Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Russia. Riserva Valutarie a 472.6 mld Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-20.

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Russia cuts dollar, euro share in reserves, lifts weight of gold

The Russian central bank decreased the share of dollars and euros in its international reserves in the year to March 2018, while lifting the share of gold in the reserves, the bank’s data showed on Monday.

The share of U.S. dollars in Russia’s state reserves declined to 43.7 percent as of end-March 2018 from 45.3 percent a year earlier, the central bank.

The share of euros in the reserves declined to 22.2 percent as of end-March 2018 from 25.7 percent a year before, while the share of gold rose to 17.2 percent from 16.4 percent, according to the central bank that usually reports the composition of its reserves with a six-month delay.

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Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Blackrock. Utili quarto trimestre -60%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

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«Crollo dei profitti del 60% per BlackRock.»

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«Nell’ultimo trimestre del 2018 il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 milioni di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando la società aveva beneficiato di oltre 800 milioni di guadagni grazie al cambiamento delle norme fiscali Usa.»

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«In discesa anche i ricavi del quarto trimestre passati a 3,76 miliardi del 2017 a 3,43 miliardi. Invece i ricavi annuali sono saliti del 4% a 14,19 miliardi, grazie alla crescita delle commissioni e ai ricavi da servizi tecnologici.»

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Hedge Funds. 174 hanno chiuso nel terzo trimestre 2018. – Bloomberg.

Recessione. La parola che nessuno vorrebbe leggere o sentire.

Cina. Il primo gennaio è entrata in vigore la riforma fiscale.

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La parola che nessuno vorrebbe leggere o sentire se ne sta mesta in un canto, sicura che presto o tardi sarà sulla bocca di tutti. In ogni caso, per Blackrock non si tratta di perdite, bensì’ di un sostanziale calo degli utili.

Il mondo è pieno di liquidità incerte ed insicure, alla disperata ricerca di un posto ove potersi indovare al sicuro. Ma le banche centrali negli ultimi anni hanno stampato con sublime levità una tale massa di carta che non si sa più dove metterla.

Quanto vale?

Tanto, oppure poco e nulla.

Dipende solo dalla percezione che ne hanno coloro che trattano simili cose.

Il quadro di un pittore vale in ragione di quanto la gente sia disposta a pagare per averlo: oggi tanto, domani poco o nulla.


Milano Finanza. 2019-01-16. Blackrock, utile del quarto trimestre -60% nonostante il boom degli Etf

Il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 mln di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando aveva beneficiato di oltre 800 mln di guadagni dopo il cambiamento delle norme fiscali. Utile per azione inferiore alle attese. Ricavi 2018 + 4%. Le masse scendono sotto i 6 mila miliardi e la raccolta è risultata un terzo del 2017 malgrado il record di raccolta di iShares.

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Crollo dei profitti del 60% per BlackRock. Nell’ultimo trimestre del 2018 il più grande asset manager al mondo ha registrato utili netti per 927 milioni di dollari dai 2,3 miliardi dello stesso periodo 2017 quando la società aveva beneficiato di oltre 800 milioni di guadagni grazie al cambiamento delle norme fiscali Usa.

L’utile netto per azione trimestrale scende così a 5,78 dollari dai 14,01 dollari dell’anno precedente, sotto le attese degli analisti Factset che si aspettavano 6,28 dollari. Su base adjusted l’utile per azione è di 6,08 euro rispetto a 6,18 dollari di un anno fa. Nell’intero 2018 l’utile netto è sceso a 4,3 miliardi dai 4,95 miliardi del 2017.

Il gruppo guidato dal ceo Larry Fink ha comunque deciso di alzare il dividendo del quarto trimestre a 3,3 euro (+5%) e quello dei 12 mesi aumenta dell’1,2% da 10 a 12,02 dollari.

“Blackrock ha generato una raccolta netta totale di 124 miliardi di dollari nel 2018, compresi 50 miliardi ottenuti nel quarto trimestre e i flussi trimestrali record per iShares (etf, ndr) e per le strategie alternative illiquide”, ha sottolineato il ceo. Di questi 124 miliardi, 167 miliardi fanno infatti riferimento ad iShares, quindi negli altri comparti e gestioni il gruppo ha avuto una raccolta netta negativa (stessa tendenza nel quarto trimestre nel quale iShares ha ottenuto 81 miliardi). Inoltre nel 2017 la raccolta netta totale era stata tripla (367 miliardi).

Proprio per la correzione dei listini e la raccolta in calo, le masse di Blackrock sono scese a fine 2018 a 5.975 miliardi dai 6.288 miliardi di fine 2017.

In discesa anche i ricavi del quarto trimestre passati a 3,76 miliardi del 2017 a 3,43 miliardi. Invece i ricavi annuali sono saliti del 4% a 14,19 miliardi, grazie alla crescita delle commissioni e ai ricavi da servizi tecnologici. Un aumento che è stato parzialmente compensato da commissioni di performance in calo per via dell’andamento poco brillante dei mercati.

“I ricavi da servizi tecnologici sono saliti del 19% nell’anno guidati da una forte domanda per la piattaforma Aladdin e per la nostra offerta legata alla gestione del risparmio nel digitale. I nostri risultati riflettono la continua crescita in queste aree chiave e la resilienza della nostra piattaforma”, ha aggiunto Fink.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. Debito pubbliche amministrazioni. Analisi per vita residua.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

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Banca di Italia ha rilasciato il Report

Finanza pubblica: fabbisogno e debito – novembre 2018.

