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Macron, ovvero il delirio di onnipotenza. Riunione di Parigi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-23

Macron 0801

Si è tenuta la riunione di Parigi, fortemente voluta da Mr Macron, anche se ci si è dimenticati di almeno invitare il presidente finlandese di turno dell’Unione Europea. Una mancanza di stile caratteristica del presidente francese.

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In questa riunione Mr Macron ha ribadito il piano francogermanico sui migranti:

– Tutto dovrebbe proseguire come prima;

– L’Italia dovrebbe aprire i porti e tenersi i migranti;

– I migranti sarebbero poi ripartiti nell’Unione.

*

Il Ministro Salvini era volutamente assente.

2019-07-23__Salvini__001

L’errore dovrebbe essere evidente. Date le costumanze di Mr Macron, di una ‘dama di compagnia’ certo non se ne cale: sarebbe stato più appropriato dire ‘paggetto‘ o qualcosa di simile.

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Sussiste però una discrepanza di comunicati.

«[Il presidente francese Emmanuel Macron] raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino»

Essendo l’Unione Europea composta da 28 stati, raccogliere l’adesione di quattordici nazioni non dovrebbe permettere di parlare a nome di tutti. Non sarebbe nemmeno la maggioranza.

Poi, invece, si legge sull’articolo della Bbc:

Eight EU nations agree migrants deal, France says

«France says eight EU countries have agreed to share the resettlement of migrants rescued in the Mediterranean – but Italy is not one of them.

President Emmanuel Macron says another six nations backed in principle a Franco-German plan at talks in Paris.

He says he will not agree to releasing EU structural funds to countries that refuse to share the burden.

Italy, which has been at the forefront of the migrant influx in the EU, snubbed the talks.

Speaking after Monday’s talks attended by EU interior and foreign ministers, Mr Macron said: “The conclusion of this morning’s meeting is that 14 member states have given their approval to the Franco-German document.

“Of those 14, eight have enacted their co-operation, and their participation in the stable mechanism which would allow the commissioner to act on requests and the response of the eight member states in the necessary spirit of solidarity.”

Mr Macron provided no details of the agreed deal.

The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal.

The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named.»

*

Cerchiamo di ragionare.

– Questa riunione di Parigi era informale, e di conseguenza non può deliberare nulla;

– “14 member states have given their approval to the Franco-German document”;

– “Of those 14, eight have enacted their co-operation …. The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal»

– “The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named”

Le quattordici nazioni sono otto: otto su ventotto apparirebbe essere un po’ pochino.

Spicca l’assenza dei paesi scandinavi, dell’Olanda, della Spagna, della Grecia e dei paesi dell’est europeo.

Vedremo se Mr Macron sarà in grado di ottenere la maggioranza qualificata necessaria per un decisione nel Consiglio Europeo, ma se la base di partenza sono otto stati la cosa sembrerebbe essere davvero difficile.

Nota.

Il Santo Padre può nominare cardinali in pectore, ossia porporati il nome dei quali resta segreto.

Ma Mr Macron non è il Santo Padre.


Ansa. 2019-07-23. Migranti: Macron attacca Salvini, 14 Stati Ue con noi

Attacca il ministro dell’Interno Matteo Salvini, assente “ingiustificato” alla riunione informale di Parigi sui migranti e raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino. Il presidente francese Emmanuel Macron illustra la sua soluzione sul dossier migranti, aprendo a un nuovo scontro con l’Italia. La replica di Salvini non si fa attendere: la riunione “è stata un flop” e “noi non prendiamo ordini da Macron”. Le posizioni si erano già cristallizzate al vertice dei ministri dell’Interno di Helsinki la settimana prossima; da una parte l’asse Parigi-Berlino con una bozza di documento che apriva alla redistribuzione tra i Paesi europei dei migranti soccorsi, fermo restando che questi ultimi devono sbarcare nel “porto più vicino”: dall’altra Italia e Malta, fermamente contrarie al principio che le condannerebbe, nelle parole del ministro, “ad essere l’hotspot dell’Europa”. Con queste premesse Salvini ha così disertato l’appuntamento di ieri nella capitale francese, inviando una delegazione tecnica del Viminale con il preciso mandato di ‘affondare’ i tentativi di arrivare a un documento condiviso.

Alla fine Macron deplora gli esponenti politici assenti (“non si guadagna mai nulla non partecipando”) e porta a casa l’accordo di 14 Stati “volontari” pronti a ripartirsi in modo sistematico i migranti soccorsi in mare, senza dover avviare ogni volta complesse trattative dopo il salvataggio. Resta però fermo, ha sottolineato il presidente, che “quando una nave lascia le acque della Libia e si trova in acque internazionali con rifugiati a bordo deve trovare rifugio nel porto più vicino. E’ una necessità giuridica e pratica. Non si possono far correre rischi a donne e uomini in situazioni di vulnerabilità”.

