Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale, Stati Uniti

Usa. Goldman Sachs prevede un pil Q2 a -34% ed un pil Q3 a +19%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-02.

Federal Reserve Bank of Atlanta

La Federal Reserve Bank of Atlanta prevede un Pil Q1 a +2.7%.

Questo dato non tiene conto degli effetti indotti dalla pandemia da coronavirus, e come tale deve essere interpretato.

«In particular, it does not capture the impact of COVID-19 beyond its impact on GDP source data and relevant economic reports that have already been released. It does not anticipate the impact of COVID-19 on forthcoming economic reports beyond the standard internal dynamics of the model.»

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Goldman Sachs avanza invece due distinte previsioni, che tengono conto degli effetti della pandemia.

Secondo Trimestre.

«The world’s largest economy will shrink an annualized 34% in the second quarter, compared with an earlier estimate of 24%, …. Unemployment will soar to 15% by mid-year, up from a previous forecast of 9%»

Terzo Trimestre.

«The economists, however, now expect a stronger recovery in the third quarter, with gross domestic product expanding 19%»

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«The new forecasts come days after President Donald Trump extended U.S. “social distancing” guidelines to contain the virus until the of April, abandoning a plan for an earlier end»

Il problema delle ipotesi di lavoro è il solito: quanto tempo duri la fase acuta della pandemia e la velocità con la quale la situazione produttiva possa tornare alla norma.

Non ci si terrorizzi dal calo del secondo trimestre, che è per sua natura temporaneo.

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Goldman Sachs says its gloomy prediction of 24% U.S. GDP contraction in Q2 wasn’t nearly grim enough

Goldman Sachs Group Inc. expects the U.S. economy to experience a far deeper slump than previously anticipated as the coronavirus pandemic hammers businesses, causing a wave of mass unemployment.

The world’s largest economy will shrink an annualized 34% in the second quarter, compared with an earlier estimate of 24%, economists led by Jan Hatzius wrote in a report. Unemployment will soar to 15% by mid-year, up from a previous forecast of 9%, they wrote.

The economists, however, now expect a stronger recovery in the third quarter, with gross domestic product expanding 19%.

“Our estimates imply that a bit more than half of the near-term output decline is made up by year-end,” they wrote. While there’s a risk of longer-term fallout on income and spending, the aggressive action by the Federal Reserve and the government should help to contain this.

The new forecasts come days after President Donald Trump extended U.S. “social distancing” guidelines to contain the virus until the of April, abandoning a plan for an earlier end.

Several major U.S. retailers are halting pay for hundreds of thousands of workers as they struggle to cope with the slump in demand caused by measures to control the spread of the pandemic. The White House and congressional Democrats are preparing for a fourth round of economic stimulus to get the U.S. through the outbreak.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Repubblica Cecka. Pil 2019 Q4 2.0% anno su anno. (per-coronavirus).

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-01.

2020-04-01__ Rep Cecka pil 001

«GDP measures summary value of goods and services generated in a relevant country or region. A region’s gross domestic product, or GDP, is one of the ways for measuring the size of its economy. Expenditure approach – Total expenditures on all finished goods and services produced within the economy. Calculation: GDP using the expenditure approach is derived as the sum of all final expenditures, changes in inventories and exports of goods and services less imports of goods and services. Market influence of GDP Unexpectedly high quarterly GDP growth is perceived to be potentially inflationary if the economy is close to full capacity; this, in turn, causes bond prices to drop and yields and interest rates to rise. Where the stock market is concerned on one side higher than expected growth leads to higher profits and that’s good for the stock market.»

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Sembrerebbe essere molto verosimile che il pil 2020Q1 sia negativo, mentre il pil 2020Q2 dovrebbe evidenziare un brusco calo, con consecutiva lenta ripresa.

Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti

USA. Indice degli affari della Fed Mfg di Dallas -70.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-30.

2020-03-30__Fed Dallas 001

La Federal Reserve di Dallas conduce mensilmente un Sondaggio sulla Previsione dell’Attività Manifatturiera in Texas, al fine di avere una valutazione puntuale dell’attività manifatturiera dello stato. Alle imprese viene chiesto se produzione, occupazione, ordini, prezzi e altri indicatori sono aumentati, diminuiti o rimasti invariato rispetto al mese precedente. Le risposte al sondaggio sono utilizzate per calcolare un indice per ogni indicatore. Ogni indice è calcolato sottraendo la percentuale di coloro che riportano un calo, della percentuale di coloro che segnalano un aumento. Quando la quota di imprese che riportano un aumento supera la quota di imprese che riportavano una calo, l’indice sarà maggiore di zero, suggerendo l’indicatore è aumentato nel corso del mese precedente. Se la quota di imprese che riportano un calo supera la quota con un incremento, l’indice sarà sotto lo zero, il che suggerisce l’indicatore è diminuito nel corso del mese precedente. Un indice sarà pari a zero quando il numero di imprese che riportano un aumento è pari al numero di imprese che hanno registrato un calo. Una lettura superiore al previsto deve essere interpretata come positiva/rialzista per il dollaro, mentre un dato inferiore a quello previsto deve essere interpretato in senso negativo/ribassista per il dollaro.

