Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Energie Alternative

Germania. Energie alternative che languono. Poi, dopo la Merkel ….

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-20.

2020-01-14__Alternative 00

L’anno prossimo a settembre si terranno le elezioni politiche in Germania.

Frau Merkel ha già annunciato che non si presenterà e le previsioni suggeriscono che Cdu ed Spd dovrebbero scendere ulteriormente. Verosimilmente i Grüne dovrebbero avere un’ottima prestazione, così come AfD.

Ne uscirà un quadro frammentato, al limite della ingovernabilità.

Ma la ingovernabilità inizia già a farsi sentire, e con la mano pesante, esistendo in una crisi depressiva economica ed un offuscamento della credibilità tedesca nella politica internazionale.

«A slowdown in the installation of wind turbines and solar panels in Germany this year could put the country’s carbon reduction targets at risk»

«Last year, new onshore wind power capacity in Germany reached 700 megawatts (MW), the lowest level in two decades, while in 2020 only another 1 GW might be built»

«This would lag the 4.2 GW of capacity added per annum between 2013 and 2017»

«Overall, the renewables expansion is not sufficiently rapid to meet Germany’s generation targets for 2030»

«The slower installation partly reflects delays to the planning and permissioning of onshore turbines applications because of objections to their construction»

«Disagreements between Germany’s federal states over financing and general inertia by authorities have also slowed down related grid expansion to transport wind power north to south»

«As a result, wind power operators shied away from last year’s auctions for new building licenses»

*

In Germania tutto il settore delle energie alternative è entrato in una crisi e stasi severa.

– Le procedure burocratiche per aprire nuovi impianti sono sempre più lunghe, farraginose e costose: sono rilasciate molto più parcamente rispetto al passato.

– Le popolazioni dei posti ove di vorrebbero collocare le turbine eoliche quasi invariabilmente si ribellano a vedersi invasi a progetti deturpanti il paesaggio e pieni di problemi tecnici. I tribunali sono ora saturi di ricorsi in tal senso.

– Il grosso della produzione eolica avviene nel nord del paese, perché il vento è lì. Ma le zone industriali che consumano energia sono al sud. Gli elettrodotti sono costosi e, soprattutto, dissipano gran quota della corrente immessa: nel caso tedesco oltre la metà dell’energia immessa è dissipata sotto forma di calore, raddoppiando così di fatto i costi di produzione.

– Le turbine eoliche sono progettate per venti anni di esercizio e quelle ancora funzionanti di vecchia data hanno rese miserande. Sostituirle e tenerle i manutenzione ha costi drammatici, essendo queste collocate all’apice di pilastri di circa ottanta metri da terra. Né si pensi che questi costi di rimpiazzo e manutenzione siano da poco, visto che determinano un raddoppio dei costi.

* * * * * * *

Frau Merkel è tetragona: cederebbe più facilmente il suo fragile bonum piuttosto che recedere dalle energie alternative.

Di certo negli ultimi tempi sta lavorando in un clima sempre più ostile, che sembrerebbe proprio non veder l’ora che se ne vada a casa.

I progetti Grüne sono tutti naufragati sul problema dei costi.

*


Reuters. 2020-01-12. German carbon targets at risk from wind power slowdown: think tank

A slowdown in the installation of wind turbines and solar panels in Germany this year could put the country’s carbon reduction targets at risk, environmental think tank Agora said on Tuesday.

Last year, new onshore wind power capacity in Germany reached 700 megawatts (MW), the lowest level in two decades, while in 2020 only another 1 GW might be built, Agora estimated.

This would lag the 4.2 GW of capacity added per annum between 2013 and 2017. It also lags the 2.5 GW of new capacity that the government expects to be added annually up to 2030 when renewable power production is due to make up 65% of the country’s electricity mix.

“Overall, the renewables expansion is not sufficiently rapid to meet Germany’s generation targets for 2030,” Berlin-based Agora said in an annual analysis.

The slower installation partly reflects delays to the planning and permissioning of onshore turbines applications because of objections to their construction.

Disagreements between Germany’s federal states over financing and general inertia by authorities have also slowed down related grid expansion to transport wind power north to south.

