Pubblicato in: Banche Centrali

Italia. 2020. Pil -8.9%, Occupati -2.1%. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-04.

2021-07-03__ Italia Pil 001

In sintesi:

– Nel 2020 il Prodotto interno lordo …. è diminuito a livello nazionale dell’8,9%.

– L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è diminuita del 2,1% a livello nazionale

– Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni -12,2%.

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Istat. Stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale

I dati presentati in questo Report forniscono una stima preliminare del Pil e dell’occupazione per ripartizione territoriale riferita all’anno 2020. I risultati scaturiscono da un approccio di stima econometrico basato su indicatori (cfr. Nota metodologica) e potrebbero pertanto essere soggetti a revisioni anche ampie.

                         Flessione dell’occupazione più contenuta al Centro

Nel 2020 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è diminuito a livello nazionale dell’8,9%. Le stime preliminari indicano che gli effetti della crisi sanitaria da Covid-19 hanno colpito in misura relativamente più accentuata le regioni del Centro-nord rispetto a quelle del Mezzogiorno.

Le regioni del Nord-est e del Nord-ovest hanno subito una contrazione lievemente superiore rispetto alla media nazionale (con un calo pari al 9,1% in entrambe le aree), mentre nelle regioni del Centro la flessione è stata dell’8,8%. Una riduzione meno marcata rispetto al resto del Paese si riscontra nel Mezzogiorno, dove il calo del Pil è dell’8,4%.

L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è diminuita del 2,1% a livello nazionale. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno si osserva una flessione pari alla media nazionale; solo lievemente migliore appare il risultato del Nord-est (-2,0%) e del Centro (-1,9%).

                         Commercio, pubblici esercizi e trasporti il settore più penalizzato

Nel Nord-ovest i settori caratterizzati dalle flessioni più marcate del valore aggiunto sono stati l’Industria, che con un calo dell’11,9% fa registrare la peggiore performance a livello territoriale, e il macrosettore Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-12,2%), che, al contrario, segna un risultato relativamente meno negativo rispetto al resto del Paese.

I Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,8%) e gli Altri servizi (-5,8%) hanno subito flessioni leggermente superiori alla media nazionale, mentre per le Costruzioni il calo (-6,1%) è lievemente inferiore a quello nazionale (-6,3%). Nell’Agricoltura la flessione del valore aggiunto è stata del 3,6%, di gran lunga il risultato migliore tra tutte le macro-aree.

Nel Nord-est la crisi ha colpito pesantemente il Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni, che fa registrare la diminuzione più marcata a livello territoriale (-14,5%). La contrazione del valore aggiunto in Agricoltura (-6,0%) e nelle Costruzioni (-6,4%) è allineata alla media nazionale, mentre nell’Industria (-10,5%), nei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,1%) e negli Altri servizi (-5,0%) l’andamento risulta relativamente migliore che nel resto del Paese.

Anche al Centro, il settore che comprende Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni subisce un forte calo (-12,9%), seguito dall’Industria (-11,5%). Rispetto alle altre ripartizioni in quest’area si registrano le diminuzioni più marcate per l’Agricoltura (-9,3%) e le Costruzioni, (-6,9%). Risulta in flessione anche il valore aggiunto dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,9%) e degli Altri servizi (-5,0%).

Il Mezzogiorno condivide col Nord-est la peggiore performance del settore del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-14,5%) mentre l’Industria registra in quest’area la contrazione meno marcata (-9,9%). Fanno registrare un andamento meno negativo di quello medio nazionale i settori delle Costruzioni (-6,0%), dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,1%) e degli Altri servizi (-5,2%).

Quanto all’occupazione, il settore delle Costruzioni, l’unico ad aver registrato un incremento a livello nazionale, ha segnato la crescita maggiore al Sud (+2,4%) e la performance peggiore al Centro, con una lievissima flessione (-0,1%).

