Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini il Grande. Lega 35.8%. – The New York Times.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-21.

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L’ultimo sondaggio Ipsos evidenzia risultati in linea con i trend oramai noti, ma che lasciano sempre più stupiti.

Lega al 35.8%, M5S al 25.4%, pd al 17.2% e Fi al 7.1%.

Nel prossimo mese ci saranno le Regionali in Abruzzo e Sardegna, che avranno un peso non irrilevante nel definire il clima con cui si andrà al voto europeo.

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Un’importante novità risiede nel fatto che queste cifre hanno scosso l’audience oltre atlantico, meritandosi un articolo del The New York Times e di Bloomberg.

A nessuna delle due testate sfugge il fatto che Mr Salvini è in un periodo di crescita del tutto fuori dall’ordinario, grazie soprattutto ai pacchiani errori dei suoi colleghi di governo e di opposizione..

Né sfugge ad alcuno che nelle prossime e probabili elezioni anticipate il blocco di destra potrebbe anche mettersi di accordo con un M5S epurato dalle sue frange velleitarie, conquistando così un numero di seggi in parlamento ed in senato tali da consentire la promulgazione di leggi costituzionali che non richiederebbero la ratifica referendaria.

In ogni caso le elezioni europee sono alle porte e così avremo alla fine dei numeri ben precisi sui quali poter ragionare.


The New York Times. 2019-01-19. Italy’s League Support Rises in Ipsos Poll as Five Star Slips

– League gains to 35.8 percent from 32.9 percent in December

– Di Maio’s Five Star party falls to 25.4% from a previous 27%

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Support for Italian Deputy Premier Matteo Salvini’s League party is increasing, giving it the upper hand over its Five Star Movement coalition partner, which is led by Deputy Premier Luigi Di Maio, according to an Ipsos survey published in Corriere della Sera.

The League rose to 35.8 percent in the poll from 32.9 percent in a previous survey released on Dec. 21. Backing for Five Star fell to 25.4 percent from a previous 27 percent, according to the poll.

The Opposition Democratic Party declined slightly to 17.3 percent from a previous 18.1 percent, while Forza Italia led by former Premier Silvio Berlusconi, who announced his candidacy for European elections earlier in the week, is down to 7.1 percent from 8 percent.

The League’s strong showing increases its dominance over coalition partner Five Star which received more votes than the League in the March general elections that brought the two parties to power. Di Maio and Salvini remain divided over multiple issues including how to help the country’s struggling banks, and rumors that Salvini may abandon the coalition have multiplied.

Bloomberg reported that Salvini is considering dumping Five Star and returning to a coalition with the center-right, which could include the right-wing Brothers of Italy party, which is polling at 3.4 percent, and Berlusconi’s Forza Italia.


TPI News. 2019-01-19. Sondaggi europee | La Lega vicina al 36 per cento, calo dei 5 Stelle al 25,4

Manca pochissimo alle elezioni europee 2019 e i sondaggi iniziano a delineare un quadro di quello che ci aspetta nei prossimi mesi. Secondo le rilevazioni di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera,

Le elezioni europee si configurano come un fondamentale banco di prova per verificare la tenuta del governo e la popolarità dei due partiti usciti vittoriosi dalle politiche del 4 marzo 2018, oltre che dei rapporti di forza tra i due.

Grande importanza sotto questo aspetto ce lo hanno anche i risultati delle elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna.

Sulle europee influisce moltissimo l’affluenza alle urne.

Alle elezioni del 2014 si recò a votare, in Italia, circa il 59 per cento degli aventi diritto, e per un 56 per cento di voti validi. Secondo i sondaggi le elezioni di quest’anno porteranno alle urne una quota simile di elettori.

Secondo i sondaggi di Pagnoncelli, la Lega si prepara al suo miglior risultato della storia, con un 35,8 per cento.

I 5 Stelle si attestano al 25,4 per cento, in calo rispetto alle politiche 2018.

I sondaggi danno invece il Pd intorno al 17,3 per cento, +Europa in leggero miglioramento ma comunque sotto la soglia di sbarramento e Forza Italia a uno scarso 7 per cento, nonostante l’annuncio della discesa in campo di Silvio Berlusconi.

Fratelli d’Italia si mantiene intorno al 3,4 per cento, al di sotto della soglia di sbarramento per poter accedere al Parlamento europeo. I prossimi mesi sono comunque caratterizzati da incertezza. Le carte in tavola possono cambiare anche alla luce dei provvedimenti chiave del governo: quota 100 e reddito di cittadinanza.

“Gli unici sondaggi a cui credo sono quelli delle tante persone che mi salutano e mi dicono ‘Vai avanti’. Conto su di voi amici”, ha replicato Matteo Salvini su Twitter, commentando il sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Moscovici. La gran voglia di dittatura. È un giacobino sanculotto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-21.

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La proposta avanzata da Mr Moscovici in Commissione non solo sarebbe illegale, ma darebbe la stura ad una involuzione dittatoriale.