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Riportiamo la Tavola 7, Debito delle Amministrazioni pubbliche: analisi per vita residua.

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Il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a fine 2016 a 2,219.981 miliardi, a fine 2017 a 2,263.479 miliardi ed a novembre 2018 a 2,345.344 miliardi.

Nel volgere di un anno il debito è salito di 63.13 miliardi (2,345.344 – 2,282.210).

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524.876 miliardi scadono entro un anno, mentre 788.732 entro cinque anni. Ciò significa che in un lustro si dovranno trovare acquirenti per 1,313,608 miliardi. Questa è una cifra difficilmente raggiungibile senza godere della fiducia dei mercati.

La Tabella fornisce anche un’altra informazione di non poco conto: l’ammontare dei titoli a tasso variabile.

524.676 miliardi per la scadenza annuale, 175.131 per quella a cinque anni, e 188.500 per scadenza superiori.

In totale, sono 888.307 miliardi.

Qualora vi fosse un aumento degli interessi, supponiamo dell’1%, lo stato ne avrebbe un ulteriore aggravio immediato per 8.88 miliardi.

Pubblicato in: Banche Centrali, Senza categoria, Unione Europea

Tesoro colloca in sindacato 10 mld Btp a 15 anni. Interessi al 3.16%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-15.

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Ansa. 2019-01-15. Tesoro: colloca 10 mld Btp a 15 anni

Il Tesoro ha collocato in sindacato il Btp 15 anni (scadenza marzo 2035) per un ammontare record di 10 miliardi di euro dopo aver raccolto ordini per 35 miliardi, altra cifra mai raggiunta prima, segno di un ritorno di interesse dagli investitori per il debito sovrano italiano. Lo si apprende sul mercato dove si rileva che il rendimento è stato fissato a 3,41% (con un coupon al 3,35) non molto lontano da quello del Btp usato come benchmark con scadenza a settembre 2033, che ha un rendimento del 3,23% (coupon 2,45).

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Secondo quanto riportato da Milano Finanza

«Il Tesoro ha avviato il collocamento via sindacato del nuovo Btp 15 anni marzo 2035. Lo riporta Ifr, servizio Refinitiv. Le indicazioni iniziali si attestano a +20/22 punti base sul tasso del precedente benchmark Btp settembre 2033, che poco dopo le 10,30 sul secondario offre un rendimento in area 3,16%. L’operazione è stata affidata a un consorzio di banche (Barclays, Citigroup Global Markets, Hsbc France, Jp Morgan Securities e Unicredit ). Si tratta della prima operazione via sindacato del Tesoro da gennaio dell’anno scorso, quando venne emesso il Btp ventennale settembre 2038, per l’importo 9 miliardi.

Oggi gli analisti di KBC Bank pongono in relazione la decisione del governo cinese di tagliare le tasse e stimolare l’economia reale con i titoli di Stato italiani. Gli esperti scrivono che “l’imminente emissione sindacale in Italia di un nuovo titolo di stato quindicennale, sarà attentamente osservata ed è un buon proxy per il sentiment di mercato”, perché il clima sta migliorando oggi “grazie agli sforzi della Cina di sostenere la crescita economica, e questo fa ben sperare per la questione italiana”. La Cina è il secondo motore al mondo, una sua frenata ha conseguenze sistemiche.»

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Il rendimento dovrebbe aggirarsi attorno al 3.16%.

«Oggi gli analisti di KBC Bank pongono in relazione la decisione del governo cinese di tagliare le tasse e stimolare l’economia reale con i titoli di Stato italiani»

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Commercio, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Finanza e Sistema Bancario, Senza categoria

Cina. Il primo gennaio è entrata in vigore la riforma fiscale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-05.

Cina

«China’s rich brace for tax raid on $24 trillion wealth pile

– Havens are disappearing, overseas earnings will become taxable

– Foreign assets to be easier to track, transfers may be levied »

*

«China’s plan to cut taxes in 2019 for the masses has the nation’s super-rich running for cover on concern the government will make up the shortfall by going after the wealthy»

*

«Changes to the tax regime as of Jan. 1 mean authorities will be paying closer attention to assets and investment holdings.»

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«In a nation where personal wealth is estimated to have climbed to a record $24 trillion in 2018 — $1 trillion of which is held abroad — that potentially offers rich pickings»

*

«Anxiety over how the new rules will be enforced has already triggered a flood of Chinese clients seeking to create overseas trusts.»

*

«Tougher taxes at home could have implications beyond China’s shores, with the country’s wealthy having been on a buying binge in recent years, driving up prices for everything from property in Vancouver and Sydney, to famous artworks and fine wines»

*

«Under the new rules, owners of offshore companies will not only pay taxes on dividends they receive but will also face levies of as much as 20 percent on corporate profits, from as low as zero previously.»

*

«This has triggered a flood of rich families seeking refuge via trusts, which often shield wealthy owners from having to pay taxes unless the trusts hand out dividends.»

