Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Persona Umana, Politica Mondiale

Voto elettorale. Un problema di estrema attualità. Un sistema in crisi in occidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-24.

Elezioni 001

La giurisprudenza relativa alla capacità di votare è di grande interesse sia giuridico, sia sociale, sia politico. Non solo. Ogni epoca esprime delle proprie istanze che si ripercuotono di conseguenza sulla legge elettorale. Da ultimo, ma non certo per ultimo, ogni Collettività ha una sua propria tradizione.

In linea di massima sembrerebbero essere doverose alcune considerazioni.

La prima considerazione consiste nel fatto che la quasi totalità dei sistemi elettorali è concepita per sussistere in condizioni di equilibrio, tranquille, e traballa vistosamente nei momenti di tensione. Solo i romani compresero questo problema e previdero sia la gestione in momenti non tribolati, sia la istituzione di un dittatore pro tempore per superare periodi di particolare difficoltà.

La seconda considerazione parte dal concetto che è l’adempimento di un qualche ben definito dovere che conferisce la capacità di godere di un diritto. Da questo punto di vista il mero dato di essere nati non costituisce substrato al godimento della capacità elettorale, cosa che invece risulta essere evidente nel caso del voto censuale.

La terza considerazione è squisitamente euristica. In un sistema a suffragio universale vince le elezioni quel candidato che maggiormente promette, unico metodo per ottenere il bramato cinquanta per cento più uno. Ma codesta prassi instaura la dittatura di coloro che vivono delle prebende statali. Le forze improduttive parassitano quelle produttive.

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A nostro sommesso parere, il voto dovrebbe competere esclusivamente a coloro che, lavorando e producendo, concorrono a mantenere in vita la Collettività.

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«In linea di massima, per diritto di voto si intende il diritto di partecipare a votazioni di tipo pubblicistico, siano esse di tipo deliberativo o elettivo (Elezioni). Tra questi due tipi di votazioni il secondo è senza dubbio il più importante. Il voto è il diritto politico per eccellenza (Diritti costituzionali) ed è strettamente legato alle nozione di democrazia, di sovranità popolare e di cittadinanza. Da un punto di vista storico, si tratta di un legame relativamente recente, che tuttavia costituisce ora un dato di fatto irreversibile nell’ambito degli ordinamenti democratici, proclamato in tutte le più importanti Costituzioni novecentesche (art. 17 e 22 Cost. Germania 1919; artt. 3, 4 e 6 Cost. Francia 1946; art. 48 Cost.; art. 38 Legge fondamentale Germania 1949; artt. 3 e 6 Cost. Francia 1958; artt. 23, 68 e 69 Cost. Spagna 1978; artt. 136 e 149 Cost. Svizzera 1999): il suffragio universale, ovvero il diritto a partecipare alle elezioni conferito a tutti cittadini maggiorenni, uomini e donne, è, infatti, una conquista del XX secolo e segna il fondamentale passaggio dallo Stato liberale alla moderna democrazia costituzionale (Forme di Stato e forme di governo). Si deve tenere presente, infatti, che il riconoscimento del diritto di voto alle donne costituisce una conquista successiva ed ulteriore rispetto all’affermazione del suffragio universale maschile: mentre il riconoscimento del primo si colloca, da un punto di vista cronologico, tra il 1848 e il primo dopoguerra (cfr. artt. 24 e 25 Cost. Francia 1848; art. 20 Cost. Germania 1871), il secondo viene generalmente attribuito nel periodo di tempo tra il primo e il secondo dopoguerra e, in Italia, solo nel secondo dopoguerra, nel 1946 (Assemblea costituente).

Il voto esisteva anche nell’antichità e nel medioevo, anche se si svolgeva con modalità diverse rispetto a quelle che siamo soliti considerare: solo con l’affermazione del costituzionalismo moderno e del principio di uguaglianza viene accolta l’idea del voto come diritto individuale («un uomo, un voto»), laddove nelle epoche precedenti il voto si ricollegava all’appartenenza a un gruppo (si pensi ai comitia curiata o ai comitiva centuriata dell’antica Roma o all’appartenenza agli ordini negli Stati generali di antico regime). Questo non significa, però, che le carte costituzionali del XVIII e XIX secolo avessero accolto il principio del suffragio universale (maschile): l’unica eccezione, in questo senso, è rappresentata dalla Costituzione francese del 1793, che identificava esplicitamente l’universalità dei cittadini maschi e il popolo sovrano, conferendogli immediatamente il diritto di eleggere i deputati, di deliberare sulle leggi e di votare gli elettori degli arbitri pubblici, degli amministratori e dei giudici criminali e di Cassazione (artt. 7 ss.). Non si può parlare, invece, di suffragio universale maschile a proposito degli U.S.A., dal momento che, fino all’abolizione formale della schiavitù e alla conseguente approvazione del XIII (1865), del XIV (1868) e del XV emendamento (1870), una parte rilevante della popolazione (gli afroamericani) era totalmente esclusa dal godimento non solo dei diritti politici, ma anche dei diritti civili (Diritti costituzionali). Inoltre, nella legislazione di molti Stati membri, l’iscrizione nelle liste elettorali era subordinata al pagamento di una tassa (c.d. poll tax), cosa che escludeva di fatto dal voto i non abbienti.