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Si noti come all’apice della crisi dovuta al fallimento della Lehman Brothers Holdings Inc. l’Indice degli affari della Fed Mfg fosse sceso fino a -53.

Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale

Italia. Confindustria. Verosimile a maggio un pil al -6%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-30.

Bosch Hieronymus. Ascesa all'Empireo. Palazzo Ducale. Venezia.

«Se blocco attività dovesse durare fino a maggio»

«Orientativamente abbiamo fatto un calcolo fino a maggio, perché una delle criticità di questa vicenda è che non sappiamo il tempo»

«se dovesse durare fino a maggio potremmo avere un calo del cosiddetto prodotto interno lordo fino al 6%»

«trasformare il debito accumulato in questi mesi in debito di lungo periodo, a 30 anni»

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Tutte le previsioni che al momento sono state fatte sembrerebbero essere sostanzialmente corrette, ma differiscono sul tempo considerato essere necessario per mettere sotto controllo la situazione sanitaria.

La durata ipotizzata da Confindustria apparirebbe essere ragionevole, anche perché la definisce “una volta che sarà stata superata la fase più acuta”.

La proposta di

«trasformare il debito accumulato in questi mesi in debito di lungo periodo, a 30 anni»

sembrerebbe anche essa essere del tutto ragionevole.

A nostro sommesso parere, tale debito dovrebbe essere esente da interessi.

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Boccia (Confindustria): Italia potrebbe avere calo Pil del 6%.

Se blocco attività dovesse durare fino a maggio.

“Orientativamente abbiamo fatto un calcolo fino a maggio, perché una delle criticità di questa vicenda è che non sappiamo il tempo, quindi diventa difficile dare una quantificazione di risorse. Ed è evidente che se dovesse durare fino a maggio potremmo avere un calo del cosiddetto prodotto interno lordo fino al 6%”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia intervenendo a Piazza Pulita su La 7.

In questa fase di emergenza, secondo Boccia è cruciale garantire alle aziende paralizzate di avere le liquidità necessarie per restare “vive” e poter riavviare l’attività una volta che sarà stata superata la fase più acuta. E poi trasformare il debito accumulato in questi mesi in debito di lungo periodo, a 30 anni.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Guardando la ripresa, la Helicopter Money potrebbe essere necessaria.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-30.

Minosse & Macron

A momento attuale la priorità è quella sanitaria, ossia combattere la pandemia, costi quel che costi.

È tuttavia importante l’interrogarsi sul cosa fare dopo, ad epidemia domata.

Ogni crisi economica ha la sua propria genesi e le sue proprie caratteristiche, da cui consegue come gli strumenti utilizzabili per favorire la ripresa debbano essere valutati volta per volta. L’uso di ogni strumento ha infatti i suoi pro ed i suoi contro: infine tutto ha un costo che deve prima o poi essere pagato, incombenza per nulla gradita.

Per le banche centrali si prospetta il dilemma se finanziare i debiti pubblici, già molto elevati in occidente, oppure direttamente i cittadini. L’esperienza insegna infatti che di norma all’incremento del debito pubblico ben poco arriva nelle tasche dei Contribuenti: gli stati si appropriano di risorse che poi non sanno utilizzare né lasciano utilizzare.

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«ormai è un fatto acclarato che questo shock “sia assolutamente diverso” dalle crisi precedenti.»

«quantitative easing cui ricorrere quando i tassi di interesse si avvicinano allo zero e l’economia non si riprende dalla recessione. È proprio il caso di queste settimane: le banche centrali sono intervenute tutte per ridurre il costo del denaro e incentivare così il ricorso ai prestiti da parte di famiglie e imprese.»

«Ma così come i mercati, i consumatori ovviamente non rispondono a tali stimoli: d’altronde, un miliardo di persone è in isolamento a casa e i negozi sono chiusi. E prima che i consumi riprendano quota, quando quest’incubo sarà finito, ci vorrà tantissimo tempo.»

«Come il Qe, comporta essenzialmente la creazione di moneta da parte delle banche centrali per espandere l’offerta. Tuttavia, l’effetto dell’”helicopter money” sul bilancio della banca centrale è diverso rispetto a quello dell’allentamento quantitativo»

«In base al Qe, infatti, le banche centrali creano riserve acquistando obbligazioni o facendo altre attività finanziarie, effettuando un “asset swap“. Ma, mentre lo swap è reversibile, l’”helicopter money” non lo è perché le banche centrali danno via i soldi creati.»

«Ma, certamente, se applicato, il metodo ‘helicopter money’ è assai costoso.»

«due questioni politiche distinte. …. La prima è come finanziare lo stimolo: deve essere la banca centrale a pagarlo attraverso il finanziamento monetario diretto, stampando fisicamente il denaro, o i governi devono prendere in prestito il denaro nel solito modo? La seconda è come il denaro viene poi distribuito.»

«Comunque ora, l’helicopter money è già realtà nel senso che elargizioni dirette di denaro contante sono state fatte ad esempio a febbraio, quando il governo di Hong Kong ha deciso di trasferire 1.270 dollari a tutti i residenti finanziariamente colpiti dall’epidemia»

«E prima ancora nel tempo, altri governi hanno inviato assegni a tutti i cittadini come il presidente George W. Bush. La differenza è che nelle recessioni del 2001 e del 2008 l’intenzione era quella di stimolare la domanda, oggi è quella di mettere il denaro nelle mani di persone che perderanno il lavoro” e prevenire una “recessione economica a cascata”.»