Si segua con la massima attenzione.

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Se l’attuale Unione Europea vede la luce il 1° novembre 1993 con il Trattato di Maastricht, essa affonda le sue radici nel Trattato di Roma del 1957, che tenne a battesimo la Comunità Economica Europea. Dal nostro punto di vista ciò che importa è notare come l’Unione Europea si sia sviluppata tramite la stipula di una serie successiva di trattati, ciascuno con un suo testo, allegati, appendici, revisioni e circolari attuative. E tutti poi tradotti nelle lingue dei paesi afferenti.

Attualmente il corpo dei trattati supera le 170,000 pagine ed evidenzia spesso articoli contrastanti.

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Consiglio Europeo. Votazioni. Maggioranza qualificata e beghe varie.

Usiamo come testo di riferimento il

Francesco Martinelli. Manuale di Diritto dell’Unione Europea. Napoli. 2017. Isbn 9788891413963.

Il Consiglio Europeo, Consilium, così si auto definisce:

«Il Consiglio europeo definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’UE. Non fa parte dei legislatori dell’UE e pertanto non negozia né adotta atti legislativi. Stabilisce invece l’agenda politica dell’Unione, generalmente adottando nelle sue riunioni “conclusioni” che individuano le questioni problematiche e le misure da intraprendere.

Di recente, il Consiglio europeo ha adottato una ”agenda strategica” delle priorità chiave sulle quali dovranno concentrarsi l’attenzione e l’azione dell’UE nel lungo periodo.

I membri del Consiglio europeo sono i capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell’UE, il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea.

Il Consiglio europeo definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’UE

Anche l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa alle riunioni del Consiglio europeo quando si discutono temi di politica estera.

Processo decisionale

Nella maggior parte dei casi, il Consiglio europeo decide per consenso. Tuttavia, in alcuni casi specifici previsti dai trattati UE, adotta decisioni all’unanimità o a maggioranza qualificata.

Alla votazione non partecipano né il presidente del Consiglio europeo né il presidente della Commissione.»

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Sempre il Consiglio Europeo definisce cosa debba essere inteso per votazione. [Si noti come le regole siano state variate il 30 novembre 2017]

«Il metodo di voto standard del Consiglio.

La maggioranza qualificata è il metodo di voto più diffuso all’interno del Consiglio.

Il Consiglio lo utilizza quando adotta decisioni nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, nota anche come codecisione. L’80% circa di tutta la legislazione UE è adottato secondo tale procedura.

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Unanimità

Il Consiglio deve votare all’unanimità su una serie di questioni considerate sensibili dagli Stati membri. Ad esempio:

– politica estera e di sicurezza comune (esclusi alcuni casi ben definiti che richiedono la maggioranza qualificata, quali ad es. la nomina di un rappresentante speciale);

– cittadinanza (concessione di nuovi diritti ai cittadini UE);

– adesione all’UE;

– armonizzazione della legislazione nazionale in materia di imposte indirette;

– finanze UE (risorse proprie, quadro finanziario pluriennale);

– alcune disposizioni in materia di giustizia e affari interni (Procura europea, diritto di famiglia, cooperazione di polizia a livello operativo, ecc.);

– armonizzazione della legislazione nazionale in materia di sicurezza sociale e protezione sociale.

Inoltre, il Consiglio è tenuto a votare all’unanimità per discostarsi dalla proposta della Commissione quando quest’ultima non è in grado di accettare le modifiche apportate alla sua proposta. Tale norma non si applica agli atti che il Consiglio deve adottare su raccomandazione della Commissione, ad esempio nel settore del coordinamento delle politiche economiche.

In caso di voto all’unanimità, un’astensione non impedisce l’adozione di una decisione.

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Maggioranza qualificata

Quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, si raggiunge la maggioranza qualificata soltanto se sono soddisfatte due condizioni:

– il 55% degli Stati membri vota a favore – in pratica ciò equivale a 16 paesi su 28

– gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE

Questa procedura è nota anche come regola della “doppia maggioranza”.

Minoranza di blocco

La minoranza di blocco deve includere almeno quattro membri del Consiglio, che rappresentino oltre il 35% della popolazione dell’UE.

Casi particolari

Se non tutti i membri del Consiglio partecipano al voto, ad esempio in caso di “opt-out” per taluni settori politici, una decisione è adottata se vota a favore il 55% dei membri del Consiglio partecipanti, che rappresentino almeno il 65% della popolazione degli Stati membri partecipanti.

Quando il Consiglio vota una proposta che non è stata presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se:

– vota a favore almeno il 72% dei membri del Consiglio

– i membri che votano a favore rappresentano almeno il 65% della popolazione dell’UE

Astensioni

Nel voto a maggioranza qualificata, un’astensione è considerata un voto contrario. L’astensione non equivale alla non partecipazione al voto. Ogni membro può astenersi in qualsiasi momento.»

