Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

L’industria tedesca si vede minacciata dagli obiettivi climatici dell’UE.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-12.

Manicomio 001

La reazione tedesca è salace.

«Secondo Ursula von der Leyen, l'”European Green Deal” sarà nientemeno che lo sbarco sulla luna in Europa.»

«”La Commissione europea vuole rendere l’Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 – e i dirigenti si lamentano e si lamentano.»

«Ursula von der Leyen non può essere accusata di aver passato una quantità esagerata di tempo a familiarizzare con il suo nuovo lavoro»

«ci si sarebbe potuto aspettare che il passaggio al lavoro ufficiale fosse inizialmente meno guidato dai titoli dei giornali»

«L’industria tedesca si vede minacciata dagli obiettivi climatici dell’UE»

«Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen vuole fissare obiettivi climatici ambiziosi con un “Green Deal”»

«Occorre più tempo – le industrie e i posti di lavoro sono a rischio.»

«Germania come paese automobilistico, l’industria tedesca si è ora posizionata in modo eccezionalmente chiaro.»

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«L’industria tedesca si sente minacciata dal “Green Deal” dell’Unione europea»

«Siamo in grado di realizzare un cambiamento strutturale, ma certo non possiamo realizzare una spaccatura strutturale»

«Questo perché un processo di cambiamento ha bisogno di più tempo, aggiunge Denner, “se lo si induce dogmaticamente tra capo e collo, l’industria non riuscirà a sostenerlo”»

«la nuova presidente della Commissione rischia di aprire “un duro conflitto” con l’industria del suo Paese. Anche il capo della Confindustria tedesca (Bdi), Dieter Kempf, ha avvertito che le misure climatiche così rigide porterebbe “a crescenti incertezze dei consumatori e delle aziende”, oltretutto “continui innalzamenti degli obiettivi sono un veleno per investimenti di lungo termine”»

«la capacità di gestire il futuro dell’Europa non dipende solamente dagli obiettivi ecologici del Green Deal»

«gli investimenti necessari per la difesa del clima devono essere compatibili con una industria competitiva e vogliosa di innovazione»

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È tipico dei nordici, dei tedeschi in particolare, formulare piani così grandiosi da confondersi con deliri schizofrenici.

Ma i numeri sono numeri e la realtà è la realtà.

In passato si erano messi in testa di essere la razza dominante e, per questo, di poter dominare il mondo. Ci pensarono gli alleati e l’armata rossa: i pochi tornati dalla prigionia in Siberia non avevano più quegli schiribizzi per la testa.

La von der Leyen ha prospettato un piano grandioso, come le costruzioni delle piramidi egiziane.

Timmermans aveva richiesto un minimo di 1,300 miliardi, tanto per cominciare.

La von der Leyen, con susseguo, dice che già i cento miliardi sarebbero l’equivalente ai fondi per sbarcare sulla luna.

C’è un che di presa per i fondi in quelle parole. 3.7 miliardi per ogni singolo stato dell’Unione.

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La recessione europea c’è, ed è sotto gli occhi di tutti. L’Spd all’11% dovrebbe bene insegnare qualcosa.

Quindi avanti con questa farsa: finirà come finì a suo tempo l’estremo tentativo della controffensiva nelle Ardenne.

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Von der Leyens Mondlandung

«Als EU-Kommissionschefin Ursula von der Leyen ihren “European Green Deal” präsentiert, mangelt es nicht an historischen Vergleichen. Aber hat das ehrgeizige Projekt überhaupt eine Chance?

Nein, kleiner macht sie es nicht. Der “European Green Deal”, so sagt Ursula von der Leyen, werde nicht weniger sein als Europas Mondlandung. Die neue Kommissionschefin steht in der Presseecke des Berlaymont-Gebäudes, des mächtigen Hauptquartiers der EU-Kommission, und spricht ein paar Sätze in die Fernsehkameras. Eben haben ihre Kommissare das umfangreiche Vorhabenpapier zum Klimaschutz verabschiedet, gleich wird die Präsidentin ins Europaparlament eilen, um dort für ihre Ideen zu werben. Dazwischen: fünf Minuten wie aus der Werbesendung.»

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Die Natur schickt keine Unterhändler

«Die EU-Kommission will Europa bis 2050 klimaneutral machen – und die Manager klagen und jammern. Dabei könnten sie gerade jetzt beweisen, was die deutsche Industrie leisten kann.

Man kann Ursula von der Leyen nicht nachsagen, dass sie sich mit der Einarbeitung in ihren neuen Job übertrieben lange Zeit gelassen hätte. Nach dem langen und intensiven Ringen um die Wahl der neuen EU-Kommission hätte man durchaus erwarten können, dass die Hinwendung zur Sacharbeit erst einmal weniger schlagzeilenträchtig verläuft.»

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Deutsche Industrie sieht sich durch EU-Klimaziele bedroht

«EU-Kommissionschefin Ursula von der Leyen will mit einem “Green Deal” ambitionierte Klimaziele festschreiben, doch die deutsche Industrie protestiert: Man brauche mehr Zeit – Branchen und Arbeitsplätze seien gefährdet.

Strengere Vorgaben zum Klimaschutz sollen der Erde eine Zukunft geben – doch was bedeutet das für Wohlstand und Arbeitsplätze? Baden-Württembergs grüner Ministerpräsident Winfried Kretschmann warnte im Sommer im SWR: “Ich habe keine Lust, dass wir das Ruhrgebiet der Zukunft werden.” In diesem Spannungsfeld zwischen Verzicht, Niedergang und grünem Wachstum im Autoland Deutschland hat sich die deutsche Industrie nun außergewöhnlich deutlich positioniert.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Senato approva il Mes. L’Italia è stata svenduta per un piatto di ceci.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-11.

Diavolo

«La maggioranza prova a trovare un accordo sul Mes.»

«La maggioranza, tuttavia, si è rivelata più compatta del previsto.»

«La risoluzione di maggioranza è passata con 164 voti favorevoli e 122 contrari.»

«L’Italia porterà dunque le proposte di riforma al Consiglio Ue del 12 e del 13 Dicembre»

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Partito democratico e movimento cinque stelle ricevono gli ordini dei liberalsocialisti europei e li eseguono come bravi soldatini teutoni.

Il guiderdone sarà una collocazione tra tre anni.

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Mes, Senato approva la risoluzione di maggioranza: Governo supera test difficile

La maggioranza prova a trovare un accordo sul Mes. Nelle scorse settimane, l’alleanza fra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Leu ha litigato praticamente su tutto. Dopo aver appianato – seppur temporaneamente – le divergenze sulla manovra finanziaria, è la volta del Fondo salva-Stati.

In Parlamento sono state discusse le risoluzioni sul meccanismo europeo di stabilità che punta ad escludere delle single limb. Quest’ultime sono le clausole che facilitano la ristrutturazione del debito con l’intervento del Fondo salva-Stati.

Dopo un agevole passaggio alla Camera in mattinata, nel pomeriggio di mercoledì c’è stato un dibattito piuttosto acceso in Senato. Il risultato del voto non era per nulla scontato, dato che molti senatori pentastellati avevano manifestato l’intenzione di votare in dissenso con il proprio gruppo. La maggioranza, tuttavia, si è rivelata più compatta del previsto.

Governo a rischio su Mes

Un mancato consenso nella maggioranza avrebbe potuto impattare sulla stabilità del governo. Ma alla fine sono state solo 4 le votazioni contrarie dei 5 Stelle, con Gianluigi Paragone in testa.

La risoluzione di maggioranza è passata con 164 voti favorevoli e 122 contrari.

L’Italia porterà dunque le proposte di riforma al Consiglio Ue del 12 e del 13 Dicembre.

La bozza vuole “assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria”. In questo pacchetto sono compresi quindi, oltre a Mes, anche Bicc e Unione bancaria.

Il governo si assunto l’impegno a negoziare con l’Unione l’introduzione di uno schema di garanzia comune dei depositi e l’istituzione di un’obbligazione europea.

