Pubblicato in: Armamenti, Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Unione Europea

Paesi europei dovranno produrre ‘German free products’. Germany is out.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-31.

Mendicanti 012 Pietr Brueghel. Ciechi che guidano ciechi. Louvre

Sotto il cancellierato Merkel la Germania ha mostrato ripetutamente di non voler avere contati politici e commerciali con i paesi che non si siano adeguati ai suoi standard di ‘human rights’ e, più in generale, alla sua Weltanschauung.

Diciamo come questo modo di pensare non attiri certo nuove amicizie e sottomini quelli esistenti.

Clamoroso è stato l’embargo nei confronti dell’Arabia Saudita.

Germany rebuffs UK call to lift ban on arms exports to Saudi Arabia

Germany’s Angela Merkel makes arms export pact with France

German export policies threaten European defense projects: French ambassador

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Frau Merkel mette spesso in atto una serie di misure politiche apparentemente contrastanti.

Usualmente assume la veste di una puritana immarcescibile: non si parla, non si commercia, non si tratta con quanti non aderiscano alla sua Weltanschauung, alla sua scala valoriale, che vorrebbe imporre a tutto il mondo.

Ma ogni tanto si autoassolve per aver fatto alcuni peccatucci:

Russia. Yamal. Francia e Germania con il muso nella greppia delle sanzioni.

Il Nord Stream 2 prosegue nonostante che la Russia sia stata coperta di sanzioni, tanto per fare un esempio.

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Il problema diventa però più complesso ancora quando la Germania vieta alle nazioni, con le quali aveva collaborato con progetti congiunti, di esportare sistemi di arma che contengano tecnologia tedesca.

«Germany manufactures key components of European defense projects, amplifying the effect of its export bans. Britain’s foreign secretary warned that the Saudi arms export ban damages common European defense policy.»

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«Prior to the meeting, German magazine Der Spiegel reported that Hunt had sent a letter to Maas on February 7 warning him that Germany’s ban undermined common European defense projects and the ability of NATO allies to fulfill commitments»

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«Germany decided in November to stop arms exports to Saudi Arabia  — one of the world’s largest weapons markets — after the assassination of Saudi journalist Jamal Khashoggi at the kingdom’s consulate in Istanbul.»

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«Germany accounts for a small fraction of Saudi weapons imports, but it makes vital components for other countries’ arms industries to fulfill contracts.»

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«In the letter seen by Der Spiegel, Hunt said British defense firms would not be able to fulfil several contracts with Riyadh, including the delivery of Eurofighter Typhoon and the Tornado fighter jet. Both are made with parts produced by Germany’s arms industry.»

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«It is imperative that you immediately remove major European defense projects such as the Eurofighter and the Tornado from the arms embargo, …. a loss of confidence in the credibility of Germany as a partner»

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«This letter shows how Germany’s arms export practices are costing it the ability to partner with its closest European allies»

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«Germany’s unilateral arms export policy was damaging plans for a common European defense policy and undermining the arms industries of NATO allies.»

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«for example, helicopters, the German side gives itself the right to, for example, block the sale of a French helicopter»

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«the company might need to develop “German-free products” in the future»

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Due sono i punti sensibili:

«a loss of confidence in the credibility of Germany as a partner …. practices are costing it the ability to partner with its closest European allies»

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«to develop “German-free products”»

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Non tutti condividono la pulsione tedesca al suicidio.

Più la Germania di Frau Merkel si erge a paladina della propria scala valoriale, peraltro solo da lei condivisa, e meno riesce a proporla agli altri e si isola sempre più profondamente, anche a costo di alienarsi i pochi amici internazionali che le sono rimasti.

La perdita di credibilità è forse l’aspetto peggiore: ci si mette una vita a costruirsi l’immagine di persona affidabile, ma bastano pochi istanti per perderla definitivamente.

Che poi inglesi e francesi convengano sulla necessità di costruire “German-free products” la conta davvero lunga.

Infine l’aspetto più grottesco che tragicomico è quanto il popolo tedesco non riesca a comprendere cosa stia facendo Frau Merkel a suo danno.

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Pubblicato in: Armamenti, Russia

Russia. Schiera sistemi S-400 a San Pietroburgo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-16.

Kremlino 002

Agenzia Nova. 2019-03-13. Russia: sistemi missilistici S-400 schierati a Leningrado

Le Forze armate russe hanno dispiegato batterie di sistemi antiaerei e per la difesa antimissile S-400 nella regione di Leningrado “ai fini della protezione delle strutture militari, statali e civili” nell’area di San Pietroburgo. Lo ha reso noto nella serata di ieri, 12 marzo, l’agenzia di stampa russa “Tass”. Dal 15 marzo prossimo, gli S-400 verranno schierati anche nell’enclave russa di Kaliningrad.

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9M729, Iskander, Kalibr, S-400, S500. Putin è un gran costruttore di missili.

«I russi hanno un segreto che nessuno è mai riuscito a violare.

Come siano riusciti a concepire, progettare, costruire e rendere operativi un così grande numero di sistemi missilistici allo stato dell’arte ed il tutto in così poco tempo. Le sigle sono note, o dovrebbero, però cercheremo di sintetizzare.»

Russia. Schierati gli Iskander a Kalinigrad. Hanno svegliato l’orso che dormiva.

Russia. Kulikovo, Kaliningrad, ospiterebbe un arsenale atomico russo.

‘These missiles can reach Berlin,’ warns Lithuania’s foreign minister

Cina. Dispiegati nel sud-est asiatico gli S-400 russi.

Medio Oriente. La Russia fornirà sistemi S-400 all’Arabia Saudita.

Turkia. Firmato contratto S-400. Si dice siano già operativi.

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Però negli ambienti solitamente bene informati si vocifererebbe che in effetti i russi si siano dotati senza troppi clamori di versioni ben più sofisticate degli S-400. 

L’S-400 è stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato (quest’ultima distanza viene raggiunta con il missile 40N6 con compiti ABM e anti AWACS).

Se la gittata massima dovrebbe essere i 400 km del sistema 40N6, da più parti si vocifera che i russi abbiano a disposizione sistemi con portata ben maggiore.

Similmente, sempre le voci suggerirebbero che i sistemi 48N6 abbiano velocità vicine a Mach 6.

Nota.

I sistemi S-400, essendo missili contraerei od anti-missile, sono tipicamente armi di difesa.

Di conseguenza, il loro schieramento ai confini non costituisce di per sé una minaccia aggressiva.

Denota piuttosto il fatto che i russi si aspettino che la Nato schieri missili d’attacco in posizioni ravvicinate ai confini.

Pubblicato in: Armamenti, Problemi militari, Russia

Russia. Proibito ai militari l’uso del telefonino.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-23.

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Nell’immaginario collettivo il lavoro di intelligence è spesso raffigurato nei termini delle missioni di James Bond.

Nulla di più differente.

La corretta lettura dei media e le intercettazioni telefoniche sono una fonte incredibile di informazioni.

Di norma, anche le password più gelosamente custodite viaggiano poi con stupefacente facilità su media e conversazioni. Cosa questa che facilita in modo sostanziale il lavoro dello spionaggio elettronico.

L’imbecillità umana rasenta sempre l’incredibile: gli esseri umani son ben più fessi di quanto vogliano ammettere.

Un esempio?

Fitness app Strava lights up staff at military bases

«Security concerns have been raised after a fitness tracking firm showed the exercise routes of military personnel in bases around the world.

Online fitness tracker Strava has published a “heatmap” showing the paths its users log as they run or cycle.

It appears to show the structure of foreign military bases in countries including Syria and Afghanistan as soldiers move around them.

The US military was examining the heatmap, a spokesman said.

How does Strava work?

San Francisco-based Strava provides an app that uses a mobile phone’s GPS to track a subscriber’s exercise activity.

It uses the collected data, as well as that from fitness devices such as Fitbit and Jawbone, to enable people to check their own performances and compare them with others.