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Questa la proposta di Mr Moscovici.

«La Commissione europea pubblicherà domani una proposta per abolire l’unanimità nelle decisioni in materia di fisco»

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«La proposta prevede di abolire in modo graduale la possibilità di veto che oggi hanno in Paesi membri»

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I Trattati prevedono, parlando in modo molto approssimato ma che possa rendere l’idea,

– un europarlamento eletto a suffragio universale con metodo proporzionale,

– Un Consiglio Europeo, composto dai capi di stato o di governo.

Nella prima istituzione hanno indubbio peso le nazioni più popolose: un accordo tra Germania, Francia ed Italia avrebbe teoricamente la maggioranza dei voti.

Nella seconda istituzione, il voto di un paese poco numeroso dovrebbe avere lo stesso peso di quello di un grande paese. Usiamo il modo condizionale perché il meccanismo è più complesso. I Trattati hanno espressamente previsto il Consiglio Europeo proprio a tutela di tutti gli interessi e per obbligare alla ricerca di soluzioni di comune aggradamento.

I Trattati possono essere variati solo da altri Trattati, espressi nelle forme giuridiche proprie: ma codeste variazioni possono essere attuate solo ed esclusivamente se decise alla unanimità: in altri termini, sarebbe sufficiente il voto contrario di un solo stato e la variazione sarebbe respinta.

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Il sistema ha funzionato fino a tanto che tutti i capi di stato o di governo dell’Unione Europea erano di ideologia liberal oppure socialista: facevano ciò che volevano ed il problema della unanimità non si poneva neppure.

Negli ultimi anni invece sono entrati dell’agone politico europeo partiti e movimenti identitari, sovranisti, in opposizione totale alla Weltanschauung dell’attuale dirigenza europea. Per il momento solo Polonia, Ungheria, Romania, ed Italia sono chiaramente schierate, con l’Austria abbastanza concorde. La posizione bulgara è al momento in via di definizione. Ma non è per nulla detto che le elezioni di maggio possano cambiare notevolmente le forze degli schieramenti, così come le elezioni politiche che si terranno in sette stati dell’Unione.

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Se al momento attuale su alcune materie vige ancora la possibilità di veto, in futuro sembrerebbe possibile prospettare che gli ‘eurocritici’ possano avere anche la maggioranza qualificata.

Ma se la possibilità che gli identitari possano raggiungere la maggioranza è al momento virtualmente nulla, essi potrebbero d’altro canto bloccare i processi decisionali, impedendo il raggiungimento dei quorum di volta in volta previsti.

Il tentativo di Mr Moscovici, che ricordiamo essere un socialista, mira a portare tutte le decisioni alla maggioranza semplice, nella presunzione che i movimenti e partiti identitari, sovranisti, non riescano mai a raggiunge un peso tale da assurgere a maggioranza.


Ansa Europa. 2019-01-14. Fisco: Bruxelles vuole abolire veto Paesi Ue su leggi comuni

La Commissione europea pubblicherà domani una proposta per abolire l’unanimità nelle decisioni in materia di fisco, un ostacolo che ha da sempre impedito di fare progressi su dossier come la tassa sulle transazioni finanziarie, la web tax, e che ha tenuto per anni ferma anche l’abolizione del segreto bancario. La proposta di Bruxelles punta ad introdurre la maggioranza qualificata per far approvare in Consiglio le nuove leggi che riguardano il fisco.

La proposta prevede di abolire in modo graduale la possibilità di veto che oggi hanno in Paesi membri: si comincerebbe subito con le decisioni sulle misure antifrode, per poi arrivare nei prossimi anni a quelle più sensibili, cioè con un impatto diretto sui diritti fiscali nazionali.

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia e Germania. L’arte di conquistarsi nemici. Grave offesa alla Cina.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-21.

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Cerchiamo di ragionare, sempre nei limiti del possibile.

Se la Cina avesse insignito Mr Orban e Mr Kaczyński con un’alta onorificenza, motivata per aver varato una riforma giudiziaria avversata dall’Unione Europea, oppure avesse conferito identico onore una persona che avesse sostenuto che l’omosessualità è una patologia mentale e che dovrebbe tornare ad essere materia di codice penale, tutto l’Occidente liberal socialista sarebbe insorto come un sol uomo condannando il fatto come un gravissimo atto contro l’umanità.

Immediatamente Frau Merkel e Mr Macron avrebbero richiamato in patria gli ambasciatori da Pechino ed avrebbero bloccato ogni rapporto commerciale con la Cina stessa.

I media liberal si sarebbero scatenati, rovesciando sui cinesi ogni sorta di improperio.