Mes, cosa potrebbe cambiare

La richiesta più importante è senz’altro il blocco alla ristrutturazione automatica del debito pubblico. Poi ci sono anche la piena partecipazione del Parlamento per un’eventuale attivazione del Fondo salva-Stati e blocco alle restrizioni alle banche sulla dotazione di titoli di Stato. In ogni caso dovrà essere esclusa “la ponderazione dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale”.

Per Paolo Gentiloni, commissario europeo agli affari economici, i tempi sono ormai maturi per una riforma. L’ex premier ha intenzione di muoversi velocemente: “Nella seconda metà del 2020 potremmo presentare proposte”.

In Italia non abbiamo bisogno di una fiammata di autolesionismo, di cui il nostro Paese è ogni tanto protagonista e per la quale paghiamo prezzi politici rilevanti. Abbiamo invece bisogno di un rilancio di crescita e sostenibilità”, ha detto il commissario.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Cop25, Greta e ‘Clima’. La fine che si sono meritata.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-11.

2019-12-09__Greta 001

Avrebbe dovuto mobilizzare tutto il mondo. Coccolata dai politici liberal, portata in palmo di mano da ex-potenti in declino, anche i media di regime hanno rinunciato a riportare notizie dell’evento, per non avere crisi isteriche di depressione.

Cop25 è costato ai Contribuenti un qualcosa come poco più di 125 milioni di dollari: 25,000 congressisti, che amano trattarsi con tutti i riguardi a spese del denaro pubblico.

Ma l’attuale icona vivente del ‘clima’, Greta. deve ammettere sconsolata che tutto il costosissimo battage mediatico sul ‘clima’non ha sortito effetto alcuno.

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«We have been striking for over a year, and basically nothing has happened»

«The climate crisis is still being ignored by those in power, and we cannot go on like this»

«We would love some action from the people in power. … People are suffering and dying from the climate ecological emergency, and we cannot wait any longer»

«it is impossible for anyone to know how the world will look in 10 years»

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Greta può piangere lacrime di H2SO4 · SO3 che oramai il ‘clima’ è morto.

Cop25 è stata la sua cerimonia funebre.

A giorni sarà oggetto di discussione in europarlamento, il New Green Deal, ma senza finanziamenti è kaputt.

Poi, si dia una scorsa alla Tabella riportata.

Cina, Stati Uniti, India e Federazione Russa continuano allegramente a bruciare carbone, generando la più consistente quota mondiale di CO2.

Se anche la Germania e la Francia sparissero dall’orbe terracqueo, le emissioni totali di CO2 scenderebbero del 5 per mille. Una variazione del tutto ininfluente. La Germania carbon-free è un delirio di menti patologiche.

Clima. Kontrordine Kompagni. La EU sostiene petrolio, gas e carbone.

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Alla fine anche i liberal più incalliti dovranno ben rassegnarsi: l’epoca in cui potevano vivere scroccando denaro pubblico estrorso ai Contribuenti è alla fine. Anche loro dovranno lavorare per vivere.

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Euronews. 2019-12-06. Cop25, Greta alla marcia per il clima: “Non abbiamo ancora ottenuto nulla”

«Alla Conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici in corso nella capitale spagnola, Greta ha tirato le somme su quanto raggiunto sinora sul fronte climatico.

L’adolescente svedese ha affermato che, nonostante le proteste climatiche di massa in tutto il mondo nel corso dell’ultimo anno, non è stata intrapresa alcuna azione reale.

“Penso che abbiamo ottenuto molto – dice – abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica, e questo è un grande passo nella giusta direzione: ovviamente, non ci siamo ancora abbastanza vicini, francamente le emissioni di CO2 non si stanno riducendo, in realtà stanno aumentando.

Nel 2019, aumenteranno dello 0,6%, quindi naturalmente, non c’è vittoria, perché l’unica cosa che vogliamo vedere è l’azione reale e quella non sta accadendo: quindi, per quanto abbiamo ottenuto molto, se si guarda la prospettiva da un certo punto di vista non abbiamo ottenuto nulla”.

Greta ha incontrato a Madrid gli attivisti de “La Casa Encendida” ed è poi scesa in strada per la manifestazione ‘Fridays for Future’.

“Chi inquina, come la Shell, BP e Chevron dovrebbe essere fuori dalla Conferenza – hanno spiegato gli attivisti – cosa ci fanno qui? Vogliono solo influenzare i negoziati. Ci siamo coperti le orecchie e abbiamo lasciato la sala per dire che queste compagnie non devono partecipare alla Cop 25″.

La prossima settimana la Commissione europea appena insediata dovrà presentare il suo Green deal, in un momento in cui il continente sembra avviarsi al fallimento degli obiettivi di Parigi, che nel 2015 ha impegnato i Paesi dell’Onu a contenere a 1,5 gradi il surriscaldamento globale rispetto all’epoca preindustriale.»

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La Repubblica. 2019-12-06. Cop25, Greta striglia ancora i politici: “Volete farci stare zitti, ma noi non smetteremo”

«A Madrid l’attivista svedese ha partecipato alla marcia di protesta per il clima. “C’è un’urgenza evidente nei confronti del cambiamento climatico: faremo tutto il possibile per fare qualcosa di concreto e non essere più ignorati “

Stiamo scioperando da un anno ma non è successo ancora nulla. Si sta ignorando la crisi climatica e finora non c’è una soluzione sostenibile. Non possiamo continuare così, vogliamo azione e subito perché la gente sta soffrendo e morendo per questa emergenza climatica, non possiamo aspettare ancora”. Greta tuona da Madrid, dove è in corso la Cop25, la Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici.

Come previsto, la giovane paladina del clima ha strigliato ancora una volta i politici per le azioni poco incisive per limitare le emissioni di CO2 come previsto dagli accordi di Parigi. “Gli Stati devono capire ciò di cui abbiamo bisogno in futuro, non possono nasconderlo né ignorarlo”, dopo un anno di manifestazioni in tutto il mondo, ha detto Greta puntando il dito contro i Paesi che “stanno tentando di metterci in silenzio per non rinunciare al denaro, per la loro avarizia. Ma noi continueremo con la nostra azione”.

Greta ha osservato che “dobbiamo fare di tutto per risolvere il problema e tentare tutto ciò che possiamo per evitare conseguenze peggiori. La Cop25 – ha spiegato – è un anno intermedio verso la più importante Cop26” quando tutti i Paesi dovranno presentare i propri impegni, gli obiettivi climatici nazionali per il 2030, “ma non possiamo permetterci un giorno in più nel rinvio, dobbiamo agire ora.»

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Cnn. 2019-12-06. Greta Thunberg criticizes world leaders’ climate actions as they meet at COP25 to discuss the crisis.

Teen activist Greta Thunberg on Friday again criticized world leaders gathered for the COP25 conference in Madrid for not doing enough to stop the ecological crisis that’s damaging the planet.

“We have been striking for over a year, and basically nothing has happened,” she told activists at the talks. “The climate crisis is still being ignored by those in power, and we cannot go on like this.”

The sort of global children’s protests Thunberg has inspired and led in recent months are “not sustainable,” the 16-year-old continued.

“We cannot go on like that,” Thunberg said. “We would love some action from the people in power. … People are suffering and dying from the climate ecological emergency, and we cannot wait any longer.”

Thunberg criticized world leaders for not doing enough to stop the climate crisis.

She warned that “it is impossible for anyone to know how the world will look in 10 years” and said she hopes the summit will lead to “concrete” change.

“The COP25 is not something we should just look past and ignore. Because every chance we get to improve the situation we must take,” Thunberg said ahead of a planned Friday march in the Spanish capital.

Around 25,000 people from 200 countries are expected to attend COP25, the last gathering of the group before 2020, the year the Paris climate accord goes into effect. Attendees include dozens of heads of state and government, business leaders, scientists and activists.

Pubblicato in: Cina, Economia e Produzione Industriale, Russia, Unione Europea

Cina. Presa a sassate risponde con i grossi calibri. Ora è vera guerra commerciale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-09.

