Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ecb. Eurozona. Riserva valutaria 836.50 miliardi Usd, 4.52% del pil.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-97.

2019-09-17__Eurozona Riserve Valutarie

La Banca Centrale Europea ha rilasciato il Report mensile sull’ammontare delle Riserve Valutarie: 836.50 miliardi Usd.

La Cina ha riserve valutarie per 3,107 miliardi Usd.

Il Giappone ha riserve valutarie per 1,331.6 miliardi Usd.

La Russia ha riserve valutarie per 532.7 miliardi Usd.

L’India ha riserve valutarie per 529.61 miliardi Usd.

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Interessante è il calcolo del rapporto percentuale tra riserve valutarie e pil nominale.

Eurozona 4.52%, Cina 23.73%, Giappone 26.26%, Russia 33.80% ed India 19.69%.

Viste in modo comparato, queste cifre indicano l’intrinseca debolezza dell’Ecb.

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Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Debito Pubbliche Amministrazioni è salito a 2,409.910 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-16.

2019-09-16__Debito__001

Banca di Italia ha rilasciato il Report:

Finanza pubblica: fabbisogno e debito – luglio 2019.

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A fine luglio 2019 il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a 2,409.910 miliardi di euro, essendo stato a fine 2018 2,321.957 miliardi di euro.

Di questi:

– 551.852 mld hanno vita residua di un anno;

– 787.186 miliardi hanno vita residua tra 1 e 5 anni;

– 1,070.872 miliardi hanno vita residua superiore ai 5 anni.

La vita media residua è 7.2 anni.

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Non sarà facile trovare acquirenti né per i rinnovi né per le nuove emissioni.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

ECB. Rivolta dei Governatori contro i provvedimenti disperati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-15.

EuroTower 004

L’Occidente è entrato in una fase fortemente disgregatrice. La maggior parte dei paesi importanti per popolazione ed economie hanno subito un processo di parcellizzazione politica ed i loro governi sussistono con maggioranze minime, mentre il confronto tra maggioranze ed opposizione ha raggiunto livelli conflittuali difficilmente riscontrabili in passato. Questa instabilità politica ha esitato nella nomina a Governatore dell’Ecb di Mrs Lagarde, scelta d’obbligo perché nessuna nazione avrebbe avuto la forza di imporre il proprio candidato.

A ciò si accoppia il fatto che l’Unione Europea è entrata in una fase regressiva, caratterizzata da un forte calo della capacità produttiva.

Per essere chiari, nessuno ha la più pallida idea di come poterne uscire minimizzando le perdite.

Consistente è la responsabilità dei governi nazionali, che non hanno approfittato del periodo a tassi negativi e dei passati QE per affrontare riforme strutturali. I debiti pubblici pesano peggio di macigni e limitano grandemente i margini di manovra.

Ad aggravare la situazione è la concomitanza di rinnovo della dirigenza politica dell’Unione Europea e del necessario rinnovo del Governatore Draghi, arrivato a fine mandato.

Il 12 settembre Draghi ha tenuto l’ultima riunione, un incontro tormentato.

– tagliare il tasso su depositi di 10 punti a -0,50% lasciando invariato il tasso principale a 0% e quello sui prestiti marginali a 0,25%.

– Per la terza serie delle Tltro, le aste di liquidità a lungo termine, la Bce ha deciso di allungare da 2 a 3 anni la durata dei prestiti e di eliminare la maggiorazione sul tasso di 10 punti base.

– Ci sarà inoltre un tasso più basso per le banche che tra la fine di marzo 2019 e la fine di marzo 2021 supereranno il livello di prestiti di riferimento.

– L’Istituto di Francoforte quindi ha deciso di ripristinare dal primo novembre gli acquisti di asset a un livello pari a 20 miliardi al mese e di non fornire alcuna scadenza per questo nuovo programma.

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Sono manovre dettate dalla disperazione: i Governatori sono infatti ben consci come le manovre valutarie siano impotenti nella risoluzione di problemi politici ed economici. Ciò che al massimo possono fare è concedere ancora alquanto tempo all’Unione ed ai Governi, ma è una concessione pagata a ben caro prezzo.

Questo schema operativo ricalca quello messo in opera nel 2009, ma a quell’epoca la banche centrali erano nel pieno della loro vigoria, mentre adesso sono stremate. E poi, mica che tutte quelle operazioni abbiano dato un gran bel risultato: l’Unione Europea è infatti nuovamente in una recessione che sta volgendo sempre più verso la depressione.

È una angosciosa corsa a mangiarsi le sementi.

Germania. Tassi negativi strangolano il risparmio.

Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

Commissione Europea. Si preannunciano scontri ferocissimi.

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È stata una decisione sofferta, che potrebbe anche non avere seguito, che questa dirigenza Ecb lascerà in eredità ai successori.

A dispetto della pacatezza degli annunci, durante la riunione sono volate parole grosse: le divergenze sono state rigide e sanguigne.

«Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE

– France, Germany, Netherlands opposed immediate QE resumption

– ECB Markets Chief Benoit Coeure was also against the move»

«European Central Bank governors representing the core of the euro-area economy resisted President Mario Draghi’s ultimately successful bid to restart quantitative easing, according to officials with knowledge of the matter»

«The unprecedented revolt took place during a fractious meeting where Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau joined more traditional hawks including his Dutch colleague Klaas Knot and Bundesbank President Jens Weidmann in pressing against an immediate resumption of bond purchases, the people said.»

