Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Sondaggi elettorali dopo la crisi. Risultati discordanti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-23.

2019-08-23_Sondaggi__001

Intenzioni di voto secondo Mannheimer: netto balzo in avanti per il PD, cala la Lega e sprofonda il M5S

Lega 33% – 36%, PD 26% – 28%, M5S 12% – 14%.

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Sondaggio Tecnè – Precipita la Lega di Salvini (-7%). Recupera il PD e il M5S torna sopra il 20%.

Tecnè ha effettuato una delle prime rilevazioni da quando è scoppiata la crisi di governo che ha portato alle dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e all’avvio di nuove consultazioni.

Nonostante sia un istituto tipicamente vicino al centrodestra, i risultati sono drammatici per la Lega di Matteo Salvini. Perde rispetto al 5 agosto infatti 6,7 punti percentuali precipitando al 31,3%, livello a cui non era da marzo. Ad approfittare di quello crollo sono il Partito Democratico, che ha ritrovato centralità nel dibattito pubblico, e il Movimento 5 Stelle, che salgono rispettivamente di 2,2 e 3,2 punti. andando al 24,6% e al 20,8%. Risultato importante per il M5S di Luigi Di Maio, che riesce a tornare sopra quota venti.

Salgono anche gli altri due partiti di centrodestra. Forza Italia recupera tre decimi di punto e va all’8,3%, mentre Fratelli d’Italia segna un più 0,7 andando al 6,7%.

Tra i partiti minori si ha invece Più Europa al 2,5% (-0,1), Europe Verde all’1,8% (-0,4) e La Sinistra all’1,4% (stabile).

Coloro che non si esprimono perché incerti o astenuti sono pari al 48,3%, un aumento di 3,2 punti percentuali.

2019-08-23_Sondaggi__002

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A nostro sommesso avviso, molte persone, Elettori, sono ancora in ferie.

Per questi motivi riportiamo i dati pubblicati, ma nel contempo suggeriremmo di leggerli con cautela.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Di Maio. Ecco i 10 punti programmatici.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-22.

Escher__Il_Cubo_

I 10 punti elencati da Di Maio per dar vita a un nuovo Governo

«I 10 obiettivi elencati da Di Maio sono:

1) Taglio del numero dei parlamentari (deve essere un obiettivo di questa legislatura e una priorità del calendario in Aula);

2) Una manovra equa che preveda stop all’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all’emergenza abitativa;

3) Cambio di paradigma sull’ambiente, un’Italia al 100% rinnovabile;

4) Una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai ispirata al modello Bbc;

5) Dimezzare i tempi della giustizia e riforma del metodo di elezione del Csm;

6) Autonomia differenziata e riforma degli enti locali;

7) Legalità, carcere ai grandi evasori, lotta a evasione e traffici illeciti;

8) Un piano straordinario di investimenti per il Sud;

9) Una riforma del sistema bancario che separi le banche di investimenti dalle banche commerciali;

10) Tutela dei beni comuni, scuola, acqua pubblica, sanità, revisione concessioni autostradali.»

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I punti enunciati sono sintetici, motivo per cui resta davvero difficile comprenderne l’estensione e la tempistica.

Alcune considerazioni possono però essere inferite, almeno come ordini di grandezza.

Se il punto due potrebbe essere stimato necessitare di almeno una sessantina di miliardi, il punto tre, “un’Italia al 100% rinnovabile” richiederebbe una cifra minima di sette – ottocento miliardi. Anche un potenza economica come la Germania ha dovuto porsi ambizioni decisamente più contenute.

Similmente, un “piano straordinario di investimenti per il Sud” difficilmente potrebbe essere fatto con meno di una cinquantina di miliardi.

Infine, applicare in Italia un qualcosa di simile allo Glass-Steagall Act comporterebbe un terremoto nel sistema bancario italiano e, a margine, ci si dovrebbe ricordare come tale legge sia stata abolita nel 1999. Sono molti gli ambienti che auspicherebbero una riforma del sistema bancario, ma sembrerebbe allora opportuno sentire il parere motivato della Ecb, che potrebbe anche non autorizare simile trasformazione.

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Ripetiamo solo per nostra chiarezza.

