Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Ong - Ngo

Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Ultimo baluardo liberal. Iran.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-28.

Iran 001

Fin dalla loro istituzione le Nazioni Unite sono state tempio e ricettacolo dei liberal socialisti. Una grande cassa mediatica priva di potere effettivo ma utile giustificazione delle iniziative politiche e militari dei paesi egemoni.

Il loro grado di corruzione è ben documentato dalla Fao, il cui ultimo report è agghiacciante.

Polmonite. Uccide 700,000 bambini all’anno. Eppure vaccino e cura costano quasi nulla.

È un massacro politicamente voluto che i media passano sotto silenzio in omaggio alla ideologia.

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«Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato la sanguinosa repressione iraniana di manifestanti pacifici dopo la morte di Mahsa Amini e ha votato per creare un’indagine di alto livello su quanto accaduto»

«una maggioranza più ampia del previsto del consiglio di 47 membri ha sostenuto l’avvio di un’indagine»

«la risoluzione è passata con 25 voti a favore, 16 astenuti e solo sei Paesi – Armenia, Cina, Cuba, Eritrea, Pakistan e Venezuela – contrari»

«Secondo l’Ong iraniana con sede in Norvegia, Iran Human Right»

«L’ambasciatore cinese, Chen Xu, ha messo in guardia dal trasformare i diritti umani in uno strumento per intervenire negli affari interni dei Paesi»

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La mozione è passata 25 a 22, maggioranza non certo entusiasmante, specie poi tenendo conto che la Cina si è opposta.

Ma sono i media e di regime che conferiscono a questa gestione politica dei diritti umani una indebita visibilità.

Sembrerebbe quasi che si voglia ignorare quanto sia accaduto e stia accadendo.

Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Caduti Joe Biden ed i liberal adesso cadono le teste dei supporter rimasti orfani. Macron.

Joe Biden ed i liberal democratici sono crollati ed adesso tutti quelli che erano loro supporter sono senza più protezione ed esposti ad un violento redde rationem.

Il caso di Macron indagato da un tribunale per corruzione dovrebbe essere maieutico.

Ma a breve verrà il turno delle Nazioni Unite e dei giornalisti: se ne diano una ragione.

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L’Onu condanna la repressione in Iran, ma la Cina è contraria.

Il Consiglio ha votato per un’indagine di alto livello su quanto accaduto dopo la morte di Masha Amini. Secondo una Ong ci sarebbero stati 400 morti, 50 dei quali bambini uccisi durante le proteste.

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato la sanguinosa repressione iraniana di manifestanti pacifici dopo la morte di Mahsa Amini e ha votato per creare un’indagine di alto livello su quanto accaduto.

Nonostante le forti pressioni di Teheran e un tentativo in extremis della Cina di minare la risoluzione, una maggioranza più ampia del previsto del consiglio di 47 membri ha sostenuto l’avvio di un’indagine.

Pechino ha presentato un’offerta dell’ultimo minuto per modificare il testo della risoluzione, chiedendo che la rimozione della richiesta di avviare un’indagine. Un fragoroso applauso è scoppiato quando la risoluzione è passata con 25 voti a favore, 16 astenuti e solo sei Paesi – Armenia, Cina, Cuba, Eritrea, Pakistan e Venezuela – contrari.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha elogiato il voto. “La missione per l’accertamento dei fatti istituita oggi contribuirà a garantire che coloro che sono coinvolti nella repressione violenta in corso del popolo iraniano siano identificati e le loro azioni documentate”, ha affermato in una nota. 

Il voto è arrivato al termine di una sessione urgente richiesta da Germania e Islanda con l’appoggio di 50 Paesi a due mesi dalle manifestazioni scatenate dalla morte in custodia della 22enne Mahsa Amini, dopo che era stata arrestata per una presunta violazione delle rigide regole di abbigliamento delle donne basate sulla legge islamica della sharia.

Le risposta delle autorità alle manifestazioni è diventata sempre più violenta, le proteste si sono diffuse in tutto il Paese e si sono trasformate in un ampio movimento contro la teocrazia che governa l’Iran dal 1979. “L’uso non necessario e sproporzionato della forza deve finire”, ha insistito L’Alto commissario per i diritti umani, Volker Turk, il quale ha riferito di essersi proposto per una visita in Iran ma ha detto di non aver ricevuto risposta da Teheran.

Secondo l’Ong iraniana con sede in Norvegia, Iran Human Right, le persone uccise finora nella repressione sono più di 400, tra cui più di 50 bambini. Circa 14.000 persone, compresi bambini, sono state arrestate, “un numero impressionante”, ha commentato Turk, denunciando che almeno sei manifestanto sono già stati condannati a morte.

Tra gli arrestati vi sono alcune celebrità che hanno espresso sostegno ai manifestanti, tra cui il calciatore della nazionale Voria Ghafouri, arrestatoper “propaganda anti-statale”. L’Iran ha ricevuto il sostegno di alcuni Paesi, come Pakistan, Venezuela e altri che hanno denunciato la crescente politicizzazione del Consiglio. L’ambasciatore cinese, Chen Xu, ha messo in guardia dal “trasformare i diritti umani in uno strumento per intervenire negli affari interni dei Paesi”. 

Pubblicato in: Banche Centrali, Geopolitica Mondiale, India, Senza categoria

India. Una grande potenza politica ed economica in continua ascesa.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-26.

2022-11-19__ India Indicators 001

L’india è cresciuta molto velocemente nel corso degli anni, mostrando soprattutto un elevato senso dello equilibrio.

Non ha assunto schieramenti ideologici.

«il suo governo è stato ripetutamente criticato per la repressione della libertà di parola e per le politiche discriminatorie nei confronti delle minoranze»: già. Ma a criticarlo erano i liberal democratici, quelli che adesso sono orfani di Joe Biden.

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India. Lancia altri 36 satelliti di comunicazioni per OneWeb.

India. È diventata la sesta economia mondiale e sorpassa il Regno Unito che retrocede.

India. È diventata il maggiore importatore di petrolio russo.

India. Imf stima la crescita al 7.4% per il 2022 ed al 6.1% per il 2023.

India. Carbone. Utilizza oltre un trilione di tonnellate ed importa tranquillante il carbone russo.

India. Non appoggia bensì si dissocia dalle sanzioni alla Russia.

India. Prosegue tranquilla a comprare petrolio dalla Russia. Non accetta le sanzioni di Joe Biden.

India – Russia accordo per usare rupia e rublo come valute di scambio. – Sfregio a Biden.

Nazioni Unite. Cina, India ed Emirati Arabi Uniti si astengono e Russia pone il veto.

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                         Ucraina, una frase familiare spiccava nel documento di 1,186 pagine. L’era odierna non deve essere quella della guerra, si leggeva, facendo eco a quanto detto dal Primo Ministro indiano Narendra Modi al leader russo Vladimir Putin durante un incontro faccia a faccia a settembre. I media e i funzionari del Paese di 1.3 miliardi di abitanti hanno subito rivendicato l’inclusione come un segno che la più grande democrazia del mondo ha svolto un ruolo vitale nel colmare le differenze tra una Russia sempre più isolata e gli Stati Uniti e i suoi alleati.

                         Il messaggio del Primo Ministro, secondo cui questa non è l’era della guerra ha risuonato profondamente in tutte le delegazioni e ha contribuito a colmare il divario tra le diverse parti.

                         Mentre Nuova Delhi bilancia abilmente i suoi legami con la Russia e l’Occidente, Modi, secondo gli analisti, sta emergendo come un leader che è stato corteggiato da tutte le parti, conquistando il sostegno in patria e cementando l’India come broker di potere internazionale. Modi, d’altra parte, ha tenuto una serie di discussioni con diversi leader mondiali, tra cui il neo-primo ministro britannico Rishi Sunak, che hanno riguardato la sicurezza alimentare e l’ambiente, la salute e la rinascita economica, evitando di condannare apertamente l’aggressione di Putin e continuando a prendere le distanze dalla Russia.

                         Dall’inizio della guerra, l’India ha ripetutamente chiesto la cessazione della violenza in Ucraina, senza condannare apertamente l’invasione della Russia. Voglio assicurare che la presidenza indiana del G20 sarà inclusiva, ambiziosa, decisa e orientata all’azione. Il posizionamento dell’India per il vertice del prossimo anno è molto incentrato sull’essere la voce del mondo in via di sviluppo e del Sud globale.

                         Sebbene Modi rimanga immensamente popolare in un Paese in cui circa l’80% della popolazione è indù, il suo governo è stato ripetutamente criticato per la repressione della libertà di parola e per le politiche discriminatorie nei confronti delle minoranze. Ma credo che la sua posizione internazionale derivi dalla sua posizione interna. Se questa rimane forte, il pubblico internazionale è destinato a rispettarlo.

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«When world leaders at the Group of 20 summit in Bali, Indonesia, issued a joint statement condemning Russia’s war in Ukraine, a familiar sentence stood out from the 1,186-page document. Today’s era must not be of war, it said, echoing what Indian Prime Minister Narendra Modi told Russian leader Vladimir Putin during a face-to-face meeting in September. Media and officials in the country of 1.3 billion were quick to claim the inclusion as a sign that the world’s largest democracy had played a vital role in bridging differences between an increasingly isolated Russia, and the United States and its allies.»

«The Prime Minister’s message that this is not the era of war… resonated very deeply across all the delegations and helped bridge the gap across different parties,»

«As New Delhi deftly balances its ties to Russia and the West, Modi, analysts say, is emerging as a leader who has been courted by all sides, winning him support at home, while cementing India as an international power broker. Modi, on the other hand, held a series of discussions with several world leaders, including newly appointed British Prime Minister Rishi Sunak, ranging from food security and environment, to health and economic revival – steering largely clear of condemning Putin’s aggression outright, while continuing to distance his country from Russia»

«Since the start of the war, India has repeatedly called for a cessation of violence in Ukraine, falling short of condemning Russia’s invasion outright. I want to assure that India’s G20 presidency will be inclusive, ambitious, decisive, and action-oriented. India’s positioning of next year’s summit is very much of being the voice of the developing world and the global South»

«While Modi remains immensely popular in a country where about 80% of the population is Hindu, his government has been repeatedly criticized for a clampdown on free speech and discriminatory policies toward minority groups. But I think his international standing comes from his domestic standing. And if that remains strong, then the international audience is bound to respect him»

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G20’s criticism of Russia shows the rise of a new Asian power. And it isn’t China.

