Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Eussia. Riserve Valutarie salite a 510.2 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

La Central Bank of the Russian Federation ha rilasciato i dati sull’ammontare delle riserve valutarie, che ammontavano a 466.9 miliardi Usd a fine dello scorso anno.

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Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Quasi accordo sulle nomine apicali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

unione europea 001

Sembrerebbe essersi conclusa la fase delle trattative sule nomine apicali nell’Unione Europea.

Dopo le deludenti performance di Mr Junker, Mr Tusk e Mrs Mogherini anche un gufo impagliato sarebbe andato bene: sicuramente molti ne saranno contenti ed altrettanti scontenti.

Notiamo come i paesi nordici siano gli unici rappresentati nella alta dirigenza europea comunitaria. uno squilibrio che avrebbe potuto non esserci.

L’unica nomina sula quale non sussistono remore sarebbe quella di Mr Villeroy de Galhau, attuale governatore della Banca di Francia, uomo di grande dottrina ed esperienza.

*

Se queste nomine suggerite dovessero andare in porto, più che dei vincitori sarebbe da parlare della grande perdente: la Germania di Frau Merkel, che non sarebbe riuscita né a conquistare la presidenza della Commissione né il Governatorato della Ecb. Questo fatto assumerebbe grande importanza perché in passato Frau Merkel aveva ripetutamente espresso l’obiettivo tedesco di ottenere ambedue le posizioni.


Ansa. 2019-06-30. Nomine Ue, oggi il vertice a Bruxelles

Il popolare tedesco Manfred Weber avrebbe rinunciato a guidare la Commissione europea a patto di essere eletto alla presidenza del Parlamento europeo. Lo riferiscono fonti del Ppe vicine al politico bavarese nel giorno del Consiglio europeo straordinario sulle nomine a Bruxelles.

Weber, lo Spitzenkandidat dei popolari, ha incontrato nelle scorse settimane l’opposizione in primis del presidente francese Emmanuel Macron. Lo scambio possibile tra le famiglie politiche che formeranno la maggioranza nel nuovo Parlamento europeo prevede il socialista olandese Frans Timmermans alla Commissione e, appunto, Weber al Parlamento di Strasburgo. L’accordo, sponsorizzato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, si completerebbe con il premier liberale belga Charles Michel alla guida del Consiglio Ue e la popolare Kristalina Georgieva come successore della Mogherini alla politica estera e di difesa comune. A Parigi andrebbe invece la presidenza della Bce, con il governatore della Banca di Francia, Villeroy de Galhau.

E la candidatura di Frans Timmermans alla guida della Commissione europea ha il sostegno di Germania, Francia, Olanda e Spagna. Lo ha ribadito, secondo quanto si è appreso, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk durante l’incontro avuto con la conferenza dei presidenti del Parlamento Ue.

Per noi non è possibile votare un candidato socialista” per la Commissione Ue, “perché si andrebbe contro la volontà popolare”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Lo dico come vicepresidente del Ppe e come vicepresidente di Forza Italia”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Olanda. Testo della lettera di Mr Ankie Broekers-Knol, sottosegretario olandese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

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Riportiamo nella sua interezza la traduzione della lettera mandata da Mr Ankie Broekers-Knol, Segretario di Stato olandese per la migrazione, inviata al Ministro Salvini.

Ci asteniamo da alcun commento: notiamo soltanto come il testo sia ben più lungo e dettagliato di quanto riportato da parte di molti media.

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Ankie Broekers-Knol, Segretario di Stato per la migrazione.

Caro Collega,

molte grazie per la Sua lettera, in data 23 giugno 2019, riguardante le attività della nave Sea-Watch 3, registrata in Olanda.

Il governo olandese condivide le preoccupazioni del governo italiano, e cioè che la Sea-Watch 3 stia effettivamente conducendo operazioni (semi) permanenti di ricerca e soccorso in un’area contraddistinta dalle attività criminali dei trafficanti di esseri umani. L’Olanda sottoscrive pienamente, in virtù della legge internazionale, l’obbligo di trarre in salvo tutte le persone che vengono a trovarsi in difficoltà in mare. Tuttavia, come Lei giustamente osserva, gli interventi della Sea-Watch 3 non dovrebbero affiancare e facilitare le operazioni criminali degli scafisti.

La maggior parte delle imbarcazioni cariche di migranti che salpano dalla Libia non sono atte alla navigazione e certamente non sono equipaggiate in modo idoneo per raggiungere le coste europee. Evidentemente gli scafisti, come i migranti stessi, si aspettano di essere tratti in salvo in mare. Non si può escludere che le attività delle navi delle ONG, sistematicamente alla ricerca di migranti in difficoltà e coadiuvate dai velivoli di ricognizione come pure da un numero telefonico di emergenza, non vadano ad alimentare quelle aspettative. Le ONG dovrebbero tener conto delle strategie degli scafisti, compresa la probabilità che i trafficanti facciano affidamento su di loro per trarre in salvo il loro carico di esseri umani. Questo significa che occorre rispettare le istruzioni emanate dalle apposite autorità di ricerca e soccorso, anche quelle libiche, e che le persone tratte in salvo dovrebbero essere fatte sbarcare nel porto sicuro più vicino, nel rispetto delle normative internazionali. Pertanto lo sbarco in un porto del nord Africa dovrebbe essere preso in considerazione come un’opzione possibile.