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«In the past, the rich could avoid paying taxes on overseas earnings by acquiring a foreign passport or green card, while keeping their Chinese citizenship. But this won’t work starting in January as the government will tax global income from all holders of “hukou” household registrations»

*

«The system allows authorities to view various tax-related data, which had been scattered across various government departments, in one consolidated platform. The new system also beefs up the identification process by preventing individuals from divvying up their income across multiple sources or ID numbers to pay lower taxes.»

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«But it’s not just the rich that may face a stricter tax environment. China lowered the threshold for blocking citizens with overdue taxes from leaving the country to 100,000 yuan ($14,600) from the previous threshold of 1 million yuan»

*

«Though the tax rate and the details remain unclear, the prospects of the tax has caused people with multiple apartments to worry and made properties a less desirable investment tool»

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La storia insegna che gli stati hanno ben poco interesse a tassare una popolazione misera: ne caverebbero ben poco. Ma quando la ricchezza diventa generalizzata, in questo caso si stima essere 24 trilioni, ben pochi governanti resistono alla tentazione. 

Il caso cinese sembrerebbe però essere maggiormente complesso.

Se sicuramente in Cina sembrerebbe essere terminata la fase dello ‘arricchitevi come potete, ma arricchitevi‘ altrettanto sicuramente la situazione politica, economica e finanziaria interna non era sembrata essere troppo perturbata dagli investimenti esteri.

Se gli investimenti cinesi esteri non erano tassati, fatto questo che li ha stimolati non poco, altrettanto chiaramente dovrebbe essere evidente come siano stati mezzi potenti di penetrazione dei mercati stanieri con la forza dell’acquisto.

Nei fatti la Cina sta cambiando i suoi obiettivi strategici nei confronti del mondo. Gli investimenti esteri sono transitati ad essere un mezzo di dominio mondiale: hanno cessato di essere mero strumento di arricchimento.

In questa ottica, la tassazione delle attività estere potrebbe diventare un’arma impropria finalizzata al fine di conquistare una posizione egemone mondiale. Il polso della situazione è dato dal titolo di apertura del The New York Times:

Sexism Claims From Bernie Sanders’s 2016 Run: Paid Less, Treated Worse

Con simili avversari pwe i Cinesi è davvero facile conquistarsi l’egemonia.


Bloomberg. 2019-01-03. China’s Rich Brace for Tax Raid on $24 Trillion Wealth Pile

– Havens are disappearing, overseas earnings will become taxable

– Foreign assets to be easier to track, transfers may be levied

*

China’s plan to cut taxes in 2019 for the masses has the nation’s super-rich running for cover on concern the government will make up the shortfall by going after the wealthy.

Changes to the tax regime as of Jan. 1 mean authorities will be paying closer attention to assets and investment holdings. In a nation where personal wealth is estimated to have climbed to a record $24 trillion in 2018 — $1 trillion of which is held abroad — that potentially offers rich pickings. Anxiety over how the new rules will be enforced has already triggered a flood of Chinese clients seeking to create overseas trusts.

Tougher taxes at home could have implications beyond China’s shores, with the country’s wealthy having been on a buying binge in recent years, driving up prices for everything from property in Vancouver and Sydney, to famous artworks and fine wines.

Offshore Cache

Chinese overseas wealth more than doubled between 2012 and 2018

The State Administration of Taxation didn’t respond to a faxed request for comment.

Here’s how the new tax rules may affect — and rein in — China’s rich:

Crackdown on Havens

Under the new rules, owners of offshore companies will not only pay taxes on dividends they receive but will also face levies of as much as 20 percent on corporate profits, from as low as zero previously. This has triggered a flood of rich families seeking refuge via trusts, which often shield wealthy owners from having to pay taxes unless the trusts hand out dividends. Overseas buildings or shell companies are also becoming easier to track for authorities as China embraces an international data-sharing agreement known as the Common Reporting Standard, or CRS.

It’s not clear how the government will utilize CRS data, especially in early 2019, but authorities may grant amnesty for a certain period for a stable transition or focus on penalizing the biggest offenders, according to Jason Mi, a partner at Ernst & Young in Beijing.

Closing Loopholes

In the past, the rich could avoid paying taxes on overseas earnings by acquiring a foreign passport or green card, while keeping their Chinese citizenship. But this won’t work starting in January as the government will tax global income from all holders of “hukou” household registrations — the most encompassing way of identifying a Chinese national — regardless of whether they have any additional nationalities.

That’s prompted many people to give up their Chinese citizenship in 2018 by surrendering their “hukou” to avoid paying taxes on foreign income from Jan. 1, according to Peter Ni, a Shanghai-based partner and tax specialist at Zhong Lun Law Firm. Starting in 2019, people surrendering Chinese citizenship will need to be audited by tax authorities first and possibly explain all their sources of income, according to Ni.

Reining in Gifts

Tycoons transferring assets to relatives or third parties could be subject to taxation in the new year, depending on how strictly China enforces rules on gifts, according to Ni at Zhong Lun. The levies could reach as much as 20 percent of the asset’s appreciated value, according to Ni.

For example, if a tycoon were to transfer overseas shares worth $1 million to his son for free, and if those shares originally cost the tycoon $100,000, the tycoon could be taxed 20 percent of the $900,000 increase in the value of those shares, or $180,000.

The risk of getting taxed will be higher if the recipient is a foreigner because their assets may be beyond Chinese officials’ reach, according to Ni.

