Pubblicato in: Istruzione e Ricerca, Medicina e Biologia

Stupefacente progresso nel trattamento delle lesioni spinali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-03.

2018-11-13__Neuroscience__001

«Tre persone paraplegiche sono tornate a camminare grazie a una nuova tecnica di stimolazione elettrica del midollo spinale che veicola gli impulsi in modo ultra preciso attraverso un impianto senza fili. Dopo alcuni mesi di riabilitazione, i pazienti sono riusciti a riconquistare il controllo delle gambe paralizzate mantenendolo anche dopo lo spegnimento dello stimolatore: ora camminano autonomamente, solo con l’aiuto delle stampelle o del deambulatore. Il risultato senza precedenti è pubblicato in un doppio studio sulle riviste Nature e Nature Neuroscience dai ricercatori del Politecnico federale (Epfl) e dell’Ospedale universitario (Chuv) di Losanna.»

2018-11-13__Neuroscience__002

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Questa notizia ha dell’incredibile, ma la ricerca silenziosa e seria riserba sempre risultati di tal fatta.

Accanto alla studio neurofisiopatologico compare anche la pubblicazione della sua applicazione in campo clinico.

Questo è il primo vagito: abbiamo quasi timore e paura a pensare cosa potrà succedere quando questa tecnologia sarà matura, tra una ventina di anni.

Nota.

Questo è un esempio lampante di come la ricerca scientifica si faccia con il cervello e l’intelligenza prima ancora che con i fondi elargiti. In rapporto ai risultati, questa ricerca è costata solo qualche spicciolo.

Senza una stretta meritocrazia non esiste ricerca, ma solo generazione assistenziale di posti di lusso. Le’quote’ sono nemiche giurate del progresso scientifico.


Targeted neurotechnology restores walking in humans with spinal cord injury

Fabien B. Wagner,

Jean-Baptiste Mignardot, […], Grégoire Courtine 

Nature volume 563, pages 65–71 (2018)  

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Grégoire Courtine

– Center for Neuroprosthetics and Brain Mind Institute, School of Life Sciences, Swiss Federal Institute of Technology (EPFL), Lausanne, Switzerland

– Department of Clinical Neuroscience, Lausanne University Hospital (CHUV), Lausanne, Switzerland

– Department of Neurosurgery, Lausanne University Hospital (CHUV), Lausanne, Switzerland

– Faculty of Biology and Medicine, University of Lausanne (UNIL), Lausanne, Switzerland

-These authors jointly supervised this work: Karen Minassian, Jocelyne Bloch, Grégoire Courtine

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Abstract.

Spinal cord injury leads to severe locomotor deficits or even complete leg paralysis. Here we introduce targeted spinal cord stimulation neurotechnologies that enabled voluntary control of walking in individuals who had sustained a spinal cord injury more than four years ago and presented with permanent motor deficits or complete paralysis despite extensive rehabilitation. Using an implanted pulse generator with real-time triggering capabilities, we delivered trains of spatially selective stimulation to the lumbosacral spinal cord with timing that coincided with the intended movement. Within one week, this spatiotemporal stimulation had re-established adaptive control of paralysed muscles during overground walking. Locomotor performance improved during rehabilitation. After a few months, participants regained voluntary control over previously paralysed muscles without stimulation and could walk or cycle in ecological settings during spatiotemporal stimulation. These results establish a technological framework for improving neurological recovery and supporting the activities of daily living after spinal cord injury.

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Pubblicato in: Demografia, Medicina e Biologia

Morbillo. Nel 2017 +30%, 110,000 morti. 2029 casi in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-08.

2018-12-02__Polmonite a cellule gigante, polmonite di Hecht,

Polmonite a cellule gigante, polmonite di Hecht,


La World Health Organization è estremamente chiara.

«- Even though a safe and cost-effective vaccine is available, in 2017, there were 110 000 measles deaths globally, mostly among children under the age of five.

– Measles vaccination resulted in a 80% drop in measles deaths between 2000 and 2017 worldwide.

– In 2017, about 85% of the world’s children received one dose of measles vaccine by their first birthday through routine health services – up from 72% in 2000.

– During 2000-2017, measles vaccination prevented an estimated 21.1 million deaths making measles vaccine one of the best buys in public health.

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Measles is a highly contagious, serious disease caused by a virus. Before the introduction of measles vaccine in 1963 and widespread vaccination, major epidemics occurred approximately every 2–3 years and measles caused an estimated 2.6 million deaths each year.

Approximately  110 000 people died from measles in 2017 – mostly children under the age of 5 years, despite the availability of a safe and effective vaccine.

Measles is caused by a virus in the paramyxovirus family and it is normally passed through direct contact and through the air. The virus infects the respiratory tract, then spreads throughout the body. Measles is a human disease and is not known to occur in animals.

Accelerated immunization activities have had a major impact on reducing measles deaths. During 2000– 2017, measles vaccination prevented an estimated  21.1 million deaths. Global measles deaths have decreased by  80% from an estimated  545 000 in 2000* to  110 000 in 2017.»

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Il morbillo è una patologia infettiva altamente contagiosa, dovuta al Morbillivirus, un genere di virus appartenente all’ordine Mononegavirales e alla famiglia Paramyxoviridae. Sono dei Virus a singolo filamento di RNA e provvisti di capside che causano patologie, come morbillo, cimurro del cane (malattia di Carrè) e la peste bovina.

Quaranta anni dopo che Colombo ebbe scoperta l’America, il frate domenicano spagnolo Bartolomé de las Casas assistette sconvolto alla prima epidemia di morbillo in una popolazione non immune: la quasi totalità dei nativi fu sterminata. Morbillo, vaiolo ed influenza sterminarono gli indiani americani, riducendoli da oltre dieci milioni a poco più dei 250,000 censiti nel 1830.

Il tasso di contagio supera il 90% tra le persone suscettibili che sono esposte e assicura una immunizzazione pressoché definitiva.

Prima del 1963, data in cui fu reso disponibile il vaccino, il morbillo causava oltre due milioni e mezzo di morti ogni anno.

L’umanità è debitrice al prof. Maurice Hilleman ed alla allora società Merk la messa a punto del primo vaccino.

Se nel bambino il morbillo rappresenta raramente un pericolo mortale, nell’adulto difficilmente non porta all’exitus del paziente.

A partire dal 2000 subentrarono due fenomeni.

Dalla constatazione che il morbillo sembrava essere malattia sconfitta, taluni dedussero che le vaccinazioni sarebbero state inutili, con gran risparmio sul loro costo.

Altre persone invece ingigantirono più o meno artatamente i rari effetti collaterali per avviare una campagna di demonizzazione delle vaccinazioni. Propaganda che fece molta presa specie nei paesi europei meridionali.

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I risultati si fecero presto sentire:

«I casi di morbillo sono aumentati nel 2017 e diversi Paesi hanno subito epidemie gravi e protratte della malattia. A causa delle lacune nella copertura vaccinale, i focolai di morbillo si sono verificati in tutte le regioni, mentre sono stati stimati 110,000 decessi correlati alla malattia»

È davvero difficile trovare parole sufficientemente dure per bollare quanti in buona o cattiva fede si siano resi parte attiva nel causare 110,000 morti, e morti anche malo modo.


Aska. 2018-12-01. Oms: casi morbillo aumentati del 30%. 110mila morti nel 2017

Necessarie serie politiche per aumentare le vaccinazioni.

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I casi di morbillo sono aumentati nel 2017 e diversi Paesi hanno subito epidemie gravi e protratte della malattia. A causa delle lacune nella copertura vaccinale, i focolai di morbillo si sono verificati in tutte le regioni, mentre sono stati stimati 110 000 decessi correlati alla malattia. Sono i dati di un nuovo rapporto dell’Oms pubblicato oggi dalle principali organizzazioni sanitarie.

