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Italia. Con il Rosatellum Lega e FdI da soli avrebbero la maggioranza dei seggi.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-04.

2021-08-04__Sondaggi 001

«i sovranisti sarebbero la maggioranza relativa e, anche da soli, andrebbero a vincere le elezioni a patto che si votasse con il Rosatellum, l’attuale legge elettorale in vigore»

«Oltre a superare insieme il 40% relativo alla parte proporzionale della legge elettorale, Fratelli d’Italia e Lega anche senza l’apporto di Forza Italia potrebbero fare il pieno dei collegi uninominali a meno di una alleanza elettorale giallorossa»

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Sondaggi politici: bene Salvini e Meloni, i sovranisti da soli vincerebbero le elezioni

L’ultimo sondaggio politico di Swg vede in rialzo Fratelli d’Italia e Lega: Matteo Salvini e Giorgia Meloni con questi numeri potrebbero vincere le elezioni senza l’apporto di Forza Italia.

In un periodo dove molto si parla di federazione o partito unico del centrodestra, l’ultimo sondaggio politico realizzato da Swg e diffuso in data 2 agosto dal Tg La7 sorride ai sovranisti, che non sembrerebbero aver perso slancio a causa delle polemiche sul green pass.

Stando al sondaggio, Fratelli d’Italia e Lega insieme sarebbero oltre il 40%, ovvero la soglia indicata dagli esperti da superare per poter vincere le elezioni, con Forza Italia che di conseguenza non sarebbe più indispensabile per far pendere l’ago della bilancia verso destra.

In questo scenario, Giorgia Meloni sarebbe il potenziale Presidente del Consiglio, visto che dopo il sorpasso ai danni di Matteo Salvini effettuato qualche settimana fa, Fratelli d’Italia sarebbe ancora davanti al Carroccio.

In crescita ci sarebbe anche il Partito Democratico, mentre il Movimento 5 Stelle dopo il balzo nel sondaggio della scorsa settimana, viene dato ora in calo nonostante il grande impegno di Giuseppe Conte nel mediare sulla riforma della Giustizia.

Sondaggi politici: ok Salvini e Meloni

In Italia guardando ai numeri snocciolati dall’ultimo sondaggio di Swg, i sovranisti sarebbero la maggioranza relativa e, anche da soli, andrebbero a vincere le elezioni a patto che si votasse con il Rosatellum, l’attuale legge elettorale in vigore.

Oltre a superare insieme il 40% relativo alla parte proporzionale della legge elettorale, Fratelli d’Italia e Lega anche senza l’apporto di Forza Italia potrebbero fare il pieno dei collegi uninominali a meno di una alleanza elettorale giallorossa.

Con Giuseppe Conte di nuovo in campo, soltanto con un patto tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle ci potrebbe essere partita: decisivi a quel punto sarebbero i collegi al Sud, dove i pentastellati però non sembrerebbero avere la stessa forza del 2018.

Nel mezzo poi ci sono i moderati, che stando al sondaggio solo con una grande alleanza potrebbero portare una buona rappresentanza in Parlamento: Azione al momento sarebbe oltre la soglia di sbarramento del 3%, ma dopo la sforbiciata del referendum andrebbe a eleggere giusto un manipolo di deputati e senatori.

Con Italia Viva e +Europa invece lontani dall’asticella, una unione delle forze magari coinvolgendo pure gli scissionisti azzurri di Coraggio Italia, potrebbe portare questo corpaccione centrista vicino alla doppia cifra.

Stesso discorso per le varie forze di sinistra, ora divise ma destinate comunque a coalizzarsi quando si avvicineranno le elezioni: in caso di una alleanza PD-M5S, potrebbero essere loro la terza gamba di una coalizione giallorossa.

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Italia. Grillo. 2013. Italia in bancarotta ad autunno 2013. Per non dimenticare.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-03.

2021-08-01__ Corriere Grillo 001

Il pensiero dominante sta facendo di tutto per far perdere la memoria storica: di norma, perché se ne vergogna.

Riesumiamo una esternazione di Beppe Grillo, del 23 aprile 2013.