Tougher Taxman

Tax authorities will sharpen their scrutiny of high-net-worth individuals thanks to more modern tools at their disposal, according to Ni. One is the Golden Tax System Phase III platform that’s being increasingly used to chase down people’s entire source of income. The system allows authorities to view various tax-related data, which had been scattered across various government departments, in one consolidated platform. The new system also beefs up the identification process by preventing individuals from divvying up their income across multiple sources or ID numbers to pay lower taxes.

But it’s not just the rich that may face a stricter tax environment. China lowered the threshold for blocking citizens with overdue taxes from leaving the country to 100,000 yuan ($14,600) from the previous threshold of 1 million yuan, according to the official Xinhua news agency.

Eyes on Property

Further down the road, China is preparing to introduce a property tax law that could go into effect as soon as 2020. Though the tax rate and the details remain unclear, the prospects of the tax has caused people with multiple apartments to worry and made properties a less desirable investment tool, EY’s Mi said.

Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario, Stati Uniti

Wall Street. Un rimbalzo da favola. Dow Jones +4.98%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-26.

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Ecco un Santo Stefano da favola.

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Wall Street boom con rally epocale, compratori tutti scatenati

Santo Stefano tutto in rally per la piazza azionaria di Wall Street  dopo la chiusura natalizia di ieri, e dopo la caduta della vigilia . A conclusione della giornata di scambi, infatti, il Nasdaq Composite ha messo a segno un balzo del 5,84% a 6.554,35 punti, così come hanno chiuso in forte rialzo pure l’ S&P 500 , +4,96% a 2.467,70 punti, e per il Dow Jones , +4,98% 22.878,45 punti. Luce verde ed impennata al close pure per l’indice delle medie capitalizzazioni Russell 2000 , +4,96% a 1.329,81 punti. 

Ad alimentare il forte rimbalzo odierno del mercato azionario americano sono state le ottime anticipazioni sulle vendite natalizie a partire da quelle del colosso dell’e-commerce Amazon (AMZN).

Nyse, in luce le azioni del settore trasporti

Tra i settori in denaro  oggi, mercoledì 26 dicembre del 2018 , bene al New York Stock Exchange le azioni delle società del settore trasporti con United Continental (NYSE: UALnotizie) (UAL) che, al suono della campanella di chiusura, hanno guadagnato il 5,92% a $ 83,80 con a ruota United Parcel Service (Xetra: 929198notizie) , Inc. (UPS), +7,45% a $ 96,59. 

Nasdaq (Francoforte: 813516notizie) , tornano i compratori sui titoli FAANG

Dopo la caduta libera registrata nelle ultime sedute, oggi i titoli FAANG  hanno finalmente trovato tanti compratori . Nel (Londra: 0E4Q.Lnotizie) dettaglio, le azioni della Facebook (NasdaqGS: FBnotizie) , Inc. (FB) hanno messo a segno un balzo dell’8,16%  a $ 134,18 con al gancio Netflix (Xetra: 552484notizie) , Inc. (NFLX), +8,46% a $ 253,67, Amazon.com (NasdaqGS: AMZNnotizie) , Inc. (AMZN), +9,45% a 1.470,90, Alphabet Inc (Xetra: ABEA.DEnotizie) . (GOOG), +6,48% a $ 1.039,46, ed Apple (Swiss: AAPL-EUR.SWnotizie) (AAPL) , +7,04% a $ 157,17.

Azioni Roku sugli scudi grazie a Needham

Sempre al Nasdaq, nel settore della pay-Tv in streaming , le azioni della Roku, Inc. (ROKU) hanno guadagnato l’11,70% a $ 30,35 dopo che, in accordo con quanto è stato riportato da MarketWatch , l’analista di Needham Laura Martin ha inserito i titoli della società tra le ‘ Top Pick per il 2019 ‘ confermando il rating ‘ Buy ‘ (comprare), ed il target price a 45 dollari per azione .

Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti, Trump

America. Fed ha aumentato i tassi dal 2.25% al 2.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-19.

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Se è vero che gli Stati Uniti avrebbero un disperato bisogno di mantenere bassi i tassi di interesse per facilitare il sistema economico, è altrettanto vero che le motivazioni della Fed all’aumento dei tassi sono più che motivate.

Sia la componente politica sia quella finanziaria e monetaria hanno le loro buone ragioni, e trovare un accordo è virtualmente impossibile.

Come al solito, qualsiasi scelta avrebbe sollevato un polverone di critiche e sembrerebbe essere impossibile trovare commenti equilibrati, non partigiani.

«GDP is now seen as rising 3 percent for the full year of 2018, down one-tenth of a percentage point from September, and 2.3 percent for 2019»

*

«The Federal Reserve on Wednesday raised its benchmark interest rate a quarter-point but lowered its projections for future hikes»

*

«The Fed take the target range for its benchmark funds rate to 2.25 percent to 2.5 percent»

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«The move marked the fourth increase this year and the ninth since it began normalizing rates in December 2015»

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«Officials, though, now project two hikes next year, which is a reduction but still ahead of current market pricing of no additional moves next year»

*

«The Committee judges that some further gradual increases in the target range for the federal funds rate will be consistent with sustained expansion of economic activity, strong labor market conditions, and inflation near the Committee’s symmetric 2 percent objective over the medium term»

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Gli aumenti dei tassi di interesse erano noti e programmati da tempo.

I mercati se ne diano una ragione.