L’occupazione in Agricoltura, a fronte di una tenuta complessiva, evidenzia il migliore risultato al Nord-ovest (+1,0%) e il peggiore al Sud (-0,5%) mentre l’Industria è stata particolarmente penalizzata nel Nord-ovest (-0,9%). La rilevante contrazione dell’occupazione nel Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni ha interessato tutte le aree in misura vicina alla media nazionale (-4,3%), con un picco negativo al Nord-est (-4,8%). I Servizi finanziari, immobiliari e professionali sono stati particolarmente colpiti al Nord-ovest (-2,5%) e gli Altri servizi nel Mezzogiorno (-2,3%).

Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo

Italia. 2020. Agricoltura. In Volume -3.2%, Valore Aggiunto -6.0%. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-30.

2021-05-29__ Istat Agricoltura 001

Istat ha rilasciato il Report L’andamento dell’economia agricola

«Dopo la performance negativa del 2019 (-1,6% il valore aggiunto in volume), con la crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha subìto una ulteriore marcata contrazione: nel 2020 la produzione è diminuita in volume del 3,2% e il valore aggiunto del 6%.

La flessione è stata più contenuta per la produzione agricola di beni e servizi (-1,4% in volume e -0,5% in valore), gli effetti della pandemia hanno però inciso pesantemente sulle attività secondarie dell’agricoltura (-20,3% in volume). Per la silvicoltura si rileva un lieve aumento della produzione (+0,4%) e del valore aggiunto (+0,7%), di contro è stato molto negativo l’andamento del comparto della pesca, che ha visto un deciso ridimensionamento tanto della produzione (-8,8%) che del valore aggiunto (-5,3%).

Il valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è cresciuto dell’1,8% a prezzi correnti ma è diminuito della stessa entità in volume (-1,8%).

Il complesso del comparto agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca e industria alimentare) ha registrato, per la prima volta dal 2016, una diminuzione del valore aggiunto (-1,2% a prezzi correnti e -4% in volume). È il comparto in cui si è formato il 4,3% del valore aggiunto dell’intera economia (era il 4,1% nel 2019): il settore primario ha contribuito per il 2,2% (come nel 2019) e l’industria alimentare per il 2,1% (l’1,9% nel 2019). Nonostante i risultati non positivi il settore agroalimentare ha consolidato nel 2020 il proprio peso all’interno del quadro economico nazionale.»

Pubblicato in: Agricoltura, Economia e Produzione Industriale

Italia. 2020. Agricoltura -6.1%, Attività Agricole Secondarie -18.0%, anno su anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-01-28.

2021-01-24__ Italia Agricoltura 001

In sintesi.

2021-01-24__ Italia Agricoltura 002

– nel 2020 in forte calo produzione e valore aggiunto

– Nel 2020 la produzione dell’agricoltura si è ridotta del 3,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi base è sceso del 6,1% in volume e le unità di lavoro sono diminuite del 2,4%

– La pandemia da COVID-19 ha pesantemente colpito le attività secondarie (-18,9%), che comprendono quelle di agriturismo, i servizi connessi all’agricoltura (-3,8%) e la florovivaistica (-8%)

– Si riduce la produzione di olio (-18%), coltivazioni industriali (-2,2%) e vino (-1,9%). Solo il comparto zootecnico registra un andamento positivo (+0,3%)

– la produzione di olio d’oliva, dopo l’exploit del 2019 quando i volumi produttivi avevano segnato un consistente aumento (+32%), ha subìto una forte contrazione, riducendosi complessivamente del 18%. Il risultato è la sintesi di un calo particolarmente marcato nelle regioni del Sud, da cui dipende gran parte della produzione nazionale (in particolare, Puglia e Calabria hanno fatto registrare flessioni vicine al 50%), solo in parte compensato dal pur sensibile aumento nelle regioni del Centro-nord (dove l’incremento medio è stato superiore al 20%).

