Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Unione Europea, Vizi e Depravazioni

Biden. Impagliato il boss adesso è il turno dei leccasfinteri europei. Eva Kaili.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-12-12.

2022-12-11__ Eva Kaili 001

 

Adesso la figlietta non ghigna più.

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«Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una religione al contrario – un vero e proprio satanismo.» [Putin. Discorso del 20 settembre]

Ma ciò che ha reso Joe Biden ed i liberal democratici odiosi ed odiati nel mondo intero è stata la loro pretesa che l’accettazione della loro ideologia fosse la conditio sine qua non di ogni qualsiasi forma di rapporto sociale, politico ed economico con gli Stati Uniti. Unitamente alla loro presunzione di essere i giudici dell’universo.

La menzogna è intrinseca al credo liberal, ma caduto il boss stanno iniziando i redde rationem.

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Macron è già stato incriminato da un tribunale francese e langue in attesa di essere deportato alla Caienna.

Adesso è il turno di Eva Kaili.

«Un Qatar “modello per il mondo arabo”. Si sono impegnati a una visione per scelta e si sono aperti al mondo. Eppure alcuni qui chiedono che siano discriminati, li bullizzano e accusano di corruzione chiunque parli con loro.»

Bene. Benissimo. Questa è Eva Kaili quella che bacchettava l’Italia seduta su sacchi di banconote. Leggete bene: sacchi di banconote.

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Orfani della tutela politica economica e militare di Joe Biden gli europarlamentari sono terrorizzati.

Saranno trattati per come hanno trattato.

L’europarlamentare più pulito ha una lebbra in fase esfoliativa.

Che si tornano le budella in attesa del loro turno.

Macron e Kaili sono solo i primidue della lunga lista.

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“Qatar all’avanguardia nei diritti dei lavoratori”, l’ultimo intervento all’Europarlamento della vicepresidente Eva Kaili.

L’esponente greca dei “Socialisti&Democratici” accusata di corruzione.

Un Qatar “modello per il mondo arabo”.

Un Qatar che ha abolito la “kalafa” (n.d.r. un’istituzione giuridica utilizzata per monitorare i lavoratori stranieri impiegati specialmente nel settore edilizio e nel servizio a domicilio) un Qatar “all’avanguardia nei diritti dei lavoratori”. Si esprimeva così il 21 novembre la vicepresidente greca del Parlamento europeo Eva Kaili, membro del gruppo dei “Socialisti&Democratici”, in stato di fermo perché coinvolta nell’inchiesta sulla corruzione del Qatar.

Questo il suo ultimo intervento sul Qatar in plenaria:

“Oggi i Mondiali in Qatar sono la prova di come la diplomazia dello sport possa ottenere una storica trasformazione in un paese, con riforme che ispirano il mondo arabo Io avevo detto che il Qatar e’ un paladino dei diritti del lavoro, con l’abolizione della Kafala (permesso del datore di lavoro per lasciare il Golfo), l’introduzione del salario minimo, nonostante anche compagnie europee non applichino queste leggi” diceva Kaili. “Si sono impegnati a una visione per scelta e si sono aperti al mondo. Eppure alcuni qui chiedono che siano discriminati, li bullizzano e accusano di corruzione chiunque parli con loro. Pero’ comprano il loro gas e hanno compagnie che in Qatar fanno miliardi” “Non abbiamo il diritto morale di fare lezioni per andare a caccia dell’attenzione dei dei media e non imponiamo i nostri modelli, li rispettiamo”.

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Corruzione Ue/Qatar, “trovati sacchi di banconote in casa di Eva Kaili” | Metsola la sospende dall’Europarlamento.

La vicepresidente del Parlamento europeo ha trascorso la notte in stato di detenzione e sarà ascoltata entro 48 ore da un giudice.

Nella casa di Eva Kaili, la vicepresidente del Parlamento europeo arrestata in Belgio, sono stati trovati “sacchi di banconote”: per questo motivo l’europarlamentare, che sarebbe coinvolta nell’inchiesta sulla corruzione legata al Qatar, ha trascorso la notte in stato di detenzione.

È quanto riferisce il quotidiano belga “L’Echo”. Secondo quanto scrive un’altra testata, “Le Soir”, Kaili, come gli altri quattro arrestati venerdì, sarà ascoltata entro 48 ore da un giudice che deciderà su eventuali mandati di cattura. La presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, ha sospeso Kaili con effetto immediato dal ruolo di vicepresidente.

Procura belga: arrestate personalità con posizioni strategiche – La procura federale belga non ha confermato i nomi degli arrestati, ma sottolinea che si tratta di “personalità con posizioni strategiche”. Secondo le informazioni ottenute dall’agenzia di stampa greca “Ana-Mpa”, inoltre, è stato arrestato anche il compagno di Kaili, Francesco Giorgi, in passato assistente parlamentare di Antonio Panzeri, ex europarlamentare del gruppo S&D che figura tra gli arrestati nella maxi operazione condotta dalla polizia belga. 

Le altre persone arrestate sarebbero Luca Visentini, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc) e Niccolò Figa Talamanca, direttore dell’ong No peace without justice. I cinque arrestati avrebbero tentato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo a favore di un Paese del Golfo che, secondo la stampa belga, sarebbe il Qatar. 

S&D: sostituire Kaili come vicepresidente del Pe – “Il gruppo S&D richiederà un nuovo punto all’ordine del giorno della prossima conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, sulla base dell’art. 21 del regolamento interno. Alla luce dell’indagine, Eva Kaili dovrebbe essere sostituita come vicepresidente del Pe, al fine di proteggere la rispettabilità dell’istituzione e la fiducia dei cittadini”. Lo annuncia in un tweet la presidente dei Socialisti all’Eurocamera Iratxe Garcia Perez.

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Qatar, arrestate la moglie e la figlia di Panzeri.

Le due donne si trovano ora in carcere a Bergamo.

Bergamo, 09 DIC – È stato eseguito oggi nella Bergamasca il mandato di arresto europeo nei confronti della moglie e della figlia di Pier Antonio Panzeri, l’ex eurodeputato dei Socialisti e Democratici finito nell’inchiesta di Bruxelles per corruzione e riciclaggio, con vincolo di associazione per delinquere.

Panzeri risulta avere ancora casa a Calusco d’Adda, il paese del bergamasco di cui è originario: proprio lì sarebbero state rintracciate la moglie di Panzeri, Maria Colleoni, 67 anni, e la figlia Silvia, 38.

Le donne si trovano ora in carcere a Bergamo, dove sono state accompagnate in base al mandato che prevede la custodia cautelare in carcere.

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Qatar: convalidati 4 arresti a Bruxelles, c’è anche Kaili.

Panzeri e Giorgi tra i 4 fermi convalidati oggi.

 Brussels, 11 DIC – La giustizia belga ha convalidato l’arresto e confermato le accuse per quattro persone fermate nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar all’Eurocamera. Tra di esse, è confermato l’arresto della vice presidente greca del Parlamento europeo Eva Kaili. Quattro italiani erano in stato di fermo da venerdì. Tra loro c’è l’ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1 Antonio Panzeri e Francesco Giorgi, compagno della vice presidente del Pe Eva Kaili.

La procura di Bruxelles, confermando l’arresto delle quattro persone, non ha indicato i nomi delle persone accusate. Venerdì, ad essere stati fermati erano stati l’ex eurodeputato Antonio Panzeri, il sindacalista Luca Visentini, il compagno di Eva Kaili Francesco Giorgio e Niccolò Figa-Talamanca della ong No peace Without Justice. Nelle ore successive erano stati arrestati Kaili e suo padre.

I 4 fermi convalidati dalla giustizia belga nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione da parte del Qatar sono quelli della vice presidente del Pe Eva Kaili, dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri, dell’assistente parlamentare Francesco Giorgi e di Niccolò Figa-Talamanca della ong No peace Without Justice.

Rilasciati sotto condizioni Luca Visentini e il padre di Kaili.

E’ quanto riportano i media belgi citando fonti giudiziarie.

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Qatar: convalidati 4 arresti a Bruxelles, c’è anche Kaili.

Metsola, Pe collabora attivamente con la giustizia.

La giustizia belga ha convalidato l’arresto e confermato le accuse per quattro persone fermate nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar all’Eurocamera. 

I 4 fermi convalidati dalla giustizia belga sono quelli della vice presidente del Pe Eva Kaili, dell’ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1 Antonio Panzeri, dell’assistente parlamentare Francesco Giorgi (compagno di Eva Kaili) e di Niccolò Figà-Talamanca della ong No peace Without Justice. Rilasciati sotto condizioni Luca Visentini e il padre di Kaili. E’ quanto riportano i media belgi citando fonti giudiziarie.

“Lo Stato del Qatar respinge categoricamente qualsiasi tentativo di associarlo ad accuse di cattiva condotta”: è la dichiarazione di un esponente del Paese del Golfo inviata per e-mail a Politico.eu che ha provato a contattare Doha sull’inchiesta corruzione al Parlamento europeo che sta portando avanti la procura di Bruxelles.

L’abitazione a Bruxelles dell’eurodeputato socialista Marc Tarabella è stata perquisita sabato sera nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar all’Eurocamera. E’ quanto si legge sui siti dei due quotidiani belgi Le Soir e Knack. Il materiale informatico dell’eurodeputato belga è stato sequestrato dagli investigatori ma Tarabella non è in stato di fermo.

“Il Parlamento europeo e la presidente Metsola stanno collaborando attivamente e pienamente con le autorità di giudiziarie per favorire il corso della giustizia”, ha sottolineato Juri Laas, portavoce della presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola.

“E’ una cosa gravissima, se quello che emerge da prime decisioni procura Bruxelles fosse confermato si tratterebbe di esponenti del Parlamento ed attivisti che avrebbero ricevuto soldi per chiudere un occhio sulle condizioni di lavoro in Qatar. Una vicenda vergognosa e intollerabile. Se si confermera’ che qualcuno ha preso soldi per cercare di influenzare l’opinione del Parlamento europeo penso che sara’ veramente una delle piu’ drammatiche storie di corruzione di questi anni”, ha detto il commissario Ue agli affari economici Paolo Gentiloni ospite a Mezz’ora in più.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Giustizia, Stati Uniti

Midterm. Decapitato il boss i fedeli sostenitori sono esposti alle vendette in tutto il mondo.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-24.

Pappagallo Impagliato 001

Gli Elettori hanno negato a Joe Biden ed ai liberal democratici il controllo del Congresso, i cui congressisti repubblicani sono tutti fedelissimi del Presidente Trump.

Biden aveva presentato midterm come un referendum su di sé e sulla ideologia liberal, e gli Elettori lo hanno punito severamente.

Ma senza poter controllare il Congresso, Biden conta nulla. Non può più proteggere nessuno, né negli States né all’estero. È un pappagallo impagliato collocato nell’atrio della White House.

Ma a questo consegue che tutti coloro che fondavano il proprio potere e la propria esistenza su Joe Biden ed i liberal democratici sono rimasti privi di copertura politica ed economica.