«La Germania e altri paesi hanno avuto successo ad esempio con il sovvenzionamento del Kurzarbeit, dove i datori di lavoro sono pagati per mantenere i dipendenti sul libro paga ma l’orario di lavoro viene drasticamente ridotto»

«I lavoratori che sono stati licenziati, quelli che hanno visto un taglio di ore e i lavoratori autonomi riceverebbero un gradito aumento di reddito.»

«Secondo una proposta del Dipartimento del Tesoro pubblicata dal Washington Post, gli esborsi avverrebbero in due fasi, il 6 aprile e il 18 maggio, ciascuna del valore di 250 miliardi di dollari, con un importo preciso che varia a seconda del reddito e della dimensione della famiglia. Molti americani riceverebbero 1.000 dollari in ogni rata»

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Gli effetti di questa pandemia sono devastanti e la ripresa sarà tutto fuorché facile. Alla fine, tutta questa immensa mole di denaro generato dal nulla dovrà ben essere bruciata, e molti purtroppo ne resteranno ustionati.

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Sarà l’helicopter money a salvare l’economia dal coronavirus?

Mettere denaro direttamente nelle tasche dei cittadini. Cos’è, chi ha inventato e come funziona la teoria, nata cinquant’anni fa, che potrebbe presto diventare realtà a seguito dell’impatto economico della pandemia.

Prima del coronavirus, rappresentava la classica teoria di cui, quando se ne faceva cenno in contesti economici, il sorrisino sardonico tra gli esperti era d’obbligo: come se fosse un mero esercizio di fantasia, e nulla di applicabile. Ora, invece, sta prendendo rapidamente quota e anzi in alcuni Paesi è già realtà mentre gli Stati Uniti ci stanno seriamente pensando e potrebbe diventare presto operativa.

Insomma, l’economia globale è ormai in ginocchio a causa del coronavirus e le discussioni si animano non soltanto sulle stime dell’impatto che la pandemia avrà in termini di Pil ma anche sul ‘dopo’. Cioè, come ridaremo fiato ai consumi, praticamente azzerati? 

Anche il Financial Times è intervenuto nelle ultime settimane sottolineando come un numero sempre crescente di economisti stia abbracciando la teoria dell'”Helicopter Money“, ovvero il trasferimento di pura liquidità nei conti correnti dei cittadini.

Helicopter money o Quantitative easing?

Tecnicamente, si tratta di un’alternativa al quantitative easing cui ricorrere quando i tassi di interesse si avvicinano allo zero e l’economia non si riprende dalla recessione. È proprio il caso di queste settimane: le banche centrali sono intervenute tutte per ridurre il costo del denaro e incentivare così il ricorso ai prestiti da parte di famiglie e imprese.

Ma così come i mercati, i consumatori ovviamente non rispondono a tali stimoli: d’altronde, un miliardo di persone è in isolamento a casa e i negozi sono chiusi. E prima che i consumi riprendano quota, quando quest’incubo sarà finito, ci vorrà tantissimo tempo.

È una misura di grande effetto. Come il Qe, comporta essenzialmente la creazione di moneta da parte delle banche centrali per espandere l’offerta. Tuttavia, l’effetto dell’”helicopter money” sul bilancio della banca centrale è diverso rispetto a quello dell’allentamento quantitativo.

In base al Qe, infatti, le banche centrali creano riserve acquistando obbligazioni o facendo altre attività finanziarie, effettuando un “asset swap“. Ma, mentre lo swap è reversibile, l’”helicopter money” non lo è perché le banche centrali danno via i soldi creati.

Alle sue origini 

Non è certo una teoria dell’ultima ora, essendo nata cinquant’anni fa, e precisamente nel 1969, dall’allora premio Nobel per l’Economia Milton Friedman. Egli teorizzò un “lancio di denaro da un elicottero” necessario, all’epoca, per far ripartire l’inflazione. Gli economisti erano soprattutto preoccupati per gli effetti del ‘boom’ e il ripiegamento dei prezzi e, in generale, del mondo in via di sviluppo. Il concetto venne poi rispolverato nei primi anni Duemila, dopo la crisi scaturita dalla bolla speculativa tra il 1991 e il 1992.

Nel 2002, Ben Bernanke, che diventò poi presidente della Fed, si disse dello stesso avviso: l'”helicopter drop” o “helicopter money” poteva sempre essere usato per prevenire la deflazione.

Ma ora, di fronte allo scenario economico da coronavirus, come ha sintetizzato Robert Chote, presidente dell’Office of Budget Responsability britannico, ci troviamo in una “situazione di guerra”. E, intervistata dal FT, Beatrice Weder di Mauro, accademica e imprenditrice svizzera che attualmente è docente di economia presso l’Istituto di studi internazionali e di sviluppo di Ginevra, osserva che ormai è un fatto acclarato che questo shock “sia assolutamente diverso” dalle crisi precedenti. 

Il risultato è che una serie di idee politiche che una volta erano campo di discussione di un piccolo numero di cani sciolti e limitate a discussioni puramente teoriche sono al centro dell’attenzione.