Del pari, in Europa le legislazioni elettorali si sono per lungo tempo ispirate al principio del suffragio ristretto, stabilendo dei requisiti di reddito (suffragio censitario) o di cultura (suffragio capacitario) o combinandoli tra loro. Da un punto di vista teorico, la limitazione del suffragio si ricollegava all’idea del voto non come diritto, ma come funzione, esercitata nell’esclusivo interesse della nazione o dello Stato: in quanto tale, esso poteva essere conferito non a tutti i cittadini, ma solo a coloro che fossero nelle condizioni di poterlo proficuamente esercitare, godendo di determinati requisiti soggettivi di censo e/o di cultura.» [Treccani]

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                         Lunedì la Corte Suprema della Nuova Zelanda ha stabilito che l’attuale età di voto di 18 anni è discriminatoria, costringendo il Parlamento a discutere se abbassarla. Il caso, che sta attraversando i tribunali dal 2020, è stato acquistato dal gruppo di difesa Make It 16, che vuole che l’età sia abbassata per includere i giovani di 16 e 17 anni. La Corte Suprema ha ritenuto che l’attuale età di voto di 18 anni sia incoerente con la Carta dei diritti del Paese, che dà il diritto di essere liberi da discriminazioni legate all’età una volta raggiunti i 16 anni.

                         La decisione innesca un processo in cui la questione deve essere discussa in parlamento ed esaminata da un comitato parlamentare ristretto. Ma non obbliga il Parlamento a cambiare l’età di voto. Il gruppo afferma sul suo sito web che non ci sono giustificazioni sufficienti per impedire ai 16enni di votare quando possono guidare, lavorare a tempo pieno e pagare le tasse.

                         Personalmente sono favorevole a una diminuzione dell’età di voto, ma non è una questione che riguarda semplicemente me o il governo, qualsiasi cambiamento nella legge elettorale di questa natura richiede il 75% del sostegno parlamentare. Il Partito dei Verdi vuole un’azione immediata per abbassare l’età di voto a 16 anni, ma il più grande partito di opposizione, il Partito Nazionale, non appoggia il cambiamento.

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«New Zealand’s highest court ruled on Monday that the country’s current voting age of 18 was discriminatory, forcing parliament to discuss whether it should be lowered. The case, which has been going through the courts since 2020, was bought by advocacy group Make It 16, which wants the age lowered to include 16 and 17 year olds. The Supreme Court found that the current voting age of 18 was inconsistent with the country’s Bill of Rights, which gives people a right to be free from age discrimination when they have reached 16»

«The decision triggers a process in which the issue must come before parliament for discussion and be reviewed by a parliamentary select committee. But it does not force parliament to change the voting age. The group says on its website there is insufficient justification to stop 16 year olds from voting when they can drive, work full time and pay tax»

«I personally support a decrease in the voting age but it is not a matter simply for me or even the government, any change in electoral law of this nature requires 75% of parliamentarian support. The Green Party wants immediate action to lower the voting age to 16, but the largest opposition party, the National party, does not support the shift.»

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New Zealand court rules voting age of 18 is discriminatory.

Wellington, Nov 21 (Reuters) – New Zealand’s highest court ruled on Monday that the country’s current voting age of 18 was discriminatory, forcing parliament to discuss whether it should be lowered.

The case, which has been going through the courts since 2020, was bought by advocacy group Make It 16, which wants the age lowered to include 16 and 17 year olds.

The Supreme Court found that the current voting age of 18 was inconsistent with the country’s Bill of Rights, which gives people a right to be free from age discrimination when they have reached 16.

The decision triggers a process in which the issue must come before parliament for discussion and be reviewed by a parliamentary select committee. But it does not force parliament to change the voting age.

“This is history,” said Make It 16 co-director Caeden Tipler, adding: “The government and parliament cannot ignore such a clear legal and moral message. They must let us vote.”

The group says on its website there is insufficient justification to stop 16 year olds from voting when they can drive, work full time and pay tax.

New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern said the government would draft legislation to reduce the age to 16, which could then be put to a vote in parliament.

“I personally support a decrease in the voting age but it is not a matter simply for me or even the government, any change in electoral law of this nature requires 75% of parliamentarian support,” she said.

Political parties have mixed views on the subject. The Green Party wants immediate action to lower the voting age to 16, but the largest opposition party, the National party, does not support the shift.

“Obviously, we’ve got to draw a line somewhere,” said National party leader Christopher Luxon. “We’re comfortable with the line being 18. Lots of different countries have different places where the line’s drawn and from our point of view, 18’s just fine.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Stati Uniti

Face Book. -70.66% anno su anno. Eccone il motivo. Fotocopie.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-02.

2022-11-03__ Face Book Blocco 001

I due grandi social di specchiata fede liberal democratica sono capitolati.

Twitter è stata acquisita e disinfestata da  Musk.

Facebook invece, che valeva 329.98 Usd per azione un anno fa, adesso ne vale 96.81 Ha perso il 70.66%.

Sono fuggiti via a gambe levate inserzionisti ed utilizzatori, facendo crollare fatturato ed utili.

Facebook si era erta a censore di quanto non fosse in linea con l’ideologia liberal democratica, riferendo ad un fantomatico quanto inesistente gruppo di giudici ‘imparziali’. La pena comminata era l’ostracismo.

Lasciamo il resto alle immagini.

2022-11-12__ Facebook 001

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana

Europa. Riflettere su quanto freddo sia troppo freddo.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-01.

