Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Trentino Alto Adige. Risultati definitivi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-22.

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Alto Adige.

Alle elezioni 2013 la Svp aveva il 453.7% dei voti, 17 seggi, Die Freiheitlichen 17.9%, 6 seggi, i Grüne 8.7%, 3 seggi, il Süd-Tiroler Freiheit 7.2%, 3 seggi, il pd 6.7%, 2 seggi.

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Trentino.

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In Trentino la Coalizione Centrosinistra aveva conseguito nel 2013 il 58.12% dei voti, conquistando 23/35 seggi. Di questi, il pd aveva 9 consiglieri, il partito Autonomista ne aveva 8, l’Unione per il Trentino 5 e l’Union Ladina 1. Lega Nord aveva ottenuto il 6.22%, 1 seggio. M5S aveva il 5.84% dei voti, da cui 1 seggio.

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Alto Adige.

Alle elezioni 2013 la Svp aveva il 453.7% dei voti, 17 seggi, Die Freiheitlichen 17.9%, 6 seggi, i Grüne 8.7%, 3 seggi, il Süd-Tiroler Freiheit 7.2%, 3 seggi, il pd 6.7%, 2 seggi.

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«In Alto Adige traballa la corazzata Svp che scende al 41,9% e cresce ancora la Lega che nei quartieri popolari di Bolzano diventa il primo partito sfiorando il 30% e cancellando sia Forza Italia sia Fratelli d’Italia che qui avevano una delle loro roccaforti. A livello provinciale il Carroccio è il terzo partito con il 11,1%, dietro al movimento fondato dal dissidente grillino Paul Koellensperger al 15,2%. La sua uscita ha dissanguato i pentastellati che scendono al 2,4%. In leggero calo i Verdi che si confermano la prima forza del centrosinistra davanti ad un Pd in caduta libera. I dem si sono fermati al 3,8% e hanno dimezzato i voti dalle politiche»

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«Quando sono state scrutinate 439 sezioni su 529 Maurizio Fugatti (del centrodestra) è al 47,28%, Giorgio Tonini (del centrosinistra) al 24,72, Ugo Rossi (Lista civica) al 12,47%, Filippo Degasperi (M5S) al 7,03%. La Lega è il primo partito con il 27,25%.»

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«Visto il crollo del Partito democratico, l’Svp dovrà cercarsi nuovi partner e l’alleanza con la Lega è considerata come il male minore. Il presidente uscente Arno Kompatscher lo ha detto chiaramente la settimana scorsa. Anche se i toni antieuropei di Matteo Salvini spaventano la Volkspartei, la Lega è considerata decisamente più affidabile dei grillini. L’unica alternativa è un’alleanza con i verdi che si confermano il partito più forte del centrosinistra doppiando un Pd ormai in caduta libera. Ma i numeri dicono che l’alleanza con la Lega»

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Il partito democratico ha ottenuto un seggio in Alto Adige e quattro seggi in Trentino: in consiglio regionale avrà quattro seggi perché ne cede uno al candidato presidente.

M5S ottiene un seggio nominale, che cede al candidato presidente.

La Lega ottiene 17 seggi.

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Registriamo quindi un crollo delle sinistre, che alle passate elezioni avevano ottenuto il 58.1% dei voti, e l’irrompere sulla scena politica di una Lega al 27% in Trentino ed all’11.1% in Alto Adige.

Le scelte politiche diventano a questo punto, e con questi numeri, obbligate.

Vi saranno sicuramente ripercussioni a livello nazionale.

Il partito democratico verosimilmente dovrà prendere atto di aver conservato, anche se ancora per poco, solo qualche consiglio regionale, avendo però perso tutti quelli di considerevole peso politico. Ciò comporta una perdita di potere non indifferente.

M5S potrebbe rivalutare i propri comportamenti attuali. Forse, il suo maggiore problema attuale sarebbe quello di ospitare al suo interno una certa quale quota di persone provenienti dai ranghi della sinistra, che continuano a pensare come se le sinistra esistesse ancora.

Una ultima considerazione. Sia in Alto Adige sia in Trentino si è assistito alla presentazione di una pletora di liste microscopiche, capibili data la regionalità delle elezioni, ma prive di reale significato politico. Questa mentalità di parcellizzare le problematiche e di personalizzare gli obiettivi politici sembrerebbe essere una via non fruttuosa.


