Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Maggio. Repubblica fondata sui debiti. Budget -117.9 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-03.

2020-07-03__Francia_ Budget 013

«Il Saldo di bilancio del governo francese misura la differenza di valore tra le entrate e la spesa del governo francese nel corso di un dato mese (entrate meno uscite).

Un dato negativo segnala un deficit di bilancio, mentre un dato positivo indica un’eccedenza.»

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La Francia è una repubblica fondata sui debiti, che cerca disperatamente di far pagare agli altri.

È da oltre un decennio che chiude il budget governativo in costante deficit.

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Giappone. Trimestre II (Q2). Una selva sconfortante di dati macro.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-01.

Prefiche 013

Indice Tankan CAPEX delle grandi imprese (2° trim.)                                                      3.2

Indice Tankan CAPEX delle piccole imprese (2° trim.)                                                -16.5%

Previsioni Tankan sulle grandi imprese (2° trim.)                                                              -27

Indice Tankan dei grandi produttori manifatturieri (2° trim.)                                       -34

Indice Tankan di concentrazione di grandi Imprese non manifatturiere (2° trim.) -14

Indice Tankan delle grandi aziende non manifatturiere (2° trim.)                                -17

Indice Tankan di concentrazione delle piccole imprese manifatturiere (2° trim.)   -47

Indice Tankan dei piccoli produttori manifatturieri (2° trim.)                                        -45

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Giappone. Maggio. Export -28.3%. Negativo da oltre un anno.

Giappone. Indice BSI Q2 -52.3. Un tonfo storico.

Giappone. Aprile. Ordinativi Macchinari -17.7% anno su anno.

Giappone. Produzione Industriale -9.1%, Vendite Dettaglio -13.7%.

Giappone. Aprile. Export -21.9% (annuale).

Giappone. Ordinativi Macchine Utensili -48.3%.

Giappone. Il grande malato dell’oriente. Export -11.7% yoy.

Giappone. Pil anno su anno crolla del -6.3%.

Giappone. Previsione Produzione Industriale a 2 mesi -6.9%.

Giappone. Produzione Industriale -4.5% mom.

Giappone. Ordinativi di macchine utensili (Annuale) -35.5% a/a.

Giappone. Un vecchio ogni 1.8 giovani. Cina e Russia si leccano i baffi.

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Questi macrodati suggerirebbero che la ripresa sia lenta e sofferta.

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Brexit. Mercati finanziari. Londra egemone sulla EU divisa e litigiosa.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-01.

Diavolo 013

«Better to reign in Hell than serve in Heaven». [John Milton]


L’attuale dirigenza europea rischia di pagare davvero salati i propri pregiudizi ideologici.

Brexit. Il Regno Unito manda al diavolo le ‘regole’ dell’Unione Europea.

«European leaders expressed sadness at the UK’s official departure from the EU on Friday»

«Reports in recent days have suggested EU chiefs want the UK to continue to follow Brussels-made rules on standards and state subsidies – while accepting the jurisdiction of the European Court of Justice in any trade disputes.»

«We won’t take your rules, PM to tell Brussels»

Questo è il cuore del problema.

L’Unione Europea non ammette negoziato alcuno senza che il Regno Unito non accetti in toto le “Brussels-made rules” e la “jurisdiction of the European Court of Justice”, ossia proprio i motivi che hanno spinto il Regno Unito a staccarsi dall’Unione Europea. E sulle sue tracce si sono messe molte altre nazioni afferenti l’Unione.

Senza Lgbt niente Recovery Fund. Polonia e le ‘Lgbt-free’ zone.

Duda, Presidente polacco, dichiara che ‘Lgbt è una ideologia peggiore del comunismo’.

Romania. Il Green Deal è una ‘true religion’. Il gesto del dito.

Romania. Lo speaker Florin Iordache fa il gesto del dito ai gerarchi della EU, in europarlamento.

I Tedeschi sono diventati identitari sovranisti che si ribellano all’EU.

«In Tuesday’s decision the German judges said the ECJ’s ruling is “not comprehensible” and deemed it “ultra vires”, meaning beyond its powers.»

