Pubblicato in: Geopolitica Militare, Medio Oriente

Mr Obama ed il canone comportamentale del Presidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-30.

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Per tradizione bicentenaria, da Washington in poi i Presidenti uscenti dalla data delle elezioni al 20 gennaio, data di insediamento del successore, non prendevano iniziative di politica domestica od estera che avessero potuto avere un impatto alquanto duraturo. Era infatti interesse della nazione che il Presidente eletto non fosse ostacolato nel suo operato.

Ai passati presidenti era ben chiaro che il loro successore avrebbe portato idee e comportamenti differenti, talora anche opposti. Ma il gioco democratico consiste proprio nel rinnovo elettorale della Presidenza, e rinnovo elettorale è sinonimo di cambiamento di vedute ed azioni politiche. Non da ultimo, le idee del successore erano quelle vidimate dal voto popolare.

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Mr Obama non ha ritenuto di seguire la tradizione consolidata.

«Russia said on Tuesday that a U.S. decision to ease restrictions on arming Syrian rebels had opened the way for deliveries of shoulder-fired anti-aircraft missiles, a move it said would directly threaten Russian forces in Syria»

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«Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova said the policy change easing restrictions on weapons supplies had been set out in a new U.S. defence spending bill and that Moscow regarded the step as a hostile act»

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«In the administration of B. Obama they must understand that any weapons handed over will quickly end up in the hands of jihadists»

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«the Obama administration of trying to “put a mine” under the incoming administration of President-elect Donald Trump»

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«Trump, during his election campaign, said he was keen to try to improve relations with Moscow»

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«The current occupants of the White House imagined that they could pressure Russia. Let’s hope that those who replace them will be wiser»

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Barack Obama ha ordinato e firmato sanzioni contro dirigenti del governo e dell’intelligence russi in risposta all’hackeraggio delle elezioni americane e 35 diplomatici russi sono stati espulsi dal Paese. Una risposta ai tentativi russi di “nuocere agli interessi americani”, ha detto Obama.

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La decisione di espellere trentacinque diplomatici russi, tutti membri del Gru o dell’Fsb, è particolarmente grave per molti motivi.

In primo luogo, sarebbe una candida ammissione che l’Amministrazione Obama sia stata così imbecille da lasciare che i russi potessero condizionare niente meno che la campagna elettorale americana.

In secondo luogo, una azione di tale portata avrebbe dovuto essere concertata con il Presidente entrante e non attuata contro il volere dello stesso.

In terzo luogo, la frase «Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe» è una semina di zizzannia perfettamente inutile per non dire dannosa in politica internazionale.

Il vero pericolo non sono i russi, ma Mr Obama ed i liberals democratici.

Mr Obama ed i liberals democratici che lo hanno espresso non riescono ad accettare il fatto che il popolo americano abbia tolto loro sia la Presidenza, sia la maggioranza in Parlamento, sia anche quella in Senato. Una sconfitta epocale, di portata tale che non accadeva da decenni. Sono stati sconfitti sicuramente da Mr Trump, ma ancor più sicuramente dal loro comportamento da bambini frignosi e litigiosi. uesta è la riprova di quanto Mr Obama ed i liberals democratici siano stati e siano tuttora indegni di governare.

Se tutti si è consapevoli come Mr Obama sia una alteramente senziente ed un differentemente pensante, adesso si constata come si comporti anche da tale.

In politica internazionale le isterie sembrerebbero essere ben poco produttive.

Le ultime parole della portavoce Maria Zakharova suonerebbero come una simpatica presa in giro.

 


Reuters. 2016-12-27. Russia calls U.S. move to better arm Syrian rebels a ‘hostile act’

Russia said on Tuesday that a U.S. decision to ease restrictions on arming Syrian rebels had opened the way for deliveries of shoulder-fired anti-aircraft missiles, a move it said would directly threaten Russian forces in Syria.

Moscow last year launched a campaign of air strikes in Syria to help President Bashar al-Assad and his forces retake territory lost to rebels, some of whom are supported by the United States.

Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova said the policy change easing restrictions on weapons supplies had been set out in a new U.S. defence spending bill and that Moscow regarded the step as a hostile act.

U.S. President Barack Obama, who has been sharply critical of Russia’s intervention in Syria, signed the annual defence policy bill into law last week. [nL1N1EI1HK]

“Washington has placed its bets on supplying military aid to anti-government forces who don’t differ than much from blood thirsty head choppers. Now, the possibility of supplying them with weapons, including mobile anti-aircraft complexes, has been written into this new bill,” Zakharova said in a statement.

“In the administration of B. Obama they must understand that any weapons handed over will quickly end up in the hands of jihadists,” she added, saying that perhaps that was what the White House was counting on happening.

The U.S. decision was a direct threat to the Russian air force, to other Russian military personnel, and to Russia’s embassy in Damascus, said Zakharova.

“We therefore view the step as a hostile act.

Zakharova accused the Obama administration of trying to “put a mine” under the incoming administration of President-elect Donald Trump by attempting to get it to continue what she called Washington’s “anti-Russian line.”

The Obama administration has in recent weeks expanded the list of Russians affected by U.S. sanctions imposed on Moscow over its actions in Ukraine.

Trump, during his election campaign, said he was keen to try to improve relations with Moscow and spoke positively about President Vladimir Putin’s leadership skills.

A back-and-forth exchange between Trump and Putin over nuclear weapons last week tested the Republican’s promises to improve relations with Russia however. [nL1N1EI12P]

The Obama administration and U.S. intelligence officials have accused Russia of trying to interfere with the U.S. election by hacking Democratic Party accounts.

“The current occupants of the White House imagined that they could pressure Russia,” said Zakharova. “Let’s hope that those who replace them will be wiser.”


Ansa. 2016-12-30. Usa espelle 35 diplomatici russi

WASHINGTON, 29 DIC – Barack Obama ha ordinato e firmato sanzioni contro dirigenti del governo e dell’intelligence russi in risposta all’hackeraggio delle elezioni americane e 35 diplomatici russi sono stati espulsi dal Paese. Una risposta ai tentativi russi di “nuocere agli interessi americani”, ha detto Obama. “Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe”, ha aggiunto.

    I 35 russi espulsi come ‘persone non grate’, secondo il Dipartimento di stato americano, sono funzionari operanti negli Usa che “hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare”, probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica. Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Sanzioni contro nove tra entità e individui: si tratta del Gru e dell’Fsb, ossia dell’intelligence militare per l’estero e del controspionaggio.


Ansa. 2016-12-30. Cremlino, reagiremo a sanzioni Usa

MOSCA, 29 DIC – Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha detto che la Russia ‘rigetta’ le sanzioni decise dagli Stati Uniti per il presunto hackeraggio delle presidenziali americane, aggiungendo che saranno prese in considerazione “misure di ritorsione”.

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