– L’andamento dell’indicatore A di reddito agricolo, che misura la produttività del lavoro in agricoltura, ha evidenziato un calo per quasi tutti i principali Paesi, in particolare per Romania (-47,2%), Germania (-15,5%), Polonia (-9,6%), Francia (-7,6%) e Paesi Bassi (-6,7%)

– La graduatoria del valore della produzione a prezzi correnti ha visto, per il 2020, la Francia al primo posto (75,4 miliardi di euro), seguita da Germania (56,3 miliardi di euro), Italia (56,1 miliardi di euro) e Spagna (53 miliardi di euro)

– In termini di valore aggiunto l’Italia si è confermata al primo posto con 31,3 miliardi di euro davanti a Francia (30,2 miliardi di euro) e Spagna (29,3 miliardi di euro)

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Istat. Stima preliminare dei conti economici dell’agricoltura

Agricoltura: nel 2020 in forte calo produzione e valore aggiunto

Nel 2020 la produzione dell’agricoltura si è ridotta del 3,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi base è sceso del 6,1% in volume e le unità di lavoro sono diminuite del 2,4%.

La pandemia da COVID-19 ha pesantemente colpito le attività secondarie (-18,9%), che comprendono quelle di agriturismo, i servizi connessi all’agricoltura (-3,8%) e la florovivaistica (-8%).

Si riduce la produzione di olio (-18%), coltivazioni industriali (-2,2%) e vino (-1,9%). Solo il comparto zootecnico registra un andamento positivo (+0,3%).

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L’emergenza Covid-19 colpisce pesantemente l’agriturismo e i servizi connessi

L’Istat diffonde la stima preliminare dell’andamento del settore agricolo per l’anno appena trascorso.

Nel 2020 la produzione dell’agricoltura si è ridotta del 3,3% in volume ed il valore aggiunto del 6,1%.

L’annata non è stata favorevole per la maggior parte dei prodotti agricoli, in particolare per la produzione di olio che ha subito un drastico ridimensionamento; inoltre, la performance dell’agricoltura è stata fortemente condizionata dall’impatto della pandemia da Covid-19, in particolare per quanto riguarda le attività dei servizi e le attività secondarie delle aziende agricole.

La produzione delle attività secondarie non agricole, dopo molti anni di continua crescita, ha fatto segnare un calo senza precedenti (-18,9%). Importanti perdite sono state registrate soprattutto per le attività legate all’agriturismo, a causa della prolungata chiusura delle strutture ricettive e del forte calo delle presenze, e per la manutenzione paesaggistica e di parchi e giardini mentre segnali positivi provengono dalla produzione di energia rinnovabile. Rilevante anche la contrazione della produzione di servizi (-3,8%), riconducibile essenzialmente al ridimensionamento dell’attività di prima lavorazione dei prodotti.

La produzione di beni agricoli ha subito un calo in volume più contenuto, pari all’1,5%.

Le misure restrittive introdotte per contrastare la diffusione della pandemia hanno interrotto il trend espansivo degli ultimi anni del settore florovivaistico, la cui produzione si è ridotta dell’8% in volume rispetto al 2019.

Seguendo il normale andamento ciclico, la produzione di olio d’oliva, dopo l’exploit del 2019 quando i volumi produttivi avevano segnato un consistente aumento (+32%), ha subìto una forte contrazione, riducendosi complessivamente del 18%. Il risultato è la sintesi di un calo particolarmente marcato nelle regioni del Sud, da cui dipende gran parte della produzione nazionale (in particolare, Puglia e Calabria hanno fatto registrare flessioni vicine al 50%), solo in parte compensato dal pur sensibile aumento nelle regioni del Centro-nord (dove l’incremento medio è stato superiore al 20%).

Il 2020 è stato negativo anche per le piante industriali (-2,2%), alcune coltivazioni arboree quali vino (-1,9%), coltivazioni foraggere (-0,9%), ortaggi freschi (-0,5%), frutta (-0,4%) e cereali (-0,2%).

L’annata è stata favorevole, invece, per la produzione di patate (+5,2%) e, in misura minore. per la produzione zootecnica (+0,3%), quest’ultima trainata dalla crescita dei prodotti zootecnici (+2,0%) che hanno compensato il calo del bestiame (-0,8%).

Più contenuta, rispetto al 2019, la crescita dei prezzi alla produzione (+0,4% contro +0,7% dell’anno precedente), mentre sono diminuiti i prezzi relativi ai costi (input) sostenuti dagli agricoltori (-0,6% contro +0,9% del 2019). L’andamento congiunto dei prezzi dell’output e dell’input ha indotto nel 2020 un miglioramento della ragione di scambio per il settore agricolo (+1%).