As a result, wind power operators shied away from last year’s auctions for new building licenses. The auctions were for a total of 3.2 GW while bids were only made for 1.5 GW.

In contrast, in offshore wind, which does not share these problems, operators added around 1 GW more capacity by completing projects and stepping up work at those still under construction.

Solar power capacity in 2019 increased by around 30% year-on-year to 4 gigawatts and the increase could reach a similar number this year.

But this would not be enough to meet the 4.5 GW needed each year up to 2030 to compensate for shortfalls in wind power, Agora said.

Agora said the government should seek an additional 900 MW of solar capacity and 3.6 GW of offshore wind capacity to offset the shortfall in power generation volumes in the future as a result of the slow pace of expansion seen in 2019.

It also said reducing CO2 emissions was not only the responsibility of the power industry, noting that the construction industry was even slower to take action to help to reduce harmful emissions, while transport emissions had even risen due to a trend toward bigger cars.

Legislation is planned in the spring to introduce CO2 pricing for the transport and buildings industries at 25 euros ($27.95) a tonne from 2021.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Ordini alle fabbriche -1.3% mom.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-16.

2020-01-09__Germania_Ordini Fabbroche 001

Prosegue oramai da più di un anno la contrazione degli ordinativi alle fabbriche.

* * * * * * *

Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Germania. Produzione auto -9%, export auto -13%.

Germania. Per il dodicesimo mese consecutivo la produzione industriale in negativo.

Germania. Produzione manifatturiera. -21.3% in sette mesi. È in depressione.

«Manufacturing Production in Germany decreased 4.10 percent in May of 2019 over the same month in the previous year. Manufacturing Production in Germany averaged 1.46 percent from 1992 until 2019, reaching an all time high of 15.50 percent in February of 2011 and a record low of -24.10 percent in April of 2009.»

* * * * * * *

È davvero molto facile tenere accorati discorsi zeppi di paroloni altisonanti che toccano il cuore delle persone, elargendo infine promesse eterne ma non mantenibili.

I numeri saranno freddi, molti potranno porgerli con commenti partigiani, ma hanno il vantaggio di essere indiscutibili.

La Germania è in recessione mentre il resto del mondo sta crescendo: quindi, il problema è tedesco, non degli altri.

Frau Merkel ha fallito quello che dovrebbe essere lo scopo di ogni governante: rendere prospera la propria nazione.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Pil yoy +0.6%. Comparazione con la Cina.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-15.

2020-01-15__Germania Pil

Paragoni e comparazioni sono sempre amari.

Germania. Spd al 12.5%. Sembrerebbe essere impossibile, eppure lo è.

Germania. Mappa della miseria. 22.7% a Brema, 21.1% nella Ruhr.

Germania. Produzione auto -9%, export auto -13%.

Germania. PMI da più di un anno sotto il 50. Oggi 43.7.

Germania. Popolazione. Classi di età. Destatis. Dati cimiteriali.

*

Cina. Produzione Industriale +6.2% yoy. 2019-12-26

Cina. Ha concesso più prestiti a stati esteri di IMF e World Bank.

Cina. Uno dei primi esportatori mondiali di autovetture. +32% in cinque anni.

* * *

Mentre in Germania la produzione automobilistica decresce del -9%, la Cina si sta avviando ad essere il principale produttore mondiale. Mentre in Germania la produzione industriale è in calo, la Cina registra un +6.2%.

In quella che fu la prospera Germania, il numero delle persone che vivono nella fascia della miseria è salito al 21.1% della Ruhr.

Mentre la Cina ha un pil Q3 annualizzato del +6.0%, la Germania deve accontentarsi di un misero +0.6%. E le sta andando di lusso che consuma ancora le scorte.

Le comparazioni potrebbero proseguire in un lungo quanto mesto elenco.

La Germania sta soffrendo non per una crisi economica mondiale, bensì per una sua crisi strutturale e politica.

Pubblicato in: Brasile, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Solo quel povero tapino di Zingaretti le concede credito.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-09.

Minosse & Macron

Nel momento di accettare il governo rosso-giallo, Zingaretti pose in modo molto chiaro le proprie condizioni, che per il movimento cinque stelle recepì pienamente, con un cambio di rotta di centottanta gradi.

Direzione PD e programma di Zingaretti.

