Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale

Usa. Fiat Chrysler investirà $1bn e genererà duemila posti di lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-09.

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«Fiat Chrysler gioca d’anticipo e punta sul rilancio del mercato dell’auto negli Stati Uniti, Fca Usa, in una nota diffusa nella notte, ha annunciato 1 miliardo di dollari di investimenti sugli impianti in Michigan e Ohio, e l’aggiunta di 2.000 nuovi posti di lavoro»

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«Fca Stati Uniti dal 2009 ha investito più 9,6 miliardi di dollari sui suoi impianti di produzione degli Stati Uniti e ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro»

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A quanto sembrerebbe di capire, Fiat Chrysler prosegue sicuramente un proprio progetto strategico, ma altrettanto sicuramente non intende mettersi in rotta di collisione con la nuova Amministrazione americana.

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Abbiamo già evidenziato altrove come sembrerebbe essere iniziata una grandiosa guerra politica per il predominio del mondo.

Sembrerebbe però doverosa una considerazione amara, molto amara.

Produrre automobili negli Stati Uniti è costoso. Leggi e regolamenti sono rigidi ed ineludibili, la tassazione è maggiore che altrove. I margini di utile sono quindi ridotti.

Fiat Chrysler è una società automobilistica nata in Italia ed ivi vissuta per circa un secolo.

Alla fine però è stata obbligata a trasferirsi all’estero, scegliendo gli Stati Uniti.

Questa scelta indica chiaramente come il così detto “costo del lavoro” sia stato ininfluente nella valutazione della situazione. Ciò che conta sono le situazioni al contorno.

Sorge quindi spontanea la domanda: perché in Italia Governi e sindacati non si sono adoperati per consentire al’allora Fiat di restare a produrre in Patria?

Venticinquemila posti di lavoro, ai quali si dovrebbe sommare anche l’indotto, ed investimenti per 9.6 miliardi di dollari avrebbero potuto restare in casa nostra.

Ricordiamoci di tutto ciò alle elezioni.


Rai News. 2017-01-09. Fiat Chrysler annuncia un miliardo di investimenti e duemila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti.

Vola in borsa il titolo Fca dopo l’annuncio. Fonti vicine alla società negano che la mossa sia collegata alle critiche di Trump agli investimenti di Toyota e altre società in Messico. Marchionne: “Si completa un piano di sviluppo”.

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Fiat Chrysler gioca d’anticipo e punta sul rilancio del mercato dell’auto negli Stati Uniti, Fca Usa, in una nota diffusa nella notte, ha annunciato 1 miliardo di dollari di investimenti sugli impianti in Michigan e Ohio, e l’aggiunta di 2.000 nuovi posti di lavoro. Fca Stati Uniti dal 2009 ha investito più 9,6 miliardi di dollari sui suoi impianti di produzione degli Stati Uniti e ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro.

L’annuncio fa parte della seconda fase del piano di industrializzazione annunciato a gennaio 2016. Il piano prevedeva il riallineamento delle operazioni di produzione negli Stati Uniti per utilizzare pienamente la capacità disponibile e per rispondere a uno spostamento della domanda di camion e Suv, espandendo ulteriormente i marchi Jeep e Ram.

Saranno riorganizzati e modernizzati l’impianto di Warren (Michigan) per produrre il nuovo Jeep Wagoneer e Grand Wagoneer, e quello di Toledo Ohio) per costruire un pickup Jeep. Questi interventi saranno completati entro il 2020. L’impianto di Warren produrrà anche i camion Ram, attualmente prodotti in Messico.

Marchionne: “Si completa piano per aumentare capacità produttive”.

 Con questi investimenti “si completa questa fase di trasformazione, che risponde al cambiamento di gusto dei consumatori su camion e Suv, mentre continuiamo a rafforzare gli Stati Uniti come il cuore della produzione globale per questo tipo di veicoli” ha commentato Sergio Marchionne. “Queste mosse, che sono state oggetto di discussione con Dennis Williams e il resto della dirigenza dell’Uaw (principale sindacato di settore, ndr) – prosegue Marchionne – espandono la nostra capacità in questi segmenti chiave, e ci permettono di soddisfare la crescente richiesta negli Stati Uniti, ma ancora più importante, aumentano le esportazioni del segmento mid-size e dei veicoli di grandi dimensioni sui mercati internazionali”.

“L’espansione della nostra gamma Jeep è stato e continua ad essere il pilastro fondamentale della nostra strategia – conclude Marchionne – il nostro impegno per internazionalizzare il marchio Jeep è incrollabile, e con queste ultime mosse, finalmente avremo la capacità di penetrare con successo mercati diversi da quello degli Stati Uniti, che sono stati storicamente preclusi a causa dei vincoli di capacità produttiva”. Le azioni annunciate, conclude la nota, sono oggetto di negoziazione e approvazione finale degli incentivi da parte di enti statali e locali.

Investimento collegato a critiche di Trump?

Fca smentisce Gli investimenti di Fca Usa annunciati oggi, stando ad una fonte vicina al gruppo, non sarebbero conseguenti ai recenti attacchi da parte di Donald Trump a Ford, Gm e Toyota, finite nel mirino del presidente eletto poiché costruiscono macchine per il mercato degli Stati Uniti in Messico.

La società, aveva infatti già annunciato i suoi piani per espandere la produzione di camion e Suv nei suoi stabilimenti statunitensi nei mesi scorsi, contestualmente alla cessata produzione delle piccole e medie vetture. I vertici di Fca non hanno avuto contatti con Trump prima di prendere la decisione annunciata oggi, spiega una fonte.

Il precedente di Toyota, investita dall’ira del presidente eletto.

Nei giorni scorsi Toyota era stata bersaglio di un duro tweet di Trump, nel quale si stigmatizzava la scelta di costruire una nuova fabbrica in Messico per costruire la Corolla. E per evitare “noie” la Ford ha accantonato un piano analogo.

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