Hong Kong CNN. When world leaders at the Group of 20 summit in Bali, Indonesia, issued a joint statement condemning Russia’s war in Ukraine, a familiar sentence stood out from the 1,186-page document.

“Today’s era must not be of war,” it said, echoing what Indian Prime Minister Narendra Modi told Russian leader Vladimir Putin during a face-to-face meeting in September.

Media and officials in the country of 1.3 billion were quick to claim the inclusion as a sign that the world’s largest democracy had played a vital role in bridging differences between an increasingly isolated Russia, and the United States and its allies.

“How India united G20 on PM Modi’s idea of peace,” ran a headline in the Times of India, the country’s largest English-language paper. “The Prime Minister’s message that this is not the era of war… resonated very deeply across all the delegations and helped bridge the gap across different parties,” India’s Foreign Secretary Vinay Kwatra told reporters Wednesday.

The declaration came as Indonesian President Joko Widodo handed over the G20 presidency to Modi, who will host the next leaders’ summit in the Indian capital New Delhi in September 2023 – about six months before he is expected to head to the polls in a general election and contest the country’s top seat for a third time.

As New Delhi deftly balances its ties to Russia and the West, Modi, analysts say, is emerging as a leader who has been courted by all sides, winning him support at home, while cementing India as an international power broker.

“The domestic narrative is that the G20 summit is being used as a big banner in Modi’s election campaign to show he’s a great global statesmen,” said Sushant Singh, a senior fellow at New Delhi-based think tank Center for Policy Research. “And the current Indian leadership now sees themselves as a powerful country seated at the high table.”

                         India bridges ‘multiple antagonists’

On some accounts, India’s presence at the G20 was overshadowed by the much anticipated meeting between Chinese leader Xi Jinping and US President Joe Biden, and the scramble to investigate the killing of two Polish citizens after what Warsaw said was a “Russian-made missile” landed in a village near the NATO-member’s border with Ukraine.

Global headlines covered in detail how Biden and Xi met for three hours on Monday, in an attempt to prevent their rivalry from spilling into open conflict. And on Wednesday, leaders from the G7 and NATO convened an emergency meeting in Bali to discuss the explosion in Poland.

Modi, on the other hand, held a series of discussions with several world leaders, including newly appointed British Prime Minister Rishi Sunak, ranging from food security and environment, to health and economic revival – steering largely clear of condemning Putin’s aggression outright, while continuing to distance his country from Russia.

While India had a “modest agenda” for the G20 revolving around the issues of energy, climate, and economic turmoil as a result of the war, Western leaders “are listening to India as a major stakeholder in the region, because India is a country that is close to both the West and Russia,” said Happymon Jacob, associate professor of diplomacy and disarmament at the Jawaharlal Nehru University (JNU) in New Delhi.

New Delhi has strong ties with Moscow dating back to the Cold War, and India remains heavily reliant on the Kremlin for military equipment – a vital link given India’s ongoing tensions at its shared Himalayan border with an increasingly assertive China.

At the same time, New Delhi has been growing closer to the West as leaders attempt to counter the rise of Beijing, placing India in a strategically comfortable position.

“One of the ways in which India had an impact at the G20 is that it seems to be one of the few countries that can engage all sides,” said Harsh V. Pant, professor in international relations at King’s College London. “It’s a role that India has been able to bridge between multiple antagonists.”

                         ‘Voice of the developing world’

Since the start of the war, India has repeatedly called for a cessation of violence in Ukraine, falling short of condemning Russia’s invasion outright.

But as Putin’s aggression has intensified, killing thousands of people and throwing the global economy into chaos, analysts say India’s limits are being put to the test.

Observers point out Modi’s stronger language to Putin in recent months was made in the context of rising food, fuel and fertilizer prices, and the hardships that was creating for other countries. And while this year’s G20 was looked at through the lens of the war, India could bring its own agenda to the table next year.

“India’s taking over the presidency comes at a time when the world is placing a lot of focus on renewable energy, rising prices and inflation,” Jacob from JNU said. “And there is a feeling that India is seen as a key country that can provide for the needs of the region in South Asia and beyond.”

Soaring global prices across a number of energy sources as a result of the war are hammering consumers, who are already grappling with rising food costs and inflation.

Speaking at the end of the G20 summit on Wednesday, Modi said India was taking charge at a time when the world was “grappling with geopolitical tensions, economic slowdown, rising food and energy prices, and the long-term ill-effects of the pandemic.”

“I want to assure that India’s G20 presidency will be inclusive, ambitious, decisive, and action-oriented,” he said in his speech.

India’s positioning of next year’s summit is “very much of being the voice of the developing world and the global South,” Pant, from King’s College London, said.

“Modi’s idea is to project India as a country that can respond to today’s challenges by echoing the concerns that some of the poorest countries have about the contemporary global order.”

                         All eyes on Modi

As India prepares to assume the G20 presidency, all eyes are on Modi as he also begins his campaign for India’s 2024 national election.

Domestically, his Hindu-nationalist Bharatiya Janata Party’s (BJP) populist politics have polarized the nation.

While Modi remains immensely popular in a country where about 80% of the population is Hindu, his government has been repeatedly criticized for a clampdown on free speech and discriminatory policies toward minority groups.

Amid those criticisms, Modi’s political allies have been keen to push his international credentials, portraying him as a key player in the global order.

 “(The BJP) is taking Modi’s G20 meetings as a political message that he is bolstering India’s image abroad and forging strong partnerships,” said Singh, from the Center for Policy Research.

This week, India and Britain announced they are going ahead with a much anticipated “UK-India Young Professionals Scheme,” which will allow 3,000 degree-educated Indian nationals between 18 and 30 years old to live and work in the United Kingdom for up to two years.

At the same time, Modi’s Twitter showed a flurry of smiling photographs and video of the leader with his Western counterparts.

“His domestic image remains strong,” Singh said, adding it remains to be seen whether Modi can keep up his careful balancing act as the war progresses.

“But I think his international standing comes from his domestic standing. And if that remains strong, then the international audience is bound to respect him.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale

Caduti Joe Biden ed i liberal adesso cadono le teste dei supporter rimasti orfani. Macron.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-25.

Lavrov Putin che ridono 011

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

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Ciò che ha reso Joe Biden ed i liberal democratici odiosi ed odiati nel mondo intero è stata la loro pretesa che l’accettazione della loro ideologia fosse la conditio sine qua non di ogni qualsiasi forma di rapporto sociale, politico ed economico con gli Stati Uniti. Unitamente alla loro presunzione di essere i giudici dell’universo.

Perdendo il Congresso, Joe Biden vale meno dello straccio per lavare per terra. Gli Elettori lo hanno ridotto al rango di un pappagallo impagliato posto nell’atrio della White House.

Orbene.

Il primo supporter internazionale a sperimentare cosa voglia dire essere senza il boss che lo protegga è Macron.

Non solo gli Elettori hanno trombato Macron, ma adesso si stanno scatenando contro di lui i tribunali francesi.

Già. Il Macron che voleva fare la morale alla Italia adesso è sotto processo, e non ne uscirà se non con il carcere.

Non abbiate fretta. Macron è solo il primo di una lunga lista di leccasfinteri adesso chiamati a render conto delle loro azioni.

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                         (Bloomberg) — Il ministro dell’Interno Gerald Darmanin ha denunciato l’Italia per aver violato le leggi internazionali e dell’Unione Europea rifiutandosi di far attraccare nei suoi porti un’imbarcazione che trasportava migranti, e ha detto che la Francia si sarebbe vendicata imponendo controlli alle frontiere tra i due Paesi.

Le nuove autorità italiane hanno fatto la scelta incomprensibile di non rispondere alle molteplici richieste di assistenza della nave, ha dichiarato Darmanin dopo una riunione di gabinetto a Parigi giovedì. Ha definito questo comportamento inaccettabile e irresponsabile.

                         In risposta, la Francia sta sospendendo il trasferimento di 3.500 migranti dai cosiddetti Paesi di primo ingresso e sta chiedendo ai partner europei, in particolare alla Germania, di fare lo stesso, ha detto Darmanin.

                         La Francia rafforzerà i controlli alle frontiere con l’Italia nelle prossime ore, ha aggiunto.

                         L’Ocean Viking trasporta 234 passeggeri, tra cui circa 60 bambini e 20 malati, e attraccherà nella città francese meridionale di Tolone venerdì, secondo Darmanin. Circa un terzo dei passeggeri resterà in Francia, mentre un altro terzo proseguirà per la Germania.

                         La misura è eccezionale, ha dichiarato. La nave, gestita dall’organizzazione umanitaria SOS Mediterranee, è in attesa del permesso di attraccare in Italia dal mese scorso.

                         Non capiamo la mancanza di ascolto, il tentennamento e forse anche la mancanza di professionalità delle persone con cui stiamo parlando in Italia, ha detto Darmanin. Quindi, abbiamo preso la decisione di salvare vite umane ora che questa barca si trova nelle acque territoriali francesi.

                         I due Paesi si sono già scontrati in passato su dove sbarcare i migranti, ma questo è il loro primo litigio pubblico da quando la leader di destra Giorgia Meloni è diventata primo ministro italiano. Emmanuel Macron è stato il primo leader dell’UE a farle visita a Roma dopo la formazione del governo.

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France Slams Italy Over Fate of ‘Ocean Viking’ Migrant Boat

«(Bloomberg) — Interior Minister Gerald Darmanin slammed Italy for flouting international and European Union law by refusing to allow a boat carrying migrants to dock in its ports, and said France would retaliate by imposing border controls between the two countries.

“Italy’s new authorities made the incomprehensible choice of not responding to the ship’s multiple requests for assistance,” Darmanin said after a cabinet meeting in Paris on Thursday. He described that as “unacceptable” and “irresponsible” behavoir. 

In response, France is suspending the relocation of 3,500 migrants from so-called first-entry countries and is calling on European partners, “notably Germany,” to do the same, Darmanin said. 

France will strengthen border controls with Italy in the coming hours, he added.

The Ocean Viking is carrying 234 passengers, including around 60 children and 20 sick people, and will dock in the southern French city of Toulon on Friday, according to Darmanin. About a third of passengers will remain in France, while another third will go on to Germany. 

The measure is “exceptional,” he said. The ship, operated by the SOS Mediterranee aid organization, has been waiting for permission to dock in Italy since last month. 

“We don’t understand the lack of listening, the dithering and perhaps even the lack of professionalism of the people we are talking to in Italy,” Darmanin said. “So, we made a decision to save lives now that this boat is in French territorial waters.”