Le Unità di Lavoro (Ula) hanno subito una flessione del 2,4%, sintesi di cali del 3,9% dei lavoratori dipendenti e dell’1,7% di quelli indipendenti

I contributi alla produzione ricevuti dal settore sono rimasti sostanzialmente invariati (+0,3%) dopo i significativi incrementi registrati negli ultimi anni.

Il reddito dei fattori è diminuito del 5,9% in valore e, conseguentemente, l’indicatore di reddito agricolo ha subito un decremento del 4,8%.

Anche nel 2020 l’agricoltura italiana prima in Europa per valore aggiunto

Il comparto agricolo ha fatto registrare un decremento del volume della produzione dell’1,3% per l’insieme dei paesi dell’Ue27.1 Limitando l’analisi ai principali Paesi, il calo più vistoso si è avuto in Romania (-20,1%) e perdite consistenti hanno interessato Italia (-3,3%), Francia (-2,6%) e Ungheria (-2,1%). Il volume della produzione è risultato, invece, in crescita in Polonia (+4,4%), Spagna (+1,8%) e Danimarca (+1,2%).

I prezzi alla produzione (misurati in termini di prezzo base) sono risultati in flessione per il complesso dell’Unione europea (-0,3%). Le contrazioni più rilevanti hanno interessato Germania (-4,4%), Paesi Bassi (-2,9%) e Polonia (-2,5%) mentre incrementi dei prezzi sono stati registrati in Romania (+7,7%) e Ungheria (+6,3%).

La graduatoria del valore della produzione a prezzi correnti ha visto, per il 2020, la Francia al primo posto (75,4 miliardi di euro), seguita da Germania (56,3 miliardi di euro), Italia (56,1 miliardi di euro) e Spagna (53 miliardi di euro). In termini di valore aggiunto l’Italia si è confermata al primo posto con 31,3 miliardi di euro davanti a Francia (30,2 miliardi di euro) e Spagna (29,3 miliardi di euro).

Riguardo all’impatto della pandemia da Covid-19 sull’agricoltura europea, dalle prime informazioni sembrerebbe emergere come in questo contesto abbia pesato il drastico ridimensionamento delle attività di interscambio commerciale e la difficoltà di collocamento di molti prodotti sui mercati, con un conseguente crollo dei prezzi. Segnalazioni in tal senso sono pervenute per la produzione di patate e gli allevamenti di suini in Germania, per gli allevamenti di visoni in Danimarca e per il florovivaismo nei Paesi Bassi.

L’andamento dell’indicatore A di reddito agricolo, che misura la produttività del lavoro in agricoltura, ha evidenziato un calo per quasi tutti i principali Paesi, in particolare per Romania (-47,2%), Germania (-15,5%), Polonia (-9,6%), Francia (-7,6%) e Paesi Bassi (-6,7%) mentre ha fatto registrare valori positivi per Spagna (+12,5%), Ungheria (+10,3) e Grecia (+5,2%). Il valore dell’Italia (-4,8%) è risultato in linea con la media Ue27 (-4%).

Pubblicato in: Agricoltura, Economia e Produzione Industriale, India

India. Pil 2020Q2 -23.9% anno su anno, Semine estive +21% anno su anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-05.

India 013

«India’s economy shrinks record 23.9% y/y in June quarter»

«India’s economy contracted at its steepest pace on record of 23.9% in the June quarter as the pandemic lockdown cut consumer and business spending, putting pressure on the government and central bank for additional stimulus and a rate cut.»

«The gross domestic product (GDP) data INGDPQ=ECI released on Monday showed consumer spending, private investments and exports all collapsed during the world’s strictest lockdown imposed in late March to combat the COVID-19 pandemic»

«Prime Minister Narendra Modi announced a $266 billion stimulus package in May, including credit guarantees on bank loans and free food grains to poor people, but consumer demand and manufacturing have yet to recover»

«the economic slump was widely expected as India was under lockdown for almost half of the quarter»

«Data showed that manufacturing has already entered recession as the output fell 39.3% in June quarter after falling 1.4% in the previous quarter»

«However, with an annual growth of 3.4% in the April-June quarter, the farm sector, which accounts for 15% of economic output, gave some hope the rural economy will be able to support millions of migrant workers »

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In effetti, l’agricoltura indiana presenta macrodati incoraggianti.

