Pubblicato in: Banche Centrali, Cina, Devoluzione socialismo, India, Russia

Russia. Riserve Valutarie 539.9 mld Usd. Riserve/pil 32.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-02.

2019-10-31__Russia_Riserve

Le Riserve Valutarie russe ammontano a 539.9 miliardi Usd.

*

Se è importante il valore assoluto delle riserva valutarie, il loro rapporto sul pil lo è ancor di più, perché testimonia il margine di manovra della banca centrale ed rapporto al sistema economico dello stato che rappresenta.

Pil [mld Usd]

Riserve [mld Usd]

Riserve/pil

Eurozona

13,669.951

827.0

6.05%

Cina

13,368.073

3,092.0

23.13%

Russia

1,657.290

539.9

32.58%

India

2,718.732

440.75

16.21%

Giappone

4,971.767

1,322.6

26.6%

La Russia sta accumulando riserve ben oltre quello che è usualmente ritenuto essere il margine di sicurezza, ossia il 10%. D’altra parte, anche Cina, India e Giappone hanno tenuto rapporti riserve / pil ben oltre tale quota.

Da questo punto di vista, l’eurozona apparirebbe essere molto fragile e difficilmente in grado di far fronte alla recessione in atto.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Pil Q3 +0.3%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-02.

2019-10-30__Francia__Pil_Q3__001

Nel terzo trimestre il pil francese è aumentato dello 0.3%.

Sono oltre due anni che il pil evidenzia variazione trimestrali nell’ordine di qualche decimo di punto percentuale.

In buona sostanza, come minimo l’economia francese è in stagnazione.

Pubblicato in: Banche Centrali, Senza categoria

Italia. Pil Q3 +0.1%; +0.3% yoy.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-31.

2019-10-31__Italia__Pil__001

Dato  Istat. Testo integrale e nota metodologica

«Il terzo trimestre del 2019 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2018.»

*

«Nel terzo trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% in termini tendenziali.

-Il terzo trimestre del 2019 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2018.

-La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di lievi aumenti sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

-La variazione acquisita per il 2019 è pari a +0,2%.»

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Eurozona. Pil Q3 +0.2%; +1.1% yoy.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-31.

2019-10-31__Eurozona_Pil__001

Per comparazione, riportiamo

– Polonia +4.5% yoy;

– Repubblica Ceka +2.8% yoy;

– Slovakia +2.0% yoy;

– Ungheria +4.9% yoy;

– Romania +4.4% yoy.

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Questi dati sembrerebbero suggerire come l’avere governi identitari sovranisti sia prerequisito per la crescita del prodotto interno lordo.

Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti

USA. Pil Q3 1.9. Dato migliore rispetto le previsioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-30.

2019-10-30__Stati Uniti PilQ3

Reuters. 2019-10-30. Usa, economia rallenta meno del previsto nel terzo trimestre

La crescita economica degli Stati Uniti è rallentata meno del previsto nel terzo trimestre con il calo degli investimenti che è stato compensato dalla ripresa dei consumi e delle esportazioni, uno dato che potrebbe attenuare i timori dei mercati per una recessione.

Il dato diffuso oggi dal dipartimento del commercio, però, difficilmente scoraggerà la Federal Reserve dal tagliare nuovamente i tassi di interesse in un contesto che vede la più lunga espansione economica di sempre minata in maniera persistente dall’estesa incertezza sul commercio internazionale, alla quale si somma il rallentamento della crescita globale e la Brexit.

La guerra commerciale contro la Cina, promossa dall’amministrazione Trump, ha intaccato la fiducia delle imprese, contribuendo alla seconda contrazione trimestrale consecutiva degli investimenti. Anche il venir meno dello stimolo derivante dal taglio delle tasse da 1.500 miliardi di dollari dell’anno scorso sta mettendo a repentaglio la fase di crescita, giunta ora al suo undicesimo anno.

Il dato sul Pil è stato pubblicato poche ore prima che i funzionari della Fed concludano un incontro di politica monetaria durato due giorni al termine del quale la banca centrale statunitense dovrebbe tagliare i tassi di interesse per la terza volta. La Fed ha tagliato i tassi a settembre dopo aver ridotto i costi dei prestiti a luglio per la prima volta dal 2008.

