Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Russia. Q2. Pil +1.8%. +2.5% a/a.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-17.

Banca Centrale Russia 001

«Russian recovery continued to pick up steam in the second quarter of 2017»

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«on 11 August showed that GDP increased 2.5% year-on-year in Q2»

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«a 1.8% increase»

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«For 2018, analysts see GDP growth accelerating to 1.7%.»

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La situazione sembrerebbe essere avviata al miglioramento.

«The Russian recovery continued to pick up steam in the second quarter of 2017. A preliminary estimate released by the Federal Statistics Service (Rosstat) on 11 August showed that GDP increased 2.5% year-on-year in Q2. The result followed a meagre 0.5% expansion registered in Q1 and notably outshot market analysts’ expectations of a 1.8% increase. More detailed data including a breakdown of components will be released on 29 September.

The economy is expected to return to growth in 2017 after two years of falling activity, thanks to recovering private consumption and fixed investment. Higher oil prices should also help shore up government revenues and support exports. Economists project that the economy will expand by 1.3% in 2017, which was left unchanged from last month’s forecast. For 2018, analysts see GDP growth accelerating to 1.7%.» [Fonte]

Pubblicato in: Banche Centrali

Yellen. Quando si arrabbia, si arrabbia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-16.

2017-08-16__Yellen__001

L’ora di libera uscita sembrerebbe essere terminata. L’Ecb ritorni nei ranghi.

Mrs Yellen sembrerebbe essersi arrabbiata: guardate un po’ che razza di picco.

Poi, un bel giorno, America ed Europa si siederanno attorno ad un tavolino e parleranno serenamente.

Brutta cosa le ideologie: costano e non rendono

Pubblicato in: Banche Centrali, Criminalità Organizzata, Finanza e Sistema Bancario, Senza categoria

Monte Paschi Siena. -3.243 miliardi nel primo semestre.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-12.

Marcia Funebre Chopin __001

Moltissimi compositori si sono cimentati con le marce funebri.

Solo per citarne le più note:

– La più celebre marcia funebre è il notissimo terzo movimento della Sonata n. 2 op. 35 di Chopin.

– Le Dead marches scritte da Händel per gli oratori Saul (1738) e Sansone (1742)

-La Mauerische Trauermusik (1785) di Mozart.

– La Marcia funebre sulla morte d’un eroe (1800-1801) che è il terzo movimento della Sonata per pianoforte n. 12, di Beethoven.

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EccoVi lo spartito della marcia funebre per Monte Paschi, scritto dal Governo italiano a spese dei contribuenti e redatto da Reuters.


→ Reuters. 2017-08-11. Mps chiude sem1 con perdita netta a 3,243 mld

(Reuters) – Banca Monte Dei Paschi Di Siena Spa:

Mps, cet1 transitional a 30 giugno a 15,4%

Mps, perdita netta trim2 circa 3,1 mld euro

Mps, impatto rettifiche non ricorrenti su risultato trim2 pari a circa 4 mld euro

Mps, margine interesse trim2 in calo 2,5%

Mps, crediti deteriorati lordi a fine giugno in calo di circa 500 milioni su marzo 2017

Mps, margine interesse sem1 903 milioni, in calo 12,7%

Mps, perdita netta sem1 3,243 mld euro

Mps, raccolta diretta a fine giugno a 106,5 mld in rialzo di 2 mld da fine 2016

Mps, ricavi sem1 in calo 21% a 1,853 mld

Mps, copertura crediti deteriorati a 30 giugno a 65,7%

Pubblicato in: Banche Centrali, Russia, Sistemi Economici

Russia. Riserva Valutarie a 420.1 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-10.

Banca Centrale Russia 001

The Central Bank of the Russian Federation ha rilasciato l’aggiornamento settimanale delle riserve valutarie.

2017-08-10__Russia__001

Il dodici gennaio le riserve valutarie russe ammontavano a 377.7 miliardi: da tale data ad oggi sono aumentate di 42.4 miliardi, con una variazione percentuale di [100 * 420.1 – 377.7) / 377.7)] = 11.22%.

2017-08-10__Russia__002

La composizione delle riserve nelle sue principali componenti è così ripartita: valute estere 338.578 miliardi e 70.037 oro lingotti. Si noti come un anno fa le riserve auree ammontassero a 64.520 miliardi di dollari.