L’elenco dei picciotti rimasti indifesi ed esposti alle vendette è impressionantemente lungo.

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«Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una religione al contrario – un vero e proprio satanismo.» [Putin. Discorso del 20 settembre]

Ma ciò che ha reso Joe Biden ed i liberal democratici odiosi ed odiati nel mondo intero è stata la loro pretesa che l’accettazione della loro ideologia fosse la conditio sine qua non di ogni qualsiasi forma di rapporto sociale, politico ed economico con gli Stati Uniti. Unitamente alla loro presunzione di essere i giudici dell’universo.

Condizione questa da tempo non più reale, che riduceva i loro diktat a mere parole senza conseguenza alcuna. La situazione economica degli States li rende paese non più economicamente egemone.

Perdendo poi il Congresso, Joe Biden vale meno dello straccio per lavare per terra.

Midterm. Biden polarizza le elezioni riducendole a scontro ideologico. Ad un referendum.

«La democrazia americana è sotto attacco perché l’ex presidente sconfitto ha rifiutato di accettare i risultati delle elezioni del 2020»

«Non e’ un referendum su di me, ma una scelta tra due visioni di paese»

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Hillary Clinton a New York: “In gioco aborto e diritti gay”.

«Un richiamo a votare per difendere il diritto all’aborto e allontanare la paura: è quello che ha lanciato Hillary Clinton, che è scesa in campo a New York a sostegno della governatrice democratica Kathy Hochul, la cui riconferma è messa a rischio dall’ascesa dello sfidante repubblicano, Lee Zeldin.»

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Midterm. House. 219 seggi. Il Congresso adesso indagherà sui brogli.

I repubblicani hanno conquistato un altro seggio al Congresso, consolidando la loro maggioranza.

Da subito il nuovo Congresso indagherà su Joe Biden e suo figlio Hunter, ma indagherà anche su tutta la pletora di brogli elettorali perpetrati dai liberal democratici.

Lo Elettorato ha tolto la fiducia a Joe Biden ed ai liberal democratici. Ma a questo consegue che tutti coloro che fondavano il proprio potere e la propria esistenza su Joe Biden ed i liberal democratici sono rimasti privi di copertura politica ed economica.

Dura sarà la vita dei media ex di regime.

Adesso altro non sono che la voce di quello che avrebbe detto Joe Biden se gli Elettori non lo avessero trombato.

«Trump’s false claims that the 2020 election was fraudulent».

Risponderanno alla inchiesta del Congresso su simili affermazioni settarie e menzognere. Vi furono e vi sono tuttora giganteschi brogli elettorali.

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Tra gli orfani illustri citiamo il Vaticano, il Collegio Cardinalizio e le Conferenze Episcopali, più gran parte del clero.

Chiunque abbia letto e meditato il Liber Gomorrhianus scritto da san Pier Damiani nel 1051 vi ritrova il motivo per il quale abbiano abbracciato con entusiasmo l’ideologia liberal: per cercare di giustificare e continuare a mantenere le proprie depravazioni.

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                         Il controllo repubblicano della Camera può potenzialmente limitare la capacità del Presidente di raggiungere gli obiettivi di politica estera, in particolare sull’Ucraina. Il Presidente Biden dovrà affrontare nuove sfide per portare avanti la sua agenda globale dopo le elezioni di midterm, dato che si prevede che i guadagni dei repubblicani aumenteranno lo scetticismo del Congresso sul sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, rinnoveranno l’esame della posizione dell’America all’estero e avvieranno indagini polarizzanti sulla gestione dell’Afghanistan e dell’immigrazione. Il controllo repubblicano della Camera può potenzialmente limitare la capacità di Biden di raggiungere gli obiettivi chiave della politica estera, compresa la sua intenzione di continuare a fornire alti livelli di aiuto all’Ucraina nella guerra contro la Russia.

                         Ma forse la preoccupazione più immediata per Biden e i suoi consiglieri è la possibilità che una Camera controllata dai repubblicani imponga nuovi ostacoli al suo desiderio di continuare l’ampio sostegno militare ed economico che la sua amministrazione ha fornito all’Ucraina. Il rappresentante Kevin McCarthy (California), in lizza per diventare speaker della Camera quando i repubblicani prenderanno il potere a gennaio, ha segnalato che il GOP della Camera potrebbe porre fine o limitare la spesa per la guerra. Un sondaggio del 3 novembre pubblicato dal Wall Street Journal ha mostrato che il 48% dei repubblicani ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno facendo troppo per l’Ucraina, con un netto aumento rispetto al 6% di marzo.

                         Dobbiamo smettere di lasciare che Zelensky chieda soldi e armi ai contribuenti statunitensi mentre cerca di trascinarci nella terza guerra mondiale. Niente più soldi all’Ucraina.

                         Un’altra sfida che Biden deve affrontare con una Camera controllata dai repubblicani è la probabilità di indagini congressuali controverse relative alla sua gestione degli affari internazionali, che potrebbero distrarre dalle priorità dell’amministrazione. Queste includono potenziali indagini sul figlio di Biden, Hunter, e sui suoi affari all’estero, tra cui una società energetica cinese; la risposta dell’amministrazione alla pandemia di coronavirus e la sua politica di immigrazione. Resta da vedere se l’indagine prevista sul ritiro di Biden dall’Afghanistan, ampiamente considerato un fallimento in politica estera, sarà in grado di rivaleggiare con l’accesa divisività dell’indagine condotta dai repubblicani sulla morte di quattro americani a Bengasi, in Libia, nel 2012.

                         La Casa Bianca dovrà anche decidere se e come modificare le relazioni degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita, che hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi decenni dopo che il regno, insieme ad altri grandi produttori di petrolio, ha annunciato di voler tagliare la produzione di petrolio un mese prima delle elezioni di metà mandato, spingendo Biden ad avvertire con rabbia delle conseguenze.

                         Ci sarà un livello di rabbia residua.

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«Republican control of the House has potential to constrain the president’s ability to achieve foreign policy goals, notably on Ukraine. President Biden will confront new challenges in advancing his global agenda following the midterm elections, as Republican gains are expected to deepen congressional skepticism about U.S. support for Ukraine, renew scrutiny of America’s posture abroad and initiate polarizing probes into his handling of Afghanistan and immigration. Republican control of the House has the potential to constrain Biden’s ability to achieve key foreign policy goals, including his intent to continue providing high levels of aid for Ukraine in the war against Russia»

«But perhaps the most immediate concern for Biden and his advisers is the potential for a Republican-controlled House to impose new obstacles on his desire to continue the extensive military and economic support his administration has provided to Ukraine. Rep. Kevin McCarthy (Calif.), who is vying to become House speaker when Republicans take over in January, has signaled the House GOP could end or limit spending on the war. A Nov. 3 poll published by the Wall Street Journal showed that 48 percent of Republicans said the United States was doing “too much” for Ukraine, a sharp increase from 6 percent in March»

«We must stop letting Zelensky demand money & weapons from U.S. taxpayers while he is trying to drag us into WW3. No more money to Ukraine.»

«Another challenge Biden must navigate with a Republican-controlled House is the likelihood of contentious congressional investigations related to his handling of international affairs, which could distract from the administration’s priorities. Those include potential inquiries into Biden’s son, Hunter, and his overseas business dealings, including with a Chinese energy firm; the administration’s response to the coronavirus pandemic; and its immigration policy. Whether an expected probe into Biden’s withdrawal from Afghanistan, widely seen as a foreign policy failing, will rival the fiery divisiveness of the Republican-led probe into the 2012 death of four Americans in Benghazi, Libya, remains to be seen»

«The White House also will need to decide if and how it will alter the U.S. relationship with Saudi Arabia, which reached its lowest level in decades after the kingdom, along with other major oil producers, announced it would cut oil production a month ahead of the midterms, prompting Biden to angrily warn of consequences.»

«There will be a level of residual anger»

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With GOP House win, Biden faces added curbs on foreign policy.

Republican control of the House has potential to constrain the president’s ability to achieve foreign policy goals, notably on Ukraine.

President Biden will confront new challenges in advancing his global agenda following the midterm elections, as Republican gains are expected to deepen congressional skepticism about U.S. support for Ukraine, renew scrutiny of America’s posture abroad and initiate polarizing probes into his handling of Afghanistan and immigration.

While Democrats have retained their majority in the Senate, Republican control of the House has the potential to constrain Biden’s ability to achieve key foreign policy goals, including his intent to continue providing high levels of aid for Ukraine in the war against Russia. An incident this week in Poland foreshadowed the debates to come, with a segment of the GOP demanding an end to U.S. support after two people died in an explosion that Western officials think was caused, unintentionally, by the Ukrainians. Analysts said those pressures will be tempered, both by Republican divisions on that topic and the president’s broad authority in foreign affairs.

Richard Haass, president of the Council on Foreign Relations, said substantial bipartisan agreement on some issues, including a desire to take a hawkish stance on China, would blunt the impact on Biden of Republicans’ ascendancy in the elections. He said last week’s polls — which largely defied fears of electoral violence or the immediate rejections of results — would help allay American allies troubled by recent tumult in U.S. politics.

“The good news,” Haass said, “ … is that it shows that, at least to a degree, American democracy is not on life support. That’s a reassuring message to our friends.”

Speaking last week about Democrats’ stronger-than-expected showing at the polls, Biden said he hoped to collaborate with Republicans on foreign affairs, promising to invite congressional leaders from both parties to the White House following his trip to Asia and the Middle East to discuss how they can jointly advance U.S. security and prosperity. “I’m open to any good ideas,” he said.

The midterms’ effect on Biden’s foreign policy agenda takes on greater importance as he prepares for a reelection bid in 2024, when his international record will probably contribute to voters’ decisions.

But perhaps the most immediate concern for Biden and his advisers is the potential for a Republican-controlled House to impose new obstacles on his desire to continue the extensive military and economic support his administration has provided to Ukraine. Security aid to Ukraine has topped $18 billion since Russia’s Feb. 24 invasion, the largest such annual sum since the end of the Cold War, and with Ukrainian forces claiming victory in the strategic city of Kherson, there are few signs the war will conclude anytime soon.

While support for Ukraine remains strong among many senior congressional Republicans, Rep. Kevin McCarthy (Calif.), who is vying to become House speaker when Republicans take over in January, has signaled the House GOP could end or limit spending on the war.

A Nov. 3 poll published by the Wall Street Journal showed that 48 percent of Republicans said the United States was doing “too much” for Ukraine, a sharp increase from 6 percent in March. Even before the election, the potential for a fracturing of U.S. support was generating concern in Kyiv.

Some Republicans’ skepticism of the war was evident after the explosion Tuesday near Poland’s border with Ukraine, a murky incident that U.S. and Polish officials said appears to have involved an errant Ukrainian air defense missile. A day after the incident, as Ukrainian leaders continued to insist that Russia was to blame for the attack, Republicans including Donald Trump Jr. and Rep. Marjorie Taylor Greene (Ga.) said the incident was further proof of the need to stop arming Ukraine.

