Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Unione Europea. Immatricolazioni auto. GB -41.1%, It -41.9%, Fr -24.9%. M/m.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-19.

2019-09-19__Immatricolazioni Auto


Nei principali paesi europei le immatricolazioni di auto nuove sono consistentemente calate nel mese di luglio, dai dati mese/mese.

Dal -41.9% in Italia al -24.9% in Francia.

Gran brutto segno per il mercato automobilistico e per le società che producono automobili.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Diplomazia

Macron Isolare la Russia fu un errore. Ce li viene a dire adesso….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-30.

Macron Merkel Parigi

«Pushing Russia from Europe is a profound strategic error»

*

Mr Macron è uomo poliedrico.

Resta difficile capire cosa realmente voglia.

Se cambiare idea è segno di buon senso, ed anche di onestà, farlo troppe volte di seguito sembrerebbe non conquistarsi le simpatie.

Il tentativo di isolare la Russia non ha esitato in altro che a spingerla sempre più nel blocco eurasiatico aumentandone i rapporti con la Cina.

Ma, volenti o nolenti, la Russia è una superpotenza mondiale, con la quale alla fine ci si deve pur sempre sedere a tavolino, parlarsi e cercare accordi duraturi.

Da questo punto di vista la scelta delle sanzioni è stata un grosso essere strategico.

Ma, forse, la motivazione etica e morale ha costituito l’elemento più irritante, difficile da essere dimenticato.


EU Observer. 2019-08-30. Macron: isolating Russia would be profound error

“Pushing Russia from Europe is a profound strategic error,” president Emmanuel Macron told French diplomats on Tuesday following the G7 summit, The Moscow Times reports. Macron also said that “the European continent will never be stable, will never be secure, if we don’t pacify and clarify our relations with Russia.” However, he added that it is not “in our interest to be weak vis-a-vis Russia, to forget our disagreements.”

Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Amazzonia. Scusa EU per colpire l’import di carne brasiliana.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-27.

Proprietà Privata 001

Il problema degli incendi nella Amazzonia sembrerebbe essere soltanto un pretesto per far progredire un ben più sostanzioso contenzioso.

«The EU buys 120,000 tonnes a year of beef from Brazil, about one tenth of its total beef exports, and pays some of the highest prices for prime cuts»

«European imports were set to increase due to tariff cuts under a new trade deal between the EU and Mercosur, a South American bloc»

«But France and Ireland have also said they would not sign the trade pact unless Brazil tries to stop the blaze.»

«”There is no way that Ireland will vote for the EU-Mercosur free trade agreement if Brazil does not honour its environmental commitments,” Irish leader Leo Varadkar said on Friday»

«”In these conditions, France will oppose the Mercosur deal as it is,” French president Emmanuel Macron’s spokesman also told the Reuters news agency.»

«Using undiplomatic language, the Elysee spokesman accused Brazilian president Jair Bolsonaro of having “lied” to Macron on climate promises at a recent summit in Japan»

«The fires have been linked to the far-right Bolsonaro’s permits for cutting down trees to help big business»

«But Bolsonaro told him to butt out, while accusing him of “a misplaced colonialist mindset”.»

«”Isn’t Norway that country that kills whales up there in the North Pole? Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany,”»

* * * * * * *

Il problema è semplicissimo.

L’Unione Europea ha stretto un accordo con Mercosur, ma Francia, Finlandia ed altri stati non ne vogliono sapere di firmarlo. Questo trattato permetterebbe di importare dall’America latina prodotti alimentari che, senza essere gravati da dazi, sarebbero altamente concorrenziali con quelli prodotti in Europa a costi quasi doppi.

Di qui scaturisce la ricerca di un qualsiasi pretesto per bloccare la firma definitiva del Trattato.

A ciò si aggiunga la divergenza ideologia che separa Francia e Germania dal Brasile, fatto questo che vale molto sia per Mr Macron sia per Frau Merkel.