Il rapporto fornisce le stime più esaurienti dell’andamento del morbillo negli ultimi 17 anni e mostra che dal 2000 sono state salvate oltre 21 milioni di persone con le vaccinazioni. Tuttavia, i casi segnalati sono aumentati di oltre il 30% in tutto il mondo a partire dal 2016. Le Americhe, la regione del Mediterraneo orientale e l’Europa hanno registrato i maggiori aumenti nei casi nel 2017, con il Pacifico occidentale l’unica regione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in cui l’incidenza del morbillo è diminuita.

“L’aumento dei casi di morbillo è profondamente preoccupante, ma non sorprendente”, ha affermato Seth Berkley, CEO di Gavi, Vaccine Alliance, “il disinteresse per la malattia e la diffusione delle falsità sul vaccino in Europa, un sistema sanitario collasso in Venezuela e sacche di fragilità e scarsa copertura immunitaria in Africa si stanno combinando per provocare una rinascita globale del morbillo dopo anni di progressi. Le strategie esistenti devono cambiare: maggiori sforzi devono essere fatti per aumentare la copertura di vaccinazione di routine e rafforzare i sistemi sanitari. Altrimenti continueremo a inseguire un’epidemia dopo l’altra”.

In risposta ai recenti focolai, le agenzie sanitarie chiedono investimenti sostenuti nei sistemi di immunizzazione, insieme agli sforzi per rafforzare i servizi di vaccinazione di routine. Questi sforzi devono concentrarsi soprattutto sul raggiungimento delle comunità più povere e più emarginate, comprese le persone colpite da conflitti e sfollamenti. Le agenzie chiedono anche azioni per costruire un ampio sostegno pubblico per le vaccinazioni, affrontando al contempo disinformazione ed esitazione nei confronti dei vaccini laddove esistono. “Il risorgere del morbillo è motivo di seria preoccupazione, con focolai prolungati che si verificano in tutte le regioni, e in particolare nei paesi che hanno raggiunto, o erano vicini alla riduzione del morbillo”, ha affermato Soumya Swaminathan, direttore generale aggiunto per i programmi dell’OMS, “senza sforzi urgenti per aumentare la copertura vaccinale e identificare le popolazioni con livelli inaccettabili di bambini sottonotati o non immunizzati, rischiamo di perdere decenni di progressi nella protezione di bambini e comunità contro questa malattia devastante, ma interamente prevenibile”.


Sole 24 Ore. 2018-11-30. La denuncia Oms: morbillo record in Europa con 41mila contagi (2.029 in Italia)

Sono Italia, Francia e Grecia i detentori del triste primato di contagi da morbillo nell’Unione europa. In compagnia – allargando i confini all’Europa intera – di Georgia, Russia, Serbia e Ucraina, tutti con oltre mille infezioni registrate nel 2018 e, purtroppo, anche 37 decessi. I dati sono stati resi noti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo cui sono oltre 41mila i bambini e gli adulti colpiti dal morbillo in Europa nel primo semestre dell’anno. Si tratta «di un numero record che supera tutti i casi registrati in 12 mesi negli ultimi 10 anni». Nel periodo 2010-2017, infatti, il numero più alto di contagio era stato registrato dall’Oms proprio nel 2017 con un numero di casi pari a 23.927 casi mentre nel 2016 l’organizzazione aveva contato il numero più basso di malati con 5.273 casi. Secondo i rapporti mensili dell’Oms è l’Ucraina la nazione più colpita dal morbillo quest’anno con oltre 23mila contagi mentre è in Serbia che si è registrato il maggior numero di vittime (16).

«Stiamo assistendo a un drammatico aumento delle infezioni e di prolungate epidemie in molti Stati – ha affermato il Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms per l’Europa -. Chiediamo a tutti i Paesi di attuare immediatamente misure adeguate al contesto per fermare l’ulteriore diffusione del morbillo». L’Oms ribadisce che «la buona salute inizia per tutti con l’immunizzazione e, fintanto che questa malattia non verrà eliminata, non riusciremo ad essere all’altezza degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile».

Secondo l’Oms sono già 43 i paesi europei su un totale di 53 ad essere riusciti ad interrompere la diffusione endemica del morbillo mentre 42 hanno fermato il contagio da rosolia. «I rappresentanti di tutti i paesi – conclude l’Oms – si vedranno a Roma a settembre per verificare i progressi sui vaccini». Una scelta già anticipata dal presidente dell’Iss, Walter Ricciardi .

Ed è in quella sede che l’Unione europea rilancerà l’allarme. «Siamo molto preoccupati che tre dei sette Paesi con la più alta incidenza di casi di morbillo in Europa siano Paesi Ue – commenta un portavoce della Commissione -. La bassa immunizzazione di un Paese mette a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini in tutta Europa. La vaccinazione è un atto di solidarietà».

In Italia, secondo il bollettino di luglio 2018 dell’Istituto superiore di sanità, le Regioni hanno segnalato 2.029 casi di morbillo (267 nel mese di giugno), inclusi 4 decessi, e 14 casi di rosolia (3 nel mese di giugno). L’89,4% dei contagi si è verificato in sette Regioni: Sicilia, Lazio, Calabria, Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Toscana. L’età media dei casi è stata pari a 25 anni e 393 casi si sono verificati in bambini di età inferiore a 5 anni (di cui 125 avevano meno di 1 anno). Il 91,3% dei casi era non vaccinato al momento del contagio, il 5,4% era stato vaccinato con una sola dose. Quasi la metà (48,9%) ha sviluppato almeno una complicanza mentre il 59,5% dei casi totali è stato ricoverato. Inoltre, 87 casi sono stati segnalati tra operatori sanitari.

Dopo il decreto sull’obbligo introdotto dall’ex ministro della Salute, Lorenzin, la copertura per le vaccinazioni contro il morbillo è salita di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. E chissà, ora, quale sarà l’effetto dell’«obbligo flessibile» annunciato dall’attuale responsabile del dicastero, Giulia Grillo.

Pubblicato in: Medicina e Biologia

Francia. Significativo aumento delle malformazioni congenite.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-02.

Neonato 007

Le malformazioni congenite colpiscono un neonato ogni 10,000 – 5,000 nascite.

Se spesso si riescono a riscontrare anomalie cromosomiche, quasi di norma il perché si sia verificato un simile fenomeno resta ignoto.

Negli anni ’50 e ’60 quasi 10,000 bambini nacquero con severe malformazioni, spesso a carico degli arti, e si poté appurare che ne era causa efficiente la talidomide, un farmaco allora alquanto diffuso. Tale farmaco però agiva solo su persone predisposte. Per prudenza, la talidomide fu tolta dal commercio.

Di questi tempi in Francia si nota un significativo aumento delle nascite di feti malformati, con danni principalmente agli arti.

Se il fatto oramai è assodato, le indagini sono appena iniziate.

«France has launched a nationwide investigation into why babies in some parts of the country have been born without hands or arms after several new cases were reported this week, the health minister said on Wednesday»

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«Public health agency Santé Publique France said it had identified 11 additional cases of babies born with limb defects between 2000 and 2014 in the rural Ain department of eastern France, close to the border with Switzerland, where seven cases were already reported between 2009 and 2014»

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«It is very complicated, we need to investigate the history of families in cases which sometimes date back ten years or more»

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Non esiste malattia che non susciti compassione, ma quelle che affliggono i bambini, massimamente i neonati, lasciano con un forte senso di amaro in bocca.


Saudi Gazette. 2018-10-31. France opens national investigation after reports of spike in birth defects

France has launched a nationwide investigation into why babies in some parts of the country have been born without hands or arms after several new cases were reported this week, the health minister said on Wednesday.
Public health agency Santé Publique France said it had identified 11 additional cases of babies born with limb defects between 2000 and 2014 in the rural Ain department of eastern France, close to the border with Switzerland, where seven cases were already reported between 2009 and 2014.

There have also been malformed births in two departments in western France: four in the Morbihan area between 2011 to 2013, and three in neighboring Loire-Atlantique in 2007 and 2008. Ain and Loire-Atlantique are several hundred kilometers apart.