Siamo dispiaciuti, quanto Lei, delle scelte fatte dalla capitana della Sea-Watch 3. Avrebbe potuto affidare le operazioni di salvataggio alla guardia costiera libica. La situazione non presentava un quadro di emergenza, eppure la capitana si è precipitata a raccogliere i migranti a bordo della sua nave. Avrebbe potuto far rotta sulla Tunisia e chiedere il permesso di attracco lì. Invece, intenzionalmente e unilateralmente, la capitana ha deciso di far rotta su Lampedusa e violare le acque territoriali italiane, ben consapevole di commettere un reato. La capitana avrebbe anche potuto scegliere un porto di approdo per la Sea-Watch 3 in Olanda. Contrariamente a quanto da Lei affermato nella Sua lettera, la capitana non ha mai fatto richiesta di sbarcare in Olanda.

Fino a poco tempo fa, l’Olanda non si era dotata di un quadro normativo legale per le navi delle ONG che effettuano operazioni di ricerca e soccorso. Visti gli interventi effettuati dalla Sea-Watch 3 e le difficoltà che ne sono scaturite, in particolare quest’anno, l’Olanda è seriamente preoccupata per la mancanza di sicurezza di simili attività, una situazione, questa, che richiede urgentemente la massima attenzione. Pertanto una direttiva ministeriale è stata emanata il 3 aprile 2019, per dettagliare i requisiti di sicurezza e di equipaggio delle navi appartenenti ad organizzazioni umanitarie che effettuano ripetuti interventi di ricerca e salvataggio. Tuttavia, l’applicazione di questa normativa è al momento attuale oggetto di azioni legali da parte della Sea-Watch in Olanda. Il tribunale olandese ha stabilito un periodo di transizione e di conseguenza la nuova legge non entrerà in vigore fino al 15 agosto 2019. Da quella data in poi, la Sea-Watch 3 dovrà rispettare regole molto più stringenti, a meno che l’azione legale intrapresa dalla ONG non porti a esiti diversi.

Per quel che riguarda le responsabilità dello Stato di bandiera, faccio riferimento ai precedenti scambi di note diplomatiche su questo argomento. La responsabilità di individuare un porto sicuro spetta innanzitutto al capitano, dopo aver coordinato le sue mosse con le autorità di ricerca e soccorso della zona. In virtù delle responsabilità sancite dalla legge internazionale, lo Stato di bandiera può assistere la nave nella ricerca di un porto sicuro. Il governo olandese ribadisce ancora una volta che ciò non comporta l’obbligo, per lo Stato di bandiera, di accogliere le persone tratte in salvo.

Come Lei sa, dopo un episodio simile occorso alla Sea-Watch 3 nel gennaio 2019, e in assenza di un progetto di cooperazione verso una soluzione concreta e strutturale come indicata nelle direttive del Consiglio europeo nel giugno 2018, l’Olanda ha deciso che non avrebbe più partecipato ai programmi di sbarco. In questo contesto, l’Olanda ha esplicitamente dichiarato la sua intenzione di non accogliere più i migranti raccolti dalle navi della Sea-Watch.

Vorrei inoltre aggiungere che nel caso di migranti non aventi diritto a protezione internazionale, il ricollocamento rappresenta uno spreco di risorse e di denaro pubblico, e pertanto va evitato a ogni costo.

Ciò non significa che l’Olanda non intende assumersi seriamente le sue responsabilità. Quando la Sea-Watch 3 si è nuovamente ritrovata in una situazione difficile, l’Olanda ha fatto il possibile per reperire un porto sicuro nel Mediterraneo, anche in Italia. Le richieste di attracco sono state inviate dalla guardia costiera olandese, e anche tramite contatti diplomatici. Purtroppo, senza ricevere alcuna conferma. Allo stesso tempo, l’Olanda ha chiesto alla Commissione europea di coordinare le operazioni di sbarco.

L’Olanda è profondamente consapevole delle pressioni migratorie sull’Italia nel corso degli ultimi anni, e in particolare quelle, fortissime, verificatesi dalla metà del 2017 in poi. Grazie agli sforzi dell’Italia e al sostegno degli altri stati membri, tra cui l’Olanda, il numero degli arrivi si è ridotto drasticamente. A causa tuttavia degli spostamenti secondari clandestini, tuttora in corso, l’Olanda non ha riscontrato un simile calo nel numero di richieste di asilo politico. Al contrario, sulla scia della crisi post migratoria, abbiamo registrato un numero crescente di domande, da parte di migranti che raggiungono l’Olanda dopo essere sbarcati in Italia.

Per poter affrontare queste nuove sfide, occorre lavorare insieme per riformare il sistema di accoglienza e d’immigrazione dell’Unione europea, sulla base di principi di solidarietà e responsabilità. Per far ciò, occorre trovare una soluzione strutturale per gli sbarchi nel Mediterraneo, nel rispetto delle direttive del Consiglio europeo del giugno 2018. Come parte di questa soluzione, si potrebbe applicare una procedura obbligatoria a livello europeo da attuare sui confini esterni, per stabilire velocemente quali sono i migranti che hanno diritto a protezione internazionale e quali no. Nel caso di pressioni migratorie eccessive negli stati di sbarco, i migranti che hanno diritto alla protezione internazionale potrebbero essere ricollocati tramite un programma a livello europeo. Coloro che non hanno diritto a protezione non potranno accedere al territorio Schengen, ma dovranno essere rispediti rapidamente nei paesi d’origine, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.

Il prossimo Consiglio informale per la giustizia e gli affari interni, che si terrà a Helsinki, offre un’eccellente opportunità di approfondire questi argomenti. Mi auguro vivamente di poterLa incontrare in quell’occasione. Inoltre, come ho fatto presente al Suo ambasciatore all’Aia, sono pronta a venire a Roma e intavolare un dibattito bilaterale per affrontare le attuali criticità.

Distinti saluti,

Ankie Broekers-Knol

Segretario di Stato per la migrazione

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Putin

Putin. L’ideologia liberal è ‘obsoleta’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

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«Vladimir Putin has said liberalism is “obsolete” in an interview before he left for the G20 summit»

«The Russian president said the ideology that has underpinned Western democracies for decades had “outlived its purpose”.»