«Those three governors alone represent roughly half of the euro region as measured by economic output and population»

«Other dissenters included, but weren’t limited, to their colleagues from Austria and Estonia, as well as members on the ECB’s Executive Board including Sabine Lautenschlaeger and the markets chief, Benoit Coeure»

«Such disagreement over a major monetary policy measure has never been seen during Draghi’s eight-year tenure»

«One key argument wielded by policy makers opposed to Draghi’s resumption of QE was that it would be better to save it to use as a contingency in an emergency, such as an abrupt outcome to Brexit if the U.K. leaves the European Union without a transition deal»

«Draghi encountered significant opposition in 2015, when he pushed the Governing Council to start bond purchases, against the wishes of his German, Dutch, Estonian and Austrian colleagues. ”Draghi’s decision to press ahead without such key support risks leaving Lagarde with a headache when she starts in November. She will need to decide whether to persist in a policy that has divided her Governing Council, risking further acrimony. The alternative would be to dial back the ECB’s current stimulus commitments, an approach that could provoke a market backlash»

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Unione Europea, Eurozona e Banca Centrale Europea stanno pericolosamente avvicinandosi al melting point, al punto di collasso.


Bloomberg. 2019-09-12. Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE

– France, Germany, Netherlands opposed immediate QE resumption

– ECB Markets Chief Benoit Coeure was also against the move

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European Central Bank governors representing the core of the euro-area economy resisted President Mario Draghi’s ultimately successful bid to restart quantitative easing, according to officials with knowledge of the matter. The unprecedented revolt took place during a fractious meeting where Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau joined more traditional hawks including his Dutch colleague Klaas Knot and Bundesbank President Jens Weidmann in pressing against an immediate resumption of bond purchases, the people said. They spoke on condition of anonymity, because such discussions are confidential.

Those three governors alone represent roughly half of the euro region as measured by economic output and population. Other dissenters included, but weren’t limited, to their colleagues from Austria and Estonia, as well as members on the ECB’s Executive Board including Sabine Lautenschlaeger and the markets chief, Benoit Coeure, the officials said.

Such disagreement over a major monetary policy measure has never been seen during Draghi’s eight-year tenure. It casts a shadow over the resolve underpinning his parting stimulus shot before Christine Lagarde succeeds him, and also over his account of the proceedings. The extent of the rift might open the door to critics of the institution to question the legitimacy of its decisions. Despite the disagreement, Draghi presented the decision to relaunch QE as having enough support to move forward. There was no vote on the matter, in line with typical ECB practice. Such a ballot would be a rare occurrence, but if one had taken place, under the Governing Council’s system of rotation to streamline decision-making, the French and Estonian governors would have been unable to cast a vote this month.

“There was more diversity of views on APP. But then, in the end, a consensus was so broad there was no need to take a vote. So the decision in the end showed a very broad consensus. As I said, there was no need to take a vote. There was such a clear majority.”

Mario Draghi, Sept. 12 press conference in Frankfurt. One key argument wielded by policy makers opposed to Draghi’s resumption of QE was that it would be better to save it to use as a contingency in an emergency, such as an abrupt outcome to Brexit if the U.K. leaves the European Union without a transition deal, the officials said.

QE has previously proved contentious.

Draghi encountered significant opposition in 2015, when he pushed the Governing Council to start bond purchases, against the wishes of his German, Dutch, Estonian and Austrian colleagues. ”Draghi’s decision to press ahead without such key support risks leaving Lagarde with a headache when she starts in November. She will need to decide whether to persist in a policy that has divided her Governing Council, risking further acrimony. The alternative would be to dial back the ECB’s current stimulus commitments, an approach that could provoke a market backlash.


Il nuovo bazooka di Draghi

Taglio ai tassi sui depositi, un nuovo programma di Quantitative easing (Qe) per 20 miliardi di euro al mese a partire del mese di novembre e nuove condizioni delle Tltro, le aste di liquidità finalizzate ai prestiti alle aziende, che saranno anche più lunghe del previsto. E’ questo il pacchetto di misure annunciato oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi per contrastare la flessione delle aspettative di inflazione tendenziale che nel 2019 dovrebbe crescere dell’1,2%, dell’1% nel 2020 e dell’1,5% nel 2021. Stime, queste, riviste al ribasso rispetto alla proiezioni di giugno scorso. L’Eurotower ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno, con una previsione di un pil all’1,1%, e per il 2020, stimato a +1,2%. Per il 2021 la previsione è di una crescita dell’1,4%.

Nel dettaglio il Consiglio direttivo di oggi ha deciso di tagliare il tasso su depositi di 10 punti a -0,50% lasciando invariato il tasso principale a 0% e quello sui prestiti marginali a 0,25%. Per la terza serie delle Tltro, le aste di liquidità a lungo termine, la Bce ha deciso di allungare da 2 a 3 anni la durata dei prestiti e di eliminare la maggiorazione sul tasso di 10 punti base: il tasso applicato alle banche sarà quindi uguale al tasso medio delle aste principali di riferimento nella durata del rispettivo Tltro 3. Ci sarà inoltre un tasso più basso per le banche che tra la fine di marzo 2019 e la fine di marzo 2021 supereranno il livello di prestiti di riferimento. L’ultima modifica, legata all’estensione della durata, consente alle controparti di rimborsare la somma presa in prestito prima della scadenza finale, con una frequenza trimestrale a partire da due anni dopo il settlement di ciascuna operazione. L’Istituto di Francoforte quindi ha deciso di ripristinare dal primo novembre gli acquisti di asset a un livello pari a 20 miliardi al mese e di non fornire alcuna scadenza per questo nuovo programma spiegando che “si aspetta che prosegua il più a lungo possibile per rafforzare l’impatto accomodante dei tassi ufficiali”.

