Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Pagliacci

Vertice di maggioranza fallito. Tasse in aumento in vista.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-30.

Brügel Pieter. La parabola dei ciechi. Gallerie Nazionali di Capodimonte

I dilettanti allo sbaraglio non sanno più che pesci prendere, e Salvini gongola e gode come un riccio.

«Ancora nubi sulla manovra di bilancio del governo giallorosso»

«Il vertice convocato nella notte da Giuseppe Conte si è rivelato completamente fallimentare e ha aperto le porte a una nuova ondata di incertezze e dubbi»

«Alle ore 22:00 di ieri, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha cercato di trovare la quadra sulla manovra (in vista della presentazione della NADEF) assieme agli esponenti dei maggiori partiti di governo»

«Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, Luigi Di Maio (M5S), Teresa Bellanova (IV), Dario Franceschini (PD), Riccardo Fraccaro (M5S) e Roberto Speranza (LeU) si sono tutti seduti al tavolo delle discussioni accanto al premier. La riunione però si è rivelata completamente fallimentare»

«Le discussioni maggiori si sono concentrate sull’aumento dell’IVA e sul reperimento delle risorse necessarie a finanziare la Legge di Bilancio senza sforare un certo livello di deficit»

«Nella NADEF (prevista per venerdì ma slittata ad oggi) dovranno infatti essere inseriti i dati fondamentali sui quali poi dovrà essere costruita la manovra.»

«Luigi Di Maio si è scagliato contro qualsiasi aumento dell’IVA durante il vertice notturno e alle sue dichiarazioni hanno poi fatto eco quelle di Matteo Renzi»

«Certo è che da qualche parte bisognerà trovare le risorse necessarie alla manovra»

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Per il Cittadino Contribuente che aumenti l’Iva oppure aumentino altre tasse è la stessa identica cosa. Sarà tartassato sempre più.

Ah, bei tempi quando si stava peggio!!

Fatto si è che la finanziaria graverà per 35 – 40 miliardi sulla groppa dei lavoratori, tutti lieti e soddisfatti di concorrere a mantenere la piattaforma Rousseau.

Questo Governo semplicemente non ha la più pallida idea di dove reperire le risorse necessarie.

L’aspetto farsesco è che poi parlano di abbassare le tasse.


Alert Manovra: fallisce vertice notturno ma oggi è giornata campale

Manovra: la giornata sarà campale, occhi sulla NADEF. Cosa aspettarsi dopo il fallito vertice notturno?

Ancora nubi sulla manovra di bilancio del governo giallorosso.

Il vertice convocato nella notte da Giuseppe Conte si è rivelato completamente fallimentare e ha aperto le porte a una nuova ondata di incertezze e dubbi. I tempi sono adesso ancor più stretti.

Quella di oggi, lunedì 30 settembre, si rivelerà una giornata campale per le sorti della manovra italiana. Tra qualche ora l’esecutivo dovrà infatti presentare al parlamento la tanto attesa NADEF, primo passo verso la stesura della Legge di Bilancio 2020.

Manovra: perché è fallito il vertice notturno

Alle ore 22:00 di ieri, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha cercato di trovare la quadra sulla manovra (in vista della presentazione della NADEF) assieme agli esponenti dei maggiori partiti di governo.

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, Luigi Di Maio (M5S), Teresa Bellanova (IV), Dario Franceschini (PD), Riccardo Fraccaro (M5S) e Roberto Speranza (LeU) si sono tutti seduti al tavolo delle discussioni accanto al premier.

La riunione però si è rivelata completamente fallimentare. Alle ore 02:00 i partecipanti si sono salutati e hanno rimandato le discussioni sulla manovra alla giornata odierna, la stessa in cui dovrà necessariamente vedere la luce la NADEF.

Ma perché il vertice è fallito? Le discussioni maggiori si sono concentrate sull’aumento dell’IVA e sul reperimento delle risorse necessarie a finanziare la Legge di Bilancio senza sforare un certo livello di deficit.

Cosa aspettarsi oggi dalla NADEF?

Molto probabilmente la giornata di oggi si rivelerà ricca di tensione vista la posta in gioco. Nella NADEF (prevista per venerdì ma slittata ad oggi) dovranno infatti essere inseriti i dati fondamentali sui quali poi dovrà essere costruita la manovra.

Sicuramente la misura più scansionta sarà il deficit/PIL, lo stesso che ha causato un lungo braccio di ferro tra l’Italia e l’Europa in occasione della Legge di Bilancio 2019.

Le indiscrezioni di qualche giorno fa hanno parlato di un rapporto al 2,3%, ma le discussioni in merito non si sono risparmiate. Luigi Di Maio si è scagliato contro qualsiasi aumento dell’IVA durante il vertice notturno e alle sue dichiarazioni hanno poi fatto eco quelle di Matteo Renzi.

Certo è che da qualche parte bisognerà trovare le risorse necessarie alla manovra. Nella giornata di oggi continueranno probabilmente a contrapporsi le posizioni di chi vuole evitare a ogni costo l’aumento dell’IVA anche portando il deficit al 2,4% e quelle di chi si batterà per tenere la misura entro e non oltre il 2,2%. Partorire la NADEF e la Legge di Bilancio non sarà facile per il nuovo esecutivo.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Thüringen. Il 27 ottobre si vota nel Land. Notizie grame per Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-30.

2019-09-14__ Thüringen 001

Con le elezioni del 27 ottobre in Thüringen si chiuderà il ciclo delle elezioni statali di questo anno nel Länder orientali.

I sondaggi di propensione al voto prospetterebbero per la Cdu una perdita di 9.5 punti percentuali, per la Linke di 2.2 punti percentuali, per la Spd di 3.4 punti percentuali. Molto buona la posizione dei Grüne, che guadagnerebbero 5.3 punti percentuali ed ottima AfD, che guadagnerebbe 10.4 punti percentuali, raddoppiando i consensi.

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2019-09-14__ Thüringen 002

Queste elezioni fanno seguito a quelle tenute il 1° settembre in Brandenburg ed in Sachsen.

