Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale

Macron in visita nel Burkina Faso. Per poco lo accoppano. Incidente diplomatico.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-11-29.

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«Un gay psicopatico che odia la Francia»

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«Come tutti gli psicopatici crede solo nei suoi propositi. Macron non ama la Francia, ama solo se stesso e non combatterà per i cittadini francesi» [http://www.gay.it/]

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Episodi di questo tipo bollano a fuoco l’autore.

Sarebbe persino inutile commentare con le pesanti e severe parole del caso: sarebbe sufficiente leggersi i resoconti.

«la prima volta di Emmanuel Macron in Africa da presidente si è risolta in una gaffe pesantissima, ai limiti dell’incidente diplomatico»

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«Durante un incontro con gli studenti a Ouagadougou, capitale dell’ex colonia Burkina Faso, l’inquilino dell’Eliseo, per invitarli a superare la visione di una Francia paternalista alla quale chiedere soccorso nella difficoltà, li ha esortati, con toni un po’ bruschi, a “non trattarlo come se fosse il presidente del Burkina Faso”»

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«Mi parlate come se io fossi ancora la potenza coloniale ma io non voglio occuparmi dell’elettricità nelle università del Burkina Faso! È il compito del vostro presidente»

Christian Kaboré, Presidente del Burkina Faso, inizialmente reagisce con un sorriso e poi si alza, lasciando la sala.

Ma Mr Macron lo incalza:

«Ecco se ne va… Ma no resta qui… Niente, è andato a riparare l’aria condizionata»

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Interpellato dai ragazzi sul traffico di rifugiati:

«Chi sono i trafficanti? Chiedetevelo, voi che siete giovani africani. Siete da non credere. Chi sono i trafficanti? Sono africani, amici miei. Non i francesi. Ognuno comprenda questa responsabilità. Mostratemi un francese, un belga o un tedesco che ha compiuto traffici tra la Nigeria e la Libia. Non esiste. Oggi in Africa ci sono Africani che rendono schiavi altri africani. Questa è la realtà. E ci sono europei che approfittano della miseria in Africa. In entrambi i casi si tratta di crimini inaccettabili. E li stiamo combattendo entrambi»

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«diffusi casi di abusi sessuali compiuti dai militari transalpini di stanza in Africa, abusi che hanno spesso visto come vittime bambini.»

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«You speak to me like I‘m a colonial power, but I don’t want to look after electricity in Burkina Faso. That’s the work of your president»

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«I am from a generation that doesn’t come to tell Africans what to do»

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«French military out of Burkina»

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Macron publicly ‘humiliates’ Burkina Faso president as French leader’s Africa trip goes wrong

«”It is the work of the president [of Burkina Faso],” he said, pointing at president Roch Marc Christian Kabore, who was listening to Macron’s speech from the same stage.

At this point, Kabore suddenly stood up and left the room. “He’s leaving… Stay there! So, he went to repair the air conditioning,” »

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Macron embarrasses Burkina Faso’s President Kabore: ‘He left to fix the AC’

«“I do not want to pay attention to the problem of electricity, this is what the president should be doing …he is leaving … stay here, he has left to fix the air conditioning system”»

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«The French leader also referred to his comments that prompted controversy in July, when he suggested that it’s a problem when African women have “seven or eight children.”»

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La diplomazia è l’arte del colloquiare, dello stare a sentire, sempre con amabile garbo, mantenendo sempre il completo controllo di sé stessi. Il diplomatico è una persona amabile, con la quale si può parlare di tutto, alla ricerca di accordi duraturi ed equi.

Intemperanze di questo genere fanno in un baleno il giro del mondo ed alienano in modo definitivo chi le ha perpetrate.

Noi comprendiamo bene come la sindrome da astinenza possa alterare profondamente le manifestazioni caratteriali, ma di capi di governo rottamati perché inidonei a reggere quel ruolo ne abbiamo visto un gran numero.

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Non tutto il male viene per nuocere.

Come nel caso di Herr Schulz e di Frau Merkel, anche Mr Macron sta suicidandosi con le sue stesse mani, e con lui la sua bislacca visione dello stato europeo, e con il suo sussiegoso ed altero comportamento.

Ci si guardi bene dal fermarlo. Mai fermare i suicidi.

Nota.

Mr Putin e Mr Xi se la stanno sghignazzando della grossa. Aiutare l’elezione di Mr Macron è stato uno dei loro capolavori.


Agi. 2017-11-28. Il viaggio di Macron in Africa è cominciato con una gaffe devastante

Mentre prosegue placido il lungo viaggio di Paolo Gentiloni nel continente nero, la prima volta di Emmanuel Macron in Africa da presidente si è risolta in una gaffe pesantissima, ai limiti dell’incidente diplomatico. Durante un incontro con gli studenti a Ouagadougou, capitale dell’ex colonia Burkina Faso, l’inquilino dell’Eliseo, per invitarli a superare la visione di una Francia paternalista alla quale chiedere soccorso nella difficoltà, li ha esortati, con toni un po’ bruschi, a “non trattarlo come se fosse il presidente del Burkina Faso”, dopo che alcuni di loro si erano lamentati delle pessime condizioni del loro ateneo. “

Mi parlate come se io fossi ancora la potenza coloniale ma io non voglio occuparmi dell’elettricità nelle università del Burkina Faso! È il compito del vostro presidente”, dice Macron, indicando l’omologo locale Christian Kaboré, che inizialmente reagisce con un sorriso e poi si alza, lasciando la sala. “Ecco se ne va… Ma no resta qui… Niente, è andato a riparare l’aria condizionata”, fa Macron.