The two countries have sparred over where to disembark migrants before, but this is their first public row since right-wing leader Giorgia Meloni became Italy’s prime minister. Emmanuel Macron was the first EU leader to visit her in Rome after she formed her government.»

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                         Almeno 27 migranti annegano nel Canale della Manica, in uno degli incidenti più mortali su una rotta pericolosa

Parigi – Almeno 27 migranti sono morti mentre cercavano di attraversare il Canale della Manica dalla Francia alla Gran Bretagna mercoledì, rendendo questo uno degli incidenti più mortali su una rotta pericolosa.

Il ministro degli Interni francese Gérald Darmanin ha dichiarato in una conferenza stampa che sono stati recuperati 31 corpi, tra cui cinque donne e una bambina, mentre due persone sono sopravvissute. Ma il suo ministero ha detto ai media francesi che il numero dei morti è stato rivisto a 27.

At least 27 migrants drown in English Channel, in one of the deadliest incidents on a dangerous route

«Paris — At least 27 migrants died while trying to cross the English Channel from France to Britain on Wednesday, making it one of the deadliest incidents on a dangerous route.

French Interior Minister Gérald Darmanin said in a news conference that 31 bodies had been recovered, including five women and a small girl, while two people survived. But his ministry told French media outlets later that the number of dead had been revised to 27.»

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Blocco europeo. I lebbrosi hanno distrutto Macron, adesso i virus l’Unione europea.

Nationalist ‘leprosy’ spreading in Europe: Macron

Why Italy’s Far-Right Virus Threatens Europe’s Body Politic

Elezioni francesi. Non solo débâcle di Macron.  È crollata l’architettura politica dei liberal.

Mali. Macron si è trovato in casa più di mille mercenari russi. Mr Putin lo ha sfregiato.

Macron in visita nel Burkina Faso. Per poco lo accoppano. Incidente diplomatico.

Francia. Elezioni Regionali. Alcune considerazioni. – Macron grillé.

Francia. Lo tsunami Grüne nelle grandi città. Macron scomparso e sepolto.

Francia. Amministrative. Molto male per Mr Macron.

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                         Il presidente francese Emmanuel Macron sarebbe sotto inchiesta. La notizia è stata riportata dal quotidiano Le Parisien e non è stata finora smentita dall’Eliseo. L’inchiesta – che sarebbe la prima per il leader francese – sarebbe stata aperta a novembre; l’accusa del Procuratore finanziario nazionale (PNF) sarebbe di favoritismo e finanziamento illecito della campagna elettorale. Dei tre giudici inquirenti, uno Serge Tournaire noto per aver incriminato François Fillon nel 2017 per l’assunzione fittizia della moglie Penelope, e anche Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion.

                         Il procuratore finanziario francese ha aperto un’indagine su sospetti favoritismi e presunti finanziamenti illeciti della campagna elettorale del presidente Emmanuel Macron nel 2017, in relazione ai contratti con McKinsey. L’ufficio del procuratore ha confermato di aver ampliato un’indagine esistente su presunte frodi fiscali da parte del gruppo di consulenza McKinsey’s per includere il ruolo dei gruppi di consulenza nelle corse elettorali del 2017 e del 2022.

                         Se fosse confermato che l’indagine ha come obiettivo la sua campagna elettorale, sarebbe la cosa più vicina a un’indagine giudiziaria per Macron, che è salito al potere promettendo di ripulire la politica in Francia. Un’indagine non porta necessariamente a un’accusa o implica una colpevolezza. Possono passare anni prima che tali indagini vengano archiviate o che si arrivi a un processo.

                         Il procuratore finanziario ha dichiarato che l’indagine estesa è stata aperta in risposta a una serie di denunce da parte di politici e associazioni.

                         È stata anche aperta un’indagine giudiziaria su accuse di favoritismo e occultamento di favoritismi. L’uso di consulenti privati da parte del governo di Macron è esploso come unaquestione inaspettata prima delle elezioni presidenziali di questa primavera, in cui Macron ha vinto un secondo mandato. L’indagine iniziale sulla società di consulenza manageriale statunitense è stata avviata dopo che il Senato francese, a marzo, ha sostenuto che l’azienda non pagava le tasse sulle società in Francia.

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«The French president Emmanuel Macron would be under investigation. The news was reported by the newspaper Le Parisienand has not so far been denied by the Elysium. The investigation – which would be the first for the French leader – would be opened in November; the charge by the National Financial Attorney (PNF) would be favoritism and illicit campaign financing. Of the three investigating judges, one Serge Tournaireknown for having indicted François Fillon in 2017 for the fictitious employment of his wife Penelope, and also Nicolas Sarkozy in the Bygmalion case.»

«France’s financial prosecutor has opened a probe into suspected favouritism and alleged illegal financing of President Emmanuel Macron’s 2017 campaign, in connection with contracts with McKinsey. The prosecutor’s office confirmed it had widened an existing probe into alleged tax fraud by consultancy group McKinsey’s to include the role of consultancy groups in the 2017 and 2022 election races.»

«If confirmed that the probe targets his campaign, it would be the closest a judicial investigation has come to Macron, who swept to power promising to clean up politics in France. An investigation does not necessarily lead to a prosecution or imply guilt. It can take years before such probes are either shelved or go to trial.

The financial prosecutor said the extended investigation had been opened in response to a series of complaints from politicians and associations»

«A judicial investigation was also opened on allegations of favouritism and concealment of favouritism. The use of private consultants by Macron’s government exploded as an unexpected issue ahead of this spring’s presidential election, in which Macron won a second term. That initial investigation into the U.S. management consultancy was triggered after the French Senate in March alleged that the firm was not paying corporate taxes in France»

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Macron investigated for illegal financing of the electoral campaign.

The news reported by the Parisien: the investigations would concern the links between Macron and the McKinsey company, which allegedly financed the 2017 electoral campaign in a hidden way and to which consultancy was allegedly assigned under unclear conditions

PARIS – The French president Emmanuel Macron would be under investigation. The news was reported by the newspaper Le Parisienand has not so far been denied by the Elysium.

The investigation – which would be the first for the French leader – would be opened in November; the charge by the National Financial Attorney (PNF) would be favoritism and illicit campaign financing.

The investigations would concern the links between Emmanuel Macron and the company McKinsey.

They suspect each other unclear conditions in the assignment to McKinsey of some consultanciesand also a hidden financing by the company of the 2017 election campaign.

Of the three investigating judges, one Serge Tournaireknown for having indicted François Fillon in 2017 for the fictitious employment of his wife Penelope, and also Nicolas Sarkozy in the Bygmalion case.

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French prosecutor widens McKinsey probe, Le Parisien says Macron campaign in crosshairs.

Paris, Nov 24 (Reuters) – France’s financial prosecutor has opened a probe into suspected favouritism and alleged illegal financing of President Emmanuel Macron’s 2017 campaign, in connection with contracts with McKinsey, Le Parisien newspaper said on Thursday.

The prosecutor’s office confirmed it had widened an existing probe into alleged tax fraud by consultancy group McKinsey’s to include the role of consultancy groups in the 2017 and 2022 election races.

It did not confirm the probe targeted Macron’s campaign, but said it was publishing its statement in response to the newspaper reports.

Macron’s office did not respond to a request for comment on Le Parisien’s story and declined to comment on the prosecutor’s statement.

McKinsey has consistently denied any wrongdoing.

If confirmed that the probe targets his campaign, it would be the closest a judicial investigation has come to Macron, who swept to power promising to clean up politics in France. While Le Parisien said the probe targeted Macron’s campaign, it did not say it targeted Macron himself.

Presidents in France enjoy immunity while in office.

An investigation does not necessarily lead to a prosecution or imply guilt. It can take years before such probes are either shelved or go to trial.

The financial prosecutor said the extended investigation had been opened in response to a series of complaints from politicians and associations.

“Following several reports and complaints from elected officials and individuals, a judicial investigation was opened on October 20, 2022,” the PNF said. In particular it was looking at allegations of “improperly keeping campaign accounts” and the “undervaluing of the role of consulting firms in the 2017 and 2022 election campaigns.”

A judicial investigation was also opened on allegations of favouritism and concealment of favouritism.

A McKinsey spokesperson acknowledged a request for comment sent by SMS but did not comment. Phone calls to the consultancy’s head office in Paris went unanswered.

The use of private consultants by Macron’s government exploded as an unexpected issue ahead of this spring’s presidential election, in which Macron won a second term.

The opposition had accused Macron’s government of spending too much on international consultancies that pay little or no tax in France.

That initial investigation into the U.S. management consultancy was triggered after the French Senate in March alleged that the firm was not paying corporate taxes in France.

Police raided McKinsey’s Paris office in May in relation to an investigation into suspected tax fraud, the financial prosecutor’s office said at the time.

“We have nothing to hide”, Budget Minister Olivier Dussopt told a news conference in March. The government had also said McKinsey would have to pay all the taxes it may owe.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Giustizia, Stati Uniti

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-24.

Pappagallo Impagliato 001

Gli Elettori hanno negato a Joe Biden ed ai liberal democratici il controllo del Congresso, i cui congressisti repubblicani sono tutti fedelissimi del Presidente Trump.

Biden aveva presentato midterm come un referendum su di sé e sulla ideologia liberal, e gli Elettori lo hanno punito severamente.

Ma senza poter controllare il Congresso, Biden conta nulla. Non può più proteggere nessuno, né negli States né all’estero. È un pappagallo impagliato collocato nell’atrio della White House.

Ma a questo consegue che tutti coloro che fondavano il proprio potere e la propria esistenza su Joe Biden ed i liberal democratici sono rimasti privi di copertura politica ed economica.

L’elenco dei picciotti rimasti indifesi ed esposti alle vendette è impressionantemente lungo.

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«Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una religione al contrario – un vero e proprio satanismo.» [Putin. Discorso del 20 settembre]

Ma ciò che ha reso Joe Biden ed i liberal democratici odiosi ed odiati nel mondo intero è stata la loro pretesa che l’accettazione della loro ideologia fosse la conditio sine qua non di ogni qualsiasi forma di rapporto sociale, politico ed economico con gli Stati Uniti. Unitamente alla loro presunzione di essere i giudici dell’universo.

Condizione questa da tempo non più reale, che riduceva i loro diktat a mere parole senza conseguenza alcuna. La situazione economica degli States li rende paese non più economicamente egemone.

Perdendo poi il Congresso, Joe Biden vale meno dello straccio per lavare per terra.