Infine, tutta l’Unione Europea sembrerebbe essersi avviata sulla strada di una severe recessione, che oramai sta sconfinando con una franca depressione. In questa situazione apparirebbe essere ragionevole che Mr Macron cerchi di proteggere il comparto alimentare francese, facendone pagare i costi a tutti gli europei.

Tuttavia il risultato finale che si prospetta è davvero ben poco simpatico: il costo finale graverà sulle spalle dei Contribuenti europei: ventisei paesi dovranno pagare lo scotto alle esigenze francesi.

Nota.

«Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany”»

Già. La dirigenza europea si sta avviando ad attuare il Piano Morgenthau.


EU Observer. 2019-08-25. EU to discuss Brazil beef ban over Amazon fires

The EU ought to consider banning Brazilian beef unless it takes action on forest fires, Finland, the holder of the EU presidency, has said.

“The EU and Finland are urgently exploring the possibility of banning imports of Brazilian beef,” Mika Lintila, the Finnish finance minister, announced on Twitter on Friday (23 August).

“Finance ministers are responsible for a number of instruments … to mitigate climate change. These actions threaten to be rendered useless if carbon sinks are systematically destroyed,” he added.

EU finance ministers would discuss the ban at an informal meeting in Helsinki on 13 September if there was “no progress before then”, he noted.

EU foreign ministers will already discuss the situation more broadly at an informal meeting next Thursday, Finnish foreign minister Pekka Haavisto also said on Friday.

And the two ministers have the full support of Finnish leader Antti Rinne, who said the same day: “I contacted the European Commission yesterday evening, and I expect that the EU will take action”.

He did not mention the beef ban, but he said: “It goes without saying that in terms of climate change, the world cannot sustain such fires”.

Brazil’s embassy to the EU said it could not comment because its ambassador was on holiday.

A commission spokeswoman said EU officials would react to Finland’s beef idea once they had found out more about it.

The EU buys 120,000 tonnes a year of beef from Brazil, about one tenth of its total beef exports, and pays some of the highest prices for prime cuts.

European imports were set to increase due to tariff cuts under a new trade deal between the EU and Mercosur, a South American bloc.

But France and Ireland have also said they would not sign the trade pact unless Brazil tries to stop the blaze.

“There is no way that Ireland will vote for the EU-Mercosur free trade agreement if Brazil does not honour its environmental commitments,” Irish leader Leo Varadkar said on Friday.

“In these conditions, France will oppose the Mercosur deal as it is,” French president Emmanuel Macron’s spokesman also told the Reuters news agency.

Undiplomatic

Using undiplomatic language, the Elysee spokesman accused Brazilian president Jair Bolsonaro of having “lied” to Macron on climate promises at a recent summit in Japan.

A Finnish diplomat told EUobserver that Helsinki had not yet taken a position on Mercosur trade.

In separate action, Germany (€35m a year) and Norway (€30m a year) have frozen deforestation aid to Brazil.

The fires have been linked to the far-right Bolsonaro’s permits for cutting down trees to help big business.

Macron earlier said the blaze would be discussed by G7 leaders meeting in France this weekend.

But Bolsonaro told him to butt out, while accusing him of “a misplaced colonialist mindset”.

“Isn’t Norway that country that kills whales up there in the North Pole? Take that money and help [German leader] Angela Merkel reforest Germany,” he also said on Norway.

Pubblicato in: Stati Uniti

G7 Biarritz. Nota del Consiglio Europeo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-23.

G7 Leaders Summit in Canada

Consiglio Europeo. Vertice del G7, Biarritz, Francia, 24-26.8.2019

In evidenza

Il presidente Donald Tusk rappresenterà l’UE al vertice del G7. Assieme ai leader dei paesi del G7, discuterà di sfide globali in settori quali l’economia, la politica estera e la tutela dell’ambiente.

Il vertice si svolge durante la presidenza francese del G7, incentrata attorno al tema della lotta alle disuguaglianze. In questo contesto la presidenza francese del G7 ha modificato il formato del Gruppo per coinvolgere i leader dell’Unione africana, dell’FMI, dell’OSCE, dell’ONU e della Banca mondiale.