2017-08-03__Russia__003

Sarebbe suggeribile aver letto la seguente documentazione:

Methodological Notes to International Reserves of the Russian Federation.

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On Bank of Russia monetary policy

Monetary policy constitutes an integral part of the state policy and is aimed at enhancing wellbeing of Russian citizens. The Bank of Russia implements monetary policy in the framework of inflation targeting regime, and sees price stability, albeit sustainably low inflation, as its priority. Given structural peculiarities of the Russian economy, the target is to reduce inflation to 4% by 2017 and maintain it within that range in the medium run.

The monetary policy affects the economy through interest rates, its main parameter being the Bank of Russia key rate. Taking into account the pass-through effect of the monetary policy on the economy, central bank decisions are based on the economic outlook and assessment of risks to achieve the inflation target over the mid-term horizon, and also on possible threats to sustainable economic growth and financial stability.

The Bank of Russia maintains energetic communication policy, clarifying the motives and expected outcome of its monetary policy decisions, as public awareness of these efforts may enhance their effectiveness.

Pubblicato in: Banche Centrali, Commercio, Economia e Produzione Industriale

Usa. A giugno il deficit commerciale scende a 43.6 miliardi Usd (-5.9%).

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-08.

2017-08-06__Debito_amricano__001

Una cosa sono le parole, ed una del tutto differente sono i fatti.

I numeri poi inchiodano alla realtà meglio di ogni altro possibile chiodo: si potrà discuterne, ma non ignorarli.

Ad oggi, il debito totale degli Stati Uniti ha raggiunto la cifra di 67,666 miliardi di dollari, contro un pil stimabile attorno ai 19,359 miliardi.

In questa somma sono compresi i 1,220 miliardi di debiti degli stati ed i 1,948 miliardi di debiti locali.

Sono cifre da capogiro, che ben rendono conto della gravità del problema.

Gli americani consumano molto più di quanto producano. Lo stesso identico problema che alla fine portò al collasso l’Impero Romano.

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«The U.S. trade deficit narrowed in June as exports hit the highest level in 2 years»

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«The Commerce Department said Friday that the trade gap slid 5.9 percent in June to $43.6 billion»

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«The Commerce Department said Friday that the trade gap slid 5.9 percent in June to $43.6 billion.

Exports of goods and services rose 1.2 percent to $194.4 billion, the highest amount since December 2014 on higher foreign demand for American soybeans, computer accessories and other products. Services exports reached a record $65.4 billion»

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«The deficit means the United States is buying more goods and services from other countries than it is selling them. A shrinking trade gap boosts U.S. economic growth»

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Tutto si svolge nel tempo e tutto richiede i suoi tempi. Si semina in autunno per raccogliere nell’estate successiva.

Se è vero che l’essere umano viva il presente quasi dimentico del passato ed incurante del futuro, se è vero che il futuro sia spesso impredicibile per l’emergenza di fatti nuovi ed imprevisti, sarebbe altrettanto vero considerare che ogni persona ed ogni popolo si costruiscano il loro futuro con le azioni che decidano di compiere.

Questa libertà decisionale è alla fine ciò che determina la responsabilità personale e collettiva di quanto sia stato fatto.

Vi sono concetti di fondo ai quali è possibile derogare per periodi limitati, ma sempre ben consapevoli delle conseguenze: per esempio, come sia impossibile vivere sine die di debiti.

Si ponga una grande cura nel valutare i debiti: il loro contenuto logico e le loro conseguenze differiscono in modo sostanziale a seconda della loro natura.

Una cosa sono i debiti contratti per avviare una qualche attività produttiva che, una volta impiantata ed in essere, dovrebbe rendere a sufficienza per ammortizzare i debiti contratti e generare degli utili.

Una cosa totalmente diversa, opposta, sono i debiti contratti per finanziare spese correnti, non produttive.

Questo è il motivo per cui

«A shrinking trade gap boosts U.S. economic growth».

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L’entità dei debiti può essere determinata con una semplice contabilità, ma ai più è materia ostica la lettura dei bilanci.

Questo pone un severo problema sia per persone sia per collettività: quello della percezione del debito, e molto dipende dal modo con cui il debito è stato contratto.

Il nodo sono le clausole del rientro.