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Una volta compresi i motivi di fondo che contrappongono il Regno Unito all’attuale dirigenza dell’Unione Europea, il problema dei mercati finanziari europei diventa immediatamente intellegibile.

La piazza finanziaria di Londra non opera su basi ideologiche e tratta volumi un ordine di grandezza superiori a quelli degli stati europei continentali.

Non solo, le nazioni europee sono riottose a costituire un unico mercato finanziario continentale, tutte tese a cercare di mantenere i propri piccoli privilegi nazionalisti. Ma questi piccoli mercati finanziari parcellizzati contano poco o punto nei confronti della piazza di Londra.

«L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit»

«La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond»

«In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli»

«La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021»

«La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo»

«L’ampia maggioranza degli Stati membri continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento»

«La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre»

«Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione»

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Cerchiamo di essere chiari, anche a costo di diventare fortemente impopolari.

– Né la Francia né la Germania acconsentiranno mai alla formazione di un mercato finanziario europeo e si opporranno che la sua supervisione spetti ad una delle controparti.

– “entro il quarto trimestre del 2021”: un anno e mezzo di tempo è un’era geologica in questi tempi di crisi da Covid.

– Volenti o nolenti la piazza finanziaria di Londra resterà il punto di riferimento, e gli eurocrati non avranno strumento alcuno nemmeno per far sentire la loro voce.

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Reuters. Ue proporrà rapporto unico mercato per competere con Londra – documento.

L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit, si legge in un documento Ue.

La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond, in un contesto in cui l’economia è in fase di ripresa dalla crisi del Covid-19.

Un “sistema consolidato” che unisce oltre 20 piattaforme di trading in tutta Europa è una vecchia ambizione che ha lo scopo di riprodurre l’efficienza del mercato azionario statunitense.

In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli. Alcuni titoli vengono scambiati su piattaforme multiple, rendendo più difficile agli investitori capire se stanno concludendo l’affare migliore.

“La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021”, si legge nel documento riassuntivo dell’esecutivo Ue visto da Reuters.

La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo.

“L’ampia maggioranza degli Stati membri” continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento.

“Potremmo sottolineare la necessità di sviluppare un codice unico che punterebbe a uniformare le regole e limitare la discrezionalità della vigilanza nazionale nella Ue del post-Brexit”.

La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre.

“Si terrà inoltre una minuziosa esposizione riguardo alla Brexit e alla necessità per la Ue di sviluppare un vero e proprio mercato dei capitali che sia ben funzionante e integrato”, si legge nel documento.

“Allo stesso tempo, la necessità di preservare la sovranità dovrà essere attentamente bilanciata dall’obbligo di promuovere un’Unione dei mercati dei capitali della Ue che guardi all’esterno e che continui ad attirare l’interesse degli investitori di Paesi terzi”.

Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione.

La Commissione Ue valuterà entro il 2022 la possibilità di creare un’etichetta paneuropea per i consulenti finanziari, dice ancora il testo.

Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale

Portogallo. Banca Centrale prevede un pil Q2 -9.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-01.

Portogallo 013

I macrodati per il Portogallo sembrerebbero essere ragionevoli. Pil Q1 -2.3%, mentre il rapporto debito / pil è sceso nel 2019 al 117.70%, da un picco massimo del 132.90% raggiunto nel 2014.

Tuttavia la crisi da coronavirus ha perturbato sensibilmente il sistema economico.