“We must stop letting Zelensky demand money & weapons from U.S. taxpayers while he is trying to drag us into WW3,” Greene said on Twitter, referring to Ukrainian President Volodymyr Zelensky.

The missile attack killing two innocent people in Poland was likely from Ukrainian Air Defense.

We must stop letting Zelensky demand money & weapons from US taxpayers while he is trying to drag us into WW3.

    No more money to Ukraine.

    It’s time to end this war and demand peace. https://t.co/2TamLW5cDp

    — Rep. Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@RepMTG) November 16, 2022

While many Republicans have privately expressed skepticism that McCarthy and a Republican-led House would cut off aid all together, one senior GOP aide said funding for Ukraine could become a sort of litmus test as far-right factions of the party assert their policy priorities. Republicans taking control of influential committees, such as Rep. Michael McCaul (R-Tex.), who is poised to preside over the House Foreign Affairs Committee, are likely to face the delicate task of having to accommodate isolationists and hawks within their party.

National security adviser Jake Sullivan has said the White House’s analysis of lawmaker positions suggested that strong congressional support for Ukraine would endure. “I think you will not see these kinds of doomsday scenarios, that the purse strings will be pulled shut and it’s over. I just simply reject that scenario,” he said this month. “Yes, there may be an increasing number of voices that raise questions, but it will still be a very distinct minority.”

Brian Katulis, vice president of policy at the Middle East Institute, said competing pressures from both parties’ edges — liberal Democrats and Republicans allied with former president Donald Trump — would make it easier for Biden to resist dramatic course corrections. Differences within the Democratic Party on Ukraine were visible last month when lawmakers issued and then quickly withdrew a letter urging Biden to negotiate directly with Russia to end the Ukraine war.

“Voices will call out from the margins to do things like cut support for Ukraine or withdraw from the Middle East,” Katulis said. “But those voices lack public support for what they advocate, and the election results will likely reinforce a trend toward a more moderate path for U.S. national security in 2023 to 2024.”

Another challenge Biden must navigate with a Republican-controlled House is the likelihood of contentious congressional investigations related to his handling of international affairs, which could distract from the administration’s priorities. Those include potential inquiries into Biden’s son, Hunter, and his overseas business dealings, including with a Chinese energy firm; the administration’s response to the coronavirus pandemic; and its immigration policy.

Although White House officials may view such investigations as partisan exercises, they will have to comply with at least some of investigators’ document and email requests, which could drain significant time and resources.

Whether an expected probe into Biden’s withdrawal from Afghanistan, widely seen as a foreign policy failing, will rival the fiery divisiveness of the Republican-led probe into the 2012 death of four Americans in Benghazi, Libya, remains to be seen. Those hearings, including a House committee’s marathon questioning of then-presidential hopeful Hillary Clinton, helped propel to national prominence Trump’s eventual secretary of state, Mike Pompeo, then a little-known U.S. representative from Kansas.

While analysts say Biden’s handling of the Ukraine conflict has been more successful, public hearings that revive the grim facts surrounding his ordered departure from Afghanistan — the collapse of the U.S.-backed government to hard-line Taliban militants, the reversal of key gains by women and girls, and complaints by NATO allies who said they weren’t properly consulted — could be politically damaging. Already, Republican members of the House Foreign Affairs Committee issued a report concluding that the administration failed to properly plan for the withdrawal.

Such an investigation has the potential to cast an unfavorable light on Secretary of State Antony Blinken, whose agency had a key role in granting visas to Afghans who had worked with the U.S. government so they could relocate to the United States. Thousands of Afghans eligible for those visas remain stuck in Afghanistan or other locations, unable to emigrate more than a year after the U.S. departure.

Experts said they expect few major changes to the Biden administration’s approach to China, whose global rise has been cast by both parties as America’s biggest foreign policy challenge. While some Republicans have described Biden as soft on China and called for a tougher trade policy, the Biden administration already is moving to reduce China’s access to advanced computer chips while attempting to reorient the U.S. military toward Asia.

Despite the mounting tension, Biden pledged to find areas of bilateral cooperation, on issues such as climate change and food security, following a lengthy meeting with Chinese President Xi Jinping in Indonesia this week.

Biden suggested after their meeting that no Chinese attack on Taiwan was imminent, but it was unclear whether the discussion on the sidelines of an economic summit will diminish the acrimony related to the island, including Beijing’s threats to use force to bring it under Chinese control and a visit to Taipei this fall by House Speaker Nancy Pelosi (D-Calif.).

The White House also will need to decide if and how it will alter the U.S. relationship with Saudi Arabia, which reached its lowest level in decades after the kingdom, along with other major oil producers, announced it would cut oil production a month ahead of the midterms, prompting Biden to angrily warn of “consequences.” Officials said any steps by the administration to retaliate for the decision, which was seen as a particular affront just months after Biden made a controversial trip to Saudi Arabia, would come after the midterms.

Congressional Democrats have put forward a number of proposals in response, including potential decisions that would freeze security cooperation with Saudi Arabia, withdraw U.S. troops, divert planned arms sales or remove OPEC Plus’s exemption from U.S. antitrust laws.

David Schenker, who served as a senior State Department official for the Middle East during the Trump administration and now is a scholar at the Washington Institute for Near East Policy, said Republicans likewise may be inclined to penalize the kingdom. He said many GOP lawmakers are exasperated that strong Republican support for Saudi Arabia under Trump, including the Trump State Department’s unusual decision to sell the kingdom arms over the objections of Congress, was followed by an OPEC cut seen as a major snub to Americans of both parties.

“They felt they had gone out on a limb to defend Saudi Arabia, and [the oil decision] was really hurting industries at home in their districts,” he said.

While it’s not yet certain whether Republicans and Democrats will come together in sufficient numbers to pass punitive legislation, Schenker said one thing remains clear: “There will be a level of residual anger.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Ong - Ngo, Stati Uniti

Twitter. Musk la sta disinfestando dai liberal socialisti. Erano davvero tanti. Troppi.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-15.

Bosch Hieronymus. Ascesa all'Empireo. Palazzo Ducale. Venezia.

«Con l’acquisto e il controllo del social-media Twitter da parte di Elon Musk torna la libertà di parola, opinione e comunicazione per centinaia di milioni di utenti attivi in tutto il mondo»

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                         Subito dopo aver ratificato l’acquisizione di Twitter, Musk aveva già licenziato diversi alti dirigenti, tra cui l’amministratore delegato, Parag Agrawal, il direttore finanziario, Ned Segal, e il responsabile degli affari legali e della politica, Vijaya Gadde.

                         Con l’acquisto e il controllo del social-media Twitter da parte di Elon Musk torna la libertà di parola, opinione e comunicazione per centinaia di milioni di utenti attivi in tutto il mondo (396 a ottobre 2022). A fine marzo, il geniale e più ricco uomo del mondo Elon Musk aveva fatto un sondaggio tra i suoi 100 milioni di follower su Twitter, chiedendo la loro opinione sull’effettiva libertà di parola e di espressione sul social media che, in passato, aveva deciso di bandire definitivamente Trump nel febbraio 2021 e di censurare contenuti e messaggi pro-vita e pro-famiglia. Il risultato era stato chiaro, con il 70% (1,4 milioni di votanti su 2 milioni) convinto che Twitter non rispettasse il primo principio della democrazia: la libertà di parola e di opinione.

                         Da allora e fino a pochi giorni fa, Elon Musk ha deciso di acquistare Twitter e di estromettere manager e dirigenti che non rispettavano la libertà di parola e di espressione per motivi politici. L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, ha completato l’acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari lo scorso 28 ottobre, e lo stesso Musk ha annunciato: L’uccellino [simbolo del social media Twitter] è stato liberato. Lo stesso giorno sono stati licenziati alcuni dirigenti, tra cui l’amministratore delegato Parag Agrawal, che è stato scortato fuori dalla sede. Musk ha dichiarato di non volere che la piattaforma diventi un amplificatore per l’odio, in un’ampia dichiarazione pubblicata sulla piattaforma: Twitter ovviamente non può diventare un inferno libero dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze!. Tuttavia, la libertà di opinione e di parola e il dibattito ragionevole saranno consentiti a tutti, senza che alcuna decisione politica o ideologica impedisca a chiunque si opponga al pensiero liberale dominante di esprimersi liberamente.

                         Qual è esattamente l’algoritmo di Twitter che ha censurato le opinioni dei conservatori, di chi ha deriso il presidente Biden, di chi si è opposto agli abortisti o ha messo in discussione la dottrina del vaccino Covid? Da qualche giorno, le persone che non potevano parlare saranno autorizzate a farlo dal nuovo.

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                         Venerdì Twitter Inc. comunicherà ai dipendenti via e-mail se sono stati licenziati, chiudendo temporaneamente gli uffici e impedendo l’accesso al personale, dopo una settimana di incertezza sul futuro dell’azienda sotto il nuovo proprietario Elon Musk. In un’e-mail inviata al personale, la società di social media ha dichiarato che venerdì alle 9.00, ora del Pacifico (12.00 EDT/1600 GMT) avviserà i dipendenti dei tagli al personale.

                         La società di social media ha dichiarato in un’e-mail al personale che avrebbe avvisato i dipendenti entro le 9 ora del Pacifico di venerdì (12 p.m. EDT/1600 GMT) dei tagli al personale. Nel tentativo di riportare Twitter su un percorso sano, venerdì affronteremo il difficile processo di riduzione della nostra forza lavoro globale. Musk, la persona più ricca del mondo, sta cercando di tagliare circa 3.700 dipendenti di Twitter, ovvero circa la metà della forza lavoro, nel tentativo di ridurre i costi e imporre una nuova etica del lavoro esigente.

                         Musk ha incaricato i team di Twitter di trovare fino a 1 miliardo di dollari di risparmi annuali sui costi della infrastruttura. Ha già fatto piazza pulita dei vertici dell’azienda, licenziando l’amministratore delegato e i principali dirigenti finanziari e legali. Altri, tra cui quelli che siedono ai vertici delle divisioni pubblicità, marketing e risorse umane, hanno lasciato l’azienda nel corso della scorsa settimana.

                         I licenziamenti, che erano attesi da tempo, hanno messo in crisi la cultura aziendale di Twitter, notoriamente aperta e lodata da molti dei suoi dipendenti.

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«Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk. The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.»

«The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts. In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday. Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic»

«Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost saving. He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. human resources divisions, departed throughout the past week»

«The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.»

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Twitter layoffs to start today, company tells staff in an email

Nov 4 (Reuters) – Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk.

The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.

“In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday,” said the email sent on Thursday, seen by Reuters.

Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic, according to internal plans reviewed by Reuters this week.

Twitter did not immediately respond to a request for comment.

Twitter said in the email that its offices would be temporarily closed and all badge access suspended in order “to help ensure the safety of each employee as well as Twitter systems and customer data.”

The company said employees who were not affected by the layoffs would be notified via their work email addresses. Staff who had been laid off would be notified with next steps to their personal email addresses, the memo said.