È impossibile dare un parere su di un enunciato di dieci punti sintetici, che dovrebbero essere assunti come orientamenti generali.

Un grossolano, molto grossolano, conto del preventivo di spesa si attesterebbe sopra i mille miliardi.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Sondaggi. Lega 31.2%, M5S 22.8%, PD 23.1%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-22.

2019-08-22__Sondaggio GDF

Ricordiamo come l’attuale crisi si decida in parlamento, con i numeri usciti dalle urne nelle pregresse elezioni politiche.

È tuttavia di interesse cercare di comprendere come la gente abbia percepito gli eventi.

Ci si ricordi infine che tutti i media sono ad orientamento liberal socialista: li si legga tenendo sempre ben conto che le visioni partigiane non sono per definizione obiettive.

Sondaggi politici, il 60% degli italiani pensa che Conte abbia battuto Salvini in Aula

Secondo il sondaggio di GPF Inspiring Research, realizzato il 20 e 21 agosto, oltre il 60% degli italiani intervistati ritiene che nella sfida tra Conte e Salvini nell’Aula del Senato abbia avuto la meglio il primo. Per quanto riguarda le intenzioni di voto la Lega è sempre primo partito, anche se in leggera flessione (31,2%).

Secondo un sondaggio condotto per Ansa.it da GPF Inspiring Research il duello che ha avuto luogo in Senato ieri tra il premier Giuseppe Conte il ministro degli Interni Matteo Salvini, ha avuto un chiaro vincitore: il presidente del Consiglio, che ieri sera si è dimesso. Il sondaggio è stato condotto con 609 interviste, spalmate sull’intero territorio nazionale, nelle giornate di ieri e di oggi, su un campione con estrazione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.

La Lega resta comunque il partito più solido nelle intenzioni di voto, anche se in flessione. Il 60,6% degli intervistati ritiene che Conte abbia battuto Salvini nel dibattito in Aula, mentre solo il 27,3% pensa che abbia prevalso Salvini. Il 12,1% non ha risposto. Anche nel gradimento, Conte (al 61%) supera Salvini (al 48%) e il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio (al 46%). La figura che più piace agli italiani è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (69%). Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è al 44%, la leader di Fdi Giorgia Meloni è al 37%, sopra Silvio Berlusconi, che è al 27%. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa) è al 27%, mentre Pietro Grasso (Leu) è al 16%.

Per quel che riguarda le intenzioni di voto, la Lega è al 31,2% (contro il 32% del 19 agosto), il Movimento Cinque Stelle al 23,1% (22,8%), il Pd al 23,5% (23,1%), Fdi al 6,7% (6,6%), Fi al 5,9% (6,1%). Nel complesso, il centrodestra è al 46,2% (46,8%), mentre il centrosinistra è al 29,1% (28,5%).

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Crisi. Primo sondaggio disponibile.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-21.

2019-08-21__Sondaggio__001

Questo riportato è il primo sondaggio disponibile dopo le dimissioni di Mr Conte.

Il 59% degli intervistati vorrebbe le elezioni anticipate, il 31% vorrebbe un governo tra PD e M5S, il 9% sarebbe propenso ad una riedizione del governo Lega – M5S.

Si noti come una minoranza del 31% non dovrebbe essere sottovalutata.

Ricordiamo come una cosa sia la volontà delle dirigenze, un’altra quella della base degli iscritti ed un’altra ancora quella degli Elettori.

Mai nella storia italiana sussistettero discrepanze di vedute maggiori.

Dirigenze e base degli iscritti sembrerebbero essere del tutto avulsi dalla realtà elettorale.

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle già avrebbero dovuto aver sperimentato cosa ciò significhi: alle eleioni il 20% – 22% per il primo ed il 17% per il secondo.

Ma spesso muove più l’odio ed il rancore che la ragione.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal

PD. Direzione PD e programma di Zingaretti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-21.

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«La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità»

«Il governo giallo verde caduto ieri “è stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito”»

«”Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti” e che ammonta ad almeno 23 miliardi. “Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile»

«Un eventuale nuovo governo deve essere “di svolta, di legislatura” altrimenti “è meglio andare alle urne”»

«”Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”»

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Nella visione di Mr Zingaretti l’eventuale governo PD – M5S dovrebbe essere semplicemente l’opposto del precedente.