Il vertice del G7 costituirà un’opportunità per l’UE di difendere l’ordine fondato su regole e le organizzazioni che ne sono alla base quale migliore approccio per una governance globale.

Politica estera e sicurezza

I leader discuteranno di questioni urgenti in materia di politica estera e di sicurezza, ad esempio:

– Iran

-Ucraina

– Libia

– la situazione in Siria e in Medio Oriente

– la penisola coreana

– Venezuela

I leader del G7 dovrebbero focalizzarsi sulle relazioni con l’Iran a seguito della decisione del paese di ridurre gli impegni nell’attuazione di parti dell’accordo sul nucleare.

Commercio

I leader discuteranno delle prospettive economiche globali e di questioni relative al commercio, come pure della fiscalità internazionale, specie nel settore del digitale.

I leader dovrebbero discutere di come salvaguardare il sistema commerciale disciplinato da regole. Il vertice sarà inoltre un’occasione per ragionare su come allentare le odierne tensioni nel settore del commercio.

Fra i temi all’ordine del giorno anche la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMS), a seguito dell’impegno assunto al vertice del G20 a Osaka per modernizzare l’OMS.

Africa

I leader del G7 dovrebbero approvare un nuovo quadro tra G7 e Africa. Assieme ai partner africani, cercheranno di sviluppare strumenti concreti per sostenere uno sviluppo economico sostenibile in tutto il continente.

Si prevede inoltre che venga approvato uno specifico piano d’azione del G7 sul Sahel per migliorare la cooperazione in materia di sviluppo e sicurezza.

L’UE comunicherà inoltre il sostegno finanziario che intende fornire al programma “Affirmative Finance Action for Women in Africa” (AFAWA) della Banca africana di sviluppo.

Lotta alle disuguaglianze ed emancipazione femminile

I leader dovrebbero sottolineare l’importanza della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l’importanza dell’istruzione per donne e ragazze, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I partner del G7 si impegneranno inoltre in specifici settori di intervento per compiere passi avanti verso la parità di genere.

Per quanto riguarda gli impegni finanziari, l’UE annuncerà un importante contributo inteso a ricostituire il fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

I leader dovrebbero inoltre offrire sostegno alla creazione di un “Fondo internazionale per i sopravvissuti alla violenza sessuale connessa ai conflitti”, nell’ambito del quale l’UE si impegna a fornire un contributo finanziario concreto.

Cambiamenti climatici e oceani

In merito ai cambiamenti climatici, l’UE ribadirà il proprio impegno a favore della piena ed efficace attuazione dell’accordo di Parigi.

I leader faranno il punto sulla Carta del G7 sulla plastica negli oceani approvata lo scorso anno al vertice in Canada e discuteranno di ulteriori iniziative volte a ridurre l’inquinamento da plastica.

I leader del G7 dovrebbero inoltre approvare una carta sulla biodiversità, adottata dai ministri dell’ambiente del G7 nel maggio scorso. La carta mira a intensificare gli sforzi tesi a frenare la perdita di biodiversità e sostenere un pianeta sano.

Trasformazione digitale

I leader dovrebbero inoltre discutere della trasformazione digitale e di come fare in modo che tale trasformazione sia aperta, libera e sicura. La discussione verterà su come difendere le nostre società e istituzioni democratiche, così come i nostri processi elettorali, dalle minacce esterne. I leader procederanno inoltre a scambi di opinioni su come proseguire la lotta ai contenuti terroristici online.

. . . . . . .

A proposito della presidenza francese del G7

La Francia detiene la presidenza del G7 fino al 31 dicembre 2019 e ospiterà la riunione del G7 a Biarritz.