Midterm. Biden polarizza le elezioni riducendole a scontro ideologico. Ad un referendum.

«La democrazia americana è sotto attacco perché l’ex presidente sconfitto ha rifiutato di accettare i risultati delle elezioni del 2020»

«Non e’ un referendum su di me, ma una scelta tra due visioni di paese»

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Hillary Clinton a New York: “In gioco aborto e diritti gay”.

«Un richiamo a votare per difendere il diritto all’aborto e allontanare la paura: è quello che ha lanciato Hillary Clinton, che è scesa in campo a New York a sostegno della governatrice democratica Kathy Hochul, la cui riconferma è messa a rischio dall’ascesa dello sfidante repubblicano, Lee Zeldin.»

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Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

I repubblicani hanno conquistato un altro seggio al Congresso, consolidando la loro maggioranza.

Da subito il nuovo Congresso indagherà su Joe Biden e suo figlio Hunter, ma indagherà anche su tutta la pletora di brogli elettorali perpetrati dai liberal democratici.

Lo Elettorato ha tolto la fiducia a Joe Biden ed ai liberal democratici. Ma a questo consegue che tutti coloro che fondavano il proprio potere e la propria esistenza su Joe Biden ed i liberal democratici sono rimasti privi di copertura politica ed economica.

Dura sarà la vita dei media ex di regime.

Adesso altro non sono che la voce di quello che avrebbe detto Joe Biden se gli Elettori non lo avessero trombato.

«Trump’s false claims that the 2020 election was fraudulent».

Risponderanno alla inchiesta del Congresso su simili affermazioni settarie e menzognere. Vi furono e vi sono tuttora giganteschi brogli elettorali.

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Tra gli orfani illustri citiamo il Vaticano, il Collegio Cardinalizio e le Conferenze Episcopali, più gran parte del clero.

Chiunque abbia letto e meditato il Liber Gomorrhianus scritto da san Pier Damiani nel 1051 vi ritrova il motivo per il quale abbiano abbracciato con entusiasmo l’ideologia liberal: per cercare di giustificare e continuare a mantenere le proprie depravazioni.

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                         Il controllo repubblicano della Camera può potenzialmente limitare la capacità del Presidente di raggiungere gli obiettivi di politica estera, in particolare sull’Ucraina. Il Presidente Biden dovrà affrontare nuove sfide per portare avanti la sua agenda globale dopo le elezioni di midterm, dato che si prevede che i guadagni dei repubblicani aumenteranno lo scetticismo del Congresso sul sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, rinnoveranno l’esame della posizione dell’America all’estero e avvieranno indagini polarizzanti sulla gestione dell’Afghanistan e dell’immigrazione. Il controllo repubblicano della Camera può potenzialmente limitare la capacità di Biden di raggiungere gli obiettivi chiave della politica estera, compresa la sua intenzione di continuare a fornire alti livelli di aiuto all’Ucraina nella guerra contro la Russia.

                         Ma forse la preoccupazione più immediata per Biden e i suoi consiglieri è la possibilità che una Camera controllata dai repubblicani imponga nuovi ostacoli al suo desiderio di continuare l’ampio sostegno militare ed economico che la sua amministrazione ha fornito all’Ucraina. Il rappresentante Kevin McCarthy (California), in lizza per diventare speaker della Camera quando i repubblicani prenderanno il potere a gennaio, ha segnalato che il GOP della Camera potrebbe porre fine o limitare la spesa per la guerra. Un sondaggio del 3 novembre pubblicato dal Wall Street Journal ha mostrato che il 48% dei repubblicani ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno facendo troppo per l’Ucraina, con un netto aumento rispetto al 6% di marzo.

                         Dobbiamo smettere di lasciare che Zelensky chieda soldi e armi ai contribuenti statunitensi mentre cerca di trascinarci nella terza guerra mondiale. Niente più soldi all’Ucraina.

                         Un’altra sfida che Biden deve affrontare con una Camera controllata dai repubblicani è la probabilità di indagini congressuali controverse relative alla sua gestione degli affari internazionali, che potrebbero distrarre dalle priorità dell’amministrazione. Queste includono potenziali indagini sul figlio di Biden, Hunter, e sui suoi affari all’estero, tra cui una società energetica cinese; la risposta dell’amministrazione alla pandemia di coronavirus e la sua politica di immigrazione. Resta da vedere se l’indagine prevista sul ritiro di Biden dall’Afghanistan, ampiamente considerato un fallimento in politica estera, sarà in grado di rivaleggiare con l’accesa divisività dell’indagine condotta dai repubblicani sulla morte di quattro americani a Bengasi, in Libia, nel 2012.

                         La Casa Bianca dovrà anche decidere se e come modificare le relazioni degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita, che hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi decenni dopo che il regno, insieme ad altri grandi produttori di petrolio, ha annunciato di voler tagliare la produzione di petrolio un mese prima delle elezioni di metà mandato, spingendo Biden ad avvertire con rabbia delle conseguenze.

                         Ci sarà un livello di rabbia residua.

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«Republican control of the House has potential to constrain the president’s ability to achieve foreign policy goals, notably on Ukraine. President Biden will confront new challenges in advancing his global agenda following the midterm elections, as Republican gains are expected to deepen congressional skepticism about U.S. support for Ukraine, renew scrutiny of America’s posture abroad and initiate polarizing probes into his handling of Afghanistan and immigration. Republican control of the House has the potential to constrain Biden’s ability to achieve key foreign policy goals, including his intent to continue providing high levels of aid for Ukraine in the war against Russia»

«But perhaps the most immediate concern for Biden and his advisers is the potential for a Republican-controlled House to impose new obstacles on his desire to continue the extensive military and economic support his administration has provided to Ukraine. Rep. Kevin McCarthy (Calif.), who is vying to become House speaker when Republicans take over in January, has signaled the House GOP could end or limit spending on the war. A Nov. 3 poll published by the Wall Street Journal showed that 48 percent of Republicans said the United States was doing “too much” for Ukraine, a sharp increase from 6 percent in March»

«We must stop letting Zelensky demand money & weapons from U.S. taxpayers while he is trying to drag us into WW3. No more money to Ukraine.»

«Another challenge Biden must navigate with a Republican-controlled House is the likelihood of contentious congressional investigations related to his handling of international affairs, which could distract from the administration’s priorities. Those include potential inquiries into Biden’s son, Hunter, and his overseas business dealings, including with a Chinese energy firm; the administration’s response to the coronavirus pandemic; and its immigration policy. Whether an expected probe into Biden’s withdrawal from Afghanistan, widely seen as a foreign policy failing, will rival the fiery divisiveness of the Republican-led probe into the 2012 death of four Americans in Benghazi, Libya, remains to be seen»

«The White House also will need to decide if and how it will alter the U.S. relationship with Saudi Arabia, which reached its lowest level in decades after the kingdom, along with other major oil producers, announced it would cut oil production a month ahead of the midterms, prompting Biden to angrily warn of consequences.»

«There will be a level of residual anger»

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With GOP House win, Biden faces added curbs on foreign policy.

Republican control of the House has potential to constrain the president’s ability to achieve foreign policy goals, notably on Ukraine.

President Biden will confront new challenges in advancing his global agenda following the midterm elections, as Republican gains are expected to deepen congressional skepticism about U.S. support for Ukraine, renew scrutiny of America’s posture abroad and initiate polarizing probes into his handling of Afghanistan and immigration.

While Democrats have retained their majority in the Senate, Republican control of the House has the potential to constrain Biden’s ability to achieve key foreign policy goals, including his intent to continue providing high levels of aid for Ukraine in the war against Russia. An incident this week in Poland foreshadowed the debates to come, with a segment of the GOP demanding an end to U.S. support after two people died in an explosion that Western officials think was caused, unintentionally, by the Ukrainians. Analysts said those pressures will be tempered, both by Republican divisions on that topic and the president’s broad authority in foreign affairs.

Richard Haass, president of the Council on Foreign Relations, said substantial bipartisan agreement on some issues, including a desire to take a hawkish stance on China, would blunt the impact on Biden of Republicans’ ascendancy in the elections. He said last week’s polls — which largely defied fears of electoral violence or the immediate rejections of results — would help allay American allies troubled by recent tumult in U.S. politics.

“The good news,” Haass said, “ … is that it shows that, at least to a degree, American democracy is not on life support. That’s a reassuring message to our friends.”

Speaking last week about Democrats’ stronger-than-expected showing at the polls, Biden said he hoped to collaborate with Republicans on foreign affairs, promising to invite congressional leaders from both parties to the White House following his trip to Asia and the Middle East to discuss how they can jointly advance U.S. security and prosperity. “I’m open to any good ideas,” he said.

The midterms’ effect on Biden’s foreign policy agenda takes on greater importance as he prepares for a reelection bid in 2024, when his international record will probably contribute to voters’ decisions.

But perhaps the most immediate concern for Biden and his advisers is the potential for a Republican-controlled House to impose new obstacles on his desire to continue the extensive military and economic support his administration has provided to Ukraine. Security aid to Ukraine has topped $18 billion since Russia’s Feb. 24 invasion, the largest such annual sum since the end of the Cold War, and with Ukrainian forces claiming victory in the strategic city of Kherson, there are few signs the war will conclude anytime soon.

While support for Ukraine remains strong among many senior congressional Republicans, Rep. Kevin McCarthy (Calif.), who is vying to become House speaker when Republicans take over in January, has signaled the House GOP could end or limit spending on the war.

A Nov. 3 poll published by the Wall Street Journal showed that 48 percent of Republicans said the United States was doing “too much” for Ukraine, a sharp increase from 6 percent in March. Even before the election, the potential for a fracturing of U.S. support was generating concern in Kyiv.

Some Republicans’ skepticism of the war was evident after the explosion Tuesday near Poland’s border with Ukraine, a murky incident that U.S. and Polish officials said appears to have involved an errant Ukrainian air defense missile. A day after the incident, as Ukrainian leaders continued to insist that Russia was to blame for the attack, Republicans including Donald Trump Jr. and Rep. Marjorie Taylor Greene (Ga.) said the incident was further proof of the need to stop arming Ukraine.

“We must stop letting Zelensky demand money & weapons from U.S. taxpayers while he is trying to drag us into WW3,” Greene said on Twitter, referring to Ukrainian President Volodymyr Zelensky.

The missile attack killing two innocent people in Poland was likely from Ukrainian Air Defense.

We must stop letting Zelensky demand money & weapons from US taxpayers while he is trying to drag us into WW3.

    No more money to Ukraine.