Nel Consiglio direttivo, Draghi ha spiegato che c’è stata una “unanimità sulla visione che la politica fiscale dovrebbe diventare lo strumento principale per aumentare domanda”. Nel corso della riunione c’è stato un “pieno accordo sulla necessità di agire ma differenze sulla valutazione della gravità dello scenario” con “qualche membro che ha detto ‘aspettiamo e vediamo, ma il Consiglio ha deciso di agire ora”. Nella riunione del board, ha rilevato Draghi, c’è stato anche “un ampio accordo sulla forward guidance, sui tassi e sulle Tltro”: “C’è stata più diversità di vedute”, secondo la descrizione di Draghi, nella valutazione se fosse “appropriato” riprendere gli acquisti del Quantitative Easing. Draghi si è rifiutato – come da prassi – di fornire numeri sulle posizioni favorevoli e contrarie spiegando che “non c’è stato bisogno di votare, vista l’ampia maggioranza”.

Nel corso della conferenza stampa Draghi ha sottolineato in particolare la necessità che i governi con margini di manovra li utilizzino. “Alla luce dell’indebolimento delle prospettive economiche” nell’area dell’euro, ha osservato il presidente della Bce, “i governi con margini di manovra nei conti pubblici dovrebbero agire in modo efficace e tempestivo”. Nei paesi in cui il debito pubblico è elevato, ha osservato Draghi, “i governi devono perseguire politiche prudenti che creeranno le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici possano operare liberamente. Tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per ottenere una situazione dei conti pubblici più favorevole alla crescita”.

E la reazione dei mercati agli annunci di Draghi sono stati positivi. Il mercato, infatti, ha apprezzato l’atteggiamento accomodante, da ‘colomba’, della Bce, che ha lanciato l’ultima “cannonata” della presidenza di Mario Draghi con un nuovo quantitative easing da 20. I rendimenti dei Titoli di Stato si raffreddano, quelli dei Btp italiani aggiornano i minimi storici, e le borse reagiscono, chiudendo la seduta in rialzo. Secondo analisti ed economisti, il presidente della Bce, che sarà sostituito da Christine Lagarde a novembre, ha posto le basi per proseguire, anche in futuro, con le politiche di stimolo monetario. Nel dettaglio lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso a 139 punti base, ai minimi da maggio 2018, confermando il trend di forte discesa dei tassi dopo gli annunci di politica monetaria della Bce. Il rendimento del decennale italiano, che ha toccato il minimo dello 0,758%, si ferma allo 0,86%, secondo i dati della piattaforma Mts.


Riunione BCE: Draghi annuncia il QE a tempo indeterminato

Tasso sui depositi in calo, ripresa del Quantitative Easing, reinvestimento dei titoli in scadenza e «tiering» per il comparto bancario. Anche questa volta la Banca Centrale Europea non ha deluso le attese. Ora, ha detto Draghi, è il momento della politica fiscale.

Come sempre accade quando c’è di mezzo Mario Draghi, la conferenza stampa che fa da corollario alle riunioni della Banca Centrale Europea è stata particolarmente emozionante.

Vediamo nel dettaglio cosa ha deciso il board dell’Eurotower nella riunione di oggi, 12 settembre 2019, e quello che ha detto il chairman Mario Draghi.

Riunione BCE 12 settembre: tasso depositi al -0,5%

Il tasso sui depositi sarà ridotto di 10 punti base al -0,5%. “Anche se non piacciono alle banche, i tassi negativi non causeranno il collasso del sistema finanziario”, ha commentato Draghi. “Le banche devono pensare a migliorare la loro struttura dei costi”. “I tassi negativi ci servono per raggiungere il nostro mandato”.

Per limitare gli effetti negativi del costo del denaro sottozero, sarà introdotto un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve (c.d. tiering, ndr) tramite il quale una parte delle disponibilità liquide in eccesso sarà esentata dal tasso di interesse del -0,5%.

Riunione BCE 12 settembre: QE da 20 miliardi mensili

Gli acquisti netti di asset, il c.d. Quantitative Easing, sarà ripreso, a partire dal 1° novembre, a un ritmo di 20 miliardi mensili. “Non ci sono state discussioni sulle tipologie di asset da acquistare poiché, a grandi linee, gli acquisti saranno come quelli fatti in passato”.

Il fatto che il board non abbia discusso di una fine del piano di Quantitative Easing, che è a tempo indeterminato, è legato al fatto che “abbiamo un margine di manovra rilevante per continuare a questo ritmo”. “Ci attendiamo che il piano di acquisto asset duri per il tempo necessario a rinforzare l’impatto accomodante della politica dei tassi”

Riunione BCE 12 settembre: continua piano di reinvestimenti

Continuerà invece anche dopo la risalita dei tassi il piano di reinvestimento dei proventi dei titoli in scadenza.

Per quanto riguarda invece i nuovi prestiti a lungo termine destinati al sistema bancario (TLTRO III), registreranno un cambiamento “per preservare –riporta il comunicato emesso dall’istituto di Francoforte- le condizioni dei prestiti, garantire la trasmissione regolare della politica monetaria e sostenere ulteriormente una politica monetaria accomodante”.

Riunione BCE 12 settembre: stimoli a tempo indeterminato

Una modifica particolarmente importante è rappresenta da quella relativa la “forward guidance”, la strategia comunicativa che prevede la fissazione di una scadenza per le misure di stimolo.

Questi provvedimenti espansivi, è emerso dalla riunione di oggi della BCE, resteranno in vigore finché necessario.

Riunione BCE 12 settembre: è il momento dei governi

Nel complesso, il messaggio arrivato da Francoforte è: noi abbiamo fatto il nostro, ora tocca ai governi. Non a caso particolare enfasi, come mai prima d’ora, è stata riservata alla politica fiscale.

All’interno del board, ha detto Draghi, “c’è stata unanimità sul fatto che la politica fiscale debba diventare il maggior strumento di stimolo”. “È arrivato il momento per la politica fiscale di prendere il controllo della situazione”.

Per quanto riguarda possibili misure di “helicopter money”, di politiche monetarie estreme (anche arrivando a “lanciare soldi da un elicottero”), la BCE non ha affrontato il discorso. “Consegnare soldi alle persone rappresenta un politica fiscale, non monetaria”.