Cina

«La Cina ordina la rimozione “dei computer e dei software esteri entro il 2022″: lo riporta il Financial Times che dà conto dell'”editto del governo cinese per spingere gli enti pubblici ad adottare kit nazionali”, dando un “colpo ad Hp, Dell e Microsoft” in risposta al sabotaggio dell’ amministrazione di Trump all’uso di tecnologia cinese negli Usa, tra cui quella di Hawei»

«Pechino, nella ricostruzione del quotidiano della City, ha disposto che tutte le istituzioni pubbliche e gli uffici che fanno capo al governo eliminino computer e software stranieri per sostenere lo sviluppo delle tecnologie domestiche con un piano graduale, ma serrato, che prevede un primo taglio del 30% entro il 2020, del 50% nel 2021 e del residuo 20% nel 2022.»

«Huawei, the Chinese technology company considered a security threat by the US, has signed a deal with Russian telecoms company MTS to develop a 5G network in the country over the next year.

The agreement was signed on the sidelines of a meeting between Chinese leader Xi Jinping and Russian president Vladimir Putin in Moscow»

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Se è vero che gli USA e l’Occidente possono mettere sanzioni contro Cina e Russia, è altrettanto vero che anche queste ultime possono prendere adeguate contromisure.

E queste misure nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni avranno severe ripercussioni sui sistemi economici occidentali.

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La Cina abolirà computer esteri entro 2022

La Cina ordina la rimozione “dei computer e dei software esteri entro il 2022″: lo riporta il Financial Times che dà conto dell'”editto del governo cinese per spingere gli enti pubblici ad adottare kit nazionali”, dando un “colpo ad Hp, Dell e Microsoft” in risposta al sabotaggio dell’ amministrazione di Trump all’uso di tecnologia cinese negli Usa, tra cui quella di Hawei.

Pechino, nella ricostruzione del quotidiano della City, ha disposto che tutte le istituzioni pubbliche e gli uffici che fanno capo al governo eliminino computer e software stranieri per sostenere lo sviluppo delle tecnologie domestiche con un piano graduale, ma serrato, che prevede un primo taglio del 30% entro il 2020, del 50% nel 2021 e del residuo 20% nel 2022.

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China’s Huawei signs deal to develop 5G network in Russia

«Huawei welcomes agreement in area ‘of strategic importance’ after meeting between Xi Jinping and Vladimir Putin»

«Huawei, the Chinese technology company considered a security threat by the US, has signed a deal with Russian telecoms company MTS to develop a 5G network in the country over the next year.

The agreement was signed on the sidelines of a meeting between Chinese leader Xi Jinping and Russian president Vladimir Putin in Moscow.

“We will strengthen our mutual support on key issues,” Xi said, sitting next to Putin in an ornate Kremlin hall.

Moscow’s ties with the US have declined sharply over the Ukrainian crisis, the war in Syria and the allegations of Kremlin meddling in the US 2016 presidential elections, while China is engaged in a spiralling trade war with Washington.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Dicembre, 11. Frans Timmermans presenta in europarlamento lo European Green Deal.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-09.

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L’11 dicembre Herr Frans Timmermans presenterà l’European Green Deal, concertato con la Presidente della Commissione Mrs Ursula von der Leyen.

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Factbox: What is von der Leyen’s European Green Deal?

Ursula von der Leyen, the incoming president of the European Union’s executive Commission, has made combating climate change one of her top priorities.

She is expected to lay out details of her “European Green Deal” after taking office on Dec. 1 and deliver it within 100 days.

As U.N. climate talks get underway in Madrid next week, here is a rundown of what we know about von der Leyen’s plan to make the EU “the world’s first climate-neutral continent” by 2050.

MORE AMBITIOUS 2030 EMISSIONS TARGETS

Von der Leyen has said she wants the EU to reduce carbon emissions by at least 50% by 2030, compared with 1990 levels, considerably more than the current agreed goals of 40% by 2030.

She has also committed to exploring the possibility of raising the target to as high as 55% in a “responsible way”.

These ambitions have been criticized from all sides: some say a 55% target would cripple European industries while green organizations are pushing for 60% or even 70% cuts by 2030.

NEW CARBON AND EMISSIONS TAXES

As part of the European Green Deal, the Commission will start work immediately on a carbon border tax on polluting foreign firms in an effort to shelter EU businesses striving to become environmentally friendly.

Von der Leyen has said the new tax will comply with World Trade Organization rules and start on a “number of selected industries.” In October, steel giant ArcelorMittal Europe came out in favor of a carbon border tax, calling it “effective and fair.”

She will also reform the EU’s emissions trading system, which taxes polluting industries, and will work to include the maritime and aviation sectors as well as the traffic and construction sectors.

JUST TRANSITION FUND

Several of the EU’s 28 member states, predominantly from eastern Europe, have flagged that they need significant financial aid to transition away from fossil fuels. The incoming Commission’s answer is the Just Transition Fund.

The new Commission has not communicated how large the fund might be. Its size will depend on the outcome of negotiations on the EU’s long-term budget for 2021-2027 and the bloc’s cohesion funds, but is expected to amount to tens of billions of euros.

The Just Transition Fund would allow fossil fuel-dependent regions to finance their transition to clean industries and energy sources and retrain workers for higher-tech sustainable industries.

The European Investment Bank (EIB), the EU’s lending arm, decided on Nov. 15 to cease funding fossil fuel projects at the end of 2021. This move is in line with von der Leyen’s goals for the bank, which she wants to turn into “Europe’s climate bank”.

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Si ripeterà su scala istituzionale la farsa già vista con Greta Thunberg.

Di questi giorni si è tenuta la Cop25, una riunione di 25,000 partecipanti a spese dei pubblici erari.

Greta Thunberg, che figuraccia. Beccata a viaggiare sul treno a gasolio (che inquina)

«La crisi climatica non riguarda solo l’ambiente naturale. È una crisi di diritti umani, di giustizia e di volontà politica. I sistemi di oppressione colonialista, razzista e patriarcale l’hanno creata e alimentata».

«Nonostante le proteste, non è stato fatto nulla».

Greta Thunberg, crollo psicologico della baby attivista: “Dopo un anno…”, odore di resa

«Stiamo scioperando da un anno ma non è successo ancora nulla. Si sta ignorando la crisi climatica e finora non c’è una soluzione sostenibile»

«I politici cercano disperatamente di farci tacere, ma continueremo ad andare avanti»

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In estrema sintesi, Miss Greta Thunberg è costretta ad ammettere che tutta questa grandiosa macchina di propaganda ha fatto un buco nell’acqua.

Il ‘clima’ è sempre stato un progetto portante dei liberal democratici negli Stati Uniti e del liberal socialisti in Europa.

Questi in sede europarlamento hanno barattato la cessazione dell’ostruzionismo con il lancio di un European Green Deal, guidato dall’immarcescibile Herr Frans Timmermans, icona classica dei liberal europei.

Il varo dovrebbe avvenire l’11 dicembre, in pompa magna.

Un progetto di diverse migliaia di pagine da far invidia ai ben più modesti Gosplan.

La prima parte contiene una truculenta ed apocalittica visione di un universo distrutto dalla mutazione climatica, mentre nella seconda, invece dell’Arcangelo Michele, compare Herr Frans Timmermans, il salvatore dell’universo, che antro il 2050 renderà l’Unione Europea un parariso ecologico dietro modesto esborso di richiesto, ipotizzato, di circa 1,300 miliardi di euro.

Anche la salvezza ha un suo costo.

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A questo punto va in scena la farsa.

«The Just Transition Fund would allow fossil fuel-dependent regions to finance their transition to clean industries and energy sources and retrain workers for higher-tech sustainable industries »

«The new Commission has not communicated how large the fund might be. Its size will depend on the outcome of negotiations on the EU’s long-term budget for 2021-2027 and the bloc’s cohesion funds, but is expected to amount to tens of billions of euros»

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«tens of billions of euros»

Con questa cifra si mantengono a stento parlamentari e burocrati liberal socialisti europei.