It says it has 27 million users around the world.»

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Lo spionaggio avverso può così facilmente seguire persona per persona, militare per militare.

Poi, il clou è quando i soldati usano i loro telefonici quando siano in azione.

È una vera manna dal cielo per gli avversari, che non sono poi così sprovvidi come si vorrebbe fa credere.

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«Russia’s parliament has voted to ban soldiers from using smartphones while on duty, after their social media use raised issues of national security»

*

«The bill forbids military personnel from using a phone with the ability to take pictures, record videos and access the internet»

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«Soldiers also cannot write about the military or talk to journalists»

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«More than 400 of 450 lawmakers in Russia’s lower house of parliament, the Duma, backed the law on Tuesday »

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«Phones with basic calling and messaging facilities could still be used, but tablets and laptops would also subject to the new ban»

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«Soldiers’ social media data has allowed open-source journalism sites like Bellingcat to expose secret military activity by Russian forces, sometimes in real time»

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A parere di molti, le comunicazioni smartphone di soldati russi intercettate dagli occidentali altro non erano che controinformazioni artatamente propalate dai servizi segreti russi.


Bbc. 2019-02-20. Russia bans smartphones for soldiers over social media fears

Russia’s parliament has voted to ban soldiers from using smartphones while on duty, after their social media use raised issues of national security.

The bill forbids military personnel from using a phone with the ability to take pictures, record videos and access the internet.

Soldiers also cannot write about the military or talk to journalists.

More than 400 of 450 lawmakers in Russia’s lower house of parliament, the Duma, backed the law on Tuesday.

Phones with basic calling and messaging facilities could still be used, but tablets and laptops would also subject to the new ban.

Soldiers’ social media data has allowed open-source journalism sites like Bellingcat to expose secret military activity by Russian forces, sometimes in real time.

The bill must now be considered by the upper house of parliament, the Federation Council, before being signed into law by President Vladimir Putin.

Why is there a ban?

Russian officials said the move was necessary to protect military information from foreign intelligence services.

In recent years, social media posts by servicemen have revealed Russia’s military presence in eastern Ukraine and Syria, sometimes contradicting the government’s official claim of not having troops there.

Since 2017, Russian soldiers have been warned against sharing any information online, including selfies.

Russia is not the first country to take steps to introduce stricter digital practices for military personnel following security issues.

US military security concerns were raised when a fitness tracking firm showed the exercise routes of military personnel in bases around the world – including in Syria and Afghanistan during conflict time.

US soldiers are still allowed to use social media, but must follow guidelines.

Pubblicato in: Armamenti, Cina, Stati Uniti

Fucili di nuova generazione. Exacto e marchingegni analoghi. Il Chaff.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-08.

2019-01-23__proiettile__001

I tempi degli archibugi sembrerebbero essere passati. Poi, quanto il nuovo effettivamente funzioni sul campo di battaglia sarà tutto da verificare. Tenendo anche conto che alcune notizie sembrerebbero essere state tratte da libri di fantascienza.

La notizia che si stesse studiando un’arma di queste caratteristiche era già nell’aria da circa una decina di anni, ma erano in molti a ritenere che fosse una notizia sparsa ad arte, non aderente ai fatti.

Nel 2014 comparve questo articolo, cui era allegato un breve film.

Watch DARPA’s ‘Magic’ Bullet Swerve To Correct Its Course

«Good news for America’s snipers, bad news for other snipers

DARPA’s self-steering bullet is, if acronyms are enough to go by, supposed to have razor-fine precision. Extreme Accuracy Tasked Ordnance, or EXACTO, is a bullet that chases its target, adjusting course mid-flight to make sure it hits exactly what or who it is supposed to hit. In February, DARPA tested the bullet against moving targets, and yesterday they released a video from those tests. The video itself looks like an obscure home console video game from the mid-1980s, where players trace out a path to a robot which then runs away. Tracked on screen are the projected path of the bullet, and then the actual flight path EXACTO takes, bending and turning its trajectory to follow a sideways-sprinting target. Over several shots, EXACTO improves on the aim of both experts and novices, sending .50 caliber doom to its mark each and every time. An earlier video, released last summer, showed the bullet adjusting to hit a fixed target that the shooter missed.

EXACTO is specifically designed for combat in places like rural patrols in Afghanistan, where fighting is at long range and the weather can interfere with snipers’ accuracy. It is, as the name hints, a weapon specifically for edge cases. Most of what snipers do, this won’t change, but in the instances where having a self-correcting bullet could matter, DARPA wants to make sure that the American military has a weapon that can do what its opponents can’t.

Little information about the technology is publicly available, but despite fears to the contrary, its unlikely we’ll see this on American streets anytime soon, if ever. The XM25, another new infantry weapon designed to get around cover, costs around $25,000, which is small potatoes for a military customer but pricey for private buyers, and we can assume that EXACTO systems will come at a steep price, too. Even so, rifles are used in only a fraction of crimes in the United States involving guns. A more accurate sniper round is unlikely to change that.»

Subito dopo comparve questo altro articolo:

DARPA Has Developed a Bullet That Can Turn in Mid-Air

«Called the Extreme Accuracy Tasked Ordnance (or EXACTO), the .50 caliber bullet is meant for use in combat in areas such as Afghanistan, where visibility and changes in wind and weather can throw bullets slightly off their course, according to an article in Popular Science. 

How the ammunition works is, of course, secret. A video put out by DARPA shows the bullet adjusting its trajectory to hit a moving robot target. 

“This live-fire demonstration from a standard rifle showed that EXACTO is able to hit moving and evading targets with extreme accuracy at sniper ranges unachievable with traditional rounds,” said DARPA program manager Jerome Dunn, in a statement. “Fitting EXACTO’s guidance capabilities into a small .50-caliber size is a major breakthrough and opens the door to what could be possible in future guided projectiles across all calibers.”»

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Tre anni dopo, nel 2017, comparve questo articolo:

The United States Now Has a .50 Caliber Bullet That Can Change Direction Mid-Air

«Just when you thought the American Military Industrial Complex couldn’t be any more terrifying than it already is, may we humbly present a bullet that can change direction mid-air.

The innocuously sounding Exacto is the joint munition produced by American industrial company Teledyne Technologies for DARPA. The Extreme Accuracy Tasked Ordnance round is capable of changing trajectory after being fired from a sniper rifle once a shooter marks a target with a laser.

The round is then able to compensate for wind, weather, and, yes, even if a target moves. The exact science behind how the bullet works is being kept secret but we do know that it’s largely in part to the tiny guidance fins attached to every round; essentially turning every bullet into a miniature missile.»

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Questo è uno dei pochi report su Exacto in azione.

«The US military has successfully tested a .50-caliber sniper round that can change direction on its way to its target.

And now the Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) has released a video of this Extreme Accuracy Tasked Ordnance (Exacto) program in action.

The footage shows the bullet changing direction in mid-air in response to a target’s movements.

 According to Darpa: ‘For military snipers, acquiring moving targets in unfavourable conditions, such as high winds and dusty terrain commonly found in Afghanistan, is extremely challenging with current technology. ….

The Exacto .50-caliber round and optical sighting technology expects to greatly extend the day and night time range over current state-of-the-art sniper systems,’ continued the agency.

‘The system combines a manoeuverable bullet and a real-time guidance system to track and deliver the projectile to the target, allowing the bullet to change path during flight to compensate for any unexpected factors that may drive it off course.

The current world record for the longest certified kill was by Corporal Craig Harrison of the UK Household Cavalry, who killed two Taliban in November 2009 from 1.54 miles (22.4km). 

The shot was approximately 3,000ft (914 metres) beyond the stated maximum range of the Accuracy L115A3 sniper rifle, used by Corporal Harrison. 

The Taliban were so far away it took each round almost three seconds to reach its target.