In quei due Länder la Cdu ha perso poco più di sette punti percentuali, la Spd attorno ai cinque e la Linke sugli otto punti percentuali.

Da un punto di vista politico, la caduta dei partiti che formano la Große Koalition sembrerebbe essere più importante della chiara vittoria di AfD.

Se la Spd si avvia a diventare una forza politica marginale, lo sgretolamento della Cdu pone problemi seri.

A questo punto che Frau Merkel si dimetta o meno sta diventando fatto marginale: una Bundeskanzlerin priva di supporto elettorale in patria ha ben scarse possibilità di far sentire la sua voce nel contesto internazionale. È come se non ci fosse: potrà avere dei colpi di coda, sicuramente sì, ma il suo destino sembrerebbe essere stato segnato. Lascerà in eredità il chaos politico ed economico.

Pubblicato in: Armamenti, Cina

Cina. Alla sfilata del 1° ottobre ci saranno grandi sorprese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-30.

Pechino-Cina

Si resta stupefatti nel constatare i livelli di sviluppo sociale, economico e militare raggiunti dalla Cina nel breve volgere di trenta anni.

Alla parata militare del 1° ottobre sfileranno almeno otto grandi novità negli armamenti.

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                         DF-41 missile

«The Missile Defense Project at the Center for Strategic and International Studies says the DF-41 will have a range of up to 9,320 miles (15,000 kilometers), more than any missile on Earth, and will be capable of carrying 10 independently targeted nuclear warheads. From launch in China, it could theoretically hit the continental United States in 30 minutes, the Missile Defense Project says.»

«Mobile-launched DF-41s can be carried by trucks and trains. Satellite photos taken earlier this year showed DF-41 mobile launchers in the PLARF Jilintal training area in Inner Mongolia, according to the Federation of American Scientists (FAS), which monitors world nuclear arms developments»

«The DF-41 is solid-fueled, like the Russian missiles. Solid-fueled missiles are easier to deploy and quicker to launch than liquid versions.»

«China may be ready to deploy the DF-41 in numbers. At least 18 of them appeared to be at the Inner Mongolia training ground in satellite photos earlier this year»

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                         JL-2 submarine-launched ballistic missile (SLBM)

«This is the main weapon aboard China’s Jin-class fleet of nuclear-powered ballistic missile submarines. Four of the subs are in service, with two more under construction.»

«Each sub can carry 12 of the single-warhead JL-2 missiles. With an estimated range of 4,473 miles (7,200 kilometers), it is regarded as more of a regional than global weapon»

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                         DL-17

«This is an example of a hypersonic glide vehicle, or HGV. It is launched via a standard missile rocket — but after reaching the desired altitude, the booster rocket is jettisoned and the HGV carries the missile payload to target.»

«China has been testing HGV technology since 2014 and is expected to deploy it in 2020, according to the Missile Defense Project. The DF-17 will be capable of carrying both nuclear and conventional warheads, it added.»

«HGVs can fly low and fast — at least five times the speed of sound, or 3,800 mph (6,115 kph), according to the Missile Defense Advocacy Alliance — with maneuverability to avoid enemy radar detection and air defenses.»

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                         H-6N bomber

«The H-6 has been Beijing’s core long-range bomber for years, but images taken during flyover rehearsals for Tuesday’s parade show what could be a significant upgrade.»

«These could be DF-21 anti-ship ballistic missiles, …. »

«The ability to carry the DF-21 would give the bomber “an impressive stand-off capability against large enemy warships, especially aircraft carriers,”»

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                         DR-8 drone

«This stealthy drone is drawing lots of attention leading up to the parade, much of that due to its sleek shape and supersonic speed.»

«Thought to be able to fly up to five times the speed of sound, the main mission of the DR-8 could be to get close to foreign aircraft carriers during conflict and send targeting information back to missile launchers»

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                         Sharp Sword drone

«China military watchers have been tweeting images of what they speculate is the Sharp Sword, a bat wing-shaped drone designed for use from aircraft carriers.»

«The drone is thought to have two internal bomb bays and its stealthy design indicates it’s built for a new type of drone warfare»

«“What makes Sharp Sword different … is that it is stealthy, which means it is built not for Afghanistan-type scenarios, where the enemy is equipped with little more than rifles, but for situations where it might have to evade sophisticated air defenses”»

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                         Drone submarine

«More mysterious was an image of a large autonomous underwater vehicle. Its mission remains unknown»

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                         Tanks

«There was no indication as to why the camouflage scheme was changed, but it prompted speculation about whether China sees a new mission for its ground forces»

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Non si può fare politica estera senza delle efficienti forze armate.


CNN. 2019-09-27. China is preparing to show off some incredible weaponry. Here’s what it could be

Hong Kong (CNN)Powerful, domestically-built and in the People’s Liberation Army arsenal right now — China is expected to show off some of the most advanced weaponry the world has ever seen during a special National Day military parade in Beijing on Tuesday, October 1.

About 15,000 personnel, more than 160 aircraft and 580 pieces of weaponry and equipment will be part of the 80-minute procession through the Chinese capital, which will highlight the country’s military advances in the 70 years since the founding of the People’s Republic of China.

Key among those is drone technology — of which Beijing boasts some of the world’s best — and advanced missile systems.

Maj. Gen. Tan Min, executive deputy director of the Military Parade Joint Command Office and deputy chief of staff of the Central Theater Command of the People’s Liberation Army (PLA), said at a press briefing this week that all weapons to be on display were in service and made in China, highlighting the country’s ability to innovate in defense research and development.

Here are some of the key items to look out for Tuesday.

DF-41 missile

Much of the parade hype has focused on this powerful intercontinental-range ballistic missile, thought to be the mainstay of the People’s Liberation Army Rocket Forces (PLARF) arsenal for years to come — and, by some estimations, the most powerful missile on the planet.

Under development since 1997, the DF-41 was rumored to appear in parades in 2015 and 2017, but instead was kept under wraps.

Rumors that it will get a showing this around were sent into overdrive following reports in China’s state media that the missile was spotted during parade rehearsals in Beijing earlier this month.