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Commissione Ue: Green Deal prende forma, 11 dicembre la presentazione. Nella bozza: economia circolare, energia pulita, biodiversità

Il lancio dello European Green Deal, uno dei punti centrali del programma della Commissione Von der Leyen (nella foto), avverrà l’11 dicembre. Ma circola già a Bruxelles la prima bozza della comunicazione che contiene l’elenco degli elementi strategici del pacchetto. L’Ue metterà in campo “una serie di politiche profondamente trasformative”, con una “legge sul clima” in cui rientrerà l’obiettivo della neutralità climatica per il 2050. Si lavorerà sui temi “energia pulita, economica e sicura”, per “una strategia per la sostenibilità industriale e per un’economia circolare e neutrale dal punto di vista del clima”, si prenderanno in esame i materiali edili e costruttivi, la mobilità emissioni zero. La trasformazione riguarderà anche la protezione di ecosistemi e biodiversità; il sistema agro-alimentare (“Dalla fattoria alla forchetta” il titolo provvisorio di questo pacchetto); la lotta contro “tutte le fonti di inquinamento” dell’aria e dell’acqua. Un secondo filone di lavoro sarà volto a “integrare la sostenibilità” in tutti i settori (finanza, fiscalità, ricerca e innovazione, istruzione e formazione, digitale). Un capitolo riguarderà la dimensione sociale con una “iniziativa per una transizione equa”, dai contenuti al momento non ancora definiti; compare un “patto climatico europeo” che dovrà coinvolgere i Paesi Ue e tutti gli stakeholders. Tra i punti della bozza anche il coinvolgimento dei cittadini, la responsabilità sociale d’impresa, città, aree rurali e regioni, lo sguardo alla dimensione internazionale.

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Eu Observer. 2019-12-08. Timmermans warns on cost of inaction on climate

The European commissioner for the Green Deal, Frans Timmermans, warned on Thursday (6 December) that although the fight against climate change requires a huge investment from the public and the private sector, “the costs of non-action are tremendously high”.

“All levels of government will have to play their role if we want to succeed in shaping our collective future, this is not something that national governments can do alone,” Timmermans said at the Committee of the Regions.

“We need the European Union to lead [the ecological transition], but it will mean nothing if there are no concrete measures at the local level,” he added.

The first-ever European climate law to achieve a transition to climate-neutrality by 2050 will be officially presented in March 2020, although the package will be unveiled by Timmermans on December 11.

The EU Commission president, Ursula von der Leyen, said on Wednesday that she wants to use the EU budget and European Investment Bank to reach €100bn for the Just Transition Fund that would help countries to adapt their industries to the low-carbon economy.

The budget will be discussed by EU leaders next Thursday and Friday at their summit in Brussels.

But von der Leyen is “concerned” about the severe cuts” to the planned EU budget in the latest proposal by the Finnish presidency.

The Just Transition Fund would partly be used to soften the positions of Hungary, Poland and the Czech Republic, which have objected to the EU’s 2050 climate-neutrality goal – the main pillar of the Green Deal.

However, the announcement of this fund, originally expected before the next week’s EU summit, has been delayed until January.

As a result, it is unclear if all member states will be able to unanimously agree on the commitment of making the EU climate-neutral by 2050 during the EU council. But Timmermans seemed optimistic.

“These member states know that their energy mix is not sustainable, not only from the climate perspective but also from the economic aspect,” he told reporters on Wednesday.

“These countries fear the transition [period] and whether they can afford it”, he said, adding that “these member states can ask for European solidarity, [but] the European Union should chip in”.

“I am sure that once the urgency of this sinks in, we will be able to mobilise the finance that we need,” he added.

Taxation in Green Deal?

According to Timmermans, “there is no way that we can do this [ecological transformation] if we don’t look at taxation”.

However, the “set of deeply transformative policies” that appear in a draft document of the Green Deal leaked last Friday does not mention a carbon border tax on imports or a fuel tax for the aviation and shipping sectors.

The carbon border tax cannot be excluded from the debate, Timmermans said, adding that if other parts of the word do not take measures to comply with the Paris Agreement, “it is our duty as Europeans to protect our industry and economy against the unfair competition on the basis of a larger carbon footprint”.

Likewise, the council on Thursday called on the European Commission to update and modernise the EU energy taxation framework, which was adopted in 2003.

According to the European commissioner for economy, Paolo Gentiloni, “the modernisation of the Energy Tax Directive is needed to reach our climate goals, [since] the directive as it stands is incoherent and unable to deliver EU climate and energy goals”.

“Any [new] initiative should revise the treatment of electricity and natural gas products and streamline the wide range of tax differentiations, reductions and exemptions and the current subsidies for fossil fuels,” said Gentiloni.

Additionally, most member states voiced their concerns about the lack of fuel taxation on the aviation (kerosene tax) and the maritime sector.

Although Malta pointed out that abolishing fuel tax exemptions on the aviation and maritime sector could have an impact on the connectivity of the island.

Timmermans believes that “it does not have any sense that we tax fuel when we put it in a car but not when we put it in a plane”.

However, according to Gentiloni, the commission will carry out an impact assessment to identify problems, such as connectivity or competitiveness issues, before they deliver a proposal for the modernisation of the EU energy taxation framework that will be “ambitious but inclusive”.

Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Ikea. Grazie a Zingaretti e Di Maio non apre più megastore in Italia. Chaos e burocrazia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-07.

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Non ha senso cercare di aprire dei megastore in Italia, assumendo migliaia di dipendenti, per poi essere costretti a fuggirne perseguitati dal chaos e dalla burocrazia.

Tanto vale non aprire neppure.

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«Ikea rivede i piani in Italia e rinuncia all’apertura di due megastore da 35-40 mila metri ad Arese e Verona»

«La crisi dei consumi e la stagnazione»

«Ma anche il timore che si arrivi a provvedimenti restrittivi come la chiusura domenicale di supermercati e centri commerciali»

«Così Ikea rivede i piani in Italia e rinuncia all’apertura di due megastore da 35-40 mila metri ad Arese e Verona»

«Nei progetti che Ikea ha cancellato, è coinvolto il Gruppo Finiper guidato da Marco Brunelli, c’è la “blu box” di Ikea che doveva sorgere in seno al perimetro de “Il Centro” ad Arese, nell’hinterland di Milano. L’altra doveva sorgere a Verona presso il centro commerciale «Le corti venete».»

«La conferma è arrivata ieri dallo stesso Brunelli, a margine della presentazione del superstore «Il Maestoso» a Monza: «abbiamo dovuto restituire a Ikea i soldi che avevano già pagato per una parte del terreno» ha spiegato. In altre parole il progetto del colosso svedese ad Arese non si farà»

«Tra le motivazioni ipotizzate da Marco Brunelli c’è soprattutto il clima d’incertezza innescato dalla politica che in più occasioni ha ventilato la possibilità della chiusura domenicale per gli esercizi commerciali»

«Quelle stesse motivazioni che hanno determinato la cancellazione dello Skydome, un mega progetto di Finiper da oltre 300 milioni di euro che doveva sorgere proprio accanto al Centro di Arese: un edificio con all’interno tre piste da sci, un albergo a 4 stelle, un ristorante e negozi specializzati in sport invernali»

«Per quanto riguarda la rinuncia allo store Ikea di Verona, hanno pesato anche i ritardi e i rinvii dell’amministrazione locale nell’individuazione dell’area, oltre agli adempimenti burocratici e amministrativi»

* * * * * * *

Riassumiamo.

Progetti che avrebbero generato migliaia di posti di lavoro, tra quelli diretti e quelli dell’indotto, non sono andati in porto per questi motivi:

– hanno pesato anche i ritardi e i rinvii dell’amministrazione locale nell’individuazione dell’area;

– oltre agli adempimenti burocratici e amministrativi;

– provvedimenti restrittivi come la chiusura domenicale di supermercati e centri commerciali.

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Mr Zingaretti e Mr Di Maio stanno eiaculando dalla gioia. Le odiate multinazionale non solo se ne fuggono a gambe levate, ma nemmeno si sognano di aprire qualcosa in Itala.