Snipers typically work in two-man teams with a spotter assisting the gunman identifying targets as well as providing security.

But environmental details such as wind, rain and even humidity can affect the flight path of a bullet.»

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Riassumiamo.

Gli Stati Uniti avrebbero messo a punto un proiettile da fucile in grado di variare la propria traiettoria per colpire un obiettivo in movimento, purché questo sia traguardato da un raggio laser.

Una tecnologia davvero molto raffinata, ma che non stupisce tenendo conto del livello scientifico e tecnologico degli Stati Uniti.

Questa arma sarebbe stata collaudata in Afghanistan con buon esito.

Date le caratteristiche di Exacto, i Telebani dovrebbero essere una razza estinta: tutti morti ammazzati

Ci si domanda adesso se funziona effettivamente sul campo.

Più che lunghe e dotte discussioni, forse sarebbe opportuno guardare i risultati pratici ottenuti.

Trump plans to pull thousands of troops out of Afghanistan – report

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La notizia sarebbe morta lì, se di questi giorni non fosse comparso un nuovo articolo.

È stato pubblicato dalla Cnn.

New year, new weapons: Are China’s latest science fiction or battle ready?

«With Tuesday’s report from the US Defense Intelligence Agency that China “leads the world” in some weapons systems, a closer look at Beijing’s latest claims is in order. ….

Super soldiers with futuristic weapons

Hand-held knives that fire bullets, pistols that shoot around corners and assault rifles that launch grenades. Those are just some of the things China wants to equip its special forces with to create “super soldiers,” according to a story on the PLA website.

The bullet knives could be used when enemies are close, and the corner pistols would allow soldiers to hide behind walls while engaging foes coming at them from a right angle, according to the report.

The rifle-grenade launcher combo provides “the strongest individual firepower in the world,” and connects the battlefield using digital sensors, a positioning system and data sharing, the report says.

Military analyst Wei Dongxu calls the new arms “sci-fi” weapons that will make one Chinese soldier the equal of 10 adversaries.

Verdict: Plausible. While the weapons may sound a bit like something Q developed for James Bond, China isn’t the first country to work on these kinds of things. In 2015, the US Defense Advanced Research Products Agency said it was developing .50-caliber bullets with optical sensors that could change direction in mid-air.»

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Dal nostro sommesso punto di vista la tecnologia usata è del tutto indifferente rispetto ai risultati pratici ottenuti sul campo di battaglia.

I dati degli ospedali militari in territorio siriano indicano come l’arma cui addebitare il maggior numero di feriti è quella bianca. Scopo delle armi non è vincere un premio tecnologico, ma quello di ammazzare il nemico.

Nota.

Chiunque si rechi nella Sankt Nicolai Kirche, Willy-Brandt-Straße 60, 20457 Hamburg, Germania, trova nella cripta una piccola edicola di plexiglass intitolata alle ‘windows’. Nome tecnico: Chaff. Nell’edicola si trovano alcuni reperti.

Chaff altro non era che un piccolo contenitore di foglietti di alluminio, che gli Alleati sganciavano durante la seconda guerra mondiale subito davanti alle postazioni radar tedesche. Il risultato era devastante: i radar risultavano essere totalmente accecati. Inservibili.

Con un’arma costata quattro scudi si poteva bloccare tutto un costosissimo sistema radar: non voleva nemmeno la pena di identificarlo e bombardarlo. Ed è un sistema che funziona ancora adesso, per esempio, durante la guerra delle Falkland.

Ci si pensi sopra bene.

Pubblicato in: Armamenti, Medio Oriente, Senza categoria

Siria. Difesa antiaerea. Un mistero.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-24.

siria. hamadan. 001

Il mistero è un qualcosa al momento inspiegabile, ma che potrebbe essere logicamente spiegato se si potesse disporre di tutti gli elementi. Enigma identifica invece un concetto oscuro, velato, logicamente inspiegato ed inspiegabile.

Cosa stia succedendo realmente in Siria è un mistero.

Non che manchino le notizie, tutt’altro: solo che sono quasi tutte faziosamente di parte, costruite ad arte attorno ad un nocciolo di verità, tutte tese a mettere in mostra la presunta feroce bestialità del nemico.

Che poi mica che si possa comprendere bene chi sia il ‘nemico‘: si direbbe che siano tutti contro tutti.

Una cosa che resta davvero misteriosa è capire come facciano a procurarsi qualcosa da mangiare, tutti presi dai combattimenti.

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Di questi tempi vi sono molte notizie delle quali sappiamo ben poco:

– qualcuno lancia missili contro la Siria;

– talora la Siria risponde con i suoi missili anti – missile, abbattendone un certo quale numero.

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Quasi tutti gli osservatori sarebbero concordi nel dire che a lanciare i missili siano americani ed israeliti, ma anche una coralità di simili voci non genera certo una certezza.

Similmente, se i siriani siano o meno riusciti ad abbattere dei missili in arrivo è tutto da verificare: notizie e smentite arrivano in simultanea, anzi, talora arriva prema la smentita dell’affermazione.

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Forse, ma lo esprimiamo nel modo più condizionale possibile, la contraerea siriana entra in azioni solo per proteggere obiettivi di particolare importanza e, quasi certamente, almeno per il momento, senza usare gli £-300 dei quali è dotata.


Reuters. 2018-09-12. Syrian air defenses intercept missiles fired at Latakia: state media

Missiles were fired from the sea at several locations in the Syrian coastal city of Latakia on Monday but were intercepted by air defenses, Syrian state media said.

The official SANA news agency said the Technical Industry Institution in the state-controlled city had been targeted. SANA added that it was not immediately known who fired the missiles.

“Air defenses have confronted enemy missiles coming from the sea in the direction of the Latakia city, and intercepted a number of them,” SANA quoted a military source as saying.

State-run Ikhbariya TV said 10 people were injured in the attack. Eight were discharged shortly after being admitted to a nearby hospital.

The Syrian Observatory for Human Rights, a UK-based war monitor, said huge explosions were heard in the city.

The missiles targeted ammunition depots of the Technical Industry Institution in the eastern outskirts of Latakia, the Observatory said. It was not immediately clear what activities the state institution was engaged in.

A witness in Latakia told Reuters that he spotted four missiles downed by Syrian air defenses.

One of the missiles fell in an open area to the west of central Homs city causing a fire in an orchard, Ikhbariya TV said.

It said electricity was later fully restored to Latakia province, a stronghold of President Bashar al-Assad, after there was partial blackout due to the attack.

The source of the missiles was not immediately clear. Israel has launched frequent attacks in Syria. On Saturday, Syrian air defenses downed several missiles that Israel fired near Damascus airport, state media reported.

When asked for comment about Monday’s attack, an Israeli military spokeswoman said Israel did not comment on foreign reports.

During the Israeli cabinet weekly meeting on Sunday, Prime Minister Benjamin Netanyahu said his country will “constantly taking action to prevent our enemies from arming themselves with advanced weaponry”.

A U.S. Central Command spokesman said the United States did not carry out strikes in that part of Syria on Monday.

Early in September, missiles targeted several positions in the provinces of Tartous and Hama, SANA said.

During the more than seven-year conflict in neighboring Syria, Israel has grown deeply alarmed by the expanding clout of its arch enemy Iran – a key ally of Assad.

Israel’s air force has struck scores of targets it describes as Iranian deployments or arms transfers to Lebanon’s Iran-backed Hezbollah movement in the war.

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The Economic Times. 2018-12-25. Syrian air defences shoot down Israeli missiles: state media

«Syrian air defences shot down Israeli missiles near the capital Damascus on Tuesday, local state media reported, while Israel said it was protecting itself from anti-aircraft fire.

The official Syrian news agency SANA said air defences “intercepted hostile missiles launched by the Israeli warplanes” from over Lebanese territories, citing a military source.

It added that the majority of them were downed before reaching their targets near the capital Damascus. Three soldiers were injured and an ammunition depot damaged.

