Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Divisa sulla castrazione dei maiali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-07.

Maialino 001

«Per odore di verro s’intende quell’odore o sapore sgradevole che si manifesta spesso durante la cottura, o il consumo, di carne o prodotti di trasformazione della carne suina di maschi non castrati, che hanno raggiunto la pubertà.

Gli studi condotti hanno appurato che molti consumatori sono sensibili all’odore di verro, e per questo motivo il suo controllo è un elemento imprescindibile nella produzione di carne suina. Le donne sembrano essere più sensibili degli uomini, così come alcuni gruppi etnici appaiono reagire con maggiore sensibilità di altri. Nella maggior parte dei paesi, le normative sulla qualità degli alimenti non ammettono la commercializzazione di carni con presenza di odore di verro.

Da secoli si previene l’odore di verro mediante castrazione. Questa pratica consolidata prevede che si castrino i giovani suinetti all’incirca all’età di una settimana (dopo, per legge è necessario che l’intervento sia effettuato in anestesia, quindi deve effettuarlo un Medico veterinario). In alcuni paesi (per esempio Paesi Bassi, Svizzera e Norvegia), è comunque sempre più frequente l’uso di un’anestesia generale o locale per ridurre il dolore e lo stress associati alla castrazione ….

L’odore di verro è causato dall’accumulo di due composti (androstenone e scatolo) nel grasso dei suini maschi» [Fonte]

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«Nel 2017, la produzione di carne da parte dei macelli commerciali tedeschi è diminuita dopo un recente leggero aumento. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica della Germania (Destatis), la produzione di carne è diminuita del 2,0% (- 167.000 tonnellate) rispetto al 2016, raggiungendo un totale di 8,11 milioni di tonnellate. Il valore è ben al di sotto del volume totale dell’anno precedente (8,28 milioni di tonnellate).

Con appena 57,9 milioni di animali abbattuti nel 2017, la macellazione dei suini è stata ridotta del 2,6% (-1,5 milioni di capi) rispetto all’anno precedente. Il volume di macellazione dei suini importati è diminuito significativamente del 18% (- 839.000 animali). Nello stesso periodo, il numero di suini di origine nazionale macellati è diminuito dell’1,3% (- 690 000 animali). In generale, la produzione di carne suina, che ha raggiunto 5,45 milioni di tonnellate, è stata ridotta di circa 127.600 tonnellate.» [Destatis]

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Suino, o porco, indica l’animale integro, mentre il termine maiale si riferisce al maschio castrato.

I suini sono molto prolifici: una scrofa ha mediamente tra i 10 ed i 16 suinetti, dopo una gestazione di 114 giorni. Lo svezzamento avviene in circa un mese. La scrofa può partorire due volte all’anno. Il maiale adulto può arrivare ai 300 kg, ma solitamente è macellato quando raggiunge il peso di 100 – 110 kb (filiera leggera), oppure 150 – 180 kg (filiera pesante).

La carne grassa ha un potere nutrizionale di 400 calorie/etto, mentre la carne magra scende a 150 calorie/etto.

Per quanto onnivoro, la dieta del maiale da allevamento è costituita per una buona metà da mais, per il resto da farina di soia, aggiungendo prodotti ricchi di fibre.

In termini medi, tanto per rendere l’idea, i suini di allevamento hanno un costo variabile tra gli 80 ed i 150 euro a capo, a seconda del pastone e della osservanza o meno di tutte le direttive. Sempre mediamente, il suino adulto è venduto a 1.2 – 1.4 euro al kilo.

Gli allevatori di maiali, sottoposti a vicoli veterinari e sanitari stringenti, traggono guadagni scarni: per un maiale di 100 kg spuntano in media 115 euro, contro una spesa viva di almeno 85 euro. Deducendo tasse federali a statali, ammortamenti e spese varie documentabili, il guadagno netto per maiale si riduce a pochi euro.

Aumentare il prezzo di vendita è impossibile, perché la concorrenza sia da parte dei paesi dell’est europeo, sia da parte del Brasile non lo consentirebbe: ai tedeschi importa il costo finale indipendentemente dalla provenienza.

Adesso si è in grado di comprendere la portata dell’attacco fatto agli allevatori.

«In Berlin, protesters are clashing with farmers over animal rights»

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«Lawmakers are siding with the meat industry and calling for stiff penalties against activists.»