«Bank of Portugal sees unprecedented Q2 GDP slide, 9.5% drop in 2020»

«Portugal’s economy could tank an unprecedented 15% in the second quarter due to the impact of the coronavirus, bringing the contraction this year to 9.5% – the steepest drop in nearly a century»

«The central bank’s full-year forecast is worse than the government’s estimate of a 6.9% slide and represents a major revision downwards from the bank’s own March projection of a fall of up to 5.7%»

«trade declines only comparable to those registered during the Great Depression in 1929»

«if the pandemic remains under control …. economic activity should pick back up from the third quarter, expecting growth to reach 5.2% in 2021 and 3.8% in 2022»

«Exports including tourism, credited with fuelling much of the country’s recovery from its last crisis in 2010-2014, are expected to fall by 25.3%, while private consumption should fall by 8.9%»

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È del tutto ragionevole che il lockdown che si è prolungato per il secondo trimestre comporti una brusca caduta del pil. In una situazione normale, la riapertura della produzione dovrebbe ripristinare la passata situazione, ma la stasi dei commerci e degli spostamenti sembrerebbe avere una ripresa molto lenta.

La Banca Centrale considera questa crisi economica comparabile a quella accaduta nel 1929.

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Reuters. Bank of Portugal sees unprecedented Q2 GDP slide, 9.5% drop in 2020.

Portugal’s economy could tank an unprecedented 15% in the second quarter due to the impact of the coronavirus, bringing the contraction this year to 9.5% – the steepest drop in nearly a century, the Bank of Portugal said on Tuesday.

The central bank’s full-year forecast is worse than the government’s estimate of a 6.9% slide and represents a major revision downwards from the bank’s own March projection of a fall of up to 5.7%.

It said the impact of the pandemic and subsequent lockdowns in Portugal and abroad would be the heaviest in the second quarter, and although there was still a lot of uncertainty about the setting, the quarter-on-quarter slide “could reach a value of around 15% … without a historic precedent”.

In 2020, it said, “we should see the biggest fall in economic activity of the last century … in the context of global GDP and trade declines only comparable to those registered during the Great Depression in 1929”.

The central bank said that if the pandemic remains under control and restrictive measures are gradually lifted, economic activity should pick back up from the third quarter, expecting growth to reach 5.2% in 2021 and 3.8% in 2022.

Last year, the country reported 2.2% growth and the first budget surplus in its 45-year democratic history.

The bank forecast that unemployment, which had been falling steadily under the ruling Socialists to 6.5% in 2019, would jump to 10.1% this year, slightly above the government’s estimate of 9.6%.

Exports including tourism, credited with fuelling much of the country’s recovery from its last crisis in 2010-2014, are expected to fall by 25.3%, while private consumption should fall by 8.9%.

Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario

Italia. Quattro banche a confronto. Miseri i risparmiatori.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-30.

2020-06-24__Banche 01

Per fortuna dell’umanità, al mondo ci sono tante persone semplici ed oneste, senza le quale la vita sarebbe una giungla.

2020-06-24__Banche 02

Ma le persone semplici ed oneste hanno la caratteristica di pensare che anche gli altri abbiano le stesse doti, e così spesso devono soffrire ustioni urticanti.

2020-06-24__Banche 03

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Prendiamo il caso di una brava persona che una ventina di anni fa avesse comprato azioni di grosse banche nazionali. In perfetta buona fede il nostro uomo pensava di essersi messo al sicuro: titoli solidi e buoni dividendi.

Il Banco Popolare il 1° febbraio 2000 valeva 119.94, ed oggi è quotato 1.36.

Banca Intesa Sanpaolo il 1° dicembre 1999 era quotata 3.58 ed oggi quotata 1.701.

Unicredit il 1° gennaio 2001 valeva 149.60 ed oggi vale 8.23.

Diciamo che il nostro amico non fece buoni affari. Nel caso migliore si sarebbe visto dimezzato il capitale impiegato, ma con Banco Popolare ed Unicredit avrebbe virtualmente perso tutto.

Invece, se il nostro omino avesse comprato delle azioni della Banca Generali, le avrebbe pagate 9.61 nel dicembre 2006 ed adesso quoterebbero 26.54, ossia quasi tre volte tanto: un ragionevole affare.

2020-06-24__Banche 04

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Adesso cerchiamo di ragionare, nei limiti del possibile.

Tutte e quattro queste banche sono presenti ed operano in Italia, sotto le leggi dello stato italiano, e sotto la stretta sorveglianza della Banca di Italia e della Banca Centrale Europea.