Riunione BCE 12 settembre: Germania deve fare di più

“In un contesto caratterizzato da un indebolimento dell’economia e di rischi ribassisti, i governi che hanno la possibilità di stimolare l’economia con misure fiscali dovrebbero farlo”.

Il riferimento è ovviamente alla Germania. Nel giorno in cui anche l’Ifo ha rilevato che la prima economia europea è entrata in recessione (La Germania è in recessione: a dirlo è l’IFO), Draghi ha sottolineato che le autorità tedesche “devono incrementare le spese governative”.

Riunione BCE 12 settembre: analisti ottimisti

«Non abbiamo ragione di dubitare -ha detto Vincenzo Longo di IG- sulla bontà delle misure odierne, pertanto crediamo che queste siano tali da liberare ulteriori acquisti sui mercati fino a fine mese». Continuiamo pertanto ad essere rialzisti sull’equity europeo e americano fino a fine mese.


BCE: rivolta senza precedenti contro Draghi?

Le decisioni prese ieri dalla BCE hanno fatto storcere il naso a diverse economie dell’Eurozona.

Alcuni governatori dell’istituto centrale rappresentanti dei cosiddetti “Paesi core” del blocco, si sono scagliati contro la nuova politica monetaria di Mario Draghi che, tra le altre cose, lascerà presto il Consiglio Direttivo nelle mani di Christine Lagarde.

Le ultime indiscrezioni di Bloomberg hanno parlato addirittura di una rivolta senza precedenti scoppiata nei corridoi della BCE: se il taglio dei tassi di interesse sui depositi è passato in secondo piano, l’avvio di un nuovo Quantitative Easing ha suscitato le ire di diversi Paesi.

La rivolta senza precedenti, ha continuato il quotidiano, è scoppiata durante un meeting particolarmente litigioso. Il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau è entrato ufficialmente a far parte della fazione più hawkish già comprendente l’olandese Klaas Knot e il tedesco Jens Weidmann.

Tutti e tre si sono scagliati contro la decisione di introdurre un nuovo Quantitative Easing (questa volta senza limiti temporali) a partire dal prossimo 1° novembre e a un ritmo di 20 miliardi di euro al mese.

Già qualche giorno fa altre indiscrezioni avevano lasciato trapelare la presenza di dissidi interni in BCE. Oggi alle voci iniziali si sono aggiunte quelle di Bloomberg che ha riportato le testimonianze di alcune persone a conoscenza dei fatti le quali, per la delicatezza della questione, hanno preferito rimanere anonime.

Mai visto un disaccordo così grande.

Francia, Paesi Bassi e Germania sono stati i più accesi critici del nuovo QE, ma non sono stati i soli: anche l’Austria e l’Estonia si sono scagliate contro le ultime decisioni della Banca Centrale Europea.

“C’è stata maggiore divergenza di opinioni sul PAA, ma alla fine il consensus è stato vasto e non c’è stato bisogno di votare,”

ha comunque tenuto a precisare il presidente uscente.

Eppure, hanno fatto notare diversi osservatori, un disaccordo così grande non si era mai visto durante la presidenza di Mario Draghi ed è proprio per questo che si è parlato di una vera e propria rivolta scoppiata, si noti, in occasione della sua penultima riunione come Presidente.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Commerzbank. Un grandioso scandalo che coinvolge anche l’Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-14.

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Le dimensioni dello scandalo che sta coinvolgendo Commerzbank sono di  dimensioni tali che se ne occupa persino il giornale ufficiale del Governo cinese.

«German authorities are widening their investigations into what might become the biggest tax scandal in German history, the German business newspaper Handelsblatt reported on Tuesday.»

«According to Handelsblatt, the head office of Commerzbank in Frankfurt was searched in connection to suspected tax fraud, in which the bank was believed to have sold blocks of shares used for illegal cum-ex trading»

«The controversial cum-ex deals took advantage of a legal loophole that was closed in Germany in 2012 which enabled participants to obtain multiple refunds on a tax that was only paid once.»

«According to the latest figures from the German Ministry of Finance, 499 cases with a volume of 5.5 billion euros (6.7 billion U.S. dollars) linked to the cum-ex deals were currently under investigation.»

«However, the actual tax loss in Germany from cum-ex trading was estimated to be much higher, the German Finance Ministry noted.»

«The first criminal trial against two British investment bankers in the context of the cum-ex deals was opened at the regional court in Bonn at the start of September.»

* * *

«One hundred financial institutions linked to decade-long fraud that exploited tax code flaw»

«Cologne prosecutors have raided Commerzbank’s Frankfurt headquarters as part of a criminal investigation into a decade-long tax fraud that cost the country billions of euros»

«The latest raid is one of a number of nationwide investigations into the “cum-ex” scandal, described as the worst tax scam in German history, whereby financial groups and their clients allegedly exploited a design flaw in the tax code to trick authorities into refunding dividend tax that had never actually been paid»

«However, its internal probe into the cum-ex linked equity transactions of Dresdner Bank, the rival German lender it bought in 2009, had not yet been completed and disclosed to prosecutors.»

«A cum-ex deal typically involved a trader borrowing a block of shares to bet against them using a technique called short selling in the run-up to dividend day and then selling them across national borders to another investor»

«A loophole meant parties on both sides of the trade could successfully claim a refund of withholding taxes paid on the dividend»

«About 100 financial institutions have been linked to cum-ex deals, including crosstown rival Deutsche Bank, DZ Bank and HypoVereinsbank, the German division of Italian lender UniCredit»

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Stabilirà il tribunale se ci sia stata frode fiscale e, nel caso, l’ammontare esatto. Se le voci fossero vere, si tratterebbe di una cifra superiore ai 5.5 miliardi di euro. Oltre, ovviamente, al danno di immagine.

