Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria

Due buone notizie. Dipendo solo da come le si leggono.

Giuseppa Sandro Mela.

2019-11-08.

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«Tra il 2020 e il 2030 il flusso di nuovi migranti potrebbe raggiungere la cifra record di circa 230 milioni di persone, quasi quanto la loro attuale consistenza»

«In Europa, tuttavia, gli arrivi previsti non basterebbero più a impedire una sensibile diminuzione del numero di persone in età attiva»

«Nei prossimi 25 anni …. il numero di persone di età compresa tra 20 e 64 anni scenderà di quasi 30 milioni in Europa, 6 dei quali in Italia.»

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«Stiamo riparlando di Ilva perchè Arcelor Mittal si sta rimangiando l’accordo …. ha affermato il ministro, secondo il quale l’azienda “va obbligata a restare a Taranto …. Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese.  Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese»

«In Libia ci sono 700.000 migranti a piede libero che non sono nei centri. Se si pensa di far saltare la missione della guardia costiera libica togliamo un potenziale tappo a quei 700.000 migranti»

«Nella prossima settimana avrò riunioni con i gruppi della Calabria ed Emilia. Oggi nel Movimento non c’è un consenso per fare alleanze con il Pd. A livello nazionale non è un’alleanza ma un governo che mette insieme i voti perché non abbiamo raggiunto il 51% dei consensi. …. Secondo il ministro, dopo la manovra andrà stretto un patto più stringente con il Pd. Una cosa è certa: finita la legge di bilancio dobbiamo metterci di nuovo al tavolo con il Pd per creare un patto di governo più stringente con gli obiettivi che vogliamo raggiungere per gli italiani. E, tra i punti che intende proporre il Movimento, ci sono: la riforma della sanità e la legge sul salario minimo»

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Avremmo qualche dubbio che il Governatore Visco possa vivere, cosa che gli auguriamo, fino al 2100, per poter verificare le proprie previsioni.

Per quanto riguarda Mr Di Maio, forse sarebbe stato utile prevedere anche eventuali elezioni anticipate.

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Luigi Di Maio ospite del Forum ANSA: ‘Dobbiamo obbligare ArcelorMittal a restare’

Molti gli argomenti trattati: dalla vicenda ex Ilva al rinnovo del Memorandum con la Libia

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e leader M5s è stato ospite questa mattina al Forum ANSA. Molti gli argomenti trattati: innanzitutto la vicenda dell’ex Ilva, proprio nel giorno dello sciopero delle tute blu dopo l’annuncio di ArcelorMittal di ritirarsi da Taranto, il rinnovo del Memorandum con la Libia. Ma anche le elezioni regionali, l’allenza di governo con il Pd dopo la manovra. E ancora: la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre (“Una sconfitta”). Dure critiche pure alla Lega, l’ex alleato di governo.

“Stiamo riparlando di Ilva perchè Arcelor Mittal si sta rimangiando l’accordo”: ha affermato il ministro, secondo il quale l’azienda “va obbligata a restare a Taranto”.

“Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese”.  Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese”.

Il ministro, quindi, ha attaccato la Lega: “Ogni volta che io provavo a essere duro, si schierava con Arcelor. Ora ho capito perché: hanno investito in Arcelor e stanno battagliando ancora per la multinazionale e non per i lavoratori. Abbiamo smascherato il finto sovranismo. Abbiamo gli unici sovranisti al mondo che perorano le battaglie delle multinazionali anziché i cittadini e i lavoratori. Allo Stato è stato chiesto di rispettare il contratto di Calenda, adesso chi ci chiede di rispettarlo non rispetta i patti. Io spero che i sovranisti siano mossi da orgoglio e non facciano i camerieri delle multinazionali”.

“Va bene il dialogo ma senza minacce: Arcelor Mittal sapeva che avrebbe trovato un governo che pretende siano rispettati i patti. Chiedere di andare via da Taranto è un’azione inaccettabile che non è presupposto per il dialogo. Mettere sulla strada 5.000 persone mi sembra assurdo”, ha aggiunto Di Maio, il quale ha ribadito il no del Movimento allo scudo. “Noi come M5s non siamo d’accordo sull’introduzione dello scudo. La Lega che cura i suoi interessi in borsa presenta un emendamento, ma che lo presentino anche partiti della maggioranza senza un accordo è un problema della maggioranza stessa”.

Il leader M5s è intervenuto anche sul rinnovo del Memorandum con la Libia. “In Libia ci sono 700.000 migranti a piede libero che non sono nei centri – ha affermato -. Se si pensa di far saltare la missione della guardia costiera libica togliamo un potenziale tappo a quei 700.000 migranti”.

E sulla scorta alla senatrice a vita Liliana Segre, il ministro ha parlato di “sconfitta”, per questo lo Stato deve chiedere scusa. “Una persona come la nostra senatrice a vita che si ritrova a sopravvivere ai campi di concentramento e da cittadina, in Italia nel 2019, si trova ad aver bisogno della scorta – ha rilevato – è una sconfitta per tutte le istituzioni. Le parole di solidarietà non bastano perché la verità è che l’avremmo dovuta difendere da quello che le sta capitando. Ecco perché si deve investire di più in istruzione. Le persone che offendono Liliana Segre o hanno frainteso il messaggio educativo del Paese o forse non hanno avuto occasione di studiare la storia. Ma se una senatrice a vita presenta una mozione in cui porta avanti il messaggio di tolleranza, di integrazione di no all’odio e metà dell’emiciclo si astiene abbiamo anche un problema nella politica: leghisti, Fdi e Forza Italia, che vorrebbero governare il Paese, avallano i comportamenti di chi ha offeso quella persona”

Quanto alle alleanze regionali, Di Maio ha annunciato: “Nella prossima settimana avrò riunioni con i gruppi della Calabria ed Emilia. Oggi nel Movimento non c’è un consenso per fare alleanze con il Pd. A livello nazionale non è un’alleanza ma un governo che mette insieme i voti perché non abbiamo raggiunto il 51% dei consensi”.

Secondo il ministro, dopo la manovra andrà stretto un patto più stringente con il Pd. “Una cosa è certa: finita la legge di bilancio dobbiamo metterci di nuovo al tavolo con il Pd per creare un patto di governo più stringente con gli obiettivi che vogliamo raggiungere per gli italiani”. E, tra i punti che intende proporre il Movimento, ci sono: la “riforma della sanità e la legge sul salario minimo”.

Di Maio ha inviato l’ex premier, Matteo Renzi, a parlare chiaramente. “Penso ai cittadini che aprono il giornale e leggono queste cose: uno magari ha il problema del figlio che non ha lavoro e deve leggere messaggi subliminali e citazioni. Dite le cose chiaramente, parlate chiaramente all’opinione pubblica”. “Quando si ha un ruolo pubblico – ha aggiunto – bisogna essere al servizio dei cittadini e non alimentare dibattiti su questioni di palazzo”.

