cina»

«possibile crollo di 20-30 dollari»

«da un lato confermiamo la view a 60 dollari il barile per il 2020, dall’altro riteniamo che la decisione cinese di riprendere gli acquisti di petrolio iraniano possa innescare un crollo dei prezzi»

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Se misurata in pil ppa, l’economia cinese supera quella statunitense.

La Cina ha tutti gli strumenti tecnici, economici, politici e finanziari per disgregare il mercato del petrolio.

Più che economica, questa sarebbe una scelta politica.

In ogni caso, una scelta di tale portata potrebbe avere anche effetti non desiderati.

Scenario da incubo per il petrolio: Pechino potrebbe spingere prezzi a 30$

La Cina potrebbe far crollare i prezzi del greggio. A dirlo sono gli analisti di BofA.

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La decisione cinese di far ripartire gli acquisti di petrolio iraniano potrebbe portare a un crollo dei prezzi del greggio. È quanto si legge in un report elaborato da BofA Merrill Lynch Global Research.

BofA, che per l’anno prossimo stima prezzi sostanzialmente in linea con i livelli attuali a 60 dollari il barile, ritiene che “la decisione cinese di riavviare gli acquisti di petrolio iraniano potrebbe innescare un forte calo dei prezzi”.

Petrolio: possibile crollo di 20-30 dollari

In rosso dello 0,8% a 61,38 dollari il barile dopo il nuovo incremento della tensione sul fronte commerciale, il petrolio potrebbe perdere 20-30 dollari il barile nel caso in cui Pechino decidesse di “bilanciare” le misure statunitensi riprendendo in grande stile gli acquisti di petrolio da Teheran.

Negli ultimi tre mesi, secondo quanto riportato dal New York Times, sono numerosi i carichi di petrolio partiti dall’Iran in direzione dei porti cinesi (le rilevazioni della testata sono iniziate il 2 maggio).

“Le sanzioni statunitensi non hanno fermato le consegne di petrolio iraniano nel Mediterraneo ed in Asia”, ha detto Noam Raydan, analista di ClipperData, società che si occupa di monitorare i flussi di prodotti energetici.

Petrolio: in arrivo crollo dei prezzi?

“Se da un lato confermiamo la view a 60 dollari il barile per il 2020, dall’altro riteniamo che la decisione cinese di riprendere gli acquisti di petrolio iraniano possa innescare un crollo dei prezzi”.

Quella dello shopping da Teheran potrebbe far parte delle misure di ritorsione annunciate dal Ministero del Commercio cinese dopo che Trump ha minacciato tariffe di 10 punti percentuali su 300 miliardi di “made in China”.

Quella di acquistare petrolio iraniano “rappresenta un decisione che va a minare la politica estera statunitense e che rappresenta un modo per alleviare, nel breve, gli effetti sull’economia cinese dell’incremento delle tariffe statunitensi”.

Petrolio: metà dell’export finisce in Cina

Secondo i dati elaborati da S&P Global Platts, nel mese di giugno, l’Iran ha messo sul mercato circa 550 mila barili giornalieri di petrolio, contro gli 875 mila di maggio ed i circa 2,5 milioni del giugno 2018.

Gli analisti di S&P stimano che circa la metà dell’export stia finendo nel Celeste Impero.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Materie Prime

Oro fisico al dettaglio. Sterline oro vendute sopra i 320€.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-08.

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La tradizionale storia dei genovesi, gente di mare, imponeva di tener sempre a portata di mano il gruzzolo necessario per armare una nuova nave, in sostituzione di quella persa.

Norma consolidata della micro-borghesia era l’acquisto mensile di una sterlina d’oro, qualcosa di più, secondo possibilità, nei momenti di basse quotazioni.

Ci sono molte famiglie che nel sacchetto hanno sterline acquistate per millecinquecento lire, meno di un euro.

Questo tipo di accumulo presuppone una visione del futuro sull’arco dei decenni, ma alla fine risulta sempre essere vincente.

Di riserve non ce ne è mai a sufficienza.

Poi, ed i ricordi dei nonni e dei padri dovrebbero ben averlo insegnato, alla mala parata si può fare fagotto e ripararsi in lande più ospitali, semplicemente mettendosi il gruzzolo in saccoccia.

Al peggio non c’è mai fine.

Pubblicato in: Banche Centrali, Materie Prime

Oro sopra la soglia psicologica dei 1,500 Usd / Oz.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-07. h 09:20.

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Il titolo della Cnbc è tutto un programma.

This is why gold’s big rally is just getting started

«Gold hits a six-year high. Trading gold now, with CNBC’s Seema Mody and the Futures Now traders, Jim Iuorio at the CME and Anthony Grisanti at the NYMEX.»

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Gold Prices Gain on Trade Concerns

Gold prices gained almost 1% on Wednesday in Asia amid the ongoing Sino-U.S. trade war.