Tuttavia al momento alcune considerazioni sembrerebbero essere lecite.

– Le banche tedesche stanno rapidamente involvendosi. il cum-ex è solo l’ultimo scandalo emerso, ma c’è sempre tutto il resto.

– La legislazione bancaria e fiscale tedesca, come peraltro quella di quasi tutti gli stati dell’Unione Europea e le stesse direttive della banca centrale sono prolisse, ridondanti, in continuo ingiustificato rinnovamento, ove tutto è detto e tutto è negato. Costituiscono un blocco di migliaia di pagine, ove al testo base si assommano migliaia di casi particolari ed eccezioni.

– Nessuno si illuda che lo scandalo sia limitato alla Germania: per esempio, la HypoVereinsbank è italiana, di UniCredit.


Financial Times. 2019-09-11. Commerzbank raided by prosecutors investigating German tax scandal

One hundred financial institutions linked to decade-long fraud that exploited tax code flaw.

Cologne prosecutors have raided Commerzbank’s Frankfurt headquarters as part of a criminal investigation into a decade-long tax fraud that cost the country billions of euros. The latest raid is one of a number of nationwide investigations into the “cum-ex” scandal, described as the worst tax scam in German history, whereby financial groups and their clients allegedly exploited a design flaw in the tax code to trick authorities into refunding dividend tax that had never actually been paid. In a statement, the prosecutor’s office said that “investigative measures” were carried out on Tuesday “within the framework of the procedure complex around the cum-ex transactions”. It said that “due to tax secrecy”, no further information could be provided. “We cannot comment on ongoing investigations,” Commerzbank said. “We are fully co-operating with the authorities and hope the matter is resolved as quickly as possible.” Commerzbank said in its most recent financial report it had “initiated a forensic analysis of cum-ex transactions” between 2015 and 2018 and handed over the results to authorities. However, its internal probe into the cum-ex linked equity transactions of Dresdner Bank, the rival German lender it bought in 2009, had not yet been completed and disclosed to prosecutors. A cum-ex deal typically involved a trader borrowing a block of shares to bet against them using a technique called short selling in the run-up to dividend day and then selling them across national borders to another investor. A loophole meant parties on both sides of the trade could successfully claim a refund of withholding taxes paid on the dividend — even though authorities say in reality only a single rebate was due. Germany’s finance ministry has said that 499 deals worth €5.5bn that took place between 2001 and 2011 are being investigated, and €2.4bn has already been recovered by tax authorities Commerzbank is not the only organisation under scrutiny. About 100 financial institutions have been linked to cum-ex deals, including crosstown rival Deutsche Bank, DZ Bank and HypoVereinsbank, the German division of Italian lender UniCredit. Last week, two British former stockbrokers went on trial in Bonn accused of defrauding German taxpayers of €440m in lost tax, and face up to 10 years in jail. Cologne investigators are also probing Deutsche’s former investment banking boss Garth Ritchie, as well as other current and former employees, over any knowledge of and involvement in illicit tax transactions, the Financial Times reported in June. Mr Ritchie has said he is confident the investigation will show no wrongdoing by him. Late last year Deutsche paid €4m to settle a separate cum-ex investigation by the Frankfurt general prosecutor’s office that looked into how the bank helped clients agree the illicit deals. Deutsche maintains it never actively participated in such transactions “as a short seller nor as cum-ex purchaser”, but acknowledges that “as a big market participant, [it] was involved in cum-ex deals of customers”.

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Xinhuanet. 2019-09-11. German Commerzbank searched in connection with tax fraud scandal: report

BERLIN, Sept. 10 (Xinhua) — German authorities are widening their investigations into what might become the biggest tax scandal in German history, the German business newspaper Handelsblatt reported on Tuesday.

According to Handelsblatt, the head office of Commerzbank in Frankfurt was searched in connection to suspected tax fraud, in which the bank was believed to have sold blocks of shares used for illegal cum-ex trading.

The controversial cum-ex deals took advantage of a legal loophole that was closed in Germany in 2012 which enabled participants to obtain multiple refunds on a tax that was only paid once.

According to the latest figures from the German Ministry of Finance, 499 cases with a volume of 5.5 billion euros (6.7 billion U.S. dollars) linked to the cum-ex deals were currently under investigation.

However, the actual tax loss in Germany from cum-ex trading was estimated to be much higher, the German Finance Ministry noted.

On Tuesday, the Cologne public prosecutor´s office confirmed to Handelsblatt that “investigation measures are being carried out today as part of the complex of proceedings surrounding the cum-ex transactions,” without giving further details.

Commerzbank declined to comment on “ongoing investigations” but was fully cooperating with the authorities. “It is in our own interest that this matter be resolved as quickly as possible”, a spokesperson told Handelsblatt.

The business newspaper reported that German investigators suspected that Commerzbank, as a service provider, had not collected any capital taxes itself but had indirectly benefited from the business structure around cum-ex deals.

The first criminal trial against two British investment bankers in the context of the cum-ex deals was opened at the regional court in Bonn at the start of September. The two bankers are accused of having caused tax losses of more than 440 million euros.(1 euro = 1.10 U.S. dollars)

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. La via teutone al debito. Porta ad Aquae Sextiae.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-12.

Incidente contro il muro

La Germania è entrata in depressione, e, se continuasse così, finirebbe come è finita nel 1929.

La sua classe media è stata annichilita: quasi non ce ne è più traccia.

Germania, tutti contro gli investimenti pubblici

«Mentre l’economia tedesca cola a picco da nove mesi, e mentre il governo resta ostinato nell’applicare non solo a noi, ma anche a sé, l’austerità di cui sta morendo – per far fronte alla recessione ha stanziato 50 miliardi di euro, cifra ridicola rispetto al necessario e rispetto alle possibilità di chi ogni anno ha accumulato 250 in esportazioni – ecco che tutti stanno criticando il progetto di Peter Altmaier, il loro ministro all’economia, per far tornare competitiva l’industria tedesca oggi ormai arretrata rispetto a Cina, Giappone, Corea e Stati Uniti.»