Non ci sta ovviamente Salvini che spara ad alzo zero verso Parigi: la riunione francese, sostiene, “è stata un errore di forma e di sostanza. Nella forma, perché convocata con poco preavviso e in modo assolutamente irrituale visto che siamo nel semestre di presidenza finlandese. Nella sostanza, perché ha ribadito che l’Italia dovrebbe continuare a essere il campo profughi dell’Europa”. Il vertice, aggiunge, “si è rivelato un flop ed è stato ampiamente disertato dai ministri europei. L’Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma”.

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Salvini. Una dignitosa lettera a Mr Castaner.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-21.

Superbia 010

«L’Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa»

«Francia e Germania non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta»

«Intendiamo farci rispettare …. L’ho spiegato a Helsinki e ora l’ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L’Italia ha rialzato la testa»

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Il problema non risiede nei criteri di ripartizione dei migranti.

Il problema è che i flussi migratori illegali devono cessare, così come l’attività criminale delle ngo – ong – che praticano la tratta, dietro mandato dei governi di Parigi e di Berlino.

Ma sia Mr Castaner sia Herr Seehofer sono intrinsecamente dittatoriali e vorrebbero che tutti si inchinassero  ai loro voleri egemonici, volti a mantenersi tutti gli introiti illeciti che derivano dalla tratta dei migranti.

Parlano tanto di fascismo e nazionalsocialismo, ma loro sono il prototipo del comportamento nazionalsocialista: sono intrinsecamente nazionalsocialisti.

Non solo.

Reduci dalle brucianti sconfitte delle bocciature di Herr Weber prima, di Herr Timmermans dopo, hanno il dente avvelenato e schiumano rabbia impotente nei confronti di Mr Salvini e dell’Italia.

Occorrerebbe comprendere a fondo quanto e perché Castaner e Seehofer odino.

Nella loro smisurata superbia soffrono di deliri di onnipotenza, ma la loro volontà è arginata da quella degli altri: di qui l’odio. Odiano Italia e gli altri stati identitari sovranisti non tanto perché si oppongono, quanto perché li pongono drammaticamente di fronte alla realtà che la loro volontà non è onnipotente. Li odiano perché sono la testimonianza vivente dei limiti che essi hanno.

Questa è la base del loro razzismo viscerale, che ha una vena molto chiara di luciferino.

Superbia 011


Ansa. 2019-07-21. Salvini: ‘L’Italia non è il campo campo profughi Ue’

L’Italia “non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa”. Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini annunciando di aver inviato una lettera al collega francese Christophe Castaner nella quale ribadisce che Francia e Germania “non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta”.

La lettera arriva alla vigilia della riunione convocata dal governo di Parigi, aperta a tutti i 28 paesi dell’Ue e alla quale parteciperà anche il commissario uscente alle migrazioni Dimitri Avramopoulos, per tentare di trovare una soluzione alla questione degli sbarchi. Un incontro al quale Salvini ha fatto già sapere che non avrebbe partecipato, inviando dei tecnici del Viminale. “Intendiamo farci rispettare – aggiunge il ministro dell’Interno – L’ho spiegato a Helsinki e ora l’ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L’Italia ha rialzato la testa”.

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Summit Helsinki. Francia e Germania sono di ben dura cervice.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-19.

Kadesh. Trattato. Versione Ittita.

Alla riunione di Helsinki dei ministri degli interni francesi e tedeschi hanno rigettato la bozza formulata da Malta ed Italia.

La loro posizione è semplicemente riassumibile in pochi statements.

– Malta ed Italia aprano i porti e prendano tutti i migranti che arrivano, e se li tengano.

– Francesi e Tedeschi si assumono invece l’onere di prendere i fondi europei per la migrazione, e se li tengono per sé.

*

Una consolazione riguarda Herr Seehofer. Sconfitto nelle recenti elezioni in Baviera, è stato destituito dalla carica di presidente della Csu, con le prossime elezioni nei Länder orientale dovrebbe verosimilmente perdere il posto anche di Ministro degli Interni tedesco. Se tutto procede bene, non lo si vedrà mai più.

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«Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018»

«Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi»

«Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue»

«le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale»

«stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni»

«Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

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Francogermanici hanno semplicemente proposto un diktat: prendere o lasciare.

Poi erano barbari quelli del Trattao di Qadeš ….