    It’s time to end this war and demand peace. https://t.co/2TamLW5cDp

    — Rep. Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@RepMTG) November 16, 2022

While many Republicans have privately expressed skepticism that McCarthy and a Republican-led House would cut off aid all together, one senior GOP aide said funding for Ukraine could become a sort of litmus test as far-right factions of the party assert their policy priorities. Republicans taking control of influential committees, such as Rep. Michael McCaul (R-Tex.), who is poised to preside over the House Foreign Affairs Committee, are likely to face the delicate task of having to accommodate isolationists and hawks within their party.

National security adviser Jake Sullivan has said the White House’s analysis of lawmaker positions suggested that strong congressional support for Ukraine would endure. “I think you will not see these kinds of doomsday scenarios, that the purse strings will be pulled shut and it’s over. I just simply reject that scenario,” he said this month. “Yes, there may be an increasing number of voices that raise questions, but it will still be a very distinct minority.”

Brian Katulis, vice president of policy at the Middle East Institute, said competing pressures from both parties’ edges — liberal Democrats and Republicans allied with former president Donald Trump — would make it easier for Biden to resist dramatic course corrections. Differences within the Democratic Party on Ukraine were visible last month when lawmakers issued and then quickly withdrew a letter urging Biden to negotiate directly with Russia to end the Ukraine war.

“Voices will call out from the margins to do things like cut support for Ukraine or withdraw from the Middle East,” Katulis said. “But those voices lack public support for what they advocate, and the election results will likely reinforce a trend toward a more moderate path for U.S. national security in 2023 to 2024.”

Another challenge Biden must navigate with a Republican-controlled House is the likelihood of contentious congressional investigations related to his handling of international affairs, which could distract from the administration’s priorities. Those include potential inquiries into Biden’s son, Hunter, and his overseas business dealings, including with a Chinese energy firm; the administration’s response to the coronavirus pandemic; and its immigration policy.

Although White House officials may view such investigations as partisan exercises, they will have to comply with at least some of investigators’ document and email requests, which could drain significant time and resources.

Whether an expected probe into Biden’s withdrawal from Afghanistan, widely seen as a foreign policy failing, will rival the fiery divisiveness of the Republican-led probe into the 2012 death of four Americans in Benghazi, Libya, remains to be seen. Those hearings, including a House committee’s marathon questioning of then-presidential hopeful Hillary Clinton, helped propel to national prominence Trump’s eventual secretary of state, Mike Pompeo, then a little-known U.S. representative from Kansas.

While analysts say Biden’s handling of the Ukraine conflict has been more successful, public hearings that revive the grim facts surrounding his ordered departure from Afghanistan — the collapse of the U.S.-backed government to hard-line Taliban militants, the reversal of key gains by women and girls, and complaints by NATO allies who said they weren’t properly consulted — could be politically damaging. Already, Republican members of the House Foreign Affairs Committee issued a report concluding that the administration failed to properly plan for the withdrawal.

Such an investigation has the potential to cast an unfavorable light on Secretary of State Antony Blinken, whose agency had a key role in granting visas to Afghans who had worked with the U.S. government so they could relocate to the United States. Thousands of Afghans eligible for those visas remain stuck in Afghanistan or other locations, unable to emigrate more than a year after the U.S. departure.

Experts said they expect few major changes to the Biden administration’s approach to China, whose global rise has been cast by both parties as America’s biggest foreign policy challenge. While some Republicans have described Biden as soft on China and called for a tougher trade policy, the Biden administration already is moving to reduce China’s access to advanced computer chips while attempting to reorient the U.S. military toward Asia.

Despite the mounting tension, Biden pledged to find areas of bilateral cooperation, on issues such as climate change and food security, following a lengthy meeting with Chinese President Xi Jinping in Indonesia this week.

Biden suggested after their meeting that no Chinese attack on Taiwan was imminent, but it was unclear whether the discussion on the sidelines of an economic summit will diminish the acrimony related to the island, including Beijing’s threats to use force to bring it under Chinese control and a visit to Taipei this fall by House Speaker Nancy Pelosi (D-Calif.).

The White House also will need to decide if and how it will alter the U.S. relationship with Saudi Arabia, which reached its lowest level in decades after the kingdom, along with other major oil producers, announced it would cut oil production a month ahead of the midterms, prompting Biden to angrily warn of “consequences.” Officials said any steps by the administration to retaliate for the decision, which was seen as a particular affront just months after Biden made a controversial trip to Saudi Arabia, would come after the midterms.

Congressional Democrats have put forward a number of proposals in response, including potential decisions that would freeze security cooperation with Saudi Arabia, withdraw U.S. troops, divert planned arms sales or remove OPEC Plus’s exemption from U.S. antitrust laws.

David Schenker, who served as a senior State Department official for the Middle East during the Trump administration and now is a scholar at the Washington Institute for Near East Policy, said Republicans likewise may be inclined to penalize the kingdom. He said many GOP lawmakers are exasperated that strong Republican support for Saudi Arabia under Trump, including the Trump State Department’s unusual decision to sell the kingdom arms over the objections of Congress, was followed by an OPEC cut seen as a major snub to Americans of both parties.

“They felt they had gone out on a limb to defend Saudi Arabia, and [the oil decision] was really hurting industries at home in their districts,” he said.

While it’s not yet certain whether Republicans and Democrats will come together in sufficient numbers to pass punitive legislation, Schenker said one thing remains clear: “There will be a level of residual anger.”

Pubblicato in: Armamenti, Geopolitica Mondiale, Stati Uniti

Pentagono. La vittoria russa porterebbe proliferazione nucleare. Mosca costruirà i droni iraniani.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-21.

Putin e Leader Europei annientati 001

Si tenga conto che adesso il Pentagono è un valvassino orfano del padrino.

Poi, i suoi diktat sono parole non supportate da forza politica alcuna. Guardate con attenzione questa fotografia.

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                         Ukraina: briefing in diretta: Una vittoria russa potrebbe stimolare la proliferazione nucleare altrove, avverte il capo del Pentagono.

                         Il Segretario alla Difesa Lloyd Austin ha inquadrato la posizione degli Stati Uniti e dell’Occidente sull’Ucraina come una posizione di chiarezza morale in un discorso infuocato e ha dipinto un quadro oscuro di come sarebbe un mondo in cui la Russia trionfasse, sottolineando che la proliferazione nucleare potrebbe diventare una realtà.

                         Parlando sabato al Forum internazionale sulla sicurezza di Halifax, in Canada, Austin ha dichiarato: La guerra scelta da Putin mostra al mondo intero i pericoli del disordine. Il funzionario statunitense ha chiamato in causa la Corea del Nord e l’Iran, accusandoli di sostenere l’aggressione della Russia all’Ucraina.

                         Il Washington Post ha riferito che l’Iran aiuterà Mosca a costruire droni sul suolo russo per la guerra contro l’Ucraina. Mosca ha schierato più di 400 droni di fabbricazione iraniana da agosto, secondo tre funzionari occidentali intervistati dai giornalisti del Post.

                         Ecco le ultime notizie sulla guerra e i suoi effetti a catena in tutto il mondo.

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Ukraine live briefing: A Russian victory could spur nuclear proliferation elsewhere, Pentagon chief warns.

Defense Secretary Lloyd Austin framed the U.S. and Western position on Ukraine as one of “moral clarity” in a fiery speech and painted a dark picture of what a world in which Russia triumphed would look like — stressing that nuclear proliferation could become a reality.

Are you on Telegram? Subscribe to our channel for the latest updates on Russia’s war in Ukraine.

Speaking Saturday at the Halifax International Security Forum in Canada, Austin said, “Putin’s war of choice shows the whole world the dangers of disorder.” The U.S. official called out North Korea and Iran, accusing the nations of supporting Russia’s assault on Ukraine.

The Washington Post has reported that Iran will help Moscow build drones on Russian soil for the war against Ukraine. Moscow has deployed more than 400 Iranian-made drones since August, according to three Western officials interviewed by Post reporters.

Here’s the latest on the war and its ripple effects across the globe.

                         Key developments

– Austin said Russia’s invasion “could drive a dangerous spiral of nuclear proliferation.” In Canada on Saturday, the U.S. defense secretary warned that other world leaders with nuclear ambitions “are watching” the war unfold in Ukraine and “could well conclude that getting nuclear weapons would give them a hunting license of their own.”

– Details of an Iran-Russia deal were finalized during a meeting in early November that involved a team of Russian defense industry negotiators who traveled to Tehran, according to security officials from two countries that monitored the events, The Post reported. The officials agreed to discuss the matter on the condition that their identities and nationalities not be revealed, citing the need to protect sensitive and ongoing intelligence-collection efforts.

– Britain’s prime minister made a surprise trip to Kyiv and announced a roughly $60 million aid package for Ukraine, including 125 antiaircraft guns, dozens of radars and anti-drone technology. Rishi Sunak said in a statement that the aid was “to counter deadly Iranian-supplied drones.”

– Several regions of Ukraine are facing prolonged power outages this weekend, President Volodymyr Zelensky said, adding that workers are attempting to restore energy. Ukraine’s energy minister said Sunday that energy supply in the country is “difficult” but “under control” and urged people not to panic. Zelensky has accused Russia of targeting energy infrastructure in an apparent attempt to compensate for its battlefield setbacks, including a retreat from the southern city of Kherson.

– Zelensky said Sunday the retreat of Russian forces from Kherson is a turning point for Ukraine, a day after the first train arrived in the city from Kyiv to jubilant crowds. The train’s arrival was part of a campaign by Ukrainian Railways to show the country and the world the railroad’s ability to quickly resume services cut off by nearly nine months of war. Russia ordered the retreat from Kherson city and its surroundings this month amid a Ukrainian counteroffensive.

                         Battleground updates

– Russian forces left western Kherson “in relatively good order” compared to past major retreats, the British Defense Ministry said. As its troops left, they destroyed most of the equipment they had to leave behind so Ukrainian forces could not use it, and their “vehicle losses were likely in the tens rather than hundreds,” the ministry said.

– Russia is reinforcing its troops in the occupied areas of Luhansk, Donetsk and eastern Zaporizhzhia with forces withdrawn from Kherson or recently mobilized by Moscow, according to Ukraine’s military and local officials. Analysts from the Institute for the Study of War think tank said Russia will probably continue to use these mobilized and redeployed troops to “reignite” offensive operations in Donetsk and maintain defensive positions in Luhansk.