«The Russian premier also praised the rise of populism in Europe and America, saying ideas like multiculturalism were “no longer tenable”.»

«[Liberals] cannot simply dictate anything to anyone»

«He added that liberalism conflicted with “the interests of the overwhelming majority of the population,” and took aim at German Chancellor Angela Merkel for allowing large numbers of refugees to settle in Germany»

«This liberal idea presupposes that nothing needs to be done. That migrants can kill, plunder and rape with impunity because their rights as migrants have to be protected »

«Russia had no problems with LGBT persons… but some things do appear excessive to us»

«They claim now that children can play five or six gender roles …. Let everyone be happy, we have no problem with that. But this must not be allowed to overshadow the culture, traditions and traditional family values of millions of people making up the core population»

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«[Liberals] cannot simply dictate anything to anyone»

Questa è la frase chiave di tutto il discorso di Mr Putin.

Se ogni stato abbia la concreta possibilità di abbracciare l’ideologia che più sembra essergli consona, questo non significa affatto che abbia anche la missione di imporla a quanti non ne vogliano sapere.

Questa è una visione dittatoriale del proprio io.

Se l’ideologia liberal fosse effettivamente superiore alle altre come dicono i suoi adepti, sicuramente si sarebbe imposta a tutto il mondo.

Invece il mondo che conta, Cina, Russia, India, Brasile etc, dell’ideologia liberal non ne vogliono sapere.

«”Whoever claims that liberal democracy is obsolete also claims that freedoms are obsolete, that the rule of law is obsolete and that human rights are obsolete,” said Mr Tusk»

Quando Mr Tusk afferma qualcosa è segno evidente che la verità sia ad essa diametralmente opposta.

Non è la libertà ad essere obsoleta: è il modo liberal di intenderla che è decotto e sconfitto dai fatti.

Similmente, è il concetto che ne hanno i liberal del “rule of law” e degli “human right” che è del tutto inaccettabile.

Eliogabalo, proto liberal nella storia, finì come era giusto che finisse.


Bbc. 2019-06-28. Putin: Russian president says liberalism ‘obsolete’

Vladimir Putin has said liberalism is “obsolete” in an interview before he left for the G20 summit.

The Russian president said the ideology that has underpinned Western democracies for decades had “outlived its purpose”.

The Russian premier also praised the rise of populism in Europe and America, saying ideas like multiculturalism were “no longer tenable”.

His comments came in a wide-ranging interview with the Financial Times.

The piece was published as world leaders began talks on trade and security in Japan.

“[Liberals] cannot simply dictate anything to anyone,” said Mr Putin, who has served as president for nearly two decades.

He added that liberalism conflicted with “the interests of the overwhelming majority of the population,” and took aim at German Chancellor Angela Merkel for allowing large numbers of refugees to settle in Germany.

“This liberal idea presupposes that nothing needs to be done. That migrants can kill, plunder and rape with impunity because their rights as migrants have to be protected.”

Mr Putin, 66, also said Russia had “no problems with LGBT persons… but some things do appear excessive to us”.

“They claim now that children can play five or six gender roles,” he continued.

“Let everyone be happy, we have no problem with that. But this must not be allowed to overshadow the culture, traditions and traditional family values of millions of people making up the core population.”

Aside from remarks on liberalism, Mr Putin also praised US President Donald Trump as a “talented person” who knew how to relate to voters.

But the Russian leader also said American unilateralism was partly to blame for the ongoing trade war between China and the US, and for tensions with Iran in the Strait of Hormuz.

But EU President Donald Tusk lashed out at Mr Putin on Friday, telling reporters he “strongly [disagreed]” with his sentiments on liberalism.

“Whoever claims that liberal democracy is obsolete also claims that freedoms are obsolete, that the rule of law is obsolete and that human rights are obsolete,” said Mr Tusk.

“What I find really obsolete are authoritarianism, personality cults, the rule of oligarchs, even if sometimes they may seem effective,” he added.

Pubblicato in: Unione Europea

EU. Identity and Democracy conquista i comitati legale ed agricoltura.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

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«The European Parliament’s legal affairs committee will be led by an MEP from the far-right Identity and Democracy (ID) political group»

«ID is also promised the chair of the agriculture committee»

«those two committees are the ones ID has set its eyes on»

«The parliament has 22 committees that need new leadership: a chairperson and up to four vice-chairs. They have a mandate for two and a half years»

«The chairperson not only presides over committee meetings, but also decides on its draft agenda, and can be an observer at negotiations on legislation known as trilogues»

«The centre-right European People’s Party (EPP), which remained the largest group following the May elections, will supply the chairpersonship of seven committees …. It will have MEPs leading the budgetary control committee, the industry and research committee, and the foreign affairs committee, among others»

«S&D members are set to lead the civil liberties, justice and home affairs committee, the economic and monetary affairs committee, the women’s rights and gender equality committee, the human rights subcommittee, and the international trade committee»

«Liberals meanwhile will chair the environment committee, the fisheries committee, and the security and defence subcommittee»

«The Greens have clinched the transport committee and the internal market and consumer protection committee»

«The name of the anti-federalist European Conservatives & Reformists group is written next to the budgets committee and the employment committee»

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La strada è lunga, ma l’inizio apparirebbe essere buono e ragionevole.


EU Observer. 2019-06-28. Leak: Far-right MEP to chair legal affairs committee

The European Parliament’s legal affairs committee will be led by an MEP from the far-right Identity and Democracy (ID) political group, according to a provisional agreement leaked to EUobserver.

ID is also promised the chair of the agriculture committee. A spokesman for the group confirmed at a press conference on Friday (28 June) that those two committees are the ones ID has set its eyes on.