I costi

L’obiettivo comune ai governi delle grande economie occidentali, ricorda il Ft, è quello che “nessuno dovrebbe perdere il proprio lavoro o il proprio reddito a causa del virus”. Ma, certamente, se applicato, il metodo ‘helicopter money’ è assai costoso.

Per questo motivo, “dobbiamo essere disposti ad accettare disavanzi fiscali sulla scala del 2009”, dice Adair Turner, l’ex capo della Financial Services Authority del Regno Unito. Data la necessità di grandi disavanzi fiscali il dibattito sull’helicopter Money, spiega Turner, comporta in realtà due questioni politiche distinte.

La prima è come finanziare lo stimolo: deve essere la banca centrale a pagarlo attraverso il finanziamento monetario diretto, stampando fisicamente il denaro, o i governi devono prendere in prestito il denaro nel solito modo? La seconda è come il denaro viene poi distribuito. 

Allo stato attuale, mentre ne discutono economisti e politici, le banche centrali non si sono ancora esplicitamente offerte di monetizzare i disavanzi, ma hanno aperto i rubinetti sui grandi programmi di acquisto di nuove attività per comprare l’eccesso di obbligazioni.

Nella zona euro, ricorda il Ft, si discute sull’emissione di ‘corona bond‘ o sull’aumento delle linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità, il fondo di salvataggio dell’Unione monetaria per i sovrani, nella speranza che la Banca centrale europea mantenga basso il costo di tali prestiti.

Secondo alcuni esperti, devono essere le banche centrali a finanziare direttamente i disavanzi pubblici. Una soluzione cui fa accenno, spesso nei suoi interventi, proprio Bernanke. Da quando ha lasciato la Fed, ha pubblicamente sostenuto che “in certe circostanze estreme” il finanziamento monetario della spesa per deficit fiscale “può essere la migliore alternativa disponibile”. 

L’helicopter money, oggi

Comunque ora, l’helicopter money è già realtà nel senso che elargizioni dirette di denaro contante sono state fatte ad esempio a febbraio, quando il governo di Hong Kong ha deciso di trasferire 1.270 dollari a tutti i residenti finanziariamente colpiti dall’epidemia. Anche Singapore ha previsto piccoli pagamenti in contanti a tutti i cittadini.

E negli Stati Uniti si sta facendo accenno ad un supporto per l’invio di assegni direttamente a tutti gli americani, idea sostenuta ad esempio dagli ex consulenti economici dei presidenti Barack Obama e George W. Bush. Il Ft ricorda che il presidente Donald Trump e il suo segretario del Tesoro Steven Mnuchin l’hanno proposta, e i senatori l’hanno considerata nella legge sulle misure di stimolo attualmente all’esame del Congresso.

In realtà, evidenzia l’analisi del Ft, prima del coronavirus queste idee non convenzionali stavano già guadagnando terreno perché la crisi finanziaria, le crescenti disuguaglianze e la paura dell’automazione tecnologica che causa la disoccupazione avevano già suscitato un crescente interesse per nuovi approcci politici.

Non solo, ma ci sono già dei precedenti. Ad esempio, sostiene Eric Lonergan, un gestore dei fondi, interpellato da Ft, l”helicopter money’ è già qui, nel senso che “una banca centrale effettua trasferimenti al settore privato”.

Ad esempio, la Bce ora offre prestiti alle banche a un tasso d’interesse più basso, a certe condizioni, di quello che le banche ricevono sulle riserve detenute in deposito presso la Bce. “Questo margine è un vero e proprio trasferimento fiscale finanziato con denaro” afferma aggiungendo che tale margine può essere ampliato e legato a condizioni che di fatto trasferiscono il sussidio ai privati.

E prima ancora nel tempo, altri governi hanno inviato assegni a tutti i cittadini come il presidente George W. Bush. La differenza è che nelle recessioni del 2001 e del 2008 l’intenzione era quella di stimolare la domanda, oggi è quella di mettere il denaro nelle mani di persone che perderanno il lavoro” e prevenire una “recessione economica a cascata”.

Per gli economisti, l’atteggiamento dovrebbe essere: siamo in guerra con questa pandemia, vinceremo questa guerra, e i deficit a due cifre sono un prezzo che vale la pena pagare.

Il caso della Germania (e di altri Paesi)

Ci sono comunque alcuni paesi in cui l’elargizione diretta di denaro contante è considerata meno importante perché dispone di sistemi di benefici più sofisticati e generosi. La Germania e altri paesi hanno avuto successo ad esempio con il sovvenzionamento del Kurzarbeit, dove i datori di lavoro sono pagati per mantenere i dipendenti sul libro paga ma l’orario di lavoro viene drasticamente ridotto.

Sia quel che sia, la caratteristica di questa recessione è diversa da quella che l’ha preceduta. I governi e le banche centrali stanno lottando duramente per proteggere le imprese dagli effetti dell’epidemia di coronavirus. Eppure i loro sforzi – agevolazioni fiscali, tagli dei tassi e acquisti di obbligazioni, prestiti e sovvenzioni – non hanno alcuna speranza di stimolare la domanda dei consumatori quando vaste fasce della popolazione sono costrette alla quarantena.