– Ukraine’s military said it is continuing to repel Russian attacks in the Donetsk region, amid a persistent barrage of strikes on civilian infrastructure and housing. Russian forces continued offensive operations Saturday around Bakhmut, in Donbas, despite reports of high losses on the front line. Ukraine’s military said about 500 wounded Russian servicemen arrived in regional hospitals.

                         Global impact

– During his visit to Kyiv, the British prime minister met with emergency responders, who described their work rescuing survivors and fighting fires in the wake of Russian airstrikes. He also viewed Iranian drones captured by Ukraine’s military. Sunak announced that the United Kingdom would step up humanitarian aid for the harsh winter ahead.

– New Zealand’s defense minister also visited Kyiv, marking the first time a government minister from the Pacific country has traveled to Ukraine since the start of the war. Peeni Henare met with his Ukrainian counterpart and discussed New Zealand’s role in a training mission in the United Kingdom for Ukrainian troops, according to a statement from his office on Sunday. Henare also traveled to Poland.

– Russia’s war on Ukraine is “a direct challenge to sovereignty everywhere,” U.S. Defense Secretary Lloyd Austin said in a keynote address to the Halifax International Security Forum in Nova Scotia, Canada. “Make no mistake: We will not be dragged into Putin’s war of choice, but we will stand by Ukraine as it fights to defend itself,” he said. “We will defend every inch of NATO territory.”

– Russia is moving basketball player Brittney Griner to a penal colony. The WNBA star has been sent to a penal colony in Mordovia, more than 300 miles southeast of Moscow, after a court rejected an appeal of her 9½-year prison sentence on drug charges.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Stati Uniti

Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-19.

2022-11-19__ 219 001

I repubblicani hanno conquistato un altro seggio al Congresso, consolidando la loro maggioranza.

Da subito il nuovo Congresso indagherà su Joe Biden e suo figlio Hunter, ma indagherà anche su tutta la pletora di brogli elettorali perpetrati dai liberal democratici.

Lo Elettorato ha tolto la fiducia a Joe Biden ed ai liberal democratici. Ma a questo consegue che tutti coloro che fondavano il proprio potere e la propria esistenza su Joe Biden ed i liberal democratici sono rimasti privi di copertura politica ed economica.

Dura sarà la vita dei media ex di regime.

«Trump’s false claims that the 2020 election was fraudulent».

Risponderanno alla inchiesta del Congresso di simili affermazioni settarie e menzognere.

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                         La rappresentante degli Stati Uniti Lauren Boebert, la repubblicana polarizzata che ha guadagnato notorietà a livello nazionale durante il suo primo mandato con il suo marchio di politica combattiva, ha vinto la rielezione in una gara sorprendentemente vicina dopo che il suo avversario democratico si è arreso venerdì. La vittoria di Boebert dà ai repubblicani 219 seggi contro i 212 dei democratici, secondo Edison Research, con quattro gare ancora troppo vicine per essere definite.

                         Boebert è salita alla ribalta nel 2020 quando si è rifiutata di chiudere il suo ristorante a tema armi in conformità con le restrizioni COVID-19 del Colorado, facendosi apprezzare da molti in un distretto per lo più rurale nel Colorado sud-occidentale, dove l’opposizione agli sforzi del governo per contenere la pandemia era alta. Boebert si è fatta una reputazione come una delle più schiette sostenitrici dell’ex presidente Donald Trump al Congresso. Boebert, che ha fatto eco alle false affermazioni di Trump secondo cui le elezioni del 2020 sarebbero state fraudolente, si è ripetutamente rifiutata di dire se avrebbe accettato i risultati delle elezioni in caso di sconfitta.

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«U.S. Representative Lauren Boebert, the polarizing Republican who gained national notoriety during her first term with her combative brand of politics, won re-election in a surprisingly close race after her Democratic opponent conceded on Friday. Boebert’s victory gives Republicans 219 seats compared to 212 for Democrats, according to Edison Research, with four races still too close to call»

«Boebert rose to prominence in 2020 when she refused to close her gun-themed restaurant in accordance with Colorado’s COVID-19 restrictions, endearing her to many in a mostly rural district in southwestern Colorado where opposition to government efforts to contain the pandemic ran high. Boebert has developed a reputation as one of the most outspoken supporters of former President Donald Trump in Congress. Boebert, who has echoed Trump’s false claims that the 2020 election was fraudulent, repeatedly refused to say whether she would accept the results of the election if she lost.»

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Republican firebrand Boebert wins House re-election after Democrat concedes

Nov 18 (Reuters) – U.S. Representative Lauren Boebert, the polarizing Republican who gained national notoriety during her first term with her combative brand of politics, won re-election in a surprisingly close race after her Democratic opponent conceded on Friday.

Adam Frisch, a businessman and former city councilman in Aspen, Colorado, said he had called Boebert and conceded the contest, which appears destined for an automatic recount with Boebert leading by fewer than 600 votes out of more than 325,000 cast in the Nov. 8 midterm election.

“The likelihood of this recount changing more than a handful of votes is very small,” Frisch said in a news conference streamed on his Facebook page, adding that he did not want to raise money from supporters for an effort that would not succeed.

Boebert’s victory gives Republicans 219 seats compared to 212 for Democrats, according to Edison Research, with four races still too close to call.

Boebert rose to prominence in 2020 when she refused to close her gun-themed restaurant in accordance with Colorado’s COVID-19 restrictions, endearing her to many in a mostly rural district in southwestern Colorado where opposition to government efforts to contain the pandemic ran high.

She went on to defeat a five-term incumbent Republican in that year’s primary and won the seat in the general election.

Along with Representative Marjorie Taylor Greene of Georgia, Boebert has developed a reputation as one of the most outspoken supporters of former President Donald Trump in Congress.

She faced calls to resign after she posted on Twitter about the location of several members of Congress during the Jan. 6, 2021, riot at the Capitol.

This year’s unexpectedly close race – she was heavily favored to win after redistricting made her district even more Republican – was one of several across the country that raised questions about the depth of support that Trump and his loyal backers still enjoy with voters.

Boebert, who has echoed Trump’s false claims that the 2020 election was fraudulent, repeatedly refused to say whether she would accept the results of the election if she lost.

On Friday, Boebert wrote on Twitter that Frisch had called her to concede and added, “I look forward to getting past election season and focusing on conservative governance in the House majority. Time to get to work!”

Pubblicato in: Armamenti, Cina, Geopolitica Mondiale, Russia

Midterm. America spaccata in due e guidata da un Presidente demente. È sotto gli occhi di tutti.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-17.

2022-10-07__ Biden Pazzo 001

«Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una religione al contrario – un vero e proprio satanismo.» [Putin. Discorso del 30 settembre].

L’America è dilacerata in due fazioni contrapposte grosso modo equipollenti, ma inconciliabili tra di esse. Non a caso Biden ha definito midterm come referendum su di lui e sulla ideologia liberal democratica.

In modo sequenziale alla propria ideologia, Biden ha optato fermamente sul

«Better to reign in Hell, than serve in Heaven.» [John Milton. Paradise Lost]

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Biden. Summit Asean. Biden e liberal democratici piantano i chiodi sulla bara degli Stati Uniti.

Midterm. Biden polarizza le elezioni riducendole a scontro ideologico. Ad un referendum.

G20. 15 e 16 novembre. Joe Biden il demente e sfiduciato renderà quella riunione inconcludente.

Russia e Iran. Una alleanza che impensierisce sempre più la America.

Madagascar. Licenziato il ministro degli esteri che ha votato contro la Russia.

Biden. L’Arabia Saudita lo sberleffa alla grande.

Cina. Vincerebbe un conflitto contro gli Stati Uniti. – Pentagono.

Cina, Russia ed Eaeu. Il loro Nuovo Ordine Mondiale sta prendendo campo, senza l’occidente.

Cina, Russia ed Iran formano un blocco funzionale che insidia gli Stati Uniti.

Indonesia. Aderisce al Rcep. La Cina si espande nell’Oceano Pacifico. Esclude gli Usa. America Latina. Cina ha scacciato l’America e sta dominando quel continente.

Cina alla conquista dell’America Latina. – Bloomberg

Cina. Consolida il suo impero in Africa.

Cina. Una diplomazia alla conquista del mondo.

Isole Solomon. Negano attracco e rifornimento ad un guardiacoste americano.

Arabia Saudita. Ha chiesto di aderire al Gruppo Brics. Calcio nei denti a Joe Biden.

Algeria. È interessata ad entrare nel Club di Brics.

Brics Plus. Sono diventati la prima potenza mondiale e l’occidente liberal ne è escluso.

Brics. Si espandono ad Iran, Argentina, Egitto, Arabia Saudita e Turkia. Club energetico maggiore al mondo.

Iran. Ha chiesto di aderire al Gruppo Brics, Russia, Cina, India, Brasile, Sud Africa.

Mondo. Pil Ppa. I Brics hanno superato i paesi del G7.

Cina. Sotto Biden ha ampliato il proprio vantaggio commerciale in gran parte dell’America Latina.

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Questi sono i fatti.

Sicuramente Joe Biden potrà fare ciò che gli aggrada in America e, forse, ancora in qualche stato collegato, ma tutto il resto del mondo libero e civile si rende perfettamente conto che quella voce vale sempre meno in ambito internazionale.

Tutte le cancellerie sanno alla perfezione quanto l’America sia dilaniata da colossali faide interne, esattamente come sanno alla perfezione come essa sia in preda ad un processo inflattivo fuori controllo, del quale il mondo non intende pagarne più a lungo lo scotto.

Non sono Russia e Cina ad accerchiare gli Stati Uniti, sono questi che si sono arroccati nella speranza di poter sopravvivere.

Ma tutti sanno che la America spaccata in due e guidata da un Presidente demente.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Stati Uniti

Midterm. Situazione al 2022-11-16. Ora italiana 16:00.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-16. Ora italiana 16:00.

2022-11-16__ Midterm 001

Al momento si contano 209 seggi vinti dai democratici e 217 vinti dai repubblicani.

Ai Gop sarebbe sufficiente vincere un altro collegio per ottenere il controllo del Congresso.

Ma non stiamo vivendo tempi normali.

Riportiamo i dati relativi ai confronti nei collegi che in situazioni normali dovrebbero essere vinti dai repubblicani.

Nel collegio New York 3, scrutinati il 96% dei voti, il repubblicano George Santos guida con il 54.1% contro il 45.9% del democratico. Ha un vantaggio di 21,579 voti.

Nel collegio California 27, scrutinato il 70% delle schede, Mike Garcia, Gop, ha 13,134 voti in più rispetto al democratico Christy Smith.