Grillo alla Bild: ‘Italia in bancarotta in autunno’. E sul Friuli: «Siamo il primo partito»

«Il leader M5S parla ancora con la stampa estera. E su Twitter: «Siamo il primo partito». Monti: «Parole senza valore».

«Italien ist im Herbst bankrott», «L’Italia in autunno va in bancarotta». Beppe Grillo parla col tabloid tedesco Bild, che così titola l’intervista. «Berlusconi è finito. Le Pmi vanno in bancarotta. Fra settembre e ottobre allo Stato finiranno i soldi, e sarà difficile pagare pensioni e stipendi», è la teoria del leader del M5S.

«SIAMO PRIMO PARTITO»- «Noi non sabotiamo nulla. I partiti sabotano se stessi», risponde il leader del M5S al tabloid di Axel Springer. «Non si può nutrire più alcuna speranza in loro. Da loro non arriva più nulla». È arrivato il momento, aggiunge, in cui si assiste «alla nascita di nuovi movimenti come il mio, che vengono dal basso». Poi Grillo torna all’attacco dei partiti: «In Italia siedono in Parlamento ancora 30 parlamentari condannati, con sentenze passate in giudicato, per reati gravi. A me piacerebbe avere anche persone oneste, competenti, professionali, nelle posizioni giuste. In questo senso sarei contento di un’invasione tedesca in Italia». Dalla Germania si passa all’Italia All’indomani della sconfitta in Friuli, Grillo sceglie di non fare autocritica e scrive su Twitter: «Il M5S è il primo assoluto», citando un sondaggio nazionale di Emg diffuso dal Tg de La7 che dà il M5S al 29,1% in crescita del 5,2%.

IL DATO SUL FRIULI – Sul blog, a proposito del risultato in Friuli, si legge a firma di Cecilia C.: «Confrontare i dati elettorali delle regionali e delle politiche, e partire da qui per tentare di dimostrare un calo di consensi in atto verso il Movimento, equivale a produrre un evidente falso». Lo afferma il blog di Beppe Grillo affidando al post di «Cecilia C.» il compito di chiarire che «alle elezioni regionali di febbraio i 5 Stelle presero in Lombardia il 13%, in Molise il 16% e in Lazio 20%. In quella stessa data, però, e in quelle stesse regioni, il Movimento prese in Lombardia il 19%, in Molise e nel Lazio il 27%».

LA REPLICA DI MONTI – C’è «una varietà di sussurri, cinguettii, provocazioni, deprecazioni, invettive che non hanno particolare valore per il fatto che vengano espressi da un particolare soggetto». Così il premier uscente Mario Monti, senza citare Beppe Grillo, ha commentato l’intervista rilasciata alla Bild dal fondatore del M5S. «Dover prendere posizione» su queste cose, ha spiegato il premier, è una «grandissima debolezza del sistema politico italiano e prova di una coda di paglia».

23 aprile 2013 | 17:25.

Su Bild.tv Grillo che al piano suona “Fly me to the moon”.

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I commenti dovrebbero essere inutili.

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Italia. Giugno21. Prezzi alla produzione dell’industria, PPI, +9.1% su giugno20.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-30.

2021-07-30__ Italia PPI 001

«L’Indice dei Prezzi al Produttore (PPI) è un indicatore inflazionistico che misura la variazione media dei prezzi di vendita ricevuto dai produttori nazionali di beni e servizi in Italia.

IL PPI misura la variazione di prezzo dal punto di vista del venditore.

Il PPI guarda tre aree di produzione: basata sull’industria, basata sulle commodities e basata sulle compagnie che compiono i processi di trasformazione.

Quando i produttori pagano di più per beni e servizi, che sono suscettibili a superare i maggiori costi per il consumatore, così il PPI è pensato per essere un indicatore importante di inflazione al consumo»

2021-07-30__ Italia PPI 002

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Istat. Prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni

A giugno 2021 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dell’1,4% su base mensile e del 9,1% su base annua.

Sul mercato interno i prezzi crescono dell’1,7% rispetto a maggio e dell’11,0% su base annua. Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un aumento meno marcato sia a livello congiunturale (+1,0%) sia a livello tendenziale (+5,2%).