Gli effetti per chi sponsorizza questa manovra

I sostenitori dell’helicopter money, in questa situazione, affermano che sarebbe una vera e propria boccata d’ossigeno. I lavoratori che sono stati licenziati, quelli che hanno visto un taglio di ore e i lavoratori autonomi riceverebbero un gradito aumento di reddito. 

Le imprese, nel frattempo, potrebbero pianificare con più fiducia, sapendo che i consumatori avranno denaro extra da spendere una volta terminato l’isolamento.

Ci sarebbe anche una luce alla fine del tunnel per gli investitori. Se ai mercati finanziari verrà dato motivo di credere che i consumi futuri possano compensare il crollo di oggi, si potrebbe ripristinare il morale degli investitori. Ciò detto, il Financial Times aggiunge che ci sarà bisogno di una data di scadenza. Anche i pagamenti dovrebbero essere scaglionati. E sarebbe questo l’orientamento che si prepara a seguire l’amministrazione Usa.

Secondo una proposta del Dipartimento del Tesoro pubblicata dal Washington Post, gli esborsi avverrebbero in due fasi, il 6 aprile e il 18 maggio, ciascuna del valore di 250 miliardi di dollari, con un importo preciso che varia a seconda del reddito e della dimensione della famiglia. Molti americani riceverebbero 1.000 dollari in ogni rata, sempre secondo il Washington Post.

In alternativa, il denaro extra potrebbe anche essere fornito sotto forma di voucher, permettendo ai destinatari di spenderlo a loro piacimento – sia che si tratti di vacanze, di biglietti teatrali o di un pasto al caffè locale. Fondamentalmente, il buono dovrà essere accompagnato da una garanzia che non sarà recuperato in futuro attraverso l’aumento delle tasse. Altrimenti, il conto della recessione sarà sempre altissimo. 

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Banca Centrale Olandese. Klaas Knot, un Governatore dal volto umano.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-29.

Olanda 271

Alla carica di governatore di una banca centrale pervengono di norma persone di collaudata esperienza e di notevole attitudine diplomatica. Una loro caratteristica è la sobrietà espressiva e la grande prudenza di giudizio.

Klaas Knot, governatore della Banca centrale olandese, non sfugge a questo requisito, ma ha dimostrato anche di essere una persona sensibile alle umane sofferenze, fatto questo del tutto insolito.

«Il governatore Knot prende le distanze dal governo Rutte»

«”Questo è un test per l’Eurozona. Quando vedi cosa accade con il virus in Paesi come Italia e Spagna, credo che la richiesta di solidarietà sia estremamente logica”»

«”quando vedi i camion con i cadaveri, l’enfasi deve essere sulla solidarietà”»

«Come attui questa solidarietà è una decisione politica: i Coronabond sono una strada»

«Ce ne sono altre, come il Mes»

«”La politica monetaria non può fare tutto da sola: ci sono limiti al nostro mandato”»

«noi possiamo acquistare Coronabond o nuovi bond che emette il Mes»

«”combinazione di solidarietà e adattamento delle economie dove serve l’aiuto”.»

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Il discorso di Mr Knot gronda, a nostro modo di vedere, sano buon senso.

Se come governatore vedrebbe meglio l’applicazione del Mes, che chiede riforme in cambio di sostegno, d’altro canto constata l’emergenza umana in atto e le conferisce priorità.

«”combinazione di solidarietà e

adattamento delle economie dove serve l’aiuto”.»

Nel linguaggio di un governatore di una banca centrale questo è un discorso inaspettato, ma salutato con vivo applauso.

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Banca centrale olandese, i Coronabond sono una strada.

Il governatore Knot prende le distanze dal governo Rutte.

Il governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot, prende le distanze dal suo Governo contrario agli eurobond. “Questo è un test per l’Eurozona. Quando vedi cosa accade con il virus in Paesi come Italia e Spagna, credo che la richiesta di solidarietà sia estremamente logica. Come attui questa solidarietà è una decisione politica: i Coronabond sono una strada. Ce ne sono altre, come il Mes”, ha detto Knot in un’intervista al quotidiano online Nrc.

Knot è favorevole a una rete di protezione. “La politica monetaria non può fare tutto da sola: ci sono limiti al nostro mandato. Perciò è certamente desiderabile se qualcosa di comune emergesse anche dai Governi: una risposta europea alla crisi. In cambio, noi possiamo acquistare Coronabond o nuovi bond che emette il Mes”, ha spiegato. Knot ritiene necessaria una “combinazione di solidarietà e adattamento delle economie dove serve l’aiuto”. L’adattamento “si può fare solo attraverso il Mes, che chiede riforme in cambio di sostegno”. Ma ora, “quando vedi i camion con i cadaveri, l’enfasi deve essere sulla solidarietà”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Germania. Verosimile blocco degli acquisti esteri in borsa.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-29.