Infine, le riforme: “Questo è un Paese in cui dopo che si vota il taglio dei parlamentari si chiede un referendum proprio sul taglio – ha sottolineato -. Io non vedo l’ora che i cittadini si possano esprimere sul referendum perché probabilmente si è persa la bussola. Prima, come Fi, si vota sì al taglio e poi si chiede un referendum, vediamo cosa dicono i cittadini”.

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Visco: ‘Tra 2020-2030 sono attesi 230 milioni di migranti ‘

La crisi ambientale può ridurre il Pil mondiale di un quarto entro il 2100

“Tra il 2020 e il 2030 il flusso di nuovi migranti potrebbe raggiungere la cifra record di circa 230 milioni di persone, quasi quanto la loro attuale consistenza. In Europa, tuttavia, gli arrivi previsti non basterebbero più a impedire una sensibile diminuzione del numero di persone in età attiva”. È il quadro tracciato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sul futuro di popolazione e migranti nel corso della inaugurazione dell’anno accademico 2019-2020 all’Università di Cagliari. “Nei prossimi 25 anni – ha spiegato Visco – il numero di persone di età compresa tra 20 e 64 anni scenderà di quasi 30 milioni in Europa, 6 dei quali in Italia. La stessa classe di età aumenterà fortemente, invece, in Africa e in Asia, rispettivamente di circa 570 e 290 milioni nelle previsioni delle Nazioni Unite: le risultanti pressioni migratorie saranno fortissime”. “La crisi ambientale – ha aggiunto – potrebbe ridurre il reddito pro capite mondiale di quasi un quarto entro il 2100 rispetto al livello che si potrebbe altrimenti raggiungere, con riduzioni forti soprattutto nel Sud del mondo e più lievi (in qualche caso aumenti) nel resto del pianeta”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Turkia starebbe per convogliare milioni di rifugiati in Europa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-10.

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Come i bambini di prima asilo, così la dirigenza europea uscente aveva deciso di non dover più parlare con Mr Erdogan, reo di aver perpetrato tutto ciò che i liberal socialisti ritengono essere orrendi crimini: figurarsi che Mr Erdogan non abbia accolto festosamente l’ideologia liberal socialista.

Quindi fu messo in atto un severo ostracismo.

Peccato che la Turkia faccia parte della Nato, sia proprietaria dei Dardanelli e, cosa che più interessa l’Unione Europea da vicino, è ricolma di ogni sorta di migranti, che al momento alloggia e mantiene a sue spese. Non sa più né dove metterli né cosa farsene.

Nel 2016 l’Unione Europea aveva dato alla Turkia sei miliardi di euro: fu un obolo della misericordia, del tutto inadeguato.

Adesso Mr Erdogan è stanco di essere preso in giro dal borracho europeo ha fatto sommessamente presente che potrebbe incanalarli tutti e quanti al confine greco, quindi nell’Unione Europea.

«German Interior Minister Horst Seehofer has called on the EU to do more to support Turkey and avoid another refugee crisis»

«If nothing is done, he said, the crisis may become “even greater than four years ago.”»

«German Interior Minister Horst Seehofer has warned of a larger influx of refugees than that seen in Europe in 2015»

«We have to help our European partners even more in patrolling the EU’s external borders; we have left them alone for too long,” Seehofer told the Bild am Sonntag newspaper, referring not only to Greece but also to Spain and Italy. “If we don’t, we will once again see a refugee wave like in 2015 — maybe even greater than four years ago”»

«Turkey is doing a great deal in welcoming refugees,” Seehofer said. “It is also in our interests, but it is clear that we cannot manage the future with the resources of the past»

«Seehofer had said earlier that Germany would take in a quarter of all asylum-seekers rescued while attempting the dangerous journey across the Mediterranean Sea to reach the EU. The statement attracted sharp criticism from some of Germany’s Christian Democrats and the Free Democrats (FDP), who said that the proposal could draw even more migrants to Europe»

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Orbene. Con un conto approssimato per difetto, Mr Erdogan ospita al momento più di cinque milioni di migranti.

Un bel giorno Mr Erdogan perderà la pazienza e li convoglierà tutti in Grecia, facendo così felici i tedeschi che bramano e concupiscono l’avere ancora qualche milionata di migranti. Potrebbe essere l’ultima eredità lasciata da Frau Merkel.

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Deutsche Welle. 2019-10-07. Germany’s Horst Seehofer warns of ‘refugee wave’ bigger than in 2015

German Interior Minister Horst Seehofer has called on the EU to do more to support Turkey and avoid another refugee crisis. If nothing is done, he said, the crisis may become “even greater than four years ago.”

German Interior Minister Horst Seehofer has warned of a larger influx of refugees than that seen in Europe in 2015. He made the statement during an official visit to Greece.

Traveling with incoming European Commission President Ursula von der Leyen, Seehofer also said the EU had to do more to support Turkey so that refugees did not attempt the often dangerous crossing to Greece.

“We have to help our European partners even more in patrolling the EU’s external borders; we have left them alone for too long,” Seehofer told the Bild am Sonntag newspaper, referring not only to Greece but also to Spain and Italy. “If we don’t, we will once again see a refugee wave like in 2015 — maybe even greater than four years ago.”

Seehofer said Europe had to avoid a crisis for which it was unprepared, as it had been in 2015. He clarified that he had “the full support” of Chancellor Angela Merkel, with whom he has publicly differed on refugee policy in the past.

Seehofer: Turkey needs more help

In a separate interview with the Welt am Sonntag newspaper, Seehofer also said the EU had to do more to assist Turkey in dealing with the millions of refugees that have entered the country since the start of the Syrian war in 2011.

“Turkey is doing a great deal in welcoming refugees,” Seehofer said. “It is also in our interests, but it is clear that we cannot manage the future with the resources of the past.”

In 2016, the EU agreed to give Turkey €6 billion ($6.59 billion) in aid for projects devoted to Syrian refugees. However, since then, Ankara has been accused of not sticking to its side of the deal to take back asylum-seekers.

During a two-day trip this week, Seehofer traveled to both Turkey and Greece, where he held talks with government representatives, hoping to broker a strong deal on refugees and border controls.

Finding a solution

Seehofer had said earlier that Germany would take in a quarter of all asylum-seekers rescued while attempting the dangerous journey across the Mediterranean Sea to reach the EU.

The statement attracted sharp criticism from some of Germany’s Christian Democrats and the Free Democrats (FDP), who said that the proposal could draw even more migrants to Europe.

But EU Migration Commissioner Dimitris Avramopoulos rejected the criticism. “I disagree,” Avramopoulos told the Funke newspaper group. Seehofer’s proposal should not be seen in isolation from all other asylum-related efforts in the EU, said the commissioner.

“Our primary goal is to reduce irregular arrivals, fight smugglers and facilitate the repatriation of irregular migrants — and save lives as well as open legal channels for those in need of protection,” he said.