In prima lettura il prodotto interno lordo è aumentato a un tasso annualizzato dell’1,9% nel terzo trimestre dopo essere cresciuto del 2,0% nel periodo aprile-giugno.

Gli economisti stimano la velocità con cui l’economia può crescere a lungo senza innescare fenomeni di inflazione tra l’1,7% e il 2,0%. Gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto un aumento del Pil a un tasso dell’1,6% nel trimestre luglio-settembre.

Nonostante la performance migliore del previsto dello scorso trimestre, quest’anno l’economia dovrebbe mancare ancora l’ambizioso obiettivo della Casa Bianca di una crescita annua del 3,0%. È cresciuta del 2,9% l’anno scorso.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Spagna. Tasso di Disoccupazione sceso al 13.92%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-30.

2019-10-25__Spagna. Disoccupazione al 13.92%.

Lo INE – National Institute of Statistics ha rilasciato il dato sulla disoccupazione: 13.92%.

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Il 2014-01-23 era 26.03%.

Il 2015-01-22 era 23.70%.

Il 2016-01-28 era 20.90%.

Il 2017-01-26 era 18.60%.

Il 2018-01-25 era 16.55%.

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Come sempre, è servita una grande pazienza e costanza, ma in sei anni la Spagna ha ottenuto dei risultati occupazionali di tutto rispetto.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurozona. Ancora stagnazione ad ottobre. Ma non in tutti i paesi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-29.

Unione Europea 999

«L’attività del settore privato nella zona euro ha segnato una frazionale espansione a ottobre a causa della contrazione della domanda»

«A settembre la Banca centrale europea ha tagliato i tassi sui depositi spingendoli ulteriormente in territorio negativo e ha annunciato la ripresa del programma di acquisto di obbligazioni, con durata indefinita, per ridurre i costi di finanziamento e stimolare gli investimenti e la crescita nella zona euro»

«Ma la stima preliminare del Pmi di ottobre suggerisce che tali misure devono ancora avere un effetto sulle imprese del settore privato»

«L’economia della zona euro ha inaugurato il quarto trimestre vicina alla stagnazione, con le stime flash Pmi che indicano un tasso di crescita del Pil trimestrale di poco inferiore allo 0,1%”»

«La proiezione del Pil dal Pmi è inferiore allo 0,2% previsto da un sondaggio Reuters la scorsa settimana e non lascia sperare in un’inversione di tendenza a breve»

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Sgombriamo immediatamente il campo da una grande falsità.

Questa non è una crisi mondiale, né una crisi dell’Unione Europea né dell’Eurozona: è crisi di alcuni suoi paesi.

Il pil Usa è proiettato sopra il 2%, quello cinese al 6%, quello indiano al 6.8%, quello indonesiano al 5.05%, quello della Malesia al 4.9%.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, invece, mentre la Francia ha un pil proiettato al +0.2%, la Germania allo 0%, e l’Italia al -0.1%, i paesi identitari sovranisti evidenziano ottimi pil: Polonia +4.5%, Ungheria +5.0%, Repubblica Ceka +2.8%, Slovakia +2.0%, Romania +4.4%.

*

Germania, Francia ed Italia avrebbero molto da imparare, sempre che lo volessero.

In ogni caso, non possono gli altri paesi pagare le scotennate politiche economiche di quel trio.

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Reuters. 2019-10-26. Zona euro, attività settore privato ancora in stallo a ottobre – Pmi

L’attività del settore privato nella zona euro ha segnato una frazionale espansione a ottobre a causa della contrazione della domanda, secondo i dati preliminari dell’indagine congiunturale mensile che offre una lettura deludente per il presidente uscente della Banca centrale europea Mario Draghi.

A settembre la Banca centrale europea ha tagliato i tassi sui depositi spingendoli ulteriormente in territorio negativo e ha annunciato la ripresa del programma di acquisto di obbligazioni, con durata indefinita, per ridurre i costi di finanziamento e stimolare gli investimenti e la crescita nella zona euro.