Il privato che contraesse un mutuo bancario sarebbe solitamente tenuto a rimborsare il creditore versandogli mese dopo mese un parziale rimborso cui si devono sommare gli interessi. In questa situazione la percezione del debito è ben evidente: nessuno può dimenticarsi di quanto deve ed ha anche la corretta percezione di quanto sia la sua reale capacità di indebitamento massimo. Non può permettersi dei ratei di portata tale da impedirgli di vivere.

La percezione del debito resta tuttavia offuscata nel caso che esso debba essere reso in toto dopo un certo quale lasso di tempo, versando o meno interessi. In questa situazione si potrebbe vivere “tranquilli” fino all’avvicinarsi della scadenza. Ma se non siano stati fatti i doverosi accantonamenti, al momento della resa di capitali ed interessi i triboli emergono immediatamente in tutta la loro gravità.

Quest’ultima è la situazione classica dei debiti pubblici.

A ciò si aggiunga un altro sentimento ben poco razionale ma altrettanto ben radicato nelle menti.

È l’illusione, la pia speranza, che al momento del rimborso qualche santo ci pensi, che i debiti siano una preoccupazione più dei creditori che dei debitori, che alla fine la Collettività si farà onere del rimborso. Ma le risorse non sono infinite.

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Sarebbe errato elevare canti trionfalistici sulla base di questo solo dato.

Le azioni dell’Amministrazione Trump, specie poi quella della svalutazione del dollaro, potranno essere giudicate soltanto tra qualche anno.

Salutiamo però questo primo evento foriero di una inversione di tendenza.


ABC News. 2017-08-04. US trade deficit narrowed to $43.6 billion in June

The U.S. trade deficit narrowed in June as exports hit the highest level in 2 years.

The Commerce Department said Friday that the trade gap slid 5.9 percent in June to $43.6 billion.

Exports of goods and services rose 1.2 percent to $194.4 billion, the highest amount since December 2014 on higher foreign demand for American soybeans, computer accessories and other products. Services exports reached a record $65.4 billion.

U.S. exports may be getting a lift from a pickup in global economic growth and a drop in the value of the U.S. dollar against other currencies. A weaker dollar makes American products a better bargain in foreign markets.

Overall imports slipped 0.2 percent to $238 billion on a drop in demand for cellphones and other household goods.

So far this year, the trade deficit is up 10.7 percent to $276.6 billion.

The deficit means the United States is buying more goods and services from other countries than it is selling them. A shrinking trade gap boosts U.S. economic growth.

President Donald Trump has vowed to bring down America’s trade deficits, saying they are caused by bad trade deals and abusive practices by China and other U.S. trading partners.

The deficit in goods with China rose 3.1 percent in June to $32.6 billion and is up 6.1 percent to $170.7 billion so far this year.

The goods deficit with Mexico slid 18.3 percent in June to $6 billion. The Trump administration is preparing to renegotiate the North American Free Trade Agreement with Mexico and Canada. Trump has complained that NAFTA encourages U.S. manufacturers to move to Mexico to take advantage of cheaper labor.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Eu. Allo studio il blocco totale dei conti correnti. – Reuters

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-07.

EuroTower 002

«Many states supported a suspension of payouts only during the so-called resolution of a failing bank – the process which imposes losses on lenders’ investors and possibly also uninsured depositors, while preserving the continuity of the banking activities»

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«European Union states are considering measures which would allow them to temporarily stop people withdrawing money from their accounts to prevent bank runs»

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«The move is aimed at helping rescue lenders that are deemed failing or likely to fail, but critics say it could hit confidence and might even hasten withdrawals at the first rumors of a bank being in trouble»

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«Giving supervisors the power to temporarily block bank accounts at ailing lenders is “a feasible option,” a paper prepared by the Estonian presidency of the EU said, acknowledging that member states were divided on the issue»

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«The desire is to prevent a bank run, so that when a bank is in a critical situation it is not pushed over the edge»

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«Approval of EU lawmakers would be required for any final decision.»

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«The plan, if agreed, would contrast with legislative proposals made by the European Commission in November that aimed to strengthen supervisors’ powers to suspend withdrawals, but excluded from the moratorium insured depositors»

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«Existing EU rules allow a two-day suspension of some payouts by failing banks, but the moratorium does not include deposits»

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Quando il medico curante sollecita il paziente a fare testamento fino a tanto che sia in tempo, sembrerebbe essere un segno prognostico non buono.