The parliament has 22 committees that need new leadership: a chairperson and up to four vice-chairs. They have a mandate for two and a half years.

The chairperson not only presides over committee meetings, but also decides on its draft agenda, and can be an observer at negotiations on legislation known as trilogues.

It is customary for the leaders of the political groups to distribute the posts among their groups, using a weighting system that takes the number of seats into account. The ID group has just over nine percent of the seats and was therefore entitled to around that percentage of committee chairs.

The centre-right European People’s Party (EPP), which remained the largest group following the May elections, will supply the chairpersonship of seven committees, according to the leaked draft.

It will have MEPs leading the budgetary control committee, the industry and research committee, and the foreign affairs committee, among others.

The second-largest, the centre-left Socialists & Democrats (S&D), will have five, while number three, the liberal group Renew Europe will have three.

S&D members are set to lead the civil liberties, justice and home affairs committee, the economic and monetary affairs committee, the women’s rights and gender equality committee, the human rights subcommittee, and the international trade committee.

Liberals meanwhile will chair the environment committee, the fisheries committee, and the security and defence subcommittee.

The Greens have clinched the transport committee and the internal market and consumer protection committee.

The name of the anti-federalist European Conservatives & Reformists group is written next to the budgets committee and the employment committee, while the smallest group, the far-left GUE/NGL, is left with the regional development committee.

The final decision of the distribution is expected to be made on Sunday (30 June) when group leaders meet at a so-called conference of presidents.

A decision on which particular MEP will be nominated for the chairpersonships will be decided internally by the groups later.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

G20. Una frase da fare accapponare la pelle. Gran brutta bestia la superbia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

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«Così rinvolto in questa viltà traggo il cervello di muffa, e sfogo la malignità di questa mia sorte, essendo contento mi calpesti per quella via, per vedere se la se ne vergognasse. Venuta la sera mi ritorno a casa, ed entro nel mio scrittojo; ed in sull’uscio mi spoglio quella veste contadina, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali, e rivestito con decentemente entro nelle antiche  corti degli antichi uomini, dove da loro ricevuto amorevolmente mi pasco di quel cibo che solum è mio, e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro.»

Questa maestosa frase del Machiavelli ci rincuora nel proseguire sulla via tracciata da Dante:

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza»

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Cerchiamo quindi di ragionare.

Chiariamo innanzitutto il significato di due vocaboli che useremo, secondo Treccani.

«Enunciato.

L’insieme delle frasi, premesse alla dimostrazione e costituenti insieme con questa il teorema, nelle quali si dichiara che cosa s’intende dimostrare (tesi) e sotto quali condizioni preliminari (ipotesi).

Nella logica, ogni proposizione di cui ha senso dire che è vera o che è falsa. In linguistica, sequenza di parole che forma un segmento reale di discorso (orale o scritto), prodotto in una determinata situazione di comunicazione e sufficiente a dare l’informazione richiesta.»

Il concetto qui riportato di ‘vero‘ altro non significa che ‘non contraddittorio‘. L’enunciato, che di norma usa l’indicativo presente, per essere vero non deve contraddire alcunché di empirico, deve essere la risultante di un discorso privo di contraddizioni interne, ed infine non deve contraddire precedenti enunciati.

Il principio di non contraddizione regna sovrano nella logica.

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Del tutto differente è il concetto insito nel termine ‘opinione’.

«Concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni, quando, mancando un criterio di certezza assoluta per giudicare della loro natura (o delle loro cause, delle loro qualità, ecc.), si propone un’interpretazione personale che si ritiene esatta e a cui si dà perciò il proprio assenso»

L’enunciato è oggettivo, l’opinione è soggettiva.

«Ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria» è l’enunciato del terzo principio della dinamica.

«Mi piacciono più le ciliege delle pesche» è invece una opinione. Non lice generalizzarla ed assolutizzarla, mica a tutti piacciono più le ciliege delle pesche, né, tanto meno, questa è una legge universale.

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Si riporta il peccato, non il nome e cognome del peccatore.

«In our view, climate change will determine the destiny of mankind, so it is imperative that our generation makes the right choices»

“A nostro avviso, il cambiamento climatico determinerà il destino dell’umanità, quindi è imperativo che la nostra generazione faccia le scelte giuste”.

Non ci si faccia fuorviare dal fatto che questa frase inerisce il ‘clima‘: il problema è il flusso logico.

La frase inizia dicendo

«A nostro avviso»: questa è chiaramente la espressione con la quale prende inizio la esposizione di una opinione, del tutto soggettiva. Lecita, sia chiaro, ma pur sempre soggettiva.

«so»: è una congiunzione avente sinonimo “therefore“. È traducibile con il termine italiano di ‘quindi’, ‘dunque’, ‘perciò’, quello che i latini esprimevano con il termine ‘ergo’: ‘di conseguenza’, ‘ne deriva che’.

«it is imperative that». Il Collins riportaauthoritative manner‘. Ma ciò che sia mandatorio non può inerire il quantum soggettivo: è enunciato erga omnes. Questa espressione trova logica collocazione dopo un enunciato, non certo dopo una opinione.

Questo è un subdolo salto logico, una trappola per mascherare il tentativo di prevaricazione, di cercare di spacciare la propria opinione che se fosse verità assoluta. Il tentativo di imporre la propria volontà, come se fosse quella vera e giusta.

Come non farsi venire alla mente le parole che risuonavano settanta anni or sono?

«A mio parere gli Ebrei sono la rovina del mondo, quindi è giusto sterminarli».

Domandiamoci: mi mai si credeva d’essere colui che ha pronunciato codesta frase?

E chi mai si credono di essere coloro che ripetono lo steso ed identico errore logico?