The Missile Defense Project at the Center for Strategic and International Studies says the DF-41 will have a range of up to 9,320 miles (15,000 kilometers), more than any missile on Earth, and will be capable of carrying 10 independently targeted nuclear warheads. From launch in China, it could theoretically hit the continental United States in 30 minutes, the Missile Defense Project says.

Mobile-launched DF-41s can be carried by trucks and trains. Satellite photos taken earlier this year showed DF-41 mobile launchers in the PLARF Jilintal training area in Inner Mongolia, according to the Federation of American Scientists (FAS), which monitors world nuclear arms developments.

Those satellite photos also show what “strongly resembles” a silo, according to Hans Kristensen, director of the Nuclear Information Project at the FAS, who analyzed the images.

Kristensen wrote the possible missile silos appeared to bear more of a resemblance to Russian ICBM versions than existing silos for older, liquid-fueled Chinese ICBMs. The DF-41 is solid-fueled, like the Russian missiles. Solid-fueled missiles are easier to deploy and quicker to launch than liquid versions.

The backbone of the United States nuclear arsenal, the Minuteman III missile, is a solid-fueled, silo-based weapon. However, it carries only one warhead, as its original three-warhead design was limited by nuclear treaties with Russia.

China may be ready to deploy the DF-41 in numbers. At least 18 of them appeared to be at the Inner Mongolia training ground in satellite photos earlier this year.

Though capable of carrying 10 warheads, it is likely only three would be on each missile, with the rest being dummy or decoy warheads, according to the Bulletin of the Atomic Scientists (BAS).

Part of that has to do with warhead availability. China’s nuclear warhead inventory is estimated at 290 for use on ballistic missiles and bomber aircraft, the Bulletin said in its 2019 report on Beijing’s nuclear forces.

JL-2 submarine-launched ballistic missile (SLBM)

A nuclear-powered submarine of the People’s Liberation Army Navy’s North Sea Fleet prepares to dive into the sea.

This is the main weapon aboard China’s Jin-class fleet of nuclear-powered ballistic missile submarines. Four of the subs are in service, with two more under construction.

Each sub can carry 12 of the single-warhead JL-2 missiles. With an estimated range of 4,473 miles (7,200 kilometers), it is regarded as more of a regional than global weapon.

That range puts targets from India to Alaska in range from coastal Chinese waters, the BAS report says. But for it to threaten the continental US, for instance, the subs would have to get past formidable US anti-submarine choke-points around Japan and deep into the Pacific.

A longer-range SLBM, the JL-3, was reportedly tested in late 2018 and again in June this year, according to Jane’s Defence Weekly, but that missile remains in development and it would be a surprise to see it on October 1.

Still, the Chinese SLBM force falls short of the US. The US Navy’s Ohio-class ballistic submarine fleet numbers 14, with each of those subs capable of carrying 20 Trident missiles. Each of those missiles can carry up to 10 warheads.

DL-17

This is an example of a hypersonic glide vehicle, or HGV. It is launched via a standard missile rocket — but after reaching the desired altitude, the booster rocket is jettisoned and the HGV carries the missile payload to target.

HGVs can fly low and fast — at least five times the speed of sound, or 3,800 mph (6,115 kph), according to the Missile Defense Advocacy Alliance — with maneuverability to avoid enemy radar detection and air defenses.

China has been testing HGV technology since 2014 and is expected to deploy it in 2020, according to the Missile Defense Project. The DF-17 will be capable of carrying both nuclear and conventional warheads, it added.

A Congressional Research Service report from September 17 notes that the US trails China — and Russia — in hypersonic development and is not expected to have an operational weapon before 2022.

The US is also not expected to have a an HGV with nuclear capability, the CRS says. “As a result, US hypersonic weapons will likely require greater accuracy and will be more technically challenging to develop than nuclear-armed Chinese and Russian systems,” the report adds.

H-6N bomber

The H-6 has been Beijing’s core long-range bomber for years, but images taken during flyover rehearsals for Tuesday’s parade show what could be a significant upgrade.

Photos posted on social media sites in China — which have been popping up on Western sites — show what appear to be points to mount large missiles.

These could be DF-21 anti-ship ballistic missiles, according to Joseph Trevethick, writing on the War Zone blog.

The ability to carry the DF-21 would give the bomber “an impressive stand-off capability against large enemy warships, especially aircraft carriers,” Trevethick said.

Jane’s Defense Weekly noted another update on the H-6N over its predecessor, the H-6K — a nose-mounted probe for aerial refueling. That gives the bomber the ability to fly deeper into the Pacific from the Chinese mainland.

Combined, the two developments mean US aircraft carriers would need to stay further out to sea during conflict and their aircraft, predominantly F/A-18 jets, would have more difficulty reaching targets.

DR-8 drone

This stealthy drone is drawing lots of attention leading up to the parade, much of that due to its sleek shape and supersonic speed.

Thought to be able to fly up to five times the speed of sound, the main mission of the DR-8 could be to get close to foreign aircraft carriers during conflict and send targeting information back to missile launchers, reports say.

Some analysts note that satellite images of what is believed to be the DR-8, as well as tarp-covered objects seen in parade rehearsals, resemble the US military’s D-21 supersonic reconnaissance drone, which was introduced in the 1960s.

The D-21 would self-destruct after dropping its high-resolution camera payload into friendly hands. The program was canceled in 1971 after four of the aircraft were lost in missions over … China.

Sharp Sword drone

China military watchers have been tweeting images of what they speculate is the Sharp Sword, a bat wing-shaped drone designed for use from aircraft carriers.

The drone is thought to have two internal bomb bays and its stealthy design indicates it’s built for a new type of drone warfare, says analyst Sam Roggeveen, writing on the Lowy Institute’s Interpreter blog.

“What makes Sharp Sword different … is that it is stealthy, which means it is built not for Afghanistan-type scenarios, where the enemy is equipped with little more than rifles, but for situations where it might have to evade sophisticated air defenses,” Roggeven says.