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«China on Wednesday lodged solemn representation to the French and German sides on their presentation of “human rights award” to Chinese lawyer Yu Wensheng»

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«The award to Yu was presented by the French and German ambassadors to China at the German embassy»

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«the related cases are purely judicial cases and have nothing to do with human rights»

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«Chinese Foreign Ministry spokesperson Hua Chunying expressed strong dissatisfaction with and firm opposition to the two countries’ practices at a press briefing …. the related cases are purely judicial cases and have nothing to do with human rights»

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«We urge ambassadors of relevant countries to do more things that are conducive to bilateral ties and political mutual trust, instead of the other way round»

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Mr Yu Wensheng è andato sotto processo in Cina,sua patria, con la seguente moticazione:

«incitement to subvert state power and obstruction of officials in the course of their duty».

China Moves Ahead With Subversion Trial of Rights Lawyer in Jiangsu

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Se è vero che per i liberal socialisti gli “human right” siano un qualcosa di sacro sacralizzante, per i cinesi altro non sono che bubbole mentali, a voler essere benevoli.

Il grave di quanto accaduto dipende dal fatto che il premio non è stato iniziativa di un qualche gruppo ufficioso di persone private, bensì di organizzazioni statali con l0aggravante dell’intervento dei relativi ambasciatori francese e tedesco, il tutto nella sede dell’ambasciata tedesca a Pechino.

È ben difficile non ravvisare in quanto accaduto la volontarietà di offendere la Cina.

Nota.

E se la Cina conferisse a tutti i Gilets Jaunes la Stella di Mao ed elevasse al rango di ambasciata la rappresentanza di quei Patrioti, cosa avrebbe mai a ridire Mr Macron?



China Org. 2019-01-17. China criticizes France, Germany for award presentation

China on Wednesday lodged solemn representation to the French and German sides on their presentation of “human rights award” to Chinese lawyer Yu Wensheng.

Chinese Foreign Ministry spokesperson Hua Chunying expressed strong dissatisfaction with and firm opposition to the two countries’ practices at a press briefing.

She said the related cases are purely judicial cases and have nothing to do with human rights.

The two countries’ “erroneous practices” are a gross interference with China’s internal affairs and judicial sovereignty, Hua said.

“We urge ambassadors of relevant countries to do more things that are conducive to bilateral ties and political mutual trust, instead of the other way round,” she said.

The award to Yu was presented by the French and German ambassadors to China at the German embassy.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Energie Alternative

Davos. Riunione di nobili decaduti senza terra e denari. Le defezioni aumentano.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-20.

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Il Meeting di Davos ricorda da vicino la riunione dei nobili decaduti, sotto la terza arcata del ponte sull’Elba a Dresden. Le prime due arcate erano state occupate da migranti in via di integrazione.

Si vedevano, si salutavano con la deferenza dovuta al titolo, si chiedevano vicendevolmente, con tutto garbo e stile da noblesse oblige: “Ma Lei signor Visconte, ha portato qualcosa da mangiare?”.

La riunione si sciolse poco prima del tramonto, non senza essersi divise le zone dove poter rovistare nei cassonetti alla ricerca di un qualcosa di commestibile.

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Eppure fino al 2015 i titoli di Davos erano roboanti.

There’s A Plan Floating Around Davos To Spend $90 Trillion Redesigning All The Cities So They Don’t Need Cars

«That is one of the more ambitious (and possibly outlandish) ideas knocking around the World Economic Forum at Davos, Switzerland, this morning. The Davos meeting is the annual conclave of the world’s ruling class: presidents and prime ministers, CEOs, and religious figures (and the thousands of journalists who follow them, hoping for a soundbite or two).

The $90 trillion cities proposal came from former vice president Al Gore and former president of Mexico Felipe Calderon, and their colleagues on the The Global Commission on the Economy and Climate. That group hopes to persuade the world’s leaders to do something about humanity’s suicidal effort to heat the Earth’s climate. ….»

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The 2018 Report of the Global Commission on the Economy and Climate

«We are significantly under-estimating the benefits of cleaner, climate-smart growth. Bold climate action could deliver at least US$26 trillion in economic benefits through to 2030, compared with business-as-usual. There are real benefits to be seen in terms of new jobs, economic savings, competitiveness and market opportunities, and improved well-being for people worldwide.»

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Si parlava con nonchalance non di milioni, e nemmeno di miliardi, bensì di trilioni di dollari americani. Un trilione equivale a mille miliardi.

Partnerships for better growth and a better climate.

«The Global Commission on the Economy and Climate, and its flagship project The New Climate Economy, were set up to help governments, businesses and society make better-informed decisions on how to achieve economic prosperity and development while also addressing climate change.

The New Climate Economy was commissioned in 2013 by the governments of seven countries: Colombia, Ethiopia, Indonesia, Norway, South Korea, Sweden and the United Kingdom. The Commission has operated as an independent body and has been given full freedom to reach its own conclusions. Lead by its global commission, it has disseminated its messages by engaging with heads of governments, finance ministers, business leaders and other key economic decision-makers in over 30 countries around the world.»