Migranti, no di Francia e Germania al piano italo-maltese

Potrebbe essere solo l’antipasto (piuttosto indigesto per il nostro Paese) di una conflittualità permanente tra l’Italia e i Paesi del Nord Europea sul dossier migranti che rischia di proseguire per i prossimi cinque anni di nuova legislatura europea e far regredire i pur timidi passi in avanti registrati nel Consiglio europeo del giugno 2018. La riunione informale dei ministri dell’Interno europei tenutasi oggi ad Helsinki ha fatto riemergere infatti tutte le divisioni esistenti tra i Paesi di prima accoglienza del Sud Europa e quelli del Nord. Già durante la cena di ieri sera Italia e Malta si erano opposti all’adozione di un documento proposto da Francia e Germania che avrebbe impegnato i Paesi del Sud ad offrire porti sicuri per i migranti in arrivo. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il suo collega maltese hanno contestato l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati, temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi. Vi sarebbe poi, secondo Roma e La Valletta, il rischio che in questo modo i profughi vengano ridistribuiti negli altri Paesi mentre tutti gli altri migranti resterebbero nei Paesi di sbarco. Neppure gli incontri di questa mattina tra i ministri di Italia, Malta, Francia e Germania e successivi contatti tra tecnici sono riusciti a smussare le divergenze. È stato concordato che i tecnici dei 28 ministeri dell’Interno si incontreranno anche nelle prossime settimane in vista di un vertice a quattro (più la presidenza finlandese) da tenersi a settembre a Malta.

No di Parigi e Berlino ad hot spot fuori da Ue e corridoi umanitari

Nello stesso tempo Francia e Germania si sono opposti al piano italo-maltese che prevede sbarchi e creazione di hot spot per i richiedenti nei Paesi limitrofi a quelli di partenza e corridoi umanitari per chi può essere accolto nei paesi Ue. Un “non paper” italo-maltese chiedeva un impegno politico e finanziario “per attuare accordi di sbarco (e centri) con i Paesi terzi” con “misure di ridistribuzione obbligatorie”. Italia e Malta chiedevano alla nuova Presidenza finlandese e alla prossima Commissione europea di “dare la massima priorità” alla questione della migrazione “con un duplice obiettivo: creare le condizioni per una vera lotta contro il traffico di migranti e affrontare, senza pregiudizi, la questione delle pressioni subite dai Paesi più esposti”. Si legge nel documento ufficioso (non paper), che i ministri dell’Interno di Italia e Malta hanno preparato per la riunione di Helsinki. Inoltre si chiedeva che i rimpatri fossero condivisi equamente tra tutti gli Stati membri o, altrimenti, gestiti direttamente dall’Unione europea, attraverso Frontex. Più in particolare, nel documento si segnalava che “le regole della ricerca e soccorso in mare (Sar), fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà, non possono essere sfruttate dai trafficanti di migranti per facilitare la loro attività criminale”.

Salvini: stretta sulle Ong e più espulsioni

Concetti che il responsabile del Viminale ha sintetizzato in due punti: stretta sulle Ong e incremento delle espulsioni. Secondo Salvini le Ong non possono sostituirsi agli Stati, ricordando quanto avvenuto con la Sea Watch 3 a Lampedusa “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Un altro punto è il rafforzamento dell’impegno per prevenire partenze e, soprattutto, l’incremento di espulsioni con una lista di Paesi sicuri che prevedano “riammissioni automatiche” perché ”un conto sono gli arrivi da zone di guerra e un conto quelli da Tunisia o Albania”. “Si è parlato di rispetto delle leggi e sovranità nazionale – ha aggiunto Salvini – dai ministri di più Paesi è stata apprezzata la politica italiana di difesa dei confini con la drastica riduzione degli arrivi in Europa e dei morti nel Mediterraneo”.

Castaner (Francia): cerchiamo di evitare altri morti

In linea con il programma enunciato dalla nuova presidente della Commissione Ue Ursula von der Lynen il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner ha tenuto a ricordare che “l’iniziativa franco-tedesca che abbiamo preso è anche un’iniziativa di solidarietà per l’Italia e per Malta. Le posizioni politiche di ognuno sono legittime, ma quello che mi interessa è evitare che gli uomini e le donne muoiano in fondo al mare”. “Matteo Salvini – ha aggiunto Castaner – intende difendere le sue posizioni politiche, che sono legittime. Ma anche le mie posizioni sono altrettanto legittime e sono differenti. Non c’è dell’acrimonia, non ci sono critiche, abbiamo discussioni politiche franche e cordiali. La cosa fondamentale – ha aggiunto Castaner – è la sicurezza degli italiani da un lato e dei francesi dall’altro”. Il rappresentante di Parigi ha confermato che, al momento, “non c’è accordo” ma, ha aggiunto, “c’è bisogno di maggiore solidarietà e più responsabilità, l’Europa ha degli obblighi umanitari. Siamo dei ministri con responsabilità e sappiamo che bisogna trovare un accordo”.

Avramopoulos: non seguire solo l’interesse nazionale

Un appello alla solidarietà e ai principi europei è venuto dal commissario uscente all’immigrazione Dimitris Avramopoulos per il quale “la priorità è combattere le reti di trafficanti e fermare gli arrivi e le partenze irregolari. Non possiamo continuare così in futuro affrontando la situazione caso per caso nel Mediterraneo. Il Consiglio di oggi ha grosse possibilità di trovare soluzioni, sappiamo quali sono le nostre priorità e, ribadisco, chiederò a tutti di comportarsi come Unione europea, per trovare soluzioni. I ministri hanno grosse responsabilità”. Occorre secondo il commissario “pensare e agire con una modalità europea. Se si segue solo l’interesse nazionale ci sono sempre grossi problemi”.