Bundestag 001

«Germany will protect domestic firms from foreign takeovers, two leading politicians said on Friday, after company valuations in Europe’s largest economy have been hammered by the coronavirus pandemic»

«Germany’s blue-chip DAX index, which comprises the country’s 30 largest listed corporations, has plunged more than a third over the past month as the coronavirus outbreak has brought several economies to a near standstill»

«This has increased the risk of foreign companies snapping up rivals at a discount»

«We will avoid a sell-out of German economic and industrial concerns. There cannot be any taboos. Temporary and limited state support as well as participations and takeovers need to be possible»

«Automotive companies have been among the worst hit, with Daimler, Continental and Volkswagen shares down 44-48% over the past four weeks»

«If most of Bavaria’s and Germany’s economy ends up in foreign hands once this crisis is over … then it’s not only a health crisis but a profound alteration of the global economic order»

«Airline Lufthansa, which has been particularly badly hit, said on Thursday it would seek state help if the crisis persisted, adding this was not yet the case»

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Il cuore del verosimile prossimo provvedimento è racchiuso un una frasetta di poche parole.

«There cannot be any taboos»

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Ora che le imprese tedesche si trovano concretamente esposte sia a causa del blocco produttivo sia del crollo del mercato borsistico, la Germania decide di ignorare quelli che furono dogmi fideistici dell’Unione Europea e di passare decisamente, senza aver avvisato nessuno, ad un sistema sovranista protezionista.

È un’inversione di rotta di centottanta gradi.

Questa mutazione significa la morte dell’Unione Europea così come la si è conosciuta per decenni.

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Germany will block foreign takeovers to avoid economy sell-out.

Germany will protect domestic firms from foreign takeovers, two leading politicians said on Friday, after company valuations in Europe’s largest economy have been hammered by the coronavirus pandemic.

Ministers have already promised liquidity support to businesses and introduced measures making it easier to reduce working hours rather than lay off workers.

The cabinet is due to decide on further support measures on Monday, when a government source said it would back a supplementary budget worth around 150 billion euros ($161.18 billion).

Germany’s blue-chip DAX index .GDAXI, which comprises the country’s 30 largest listed corporations, has plunged more than a third over the past month as the coronavirus outbreak has brought several economies to a near standstill.

This has increased the risk of foreign companies snapping up rivals at a discount.

“We will avoid a sell-out of German economic and industrial concerns. There cannot be any taboos. Temporary and limited state support as well as participations and takeovers need to be possible,” Economy Minister Peter Altmaier said.

Automotive companies have been among the worst hit, with Daimler (DAIGn.DE), Continental (CONG.DE) and Volkswagen (VOWG_p.DE) shares down 44-48% over the past four weeks.

Markus Soeder, state premier of Bavaria, where heavyweights such as Siemens (SIEGn.DE) and BMW (BMWG.DE) are based, said all legal options should be explored to block potential bids for German companies.

“If most of Bavaria’s and Germany’s economy ends up in foreign hands once this crisis is over … then it’s not only a health crisis but a profound alteration of the global economic order,” he said.

“We need to brace ourselves for that.”

EMERGENCY FUND

German magazine Der Spiegel reported on Friday that Berlin was considering a half-trillion-euro fund to support companies thrown into payments difficulties by the coronavirus crisis, which would be able to guarantee liabilities or even inject capital when needed.

The plan is one of several being considered by officials as the government puts together a rescue package intended to keep the short-term havoc wrought by shutting down the economy from becoming a rout, an official told Reuters.

One option is a 40-50 billion-euro ($43-$54 billion) “solidarity” fund for the self-employed and businesses with fewer than 10 employees, which could help them buy materials, pay rents and meet leasing payments. The details for this program are due to be thrashed out over the weekend.

The roughly 500 billion-euro fund first reported by Der Spiegel is modeled on the 480 billion-euro Special Fund for Market Stabilisation that the government set up to support banks at the time of the financial crisis.

The government is prepared to revive that fund if banks get into difficulties, Der Spiegel said.

The finance ministry is currently considering direct support programs to a value of around 180 billion euros, the magazine said, adding that sum might be increased to 700 billion euros.

Airline Lufthansa (LHAG.DE), which has been particularly badly hit, said on Thursday it would seek state help if the crisis persisted, adding this was not yet the case.

German investor Heinz Hermann Thiele has increased his stake in Lufthansa to 10%, a regulatory filing showed on Friday.

Pubblicato in: Banche Centrali, Regno Unito

UK. Previsioni. Pil Q1 -7.8%, pil anno su anno -4.7%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-26.

westminster-palace-01

«Accountancy giant PWC has warned the coronavirus could lead to a 7.8% decline in UK GDP this quarter»

«What’s striking about this is the quarterly impact because this crisis is going to be so sharp in the current quarter»

«In the financial crisis things stayed open, it was just the demand was quite low.»

«GDP will fall by 4.7% for 2020»

«business investment has already fallen 30%»

«key manufacturing and logistics businesses must stay in operation as large swathes of the economy, including retail, entertainment, leisure and travel sectors, will go into lockdown»

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Queste previsioni si fondano sul presupposto che la crisi attuale si attenui nel secondo semestre.

Tuttavia, al momento attuale, questa potrebbe sembrare essere una ipotesi ottimistica.

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PWC warns GDP fall this quarter could be worse than the financial crisis in 2008.

Accountancy giant PWC has warned the coronavirus could lead to a 7.8% decline in UK GDP this quarter, making the fallout much sharper and faster than during the financial crisis in 2008.

Nick Forrest, head of PwC’s economics and policy arm, said recent GDP projections were the worst he had seen in his 22-year career. 