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«The castration of piglets without anesthetic was supposed to end in the next weeks but may now continue for two more years»

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«The Bundestag put off a law requiring anesthetics be used, after Germany’s swine farmers argued they weren’t ready to make the change»

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«Young male pigs are often surgically castrated without any form of pain reduction to prevent boar taint, which can change the taste and smell of pork»

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«Farmers, particularly from Bavaria and Lower Saxony, said changing the law would mean additional expenses and complications: €2 extra per pig, and the extra time and space the animals need to wake up afterwards»

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«Opponents to surgical castration say mass vaccination of pigs would be better, as is done in Australia, Brazil, Belgium and Russia»

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«Although animal castration made headlines this fall, despite competition from news from Italy, Russia and Trump, fewer smaller groups focus on swine welfare full time»

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«Scarcity of qualified people is a bigger problem. Veterinary authorities cannot inspect all the farms in their catchment zones; in Germany, farms are inspected once every 17 years on average. In Bavaria, some only see an inspector once every 48 years»

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Si assiste ad un comportamento ambivalente. Da una parte sicuramente il porcellino neonato fa tenerezza, ma nel contempo salami, prosciutti oppure uno stinco al forno fanno venire la acquolina in bocca. Poi, il problema dei costi è semplicemente evidente.

Se gli allevatori tedeschi applicassero alla lettera la terapia analgesica si sobbarcherebbero costi che li porterebbero fuori mercato: al fallimento.

Ci si pone adesso una domanda.

Come fanno a sopravvivere tutti questi attivisti a tempo pieno?

Di primo acchito, si direbbero tutti di famiglia abbiente per poter passare la vita a dimostrare senza esercitare lavoro alcuno.

Oppure, si potrebbe anche dire che qualcuno potrebbe ricompensarli per il loro buon cuore. In fondo, mica tutti nasciamo ricchi.


Handelsblatt. 2018-12-16. Germans are divided over piglet castration

In Berlin, protesters are clashing with farmers over animal rights. Lawmakers are siding with the meat industry and calling for stiff penalties against activists.

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The castration of piglets without anesthetic was supposed to end in the next weeks but may now continue for two more years. The Bundestag put off a law requiring anesthetics be used, after Germany’s swine farmers argued they weren’t ready to make the change.

Young male pigs are often surgically castrated without any form of pain reduction to prevent boar taint, which can change the taste and smell of pork in 5 percent of animals once they reach puberty, along with aggressive behavior. Recently, as research has shown the animals suffer, moves have been made to oppose the procedure or make it less painful for animals. Farmers, particularly from Bavaria and Lower Saxony, said changing the law would mean additional expenses and complications: €2 extra per pig, and the extra time and space the animals need to wake up afterwards.

Internationally, farmers are divided over the procedure. Opponents to surgical castration say mass vaccination of pigs would be better, as is done in Australia, Brazil, Belgium and Russia. A Brussels group launched a campaign to end surgical castration by the start of this year. In the medium term, scientists suggest gene editing could help. For now, there’s dismay in Germany at the argument that pig welfare should be compromised “for the sake of consumers,” as farmers argue.

Research activism

Change is slow here in the land of pork and industrialized food, where dishes from Eisbein to Bratwurst reign supreme, and, outside the capital, much may contain bacon. But Berlin, Hamburg and other cities are increasingly home to foodies and to activists. There is a high level of concern and criticism about industrial food, even if it has yet to help pigs.

Although animal castration made headlines this fall, despite competition from news from Italy, Russia and Trump, fewer smaller groups focus on swine welfare full time. Such activists, however, are using technology to raise public awareness. In Berlin, a math student, Kirstin Hofler (not her real name), breaks into farms at night to film conditions. She’s a “research activist”, she says. A few years ago, she broke into a farm in Niessemuende, Brandenburg, and, fitted with a camera, watched workers killing piglets by swinging them against walls and kicking them. She said that’s systematic, the way that farmers deal with animals that they think aren’t big enough. She sent the footage to Animal Rights Watch, an activist group, and the footage aired on national television. The group sued the farm, but Sandra Franz, a spokeswoman for the activist group, said judges tend to sympathize with farmers.

Animal Rights Watch challenges the agricultural authorities with the abuses but the results are discouraging. One in Chemnitz refused to investigate allegations, saying the farm hadn’t had problems in the past.

Changing times

Another, in Magdeburg, said they were aware of issues, but during checkups, they hadn’t seen any problems. Part of the problem is that inspectors are paid by local municipalities rather than the state or central government. The farms are often key tax payers. “It’s not surprising that they come to some kind of understanding,” she said.

Scarcity of qualified people is a bigger problem. Veterinary authorities cannot inspect all the farms in their catchment zones; in Germany, farms are inspected once every 17 years on average. In Bavaria, some only see an inspector once every 48 years. And farms know when inspectors are coming.

Industry groups call the break-ins “vigilante justice” that has nothing to do with animal welfare. Conservative politicians, in the Christian Democratic Union and pro-business FDP, call for stiffer penalties for animal rights activists.

Ms. Hofler points out that she doesn’t get much joy out of dressing up in scrubs, climbing over fences and breaking the law in the middle of the night. Viewing the footage is upsetting, but in Ms. Hofler’s view, breaking the law is necessary, or else nothing would change.

Times may be changing, however gradually. A judge in Saxony Anhalt heard a case about an activist breaking into a farm and found it was justified, after activists showed that animals couldn’t reach drinking water, had too little space and serious cases of animal abuse. The activists’ work seems to be gradually winning hearts and minds, although not yet in the Bundestag.

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