«Altmaier ha annunciato che, grazie al suo grandioso progetto “National Industrial Strategy 2030″, emergeranno campioni nazionali ed europei, che potranno competere con Apple, Google e altre società asiatiche”. Ha dunque deciso di stanziare finanziamenti pubblici – eh sì, proprio così – definendo nel programma “in quali casi l’intervento statale può essere eccezionalmente giustificato o addirittura necessario al fine di evitare gravi svantaggi per l’economia nazionale e lo stato nel suo insieme.”»

«Il progetto è stato fortissimamente criticato – da tutte le Confindustrie germaniche.»

«A cominciare dalla maggiore, la BDI (Bundesverband der Deutschen Industrie), che rappresenta 40 settori e un migliaio di imprese che occupano 8 milioni di dipendenti.»

«Il ministro federale Peter Altmaier e il Ministero federale dell’economia e dell’energia hanno finora trascurato l’importanza delle PMI per la Germania. Il successo del sistema economico tedesco è dovuto più all’interazione di piccole e medie imprese di successo internazionale che alle grandi società»

«Piuttosto, che il governo federale risolva i problemi “fatti in casa” che penalizzano le piccole industrie, “prezzi dell’energia troppo alti e in aumento, un onere fiscale eccessivo, burocrazia troppo grossa e impicciona, infrastrutture sottosviluppate, scarso sviluppo rurale e mancanza di manodopera qualificata”»

«Le piccole e medie imprese generano più di ogni un euro su due di valore aggiunto netto e creano quasi il 60 percento dei posti di lavoro soggetti a contributi previdenziali. Ben oltre il 90 percento delle domande di brevetto proviene da PMI.»

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«la domanda repressa di investimenti pubblici da città e paesi in tutto il paese è stimata a 138 miliardi di euro”, scrive Reuters»

«Quindi creerà le agenzie che si indebiteranno per conto loro, e il loro debito non comparirà nel bilancio federale – il quale così potrà continuare a fare la lezione ai Paesi indebitati, Italia in primis, obbligandoli a non sforare anche in piena recessione. Naturalmente il fatto che le agenzie tedesche oggi s’indebitano a tassi negativo – ossia che gli investitori vogliono perderci, pur di prestare alla Germania il cui debito appare così “sicuro”, dovrebbe far capire che indebitarsi oggi non solo non costa, ma rende.»

«Ed ecco che la Germania, malata di tirchieria patologica, affronta la crisi recessiva epocale del capitalismo globale – con il freno a mano tirato. Fino ed oltre ai prossimi milioni di disoccupati?»

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Costituire agenzie indipendenti, che si indebitino fino al naso, alla faccia del rapporto debito / pil. Gran bella pensata!

Ecco arrivata un’ottima idea per il nuovo governo rossogiallo.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Geopolitica Mondiale, Unione Europea

Hong Kong Exchanges and Clearing Ltd vorrebbe comprare il London Stock Exchange Group.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-11.

2019-09-11__Hong Kong 001

Al momento attuale nessuno può prevedere se l’offerta di acquisto del London Stock Exchange Group avanzata da Hong Kong Exchanges e da Clearing Ltd vada o meno a buon fine.

«Hong Kong Exchanges and Clearing Ltd. hanno presentato a sorpresa un’offerta per acquisire il London Stock Exchange Group da 31,6 miliardi di sterline incluso il debito (circa 36 miliardi di euro).»

«HKEX is already the owner and operator of the London Metal Exchange, the world’s largest market in options and futures contracts on base and other metals. It bought the LME in 2012 for £1.4 billion.»

«The HKEX said the deal would be funded by a combination of existing cash and a new credit facility. It cautioned, however, that its statement to the market should be considered as an announcement to make a possible offer and is not confirmation of a firm intention to bid»

«HKEX has proposed £20.45 a share in cash, as well as 2.495 newly issued HKEX shares. LSE shares rallied shortly after 10:00 a.m. London time, rising by 8.5% before giving up some of those initial gains»

«Charles Li, the chief executive of HKEX, played down any tension surrounding a Chinese firm taking control of a strategic U.K. brand with access to sensitive market information»

«We are not a Chinese company. We are not even a Hong Kong-only company. We are a global company»

«Refinitiv. The data group, which is majority owned by the private equity group Blackstone, was last year spun out of the news wire service Reuters.»

«LSE had announced plans to spend $27 billion on Refinitiv in order to provide a complete one-stop-shop to banks and brokers who need a platform for trading, hardware and a continuous flow of data and news. It was considered a strategy that would directly challenge Bloomberg’s terminal and data package»

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Se l’operazione di acquisto e/o fusione andasse in porto, il mondo borsistico subirebbe una vera e propria mutazione genetica.

Il nuovo operatore sarebbe in grado di operare continuativamente per diciotto ore consecutive e si porrebbe in diretta concorrenza con la borsa di New York, eguagliandone i volumi scambiati.

Per quanto sia opportuno ricordare come Hong Kong sia territorio cinese a tutti gli effetti, la dirigenza della Borsa di Hong Kong si è affrettata a rilasciare questa dichiarazione:

«We are not a Chinese company. We are not even a Hong Kong-only company. We are a global company»

Ma mica tutti sono pronti a credere a questa affermazione.

Una operazione di questa portata strategica non potrebbe nemmeno essere concepita senza l’avvallo preventivo del Governo cinese.

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Alla luce di quanto successo, ben si comprende l’accanimento occidentale nel fomentare i disordini di Hong Kong, così come diventano ben più facilmente spiegabili i mal di pancia tedeschi.