The Sharp Sword was first tested in 2013, and an appearance in the October 1 parade could signal that it’s close to deployment.

Other countries, including the US, have been developing drones to use off carriers. The US Navy’s MQ-25 Stingray has just started flight tests with an eye to deployment in 2024 as an aerial tanker.

Drone submarine

The state-sanctioned Global Times noted its appearance in rehearsals, adding: “More mysterious was an image of a large autonomous underwater vehicle. Its mission remains unknown.”

This could be one of China’s first undersea drones. A 2015 report from the Rand Corp. think tank said the Beijing government, relying mainly on military funding, had set up at least 15 research teams at universities and institutes to develop technology for unmanned underwater vehicles (UUVs).

Tanks

Images have surfaced of Type 99 main battle tanks and Type 15 light tanks during parade rehearsals.

Rehearsal from the ground in Beijing for the upcoming military parade marking the 70th anniversary of the People’s Republic of China on October 1–Type 99 main battle tank, Type 15 light tank, Type 04 infantry fighting vehicle (IFV), Type 05 amphibious IFV for Chinese Marine Corps pic.twitter.com/5FmjY5YkC8

— Simon Chen, MD (@simonbchen) September 15, 2019

A story on the PLA’s English website notes the parade would mark the public debut of the Type 15.

It also noted a change in the Type 99s, desert camouflage, which was “delighting enthusiasts who recalled the jungle look of previous parades.”

There was no indication as to why the camouflage scheme was changed, but it prompted speculation about whether China sees a new mission for its ground forces.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Europarlamento sospende le audizioni dei candidati rumeno ed ungherese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-30.

EP-051364A_Tajani_Brexit

«La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha sospeso le audizioni dei due candidati commissari di Romania e Ungheria, perché sono stati identificati conflitti di interesse»

«La commissione ha invece dato il via libera alle audizioni di altri 24 commissari candidati.»

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I liberal socialisti del parlamento europeo odiano di odio mortale alcuni paesi dell’est Europa ed i loro Governi, perché non si piegano ai loro voleri.

Di recente hanno fatto nominare Mrs Laura Codruța Kövesi, nata di nazionalità rumena, Procuratore capo dell’Unione Europea. La Kövesi, che a trenta anni era assunta alla carica di Procuratore Generale in Romania, ne fu destituita a seguito di una lunga serie di illeciti e fatti penalmente rilevanti. Per una certo quale lasso di tempo fu anche arrestata e detenuta. La Kövesi era un giudice al servizio dei desiderata dei liberal europei: incriminava per corruzione i lor nemici politici. Cacciata via con ignominia dalla Romania, ha trovato rifugio sotto le generose ali dei liberal socialisti europei, che la hanno premiata con l’ambita carica e dalla quale si attendono una buona macelleria giudiziale.

«Il governo rumeno si è opposto con veemenza alla nomina di Kovesi e l’ambasciatore rumeno è stato incaricato di votare contro.»

È stato uno sfregio.

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Nel prossimo futuro porremo vedere come evolverà la situazione.

Oramai, tra poco più di un mese usciranno di scena Mr Juncker, Mr Tusk, e tutto il loro apparato. Ci sarà modo di vedere Mrs von der Leyen all’opera.

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Pe, sospese audizioni commissari Romania-Ungheria

“La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha sospeso le audizioni dei due candidati commissari di Romania e Ungheria, perché sono stati identificati conflitti di interesse”. La commissione ha invece dato il via libera alle audizioni di altri 24 commissari candidati. Lo scrive Jaume Duch, direttore generale della comunicazione e portavoce del Parlamento europeo su Twitter.

In una nota il parlamento europeo precisa che “per 24 commissari designati, la procedura JURI è terminata. Per 2 candidati, la procedura in JURI è stata sospesa per ora. Per questi casi, il presidente del Pe invierà una lettera al presidente della Commissione, dichiarando che è stato individuato un conflitto di interessi”. L’Eurocamera ricorda che “come indicato nell’allegato VII del regolamento: il via libera della Juri è una condizione preliminare per lo svolgimento di un’audizione”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Sondaggio Ipsos. Giudizio sul Governo: 39% positivo e 48% negativo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-29.

Il sondaggio Ipsos pone all’Elettore alcune domande fondamentali. La prima domanda verte la propensione al voto in una competizione elettorale politica.

2019-09-29__Ipsos__001

I risultati sono sostanzialmente stabili da qualche settimana. Italia Viva è quotata al 4.8% e Frateli di Italia sarebbe cresciuto all’8.9%: queste le variazioni significative.


2019-09-29__Ipsos__002

Il giudizio sul Governo Conte è più sfaccettato.

Gli Elettori di Lega e Forza Italia – FdI esprimono giudizi negativi nel 79% e 74% degli intervistati: ci si sarebbe aspettati percentuali ben maggiori.

Ben il 29% dei sostenitori del Partito Democratico hanno espresso giudizio negativo, così come il 25% degli Elettori del M5S. In questo caso ci si sarebbe attesi valori decisamente più bassi, specie tenendo conto dell’avvenuta scissione del PD.

Nella totalità degli intervistati, uno scarno 39% esprime giudizio positivo, mentre il 48% da sentenza negativa. Si noti però che con il passare del tempo il giudizio positivo aumenta.


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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Senza categoria

Auto elettriche. 9,579 immatricolazioni nel 2018.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-29.

Flop 001

«Nel 2018 in Italia sono state 9.579 le elettriche immatricolate (5.010 pure e 4.569 ibride): lo 0,5% del totale»

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I dati sono questi: le auto elettriche pure sono lo 0.25 delle immatricolazioni totali.

Ci si pone soltanto qualche domanda.

– Che senso abbia il proliferare in ogni comune di colonnine di ricarica quando il parco auto elettriche è residuale?

– Non avrebbe potuto il denaro pubblico essere utilizzato per opere di beneficio generale?