Se sia del tutto ragionevole che vi siano leggi e regolamenti da applicare in corso di un crack bancario, sembrerebbe anche lecito non aspettarselo così drastico: il blocco totale è misura da codice di guerra.

Vi è anche una possibile ambiguità, che se non s risolta al momento della stesura del documento potrebbe aggiungere chaos a chaos. La bozza è ambigua nel definire chi sia l’ente “supervisor”.

Usualmente tale attività è svolta dalle banche centrali dei singoli stati, ma dal testo sembrerebbe emergere anche un potere esecutivo della banca centrale europea.

Se tutti siamo di accordo che nessuna banca centrale di un singolo stato possa prendere decisioni di tale portata senza aver previamente consultato l’Ecb, dovremmo nel contempo concordare come sia ben altra musica che l’Ecb possa agire di sua iniziativa.

Una ultima considerazione.

I passeggeri non si sentono certo rassicurati nel vedere l’equipaggio, capitano in testa, indossare i giubbotti di salvataggio ed inerpicarsi sulle scialuppe di salvataggio.

L’aria che si respira in Ecb è sempre più pesante.


Reuters. 2017-08-05. EU explores account freezes to prevent runs at failing banks

BRUSSELS (Reuters) – European Union states are considering measures which would allow them to temporarily stop people withdrawing money from their accounts to prevent bank runs, an EU document reviewed by Reuters revealed.

The move is aimed at helping rescue lenders that are deemed failing or likely to fail, but critics say it could hit confidence and might even hasten withdrawals at the first rumors of a bank being in trouble.

The proposal, which has been in the works since the beginning of this year, comes less than two months after a run on deposits at Banco Popular contributed to the collapse of the Spanish lender.

It also come amid a bitter wrangle among European countries over how to deal with troubled banks, roughly a decade after a financial crash that required the European Central Bank to print billions of euros to prevent a prolonged economic slump.

Giving supervisors the power to temporarily block bank accounts at ailing lenders is “a feasible option,” a paper prepared by the Estonian presidency of the EU said, acknowledging that member states were divided on the issue.

EU countries which already allow a moratorium on bank payouts in insolvency procedures at national level, like Germany, support the measure, officials said.

“The desire is to prevent a bank run, so that when a bank is in a critical situation it is not pushed over the edge,” a person familiar with German government’s thinking said.

To cover for savers’ immediate financial needs, the Estonian paper, dated July 10, recommended the introduction of a mechanism that could allow depositors to withdraw “at least a limited amount of funds.”

Banks, though, say it would discourage saving.

“We strongly believe that this would incentivize depositors to run from a bank at an early stage,” Charlie Bannister of the Association for Financial Markets in Europe (AFME), a banking lobby group, said.

The Estonian proposal was discussed by EU envoys on July 13 but no decision was made, an EU official said. Discussions were due to continue in September. Approval of EU lawmakers would be required for any final decision.

INSURED DEPOSITS

The plan, if agreed, would contrast with legislative proposals made by the European Commission in November that aimed to strengthen supervisors’ powers to suspend withdrawals, but excluded from the moratorium insured depositors, which under EU rules are those below 100,000 euros ($117,000).

Under the plan discussed by EU states, pay-outs could be suspended for five working days and the block could be extended to a maximum of 20 days in exceptional circumstances, the Estonian document said.

Existing EU rules allow a two-day suspension of some payouts by failing banks, but the moratorium does not include deposits.

The Commission, which declined to comment on the discussion, had previously excluded insured deposits from the scope of the moratorium tool fearing it “may have a negative impact on market confidence,” according to a press release published in November.

Many states supported a suspension of payouts only during the so-called resolution of a failing bank – the process which imposes losses on lenders’ investors and possibly also uninsured depositors, while preserving the continuity of the banking activities, the document said.

Most countries opposed bolder plans for an early moratorium.

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina

Riserve auree cinesi. 4,000 t ufficiali, 20,193 t totali.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-07.