Generale Inverno 001

«Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo»

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                         Dalle camere da letto alle cucine, l’Europa riflette su quanto freddo sia troppo freddo. Con il carburante che scarseggia, quest’inverno i termostati saranno abbassati. Dai gatti in grembo alle trapunte, fino alle passeggiate a piedi, ecco come trarre il meglio da una situazione negativa. In inverno muoiono più persone che in estate, e non solo perché fuori fa freddo. È emerso che il freddo in casa può essere altrettanto pericoloso. I dati sanitari europei dimostrano da tempo che i climi più miti, dove le case sono spesso piene di spifferi e scarsamente riscaldate, hanno i livelli più alti di mortalità in eccesso in inverno.

                         Più persone muoiono in inverno che in estate, e non solo perché fuori fa freddo. Il freddo all’interno, a quanto pare, può essere altrettanto pericoloso. Nonostante il recente calo dei prezzi del gas, le autorità sanitarie temono che gli alti costi dell’energia non permetteranno a molti europei di riscaldare adeguatamente le proprie case quest’inverno. L’Inghilterra rischia una crisi umanitaria.

                         Quanto freddo fa troppo freddo? Public Health England ha una risposta: Una temperatura interna di 18°C (65F) è il minimo. Noi esseri umani siamo fondamentalmente animali tropicali e, diffondendoci nel mondo, non ci siamo evoluti per adattarci a temperature più fredde. Tuttavia, è possibile adattarsi a temperature più basse.

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«From bedrooms to kitchens, Europe ponders how cold is too cold. With fuel in short supply, thermostats will be turned down this winter. From lap cats to quilts to brisk walks, here’s how to make the best of a bad situation. More people die in the winter than in the summer, and not only because it’s cold outside. Indoor cold, it turns out, can be just as dangerous. European health data have long shown that milder climates, where homes are often drafty and poorly heated, have the highest levels of excess mortality in the winter.»

«More people die in the winter than in the summer, and not only because it’s cold outside. Indoor cold, it turns out, can be just as dangerous. Despite a recent dip in gas prices, public health authorities fret that high energy costs will leave many Europeans unable to adequately heat their homes this winter. England risks a humanitarian crisis»

«How cold is too cold? Public Health England has an answer: An indoor temperature of 18C (65F) is the minimum. We humans are fundamentally tropical animals, and as we spread around the globe we didn’t evolve to adjust to colder temperatures. Still, it’s possible to adjust to cooler temperatures.»

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From Bedrooms to Kitchens, Europe Ponders How Cold Is Too Cold.

With fuel in short supply, thermostats will be turned down this winter. From lap cats to quilts to brisk walks, here’s how to make the best of a bad situation.

More people die in the winter than in the summer, and not only because it’s cold outside. Indoor cold, it turns out, can be just as dangerous. European health data have long shown that milder climates, where homes are often drafty and poorly heated, have the highest levels of excess mortality in the winter. Portugal’s winter death rate, for instance, is far higher than Finland’s.

Despite a recent dip in gas prices, public health authorities fret that high energy costs will leave many Europeans unable to adequately heat their homes this winter. England risks a humanitarian crisis, Michael Marmot, director of the UCL Institute of Health Equity in London, warned in the BMJ research journal in September. The National Health Service is setting up round-the-clock “war rooms” to manage demand, saying respiratory infections such as Covid-19, flu, pneumonia, and acute bronchitis are likely to fill as many as half of hospital beds this winter.

How cold is too cold? Public Health England has an answer: An indoor temperature of 18C (65F) is the minimum. Turn the heat down any further, and you face health risks such as increased blood pressure, blood clots, and heart attacks, the agency says.

“This is not a hypothermia issue per se,” says Mike Tipton, a physiology professor at the University of Portsmouth. “It’s a consequence of cooling and the physiological defense mechanisms and associated dehydration that goes with it.”

You might not associate dehydration with being in a cold environment, but Tipton says it’s a normal response. That’s because when you get cold, the blood vessels in your skin constrict, decreasing flow to the body’s periphery to keep most blood protected beneath a layer of insulating fat. That results in a desire to urinate, called cold-induced diuresis. As the blood concentrates and thickens, Tipton says, the risk of clots rises, with the elderly in the greatest peril.

We humans are fundamentally tropical animals, and as we spread around the globe we didn’t evolve to adjust to colder temperatures, Tipton says. Instead, we used our big brains to re-create our preferred climate next to our skin, and later in the houses and offices we inhabit.

“If you’re sitting there comfortable now, I’ll pretty much guarantee that your mean skin temperature is 33 degrees Celsius,” Tipton says. “Your torso temperature will be 35, 36 degrees Celsius, and your extremity temperatures will be in the mid-to-high 20s. That’s exactly the same temperature profile you would have if you were naked in 26 to 28 degrees.”

Still, it’s possible to adjust to cooler temperatures. Some strategies will mirror what your grandmother probably knows, since she’s likely to have grown up in a home that was several degrees cooler than yours: Put on a sweater, thick socks, or a hat. A lap cat can help on chilly afternoons or evenings. And it’s a good idea to pile on thick quilts at night, turning down the thermostat and using any savings to crank the heat up a bit during the day. Healthy people from toddler age through their mid-60s don’t need to maintain temperatures above the 18C threshold while sleeping, the UK guidelines state.