The reports have raised alarm among the French public that some kind of toxin in food, water or air could be responsible.
“I want to know, I think all of France wants to know,” Health Minister Agnès Buzyn told BFM TV. “It could be an environmental factor. Maybe it is due to what these women ate, drank or breathed in.”

An initial inquiry in early October found the incidence of limb defects in western France to be no greater than in other parts of the country, but now a wider probe has been opened.

The investigation will be run jointly by the health agency and the sanitation, food and environment agency, Buzyn said. Investigators will have to “go back to the mothers and try to understand what these families have in common”.
“It is very complicated, we need to investigate the history of families in cases which sometimes date back ten years or more,” she said.

The first conclusions will be made public on Jan. 31 and a full report is due before June 2019.

Hospital registries show limb defects occur in 1.7 of every 10,000 births, or about 150 cases per year in France. Birth defects can have multiple causes, including chromosomal disorders, drug use or exposure to toxic substances.
In the late 1950s and early 1960s, about 10,000 babies worldwide were born with malformed or missing limbs after their mothers received the drug thalidomide to treat morning sickness

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia, Senza categoria

Carenza di medici e pensionamenti anticipati. E moh, che fammo?

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-11.

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L’argomento è di attualità.

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

Mancano i medici. Secondo il Sole saranno sostituiti dalla intelligenza artificiale.

«Nel 2013 tale personale ammonta a 626.350 unità …. Nelle strutture di ricovero pubbliche ed equiparate operano 93.935 medici e 240.323 unità di personale infermieristico» [Ministero della Salute]

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«In 10 anni perderemo 47.000 camici bianchi, tra 5 non potremo curare 14 milioni di persone»

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«L’ultimo caso a Parma. Il concorso per medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza bandito dall’azienda ospedaliera e universitaria è andato deserto»

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«il precedente avviso per 23 posti aveva attratto appena nove adesioni»

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«A Matera a un bando per 14 professionisti da distribuire tra pronto soccorso, radiologia e medicina generale non ha risposto nessuno»

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«alcune discipline (chirurghi, pediatri, anestesisti, ginecologi, medici di pronto soccorso) non più appetibili perché sono le più esposte alle denunce del cittadino»

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I sistemi burocraticamente troppo complessi non possono essere riformati: devono essere soppressi. Nel toccare un aspetto si genera immediatamente un handicap in un altro.

Questa è la regola aurea che ha alla fine condotto alla rivoluzione francese, che fece la riforma della burocrazia statale a colpi di ghigliottina.

«Il Governo si appresta a riformare la Legge Fornero introducendo la quota 100: l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari»

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«Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali circa 70 mila tra medici e dirigenti medici»

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Resteranno in servizio più o meno 25,000 sanitari, ossia un quarto dell’organico. I medici ospedalieri non vedono l’ora di scappare da quel caravanserraglio. I concorsi stanno andando deserti.

E mo’ come si pensa di rimpiazzarli?

Importare degli sciamani illegali dal Centro Africa oppure medici dell’Uzbekistan? Oppure si promuoveranno sul campo tutti i burocrati a medici specialisti?

Se è vero che le colpe dei padri ricadono sui figli, gli anni di governo del partito democratico hanno fatto più danni della peste nera.

Certamente i ricchi potranno andare a farsi curare in Svizzera, ma mica tutti sono ricchi.

Non si vorrebbe che questa ultima genialata altro non sia che il preludio alla soluzione finale dei vecchi in Italia.


Ansa. 2018-10-03. Pensioni: allarme del sindacato medici, con quota 100 via in 70mila

Anaao-Assomed, non basteranno neo specialisti

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Il Governo si appresta a riformare la Legge Fornero introducendo la quota 100: l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali circa 70 mila tra medici e dirigenti medici.

A lanciare l’allarme il sindacato dei medici Anaao Assomed con un’analisi delle ricadute della riforma delle pensioni sul Servizio sanitario nazionale.


Ansa. 2018-10-03. Allarme sindacato medici, con quota 100 via in 70mila

Anaao-Assomed, non basteranno neo specialisti

*

Il Governo si appresta a riformare la Legge Fornero introducendo la quota 100: l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali circa 70 mila tra medici e dirigenti medici. A lanciare l’allarme il sindacato dei medici Anaao Assomed con un’analisi delle ricadute della riforma delle pensioni sul Servizio sanitario nazionale. 

 “Non basteranno i giovani neo specialisti a sostituirli, ma soprattutto è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica”, sottolinea il sindacato. Superato lo scalone previdenziale creato dalla Legge Fornero – spiega l’analisi – i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. La riforma determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, “diritto che verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo per la massiccia riduzione delle dotazioni organiche”. Il Conto annuale dello Stato mostra che dal 2010 al 2016 i medici e i dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7.000 unità. Questo ha permesso alle Regioni una riduzione delle spese per il personale che limitatamente al 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro. Diversi miliardi, se il calcolo viene effettuato dal 2010 ad oggi”.

Pubblicato in: Ideologia liberal, Medicina e Biologia, Psichiatria

Sexual harassment? Le femmine sì che se ne intendono.

Giuseppe Sandro Mela

2018-10-02.

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Il caso di Mrs Asia Argento è, o dovrebbe essere, noto.

Il caso Asia Argento. Wladimiro Guadagno sembrerebbe avere ragione.

«Non si fanno le denunce con gli psicodrammi, le denunce si fanno in Questura …. non raccontando la storia in un film»

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«Tu avresti potuto dire di no, non eri in una villa isolata, lui stava in un albergo. Te ne potevi andare»

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Asia Argento rifonde 380,000$ per sexual harassment contro un minorenne. – Nyt.

«The Italian actress and director Asia Argento was among the first women in the movie business to publicly accuse the producer Harvey Weinstein of sexual assault. She became a leading figure in the #MeToo movement»

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«But in the months that followed her revelations about Mr. Weinstein last October, Ms. Argento quietly arranged to pay $380,000 to her own accuser: Jimmy Bennett, a young actor and rock musician who said she had sexually assaulted him in a California hotel room years earlier, when he was only two months past his 17th birthday.»

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Ogni commento sulla pudibonda Mrs Argento sarebbe superfluo: è una ninfomane che circuisce ragazzini minorenni. Poi se la vorrebbe dare da verginella. Ovviamente è cofondatrice di #MeToo, albo pretorio delle femministe.

Ma il suo non è mica l’unico caso, solo che delle aggressioni perpetrate a fine di libidine da femmine orgiastiche contro maschi minorenni la stampa liberal non ama parlarne. Per i liberal le femmine sarebbero solo ectoplasmi eterei vessati da maschilisti scatenati.

Eccovi il caso di Mrs Eleanor Wilson, l’ultimo dei casi venuti alla luce.

«Il processo penale a suo carico riguarda quattro casi di abusi sessuali»

Ma su questi fatti le femmine tacciono pudiche, come se tacendo questi accadimenti non esistessero.


Corriere. 2018-10-02. Sesso in volo con lo studente di 16 anni: prof ubriaca resta incinta

A processo l’insegnate 29enne che, ricattata da un altro alunno, ha abortito. Il ragazzo: «Era la mia fidanzata»

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Sesso nel bagno dell’aereo, dopo qualche drink di troppo, durante il volo di ritorno da una gita scolastica dallo Swaziland, in Africa. Non tra due studenti, però. Ma tra un alunno 16enne e la professoressa che accompagnava il gruppo, finita ora alla sbarra. I fatti risalgono al 2015 ma il processo alla 29enne Eleanor Wilson – insegnante di fisica 29enne originaria di Dursley, nel Gloucestershire – si sta celebrando in questi giorni al tribunale di Bristol. La vicenda è resa ancor più torbida dal fatto che è saltata fuori nel 2016, quando un altro studente ha minacciato di spifferare tutto se la docente non avesse fatto sesso anche con lui. Il legame tra l’adolescente e la donna, che ha giustificato l’episodio con l’ebbrezza dovuta all’alcol, è nato proprio durante il viaggio ed è proseguito nei mesi successivi: sul cellulare di entrambi sono stati rintracciati i rispettivi contatti (la prof era registrata sul telefonino del giovane col nome di “Puffetta”) che si erano scambiati per fissare nuovi incontri hot. Senza precauzioni: la relazione s’è interrotta infatti quando Eleanor si accorta di essere rimasta incita ed ha abortito, non sentendosela di creare un ragazzo padre. Poi, non riuscendo più a gestire i ricatti dell’altro studente, s’è finalmente decisa ad informare dell’accaduto il liceo dove lavorava e a dimettersi dall’incarico, prima che la vicenda s’ingigantisse e venisse a galla, come di fatto è avvenuto. Miss Wilson era una professionista molto apprezzata da colleghi e dai genitori, che la consideravano un personalità brillante e preparata, e lo stupore suscitato dalla vicenda è stato grande.