Some employees tweeted their access to the company’s IT system had been blocked and feared whether that suggested they had been laid off.

“Looks like I’m unemployed y’all. Just got remotely logged out of my work laptop and removed from Slack,” tweeted a user with the @SBkcrn account, whose profile is described as former senior community manager at Twitter.

A class action lawsuit was filed on Thursday against Twitter by its employees, who argued the company was conducting mass layoffs without providing the required 60-day advance notice, in violation of federal and California law.

The lawsuit also asked the San Francisco federal court to issue an order to restrict Twitter from soliciting employees being laid off to sign documents without informing them of the pendency of the case.

Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost savings, according to two sources familiar with the matter and an internal Slack message reviewed by Reuters.

He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and human resources divisions, departed throughout the past week.

Musk’s first week as Twitter’s owner has been marked by chaos and uncertainty. Two company-wide meetings were scheduled, only to be canceled hours later. Employees told Reuters they were left to piece together information through media reports, private messaging groups and anonymous forums.

The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.

“If you are in an office or on your way to an office, please return home,” Twitter said in the email on Thursday.

Shortly after the email landed in employee inboxes, hundreds of people flooded the company’s Slack channels to say goodbye, two employees told Reuters. Someone invited Musk to join the channel, the sources said.

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Twitter layoffs to start today, company tells staff in an email

 Nov 4 (Reuters) – Twitter Inc will tell employees by email on Friday about whether they have been laid off, temporarily closing its offices and preventing staff access, following a week of uncertainty about the company’s future under new owner Elon Musk.

The social media company said in an email to staff it would alert employees by 9 a.m. Pacific time on Friday (12 p.m. EDT/1600 GMT) about staff cuts.

“In an effort to place Twitter on a healthy path, we will go through the difficult process of reducing our global workforce on Friday,” said the email sent on Thursday, seen by Reuters.

Musk, the world’s richest person, is looking to cut around 3,700 Twitter staff, or about half the workforce, as he seeks to slash costs and impose a demanding new work ethic, according to internal plans reviewed by Reuters this week.

Twitter did not immediately respond to a request for comment.

Twitter said in the email that its offices would be temporarily closed and all badge access suspended in order “to help ensure the safety of each employee as well as Twitter systems and customer data.”

The company said employees who were not affected by the layoffs would be notified via their work email addresses. Staff who had been laid off would be notified with next steps to their personal email addresses, the memo said.

Some employees tweeted their access to the company’s IT system had been blocked and feared whether that suggested they had been laid off.

“Looks like I’m unemployed y’all. Just got remotely logged out of my work laptop and removed from Slack,” tweeted a user with the @SBkcrn account, whose profile is described as former senior community manager at Twitter.

A class action lawsuit was filed on Thursday against Twitter by its employees, who argued the company was conducting mass layoffs without providing the required 60-day advance notice, in violation of federal and California law.

The lawsuit also asked the San Francisco federal court to issue an order to restrict Twitter from soliciting employees being laid off to sign documents without informing them of the pendency of the case.

Musk has directed Twitter’s teams to find up to $1 billion in annual infrastructure cost savings, according to two sources familiar with the matter and an internal Slack message reviewed by Reuters.

He had already cleared out the company’s senior ranks, firing its chief executive and top finance and legal executives. Others, including those sitting atop the company’s advertising, marketing and human resources divisions, departed throughout the past week.

Musk’s first week as Twitter’s owner has been marked by chaos and uncertainty. Two company-wide meetings were scheduled, only to be canceled hours later. Employees told Reuters they were left to piece together information through media reports, private messaging groups and anonymous forums.

The layoffs, which were long expected, have chilled Twitter’s famously open corporate culture that has been lauded by many of its employees.

“If you are in an office or on your way to an office, please return home,” Twitter said in the email on Thursday.

Shortly after the email landed in employee inboxes, hundreds of people flooded the company’s Slack channels to say goodbye, two employees told Reuters. Someone invited Musk to join the channel, the sources said.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Istruzione e Ricerca, Stati Uniti

Corte Suprema. Università. Ammettono non per merito ma per razza e religione.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-06.

Sipreme Court Stemma 001

                         La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ascoltato due casi che potrebbero modificare drasticamente la misura in cui le università possono prendere in considerazione la razza di un candidato durante il processo di ammissione. I giudici conservatori della Corte sono apparsi scettici nei confronti di queste politiche.

                         I casi discussi lunedì riguardano le ammissioni di Harvard e dell’Università della Carolina del Nord. La corte ha ascoltato i ricorsi contro le loro politiche di ammissione, che considerano la razza tra i vari fattori nella valutazione delle domande.

                         Le politiche sono state concepite per incrementare il numero di studenti neri e ispanici e sono destinate a garantire che le minoranze siano equamente rappresentate tra gli studenti universitari.

                         Ma la questione che la corte sta valutando è se esse siano discriminatorie e violino le leggi sui diritti civili. La sua eventuale decisione potrebbe avere un impatto radicale sui piani di ammissione di centinaia di istituti di istruzione superiore in tutti gli Stati Uniti. L’uso della razza nel processo di ammissione viola la Costituzione degli Stati Uniti e le leggi federali sui diritti civili che riguardano le università pubbliche. I nove giudici della Corte dovrebbero emettere una decisione alla fine dell’attuale mandato della Corte, nel luglio 2023.

                         Istituzioni come Harvard affermano di considerare la razza di un candidato come uno dei diversi fattori – tra cui lo status economico e il credo religioso – al fine di costruire classi che rappresentino accuratamente la diversità razziale ed etnica del Paese. I sondaggi d’opinione mostrano atteggiamenti diversi nei confronti dell’azione affermativa, spesso a seconda di come viene posta la domanda.

                         Un sondaggio separato pubblicato dal Pew Research Center all’inizio di quest’anno, tuttavia, ha rilevato che il 74% degli americani – tra cui una maggioranza di intervistati neri o latini – ritiene che la razza non dovrebbe essere presa in considerazione nei processi di ammissione ai college. Ma i critici sostengono da tempo che considerare la razza nelle ammissioni universitarie è discriminatorio e che queste politiche vanno a scapito di altri gruppi o di singoli studenti.

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«The US Supreme Court has heard two cases that could dramatically alter the extent to which universities can consider an applicant’s race during the admissions process. Conservative justices on the court appeared skeptical of those policies»

«The cases heard on Monday concern admissions at Harvard and the University of North Carolina. The court heard challenges to their admissions policies, which consider race among many factors when evaluating applications.

The policies are designed to boost the number of black and Hispanic students, and are intended to ensure minority groups are fairly represented among university student bodies.»

«But the question being weighed by the court is whether they are discriminatory and violate civil rights laws. Its eventual decision could radically impact the admissions plans of hundreds of institutions of higher education across the US. Use of race in its admissions process violates the US Constitution as well as federal civil rights laws that cover public universities. The court’s nine justices are expected to issue a decision at the end of the court’s current term in July 2023»

«Institutions like Harvard say they consider an applicant’s race as one of several factors – including economic status and religious belief – in order to build classes that accurately represent the racial and ethnic diversity of the country. Opinion polls show varied attitudes towards affirmative action, often depending on how the question is framed.»

«A separate poll released by the Pew Research Center earlier this year, however, found that 74% of Americans – including a majority of black or Latino respondents – believed that race should not be factored into college admissions processes. But critics have long argued that considering race in university admissions is discriminatory, and that these policies come at the expense of other groups or individual students.»

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US Supreme Court takes up race-based college admissions

The US Supreme Court has heard two cases that could dramatically alter the extent to which universities can consider an applicant’s race during the admissions process.

The eventual ruling could end decades-old affirmative action policies and significantly affect how universities manage admissions.

Affirmative action is among the most contentious issues in US education.

Conservative justices on the court appeared skeptical of those policies.

The cases heard on Monday concern admissions at Harvard and the University of North Carolina. The court heard challenges to their admissions policies, which consider race among many factors when evaluating applications.

The policies are designed to boost the number of black and Hispanic students, and are intended to ensure minority groups are fairly represented among university student bodies.

But the question being weighed by the court is whether they are discriminatory and violate civil rights laws. Its eventual decision could radically impact the admissions plans of hundreds of institutions of higher education across the US.

The plaintiffs, a non-profit group called Students for Fair Admissions, accuse Harvard of discriminating against Asian American applicants in order to boost representation from other groups.

use of race in its admissions process violates the US Constitution as well as federal civil rights laws that cover public universities.

The court’s nine justices are expected to issue a decision at the end of the court’s current term in July 2023.

The Harvard case – Students for Fair Admissions v President and Fellows of Harvard College – has been working its way through the US court system since 2014, when the non-profit first sued the university.

Students for Fair Admissions is headed by a conservative activist Edward Blum, and opposes affirmative action policies.

The group is specifically asking the Supreme Court to overturn the precedent in a landmark 2003 case, Grutter v Bollinger, which upheld affirmative action policies at a state university. That decision paved the way for universities to consider race as one of several factors in admitting students.

After a day of questioning, the court, which has a 6-3 conservative majority, is expected to be sympathetic to the group’s challenges. It remains to be seen whether they issue a narrow decision more closely focused to the specific cases or a broader ruling that has wider implications on US higher education.

During oral arguments, conservative-leaning justices grilled the universities on how race was considered during admissions.At one point, Chief Justice John Roberts asked about a hypothetical scenario in which a black applicant and a white applicant from similar economic backgrounds were compared by the admissions committee.

Justice Roberts asked if, under Harvard’s policies, the black student would receive “a tip” or “a benefit” due to his stated race.”Isn’t that very stereotypical under the Harvard programme?” he asked lawyers representing Harvard. “It is simply not the case that every black applicant gets a quote, ‘tip,'” replied lawyer Seth Waxman, who represents the school.

In legal filings, Harvard denied discrimination and argued it uses race as a factor in admissions within the parameters of the law. It said its policy allowed the university to build a more holistic educational experience for students.

Institutions like Harvard say they consider an applicant’s race as one of several factors – including economic status and religious belief – in order to build classes that accurately represent the racial and ethnic diversity of the country.

“Americans have come to view diversity as integral to learning and to trust that the path to leadership is open to all,” lawyers representing Harvard University wrote in a court filing.

Overruling precedent-setting cases on affirmative action, they said, “would undermine the public’s faith in those foundational principles”.

Opinion polls show varied attitudes towards affirmative action, often depending on how the question is framed.

A 2021 Gallup poll found that 62% of Americans were in favour of affirmative action programmes. A separate poll released by the Pew Research Center earlier this year, however, found that 74% of Americans – including a majority of black or Latino respondents – believed that race should not be factored into college admissions processes.

Proponents of affirmative action say that it helps rectify societal, economic, and historical inequities that prevent some minority groups from gaining access to the most elite educational institutions in the US.

But critics have long argued that considering race in university admissions is discriminatory, and that these policies come at the expense of other groups or individual students.