Cnbc. 2018-12-19. Fed hikes rate, lowers 2019 projection to 2 increases

– The Fed take the target range for its benchmark funds rate to 2.25 percent to 2.5 percent.

– Central bank officials now forecast two hikes next year, down from three rate raises previously projected.

– However, the Fed continues to include in its statement that further “gradual” rate hikes would be appropriate.

– GDP is now seen as rising 3 percent for the full year of 2018, down one-tenth of a percentage point from September, and 2.3 percent for 2019, a 0.2 percent point reduction.

*

The Federal Reserve on Wednesday raised its benchmark interest rate a quarter-point but lowered its projections for future hikes.

As markets had expected, the central bank took the target range for its benchmark funds rate to 2.25 percent to 2.5 percent. The move marked the fourth increase this year and the ninth since it began normalizing rates in December 2015. It came despite President Donald Trump’s tweets against rate hikes.

Officials, though, now project two hikes next year, which is a reduction but still ahead of current market pricing of no additional moves next year.

The language in the post-meeting statement was not entirely dovish. The committee continued to include a statement that more rate hikes would be appropriate, though it did soften the tone a bit.

“The Committee judges that some further gradual increases in the target range for the federal funds rate will be consistent with sustained expansion of economic activity, strong labor market conditions, and inflation near the Committee’s symmetric 2 percent objective over the medium term,” the statement said.

The only changes from the November post-meeting statement was adding “some” to describe the trajectory of future rate moves and said it now “judges” rate increases to be appropriate whereas November’s said “expects.”

Along with the hike, investors had been keyed on where the Federal Open Market Committee, which sets rates, expected to go in the future. Heading into this week’s two-day meeting, the committee had been pointing to three more moves in 2019 and possibly another one in 2020.

That changed amid tightening financial conditions and worries that the Fed was moving too quickly. Stock indexes have moved into correction territory and are largely negative for the year.

In one tip to those looking for a more dovish outlook, the committee assured that it will “continue to monitor global economic and financial developments and assess their implications for the economic outlook.”

That essentially reinforces recent public statements from Fed officials that they will be data dependent when making future rate decisions.

The FOMC also lowered its outlook for the long-run funds rate, from 3 percent in the September forecast to 2.8 percent this month. The 2019 estimate declined to 2.9 percent from 3.1 percent and both 2020 and 2021 dropped to 3.1 percent from 3.4 percent.

The funds rate is tied to most consumer debt, particularly credit cards and adjustable-rate loans.

Lowered GDP outlook

There were no dissents in the vote to hike, but the “dot plot” of individual committee members’ estimates show some division among members. Six still see three increases next year, down from nine in September, when officials last released their projections. Sixteen members in all submitted dots at this week’s meeting.

Along with the tempered estimates for rates, the committee nudged lower its projections both for GDP and inflation.

GDP is now seen as rising 3 percent for the full year of 2018, down one-tenth of a percentage point from September, and 2.3 percent for 2019, a 0.2 percent point reduction. However, officials took up their long-run estimates, to 1.9 percent from 1.8 percent in September.

Overall, though, Fed officials expressed little worry about economic growth. GDP gains have averaged 3.3 percent per quarter this year, and the Atlanta Fed is forecasting a 2.9 percent increase in the fourth quarter.

Where the market is worried that the U.S. might be infected by a global slowdown, the FOMC statement showed little concern.

Officials continued to describe economic growth as “rising at a strong rate” and left descriptions of other parts of economic activity unchanged as well.

The summary of economic projections did note that headline inflation is expected to grow less quickly than the September estimate, slipping to 1.9 percent from 2.1 percent in 2018 and to 1.9 percent from 2 percent in 2019. The longer-run expectation remains 2 percent.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Hedge Funds. 174 hanno chiuso nel terzo trimestre 2018. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-18.

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Un fondo speculativo, detto anche fondo hedge, è un fondo comune di investimento privato, amministrato da una società di gestione professionale, spesso organizzato come società in accomandita semplice o società a responsabilità limitata.

Ma la realtà è davvero molto complessa.

Cosa è un fondo Hedge? – Utilizziamo la definizione che ne da Borsa Italiana.

«La definizione è molto difficile, vi è una miriade di stili e modalità di gestione catalogati con questa etichetta e sicuramente non aiuta a fare chiarezza la “traduzione” operata dal legislatore italiano che li ha definiti “fondi speculativi”. Infatti il termine “hedge”, coniato da Alfred Winslow Jones nel 1949 per definire il suo innovativo stile di gestione, in realtà si riferisce alle evolute strategie di copertura messe in opera per ridurre la volatilità dei portafogli (e quindi il rischio e l’esposizione), rendendo, in molti casi, le gestioni che adottano l’hedging molto meno aggressive non solo di quanto la dicitura “fondo speculativo” lascerebbe intendere, ma anche di molti fondi comuni tradizionali.

La principale caratteristica che contraddistingue questi fondi è la ricerca del rendimento assoluto, indipendentemente dall’andamento dei mercati. Con terminologia un po’ più tecnica potremmo dire che l’hedge fund ricerca un elevato alfa, cioè l’extrarendimento prodotto dal gestore rispetto al un benchmark, quella parte del ricavo che, a differenza del beta non dipende dall’andamento del mercato di riferimento.