Due banche hanno un azionariato al limite del fallimentare, una si è dimezzata, mentre la quarta sta guadagnando alla grande.

La conclusione dovrebbe essere una soltanto: consiglio di amministrazione e quadri dirigenziali sono essenziali per gestire in modo sano una banca. La colpa dei fallimenti non ricade sugli uscieri.

Il ragionamento di voler investire una parte dei risparmi in titoli bancari era corretto, ma non tutti i consigli di amministrazione meritano la stessa stima. C’è banca e banca.

Con ciò, ciascun compri le azioni che meglio crede e si serva dagli istituti che più lo soddisfino.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Eurozona. Giugno. Fiducia Consumatori -14.7. Più che fiducia è esecrabilità.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-29.

2020-06-29__Eurozona Fiducia 013

La European Commission ha rilasciato l’Indice di Fiducia del Consumatori per il mese di giugno: -14.7.

«La Fiducia dei consumatori misura il livello di fiducia da parte dei consumatori nell’attività economica.
Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell’attività economica totale.

Il dato proviene da un’indagine effettuata presso circa 2.300 consumatori nei paesi Euro, nella quale agli intervistati si chiede di valutare le prospettive economiche per il futuro.

Dati più alti implicano un maggiore ottimismo da parte dei consumatori.»

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L’istogramma dovrebbe essere ben chiaro. La fiducia dei consumatori nella Unione Europea è negativo dal 2015.

Più che indice di fiducia dovrebbe essere chiamato tasso di esecrabilità.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Italia. Q1. Conto trimestrale delle PA e Reddito e Risparmio delle Famiglie. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-29.

2020-06-27__Istat Spese 001

In estrema sintesi.

2020-06-27__Istat Spese 002

– Nel primo trimestre 2020 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 10.8%, anno su anno;

– Il saldo corrente e il saldo primario delle AP sono risultati con un’incidenza sul Pil del -7.8%;

– Pressione fiscale 37.1%, +0.5 punti percentuali anno su anno;

– Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1.6% rispetto al trimestre precedente;

– La spesa per consumi finali si è ridotta del 6.4%;

– La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 12,5%, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019.

2020-06-27__Istat Spese 003

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2020-06-27__Istat Spese 004


Istat. Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.

«Report.

– Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società presentati in questo comunicato stampa sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

– Nel primo trimestre 2020 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 10,8% (7,1% nello stesso trimestre del 2019).

– Il saldo corrente e il saldo primario delle AP sono risultati negativi, entrambi con un’incidenza sul Pil del -7,8% (rispettivamente, -4,1% e -4,2% nel primo trimestre del 2019).

– La pressione fiscale è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

– Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta del 6,4%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 12,5%, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019.

– Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente).

– La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019. Il tasso di investimento, pari al 20,9%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

– Le stime dei conti trimestrali delle AP, delle famiglie e delle società risentono dei problemi, dovuti all’emergenza sanitaria, legati alla raccolta dei dati di base che costituiscono l’input per l’elaborazione dei conti. Ove necessario, sono state sviluppate azioni correttive che hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al primo trimestre 2020 (si veda Nota metodologica, pag. 10). Come di consueto, le stime rilasciate oggi saranno oggetto di revisione nelle prossime diffusioni, man mano che si renderanno disponibili ulteriori informazioni. Tali revisioni potrebbero essere di entità superiore alla norma.

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Il commento L’incidenza del deficit delle Amministrazioni pubbliche sul Pil è sensibilmente aumentata rispetto al primo trimestre del 2019 per la riduzione delle entrate e l’aumento delle uscite. Queste includono, in base al principio della competenza economica, le spese straordinarie per cassa integrazione guadagni e varie tipologie di indennità relative al mese di marzo. Le misure di sostegno ai redditi introdotte per contenere gli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria hanno limitato in misura significativa la caduta del reddito disponibile e del potere di acquisto delle famiglie. A fronte della brusca contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie legata alle misure.»

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«Amministrazioni Pubbliche.