Nine US states – including California, Florida, Georgia and Michigan – currently prohibit the use of race as a factor in admissions for public universities.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Ong - Ngo

Londra. Britannia rule the waves. Execution Dock. Ecco cosa manca alla Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-11-06.

2022-11-04__ Execution Dock 001

Gli inglesi nei secoli scorsi eressero un impero mondiale. Ma l’impero erano gli uomini e le donne inglesi.

Cerchiamo di capirli, per poi imitarli, laddove possibile.

«Rule, Britannia! is a British patriotic song, originating from the poem “Rule, Britannia” by James Thomson and set to music by Thomas Arne in 1740. It is strongly associated with the Royal Navy, but also used by the British Army. It is one of the most popular patriotic British hymns, and some consider it as a 2nd National Anthem for the United Kingdom.»

Ascoltatelo con grande attenzione.

«Rule, Britannia! rule the waves:

Britons never will be slaves.»

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Ma per dominare il mare è indispensabile farne rispettare le regole.

La prigione di Marshalsea era famigerata. Di lì il condannato doveva camminare lungo le strade che portavano all’Execution Dock. I pirati erano impiccati con una corda corta che non consentiva la rottura dell’osso del collo. La loro era pertanto una lenta morte per strangolamento. Durante l’agonia la vittima si dibatteva: questo macabro spettacolo venne chiamato la danza del maresciallo.

Ma cosa sono le navi delle ngo che praticano la tratta dei migranti se non pirati della peggiore specie?

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Londra, la storia raccapricciante dell’Execution Dock.

Il famigerato Execution Dock di Londra fu per quasi 400 anni uno dei luoghi di esecuzione dei condannati all’impiccagione.

Ancora agli inizi del XIX secolo, i viaggiatori che si avvicinavano al porto della città di Londra dal Tamigi erano accolti da uno spettacolo terrificante. Il fiume era fiancheggiato da un certo numero di patiboli, dai quali pendevano altrettanti cadaveri in decomposizione, esposti all’interno di gabbie di ferro.

Il vento faceva dondolare i poveri resti umani, con un sinistro scricchiolio che terrorizzava i naviganti.

Il famigerato Execution Dock di Londra fu per quasi quattrocento anni uno dei luoghi di esecuzione dei condannati all’impiccagione. Un’incisione del 1795 rappresenta l’esecuzione di un pirata all’Execution Dock. Forse rappresenta il capitano James Lowry, impiccato nel 1762.

A quel tempo la Corona inglese era in una fase di forte espansione. Le colonie, disseminate in luoghi lontani, erano una grossa risorsa economica, sia per le materie prime che fornivano che come acquirenti dei prodotti realizzati in Gran Bretagna.

Il commercio marittimo aveva bisogno di rotte sicure. Per questo durante il regno di Elisabetta I i corsari erano sostenuti dalla corona, che li usava come strumento di contrasto per le navi delle altre potenze coloniali, nonché ai pirati. Quando questi mercenari del mare non ebbero più l’aiuto della Corona, si trasformarono quasi tutti in pirati. Erano quindi criminali che minacciavano il commercio marittimo. L’unica punizione considerata giusta per questo reato era la morte.

Tutti coloro i quali commettevano crimini sul mare, ovverosia pirati, ammutinati e contrabbandieri, venivano rinchiusi nella prigione di Marshalsea. Qui erano in attesa di essere trasferiti all’Execution Dock per la loro esecuzione pubblica.

Londra possedeva diversi luoghi dove venivano effettuate le condanne a morte. Ma il molo sul Tamigi era usato in modo particolare per i pirati.

Il condannato doveva camminare lungo le strade che dalla prigione portavano all’Execution Dock, preceduto dal Maresciallo dell’Ammiragliato o da un suo rappresentante. Egli procedeva a cavallo portando un remo d’argento, simbolo del Ministero della Marina. Le strade erano piene di spettatori, così come le rive del Tamigi. Altri cittadini si godevano invece lo spettacolo dal fiume, su barche appositamente predisposte. Uomini, donne e bambini costituivano una folla immensa, che presenziava al raccapricciante spettacolo di un uomo che moriva appeso per il collo.

Lungo la via per il patibolo c’era anche un pub (oggi una caffetteria), dove il condannato poteva assaporare il suo ultimo gallone di birra. Ai piedi della forca, l’uomo aveva poi la possibilità di pronunciare il suo ultimo discorso di rammarico per le cattive azioni commesse. Oppure di accusa verso il colpevole del suo destino. Con le ultime parole terminava anche il tempo del condannato. A quel punto, infatti, il criminale veniva appeso per il collo fino a che non sopraggiungeva la morte. I pirati subivano una condanna ancora peggiore. Essi venivano impiccati con una corda corta che non consentiva la rottura dell’osso del collo. La loro era pertanto una lenta morte per strangolamento. Durante l’agonia la vittima si dibatteva: questo macabro spettacolo venne chiamato “la danza del maresciallo”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

Usa. Corte Suprema. Continua a surrogare la politica conflittuale.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-08.

Supreme Court

Dopo decenni nei quali la Suprema Corte era in balia dei liberal socialisti, che sentenziavamo secondo ideologia e nell’interesse del partito democratico, infischiandosene allegramente della costituzione e delle leggi, adesso fa specie vedere una Suprema Corte che sentenzi in modo legale.

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Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso di un ex deputato repubblicano contro la mappa dei distretti della Camera dei Rappresentanti della Pennsylvania, adottata dalla Corte suprema dello Stato al posto di quella elaborata dai legislatori repubblicani. Il caso della Carolina del Nord, come quello della Pennsylvania, riguarda una mappa disegnata da una legislatura a guida repubblicana che l’alta corte statale ha respinto in favore di un piano di riorganizzazione diverso, approvato dalla magistratura. A marzo la Corte Suprema ha rifiutato di impedire che le mappe approvate dalla Corte in entrambi gli Stati venissero utilizzate per le primarie e per le elezioni di metà mandato del 9 novembre, che determineranno se i Democratici manterranno il controllo della Camera degli Stati Uniti.

La Corte ha una maggioranza di 6-3 conservatori. I giudici conservatori Samuel Alito, Clarence Thomas e Neil Gorsuch hanno dissentito dall’azione riguardante la Carolina del Nord. Nella maggior parte degli Stati, la riorganizzazione dei distretti è effettuata dal partito al potere, il che può portare alla manipolazione delle mappe per ottenere vantaggi di parte. Nel 2019 la Corte Suprema ha impedito ai giudici federali di limitare questa pratica, chiamata gerrymandering partitico.

I casi riguardano una teoria legale un tempo marginale, chiamata dottrina della legislatura statale indipendente, che sta guadagnando terreno nei circoli legali conservatori e che, se accettata, aumenterebbe enormemente il potere dei politici sulle elezioni. Secondo questa dottrina, la Costituzione degli Stati Uniti conferisce alle legislature, e non ai tribunali statali o ad altri enti, l’autorità sulle regole elettorali, compreso il disegno dei distretti elettorali. La dottrina si basa in parte sul linguaggio della Costituzione che afferma che i tempi, i luoghi e le modalità delle elezioni federali sono prescritti in ogni Stato dalla sua legislatura. I pareri di Kavanaugh e Alito hanno indicato che la Corte ha i quattro voti necessari per prendere in considerazione la dottrina ed emettere una sentenza che potenzialmente limita l’autorità dei tribunali statali di rivedere le regole elettorali federali stabilite dalle legislature statali prima delle elezioni presidenziali statunitensi del 2024.

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«The U.S. Supreme Court on Monday turned away a Republican former congressman’s challenge to a map charting Pennsylvania’s U.S. House of Representatives districts that the state’s highest court adopted in place of one drawn up by Republican lawmakers. The North Carolina case, like the Pennsylvania one, involves a map drawn by a Republican-led legislature that a state high court rejected in favor of a different, judicially endorsed redistricting plan. The Supreme Court in March declined to prevent the court-endorsed maps in both states from being used in primaries and the upcoming the Nov. 9 midterm elections, which will determine if Democrats retain control of the U.S. House»

«The court has a 6-3 conservative majority. Conservative Justices Samuel Alito, Clarence Thomas and Neil Gorsuch dissented from the action concerning North Carolina. In most states, such redistricting is done by the party in power, which can lead to map manipulation for partisan gain. The Supreme Court in 2019 barred federal judges from curbing the practice, called partisan gerrymandering»

«The cases touch upon a once-marginal legal theory called the “independent state legislature doctrine” that is gaining traction in conservative legal circles and, if accepted, would vastly increase the power of politicians over elections. Under that doctrine, the U.S. Constitution gives legislatures, not state courts or other entities, authority over election rules including the drawing of electoral districts. The doctrine is based in part on language in the Constitution stating that the times, places and manner of federal elections “hall be prescribed in each State by the Legislature thereof. The opinions by Kavanaugh and Alito indicated that the court has the four votes needed to take up the doctrine and issue a ruling potentially limiting state court authority to review federal election rules set by state legislatures ahead of the 2024 U.S. presidential election»

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U.S. Supreme Court rejects challenge to Pennsylvania electoral map

Washington, Oct 3 (Reuters) – The U.S. Supreme Court on Monday turned away a Republican former congressman’s challenge to a map charting Pennsylvania’s U.S. House of Representatives districts that the state’s highest court adopted in place of one drawn up by Republican lawmakers.

The justices declined to hear an appeal of a ruling by Pennsylvania’s top court endorsing a map backed by a group of Democratic voters after Democratic Governor Tom Wolf vetoed a plan passed by the majority-Republican state legislature.

Pennsylvania has 17 House districts – down one after the state lost population in the most recent national census done in 2020.

The appeal of the February ruling was brought by former U.S. Representative Ryan Costello, who argued that the U.S. Constitution limits the ability of state courts to interfere with maps or rules adopted by state legislatures for federal elections.

Costello, who served in the House from 2015 to 2019, asked that the U.S. Supreme Court take up the case alongside a similar one out of North Carolina it agreed in June to hear to “rein in the state judiciaries’ unconstitutional meddling in congressional redistricting decisions.”

The North Carolina case, like the Pennsylvania one, involves a map drawn by a Republican-led legislature that a state high court rejected in favor of a different, judicially endorsed redistricting plan.

The Supreme Court in March declined to prevent the court-endorsed maps in both states from being used in primaries and the upcoming the Nov. 9 midterm elections, which will determine if Democrats retain control of the U.S. House.

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U.S. Supreme Court rebuffs Republicans in electoral map disputes

Washington, March 7 (Reuters) – The U.S. Supreme Court on Monday let North Carolina and Pennsylvania use electoral maps approved by state courts to replace ones deemed to have given Republicans unfair advantages, improving Democratic chances of retaining control of the U.S. House of Representatives in November.

The justices denied Republican requests to put on hold lower court rulings that adopted court-drawn boundaries for North Carolina’s 14 House districts and Pennsylvania’s 17 House districts to replace electoral maps devised by Republican-controlled legislatures in the two states.