2017-08-05__Cina_Gold__001

Il problema delle riserve auree cinesi è alquanto complesso: da una parte la Banca Centrale rilascia i dati solo quando lo ritenga opportuno, dall’altra assieme alla riserva ufficiale dovrebbe essere conteggiato anche l’oro comprato dai privati. Nella maggior parte delle regioni cinesi, infatti, il possesso di oro monetato o come monile dovrebbe essere denunciato: la proprietà resta ed è garantita tale nel tempo, ma lo stato potrebbe avocarsi il diritto di confiscarlo in caso di particolarissimi eventi. In un certo qual senso, l’oro detenuto dai privati è una specie di estrema riserva di sicurezza.

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Estimated Chinese Gold Reserves Surpass 20,000t

My best estimate as of June 2017 with respect to total above ground gold reserves within the Chinese domestic market is 20,193 tonnes. The majority of these reserves are held by the citizenry, an estimated 16,193 tonnes; the residual 4,000 tonnes, which is a speculative yet conservative estimate, is held by the Chinese central bank the People’s Bank of China.

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To substantiate my estimates on above ground gold reserves in China mainland, we’ll first discuss private gold accumulation in China through the Shanghai Gold Exchange (SGE), after which we’ll address official purchases by the People’s Bank of China (PBOC) and its proxies that operate in the international over-the-counter market.

Chinese Private Gold Accumulation

A few days ago, you could read on the BullionStar Gold Market Charts page that withdrawals from the vaults of SGE in June accounted for 156 tonnes. Year to date SGE withdrawals have reached 984 tonnes, which is 16 % shy of the record year 2015 when 1178 tonnes were withdrawn by this time. Since 2013 gold demand in China has remained extremely elevated – don’t let the World Gold Council tell you anything different – which exposes spectacular years of physical gold accumulation by the Chinese.

The amount of SGE withdrawals provides a fairly good proxy for Chinese wholesale gold demand, although not all gold passing through the SGE adds to above ground reserves. In China, most scrap supply and disinvestment flows through the Shanghai bourse as well, next to mine output and imports. Needless to say, recycling gold within China doesn’t change the volume of above ground reserves. So, simply using SGE withdrawals won’t fly for calculating above ground reserves. What we’re interested in are net imports and mine production in the Chinese domestic gold market.

Although gold exports from the Chinese domestic market are prohibited, exports from the Shanghai Free Trade Zone (SFTZ) where the Shanghai International Gold Exchange (SGEI) is located, are permitted. Before calculating Chinese net imports, let’s have a brief look at exports from the SFTZ – which reflects to what extent the SGEI is developing as a physical gold hub in Asia. As far as I can see, China’s gold bullion export from the SFTZ is still negligible. From the United Nations’ international merchandise trade statistics service COMTRADE, it shows the only countries that have imported tiny amounts from China in 2017 are the UK and India. But the amounts are so small, they carry little importance for our analysis.

There is one region that is importing significant amounts of gold from China, which is Hong Kong, though, this likely isn’t exported from the SFTZ but from the Shenzhen Free Trade Zone. The vast majority of China’s jewellery manufacturers are in Shenzhen, and for quite some years gold jewellery, ornaments, industrial and semi-manufactured parts are being exported from this Chinese fabrication base to Hong Kong. These events haven’t got anything to do with the SGEI in my opinion. Thereby, Hong Kong exports far more gold to China than vice versa.

For computing net gold export from Hong Kong to China we’ll subtract “imports into Hong Kong from China” from “exports and re-exports from Hong Kong to China” (as you know China doesn’t disclose gold trade statistics itself). Imports into Hong Kong accounted for 23 tonnes, while exports and re-exports to China accounted for 333 tonnes. Accordingly, China net imported 311 tonnes from Hong Kong in the first five months of 2017.

Exhibit 2. In 2016 rumours circulated Hong Kong’s elevated gold exports relative to gold re-exports possibly hinted at fallacious trade data. This year the numbers show no sign of such activities.

If we apply the same math to Switzerland’s customs data, it shows China net imported 172 tonnes from the Swiss in the first six months of this year.

Most definitely Australia has exported gold bullion directly to China in 2017 as well, but the Australian Bureau of Statistics (ABS) has changed its methodology regarding this data somewhere in 2016 and is reluctant to share the details with me. Using my old way to compute Australia’s export directly to China results in 23 tonnes (this number is provisional and will be amended).

The UK, a large gold exporter directly to China in 2014 and 2015, hasn’t shipped any gold directly to China year to date, according to Eurostat.