Potremmo inoltre tentare di definire “hedge fund” come lo strumento finanziario che ha la possibilità –negata ai gestori tradizionali- di usare uno o più strumenti o strategie di investimento sofisticati quali short selling, derivati, hedging e leverage.

Short Selling (o vendita allo scoperto) è la pratica di prendere a prestito titoli di cui si prevede la possibilità di ribasso, venderli sul mercato investendo i proventi e ricomprando poi gli strumenti finanziari in questione per restituirli a scadenza, lucrando la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di riacquisto. La Sec (l’equivalente Usa della Consob) per evitare rischi eccessivi ha imposto il margin account, cioè l’obbligo di mantenere un deposito vincolato (in contanti o titoli) pari al 50% del valore dei titoli shortati (venduti), integrando quindi il versamento iniziale nel caso in cui il prezzo degli strumenti venduti risalga, obbligando di fatto a chiudere le posizioni corte se le perdite diventano molto alte.

L’utilizzo dei derivati (opzioni e futures), consentito ai fondi finora solo per un massimo del 10% delle attività, è invece uno degli strumenti preferiti dai gestori hedge che talora, in presenza di idee di investimento forti, allocano su  questi prodotti finanziari anche più del 100% del patrimonio e spesso li combinano in complesse strutture per ridurre i rischi o per migliorare i rendimenti.

L’hedging è la strategia di coprire attraverso vendite allo scoperto ed uso di derivati il portafoglio dalla volatilità di mercato: se questo nel complesso sale, si beneficerà dei guadagni in conto capitale dei titoli detenuti; in caso di ribassi, invece, le posizioni corte e/o i derivati garantiranno guadagni in grado di controbilanciare il deprezzamento delle posizioni lunghe.

Ultima strumento particolare di questa tipologia di investimenti, anche se non utilizzato da tutti i gestori, è l’uso della leva finanziaria (leverage), cioè l’indebitamento allo scopo di investire il denaro preso a prestito. Di solito i fondi che utilizzano questo mezzo investono 2 volte (nel caso delle azioni) o 3 volte (nel caso di acquisto di obbligazioni) il loro patrimonio netto, ma talora (specialmente nel casi dei grossi fondi global macro) arrivano fino a 4/7 volte. Chiaramente il gioco vale la candela solo se i ritorni attesi dall’investimento sono superiori agli interessi pagati. Si tratta comunque di un’arma a doppio taglio, perché consente di amplificare geometricamente guadagni e perdite (il fondo LTCM di Merton e Scholes il cui fallimento nel 1998 ha rischiato di travolgere la finanza Usa aveva un leverage pari a 25 volte i mezzi propri)»

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Il punto chiave da comprendere è questo:

«Potremmo inoltre tentare di definire “hedge fund” come lo strumento finanziario che ha la possibilità – negata ai gestori tradizionali – di usare uno o più strumenti o strategie di investimento sofisticati quali short selling, derivati, hedging e leverage».

Questa loro operatività senza limite alcuno non è tuttavia così lucrosa come potrebbe apparentemente sembrare.

Il motivo è semplicissimo, ma forse proprio per questo è di comprensione estremamente difficile.

I mercati sono tempo-varianti per definizione, e sono la risultante di azioni umane, ossia di azione determinate da un libero arbitrio. La persona umana è libera anche di errare.

Tutti i sistemi previsionali si fondano su di una approfondita ricognizione del passato e le loro previsioni sono emesse sempre sotto la condizione che le leggi che governavano i mercati non fossero mutate. Sotto questa condizione funzionano, altrimenti sbagliano alla grande. Nei fatti, l’uso di sistemi previsionali fornisce come unico elemento utile, ma verificato a posteriori, se gli andamenti dei mercati siano variati o meno, siano mutati o meno.

Capito questo concetto di base risulta ovvio come la tecnologia usata per costruire il modello previsionale, sia essa il classico metodo Rumelhart, Hinton Williams oppure altre forme ancor più sofisticate di intelligenza artificiale, sia del tutto ininfluente. Al massimo è utile per colpire la fantasia dell’utente.

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Quando i mercati sono in crescita, sia essa reale ovvero dovuta ad interventi delle banche centrali, i mercati sono facilmente prevedibili. Per dirla tutta, non serve essere dei geni della finanza per guadagnare. Ovviamente, in questa situazione l’uso di strumenti disinvolti quali le vendite allo scoperto o l’uso di leve elevate comporta guadagni anche molto grandi.

Ma quando i mercati diventano altamente volatili sono proprio questi strumenti a generare perdite di livello eguale ma di segno contrario. È il momento di chiudere.

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Il Premio Nobel 2017 Richard Thaler aveva ben preconizzato l’evento.

«La teoria economica tradizionale assume che gli individui siano razionali. Fin dall’inizio della sua ricerca, Thaler ha compreso che questi automi non somigliavano affatto alle persone vere. Quando acquistiamo una radiosveglia o chiediamo un mutuo, siamo tutti vittime di distorsioni cognitive che ci allontanano dai criteri di razionalità postulati dagli economisti. In altre parole ci comportiamo in modo anomalo e, ciò che più conta, con serie conseguenze.

Inizialmente sottovalutato dagli economisti come un campo divertente ma irrilevante, lo studio degli errori degli esseri umani e dei loro effetti sul mercato ora guida gli sforzi per migliorare le decisioni nelle nostre vite, nelle imprese e nelle politiche pubbliche.»