Durante la sua presidenza del G7, la Francia punterà a contrastare le cause profonde delle disuguaglianze. La presidenza francese del G7, nella lotta alle disuguaglianze, porrà l’accento su cinque priorità:

– lotta alle disparità di opportunità

– lotta alle disuguaglianze connesse al degrado ambientale

– sicurezza e lotta al terrorismo

– lotta alle disuguaglianze attraverso lo sviluppo digitale e l’intelligenza artificiale

– lotta alle disuguaglianze attraverso un partenariato rinnovato con l’Africa

Per maggiori informazioni visita il sito web del vertice del G7.

A proposito del vertice del G7

Il vertice del G7 è un consesso che svolge un ruolo importante nel definire risposte globali a sfide globali, integrando il coordinamento economico globale di cui si occupa il G20.

Riunisce i leader dell’UE e dei seguenti paesi:

– Canada

– Francia

– Germania

– Italia

– Giappone

– Regno Unito

– Stati Uniti

Questo vertice segue il vertice del G7 a Charlevoix, Canada.

I leader si incontrano in formato G7 dal 2014, a seguito della violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina da parte della Federazione russa.

L’UE quale membro del G7

È il 1977 quando i rappresentanti dell’allora Comunità europea partecipano per la prima volta al vertice di Londra. Inizialmente il ruolo dell’UE era limitato ai settori di sua esclusiva competenza, ma è cresciuto col passare del tempo.

L’UE è stata progressivamente inclusa in tutte le discussioni politiche all’ordine del giorno del vertice e, a partire dal vertice di Ottawa del 1981, ha partecipato a tutte le sessioni di lavoro del vertice.

L’UE ha tutte le responsabilità connesse allo status di membro. Il comunicato del vertice è politicamente vincolante per tutti i membri del G7.

La rotazione della presidenza è così stabilita: Giappone – 2016, Italia – 2017, Canada – 2018, Francia – 2019 e USA – 2020.

Pubblicato in: Arte, Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Francia. Macron strozza persino il Crazy Horse.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-10__Crazy Horse

Il Crazy Horse è un qualcosa di unico al mondo.

Le ragazze del corpo di ballo hanno superato una selezione che ne accoglie solo una su cinquecento che vorrebbero lavorarvi. Provengono tutte dalla danza classica e dalla ginnastica artistica.

Infatti, se è vero che le ballerine danzano vestite di una parrucca, sarebbe altrettanto vero notare come già dopo pochi minuti si resta esterrefatti delle prestazioni professionali ginniche: più che ad uno spettacolo di varietà si starebbe assistendo a delle selezioni olimpiche.

La grazie tuttavia è tale che non permette di individuare immediatamente il severo sforzo muscolare, che deve essere dispiegato senza che trapeli il minimo senso di fatica. Anni di esercizi per realizzare show di pochi minuti primi.

Alla fine dello spettacolo ci si domanda come sia stato possibile raggiungere un simile grado di perfezione. Gli allineamenti non sgandano per più di un millimetro, nemmeno sotto sforzo massimo. Ed i volti sono costantemente sorridenti.

In poche parole, nel suo genere, è il top mondiale.

A fine carriera, ciascuna di quelle ballerine ha ottime credenziali per aprire una scuola di danza.

* * *

Ma il Crazy Horse ha un implacabile nemico,

una satanica belva assetata di sangue umano, mai sazia.

Mr Macron ed il fisco francese.

Su cento euro che entrano, settantuno devono andare al fisco. E mica che questi si dimentichi di taglieggiare poi a man bassa gli onorari delle ragazze, peggio dei magnaccia dell’angiporto di Marsiglia.

Come risultato, il Crazy Horse si è trovato a dover ridurre i prezzi dei biglietti, cercando di ripianare i conti aumentando il numero della clientela.

Ma il termometro della crisi ha condotta persino a prospettare dei

«ONLY THE SHOW/NO DRINKS

Special offer on Mondays & Tuesdays at 11 pm»

ad 87 euro a testa.

Poi, ci sono anche ingressi last minute.

* * *

Nota per futura memoria.