Un umorismo che non è stato apprezzato dagli utenti dei social, che hanno parlato di “arroganza”, immaturità” e “mancanza di rispetto”. Di certo questa vena sarcastica era ancora ignota a chi era abituato al compassato Macron visto finora nei consessi europei.

L’inquilino dell’Eliseo aveva poi perso la pazienza quando, in precedenza, era stato interpellato dai ragazzi sul traffico di rifugiati: “Chi sono i trafficanti? Chiedetevelo, voi che siete giovani africani. Siete da non credere. Chi sono i trafficanti? Sono africani, amici miei. Non i francesi. Ognuno comprenda questa responsabilità. Mostratemi un francese, un belga o un tedesco che ha compiuto traffici tra la Nigeria e la Libia. Non esiste. Oggi in Africa ci sono Africani che rendono schiavi altri africani. Questa è la realtà. E ci sono europei che approfittano della miseria in Africa. In entrambi i casi si tratta di crimini inaccettabili. E li stiamo combattendo entrambi”. Più che il contenuto delle affermazioni, piuttosto realistiche, colpisce quanto il presidente francese si sia mostrato a corto del suo consueto aplomb, a partire dal linguaggio del corpo.

La delegazione francese accolta da bombe e pietre

Va detto che la visita non era iniziata proprio benissimo. Prima dell’arrivo della delegazione francese, due terroristi incappucciati avevano tirato una bomba a mano che trasportava truppe francesi, mancando il bersaglio e colpendo tre civili. Macron ha poi cercato di minimizzare: “È solo una granata, non dimenticate i morti che la vostra gente ha dovuto soffrire ieri e nelle settimane e nei mesi scorsi”. In seguito, il convoglio della delegazione è stato accolto da lanci di pietre, mentre gli studenti manifestavano di fronte all’università dove Macron avrebbe parlato chiedendo il ritiro dei soldati francesi dal loro Paese. “Dovreste solo ringraziare i soldati francesi”, ha poi detto Macron agli studenti. La rabbia degli africani non è però alimentata da generiche “proteste contro l’imperialismo” ma anche dai diffusi casi di abusi sessuali compiuti dai militari transalpini di stanza in Africa, abusi che hanno spesso visto come vittime bambini. 


Reuters. 2017-11-28. Macron’s promise of new France-Africa ties raises heckles

Ouagadougou (Reuters) – France’s President Emmanuel Macron told African youths on Tuesday that he belonged to a new generation of French leaders who would build partnerships with the continent rather than tell it what to do.

But a youth protest against him, stones pelting one of his delegation’s vehicles and a botched grenade attack on French troops hours before his arrival in Burkina Faso’s capital Ouagadougou showed the hostility that still lingers after decades of an often tense France-Africa relationship.

Macron was also subjected to rowdy student questions at the university after his speech in Ouagadougou, and was sometimes left fruitlessly hushing as he struggled to get his answers heard above the crowd.

In his speech, peppered with references to African nationalists such as Nelson Mandela and Burkina’s revolutionary leader Thomas Sankara, Macron promised a break with a past in which France often seemed to call the shots to former colonies.

“I am from a generation that doesn’t come to tell Africans what to do,” Macron said, prompting applause.

“I am from a generation for whom Nelson Mandela’s victory is one of the best political memories.”

The 39-year-old is on a three-day visit to Burkina Faso, Ghana and Ivory Coast aimed at boosting cooperation in education, the digital economy and migration.

“I will be alongside those who believe that Africa is neither a lost continent or one that needs to be saved,” he said.

The grenade attack missed the French soldiers but wounded three civilians hours before Macron arrived. No group claimed responsibility.

Stones were thrown at a delegation convoy, however Macron was far away from it at a meeting with his Burkina counterpart, Roch Marc Kabore in the presidential palace.

Dozens of local youths clashed with security forces in the center of the capital throwing stones. Police responded with teargas. Protesters burnt T-shirts with images of Macron and carried slogans including “Down with new-colonialism” and “French military out of Burkina”.

BREAK WITH PAST?

It was not the first time a French president has promised to break with past French politics on the continent.

Macron’s predecessor Francois Hollande declared while visiting Senegal in 2012 that “the time of La Francafrique is over”, referring to a shadowy network of diplomats, soldiers and businessmen who manipulated African leaders for decades after independence.

But it comes at a tense time, when French troops are being sucked deeper into a years-long battle to quell Islamist militancy in the Sahel region.

France has 4,000 troops deployed there, and there are mixed feelings about their presence – highlighted in a bitter row between France and Mali over the deaths of 11 Malian troops being held captive by Islamist militants in a French air strike.

The French are pinning their hopes on the so-called G5 Sahel force being set up by regional country’s with French and American backing. It launched a campaign on Oct. 28 amid growing unrest in the desert reaches of the region, where jihadists allied to al Qaeda or inspired by Islamic State roam undetected.

Macron earlier told journalists G5 had been too slow to get established.

He said he would call for greater co-operation between Europe and Africa to tackle human trafficking and he touted a European initiative to rescue African migrants from being enslaved in Libya.

The exchange with heckling students was typical Macron, who during his presidential campaign often managed to turn initially hostile crowds in his favor by answering questions head on.

“You speak to me like I‘m a colonial power, but I don’t want to look after electricity in Burkina Faso. That’s the work of your president,” he retorted to one hostile questioner.