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Corriere. 2019-09-26. Auto elettriche, tutti ne parlano, ma ancora pochi le comprano

Nel 2018 in Italia sono state 9.579 le elettriche immatricolate (5.010 pure e 4.569 ibride): lo 0,5% del totale

Per la prima volta in Italia, ad aprile, è stata superata la soglia delle 1.000 auto elettriche pure immatricolate in un mese, risultato che si è ripetuto in maggio e in giugno e che si deve certamente anche agli incentivi all’acquisto («Ecobonus») introdotti dalla Legge di Bilancio 2019, grazie ai quali si è scalfita la barriera più rilevante alla diffusione della mobilità elettrica, cioè l’elevato costo iniziale del veicolo. Questo ha fatto salire a circa 6.000 le auto elettriche «pure» vendute nei primi sette mesi del 2019, ben un migliaio in più rispetto a tutto il 2018, con una crescita del 113% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2018 infatti sono state 9.579 le auto elettriche immatricolate (5.010 pure e 4.569 ibride), appena lo 0,5% del totale (2 milioni) e tuttavia abbastanza da far salire il parco circolante a 22.000 unità. Né va dimenticata la crescita relativa: le elettriche sono aumentate di una volta e mezza rispetto all’anno precedente (e del 113% se si considerano i primi 7 mesi del 2019), i PHEV, o ibridi plug-in, del 60%. Sono alcuni dei risultati emersi dalla terza edizione dello Smart Mobility Report, redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano e presentato per la seconda volta a THAT’S MOBILITY, l’evento dedicato alla mobilità elettrica in corso al MICO, Centro Congressi di Fiera Milano.

L’analisi riguarda i principali macro-trend che stanno ridisegnando il mondo della mobilità verso la smart mobility – dall’elettrificazione alla sharing mobility, all’uso dei veicoli elettrici come soggetto attivo all’interno del sistema elettrico (Vehicle-Grid Integration) – ed è stata supportata da numerosi partner industriali. «Uno scenario incoraggiante nonostante i numeri delle auto elettriche in Italia risultino ancora piccoli se comparati al mercato interno totale dei veicoli o all’andamento della mobilità elettrica nei principali paesi europei, dove rappresentiamo il 2,5% – commenta Vittorio Chiesa, Direttore dell’E&S Group -. Tuttavia, è ormai chiaro a tutti che non stiamo più parlando di una “nicchia”, ma di una componente fondamentale dei trasporti del futuro. Opinione suffragata dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima – PNIEC, che fissa obiettivi ambiziosi per i prossimi anni.

Ottimi segnali sono l’ampliamento dell’offerta di modelli di auto, oggi più di 60 (+260% rispetto al 2015) tra «puri» e ibridi plug-in – continua Chiesa – così come lo sforzo degli operatori della ricarica, che ha permesso di raggiungere gli 8.200 punti di ricarica ad accesso pubblico installati oggi in Italia, aumentando la percezione di adeguatezza dell’infrastruttura da parte degli utenti”. In tutto il mondo, nel 2018 sono stati immatricolati 2,1 milioni di veicoli elettrici, sia «full electric» (70% del totale) che ibridi plug-in, con un trend di crescita sul 2017 (+78%) che ci si aspetta venga confermato nel 2019, quando si dovrebbero superare i 3 milioni. La Cina svetta con 1,2 milioni di nuovi veicoli elettrici (+78%), il triplo dell’Europa che però si conferma il secondo mercato con oltre 400.000 immatricolazioni (+34%). Seguono Stati Uniti (350.000, +79%) e Giappone (53.000, -6%). In Europa, al primo posto ancora la Norvegia, che con oltre 72.000 nuove auto elettriche segue Cina e Stati Uniti e registra un impressionante 49% sul totale dei nuovi veicoli nel Paese. Al secondo posto la Germania (67.000, +24%), poi Gran Bretagna e Francia (rispettivamente 60.000 e 45.000, +26% e +24%).

Pubblicato in: Ideologia liberal

Merkel e ‘clima’. La fronda cresce e prende sempre più forza.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-29.

Germania. Große Koalition kaputt. Thinking the Unthinkable. 001

Il 24 ottobre 2021 la Germania tornerà alle urne. Due anni passano presto.

L’ultimo sondaggio di propensione a voto indicherebbe questi risultati, accanto ai quali tra parentesi riportiamo le percentuali conseguite nelle elezioni del 2017.

Union, ossia Cdu e Csu, 26% (32.9%), Sp 14% (20.5%), AfD 16% (12.6%), Fdp 8% (10.7%), Linke 8% (9.2%), Grüne 22% (8.9%).

L’attuale Bundeskanzlerin Frau Merkel ha dichiarato che non si presenterà per un nuovo mandato, e la formazione di una nuova Große Koalition sembrerebbe essere impossibile.

Come possano evolversi le cose di qui a due anni è cosa impossibile da prevedersi: l’unico elemento certo sarebbe quello che il nuovo cancelliere potrebbe anche mutare radicalmente la Weltanschauung politico economica tedesca, situazione che verosimilmente raccoglierà ridotta a pezzi.

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Già adesso si iniziano a notare segni di scollamento nella politica sul ‘clima’. I Grüne sono in reflusso, ed i cittadini sembrerebbero essere sempre più insofferenti.

Germania. Energie alternative. Quasi tutto bloccato dai residenti.

Ma gli ostacoli principali alle politiche energetiche di Frau Merkel sarebbero quelli economici.

«German climate protection plans involving the closure of some coal plants might cost 1.2 billion euros ($1.32 billion) by 2030 without achieving the desired reductions in carbon emissions, an independent study said on Monday»

«A draft law detailing the plan to shut hard coal fired power plants by offering operators fiscal incentives in auctions, seen by Reuters on Sept. 5, showed Germany will start shutting coal plants from next year, under a long-term exit plan up to 2038»

«The government aims to meet a target of reducing carbon emissions to 55% of their 1990 level by 2030»

«“Because of planned price caps, more plants might have to be forced to close on top (of those awarded money in the closure auctions), which brings the risk of compensation lawsuits and delays,”»

«The draft law envisages that by 2022, around 12 plants run by operators including RWE, EnBW and smaller competitors would be shut, leaving 30 with 15 gigawatts (GW) capacity»

«Aurora said that an assumed maximum price of 150,000 euros compensation per megawatt – with taxpayers’ costs in mind – may achieve the first round of closures, with the desired outcome of idling old plants in north Germany not crucial for meeting demand in the industrial south»

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Fare piani al 2038, ossia un arco di tempo di venti anni, presuppone la certezza che le attuali volontà politiche restino immutate, cristallizzate, almeno per tutto questo lungo lasso di tempo. Ma con l’ottobre 2021 Frau Merkel uscirà di scena e la depressione economica si sarà fatta sentire con tutta la sua forza.