«Il 12 dicembre 2012, in ragione dell’elevata tassazione (75%) sui redditi più alti introdotta dal Governo di François Hollande, ha annunciato di aver trasferito la sua residenza a Néchin, un paesino in Belgio a pochi chilometri dal confine con la Francia. Fortemente criticato per la sua scelta (che segue una decisione analoga di altri ricchi francesi), il 16 dicembre ha dichiarato che avrebbe restituito il passaporto francese per prendere, oltre alla residenza, la cittadinanza belga e ha messo in vendita per 50.000.000 € la sua casa di Parigi; due giorni dopo ha anche fatto balenare la possibilità di acquisire la doppia cittadinanza italiana.

Sempre nello stesso periodo il presidente russo Vladimir Putin si è detto disponibile a consegnare a Depardieu il passaporto russo e ha successivamente firmato il decreto per la concessione della nazionalità russa il 3 gennaio 2013. Il 6 gennaio Depardieu ha effettivamente raggiunto la Russia nella quale, oltre a ricevere il passaporto russo, ha avuto l’occasione di pranzare con lo stesso Putin sul Mar Nero in vista delle festività natalizie ortodosse»

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. È iniziato e progredisce il rimpiazzo etnico.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-05.

2019-07-25__Francia__001

«I numeri che vi mostriamo, raccolti su dati statistici ufficiali dal sito Fdsouche.com, parlano di genocidio. Quello del popolo francese. Quel genocidio in cui Macron vuole coinvolgere anche l’Italia»

«In Francia sono proibite statistiche etniche, perché la gente non deve sapere. E’ però possibile ricostruirle attraverso i nomi»

«L’analisi dei nomi musulmani dei nuovi nati in Francia nel 2018 rivela: un tasso nazionale che raggiunge il 21,6%»

«Ma in base all’analisi di nomi ‘rari’ la stima del tasso nazionale di musulmani in Francia sarebbe del 24,2%.»

«Quindi, l’anno scorso, quasi 1 nuovo nato ‘francese’ su 4 era musulmano»

«Nelle banlieus parigine, i nati islamici sono già la maggioranza»

* * * * * * *

Nella libera Francia sono proibite le statistiche etniche. Un concetto invero alquanto particolare di cosa sia la libertà.

Questi dati suggerirebbero che un quarto delle nascite avvenga nella popolazione musulmana. Le femmine autoctone non figliano con eguali proporzioni.

Tutte le situazioni che travalicano il comune buon senso hanno nella storia una unica possibilità di sblocco: una rivoluzione sanguinosa e sanguinolenta.

E la Francia ha già esperito cosa questo voglia dire due secoli or sono.


Affari Italiani. 2019-07-24. Francia: 1 nato su 4 è musulmano, è sostituzione etnica

I numeri che vi mostriamo, raccolti su dati statistici ufficiali dal sito Fdsouche.com, parlano di genocidio. Quello del popolo francese. Quel genocidio in cui Macron vuole coinvolgere anche l’Italia.

In Francia sono proibite statistiche etniche, perché la gente non deve sapere. E’ però possibile ricostruirle attraverso i nomi.

L’analisi dei nomi musulmani dei nuovi nati in Francia nel 2018 rivela:

  • – Un tasso nazionale che raggiunge il 21,6%

  • – Ma in base all’analisi di nomi ‘rari’ la stima del tasso nazionale di musulmani in Francia sarebbe del 24,2%.

Quindi, l’anno scorso, quasi 1 nuovo nato ‘francese’ su 4 era musulmano. In questa statistica, ovviamente, sono esclusi tutti gli altri immigrati non musulmani. E’ quindi possibile pensare che già l’anno scorso quasi la metà dei nuovi nati non era francese. In Italia, per dare un senso, il numero è sotto il 15 per cento.

Questo ci spiega come sia folle un welfare pro-natalità se ospiti una massiccia popolazione straniera dal terzo mondo se non lo limiti ai tuoi cittadini. E che per farlo devi innanzitutto non avere concesso cittadinanza agli stranieri come ha fatto la Francia e come stiamo facendo noi al 18esimo anno di età.