Forse che non si sia visto do portano simili errori?

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Cerchiamo di fare in modo che non si rinnovino le brutture passate.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

I capi di stato EU bocciano Merkel, Weber e il Ppe. Non li vogliono.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-29.

Germania. prigioiero. Aguzzino. 001

La scelta di presidente della Commissione Europea e dei suoi Commissari è di competenza del Consiglio Europeo, ossia dell’assise dei capi di stato e di governo.

Se è vero che la decisione potrebbe essere presa a maggioranza qualificata, sarebbe altrettanto vero ricordare come ad una imposizione corrisponderebbe l’estensivo uso del diritto di veto da parte degli esclusi, specie poi sui budget economici.

La politica dovrebbe essere l’arte di trovare accordi che soddisfino tutte le parti, virtù in cui i tedeschi non brullano.

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Per quanto riguarda invece l’europarlamento, al di là delle smargiassate elettorali, si deve constatare come Ppe ed S&D abbiano perso una quarantina di seggi ciascuno: hanno perso le elezioni, e di brutto.

Una alleanza tra Ppe (182 sggi), S&D (153) ed Re (108) è numericamente possibile, e forse sarà quella poi messa in essere, ma sarebbe formata da partiti con interessi e programmi molto divergenti. Non a caso, Ppe ed S&D avevano proposto il loro proprio candidato alla presidenza della Commissione: due candidature conflittuali tra di loro.

Adesso ambedue queste forze non hanno la capacità di un accordo e nemmeno quella di imporsi: possono solo generare ostacoli insormontabili.

Poi, le scelte fatte nell’europarlamento si ripercuoto invariabilmente nel Consiglio Europeo. Infine, resta sempre aperta, come piaga purulenta, la questione del rinnovo del Governatore dell’Ecb.

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«According to news site Politico, if the European People’s Party (EPP) insists Manfred Weber to be their top candidate, they are likely to lose the battle for European Commission Presidency. As long as they do not decide to switch to an alternative candidate instead of the Bavarian politician, the negotiations will not move forward»

«While the EPP will likely to stick to Weber,  behind the scenes, preparations have already started to find someone else more acceptable, more qualified for the job»

«German Chancellor Angela Merkel admitted Wednesday that she might have to drop her choice for the next leader of the European Commission in a spirit of compromise»

«European Union leaders have agreed that conservative German candidate Manfred Weber will not become president of the bloc’s executive Commission»

«German conservative politician Manfred Weber will not be the next president of the European Commission»

«EU leaders meeting at the G20 summit in Japan agreed Friday that Manfred Weber would not lead the European Commission»

«But the conservative from Germany has failed to attract enough support from other parties.»

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Questa ultima frase ben descrive la situazione dei fatti.

Volenti o nolenti, I&D ha 73 seggi ed il Cre 62, 135 voti in totale, ai quali dovrebbero essere aggiunti quelli degli identitari sovranisti allocati in gruppi diversi.

Ppe e Frau Merkel per anni hanno demonizzato quanti non avessero pensato esattamente come loro avrebbero voluto che pensassero: è stato, ed è ancora, un ostracismo a tutti gli effetti.

Ma possono permettersi di dar ostracismo solo personalità molto forti nella madrepatria e con salde maggioranze:ossia proprio l’opposto della situazione in cui versa Frau Merkel, il cui partito, la Cdu, è quotato attorno al 20%, con una Große Koalition moribonda.

Adesso Frau Merkel ed il Ppe stanno iniziando a pagare la persecuzione ideologica cui hanno sottoposto per anni i paesi del Visegrad e quelli dell’ex est Europa, nonché l’atteggiamento altero e tracotante che hanno usato all’Italia.

«But the conservative from Germany has failed

to attract enough support from other parties.»

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Chance of Weber Becoming Commission President Getting Slim

«According to news site Politico, if the European People’s Party (EPP) insists Manfred Weber to be their top candidate, they are likely to lose the battle for European Commission Presidency. As long as they do not decide to switch to an alternative candidate instead of the Bavarian politician, the negotiations will not move forward.

While the EPP will likely to stick to Weber,  behind the scenes, preparations have already started to find someone else more acceptable, more qualified for the job.»

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‘Things are complicated’: Merkel ready to compromise on EU Commission chief

«German Chancellor Angela Merkel admitted Wednesday that she might have to drop her choice for the next leader of the European Commission in a spirit of compromise.

Reporting to the German parliament on a failed effort last week to name a new top team to reform the bloc in the coming years, Merkel said a fresh summit on Sunday could again prove fractious.

“Only those put forward by the European Council for the election of the European Commission president can stand and I don’t decide on this recommendation alone,” she said.»

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EU leaders decide against Weber for Commission presidency – report

«European Union leaders have agreed that conservative German candidate Manfred Weber will not become president of the bloc’s executive Commission, Germany’s Die Welt daily reported on Friday, citing sources familiar with the decision.

The decision was reached during talks on the sidelines of the G20 summit in Osaka, Japan, Die Welt said. Chancellor Angela Merkel, who had backed Weber’s bid to replace Jean-Claude Juncker, has accepted the decision.

French President Emmanuel Macron had opposed Weber’s candidacy.»

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Deutsche Welle. 2019-06-29. Weber won’t be next European Commission president: report

German conservative politician Manfred Weber will not be the next president of the European Commission, according to a German newspaper. EU leaders have been wrangling for weeks over who should get the top job.

EU leaders meeting at the G20 summit in Japan agreed Friday that Manfred Weber would not lead the European Commission, according to Germany’s Welt am Sonntag newspaper.

The bloc’s member states are hoping to decide on a candidate to replace Jean-Claude Juncker as commission head before the first session of the new European Parliament begins on July 2. 