Republicans are seeking to regain control of the House, narrowly controlled by President Joe Biden’s fellow Democrats, in the Nov. 8 midterm elections. Party primaries in Pennsylvania and North Carolina are set for May 17.

The court has a 6-3 conservative majority. Conservative Justices Samuel Alito, Clarence Thomas and Neil Gorsuch dissented from the action concerning North Carolina.

The North Carolina and Pennsylvania disputes are among the numerous court battles nationwide over the composition of electoral districts, which are redrawn each decade to reflect population changes measured in a national census, last taken in 2020.

In most states, such redistricting is done by the party in power, which can lead to map manipulation for partisan gain. The Supreme Court in 2019 barred federal judges from curbing the practice, called partisan gerrymandering.

                         LEGAL DOCTRINE

The cases touch upon a once-marginal legal theory called the “independent state legislature doctrine” that is gaining traction in conservative legal circles and, if accepted, would vastly increase the power of politicians over elections. Under that doctrine, the U.S. Constitution gives legislatures, not state courts or other entities, authority over election rules including the drawing of electoral districts.

The North Carolina Republican lawmakers challenging the court-drawn map placed the theory front and center, writing in a court filing: “The North Carolina courts have usurped (the legislature’s) constitutional authority.”

Alito said the justices should have blocked the court-drawn map.

“This case presents an exceptionally important and recurring question of constitutional law, namely, the extent of a state court’s authority to reject rules adopted by a state legislature for use in conducting federal elections,” Alito wrote.

The doctrine is based in part on language in the Constitution stating that the “times, places and manner” of federal elections “shall be prescribed in each State by the Legislature thereof.”

Conservative Justice Brett Kavanaugh indicated sympathy toward the views of the dissenters but said it was too close to the election to block the maps. But Kavanaugh added that the court should take up the underlying legal issue in due course.

The opinions by Kavanaugh and Alito indicated that the court has the four votes needed to take up the doctrine and issue a ruling potentially limiting state court authority to review federal election rules set by state legislatures ahead of the 2024 U.S. presidential election.

It remains unclear if a majority of the justices would embrace such a ruling.

“Today’s orders are temporary good news, but statements from four of the justices are ominous for the ability of state courts to uphold the right to vote under state constitutions,” voting rights expert Josh Douglas of the University of Kentucky Rosenberg College of Law, wrote on Twitter.

Bob Phillips, executive director of Common Cause North Carolina, a group defending the state’s new districts, called Monday’s action a victory.

“We’re pleased that the U.S. Supreme Court rejected the legislative defendants’ shameless attempt to impose their gerrymandered congressional map upon North Carolina,” Phillips said.

The North Carolina Supreme Court, acting after Democratic voters and an environmental group challenged the Republican-drawn map, struck it down, concluding it was intentionally biased against Democrats, diluting their “fundamental right to equal voting power” in violation of the state constitution’s free elections and freedom of assembly provisions, among others.

A lower state court then rejected a redrawn map submitted by the legislature, instead adopting a new map drawn by a bipartisan group of experts. According to some redistricting analysts, the court-approved map includes seven districts likely to favor Republicans, six likely to favor Democrats and one competitive seat.

In Pennsylvania, Democratic Governor Tom Wolf vetoed a map approved by the legislature, saying the configuration of House districts gave Republicans an unfair advantage.

The Pennsylvania Supreme Court, acting on a lawsuit filed by Democratic voters, approved a new map that eliminated one Republican-leaning district approved by the legislature and, Republicans have argued, created a statewide map advantageous to Democrats.

Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

Usa. Sarà la Suprema Corte ad impostare ed ordinare la politica domestica ed estera.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-05.

Supreme Court

Come oramai da tempo è prassi consolidata negli Stati Uniti, la intensa e cocciuta litigiosità dei partiti politici, e la conseguente incapacità di trovare soluzioni condivise, approda nelle aule giudiziarie. Dapprima è discussa in quelle di basso livello, quindi in quelle federali, e per ultimo nella Corte Suprema.

Sotto questa luce la capacità di Mr Trump di aver nominato tre membri dell’alto consesso ha mutato per decenni il cammino della storia. Questa è una eredità ben robusta e durevole.

Nei fatti, è la Suprema Corte degli Stati Uniti che imposta e gestisce la politica americana, domestica ed estera.

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La Corte Suprema degli Stati Uniti affronta una serie di nuove cause

30 settembre (Reuters) – Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti aprirà un nuovo mandato di nove mesi ricco di casi importanti su questioni come la razza, il diritto di voto, la libertà religiosa, la regolamentazione ambientale, il potere delle agenzie federali e persino i dipinti di Andy Warhol.

Ecco una panoramica di alcuni dei casi che i giudici dovranno esaminare nel corso del mandato.

                         Politiche di ammissione degli studenti basate sulla razza.

Una battaglia legale che si svolgerà il 31 ottobre darà alla Corte, a maggioranza conservatrice, la possibilità di porre fine alle politiche di ammissione basate sull’azione positiva utilizzate da molti college e università per aumentare il numero di studenti neri e ispanici. Un gruppo fondato dall’attivista anti-affirmative action Edward Blum si appella alle sentenze dei tribunali di grado inferiore che hanno confermato i programmi di ammissione basati sulla razza all’Università di Harvard e all’Università del North Carolina. Il gruppo di Blum ha accusato le scuole di discriminare i candidati sulla base della razza, in violazione della legge federale o della Costituzione degli Stati Uniti. Le scuole hanno dichiarato di utilizzare la razza solo come uno dei fattori di una serie di valutazioni individuali per l’ammissione, senza quote, per promuovere la diversità dei campus.

                         Legge sui diritti di voto.

Martedì prossimo i giudici ascolteranno le argomentazioni in un caso dell’Alabama che minaccia di indebolire una legge storica sui diritti civili, il Voting Rights Act, che impedisce la discriminazione razziale nel voto. L’Alabama si appella alla sentenza di un tribunale di grado inferiore che ha invalidato una mappa approvata dalla legislatura dello Stato, controllata dai repubblicani, che disegnava i confini dei sette distretti della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Il tribunale ha ritenuto che questa mappa abbia diluito il peso elettorale degli elettori neri, in violazione del Voting Rights Act. La mappa ha concentrato il potere elettorale dei neri in un unico distretto, anche se la popolazione dell’Alabama è composta per il 27% da neri.

                         Controllo giudiziario della legge elettorale.

I giudici ascolteranno un appello sostenuto dai repubblicani in un caso della Carolina del Nord che potrebbe dare alle legislature statali molto più potere sulle elezioni federali, limitando la capacità dei tribunali statali di controllare le loro azioni. La corte suprema della Carolina del Nord ha respinto una mappa approvata dalla legislatura statale controllata dai repubblicani che delimitava i 14 distretti della Camera degli Stati Uniti. Il tribunale ha stabilito che i distretti sono stati disegnati in modo inammissibile per aumentare le possibilità elettorali dei repubblicani a scapito dei democratici. I legislatori repubblicani invocano una controversa teoria legale chiamata “dottrina della legislatura indipendente”, secondo la quale la Costituzione conferisce alle legislature, e non ai tribunali statali o ad altri enti, l’autorità sulle regole elettorali, compreso il disegno dei distretti elettorali. Si attende la data della discussione.

                         Diritti religiosi vs. diritti lgbt diritti lgbt.

Una nuova importante battaglia legale che contrappone le convinzioni religiose ai diritti LGBT è diretta ai giudici. Il caso riguarda la libertà di parola di una web designer cristiana evangelica che sostiene di non poter essere obbligata, in base a una legge anti-discriminazione del Colorado, a produrre siti web per matrimoni omosessuali. Un tribunale di grado inferiore ha respinto la richiesta della proprietaria di un’azienda, Lorie Smith, di essere esentata da una legge del Colorado che vieta la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e su alcuni altri fattori. Si attende la data della discussione.

                         Legge sulle adozioni dei nativi americani.

Il 9 novembre i giudici ascolteranno una controversia sulla legalità dei requisiti federali che danno alle famiglie native americane la priorità nell’adozione di bambini nativi americani. La sfida è portata avanti da un gruppo di famiglie adottive non native americane e dallo Stato del Texas, governato dai repubblicani. L’amministrazione del presidente Joe Biden e diverse tribù di nativi americani difendono la legge del 1978 in questione, che mira a rafforzare i legami tribali collocando i bambini nativi americani presso parenti o all’interno delle loro comunità.

                         Dipinti di Andy Warhol.

Il 12 ottobre, la Corte di Giustizia si occuperà di una disputa sul diritto d’autore tra un fotografo e l’eredità di Andy Warhol in merito ai dipinti di Warhol del 1984 che ritraggono la rockstar Prince. Il caso potrebbe contribuire a chiarire le circostanze in cui gli artisti possono utilizzare il lavoro di altri. La Fondazione Andy Warhol ha presentato appello contro la sentenza di un tribunale di primo grado secondo cui i suoi dipinti – basati su una foto di Prince scattata dal fotografo Lynn Goldsmith per la rivista Newsweek nel 1981 – non erano protetti dalla dottrina del diritto d’autore chiamata fair use, che consente l’uso senza licenza di opere protette da copyright in determinate circostanze. Warhol è morto nel 1987.

                         Regolamenti ambientali.

Lunedì i giudici valuteranno se limitare l’ambito di applicazione di una legge federale di importanza fondamentale per l’ambiente – il Clean Water Act del 1972 – quando affronteranno per la seconda volta il tentativo di una coppia di coniugi dell’Idaho di costruire una casa su una proprietà che il governo degli Stati Uniti ha considerato una zona umida protetta. Nel 2007 l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti aveva stabilito che i proprietari della proprietà dovevano ottenere un permesso ai sensi del Clean Water Act prima di iniziare la costruzione, cosa che non avevano fatto.

                         Tribunale interno della Sec statunitense.

Il 7 novembre i giudici ascolteranno la richiesta della Securities and Exchange Commission di bloccare un ricorso contro la costituzionalità del suo tribunale interno. Il ricorso è stato presentato da una contabile texana di nome Michelle Cochran che l’agenzia di regolamentazione ha punito dopo aver criticato le sue revisioni contabili di società quotate in borsa. Un tribunale di grado inferiore ha respinto l’argomentazione della SEC secondo cui la Cochran non poteva contestare la costituzionalità dei giudici del tribunale in una corte federale prima della fine del procedimento amministrativo di applicazione dell’agenzia nei suoi confronti.

                         Struttura dell’Ftc statunitense.

Anche il tentativo di Axon Enterprise Inc. (AXON.O) di rilanciare la sua sfida alla costituzionalità della struttura della Federal Trade Commission – finalizzata a contrastare un’azione antitrust dell’agenzia contro il produttore di Taser – sarà sottoposto ai giudici il 7 novembre. L’azienda si appella dopo che un tribunale di grado inferiore ha respinto il caso.

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U.S. Supreme Court to tackle a raft of new cases

Sept 30 (Reuters) – The U.S. Supreme Court on Monday opens a new nine-month term loaded with important cases on issues including race, voting rights, religious liberty, environmental regulation, the power of federal agencies and even Andy Warhol paintings.