Sul mercato estero i prezzi aumentano su base mensile dello 0,9% (+1,1% area euro, +0,8% area non euro) e registrano un incremento su base annua del 4,4% (+5,0% area euro, +4,0% area non euro).

Nel secondo trimestre 2021, rispetto al trimestre precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 3,4%. La dinamica congiunturale è più sostenuta sul mercato interno (+3,7%) rispetto a quello estero (+2,2%).

A giugno 2021, con riferimento al comparto manifatturiero, si rilevano aumenti tendenziali per quasi tutti i settori; i più marcati riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+30,3% mercato interno, +51,3% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+14,6% mercato interno, +20,4% area euro, +15,5% area non euro) e prodotti chimici (+9,3% mercato interno, +6,8% area euro). Le uniche flessioni, per altro di entità contenuta, interessano computer e prodotti di elettronica e ottica (-1,0% sul mercato interno), mezzi di trasporto e prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (rispettivamente, -0,6% e -0,1% per l’area non euro).

A giugno 2021 i prezzi alla produzione delle costruzioni per “Edifici residenziali e non residenziali” crescono dell’1,0% su base mensile e del 4,5% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” aumentano dell’1,2% in termini congiunturali e del 4,0% in termini tendenziali.

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                         Il commento.

A giugno, prosegue la forte crescita dei prezzi alla produzione dell’industria, diffusa a quasi tutti i settori e più sostenuta sul mercato interno. Su base annua, i prezzi si confermano in accelerazione (+9,1%, da +8,1% di maggio), spinti soprattutto dai marcati incrementi di energia e beni intermedi. Coke e prodotti petroliferi raffinati, metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo e prodotti chimici sono i settori che forniscono i maggiori contributi alla crescita. Anche per le costruzioni, i prezzi alla produzione continuano a segnare aumenti congiunturali, con rialzi di entità simili per edifici e strade; per entrambi, la crescita tendenziale accelera ulteriormente.

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Italia. Maggio 21. Prezzi all’importazione +9.0% su base annua. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-17.

2021-07-17__ Italia Import Export 001

«Nel mese di maggio 2021 i prezzi all’importazione aumentano …. del 9,0% su base annua»

2021-07-17__ Italia Import Export 002

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Istat. Commercio con l’estero e prezzi all’import

A maggio 2021 si stima una flessione congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le esportazioni (-2,0%) che per le importazioni (-0,3%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta al calo delle vendite verso i mercati extra Ue (-4,0%) mentre quelle verso l’area Ue risultano stazionarie.

Nel trimestre marzo-maggio 2021, rispetto al precedente, l’export aumenta del 6,1%, l’import del 9,4%.

A maggio 2021, le esportazioni crescono su base annua del 41,9%, con un sostenuto aumento delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+44,0%) sia verso l’area Ue (+40,0%). Anche l’import segna un forte aumento tendenziale (+51,2%) che coinvolge sia i mercati extra Ue (+55,1%) sia l’area Ue (+48,5%).

A maggio 2021, tutti i settori registrano incrementi tendenziali delle esportazioni straordinariamente ampi a eccezione di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici in calo del 17,7%.

Su base annua, le esportazioni crescono in misura molto sostenuta verso tutti i principali paesi partner; i contributi maggiori riguardano le vendite verso Francia (con una crescita del 43,2%), Germania (+30,9%), Stati Uniti (+43,0%), Spagna (+56,7%) e Regno Unito (+44,2%).

Nei primi cinque mesi del 2021, la crescita tendenziale dell’export (+23,9%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (+28,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+32,8%), autoveicoli (+64,5%) e apparecchi elettrici (+33,5%).

La stima del saldo commerciale a maggio 2021 è pari a +5.642 milioni di euro (era +5.620 a maggio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.632 milioni (era +6.633 a maggio dello scorso anno).

Nel mese di maggio 2021 i prezzi all’importazione aumentano dell’1,3% su base mensile e del 9,0% su base annua.

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                         Il commento.