Weber had seemed the most likely choice, given that he is the leading candidate of the biggest group in the Parliament — the center-right European People’s Party (EPP). But the conservative from Germany has failed to attract enough support from other parties.

Citing sources close to EU officials, Welt reported that Weber had been eliminated from the race following consultations between EU leaders and the different European party groups.The sources also said German Chancellor Angela Merkel, a Weber supporter, had already accepted the decision.

At the Osaka summit, Merkel merely said that  a solution should be found “on the basis of the prime candidates” agreed on in the bloc.

A compromise candidate

The plan to take Weber off the table marks a breakthrough following weeks of deadlock among EU leaders over who should take the European Commission’s reins. 

Weber had argued he had the strongest claim to the presidency given that his EPP won the largest share of votes in last month’s European elections. But critics, including French President Emmanuel Macron, Spanish Prime Minister Pedro Sanchez and others, said he lacked experience.

EU leaders are due to hold a summit on Sunday to try and decide whether the leadership role should go to Commission Vice President Frans Timmermans, a Social Democrat from the Netherlands, or another candidate from the EPP.

Other possible center-right contenders include EU Brexit negotiator Michel Barnier, World Bank chief executive Kristalina Georgieva, and Croatian Prime Minister Andrej Plenkovic.

Candidates can only be approved if they have the support of at least 21 of the 28 EU leaders, as well as backing from a majority in the new 751-seat European Parliament.

The Commission is a powerful body responsible for monitoring member states’ budgets and proposing policies on a range of issues, including climate change, immigration, tech regulation and trade.

Whoever takes over as president will lead the bloc for the next five years as it grapples with Brexit, weak economic growth, the rise of euroskeptic sentiment and other major challenges.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal

Violenza delle donne sugli uomini. Legiferano due Länder tedeschi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-29.

Fossa dei Serpenti

Stando ai media che se ne fanno cassa di risonanza, nei casi di violenza domestica le vittime sarebbero invariabilmente le femmine. Questo atteggiamento mentale di tipo ideologico pervade la magistratura e condiziona pesantemente gli indirizzi delle sentenze.

Tuttavia, i rilevamenti sperimentali attestano delle realtà totalmente differenti.

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Una sostanziale parità nel numero di violenze fisiche perpetrate da maschi su femmine o da femmine su maschi è accertata da un gran numero di pubblicazioni cliniche e di medicina legale, delle quali ne riportiamo solo alcune.

– Arias I., Prevalence and correlates of physical aggression during courtship, in Journal of Interpersonal Violence, vol. 5, nº 1.

– L.P. Rouse et al., Abuse in intimate relationships. A comparison of married and dating college students, in Journal of Interpersonal Violence, vol. 3, pp. 414-429.

– McNeely RL et al., Is domestic violence a gender issue, or a human issue? (PDF), in Journal of Human Behavior in the Social Environment, 2001, pp. 227–251.

– Ko Ling Chan, Gender Symmetry in the Self-Reporting of Intimate Partner Violence, in Journal of interpersonal violence, vol. 27, 13 settembre 2011, pp. 263–86.

– M. Fiebert, References Examining Assaults by Women on Their Spouses or Male Partners: An Updated Annotated Bibliography (PDF), in Sexuality & Culture, vol. 18, pp. 405-467.

Né si pensi che lo stalking sia appannaggio maschile: è semplicemente l’opposto.

– G. Marcon, Il reato come fenomeno relazionale, libreriauniversitaria.it Edizioni, 2016, ISBN 978-88-6292-706-2

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Secondo diversi studi, sussiste anche una disparità nel trattamento giudiziario basata sul sesso a danno degli uomini.

I maschi ricevono condanne del 63% più severe di quelle comminate alle femmine, che solo raramente sono rinviate  a giudizio.

– Sonja B. Starr, Estimating Gender Disparities in Federal Criminal Cases, in American Law and Economics Review, vol. 17, nº 1, pp. 127-157.

*

Nel caso di condanne penali i maschi devono mediamente scontare 12 anni più delle femmine.

– Zingraff M., Thompson R., Differential Sentencing of Women and Men in the USA, in International Journal of the Sociology of Law, nº 12, 1984, pp. 401-412.

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Il Bundeskriminalamt ha pubblicato il report

Part­ner­schafts­ge­walt – Kri­mi­nal­sta­tis­ti­sche Aus­wer­tung – Be­richts­jahr 2017

«For the first time ever, two German states are launching an initiative to help male victims of domestic violence»

«Officials in Bavaria and North Rhine-Westphalia say they want to break the taboos surrounding the topic»

«The first pillar of the initiative would include a hotline and an online counseling platform for victims»

«The second pillar would see constructions of safe houses and counseling centers»

«Finally, the authorities aim to make the subject of violence against men “visible” and “break the taboo” surrounding it»

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Mutato, almeno parzialmente, il clima politico, alcuni miti contemporanei iniziano a crollare.

Uno di questi è il mito che nell’ambiente familiare siano esclusivamente i maschi che esercitino violenze fisiche sulle femmine, facendole così diventare delle povere vittime innocenti ed indifese.

Già chiunque avesse voluto consultare le pubblicazioni scientifiche ed i report statistici in proposito non avrebbe incontrato difficoltà alcuna: ogni ragionevole biblioteca universitaria ne dispone.

Ma l’ideologia politica vissuta come credo religioso ottunde la percezione del reale e forza in maniera compulsiva la mente a credere che sia vero ciò che farebbe piacere che lo fosse.

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Ma non tutti i casi sembrerebbero essere risolvibili nei termini puramente ideologici.

Una larga quantità di femmine approfitta del fatto che i tribunali di parte assumono la loro denuncia come se il fatto fosse davvero accaduto al solo fine di ottenere una compensazione economica. È dolorosamente triste leggere la lunga serie di sentenze emesse da giudici, per la maggior quota femmine, che hanno assunto essere realmente accaduti fatti non comprovati.