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Sole 24 Ore. 2019-12-01. Caos chiusure e burocrazia, Ikea rinuncia a Verona e Arese

Ikea rivede i piani in Italia e rinuncia all’apertura di due megastore da 35-40 mila metri ad Arese e Verona.

La crisi dei consumi e la stagnazione. Ma anche il timore che si arrivi a provvedimenti restrittivi come la chiusura domenicale di supermercati e centri commerciali. Così Ikea rivede i piani in Italia e rinuncia all’apertura di due megastore da 35-40 mila metri ad Arese e Verona. Nulla cambia, invece, per i grandi store esistenti. Al contempo, la multinazionale svedese punta a sviluppare sempre più negozi smart, all’interno delle città e di dimensioni nettamente inferiori. 

Nei progetti che Ikea ha cancellato, è coinvolto il Gruppo Finiper guidato da Marco Brunelli, c’è la “blu box” di Ikea che doveva sorgere in seno al perimetro de “Il Centro” ad Arese, nell’hinterland di Milano. L’altra doveva sorgere a Verona presso il centro commerciale «Le corti venete».

La conferma è arrivata ieri dallo stesso Brunelli, a margine della presentazione del superstore «Il Maestoso» a Monza: «abbiamo dovuto restituire a Ikea i soldi che avevano già pagato per una parte del terreno» ha spiegato. In altre parole il progetto del colosso svedese ad Arese non si farà.

Tra le motivazioni ipotizzate da Marco Brunelli c’è soprattutto il clima d’incertezza innescato dalla politica che in più occasioni ha ventilato la possibilità della chiusura domenicale per gli esercizi commerciali. Quelle stesse motivazioni che hanno determinato la cancellazione dello Skydome, un mega progetto di Finiper da oltre 300 milioni di euro che doveva sorgere proprio accanto al Centro di Arese: un edificio con all’interno tre piste da sci, un albergo a 4 stelle, un ristorante e negozi specializzati in sport invernali. «Lo Skydome si doveva fare. Sono riusciti a fare scappare gli olandesi (Finiper aveva una partnership con una società olandese che possiede le tecnologie per la produzione della neve artificiale e la gestione dei macchinari per il freddo ndr) che hanno detto che in Italia non ci metteranno più piede» rimarca il patron e presidente di Finiper.

Per quanto riguarda la rinuncia allo store Ikea di Verona, hanno pesato anche i ritardi e i rinvii dell’amministrazione locale nell’individuazione dell’area, oltre agli adempimenti burocratici e amministrativi. Ikea preferisce non commentare queste decisioni.

Intanto, per intercettare le nuove modalità di acquisto dei clienti, Ikea sta sperimentando diversi nuovi format più accessibili, perché all’interno del tessuto metropolitano, e sostenibili. Roma e Milano sono le due città italiane coinvolte in questi test. Nella capitale quest’anno sono stati aperti un pop up store dedicato alle cucine oltre a un negozio di 800 metri in cui i consulenti aiutano ad arredare gli ambienti. Questo format dovrebbe arrivare il prossimo anno anche a Milano. Un altro concept store Ikea che potrebbe essere replicato anche in Italia è quello di La Madeleine, nel cuore di Parigi, che si sviluppa su una superficie di circa 5.400 metri quadri, con quattro universi e una trentina di aree a tema. Tutti i prodotti possono essere visti direttamente o con l’aiuto di tecnologie digitali e, tra le altre cose, si possono acquistare i piccoli mobili. Un modello che sposa una strategia multicanale.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Mes. I famigerati art. 32 e 35 ripresi dalla costituzione Urss staliniana.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-07.

2019-12-05__ ESM 001

Per grande disgrazia, gran parte della gente parla senza aver prima letto la documentazione, e quasi invariabilmente lo sparuto manipolo che se la è letta la riporta con la volpe sotto l’ascella.

In fondo, il Governo Zingaretti Conte bis è stato imposto dai liberal europei al fine di intrappolare l’Italia nel Mes, cedendo in breve la sovranità nazionale sul sistema bancario e sul debito pubblico. Se Zingaretti e Conte vogliono il biscottino, ebbene, firmino.

Molti si sono ribellati, ed alla fine qualcosa è stato ottenuto.

Uno problema roccioso però è la divergenza di opinioni tra PD e M5S in seno al governo: Salvini può dire e fare ciò che vuole, che è minoranza.

Il Governo rosso-giallo scopre che il Parlamento è sovrano. Mes.

Il Conte è mobile qual piuma al vento… Esternazioni varie.

Regling Klaus. Potrebbe diventare il dittatore dell’Unione Europea.

* * *

Ma quasi nessuno ha riferito del vero punto velenoso letale contenuto nel Mes, ESM in inglese.

Ecco il sito ufficiale.

European Stability Mechanism.

«Just as a private sector lender keeps tabs on the financial health of the borrower throughout the duration of the loan, the ESM needs to pay close attention to the balance sheets of the countries it assists. That is why governments mandated in the 2012 founding ESM Treaty that the fund ‘shall establish an appropriate warning system to ensure that it receives any repayments due by the ESM Member under the stability support in a timely manner’.

An early warning system procedure was approved by the ESM Board on 24 March 2014, after a 9 December 2013 Eurogroup decision to apply the system to EFSF loans as well. It requires the ESM to continuously track former programme countries’ cash flow, ability to borrow on the open market, medium- to long-term sustainability of public debt, and banking system risks. This monitoring complements the fiscal and debt sustainability analyses of the European Commission and ECB, with the ESM concentrating on the loan repayment outlook. ….»

Veniamo al pestifero punto portale, ripreso parafrasando un articolo della costituzione dell’Unione Sovietica staliniana.

Qui si può trovare il testo completo del

Trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità.

Ne riportiamo i testi degli articoli 32 e 35.

*


ARTICOLO 32 Status giuridico, privilegi e immunità

  1. Al fine di consentire al MES di realizzare il suo obiettivo, allo stesso sono conferiti nel territorio di ogni suo membro lo status giuridico ed i privilegi e le immunità definiti nel presente articolo. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del proprio status giuridico e dei propri privilegi e delle proprie immunità negli altri territori in cui opera o detiene attività.

  2. Il MES è dotato di piena personalità giuridica e ha piena capacità giuridica per:

  3. a) acquisire e alienare beni mobili e immobili;

  4. b) stipulare contratti;

  5. c) convenire in giudizio; e

  6. d) concludere un accordo e/o i protocolli eventualmente necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e le sue immunità siano riconosciuti e che siano efficaci.

  7. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito.

  8. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative.

  9. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti sono inviolabili.

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ARTICOLO 35 Immunità delle persone

  1. Nell’interesse del MES, il presidente del consiglio dei governatori, i governatori e i governatori supplenti, gli amministratori, gli amministratori supplenti, nonché il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti.

* * * * * * *


Questi articoli conferiscono caratteristiche dittatoriali ad un burocrate nominato, non eletto: Herr Klaus Regling e al meccanismo Mes.

Di questo aspetto non hanno mai parlato né Mr Zingaretti, né Mr Conte, né Mr Di Maio.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Zingaretti, Conte e Di Maio non hanno soldi per l’Italia ma salvano la NordLb.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-06.

Fattoria Animali 001

Nella fattoria degli animali tutti erano eguali, ma i porci un pochino di più.

Nell’Unione Europea tutti gli stati sono eguali, ma la Germania un pochino di più.

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Il problema sarebbe semplicissimo, se solo lo si volesse comprendere, Ma di norma non lo si vuole capire.

Il partito democratico italiano è incardinato in Alleanza Progressista, succedanea dell’Internazionale Socialista, organo sovranazionale che raccoglie tutti i partiti di sinistra. In via alquanto riduttiva, i liberaldemocratici negli Stati Uniti ed i liberal socialisti in Europa.

Il partito democratico prende ordine dall’Alleanza e li esegue: tutela questi interessi e tiene l’Italia in non cale. Al più, le cose italiane sono, nel suo modo di vedere, graziosi omaggi da fare ai padroni del vapore.

Chi riuscisse a capire questo semplice concetto, avrebbe capito come sta andando il mondo.

