Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Italia. Scuola. 300,000 studenti in meno e 50,000 docenti in più. Una cosca mafiosa.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-16.

2022-09-14__ Scuola 001

«Oltre 7 milioni di studenti e 50 mila nuovi docenti»

«Sono 7,286,151 le studentesse e gli studenti che torneranno sui banchi delle scuole statali, per un totale di 366,310 classi.»

«Abbiamo 801 mila insegnanti che sono per la gran parte, 605 mila, a tempo indeterminato, 90 mila insegnanti di sostegno. Poi abbiamo 25 mila insegnanti che stanno concludendo il loro concorso»

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Facendo due conti.

La Tabella riportata dallo Ocse dovrebbe essere significativa.

Con dati più aggiornati, vi sono 9.09 studenti per docente, 7,286,151 / 801,000.

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A voler essere oltremodo benevoli, la scuola italiana è una cosca mafiosa finalizzata al suo auto sostentamento.

E quei buontemponi del ministro Patrizio Bianchi e di Antonello Giannelli ci vengono anche a dire che “non ci sono tutti i docenti che dovrebbero esserci”.

Questa scuola è diventata proprietà privata dei docenti, che ci sguazzano a piacer loro.

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Ma le cose non stanno certo così.

Il proprietario della scuola è il Popolo italiano nella persona dei Cittadini Contribuenti, ove il ministro eletto da libere elezioni ne è il gerente.

I docenti altro non sono che dipendenti, persone spesso degnissime, ma pur sempre dipendenti.

Che Antonello Giannelli si arroghi il diritto di parlare come si trattasse di “cosa nostra” è una mostruosità giuridica, un vulnus alla democrazia.

Per il momento il corpo docente non è licenziabile, ma nulla vieta di pensare che in un domani la legge cambi, e questo domani si sta avvicinando.

Circa la metà dell’attuale corpo docente dovrà essere licenziato, non essendo più a lungo possibile né giusto continuare a mantenere personale in esubero.

Nessuno piangerà su di loro.

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La scuola è ricominciata con 300 mila studenti in meno

Oltre 7 milioni di studenti e 50 mila nuovi docenti. Gli ultimi a tornare sui banchi lunedì prossimo saranno gli alunni della Sicilia e della Val d’Aosta.

AGI – La scuola riparte con 300 mila studenti in meno. A dare il “doloroso” dato è il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che, parlando in apertura di anno scolastico, rileva come “abbiamo mantenuto il numero di docenti che avevamo prima del Covid, a abbiamo avuto una caduta del numero degli allievi: tra il 2021 e oggi, ne abbiamo persi circa 300 mila”.

Sono 7.286.151 le studentesse e gli studenti che torneranno sui banchi delle scuole statali, per un totale di 366.310 classi.

                         Il nodo dei numeri

“Le criticità sono sempre le stesse: messo un po’ ai margini il Covid, almeno per ora non più vissuto come emergenza, il problema principale è che non ci sono tutti i docenti che dovrebbero esserci” ha detto Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi.

“Il ministro Bianchi si è molto impegnato su questo fronte, va riconosciuto – spiega Giannelli – il fatto è che in Italia è il meccanismo che non funziona, e non funziona da 50 anni: continua ad esserci un precariato imponente, con un quarto dei posti occupati da docenti non di ruolo ma supplenti. La colpa? In sostanza dei concorsi centralizzati, di un pregiudizio ideologico che impedisce di lasciare la decisione su chi assumere ai presidi, come se un preside rischiasse la poltrona solo per mettere un incompetente in cattedra. Servirebbe una reale autonomia scolastica – ha concluso il presidente dell’Anp – quella di oggi è per lo più di facciata”. 

“Abbiamo 801 mila insegnanti che sono per la gran parte, 605 mila, a tempo indeterminato, 90 mila insegnanti di sostegno” dice sa parte sua Bianchi, “Abbiamo dato ad ognuno dei ragazzi che ha sofferto in questo periodo una persona che li segue. Poi abbiamo 25 mila insegnanti che stanno concludendo il loro concorso. Abbiamo fatto sette concorsi in un anno e mezzo. L’anno scorso abbiamo assunto 61 mila insegnanti, quest’anno già 50 mila”. 

I primi a rientrare in aula sono stati, lo scorso 5 settembre, gli alunni e le alunne della Provincia di Bolzano. Da oggi si riparte ufficialmente, secondo i calendari predisposti a livello regionale, in Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e nella Provincia di Trento. Martedì, rende noto il ministero dell’Istruzione, sarà la volta di bambini e ragazzi della Campania. Il 14 settembre le lezioni prendono il via in Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria. Il 15 riprenderanno, invece, in Emilia-Romagna, Lazio e Toscana. In coda, il 19 settembre, Sicilia e Valle d’Aosta.

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