Deutsche Welle. 2019-06-19. Domestic violence against men – German states move to break taboos

For the first time ever, two German states are launching an initiative to help male victims of domestic violence. Officials in Bavaria and North Rhine-Westphalia say they want to break the taboos surrounding the topic.

A three-pillar program to help men suffering from domestic violence was unveiled by the German states of Bavaria and North Rhine-Westphalia (NRW) on Tuesday.

The first pillar of the initiative would include a hotline and an online counseling platform for victims. The second pillar would see constructions of safe houses and counseling centers. Finally, the authorities aim to make the subject of violence against men “visible” and “break the taboo” surrounding it.

For many years, authorities in Germany and elsewhere have been working on measures to curb violence between couples. Most of the measures, however, focus on violence committed by males against their female partners. While men also suffer violence at home, many are reluctant to report it for fear of being seen as weak or being disbelieved.

“Men are also targeted by domestic violence,” Bavarian social minister Kerstin Schreyer and her NRW counterpart Ina Scharrenbach said in a joint statement. “Until now, there was hardly any help or support structures. There are possibilities to cooperate across state borders, most of all in creating a hotline and in the area of online counseling.”

Setting the trend for Germany

The initiative announced on Tuesday marks the first time German authorities are launching a program of this kind to protect male victims. Both NRW and Bavaria said they would welcome other states taking part in the effort.

Bavarian Minister for Family, Work, and Social Affairs Kerstin Schreyer said the plan to combat the problem is part of a comprehensive concept for protection against violence.

“To me it is important that everybody who needs help finds someone to talk to about their problem,” Schreyer added. “That is why I am especially glad that we are pulling together with NRW and setting the trend for all of Germany.”

The NRW representative, Ina Scharrenbach, said the northwestern state is preparing an action plan to fight violence against “boys, men and (L)GBTTI individuals,” which is to be presented to state lawmakers in 2021.

Germany’s Federal Criminal Police Office (BKA) compiles statistics on domestic violence each year. According to the 2018 report based on findings collected for 2017, 17.9% of victims of intimate-partner violence were men. This means, of the 127,236 victims who reported cases of assault, rape, attempted murder and deprivation of liberty, 23,872 were men. However, the BKA notes that the actual number may be higher, as men may be too ashamed to report the crime.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea ed il mito del 2050. Cui prodest?

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-29.

2019-06-23__Destatis_popolazione_050__001

Four states block EU 2050 carbon neutral target

«Poland, Czech Republic, Hungary, and Estonia prevented the EU from adopting a clear long-term climate neutrality goal at the summit in Brussels on Thursday evening (20 June).

The central and eastern European leaders could not get behind a draft text which said the EU should take measures “to ensure a transition to a climate-neutral EU by 2050”

Climate neutrality refers to an economy in which the emission of greenhouse gases caused by human activity is mostly prevented, and any remaining emissions are compensated through for example planting additional trees or capturing emissions and storing them.

That 2050 target seemed to gain momentum recently after the EU’s largest state, Germany, decided to support it.

Consensus is needed for leaders to adopt official conclusions.

Meanwhile at the summit, the leaders did agree in the text to submit a long-term climate strategy to the UN climate body in “early 2020”, and adopted a Strategic Agenda which identified climate action as one of the EU’s priorities.»

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Tutte queste parole diventano immediatamente comprensibili leggendosi con cura il testo rilasciato dal Consiglio Europeo.

«The EU and its Member States remain committed to scaling up the mobilisation of international climate finance from a wide variety of private and public sources and to working towards a timely, well-managed and successful replenishment process for the Green Climate Fund»

La posta in gioco è il governo del Green Climate Fund, che dovrebbe essere finanziato con un minimo di duecento miliardi di euro all’anno.

Tuttavia i budget pluriennali devono essere deliberati alla unanimità, cosa che Poland, Czech Republic, Hungary, ed Estonia hanno bloccato, con grande sollievo di molti, perché la maggior quota avrebbe dovuto essere elargita a Francia e Germania.

Ci si dovrebbero sobbarcare duecento miliardi all’anno per trenta anni per arrivare ecologicamente puliti al famoso 2050, ossia tra trenta anni. Ma duecento per trenta rende 6,000.

Adesso abbiamo in Europa Frau Merkel, Mr Macron, Mr Juncker, etc, ma sarà ben difficile che durino in carico fino al 2050. Nulla vieterebbe di pensare che a questi possano nel tempo subentrare governanti con visioni politiche diametralmente opposte. In Italia un governo gialloverde è subentrato a quello del partito democratico e pochi lo avevano previsto.

La conseguenza sarebbe solo che grandi investimenti sarebbero stati spesi senza costrutto.

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«lunga promessa con l’attender corto / ti farà trïunfar ne l’alto seggio»

Con questa frase Guido da Montefeltro finì all’inferno, mentre gli eurocrati contano invece di arricchirsi.

Tra trenta anni tutti gli attuali over-65 saranno deceduti, e quindi non ne potranno materialmente godere dei promessi vantaggi.

Domandiamoci allora in quale mondo vivranno gli attuali ventenni, giunti alla soglia dei cinquanta.

L’unico dato sicuro è quello demografico, ed in questo ci aiuta Destati, l’Istituto di Statistica tedesco. Pigliamo in considerazione la Germania per alleggerire l’esposizione dei dati che sono peraltro estensibili a quasi tutta l’Unione Europea.

Destatis.

Al momento attuale, la popolazione tedesca ha 10.833 milioni di persone sotto i 15 anni, 54.165 milioni in età compresa tra i 15 ed i 64, e 17.779 milioni di over-65.