«La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità»

«Il governo giallo verde caduto ieri “è stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito”»

«”Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti” e che ammonta ad almeno 23 miliardi. “Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile»

«Un eventuale nuovo governo deve essere “di svolta, di legislatura” altrimenti “è meglio andare alle urne”»

«”Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”»

* * * * * * *

Spesso vi è una concreta discrepanza tra ciò che è e ciò che si crede sia una qualsiasi cosa.

Mentre per Zingaretti e per il partito democratico l’Unione Europea nella sua componente liberal socialista è punto di riferimento di gran peso, per molti altri vale ben poco, molto poco, quasi nulla.

Unione Europea che galoppa verso la irrilevanza politica internazionale.

Sorge spontanea la domanda: ma quanto vale l’Unione Europea? Eppure essa è guidata da ben tre femmine: Frau Merkel, Fra von der Leyen e Mrs Lagarde. Con tre femmine al top dovrebbe essere a punta di diamante degli stati mondiali, in accordo alla teoria liberal socialista.

*

Negli ultimi tempi si sono verificati molti fatti che coinvolgono l’Unione in modo profondo. Per esempio, la situazione in Libia, con il prossimo invio di truppe turche in quello stato nord africano, sotto il patrocinio di Mr Putin.

Di certo Mr Erdogan non affronterà tale impresa per fare un favore all’Unione Europea.

Però, più una nazione vale, più la gente ne parla e studia tutte le sue mosse.

Osserviamo allora le pagine nazionali edite da Reuters. Le porgiamo in fotocopia perché la composizione delle pagine varia, ovviamente, nel tempo.


2020-01-05__Reuters 004

Turchia.

Un articolo il 30/12 e tre articoli il 2 gennaio, due dei quali focalizzati sulla Libia.


2020-01-05__Reuters 002

Francia.

Gli articoli si fermano alle date del 22 e del 23 dicembre. Nemmeno una menzione al problema del Mediterraneo.


2020-01-05__Reuters 003


Germania.

Gli articoli risalgono al dicembre dello scorso anno, 21, 24, 30 e 30 dicembre. Le alternative sono in primo piano: non parlano quasi di altro.


2020-01-05__Reuters 001

Brasile.

Solo per paragone, ecco la fotocopia della pagina dedicata al Brasile. Qui riportiamo gli ultimi quattro articoli tutti del 2 gennaio, ma gli articoli del 2 gennaio sono nove, come per quasi tutti gli altri giorni.

* * * * * * *

Questo riportato è solo uno dei tanti segni di quanto valga l’Unione Europea e di quanto il mondo internazionale si curi si sapere cosa pensi e cosa faccia. Vive felicemente ignorandola.

Solo Mr Zingaretti è suo validissimo supporto.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Mappa della miseria. 22.7% a Brema, 21.1% nella Ruhr.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-09.

2019-12-14__Povertà 001

«The Ruhr region in the western state of North Rhine-Westphalia was considered “problem region number one,” upending the narrative of an east-west divide»

«Although the poverty rate has fallen across Germany, at least a quarter of 95 regions surveyed have witnessed an increase of 20% over the past decade»

«Despite the good news that the national poverty rate has dropped to 15.5%, the gap between affluent regions on the one hand and poverty-stricken regions on the other is growing steadily and clearly»

«Bavaria had the lowest poverty rate with 11.7%, while Bremen had the highest with 22.7%.»

«The Ruhr region in North Rhine-Westphalia — the most populous German state — was considered “problem region number one,” according to the report»

«It had a poverty rate of 21.1% with a population of about 5.8 million»

«Currently, whoever has less than 60% of the average income in a region at their disposal, is considered to be at risk of poverty»

* * * * * * *

Nel giorno in cui la Ursula von der Leyen lancia il New Green Deal, investimenti dell’Unione Europea assimilabili al progetto di sbarco sulla luna, ove tutto è sacrificato al mito di una Europa ecologicamente linda è pubblicato il Paritätische Wohlfahrtsverband poverty report.

A Brema il 22.7% della popolazione vive nello stato di miseria.

Ma ciò non soddisfa ancora le brame della Große Koalition.