Dopo quattro mesi di crescita congiunturale, a maggio l’export registra una flessione dovuta al calo delle vendite verso i mercati extra Ue; questa dinamica è condizionata da operazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale), al netto delle quali si stima una flessione più contenuta (-1,2%). Nel trimestre marzo-maggio 2021, la dinamica congiunturale dell’export è ampiamente positiva. Su base annua, in ragione del livello molto basso di maggio 2020, l’export registra ancora una crescita molto sostenuta, che interessa tutti i settori eccetto la farmaceutica. Anche per l’import, la forte crescita tendenziale è dovuta al confronto con la situazione anomala di maggio dello scorso anno. L’incremento riguarda tutti i settori a esclusione degli acquisti di prodotti tessili, in particolare dalla Cina, unico paese tra i principali partner per cui si registra un calo delle importazioni italiane. Per i prezzi all’import, si rileva un’ulteriore accelerazione della crescita su base annua (+9,0%, da +8,2% di aprile), cui contribuiscono i forti rialzi tendenziali dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi.

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Bankitalia. Maggio21. Debito delle Amministrazioni Pubbliche 2,686,811 milioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-15.

Banca di Italia 013

La Banca di Italia ha pubblicato il Report Finanza pubblica: fabbisogno e debito – maggio 2021.

«Questa pubblicazione mensile riporta i dati relativi al fabbisogno e al debito lordo delle Amministrazioni pubbliche suddivise nei sottosettori: Amministrazioni centrali; Amministrazioni locali; Enti di previdenza.

Il debito delle Amministrazioni pubbliche è consolidato tra e nei sottosettori (in linea con la definizione adottata ai fini della Procedura per i disavanzi eccessivi dell’Unione economica e monetaria europea) e ne viene fornita anche la composizione per creditore (settori detentori), scadenza originaria, vita residua e valuta. Inoltre, sono fornite informazioni sul sostegno finanziario ai paesi della UEM e sui depositi attivi delle Amministrazioni pubbliche»

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2021-07-15__ debit pubbic 001

L’Italia ha una lunga e comprovata esperienza nell’arte di vivere di debiti.

Si noti però come 604.764 miliardi siano a scadenza di un anno.

In altri termini, si dovranno trovare sul mercato benefattori che vogliano comprare 604.764 miliardi di titoli di stato italiani.

Si presume che sarà una ben difficile operazione.

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Bankitalia: nuovo record debito pubblico a 2.687 miliardi

Aumento di 6 miliardi rispetto ad aprile.

Ennesimo record del debito pubblico italiano. Secondo le rilevazioni di Bankitalia, contenute nella pubblicazione sulla Finanza pubblica, a maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 6,0 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.686,8 miliardi.

L’aumento è dovuto al fabbisogno (14,4 miliardi), che ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (10,5 miliardi, a 91,3); l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha aumentato il debito di 2 miliardi. (ANSA).

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Italia. Maggio21. Produzione Industriale +21.5% maggio21 su maggio20. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-11.

2021-07-09__ Istat PI 001

Istat. Maggio21. Produzione Industriale.

– A maggio 2021 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,5% rispetto ad aprile. Nella media del periodo marzo-maggio il livello della produzione cresce dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

– L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l’energia (-5,2%), i beni strumentali (-1,8%) e, nella stessa misura, i beni di consumo e i beni intermedi (-0,8%).

– Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 21,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di maggio 2020). Si registrano incrementi tendenziali per i beni intermedi (+28,8%), i beni strumentali (+25,2%) e quelli di consumo (+15,8%) mentre diminuisce lievemente il comparto dell’energia (-1,9%).

– I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+40,1%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,1%) e le altre industrie manifatturiere (+35,8%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-16,2%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,6%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-0,3%).

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                         Il commento.

Dopo cinque mesi di crescita congiunturale, a maggio la produzione industriale diminuisce. Tutti i principali settori di attività registrano cali su base mensile, tra cui è più ampio quello dell’energia. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è ampiamente in crescita, soprattutto a causa dei bassi livelli produttivi dello scorso anno. Tra i principali raggruppamenti di industria, l’energia è l’unica a flettere su base annua. Rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria, a maggio il livello dell’indice è inferiore dello 0,8 per cento.