«Regarding the immigrant background, 22.5% of the country’s residents, or more than 18.6 million people, were of immigrant or partially immigrant descent in 2016 (including persons descending or partially descending from ethnic German repatriates).»

«In 2015, 36% of children under 5 were of immigrant or partially immigrant descent»

Il conto è semplice: dei 10.883 milioni di under-15 solo 6.933 milioni sono di stirpe germanica.

Il tasso medio di fertilità, 1.42, è sostenuto dalle nascite dagli immigrati: quello delle tedesche autoctone è poco sotto la unità.

Per il 2050 Destatis prevede una popolazione tedesca di 65.742 milioni, sotto la ipotesi W0, con una contrazione della popolazione autoctona dagli attuali 64.191 milioni a 42.027 milioni.

Però, di questi 42.027 milioni oltre 23 saranno over-65.

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È naturale che si auguri a tutti ogni sorta di bene, ma le prospettive di vita dei tedeschi nel 2050 sono tutto tranne che rosee. Il termine ‘Germania‘ indicherà una realtà geografica, non più un popolo od una nazione.

Forse una cifra di tale portata potrebbe trovare destinazioni maggiormente proficue.

Pubblicato in: Fisco e Tasse, Stati Uniti

Bernie Sanders propone di annullare il debito degli studenti. 1.6 trilioni Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-28.

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Il senatore Bernie Sanders, 78enne, nominalmente indipendente ma forse più vicino alla ideologia comunista che a quella liberal democratica, si propone di correre per la campagna elettorale presidenziale del 2020.

Di questi tempi ha lanciato una proposta sulla quale sarebbe da pensare a lungo prima di cassarla oppure approvarla: sarebbe necessario fare molto bene i conti, dato l’impegno finanziario necessario.

Mr Sanders constata come negli Stati Uniti vi siano circa 42 milioni di persone, ex-studenti universitari, oberati dai debiti contratti per conseguire il diploma. La cifra totale sarebbe circa 1.6 trilioni Usd, che salirebbero a circa due trilioni tenendo conto delle spese collegate. Propone di cancellare tali debiti.

Il nodo reale sarebbe che i giovani laureati trovano in media lavoro, ma con stipendi troppo bassi per poter estinguere i debiti contratti.

Si pongono numerosi quesiti.

In primo luogo, dove e come trovare la copertura per questa cifra davvero immensa. Sono emerse alcune proposte, ma nessuna permetterebbe la copertura totale dell’impegno di spesa.

In secondo luogo, data l’entità della somma necessaria, ci si domanda se questa sia effettivamente una priorità.

In terzo luogo, l’annullamento dei debiti farebbe riversare simultaneamente nel sistema economico americano una liquidità di entità tale da poter anche destabilizzare l’intero sistema.

In quarto luogo, questo provvedimento andrebbe a beneficio della classe media, che negli ultimi decenni è stata caricata di tasse.

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Sarebbe una proposta da valutare con cura ma al di là delle questioni di propaganda elettorale.

Magari, già il dimezzamento dei debiti universitari ridurrebbe l’impegno di spesa, rendendolo più fattibile,  e potrebbe generare lo stesso un indotto proficuo.

Però, dal nostro sommesso punto di vista, senza uno studio econometrico bipartisan che analizzi numericamente tutte le possibili soluzioni, potrebbe essere proficuo il non argomentare ulteriormente con le sole parole.

A latere, ma non meno importante, sarebbe il chiarimento del problema giuridico. Gli ex studenti sono infatti persone fisiche che hanno volontariamente contratto dei debiti, mentre Mr Saunders invoca un intervento con denaro pubblico.

Da ultimo, ma non per ultimo, resterebbe il problema del fatto che il conseguimento della laurea non comporta di norma l’accesso a zone stipendiali tali da poter rifondere il debito contratto, anche per la crescente ressa verso facoltà senza sbocchi lavorativi.


Bernie Sanders to Propose Canceling All $1.6 Trillion of Student Debt

Sen. Bernie Sanders (I-VT) on Monday will propose legislation canceling all $1.6 trillion worth of U.S. student debt, according to a report.

The 2020 White House contender will unveil the bill alongside Congressional Progressive Caucus co-chair Rep. Pramila Jayapal (D-WA) and Rep. Ilhan Omar (D-MN), per the Washington Post. The plan goes further than a signature proposal by Sen. Elizabeth Warren (D-MA) as the two jockey for support from the party’s progressive base in the Democrat presidential primary.

Sanders’ effort on student loans, entitled the College For All Act, would cancel $1.6 trillion of debt, claiming to save the average borrower roughly $3,000 a year. It is estimated to cost a staggering $2 trillion and be paid for by a series of “Wall Street” taxes on such things as stock trades, bonds, and derivatives, according to the proposal.

Warren’s plan, which she has suggested in a Medium post, will be introduced as legislation, would be paid for by imposing a 2 percent fee on fortunes greater than $50 million, a wealth tax designed to target the nation’s top 0.1 percent of households. Warren projects the levy would raise $2.75 trillion over 10 years, enough to pay for a universal child-care plan, free tuition at public colleges and universities, and student loan debt forgiveness for an estimated 42 million Americans — with revenue left over.

By forgiving all student debts, Sanders said the proposal addresses an economic burden for 45 million Americans. The key difference is that Warren’s plan considers the income of the borrowers, negating $50,000 in debt for those earning less than $100,000 per year and affecting an estimated 42 million people in the U.S.

“This is truly a revolutionary proposal,” Sanders said in a statement to the Post. “In a generation hard hit by the Wall Street crash of 2008, it forgives all student debt and ends the absurdity of sentencing an entire generation to a lifetime of debt for the ‘crime’ of getting a college education.”