Israel has previously carried out several bombings in Syria against what it says are Iranian military targets and advanced arms deliveries to Hezbollah, the Iranian-backed Lebanese group, both enemies of the Jewish state.

Many of them have been in the area south of Damascus.

An Israeli military spokeswoman declined to comment on reports of a strike in Syria when contacted by AFP.

But it added in a statement: “An aerial defence system went off against an anti-aircraft missile launched from Syria. No damage or injuries were reported.”

The Britain-based Syrian Observatory for Human Rights war monitor also reported “an Israeli raid”.»

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Adnk. 2019-01-20. “Damasco intercetta missili lanciati da Israele”

La difesa aerea siriana ha intercettato missili lanciati da Israele verso aree nel sud della Siria. Lo riferisce l’agenzia Sana. I missili, secondo l’agenzia Sana, avrebbero dovuto centrare obiettivi nell’area della capitale Damasco, ma sono stati distrutti prima di raggiungere i target.

Pubblicato in: Armamenti, Devoluzione socialismo, Geopolitica Militare, Problemia Energetici, Unione Europea

Germania. Gigante dai piedi di argilla. Rapporto su catastrofe energetica.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-10.

Gigante dai Piedi di Argilla

Un governo serio dovrebbe quanto meno cercare di ridurre la possibilità di eventi catastrofici così come di aver predisposto piani adeguati nel caso accadessero.

Tuttavia un fatto emerge in modo chiaro: le attuali società industriali presentano un numero talmente elevato di severe vulnerabilità strutturali da poter essere totalmente paralizzate nel breve volgere di qualche decina di minuti. Usando fraseggi differenti, in caso di guerra sarebbe sciocco distruggere l’avversario: sarebbe sufficiente colpire una decina di punti strategici per renderlo inoffensivo.

Tranne pochissime nazioni, la quasi totalità dispone per il traffico telefonico di non più di una decina di concentratori, colpiti i quali l’intero sistema andrebbe fuori uso.

Similmente, la rete di distribuzione della corrente elettrica presenta punti strategicamente vulnerabili ma talmente importanti da bloccare tutto.

Per esempio, per lasciare tutta l’Italia senza corrente elettrica basterebbe colpire tre soli punti della connessione. Ossia, con tre razzetti da quattro soldi  l’Italia interna resterebbe senza corrente elettrica per almeno una settimana. Il rapporto prestazioni / costi è lampante. Sarebbe del tutto antieconomico bombardare Milano, Torino, Roma e città di tal livello.

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La struttura della produzione energetica tedesca sembrerebbe essere stata progettata da un androide.

Pur essendo una nazione ricca di carbone, ha speso, e spende tuttora, quantità rilevanti di risorse nei metodi alternativi di generazione di corrente. A ciò consegue che i grandi parchi eolici sono messi ove vi sia vento a sufficienza, ossia nel nord del paese. Di qui la necessità di allestire elettrodotti di lunga percorrenza, lungo i quali la corrente è in buona parte dissipata.

Energia. Il problema degli elettrodotti a lunga distanza. Le dissipazioni.

Il sud ovest industrializzato è ricorso ad un escamotage. L’Austria importa di notte il surplus delle centrali atomiche dei paesi viciniori e usa questa energia per riempire i suoi bacini idrici, vendendo alla Baviera la mattina seguente energia idroelettrica, considerata così energia pulita. In altri termini, la Germania del sud dipende energeticamente dall’import.

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L’alta dispersione lungo gli elettrodotti ha portato come conseguenza negli altri paesi alla costruzione di centrali elettriche relativamente poco potenti ma distribuite in modo equidistanziato, così da ridurre al massimo le dispersioni.

Non solo.

Un denso network di centrali elettriche è inoltre molto robusto nel sostenere guasti ai quali conseguirebbero blackout. Meno la distribuzione delle centrali è densa maggiori sono i rischi di blackout di grandi dimensioni. Ad una centrale elettriche andata improvvisamente in avaria, il sistema deve reagire riequilibrando la produzione, cosa che risulterebbe essere impossibile nei sistemi altamente concentrati.

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La storia dei blackout dovrebbe aver insegnato qualcosa.

Il nove novembre 1965 un contatto nella centrale del Niagara Falls mandò in tilt tutta la centrale. Nel giro di soli dodici minuti primi il blackout si estese dapprima nello stato di New York, quindi nel Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, Vermont, Maine, New Hampshire e due province canadesi: furono interessati oltre 200,000 kilometri quadrati densamente popolati.

Il 14 luglio 1977 un fulmine disattivò una centrale di trasformazione a New York, generando una reazione a catena di chiusure. La città restò al buio: la polizia arresto oltre quattromila persone che si stavano dedicando al saccheggio.

Il 28 settembre 2003 alle ore 3:01 un albero troppo vecchio per stare in piedi da solo crollò sulla linea ad altissima tensione Lavorgo-Mettlen, interrompendo l’importazione di energia dalla Svizzera all’Italia. Nel breve volgere di qualche minuto tutta l’Italia, Sicilia compresa, restò al buio. Treni ed ascensori fermi, ospedali senza corrente: il chaos generalizzato.

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«According to an internal report by Germany’s civil protection agency, prolonged power shortages would disrupt the supply of vital goods in the country»

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«The country lacks the necessary contigency plans for such an event»

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«Prolonged, large-scale power shortages in Germany would cause a significant lack supplies, which could have “catastrophic” effects on the country»

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«The alarm was raised by Germany’s Office for Civil Protection and Disaster Assistance (BBK) in an internal position paper»

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Cerchiamo di ragionare.

Un corto circuito banale a Niagara Falls ha indotto un blackout immane in quasi tutto il nordest americano. Un albero caduto su di un elettrodotto ha lasciato per due giorni l’Italia senza corrente.

Ma cosa mai succederebbe se i guasti fossero plurimi e simultanei?

Ma cosa mai potrebbe succedere se le interruzioni delle linee fossero artatamente indotte, mettiamo un sabotaggio ben organizzato?

E cosa mai potrebbe accadere in coso di un conflitto? Forse che i potenziali nemici non siano a conoscenza di questi colli di bottiglia? Sarebbero sufficienti sette cruise di piccola potenza per bloccare una intera nazione.


Deutsche Welle. 2018-11-27. Germany at risk of ‘catastrophic’ power shortages

According to an internal report by Germany’s civil protection agency, prolonged power shortages would disrupt the supply of vital goods in the country. The country lacks the necessary contigency plans for such an event.

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Prolonged, large-scale power shortages in Germany would cause a significant lack supplies, which could have “catastrophic” effects on the country.

The alarm was raised by Germany’s Office for Civil Protection and Disaster Assistance (BBK) in an internal position paper, which was viewed by newspapers of the Funke Mediengruppe – a group that includes local newspapers across Germany.

In the research paper, the BBK reportedly wrote that a big power failure would result in a “significant distribution problem for important, sometimes vital goods” in almost all areas of society.

Electricity supply safe, but citizens and services unprepared

According to the report, this is also due to a lack of contingency plans for the distribution of fuel, food and medicines, particularly at the state and local level.

“Most of the gas stations wouldn’t provide any fuel. In a matter of hours, telephones and the internet could no longer be used. One would no longer be able to get a hold of any cash,” says the BBK’s paper.

Medical supplies could also only be provided for a short period of time, while critical infrastructure like the supply of energy, food and water, transport, telecommunications and finance would be affected.

But despite it ringing the alarm bell, the BBK believes such a catastrophic scenario in Germany isn’t imminent.

In fact, in its report the agency writes that the country’s electricity supply is “very safe,” and praised recent measures that improved IT security and increased the number of emergency power generators.

The BBK’s website advises that in case of a prolonged power shortage, citizens should wear warm clothes and light a fire with a supply of coal or wood to make up for the lack of heating.