And because modern Europeans and Americans spend 90% of their time inside, for healthy adults, just going outdoors and getting some exercise in varying temperatures can help build resilience.

“You can change your own response to cold,” says Kate Rew, founder of the Outdoor Swimming Society in southern England. “What initially seems really unpleasant and makes you feel really cold, after a while of being exposed, can become absolutely fine.”

Rew’s group swims year-round, taking short dips into nearly freezing water through the winter. As a result, she says, many group members can stay comfortable even when their homes are cool. “You’re a bit more stoic,” Rew says. “A bit more kind of weathered, and those are all really nice things to feel—that you’re more resilient.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana

25 settembre. Sarà la Festa Nazionale della Liberazione dai liberal socialisti.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-17.

Tricolore 001

Il Presidente Putin ha sintetizzato in modo mirabile l’essenza della ideologia dei liberal socialisti.

«Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una religione al contrario – un vero e proprio satanismo.» [Putin. Discorso del 30 settembre]

Il 25 settembre sarà la Festa Nazionale della Liberazione della Italia dai liberal socialisti.

Loro caratteristica peculiare è lo spasmodico volere tirannico di imporre la propria ideologia, vero e proprio pensiero coatto non supervisionato, ponendo ciò come conditio sine qua non per ogni tipo di rapporto. In effetti sono una religione al contrario, un vero e proprio satanismo.

Quando i liberal socialisti conquistano un governo lo usano in modo tirannico per imporre la propria ideologia. Quanto successo nel Regno Unito è paradigmatico. Nel breve volgere di una settimana Liz Truss ed il suo governo di immigrati ideologizzati, senza nemmeno un inglese, ha distrutto il tessuto economico e finanziario del Regno Unito, lasciando dietro di sé un immane debito di oltre mille miliardi di sterline. Questo sarebbe stato il destino della Italia se i Cittadini Contribuenti ed Elettori non avessero dato ostracismo ai liberal socialisti.

In Italia l’Elettorato ha invece eletto al senato il centrodestra con 112 seggi contro i 42 dei liberal socialisti ed i 28 del M5S. Alla Camera il centrodestra conquista 237 seggi contro gli 84 dei liberal socialisti ed i 52 del M5S.

Il Partito Democratico arretra di oltre 800 mila voti. M5S perde 6.3 milioni di elettori.

Gli Elettori hanno liberato l’Italia da codesta genia.

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I liberal socialisti hanno saputo con rara maestria rendersi odiosi e repellenti allo Elettorato, che avrebbe votato un pappagallo impagliato piuttosto che loro.

In ambedue le camere i liberal socialisti hanno un numero irrisorio di persone elette, e tali resteranno per cinque lunghi anni.

Questi numeri rendono ragione del perché il 25 settembre sarà la festa nazionale della liberazione dei liberal socialisti.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Giustizia, Persona Umana

Elezioni. Un primo elenco di graditi ingressi e solenni trombature.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-27.

Conte Ugolino 001

«Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente ….

che tu vedrai le genti dolorose

c’hanno perduto il ben de l’intelletto»

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A livello occidentale la quasi totalità dei media è stata colonizzata dalla sinistra liberal, della quale è portavoce.

Ma il controllo dei grandi mezzi di informazione ha uno suo intrinseco valore sotto la condizione che siano credibili. Le notizie false dovrebbero essere propagate a dosi quasi omeopatiche.

Qui i liberal socialisti hanno preso un enorme abbaglio, a fortuna per il mondo degli onesti.

Nella loro innata ed intrinseca umiltà e modestia i liberal socialisti si erano convinti di essere eterni e che gli Elettori avrebbero continuato a vita il loro voto. Come conseguenza, usarono il potere ed i media per imporre l’attuazione della propria ideologia tirannica. Esaltarono ogni sorta di orrida perversione e perfette nullità furono presentate come geni polimorfi. A quanti avessero osato pensarla diversamente veniva immediatamente dato un ostracismo che li avesse condannati alla morte civile, più uno stupefacente repertorio di calunnie.

Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi.

Gli Elettori dei paesi che hanno avuto la buona sorte di poter votare, come in Svezia ed ora in Italia, hanno negato il loro voto a codesta genia, che ha saputo rendersi invotabile. No Elettori? No potere.

Ma senza il potere politico e giudiziario che li supporti i giornalisti si trovano adesso nella situazione degli Schutzstaffel nel 1945, caricati su treni merci diretti in Siberia. Tutti si ricordano di loro. Tutti reclamano giustizia.

Sono moltissimi i nomi decantati, celebrati, osannati, costantemente presenti ma che gli Elettori hanno massacrato: si pensi solo a Di Maio.

A seguito un primo elenco.

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Elezioni: da Santanché a Bonino, le sfide nei collegi. Chi ha vinto e chi ha perso

Il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non è stato rieletto.

Nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera è risultato nettamente primo l’ex ministro dell’Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa.

Come sono andate le altre sfide?

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi torna al Senato. L’ex premier ha infatti vinto nel collegio uninominale di Monza con il 50,31% delle preferenze contro Federica Perella, sindaco alla Cultura del Comune di Seregno. Monza è la città in cui Berlusconi possiede la squadra di calcio, che ha portato in serie A, che alle comunali il Pd aveva strappato al centrodestra. Proprio per questo lo scorso 18 settembre Enrico Letta ha organizzato la ‘anti-Pontida’ con i sindaci Pd.