Avramopoulos says he’s confident that a solution can be found during the meeting of the EU interior ministers on Tuesday. “I sense there is momentum. More and more member states recognize that there must be predictable, temporary arrangements for the accommodation of asylum-seekers after their disembarkation.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Stati Uniti, Trump

Trump. Corte Suprema ripristina le limitazioni alle richieste di asilo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-13.

Supreme Court

«Donald Trump incassa una vittoria sull’immigrazione alla corte suprema, a maggioranza repubblicana dopo le sue due nomine: ribaltando la decisione di una corte d’appello, i giudici hanno deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza.

Due giudici, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, si sono dissociati.

“Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: ha commentato Trump.

La nuova normativa entrerà in vigore finché prosegue la battaglia legale nel merito»

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Questa è la documentazione rilasciata dalla Suprema Corte.

Aug 26 2019      Application (19A230) for a stay pending appeal, submitted to Justice Kagan.

Aug 27 2019      Response to application (19A230) requested by Justice Kagan, due Wednesday, September 4, 2019, by 3 p.m.

Sep 03 2019       Motion for leave to file amicus brief and motion for leave to file brief in compliance with Rule 33.2 filed by Immigration Reform Law Institute.

Sep 03 2019       Motion for leave to file amici brief and motion for leave to file brief in compliance with Rule 33.2 filed by Arizona, et al.

Sep 04 2019       Response to application from respondents East Bay Sanctuary Covenant, et al. filed.

Sep 04 2019       Motion for leave to file amici brief filed by Non-Profit Organizations and Law School Clinics.

Sep 06 2019       Reply of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. filed.

Sep 10 2019       Supplemental brief of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. filed.

Sep 11 2019       Letter of applicants William P. Barr, Attorney General, et al. received.

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Il problema è semplice e può essere visto da due punti di vista differenti.

Nel caso specifico, la Suprema Corte ha dichiarato legale la normativa governativa che preclude dal diritto di asilo i migranti illegali che abbiano transitato in altri stati ai quali avrebbero potuto rivolgersi in piena sicurezza. La Suprema Corte ribalta quindi le sentenze emesse sia dal giudice distrettuale sia da quello federale del Nono Circuito, che erano state emesse con valore applicativo su tutta la nazione.

Dal punto di vista generale, invece, si ripropone il quesito dei limiti entro i quali i giudici di livello inferiore possano emettere sentenze su dispositivi nazionali in materia francamente politica, sentenziando anche con argomentazioni politiche.

Non solo quindi un problema giuridico in sé e per sé, ma anche politico: mentre infatti il Presidente degli Stati Uniti è stato eletto da libere elezioni, i giudici sono semplici funzionari della pubblica amministrazione.

Se per il concetto di divisione dei poteri la politica dovrebbe astenersi dall’immettersi nelle procedure sentenziali, il potere giudiziario dovrebbe astenersi dal voler svolgere ruolo politico.

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«The Supreme Court on Wednesday cleared the way for President Trump and his administration to enforce a ban on nearly all asylum seekers arriving at the southern border.»

«In a one-paragraph order, the justices by a 7-2 vote granted an emergency appeal from Trump administration lawyers and set aside decisions from judges in California who had blocked the president’s new rule from taking effect.»

«While it is not a final ruling on the issue, the decision is nonetheless a major victory for Trump and his effort to restrict immigration because it allows the asylum ban to be enforced at the southern border while the dispute wends its way through the courts. That potentially could last for the remainder of Trump’s current term in office.»

«Wednesday’s order is further evidence that Trump is changing how the Supreme Court works. Prior to 2017, it was rare for federal judges to issue nationwide orders that blocked actions of the federal government. And it was also rare for the high court to intervene in such pending cases with emergency orders, rather than holding oral arguments and releasing written decisions.»

«In late July, the justices cleared the way by a 5-4 vote for Trump to spend $2.5 billion from the military budget to pay for border wall construction. Congress had refused to appropriate the money, and a federal judge in Oakland and the U.S. 9th Circuit Court of Appeals in San Francisco blocked the transfer.»

«U.S. District Judge Jon S. Tigar in San Francisco agreed and issued a nationwide injunction that barred enforcement of the new rule. The 9th Circuit Court upheld this order, but restricted its reach to California and Arizona.»

«U.S. Solicitor Gen. Noel Francisco filed an emergency appeal with the Supreme Court in late August in the case of Barr vs. East Bay Sanctuary Covenant. He urged the justices to lift the injunction and allow the new rule to take effect immediately. Doing so would “alleviate a crushing burden on the U.S. asylum system,” he said.»

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 Barr v. East Bay Sanctuary Covenant (09/11/2019)

«SUPREME COURT OF THE UNITED STATES. No. 19A230.

 The application for stay presented to JUSTICE KAGAN and by her referred to the Court is granted. The district court’s July 24, 2019 order granting a preliminary injunction andSeptember 9, 2019 order restoring the nationwide scope of the injunction are stayed in full pending disposition of the Government’s appeal in the United States Court of Appeals for the Ninth Circuit and disposition of the Government’spetition for a writ of certiorari, if such writ is sought. If a writ of certiorari is sought and the Court denies the peti­tion, this order shall terminate automatically. If the Court grants the petition for a writ of certiorari, this order shall terminate when the Court enters its judgment.»

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Trump lawyers ask Supreme Court to allow rule limiting asylum claims to go into effect nationwide. [2019-08-26]

The Trump administration asked the Supreme Court to allow a rule limiting asylum claims to go into effect nationwide while a lower court ruling blocking it is appealed.

A federal judge had blocked the Trump administration rule, which dramatically limits the ability of Central American migrants to claim asylum if they enter the US by land through Mexico, nationwide. Earlier this month, the 9th US Circuit Court of Appeals dialed back the nationwide injunction, saying that it can only apply to migrants claiming asylum in California and Arizona, states that fall under the Ninth Circuit’s jurisdiction.

In its filing Monday, the administration laid out its case for the rule, arguing that, among other things, it “alleviates a crushing burden on the US asylum system” and deters migrants from coming to the US.

“The injunction now in effect is deeply flawed and should be stayed pending appeal and pending any further proceedings in this Court,” the filing reads.

The Trump administration has rolled out a slew of policies in recent weeks to try to curb migration to the United States amid high border apprehension numbers. The solicitor general acknowledged the uptick in illegal border crossings in Monday’s filing.

The rule, which was issued from the departments of Justice and Homeland Security in July, would prohibit migrants who have resided in or traveled through a third country from seeking asylum in the US, therefore barring migrants traveling through Mexico from being able to claim asylum. The result would be a severe limiting of who’s eligible for asylum.

Immigrant advocacy groups have claimed the rule is unlawful and leaves migrants in harm’s way.

In his July ruling, US District Judge Jon Tigar, a Barack Obama nominee, in the US District Court for the Northern District of California, wrote, “This new rule is likely invalid because it is inconsistent with the existing asylum laws.”

“An injunction,” Tigar added, “would vindicate the public’s interest — which our existing immigration laws clearly articulate — in ensuring that we do not deliver aliens into the hands of their persecutors.”

The US District Court for the Northern District of California will hold a hearing in early September.