Seehofer a Salvini: Stai già twittando contro di me?

Siparietto tra Matteo Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer questa mattina ad Helsinki. Seehofer è stato il primo a raggiungere Salvini nella sala dove era in programma l’incontro e appena ha visto il titolare del Viminale con il telefonino in mano si è rivolto a lui con una battuta. “Matteo, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?” ha detto riferendosi alle accuse italiane sullo strapotere di Berlino e Parigi in Ue. Salvini ha sorriso e ha risposto: “stavo mandando un messaggio di auguri”.

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Helsinki. Malta ed Italia contro Francia e Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

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Nella riunione ad Helsinki scontro di vedute tra Malta e l’Italia da una parte e Francia e Germania dall’altra.

Molti i problemi, ma il principale sarebbe che le migrazioni dovrebbero cessare, e cessando renderebbero futili i discorsi sui porti di accoglienza e sulle ripartizioni.

«Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta»

«Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati»

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati »

«’Sea Watch 3′ che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta»

«un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania»

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Questo però il cuore del problema:

«le Ong non possano sostituirsi agli Stati»

Parole queste inaccettabili da parte di quegli stati ed organizzazioni che campano fomentando guerre civili per ottenere migranti, dai quali lucrare anche sotto forma di contributi europei.

Difficile convincere Al Capone che ci si potrebbe anche comportare da persone oneste.


Adnk. 2019-07-18. Migranti, scontro con Parigi e Berlino

Scontro sul tema dei porti di sbarco per i migranti tra Matteo Salvini e Francia e Germania. Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta.

Distanze che hanno convinto i quattro ministri a riaggiornarsi, con la Francia che si è inserita all’ultimo momento, ma la sensazione è che serviranno altri approfondimenti per avvicinarsi a un’intesa. A quanto si apprende, Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere.

ONG – C’è anche il nodo Ong sul tavolo a Helsinki. Salvini, durante il quadrilaterale con Francia, Germania e Malta, ha chiarito come “le Ong non possano sostituirsi agli Stati”, ricordando il caso della ‘Sea Watch 3’ “che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta”. Dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno dialogato da soli per provare ad avvicinare le posizioni. Il vicepremier ha insistito per rafforzare l’impegno per prevenire le partenze e incrementare le espulsioni, anche inserendo una lista di Paesi sicuri ”per cui prevedere delle riammissioni automatiche”. Perché ”un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania”.

VERTICE – A settembre, si apprende, ci sarà un vertice straordinario a Malta dei quattro Paesi interessati più la Finlandia, ma già nelle prossime settimane si vedranno i rispettivi tecnici.

SEEHOFER – Siparietto tra Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. Quest’ultimo, prima di entrare alla riunione, presso la Finlandia Hall, si è avvicinato all’italiano, scherzando sulle accuse del leghista allo strapotere di Parigi e Berlino: “Matteo – ha domandato ironico -, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?”.

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Italia. Sondaggio plebiscitario a favore di Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-06.

2019-07-06__Salvini__001

«Oggi come allora gli italiani si confermano nettamente a favore della linea della fermezza che impedisca gli sbarchi sul territorio italiano dei migranti soccorsi in mare dalle navi delle organizzazioni umanitarie: il 59% si dichiara molto (34%) o abbastanza (25%) d’accordo, mentre il 29% è contrario»

«Dieci mesi fa i favorevoli erano pari al 61%.»

«Oggi l’accordo è plebiscitario tra i leghisti (99%) e risulta largamente prevalente tra i pentastellati (77%) e gli elettori dell’opposizione di centrodestra (59%)»

«Inoltre, il consenso è particolarmente elevato tra le persone di oltre 35 anni, tra i lavoratori autonomi e gli operai»

«E i credenti che partecipano alla messa con frequenza elevata, esprimono un livello di accordo in linea con il dato complessivo, mostrando di stare più dalla parte di Salvini che di papa Francesco»

* * *

«la maggioranza degli italiani (59%) sta con «il capitano» Salvini, mentre il 23% si schiera con la capitana Rackete,»

«A ciò si aggiunge il crollo di fiducia nei confronti delle organizzazioni non profit, che passa dall’80% del 2010 al 39% odierno»

«Il discredito colpisce duramente un intero settore che non comprende solo le ong impegnate nei soccorsi in mare e nell’accoglienza dei migranti, ma rappresenta oltre 340mila realtà che operano nei settori più disparati, dai servizi alla persona (infanzia, anziani, disabili, ecc.) alla cultura, dallo sport alla cooperazione internazionale»

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Chiunque viva senza paraocchi ideologico la realtà attuale dell’Italia non può fare altro che riconoscersi in questo sondaggio. È consolante che il 77% degli aderenti al M5S approvi l’operato del Governo, anche se Salvini ha maggiore visibilità essendo il ministro degli interni.