Ansa. 2018-10-22. Elezioni Trento: Tonini, ha vinto Fugatti

TRENTO, 22 OTT – “Mi sono complimentato con Maurizio Fugatti, perché è il nuovo presidente e gli ho augurato buon lavoro. La nostra opposizione sarà intransigente sulla difesa dell’autonomia, perché vediamo una contraddizione con l’impostazione nazionalista di Salvini. Avremo invece un atteggiamento selettivo quanto alle proposte di governo e sosterremo ciò che ci convince, per essere costruttivi sulle questioni di governo in Consiglio provinciale”. Questo il commento dell’ex senatore Giorgio Tonini (Pd), a proposito della vittoria che si profila in Trentino per il leghista Fugatti come governatore. “Per la nostra coalizione – ha commentato a proposito del centrosinistra – la rottura con il Patt (Partito autonomista trentino tirolese) ha reso impossibile una missione già difficile. Il fatto però che il Patt abbia tenuto è una buona notizia. C’è un percorso comune da ricostruire e non ho mai smesso di sperare in un riavvicinamento. Questo risultato è una conferma di quello delle politiche, aggravato dalla rottura col Patt”


Corriere. 2018-10-22. Risultati elezioni Trentino 2018, a Trento avanti il centrodestra e Lega primo partito. A Bolzano exploit dell’ex grillino

Dopo l’Alto Adige è il momento del Trentino. È in corso lo spoglio delle elezioni per il presidente e il candidato della Lega viaggia verso la vittoria. Quando sono state scrutinate 439 sezioni su 529 Maurizio Fugatti (del centrodestra) è al 47,28%, Giorgio Tonini (del centrosinistra) al 24,72, Ugo Rossi (Lista civica) al 12,47%, Filippo Degasperi (M5S) al 7,03%. La Lega è il primo partito con il 27,25%.

«Estrema soddisfazione», ha espresso il leader della Lega, Matteo Salvini , perché «sono le prime due elezioni da che è nato il nuovo governo. Sono elezioni vere, non sondaggi, né exit-poll. I cittadini sono stati chiamati al voto per giudicare l’attività del governo dopo i primi 4 mesi».

Il favorito è Fugatti, il sottosegretario leghista ha riunito intorno a sé un’ampia coalizione con tutto il centrodestra e diverse liste civiche. Già alle Politiche il centrosinistra era risultato perdente in tutti i collegi: ora che si è presentato diviso le chance di vittoria sono ridotte al lumicino sia per il governatore uscente Ugo Rossi, candidato dal Partito autonomista sia per Giorgio Tonini che è sostenuto dal Pd. L’unica domanda è se Fugatti supererà il 40% in modo da ottenere il premio di maggioranza o se dovrà cercarsi alleati.

Intanto in Alto Adige traballa la corazzata Svp che scende al 41,9% e cresce ancora la Lega che nei quartieri popolari di Bolzano diventa il primo partito sfiorando il 30% e cancellando sia Forza Italia sia Fratelli d’Italia che qui avevano una delle loro roccaforti. A livello provinciale il Carroccio è il terzo partito con il 11,1%, dietro al movimento fondato dal dissidente grillino Paul Koellensperger al 15,2%. La sua uscita ha dissanguato i pentastellati che scendono al 2,4%. In leggero calo i Verdi che si confermano la prima forza del centrosinistra davanti ad un Pd in caduta libera. I dem si sono fermati al 3,8% e hanno dimezzato i voti dalle politiche.

Malissimo anche la destra secessionista sudtirolese, segno che la popolazione sudtirolese ha rifiutato chi proponeva uno scenario catalano. In Alto Adige ha votato il 73,9% con un calo del 3% rispetto alle provinciali mentre in Trentino la partecipazione si è fermata al 64%, un dato comunque in crescita rispetto al 2013. Si vota per eleggere, con sistemi elettorali diversi, i due consigli provinciali che poi andranno a formare il consiglio regionale. Il calo dell’affluenza nelle valli ha penalizzato la corazzata Volkspartei che si conferma il primo partito ma in netto calo rispetto al 2013. Esattamente come la Csu bavarese l’Svp perde quasi 10 punti. Cresce ancora la Lega che ha cannibalizzato i voti della destra tradizionale che a Bolzano aveva solide radici. E anche nella città satellite Laives dove la Lega già governa con l’Svp. Ed è proprio Giuliano Vettorato, assessore a Laives, ad essere in pole position per fare il vicepresidente della Provincia.

Visto il crollo del Partito democratico, l’Svp dovrà cercarsi nuovi partner e l’alleanza con la Lega è considerata come il male minore. Il presidente uscente Arno Kompatscher lo ha detto chiaramente la settimana scorsa. Anche se i toni antieuropei di Matteo Salvini spaventano la Volkspartei, la Lega è considerata decisamente più affidabile dei grillini. L’unica alternativa è un’alleanza con i verdi che si confermano il partito più forte del centrosinistra doppiando un Pd ormai in caduta libera. Ma i numeri dicono che l’alleanza con la Lega. Sono quasi scomparsi invece i Freiheitlichen, il partito secessionista gemello della Fpoe austriaca di Heinz Christian Strache: evidentemente le forzature sul doppio passaporto sono state poco apprezzate Male il Movimento Cinque Stelle che paga le incertezze del governo su questioni chiave come il tunnel del Brennero ma soprattutto l’uscita di Koellensperger.

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