It also advises to keep a stock of candles and flashlights, to prepare meals on a camping stove, and to have a sufficient reserve of cash in the house in case ATMs stop working due to the power failure.

Pubblicato in: Armamenti, Commercio, Russia, Stati Uniti

Russia. Diplomazia militare e vendita di armi. 37.7 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-09.

S-400

Il mercato mondiale delle armi ha fatturato nel 2017 226.6 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti sono il primo fornitore mondiale con 129.16 miliardi (57%), mentre la Russia occupa il secondo posto con 37.7 miliardi (9.3%).

Fino a cinque anni or sono la Russia esportava armamenti per valori decisamente molto bassi.

Se è vero che negli ultimi anni la Russia abbia sviluppato sistemi d’arma efficienti e relativamente poco costosi, sarebbe altrettanto vero considerare la mutata strategia militare nel settore della vendita di armamenti.

«Russia’s second-place rank is significant because it proves just how popular its arms have become all across the world since the commencement of its 2015 anti-terrorist intervention in Syria, which showcased the effectiveness of its wares and generated immense global interest in them»

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«Furthermore, the recent spree of S-400 sales to China,Turkey, India, and possibly even soon to Saudi Arabia too speaks to the demand that many different countries have for Russia’s defensive assets as well»

*

«Overall, Russia is being regarded across the world as a reliable military supplier that has no ulterior geopolitical motives in this industry»

*

«Unlike the US’ weapons sales which usually seek to disrupt the regional balance of power in favor of America’s main partner in the area, Russia’s arms exports don’t discriminate between countries and Moscow is oftentimes seen selling weapons to opposing pairs of countries such as Turkey & Syria, Armenia & Azerbaijan, Iran & Saudi Arabia, India & China, and China & Vietnam»

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La Russia sembrerebbe avere come obiettivo strategico il mantenimento degli equilibri.

«in advance of Russia’s “military diplomacy” which seeks to retain the balance of power in order to discourage the outbreak of hostilities and encourage a diplomatic solution to regional issues»

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«Correspondingly, it makes sense within this paradigm to sell weapons to rival states in order to ensure that neither of them gains an edge over the other as a result of American arms imports and is therefore enticed to aggressively pressure the other to advance the US’ designs in the region»

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Al momento attuale non è stato dato di vedere un confronto diretto tra le due tipologie di armamento, ovviamente per fortuna del mondo.

In linea generale potremmo però notare alcuni fattori.

Gli armamenti russi si sono dimostrati essere allo stato dell’arte: i sistemi S-300 ed S-400 sono considerati essere quelli maggiormente flessibili ed affidabili sul campo operativo. La Nato ne ha sacro rispetto.

I russi hanno una grande abilità nel progettare sistemi di costruzione semplici, semplici ovviamente per la tipologia di arma. La meccanica dei loro aeroplani lascia estasiati. La conseguente manutenzione ne risulta essere facilitata e meno onerosa.

Altro tratto caratteristico degli armamenti russi è il basso costo di produzione rispetto gli Stati Uniti.

Infine, ampliando un concetto già espresso, la Russia non solleva questione etica o morale alcuna: basta che il cliente paghi e che i nuovi armamenti acquisiti non turbino gli equilibri locoregionali.

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Il mercato delle armi è davvero complesso: spesso le esigenze della difesa prevalgono sulle attese di guadagno o su quelle di prestigio.

Sul mercato stanno però timidamente affacciandosi anche Cina, India e Pakistan. Per il momento sono armamenti locoregionali, ma soprattutto sono costruiti e resi operativi per costi del tutto stracciati.

Sicuramente gli armamenti americani sono quello che sono, ma alla fine il fattore costo potrebbe diventare determinante.

Facciamo solo un esempio. Un missile anti-nave inintercettabile ha un costo spropositato rispetto a dei missili alquanto vulnerabili, ma di infimo costo: diventa quindi sufficiente lanciarne un decina simultaneamente per ottenere l’affondamento a costi contenuti. È questa una opzione condizionante.


Oriental Review. 2018-12-24. Russia’s Arms Sale Success Is Proof That Its “Military Diplomacy” Works

The Stockholm International Peace Research Institute, an internationally acclaimed authority on the global arms trade and popularly known by its acronym as SIPRI, released its latest findings on Monday and revealed that Russia overtook the UK to become the world’s second-largest arms producer. According to their data, Russia sold approximately 9.5% of all global weaponry last year, which SIPRI said amounts to $37.7 billion and an 8.5%increase over 2016’s figures. Still, Russia trails far behind the US, which sold 57% of the world’s weapons last year worth around $226.6 billion, which was a 2% increase from the year prior.

In any case, Russia’s second-place rank is significant because it proves just how popular its arms have become all across the world since the commencement of its 2015 anti-terrorist intervention in Syria, which showcased the effectiveness of its wares and generated immense global interest in them. Furthermore, the recent spree of S-400 sales to China,Turkey, India, and possibly even soon to Saudi Arabia too speaks to the demand that many different countries have for Russia’s defensive assets as well. Overall, Russia is being regarded across the world as a reliable military supplier that has no ulterior geopolitical motives in this industry.

Unlike the US’ weapons sales which usually seek to disrupt the regional balance of power in favor of America’s main partner in the area, Russia’s arms exports don’t discriminate between countries and Moscow is oftentimes seen selling weapons to opposing pairs of countries such as Turkey & Syria, Armenia & Azerbaijan, Iran & Saudi Arabia, India & China, and China & Vietnam. This isn’t solely in pursuit of profit, however, but in advance of Russia’s “military diplomacy” which seeks to retain the balance of power in order to discourage the outbreak of hostilities and encourage a diplomatic solution to regional issues.

Correspondingly, it makes sense within this paradigm to sell weapons to rival states in order to ensure that neither of them gains an edge over the other as a result of American arms imports and is therefore enticed to aggressively pressure the other to advance the US’ designs in the region. By having its comparatively cheaper but highly effective arms compete with the US’ much more expensive and sometimes less effective ones, Russia is able to reduce the chances that America’s plans will succeed while simultaneously positioning itself as a neutral mediator for facilitating talks between rival parties, which is the essence of its “balancing” strategy.

Pubblicato in: Armamenti, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Stati Uniti, Unione Europea

Aegis. Conoscerlo per capire l’Unione Europea. Redzikowo, Deveselu e Brdy.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-07.

Romania. Deveselu. 001

Quasi di norma le vere motivazioni della politica estera sono sottotaciute, pudicamente. Ma il fatto che non si ami parlarne non significa per nulla che non esistano e non pesino.

«Intermediate Nuclear Forces (INF) treaty by developing a long-range ground-launched cruise missile ….

The importance of banning ground-launched intermediate range weapons (per the treaty, with a range between 310 and 3,420 miles) is understandably not very intuitive to the public. You can read a longer explanation here , but the heart of the matter is that ground-launched intermediate-range ballistic and cruise missiles could be launched so promptly—and traverse the distance to their targets so quickly—that an adversary facing an attack by them was left with too little time to respond with anything other than a full nuclear broadside in return. ….

The truck-borne launcher of what appeared to be a 9M729 missile was the Iskander ground-based tactical missile system, which normally hurls a short-range (max 300 miles) ballistic missiles arcing up into space before plunging down on their targets approaching six times the speed of sound.

The 9M729 was meant to be an alternate cruise-missile type weapon for the Iskander. As long as this adhered to the range restriction for ground-launched weapons, this too would be in compliance. However, in 2015 arms control expert Jeffrey Lewis posted a side-by-side photo analysis of images of the ground-launched 9M729 missile highlighting its near-identical appearance to the SS-C-8.» [Fonte]

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«Il sistema Aegis Ballistic Missile Defense System (Aegis BMD o ABMD) è un programma del United States Department of Defense Missile Defense Agency sviluppato per creare una difesa missilistica contro missili balistici di corto e medio raggio. Fa parte del United States national missile defense. Aegis BMD (anche noto come Sea-Based Midcourse) è disegnato per intercettare missili balistici in fase post-boost e prima del rientro in atmosfera.