….

Domestic mine production in China is not allowed to be exported, effectively all output can be added to above ground reserves. The China Gold Association (CGA) wrote on April 28, 2017, that Chinese domestic mine output in the first quarter accounted for 101 tonnes. Lacking the data for the second quarter, makes me estimate mine production from January until June by doubling 101, which is 202 tonnes.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Confindustria tedesca furibonda per il rapporto Eur/Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-06.

2017-07-04__Merkel__001 MERKEL_BIMBA_Molino_foto-per-illustrare-concorso-vignette

Handelsblatt, il giornale della confindustria tedesca, è uscito con un articolo di fuoco sul deprezzamento del dollaro contro l’euro.

«Germany doesn’t owe anyone an explanation for its massive trade surplus.»

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Se da una parte abbiamo sempre apprezzato i caratteri forti e volitivi, dall’altra diffidiamo molto di quelli caparbi e cocciuti.

Se da una parte apprezziamo le persone capaci di battersi, dall’altra aborriamo i velleitari che per soddisfare la propria testardaggine compromettono sé stessi ed i partner.

Le ambizioni dovrebbero sempre essere proporzionate al reale perseguibile: cercare di perseguire sogni impossibili porta alla fine solo alle catastrofi. È la fine di tutte le utopie.

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«Donald Trump doesn’t like Germany’s trade surplus and has threatened punitive tariffs and protectionism»

*

«But the U.S. president is not alone – a growing chorus of experts in Germany itself say it’s high time to address the high €253 billion surplus.»

*

«At the start of the year, US President Donald Trump bemoaned the high value of the dollar against the euro and hinted at possible punitive measures against German industry»

*

«Without even taking any official action, Mr. Trump has gotten his wish: the euro has risen sharply, hurting German exporters and helping their American competitors»

Handelsblatt prende atto che senza mandare una dichiarazione di guerra il Presidente Trump ha iniziato una guerra valutaria che, se proseguisse, distruggerebbe la Germania.

«Without even taking any official action, Mr. Trump has gotten his wish»

Confindustria tedesca ha capito che Mr Trump fa sul serio e che ne è perfettamente capace e con i mezzi necessari e sufficienti: se non lo si fermasse andando a trattative, quello spianerebbe la Germania riducendola come nel dopoguerra.

Come d’abitudine, per Handelsblatt la colpa mica che sia dei tedeschi, ci mancherebbe. I tedeschi devono dar sempre la colpa delle loro azioni a qualcuno: due secoli fa a francesi ed inglesi, il secolo scorso agli Ebrei. Sono tetragoni alla autocritica, motivo per cui non imparano dai propri errori.

Indica quindi Handelsblatt il chaos nell’Amministrazione americana come prima causa, come se un governo squinternato e debole potesse intraprendere, e vincere, una guerra del genere. Poi, sapendo che parla anche a persone che non sono minorati mentali, indica un motivo sostanziale: la politica monetaria che deve fare la Banca Centrale europea a causa dei debiti pubblici fuori controlli e del fatto che i politici non hanno fatto un bel nulla per ridurli nei tempi di tassi bassi o negativi.

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«Five years ago, Mario Draghi gave himself the lead role in fighting the euro crisis. Now he has to cede center stage to elected politicians without spooking the markets»

E qui Handelsblatt centra un altro enorme problema: Mario Draghi è stato succube dei politici e prono ai loro desiderata: ma né lui né i politici si sono peritati di stare a sentire le esigenze dei mercati. Una gestione al limite della schizofrenia. Come se produzione e mercati non esistessero.

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Mr Trump è stato a lungo sottovalutato, e lui non ha fatto nulla per dimostrarsi appariscente.

I liberal democratici hanno sollevato polveroni terrificanti, con il risultato che i loro media hanno dovuto fare ritrattazioni che son loro costate ben salate in termini di audience e di incassi pubblicitari, hanno danneggiato la figura americana nel mondo. Ma non hanno minimamente affrontato i problemi strategici che Mr Trump sta perseguendo.

Non solo.