Il processo

Il processo penale a suo carico riguarda quattro casi di abusi sessuali, che la Procura avrebbe ricostruito raccogliendone le prove: l’accusa è di aver sfruttato la sua posizione per togliersi qualche sfizio. «Non è vero» ribatte però la presunta vittima, oggi 19enne, ascoltata dai giudici come testimone: «Le chiesi se era pentita di quello che era successo in aereo e lei disse di no, che non aveva rimorsi – ha dichiarato il ragazzo alla corte -. Per me non era più un’insegnante, era come una fidanzata». «Mi sentivo totalmente perso, infatuato – ha spiegato -. Una donna adulta, con una laurea, una macchina, una bella casa: ero confuso ed eccitato». «Mi disse di essere incinta – spiega il ragazzo – io risposi che non me l’aspettavo e non avrei potuto prendermi cura del bambino». Gli avvocati di Eleanor avvocati stanno tentando una disperata difesa, sostenendo che il racconto del “toy boy” è frutto di fantasia e del desiderio di pavoneggiarsi con i compagni di classe, vantandosi dell’impresa da latin lover. E che si sia spinto talmente avanti nella descrizione dei dettagli, da non poter più ritrattare: in sostanza, per non perdere la faccia con gli amici sarebbe stato costretto a portare avanti la storia del rapporto sessuale “volante” fino alla fine. «Ammette che ci sia stata una comportamento inappropriato, ma niente di sessuale – replicano i pm, evidenziano la contraddizione -. È un giovane che non ha alcun motivo di inventarsi tutto questo». In attesa della sentenza, il ministero dell’Istruzione britannico ha bandito la docente da ogni ruolo a tempo indeterminato.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia, Unione Europea

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-09.

2018-09-01__Sanità.

Ospedale Cardarelli. Retribuzione Dirigenti 2016.

ASST FATEBENEFRATELLI SACCO – Dirigenti Presidio Buzzi

«Nel 2013 tale personale ammonta a 626.350 unità …. Nelle strutture di ricovero pubbliche ed equiparate operano 93.935 medici e 240.323 unità di personale infermieristico» [Ministero della Salute]

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Chiunque si periti di studiare anche solo superficialmente la ridda di leggi, norme e regolamenti che imbrigliano sia la formazione universitaria sia il servizio sanitario nazionale si troverà a rimpiangere e molto amaramente la burocrazia che vigeva nell’Unione Sovietica dell’epoca di Brèžnev.

Tutto dovrebbe essere sotto controllo di un immane moloch burocratico, che tutto dovrebbe prevedere e tutto dovrebbe sorvegliare. Il fine ultimo è la preservazione di posti e stipendi dei burocrati e dei funzionari: gli enti vivonono benissimo, anzi ancor meglio, senza gli utenti.

Gli ospedali sopravvivono più che bene senza medici, senza infermieri e senza quegli incalliti seccatori che sono i malati. Ma chi mai si crederebbero di essere questi malati?

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«In 10 anni perderemo 47.000 camici bianchi, tra 5 non potremo curare 14 milioni di persone»

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«L’ultimo caso a Parma. Il concorso per medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza bandito dall’azienda ospedaliera e universitaria è andato deserto»

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«il precedente avviso per 23 posti aveva attratto appena nove adesioni»

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«A Matera a un bando per 14 professionisti da distribuire tra pronto soccorso, radiologia e medicina generale non ha risposto nessuno»

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«Raffica di pensionamenti e concorsi semideserti»

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«Gli ultimi dati aggiornati indicano una carenza di ospedalieri che fra dieci anni sarà di quasi 47.300 unità»

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«E non va meglio tra i medici di famiglia. Nel 2028 se ne saranno andati in oltre 33mila»

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Le sinistre al governo, le frotte dei burocrati azzeccagarbugli e dei solerti funzionari avevano previsto tutto tranne che nessuno si presentasse ai concorsi: se li tengano pure.

Nessuna persona sana di mente ambisce ad entrare nel servizio sanitario nazionale, nonostante che gli stipendi consentano una sobria sopravvivenza. Lo hanno fatto diventare una gabbia di pazzi furiosi.

Tre sono gli elementi che spingono quanti possano ad andarsene e dissuadono chi ne avesse i titoli di entrarvi.

Il primo motivo è la lunghezza, ed il relativo costo, del ciclo di studi. Sei anni del corso di laurea, cui si dovrebbero aggiungere altri cinque anni di specialità. Un medico inizia a lavorare mediamente a ventotto – ventinove anni. Per undici lunghi anni è stato mantenuto a spese della famiglia ed ha centinaia di migliaia di euro di mancato guadagno. È un lusso che ben pochi possono permettersi. A ciò si aggiunga la scriteriata assegnazione delle matricole nelle Facoltà mediche, che quasi invariabilmente obbligano a studiare fuori sede, ossia sobbarcandosi spese non indifferenti. Ma gli stipendi nel Ssn non tengono conto di tutti questi investimenti.

Il secondo motivo è la soffocante burocrazia che attanaglia università e servizio sanitario. Il medico dipendente dal Ssn passa oltre la metà del suo tempo a compilare ed inoltrare moduli e scartafacci vari alla amministrazione. E questo sarebbe ancora il meno. Il tragico è che la sua carriera dipende dalla sua capacità di disbrigare tutte le pratiche: è questo il solo elemento valutato dai burocrati. Ed il motivo sarà chiaro dal prossimo punto.

Il terzo motivo è illustrato da un refuso sfuggito all’articolista del Corriere.

«alcune discipline (chirurghi, pediatri, anestesisti, ginecologi, medici di pronto soccorso) non più appetibili perché sono le più esposte alle denunce del cittadino»

Questo è il punto cardine, la chiave di volta.

Se è giusto che il cittadino che incorra nella malasanità sporga denuncia alla magistratura, sarebbe altrettanto vero puntualizzare come oltre il 97% delle denuncie contro i sanitari esiti nella constatazione che il medico non era stato responsabile dell’accaduto.

Il nodo consiste nel fatto che qualsiasi denuncia sporta contro un medico non è sottoposta ad un vaglio preliminare che archivi quelle evidentemente inconcludenti: i magistrati rimandano indiscriminatamente a giudizio. Si apre per il medico un iter giudiziario della durata media di undici anni. Ma già all’avviso di reato la grande maggioranza delle amministrazioni sospende il sanitario, quando non lo licenzi. Il poveraccio si trova disperatamente solo a difendersi, impiegando in questo tutte le eventuali risorse accumulate. È una sorta di morte civile.

* * *

Al terrificante si aggiunge l’impensabile. Quasi invariabilmente il Giudice vaglierà con cura certosina tutta la documentazione burocratica, ed anche una sia pur insignificante omissione diventa ovvio motivo di condanna.

Che il medico abbia ‘sbagliato’ importa nulla a nessuno: il paziente può benissimo crepare, ma deve farlo in modo legale.