La vicepresidente di Coraggio Italia ed deputata uscente Michaela Biancofiore passa al Senato. Nel collegio di Rovereto, in Trentino, con il sostegno di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati si impone in un lungo testa a testa con il 36,79% dei consensi contro la senatrice uscente Donatella Conzatti di Italia Viva (anche lei sostenuta dall’Alleanza democratica per l’autonomia come Patton).

Com’era nelle previsioni, facile vittoria per Giorgia Meloni nel collegio della Camera de L’Aquila. Contro di lei il centrosinistra schierava Rita Innocenzi.

Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra, è stata eletta a Firenze. Ha superato, in un collegio che era considerato blindato per il centrosinistra, Federica Picchi candidata del centrodestra. Claudio Lotito è stato eletto senatore in Molise. Il presidente della Lazio ha vinto la sfida nel collegio uninominale dove era candidato per il centrodestra.

A Sesto San Giovanni, nella ormai ex Stalingrado d’Italia, Isabella Rauti ha vinto la sfida per il Senato al collegio uninominale dove ha ottenuto il 45,4% dei voti contro il 30.80 di Emanuele Fiano. Un successo schiacciante per l’esponente di Fdi, figlia di Pino ex segretario del Msi, fra i fondatori della Fiamma tricolore rispetto all’ormai ex deputato Pd, figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Sempre al Senato in Lombardia un’altra esponente di Fdi ha sconfitto un esponente del Pd: a Cremona la coordinatrice regionale Daniela Santanché ha ottenuto il 52,17% dei voti contro il 27,3% di Carlo Cottarelli.

Pierferdinando Casini si appresta a vivere l’undicesima legislatura consecutiva da parlamentare: ha infatti vinto il collegio senatoriale di Bologna, dove era candidato per il centrosinistra, e dove era in sfida con Vittorio Sgarbi del centrodestra.

Nel collegio uninominale Lazio 2 la candidata di centrodestra, Lavinia Mennuni, trionfa su Emma Bonino, leader di +Europa, e su Carlo Calenda, leader di Azione.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana

Elezioni. Di Maio trombato nel suo collegio di Napoli Fuorigrotta.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-26.

Cacciare a pedate 001

Come dopo ogni elezione si legge l’elenco dei trombati.

Elezioni: Di Maio sconfitto a Fuorigrotta, Casini batte Sgarbi a Bologna

Luigi Di Maio è stato sconfitto nel collegio uninominale della Camera di Napoli Fuorigrotta e quindi, con ogni probabilità, sarà fuori dal prossimo Parlamento: secondo l’elaborazione di Quorum/Youtrend per Sky Tg24 è infatti statisticamente certa la vittoria di Sergio Costa per il Movimento 5 Stelle.

Arrivano i primi verdetti nei singoli collegi del Senato, il primo a essere scrutinato, secondo i primi dati reali elaborati da Quorum per SkyTg24: Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra è stata eletta a Firenze, mentre Claudio Lotito, per il centrodestra, in Molise.

Cucchi ha superato, in un collegio che era considerato blindato per il centrosinistra, Federica Picchi candidata del centrodestra. In corsa, per Azione/Italia Viva, c’era la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi. Lotito (anche lui in corsa in un collegio che alla vigilia era ritenuto blindato per il centrodestra) ha superato Ottavio Balducci del M5s, Rossella Gianfagna del centrosinistra. 

 E’ statisticamente certa, secondo le elaborazione di Quorum Per SkyTg24, l’elezione di Daniela Santanché nel collegio senatoriale di Cremona. La candidata di centrodestra avrebbe sconfitto il candidato del centrosinistra Carlo Cottarelli, che potrebbe comunque entrare comunque in parlamento con il proporzionale.

Com’era nelle previsioni, facile vittoria per Giorgia Meloni nel collegio della Camera de L’Aquila, dove, dopo le prime sezioni scrutinate, la sua vittoria è già statisticamente certa. Contro di lei il centrosinistra schierava Rita Innocenzi.

Pierferdinando Casini si appresta a vivere l’11/a legislatura consecutiva da parlamentare: secondo i dati elaborati da Quorum-Youtrend per Sky Tg24, ha infatti vinto il collegio senatoriale di Bologna, dove era candidato per il centrosinistra, e dove era in sfida con Vittorio Sgarbi del centrodestra. E’ statisticamente certa, secondo l’elaborazione di Quorum/Youtrend per SkyTg24, l’elezione di Silvio Berlusconi nel collegio uninonominale del Senato di Monza, dove, per il centrosinistra, era candidata Federica Perelli. 

Emma Bonino vince il “derby” contro Carlo Calenda nel collegio uninominale Lazio 2. Secondo i dati forniti dall’instant poll di Youtrend per Sky Tg 24, la candidata di +Europa ha ottenuto il 36,9%, battendo la candidata del centrodestra Lavinia Mennuni (33,9%) e Carlo Calenda (11,2%). Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle al quarto posto con l’11,2%.  

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Italia. Elezioni. Ad oggi 2022-09-12 mancano 14 giorni al voto.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-12.

San Michele Statua in Bronzo 001

Le elezioni del 25 settembre sanciranno la fine di una tediosamente prolissa campagna elettorale, straripante di promesse che non potranno mai essere mantenute: tutte promesse fatte a gran voce senza mai dire donde si sarebbero reperiti i fondi per finanziarle.