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Italia. Sondaggi. Il partito di Conte dimezzerebbe i voti del M5S. – Euromedia.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-09.

2021-07-09__ Sondaggio 001

In sintesi, se Conte formasse un suo partito e scendesse in campo.

– Partito Democratico 17.4%

– Movimento Cinque Stelle 7.0%

– Partito di Giuseppe Conte 10.3%

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Sondaggi Euromedia: un partito di Conte dimezzerebbe i voti del M5S

                         Sondaggi Euromedia: un partito di Conte dimezzerebbe i voti del M5S

Il Movimento 5 Stelle crollerebbe dal 14,7% al 7% se Giuseppe Conte decidesse di strappare e fondare un suo partito. È quanto emerge dai sondaggi realizzati da Euromedia per La Stampa. Nello scenario di voto attuale, i pentastellati raccolgono il 14,5% dei consensi, l’1,7% in meno rispetto alla rilevazione di metà giugno. La Lega rimane prima forza politica seppur in calo di sette decimi al 20,5%. A pochi decimi di distanza si trova Fratelli d’Italia sondata al 20,2%. Cresce al 19,8% il Partito Democratico così come Forza Italia che sale al 7,8%. In calo Azione, Mdp-Articolo1 e Italia Viva rispettivamente al 2,8%, 2,2% e 2,1%. +Europa è data all’1,6%, chiudono Verdi e Sinistra Italiana entrambi all’1,1%.

                         Sondaggi Euromedia: con Conte in campo penalizzati Pd e M5S

Euromedia ha ipotizzato uno scenario di voto che vede la presenza del possibile partito di Conte. La forza politica contiana raccoglierebbe il 10,5% dei consensi e a farne le spese sarebbero soprattutto Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Il primo vedrebbe i propri voti dimezzati mentre il secondo lascerebbe sul campo poco più di due punti percentuali. Il partito dell’ex premier pescherebbe voti sia da Forza Italia che dal bacino degli indecisi e astenuti. Nessuna variazione di consenso significativa invece per le altre forze di centrodestra.

                         Sondaggi Euromedia: nota metodologica.

Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: dall’1 al 2 luglio 2021. Campione casuale nazionale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Il margine di errore relativo ai risultati del sondaggio (livello di rappresentatività del campione del 95%) è +/- 3.1% per i valori percentuali relativi al totale degli intervistati (1.000 casi). Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.-C.A.M.I.-C.A.W.I.

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Italia. Carburanti. Benzina a 1.77 e diesel a 1.64 euro al litro. E siamo solo agli inizi.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-08.

Brueghel il Giovane. Pagamento delle Tasse. Fisher_Museum_of_Art

«È stato un fine settimana di aumenti generalizzati per i prezzi dei carburanti»

«Con il Brent abbondantemente sopra i 76 dollari»

«il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, va a 1,637 euro/litro (venerdì 1,632) con i diversi marchi compresi tra 1,629 e 1,649 euro/litro (no logo 1,620)»

«Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, è a 1,497 euro/litro (venerdì 1,492) con le compagnie posizionate tra 1,486 e 1,521 euro/litro (no logo 1,474)»

«Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato sale a 1,776 euro/litro (venerdì 1,771) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,720 e 1,852 euro/litro (no logo 1,668)»

«La media del diesel cresce a 1,642 euro/litro (venerdì 1,637) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,582 e 1,726 euro/litro (no logo 1,524)»

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Poi vengono a dirci che l’inflazione si aggira attorno all’1% all’anno.

Bollette, a luglio scattano i maxi aumenti: perché le tariffe di gas e luce volano

«Aumentano le bollette di luce e gas con un incremento definitivo del 9,9% per la bolletta dell’elettricità e del 15,3% per quella del gas nel terzo trimestre del 2021per la famiglia tipo in tutela. Ma perché stanno aumentando così tanto le tariffe? Lo spiega la stessa Arera, l’Autorità per l’energia, nel suo comunicato in cui analizza con precisione i motivi alla base degli aumenti annunciati giovedì sera (che hanno a che fare anche con la pandemia). Dopo i ribassi delle materie prime infatti durante il Covid-19, è in corso da tempo una forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, in particolare i prezzi europei del gas che sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al primo e risultano sempre più correlati con il prezzo della CO2 che, nel mese in corso, si è attestato oltre i 50 €/tCO2, anche per le attese di un possibile rafforzamento delle vigenti politiche comunitarie per il contenimento delle emissioni nocive dei gas serra»

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«incremento definitivo del 9,9% per la bolletta dell’elettricità»

«incremento definitivo del 15,3% per quella del gas»

«i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021»

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I costi all’utenza degli energetici e del carburante sono aumentati vorticosamente negli ultimi mesi.