German foreign minister meeting with Joshua Wong ‘disrespectful’: China

«Beijing has slammed democracy activist Joshua Wong’s meeting with Germany’s foreign minister as “disrespectful.” Wong has urged countries to stand by Hong Kong protesters against the long arm of China in the city. ….

China’s Foreign Ministry on Tuesday criticized Germany over a meeting between the country’s foreign minister and a Hong Kong activist.

Heiko Maas met pro-democracy activist Joshua Wong at a media-sponsored human rights event at the German parliament the previous evening. ….

“It is extremely wrong for German media and politicians to attempt to tap into the anti-China separatist wave,” said Chinese Foreign Ministry spokeswoman Hua Chunying at a news briefing. 

“It is disrespectful of China’s sovereignty and an interference in China’s internal affairs.”»

La Borsa di Francoforte diverrebbe in breve una piazza del tutto secondaria, con tutte le conseguenze. Uno smacco grandioso per Frau Merkel.

E quella di Herr Heiko Maas acquista la connotazione di uno sfogo di rabbia impotente.


Ansa. 2019-09-11. Borsa Hong Kong lancia a sorpresa offerta da 36 mld su quella di Londra

Hong Kong Exchanges and Clearing Ltd. hanno presentato a sorpresa un’offerta per acquisire il London Stock Exchange Group da 31,6 miliardi di sterline incluso il debito (circa 36 miliardi di euro). L’amministratore delegato Charles Li ha dichiarato che da tempo l’operatore asiatico di borsa aveva considerato l’accordo “ambizioso e di vasta portata”. A inizio agosto Lse aveva intanto raggiunto un’ intesa per rilevare il provider di dati finanziari e di piattaforme di trading Refinitiv in una operazione da 27 miliardi di dollari.

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Cnbc. 2019-09-11. Hong Kong stock exchange makes $36.6 billion offer for London stock exchange

– HKEX confirms it has made a proposal to the Board of London Stock Exchange Group to “combine the two companies.”

– The deal values the LSE at about £29.6 billion ($36.6 billion).

– LSE recently agreed to purchase data group Refinitiv for $27 billion but HKEX said that deal wouldn’t happen under its proposal.

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Hong Kong Exchanges and Clearing Limited (HKEX) said Wednesday it had made a proposal to the board of London Stock Exchange Group Plc (LSE) to “combine the two companies,” in a deal which values the LSE at about £29.6 billion ($36.6 billion).

The HKEX said the deal would be funded by a combination of existing cash and a new credit facility. It cautioned, however, that its statement to the market should be considered as an announcement to make a possible offer and is not confirmation of a firm intention to bid.

The statement from HKEX said a further announcement will be made “as and when appropriate.”

HKEX has proposed £20.45 a share in cash, as well as 2.495 newly issued HKEX shares. LSE shares rallied shortly after 10:00 a.m. London time, rising by 8.5% before giving up some of those initial gains.

In a subsequent conference call held for media and analysts, HKEX executives described the deal as a means of connecting trading and capital between East and West. They added the deal would create an 18-hour trading zone and also help the rise of the Chinese yuan as a globally-traded currency.

Charles Li, the chief executive of HKEX, played down any tension surrounding a Chinese firm taking control of a strategic U.K. brand with access to sensitive market information.

“We are not a Chinese company. We are not even a Hong Kong-only company. We are a global company,” he said.

‘Highly complementary’

HKEX said it expected key LSE management to keep their jobs and work for the new owners.

“The board of HKEX believes that the two businesses are highly complementary and as such, looks forward to working with the relevant authorities to deliver a clear path to completion,” the HKEX said.

HKEX added that the proposed deal would only go ahead if LSE backs down from its plan to buy Refinitiv. The data group, which is majority owned by the private equity group Blackstone, was last year spun out of the news wire service Reuters.

LSE had announced plans to spend $27 billion on Refinitiv in order to provide a complete one-stop-shop to banks and brokers who need a platform for trading, hardware and a continuous flow of data and news. It was considered a strategy that would directly challenge Bloomberg’s terminal and data package.

In a note released Wednesday, analysts at Swiss bank UBS suggested the ambition to buy Refinitiv may see LSE reluctant to entertain the HKEX interest.

“Given the recent transformational announcement by LSE to acquire Refinitiv in early August, made by a CEO just 12 months into his role, we would be surprised to see LSE’s management and board prefer a takeover bid from HKEX,” said UBS.

UBS added that recent protests in Hong Kong could also act as a brake on any deal.

HKEX is already the owner and operator of the London Metal Exchange, the world’s largest market in options and futures contracts on base and other metals. It bought the LME in 2012 for £1.4 billion.

Pubblicato in: Banche Centrali, Commercio, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Eurostat. Commercio al dettaglio -0.5% mese su mese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-08.

Rembrandt. Il Cambiavalute.

Rembrandt. Il Cambiavalute.


«In July 2019 compared with June 2019, the seasonally adjusted volume of retail trade fell by 0.6% in the euro area (EA19) and by 0.5% in the EU28»

«In the euro area in July 2019, compared with June 2019, the volume of retail trade decreased by 1.0% for non-food products and by 0.3% for food, drinks and tobacco, while automotive fuels remained unchanged»

«In the EU28, the retail trade volume decreased by 0.7% for non-food products and by 0.3% for food, drinks and tobacco, while automotive fuels remained unchanged.»

«Among Member States for which data are available, the largest decreases in the total retail trade volume were registered in Croatia (-3.3%), Germany (-2.2%) and Belgium (-1.4%).»

«The highest increases were observed in Ireland (+1.9%), Slovenia (+1.2%), Bulgaria and Malta (both +1.0%).»

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I dati relativi al commercio al dettaglio sono un indice concreto della propensione alla spesa di persone e famiglie.