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Supreme Court Allows Broad Enforcement of Asylum Limits

WASHINGTON (AP) — The Supreme Court is allowing nationwide enforcement of a new Trump administration rule that prevents most Central American immigrants from seeking asylum in the United States.

The justices’ order late Wednesday temporarily undoes a lower-court ruling that had blocked the new asylum policy in some states along the southern border. The policy is meant to deny asylum to anyone who passes through another country on the way to the U.S. without seeking protection there.

Most people crossing the southern border are Central Americans fleeing violence and poverty. They are largely ineligible under the new rule, as are asylum seekers from Africa, Asia and South America who arrive regularly at the southern border.

The shift reverses decades of U.S. policy. The administration has said that it wants to close the gap between an initial asylum screening that most people pass and a final decision on asylum that most people do not win.

“BIG United States Supreme Court WIN for the Border on Asylum!” Trump tweeted.

Justices Ruth Bader Ginsburg and Sonia Sotomayor dissented from the high-court’s order. “Once again, the Executive Branch has issued a rule that seeks to upend longstanding practices regarding refugees who seek shelter from persecution,” Sotomayor wrote.

The legal challenge to the new policy has a brief but somewhat convoluted history. U.S. District Judge Jon Tigar in San Francisco blocked the new policy from taking effect in late July. A three-judge panel of the 9th U.S. Circuit Court of Appeals narrowed Tigar’s order so that it applied only in Arizona and California, states that are within the 9th Circuit.

That left the administration free to enforce the policy on asylum seekers arriving in New Mexico and Texas. Tigar issued a new order on Monday that reimposed a nationwide hold on asylum policy. The 9th Circuit again narrowed his order on Tuesday.

The high-court action allows the administration to impose the new policy everywhere while the court case against it continues.

Lee Gelernt, the American Civil Liberties Union lawyer who is representing immigrant advocacy groups in the case, said: “This is just a temporary step, and we’re hopeful we’ll prevail at the end of the day. The lives of thousands of families are at stake.”


Usa: Corte suprema, ok a limiti asilo

Donald Trump incassa una vittoria sull’immigrazione alla corte suprema, a maggioranza repubblicana dopo le sue due nomine: ribaltando la decisione di una corte d’appello, i giudici hanno deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza.

Due giudici, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, si sono dissociati.

“Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: ha commentato Trump.

La nuova normativa entrerà in vigore finche’ prosegue la battaglia legale nel merito.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Macron, ovvero il delirio di onnipotenza. Riunione di Parigi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-23

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Si è tenuta la riunione di Parigi, fortemente voluta da Mr Macron, anche se ci si è dimenticati di almeno invitare il presidente finlandese di turno dell’Unione Europea. Una mancanza di stile caratteristica del presidente francese.

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In questa riunione Mr Macron ha ribadito il piano francogermanico sui migranti:

– Tutto dovrebbe proseguire come prima;

– L’Italia dovrebbe aprire i porti e tenersi i migranti;

– I migranti sarebbero poi ripartiti nell’Unione.

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Il Ministro Salvini era volutamente assente.

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L’errore dovrebbe essere evidente. Date le costumanze di Mr Macron, di una ‘dama di compagnia’ certo non se ne cale: sarebbe stato più appropriato dire ‘paggetto‘ o qualcosa di simile.

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Sussiste però una discrepanza di comunicati.

«[Il presidente francese Emmanuel Macron] raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino»

Essendo l’Unione Europea composta da 28 stati, raccogliere l’adesione di quattordici nazioni non dovrebbe permettere di parlare a nome di tutti. Non sarebbe nemmeno la maggioranza.

Poi, invece, si legge sull’articolo della Bbc:

Eight EU nations agree migrants deal, France says

«France says eight EU countries have agreed to share the resettlement of migrants rescued in the Mediterranean – but Italy is not one of them.

President Emmanuel Macron says another six nations backed in principle a Franco-German plan at talks in Paris.

He says he will not agree to releasing EU structural funds to countries that refuse to share the burden.

Italy, which has been at the forefront of the migrant influx in the EU, snubbed the talks.

Speaking after Monday’s talks attended by EU interior and foreign ministers, Mr Macron said: “The conclusion of this morning’s meeting is that 14 member states have given their approval to the Franco-German document.

“Of those 14, eight have enacted their co-operation, and their participation in the stable mechanism which would allow the commissioner to act on requests and the response of the eight member states in the necessary spirit of solidarity.”

Mr Macron provided no details of the agreed deal.

The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal.

The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named.»

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Cerchiamo di ragionare.

– Questa riunione di Parigi era informale, e di conseguenza non può deliberare nulla;

– “14 member states have given their approval to the Franco-German document”;

– “Of those 14, eight have enacted their co-operation …. The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal»

– “The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named”

Le quattordici nazioni sono otto: otto su ventotto apparirebbe essere un po’ pochino.

Spicca l’assenza dei paesi scandinavi, dell’Olanda, della Spagna, della Grecia e dei paesi dell’est europeo.

Vedremo se Mr Macron sarà in grado di ottenere la maggioranza qualificata necessaria per un decisione nel Consiglio Europeo, ma se la base di partenza sono otto stati la cosa sembrerebbe essere davvero difficile.

Nota.

Il Santo Padre può nominare cardinali in pectore, ossia porporati il nome dei quali resta segreto.

Ma Mr Macron non è il Santo Padre.


Ansa. 2019-07-23. Migranti: Macron attacca Salvini, 14 Stati Ue con noi

Attacca il ministro dell’Interno Matteo Salvini, assente “ingiustificato” alla riunione informale di Parigi sui migranti e raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino. Il presidente francese Emmanuel Macron illustra la sua soluzione sul dossier migranti, aprendo a un nuovo scontro con l’Italia. La replica di Salvini non si fa attendere: la riunione “è stata un flop” e “noi non prendiamo ordini da Macron”. Le posizioni si erano già cristallizzate al vertice dei ministri dell’Interno di Helsinki la settimana prossima; da una parte l’asse Parigi-Berlino con una bozza di documento che apriva alla redistribuzione tra i Paesi europei dei migranti soccorsi, fermo restando che questi ultimi devono sbarcare nel “porto più vicino”: dall’altra Italia e Malta, fermamente contrarie al principio che le condannerebbe, nelle parole del ministro, “ad essere l’hotspot dell’Europa”. Con queste premesse Salvini ha così disertato l’appuntamento di ieri nella capitale francese, inviando una delegazione tecnica del Viminale con il preciso mandato di ‘affondare’ i tentativi di arrivare a un documento condiviso.

Alla fine Macron deplora gli esponenti politici assenti (“non si guadagna mai nulla non partecipando”) e porta a casa l’accordo di 14 Stati “volontari” pronti a ripartirsi in modo sistematico i migranti soccorsi in mare, senza dover avviare ogni volta complesse trattative dopo il salvataggio. Resta però fermo, ha sottolineato il presidente, che “quando una nave lascia le acque della Libia e si trova in acque internazionali con rifugiati a bordo deve trovare rifugio nel porto più vicino. E’ una necessità giuridica e pratica. Non si possono far correre rischi a donne e uomini in situazioni di vulnerabilità”.