«The Ruhr region in North Rhine-Westphalia — the most populous German state — was considered “problem region number one,” according to the report. It had a poverty rate of 21.1% with a population of about 5.8 million»

Nei pessimi tempi in cui si stava peggio, la Ruhr era il cuore industriale della Germania, ricca e prospera.

Poi, con una scotennata furia distruttrice, tutto il comparto produttivo fu conculcato con leggi, norme e regolamenti che hanno esitato in velocissime delocalizzazioni ed in chiusure.

Il prezzo è stato rilevato: il 21.1% della popolazione

giace nella fascia della miseria.

I miseri non inquinano, nemmeno volendo.

Resta solo il problema di come smaltire le carcasse dei morti di fame.

*


Germany: Poverty gap widens between rich and poor regions

The Ruhr region in the western state of North Rhine-Westphalia was considered “problem region number one,” upending the narrative of an east-west divide. A new study urged the government to do more to eradicate poverty.

Although the poverty rate has fallen across Germany, at least a quarter of 95 regions surveyed have witnessed an increase of 20% over the past decade, according to the Paritätische Wohlfahrtsverband poverty report published on Thursday.

“Despite the good news that the national poverty rate has dropped to 15.5%, the gap between affluent regions on the one hand and poverty-stricken regions on the other is growing steadily and clearly,” said the association’s chief executive Ulrich Schneider.

Bavaria had the lowest poverty rate with 11.7%, while Bremen had the highest with 22.7%. What was once considered a divide between the richer west and poorer east no longer held true, Schneider noted.

‘Master plan for poverty eradication’

The Ruhr region in North Rhine-Westphalia — the most populous German state — was considered “problem region number one,” according to the report. It had a poverty rate of 21.1% with a population of about 5.8 million. Youth and the elderly were particularly at risk of poverty.

The study urged the government to enact a “master plan for poverty eradication” that would include boosting social welfare benefits under Hartz IV and raising the minimum wage to €13 ($14.50) per hour.

The poverty line in Germany is defined by how far household income allows someone to participate in society. Currently, whoever has less than 60% of the average income in a region at their disposal, is considered to be at risk of poverty.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Senza categoria

Germania. Produzione auto -9%, export auto -13%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-08.

Das Brandenburger Tor in Berlin

«Prodotte 4,66 mln di vetture, in calo del 9%»

«La produzione di auto tedesche è scesa nel 2019 ai livelli più bassi da quasi un quarto di secolo»

«Le case automobilistiche come Volkswagen, BMW e Daimler hanno prodotto l’anno scorso 4,66 milioni di veicoli nelle fabbriche tedesche, il numero più basso dal 1996»

«Lo ha reso noto la federazione dell’industria automobilistica VDA, evidenziando un calo del 9%, risultato della contrazione della domanda sui mercati internazionali»

«Le esportazioni di auto dalla Germania verso il resto del mondo sono diminuite ancora più drasticamente della produzione, in picchiata del 13% a 3,5 milioni»

«Se nel 1998 poco meno del 12% delle auto vendute nel mondo era tedesco, lo scorso anno, spiega Ferdinand Dudenhoffer, del Centro di ricerca sull’Automotive, la percentuale si è dimezzata ed è scesa sotto il 6%»

* * * * * * *

Merkel e la Große Koalition stanno assassinando la produzione automobilistica tedesca.

E questo proprio nel omento in cui la relativa industria cinese è diventata la prima al mondo per esportazioni.

*


Germania: produzione auto a minimi da 96

Prodotte 4,66 mln di vetture, in calo del 9%

La produzione di auto tedesche è scesa nel 2019 ai livelli più bassi da quasi un quarto di secolo. Le case automobilistiche come Volkswagen, BMW e Daimler hanno prodotto l’anno scorso 4,66 milioni di veicoli nelle fabbriche tedesche, il numero più basso dal 1996. Lo ha reso noto la federazione dell’industria automobilistica VDA, evidenziando un calo del 9%, risultato della contrazione della domanda sui mercati internazionali.