È in grado su navi da guerra di colpire missili balistici aumentando l’azione del Aegis Combat System con l’aggiunta di radar AN/SPY-1 e missili standard. Vascelli con Aegis BMD possono trasmettere gli obiettivi al Ground-Based Midcourse Defense, se necessario, ingaggiando i bersagli con missili SM-2 o SM-3.

 Aegis BMD non ha capacità di intercettare missili ICBM, e versioni future potranno avere capacità limitata in questo senso.

Il sistema corrente utilizza tecnologia Lockheed Martin Aegis Weapon System e Raytheon RIM-161 Standard Missile 3 (SM-3). Altri subcontractor includono Boeing Defense, Space & Security, Alliant Techsystems (ATK), Honeywell, Naval Surface Warfare Center, SPAWAR Systems Center, Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (JHU/APL), e Massachusetts Institute of Technology Lincoln Laboratory (Lincoln Lab). ….

Una componente terrestre, Aegis Ashore, è pianificata. Questo sistema terrestre prevede l’utilizzo delle piattaforme navali su terra. Incluso i radar SPY-1 e batterie di missili standard 3. L’amministrazione Obama ha pianificato due siti in Europa: il primo in Romania a Deveselu nel 2015 e il secondo in Polonia nel 2018. Nel 2020, entrambi avranno a disposizione l’ultima versione Aegis BMD software e l’ultima versione di SM-3. Altre basi radar saranno dispiegate in Turchia in futuro. ….

Il sistema Aegis BMD, in coppia con il RIM-161 Standard missile (SM-3), ha dimostrato una capacità limitata come arma anti-satellite per satelliti in orbita bassa (low Earth orbit).» [Fonte]

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«The United States missile defense complex in Poland, also called the European Interceptor Site (EIS), was a planned American missile defense base. It was intended to contain 10 silo-based interceptors: two-stage versions of the existing three-stage Ground-Based Interceptors with Exoatmospheric Kill Vehicles that had a closing speed of about 7 km/s. The first planned complex was to be located near Redzikowo, Poland, forming a Ground-Based Midcourse Defense system in conjunction with a U.S. narrow-beam midcourse tracking and discrimination radar system located in Brdy, Czech Republic. EIS was cancelled in 2009 and subsequently replaced with a phased plan—the Aegis Ballistic Missile Defense System, which will include SM-3 Block IIA interceptors to be positioned in Poland from 2018.» [Fonte]

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Adesso che abbiamo gli elementi di base, cerchiamo di ragionare.

Suggeriremmo ai Lettori di dimenticarsi i particolari e dismettere ogni forma di pregiudizio.

– Il trattato Intermediate Nuclear Forces (INF) è obsoleto. I missili ipersonici non erano previsti, né all’epoca erano prevedibili, dal trattato. Una nuova negoziazione è mandatoria, almeno fino a tanto che i nuovi missili non siano diventati la norma.

– Missili e siluri ipersonici anti – nave pongono serissime remore al valore militare che abbiano adesso le navi portaerei, che risulterebbero essere virtualmente indifese. Un missile da 50,000 euro può affondare una portaerei che è costata 15 miliardi e che ha necessitato dieci anni di tempo di costruzione. È finita l’era delle portaerei, e con esse del dominio americano dei mari fino alle coste avversarie. E lo Status-6 è un satanico sistema strategico di difesa atomica:è stato progettato per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare.

Russia. I siluri Khishchnik e VA-111 Shkval. Serie minacce alle portaerei.

– Essersi incaponiti a militarizzare i paesi dell’ex est Europa sotto l’ombrello atomico della Nato ed il tentativo di militarizzare l’Ukraina dopo averla destabilizzata sono stati grossolani errori di valutazione che hanno spinto la Russia ad inventarsi armi nuove, per contrastare questa minaccia.

– Kaliningrad è stata rapidamente trasformata in un immane arsenale di missili ipersonici atomici.

Russia. Kulikovo, Kaliningrad, ospiterebbe un arsenale atomico russo.

Kaliningrad. Zeppo di missili atomici adesso anche black hole.

– I sistemi Aegis sono in grado di intercettare un parte dei missili russi ancora in linea, anche se vi siano forti dubbi sulla capacità  di distruggere gli Iskander. Portarli a ridosso delle linee di confine garantisce una certa quale protezione, ma altro non fa che spingere i russi al continuo miglioramento del loro rsenale atomico.

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Gli schieramenti dell’Aegis condizionano de facto il sistema politico europeo.

A quanto è dato di sapere, le sue principali basi sarebbero Redzikowo in Polonia, Deveselu in Romania, Brdy nella Repubblica Ceka. Voci riporterebbero anche una base in Ungheria.

Le conseguenze sono evidenti.

L’Unione Europea può fingere di fare la voce grossa contro i paesi dell’est europeo, rei di non condividere la Weltanschauung dell’élite ora al potere, ma sia Mr Macron sia Frau Merkel sono anatre zoppe e pesano meno di nulla in seno alla Nato.

Polonia, Repubblica Ceka, Romania ed Ungheria si sono prestate ad ospitare basi Aegis e devono in una qualche maniera essere ricompensate: essere assurte a bersagli atomici è un onore di cui volentieri avrebbero fatto a meno.

Pubblicato in: Armamenti, Cina, India, Senza categoria

India. Inaugurato il ponte Bogibeed sul Brahmaputra.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-30.

India. Bramaputra 010

Il primo ministro Mr Narendra Modi ha inaugurato il ponte Bogibeed sul Brahmaputra: un’opera che ha richiesto venti anni di lavoro.

Il problema è complesso, ma cercheremo di porgerlo semplicemente.

India. Bramaputra 000

Il Brahmaputra nasce a nord della catena montuosa dell’Himalaya dalle pendici occidentali del nepal, e decorre da ovest verso est per oltre un miglio di kilometri in territorio cinese, ove prende nome di Yarlung Zangpo. Poi riesce a farsi strada attraverso la catena del Subansirl e penetra in terriorio indiano, prendendo il nome di Brahmaputra. Decorre quindi verso sud, entra nello stato del Bangladesh e fino a congiungersi con il Gange: di lì i due fumi riuniti prendono nome di Padma.

Se si guarda con attenzione la cartina, vediamo come il territorio indiano, passata la strettoia delimitata da Bangladesh, Nepal e Bhutar, un collo di bottiglia largo qualche decina di kilometri, si slarghi avvolgendo da nord a sud il Bangladesh, confinando ad est con il Myanmar ed a nord con la Cina. È lo stato di Assam, membro della federazione indiana. Per beffa del destino, l’Assam ha un clima umido, subtropicale.

Un problema già complicato, lo diventa ancor di più considerando che il Brahmaputra scorre da nord verso sud e da est verso ovest, tagliando in due l’Assam: una parte nord ed una sud.

Il problema è severo, perché il Brahmaputra ha un letto molto largo, è facile alle esondazioni, il terreno su cui scorre è molto friabile. Costruire ponte sul Brahmaputra è cosa lunga, difficile e costosa.

Se la questione è chiarissima dal punto di vista economico e commerciale, diventa tensiogena dal punto di vista militare. L’Assam è divisa in due tronconi praticamente non comunicanti. Fatto questo che dette grandi problemi agli indiani durante la guerra con la Cina.

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«India opened its longest road-rail bridge in the northeastern state of Assam on Tuesday as part of efforts to boost defences on its sensitive border with China»

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«Indian Prime Minister Narendra Modi drove an inaugural cavalcade along the 4.9km Bogibeel bridge over the Brahmaputra river to inaugurate the project which has taken nearly two decades and $800m to complete»

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«The bridge, near the city of Dibrugarh, will enable the military to speed up the dispatch of forces to neighbouring Arunachal Pradesh, which borders China»

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«With the opening of the bridge, the rail journey from Dibrugarh to the Arunachal Pradesh capital Itanagar has been cut by 750km»

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«The bridge has been designed to bear the weight of India’s heaviest 60-tonne battle tanks and so that fighter jets can land on it»

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Accorciare le vie di comunicazione di 750 kilometri è un risultato di tutto rispetto.