India. Agricoltura. Semine estive +21% rispetto l’anno precedente.

Heavy monsoon rains speed up crop planting in India.

India. Riserve Valutarie salite a 516.36 miliardi Usd.

India. Maggio. Rispetto ad Aprile, consumi benzina +81.8%, diesel +69.1%.

India. Modi. Una rivoluzione nella politica economica. ‘Self-reliant India’.

India. Pil Q1 annualizzato 4.2%. Ma il Q2 potrebbe essere negativo.

Tra due mesi saranno disponibili i macrodati relativi al terzo trimestre.

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India’s economy shrinks record 23.9% y/y in June quarter.

India’s economy contracted at its steepest pace on record of 23.9% in the June quarter as the pandemic lockdown cut consumer and business spending, putting pressure on the government and central bank for additional stimulus and a rate cut.

The gross domestic product (GDP) data INGDPQ=ECI released on Monday showed consumer spending, private investments and exports all collapsed during the world’s strictest lockdown imposed in late March to combat the COVID-19 pandemic.

The read-out for the June quarter was worse than the 18.3% contraction forecast of analysts in a Reuters poll. It was also lower than a 3.1% growth rate for the previous quarter and upwardly-revised 5.2% growth in June quarter of 2019.

Some private economists have said the fiscal year that began in April could see a contraction of nearly 10%, the worst performance since India won independence from British colonial rule in 1947 and likely to push millions into poverty.

Prime Minister Narendra Modi announced a $266 billion stimulus package in May, including credit guarantees on bank loans and free food grains to poor people, but consumer demand and manufacturing have yet to recover.

Sujan Hajra, chief economist at Anand Rathi Securities, Mumbai, said the economic slump was widely expected as India was under lockdown for almost half of the quarter.

“This (GDP number) improves chances of rate cut in October slightly,” he said.

Data showed that manufacturing has already entered recession as the output fell 39.3% in June quarter after falling 1.4% in the previous quarter.

The number of novel coronavirus cases has been spreading in India faster than anywhere else in the world, with more than 3.6 million already infected and a death toll of over 64,400.

However, with an annual growth of 3.4% in the April-June quarter, the farm sector, which accounts for 15% of economic output, gave some hope the rural economy will be able to support millions of migrant workers who have returned to their villages.

Pubblicato in: Agricoltura, Commercio, Diplomazia, Russia

Egitto compra 530,000 tonnellate di grano dalla Russia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-02.

Egitto 012

«Egypt buys a record amount of Russia’s bumper wheat crop»

«Egypt’s state-run buyer bought 530,000 tons»

«Russia’s big harvest is crowding out rivals this season »

«Egypt scooped up a record amount of Russian wheat Tuesday as a near-record harvest helps the Black Sea nation’s grain expand its dominance over rival suppliers»

«Egypt’s state buyer booked 530,000 tons of Russian wheat in a tender»

«Russia’s attractive supplies make up 80% of Egypt’s purchases so far this season, compared with about half at a similar time last year.»

«Russia is nearing the end of its harvest, which is expected to approach 2017’s record haul and help the nation reclaim its ranking as the world’s top exporter»

«In contrast, Ukraine’s crop has fallen slightly from a year earlier, and production plummeted in France and Romania, making Russian supplies more competitive.»

«Egypt hasn’t booked wheat from countries outside Russia since early August, and offers from the European Union have been scant in recent months»

«Russian grain also has benefited from the ruble’s decline against the dollar, while a stronger euro has made supplies from shippers like France less appealing»

«Competitors can’t keep up with the prices we are offering»

«Rising agricultural purchases in China also have bolstered crop prices»

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Riassumiamo.