Non ci sta ovviamente Salvini che spara ad alzo zero verso Parigi: la riunione francese, sostiene, “è stata un errore di forma e di sostanza. Nella forma, perché convocata con poco preavviso e in modo assolutamente irrituale visto che siamo nel semestre di presidenza finlandese. Nella sostanza, perché ha ribadito che l’Italia dovrebbe continuare a essere il campo profughi dell’Europa”. Il vertice, aggiunge, “si è rivelato un flop ed è stato ampiamente disertato dai ministri europei. L’Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Senza categoria, Unione Europea

Salvini. Una dignitosa lettera a Mr Castaner.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-21.

Superbia 010

«L’Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa»

«Francia e Germania non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta»

«Intendiamo farci rispettare …. L’ho spiegato a Helsinki e ora l’ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L’Italia ha rialzato la testa»

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Il problema non risiede nei criteri di ripartizione dei migranti.

Il problema è che i flussi migratori illegali devono cessare, così come l’attività criminale delle ngo – ong – che praticano la tratta, dietro mandato dei governi di Parigi e di Berlino.

Ma sia Mr Castaner sia Herr Seehofer sono intrinsecamente dittatoriali e vorrebbero che tutti si inchinassero  ai loro voleri egemonici, volti a mantenersi tutti gli introiti illeciti che derivano dalla tratta dei migranti.

Parlano tanto di fascismo e nazionalsocialismo, ma loro sono il prototipo del comportamento nazionalsocialista: sono intrinsecamente nazionalsocialisti.

Non solo.

Reduci dalle brucianti sconfitte delle bocciature di Herr Weber prima, di Herr Timmermans dopo, hanno il dente avvelenato e schiumano rabbia impotente nei confronti di Mr Salvini e dell’Italia.

Occorrerebbe comprendere a fondo quanto e perché Castaner e Seehofer odino.

Nella loro smisurata superbia soffrono di deliri di onnipotenza, ma la loro volontà è arginata da quella degli altri: di qui l’odio. Odiano Italia e gli altri stati identitari sovranisti non tanto perché si oppongono, quanto perché li pongono drammaticamente di fronte alla realtà che la loro volontà non è onnipotente. Li odiano perché sono la testimonianza vivente dei limiti che essi hanno.

Questa è la base del loro razzismo viscerale, che ha una vena molto chiara di luciferino.

Superbia 011


Ansa. 2019-07-21. Salvini: ‘L’Italia non è il campo campo profughi Ue’

L’Italia “non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa”. Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini annunciando di aver inviato una lettera al collega francese Christophe Castaner nella quale ribadisce che Francia e Germania “non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta”.

La lettera arriva alla vigilia della riunione convocata dal governo di Parigi, aperta a tutti i 28 paesi dell’Ue e alla quale parteciperà anche il commissario uscente alle migrazioni Dimitri Avramopoulos, per tentare di trovare una soluzione alla questione degli sbarchi. Un incontro al quale Salvini ha fatto già sapere che non avrebbe partecipato, inviando dei tecnici del Viminale. “Intendiamo farci rispettare – aggiunge il ministro dell’Interno – L’ho spiegato a Helsinki e ora l’ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L’Italia ha rialzato la testa”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Summit Helsinki. Francia e Germania sono di ben dura cervice.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-19.

Kadesh. Trattato. Versione Ittita.

Alla riunione di Helsinki dei ministri degli interni francesi e tedeschi hanno rigettato la bozza formulata da Malta ed Italia.

La loro posizione è semplicemente riassumibile in pochi statements.

– Malta ed Italia aprano i porti e prendano tutti i migranti che arrivano, e se li tengano.

– Francesi e Tedeschi si assumono invece l’onere di prendere i fondi europei per la migrazione, e se li tengono per sé.

*

Una consolazione riguarda Herr Seehofer. Sconfitto nelle recenti elezioni in Baviera, è stato destituito dalla carica di presidente della Csu, con le prossime elezioni nei Länder orientale dovrebbe verosimilmente perdere il posto anche di Ministro degli Interni tedesco. Se tutto procede bene, non lo si vedrà mai più.

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«Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018»

«Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi»

«Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue»

«le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale»

«stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni»

«Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

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Francogermanici hanno semplicemente proposto un diktat: prendere o lasciare.

Poi erano barbari quelli del Trattao di Qadeš ….


Migranti, no di Francia e Germania al piano italo-maltese

Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018. La riunione informale dei ministri dell’Interno europei tenutasi oggi ad Helsinki ha fatto riemergere infatti tutte le divisioni esistenti tra i Paesi di prima accoglienza del Sud Europa e quelli del Nord. Già durante la cena di ieri sera Italia e Malta si erano opposti all’adozione di un documento proposto da Francia e Germania che avrebbe impegnato i Paesi del Sud ad offrire porti sicuri per i migranti in arrivo. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi. Vi sarebbe poi, secondo Roma e La Valletta, il rischio che in questo modo i profughi vengano ridistribuiti negli altri Paesi mentre tutti gli altri migranti resterebbero nei Paesi di sbarco. Neppure gli incontri di questa mattina tra i ministri di Italia, Malta, Francia e Germania e successivi contatti tra tecnici sono riusciti a smussare le divergenze. È stato concordato che i tecnici dei 28 ministeri dell’Interno si incontreranno anche nelle prossime settimane in vista di un vertice a quattro (più la presidenza finlandese) da tenersi a settembre a Malta.

No di Parigi e Berlino ad hot spot fuori da Ue e corridoi umanitari

Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue. Un “non paper” italo-maltese chiedeva un impegno politico e finanziario “per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi” con “misure di ridistribuzione obbligatorie”. Italia e Malta chiedevano alla nuova Presidenza finlandese e alla prossima Commissione europea di “dare la massima priorità” alla questione della migrazione “con un duplice obiettivo: creare le condizioni per una vera lotta contro il traffico di migranti e affrontare, senza pregiudizi, la questione delle pressioni subite dai Paesi più esposti”. Si legge nel documento ufficioso (non paper), che i ministri dell’Interno di Italia e Malta hanno preparato per la riunione di Helsinki. Inoltre si chiedeva che i rimpatri fossero condivisi equamente tra tutti gli Stati membri o, altrimenti, gestiti direttamente dall’Unione europea, attraverso Frontex. Più in particolare, nel documento si segnalava che “le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale”.

Salvini: stretta sulle Ong e più espulsioni

Concetti che il responsabile del Viminale ha sintetizzato in due punti: stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni. Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Un altro punto è il rafforzamento dell’impegno per prevenire partenze e, soprattutto, l’incremento di espulsioni con una lista di Paesi sicuri che prevedano “riammissioni automatiche” perché ”un conto sono gli arrivi da zone di guerra e un conto quelli da Tunisia o Albania”. “Si è parlato di rispetto delle leggi e sovranità nazionale – ha aggiunto Salvini – dai ministri di più Paesi è stata apprezzata la politica italiana di difesa dei confini con la drastica riduzione degli arrivi in Europa e dei morti nel Mediterraneo”.