I medici si difendono come possono: prima sbrigano tutte le adempienze burocratiche, poi, se ne avanzasse il tempo, si curi pure il paziente, ma sempre nell’ossequioso ossequio ai protocolli che qualche burocrate si è inventato per stabilire meticolosamente iter diagnostico e profilo terapeutico.

Ne deriva anche, come sequenziale ricaduta, una mastodontica levitazione dei costi.

All’arrivo in pronto soccorso di un paziente, nessuno si sogni di dimetterlo. Se quello ti crepa anche per cause accidentali, si è rinviati a giudizio. Si eseguano quindi tutti gli esami possibili ed immaginabili, per evitare che il magistrato possa contestare eventuali omissioni, dall’ematochimica alla radiologia, dalle tac agli eco: chi più ne ha, più ne metta. Poi, ça va sans dire, si chiamino tutte le possibili consulenze, badando bene che scrivano tutto sulla cartella clinica, firma e timbro inclusi. Il timbro santifica le firme.

*

È un modo di organizzare il lavoro semplicemente folle.

«Gli ultimi dati aggiornati indicano una carenza di ospedalieri che fra dieci anni sarà di quasi 47.300 unità»

*

«E non va meglio tra i medici di famiglia. Nel 2028 se ne saranno andati in oltre 33mila»

Benissimo. Mandino in pronto soccorso oppure in corsia oppure ancora in ambulatorio i signori burocrati ovvero, ancor meglio, i signori Magistrati.

Né ci si stupisca di vedere un immigrato illegale che non parla neppure la lingua alle prese con un cancro del pancreas. Badate bene: potrebbe benissimo essere il Vostro caso.

Né tanto meno ci si stupisca se la sanità privata prosperi. Si paga ma almeno si è curati allo stato dell’arte.

Gli esiti dell’applicazione dell’ideologia liberal e socialista sono semplici: solo i ricchi potranno curarsi.


Corriere. 2018-09-01. Salute: gli italiani senza medici, l’allarme delle associazioni

Raffica di pensionamenti e concorsi semideserti: «In 10 anni perderemo 47.000 camici bianchi, tra 5 non potremo curare 14 milioni di persone»

*

L’ultimo caso a Parma. Il concorso per medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza bandito dall’azienda ospedaliera e universitaria è andato deserto. L’assenza di candidati non ha sorpreso più di tanto visto che il precedente avviso per 23 posti aveva attratto appena nove adesioni. Una volta gli specialisti si reclutavano al Sud e il fenomeno delle migrazioni di camici bianchi era intenso. Non succede più. Anche da Roma in giù si fa fatica a riempire gli spazi lasciati vuoti da chi va in pensione. A Matera a un bando per 14 professionisti da distribuire tra pronto soccorso, radiologia e medicina generale non ha risposto nessuno.

Previsione molto negative

Sono solo alcuni dei tanti segnali di un allarme rilanciato a più mandate da sindacati, ordini di categoria e società scientifiche. Gli emuli di Ippocrate sono in via di estinzione e i rincalzi stentano a farsi largo per una serie di ostacoli. Gli ultimi dati aggiornati indicano una carenza di ospedalieri che fra dieci anni sarà di quasi 47.300 unità. La Federazione delle aziende sanitarie Fiaso e l’associazione dei dirigenti Anaao-Assomed calcolano che anche in caso di totale sblocco del turnover, rallentato nelle Regioni in piano di rientro per il deficit, non si riuscirà compensare nel prossimo quinquennio i dipendenti in uscita tra pensionati, prepensionati e fuggitivi verso il più remunerativo privato o l’estero.

La fuga dei medici di famiglia

E non va meglio tra i medici di famiglia. Nel 2028 se ne saranno andati in oltre 33mila secondo la stima elaborata dal sindacato Fimmg. Soffrono in particolare alcune discipline (chirurghi, pediatri, anestesisti, ginecologi, medici di pronto soccorso) non più appetibili perché sono le più esposte alle denunce del cittadino o perché offrono meno sbocchi professionali. Il problema però è trasversale ed è legato principalmente alla penuria di rincalzi. I laureati che arrivano alla specializzazione e la concludono sono insufficienti rispetto alle necessità sul campo. È il cosiddetto fenomeno dell’imbuto formativo. Le borse di studio costano alla sanità e le Regioni in difficoltà non possono permettersi di ampliarne il numero.

Il «tappo» dopo la laurea

In altre parole, i laureati ci sono, e quindi non è un problema causato dal numero chiuso di ingresso alle facoltà, ma restano ai blocchi di partenza in quanto non riescono a entrare nelle scuole dove i posti sono in numero limitato. Stesso discorso per i medici di base che per diventare tali con l’abilitazione devono spartirsi 1.100 borse di studio all’anno. Il segretario nazionale Silvestro Scotti è pessimista: «Tra cinque anni, 14 milioni di italiani resteranno senza assistenza di base». Il presidente della federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli chiede al governo di togliere i vincoli per il dopo laurea e di valutare la possibilità di mandare in corsia gli specializzandi dell’ultimo anno, soluzione che va studiata dal punto di vista legale e che potrebbe non essere praticabile. Il ministro Giulia Grillo raccoglie l’allarme con un occhio ai giovani laureati: «Hanno ragione, il sistema va rivisto e lo stiamo facendo. Tra laurea e inizio dell’attività lavorativa ci deve essere continuità». Intanto chiede alle Regioni di quantificare la carenza di personale negli organici e promette cambiamenti già nella prossima legge di Stabilità.

Le soluzioni tampone

Per i prossimi anni si troverà il modo di sbloccare questo circuito dannoso. E per l’immediato? Per ora le aziende sanitarie stanno adottando soluzioni tampone ad esempio con contratti a termine o rivolgendosi a cooperative di medici. I giovani di Anaao scalpitano e ce l’hanno col ministro dell’Istruzione che ha aumentato di circa 600 il contingente di posti per i corsi di laurea in medicina e chirurgia. Stimano che al prossimo concorso delle scuole di specializzazione si presenteranno in 16.400 per 6.200 contratti di specializzazione. Oltre diecimila giovani restano nel limbo.

Pubblicato in: Medicina e Biologia, Unione Europea

Germania. L’ultima invasione è quella dei caterpillars.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-06.

2018-06-12__Caterpillars__001

L’Atlante di Entomologia Agraria è ricco di informazioni.

«Processionaria della quercia – Thaumetopoea processionea L.

Classe: Insetti

Ordine: Lepidotteri

Sottordine: Eteroneuri

Famiglia: Taumetopeidi

Genere: Thaumetopoea

Specie: T. processionea L.

La Processionaria è un pericoloso fitofago della Quercia (Rovere, Roverella, Farnia) le cui larve sono attive defogliatrici; inoltre posseggono, al pari della Processionaria del Pino, peli urticanti che possono scatenare gravi reazioni nell’uomo e negli animali, a contatto con la pelle o con le mucose.

Gli adulti (circa 30-35 mm di apertura alare) sono farfalle che presentano ali anteriori di colore grigiastro, con sfumature nocciola e con striature trasversali brunastre. Il corpo degli adulti, dal torace all’addome, è ricoperto da una fitta peluria di colore grigio-brunastro più intenso. Le larve (circa 30 mm di lunghezza a maturità) sono tipicamente pelose, di colore grigiastro e con una tipica fascia nera segmentata sul dorso. Le larve, di giorno, sono inattive e si riuniscono in grossi nidi sericei costruiti sulla scorza, alla base delle piante o lungo il tronco oppure all’impalcatura delle branche principali; questo nido, formato da foglie, da escrementi, da residui metabolici e da peli urticanti tenuti insieme dai fili sericei, racchiude moltissime larve.

Durante la notte le larve escono dal nido e cominciano la loro attività trofica in modo gregario, muovendosi tipicamente in “processione” (in fila indiana) guidate dai fili di seta che vengono lasciati dalla prima larva; queste “processioni” sono facilmente visibili in primavera-inizio estate sui tronchi delle Querce.