Il partito democratico evidenzia in questo sondaggio ciò che è: un cascame storico del comunismo virato in ideologia liberal socialista. Il suo elettorato vecchio e stantio è ancora abbarbicato alla Internazionale Socialista, anche se questa è scomparsa da un bel pezzo.

È ancora alquanto potente, ma orami il suo potere si indova nelle pieghe di quella magistratura che sta facendo il suo show nelle tristi vicende del Consiglio Superiore della Magistratura e nelle ultime sentenza, ispirate più alla ideologia che alla legge.

Le ngo, ogn, sono finalmente percepite per ciò che sono: organizzazioni criminali internazionali che vorrebbero porsi al di sopra delle leggi. Si resta alquanto amareggiati che ben il 39% dei Cittadini le reputi ancora associazioni oneste.

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Ancora un po’ di pazienza.

Poi questa esecranda eurodirigenza dovrà ben lasciare il campo alla nuova, ed intanto il potere di Frau Merkel vacilla in Germania in modo sempre più vistoso.

Senza padrini internazionali, le ngo si ritroveranno a corto di finanziamenti e di copertura politica.

I media liberal si ostinano a denominare la tratta dei negri con il termine di ‘soccorso in mare‘, quando al massimo le ngo soccorrono le loro sempre più modeste entrate illecite.

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Nel febbraio 1945 i fascisti arrestarono mio padre, reo di aver detto che la guerra era persa. Poco più di un mesetto dopo i suoi carcerieri erano stati appesi per i piedi agli alberi della città.

Serve solo avere ancora un pochino di pazienza: poi si regoleranno i conti.


Corriere. 2019-07-06. Salvini e la Sea Watch, il sondaggio: gli italiani per la linea della fermezza. Crollata la fiducia per le non profit

La vicenda Sea Watch, com’era lecito attendersi, ha avuto un’elevata risonanza nell’opinione pubblica e non avrebbe potuto essere altrimenti, tenuto conto dei toni violenti che l’hanno accompagnata: circa due italiani su tre (63%) l’hanno seguita con attenzione e il 29% ne ha almeno sentito parlare, solo l’8% la ignora. Sono dati simili a quelli registrati nello scorso settembre in occasione del caso della nave Diciotti, quando l’88% risultava a conoscenza della vicenda.

Accordo plebiscitario

Oggi come allora gli italiani si confermano nettamente a favore della linea della fermezza che impedisca gli sbarchi sul territorio italiano dei migranti soccorsi in mare dalle navi delle organizzazioni umanitarie: il 59% si dichiara molto (34%) o abbastanza (25%) d’accordo, mentre il 29% è contrario. Dieci mesi fa i favorevoli erano pari al 61%. Oggi l’accordo è plebiscitario tra i leghisti (99%) e risulta largamente prevalente tra i pentastellati (77%) e gli elettori dell’opposizione di centrodestra (59%). Va notato che tra gli elettori di centrosinistra, pur prevalendo la netta contrarietà alla chiusura dei porti, uno su cinque (19%) si dichiara a favore. Inoltre, il consenso è particolarmente elevato tra le persone di oltre 35 anni, tra i lavoratori autonomi e gli operai. E i credenti che partecipano alla messa con frequenza elevata, esprimono un livello di accordo in linea con il dato complessivo, mostrando di stare più dalla parte di Salvini che di papa Francesco. Il consenso alla linea salviniana non appare tanto dettato dalla preoccupazione che il nostro Paese non sia più in grado di accogliere altri migranti (solo il 28% è di questo parere), quanto piuttosto dall’esigenza di coinvolgere gli altri Paesi europei nella gestione dei flussi (71%). Il braccio di ferro, quindi, è considerato l’unico modo possibile per costringere le altre nazioni europee a fare la propria parte, nella convinzione — largamente diffusa — che l’Ue ci abbia lasciato soli.