Le uscite totali nel primo trimestre 2020 presentano una crescita del 3,8% rispetto al corrispondente periodo del 2019 e la loro incidenza sul Pil (pari al 51,7%) è aumentata in termini tendenziali di 4,4 punti percentuali. (Prospetto 2, Prospetto 3).

Le uscite correnti hanno registrato, nel primo trimestre 2020, una aumento tendenziale del 4,1% mentre le uscite in conto capitale sono diminuite in termini tendenziali dell’ 1,1% (Prospetto 3).

Le entrate totali nel primo trimestre 2020 sono diminuite in termini tendenziali del 3,6% e la loro incidenza sul Pil è stata del 40,8%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2019 (Prospetto 2, Prospetto 3).

Le entrate correnti nel primo trimestre 2020 hanno segnato, in termini tendenziali, una riduzione–del 3,6% Si registra, invece, una crescita delle entrate in conto capitale dello 0,7% (Prospetto 3).

Complessivamente, nel primo trimestre del 2020 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari al 10,8% del Pil, in aumento rispetto al 7,1% del corrispondente periodo del 2019. Nei primi tre mesi del 2020, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari entrambi al -7,8% (rispettivamente -4,2% e -4,1% nello stesso periodo del 2019). Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 37,1% del Pil, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2019. (Prospetto 2).»

«Famiglie Consumatrici.

Nel primo trimestre 2020 il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un lieve aumento del deflatore implicito dei consumi (+0,2%), il potere d’acquisto è diminuito dell’1,7%. (Prospetto 4 e Figura 1).

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici nel primo trimestre 2020 è stata pari al 12,5% (+4,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Tale aumento deriva da una flessione della spesa per consumi finali molto più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (-6,4% e -1,6% rispettivamente) (Prospetti 1 e 4, Figura 3).

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici nel primo trimestre del 2020 è stato pari al 5,3%, 0,4 punti percentuali più basso rispetto al trimestre precedente, a fronte di una flessione degli investimenti fissi lordi dell’8,6% e della già segnalata flessione dell’1,6% del reddito disponibile lordo (Prospetti 1 e 4).»

Pubblicato in: Banche Centrali

Polonia. Iniziata una guerra tra valute. Fiorino ungherese +4.1% contro euro.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-28.

Visegrad 001

«Poland opens path to currency war in EU’s East»

«A warning by Poland’s central bank could be the spark that sets off a currency war among the European Union’s eastern members»

«The statement that an overvalued zloty could imperil Poland’s economic recovery took the market by surprise earlier in the week and could prompt similar interventions in the region as policy makers seek to boost their export appeal»

«Poland, the Czech Republic and Hungary could be on the brink of a currency war with each other and countries from other regions, mainly Asia, …. Nations will be fiercely protecting their share of global trade and try to increase it at all costs as global supply chains are transformed significantly in the post Covid-19 world»

«The currencies of all three countries are among the top ten emerging-market gainers this quarter.»

«Hungary’s forint leads, posting a 5.9% surge against the dollar and a 4.1% jump against the euro»

«The coronavirus pandemic severely disrupted the global flow of goods, handing the manufacturing hubs of central and Eastern Europe a valuable chance to increase their share in trade at the expense of Asia»

«The Polish central bank “is not alone” in preferring a weaker currency as a means to up their game in trade»

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I paesi dell’est europeo hanno conservato le proprie valute, e questo consente loro di poter mettere in atto una politica monetaria entro certi quali limiti indipendente dall’euro.

Per loro le esportazioni sono di vitale importanza, ragion per cui avere valute sottostimate potrebbe facilitare l’export.

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Bloomberg. Poland Opens Path to Currency War in EU’s East, Rabobank Says.

A warning by Poland’s central bank could be the spark that sets off a currency war among the European Union’s eastern members.

The statement that an overvalued zloty could imperil Poland’s economic recovery took the market by surprise earlier in the week and could prompt similar interventions in the region as policy makers seek to boost their export appeal, according to Rabobank’s London-based strategist Piotr Matys.