Mr Trump è stato eletto Presidente degli Stati Uniti avendo conquistato 304 grandi elettori contro i 227 della sua avversaria, Mrs Hillary Clinton. I repubblicani hanno vinto la maggioranza nel Congresso, 241 deputati contro i 194 del partito democratico. I repubblicani hanno vinto la maggioranza in Senato, 51 senatori contro 49 senatori democratici.  Nelle cinque elezioni suppletive tenutesi dal novembre 2016 al giugno 2017, i repubblicani di Mr Trump hanno vinto a larga maggioranza in tutti e cinque gli stati. Nessun parlamentare democratico è riuscito a farsi eleggere. Di questi giorni la strabiliante notizia che

Il Governatore democratico della West Virginia passa ai repubblicani.

«West Virginia, where Mrs Clinton famously promised to “put a lot of coal miners out of work”»

mentre Mr Trump ha per motto “America First”. Andare in West Virginia a dire che si sarebbero chiuse le miniere di carbone è stata mossa ben infelice.

Questi pochi ma essenziali dati elettorali porgono elementi del tutto opposti a quelli sostenuti dal liberal democratici.

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«When the US president flashed his anger at the start of the year, the euro was trading at $1.04. It has now climbed to $1.18, a rise of nearly 13 percent and currency analysts believe it could rise to $1.28 by next summer»

La cocciutaggine di Frau Merkel e del Ministro Schäuble ha fatto perdere la pazienza a Mr Trump, e questi adesso li sta massacrando. Il calo del cambio del dollaro è estremamente peggio della politica dei dazi, perché colpisce tutti in modo indiscriminato.

Ma adesso sono gli industriali tedeschi ad aver perso la pazienza con i loro velleitari politici.


Handelsblatt. 2017-08-02. Strong Euro Imperils German Profits

Major German exporters could be hurt by the strong euro, which has risen 12 percent this year and is predicted to keep on climbing.

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At the start of the year, US President Donald Trump bemoaned the high value of the dollar against the euro and hinted at possible punitive measures against German industry.  Without even taking any official action, Mr. Trump has gotten his wish: the euro has risen sharply, hurting German exporters and helping their American competitors.

When the US president flashed his anger at the start of the year, the euro was trading at $1.04. It has now climbed to $1.18, a rise of nearly 13 percent and currency analysts believe it could rise to $1.28 by next summer.

The German export industry, the backbone of the country’s economy, stands to suffer the most in the euro’s rise, which has been caused by a confluence of factors: chaos in the US administration and a dovish monetary policy from the European Central Bank.

[Articolo riportato parzialmente a causa del copyright]


Handelsblatt. 2017-02-10. Surplus of Envy

Donald Trump doesn’t like Germany’s trade surplus and has threatened punitive tariffs and protectionism. But the U.S. president is not alone – a growing chorus of experts in Germany itself say it’s high time to address the high €253 billion surplus.

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Wolfgang Schäuble is more than Germany’s finance minister. He is an elder statesman and arguably one of the most powerful politicians in Europe’s largest economy. He also never backs down from a fight – even if that fight is with the president of the United States.

After Donald Trump’s trade advisor, Peter Navarro, accused Germany of continuing “to exploit other countries in the E.U. as well as the U.S.” with the weak euro. Mr. Schäuble couldn’t resist firing back. Apparently, he said, someone needed to explain to Mr. Trump’s advisers that Germany is not actually in charge of monetary policy in the euro zone.

The German finance ministry also followed up with a written defense of the country’s trade policies, which it said were the consequence of a healthy business environment fostered by sound fiscal policies and a skilled, flexible labor market.

“Blaming a country that has embraced these tasks and benefits from a strongly competitive corporate sector would be bizarre,” read the document.

The message was clear: Germany doesn’t owe anyone an explanation for its massive trade surplus.

[Articolo riportato parzialmente a causa del copyright]


Handelsblatt. 2017-07-26. Whatever It Took is Whatever It Will Take

Five years ago, Mario Draghi gave himself the lead role in fighting the euro crisis. Now he has to cede center stage to elected politicians without spooking the markets.

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Even critics of Mario Draghi’s actions in the euro-zone debt crisis concede that the president of the European Central Bank may have been instrumental in saving the single currency by uttering three little words five years ago: The ECB was prepared to do “whatever it takes” to save the euro, Mr. Draghi dropped into a speech before somewhat surprised bankers in London on 26 July 2012.