Le esportazioni di auto dalla Germania verso il resto del mondo sono diminuite ancora più drasticamente della produzione, in picchiata del 13% a 3,5 milioni. Se nel 1998 poco meno del 12% delle auto vendute nel mondo era tedesco, lo scorso anno, spiega Ferdinand Dudenhoffer, del Centro di ricerca sull’Automotive, la percentuale si è dimezzata ed è scesa sotto il 6%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Germania. PMI da più di un anno sotto il 50. Oggi 43.7.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-02.

2020-01-02__PMI Germania 001

L’indice tedesco dei responsabili degli acquisti di servizi (Purchasing Managers’ Index, PMI) misura il livello di attività dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero.

Qualsiasi dato superiore al 50 indica un’espansione, mentre un dato inferiore indica una contrazione.

Fornisce un’indicazione sullo stato di salute del comparto manifatturiero e sulla crescita della produzione in Germania. Gli operatori esaminano con attenzione queste indagini, dal momento che i responsabili degli acquisti di solito hanno un accesso precoce ai dati relativi alle prestazioni dell’azienda, che possono diventare un indicatore chiave della prestazione economica nel suo insieme.

Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per l’euro (EUR), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per l’EUR.

* * *

La Germania è un paese ridotto senza fiducia e senza speranza.

Tutti sognano che Frau Merkel si dimetta, se ne vada, crepi. In poche parole, che scompaia.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Germania. Il Senato sforbicia per bene il climate package.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-24.

2019-12-21__Ilva 001

«Germany’s Bundesrat has approved the government’s climate package after it was amended by a mediation committee. Parts of the original package had been blocked over cost-sharing concerns»

«A package of measures to combat climate change devised by Germany’s government received final approval from the upper house of parliament, the Bundesrat, on Friday, paving the way for lower prices for train travel, among other things.»

«Under the amended package, they [The States] will receive compensation for the losses in tax revenue»

«The revised package also sees the initially proposed CO2 price of €10 ($11) per metric ton (1.1 short tons or 2,205 pounds) raised to €25. That price is envisaged to rise even further to €55 by 2025, though parliament must first enshrine the increase in law.»

«The Bundesrat, which represents the governments of Germany’s 16 federal states, also approved a rise in the tax-deductible sum granted to commuters and tax benefits for energy-saving home renovations»

«The amended package aims to relieve the burden on consumers by reducing the surcharge for the financing of renewable energy sources in Germany (the so-called EEG surcharge), resulting in lower electricity prices»

«Train tickets will also be some 10% cheaper as a result of a reduction in sales tax»

«The environmental organization Friends of the Earth Germany (BUND) has criticized the package, calling for a much higher CO2 price starting at €50 and climbing to €200 by 2030»

* * * * * * *

Nell’autunno del prossimo anno Frau Merkel si ritirerà, lasciando dietro di sé cumuli di rovine, peggio dell’VIII Bomber Command.

Due considerazioni.

La prima, la recessione economica inizia a mordere i polpacci dei tedeschi, che sono obbligati dalla dura realtà a ridimensionare i loro piani più che faraonici. Senza denari si può fare molto poco, per non dire nulla.

La seconda, gli orizzonti temporali si dilatano. Parlare oggi, fine anno 2019, del 2030 oppure del 2050 lascerebbe molto perplessi: nessuno potrebbe dare garanzia alcuna che tra diesi – trenta anni, in Germania vi siano governi fotocopia di quello attuale di Frau Merkel. Sembrerebbe essere ben più verosimile che in tali date si varino sostanziosi programmi di edificazione di moschee su tutto il territorio, mettendo i residui tedeschi ai lavoro forzati nelle miniere di torba.

 *


German upper house approves amended climate plans

Germany’s Bundesrat has approved the government’s climate package after it was amended by a mediation committee. Parts of the original package had been blocked over cost-sharing concerns.

A package of measures to combat climate change devised by Germany’s government received final approval from the upper house of parliament, the Bundesrat, on Friday, paving the way for lower prices for train travel, among other things.

The package, which was approved by the Cabinet three months ago, was amended after the governments of Germany’s 16 federal states voiced concerns that they would bear the costs of lowering taxes on long-distance trains, tax benefits for energy-saving home renovations and an increase in the commuters allowance.

Under the amended package, they will receive compensation for the losses in tax revenue.