Si propone un Governo in piena sintonia con la componente liberal socialista, con tutte le sue conseguenze.

«Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile»

Quello che potrebbe preannunciarsi, sarebbe quindi un Governo di austerità.

Queste le visioni di Mr Zingaretti e del Partito Democratico: il tempo dirà quanto sia possibile e sostenibile un eventuale accordo con il Movimento Cinque Stelle.


Ansa. 2019-08-21. Direzione del Pd, Zingaretti: ‘Pd unito, al Colle per verifica governo’

La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità.

Il governo giallo verde caduto ieri “è stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito”. “Per il Paese l’eredità di questo governo è drammatica”, ha detto Zingaretti nella relazione alla Direzione del Pd. 

“Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti” e che ammonta ad almeno 23 miliardi. “Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile – ha spiegato Zingaretti -, per questo la manovra è il primo punto del confronto”. 

“Non credo in un governo di transizione che porti al voto. Sarebbe rischioso per i Democratici e anche per il Paese. Ora tocca a noi muoverci e indicare una strada. Dentro il percorso di consultazione dobbiamo dare la disponibilità se c’è la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese”.

Un eventuale nuovo governo deve essere “di svolta, di legislatura” altrimenti “è meglio andare alle urne”, ha detto Zingaretti. 

“Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori,con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”: sono i cinque punti indicati da Zingaretti nella relazione alla Direzione del Pd per trattare sulla nascita di un nuovo governo.

“Sono molto contento e molto soddisfatto per il livello di unità e compattezza che abbiamo trovato nella direzione del partito che per la prima volta dopo moltissimi anni ha votato dandomi un mandato all’unanimità. Noi siamo pronti per riferire al presidente Mattarella la nostra piena disponibilità a verificare le condizioni di un governo di svolta utile al paese”, ha detto il segretario del Pd al termine della direzione del partito.

“Nessun accordicchio sottobanco ma alla luce del sole, la verifica per costruire un programma possibile, condiviso da un’ampia maggioranza parlamentare. Verificheremo alla luce del sole queste condizioni che, se non si realizzeranno, porteranno il Paese a elezioni anticipate”, ha detto il leader del Pd Nicola Zingaretti a fine direzione. E con l’aria soddisfatta, ha concluso: “Oggi si è fatto un importante passo in avanti, perché tutto il Pd unito si è ritrovato in questa posizione”.

“Non sarò al governo con il Movimento 5 Stelle. Posso votare la fiducia se ci sarà un’ipotesi di governo, posso dare una mano sui contenuti ma al governo con i Stelle anche no, grazie”. Parola di Maria Elena Boschi, deputata del Pd ed ex sottosegretario nel governo Renzi entrando al Nazareno per la direzione del partito. “Garantiamo un appoggio a un esecutivo se ha un programma chiaro, forte, che possiamo condividere per quello che ha detto anche il segretario Zingaretti – ha continuato – Ci vuole un impegno forte su contenuti. Certo, noi preferiamo un governo istituzionale. Se sarà di legislatura, vedremo”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Crisi. Rien ne va plus, les jeux sont faits. Große Koalition.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-20.

Beria 001

Tutte le crisi di governo di un grande paese europeo presentano sia risvolti squisitamente locali, sia aspetti di grande interesse per le nazioni vicine e per tutte le connessioni internazionali in essere.

Questa crisi italiana presenta inoltre una caratteristica del tutto peculiare.

Due formazioni politiche di non poco peso parlamentare hanno saldissimi rapporti internazionali: rapporti così saldi da essere definibili come di vera e propria sudditanza. In altri termini, non perseguono fini propri, bensì quelli dei loro partner con il malcelato scopo di ottenerne benefici per loro stessi.

Il partito democratico è saldamente inserito nella connection liberal socialista, attualmente guidata da Mr Macron e da Frau Merkel. Il Movimento Cinque Stelle intende invece capitalizzare in Europa il voto concesso a Frau von der Leyen.

Sotto questa ottica, Mr Salvini è stato di grande abilità nel far salire nei sondaggi la Lega dal 17% al 38%, e sarebbe anche in grado di vincere le elezioni, sotto la condizione che ciò gli fosse concesso.