E quanto sia folle seguire la Francia nelle politiche dei ricongiungimenti familiari. Decisivi nell’avere portato i bambini francesi ad essere minoranza in casa propria.

Nelle banlieus parigine, i nati islamici sono già la maggioranza:

E’ una catastrofe di proporzioni gigantesche. Nessuna guerra è riuscita in quello in cui sta riuscendo l’immigrazione.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia e Germania ci perseguitano. Bene. Non compriamo più i loro prodotti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-20.

NO GRAZIE

Da quando c’è l’Unione Europea i francesi ed i tedeschi ci hanno trattato da paria, da esseri inferiori a quali dover fare sempre una lezione saccente.

Se sicuramente noi italiani abbiamo delle pecche, e siamo i primi a vederle, la loro aria saccente sta diventando sempre più fastidiosa.

Irrita la loro proterva superbia, il loro considerarsi quali la succursale del Padreterno. Sconcerta l’odio livoroso con il quale ci trattano, quasi fossimo noi la causa del loro sfacelo elettorale, sociale ed economico.

Non sono infallibili, e sbagliano spesso e volentieri. Non sono i Rasputin dell’Unione Europea

Mr Macron potrebbe ben pensare a Mr Benalla, ai Gilets Jaunes, ed adesso a quelli neri. Alle ultime elezioni ha fatto anche un bagno colossale, superato da RN della Le Pen.

Frau Merkel e succedanei ha preso una Cdu al 45% e la ha ridotta al 22% – 25%.

I loro candidati alla Presidenza della Commissione dell’Unione Europea sono stati trombati come scimmie catarrine. E sono stati trombati dai polacchi e dagli ungheresi, ai quali si sono unite festanti undici nazioni diverse. I cenciosi lebbrosi li hanno sgominati.

*

Ma chi mai si credono di essere?

*

Orbene.

Già da tempo con un gruppo di amici e conoscenti ci siamo riuniti in una comunità virtuale, che ha messo al bando i prodotti francesi e tedeschi.

Non troviamo nessun motivo ragionevole che ci induca a sostenere i sistemi economici di governi così intrinsecamente razzisti, che ci appellano come ‘lebbrosi’.

Nessuno nega che lo champagne sia ottimo vino, ma è francese e quindi non lo consumiamo più. Quelle bottiglie possono giacere a piacere sui pianali.

Non acquistiamo più i formaggi francesi, taluni anche veramente palatabili: pigliamo quelli italiani che non son certo da meno.

Stessa identica cosa per tutti le merci tedesche, dai cacciaviti alle automobili.

Lidl o Carrefour? No grazie: andiamo solo dai supermercati italiani e lì acquistiamo solo merci made in Italy, e fatte con roba italiana.

*

Siamo perfettamente consci di essere ancora troppo pochi per far sentire la nostra presenza, ma ci consola che il nostro numero stia aumentando giorno dopo giorno.

Amici miei!

Non concorriamo ad ingrassare i nostri persecutori!!

Nota.

Per correttezza, abbiamo prima avvisato il formaggiaio della nostra zona, che ha bloccato per tempo gli acquisti dalla Francia. Adesso nessuno gli chiede più roba francese, ed i rappresentanti sono al limite della disperazione.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Summit Helsinki. Francia e Germania sono di ben dura cervice.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-19.

Kadesh. Trattato. Versione Ittita.

Alla riunione di Helsinki dei ministri degli interni francesi e tedeschi hanno rigettato la bozza formulata da Malta ed Italia.

La loro posizione è semplicemente riassumibile in pochi statements.

– Malta ed Italia aprano i porti e prendano tutti i migranti che arrivano, e se li tengano.

– Francesi e Tedeschi si assumono invece l’onere di prendere i fondi europei per la migrazione, e se li tengono per sé.

*

Una consolazione riguarda Herr Seehofer. Sconfitto nelle recenti elezioni in Baviera, è stato destituito dalla carica di presidente della Csu, con le prossime elezioni nei Länder orientale dovrebbe verosimilmente perdere il posto anche di Ministro degli Interni tedesco. Se tutto procede bene, non lo si vedrà mai più.