Ma, ripetiamo, non stiamo vivendo tempi normali.

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Stati Uniti

Il Presidente Xi incontra Biden. Proponiamo il resoconto cinese, quello liberal ed una foto.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-14.

2022-11-14__ Xi Biden che trotta 001

La fotografia è fin troppo eloquente.

Il Signor Presidente Mr Xi aspetta in piedi che Joe Biden gli si avvicini.

È Biden che va da Mr Xi, che graziosamente lo riceve. Nella etichetta cinese equivale ad andare ad inginocchiarsi.

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Il Presidente Xi ha acconsentito di incontrare Biden in Bali. Proponiamo il resoconto dei fatti cinese e quello liberal.

I cinesi hanno frammentato il report in molteplici pezzi estremamente sintetici, ma tutti tranchant. Ne riportiamo la struttura perché significativa.

Leaders of China, U.S. need to set right course for bilateral ties, says Xi

Xi says China, U.S. should take history as mirror to guide the future

Xi says face-to-face exchange with Biden cannot be substituted by other communication channels

Xi says world expects China, U.S. to properly handle bilateral ties

Xi says China, U.S. need to work with all countries to promote world peace, development

Xi says looks forward to working with Biden to bring bilateral ties back on track

Taiwan question bedrock of political foundation of China-U.S. relations, Xi says

Differences should not become obstacle to growing China-U.S. relations, says Xi

Observing int’l relations norms, three China-U.S. joint communiques most important guardrail for China-U.S. relations, Xi says

So-called “democracy versus authoritarianism” narrative not defining feature of today’s world, says Xi

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Taiwan question bedrock of political foundation of China-U.S. relations, Xi says

Bali, Indonesia, Nov. 14 (Xinhua) — The Taiwan question is at the very core of China’s core interests, the bedrock of the political foundation of China-U.S. relations, and the first red line that must not be crossed in China-U.S. relations, Xi said on Monday.

Xi made the remarks during his meeting with U.S. President Joe Biden ahead of the Group of 20 summit in Indonesia’s resort island of Bali.

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Leaders of China, U.S. need to set right course for bilateral ties, says Xi

Bali, Indonesia, Nov. 14 (Xinhua) — Chinese President Xi Jinping said on Monday here during a meeting with his U.S. counterpart, Joe Biden, that as leaders of two major countries, they need to set the right course for bilateral ties.

From the initial contact and the establishment of diplomatic relations to today, China and the United States have gone through 50-plus eventful years, with gains and losses as well as experience and lessons, Xi said.

Noting that history is the best textbook, the Chinese president said that the two sides should take it as a mirror and let it guide the future.

Currently, the state of China-U.S. relations is not in the fundamental interests of the two countries and their people, Xi said, adding that it is not what the international community expects from the two countries either.

As leaders of two major countries, Xi said, the two presidents need to play the leadership role, set the right course for the China-U.S. relationship and put it on an upward trajectory.

A statesman should think about and know where to lead his country. He should also think about and know how to get along with other countries and the wider world, he added.

Emphasizing that in this time and age, great changes are unfolding in ways like never before, Xi said that humanity is confronted with unprecedented challenges.

“The world has come to a crossroads. Where to go from here? This is a question that is not just on our mind, but also on the mind of all countries,” Xi said, noting that the world expects that China and the United States will properly handle their relationship.

Noting that his meeting with Biden has attracted the world’s attention, Xi said that the two sides should work with all countries to bring more hope to world peace, greater confidence in global stability, and stronger impetus to common development.

Xi said that he stands ready to have a candid and in-depth exchange of views with Biden on issues of strategic importance in China-U.S. relations and on major global and regional issues, adding that he also looks forward to working with Biden to bring China-U.S. relations back to the track of healthy and stable growth to the benefit of our two countries and the world as a whole.

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G20, stretta di mano tra Xi e Biden: “Niente armi nucleari in Ucraina”

Manca l’intesa su Taiwan: “La pace e l’indipendenza dell’isola sono inconciliabili”

E’ terminato dopo poco più di tre ore il summit tra i presidenti americano Joe Biden e cinese Xi Jinping .

I due, appena incontratisi si sono salutati con una calorosa stretta di mano.

I leader hanno concordato sul fatto che non si debbano usare le armi nucleari in Ucraina. Presto il segretario di Stato Usa Antony Blinken si rechera in visita in Cina. Lo riferisce la Casa Bianca. Manca però l’intesa su Taiwan: chiunque cerchi di dividere l’isola dalla Cina “violerà gli interessi fondamentali della nazione cinese: il suo popolo non lascerà assolutamente che ciò accada”.

Intanto un alto funzionario cinese rivela al Financial Times, che, sull’invasione russa in Ucraina, Vladimir Putin “non disse la verità” al leader di Pechino. “Se ce lo avesse detto non ci saremmo trovato in una situazione così difficile. C’erano oltre 6 mila cittadini cinesi in Ucraina ed alcuni di loro morirono durante l’evacuazione, anche se non possiamo dirlo pubblicamente”. Lo stesso Putin aveva affermato il mese scorso di non aver detto al “caro amico” Xi dell’imminente attacco.

“Come leader delle principali economie del mondo, dobbiamo gestire la competizione dei due nostri Paesi”, ha detto il presidente Usa Joe Biden al suo omologo cinese Xi Jinping, nelle battute iniziali del loro bilaterale a Bali, anche se Washington continuerà a “competere” con Pechino “vigorosamente”. “E’ un piacere incontrarti”, ha affermato Biden.

“E’ un piacere rivederti dall’ultima volta avvenuta nel 2017“. E’ quanto ha detto il presidente Xi Jinping al suo omologo americano Joe Biden nelle battute iniziali del loro bilaterale a Bali. “Dobbiamo trovare il giusto corso delle relazioni attraverso scambi schietti”, ha aggiunto Xi.  Xi è stato il primo a raggiungere l’hotel di Nusa Dua, a Bali, dove erano state sistemate le bandiere di Cina e Usa per l’incontro, i primi saluti e le foto di rito per immortalare l’evento. Biden, invece, è arrivato poco dopo di gran passo dalla sua sinistra: i due leader si sono salutati calorosamente, stringendosi la mano e parlando fitto fino a quando il presidente Usa ha usato entrambe le mani, subito ricambiato da Xi. Dopo i saluti e i sorrisi dispensati alle telecamere, i due si sono avviati insieme verso la sala dove le due delegazioni stanno discutendo le rispettive “linee rosse”, secondo quanto più volte ripetuto dal capo della Casa Bianca, parte di un’agenda che spazia da Taiwan alla guerra della Russia a danno dell’Ucraina.

                         Taiwan e l’Asia

I leader hanno parlato di “Taiwan in modo schietto”.  Xi ha detto “di sperare di vedere la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan, ma attraverso lo Stretto la pace e la stabilità e l’indipendenza di Taiwan sono inconciliabili come l’acqua e il fuoco”. Taipei, secondo la diplomazia di Pechino, è “una questione interna cinese. È aspirazione comune di popolo e nazione cinesi realizzare la riunificazione e la tutela dell’integrità territoriale”.La questione “è al centro degli interessi fondamentali della Cina” e costituisce “il fondamento politico delle relazioni Cina-Usa”: è “la prima linea che non deve essere superata”, ha affermato il presidente Xi Jinping nel summit di Bali con il suo omologo Usa Joe Biden. Gli Usa hanno ribadito la loro opposizione ad azioni “aggressive e coercitive” da parte di Pechino. Washington ha anche chiesto al presidente cinese Xi Jinping di incoraggiare la Corea del Nord ad agire “in modo responsabile”. Ha trovato spazio nei colloqui anche la preoccupazione degli Usa per le “pratiche della Cina” in Xinjang, Tibet e Hong Kong, e, in generale, i “diritti umani”, riferisce la Casa Bianca.

Il presidente Xi Jinping è arrivato a Bali, in Indonesia, con un aereo speciale in vista della partecipazione al summit del G20. Lo ha reso noto il network statale Cctv, secondo cui, “su invito del presidente della Repubblica di Indonesia Joko Widodo, il presidente Xi Jinping parteciperà al 17esimo vertice del G20 a Bali dal 14 al 17 novembre”. Tra poco più di un’ora Xi incontrerà il presidente americano Joe Biden. 

La Cina sollecita gli Stati Uniti a gestire in modo adeguato le divergenze, nell’imminenza del primo vertice in persona tra i presidenti Xi Jinping e Joe Biden, a margine del vertice del G20 di Bali. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, sottolineando “la salvaguardia della sovranità, della sicurezza e degli interessi di sviluppo della Cina”, ha detto che Pechino si augura che “gli Usa vengano incontro, gestiscano adeguatamente le divergenze, promuovano una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, evitino incomprensioni e valutazioni errate, riportando le relazioni su uno sviluppo sano e stabile”.

                         Prove d’intesa
Il presidente americano Joe Biden punta a individuare “aree di cooperazione” con il suo omologo cinese Xi Jinping quando i due leader si vedranno a Bali, alla vigilia del G20 in Indonesia, per il primo faccia a faccia in persona dall’insediamento alla Casa Bianca. La speranza è di “uscire da questo incontro con aree in cui i due Paesi, i due presidenti e i loro team possano lavorare in modo cooperativo su questioni sostanziali”, ha anticipato il Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, sempre più centrale nelle strategie diplomatiche Usa, a bordo dell’Air Force One diretto a Bali.

Per il presidente Usa è necessario che i due Paesi “gestiscano le differenze e impediscano che la concorrenza si trasformi in conflitto. Mi impegno a mantenere aperte le linee di comunicazione tra me e te, ma i nostri governi sono coinvolti, perché i nostri due Paesi hanno così tanto da affrontare” – ha affermato – In qualità di leader delle “nostre due nazioni, a mio avviso, condividiamo la responsabilità di dimostrare che Cina e Stati Uniti possono gestire le nostre differenze, impedire che la concorrenza diventi qualcosa anche vicino a un conflitto e trovare modi per lavorare insieme su questioni globali urgenti che richiedono la nostra cooperazione reciproca”.

Pochi leader mondiali, se si esclude l’amico russo Vladimir Putin, hanno trascorso così tanto tempo con Xi come Biden. Quando quest’ultimo visitò la Cina ad agosto del 2011, i due, all’epoca vicepresidenti, ebbero cinque incontri in sei giorni: il legame instaurato allora resta ancora oggi tra i pochi segnali di speranza a cui aggrapparsi nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Biden e Xi hanno parlato finora cinque volte tra telefonate e collegamenti video, ma gli sforzi sono stati infruttuosi.