– La Russia è uno dei principali fornitori mondiali di granaglie, specialmente del grano

– La agricoltura russa riesce ad aumentare costantemente la produzione e la diplomazia la aiuta a piazzarne all’estero le eccedenze: è progettata per l’export

– La supervalutazione dell’euro pone fuori mercato il grano francese

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La Russia in venti anni si è conquistata una figura preminente a livello mondiale nell’export di energetici e di prodotti agricoli, ossia di beni assolutamente indispensabili: strategici. Mr Putin ha costituito due tipologie di prodotti che dovrebbero reggere molto bene anche in futuro.

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Egypt Buys a Record Amount of Russia’s Bumper Wheat Crop.

– Egypt’s state-run buyer bought 530,000 tons on Tuesday

– Russia’s big harvest is crowding out rivals this season

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Egypt scooped up a record amount of Russian wheat Tuesday as a near-record harvest helps the Black Sea nation’s grain expand its dominance over rival suppliers.

Egypt’s state buyer booked 530,000 tons of Russian wheat in a tender, the most from the country in data compiled by Bloomberg going back to the 2012-13 season. Russia’s attractive supplies make up 80% of Egypt’s purchases so far this season, compared with about half at a similar time last year.

Russia is nearing the end of its harvest, which is expected to approach 2017’s record haul and help the nation reclaim its ranking as the world’s top exporter. In contrast, Ukraine’s crop has fallen slightly from a year earlier, and production plummeted in France and Romania, making Russian supplies more competitive.

Egypt hasn’t booked wheat from countries outside Russia since early August, and offers from the European Union have been scant in recent months. That trend may continue for a while, according to the Russian Grain Union.

“There’s potential for things to go on like that in future,” said Alexander Korbut, vice president at the union. “A very good crop is expected, and growers are increasingly interested in selling it.”

Russian grain also has benefited from the ruble’s decline against the dollar, while a stronger euro has made supplies from shippers like France less appealing. Only Russian and Ukrainian wheat was offered in Egypt’s tender Tuesday.

Russian exports are accelerating after a slow start to the season as crop estimates improve, according to Rabobank International. The country’s shipments are down 9% so far this season, according to the latest data from the government’s grain quality center.

“It’s great to have such a big buyer, especially when demand elsewhere has been rather low,” said Dmitry Rylko, director general at the Institute for Agricultural Market Studies, or IKAR. “Competitors can’t keep up with the prices we are offering.”

Still, prices rose compared with Egypt’s previous tender, which partly may reflect improving global demand, Paris-based adviser Agritel said in a note.

Tenders have picked up in recent weeks across other importers, including Turkey and Pakistan, and Jordan is seeking the grain in a tender later Wednesday. Rising agricultural purchases in China also have bolstered crop prices, and the Bloomberg Grains Spot Subindex is at a five-month high.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

von der Leyen. È comparsa la parola ‘sburocratizzazione’.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-07.

2020-04-07__von der Leyen 001

Per la prima volta da settanta anni a questa parte in Europa un capo di stato, Ursula von der Leyen, ha utilizzato una delle parole magiche del benessere e della crescita economica:

«sburocratizzazione».

È il rigetto totale ed assoluto del principale postulato dell’ideologia liberal socialista. Una inversione di rotta di centottanta gradi. Chi lo avrebbe mai detto?

Se il coronavirus fosse anche servito solo a questo, ne avrebbe avuto un grande merito.

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«Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste»

«L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale»

«Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter»

«Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare»

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L’epidemia da coronavirus ha innescato una crisi economica di portata biblica: attività produttive ferme per la quarantena e traffici di persone e merci quasi azzerati. Il virus ha decretato la fine della globalizzazione e la fine di un’Unione Europea iperburocratizzata, a conduzione socialista.

La ripresa, se mai la si potrà vedere, sarà lunga, tormentata e difficile.

Sicuramente le cure non potranno seguire i canoni la hanno causata.

Il coronavirus ha ucciso il concetto di Unione Europea assunta come stato sulla falsariga dell’ideologia liberal, dello statalismo.