Anche il ritorno al nido, all’albeggiare, segue la stessa modalità: in fila indiana seguendo la prima larva.

II danno è provocato dagli stadi larvali che sono attivi defogliatori; infatti in caso di forti infestazioni essi possono spogliare completamente le piante ospiti, con gravi danni dovuti agli squilibri fisiologici conseguenti e con progressivi indebolimenti delle piante colpite.

Inoltre la presenza di questi fitofagi in parchi e giardini, o comunque in luoghi frequentati dall’uomo, è particolarmente pericolosa per i nidi, spesso vicini a terra, che contengono i peli urticanti. ….

In natura la Processionaria è controllata dal Coleottero Carabide Calosoma sycophanta, predatore delle larve.»

*

«Processionary caterpillars, whose hairs can cause rashes and breathing problems, have spread across Germany, residing in oak trees»

*

«Pre-schools, swimming lakes and public pools have closed across Germany in recent weeks as city workers try to contain an infestation of caterpillars in oak trees»

*

«Around 70 percent of some 250 oak trees in Cologne house these caterpillars»

*

«The United Kingdom has experienced a similar infestation from this caterpillar species»

*

«There are fewer oak processionary caterpillars in the cool mountain regions than in the warm flatlands»

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«But the insects have spread to regions of Bavaria in recent years after previously not existing in the region»

*

«Some have suggested the infestation is linked to climate change»

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È del tutto sequenziale che il Deutsche Welle imputi l’invasione delle processionarie ai cambiamenti climatici.

Non solo.

Al fatto che i fondi pubblici destinati agli studi climatici ed al contenimento delle invasioni delle processionarie stiano languendo.

Sinceramente, dalla Germania ci si sarebbe aspettati che avesse dichiarato la Thaumetopoea processionea fauna protetta.

Nota.

Che in Germania non si riesca a bonificare 250 querce pone seri dubbi su quanto valga la decantata tecnologia germanica.


Deutsche Welle. 2018-06-10. Killer caterpillars: Schools and parks close across Germany after oak tree infestation

Processionary caterpillars, whose hairs can cause rashes and breathing problems, have spread across Germany, residing in oak trees. Some have suggested the infestation is linked to climate change.

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Pre-schools, swimming lakes and public pools have closed across Germany in recent weeks as city workers try to contain an infestation of caterpillars in oak trees.

Around 70 percent of some 250 oak trees in Cologne house these caterpillars, the larval form of the oak processionary moth, according to the Rheinische Post newspaper. Other cities in North Rhine-Westphalia and western Bavaria have fenced off trees and shut down parts of parks and school grounds to protect citizens from these creepy crawlers.

“It is as bad ever,” Wolfgang Auler of a pest control company based in the town of Velbert told the Rheinische Post.

In its larval state, the oak processionary moth has long hairs, or setae, which contain thaumetopoein, an irritating protein that can cause rashes, swelling and breathing issues. The setae are especially dangerous for those with allergies or asthma problems and can be deadly in some cases.

“This is already the case with healthy people,” said Peter Schütz, the spokesperson for the Environment Ministry in North Rhine-Westphalia. “The risks are significantly greater with seniors, kids and people with allergies.”

The United Kingdom has experienced a similar infestation from this caterpillar species, with the British Forestry Commission issuing a warning at the end of April.

Crawlers of climate change

The caterpillar infestation has only affected some regions, according to Schütz. “There are fewer oak processionary caterpillars in the cool mountain regions than in the warm flatlands.”

But the insects have spread to regions of Bavaria in recent years after previously not existing in the region.

“With climate change, the oak processionary caterpillars have spread from Lower Franconia to southern Bavaria,” Hubert Messmer, the head of the forestry department in Bavaria’s Department of Food, Agriculture and Forestry, told the Augsburg Allgemeine newspaper.

Messmer also said the ecosystem in the Swabian region in southern Germany has yet to adjust to this invasive species. “Predators such as birds, beetles or bugs must first get used to them.” 

The nests of the caterpillars in oak trees are between 20-30 meters (66-98 feet) off the ground. Exterminators have to search the branches with binoculars and use a special vacuum to remove the caterpillar nests.

This particular species of caterpillar has been limited just to oak trees. The caterpillars usually emerge at the beginning of May, but turn into moths between July and September.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Germania. Adesso i vecchiacci iniziano a pagare in prima persona.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-03.

2018-04-01__Germania_Vecchi_Robot__001

Si noti il volto contento e soddisfatto del vecchietto che gioca con il cagnolino robot.


Il problema è maestosamente semplice.

La Germania aveva a fine 2017 82.577 milioni di abitanti, 72,213 milioni autoctoni. 49.2 milioni sono in età lavorativa ed il 27.6% è di età superiore ai 60 anni, contro il 18.4% di età inferiore ai 20 anni.

Sono decenni che i demografi lanciano allarmi sempre più pressanti sull’immane disastro che sta abbattendosi sull’Occidente e sulla Germania con la contrazione delle nascite: ma i loro interlocutori non ne vollero sapere di starli a sentire.

Adesso i segnali di warning si stanno moltiplicando.

Germania. La demografia stritola Germania e Große Koalition.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister.

Germania. Il 17% degli studenti è affetto da patologie psichiatriche.

Germania al capolinea. – Handelsblatt

Germania. Gigante dai piedi di argilla. – Handelsblatt

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

*

Il nodo è semplice: mancano i giovani. Se a confindustria mancano già ora 1.6 milioni di lavoratori esperti, a livello di Meister, nella scuola mancano 105,000 insegnanti, e così via.

L’idea di rimpiazzare simili livelli professionali con immigrati è davvero strampalata. Lo skilled worker è formato nell’arco di dodici anni di studi intensi, per un insegnante nei occorrono poco di più, ed in ambedue i casi è necessario avere il tedesco fluente.

Adesso, alla fine, il problema della denatalità non tocca più quell’ectoplasma delle confindustria o quegli esseri inopportuni dei ragazzini: ora inizia a toccare i vecchietti, quelli che quando avrebbero potuto farlo non hanno figliato per potersi godere la vita. Oppure, se ne hanno concepito alcuno, lo hanno prontamente soppresso con l’aborto.

I nostri ventidue milioni di vecchietti tedeschi iniziano a rendersi conto che essere soli durante la vecchiaia è cosa ben grama. Si resta senza nessuno che ti voglia bene, che sia disposto a darti una mano, e ciò proprio nel momento di massimo bisogno. Non c’è denaro che compri un sorriso.

– I gerontocomi non hanno rette basse: con meno di 2,500 euro al mese si trova qualche stabulario, nulla di più. Ma non è da tutti il disporre di trentamila euro all’anno solo per la struttura, e parliamo dell’entry level.

– Poi c’è il problema della qualificazione infermieristica del personale, cosa non da poco. Ma il personale costa, ed il paziente anziano ha per definizione bisogno di una non indifferente assistenza: oltre alle cure in senso stretto, necessita di essere lavato e pulito almeno tre volte al giorno. L’optimum sarebbe cinque degenti ogni infermiera: ma i costi salgono velocemente fino a diventare proibitivi. E poi: personale giovane non c’è. Adesso i venticinque milioni di tedeschi abortiti sarebbero di grande utilità, indispensabili: ma non ci sono. Non li hanno ritenuti essere degni nemmeno di una tomba.

– Infine sussiste il problema della lingua: il tedesco non è lingua semplice e capire cosa stia dicendo uno a cui cade in continuazione la dentiera richiede notevole esperienza. Il 50% dei migranti non parla tedesco, nemmeno a livello rudimentale.

«Recruiting foreign care workers will be Germany’s “nearest option” to fix under-staffing at homes for the elderly»

*

«A patients’ advocacy group says standards must not be lowered.»

*

«Inviting nursing care personnel from our neighboring countries is the nearest option»

*

«an extra 100,000 are needed to cover immediate needs as the nation’s population ages »

*

«German language tests, which were toughened in 2015 and which up to 50 percent of applicants failed, had to stay as being able to communicate clearly is crucial for medical staff.»