Decrementi mese su mese dell’ordine del -1.0% non sono statisticamente significativi.

Si noti il -2.2% della Germania.


Eurostat. 2019-09-05. Volume of retail trade down by 0.6% in euro area

In July 2019 compared with June 2019, the seasonally adjusted volume of retail trade fell by 0.6% in the euro area (EA19) and by 0.5% in the EU28, according to estimates from Eurostat, the statistical office of the European Union. In June 2019, the retail trade volume increased by 1.2% in the euro area and by 1.3% in the EU28.

In July 2019 compared with July 2018, the calendar adjusted retail sales index increased by 2.2% in the euro area and by 2.6% in the EU28.

Monthly comparison by retail sector and by Member State

In the euro area in July 2019, compared with June 2019, the volume of retail trade decreased by 1.0% for non-food products and by 0.3% for food, drinks and tobacco, while automotive fuels remained unchanged. In the EU28, the retail trade volume decreased by 0.7% for non-food products and by 0.3% for food, drinks and tobacco, while automotive fuels remained unchanged.

Among Member States for which data are available, the largest decreases in the total retail trade volume were registered in Croatia (-3.3%), Germany (-2.2%) and Belgium (-1.4%). The highest increases were observed in Ireland (+1.9%), Slovenia (+1.2%), Bulgaria and Malta (both +1.0%).

Annual comparison by retail sector and by Member State

In the euro area in July 2019, compared with July 2018, the volume of retail trade increased by 2.8% for non-food products, by 2.0% for automotive fuel and by 1.3% for food, drinks and tobacco. In the EU28, the retail trade volume increased by 3.7% for non-food products, by 2.4% for automotive fuel, and by 1.2% for food, drinks and tobacco.

Among Member States for which data are available, the highest yearly increases in the total retail trade volume were registered in Romania (+7.5%), Malta (+6.5%), Hungary and Slovenia (both +6.3%). The only decrease was observed in Slovakia (-0.8%).

Geographical information.

The euro area (EA19) includes Belgium, Germany, Estonia, Ireland, Greece, Spain, France, Italy, Cyprus, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Malta, the Netherlands, Austria, Portugal, Slovenia, Slovakia and Finland.

The European Union (EU28) includes Belgium, Bulgaria, Czechia, Denmark, Germany, Estonia, Ireland, Greece, Spain, France, Croatia, Italy, Cyprus, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Hungary, Malta, the Netherlands, Austria, Poland, Portugal, Romania, Slovenia, Slovakia, Finland, Sweden and the United Kingdom.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lagarde. Commissione Econ da il primo ok alla nomina in Ecb.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-06.

Europa. Stati membri

«La commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce con 37 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti»

«Il trattato prevede comunque che la nomina spetti al Consiglio Europeo, per tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente, più altri 4 membri.»

«Il Consiglio Europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio e consulta anche il Parlamento Europeo e il consiglio direttivo della Bce (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro)»

«Il Consiglio Europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata»

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Il Consiglio Europeo così definisce le regole per votare a maggioranza qualificata:

«Maggioranza qualificata

Il metodo di voto standard del Consiglio

La maggioranza qualificata è il metodo di voto più diffuso all’interno del Consiglio.

Il Consiglio lo utilizza quando adotta decisioni nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, nota anche come codecisione. L’80% circa di tutta la legislazione UE è adottato secondo tale procedura.

Quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, si raggiunge la maggioranza qualificata soltanto se sono soddisfatte due condizioni:

– il 55% degli Stati membri vota a favore – in pratica ciò equivale a 16 paesi su 28

– gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE

Questa procedura è nota anche come regola della “doppia maggioranza”.

Minoranza di blocco

La minoranza di blocco deve includere almeno quattro membri del Consiglio, che rappresentino oltre il 35% della popolazione dell’UE.

Casi particolari

Se non tutti i membri del Consiglio partecipano al voto, ad esempio in caso di “opt-out” per taluni settori politici, una decisione è adottata se vota a favore il 55% dei membri del Consiglio partecipanti, che rappresentino almeno il 65% della popolazione degli Stati membri partecipanti.

Quando il Consiglio vota una proposta che non è stata presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se viene raggiunta la cosiddetta “maggioranza qualificata rafforzata”:

– vota a favore almeno il 72% dei membri del Consiglio

– i membri che votano a favore rappresentano almeno il 65% della popolazione dell’UE

Astensioni

Nel voto a maggioranza qualificata, un’astensione è considerata un voto contrario. L’astensione non equivale alla non partecipazione al voto. Ogni membro può astenersi in qualsiasi momento.»

Di conseguenza, Mrs Lagarde necessita di essere votato nel Consiglio Europeo da

– almeno 16 paesi su 28,

– i quali rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE.

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La nomina di Mrs Lagarde alla Ecb dovrebbe avvenire senza intoppi, anche se undici voti contrari in seno alla Commissione Econ non sono certo un buon inizio.

Di certo il programma di svolgere una politica monetaria altamente accomodante e per un lungo lasso di tempo è più un impegno politico che economico e finanziario, che taluni sembrerebbero non condividere.

Sono infatti molti anni che Ecb ha svolto una politica ultra accomodante, ma la situazione economica attuale dell’Eurozona sembrerebbe testimoniarne la dubbia efficacia.


Adnk. 2019-09-05. Bce, l’Europarlamento dice sì a Christine Lagarde

La commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce con 37 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti. Il trattato prevede comunque che la nomina spetti al Consiglio Europeo, per tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente, più altri 4 membri.

Il Consiglio Europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio e consulta anche il Parlamento Europeo e il consiglio direttivo della Bce (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro). Il Consiglio Europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata.

All’ordine del giorno per la neo-presidente una politica monetaria “altamente accomodante” per un “prolungato periodo di tempo”.