Con il 25 settembre sapremo alla fine il numero di eletti che ciascuno dei due schieramenti abbia saputo conquistarsi.

Secondo gli ultimi sondaggi elettorali le formazioni di centrodestra potrebbero conquistarsi la maggioranza degli eletti.

Se così fosse, ma nulla è certo, vi sarebbero mutazioni epocali ne quadro politico italiano ed europeo.

– Muterebbe il rappresentante della Italia in seno al Consiglio europeo. Al posto di Draghi vi sarebbe un esponente del centro destra, determinando così una vera e propria rivoluzione. Mr Orban non sarebbe più solo.

– I ministeri italiani cambierebbero ministro. Cosa non da poco, tenendo conto, per esempio, della gestione della immigrazione clandestina.

– Dovrebbe iniziare una vera e propria disinfestazione di tutte le agenzie, al momento voivodato assoluto del partito democratico e dei suoi alleati. Queste agenzie hanno costituito per decenni il braccio armato delle sinistre, che deve quindi essere disarmato.

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Considerazioni importanti.

La scuola, università compresa, non è proprietà del corpo docente bensì della entità che la ha patrocinata e la sta finanziando. I docenti altro non sono che dipendenti, rispettabilissimi, ma pur sempre dipendenti.

Assimilati agli statali, i docenti sono al momento inamovibili, ma nulla è eterno.

Discorso analogo per la giustizia, che non è dei giudici, ma dello stato.

L’epoca dei sistemi autoreferenziali sta volgendo al termine.

Questi sistemi autoreferenziali sono al momento castaldati delle sinistre. Si pensi, uno per tutti, al solo Consiglio Superiore della Magistratura.

Anche codesti khanati dovranno essere totalmente riformati, riportati sotto la giurisdizione statale ed anche essi disinfestati accuratamente da tutti coloro che li avevano denaturati.

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Come si constata, la posta in gioco è elevata, di portata storica.

I liberal saranno trattati per come hanno trattato.

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Sex Toys. Un mercato da 33.6 miliardi che vende quasi 70 milioni di pezzi.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-08.

Gufo_019__

«Sex toy is an object used to provide or increase sexual pleasure, as a dildo or vibrator.» [Dictionary]

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«Due colossi dell’industria dei giocattoli sessuali si sono fusi: si tratta della tedesca Wow Tech, leader della progettazione di questo genere di articoli, e la britannica Lovehoney, rivenditore online»

«Lovehoney Group opererà in Nord America, Europa e Asia, offrendo marchi come We-Vibe, Womanizer e Arcwave»

«nel 2020, le vendite globali di sex toys sono cresciute del 26% a 33.6 miliardi di dollari»

«Fondata nel 2002 Lovehoney è attualmente controllata da Telemos Capita, che continuerà a controllare il Lovehoney Group»

«Cdh Investments, è invece una società di private equity con sede in Cina che supervisiona circa 26 miliardi di dollari di asset e manterrà una quota di minoranza nella nuova società»

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In questa sede e per i nostri scopi due sono gli elementi di interesse.

– Nel 2020 il fatturato annuale ammontava a 33.6 miliardi di dollari americani, con una crescita anno su anno del 26%.

– Ha venduto per corrispondenza circa 70 milioni di device.

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Gli Usa hanno un fertility rate di 1.70, mentre il Regno Unito ha fertility rate di 1.65.Gli Stati Uniti hanno 167.23 milioni di femmine. Il Regno Unito ha 33.94 milioni di femmine.

L’occidente ha quindi 201.17 milioni di abitanti femmine, delle quali circa 103 milioni sono da annoverarsi tra le potenziali utenti di sex toys. Ebbene, in termini medi hanno acquistato nel solo 2020 70 milioni di devices, quasi uno a testa. Poi ci sono i pezzi venduti nel corso degli altri anni.

Non è questo né tempo né luogo per considerazioni molto generali.

L’uso dei sex toys consente alle femmine non solo di raggiungere l’orgasmo, ma mantenendo il toy in funzione più a lungo raggiungono lo status orgasmico. Una volta ottenuto questo risultato la femmina diventa dipendente dai toys, e ne ricerca di sempre più potenti alimentando così il volume degli acquisti.

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Sex Toys I Più Venduti per Categoria

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Il lockdown ha spinto i sex toys: nasce colosso mondiale

Con il boom della domanda di sex toys, visto che il lockdown ha spinto l’acquisto di vibratori, prolungamenti sessuali, modelli in pelle, intimo, porno movie, due colossi dell’industria dei giocattoli sessuali si sono fusi: si tratta della tedesca Wow Tech, leader della progettazione di questo genere di articoli, e la britannica Lovehoney, rivenditore online. Dalle nozze societarie nascerà un colosso dell’industria del sesso. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo il quale si tratta di un affare da 1,2 miliardi di dollari (questo è il valore stimato delle due società combinate insieme) che partorirà la più grande azienda di benessere sessuale del mondo, capace di generare entrate per 400 milioni di dollari l’anno e un listino di almeno 50 tipi diversi di vibratori. I ricavi di 400 milioni sono una stima delle due aziende, che è pari al doppio del fatturato combinato delle due ditte nel 2020, a dimostrazione che il settore tira.