Eppure Mr Zingaretti lo aveva anche detto a chiare lettere.

Direzione PD e programma di Zingaretti.

«La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità.

Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti».

Ma cosa mai sarebbe successo?

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«Banche tedesche: la Commissione Europea salva NordLb. C’è il via libera di Bruxelles agli aiuti pubblici»

«Per le banche tedesche arriva una buona notizia: l’Unione Europea salva l’istituto NordLb (Norddeutsche Landesbank-Girozentrale).»

«Nello specifico, la Commissione ha dato il via libera al piano di risanamento patrimoniale della società in crisi.»

«La notizia è finita subito sotto i riflettori visto l’argomento piuttosto spinoso, in sede UE, degli aiuti di Stato ad aziende pubbliche»

«Secondo le norme in vigore, infatti, gli interventi diretti contro il fallimento di società statali, come le banche, non devono compromettere la concorrenza»

«I cosiddetti aiuti di Stato sono spesso sotto il mirino dell’UE. Per le banche tedesche, la Commissione che salva NordLb è una notizia importante»

«La banca tedesca NordLb potrà usufruire degli aiuti. A confermarlo è stata la Commissione Europea, nello specifico l’incaricata alla Concorrenza Margrethe Vestager»

«NordLb, una delle più grandi banche pubbliche commerciali della Germania, riceverà un investimento diretto di 2,8 miliardi di euro e altri sostegni patrimoniali per favorire cambiamenti strutturali. …. In totale, verranno stanziati 3,6 miliardi di euro, soprattutto da parte della Bassa Sassonia, della Sassonia-Anhalt e delle casse di risparmio»

«Il piano di salvataggio confermato dalla Commissione aveva già ricevuto il via libera dalla BCE lo scorso 29 novembre»

«Nello specifico, l’esecutivo dell’UE ha stabilito che le misure statali previste non producono alcun vantaggio illegale»

«Proprio in questi giorni, infatti, il dibattito sulla riforma del MES ha riacceso gli animi dei Paesi dell’Eurozona. In Italia, per esempio, i partiti di opposizione criticano in modo aspro proprio il meccanismo di backstop, che faciliterebbe – a loro avviso – il salvataggio degli istituti bancari della Germania.»

«Il nostro Paese, inoltre, è sotto osservazione proprio su potenziali aiuti di Stato illegali per le questioni Alitalia e Ilva»

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L’Italia ha dato il proprio assenso in sede di consiglio Europeo ed i Commissari italiani hanno approvato con calore fervoroso.

Un petit cadeau che il Governo Zingaretti, Conte e Di Maio hanno fatto ai loro padroni europei liberalsocialisti.

Poi, qui non trovano risorse per la finanziaria, per l’Alitalia, per la ex-Ilva e per i poveracci italiani.

Mes sarà il salva banche tedesche a spese dello stivale.

E tutte le sardine applaudiranno frementi di incontenibile gioia, cantando Bella Ciao!

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Banche tedesche festeggiano: l’UE ha salvato NordLb

Banche tedesche: la Commissione Europea salva NordLb. C’è il via libera di Bruxelles agli aiuti pubblici. I dettagli

Per le banche tedesche arriva una buona notizia: l’Unione Europea salva l’istituto NordLb (Norddeutsche Landesbank-Girozentrale). Nello specifico, la Commissione ha dato il via libera al piano di risanamento patrimoniale della società in crisi.

La notizia è finita subito sotto i riflettori visto l’argomento piuttosto spinoso, in sede UE, degli aiuti di Stato ad aziende pubbliche.

Secondo le norme in vigore, infatti, gli interventi diretti contro il fallimento di società statali, come le banche, non devono compromettere la concorrenza. I cosiddetti aiuti di Stato sono spesso sotto il mirino dell’UE. Per le banche tedesche, la Commissione che salva NordLb è una notizia importante.

Commissione Europea salva NordLb: per le banche tedesche niente aiuto di Stato. I dettagli

La banca tedesca NordLb potrà usufruire degli aiuti. A confermarlo è stata la Commissione Europea, nello specifico l’incaricata alla Concorrenza Margrethe Vestager.

Secondo quanto diffuso nel comunicato ufficiale da Bruxelles, infatti, il piano di investimento per scongiurare il dissesto dell’istituto di credito non rientra negli aiuti di Stato e, quindi, è regolare in base alle norme UE in vigore.

NordLb, una delle più grandi banche pubbliche commerciali della Germania, riceverà un investimento diretto di 2,8 miliardi di euro e altri sostegni patrimoniali per favorire cambiamenti strutturali.

In totale, verranno stanziati 3,6 miliardi di euro, soprattutto da parte della Bassa Sassonia, della Sassonia-Anhalt e delle casse di risparmio. I due lander, infatti, sono azionisti di NordLb con il 65%.

Il piano di salvataggio confermato dalla Commissione aveva già ricevuto il via libera dalla BCE lo scorso 29 novembre.

Salvataggio approvato: la motivazione dell’UE. Ci saranno polemiche?

Il piano di aiuti pubblici per NordLb è stato approvato innanzitutto perché, secondo la commissaria alla Concorrenza, non viene compromesso il normale funzionamento del mercato.

Nello specifico, l’esecutivo dell’UE ha stabilito che le misure statali previste non producono alcun vantaggio illegale. Questo significa che lo Stato avrà una ricompensa economica dal piano in linea con quanto un privato accetterebbe nelle stesse condizioni.

Dalle parole di Margrethe Vestage è emersa in modo chiaro la visione dell’UE del salvataggio:

    “il piano della Germania punta a fare della NordLB una banca solida e redditizia lasciando la porta aperta a futuri consolidamenti nel quadro del riassetto degli istituti di credito regionali.”

Non si escludono polemiche a seguito della decisione a Bruxelles. Proprio in questi giorni, infatti, il dibattito sulla riforma del MES ha riacceso gli animi dei Paesi dell’Eurozona. In Italia, per esempio, i partiti di opposizione criticano in modo aspro proprio il meccanismo di backstop, che faciliterebbe – a loro avviso – il salvataggio degli istituti bancari della Germania.

Il nostro Paese, inoltre, è sotto osservazione proprio su potenziali aiuti di Stato illegali per le questioni Alitalia e Ilva.

La decisione arrivata da Bruxelles sulle banche tedesche e sulla Commissione che salva NordLb potrebbe, dunque, avere ripercussioni importanti.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

EU. La presidenza finlandese propone altri tagli al bilancio. -12%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-06.

Chiuso per Chiusura

Anche le menti più altamente ideologizzate alla fin fine devono prendere atto della realtà. Ma sono necessarie facciate ben forti e dolorose.

L’Unione Europea e soprattutto l’eurozona sono travagliate da una crisi recessiva che i media cercano invano di minimizzare, addossandone la colpa a fatti inesistenti.

Europarlamento. Approvato il budget 2020. Roba da miserabili. 168.7 mld.

Eurozona. Ecb. don Chiscotte carica i mulini a vento. Riserve valutarie scese a 816.49 mld.

Eurozona. Produzione Industriale -1.7% yoy. Ungheria +11.1%, Polonia +5.6%.

Eurozona. Ancora stagnazione ad ottobre. Ma non in tutti i paesi.

Automotive. In arrivo raffiche di licenziamenti, anche in Italia.

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«Presidenza di turno chiede un -12% per i fondi strutturali»

«Un taglio alle risorse per la politica di coesione (con una riduzione del 12% dei fondi strutturali), la gestione delle frontiere e la difesa, sia rispetto al settennato 2014-2020 che alla proposta della Commissione Ue»

*

Con un budget di 168.7 miliardi e riserve valutarie per 816.49 miliardi l’Unione Europea è economicamente e finanziariamente strozzata: deve per forza di cose ridurre, e di molto, le proprie ambizioni. Rispetto agli Usa, la Cina e l’India è una sorta di piccolo microbo, che presuntuosamente ritiene di essere importante.

Non solo.