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Mr Al Gore avrebbe voluto spendere 90 trilioni, poi scesi 26 trilioni. Tutti denari che avrebbero dovuto essere prelevati dalla tasche dei Cittadini Contribuenti, per transitare in quelle dei liberal, democratici negli Stati Uniti e socialisti in Europa.

Ben si comprendo gli urli di dolore che si stanno levando di questi tempi!

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Eccovi il report odierna di Sky tg24.

«Una globalizzazione 4.0 che funzioni e sia inclusiva e sostenibile. Una governance internazionale efficace. Il rilancio dell’agenda climatica. Sono questi i temi principali del Wef 2019. A spiegarli è lo stesso Klaus Schwab: “Nella società attuale, una ulteriore integrazione mondiale è inevitabile e i modelli esistenti di governance globale hanno difficoltà a promuovere azioni concrete fra le potenze mondiali”. “Questa quarta ondata della globalizzazione deve essere centrata sull’uomo”, aggiunge Schwab che ha anche invitato i leader presenti al summit a trovare “l’immaginazione e l’impegno necessari”, per affrontare “un periodo di profonda instabilità globale portata dall’impatto della quarta rivoluzione industriale, dal riallineamento delle dinamiche geo-economiche e delle forze geopolitiche”. ….»

Tra i grandi della Terra assenti Trump, Macron, Xi

«Quest’anno alla conferenza manca Donald Trump, ospite d’onore arrivato nel 2018 da rockstar. Il tycoon aveva già anticipato la sua assenza a causa della questione Shutdown negli Stati Uniti. Per lo stesso motivo è stata cancellata la partecipazione dell’intera delegazione della Casa Bianca: era previsto l’arrivo del segretario di stato Mike Pompeo e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Da sottolineare anche le assenze di Ivanka Trump, figlia del tycoon, e del genero Jared Kushner. Mancherà anche Xi Jinping, primo presidente cinese presente al Wef che nel 2017 lanciò una controffensiva a suo modo globalista. Impegnato sul fronte gilet gialli, anche il presidente francese Emmanuel Macron sarà assente a Davos.»

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Le idee di Mr Trump sul ‘clima’ dovrebbero essere note: del tutto normale che non perda tempo andando a Davos.

Il forfeit di Mr Xi è urente.

Dapprima annuncia che la Cina aumenterà del 25% la quota di energia elettrica generata bruciando carbone:

Carbone. Consumi mondiali. I numeri parlano chiaro. La Cina.

Quindi annuncia che la Cina cesserà le sovvenzioni alle energie alternative: sono un fallimento economico.

Cina. Energie alternative solo se più economiche. Fine delle sovvenzioni.

Infine, manda a Davos il suo vice, che vi sarà nell’intermezzo della visita in Svizzera:

Cina. Davos. Sarà presente Mr Wang Qishan, vice presidente cinese.

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Una sconsolata Cnn  annuncia che anche Ms May se ne guarda bene di andare a Davos.

Theresa May is skipping Davos, citing Brexit

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Ma mica che sia finita qui. Persino l’inclito Mr Macron non attenderà i lavori di Davos: lui che si era proclamato l’erede universale del ‘clima’, che avrebbe portato avanti la sua battaglia per la vittoria finale del ‘clima’.

Ma, Vi ricordate che cosa aveva detto?

Macron. Ricordiamo cosa disse un anno fa a Davos.

Bene. Sono bastate qualche decina di migliaia di lebbrosi, Gilets Jauns, che gli hanno messo a soqquadro la Francia a causa delle imposte sul carburante e che adesso reclamano la sua testa.

Da autoproclamato imperatore del mondo si è trasformato nel recluso nell’Eliseo, che non osa nemmeno di andare a far visita in carcere al beneamato Benalla che pur tanto si è prodigato per lui.

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Resta l’immarcescibile Frau Merkel, l’anatra zoppa di Europa, che si abbracccia a mr Macron, barcollante sotto il peso del distacco da Mr Benalla.

Il 24 gennaio 2018 aveva detto:

Merkel Davos: Trump impari dalla storia.

«Abbiamo bisogno di un’Unione europea sempre più integrata”, dall’unione bancaria alla difesa comune. Ha aggiunto la Merkel tornando a esprimere rammarico per il voto britannico a favore della Brexit, ma allo stesso tempo notando come il progetto europeo sia “chiaramente incoraggiato dall’elezione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha dato all’Unione nuovo impeto che ci rafforzerà.

“Abbiamo bisogno di un’ Unione europea sempre più integrata”, dall’unione bancaria alla difesa comune. Ha aggiunto la Merkel tornando a esprimere rammarico per il voto britannico a favore della Brexit, ma allo stesso tempo notando come il progetto europeo sia “chiaramente incoraggiato dall’elezione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha dato all’Unione nuovo impeto che ci rafforzerà” ….