Mr Salvini è percepito da una buona parte dell’Europa liberal come un outsider sul quale sarebbe loro impossibile esercitare pressioni: se andasse al governo nazionale farebbe gli interessi dell’Italia e non quelli dei liberal socialisti.

Se a quel tempo l’Italia esistesse ancora, i conti saranno regolati con le prossime elezioni politiche.

Ma nulla vieta di pensare che le divisioni e le invidie interne a questa nuova Große Koalition casereccia ne minino la stabilità. Una cosa è ottenere il voto di fiducia ed una ben diversa il sapersela mantenere.

Forse, qualcosa potrebbe smuoversi, a seconda dei risultati che emergeranno, dalle elezioni regionali in Umbria (27 ottobre), Calabria (novembre) ed Emilia Romagna (novembre o, forse, gennaio). Le passate elezioni in Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Piemonte hanno visto nette vittorie del centrodestra con sconfitte dei governatori pidiini uscenti.

Nel caso di ulteriori vittorie del centrodestra la coalizione M5S – PD potrebbe non reggerne il peso.

Ma tutto richiede i suoi tempi.


Crisi di governo: ecco cosa vogliono i mercati.

Crisi di governo: diversi gli scenari in ballo. Solo uno però è il preferito dei mercati.

La scorsa settimana i mercati sono stati trascinati violentemente nella crisi di governo italiana.

Matteo Salvini ha scelto di rompere con gli alleati pentastellati e ha chiesto a gran voce la convocazione di nuove elezioni. Poi, all’improvviso, è arrivata anche la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte.

I mercati non hanno assistito inermi alla crisi di governo aperta dal leader della Lega: mentre la Borsa Italiana ha bruciato più del 2,4%, lo spread BTP-Bund ha sfiorato minacciosamente i 240 punti base.

Crisi di governo: cosa vogliono davvero i mercati

Già la giornata di domani sarà fondamentale per capire quali saranno le sorti dell’esecutivo gialloverde, durato poco più di un anno. Alle 15 prenderà la parola Giuseppe Conte che potrebbe persino rassegnare le dimissioni.

Gli scenari, però, potrebbero essere molteplici. Secondo un’analisi dell’economista di Barclays Fabio Fois, riportata oggi da Milano Finanza, fra tutti, quello preferito dai mercati è soltanto uno: la nascita di una grande coalizione.

    “A nostro avviso, le elezioni anticipate o un rimpasto del governo inciderebbero negativamente sul sentiment del mercato. L’incertezza non dovrebbe durare a lungo, tuttavia, poiché prevediamo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prenderà il comando una volta che la crisi di governo sarà ufficialmente innescata, molto probabilmente domani, martedì 20 agosto.”

La grande coalizione formata da M5S, PD, LeU, autonomie locali e non affiliati, invece, potrebbe adottare un atteggiamento più cauto e cooperativo nei confronti dell’Europa. Con essa, la Commissione UE sarebbe probabilmente meno dura e potrebbe persino concedere margini di manovra più ampi.

In generale, la grande coalizione potrebbe portare vantaggi al M5S e al PD (che riuscirebbero ad evitare le elezioni), ma anche all’UE, che eviterebbe l’apertura di un altro fronte di crisi in un momento già delicato (si pensi solo alla Brexit e al deterioramento delle condizioni economiche).

Per tutti questi motivi i mercati stanno oggi sperando in uno scenario del genere. Tra le alternative:

  1. Nascita di un governo ad interim: l’ipotesi potrebbe essere ben accettata, ma si porterebbe dietro i classici rischi di attuazione che finirebbero per dipingerla come una soluzione temporanea e dunque troppo instabile.

  2. Rimpasto di governo: l’ipotesi, ha proseguito l’esperto di Barclays, sarebbe meno dura delle elezioni anticipate, ma comunque verrebbe mal digerita dai mercati che continuerebbero a prezzare uno scontro con le istituzioni europee sul bilancio.

  3. Nuove elezioni: l’ipotesi porterebbe probabilmente alla nascita di un esecutivo guidato dalla Lega. Lo scenario più ostile ai mercati che guarderebbero con apprensione ai rapporti con l’Unione europea e all’approvazione delle nuove misure.