Difficile pensare ad un comparto industriale che non consumi corrente elettrica ed a famiglie che non consumino il gas, quanto meno per cucinare.

L’automobile non è un oggetto ludico, serve per andare e tornare dal lavoro.

Infine, tutta la distribuzione si avvale del trasporto gommato.

Nella realtà dei fatti in Italia gli aumenti dei prezzi si aggirano, in termini medi, attorno al dieci per cento.

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Carburanti, arrivano nuovi aumenti: benzina a 1,77 e diesel a 1,64 di media

È stato un fine settimana di aumenti generalizzati per i prezzi dei carburanti. Con il Brent abbondantemente sopra i 76 dollari, in attesa di un difficile accordo tra i Paesi Opec sui tagli alla produzione e con le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo di nuovo in aumento. Già sabato Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina, gasolio e Gpl. Per IP invece il rialzo si è registrato +1 cent/litro su benzina, gasolio e Gpl. Per Tamoil +1 cent su benzina e diesel e +2 sul Gpl. Per Q8 + 3 cent/litro sul Gpl.

                         L’oscillazione dei prezzi

In crescita di conseguenza i prezzi praticati sul territorio, a parziale recepimento dei movimenti verso l’alto. Nel dettaglio, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, va a 1,637 euro/litro (venerdì 1,632) con i diversi marchi compresi tra 1,629 e 1,649 euro/litro (no logo 1,620). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, è a 1,497 euro/litro (venerdì 1,492) con le compagnie posizionate tra 1,486 e 1,521 euro/litro (no logo 1,474). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato sale a 1,776 euro/litro (venerdì 1,771) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,720 e 1,852 euro/litro (no logo 1,668). La media del diesel cresce a 1,642 euro/litro (venerdì 1,637) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,582 e 1,726 euro/litro (no logo 1,524). Infine, il Gpl va da 0,672 a 0,683 (no logo 0,652).

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Italia. Maggio21. Benzina. 1.59 euro per litro. 35 centesimi in più in un anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-05.

2021-07-06__ Italia Benzina 001

I sintesi.

– A maggio la benzina costa alla pompa 1.59 euro/litro

– ripresa di una domanda …. cui si associa però anche una scarsità di offerta

– i prezzi dei beni energetici sono saliti di ben il 13,8% lo scorso mese su base annuale

– delle accise, che proprio quel mese erano arrivate a 72,84 centesimi

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Resta difficile comprendere come un incremento annuo del costo dei beni energetici del +13.8% non si sia ripercosso rapidamente sulla inflazione, che, ufficialmente, si aggirerebbe attorno all’1%.

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Il prezzo della benzina risale, mai così alto da luglio 2019

A maggio è arrivato a 1,59 euro. Era di 35 centesimi più basso un anno prima.

Negli Stati Uniti appare già come un’emergenza. Anche se meno preoccupante di quella sanitaria, sta attirando l’attenzione di economisti, politici, e naturalmente consumatori. Si tratta dell’inflazione, che nel mese di maggio ha raggiunto il valore del 5%, misurata anno su anno. Era dall’agosto del 2008 che non arrivava a tali livelli. Una vera e propria volata dei prezzi lanciata dalle tariffe dell’energia e dal prezzo della benzina, che hanno messo a segno incrementi in doppia cifra.

Le ragioni stanno nella ripresa di una domanda a lungo innaturalmente contratta dalle restrizioni dovute dalla pandemia, per esempio nell’ambito delle auto e dei trasporti, basti pensare ai voli aerei, cui si associa però anche una scarsità di offerta in determinati settori. Come nel caso dei microchip, a causa della crisi dei superconduttori, e in altri settori. Le ragioni si ritrovano nella difficoltà di alcune filiere ad adattarsi prima a una rapida diminuzione delle richieste, poi ad un veloce aumento.