La Francia sarà “un modello nella lotta contro il cambiamento climatico”. Emmanuel Macron ha imbracciato la bandiera ambientalista di fronte alla platea del Forum di Davos. “Stiamo perdendo la battaglia. Nel 2020, se non saremo in grado di presentare dei risultati, cosa diremo alla gente?

Fortunatamente non avete invitato nessuno scettico rispetto al riscaldamento globale quest’anno

La Francia e tornata al centro dell’Europa”, dice poi Macron, “non vi sarà un successo francese senza un successo europeo»

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Su queste basi, oramai Davos è diventata quasi innocua.

Homo sine pecunia est imago mortis.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Pensionati. Nell’Unione Europea il 14.2% è a rischio povertà.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-20.

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Pensioners in EU Are Increasingly Facing Risk of Poverty

The proportion of European Union pensioners at risk of poverty has increased every year since 2013 and stood at 14.2 percent in 2017, according to Eurostat data. While the rate was between 10 percent and 25 percent in most EU countries, more than a third of pensioners in the Baltics faced poverty risks. The rate was the lowest in France, Slovakia and Denmark.

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L’esame della tabella numerica evidenzia i dati dal 2010 al 2017.

Se per alcuni stati è abbastanza comprensibile che una larga quota di pensionati sia a rischio povertà, per altri la cosa lascia alquanto sorpresi.

Il caso più sorprendente è l’Estonia: nel 2010 i pensionati a rischio povertà erano il 14.9%, mentre a fine 2017 erano saliti al 46.1%. Comportamento analogo era presente negli stati baltici.

Se nel 2010 in Germania era a rischio povertà il 13.4% dei pensionati, nel 2017 questa quota era salita al 17.5%.

Anche la Svezia presentava nel 2017 il 16.2% dei pensionati a rischio povertà.

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Questi dati dovrebbe dare da riflettere.

Sempre che la salute assista, una vecchiaia passata con una pensione sotto la soglia della povertà sembrerebbe essere un evento molto indesiderato.

Si ripropone quindi la necessità di riorganizzare le spese degli stati: queste quote percentuali sono indegne di stati che vogliano definirsi civili.

Un rimedio non eccessivamente costoso potrebbe essere l’innalzamento del livello minimo tassabile per le pensioni.


Eurostat. 1 in 7 pensioners at risk of poverty in the EU

In 2017 the proportion of pensioners at risk of poverty in the European Union (EU) was estimated to be 14.2 %, slightly above the figure of 13.8 % in 2016. The rate has been rising gradually since 2013, when it was 12.6 %.

In most of the 27 EU Member States for which 2017 data are available, the proportion of pensioners at risk of poverty lies between 10 % and 25 %. The four countries with an at-risk-of-poverty rate above 30 % in 2017 were Estonia (46 %), Latvia (44 %), Lithuania (37 %) and Bulgaria (32 %).

In contrast, the lowest rates in 2017 were in France (7 %), Slovakia (8 %), Denmark, Hungary and Luxembourg (all 9 %).

Across the EU as a whole between 2010 and 2017, the proportion of female pensioners at risk of poverty has been around 2-3 percentage points (pp) higher than the rate for male pensioners.

In 2017 there were four Member States where the at-risk-of-poverty rate for female pensioners was more than 10 pp higher than the rate for male pensioners: Estonia (+19 pp), Lithuania (+16 pp), Bulgaria and Latvia (both +15 pp).

Conversely, four countries had at-risk-of-poverty rates which were higher for male pensioners than for female pensioners: Malta (+5 pp), Spain (+2 pp), Italy and Denmark (both +1 pp). ….

Note: 

Individuals are identified as being at risk of poverty if their equivalised disposable income is less than 60 % of the national median equivalised disposable income after social transfers have been taken into account.

Pubblicato in: Banche Centrali, Russia

Russia. Riserva Valutarie a 472.6 mld Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-20.

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Russia cuts dollar, euro share in reserves, lifts weight of gold

The Russian central bank decreased the share of dollars and euros in its international reserves in the year to March 2018, while lifting the share of gold in the reserves, the bank’s data showed on Monday.

The share of U.S. dollars in Russia’s state reserves declined to 43.7 percent as of end-March 2018 from 45.3 percent a year earlier, the central bank.

The share of euros in the reserves declined to 22.2 percent as of end-March 2018 from 25.7 percent a year before, while the share of gold rose to 17.2 percent from 16.4 percent, according to the central bank that usually reports the composition of its reserves with a six-month delay.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea, Vignette Umoristiche

Macron. Ecco le vignette su di lui censurate dalla solerte polizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-20.

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De Gaulle incitava  i vignettisti a scatenarsi e gradiva molto che i comici gli rifacessero il verso.

Mr Macron al contrario se la prende di punta: ha lo spirito di un lupo solitario.

La sua polizia politica, coorte pretoria del potere, fa simpaticamente presente agli editori di tralasciare codeste pubblicazioni, che addolorano Mr Macron e Mr Benalla.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Gilets Juanes. Atto X. In piazza erano 84,000, dice la polizia. Oltre che 10,000!