    “A meno che la Commissione UE non sia disposta a fornire un margine di manovra fiscale significativo, riteniamo che vi sia un rischio non trascurabile di scontro tra l’Italia e Bruxelles, che potrebbe comportare l’applicazione della procedura per disavanzo eccessivo”.

La crisi di governo, secondo i mercati, dovrebbe risolversi pacificamente con la nascita di una grande coalizione. Per capire in che direzione sceglieranno di muoversi le parti in causa, però, bisognerà attendere almeno domani.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. E mo che famo? Se va’ a magna’. Benvenuti nel chaos stabilizzato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-19.

Camera. 630.

Senato. 320.

M5S

216

107

Lega

125

58

Misto

6

4

PD

111

51

FI

104

62

FdI

33

18

Misto

21

13

LeU

14

Autonomie

8

Cerchiamo di ragionare, nei limiti del possibile.

Il Governo attuale ha 216 + 125 + 6 = 347 deputati, contro una maggioranza di 315; ha 107 + 58 + 4 = 169 senatori, contro una maggioranza di 169.

Questi numeri non tengono conto degli spostamenti già fatti o in via di esecuzione.

Un eventuale Governo M5S e Pd avrebbe 216 + 111 = 327 deputati e 107 + 51 = 158 senatori. Avrebbe la maggioranza alla Camera, ma non quella nel Senato.

L’unica alternativa numericamente possibile potrebbe essere un Governo che raggruppasse M5S, PD più tutte le altre formazioni minori della sinistra, LeU alla Camera Misto ed Autonomie al Senato.

La condizione necessaria sarebbe che tutti i parlamentari votassero in accordo alle scelte delle rispettive dirigenze.

* * *

Tuttavia, una cosa è la mera possibilità numerica ed una totalmente differente è il riuscire a coagulare una coalizione politicamente stabile o, quanto meno, non troppo litigiosa.

Nell’impossibilità di costituire una simile coalizione, le elezioni anticipate sarebbero l’unica soluzione possibile.

* * *

Nessuno può prevedere il futuro, specie poi tenendo conto della personalità dei nostri parlamentari, per non parlare poi di quella dei dirigenti dei partiti politici.

Si leggono quindi con molta perplessità le dichiarazioni rilasciate da alcuni importanti ministri.


Ministri M5s, mai al tavolo con Renzi

«C’è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull’interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d’affare. Il M5S non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi …. La questione non è personale – scrive Bonafede – il Paese ha ancora bisogno di un cambiamento che è totalmente incompatibile con certi nomi. È un momento delicato per il Paese. Ora basta con le bufale, siamo seri per piacere. Grazie» [Ministro Alfonso Bonafede]

«Voglio dirlo chiaramente …. noi non faremo accordi con Renzi e Boschi, è la bufala dell’estate che la Lega sta diffondendo dopo aver fatto cadere il Governo. Il nostro obiettivo è tagliare 345 parlamentari, chi il 20 agosto voterà contro il presidente Conte lo farà solo per impedire la riforma. Questa è la verità» [Ministro Riccardo Fraccaro]

*


M5s: ‘Salvini non affidabile’

«Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i capigruppo Patuanelli e D’Uva sono compatti nel definire il leader leghista, “un interlocutore non più credibile”, e “inaffidabile”»

«Prima …. la sua mossa di staccare la spina al Governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento …. sarà in Aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto»

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Roberto Casaleggio “redivivo” : “Accordo M5s-Pd? Lascerei il Movimento”

«Chissà cosa hanno promesso i dem ai dirigenti del M5* per convincerli a schierarsi con loro…..a parte questo, per coerenza (parola sconosciuta in Italia), dovrebbero abbandonare il partito tutto quelli contrari alle sinistre. Questo significherebbe la perdita di buona parte dei voti del M5*….e mi chiedo….a questo punto sarebbe legale un governo presieduto da partiti di minoranza ??????»