Il bilancio dell’Unione per il settennato 2021-2027 deve essere approvato alla unanimità dal Consiglio Europeo, ossia dall’assemblea dei capi di stato o di governo dell’Unione Europea: in tale sede è anche possibile esercitare il diritto di veto. Questo a tutela degli stati di piccole dimensioni, quali la Polonia e l’Ungheria.

Potrebbe anche essere verosimile che in quella occasione i paesi del Visegrad si tolgano qualche sassolino dalle scarpe.

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Ansa. 2019-12-03. Ue, Finlandia propone tagli a bilancio

Presidenza di turno chiede un -12% per i fondi strutturali

Un taglio alle risorse per la politica di coesione (con una riduzione del 12% dei fondi strutturali), la gestione delle frontiere e la difesa, sia rispetto al settennato 2014-2020 che alla proposta della Commissione Ue. Ma anche una sforbiciata inferiore rispetto alle aspettative per quanto riguarda l’agricoltura. Questo, in sintesi, il contenuto della proposta della Finlandia – che detiene la presidenza di turno dell’Ue – per il bilancio dell’Unione per il settennato 2021-2027 secondo il documento ottenuto dall’ANSA.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Cop25. Von der Leyen all’attacco sul clima in attesa dell’11 dicembre.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-06.

Unione Europea

Quello del ‘clima’ è stato il più gigantesco business mai messo in campo nella storia.

In estrema sintesi, indicando nelle variazioni climatiche un futuro pericolo di vita o di morte, la componente liberal democratica negli Stati Uniti e quella liberal socialista nell’Unione Europea hanno invocato colossali investimenti pubblici, destinati a sovvenzionare a fondo perso gli ambienti e le imprese liberal, e, ovviamente, il personale delle medesime.

Nel 2016 proprio quando tutti i governi liberal occidentali avevano sottoscritto gli Accordi di Parigi sul ‘clima’, l’elezione di Mr Trump a presidente degli Stati Uniti ed i crolli dei partiti liberal tradizionali in Europa sconvolsero l’assetto politico occidentale. Come risultato, Stati Uniti e Brasile revocarono tale Accordo, e Francia e Germania diventarono molto più tiepidi in materia. In Francia il partito socialista era crollato al 6% ed in Germania la Große Koalition perse nel breve volgere di qualche anno oltre la metà del consenso popolare.

Quindi, mentre l’economia americana, cinese, indiana e russa continuavano a prosperare, l’Unione Europea piombò in una severa recessione economica, con contrazione del comparto produttivo.

A seguito di codesti eventi, i sostenitori del ‘clima’ si ritrovarono senza sostanziale appoggio politico e preclusi all’accesso ai fondi che avevano preventivato poter usufruire. Ma senza cospicui fondi pubblici il ‘clima’ è destinato a morte sicura.

Europarlamento. Approvato il budget 2020. Roba da miserabili. 168.7 mld.

Eurozona. Ecb. don Chiscotte carica i mulini a vento. Riserve valutarie scese a 816.49 mld.

* * *

La componente liberal socialista dell’europarlamento non sa darsi pace, non sa rassegnarsi all’evidenza dei fatti. Senza quei denari è morta.

«About 200 heads of government and state and more than 25,000 delegates from all over the world, will gather at the UN climate conference (COP25) on Monday (2 December) to address the challenges of the climate change»

«Establishing rules for carbon markets and finding a common time frame will be the priorities for COP25. “In the crucial 12 months ahead, it is essential that we secure more ambitious national commitments – particularly from the main emitters – to immediately start reducing greenhouse gas emissions at a pace consistent to reaching carbon neutrality by 2050,”»

«The negotiations will focus on article six of the 2015 Paris Agreement, referring to the regulation of carbon markets system that is set to help countries decarbonise their economies at lower cost – this is the last section of the rulebook which remains unresolved»

«The COP25 will take place days after the European Union collectively declared a “climate emergency” and three weeks after Donald Trump confirmed the United States’ withdrawal from the Paris Agreement …. »

«However, the lack of agreement might undermine the entire accord and even lead to an increase in emissions»

* * *

«The “set of deeply transformative policies” that appear in a draft document of the new climate EU law – seen by EUobserver – have not convinced environmental NGOs, such as Greenpeace, which believes that the new European Commission’s proposals are “too weak, half-baked or missing altogether”»

«The incoming commissioner for the Green Deal, Frans Timmermans, is expected to present the draft of this new environmental EU law to the MEPs in an extraordinary plenary session that will take place in Brussels on 11 December»

«According to the leaked document, the commission “will present a comprehensive plan on how to increase the EU’s greenhouse gas emission reduction target for 2030 to at least 50 percent and towards 55 percent” by October 2020. …. This follows the declaration of a global “climate emergency” by MEPs on Thursday and their agreement to cut 55 percent of emissions by 2030 to ensure climate neutrality by 2050»

« This has triggered some MEPs and environmental groups to demand more ambitious targets from the Green Deal and the future first legally-binding climate law in Europe»

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«’Diventare nel 2050 il primo continente climaticamente neutrale’. …. Parte subito all’attacco sul fronte clima la nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Dobbiamo essere ambiziosi e all’avanguardia e diventare nel 2050 il primo continente climaticamente neutrale”.»

«Il primo vero banco di prova per la politica ‘green’ dell’Europa sarà comunque il vertice Ue in programma a Bruxelles per il 12 e 13 dicembre prossimi»

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Germania. Damler annuncia altri 10,000 licenziamenti.

Bloomberg. La devoluzione, agonia travagliata della socialdemocrazia.

Automotive. In arrivo raffiche di licenziamenti, anche in Italia.

Europa. Rigurgita liquidità in vigile attesa. Oltre 10,000 miliardi. Il tappo sono i governi.

Eurozona. Ecb. don Chiscotte carica i mulini a vento. Riserve valutarie scese a 816.49 mld.

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Né ci si illuda che in futuro le cose possano migliorare.

Pil 2018 – 2022. – Previsioni dell’IMF. Grandi sorprese in arrivo.

«Nel 2022 la Cina è proiettata ad un pil ppa di 34,465 miliardi di Usd, gli Stati Uniti di 23,505, e l’India di 15,262 Usd. La Germania è stimata a 4.9 trilioni Usd e la Francia a 3.4»

Senza denari non si va da nessuna parte e l’Unione Europea deve rassegnarsi al fatto di essere quota residuale dl pil mondiale. Il resto del mondo viaggia a carbone, ed alla grande.

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EU’s new Green Deal slammed as ‘half-baked’ before launch.

The “set of deeply transformative policies” that appear in a draft document of the new climate EU law – seen by EUobserver – have not convinced environmental NGOs, such as Greenpeace, which believes that the new European Commission’s proposals are “too weak, half-baked or missing altogether”.

The incoming commissioner for the Green Deal, Frans Timmermans, is expected to present the draft of this new environmental EU law to the MEPs in an extraordinary plenary session that will take place in Brussels on 11 December.

However, according to Franziska Achterberg of Greenpeace, “responding to the climate and ecological crises require a fundamental rethink of the economic system that for decades has rewarded pollution, environmental destruction and human exploitation”.

“This plan barely scratches the surface,” she said.

According to the leaked document, the commission “will present a comprehensive plan on how to increase the EU’s greenhouse gas emission reduction target for 2030 to at least 50 percent and towards 55 percent” by October 2020.

This follows the declaration of a global “climate emergency” by MEPs on Thursday and their agreement to cut 55 percent of emissions by 2030 to ensure climate neutrality by 2050.

“I will be vigilant to ensure that the political proposals made in the coming weeks are in line with the urgency to find common solutions to the unfolding climate and environmental crisis, particularly in the context of the European commission’s communication on the Green Deal early December,” liberal MEP Pascal Canfin said on Thursday. He chairs the parliament’s committee on environment, public health and food safety (ENVI).

Given that scientists estimate that the world is currently heading for a 3.2 degrees temperature rise, global greenhouse-gas emissions need to fall at least by 7.6 percent each year between 2020 and 2030 to keep global temperatures as close as possible to 1.5ºC above pre-industrial levels – the main goal of the 2016 UN Paris Agreement.