* * * * * * *

«Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018»

«Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi»

«Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue»

«le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale»

«stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni»

«Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

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Francogermanici hanno semplicemente proposto un diktat: prendere o lasciare.

Poi erano barbari quelli del Trattao di Qadeš ….


Migranti, no di Francia e Germania al piano italo-maltese

Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018. La riunione informale dei ministri dell’Interno europei tenutasi oggi ad Helsinki ha fatto riemergere infatti tutte le divisioni esistenti tra i Paesi di prima accoglienza del Sud Europa e quelli del Nord. Già durante la cena di ieri sera Italia e Malta si erano opposti all’adozione di un documento proposto da Francia e Germania che avrebbe impegnato i Paesi del Sud ad offrire porti sicuri per i migranti in arrivo. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi. Vi sarebbe poi, secondo Roma e La Valletta, il rischio che in questo modo i profughi vengano ridistribuiti negli altri Paesi mentre tutti gli altri migranti resterebbero nei Paesi di sbarco. Neppure gli incontri di questa mattina tra i ministri di Italia, Malta, Francia e Germania e successivi contatti tra tecnici sono riusciti a smussare le divergenze. È stato concordato che i tecnici dei 28 ministeri dell’Interno si incontreranno anche nelle prossime settimane in vista di un vertice a quattro (più la presidenza finlandese) da tenersi a settembre a Malta.

No di Parigi e Berlino ad hot spot fuori da Ue e corridoi umanitari

Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue. Un “non paper” italo-maltese chiedeva un impegno politico e finanziario “per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi” con “misure di ridistribuzione obbligatorie”. Italia e Malta chiedevano alla nuova Presidenza finlandese e alla prossima Commissione europea di “dare la massima priorità” alla questione della migrazione “con un duplice obiettivo: creare le condizioni per una vera lotta contro il traffico di migranti e affrontare, senza pregiudizi, la questione delle pressioni subite dai Paesi più esposti”. Si legge nel documento ufficioso (non paper), che i ministri dell’Interno di Italia e Malta hanno preparato per la riunione di Helsinki. Inoltre si chiedeva che i rimpatri fossero condivisi equamente tra tutti gli Stati membri o, altrimenti, gestiti direttamente dall’Unione europea, attraverso Frontex. Più in particolare, nel documento si segnalava che “le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale”.

Salvini: stretta sulle Ong e più espulsioni

Concetti che il responsabile del Viminale ha sintetizzato in due punti: stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni. Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Un altro punto è il rafforzamento dell’impegno per prevenire partenze e, soprattutto, l’incremento di espulsioni con una lista di Paesi sicuri che prevedano “riammissioni automatiche” perché ”un conto sono gli arrivi da zone di guerra e un conto quelli da Tunisia o Albania”. “Si è parlato di rispetto delle leggi e sovranità nazionale – ha aggiunto Salvini – dai ministri di più Paesi è stata apprezzata la politica italiana di difesa dei confini con la drastica riduzione degli arrivi in Europa e dei morti nel Mediterraneo”.

Castaner (Francia): cerchiamo di evitare altri morti

In linea con il programma enunciato dalla nuova presidente della Commissione Ue Ursula von der Lynen il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner ha tenuto a ricordare che “l’iniziativa franco-tedesca che abbiamo preso è anche un’iniziativa di solidarietà per l’Italia e per Malta. Le posizioni politiche di ognuno sono legittime, ma quello che mi interessa è evitare che gli uomini e le donne muoiano in fondo al mare”. “Matteo Salvini – ha aggiunto Castaner – intende difendere le sue posizioni politiche, che sono legittime. Ma anche le mie posizioni sono altrettanto legittime e sono differenti. Non c’è dell’acrimonia, non ci sono critiche, abbiamo discussioni politiche franche e cordiali. La cosa fondamentale – ha aggiunto Castaner – è la sicurezza degli italiani da un lato e dei francesi dall’altro”. Il rappresentante di Parigi ha confermato che, al momento, “non c’è accordo” ma, ha aggiunto, “c’è bisogno di maggiore solidarietà e più responsabilità, l’Europa ha degli obblighi umanitari. Siamo dei ministri con responsabilità e sappiamo che bisogna trovare un accordo”.