Naturalmente non è estraneo all’inflazione lo stimolo monetario che negli Usa ancora più che in Europa è stato deciso per tamponare i colpi della crisi.

E come negli Usa anche alle nostre latitudini i prezzi sembrano avere ripreso a crescere, anche se non ancora agli stessi livelli. L’indice per maggio segna un +1,3%. Si tratta dell’aumento maggiore degli ultimi due anni, in netto contrasto con la deflazione che ci ha interessati tra aprile e dicembre del 2020. Ma anche nel 2019 non era stata raggiunta un’inflazione neppure dell’1%.

                         Per una volta non sono le accise a influire sull’aumento del prezzo della benzina.

Anche in Italia è una crescita trascinata dalle tariffe di acqua, elettricità, combustibili, che lo scorso mese sono aumentate del 5,9% a livello tendenziale, ovvero anno su anno. Seguono i trasporti con un +4,8%. Mentre scendono, e di ben il 3,7%, i prezzi dei beni e dei servizi legati all’istruzione, così come quelli delle comunicazioni, giù del 2,8%. Negativa per il 0,7% l’inflazione dei prodotti alimentari.

Tra i combustibili naturalmente vi è la benzina, che in questi ultimi mesi ha visto un’impennata del prezzo. Che in maggio è arrivato mediamente secondo i dati del Ministero dello Sviluppo a costare alla pompa 1 euro e 59 centesimi circa. Si tratta di un aumento di circa 1,5 centesimi rispetto ad aprile e di 35 rispetto al maggio 2020, quando del resto si toccò un minimo con 1 euro e 36,5 centesimi.

Per tornare a un prezzo della benzina simile si deve andare indietro al luglio del 2019. È difficile che si arrivi al picco toccato nel settembre 2012, quando si giunse a un euro e 87,1 centesimi. Allora però complice era stato l’ennesimo incremento delle accise, che proprio quel mese erano arrivate a 72,84 centesimi. Cifra che però da allora non è cambiata. Non sono le tasse quindi a determinare la fiammata che stiamo osservando ora, ma le dinamiche del mercato, la ripresa degli spostamenti, dei voli, dei viaggi.

                         Su del 13,8% i beni energetici in maggio.

Anche se il prezzo della benzina rimane al di sotto non solo dei picchi massimi ma anche della soglia di’1,6 euro spesso superata tra 2015 e 2019, la novità questa volta è la rapidità dell’aumento, con uno scalino che raramente si era visto così ripido, e che del resto riflette quello in discesa dei primi mesi della pandemia.

Nel complesso l’Istat rileva come i prezzi dei beni energetici siano saliti di ben il 13,8% lo scorso mese su base annuale, con un picco del 16,8% per quelli regolamentati.

Al netto di questi l’inflazione in Italia è stata solo del 0,2%. Non si nota ancora quindi quel surriscaldamento che è evidente negli Usa. Del resto Oltreoceano l’economia reale ha cominciato prima a riprendersi, soprattutto dal punto di vista occupazionale, e l’ambito del mercato del lavoro viene privilegiato alla stabilità dei prezzi.

Nel nostro Paese al di fuori di quei settori che più erano crollati durante la crisi, come i trasporti, ancora deve manifestarsi una robusta ripresa della domanda, che d’altronde non può essere trascinata da un’occupazione che ha rimbalzato ora, ma solo grazie a posti a termine, e che anzi con la fine del blocco dei licenziamenti potrebbe scendere ancora.

I prezzi anche per questo non dovrebbero decollare come Oltreoceano.

Pubblicato in: Banche Centrali

Italia. 2020. Pil -8.9%, Occupati -2.1%. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-04.

2021-07-03__ Italia Pil 001

In sintesi:

– Nel 2020 il Prodotto interno lordo …. è diminuito a livello nazionale dell’8,9%.

– L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è diminuita del 2,1% a livello nazionale

– Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni -12,2%.