Dopo quattro anni difficili sotto la presidenza di Donald Trump, la Cina sperava che Biden avrebbe ridotto le turbolenze, ma i rapporti sono crollati al punto più basso dalla normalizzazione delle relazioni del 1979, alla base di una nuova era segnata dalla rivalità comune contro l’ex Urss. Gli Stati Uniti sono preoccupati per l’assertività di Pechino su Taiwan e i mari cinese orientale e meridionale, l’arsenale nucleare in rapida crescita e il rifiuto di condannare l’invasione russa dell’Ucraina. La Cina invece accusa Washington di incoraggiare le forze indipendentiste a Taipei (che vede come suo territorio inalienabile e da riunificare anche con la forza, se necessario) e di creare partnership e alleanze come ‘Quad’ e ‘Aukus’ al solo fine di contrastare le nuove ambizioni dell’Impero di Mezzo, strozzando l’export di microchip e materiale tecnologico. Biden ha annunciato che i leader delineeranno le loro “linee rosse” nell’incontro la cui durata è stimata alla vigilia in più ore. “Non c’è alternativa a questo tipo di comunicazione da leader a leader nella navigazione e nella gestione di una relazione così importante”, ha notato ancora Sullivan.

I due si presentano all’appuntamento di Bali rafforzati sul fronte interno, ma anche con qualche problema. Il XX Congresso del Partito comunista ha incoronato Xi ad ottobre con l’inedito terzo mandato alla segreteria generale, ma l’economia è in grave difficoltà e la politica della tolleranza zero al Covid continua a bloccare il Paese. Da parte americana invece il voto di midterm è andato oltre le più rosee aspettative e Biden, pur alle prese con un’inflazione stellare, proprio ieri ha potuto festeggiare la conferma del controllo democratico del Senato.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Stati Uniti

Midterm. Sono mutati tutti gli equilibri mondiali. La pace si sta avvicinando.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-14.

Bosch Hieronymus. Ascesa all'Empireo. Palazzo Ducale. Venezia.

«Kevin McCarthy, the top Republican in the House of Representatives, said his party will not write a blank check for Ukraine»

«Kevin McCarthy, il principale repubblicano alla Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato che il suo partito non emetterà un assegno in bianco per l’Ucraina»

«But under the US Constitution, it is normally Congress, not the president, which controls the nation’s purse strings, so any future aid for Ukraine will have to be approved by both houses of Congress»

«Ma secondo la Costituzione degli Stati Uniti, di solito è il Congresso, non il Presidente, a controllare i cordoni della borsa della nazione, quindi ogni futuro aiuto all’Ucraina dovrà essere approvato da entrambe le camere del Congresso»

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La scomparsa politica di Joe Biden e dei liberal democratici non interessa solo gli Stati Uniti, bensì ha una portata mondiale. Ci pensino bene i liberal europei rimasti orfani e, soprattutto, Zelensky. Per lui nessuna pietà. Il suo imperdonabile errore è stato quello di fidarsi di Joe Biden.

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                         Le elezioni di midterm negli Stati Uniti determineranno il futuro del sostegno di Washington all’Ucraina. Il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina nel contesto dell’operazione militare speciale della Russia è stato fondamentale per la resistenza di Kiev agli attacchi missilistici e dei droni di Mosca sulle sue infrastrutture critiche e per gli sforzi dell’Ucraina di liberare i territori controllati dalla Russia. Recentemente, venerdì, gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina da 400 milioni di dollari, che comprende finanziamenti per la ristrutturazione dei missili di difesa aerea HAWK da trasferire in futuro all’Ucraina, 45 carri armati T-72B ristrutturati e 1,100 droni Phoenix Ghost.

                         Ma i risultati delle elezioni di metà mandato di martedì potrebbero cambiare l’approccio di Washington nei confronti di Kiev: molti sondaggi prevedono che il controllo del Congresso degli Stati Uniti passi ai repubblicani, un partito il cui sostegno all’Ucraina è meno saldo dei democratici, che controllano attualmente le camere. Kevin McCarthy, il principale repubblicano alla Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato che il suo partito non emetterà un assegno in bianco per l’Ucraina se riconquisterà la maggioranza alla Camera. Penso che la gente si troverà in una situazione di recessione e non scriverà un assegno in bianco all’Ucraina.

                         Ma secondo la Costituzione degli Stati Uniti, di solito è il Congresso, non il Presidente, a controllare i cordoni della borsa della nazione, quindi ogni futuro aiuto all’Ucraina dovrà essere approvato da entrambe le camere del Congresso. Con i repubblicani, all’Ucraina non andrà un solo centesimo, e anche il rappresentante Matt Gaetz della Florida ha suggerito che gli aiuti saranno tagliati del tutto. Appena dopo l’inizio della guerra, a marzo, solo il 6% dei repubblicani affermava che gli Stati Uniti stavano facendo troppo per aiutare l’Ucraina, ma ora quasi la metà, il 48%. futuro Congresso degli Stati Uniti controllato dai repubblicani che taglierà gli aiuti militari alla nazione dell’Europa orientale assediata.

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«US midterm elections set to shape future of Washington’s support for Ukraine. US support for Ukraine amid Russia’s “special military operation” has been pivotal in Kyiv’s resisting missile and drone strikes by Moscow on its critical infrastructure, and in Ukrainian efforts to liberate its Russian-controlled territories. Most recently, on Friday, the US announced a new $400 million military aid package for Ukraine, including funding to refurbish HAWK air defense missiles for future transfers to Ukraine, 45 refurbished T-72B tanks, and 1,100 Phoenix Ghost drones»

«But the results of Tuesday’s US midterm elections may change Washington’s approach on Kyiv, with many polls predicting control of the US Congress shifting to Republicans, a party whose support for Ukraine is less steadfast than the Democrats, who control the chambers now. Kevin McCarthy, the top Republican in the House of Representatives, said his party will not write a blank check for Ukraine if they win back the House majority. I think people are gonna be sitting in a recession and they’re not going to write a blank check to Ukraine»

«But under the US Constitution, it is normally Congress, not the president, which controls the nation’s purse strings, so any future aid for Ukraine will have to be approved by both houses of Congress. Under Republicans, not another penny will go to Ukraine,” with Rep. Matt Gaetz of Florida also suggesting aid will be cut off altogether. Just after the war began, in March, just 6% of Republicans said the US was doing too much to help Ukraine, but now nearly half do, 48%. future US Congress controlled by Republicans cutting off military aid to the besieged Eastern European nation.»

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US midterm elections set to shape future of Washington’s support for Ukraine

Comments from White House, Republicans illustrate political divide in Washington as crucial voting begins on Tuesday. 08.11.2022.

                         ISTANBUL

US support for Ukraine amid Russia’s “special military operation” has been pivotal in Kyiv’s resisting missile and drone strikes by Moscow on its critical infrastructure, and in Ukrainian efforts to liberate its Russian-controlled territories.

Most recently, on Friday, the US announced a new $400 million military aid package for Ukraine, including funding to refurbish HAWK air defense missiles for future transfers to Ukraine, 45 refurbished T-72B tanks, and 1,100 Phoenix Ghost drones.

Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy thanked US President Joe Biden for the latest round of assistance, pointing in particular to the supply of armored vehicles, which he said will “help us liberate Ukrainian land.”

With the latest funding, US military aid to Ukraine under the Biden administration has reached more than $18.9 billion, with the lion’s share coming after this Feb. 24, when Russia began its war on its neighbor.

But the results of Tuesday’s US midterm elections may change Washington’s approach on Kyiv, with many polls predicting control of the US Congress shifting to Republicans, a party whose support for Ukraine is less steadfast than the Democrats, who control the chambers now.

                         Top Republican stresses no ‘blank check’

Kevin McCarthy, the top Republican in the House of Representatives, said his party will not write a “blank check” for Ukraine if they win back the House majority.

“I think people are gonna be sitting in a recession and they’re not going to write a blank check to Ukraine,” McCarthy, the House minority leader, was quoted as telling Punchbowl News, using the phrase “blank check” at least three times.

White House Press Secretary Karine Jean-Pierre brushed off a question on McCarthy’s statement but underlined Biden’s “unflinching and unwavering” support, which was also reiterated during US National Security Advisor Jake Sullivan’s visit to Ukraine on Friday.

But under the US Constitution, it is normally Congress, not the president, which controls the nation’s purse strings, so any future aid for Ukraine will have to be approved by both houses of Congress.

Online outlet Politico reported last month that if the Republicans win one or both houses of Congress on Tuesday, future military aid to Ukraine “may be caught up in Republican infighting over federal spending that’s emerged in recent months.”

Republican firebrand House member Marjorie Taylor Greene has said, “Under Republicans, not another penny will go to Ukraine,” with Rep. Matt Gaetz of Florida also suggesting aid will be cut off altogether.

This thinking also seems to fall in line with the preferences of Republican voters. Just after the war began, in March, just 6% of Republicans said the US was doing too much to help Ukraine, but now nearly half do, 48%. Former President Donald Trump, the Republicans’ de facto leader, has at times expressed admiration for President Vladimir Putin’s war on Ukraine, and was himself reluctant to supply arms to Ukraine to defend itself.

The statements by McCarthy and his House colleagues have made the rounds of US and global media outlets on how the midterm elections could impact Washington’s future support to Ukraine, showing a stark divide among US politicians and their parties.

                         Push for negotiations between Kyiv, Moscow

Elsewhere, Western media outlets have claimed there are US efforts to convince Ukraine to hold talks with Russia.

According to a Washington Post report on Saturday, the US privately told Ukraine to be open to talks with Russia, asking officials in Kyiv to abandon peace talks conditioned to Putin’s removal from office.

Last month, Zelenskyy signed a decree that declared Russia’s annexation of parts of Ukraine null and void and also signed another decree on Sept. 30 that stated the “impossibility of negotiations” with Putin.

But on Tuesday, in a video address at the UN climate change conference COP27, Zelenskyy set out conditions for talks with Russia, including calling on Moscow to comply with the UN Charter and pay compensation for losses caused by the ongoing war.

The address, which also reiterated Zelenskyy’s calls for the restoration of Ukraine’s territorial integrity, the punishment of every war criminal, and guarantees that this will not happen again, may suggest a change in Ukrainian policy, possibly pushed by a future US Congress controlled by Republicans cutting off military aid to the besieged Eastern European nation.