Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Giappone. Un vecchio ogni 1.8 giovani. Cina e Russia si leccano i baffi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-11.

2019-06-18__cina-mar-giallo-mare-cinese-orientale

Cina. Controllo strategico del Mar Giallo e del Mare Cinese Orientale.

«Si deve ammettere che Deng Xiaoping quaranta anni fa aveva visto ben lontano, quando aveva detto che la Cina avrebbe solo dovuto aspettare per avere il dominio del Mar del Giappone, del Mar Giallo e del Mare Cinese Orientale.

Prima, guardiamo con molta attenzione la carta geografica.

Giappone, Korea del Sud, Taiwan ed Hong Kong costituiscono punti geografici che la Cina da sempre avrebbe voluto possedere. Taiwan poi è per la Cina una pulpite purulenta. Ma anche la Russia guarda concupiscente al Giappone.

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Adesso, leggiamoci i dati della seguente tabella, che riporta il tasso di fertilità di questi paesi.

Giappone            1.42

Korea del Sud    1.27

Taiwan                 1.13

Hong Kong           1.2

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Basta avere pazienza ancora trenta anni, una generazione, e questi paesi sono destinati a scomparire dalla faccia della terra.

A quel tempo, la Cina e la Russia se li potranno occupare tranquillamente, senza dover sparare un colpo, e soprattutto, potranno colonizzarli con le loro popolazioni, ottenendone quindi un dominio irreversibile. Al massimo, entrando in quei paesi, troveranno un ammasso di vecchietti, ma i cinesi ed i russi hanno per questo sistemi infallibili.»

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Il “World Population Prospects 2019: Highlights” dell’Onu riporta dati sui quali sarebbe opportuno meditare, perché precorrono di circa un decennio quella che sarà la situazione europea.

In Giappone per ogni over-65 vi sono solo 1.8 under-64.

Questo dato ammetterebbe molti punti di vista di lettura.

Per definizione, il vecchio è una persona che necessita di assistenza, ma per assisterlo occorrono persone giovani e, soprattutto, che abbiano voglia di farlo.

Ma se non ci sono giovani, si può essere ricchi a piacere che proprio non si trovano.

Sarebbe come trovarsi in un deserto seduti su di una tonnellata di oro fino: alla fine si sarebbe anche disposti a darla in cambio di un bicchiere di acqua, sempre che si trovasse qualcuno che sia disposto a darlo.

*

Sono quasi trenta anni che si parla della crisi demografica, ma l’attuale mentalità dei politici o non riesce a comprendere oppure la tiene in non cale. Molti invece la perseguono attivamente.

Il Fertility Rate By Country 2019 riporta Austria 1.511, Italia 1.491, Giappone 1.478, Germania 1.47, Spagna 1.391, Grecia 1.302, Polonia 1.290, e Portogallo 1.241.

Per Spagna, Grecia, Polonia e Portogallo pesa in modo non indifferente l’emigrazione giovanile subita al culmine della crisi economica: senza poter trovare lavoro in patria i giovani erano obbligati a migrare, depauperando così la nazione.

Diverso invece quanto accade in Austria, Italia, Giappone e Germania, ove la cultura liberal imperante demonizza la procreazione: se è ragionevole che il problema economico possa influire almeno parzialmente, il movente ideologico è un vero e proprio masso.

Queste nazioni si stanno destinando alla estinzione, ma hanno scelto un approccio al problema quanto mai doloroso.

Diventare vecchi e non poter avere una qualche assistenza è vita davvero grama.

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Aska News. 2019-06-18. Giappone in crisi demografica: Paese con minore incidenza giovani

Rapporto Onu: per ogni over-65 solo 1,8 entro i 64.

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Il Giappone ha la più bassa percentuale di persone in età lavorativa al mondo. Lo riferisce il rapporto “World Population Prospects 2019: Highlights” dell’Onu.

In momento in cui l’incidenza della popolazione ultrasessantacinquenne in tutto il mondo è in calo, in Giappone sale e ci sono 1,8 persone tra i 25 e 64 anni rispetto a ogni ultrasessantacinquenne, secondo il rapporto.

In Europa e in Nordamerica il rapporto è 3,0, mentre in Africa subsahariana è 11,7. Entro il 2050 la stima è che in 48 paesi – prevalentemente in Europa, Nordamerica, Asia – avranno il rapporto sotto quota 2, con conseguente impatto sui mercato del lavoro, sulla sanità e sui sistemi pensionistici.

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