Castaner (Francia): cerchiamo di evitare altri morti

In linea con il programma enunciato dalla nuova presidente della Commissione Ue Ursula von der Lynen il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner ha tenuto a ricordare che “l’iniziativa franco-tedesca che abbiamo preso è anche un’iniziativa di solidarietà per l’Italia e per Malta. Le posizioni politiche di ognuno sono legittime, ma quello che mi interessa è evitare che gli uomini e le donne muoiano in fondo al mare”. “Matteo Salvini – ha aggiunto Castaner – intende difendere le sue posizioni politiche, che sono legittime. Ma anche le mie posizioni sono altrettanto legittime e sono differenti. Non c’è dell’acrimonia, non ci sono critiche, abbiamo discussioni politiche franche e cordiali. La cosa fondamentale – ha aggiunto Castaner – è la sicurezza degli italiani da un lato e dei francesi dall’altro”. Il rappresentante di Parigi ha confermato che, al momento, “non c’è accordo” ma, ha aggiunto, “c’è bisogno di maggiore solidarietà e più responsabilità, l’Europa ha degli obblighi umanitari. Siamo dei ministri con responsabilità e sappiamo che bisogna trovare un accordo”.

Avramopoulos: non seguire solo l’interesse nazionale

Un appello alla solidarietà e ai principi europei è venuto dal commissario uscente all’immigrazione Dimitris Avramopoulos per il quale “la priorità è combattere le reti di trafficanti e fermare gli arrivi e le partenze irregolari. Non possiamo continuare così in futuro affrontando la situazione caso per caso nel Mediterraneo. Il Consiglio di oggi ha grosse possibilità di trovare soluzioni, sappiamo quali sono le nostre priorità e, ribadisco, chiederò a tutti di comportarsi come Unione europea, per trovare soluzioni. I ministri hanno grosse responsabilità”. Occorre secondo il commissario “pensare e agire con una modalità europea. Se si segue solo l’interesse nazionale ci sono sempre grossi problemi”.

Seehofer a Salvini: Stai già twittando contro di me?

Siparietto tra Matteo Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer questa mattina ad Helsinki. Seehofer è stato il primo a raggiungere Salvini nella sala dove era in programma l’incontro e appena ha visto il titolare del Viminale con il telefonino in mano si è rivolto a lui con una battuta. “Matteo, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?” ha detto riferendosi alle accuse italiane sullo strapotere di Berlino e Parigi in Ue. Salvini ha sorriso e ha risposto: “stavo mandando un messaggio di auguri”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Helsinki. Malta ed Italia contro Francia e Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

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Nella riunione ad Helsinki scontro di vedute tra Malta e l’Italia da una parte e Francia e Germania dall’altra.

Molti i problemi, ma il principale sarebbe che le migrazioni dovrebbero cessare, e cessando renderebbero futili i discorsi sui porti di accoglienza e sulle ripartizioni.

«Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta»

«Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati»

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati »

«’Sea Watch 3′ che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

«un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania»

* * * * * * *

Questo però il cuore del problema:

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati»

Parole queste inaccettabili da parte di quegli stati ed organizzazioni che campano fomentando guerre civili per ottenere migranti, dai quali lucrare anche sotto forma di contributi europei.

Difficile convincere Al Capone che ci si potrebbe anche comportare da persone oneste.


Adnk. 2019-07-18. Migranti, scontro con Parigi e Berlino

Scontro sul tema dei porti di sbarco per i migranti tra Matteo Salvini e Francia e Germania. Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta.

Distanze che hanno convinto i quattro ministri a riaggiornarsi, con la Francia che si è inserita all’ultimo momento, ma la sensazione è che serviranno altri approfondimenti per avvicinarsi a un’intesa. A quanto si apprende, Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere.

ONG – C’è anche il nodo Ong sul tavolo a Helsinki. Salvini, durante il quadrilaterale con Francia, Germania e Malta, ha chiarito come “le Ong non possano sostituirsi agli Stati”, ricordando il caso della ‘Sea Watch 3’ “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno dialogato da soli per provare ad avvicinare le posizioni. Il vicepremier ha insistito per rafforzare l’impegno per prevenire le partenze e incrementare le espulsioni, anche inserendo una lista di Paesi sicuri ”per cui prevedere delle riammissioni automatiche”. Perché ”un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania”.

VERTICE – A settembre, si apprende, ci sarà un vertice straordinario a Malta dei quattro Paesi interessati più la Finlandia, ma già nelle prossime settimane si vedranno i rispettivi tecnici.

SEEHOFER – Siparietto tra Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. Quest’ultimo, prima di entrare alla riunione, presso la Finlandia Hall, si è avvicinato all’italiano, scherzando sulle accuse del leghista allo strapotere di Parigi e Berlino: “Matteo – ha domandato ironico -, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Italia. Sondaggio plebiscitario a favore di Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-06.

2019-07-06__Salvini__001

«Oggi come allora gli italiani si confermano nettamente a favore della linea della fermezza che impedisca gli sbarchi sul territorio italiano dei migranti soccorsi in mare dalle navi delle organizzazioni umanitarie: il 59% si dichiara molto (34%) o abbastanza (25%) d’accordo, mentre il 29% è contrario»

«Dieci mesi fa i favorevoli erano pari al 61%.»

«Oggi l’accordo è plebiscitario tra i leghisti (99%) e risulta largamente prevalente tra i pentastellati (77%) e gli elettori dell’opposizione di centrodestra (59%)»

«Inoltre, il consenso è particolarmente elevato tra le persone di oltre 35 anni, tra i lavoratori autonomi e gli operai»

«E i credenti che partecipano alla messa con frequenza elevata, esprimono un livello di accordo in linea con il dato complessivo, mostrando di stare più dalla parte di Salvini che di papa Francesco»

* * *

«la maggioranza degli italiani (59%) sta con «il capitano» Salvini, mentre il 23% si schiera con la capitana Rackete,»

«A ciò si aggiunge il crollo di fiducia nei confronti delle organizzazioni non profit, che passa dall’80% del 2010 al 39% odierno»

«Il discredito colpisce duramente un intero settore che non comprende solo le ong impegnate nei soccorsi in mare e nell’accoglienza dei migranti, ma rappresenta oltre 340mila realtà che operano nei settori più disparati, dai servizi alla persona (infanzia, anziani, disabili, ecc.) alla cultura, dallo sport alla cooperazione internazionale»

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Chiunque viva senza paraocchi ideologico la realtà attuale dell’Italia non può fare altro che riconoscersi in questo sondaggio. È consolante che il 77% degli aderenti al M5S approvi l’operato del Governo, anche se Salvini ha maggiore visibilità essendo il ministro degli interni.