Ripetiamo: il comportamento umano è impredicibile. Chi dica il contrario mente, e spesso lo fa artatamente a scopo di lucro ottenuto dalla dabbenaggine del suo prossimo, che si beve tutto dal pirun tranne che la verità. I creduli sono allergici alla verità.

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«Founder says market is becoming more difficult to anticipate»

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«An estimated 174 hedge funds were liquidated in third quarter»

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«Philippe Jabre is returning money to investors after an “especially challenging” year, adding to the swelling list of hedge-fund veterans giving up on an industry where money-making opportunities have dwindled»

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«Geneva-based Jabre Capital Partners SA is returning client money in the three funds personally managed by Jabre, said Mark Cecil, one of the firm’s founding partners»

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«Jabre, the founder and chief investment officer of his namesake firm, is selling positions in a “disciplined manner” and intends to return most of the proceeds by February …. Jabre Capital managed about $1.2 billion of assets as of April with more than 40 employees»

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Concludiamo.

Nel futuro prossimo e di medio termine dovremmo aspettarci severe turbolenze dei mercati.

Ci si prepari quindi all’idea che, a meno di sorte particolarmente benevola, si dovranno contabilizzare delle perdite.


Bloomberg. 2018-12-13. Another Hedge Fund Veteran Is Quitting a Brutal Market

– Founder says market is becoming more difficult to anticipate

– An estimated 174 hedge funds were liquidated in third quarter

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Philippe Jabre is returning money to investors after an “especially challenging” year, adding to the swelling list of hedge-fund veterans giving up on an industry where money-making opportunities have dwindled.

Geneva-based Jabre Capital Partners SA is returning client money in the three funds personally managed by Jabre, said Mark Cecil, one of the firm’s founding partners. The remaining two funds, one focused on emerging markets and the other on European credit, will keep operating with outside money, he said.

This year has been an exceptionally tough one for hedge funds as asset prices tanked and volatility — usually a friend for money managers seeking benchmark-beating returns — returned after a period of calm. Wide price swings, a waning bull market and rising interest rates were seen as the elixir the $3.2 trillion industry needed to overcome years of subpar performance. Instead, many firms got pummeled in last month’s market swoon and are headed for their worst year since 2011.

Jabre, the founder and chief investment officer of his namesake firm, is selling positions in a “disciplined manner” and intends to return most of the proceeds by February, he wrote in an investor newsletter dated Dec. 12 and obtained by Bloomberg News. Jabre Capital managed about $1.2 billion of assets as of April with more than 40 employees. Cecil declined to comment on the firm’s current size.

“In previous periods, weakness created opportunities but as we survey the outlook for 2019, we are concerned that we don’t see those opportunities,” Jabre wrote in the letter. “Both the political and economic outlooks remain confused and without clear direction.”

Some of the biggest names have been caught up in the melee.

Jon Jacobson’s $12.1 billion Highfields Capital Management LLC is returning client money after two decades, joining other well-known operators including Richard Perry’s namesake company, Eric Mindich’s Eton Park Capital Management LP and John Griffin’s Blue Ridge Capital LLC, which have all exited the industry over the past two years. Leon Cooperman, meanwhile, plans to convert his firm into a family office at the end of the year.

An estimated 174 hedge funds were liquidated in the third quarter globally, outstripping new starts by 30, data from Hedge Fund Research Inc. show.

t’s not the first time the industry has been tripped up by volatility. In 2011, as Europe’s sovereign debt crisis roiled global markets, funds industry-wide lost an average 5.3 percent, according to data compiled by Hedge Fund Research Inc. A slew of managers were forced to close their businesses.

Philippe Jabre, a Lebanese Christian educated at French schools in Beirut, got his start at BAII in the 1980s, managing oil money for Middle Eastern countries. He later moved to GLG Partners LP, formed as a hedge fund unit within Lehman Brothers Holdings Inc. in 1995 by ex-Goldman Sachs Group Inc. bankers Noam Gottesman, Pierre LaGrange and Jonathan Green — the G, L and G in GLG Partners.

Skiing, Cigars

In 2003, while still at GLG Partners, Jabre unleashed one of the biggest market abuse cases in British history at the time when he shorted the shares of Sumitomo Mitsui Financial Group Inc. on information the bank was planning to sell convertible bonds.

The U.K. Financial Services Authority accused Jabre, an extreme skier with a taste for Havana cigars and high-stakes bets, of trading on inside information and fined him 750,000 pounds ($946,500), a record then. The regulator stopped short of calling his actions intentional, a ruling that might have prompted the FSA to ban Jabre from working in the City of London.

Jabre eventually quit GLG Partners, paid the fine and moved to Switzerland. In 2006, he starting building Jabre Capital.

In his letter to investors, Jabre, now in his late 50s, also said that “financial markets have significantly evolved over the last decade driven by new technologies and the market itself is becoming more difficult to anticipate as traditional participants are imperceptibly replaced by computerized models.”

A Sicav (or open-ended investment vehicle that’s popular in Western Europe and similar to a mutual fund) version of Jabre Capital’s global balanced fund has lost 42 percent this year through Dec. 11, Bloomberg data show. A euro-denominated, Luxembourg-incorporated version of its convertible bonds fund is down 18 percent.

