Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici

Mr Trump e l’uso dei social net e Twitter come arma.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-03.

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I segni evidenti della débâcle. La pagina Facebook è abbandonata. Nemmeno un ringraziamento ai supporter. La bambina sta ancora frignando. [Foto del 2017-01-02].


Quando si scatena un nuova guerra, quasi invariabilmente per uno dei due contendenti ha un inizio quanto meno burrascoso perché cerca di combattere utilizzando armi e moduli mentali del passato. Alle volte questo costituisce un errore fatale, come per la Francia nel 1940.

Nella recente campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti Mrs Hillary Clinton è arrivata perfettamente preparata per una competizione old-fashion, in perfetto stile giacobino.

Tramite la sua fondazione aveva raccolto più di cinquecento milioni di dollari, aveva a ruolino paga un grande numero di giornalisti televisivi e della carta, aveva prenotato un rilevante numero di spazi radiofonici e televisivi, molti dei quali dal vivo. Aveva programmato un rilevante numero di cene sociali e di incontri. Una cifra consistente è stata spesa negli abiti, tutti di colori vivaci per migliorare la visibilità. I migliori editorialisti le avevano preparato una velina per ogni possibile argomento. Attori ed attrici di grido si erano schierati per lei.

Ad una visione superficiale sarebbe sembrato un piano perfetto.

Già, a prima vista.

L’incongruenza è talmente evidente che ci si vergogna quasi a farla notare.

Tutta era incentrato sulla sua persona, tutto richiedeva la sua presenza.

Ma se tutto questo ha appagato la sua galattica ambizione e vanagloria, il suo protagonismo, nel contempo ha posto le basi per la sua disfatta. La resistenza umana ha un limite e le ore disponibili sono non più di sedici – diciotto in una giornata. E poi, l’America è un continente, non un piccolo paese. L’America non sono le così dette élite della California e del New England: l’Amercia che vota è quella della provincia.

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Mr Trump ha agito da perfetto capitano di industria. Per la campagna elettorale ha speso poco più di venticinque milioni. Né si è stancato più di tanto.

Ci spiegheremo con un esempio, che poi approfondiremo.

Chi andasse a comprare un’automobile non parlerebbe con l’amministratore delegato della società che la ha costruita, bensì con un normale rivenditore in un autosalone.

Il capo è colui che sa scegliersi i collaboratori ai quali delegare. Avrà dei meccanici da urlo, ma mica deve saper avvitare i bulloni. Deve solo avere subalterni che sappiano scegliere la mano d’opera.

Mr Trump ha presenziato in televisione circa un decimo del tempo ivi passato da Mrs Clinton, non ha assunto a ruolino alcun giornalista e non ha tentato nemmeno lontanamente di condizionare i media. Ha tenuto sì e no solo un quinto delle cene ed incontri sociali si Mrs Clinton.

Mr Trump aveva al contrario una segreteria perfettamente addestrata all’uso dei social net, Twitter per esempio, più un certo quale numero di persone che gestivano siti di appoggio ma, soprattutto, si sbrigliavano nei commenti.

Non solo. Anche la maggior parte di quegli interventi di post o di commento da lui firmati, od usciti dalla sua postazione, erano in realtà stati scritti da membri dello staff.

Pensiamoci bene. Quando leggiamo un post a nome di Tizio, non abbiamo la minima prova che sia stato lui a pensarlo ed a scriverlo: compare sul video e basta.

Da un conto grossolano, nel corso della campagna elettorale sono comparsi un migliaio di post al giorno a firma Mr Trump. Cento volte di più i commenti. È un volume editoriale semplicemente impossibile a qualsiasi essere umano.

Da alcuni punti di vista, si potrebbe quasi dire che Mr Trump avrebbe potuto essere eletto anche se non fosse esistito fisicamente.

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Esulta dagli scopi del presente articolo esaminare le differenti posizioni politiche, che ci sono e sono abissali. Si propone e discute solo un aspetto tecnico organizzativo.


Bloomberg. 2017-01-03. Trump to Continue Making News, Policy via Unconventional Twitter

– Social media posts ‘get results:’ president-elect’s spokesman

– Tweets range from nukes policy to old-fashioned score-settling

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President-elect Donald Trump won’t end the onslaught of posts on Twitter that fed his unconventional campaign, even after taking on the formalized duties of the Oval Office later this month.

Making news and issuing statements on social media sites that also include Facebook and Instagram will “absolutely” continue, despite earlier promises by Trump to cut back, incoming White House press secretary Sean Spicer said Sunday on ABC’s “This Week.”

“You know what? The fact of the matter is that when he tweets, he gets results,” Spicer said.

In recent tweets alone, Trump has hinted he’d like to change decades of policy on nuclear weapons; praised Russian leader Vladimir Putin even after accusations by intelligence agencies that Russia attempted to tamper with U.S. elections; and said the United Nations is a “club for people to get together, talk and have a good time.”

Days after his victory on Nov. 8, Trump said in an interview on CBS’s “60 Minutes” that he was rethinking his use of social media, which had been a potent weapon during more than a year on the campaign trail. “I’m going to be very restrained, if I use it at all, I’m going to be very restrained,” Trump said.

Since then, during the countdown to Inauguration Day on Jan. 20, he’s shown little sign that he intends to follow that pledge.

‘Smooth Transition – NOT!’

On Dec. 28, the incoming president tweeted that he was trying to disregard statements by President Barack Obama that he considered “inflammatory.”

“Thought it was going to be a smooth transition – NOT!” Trump said in the post.

After Putin said on Dec. 30 that he wouldn’t respond in kind to an Obama administration order expelling 35 Russian diplomats in response to that government’s hacking of Democratic Party officials, Trump tweeted:

“Great move on delay (by V. Putin) – I always knew he was very smart!”

A day after praising Putin, Trump raised eyebrows by wishing a “Happy New Year to all, including to my many enemies.” New Year’s Day brought a more conciliatory greeting ”to all Americans” that cast ahead to “a wonderful & prosperous 2017 as we work together.”

Trump’s tweets have also targeted specific companies, including Lockheed Martin Corp. for what the president-elect termed “out of control” costs for the F-35 fighter jet, and Boeing Co. for “ridiculous” costs to build a new 747 Air Force One for future presidents. “Cancel order!” Trump said in a Twitter post on Dec. 6, sending Boeing shares lower.

Mainstream Freakout

Spicer was asked on “This Week” about Trump’s Twitter statement on Dec. 22 that the U.S. “must greatly strengthen and expand its nuclear capacity until such time as the world comes to its senses regarding nukes.”

“You know, with all due respect, I think it freaks the mainstream media out that he has this following of over 45 plus million people that follow him on social media, that he can have a direct conversation,” he said. “He doesn’t have to have it funneled through the media.”

Trump currently has 18.3 million followers on Twitter, 16.8 million on Facebook and 4.5 million on Instagram. He has tweeted more than 34,000 times since joining the social media platform in 2009.

“Trump has his own way of communicating with America,” Representative Chris Collins, a New York Republican who was the first member of Congress to endorse Trump, said on Fox News Channel’s “Sunday Morning Futures.”

 

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