“Poland, the Czech Republic and Hungary could be on the brink of a currency war with each other and countries from other regions, mainly Asia,” he said. Nations “will be fiercely protecting their share of global trade and try to increase it at all costs as global supply chains are transformed significantly in the post Covid-19 world,” he said.

The currencies of all three countries are among the top ten emerging-market gainers this quarter. Hungary’s forint leads, posting a 5.9% surge against the dollar and a 4.1% jump against the euro.

Zloty Whipsawed as Officials Clash Over Polish Currency’s Path

While the rebound is welcome, the gains can go too far.

The coronavirus pandemic severely disrupted the global flow of goods, handing the manufacturing hubs of central and Eastern Europe a valuable chance to increase their share in trade at the expense of Asia, according to Matys.

The Polish central bank “is not alone” in preferring a weaker currency as a means to up their game in trade, Matys said. “Expect similar verbal interventions from other central banks, especially those whose currencies are relatively less competitive than their peers.”

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Spagna. Maggio. Vendite al dettaglio (annuale) -19.0%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-26.

2020-06-26__Spagna 013

Le vendite al dettaglio nel mese di maggio in Spagna si attestavano al -19.0%, anno su anno.

Questo macrodato è in linea con quello del blocco europeo, -19.6%, e dell’Italia -26.3%.

Il Regno Unito segnava un ottimo +7.9%, e gli Stati Uniti un ancora migliore +17.7%.

La differenza sta solo nei rispettivi Governi: tutto qua.

Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Unione Europea

IMF. World Economic Outlook. Italia pil -12.8%, che vada bene.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-25.

2020-06-25__IMF 013

Le previsioni economiche dell’Imf sono usualmente accurate e di norma si sono confermate nei fatti.

2020-06-25__IMF 014

«A Crisis Like No Other, An Uncertain Recovery»

«Global growth is projected at –4.9 percent in 2020, 1.9 percentage points below the April 2020 World Economic Outlook (WEO) forecast»

«The COVID-19 pandemic has had a more negative impact on activity in the first half of 2020 than anticipated, and the recovery is projected to be more gradual than previously forecast»

«In 2021 global growth is projected at 5.4 percent. Overall, this would leave 2021 GDP some 6½ percentage points lower than in the pre-COVID-19 projections of January 2020»

«The adverse impact on low-income households is particularly acute, imperiling the significant progress made in reducing extreme poverty in the world since the 1990s»

«Growth in the advanced economy group is projected at –8.0 percent in 2020, 1.9 percentage points lower than in the April 2020 WEO. There appears to have been a deeper hit to activity in the first half of the year than anticipated, with signs of voluntary distancing even before lockdowns were imposed. This also suggests a more gradual recovery in the second half as fear of contagion is likely to continue. Synchronized deep downturns are foreseen in the United States (–8.0 percent); Japan (–5.8 percent); the United Kingdom (–10.2 percent); Germany (–7.8 percent); France (–12.5 percent); Italy and Spain (–12.8 percent). In 2021 the advanced economy growth rate is projected to strengthen to 4.8 percent, leaving 2021 GDP for the group about 4 percent below its 2019 level.»

«In China, where the recovery from the sharp contraction in the first quarter is underway, growth is projected at 1.0 percent in 2020, supported in part by policy stimulus»

«India’s economy is projected to contract by 4.5 percent following a longer period of lockdown and slower recovery than anticipated in April»

«In Latin America, where most countries are still struggling to contain infections, the two largest economies, Brazil and Mexico, are projected to contract by 9.1 and 10.5 percent, respectively, in 2020. The disruptions due to the pandemic, as well as significantly lower disposable income for oil exporters after the dramatic fuel price decline, imply sharp recessions in Russia (–6.6 percent), Saudi Arabia (–6.8 percent), and Nigeria (–5.4 percent), while South Africa’s performance (–8.0 percent) will be severely affected by the health crisis.»

«In 2021 the growth rate for emerging market and developing economies is projected to strengthen to 5.9 percent, largely reflecting the rebound forecast for China (8.2 percent).»