“This has not been an easy decision especially given the extraordinary loyalty and partnership that I have enjoyed with our clients,” Jabre said. “Their support and confidence have been the backbone of my passion to invest.”

Pubblicato in: Banche Centrali, Demografia

Giappone. Pil T3 -0.6%. 2.17 vecchi per ogni giovane.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-12.

Viale del tramonto. Lelio Menozzi. Il Viale del Tramonto.

Paese di vegliardi crepuscolari: nessuna voglia quindi di imprendere alcunché.

Con 126.4 mln di popolazione, 35.24 milioni (27.87%) hanno età superiore ai 65 anni. Nella fascia tra lo 0 ed i 14 anni si contano 16.236 persone (12.84%). Il rapporto vecchi / giovani vale 2.17, mentre in una Collettività fisiologicamente sana questo rapporto dovrebbe essere ben inferiore alla unità.

Il vecchio è per definizione conservatore dello status quo. Il suo obiettivo è una sopravivenza al meglio possibile, non certo quella di intraprendere lavori nuovi, di produrre un qualcosa.

Una Collettività vecchia ristagna: si è trasformata in una palude. Il Giappone dinamico e vitale è un ricordo degli anni sessanta.

«La contrazione dell’economia giapponese nel periodo da luglio a settembre è stata più ampia del previsto, in primo luogo a causa della flessione degli investimenti aziendali»

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«In base ai dati del governo, nel terzo trimestre 2018 il pil è calato dello 0,6% rispetto alle stime preliminari di un meno 0,3%, mentre su base annualizzata la contrazione è pari al 2,5%, più del doppio rispetto al meno 1,2%»

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Il trend decrescente è oramai stabilizzato.


Ansa. 2018-12-10. Giappone: Pil terzo trimestre -0,6%

TOKYO, 10 DIC – La contrazione dell’economia giapponese nel periodo da luglio a settembre è stata più ampia del previsto, in primo luogo a causa della flessione degli investimenti aziendali. In base ai dati del governo, nel terzo trimestre 2018 il pil è calato dello 0,6% rispetto alle stime preliminari di un meno 0,3%, mentre su base annualizzata la contrazione è pari al 2,5%, più del doppio rispetto al meno 1,2%. L’apporto degli investimenti in conto capitale sull’economia è diminuito del 2,8% rispetto al precedente trimestre, e al meno 0,2% previsto. Le spese per consumi, che contribuiscono al 60% della formazione del Pi sono calate dello 0,2%.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Borse verso la chiusura. Siamo quasi al crollo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-06. h 17:20.

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Tecnicamente, si parla di crollo di fronte ad un calo eguale o superiore al 4%.

Ma si direbbe che ci si sia davvero molto vicini.

Le case costruite sulla sabbia crollano al minimo temporale.

In ogni caso, ricordiamoci che siamo solo agli inizi.

Cosa succederà quando arresteranno Mr Macron oppure Frau Merkel?

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Effetto Huawei sulla Borsa: Milano amplia calo dopo Wall Street. Spread vicino a 290 punti

Amplia ulteriormente il calo Piazza Affari dopo l’avvio degli scambi Usa. A pesare l’arresto shock della figlia del fondatore di Huawei. L’indice Ftse Mib cede il 3% a a18.755 punti. Tra i titoli più colpiti Diasorin (-6,6%), frenata dal taglio della raccomandazione a ‘hold’ da parte di Kepler Cheverux, Fineco (-6,5%) e Saipem (-4,8%), penalizzata insieme a Eni (-2,2%) dalle quotazioni del greggio.

Tra i bancari, con lo spread tra Btp e Bund in rialzo vicino a quota 290 punti, scivolano Unicredit (-4,5%), Banco Bpm (-4,2%) e Intesa (-3,9%). Sotto pressione Stm (-4%).

Ampliano il calo le principali borse europee con i futures Usa in rosso, nel giorno della ripresa degli scambi a Wall Street dopo la pausa della vigilia per i funerali dell’ex-presidente George Bush senior e dopo dati sull’occupazione inferiori alle stime degli analisti. Milano (Ftse Mib -2,7%) è la peggiore, preceduta di poco da Francoforte (-2,6%), Parigi (-2,5%), Londra (-2,4%) e Madrid (-2%). La vicenda Huawei penalizza i produttori di semiconduttori da Ams (-7,35%) a Siltronic (-5,32%), da Stm (-4,63%) ad Asm (-3,54%). Sotto pressione, con il calo del greggio, i petroliferi Tullow (-5,43%), Aker Bp (-5,3%), Lundin (-4,64%), Shell (-3,38%), Repsol (-3%), Total (-2,32%) ed Eni (-2,37%).

Apertura in forte calo per Wall Street: il Dow Jones perde l’1,81%, il Nasdaq l’1,90%, l’indice S&P500 l’1,68%.

A pesare sui listin l’arresto del direttore finanziario della Huawei.

SU ASIA PESA VICENDA HUAWEI L’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese, ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell’1,66%. Hong Kong cede il 2,96%. Pesano le motivazioni dell’arresto, maturato nell’ambito di un’indagine sulla violazione delle sanzioni all’Iran. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Male anche Seul, che ha perso l’1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%. I futures indicano aperture in ribasso anche per Wall Street e per i mercati europei. Fra gli appuntamenti di oggi, la riunione dell’Opec. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulla bilancia commerciale a ottobre.



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