Giuseppe Sandro Mela

2019-01-19.

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Non erano i 10,000 preventivati dalla polizia, e nemmeno i 20,000 presunti dalla gendarmeria.

«Selon les chiffres du ministère de l’Intérieur, 84 000 personnes ont manifesté ce 19 janvier en France pour le dixième acte de la mobilisation des Gilets jaunes»

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Si noti che questo è il decimo sabato consecutivo in cui i Patrioti scendono in piazza a dimostrare conto il presidente Macron ed il suo governo.

Mica che gli voglino male: sarebbe sufficiente che se ne andasse via.

E si tenga anche presente che la polizia continua a detenere oltre 3,000 patrioti senza che la magistratura li abbia nemmeno interrogati.

Mr Macron sembrerebbe essersi sublimato nel nulla.

Ha convocato gli stati generali, proprio come fece Re Luigi XVI, ed i terzo stato alla fine lo mise alla ghigliottina. La mama spezza anche le dure cervici.


Acte 10 des Gilets jaunes : une mobilisation sur fond de Grand débat national

«Selon les chiffres du ministère de l’Intérieur, 84 000 personnes ont manifesté ce 19 janvier en France pour le dixième acte de la mobilisation des Gilets jaunes. 

Malgré le dispositif de sécurité, des Gilets jaunes sont parvenus à investir l’avenue des Champs-Elysées. 

Selon un premier décompte «très partiel» du Nombre jaune – un collectif qui s’est assigné comme mission d’opérer un décompte du nombre de participants grâce à des référents présents sur le terrain – 86 110 personnes battaient le pavé à 18 heures à travers l’Hexagone. »


EN DIRECT – “Gilets jaunes” : 84.000 manifestants en France, comme samedi dernier

«Samedi, 84.000 manifestants ont été recensés dans toute la France pour “l’acte 10” des “gilets jaunes”, selon le ministère de l’Intérieur. Un chiffre identique à celui de la semaine dernière. 

L’ESSENTIEL EN DIRECT

Une mobilisation record à Toulouse, dans le calme à Paris, émaillée de heurts à Bordeaux: des milliers de “gilets jaunes” ont manifesté samedi pour leur dixième journée d’action, quelques jours après le lancement par Emmanuel Macron d’un “débat national” censé canaliser deux mois de colère sociale.

Samedi soir, le ministère de l’Intérieur a recensé 84.000 manifestants dans toute la France, comme samedi dernier. À 14h, ils étaient 27.000 manifestants sur tout le territoire, contre 32.000 samedi dernier, selon la place Beauvau. La mobilisation était en léger recul à Paris, avec 7.000 manifestants, contre 8.000 samedi dernier, selon la même source. Le décompte des autorités est contesté par les manifestants depuis le début de ce mouvement social inédit lancé le 17 novembre.

Ce chiffrage est chaque semaine contesté par les manifestants et certains ont mis en place leur propre système de comptage baptisé “le nombre jaune”, au résultat beaucoup plus élevé. La mobilisation a été record à Toulouse, avec 10.000 manifestants selon la préfecture, loin devant la capitale (7.000) et Bordeaux (4.000), selon les autorités.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron Gilets Jaunes Atto 10. I video della insurrezione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

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Come ai tempi del bieco Seiano e del feroce Tigellino, Mr Macron ha fatto oscurare i video più rappresentativi. Ma intanto il tasso di esecrabilità di Mr Macron è riuscito ad arrampicarsi al 76%, e tra qualche mese si andrà bene a votare.

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Acte 10 des Gilets jaunes : une mobilisation sur fond de Grand débat national (EN CONTINU)

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A Paris, des Gilets jaunes manifestent pour la dixième semaine d’affilée [Youtube]

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Facebook

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EN DIRECT – Gilets jaunes : 27.000 manifestants dans toute la France à 14h selon l’Intérieur

«GILETS JAUNES – Plusieurs milliers de Gilets jaunes manifestent à Paris et dans plusieurs grandes villes ce samedi, dixième jour d’action depuis le début du mouvement et premier samedi de manifestation depuis le lancement du Grand débat national par Emmanuel Macron. Suivez les dernières infos»

Questo sito riporta in diretta da tutte le grandi città francesi e dalla profonda provincia. 27,000 dimostranti sembrerebbe essere una cifra del tutto inventata, anche solo a guardare i video che sono riusciti a filtrare la censura.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Orfani dello Spiegel, i lib dem attivano un’altra fabbrica di fake news.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

2019-01-19__buzzfeed

Pigliati con le mani nella marmellata, i redattori dello Spiegel sono stati licenziati: si inventavano semplicemente dati ed articoli per compiacere i propri padroni liberal. Diciamo che il Kbg non si sarebbe mai fatto pescare così in malo modo, ma l’odio acceca.

Spiegel. Centrale operativa liberal di fake news nel mondo. Lo dicono loro. – Spiegel.