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Istat. Stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale

I dati presentati in questo Report forniscono una stima preliminare del Pil e dell’occupazione per ripartizione territoriale riferita all’anno 2020. I risultati scaturiscono da un approccio di stima econometrico basato su indicatori (cfr. Nota metodologica) e potrebbero pertanto essere soggetti a revisioni anche ampie.

                         Flessione dell’occupazione più contenuta al Centro

Nel 2020 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è diminuito a livello nazionale dell’8,9%. Le stime preliminari indicano che gli effetti della crisi sanitaria da Covid-19 hanno colpito in misura relativamente più accentuata le regioni del Centro-nord rispetto a quelle del Mezzogiorno.

Le regioni del Nord-est e del Nord-ovest hanno subito una contrazione lievemente superiore rispetto alla media nazionale (con un calo pari al 9,1% in entrambe le aree), mentre nelle regioni del Centro la flessione è stata dell’8,8%. Una riduzione meno marcata rispetto al resto del Paese si riscontra nel Mezzogiorno, dove il calo del Pil è dell’8,4%.

L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è diminuita del 2,1% a livello nazionale. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno si osserva una flessione pari alla media nazionale; solo lievemente migliore appare il risultato del Nord-est (-2,0%) e del Centro (-1,9%).

                         Commercio, pubblici esercizi e trasporti il settore più penalizzato

Nel Nord-ovest i settori caratterizzati dalle flessioni più marcate del valore aggiunto sono stati l’Industria, che con un calo dell’11,9% fa registrare la peggiore performance a livello territoriale, e il macrosettore Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-12,2%), che, al contrario, segna un risultato relativamente meno negativo rispetto al resto del Paese.

I Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,8%) e gli Altri servizi (-5,8%) hanno subito flessioni leggermente superiori alla media nazionale, mentre per le Costruzioni il calo (-6,1%) è lievemente inferiore a quello nazionale (-6,3%). Nell’Agricoltura la flessione del valore aggiunto è stata del 3,6%, di gran lunga il risultato migliore tra tutte le macro-aree.

Nel Nord-est la crisi ha colpito pesantemente il Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni, che fa registrare la diminuzione più marcata a livello territoriale (-14,5%). La contrazione del valore aggiunto in Agricoltura (-6,0%) e nelle Costruzioni (-6,4%) è allineata alla media nazionale, mentre nell’Industria (-10,5%), nei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,1%) e negli Altri servizi (-5,0%) l’andamento risulta relativamente migliore che nel resto del Paese.

Anche al Centro, il settore che comprende Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni subisce un forte calo (-12,9%), seguito dall’Industria (-11,5%). Rispetto alle altre ripartizioni in quest’area si registrano le diminuzioni più marcate per l’Agricoltura (-9,3%) e le Costruzioni, (-6,9%). Risulta in flessione anche il valore aggiunto dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,9%) e degli Altri servizi (-5,0%).

Il Mezzogiorno condivide col Nord-est la peggiore performance del settore del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-14,5%) mentre l’Industria registra in quest’area la contrazione meno marcata (-9,9%). Fanno registrare un andamento meno negativo di quello medio nazionale i settori delle Costruzioni (-6,0%), dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-5,1%) e degli Altri servizi (-5,2%).

Quanto all’occupazione, il settore delle Costruzioni, l’unico ad aver registrato un incremento a livello nazionale, ha segnato la crescita maggiore al Sud (+2,4%) e la performance peggiore al Centro, con una lievissima flessione (-0,1%).

L’occupazione in Agricoltura, a fronte di una tenuta complessiva, evidenzia il migliore risultato al Nord-ovest (+1,0%) e il peggiore al Sud (-0,5%) mentre l’Industria è stata particolarmente penalizzata nel Nord-ovest (-0,9%). La rilevante contrazione dell’occupazione nel Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni ha interessato tutte le aree in misura vicina alla media nazionale (-4,3%), con un picco negativo al Nord-est (-4,8%). I Servizi finanziari, immobiliari e professionali sono stati particolarmente colpiti al Nord-ovest (-2,5%) e gli Altri servizi nel Mezzogiorno (-2,3%).