Nella comune speranza che mai serva per scopi bellici, questo ponte stradale e ferroviario contribuirà non poco alla crescita economica di questa regione.

Nota.

Ricordiamo come a maggio sia stato inaugurato il ponte sul Padma.

Bangladesh. Cina ed il ponte sul Padma.


Aljazeera. 2018-12-25. India’s longest road-rail bridge opened near China border

The project that took two decades and $800m to complete will enable a speedy dispatch of forces to Arunachal Pradesh.

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India opened its longest road-rail bridge in the northeastern state of Assam on Tuesday as part of efforts to boost defences on its sensitive border with China.

Indian Prime Minister Narendra Modi drove an inaugural cavalcade along the 4.9km Bogibeel bridge over the Brahmaputra river to inaugurate the project which has taken nearly two decades and $800m to complete.

The bridge, near the city of Dibrugarh, will enable the military to speed up the dispatch of forces to neighbouring Arunachal Pradesh, which borders China.

With the opening of the bridge, the rail journey from Dibrugarh to the Arunachal Pradesh capital Itanagar has been cut by 750km.

India lost territory in Arunachal Pradesh in a 1962 war with China.

The bridge has been designed to bear the weight of India’s heaviest 60-tonne battle tanks and so that fighter jets can land on it.

India opened its previous longest bridge, the 9.1km Dhola-Sadiya bridge, in 2017 to connect Assam and Arunachal Pradesh, also to boost tactical defences.

Construction of the Bogibeel bridge was agreed by the government as part of a 1985 agreement to end years of deadly agitation by Assamese nationalist groups.

Pubblicato in: Armamenti, Cina, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Unione Europea

Usa verso esclusione delle cinesi Huawei e Zte dai mercati.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-29.

Cellulare 002

Dato l’argomento trattato, spionaggio, è del tutto naturale che nessuna delle controparti riveli le sue carte e le sue informazioni. Né vi sarebbe modo di poter controllare le affermazioni fatte da ambo le èarti.

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«Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando l’adozione di un decreto emergenziale all’inizio del prossimo anno, per escludere i colossi delle telecomunicazioni cinesi Huawei e Zte dal mercato Usa sulla base di considerazioni legate alla sicurezza nazionale»

*

«l’ordine proibirebbe alle aziende statunitensi di acquistare sistemi e apparecchiature dalle due compagnie cinesi. Huawei e Zte»

*

«Gli operatori delle telecomunicazioni nelle aree rurali degli Stati Uniti sono tra i maggiori clienti di Huawei e Zte, e temono di essere costretti in futuro a dismettere le apparecchiature già acquistate da quelle aziende senza alcuna compensazione»

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«Non è ancora chiaro se il governo federale Usa disponga dell’autorità giuridica necessaria a ordinare misure simili.»

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«Il dipartimento della Difesa Usa opera la propria rete satellitare e telefonica per le comunicazioni sensibili, ma gran parte del traffico delle principali installazioni militari si avvale delle comuni reti commerciali.»

*

«Funzionari del governo Usa hanno incontrato controparti e dirigenti delle aziende di telecomunicazioni dei paesi amici dove i sistemi per le telecomunicazioni di Huawei sono già in uso, come Giappone, Germania e Italia; l’obiettivo di Washington è di presentare tali sistemi come un rischio per la sicurezza informatica.»

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«[Huawei] rischia ora di essere escluso dal secondo mercato dell’eurozona, quello francese. Parigi non intende bandire apertamente Huawei, ma sarebbe intenzionata ad aggiungere i sistemi e le apparecchiature dell’azienda cinese a una lista nera per la protezione delle parti strategiche della rete di telecomunicazione nazionale»

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«Il Giappone ha annunciato l’esclusione di apparecchiatura di fabbricazione cinese dai contratti governativi per l’acquisto di sistemi per le telecomunicazioni. Tokyo intende escludere dagli appalti pubblici le aziende fornitrici di servizi It che costituiscono un potenziale rischio di fuga di dati sensibili.»

*

«L’agenzia di intelligence elettronica della Nuova Zelanda ha annunciato nelle scorse settimane che il principale provider nazionale di Internet non potrà avvalersi di sistemi dell’azienda cinese Huawei per i futuri lavori di aggiornamento ed espansione della rete, a causa di “rischi significativi per la sicurezza della rete”.»

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Di per sé stesso il telefono mobile, il cellulare, è uno strumento neutro, che veicola le voci, immagini e documenti che gli sono stati affidati. In realtà, il vero problema è quello umano: la gente parla al cellulare come se fosse in un confessionale. Per non parlare poi di quegli avventati che si portano dietro il cellulare acceso anche quando fanno del birbonate ovvero dei reti.

Non sono solo le notizie sensibili a preoccupare.

Un ascolto silenzioso e discreto mette in mano all’operatore tutta una lunga serie di elementi che in un domani l’intelligence userà per ricattare: o  fai questo oppure pubblichiamo tutto.

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Con Mr Trump sta finendo un’epoca in cui si riponeva fiducia su elementi per loro natura infidi.

Talune risorse tecnologiche non avrebbero mai dovuto essere lasciate alla globalizzazione. In mano a potenziali avversari.

La nazione deve produrre ed utilizzare in proprio le tecnologie sensibili.

Che poi l’azione dell’intelligence sia impalpabile, del tutto trasparente alla gente comune, è un altro paio di maniche.

Sembrerebbe essere verosimile che non tutti gli occidentali riescano a comprendere la criticità di questo argomento.


Agenzia Nova. 2018-12-29. Usa-Cina: Trump valuta ordine esecutivo per escludere Huawei e Zte dal mercato Usa.

Washington, 28 dic 04:48 – (Agenzia Nova) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando l’adozione di un decreto emergenziale all’inizio del prossimo anno, per escludere i colossi delle telecomunicazioni cinesi Huawei e Zte dal mercato Usa sulla base di considerazioni legate alla sicurezza nazionale. Lo riferiscono fonti anonime citate dalla stampa Usa, secondo cui l’ordine proibirebbe alle aziende statunitensi di acquistare sistemi e apparecchiature dalle due compagnie cinesi. Huawei e Zte, che negano di effettuare spionaggio per conto del governo cinese, non hanno ancora commentato ufficialmente l’indiscrezione. La Casa Bianca starebbe valutando il ricorso a un ordine esecutivo da oltre otto mesi, e potrebbe passare all’azione già nel mese di gennaio. Gli operatori delle telecomunicazioni nelle aree rurali degli Stati Uniti sono tra i maggiori clienti di Huawei e Zte, e temono di essere costretti in futuro a dismettere le apparecchiature già acquistate da quelle aziende senza alcuna compensazione. Non è ancora chiaro se il governo federale Usa disponga dell’autorità giuridica necessaria a ordinare misure simili.

Il presidente a rotazione del colosso cinese dell’elettronica per le telecomunicazioni Huawei, Ken Hu, ha respinto con forza come “infondate” le accuse di spionaggio per conto del governo cinese mosse nei confronti dell’azienda, ed ha avvertito che la campagna di boicottaggio intrapresa dagli Usa rischia di causare danni e disturbi economici a livello globale. “Contiamo oltre 13mila fornitori in tutto il mondo, e quest’anno acquisteremo 70 miliardi di dollari di parti e componenti”, ha sottolineato Hu durante una conferenza stampa di due ore organizzata questo mese, alla presenza di decine di giornalisti internazionali. “Qualsiasi sconvolgimento della catena di fornitura non danneggerà solo i fornitori, ma assesterà anche un colpo all’economia globale”, ha dichiarato il manager. Hu ha negato con forza che Huawei ponga un rischio per la sicurezza dei paesi in cui opera, ma ha anche promesso ulteriori investimenti per 2 miliardi di dollari tesi a fugare le preoccupazioni legate alla sicurezza informatica nello sviluppo delle reti 5G.