                         Il comparto sex toys

I due gruppi scommettono sulla crescita del comparto che, secondo loro, continuerà anche grazie al lancio dei vaccini, che consentirà alle persone di lasciare le proprie case e socializzare in gruppo. Lovehoney Group opererà in Nord America, Europa e Asia, offrendo marchi come We-Vibe, Womanizer e Arcwave. Inoltre, le due società puntano su una scala aggiuntiva che consentirà loro di fare acquisizioni più grandi. “I prodotti per il benessere sessuale hanno guadagnato una posizione dominante nel mercato attuale”, afferma Johannes Plettenberg, amministratore delegato di Wow Tech, il quale agirà in quel ruolo anche in Lovehoney.

                         Vendite a 33 miliardi di dollari

Secondo un rapporto di Grand View Research, una società di ricerche di mercato con sede in California, nel 2020, le vendite globali di sex toys sono cresciute del 26% a 33,6 miliardi di dollari. Si prevede che le vendite totali diminuiranno di quasi il 9% quest’anno, ma la crescita riprenderà a metà del 2022 e aumenterà dell’8% annuo fino al 2028, prevede il rapporto.    Il motivo? Innanzitutto alcune modifiche normative nei paesi asiatici che renderanno questa tipologia di prodotti più ampiamente esportabili e disponibili. Inoltre, una considerazione di marketing: una sempre maggiore accettazione, anche grazie al Covid, da parte di entrambi i sessi dell’utilizzo dei giocattoli sessuali.

                         Le due società

Fondata nel 2002, Lovehoney è attualmente controllata da Telemos Capital, che continuerà a controllare il Lovehoney Group. La società di private equity con sede nel Regno Unito è finanziariamente sostenuta da uno dei discendenti dell’ormai defunto miliardario svizzero Klaus Jacobs, l’imprenditore che sta dietro Adecco Group, il gigante delle risorse umane e il produttore di cioccolato Barry Callebaut. Il suo chief investment officer, Jacob Polny, è entrato a far parte della società di acquisizione nel 2017 e proviene dal colosso statunitense del private equity Tpg, dove ha co-diretto gli investimenti per i consumatori, la vendita al dettaglio e il tempo libero in Europa.    L’azionista di controllo di Wow Tech, Cdh Investments, è invece una società di private equity con sede in Cina che supervisiona circa 26 miliardi di dollari di asset e manterrà una quota di minoranza nella nuova società.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Persona Umana, Stati Uniti

Florida e Mississippi. Prosegue la battaglia legale sull’aborto. Tanto alla fine c’è la Suprema Corte.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-07-30.

Sipreme Court Stemma 001

Ricordiamo come l’aborto sia tema politico tra i liberal democratici che lo sostengono ed i repubblicani che lo avversano.

Eppure, solo il 5% della popolazione ha a cuore codesto problema, ben più preoccupati di una inflazione a due cifre e degli interventi della Fed, prossima a rialzare nuovamente i tassi di interesse. Tanto, midterm si avvicina.

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Il divieto di abortire oltre le 15 settimane di gravidanza in Florida è ora in vigore dopo che un’ordinanza del tribunale che ne bloccava l’applicazione è stata sospesa martedì, e un giudice del Mississippi ha rifiutato di impedire l’attuazione di un divieto quasi totale nel corso della settimana. I due sviluppi hanno segnato le ultime battute d’arresto per i sostenitori dei diritti all’aborto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti, quasi due settimane fa, ha rovesciato la sentenza Roe contro Wade del 1973.

In Florida, poco dopo che il giudice John Cooper ha finalizzato l’atteso ordine di bloccare l’applicazione del divieto di 15 settimane, entrato in vigore venerdì, lo Stato a guida repubblicana ha prontamente presentato ricorso, facendo scattare il congelamento automatico dell’ingiunzione. Ore dopo, il giudice Debbra Halford di Jackson, Mississippi, ha negato la richiesta dell’unica clinica abortista dello Stato di impedire ai funzionari di applicare il divieto quasi totale di aborto che entrerà in vigore giovedì.

Il Mississippi è uno dei 13 Stati che hanno leggi grilletto progettate per vietare o limitare gli aborti una volta che la Corte Suprema avrà rovesciato la sentenza Roe v. Wade, come ha fatto il 24 giugno in un caso che ha confermato un’altra legge del Mississippi che vieta gli aborti dopo 15 settimane di gravidanza.

La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, a maggioranza conservatrice, ha dato agli Stati il permesso di vietare l’aborto e quasi due dozzine di Stati a guida repubblicana stanno cercando di farlo, o lo hanno già fatto.

La decisione ha scatenato un’ondata di cause legali da parte di cliniche in vari Stati, volte a preservare la capacità delle donne di ottenere l’aborto sulla base delle protezioni delle costituzioni statali piuttosto che di quelle federali, nonché proteste a livello nazionale.

Mentre i giudici di Kentucky, Louisiana e Utah hanno temporaneamente bloccato l’entrata in vigore dei divieti, l’alta corte statale del Texas venerdì ha permesso l’applicazione civile di un divieto precedente alla legge Roe e la corte suprema dell’Ohio ha rifiutato di bloccare un divieto di sei settimane.