The revised package also sees the initially proposed CO2 price of €10 ($11) per metric ton (1.1 short tons or 2,205 pounds) raised to €25. That price is envisaged to rise even further to €55 by 2025, though parliament must first enshrine the increase in law.

‘More social balance’

The Bundesrat, which represents the governments of Germany’s 16 federal states, also approved a rise in the tax-deductible sum granted to commuters and tax benefits for energy-saving home renovations.

The amended package aims to relieve the burden on consumers by reducing the surcharge for the financing of renewable energy sources in Germany (the so-called EEG surcharge), resulting in lower electricity prices. Train tickets will also be some 10% cheaper as a result of a reduction in sales tax.

The Social Democrat premier of the state of Mecklenburg-Western Pomerania, Manuela Schwesig, who played a large role in negotiating the compromises, said the amended package had “more climate protection and more social balance.”

Under its climate protection act, Germany is obliged to cut greenhouse gas emissions by 55% by 2030, compared to 1990 levels.

The environmental organization Friends of the Earth Germany (BUND) has criticized the package, calling for a much higher CO2 price starting at €50 and climbing to €200 by 2030. BUND traffic expert Werner Reh also slammed what he called “a retention of environmentally damaging subsidies for diesel and kerosene and the even higher commuters allowance.”

The leader of the Greens parliamentary party, Anton Hofreiter, also criticized the measures for not going far enough to meet Germany’s obligations under the 2015 Paris Agreement, saying that the higher CO2 price was “no breakthrough” in climate protection.

Under the Paris Agreement, a number of governments, including Germany’s, pledged to take measures to keep a global temperature rise this century well below 2 degrees Celsius (3.6 Fahrenheit) above pre-industrial levels. Many climate activists say that the climate package will not reduce Germany’s CO2 emissions sufficiently for it to keep its pledge.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Merkel inizia a sbattere il volto sulla durissima realtà. Dopo di lei il diluvio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-18.

Das Brandenburger Tor in Berlin

Per comprendere al meglio la portata delle dichiarazioni di Frau Merkel sarebbe di estrema utilità rileggere i seguenti articoli:

Germania. Popolazione. Classi di età. Destatis. Dati cimiteriali.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

«La popolazione tedesca sta diminuendo e sta invecchiando. Questa constatazione non sorprendente ha un impatto significativo sulla futura struttura del mercato del lavoro. …. Il cambiamento demografico sta portando ad una riduzione del numero di popolazione attiva in Germania a medio e lungo termine, più rapida della popolazione nel suo complesso»

«Germany will lack millions of skilled workers, technical and medical workers and researchers in the near future»

«As a result of demographic change, the labour market situation will considerably worsen over the next 10 to 20 years»

*

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

Germania. La demografia stritola Germania e Große Koalition.

«Sia la Cdu sia la Spd hanno la maggior parte dei votanti nella fascia di età superiore ai 60 anni. Gli Elettori della Cdu sotto i 30 anni non superano il 23% della popolazione. Stesso ragionamento vale per la Spd.

Al contrario, sia AfD sia Fdp hanno prevalentemente un Elettorato in fascia giovane o, comunque, sotto i 45 anni.»

Germania. Herr Spahn prospetta la tassa sul nubilato.

«Il problema della denatalità pervade la Germania: se ne inizia a parlare con sempre maggiore apprensione, proprio come negli ultimi anni di guerra i tedeschi parlavano dell’Armata Rossa: dapprima a Smolensk, poi a Minsk, indi a Varsavia ed infine a Berlino»

* * * * * * *

Nel leggere le statistiche demografiche si distingua con cura tra ‘popolazione tedesca‘, ossia persone con la cittadinanza, e ‘popolazione autoctona‘, ovvero persone di ascendenza tedesca.

Le femmine tedesche autoctone hanno in uggia la procreazione: il tasso di fertilità globale è ad oggi 1.41, questo valore è retto principalmente dalla proliferazione degli immigrati. Per le femmine autoctone è sotto la unità.

Il modo più semplice e naturale per rimediare una simile situazione sarebbe quella di riprende a fare figli. Ma l’istituto familiare è stato distrutto, il numero delle separazioni e dei divorzi è davvero alto, la scuola si arroga il diritto di educare i figli altrui.

Orbene.

Alla contrazione delle nascite corrisponde quella della numerosità della forza lavoro.