Stando al quotidiano “Wall Street Journal”, il governo degli Stati Uniti ha intrapreso nei mesi scorsi una campagna di pressione straordinaria per convincere gli operatori di reti wireless e i provider Internet dei paesi alleati ad evitare gli apparecchi e i sistemi venduti dal colosso cinese Huawei Technologies Co. Funzionari del governo Usa hanno incontrato controparti e dirigenti delle aziende di telecomunicazioni dei paesi amici dove i sistemi per le telecomunicazioni di Huawei sono già in uso, come Giappone, Germania e Italia; l’obiettivo di Washington è di presentare tali sistemi come un rischio per la sicurezza informatica. Washington starebbe anche valutando un aumento degli aiuti finanziarie per lo sviluppo di soluzioni per le telecomunicazioni per i paesi che non acquisteranno merce da Huawei. Stando alle fonti, gli Usa sono preoccupati soprattutto per i Paesi come i tre succitati – che ospitano basi militari statunitensi sul loro territorio. Il dipartimento della Difesa Usa opera la propria rete satellitare e telefonica per le comunicazioni sensibili, ma gran parte del traffico delle principali installazioni militari si avvale delle comuni reti commerciali.
Huawei ha diramato una lettera alla sua rete di fornitori globale questo mese, dopo l’arresto in Canada del suo direttore finanziario, Meng Wanzhou, fornendo garanzie in merito alla tenuta degli accordi d’affari. Nella lettera Huawei sottolinea di essere stata oggetto recentemente di numerose accuse da parte del governo Usa, e di aver ribadito più volte la rigorosa adesione dell’azienda a tutte le norme e i regolamenti che regolano gli scambi globali. “Riteniamo sia irragionevole da parte del governo Usa ricorrere a questo genere di approcci per esercitare pressioni su un soggetto aziendale. Si tratta di pratiche contrarie alla libertà economica e alla libera concorrenza”, recita la lettera pubblicata dall’azienda cinese nella giornata di ieri, e indirizzata “ai nostri partner della catena di fornitura globale”. L’offensiva statunitense però, si fa sempre più pressante, anche perché poggia su una campagna di boicottaggio estesa all’intera spera delle alleanze di Washington.

Il colosso dell’elettronica per le telecomunicazioni cinese Huawei, bersaglio di una campagna di boicottaggio statunitense che ha già portato all’esclusione dell’azienda dai progetti infrastrutturali negli Usa, in Australia, Nuova Zelanda e Giappone, rischia ora di essere escluso dal secondo mercato dell’eurozona, quello francese. Parigi non intende bandire apertamente Huawei, ma sarebbe intenzionata ad aggiungere i sistemi e le apparecchiature dell’azienda cinese a una lista nera per la protezione delle parti strategiche della rete di telecomunicazione nazionale. Lo riferisce “Bloomberg”, che cita 15 fonti a conoscenza dei piani dell’amministrazione del presidente francese, Emmanuel Macron. Gli operatori della rete francesi sono impegnati proprio in questi mesi a selezionare i fornitori per la realizzazione delle reti 5G nazionali.

Parte dell’infrastruttura delle telecomunicazioni francese, spiega “Bloomberg”, diverrà inaccessibile all’azienda cinese tramite una serie di revisioni normative e regolatorie, protette in parte da segreto di Stato. Stephane Richard, ad di Orange – il principale operatore delle telecomunicazioni francese – ha annunciato proprio ieri che l’azienda non utilizzerà sistemi di Huawei per la propria rete 5G, dopo aver ricevuto un “invito alla prudenza” da parte delle autorità francesi. Due altri operatori di telefonia mobile francesi, Bouygues Telecom e Sfr (Altice) hanno reso noto che si atterranno alle indicazioni dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei sistemi informatici (Anssi).

Il governo giapponese solleciterà le aziende private gestrici di infrastrutture strategiche in 14 diversi settori – dalla distribuzione dell’energia elettrica ai trasporti – ad evitare l’acquisto di sistemi per le comunicazioni “vulnerabili a fughe di informazioni sensibili e spegnimenti remoti”, una categoria utilizzata da Tokyo per indicare principalmente aziende cinesi come Huawei e Zte. Il governo ha già varato linee guida per le acquisizioni di otto categorie di apparecchiature elettroniche – inclusi server e terminali – da parte di ministeri e agenzie governative. Queste direttive, riferiscono fonti citate dalla stampa giapponese, verranno estese al settore privato a partire dal prossimo gennaio. Nel National Defense Authorization Act per il 2019, il governo Usa ha accusato la Cina di aver sottratto informazioni militari tramite apparecchi elettronici prodotti dall’azienda Huawei. Da allora paesi come Australia e Nuova Zelanda si sono uniti agli Usa nella decisione di escludere i prodotti di quella ed altre aziende tecnologiche cinesi dagli appalti governativi.

Il Giappone ha annunciato l’esclusione di apparecchiatura di fabbricazione cinese dai contratti governativi per l’acquisto di sistemi per le telecomunicazioni. Tokyo intende escludere dagli appalti pubblici le aziende fornitrici di servizi It che costituiscono un potenziale rischio di fuga di dati sensibili. L’iniziativa precede la migrazione a suo modo storica dell’intero complesso informatico governativo in un ecosistema di archiviazione e computazione “cloud”, e giunge in un momento assai delicato, che vede gli Stati Uniti impegnati in una vera e propria operazione di boicottaggio internazionale di Huawei, denunciata da Washington come un rischio per la sicurezza nazionale per i suoi presunti legami col governo cinese.

Nel mese di agosto il governo australiano ha bandito il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei Technologies Co Ltd dalla fornitura di apparecchiature per la futura rete mobile 5G del paese, adducendo ragioni di sicurezza nazionale. Il ruolo di primo piano di Huawei nello sviluppo della rete 5G nazionale, e la resistenza delle agenzie di sicurezza di quel paese, che paventavano la trasmissione di informazioni e dati al governo cinese, erano divenuti nei mesi scorsi oggetto di tensione tra Canberra e Pechino, che già hanno visto peggiorare le relazioni bilaterali dopo l’approvazione della nuova legislazione australiana contro le interferenze esterne sulla politica. La decisione assunta dal governo australiano poggia su una posizione simile a quella del governo Usa, che ha parzialmente escluso Huawei dal mercato statunitense, citando a sua volta timori legati alla sicurezza nazionale.

L’agenzia di intelligence elettronica della Nuova Zelanda ha annunciato nelle scorse settimane che il principale provider nazionale di Internet non potrà avvalersi di sistemi dell’azienda cinese Huawei per i futuri lavori di aggiornamento ed espansione della rete, a causa di “rischi significativi per la sicurezza della rete”. L’Ufficio per la sicurezza delle comunicazioni del governo neozelandese (Gcsb) ha notificato la decisione all’azienda di telecomunicazioni nazionale Spark; di fatto, al decisione bandisce Huawei dai lavori per l’introduzione della rete 5G nella Nuova Zelanda. Spark ha confermato la direttiva giuntale dall’agenzia governativa tramite una nota, in cui si legge che l’azienda “non potrà attuare o dare seguito alla sua proposta di utilizzare apparecchiature Ran di Huawei per la rete 5G” pianificata dal provider. Il direttore del Gcsb, Andrew Hampton, ha ribadito tramite una nota che l’agenzia ha riscontrato in Huawei e nelle sue apparecchiature “un rischio significativo per la rete”, ma ha evitato di fornire ulteriori dettagli in proposito.