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«Florida’s ban on abortions past 15 weeks of pregnancy is now in effect after a court order blocking its enforcement was put on hold on Tuesday, and a Mississippi judge declined to prevent a near-total ban from being implemented later this week»

«The dual developments marked the latest legal setbacks for abortion rights supporters after the U.S. Supreme Court nearly two weeks ago overturned the 1973 Roe v. Wade»

«In Florida, soon after Circuit Court Judge John Cooper finalized an expected order blocking enforcement of a 15-week ban that took effect on Friday, the Republican-led state promptly appealed, triggering an automatic freeze of his injunction»

«Hours later, Judge Debbra Halford in Jackson, Mississippi denied a request by the state’s only abortion clinic to prevent officials from carrying out a near-total ban on abortion that is set to take effect on Thursday»

«Mississippi is one of 13 states with “trigger” laws designed to ban or restrict abortions once the Supreme Court overturned Roe v. Wade, as it did June 24 in a case upholding a different Mississippi law barring abortions after 15 weeks of pregnancy»

«The conservative majority U.S. Supreme Court’s decision gave states permission to ban abortion and nearly two dozen Republican-led states are now trying to do so, or have done so already»

«The decision has ignited a wave of litigation by clinics in various states aimed at preserving the ability of women to obtain abortions based on protections in state rather than federal constitutions, as well as nationwide protests»

«While judges in Kentucky, Louisiana and Utah have temporarily blocked bans from taking effect, the state high court in Texas on Friday allowed a pre-Roe ban to be civilly enforced and Ohio’s top court declined to block a six-week ban»

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Abortion bans in Florida, Mississippi allowed to take effect

July 5 (Reuters) – Florida’s ban on abortions past 15 weeks of pregnancy is now in effect after a court order blocking its enforcement was put on hold on Tuesday, and a Mississippi judge declined to prevent a near-total ban from being implemented later this week.

The dual developments marked the latest legal setbacks for abortion rights supporters after the U.S. Supreme Court nearly two weeks ago overturned the 1973 Roe v. Wade ruling that guaranteed women nationally the right to terminate pregnancies.

In Florida, soon after Circuit Court Judge John Cooper finalized an expected order blocking enforcement of a 15-week ban that took effect on Friday, the Republican-led state promptly appealed, triggering an automatic freeze of his injunction.

Hours later, Judge Debbra Halford in Jackson, Mississippi denied a request by the state’s only abortion clinic to prevent officials from carrying out a near-total ban on abortion that is set to take effect on Thursday.

The clinic, Jackson Women’s Health Organization, in challenging the law and a separate six-week ban, cited a 1998 ruling by the Mississippi Supreme Court holding that the right to privacy under the state’s constitution included a right to abortion.

But Halford said it was “more than doubtful” the state’s high court would continue to uphold that decision as it rested on the U.S. Supreme Court’s own past rulings including Roe v. Wade.

Rob McDuff, a lawyer for the Mississippi clinic, called the ruling disappointing and said they were considering their options.

Mississippi is one of 13 states with “trigger” laws designed to ban or restrict abortions once the Supreme Court overturned Roe v. Wade, as it did June 24 in a case upholding a different Mississippi law barring abortions after 15 weeks of pregnancy.

Appeals in both cases are expected, with lawyers for the abortion providers in Florida at the ACLU and Center for Reproductive Rights already vowing to seek reinstatement of the injunction and to get the 15-week ban “blocked for good.”

Florida has long been a destination for women across the Southeast seeking to end pregnancies in their second trimester as neighboring states have strict abortion limits. Previously, Florida permitted abortion up to 24 weeks.

The conservative majority U.S. Supreme Court’s decision gave states permission to ban abortion and nearly two dozen Republican-led states are now trying to do so, or have done so already.

The decision has ignited a wave of litigation by clinics in various states aimed at preserving the ability of women to obtain abortions based on protections in state rather than federal constitutions, as well as nationwide protests.

While judges in Kentucky, Louisiana and Utah have temporarily blocked bans from taking effect, the state high court in Texas on Friday allowed a pre-Roe ban to be civilly enforced and Ohio’s top court declined to block a six-week ban.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana

Italia. Mutazioni di stile dei sondaggi elettorali. Politicamente corretto al macero.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-07-29.

2022-07-29__ Sondaggi 001

La caduta del governo Draghi ed il verosimile cambio della guardia con le elezioni anticipate si sono immediatamente ripercossi sui questionari volti a valutare le propensioni al voto.

Le variazioni sono plateali.

In primo luogo, abbandonato il ‘tu’ si è ritornati al ‘lei’. Ripristina il normale rapporto di corretta educazione.

In secondo luogo, torna a fare capolino il modo condizionale. La lingua è ricca ed il modo della condizionalità ha un contenuto logico formale che impreziosisce il linguaggio. Non lo è tanto di per sé steso, quanto è piuttosto perché riflette appieno l’attuale impossibilità decisionale. Il modo condizionale è sotteso dallo sguardo sul futuro.

In terzo luogo, è scomparso il quesito sul ‘gender’ e si è ritornati al classico dualismo uomo – donna. E questa è una scomparsa non da poco. Ideologia liberal al macero.

In quarto luogo, è scomparso il politicamente corretto.

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Nel giro di poco tempo, Macron ha perso la maggioranza parlamentare, Johnson e Draghi invece sono stati cacciati via malo modo. Le componenti liberal hanno subito tre consecutive debacles, irredimibili, come quella di Re Carlo XII di Svezia a Poltava.

Verosimilmente, le elezioni anticipate del 25 settembre potrebbero esitare in un governo di centro-destra con disgregamento delle forze liberal

I giornalisti, fiutata la mutazione, stanno correndo ai ripari. Fedeli servi del potere.