Il partito democratico evidenzia in questo sondaggio ciò che è: un cascame storico del comunismo virato in ideologia liberal socialista. Il suo elettorato vecchio e stantio è ancora abbarbicato alla Internazionale Socialista, anche se questa è scomparsa da un bel pezzo.

È ancora alquanto potente, ma orami il suo potere si indova nelle pieghe di quella magistratura che sta facendo il suo show nelle tristi vicende del Consiglio Superiore della Magistratura e nelle ultime sentenza, ispirate più alla ideologia che alla legge.

Le ngo, ogn, sono finalmente percepite per ciò che sono: organizzazioni criminali internazionali che vorrebbero porsi al di sopra delle leggi. Si resta alquanto amareggiati che ben il 39% dei Cittadini le reputi ancora associazioni oneste.

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Ancora un po’ di pazienza.

Poi questa esecranda eurodirigenza dovrà ben lasciare il campo alla nuova, ed intanto il potere di Frau Merkel vacilla in Germania in modo sempre più vistoso.

Senza padrini internazionali, le ngo si ritroveranno a corto di finanziamenti e di copertura politica.

I media liberal si ostinano a denominare la tratta dei negri con il termine di ‘soccorso in mare‘, quando al massimo le ngo soccorrono le loro sempre più modeste entrate illecite.

*

Nel febbraio 1945 i fascisti arrestarono mio padre, reo di aver detto che la guerra era persa. Poco più di un mesetto dopo i suoi carcerieri erano stati appesi per i piedi agli alberi della città.

Serve solo avere ancora un pochino di pazienza: poi si regoleranno i conti.


Corriere. 2019-07-06. Salvini e la Sea Watch, il sondaggio: gli italiani per la linea della fermezza. Crollata la fiducia per le non profit

La vicenda Sea Watch, com’era lecito attendersi, ha avuto un’elevata risonanza nell’opinione pubblica e non avrebbe potuto essere altrimenti, tenuto conto dei toni violenti che l’hanno accompagnata: circa due italiani su tre (63%) l’hanno seguita con attenzione e il 29% ne ha almeno sentito parlare, solo l’8% la ignora. Sono dati simili a quelli registrati nello scorso settembre in occasione del caso della nave Diciotti, quando l’88% risultava a conoscenza della vicenda.

Accordo plebiscitario

Oggi come allora gli italiani si confermano nettamente a favore della linea della fermezza che impedisca gli sbarchi sul territorio italiano dei migranti soccorsi in mare dalle navi delle organizzazioni umanitarie: il 59% si dichiara molto (34%) o abbastanza (25%) d’accordo, mentre il 29% è contrario. Dieci mesi fa i favorevoli erano pari al 61%. Oggi l’accordo è plebiscitario tra i leghisti (99%) e risulta largamente prevalente tra i pentastellati (77%) e gli elettori dell’opposizione di centrodestra (59%). Va notato che tra gli elettori di centrosinistra, pur prevalendo la netta contrarietà alla chiusura dei porti, uno su cinque (19%) si dichiara a favore. Inoltre, il consenso è particolarmente elevato tra le persone di oltre 35 anni, tra i lavoratori autonomi e gli operai. E i credenti che partecipano alla messa con frequenza elevata, esprimono un livello di accordo in linea con il dato complessivo, mostrando di stare più dalla parte di Salvini che di papa Francesco. Il consenso alla linea salviniana non appare tanto dettato dalla preoccupazione che il nostro Paese non sia più in grado di accogliere altri migranti (solo il 28% è di questo parere), quanto piuttosto dall’esigenza di coinvolgere gli altri Paesi europei nella gestione dei flussi (71%). Il braccio di ferro, quindi, è considerato l’unico modo possibile per costringere le altre nazioni europee a fare la propria parte, nella convinzione — largamente diffusa — che l’Ue ci abbia lasciato soli.

Scontro personalizzato

Nel merito della vicenda Sea Watch le opinioni degli italiani sono molto diversificate, anche se le responsabilità principali vengono addossate più alla ong (30%) che al governo italiano (18%); inoltre il 20% ritiene che sia l’ong sia il Governo abbiano cercato lo scontro e l’11%, salomonicamente, ritiene che si sia trattato di una sorta di gioco delle parti nel quale la prima è stata mossa dall’urgenza di prestare soccorso ai migranti e il secondo da quella di far rispettare la legge. Ma il 21% non è in grado di prendere una posizione al riguardo. Lo scontro di questi giorni è stato fortemente personalizzato: non sono mancati pesanti insulti nei confronti della capitana della Sea Watch, Carola Rackete, non solo nell’anonimato del mondo virtuale dei social e non solo da parte di facinorosi, basti pensare ad alcune frasi pronunciate sulla banchina di Lampedusa nel momento dello sbarco da molti dei presenti o a quelle pronunciate a più riprese dal ministro e vicepremier Salvini, cui ha fatto seguito l’annuncio di querela per diffamazione da parte dei legali della capitana. Ebbene, in questo derby tra capitani la maggioranza degli italiani (53%) sta con «il capitano» Salvini, mentre il 23% si schiera con la capitana Rackete, e uno su quattro (24%) non si pronuncia. Infine, la vicenda si ripercuote sulla reputazione delle ong che, da quando nel 2017 furono definite da Luigi Di Maio «taxi del mare», hanno perso l’immagine positiva e quella sorta di aura di bontà di cui godevano: oggi il 56% degli italiani le considera organizzazioni che agiscono per scopi economici, mentre solo il 22% ritiene che siano mosse da intenti umanitari. A ciò si aggiunge il crollo di fiducia nei confronti delle organizzazioni non profit, che passa dall’80% del 2010 al 39% odierno. Il discredito colpisce duramente un intero settore che non comprende solo le ong impegnate nei soccorsi in mare e nell’accoglienza dei migranti, ma rappresenta oltre 340mila realtà che operano nei settori più disparati, dai servizi alla persona (infanzia, anziani, disabili, ecc.) alla cultura, dallo sport alla cooperazione internazionale. Dunque, non stupisce che con la fiducia stiano diminuendo anche le donazioni destinate al non profit. È solo uno dei tanti effetti collaterali del greve stile comunicativo della stagione politica attuale.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

EU non accetta la nota Onu sui migranti rimandati in Libia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-05.

2019-07-05__Onu__001

I tempi stanno cambiando alla velocità della luce.

E gli accordi tra le undici nazioni sovraniste e Mrs Ursula von der Leyen devono essere rispettati.

«The European Commission has dismissed calls by the UN refugee agency (UNHCR) to halt the return of people rescued at sea to war-torn Libya»

«The UN call followed the airstrike this week that killed at least 53 people at the Tajoura detention centre in the outskirts of the capital, Tripoli, including six children»

«Asked to react on the UN demands, the European Commission declined»

«No access»

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Corriere, La Stampa e Repubblica si sgolano d urlare che Macron e Merkel hanno stravinto.

Evidentemente alle Nazioni Unite non leggono quelle pregevoli testate, libri sacri dei liberal de noi atri.