German coal closure auctions could be costly, insufficient: study

FRANKFURT (Reuters) – German climate protection plans involving the closure of some coal plants might cost 1.2 billion euros ($1.32 billion) by 2030 without achieving the desired reductions in carbon emissions, an independent study said on Monday.

A draft law detailing the plan to shut hard coal fired power plants by offering operators fiscal incentives in auctions, seen by Reuters on Sept. 5, showed Germany will start shutting coal plants from next year, under a long-term exit plan up to 2038.

The government aims to meet a target of reducing carbon emissions to 55% of their 1990 level by 2030.

“Because of planned price caps, more plants might have to be forced to close on top (of those awarded money in the closure auctions), which brings the risk of compensation lawsuits and delays,” said the study from Aurora Energy Research.

The draft law envisages that by 2022, around 12 plants run by operators including RWE, EnBW and smaller competitors would be shut, leaving 30 with 15 gigawatts (GW) capacity.

Aurora said that an assumed maximum price of 150,000 euros compensation per megawatt – with taxpayers’ costs in mind – may achieve the first round of closures, with the desired outcome of idling old plants in north Germany not crucial for meeting demand in the industrial south.

But later on, the lawmakers might offer decreases down to 100,000 euros/MW up to 2030, Aurora said, stressing this was an assumption as the draft had not specified the levels yet.

Fewer operators might accept these pay-offs, causing undersubscribed auctions and necessitating ordered shutdowns that could cause more emissions and messy lawsuits that the exit plan was meant to avoid, Aurora said.

The country’s energy regulator will have to decide on mandated closures on the basis of the plants’ age.

After 2030, there will be no more compensation for plants over the age of 25 years.

Other factors that operators will bear in mind to prepare themselves for the auctions were raw material and wholesale prices as well as power demand in coming years, Aurora said.[EL/DE]

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

EU. Lamberts (Grüne) dichiara che M5S è un’azienda in mano del solo Casaleggio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-29.

unione europea 001

Nell’Europarlamento il M5S sta cercando un gruppo parlamentare nel quale potersi trasferire. Operazione invero non molto semplice. Questa a seguito è la prima risposta dei Grüne.

«Eurodeputato ecologista, ‘vero capo M5s è Casaleggio’»

«Incontreremo i cinque stelle e ascolteremo quello che hanno da dire»

«Le nostre preoccupazioni sul M5s sono note. Nonostante votino come noi su moltissimi temi, abbiamo a che fare con un’organizzazione che non è un partito, ma un’azienda nelle mani di una sola persona” e questo “non è in linea con i criteri democratici”.»

«”Abbiamo visto che il signor Casaleggio, il vero capo del partito – ha sottolineato Lamberts – si sente perfettamente a suo agio quando incontra Steve Bannon, che non è esattamente uno dei pensatori chiave dell’ideologia ‘verde’. Siamo molto sospettosi sull’organizzazione, anche se cooperiamo molto bene con le persone” nel Parlamento Ue.»

«Sull’ipotesi di una cooperazione con il M5s, Lamberts ha quindi concluso: “Siamo cauti, molto cauti”.»

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Se queste sono le premesse, sarà dura per M5S transitare nel gruppo parlamentare Grüne.

– M5S è un’azienda;

– ‘vero capo M5s è Casaleggio’;

– un’organizzazione che non è un partito;

– non è in linea con i criteri democratici.

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Un giudizio tranchant.


Ansa. 2019-09-28. Lamberts (Verdi), M5s è azienda in mano a uno solo

Eurodeputato ecologista, ‘vero capo M5s è Casaleggio’.

“Incontreremo i cinque stelle e ascolteremo quello che hanno da dire. Le nostre preoccupazioni sul M5s sono note. Nonostante votino come noi su moltissimi temi, abbiamo a che fare con un’organizzazione che non è un partito, ma un’azienda nelle mani di una sola persona” e questo “non è in linea con i criteri democratici”. Così il co-presidente dei Verdi europei, l’eurodeputato Philippe Lamberts, interrogato sulle aspettative per l’incontro di oggi con il Movimento 5 Stelle.

“Abbiamo visto che il signor Casaleggio, il vero capo del partito – ha sottolineato Lamberts – si sente perfettamente a suo agio quando incontra Steve Bannon, che non è esattamente uno dei pensatori chiave dell’ideologia ‘verde’. Siamo molto sospettosi sull’organizzazione, anche se cooperiamo molto bene con le persone” nel Parlamento Ue. “Immaginatevi – ha aggiunto – se due anni e mezzo fa avessimo preso a bordo i cinquestelle: ci saremmo trovati a confrontarci, prima delle elezioni, con la maggiore delegazione nei Verdi che era insieme all’estrema destra” in Italia. Sull’ipotesi di una cooperazione con il M5s, Lamberts ha quindi concluso: “Siamo cauti, molto cauti”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Casaleggio parlerà all’Onu a nome del Governo Italiano. Commento di Sassoli.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-28.

Siluro 001

Davide Casaleggio è di fatto il Gauleiter di Italia.

Il 1° ottobre volerà a New York dalle Nazioni Unite, ove parlerà a nome e per conto del Governo italiano.

Egli è il gestore della piattaforma Rousseau:

«Parlerò all’Onu per Rousseau. L’Italia sia leader sui diritti digitali».

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Quindi una persona non eletta e nemmeno nominata rappresenterà l’Italia nel consesso internazionale facendo reclame al prodotto digitale di cui detiene la proprietà.