* * * * * * * *

E siamo solo agli inizi. Ai tedeschi servirebbero nei prossimi anni almeno un tre – cinque milioni di infermiere.

Non le troveranno per il semplice motivo che non ci sono, indipendentemente dal prezzo pagato.

Né le attuali politiche estere della Germania nei confronti dei paesi limitrofi invogliano l’immigrazione di personale specializzato.

Cosa attende la Germania?

Una grande mattanza, se non altro per omissione di cura ed assistenza.

Non esiste il diritto ad essere amati: è un dono che ce lo si conquista giorno per giorno.

Ma nessuno piange su quanti muoiono soli e disperati perché hanno ucciso i loro figli.


Deutsche Welle. 2018-03-31. Germany to recruit more elderly care workers abroad

Recruiting foreign care workers will be Germany’s “nearest option” to fix under-staffing at homes for the elderly, according to Health Minister Jens Spahn. A patients’ advocacy group says standards must not be lowered.

*

Spahn sought to implement a key promise of Chancellor Angela Merkel’s new fourth-term coalition agenda on Saturday by suggesting care workers should be recruited abroad.

“Inviting nursing care personnel from our neighboring countries is the nearest option,” Spahn told Dusseldorf’s Rheinische Post newspaper. This proposal would accompany incentives to attract back qualified persons who had switched to other jobs.

The leftist Tageszeitung newspaper pointed out Saturday that Germany had recently recruited nine trained nurses from Tunisia via an outpost of the German labor agency in Tunis.

Need far greater, say charities

Spahn said he has planned a draft law to recruit 8,000 extra staff, but Germany’s leading charities estimate that an extra 100,000 are needed to cover immediate needs as the nation’s population ages.

Spahn also proposed better pay practices and accelerated recognition of qualifications held by foreign nursing care personnel and doctors, saying some applicants waited years before being allowed to administer care.

Care workers ‘burnt out’

In February, as negotiations proceeded towards the formation of Merkel’s new coalition, comprising her conservatives and center-left Social Democrats (SPD), charities also warned that many trainees and care workers had become disenchanted.

“A lot of care workers leave the job after about 10 years because they are burnt out, or because they have an ambition to do good care work, but can’t do it under these conditions,” said the German Foundation for Patient Rights’ (DSP) at the time.

On Saturday, its chairman, Eugen Brysch, warned Spahn that German language tests, which were toughened in 2015 and which up to 50 percent of applicants failed, had to stay as being able to communicate clearly is crucial for medical staff.

Low pay also a factor

In February, the German Nurses Association (DBfK) also attributed Germany’s chronic nursing care shortage to the role of private operators who kept salaries low.

“They are not tied to certain tariffs [employer-union agreed pay rates],” said DBfK spokeswoman Johanna Knüppel.

“Private investors pay what they want to pay,” she said, adding that the number of trainees who persisted through three years of tuition was “just a fraction.”

Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Overdose da oppiacei. 63,600 morti negli Usa, 1,394 in Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-24.

2018-03-18__Cocaina__001

Pochi giorni or sono la Cnn usciva con un titolo sconsolato:

Negli Usa la farmaceutica elargisce soldi ai medici che prescrivono stupefacenti.

«tens of thousands of Americans die».

*

«opioid manufacturers are paying physicians huge sums of money — and the more opioids a doctor prescribes, the more money he or she makes.»

*

A ruota è seguito, quasi fosse stato ordine di scuderia, il The Local:

«Germany risks suffering an opioid epidemic similar to that seen in the USA»

*

«The use of opioids per person in Germany is already shockingly high and is barely distinguishable from the US, …. Even for a relatively minor operation patients are sent home with big packs of opioids because the doctor wants to be sure that the patient is satisfied»

*

«The first factor is that there are much higher requirements here for prescribing opioids. While they are a useful prescription against tumours for people who suffer from cancer, they should never be prescribed for chronic pains, like back pains»

*

«In 2016 a total of 1,333 people died in Germany due to drug overdoses, a far cry from the 63,600 recorded deaths in the US in the same year»

* * * * * * *

Gli oppioidi, specialmente la morfina, sono potenti antidolorifici che danno assuefazione ed esprimono severi effetti collaterali: la loro indicazione terapeutica è il tentativo di controllare dolori severi in patologie allo stadio terminale, quali per esempio i tumori in fase avanzata.

Altre tipologie di impiego sono largamente controproducenti.

«they should never be prescribed for chronic pains, like back pains»

*

Se l’uso degli oppiacei ha un suo razionale nel trattamento del dolore, sotto le condizioni prima ricordate: il sovradosaggio che conduca a decesso per overdose è fatto da codice penale.

Il problema è vasto e richiederebbe un trattato denso di dati sperimentali.

In questa sede sembrerebbe utile sottolineare come nella popolazione Occidentale circa il 3.6% della popolazione adulta assuma cronicamente cocaina, il 9.6% utilizzi la cannabis ed il 2.5% utilizzi l’ecstasy.

Come risultato, almeno il 15.7% della popolazione adulta è dedita all’uso di sostanze stupefacenti.

Gli effetti dell’uso cronico di simili droghe, ricordiamo come cannabis ed ecstasy non siano oppiacei, sono devastanti, portando in breve tempo a decadimento irreversibile della facoltà mentali.

Sono molte le formazioni politiche che hanno sostenuto, e continuano a sostenere, la depenalizzazione dell’uso, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Responsabilità grave e severa, della quale un giorno saranno chiamate a rendere ragione.


The Local. 2018-03-17. Is Germany about to face a crisis of opioid deaths similar to the US?

A startling report in one of Germany’s leading national newspapers on Thursday suggested the country was on the brink of an opioid crisis. But a leading expert The Local spoke to was more circumspect.

“Germany risks suffering an opioid epidemic similar to that seen in the USA,” Christoph Stein, director of the anaesthesiology department at Charite hospital in Berlin told Die Welt.

In the US deaths related to the consumption of opioid painkillers has risen sharply in recent years. Addiction to legal painkillers now causes more deaths in the US than heroin, which is also opioid based.

Prescriptions of opioid-based painkillers by doctors in the US more than doubled between 1992 and 2012, a fact which has been held responsible for the steep rise in mortality. Studies suggest that people who become addicted to the painkillers sometimes turn to heroin, which is cheaper to buy on the street.

Stein warned that a similar crisis could soon await Germany.

“The use of opioids per person in Germany is already shockingly high and is barely distinguishable from the US,” he said. “Even for a relatively minor operation patients are sent home with big packs of opioids because the doctor wants to be sure that the patient is satisfied.”

What the Die Welt article neglects to mention though, is that actual death rates due to drug overdoses in Germany are far lower than in the US and also are not on the rise.

In 2016 a total of 1,333 people died in Germany due to drug overdoses, a far cry from the 63,600 recorded deaths in the US in the same year. Opioids were responsible for just under 800 of the German deaths, as opposed to an estimated 50,000 opioid related deaths in the US.

Meanwhile, the number of drug-related deaths has remained stable in Germany in recent years, despite a headline grabbing 15 percent rise between 2015 and 2016. When one compares the 2016 figure to the 1,394 people who died of drug overdoses in 2007, or the 1,449 who died in 2008, it becomes clear that there is little evidence of an upwards trend.

Peter Raiser, deputy CEO of the German Centre for Addiction, told The Local that he did not see it as likely that Germany was on the verge its own opioid crisis.

Raiser acknowledged that between 200,000 and 300,000 Germans are estimated to be dependant on opioids, but said that “there are two central factors that differentiate Germany from the US.” 

“The first factor is that there are much higher requirements here for prescribing opioids. While they are a useful prescription against tumours for people who suffer from cancer, they should never be prescribed for chronic pains, like back pains.”

The second factor he named was a greater awareness among German doctors about when patients are becoming dependant on painkillers and what can be done to wean them off the drugs.