Here is a look at some of the cases that the justices are due to hear during the term.

                         RACE-CONSCIOUS STUDENT ADMISSIONS POLICIES

A legal fight coming before the court on Oct. 31 gives its conservative majority a chance to end affirmative action admissions policies used by many colleges and universities to increase their numbers of Black and Hispanic students. A group founded by anti-affirmative action activist Edward Blum is appealing lower court rulings that upheld race-conscious admissions programs at Harvard University and the University of North Carolina. Blum’s group accused the schools of discriminating against applicants on the basis of race in violation of federal law or the U.S. Constitution. The schools have said they use race as only one factor in a host of individualized evaluations for admission without quotas to promote campus diversity.

                         VOTING RIGHTS ACT

The justices next Tuesday are set to hear arguments in an Alabama case that threatens to cripple a landmark civil rights law – the Voting Rights Act, which bars racial discrimination in voting. Alabama is appealing a lower court’s ruling invalidating a map approved by the state’s Republican-controlled legislature drawing the boundaries of the state’s seven U.S. House of Representatives districts. The lower court found that this map diluted the electoral clout of Black voters in violation of the Voting Rights Act. The map concentrated Black voting power in the state into a single district even though Alabama’s population is 27% Black.

                         JUDICIAL SCRUTINY OF ELECTION LAW

The justices will hear a Republican-backed appeal in a case from North Carolina that could give state legislatures far more power over federal elections by limiting the ability of state courts to review their actions. North Carolina’s top court threw out a map approved by the Republican-controlled state legislature delineating the state’s 14 U.S. House districts. That court determined that the districts were drawn impermissibly in a manner that boosted electoral chances of Republicans at the expense of Democrats. The Republican lawmakers in the case are invoking a contentious legal theory called the “independent state legislature doctrine” that holds that the Constitution gives legislatures, not state courts or other entities, authority over election rules including the drawing of electoral districts. An argument date is pending.

                         RELIGIOUS RIGHTS VS. LGBT RIGHTS

A major new legal fight pitting religious beliefs against LGBT rights is headed to the justices. The case involves an evangelical Christian web designer’s free speech claim that she cannot be forced under a Colorado anti-discrimination law to produce websites for same-sex marriages. A lower court rejected business owner Lorie Smith’s bid for an exemption from a Colorado law barring discrimination based on sexual orientation and certain other factors. An argument date is pending.

                         NATIVE AMERICAN ADOPTION LAW

The justices on Nov. 9 will hear a dispute over the legality of federal requirements giving Native American families priority to adopt Native American children. The challenge is being pursued by a group of non-Native American adoptive families and the Republican-governed state of Texas. President Joe Biden’s administration and several Native American tribes are defending the 1978 law at issue, which aims to reinforce tribal connections by placing Native American children with relatives or within their communities.

                         ANDY WARHOL PAINTINGS

The justices on Oct. 12 are set to hear a copyright dispute between a photographer and Andy Warhol’s estate over Warhol’s 1984 paintings of rock star Prince. The case could help clarify the circumstances under which artists can make use of the work of others. The Andy Warhol Foundation is appealing a lower court’s ruling that his paintings – based on a photo of Prince that photographer Lynn Goldsmith shot for Newsweek magazine in 1981 – were not protected by the copyright law doctrine called fair use that permits unlicensed use of copyright-protected works under certain circumstances. Warhol died in 1987.

                         ENVIRONMENTAL REGULATIONS

The justices on Monday will consider whether to limit the scope of a landmark federal environmental law – the Clean Water Act of 1972 – as they take up for a second time a married Idaho couple’s bid to build a home on property that the U.S. government has deemed a protected wetland. The U.S. Environmental Protection Agency in 2007 determined that the property owners were required to obtain a permit under the Clean Water Act before beginning construction, which they had failed to do.

                         U.S. SEC IN-HOUSE TRIBUNAL

The justices on Nov. 7 will hear the U.S. Securities and Exchange Commission’s bid to block a challenge to the constitutionality of its in-house tribunal. The challenge was brought by a Texas accountant named Michelle Cochran who the regulatory agency punished after faulting her audits of publicly traded companies. A lower court rejected the SEC’s argument that Cochran could not contest the constitutionality of the tribunal’s judges in federal court before the end of the agency’s administrative enforcement proceeding against her.

                         U.S. FTC’S STRUCTURE

Axon Enterprise Inc’s (AXON.O) bid to revive its challenge to the constitutionality of the Federal Trade Commission’s structure – aimed at countering an antitrust action by the agency against the Taser manufacturer – also goes before the justices on Nov. 7. The company is appealing after a lower court threw out the case.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Giustizia

Italia. Uno sguardo sul futuro. Cosa si dovrà fare e si farà.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-02.

0000-0000__ Elezioni Risultati 001

I risultati elettorali definitivi sono inequivocabili.

Al senato la coalizione di centrodestra conquista 112 senatori, contro i 42 del centrosinistra ed i 28 del M5S, essendo 101 la soglia di maggioranza.

Alla camera la coalizione di centrodestra conquista 237 parlamentari, contro gli 84 del centrosinistra ed i 52 del M5S, essendo 201 la soglia di maggioranza.

Ciò che conta sono gli eletti, perché sono le camere che governano il paese. Tutto il resto sono inutili parole.

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                         Premier.

L’on Meloni sembrerebbe essere il premier naturale della coalizione vincente. Draghi ha terminato il suo iter politico, ultimo dei tanti primi ministri nominati, ma non eletti. Non lo vedremo mai più.

                         Unione europea.

Come premier italiano la on. Meloni siederà di diritto in seno al Consiglio europeo al posto di Draghi. La linea politica dell’augusto consesso risulterà essere mutata. Alla Polonia ed alla Ungheria si è aggiunto il nuovo premier svedese. Adesso l’on Meloni e l’anno prossimo vi sarà il nuovo premier della Spagna. von der Leyen e liberal socialisti non potranno più fare ciò che vogliono. E questa è una mutazione epocale, con ampie ripercussioni sulla politica estera.

                         Burocrazia.

Il connubio tra liberal socialisti ed ideologia socialista costituisce una miscela altamente tossica. Caratteristica saliente è la promulgazione di una pletora di leggi e direttive la gestione delle quali è affidata alla burocrazia.

Solo a mo’ di esempio, durante i tempi del covid furono emanate 831 tra leggi e direttive, lo scorso anno le scuole inferiori ricevettero 474 ponderose circolari ministeriali, il ministero della sanità pianificò l’ingresso nelle facoltà di medicina. Per costruire una strada servono oltre 531 pareri e permessi diversi.

I burocrati sono gli ectoplasmi che rilasciano o negano permessi, applicando rigorosamente l’ideologia liberal.

Ne risulta essere un sistema ingestibile, mantenuto in vita perché composto per la quasi totalità da liberal socialisti. Coloro che dovrebbero essere i servi dei Cittadini Contribuenti ed Elettori ne sono diventati i superbi tiranni. Sono il braccio armato dei liberal socialisti.

Alle prese con la burocrazia, la rivoluzione francese mise in funzione la ghigliottina, con ottimi risultati.

Sarà necessario riscrivere i testi di legge rendendoli chiari, semplici ed attuabili, abrogando tutto il pregresso.

Larga quota dei burocrati dovranno essere licenziati: provvedimento davvero mite rispetto a quello usato dai francesi.

                         Le nuove leggi.

I governi stilano le leggi e le camere le approvano. Chi detenga governo e maggioranza nelle due camere può legiferare a piacer suo. Le leggi non sono oracoli eterni. Si fanno. Si abrogano. Si modificano secondo opportunità.

Per esempio, la trasformazione del Rosatellum in un sistema esclusivamente basato sui collegi uninominali renderebbe l’Italia simile al Regno Unito, sulla cui osservanza ai criteri democratici nessuno potrebbe eccepire. Così agendo la sinistra liberal sarebbe annientata come i tedeschi a Stalingrado.

                         Le agenzie

Quando detenevano il potere i liberal socialisti generarono una pletora di agenzie, nelle quali piazzarono tutti i loro fedelissimi. Quelle entità che avrebbero dovuto essere imparziali erano nei fatti cosa loro di mafiosa osservanza.

Un gran numero di agenzie sono perfettamente inutili e quindi dovrebbero essere soppresse, oppure accorpate. Ma su tutte codesta agenzia dovrà essere condotta una disinfestazione rimuovendo puntigliosamente tutti i liberal di sinistra. Né costituisce problema il personale dipendente. Una legge li rese non licenziabili, ma una altra legge può renderli rimovibili.

                         Scuola ed università.

L’Italia ha un esubero di personale che contrasta il calo delle nascite. Non solo. La sinistra liberal aveva permesso che i sindacati della scuola la gestissero come cosa loro, mentre invece sono solo dipendenti statali. Taluni dignitosissimi, la maggior quota solo politicizzati. La scuola è dello stato, che la governa tramite il governo liberamente eletto. Licenziarne una buona metà sarebbe opera di giustizia.

                         Magistratura.

Come per la scuola, la magistratura è composta da dipendenti statali, ai quali la sinistra liberal ha concesso di organizzarsi come una perfetta cosca mafiosa ai suoi ordini. È un organismo autoreferenziale. Tanto per iniziare, il nuovo governo dovrebbe nominare i nove consiglieri politici di nomina governativa in seno al consiglio superiore della magistratura. Ma sarebbe del tutto auspicabile varare una legge che renda i magistrati nominati dal premier e dal ministero della giustizia, che avviene in quegli specchi di democrazia della Francia e della Germania.

Disinfestare la magistratura dai giudici liberal socialisti sarà solo un ordinario gesto di giustizia.

                         Immigrazione.

Questo triste mercimonio della tratta degli essere umani, voluta e patrocinata dalla sinistra liberal deve essere bloccato. Così come l’azione delle ong, gruppo di fuoco dei liberal. Senza se e senza ma.

                         Media e telegiornali.

Tutte le testate italiane sono da tempo immemorabile castaldati della sinistra liberal, protetti da una magistratura faziosa e da un potere governativo tirannico. Ma adesso che il partito democratico è riuscito a fare eleggere solo 61 deputati i media sono rimasti privi dei loro usuali referenti politici.

Una disinfestazione avrebbe poco senso, perché tutti i giornalisti sono liberal socialisti.

Taglio dei fondi e della pubblicità, tassazione dei consigli di amministrazione e dei proprietari, ed una sana legge sulla editoria ne decreterebbero l’annichilimento.

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«But not for everyone. Millions of Italians didn’t vote for her. They say they don’t recognise themselves in her nationalist, protectionist proposals, her anti-immigration rhetoric and conservative family mores.» [Bbc]

La Bbc è l’apoteosi dei liberal socialisti.

Orbene: codeste persone non si riconoscono nell’attuale governo? Perfetto. Vincano allora le prossime elezioni e si conquistino il governo.