«Leggo di una proposta Casaleggio all’Onu — attacca Filippo Sensi, deputato del Pd —. A nome, nientemeno dell’esecutivo italiano. Quale? Quello di prima? Quello di adesso? E il governo? Russo? Sveglia».

«Casaleggio continua a evitare il macigno che pesa sulla democrazia italiana: il conflitto d’interessi tra la sua azienda privata e il partito dai cui parlamentari riceve finanziamenti obbligatori».

«Ormai l’associazione Rousseau, sostituisce ogni tipo di istituzione. Si mette al posto del parlamento con i suoi referendum tutt’altro che trasparenti che impongono questa o quella decisione» [Maurizio Gasparri]

«A che titolo e per dire cosa va Rousseau alle Nazioni Unite a un incontro di rango istituzionale?»

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Preferiremmo non commentare, ma comprendiamo molto bene il perché della diaspora.

In ogni caso, i fedeli scudieri del partito democratico iniziano a rivoltarsi. Si è mosso addirittura David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo, pidiino di acciao al wolframio.

Piattaforma Rousseau, Sassoli (PD): “I bilanci devono essere pubblici”

«Il vicepresidente del Parlamento europeo attacca il Movimento 5 Stelle.»

«“È ora di fare chiarezza sulla piattaforma Rousseau: se parlamentari elargiscono denaro pubblico ad una società i suoi bilanci devono essere pubblici”. Lo chiede David Sassoli (PD), vicepresidente del Parlamento europeo, annunciando la richiesta di una verifica sulla società di Casaleggio.

Il comunicato di Sassoli

“Rousseau si comporta come una fondazione legata ad un partito politico – si legge nella nota stampa diffusa dal vicepresidente del Parlamento europeo – e quindi dev’essere soggetta al rispetto di vincoli di trasparenza. Credo che questa materia, se non interverranno organi nazionali, sia destinata ad interessare anche le istituzioni europee. La politica italiana in questo momento è condizionata da una società occulta che vincola parlamentari ad una obbedienza che stravolge – conclude Sassoli – il rapporto fra eletti e elettori così come stabilito dalla Costituzione e dalle norme europee sulla trasparenza”.»

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Missione all’Onu con Rousseau, Casaleggio sotto attacco da Pd ed ex M5S: «È in conflitto di interessi»

Il presidente del braccio operativo digitale del Movimento vola alle Nazioni unite con il governo per parlare di diritti digitali. Dure polemiche da alleati di governo e opposizione.

«Parlerò all’Onu per Rousseau. L’Italia sia leader sui diritti digitali». Con queste parole, contenute in una intervista al Corriere della Sera, il presidente di Rousseau (braccio operativo digitale del M5S) Davide Casaleggio annunciato che il prossimo 1 ottobre parteciperà ad un evento promosso dal governo alle Nazioni Unite a New York: «Ma viaggerò a mie spese», ha voluto precisare. Assieme a Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, fondatore del Movimento cinque stelle, volerà oltreoceano anche la ministra per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano, anche lei del M5S.

L’annuncio di Casaleggio ha però innescato pesanti reazioni politiche, dagli alleati di governo del Pd agli ex parlamentari Cinque stelle, passando per Fratelli d’Italia. «Leggo di una proposta Casaleggio all’Onu — attacca Filippo Sensi, deputato del Pd —. A nome, nientemeno dell’esecutivo italiano. Quale? Quello di prima? Quello di adesso? E il governo? Russo? Sveglia». Mentre Andrea Romano, altro deputato dem, aggiunge: «Casaleggio continua a evitare il macigno che pesa sulla democrazia italiana: il conflitto d’interessi tra la sua azienda privata e il partito dai cui parlamentari riceve finanziamenti obbligatori».

Dure anche le parole della leader di Giorgia Meloni: «Il governo in cui siede Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo politico del M5S, organizza all’Onu un evento sulla cittadinanza digitale e invita Davide Casaleggio a promuovere il progetto Rousseau — attacca Giorgia Meloni —. Nessuno ha niente da dire su questo enorme conflitto di interessi? Cercasi coerenza Cinquestelle».

«Taglio dei parlamentari, introduzione del vincolo di mandato per deputati e senatori, parlamento inutile tra pochi anni — attacca invece Benedetto Della Vedova di +Europa —: questo è il coerente disegno di fuoriuscita dalla democrazia liberale che a nome del governo italiano Casaleggio, gestore Rousseau, porterà come contributo alla discussione sul futuro della democrazia. Questa è la visione di tutta la maggioranza?».

Bufera anche da Forza Italia: «Ormai l’associazione Rousseau, sostituisce ogni tipo di istituzione. Si mette al posto del parlamento con i suoi referendum tutt’altro che trasparenti che impongono questa o quella decisione», dice Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. «A che titolo e per dire cosa va Rousseau alle Nazioni Unite a un incontro di rango istituzionale? — aggiunge —. Siamo di fronte a un rovesciamento della realtà. Un’associazione privata, finanziata in modo tutto da chiarire, che va perfino al Palazzo di Vetro, a dire quello che pensa l’Italia».

Anche Paolo Becchi, filosofo e saggista, considerato l’ex «ideologo» del M5S, interviene sul caso: « Casaleggio viaggia a spese sue, propone da privato all’Onu un progetto per l’Italia che in fondo incentiva il lavoro di aziende come la sua: “ Parlerò all’Onu per Rousseau. L’Italia sia leader…“. Ci si chiede: ma il governo italiano esiste ancora?».

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Umbria. Elezioni Regionali. Effetti della frammentazione del PD.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-28.

Alì Babà ed i 40 Laroni 001

«Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore». Napoleone Bonaparte.


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Le elezioni regionali in Umbria del prossimo 27 ottobre sono decisive per l’attuale governo e soprattutto per il Pd, reduce dall’alleanza di governo con il M5S e dalla scissione dolorosa di Matteo Renzi che ha lanciato Italia Viva. Una mancata crescita significativa dei partiti che sostengono il governo rossogiallo sarebbe per questi un sonora sconfitta.