Adesso se ne è accorta persino Frau Merkel. A modo suo, ma ne ha dovuto prendere atto.

Alla Germania mancano non lavoratori generici, bensì skilled worker, denominati anche qualified workers.

Mancano insegnanti, infermieri, medici, addetti ai sistemi finanziari, burocrati, giudici, etc. Ossia tutte figure professionali di alto livello, per esercitare le quali serve anche il dominio di un tedesco fluente.

Il brav’uomo immigrato dalla Siria oppure dall’Africa risponde a tutto tranne che alla caratteristica di essere ‘qualificato’ e di parlare correntemente il tedesco.

* * * * * * *

«Germany is hoping to recruit qualified workers from outside the EU to prevent companies from moving their business abroad»

«Berlin is looking to countries such as Mexico, Vietnam and India to fill the gaps»

«German Chancellor Angela Merkel used her weekly podcast on Saturday to sound the alarm on the country’s skilled labor shortage, saying it could force companies to move else»

«We know that many sectors and businesses are looking for skilled workers, …. “Without sufficient skilled workers, a business location cannot be successful …. That is why it is necessary for us to make every effort to recruit a sufficient number of specialists. Otherwise, companies will have to migrate — and, of course, we do not want that»

«There are already 2.5 million people from EU countries working in Germany. But that alone is not enough, and that is why we also have to look for skilled workers from outside the European Union»

«Germany is most in need of electrical engineers, metal workers and mechatronics engineers, cooks, nurses, aged care workers, computer scientists and software developers.»

«The government has been looking to draw people who qualify from Mexico, the Philippines, Brazil, India and Vietnam, among others»

* * * * * * *

Sicuramente l’immigrazione clandestina illegale dall’Africa non è costituita da ingegneri elettrici, metalmeccanici finiti, ingegneri mecatronici, cuochi, infermiere, ingegneri informatici e sviluppatori di software.

Quando era AfD a dir questo, si era subito beccata il titolo di fascista….

*


Merkel warns German labor shortage could spark business exodus

Germany is hoping to recruit qualified workers from outside the EU to prevent companies from moving their business abroad. Berlin is looking to countries such as Mexico, Vietnam and India to fill the gaps.

German Chancellor Angela Merkel used her weekly podcast on Saturday to sound the alarm on the country’s skilled labor shortage, saying it could force companies to move elsewhere.

“We know that many sectors and businesses are looking for skilled workers,” Merkel said. “Without sufficient skilled workers, a business location cannot be successful.

“That is why it is necessary for us to make every effort to recruit a sufficient number of specialists. Otherwise, companies will have to migrate — and, of course, we do not want that.”

The chancellor’s warning comes ahead of a summit on the issue between government representatives, employers and trade unions in Berlin on Monday.

Non-EU workers to fill the gap

Germany wants to tackle the shortfall domestically by providing “good training for as many people as possible,” Merkel said. At the same time, Berlin is looking to recruit qualified people from other European Union countries, and further afield.

There are already 2.5 million people from EU countries working in Germany. “But that alone is not enough, and that is why we also have to look for skilled workers from outside the European Union,” Merkel said.

The Skilled Workers Immigration Act, which comes into force on March 1, 2020, aims to make it easier for skilled workers from non-EU countries to come to Germany.

Skilled workers sought in Mexico, Asia

Monday’s summit will address how best to put the new skilled immigration law into practice, with a memorandum of understanding expected to be adopted at the end of the meeting. A draft of the document, cited by German newspaper group Redaktionsnetzwerk Deutschland (RND), called for additional staff and a central unit to help speed up visa processing. It also said German language training should be expanded so that prospective skilled workers can complete language courses in their countries of origin.

Germany is most in need of electrical engineers, metal workers and mechatronics engineers, cooks, nurses, aged care workers, computer scientists and software developers. The government has been looking to draw people who qualify from Mexico, the Philippines, Brazil, India and Vietnam, among others. 

Labor Minister Hubertus Heil sought to allay concerns among immigrant-wary sections of the population, telling the Augsburger Allgemeine newspaper that the recruitment drive “is not about uncontrolled immigration, but about qualified people who we need so that our country can remain economically strong in the future.”