Non troviamo nessuna valida ragione per cui l’on. Meloni dovrebbe agire per compiacere questa sparuta minoranza: 83 deputati contro i 237 dell’on. Meloni.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Giustizia, Persona Umana

Elezioni. Un primo elenco di graditi ingressi e solenni trombature.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-27.

Conte Ugolino 001

«Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente ….

che tu vedrai le genti dolorose

c’hanno perduto il ben de l’intelletto»

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A livello occidentale la quasi totalità dei media è stata colonizzata dalla sinistra liberal, della quale è portavoce.

Ma il controllo dei grandi mezzi di informazione ha uno suo intrinseco valore sotto la condizione che siano credibili. Le notizie false dovrebbero essere propagate a dosi quasi omeopatiche.

Qui i liberal socialisti hanno preso un enorme abbaglio, a fortuna per il mondo degli onesti.

Nella loro innata ed intrinseca umiltà e modestia i liberal socialisti si erano convinti di essere eterni e che gli Elettori avrebbero continuato a vita il loro voto. Come conseguenza, usarono il potere ed i media per imporre l’attuazione della propria ideologia tirannica. Esaltarono ogni sorta di orrida perversione e perfette nullità furono presentate come geni polimorfi. A quanti avessero osato pensarla diversamente veniva immediatamente dato un ostracismo che li avesse condannati alla morte civile, più uno stupefacente repertorio di calunnie.

Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi.

Gli Elettori dei paesi che hanno avuto la buona sorte di poter votare, come in Svezia ed ora in Italia, hanno negato il loro voto a codesta genia, che ha saputo rendersi invotabile. No Elettori? No potere.

Ma senza il potere politico e giudiziario che li supporti i giornalisti si trovano adesso nella situazione degli Schutzstaffel nel 1945, caricati su treni merci diretti in Siberia. Tutti si ricordano di loro. Tutti reclamano giustizia.

Sono moltissimi i nomi decantati, celebrati, osannati, costantemente presenti ma che gli Elettori hanno massacrato: si pensi solo a Di Maio.

A seguito un primo elenco.

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Elezioni: da Santanché a Bonino, le sfide nei collegi. Chi ha vinto e chi ha perso

Il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non è stato rieletto.

Nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera è risultato nettamente primo l’ex ministro dell’Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa.

Come sono andate le altre sfide?

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi torna al Senato. L’ex premier ha infatti vinto nel collegio uninominale di Monza con il 50,31% delle preferenze contro Federica Perella, sindaco alla Cultura del Comune di Seregno. Monza è la città in cui Berlusconi possiede la squadra di calcio, che ha portato in serie A, che alle comunali il Pd aveva strappato al centrodestra. Proprio per questo lo scorso 18 settembre Enrico Letta ha organizzato la ‘anti-Pontida’ con i sindaci Pd.

La vicepresidente di Coraggio Italia ed deputata uscente Michaela Biancofiore passa al Senato. Nel collegio di Rovereto, in Trentino, con il sostegno di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati si impone in un lungo testa a testa con il 36,79% dei consensi contro la senatrice uscente Donatella Conzatti di Italia Viva (anche lei sostenuta dall’Alleanza democratica per l’autonomia come Patton).

Com’era nelle previsioni, facile vittoria per Giorgia Meloni nel collegio della Camera de L’Aquila. Contro di lei il centrosinistra schierava Rita Innocenzi.

Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra, è stata eletta a Firenze. Ha superato, in un collegio che era considerato blindato per il centrosinistra, Federica Picchi candidata del centrodestra. Claudio Lotito è stato eletto senatore in Molise. Il presidente della Lazio ha vinto la sfida nel collegio uninominale dove era candidato per il centrodestra.

A Sesto San Giovanni, nella ormai ex Stalingrado d’Italia, Isabella Rauti ha vinto la sfida per il Senato al collegio uninominale dove ha ottenuto il 45,4% dei voti contro il 30.80 di Emanuele Fiano. Un successo schiacciante per l’esponente di Fdi, figlia di Pino ex segretario del Msi, fra i fondatori della Fiamma tricolore rispetto all’ormai ex deputato Pd, figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Sempre al Senato in Lombardia un’altra esponente di Fdi ha sconfitto un esponente del Pd: a Cremona la coordinatrice regionale Daniela Santanché ha ottenuto il 52,17% dei voti contro il 27,3% di Carlo Cottarelli.

Pierferdinando Casini si appresta a vivere l’undicesima legislatura consecutiva da parlamentare: ha infatti vinto il collegio senatoriale di Bologna, dove era candidato per il centrosinistra, e dove era in sfida con Vittorio Sgarbi del centrodestra.

Nel collegio uninominale Lazio 2 la candidata di centrodestra, Lavinia Mennuni, trionfa su Emma Bonino, leader di +Europa, e su Carlo Calenda, leader di Azione.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

Usa. Corte Federale di Appello vieta ai social media di censurare gli interventi.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-19.

2022-09-19__ Facebook 001

«sets up the potential for the U.S. Supreme Court to rule on the law, which conservatives and right-wing commentators have said is necessary to prevent “Big Tech” from suppressing their views»

«apre la possibilità che la Corte Suprema degli Stati Uniti si pronunci sulla legge, che secondo i conservatori e i commentatori di destra è necessaria per impedire alle “Big Tech” di sopprimere le loro opinioni.»

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Venerdì una corte d’appello degli Stati Uniti ha confermato una legge del Texas che impedisce alle grandi aziende di social media di vietare o censurare gli utenti in base al punto di vista, una battuta d’arresto per i gruppi dell’industria tecnologica che sostengono che la misura trasformerebbe le piattaforme in bastioni di contenuti pericolosi. La sentenza (3-0) della Corte d’Appello del Quinto Circuito degli Stati Uniti, con sede a New Orleans, apre la possibilità che la Corte Suprema degli Stati Uniti si pronunci sulla legge, che secondo i conservatori e i commentatori di destra è necessaria per impedire alle Big Tech di sopprimere le loro opinioni.

Oggi respingiamo l’idea che le aziende abbiano il diritto di censurare ciò che le persone dicono in base al Primo Emendamento, giudice Andrew Oldham. I gruppi tecnologici che hanno contestato la legge e che sono stati sconfitti dalla sentenza di venerdì includono NetChoice e la Computer & Communications Industry Association, che annoverano tra i loro membri Facebook, Twitter e YouTube di Meta Platforms.

Alcuni conservatori hanno etichettato le pratiche delle società di social media come abusive, indicando la sospensione permanente di Trump dalla piattaforma da parte di Twitter poco dopo l’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti da parte di una folla di suoi sostenitori. Twitter aveva addotto come motivazione il rischio di ulteriori incitamenti alla violenza.

La legge texana vieta alle aziende di social media con almeno 50 milioni di utenti attivi mensili di agire per censurare gli utenti in base al punto di vista e consente agli utenti o al procuratore generale del Texas di fare causa per far rispettare la legge.

Poiché la sentenza del 5° Circuito è in conflitto con una parte della sentenza dell’11° Circuito, le parti lese hanno un caso più forte per chiedere alla Corte Suprema di occuparsi della questione.

A maggio, l’11° Circuito, con sede ad Atlanta, ha stabilito che la maggior parte di una legge simile della Florida viola i diritti di libertà di parola delle aziende e non può essere applicata.

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«A U.S. appeals court on Friday upheld a Texas law that bars large social media companies from banning or censoring users based on “viewpoint,” a setback for technology industry groups that say the measure would turn platforms into bastions of dangerous content. The 3-0 ruling by the 5th U.S. Circuit Court of Appeals, based in New Orleans, sets up the potential for the U.S. Supreme Court to rule on the law, which conservatives and right-wing commentators have said is necessary to prevent “Big Tech” from suppressing their views.»

«Today we reject the idea that corporations have a freewheeling First Amendment right to censor what people say Judge Andrew Oldham. The tech groups that challenged the law and were on the losing end of Friday’s ruling include NetChoice and the Computer & Communications Industry Association, which count Meta Platforms’  Facebook, Twitter and Alphabet Inc’s  YouTube as members»

«Some conservatives have labeled the social media companies’ practices abusive, pointing to Twitter’s permanent suspension of Trump from the platform shortly after the Jan. 6, 2021, attack on the U.S. Capitol by a mob of his supporters. Twitter had cited “the risk of further incitement of violence” as a reason.»

«The Texas law forbids social media companies with at least 50 million monthly active users from acting to “censor” users based on “viewpoint,” and allows either users or the Texas attorney general to sue to enforce the law»

«Because the 5th Circuit ruling conflicts with part of a ruling by the 11th Circuit, the aggrieved parties have a stronger case for petitioning the Supreme Court to hear the matter.»

«In May, the 11th Circuit, based in Atlanta, found that most of a similar Florida law violates the companies’ free speech rights and cannot be enforced»

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U.S. appeals court rejects big tech’s right to regulate online speech

Sept 16 (Reuters) – A U.S. appeals court on Friday upheld a Texas law that bars large social media companies from banning or censoring users based on “viewpoint,” a setback for technology industry groups that say the measure would turn platforms into bastions of dangerous content.

The 3-0 ruling by the 5th U.S. Circuit Court of Appeals, based in New Orleans, sets up the potential for the U.S. Supreme Court to rule on the law, which conservatives and right-wing commentators have said is necessary to prevent “Big Tech” from suppressing their views.

“Today we reject the idea that corporations have a freewheeling First Amendment right to censor what people say,” Judge Andrew Oldham, an appointee of former President Donald Trump, wrote in the ruling.

The Texas law was passed by the state’s Republican-led legislature and signed by its Republican governor.

The tech groups that challenged the law and were on the losing end of Friday’s ruling include NetChoice and the Computer & Communications Industry Association, which count Meta Platforms’  Facebook, Twitter and Alphabet Inc’s  YouTube as members.

They have sought to preserve rights to regulate user content when they believe it may lead to violence, citing concerns that unregulated platforms will enable extremists such as Nazi supporters, terrorists and hostile foreign governments.

The association on Friday said it disagreed with forcing private companies to give equal treatment to all viewpoints. “‘God Bless America’ and ‘Death to America’ are both viewpoints, and it is unwise and unconstitutional for the state of Texas to compel a private business to treat those the same,” it said in a statement.

Some conservatives have labeled the social media companies’ practices abusive, pointing to Twitter’s permanent suspension of Trump from the platform shortly after the Jan. 6, 2021, attack on the U.S. Capitol by a mob of his supporters. Twitter had cited “the risk of further incitement of violence” as a reason.

The Texas law forbids social media companies with at least 50 million monthly active users from acting to “censor” users based on “viewpoint,” and allows either users or the Texas attorney general to sue to enforce the law.

Texas Attorney General Ken Paxton on Twitter hailed the ruling as “massive victory for the constitution and free speech.”

Because the 5th Circuit ruling conflicts with part of a ruling by the 11th Circuit, the aggrieved parties have a stronger case for petitioning the Supreme Court to hear the matter.

In May, the 11th Circuit, based in Atlanta, found that most of a similar Florida law violates the companies’ free speech rights and cannot be enforced.