Although it would take the central bank two months to flesh out what he meant, the investors on the global financial markets heard what many of them had wanted to hear since the Greek sovereign debt crisis metastasized into a full-blown euro-zone crisis in the course of 2010: The ECB was finally willing to print money to buy the sovereign bonds of euro-zone governments beset by ever-rising public debt levels.

[Articolo riportato parzialmente a causa del copyright]

Pubblicato in: Banche Centrali

Svizzera. Il problema delle riserve valutarie a 750 mld Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-05.

Bandiere. Svizzera. png

«The Swiss central bank keeps its huge reserves in foreign assets»

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«Some want a piece of that kept home»

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«Thanks to its efforts to weaken the franc, the Swiss central bank has amassed $750 billion in stocks, bonds and cash»

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Il problema di come gestire le riserve è forse uno dei principali per un banchiere centrale.

Il prof. Thomas Jordan, Governatore della Banca Centrale Svizzera lo ha anche più pressante di altri suoi colleghi. Nel corso degli anni, per tenere basse le quotazioni del franco svizzero, sono stati accumulati 750 miliardi di dollari, una cifra del tutto non indifferente, anche per la Svizzera.

Ovviamente una certa quota è tenuta liquida, per poter far fronte ad ogni possibile imprevisto, ma almeno 600 miliardi restano da collocarsi al meglio.

Il problema risulterebbe ancor più complicato dal fatto che il dollaro americano si sta svalutando e verosimilmente dovrebbe continuare a perdere valore. Ma gran parte delle riserve sono allocate o denominate in dollari, quindi sarebbe suggeribile riconvertirle ad altre valute. Ma essendo questa manovra politica e non spinta da ragioni di mercato, la prudenza dovrebbe essere raddoppiata.

Infine, l’immissione sul mercato di cifre di tal rango potrebbero anche produrre sommovimenti di non indifferente portata.

Resta aperta anche la lecita attesa di un impiego domestico di almeno parte delle riserve disponibili. Il franco è sicuramente una valuta molto robusta, ma sarebbe quasi contro i principi della banca centrale investire in titoli svizzeri. D’altra parte, un avvio diretto oppure indiretto verso la produzione ridurrebbe drasticamente la mobilità degli accantonamenti, rendendoli alla fine funzionalmente inutilizzabili al bisogno.

In sintesi: un gran bel problema che però potrebbe coinvolgere non solo la Svizzera.


The Wall Street Journal. 2017-08-03. Switzerland’s First-World Problem: What to Do With $750 Billion

The Swiss central bank keeps its huge reserves in foreign assets. Some want a piece of that kept home.

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Thanks to its efforts to weaken the franc, the Swiss central bank has amassed $750 billion in stocks, bonds and cash.

That has provoked a lively debate in Switzerland: What should the country do with all of that? And whose money is it, anyway?

For now, the Swiss National Bank holds on to it and invests it around the world—but not in Switzerland ….

[Articolo riportato incompleto a causa del copyright]

 

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Eur/Usd. Alla fine Draghi fu costretto. 1.1754

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-04.

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Messo di fronte la terrificante minaccia di essere obbligato a sentire una conferenza tenuta dalla Ministra Ursula von der Leyden sulla riproduzione partenogenetica del diphyllobotrium latum, una gran brutta bestia che affligge i soldati della Germania, un Mr Draghi riluttante ha rotto il salvadanaio ed è intervenuto, come di rito, il venerdì pomeriggio, tra le ore 13 e le ore 15. Quanto basta per dare una mano agli amici degli amici che hanno fatto shopping nelle due ore successive fino a chiusura.

L’euro ha perso lo 0.97% rispetto a ieri.

Dal grafico dovrebbe ben essere evidente l’entità del colpo assestato.

Con una stima alquanto grossolana, come ordine di grandezza, sono andati via una cinquantina di miliardi.

Oggi ricorre la Festività del dies natalis di san Giovanni Vianey, che di miracoli ne fece uno sterminio.

Non ci si stupirebbe se fosse intervenuto anche in questo petit cadeau della Banca Centrale alle esigenze della Francia.

Nota.

Ci si scusa con i signori Lettori per alcune allusioni a fatti poco noti a ai più, e sui quali non sarebbe prudente addentrarsi: ma il messaggio è per alcuni, che non credano che siamo distratti oppure sprovvidi.