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Governo M5S-Pd, il programma: tasse, salario minimo, giustizia e… ESCLUSIVO

«Esclusivo: su Affaritaliani.it il programma del governo M5S-Pd. I dem freddi sull’ipotesi di un Conte bis. Inside

Mentre i vertici del Movimento 5 Stelle, riuniti da Beppe Grillo, chiudono definitivamente a Matteo Salvini, gli sherpa del Pd e dei pentastellati proseguono nelle discussioni per la stesura del programma del nuvoloso governo, che, a detta di entrambi, dovrà avere come orizzonte la scadenza naturale della legislatura.

Il primo punto di intesa è il rapporto con l’Unione europea declinato nella coalizione Orsola da Romano Prodi (ovvero le forze politiche che hanno votato sì a Ursula Von der Leyen). Critiche a Bruxelles troppo rigida sull’austerità e sul rispetto dei vincoli, ma nessuna guerra e soprattutto nessuna ipotesi di uscita dall’euro. A proposito di Europa fonti dem tengono ad escludere che il commissario italiano posso essere il senatore Matteo Renzi, così come scritto stamattina da La Verità. Non a caso in queste ore due big del M5S come Bonafede e Fraccaro hanno escluso ogni possibilità di sedersi “al tavolo con Renzi e la Boschi”. 

Sul fronte delle tasse la via maestra è quella del taglio del cuneo fiscale, punto sul quale non sarà difficile trovare un accordo tra M5S e Pd. Accantonata definitivamente la flat tax leghista. Per quanto concerne il salario minimo i dem sono disposti ad aprire alla proposta dei pentastellati purché, come dicono anche le principali organizzazioni sindacali, resti una parte di autonomia da lasciare alla contrattazione tra le parti.

Passando all’autonomia regionale l’ipotesi di lavoro è quella dell’Emilia Romagna ovvero la concessione anche a Lombardia e Veneto dell’autonomia chiesta dalla Regione a guida Pd, quindi molto meno spinta rispetto alle richieste di Luca Zaia e Attilio Fontana.»

* * *

Lungi da noi l’idea di commentare una simile situazione.

Constatiamo soltanto come ciascuna di codeste dichiarazioni contrasti con una possibile soluzione numerica, ma alla fine delle fine si dovrà bene andare alla conta.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S. Conte potrebbe esserne il futuro leader.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-19.

2019-08-17__Conte__001

Questo anno di governo ha mutato in modo sostanziale il Movimento Cinque Stelle.

Parlandone come base elettorale, il Movimento ha visto la fuoriuscita di gran parte degli esagitati, dei negazionisti ideologizzati. Sta avviandosi a diventare un vero e proprio partito politico.

Come solitamente avviene, la rivoluzione si mangia i suoi figli.

Con un buon 17% – 19% il Movimenti avrebbe solo bisogno di capi degni di quel nome.

Mr Di Maio sembrerebbe non aver dato gran risultato, anche se gli diamo atto di aver dovuto gestire un periodo sommamente turbolento.

Il sondaggio è tranchant.

All’interno degli Elettori del M5S ben il 71.4% vedrebbe bene Mr Conte nella funzione di leader.

Fico raggranella il 3.4% mentre Di Battista avrebbe un 20.9%.

* * *

L’idea che Mr Conte guidi il Movimento sembrerebbe essere del tutto ragionevole, visto come ha saputo destreggiarsi sia in Italia sia in sede Europea.

L’Italia avrebbe un gran bisogno di persone capaci e pacate, che sappiano anche tacere quando opportuno.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Governo di tutti contro la Lega. Obiettivo una legge elettorale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-18.

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Cementa molto più l’odio che l’amore.

Nulla può essere dato per certo.

«Former Italian prime minister Matteo Renzi has proposed to form a technical government without the far-right League party, in a potential threat to League chief Matteo Salvini’s ambitions»

«The “institutional government” would include left and centre-right parties for the sake of national unity, Renzi said on Sunday (11 August).»

«Those who preferred to gamble with Italy in elections in October or November risked handing the “future of our children to the extreme right”, he added»

«The vote is likely to trigger elections in which the League can count on 36 percent of nationwide support, according to latest polls. A bonus seat system in Italian electoral rules means the League could take power with the support of a fringe party instead of 5MS.»

Ma mica è detto che le cose vadano in queta maniera.