Thus, the EU’s proposal to increase the targets to 50 percent or 55 percent, compared to 1990, would not be in line with the Paris Agreement objectives.

‘Incoherent legislation’

This has triggered some MEPs and environmental groups to demand more ambitious targets from the Green Deal and the future first legally-binding climate law in Europe.

The Greens are calling for a target of at least 65 percent, while the leftist group GUE/NGL believes that to limit global warming to 1.5 degrees, emissions should be reduced by 70 percent in 10 years.

Greenpeace and other environmental organisations agree with an at least 65 percent emission cut by 2030.

The new commission promises to eliminate “incoherent legislation that reduces the effectiveness in delivering the Green Deal”.

This will include an “action plan on green financing” – which is scheduled to be submitted in June 2020.

Among the financial measures, the commission wants to push negotiations for a high climate and environmental ambition within the next multi-annual financial framework (MFF) – which is likely to keep funding fossil fuel projects – to support the European Investment Bank’s transformation to become Europe’s ‘Climate Bank’, or to revise the Energy Taxation Directive.

However, there is no mention of a possible tax on aviation fuel (kerosene tax), which the incoming commissioner for the Green Deal, Frans Timmermans, recently backed.

The next commissioner for transport, Adina Vălean, suggested earlier this month during her hearing that such a taxation “will be a burden on the mobility of people”.

There is also no mention of the announced carbon border tax on imports – which would protect EU companies forced to comply with tough greenhouse gas rules.

Transport

The new legislation also promises a shift towards “smart and safe zero-emission mobility,” supporting the shift from road and aviation to rail and deploying alternative infrastructure and fuels.

Likewise, the commission will adopt “a comprehensive strategy for sustainable and smart mobility by 2020” addressing all sources of emissions from the transport sector, proposing to incorporate the maritime sector in the EU emission trading scheme, but also “assess the possibility of including road transport emissions”.

Additionally, von der Leyen’s team will try to ensure high environmental and climate ambition in the reform of the Common Agricultural Policy (CAP), since the CAP is seen as one of the most important mechanisms to both support and green environmental and climate action in the agricultural sector – one of the world’s most significant sources of greenhouse gas emissions.

“The climate does not negotiate and the longer we wait to make the necessary changes in our economy, the more difficult and expensive it will be. Declaring an emergency is just not good enough,” said Greenpeace EU climate policy adviser Sebastian Mang.

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COP25 talks open in Madrid, with focus on carbon market

About 200 heads of government and state and more than 25,000 delegates from all over the world, will gather at the UN climate conference (COP25) on Monday to negotiate on a carbon market system and establish a common time frame.

About 200 heads of government and state and more than 25,000 delegates from all over the world, will gather at the UN climate conference (COP25) on Monday (2 December) to address the challenges of the climate change.

Establishing rules for carbon markets and finding a common time frame will be the priorities for COP25.

“In the crucial 12 months ahead, it is essential that we secure more ambitious national commitments – particularly from the main emitters – to immediately start reducing greenhouse gas emissions at a pace consistent to reaching carbon neutrality by 2050,” said UN secretary-general António Guterres on Sunday.

The negotiations will focus on article six of the 2015 Paris Agreement, referring to the regulation of carbon markets system that is set to help countries decarbonise their economies at lower cost – this is the last section of the rulebook which remains unresolved.

Governments are also set to update their national contributions plans to reduce greenhouse gas emissions – that they can formally express throughout 2020.

Most of the national climate plans include the use of carbon markets to achieve emissions reductions with different mechanisms, meaning that governments and private sectors can trade emissions reductions.

However, the lack of agreement might undermine the entire accord and even lead to an increase in emissions.

The World Meteorological Organization announced last month that greenhouse gas concentrations reached their highest recorded level in 2018 and the UN warned that the world is currently heading towards a 3.2 degrees temperature rise from pre-industrial levels.

The president of the new commission, Ursula von der Leyen, wants Europe “to become the first climate-neutral content.”

However, a new UN environment programme report released this week concluded that global greenhouse-gas emissions need to fall at least by 7.6 percent each year between 2020 and 2030 to keep temperature rises as close as possible to just 1.5 degrees.

Under that scenario, the EU’s proposal to increase the targets to 50 percent or 55 percent, compared to 1990, would not be in line with the Paris Agreement objectives to keep global temperatures under 1.5 degrees.

However, a lot depends on G20 countries, who account for around 78 percent of global emissions.

The UN conference will also pave the way for next year’s COP26 summit in Glasgow when countries are expected to boost the climate commitments they made in 2015 in Paris.

Venue moved twice

The COP25 was initially scheduled to be held in Brazil. But It was moved to Chile after the Brazilian president Jair Bolsonaro was widely criticised by environmentalists for his policies on the Amazon region.

However, following violent protests and civil unrest in Chile, the government announced at the end of October that the country was ceding the hosting of the UN climate conference to Spain, although Chile remains overall in charge of COP25.

The COP25 will take place days after the European Union collectively declared a “climate emergency” and three weeks after Donald Trump confirmed the United States’ withdrawal from the Paris Agreement.

According to a statement, the US will have a diplomatic team but no senior members of Donald Trump’s administration at the COP25.

“The United States will continue to participate in ongoing climate change negotiations and meetings – such as COP25 – to ensure a level playing field that protects US interests,” the US State Department said on Saturday.

The Alliance of Small Island States (AOSIS) has also voiced its concerns about the risks of small island and low-lying coastal states whose future might depend on national plans of industrialised countries.

However, according to Spain’s minister for the ecological transition, Teresa Ribera, “COP25 will reaffirm that multilateralism is the best tool to solve global challenges such as climate change”.

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Von der Leyen all’attacco sul clima, domani a Cop25

‘Diventare nel 2050 il primo continente climaticamente neutrale’.

Parte subito all’attacco sul fronte clima la nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Dobbiamo essere ambiziosi e all’avanguardia e diventare nel 2050 il primo continente climaticamente neutrale”. Appena preso ufficialmente possesso del suo ufficio al tredicesimo piano del palazzo Berlaymont, il quartier generale dell’esecutivo europeo, von der Leyen ha sottolineato che “tutti sanno quanto sia urgente” intervenire contro i cambiamenti climatici per avviare quell’inversione di tendenza che avrà bisogno di “una generazione” per dare frutti.

“E’ nell’interesse comune fare il massimo”, ha detto poi con il pensiero rivolto ai Paesi meno entusiasti come la Polonia. “I fenomeni meteorologici di questi ultimi due anni non sono nuovi, ma mai erano stati così intensi e frequenti”. Certo la strada non sarà in discesa, viste le resistenze di giganti come Usa e India, ma anche di partner europei. Ma fin da domani a Madrid, dove si apre la Cop25, la nuova presidente della Commissione parlerà dell’emergenza clima con diversi colleghi.

Perché, ha ribadito von der Leyen, il News Green Deal Ue che sarà presentato all’Europarlamento mercoledì 11 dicembre sarà al centro della strategia geopolitica e di sviluppo economico dell’Unione. Il primo vero banco di prova per la politica ‘green’ dell’Europa sarà comunque il vertice Ue in programma a Bruxelles per il 12 e 13 dicembre prossimi. Intanto oggi la nuova stagione Ue, apertasi formalmente con l’insediamento di von der Leyen, Charles Michel (Consiglio Europeo) e di Christine Lagarde (Bce) è stata celebrata con una cerimonia organizzata dal presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, per ricordare i dieci anni del Trattato di Lisbona.

Un accordo meno ambizioso della Costituzione europea bocciata da referendum nazionali, ma che ha comunque sancito un importante “rafforzamento della democrazia rappresentativa” a livello dell’Unione, come ha ricordato Sassoli. Il quale ha sottolineato anche come sia arrivato il momento di “trasformare le promesse in realtà” per rispondere alle attese dei cittadini. Ed anche Lagarde ha posto l’accento sulla necessità di passare da una fase di “riparazione”, come quella vissuta negli ultimi dieci anni, a una di “rinnovamento e speranza” per rispondere ai profondi cambiamenti – economici, tecnologici e climatici – intervenuti in questo lasso di tempo.