Scontro personalizzato

Nel merito della vicenda Sea Watch le opinioni degli italiani sono molto diversificate, anche se le responsabilità principali vengono addossate più alla ong (30%) che al governo italiano (18%); inoltre il 20% ritiene che sia l’ong sia il Governo abbiano cercato lo scontro e l’11%, salomonicamente, ritiene che si sia trattato di una sorta di gioco delle parti nel quale la prima è stata mossa dall’urgenza di prestare soccorso ai migranti e il secondo da quella di far rispettare la legge. Ma il 21% non è in grado di prendere una posizione al riguardo. Lo scontro di questi giorni è stato fortemente personalizzato: non sono mancati pesanti insulti nei confronti della capitana della Sea Watch, Carola Rackete, non solo nell’anonimato del mondo virtuale dei social e non solo da parte di facinorosi, basti pensare ad alcune frasi pronunciate sulla banchina di Lampedusa nel momento dello sbarco da molti dei presenti o a quelle pronunciate a più riprese dal ministro e vicepremier Salvini, cui ha fatto seguito l’annuncio di querela per diffamazione da parte dei legali della capitana. Ebbene, in questo derby tra capitani la maggioranza degli italiani (53%) sta con «il capitano» Salvini, mentre il 23% si schiera con la capitana Rackete, e uno su quattro (24%) non si pronuncia. Infine, la vicenda si ripercuote sulla reputazione delle ong che, da quando nel 2017 furono definite da Luigi Di Maio «taxi del mare», hanno perso l’immagine positiva e quella sorta di aura di bontà di cui godevano: oggi il 56% degli italiani le considera organizzazioni che agiscono per scopi economici, mentre solo il 22% ritiene che siano mosse da intenti umanitari. A ciò si aggiunge il crollo di fiducia nei confronti delle organizzazioni non profit, che passa dall’80% del 2010 al 39% odierno. Il discredito colpisce duramente un intero settore che non comprende solo le ong impegnate nei soccorsi in mare e nell’accoglienza dei migranti, ma rappresenta oltre 340mila realtà che operano nei settori più disparati, dai servizi alla persona (infanzia, anziani, disabili, ecc.) alla cultura, dallo sport alla cooperazione internazionale. Dunque, non stupisce che con la fiducia stiano diminuendo anche le donazioni destinate al non profit. È solo uno dei tanti effetti collaterali del greve stile comunicativo della stagione politica attuale.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

EU non accetta la nota Onu sui migranti rimandati in Libia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-05.

2019-07-05__Onu__001

I tempi stanno cambiando alla velocità della luce.

E gli accordi tra le undici nazioni sovraniste e Mrs Ursula von der Leyen devono essere rispettati.

«The European Commission has dismissed calls by the UN refugee agency (UNHCR) to halt the return of people rescued at sea to war-torn Libya»

«The UN call followed the airstrike this week that killed at least 53 people at the Tajoura detention centre in the outskirts of the capital, Tripoli, including six children»

«Asked to react on the UN demands, the European Commission declined»

«No access»

* * * * * * *

Corriere, La Stampa e Repubblica si sgolano d urlare che Macron e Merkel hanno stravinto.

Evidentemente alle Nazioni Unite non leggono quelle pregevoli testate, libri sacri dei liberal de noi atri.

Li hanno spernaccchiati alla grande …..

E la Commissione Europea si unisce al coro delle Nazioni Unite. Quelli non vogliono mica finire linciati dalle folle inferocite.

Brutto cercare di essere più papisti del papa.

«Asked to react on the UN demands,

the European Commission declined»

*

Con questa legislatura europea gli identitari sovranisti hanno finalmente in mano l’arma di ritorsione: reclamano la loro presenza.



EU Observer. 2019-07-04. EU dismisses UN call to stop migrant returns to Libya

The European Commission has dismissed calls by the UN refugee agency (UNHCR) to halt the return of people rescued at sea to war-torn Libya.

The UN call followed the airstrike this week that killed at least 53 people at the Tajoura detention centre in the outskirts of the capital, Tripoli, including six children.

Asked to react on the UN demands, the European Commission declined.

“I am not going to give reactions to specific statements,” a European Commission spokeswoman told reporters in Brussels on Thursday (4 July).

The EU-trained and part-funded Libyan Coast Guard had in fact sent 108 people to Tajoura only days after another bomb had exploded near the facility in early May.

It is unclear if any of those are among the dead or injured as the toll continues to climb in what has been described as a possible war crime.

But Medecins Sans Frontieres (MSF), an NGO, says the EU is complicit in their deaths.

“We have seen thousands of people who have been intercepted at sea and returned to detention centres even whilst there is conflicts raging around the city,” MSF’s Sam Turner told PRI media outlet.

Tajoura housed at least 600 refugees and migrants, including women and children.

Another 500 remain stuck at the facility despite the shelling with the UN describing reports that Libyan guards had shot at refugees and migrants trying to flee from the air strikes.

“The number of civilian casualties caused by the conflict has almost doubled as the result of this single attack,” said an UN Office for Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) report on Wednesay.

Many of the people that end up in the detention centres are intercepted at sea by the Libyan coast guard. Around 3,300 are thought to be locked up in centres inside and around Tripoli alone.

‘No access’

The commission – which funds some €45m from its Emergency Trust Fund for Africa towards Libya, including funding for the coastguard – says it is up to Libyans to rescue people within their own territorial waters “as we have no access”, adding that the EU is training them to respect human rights.

But an earlier probe by this website has found people who failed the EU’s screening tests for the training, amid speculation some are militias, remain employed with the Libyan coast guard.

“People who are refused EU training return to work. We have received no proof, or documents, that they did something wrong,” Qassim Ayoub, spokesperson for Libya’s coast guard, told EUobserver last year.

The European Commission says it has no idea on how many have failed the screening tests.

The EU supports the UN agency, along with the International Organisation for Migration (IOM), to resettle or send home people stranded in Libya.