Ma la stima preliminare del Pmi di ottobre suggerisce che tali misure devono ancora avere un effetto sulle imprese del settore privato.

Il Pmi composito flash di Ihs Markit, indice che coniuga manifattura e servizi visto come una spia dello stato di salute dell’economia, si attesta a 50,2 — appena sopra la lettura finale di settembre che indicava un minimo di oltre sei anni a 50,1 ma ancora pericolosamente vicino alla soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione — e al di sotto delle aspettative emerse da un sondaggio Reuters che indicava 50,3.

“L’economia della zona euro ha inaugurato il quarto trimestre vicina alla stagnazione, con le stime flash Pmi che indicano un tasso di crescita del Pil trimestrale di poco inferiore allo 0,1%”, osserva Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

“L’indagine evidenzia che il mandato di Mario Draghi al timone della Bce termina con un Pil quasi in stallo, una crescita dell’occupazione più lenta, prezzi quasi stagnanti e un pessimismo crescente riguardo alle prospettive”.

La proiezione del Pil dal Pmi è inferiore allo 0,2% previsto da un sondaggio Reuters la scorsa settimana e non lascia sperare in un’inversione di tendenza a breve. L’indice che monitora le nuove attività è salito solo leggermente a 49,1 da 48,7, segnando il secondo mese sotto la soglia di pareggio.

Il Pmi per il settore dei servizi, dominante nel blocco, è salito a 51,8 da 51,6 di settembre, lettura più bassa dall’inizio di quest’anno, a fronte delle attese degli economisti di 51,9.

L’ottimismo tra le società di servizi è scivolato ai minimi da metà 2013. L’indice delle aspettative sulle imprese è calato a 56,5 da 58,6.

Il Pmi fotografa un mese negativo anche per la manifattura, in contrazione per il nono mese consecutivo. L’indice si è mantenuto stabile a 45,7 di settembre, un minimo di sette anni, mancando le aspettative mediane di una lettura a 46,0.

L’indice relativo alla produzione manifatturiera si è attestato a 46,2, appena al di sopra del 46,1 del mese scorso.

I risultati di ottobre sono stati deboli nonostante il calo dei prezzi per il quarto mese. L’indice dei prezzi output si è attestato a 48,9 a fronte del 48,6 di settembre.

Una stragrande maggioranza – il 95% degli economisti che hanno risposto a una domanda aggiuntiva nel sondaggio Reuters condotto la scorsa settimana – ritiene che il pacchetto di stimoli della Bce non stia contribuendo in maniera significativo a riportare l’inflazione al target del 2%.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Paesi Bassi. Fiducia dei consumatori. Scesa da 23 a -1 in un anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-23.

2019-1022__Paesi Bassi 001

Stats NL ha rilasciato il dato relativo alla Fiducia dei Consumatori: vale -1.0.

Un anno fa tale valore valeva 23.

La Fiducia dei Consumatori misura il livello di fiducia nell’attività economica. Si tratta del principale indicatore della situazione generale, poiché può indicare la spesa dei consumatori, che rappresenta un ruolo importante nell’attività economica.

È un dato che si presta a considerazioni.

Nel corso dell’ultimo anno il pil si è mantenuto attorno al +2% e la situazioni interna sembrerebbe essere ragionevole, ma altrettanto ragionevole sarebbe il considerare che il contesto internazionale di recessione coinvolga la percezione degli olandesi.

Pubblicato in: Banche Centrali, Putin, Russia

Russia. Riserve Valutarie salite a 537.2 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-24.

2019-10-24__Russia Riserve Valutarie

The Central Bank of the Russian Federation ha comunicato che le riserve valutarie ammontano a 537.2 miliardi Usd.

Il 10 gennaio di questo anno erano 466.9 miliardi Usd: in poco meno di un anno sono aumentate di 70.3 miliardi Usd.

Per comparazione, le riserve valutarie della eurozona ammontavano a 827 miliardi di euro.

Le riserve auree russe ammontano invece a 2,241.88 tonnellate.