Gold futures for December delivery, traded on the Comex division of the New York Mercantile Exchange, were up 0.9% to $1,496.65 by 12:50 AM ET (04:50 GMT).

The safe-haven gold was buoyed by safe-haven demand amid the intensifying U.S.-China trade war and falling stock markets.

On Wednesday, the People’s Bank of China (PBOC) set the midpoint reference for the yuan at 6.9996.

The PBOC said in a statement earlier in the day that the “United States disregards the facts and unreasonably affixes China with the label of ‘currency manipulators,’ which is a behaviour that harms others and oneself.”

The statement came after the U.S. labelled China a “currency manipulator” following the People’s Bank of China’s decision to allow the yuan to fall below 7 to the dollar on Monday.

Tensions between the two sides intensified amid U.S. President Trump’s decision last week to impose a 10% tariff on $300 billion of Chinese imports from Sept 1.

Some also believe the ongoing trade war increased odds of more easing from the U.S. Federal Reserve, which further supports gold prices as lower interest rates boost the appeal of non-interest yielding assets.

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Stiamo vivendo una nuova guerra mondiale, per il momento combattuta ancora con mezzi politici, economici e finanziari.

Un primo fronte è quello che contrappone un Occidente in declino sociale ed economico ai paesi emergenti, Cina in testa: questi vogliono il loro posto al sole. La guerra dei dazi e quella delle valute è solo agli aperitivi: presto verrà il pranzo consistente.

Il secondo fronte è quello interno all’Occidente, ove stiamo assistendo alla agonia dell’ideologia liberal socialista .

Tuttavia sarà ben misera soddisfazione quella di governare un Occidente debosciato ed immiserito: il trono si è ridimensionato ad uno sgabello traballante.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Materie Prime

Oro Fisico. In due mesi da 1,287 a 1,464 Usd/Oz.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-05.

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Il future sull’oro fisico, (GCZ9) il 21 maggio 2019 era quotato 1,286.79, ed oggi 5 agosto è quotato 1,464.35 Usd.

La levitazione delle quotazioni non permette di parlare di ‘corsa‘ all’oro, e sicuramente durante il mese di agosto i volumi trattati sono ridotti rispetto ai periodi non feriali.

Tuttavia, un aumento di 177 punti, con un incremento percentuale del 12.09% = [100 – (1,464 – 1,287] / 1,464], dovrebbe non lasciare dubbi sull’interesse che molto ambienti dimostrano per l’oro.

Si noti anche come la denominazione di dollari americani influenzi le quotazioni

Portandosi a valutare la situazione al dettaglio, ecco a seguito le quotazioni delle sterline oro: 300 euro in acquisto e 320 euro in vendita. Sono valori che non erano riscontrati da molti anni.

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Pubblicato in: Materie Prime

Oro. In quattro ore da 1,402 a 1,428.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

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E sta ancora salendo.

Oro, fase di assestamento propedeutica a nuovi allunghi – Bloomberg

Il 2019 si è rivelato un anno prolifico per l’oro, tornato a rappresentare un asset rifugio di primo piano nelle allocazioni degli investitori dopo un finale di 2018 burrascoso sul fronte geopolitico internazionale.

Particolarmente degna di nota è stata l’ultima gamba rialzista che ha portato il prezzo dell’oro sui massimi da oltre 6 anni al di sopra della resistenza psicologica a 1.400 $ per oncia e sopra le resistenze grafiche ereditate dai precedenti massimi annuali del 2016 e 2018 a 1.360-1.366 $.

Ora il metallo prezioso per eccellenza sembra in pausa di riflessione sopra i supporti espressi proprio dalla ex resistenza a 1.400 $. I minimi di questa congestione a 1.385 $ (in nero nel chart giornaliero), rappresentano un’area di forte concentrazione di domanda e pertanto fino ad ora hanno sempre respinto gli assalti dei venditori.
Fino a che le quotazioni dell’oro si manterranno al di sopra di questi livelli, difficilmente potremo assistere ad una inversione di trend sull’oro. Per questo motivo può essere utile approfittare delle brevi fasi di correzione per reinserirsi sulla tendenza principale.

Gli StayUP Certificates di SocGen possono rappresentare una valida soluzione. Nella gamma di SocGen ne sono presenti due con barriere inferiori (stop loss della strategia) a 1.200 $ e 1.240 $. Il buffer di sicurezza rispetto agli stop è dunque di oltre 15 punti rispetto ai prezzi attuali, un cuscinetto che può permettere all’investitore di alternare le scadenze dei due prodotti, come ad esempio lo StayUP Certificate con codice ISIN LU1946505663 che scade il 20 dicembre (ultimo giorno di quotazione il 17 dello stesso mese). Chi ritenesse che la tenuta dei supporti dell’oro abbia a disposizione un orizzonte di tempo più limitato può optare per lo strumento con la scadenza più vicina.