The IOM says it has helped return some 5,000 to their home countries spread throughout Africa and Asia.

From the start of this year til the end of June, around 1,300 refugees were resettled out of Libya. Of those, 711 were sent to Niger, 295 went to Italy and 291 were resettled elsewhere in Europe as well as Canada.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Usa – Messico. No migranti, no dazi. Accordo fatto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-08.

2019-06-08__Trump_Messico

«Sono lieto di informare che gli Stati Uniti hanno firmato una accordo col Messico»

«Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa lunedì sono quindi sospese a tempo indeterminato»

«Il Messico, in cambio, ha concordato di prendere misure forti per fermare il flusso della migrazione attraverso il Messico e verso il nostro confine meridionale.»

«Questo sarà fatto per ridurre grandemente, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico e verso gli Stati Uniti»

«The United States and Mexico struck a deal on Friday to avert a tariff war, with Mexico agreeing to rapidly expand a controversial asylum program and deploy security forces to stem the flow of illegal Central American migrants.»

«U.S. President Donald Trump had threatened to impose 5% import tariffs on all Mexican goods starting on Monday if Mexico did not commit to do more to tighten its borders»

«I am pleased to inform you that The United States of America has reached a signed agreement with Mexico. The Tariffs scheduled to be implemented by the U.S. on Monday, against Mexico, are hereby indefinitely suspended. Mexico, in turn, has agreed to take strong measures to….»

* * * * * * *

E così alla fine si ragiona.            

«indefinitely suspended»

Gli Stati Uniti sospendono l’applicazione dei dazi sui prodotti importati dal Messico, e questo interrompe il flusso migratorio illegale verso gli Stati Uniti.

Sospeso non significa abrogato.

Quindi, il Messico ci pensi sopra due volte se far riprendere il flusso dei migranti ‘clandestini’, che poi, diciamolo pure, così tanto clandestini proprio non lo erano:

Trump, Messico, trattative dazi e migranti. Mr Soros e sodali.


Ansa. 2019-06-08. Trump: accordo col Messico su migranti, niente dazi

WASHINGTON, 8 GIU – Niente dazi Usa sull’export del Messico. I due Paesi hanno raggiunto un’intesa dopo tre giorni di negoziati. L’annuncio e’ stato dato via Twitter da Donald Trump, poche ore dopo il suo rientro dal lungo viaggio europeo.
“Sono lieto di informare che gli Stati Uniti hanno firmato una accordo col Messico. Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa lunedì sono quindi sospese a tempo indeterminato”, ha scritto il presidente. “Il Messico, in cambio, ha concordato di prendere misure forti per fermare il flusso della migrazione attraverso il Messico e verso il nostro confine meridionale. Questo sarà fatto per ridurre grandemente, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico e verso gli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Gia’ quando era a bordo dell’Air Force One il tycoon aveva lanciato segnali di ottimismo, twittando che c’era “una buona chance di fare l’accordo”. I dettagli sono stati diffusi dal dipartimento di Stato americano, che ha condotto i negoziati con Messico, Paese fortemente deciso ad evitare la minaccia di dazi crescenti sul proprio export, a partire dal 5% sino al 25% in ottobre.

Nella dichiarazione comune il Messico si impegna a fare tre cose: schierare da lunedi’ la guardia nazionale, in particolare al confine sud con il Guatemala; rafforzare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione e accogliere sul proprio territorio un maggior numero di richiedenti asilo in Usa finche’ non verra’ completato l’iter della loro richiesta.

A costoro verranno offerte occasioni di lavoro. Il Messico sembra aver rifiutato la richiesta Usa di diventare un “paese terzo sicuro”, che l’avrebbe costretto a prendersi gran parte dei migranti centroamericani.

Il segretario di stato Mike Pompeo ha ringraziato la controparte. “Penso che sia un giusto equilibrio”, ha commentato dal canto suo il ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard.

Le parti continueranno a discutere per altri 90 giorni su ulteriori passi da prendere. Si conclude cosi’ per ora un conflitto da cui Trump esce in qualche modo vincitore grazie all’arma delle tariffe, anche se l’entrata in vigore dei dazi avrebbe danneggiato pure i consumatori e l’economia americana. E anche i mercati, da lunedi’, tireranno un sospiro di sollievo, in attesa di vedere come finira’ la guerra dei dazi con la Cina. 

Pubblicato in: Stati Uniti

Trump, Messico, trattative dazi e migranti. Mr Soros e sodali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-08.

America Centrale Tapachula 001

Spostare migliaia di persone che si muovano a piedi per mezzo continente non è impresa da poco.

Occorre avere alle spalle un’organizzazione di ottimo livello. Si pensi solo alla necessità di guide sicure, nonché all’allestimento di punti di ristoro che diano da mangiare a tutta quella massa di persone due volte al giorno.