Sia per Hegel che per Weber la burocrazia assume un ruolo primario nel processo di formazione e consolidamento dello Stato moderno. Essa costituisce inoltre per entrambi gli autori il trait d’union fondamentale tra razionalità e politica, il momento in cui le istituzioni si dotano di maggiore stabilità, prevedibilità, rispetto della legalità, assicurando un rapporto garantito e continuativo con il cittadino. Hegel e Weber si muovono in orizzonti molto simili anche sul piano descrittivo: le modifiche e le funzioni attribuite alla burocrazia sono le stesse, e identiche sono le procedure, le modalità, l’etica del comportamento, anche se si constata nei due autori una divergenza accentuata.

La burocrazia nasce dal potere, dal dominio di uno o di alcuni sopra i molti, dove quel dominio richiede degli agenti, interpreti fedeli della volontà di chi comanda, che eseguano gli ordini, che traducano in realtà le aspirazioni. Ogni nuova legge esige nuovi burocrati e nuovi funzionari che la applichino e che la facciano osservare.

Aristotele fornisce un’acuta descrizione delle necessità pratiche della vita comunitaria della città-Stato greca che impongono l’istituzione di magistrature per regolare i mercati, sovraintendere ai contratti, mantenere l’ordine, intraprendere opere pubbliche, amministrare le finanze.

L’interesse pubblico pare sia stato inventato perché gli uffici possano esistere.

La burocrazia non è pertanto un problema di cattivo governo: è un nuovo tipo di governo, nel quale la fonte dell’autorità veniva trasferita unicamente in forze impersonali incarnate nei funzionari.

Si determinava un labirinto di regole opprimenti che avrebbe necessitato di riforme, dall’altra ogni tentativo di intervenire in questo sistema sarebbe apparso come una irragionevole, disonesta, illegittima ingerenza personale.

Il tragico è che la burocrazia è autoreplicante: tende per sua natura ad ipertrofizzarsi, ed alla fine tende a vicariare il potere politico, avvolgendolo come un abile ragno in un bossolo di leggi, norme e regolamenti.

Alla fine persone non elette svolgini il ruolo abiurato dagli eletti.

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Nel pensiero del grande predecessore di Hegel, Kant, la ragione diveniva non solo il tema centrale della filosofia, ma anche la verità eterna e divina e il fondamento trascendentale della personalità umana.

Le lezioni berlinesi di Hegel negli anni venti, successive al riassetto europeo dopo le guerre napoleoniche, tentavano di collocare la ragione non nella coscienza individuale bensì nel sistema statale esistente.

La libertà, lungi dall’essere posseduta per natura dagli esseri umani, era creata solo dallo Stato, e soltanto nell’attività organizzata dello Stato inteso come entità unica era possibile raggiungere la realizzazione individuale.

I funzionari statali di Hegel costituivano la parte più numerosa di quella classe media all’interno della quale egli situava l’intelligenza compiuta della massa della popolazione.

Hegel non esitò pertanto a definire i suoi funzionari statali (e anche l’esercito e la polizia) classe universale, poiché la loro attività aveva come scopo l’universale e, dal momento che questo non poteva essere confuso con le necessità private, egli sostenne che lo Stato doveva garantire la sicurezza e il soddisfacimento delle esigenze vitali dei propri funzionari. Ma il perseguimento dell’interesse universale poneva il funzionario statale in una posizione assolutamente superiore.

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Sburocratizzare non significa soltanto razionalizzare la filiera decisionale e di controllo: significa rigettare in toto la visione hegeliana di stato e di burocrazia.

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Von der Leyen presenta misure a sostegno agricoltura.

Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste.

BRUXELLES – L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale. Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter. “Siamo al fianco degli agricoltori”, ha affermato, con la promessa di varare “nuove azioni con l’evolvere della situazione”. 

“Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare. Le misure adottate a sostegno della libera circolazione delle merci, ed i permessi di viaggio per i lavoratori stagionali” servono ad “assicurare che gli europei abbiano cibo di alta qualità a prezzi accessibili sulle loro tavole, nonostante il coronavirus”, ha affermato von der Leyen. Tra le azioni, anche il sostegno alle strutture sanitarie nelle aree rurali.