Avramopoulos: non seguire solo l’interesse nazionale

Un appello alla solidarietà e ai principi europei è venuto dal commissario uscente all’immigrazione Dimitris Avramopoulos per il quale “la priorità è combattere le reti di trafficanti e fermare gli arrivi e le partenze irregolari. Non possiamo continuare così in futuro affrontando la situazione caso per caso nel Mediterraneo. Il Consiglio di oggi ha grosse possibilità di trovare soluzioni, sappiamo quali sono le nostre priorità e, ribadisco, chiederò a tutti di comportarsi come Unione europea, per trovare soluzioni. I ministri hanno grosse responsabilità”. Occorre secondo il commissario “pensare e agire con una modalità europea. Se si segue solo l’interesse nazionale ci sono sempre grossi problemi”.

Seehofer a Salvini: Stai già twittando contro di me?

Siparietto tra Matteo Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer questa mattina ad Helsinki. Seehofer è stato il primo a raggiungere Salvini nella sala dove era in programma l’incontro e appena ha visto il titolare del Viminale con il telefonino in mano si è rivolto a lui con una battuta. “Matteo, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?” ha detto riferendosi alle accuse italiane sullo strapotere di Berlino e Parigi in Ue. Salvini ha sorriso e ha risposto: “stavo mandando un messaggio di auguri”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Helsinki. Malta ed Italia contro Francia e Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

Helsinki_final_carrousel

Nella riunione ad Helsinki scontro di vedute tra Malta e l’Italia da una parte e Francia e Germania dall’altra.

Molti i problemi, ma il principale sarebbe che le migrazioni dovrebbero cessare, e cessando renderebbero futili i discorsi sui porti di accoglienza e sulle ripartizioni.

«Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta»

«Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati»

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati »

«’Sea Watch 3′ che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

«un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania»

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Questo però il cuore del problema:

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati»

Parole queste inaccettabili da parte di quegli stati ed organizzazioni che campano fomentando guerre civili per ottenere migranti, dai quali lucrare anche sotto forma di contributi europei.

Difficile convincere Al Capone che ci si potrebbe anche comportare da persone oneste.


Adnk. 2019-07-18. Migranti, scontro con Parigi e Berlino

Scontro sul tema dei porti di sbarco per i migranti tra Matteo Salvini e Francia e Germania. Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta.

Distanze che hanno convinto i quattro ministri a riaggiornarsi, con la Francia che si è inserita all’ultimo momento, ma la sensazione è che serviranno altri approfondimenti per avvicinarsi a un’intesa. A quanto si apprende, Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere.

ONG – C’è anche il nodo Ong sul tavolo a Helsinki. Salvini, durante il quadrilaterale con Francia, Germania e Malta, ha chiarito come “le Ong non possano sostituirsi agli Stati”, ricordando il caso della ‘Sea Watch 3’ “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno dialogato da soli per provare ad avvicinare le posizioni. Il vicepremier ha insistito per rafforzare l’impegno per prevenire le partenze e incrementare le espulsioni, anche inserendo una lista di Paesi sicuri ”per cui prevedere delle riammissioni automatiche”. Perché ”un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania”.

VERTICE – A settembre, si apprende, ci sarà un vertice straordinario a Malta dei quattro Paesi interessati più la Finlandia, ma già nelle prossime settimane si vedranno i rispettivi tecnici.

SEEHOFER – Siparietto tra Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. Quest’ultimo, prima di entrare alla riunione, presso la Finlandia Hall, si è avvicinato all’italiano, scherzando sulle accuse del leghista allo strapotere di Parigi e Berlino: “Matteo – ha domandato ironico -, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?”.