Spiegel. Sospesi tutti i redattori capo. Fabbricavano in serie fake news.

Dopo lo Spiegel anche Deutsche Welle sparge fake news.

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Ma potrebbe mai un liberal democratico vivere senza menzogne, senza bugie, senza falsità?

Ecco che scendi in campo il Buzzfeed.

«BuzzFeed News reported Thursday evening that Trump had personally directed Michael Cohen to lie to Congress about a real estate project in Moscow. The report cited two federal law enforcement sources and said the special counsel’s office had learned of Trump’s alleged directive from multiple witnesses, Trump Organization emails, text messages and other documents»

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Di fronte a codesta enormità, rompendo un silenzio secolare,

«In a rare public remark, the office of special counsel Robert Mueller disputed a bombshell report alleging that Donald Trump had directed his former attorney to lie to congress …. Mr Mueller’s office said the report by Buzzfeed News was “not accurate”»

Tradotto dal linguaggio curiale, quanto riportato dal Buzzfeed è pura invenzione: menzogna.

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Sono più di due anni che i liberal democratici stanno disperatamente cercando di trovare un qualcosa cui appigliarsi contro il Presidente Trump. Se avessero dedicato le stesse energie a concorrere al governo degli Stati Uniti, ora l’America sarebbe in capo al mondo.

Che poi, a guardar bene, motivi di pettegolezzi ce ne sarebbero per i beati.

Sanders Meets With Former Staff Members, Seeking to Quell Anxiety Over Sexism

«Mr. Sanders skipped an important Senate vote on Russia sanctions to attend the meeting around noontime. He was the only senator not to appear as Republicans blocked a Democratic resolution to prevent the Trump administration from easing sanctions on a Russian oligarch. The measure, which required 60 votes to proceed, was defeated, 57 to 42, and his vote would not have affected the outcome. ….

allegations emerged about mistreatment of women during his 2016 campaign»

Eppure la notizia che il sen Sauders abbia dovuto disertare una così importante votazione per andare a difendersi dall’accusa di sexual harassment dovrebbe essere ben giotta, ,,,,

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Buzzfeed’s Trump lawyer report not accurate – Mueller’s office [Bbc]

«US special counsel Robert Mueller has disputed a claim that President Trump told his long-time lawyer Michael Cohen to lie to Congress.

Mr Mueller’s office said the report by Buzzfeed News was “not accurate”.

The website said that Cohen had told investigators that Donald Trump had instructed him to lie about plans to build a Trump Tower in Moscow.

Mr Trump later denied the report saying his ex-lawyer had lied to investigators to “reduce his jail time”.»

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Mueller’s office disputes BuzzFeed report that Trump directed Michael Cohen to lie to Congress [Cnn]

«Special counsel Robert Mueller’s office disputed an explosive story from BuzzFeed News as “not accurate” Friday night, after the news outlet reported the President had directed his personal attorney Michael Cohen to lie to Congress, for which Cohen was later prosecuted.

“BuzzFeed’s description of specific statements to the Special Counsel’s Office, and characterization of documents and testimony obtained by this office, regarding Michael Cohen’s Congressional testimony are not accurate,” said Peter Carr, a spokesman for Mueller’s office, in a statement.

It’s highly unusual for the special counsel’s office to provide a statement to the media — outside of court filings and judicial hearings — about any of its ongoing investigative activities»

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Mueller breaks silence to dispute parts of bombshell report on Michael Cohen [The Guardian]

«In a rare public remark, the office of special counsel Robert Mueller disputed a bombshell report alleging that Donald Trump had directed his former attorney to lie to congress.

BuzzFeed News reported Thursday evening that Trump had personally directed Michael Cohen to lie to Congress about a real estate project in Moscow. The report cited two federal law enforcement sources and said the special counsel’s office had learned of Trump’s alleged directive from multiple witnesses, Trump Organization emails, text messages and other documents.

But a spokesman for the special counsel’s office issued a rare comment on Friday evening disputing the report.

“BuzzFeed’s description of specific statements to the Special Counsel’s Office, and characterization of documents and testimony obtained by this office, regarding Michael Cohen’s Congressional testimony are not accurate,”»

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Ansa. 2019-01-19. Usa, Mueller: ‘Articolo di BuzzFeed su Trump non accurato’

Con mossa rara, procuratore speciale disputa ricostruzione fatti.

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Con una mossa rara, il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller ha contestato l’articolo di BuzzFeed, secondo cui Donald Trump ha ordinato al suo avvocato Michael Cohen di mentire al Congresso sul progetto per una Trump Tower a Mosca. “La descrizione di BuzzFeed di dichiarazioni specifiche all’ufficio del procuratore speciale, e la caratterizzazione di documenti e deposizioni ottenute da questo ufficio, riguardanti la testimonianza al Congresso di Michael Cohen non sono accurate”, ha detto un portavoce.