«Other politicians joined Renzi in raising the alarm, indicating that Salvini’s plan is not in the bag yet, however»

«Letta also suggested that a new government could be formed under the leadership of the current prime minister, academic Giuseppe Conte, at least until an Italian candidate for the European Commission was appointed and the budget for 2020 was approved»

* * *

«Despite the emotional call by two former prime ministers, it will not be easy to find a majority for a technical government in the Senate.»

«A new coalition needs the support of 161 senators. Today the 5MS has 107 senators and the League has 58. The Democratic Party (PD) has only 51 senators, which means that votes need to be found with smaller parties on the left, the right, or with some senators who earlier left the 5MS»

«Another problem is that the new PD leader, Nicola Zingaretti, ruled out supporting such a new coalition, on the very same day Renzi proposed it.»

«Nevertheless, the PD and the 5MS have a shared interest in voting a new electoral reform law.

This law would delete the bonus for the largest party and go back to a proportional system.»

«That is the reason why the probability of a new coalition without the League is higher than one might expect at first sight»

* * * * * * *

Al momento attuale tutto è possibile.

L’ipotesi di un governo anti – Salvini è tutt’altro che remota: Ci si ricordi come l’odio sia ben più potente dell’amore.


EU Observer. 2019-08-16. Italy: New government without Salvini in the making

Former Italian prime minister Matteo Renzi has proposed to form a technical government without the far-right League party, in a potential threat to League chief Matteo Salvini’s ambitions.

The “institutional government” would include left and centre-right parties for the sake of national unity, Renzi said on Sunday (11 August).

Those who preferred to gamble with Italy in elections in October or November risked handing the “future of our children to the extreme right”, he added.

Renzi spoke out after Salvini launched his bid to take power in Italy earlier last week.

The migrant-bashing interior minister has called on parliament to convene from recess to vote on his existing coalition with the Five Star Movement (5MS) party.

The vote is likely to trigger elections in which the League can count on 36 percent of nationwide support, according to latest polls.

A bonus seat system in Italian electoral rules means the League could take power with the support of a fringe party instead of 5MS.

And Salvini already announced he would prefer to build a coalition with the far right Fratelli d’Italia and/or the party of former prime minister Silvio Berlusconi.

An institutional government

Other politicians joined Renzi in raising the alarm, indicating that Salvini’s plan is not in the bag yet, however.

Enrico Letta, a former prime minister and ex-leader of the left Democratic Party, said in an interview that Salvini “has no principles”

“One day, he can say he wants Europe, the next that he wants to leave. With Salvini, an Italian ‘Brexit’ is not impossible,” Letta warned.

Letta also suggested that a new government could be formed under the leadership of the current prime minister, academic Giuseppe Conte, at least until an Italian candidate for the European Commission was appointed and the budget for 2020 was approved.

Difficult majority

Despite the emotional call by two former prime ministers, it will not be easy to find a majority for a technical government in the Senate.

A new coalition needs the support of 161 senators. Today the 5MS has 107 senators and the League has 58. The Democratic Party (PD) has only 51 senators, which means that votes need to be found with smaller parties on the left, the right, or with some senators who earlier left the 5MS.

Another problem is that the new PD leader, Nicola Zingaretti, ruled out supporting such a new coalition, on the very same day Renzi proposed it.

Nevertheless, the PD and the 5MS have a shared interest in voting a new electoral reform law.

This law would delete the bonus for the largest party and go back to a proportional system.

This electoral law is ready to be filed in the parliament. The League is not in favour of the law, seeing that according to the latest opinion polls the party would benefit from the electoral bonus.

That is the reason why the probability of a new coalition without the League is higher than one might expect at first sight.

Anyone but Salvini?

Meanwhile, the idea of a “technical government of president Mattarella” is also gaining ground.

Conte already suggested this idea to Italy’s president Sergio Mattarella on 7 August.

According to the Italian newspaper La Stampa, other names are also popping up to lead a technical government.

One of them is Mario Draghi, current director of the European Central Bank. Another is Marta Cartabia, professor and vice-president of Italy’s Constitutional Court.

In order to discuss the future of the Italian government, the leaders of the political groups of the senate will gather on Monday, the ones of the chamber the day after.