“What’s striking about this is the quarterly impact because this crisis is going to be so sharp in the current quarter. I’ve seen plenty of commentators even talking about double-digit falls. The biggest drop quarter on quarter in the financial crisis was 2.1%, so this is a far sharper drop than we’ve experienced before.

“In the financial crisis things stayed open, it was just the demand was quite low. This is going to feel very very sharp.” Forrest has estimated that GDP will fall by 4.7% for 2020.

He added there is evidence business investment has already fallen 30%, which is again worse than the credit crunch when in the UK it dropped 15%.

Forrest believes key manufacturing and logistics businesses must stay in operation as large swathes of the economy, including retail, entertainment, leisure and travel sectors, will go into lockdown.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Weidmann. La recessione è orami invitabile in Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-26.

Bundesbank 002

«On Wednesday shortly before midnight, the European Central Bank (ECB) took out its “bazooka” in the form of an asset purchase programme totalling €750 billion. How did the ECB Governing Council, of which you are a member as Bundesbank President, come to this decision?

During a telephone conference. We discussed it in great depth, various points of view were put forward, plus a variety of possible solutions were proposed. But, in the end, we made a decision. Despite any differences regarding individual points, we all agree that we need to take action and that wide-reaching measures are crucial. Now it is a matter of implementing the programme in an appropriate way

«At its regular meeting just a few days earlier, the ECB Governing Council had presented a significantly smaller emergency stimulus programme.

Whether a programme is “big” or “small” depends on the circumstances. The first package was appropriate to the situation at the time it was adopted. However, the situation is now developing rapidly and being reassessed at high frequency

«A recession in Germany …

… is now likely to be unavoidable.»

«What’s your take on the measures taken by the Federal Government so far?

The Federal Government has acted swiftly and correctly. As I see it, preserving the general public’s faith in governmental action is key. When it comes to economic policy, this means the state cushioning the economic impacts on individuals and businesses. It was also right to announce that robust assistance will be provided to revitalise the economy once the epidemic has been contained. Monetary policy can play a supporting role but it cannot be the first line of defence this time.»

«The United States is soon to start distributing relief checks to consumers. What do you think about measures like that?

Just like conventional stimulus programmes, those kind of measures can only really come into their own once the pandemic has been brought under control. But nobody knows yet when that will be

«So helicopter money won’t help?

You have to draw a distinction there. What’s being launched in the United States are state transfers, not central bank transfers. So it’s not helicopter money in the conventional sense. In Germany we have a well-developed welfare state, and state transfers will be expanded as part of the measures to combat the crisis. Once the pandemic has been brought under control, a decision has to be taken on what further measures might be appropriate to reinvigorate the economy after this heavy blow»

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È sempre un piacere leggere gli interventi di Herr Weidmann: ha una chiarezza di idee davvero inusuale, e si esprime sempre in termini pacati.

«robust assistance will be provided to revitalise the economy once the epidemic has been contained»

«Monetary policy can play a supporting role but it cannot be the first line of defence this time»

Intanto, la priorità è bloccare l’epidemia: al resto si penserà dopo.

Poi, la politica monetaria non vicaria le azioni governative.

Infine, per la Germania la recessione è inevitabile.

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ECB’s Weidmann Says a German Recession Is ‘Now Inevitable’.

A recession in Germany “is now inevitable” as the coronavirus pandemic spreads, European Central Bank Governing Council member Jens Weidmann said in an interview with Die Welt newspaper.

Weidmann, who heads Germany’s Bundesbank, also said the emergency 750 billion-euro ($800 billion) bond-buying program agreed by the ECB this week to calm stress in financial markets doesn’t meant central bank’s coffers are now empty.

Still, he stressed that central banks are only a support act, and that governments must be at the forefront of the fight against the disease and its economic impact.

“Monetary policy can help, but this time it can’t be the first line of defense,” he told the paper, praising the German government’s “quick and correct” actions.

Some ECB policy makers are unhappy that the bond-buying could require them to raise the limits on how much debt the institution can hold, according to people familiar with the matter.

That could be a controversial move. Set at the start of quantitative easing in 2015, it’s meant to address concerns the central bank would breach European Union law by financing governments.

Weidmann acknowledged that there were differing insights and solutions offer, but said the ECB Governing Council was unanimous that action was needed “even if we had differences in individual points.”

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Deutsche Bundesbank. “We’re starting from a favourable position”

Interview with Jens Weidmann conducted by Anja Ettel, Olaf Gersemann and Ulf Poschardt.

As the Bundesbank President, how are you getting along working from home? What is your everyday life like now?

Jens Weidmann:  Well, the same as yours, I’d imagine – a lot of paperwork, a lot of phone calls, constantly glued to the computer screen. But every now and again I still go into the office, too.

And at the office do you keep the recommended minimum distance of two metres away from others?

Of course. Most of our meetings, including on the Executive Board, are held as phone or video conferences, even if the participants are actually sitting just down the hall from one another. This is just one of the many precautionary measures we have taken to ensure that we remain capable of functioning. After all, the Bundesbank is part of the country’s critical infrastructure. 

When did it first become clear to you that the coronavirus could become a serious problem?