Non a caso, il M5S per voce dell’on Di Maio ha accondisceso a formare una coalizione a sostengo di un giunta civica. Solo i risultati elettorali chiariranno la situazione.

Ma il diavolo si cela nei particolari.

«In Umbria il Centrodestra si attesta attualmente sul 47,5% con la Lega al 32-36%, Fratelli d’Italia e Forza Italia entrambi al 5-7% e altri di Cdx 1-2%. Il Partito Democratico, stando alle stime del sondaggista Nicola Piepoli, si colloca tra il 25 e il 27% e il Movimento 5 Stelle vale il 17-21%.»

«La somma Pd-M5S raggiunge il 45% ovvero 2,5 punti percentuali in meno del Centrodestra»

«Un’eventuale lista civica unitaria tra i due partiti di governo arriverebbe comunque intorno al 45%.»

«E, quindi, nonostante un marginale vantaggio del Centrodestra a trazione Salvini-Lega la partita appare aperta con il risultato finale tutt’altro che acquisito»

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«Stando ai sondaggi riservati che circolano in questi giorni sia nell’area del Centrosinistra sia in quella del Centrodestra, Rossano Rubicondi – candidato dei Comunisti alla guida della Regione Umbria – viene accreditato di un expolit tra il 3 e il 4%. »

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Riassumiamo.

Se i partiti afferenti il Governo rossogiallo si presentassero singolarmente, il centrodestra vincerebbe abbastanza facilmente.

Se i partiti afferenti il Governo rossogiallo votassero una lista civica potrebbero invece raggiungere il 45%, ossia circa 2.5 punti percentuali meno del centrodestra, lasciandosi così completamente aperta la gara elettorale.

Se invece il 3% – 4% accredito al Partito Comunista confluisse anche esso sulla lista civica di sinistra, questa vincerebbe facilmente la tornata elettorale.

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L’unione fa sempre la forza, ma sotto la condizione che essa sia reale e non di mera facciata: gli Elettori ben percepiscono questa differenza.

Le sinistre hanno una lunga storia di ripetute scissioni, tra le recenti ricordiamo solo quella voluta dall’on Fausto Bertinotti, il cui partito scomparve nel breve volgere di qualche anno.

Al momento non è dato di sapere come si comporterà Matteo Renzi nel corso di queste elezioni.

Sarà un confronto tutto da seguire.


Elezioni Umbria sondaggi: il Pd trema, Pd-M5S rischiano… Inside clamoroso

Elezioni regionali Umbria sondaggi: l’avanzata del candidato del Partito Comunista spaventa il Pd.

Allarme rosso nel Partito Democratico. Le elezioni regionali in Umbria del prossimo 27 ottobre sono decisive per l’attuale governo e soprattutto per il Pd, reduce dall’alleanza di governo con il M5S e dalla scissione dolorosa di Matteo Renzi che ha lanciato Italia Viva.

Le stime del sondaggista Nicola Piepoli pubblicate da Affaritaliani.it (leggi qui l’articolo) danno il Centrodestra avanti di 2,5 punti percentuale sull’inedita coppia Pd-5 Stelle, il famoso patto civico lanciato da Luigi Di Maio. Ma tra i dem dell’Umbria, così come al Nazareno, il vero spauracchio non sono né Matteo Salvini e la Lega né Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia quanto il Partito Comunista di Marco Rizzo, unica opposizione di sinistra all’esecutivo giallo-rosso o giallo-fucsia che sta preparando una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 5 ottobre.

Stando ai sondaggi riservati che circolano in questi giorni sia nell’area del Centrosinistra sia in quella del Centrodestra, Rossano Rubicondi – candidato dei Comunisti alla guida della Regione Umbria – viene accreditato di un expolit tra il 3 e il 4%. Un risultato nettamente al di sopra delle Europee di fine maggio (dove comunque il Partito Comunista aveva ottenuto un significativo 1,6%) e soprattutto determinante – ecco il timore nel Pd – per far perdere l’alleanza di governo e consentire al Centrodestra a trazione leghista di conquistare una delle cosiddette regioni rosse.

Rubicondi è un operaio ed ex funzionario della Cgil che, in questo casi “mosca rossa”, ha scelto di tornare a lavorare in fabbrica, in quanto il sindacato di appartenenza non aveva detto una parola sullo scandalo ‘concorsopoli’ che ha travolto il Pd e portato l’Umbria ad elezioni anticipate.

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Elezioni Umbria sondaggi: risultati clamorosi, ecco chi vince. I dati inattesi

Elezioni regionali Umbria sondaggi: Centrodestra leggermente av. Napoleone Bonaparteanti, ma la sfida con Pd-M5S è aperta. I dati di tutti i partiti.

Centrodestra avanti (di poco) con la Lega primo partito (ma in calo rispetto alle elezioni europee) e sfida aperta con la nascente alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Affaritaliani.it pubblica in esclusiva le prime stime sulle elezioni regionali in Umbria (realizzate dal sondaggista Nicola Piepoli) in programma per domenica 27 ottobre. L’appuntamento è particolarmente importante e atteso dalle forze politiche: sono le prime elezioni dopo il cambio di maggioranza e l’ingresso al governo del Pd al posto della Lega.

In Umbria il Centrodestra si attesta attualmente sul 47,5% con la Lega al 32-36%, Fratelli d’Italia e Forza Italia entrambi al 5-7% e altri di Cdx 1-2%. Il Partito Democratico, stando alle stime del sondaggista Nicola Piepoli, si colloca tra il 25 e il 27% e il Movimento 5 Stelle vale il 17-21%. La somma Pd-M5S raggiunge il 45% ovvero 2,5 punti percentuali in meno del Centrodestra. Un’eventuale lista civica unitaria tra i due partiti di governo arriverebbe comunque intorno al 45%. E, quindi, nonostante un marginale vantaggio del Centrodestra a trazione Salvini-Lega la partita appare aperta con il risultato finale tutt’altro che acquisito.

Gli altri partiti e le altre liste complessivamente vengono dati tra il 6 e il 9%.