The Local. 2018-03-17. German cities dominate European ranking on drug use

Saarbrücken, Mainz, Chemnitz, and of course Berlin are just a few of the German cities found by a new study to have some of the hardest drug habits in Europe.

The data came out of the latest wastewater analysis study of 56 European cities in 19 countries undertaken by sewage analysis centre Score and the EU drugs agency in March 2017.

The study analyzed daily wastewater samples in the catchment areas of treatment plants over a one-week period, testing the wastewater of 43 million people for traces of four drugs: amphetamine, cocaine, MDMA (ecstasy) and methamphetamine (crystal meth).

The results, released by the European Monitoring Centre for Drugs and Drugs addiction (Emcdda) on Wednesday, show that German cities made up half of the top ten for amphetamine use.

Saarbrucken, a town near the French border, came third on the amphetamine ranking, with Mainz (5), Dortmund (7), Rostock (8) and Berlin (9) also featured. 

German cities were also over represented in the table on methamphetamine use. Chemnitz and Erfurt came in first and second on this ranking, with Dresden and Nuremberg also in the top ten.

German police regularly warn of meth being cooked in the Czech Republic and then smuggled into towns such as Chemnitz and Dresden which lie near the border.

The Emcdda said methamphetamine use remains generally low. Traditionally concentrated in the Czech Republic and Slovakia, it is now present in Cyprus, the east of Germany and northern European countries such as Finland and Norway.

Berlin came sixth in the ranking of cities with the highest levels of MDMA use. But the 49.8 mg per 1,000 residents found in the German capital’s waterways was dwarfed by Amsterdam’s result – 230.3 mg of the party drug per 1,000 residents.

The study found that levels of cocaine and ecstasy in wastewater rise sharply at weekends in most cities, while amphetamine use appears to be more evenly distributed throughout the week.

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Sierra Leone. Croce Rossa. Spariti 15 mln Usd di aiuti. Magari solo loro!!

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-13.

Sierra Leone 001

La avevano definita ‘la peste del secolo’: quella che avrebbe distrutto l’umanità tra atroci sofferenze. Ha distrutto solo i nostri portafogli.

Altro che aids!

Fuori i soldi, pelandroni!, che noi la fermeremo.

Ma di soldi ne servono tanti: infatti quando sarete morti di questa epidemia il gruzzolo non vi servirà più a nulla.

Facendo un rapido conto della serva, le istituzioni internazionali raggranellarono una decina di miliardi.

Poi, ulteriori fiumi di denaro si riversarono sui laboratori di ricerca certificati: che mai, per combattere la pandemia serve il bollino blu. Rilasciato a caro prezzo e soltanto agli amici degli amici.

I media riportavano fotografie e filmati di bambini scarificati, ridotti pelle ed ossa, con diverse flebo montate simultaneamente. Poco importava se erano le stesse fotografie e filmati usati per l’aids: il pubblico si beve qualsiasi cosa gli si propini. E sgancia baiocchi.

Arrivati i fondi, di Ebola non se ne è più parlato.

Visto il potere taumaturgico del denaro quando entra nel salvadanaio dei liberal che governano tutte queste filantropiche istituzioni?

*

Bene. Adesso due conti.

La Sierra Leone ha 7.396 milioni di abitanti. 14,000 contagi e 4,000 morti.

Orbene: questa peste del secolo ne ha ammazzati 4,000, che rappresentano lo 0.054% della popolazione.

Veramente molto poco per quello che era definito ‘la peste del secolo‘.

Il solo morbillo ne ha ucciso dieci volte tanto.

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«I finanziamenti della comunità internazionale sono spariti nei meandri della burocrazia della Sierra Leone»

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«15 milioni di dollari, un terzo di quanto devoluto dalla comunità internazionale in favore della Sierra Leone»

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«A novembre, infatti, è arrivata la prima ammissione di colpa, ed è stato scioccante»

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«La Croce Rossa Internazionale ha dichiarato che milioni di quei dollari che avrebbero dovuto salvare vite e preservare il futuro i migliaia di persone erano invece finiti nelle tasche dei loro funzionari e dipendenti.»

* * * * * * *

Questo è il funzionamento delle organizzazioni internazionali.

E Mr Trump vorrebbe abolirle? Mah, speriamo, ma non contiamoci troppo.

P.s. Adesso si capisce perchè mai i liberal siano filantropi?


Agi. 2018-01-07. Così sono spariti 15 milioni di dollari destinati agli aiuti per l’emergenza Ebola

I finanziamenti della comunità internazionale sono spariti nei meandri della burocrazia della Sierra Leone. Prime rivelazioni dalla Croce Rossa. Per l’epidemia morirono 4 mila persone

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Quattordicimila contagi, quattromila morti, gli aiuti spariti. Una vera e propria fortuna: 15 milioni di dollari, un terzo di quanto devoluto dalla comunità internazionale in favore della Sierra Leone colpita da una terribile epidemia di Ebola. Era il marzo 2014, ma lo scandalo ha stentato ad emergere. Ora, però, alcuni dei sopravvissuti hanno citato in giudizio il governo dello stato africano. Se quei soldi non fossero spariti chissà dove, denunciano, molte vite sarebbero state risparmiate sia tra la popolazione, sia tra il personale medico e paramedico. Uomini e donne specializzate e coraggiose che avrebbero potuto salvarsi e salvare gli altri.

Invece morirono in 250. Quando gli aiuti presero ad affluire, il governo se ne assunse la amministrazione e promise sostegno a chi fosse stato contagiato dal morbo: aiuti finanziari alle singole persone fino a 5.000 dollari e assistenza sanitaria gratis a vita. Niente di tutto questo è accaduto.

Raccontano semmai i testimoni che chi veniva portato negli ospedali si vedeva privato dei vestiti, che venivano bruciati per evitare la propagazione dell’epidemia. “Non vi preoccupate, ne avrete di nuovi”, veniva detto. Invece niente. Come anche per le altre promesse mancate riguardo l’assistenza psicologica e il sostegno finanziario. “Per questo i nostri amici e i nostri parenti continuano a morire ancora adesso, perchè non hanno avuto e continuano a non avere le cure necessarie”, accusano dalla associazione che riunisce i sopravvissuti, e dalla quale proviene anche l’azione legale.

La procura generale della Sierra Leone promette che sarà fatta giustizia. “Ci sono state delle enormi falle nella gestione dei fondi”, riconosce Lara Taylor-Pearce, giudice della corte dei conti, “questa iniziativa serve anche ad inviare un messaggio: i responsabili dovranno essere chiamati a restituire tutto il denaro”. Il problema è anche questo, però: chi sono i responsabili? Perchè pare che non si tratti solo dell’ennesimo caso di burocrazia corrotta di un paese africano.

A novembre, infatti, è arrivata la prima ammissione di colpa, ed è stato scioccante. La Croce Rossa Internazionale ha dichiarato che milioni di quei dollari che avrebbero dovuto salvare vite e preservare il futuro i migliaia di persone erano invece finiti nelle tasche dei loro funzionari e dipendenti. Vale a dire: proprio di coloro che erano stati chiamati ad intervenire. La rivelazione era giunta alla fine di una lunga e dolorosa inchiesta interna, nel corso della quale erano emerse storie di ripetute truffe e appropriazioni indebite. Nella relazione finale l’organizzazione si diceva “indignata” per quanto era successo, ma si era guardata bene dal fare delle scuse formali, anche perchè – si era messo in evidenza – il tutto era avvenuto con la complicità delle autorità locali.

Le cifre comunque erano da autentico scandalo: 2,1 milioni di dollari erano spariti in questo modo dalla Sierra Leone, oltre un milione dalla Guinea e 2,6 dalla Liberia, anch’esse colpite dall’epidemia. Resta un dubbio: i soldi spariti per le storture nel comportamento dei funzionari della Croce Rossa sono poco più di due milioni. I conti fatti dai sopravvissuti parlano di 11 milioni. Ce ne sono ancora nove milioni da scovare.