In mid-January, there was a meeting of central bank governors at the Bank for International Settlements in Basel. The corona outbreak in China was already a major topic at that time. In my conversations with my Chinese counterpart, it became increasingly clear that China was dealing with a serious humanitarian and economic crisis. But everyone was quite surprised at how fast the problem in China turned into a problem for the whole world.

On Wednesday shortly before midnight, the European Central Bank (ECB) took out its “bazooka” in the form of an asset purchase programme totalling €750 billion. How did the ECB Governing Council, of which you are a member as Bundesbank President, come to this decision?

During a telephone conference. We discussed it in great depth, various points of view were put forward, plus a variety of possible solutions were proposed. But, in the end, we made a decision. Despite any differences regarding individual points, we all agree that we need to take action and that wide-reaching measures are crucial. Now it is a matter of implementing the programme in an appropriate way.

At its regular meeting just a few days earlier, the ECB Governing Council had presented a significantly smaller emergency stimulus programme.

 Whether a programme is “big” or “small” depends on the circumstances. The first package was appropriate to the situation at the time it was adopted. However, the situation is now developing rapidly and being reassessed at high frequency.

Has the ECB now shot its wad?

No, that’s what people were saying before the previous decisions, too. 

But it doesn’t seem as if an internationally coordinated approach is being taken, for instance with the Bank of England or the Fed. 

We are working with our colleagues more intensively than usual. We keep each other posted of the measures we are taking and also coordinate our actions, as shown by the recently agreed swap lines used to supply US dollars, for example.

A recession in Germany …

… is now likely to be unavoidable.

And how bad will it be? 

What’s important at the moment is stopping the spread of the virus. Every individual person must reduce social contact to an absolute minimum. I had been hoping that this would work without needing to be enforced …

… in the form of a lockdown, which looks like being imposed for a time.

 That is indeed a drastic measure. But that is exactly the point of politics: to weigh up the pros and cons of steps like this and then take a decision. 

What’s your take on the measures taken by the Federal Government so far?

The Federal Government has acted swiftly and correctly. As I see it, preserving the general public’s faith in governmental action is key. When it comes to economic policy, this means the state cushioning the economic impacts on individuals and businesses. It was also right to announce that robust assistance will be provided to revitalise the economy once the epidemic has been contained. Monetary policy can play a supporting role but it cannot be the first line of defence this time.

How long can we even bear up under this situation?

Not that long ago, there were still some passionate debates going on here in Germany as to how much sense there was behind solid state finances. It’s now crystal clear: Germany did absolutely the right thing by consolidating its budget when economic conditions were good. It’s left us scope to deal with this severe crisis. So we’re starting from a favourable position. 

In other, highly indebted euro area countries the situation looks far less rosy. What consequences will this have?

The fiscal rules do not present an obstacle to these countries’ room for manoeuvre, at any rate. You see, there are escape clauses for crises like this. And if it should turn out that additional resources are needed, then it is up to policymakers in Europe to make a decision on financial solidarity. The requisite instruments were created during the last crisis.   

The United States is soon to start distributing relief checks to consumers. What do you think about measures like that?

Just like conventional stimulus programmes, those kind of measures can only really come into their own once the pandemic has been brought under control. But nobody knows yet when that will be. At the moment the public are being asked to do precisely the opposite of going to restaurants or concerts – so more money in consumers’ pockets is not going to mean greater demand for those establishments. 

So helicopter money won’t help?

You have to draw a distinction there. What’s being launched in the United States are state transfers, not central bank transfers. So it’s not helicopter money in the conventional sense. In Germany we have a well-developed welfare state, and state transfers will be expanded as part of the measures to combat the crisis. Once the pandemic has been brought under control, a decision has to be taken on what further measures might be appropriate to reinvigorate the economy after this heavy blow. For now, the important thing is providing people with the necessary confidence that they will weather this crisis as well as possible. 

Many citizens are anxious about their money. What’s your message for them?

This is a challenging situation; that said, this time the financial system and the banks are not the source of the crisis, and they are far more stable than they were before the last crisis. The crucial thing is overcoming the pandemic and then quickly getting the economy back on its feet again.  

Monetary policy is normally based on clear rules. What long-term ramifications will it have for our monetary system if citizens and politicians see that it does in fact appear to be possible to print limitless amounts of money?

A crisis like this calls for resolve, and exceptional steps have to be taken. But it is equally important to exit crisis mode in a consistent and reliable manner once the crisis has passed. That is true of action by government in general, but it applies in equal measure to monetary policy. This is why the timeframe for the new programme is tied to the pandemic, for example. Maintaining public confidence in our institutions requires both resolute action in a crisis and a compass to provide guidance at all times.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Senza categoria, Unione Europea

Eurozona. Fiducia Consumatori -11.6.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-24.

2020-03-23__Eurozona__ Fiducia Consumatori 001

La Fiducia dei consumatori misura il livello di fiducia da parte dei consumatori nell’attività economica.
Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell’attività economica totale.

Il dato proviene da un’indagine effettuata presso circa 2.300 consumatori nei paesi Euro, nella quale agli intervistati si chiede di valutare le prospettive economiche per il futuro.

Dal gennaio 2018 questo indice è negativo, ma l’ultima rilevazione è negativa a due cifre.