2020-06-25__IMF 015

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Per via delle ripercussioni del lockdown e degli interventi per attenuare gli effetti della pandemia nel 2020, il debito e il deficit dei conti pubblici italiani balzeranno dal 134.8% del 2019 al 166.1% del Pil.

Alcune conclusioni sarebbero ragionevoli.

– Le economie avanzate, l’occidente e paesi occidentalizzati, presentano nel 2020 una contrazione del -8.0% del pil reale, mentre i paesi emergenti riducono del -3.0%.

– La Cina è l’unica nazione a chiudere il 2020 con un pil +1.0%, proiettato a crescere nel 2021 dell’8.2%.

– Il volume di scambi di merci e servizi è proiettato ad un -13.4% nel 2020 nei paesi ad economia avanzata.

– Si noti infine come tutti i paesi occidentali abbiano alti rapporti debito /pil, mentre Cina, Russia e Messico hanno rapporti debito / pil di 52%, 13.9%, 53.75, rispettivamente.

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IMF. World Economic Outlook Update, June 2020. [Full Text pdf]

A Crisis Like No Other, An Uncertain Recovery.

Global growth is projected at –4.9 percent in 2020, 1.9 percentage points below the April 2020 World Economic Outlook (WEO) forecast. The COVID-19 pandemic has had a more negative impact on activity in the first half of 2020 than anticipated, and the recovery is projected to be more gradual than previously forecast. In 2021 global growth is projected at 5.4 percent. Overall, this would leave 2021 GDP some 6½ percentage points lower than in the pre-COVID-19 projections of January 2020. The adverse impact on low-income households is particularly acute, imperiling the significant progress made in reducing extreme poverty in the world since the 1990s.

As with the April 2020 WEO projections, there is a higher-than-usual degree of uncertainty around this forecast. The baseline projection rests on key assumptions about the fallout from the pandemic. In economies with declining infection rates, the slower recovery path in the updated forecast reflects persistent social distancing into the second half of 2020; greater scarring (damage to supply potential) from the larger-than-anticipated hit to activity during the lockdown in the first and second quarters of 2020; and a hit to productivity as surviving businesses ramp up necessary workplace safety and hygiene practices. For economies struggling to control infection rates, a lengthier lockdown will inflict an additional toll on activity. Moreover, the forecast assumes that financial conditions—which have eased following the release of theApril 2020 WEO—will remain broadly at current levels. Alternative outcomes to those in the baseline are clearly possible, and not just because of how the pandemic is evolving. The extent of the recent rebound in financial market sentiment appears disconnected from shifts in underlying economic prospects—as the June 2020 Global Financial Stability Report (GFSR) Update discusses—raising the possibility that financial conditions may tighten more than assumed in the baseline.

All countries—including those that have seemingly passed peaks in infections—should ensure that their health care systems are adequately resourced. The international community must vastly step up its support of national initiatives, including through financial assistance to countries with limited health care capacity and channeling of funding for vaccine production as trials advance, so that adequate, affordable doses are quickly available to all countries. Where lockdowns are required, economic policy should continue to cushion household income losses with sizable, well-targeted measures as well as provide support to firms suffering the consequences of mandated restrictions on activity. Where economies are reopening, targeted support should be gradually unwound as the recovery gets underway, and policies should provide stimulus to lift demand and ease and incentivize the reallocation of resources away from sectors likely to emerge persistently smaller after the pandemic.

Strong multilateral cooperation remains essential on multiple fronts. Liquidity assistance is urgently needed for countries confronting health crises and external funding shortfalls, including through debt relief and financing through the global financial safety net. Beyond the pandemic, policymakers must cooperate to resolve trade and technology tensions that endanger an eventual recovery from the COVID-19 crisis. Furthermore, building on the record drop in greenhouse gas emissions during the pandemic, policymakers should both implement their climate change mitigation commitments and work together to scale up equitably designed carbon taxation or equivalent schemes. The global community must act now to avoid a repeat of this catastrophe by building global stockpiles of essential supplies and protective equipment, funding research and supporting public health systems, and putting in place effective modalities for delivering relief to the neediest.