Li hanno spernaccchiati alla grande …..

E la Commissione Europea si unisce al coro delle Nazioni Unite. Quelli non vogliono mica finire linciati dalle folle inferocite.

Brutto cercare di essere più papisti del papa.

«Asked to react on the UN demands,

the European Commission declined»

*

Con questa legislatura europea gli identitari sovranisti hanno finalmente in mano l’arma di ritorsione: reclamano la loro presenza.



EU Observer. 2019-07-04. EU dismisses UN call to stop migrant returns to Libya

The European Commission has dismissed calls by the UN refugee agency (UNHCR) to halt the return of people rescued at sea to war-torn Libya.

The UN call followed the airstrike this week that killed at least 53 people at the Tajoura detention centre in the outskirts of the capital, Tripoli, including six children.

Asked to react on the UN demands, the European Commission declined.

“I am not going to give reactions to specific statements,” a European Commission spokeswoman told reporters in Brussels on Thursday (4 July).

The EU-trained and part-funded Libyan Coast Guard had in fact sent 108 people to Tajoura only days after another bomb had exploded near the facility in early May.

It is unclear if any of those are among the dead or injured as the toll continues to climb in what has been described as a possible war crime.

But Medecins Sans Frontieres (MSF), an NGO, says the EU is complicit in their deaths.

“We have seen thousands of people who have been intercepted at sea and returned to detention centres even whilst there is conflicts raging around the city,” MSF’s Sam Turner told PRI media outlet.

Tajoura housed at least 600 refugees and migrants, including women and children.

Another 500 remain stuck at the facility despite the shelling with the UN describing reports that Libyan guards had shot at refugees and migrants trying to flee from the air strikes.

“The number of civilian casualties caused by the conflict has almost doubled as the result of this single attack,” said an UN Office for Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) report on Wednesay.

Many of the people that end up in the detention centres are intercepted at sea by the Libyan coast guard. Around 3,300 are thought to be locked up in centres inside and around Tripoli alone.

‘No access’

The commission – which funds some €45m from its Emergency Trust Fund for Africa towards Libya, including funding for the coastguard – says it is up to Libyans to rescue people within their own territorial waters “as we have no access”, adding that the EU is training them to respect human rights.

But an earlier probe by this website has found people who failed the EU’s screening tests for the training, amid speculation some are militias, remain employed with the Libyan coast guard.

“People who are refused EU training return to work. We have received no proof, or documents, that they did something wrong,” Qassim Ayoub, spokesperson for Libya’s coast guard, told EUobserver last year.

The European Commission says it has no idea on how many have failed the screening tests.

The EU supports the UN agency, along with the International Organisation for Migration (IOM), to resettle or send home people stranded in Libya.

The IOM says it has helped return some 5,000 to their home countries spread throughout Africa and Asia.

From the start of this year til the end of June, around 1,300 refugees were resettled out of Libya. Of those, 711 were sent to Niger, 295 went to Italy and 291 were resettled elsewhere in Europe as well as Canada.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Usa – Messico. No migranti, no dazi. Accordo fatto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-08.

2019-06-08__Trump_Messico

«Sono lieto di informare che gli Stati Uniti hanno firmato una accordo col Messico»

«Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa lunedì sono quindi sospese a tempo indeterminato»

«Il Messico, in cambio, ha concordato di prendere misure forti per fermare il flusso della migrazione attraverso il Messico e verso il nostro confine meridionale.»

«Questo sarà fatto per ridurre grandemente, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico e verso gli Stati Uniti»

«The United States and Mexico struck a deal on Friday to avert a tariff war, with Mexico agreeing to rapidly expand a controversial asylum program and deploy security forces to stem the flow of illegal Central American migrants.»

«U.S. President Donald Trump had threatened to impose 5% import tariffs on all Mexican goods starting on Monday if Mexico did not commit to do more to tighten its borders»

«I am pleased to inform you that The United States of America has reached a signed agreement with Mexico. The Tariffs scheduled to be implemented by the U.S. on Monday, against Mexico, are hereby indefinitely suspended. Mexico, in turn, has agreed to take strong measures to….»

* * * * * * *

E così alla fine si ragiona.            

«indefinitely suspended»

Gli Stati Uniti sospendono l’applicazione dei dazi sui prodotti importati dal Messico, e questo interrompe il flusso migratorio illegale verso gli Stati Uniti.

Sospeso non significa abrogato.

Quindi, il Messico ci pensi sopra due volte se far riprendere il flusso dei migranti ‘clandestini’, che poi, diciamolo pure, così tanto clandestini proprio non lo erano:

Trump, Messico, trattative dazi e migranti. Mr Soros e sodali.


Ansa. 2019-06-08. Trump: accordo col Messico su migranti, niente dazi

WASHINGTON, 8 GIU – Niente dazi Usa sull’export del Messico. I due Paesi hanno raggiunto un’intesa dopo tre giorni di negoziati. L’annuncio e’ stato dato via Twitter da Donald Trump, poche ore dopo il suo rientro dal lungo viaggio europeo.
“Sono lieto di informare che gli Stati Uniti hanno firmato una accordo col Messico. Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa lunedì sono quindi sospese a tempo indeterminato”, ha scritto il presidente. “Il Messico, in cambio, ha concordato di prendere misure forti per fermare il flusso della migrazione attraverso il Messico e verso il nostro confine meridionale. Questo sarà fatto per ridurre grandemente, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico e verso gli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Gia’ quando era a bordo dell’Air Force One il tycoon aveva lanciato segnali di ottimismo, twittando che c’era “una buona chance di fare l’accordo”. I dettagli sono stati diffusi dal dipartimento di Stato americano, che ha condotto i negoziati con Messico, Paese fortemente deciso ad evitare la minaccia di dazi crescenti sul proprio export, a partire dal 5% sino al 25% in ottobre.

Nella dichiarazione comune il Messico si impegna a fare tre cose: schierare da lunedi’ la guardia nazionale, in particolare al confine sud con il Guatemala; rafforzare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione e accogliere sul proprio territorio un maggior numero di richiedenti asilo in Usa finche’ non verra’ completato l’iter della loro richiesta.

A costoro verranno offerte occasioni di lavoro. Il Messico sembra aver rifiutato la richiesta Usa di diventare un “paese terzo sicuro”, che l’avrebbe costretto a prendersi gran parte dei migranti centroamericani.

Il segretario di stato Mike Pompeo ha ringraziato la controparte. “Penso che sia un giusto equilibrio”, ha commentato dal canto suo il ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard.

Le parti continueranno a discutere per altri 90 giorni su ulteriori passi da prendere. Si conclude cosi’ per ora un conflitto da cui Trump esce in qualche modo vincitore grazie all’arma delle tariffe, anche se l’entrata in vigore dei dazi avrebbe danneggiato pure i consumatori e l’economia americana. E anche i mercati, da lunedi’, tireranno un sospiro di sollievo, in attesa di vedere come finira’ la guerra dei dazi con la Cina.