Che poi tali cortei possano attraversare il Messico da sud a nord senza essere notati e tollerati dalla polizia lo si vada a raccontare ai creduli.

Esattamente come serve un’organizzazione capillare, e quindi costosa quanto ben coordinata, per reclutare i migranti nei paesi di provenienza.

Se questi fondi fossero stati spesi nei paesi di provenienza per generare posti di lavoro dignitosi nessuno avrebbe mai sentito il bisogno di migrare. Sicuramente, una sana guerra civile, con i relativi morti, massacri, stupri, furti e via quant’altro è anch’essa un ottimo argomento per convincere i più sedentari.

* * * * * * *

Il problema può quindi essere ridotto ad una breve serie di enunciati:

– esiste una ferma volontà politica di trasferire persone dai paesi centroamericani negli Stati Uniti;

– questa stessa volontà politica fa tutto il suo possibile, che è molto, per tenere nella miseria gli stati centroamericani, fomentando di norma situazioni di guerre civili;

– dei migranti come esseri umani non interessa nulla a nessuno.

*

Già. I migranti sono trattati alla stregua di una mandria di manzi, da portare al macello. Nei fatti, sono utili a tutti.

I governi locali eliminano la popolazione più volonterosa, potendo quindi governare su gente rassegnata: pochi, quattro fiorini in tasca non guastano mai.

I paesi di transito possono usare i migranti come arma impropria nelle trattative con gli Stati Uniti, Messico in primo luogo.

Le auto-definite associazioni non governative filantropiche, percepiscono lautissimi fondi dalle organizzazioni internazionali, dei quali qualche briciola poi la distribuiscono ai migranti clandestini illegali. Se le migrazioni terminassero sarebbe per loro una orripilante iattura. No migranti, no fondi pubblici, no stipendio, fine della bella vita.

*

In a Mexican Border Town, a Small Nonprofit Defends Immigrants

«Migrants from Central America arriving in the border town of Tapachula, Mexico are journeying toward a better life, but often the reality they meet is harsh: just last year, nearly 100,000 of them ended up imprisoned in a crowded Mexican detention center that has little concern for their human rights.

That’s where Centro de Derechos Humanos Fray Matías de Córdova A.C. (Fray Matías) comes in. The small nonprofit has worked to defend the rights of Tapachula’s immigrants since 1997.

Fray Matías is one of the 17 incredible organizations HIP supports in Mexico in partnership with the Oak Foundation. A few months ago I sat down with its director, Diego Lorente, to hear the organization’s story.»

*

Oak Fundation?

Prevent Child Sexual Abuse:     26.15 Usd milioni;

Environment:                                 44.50 Usd milioni;

Housing and Homeless:              23.86 Usd milioni;

International Human Rights:   23.95 Usd milioni;

Issue affecting Women:             17.95 Usd milioni;

Learning Differences:                11.42 Usd milioni ……

Poi ci sarebbe tutto il resto. Tutti fondi pubblici elargiti da ‘governi‘ amici e da ‘associazioni‘ sorelle, dei quali circa il novantacinque per cento è dato come stipendio ai volontari che lavorano in questa filantropica congrega.

E chi mai si sarebbe immaginato?? Chi mai?

Dietro a tutto si intravede la Open Society Foundation: total expeditures 15.2 miliardi Usd.

*

Grande genio Mr George Soros!

E che dire di quel misero tanghero di Mr Trump che vorrebbe opporsi?

Chi non appoggia Mr Trump appoggia Mr Soros.


Ansa. 2019-06-06. Messico blocca mille migranti dal Guatemala verso gli Usa

Le autorità messicane hanno avviato oggi nello Stato meridionale di Chiapas una operazione per bloccare una carovana di circa 1.000 migranti provenienti dal Guatemala, entrati in Messico all’alba con l’obiettivo di raggiungere la frontiera degli Stati Uniti. Lo riferisce la tv Milenio. L’operazione avviene mentre è previsto a Washington un incontro fra il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, e il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, per discutere di migranti e dei dazi sulle importazioni messicane annunciati dal presidente Donald Trump.

Un folto contingente di agenti della polizia federale messicana, insieme a funzionari dell’Istituto nazionale di migrazione (Unm) e del Segretariato della Difesa nazionale (Sedena), si è appostato nella zona di Metapa, a 15 chilometri dal municipio di Tapachula. Qui gli agenti cercheranno di bloccare i migranti – uomini, donne e bambini – partiti dalla città guatemalteca di Tecún Umán ed entrati in Messico attraverso il ponte internazionale ‘Rodolfo Robles’. Apparentemente i membri della carovana non dispongono dei documenti in regola per transitare sul territorio messicano per cui, in caso di fermo, saranno portati nel Centro per migranti ‘Siglo XXI’ di Tapachula o in quello alla frontiera di Hiudalgo, dove sarà verificata la loro posizione legale.

*


The Japan Times. 2019-06-06. Mexico officials prepare to intercept about 1,000 U.S.-bound migrants

METAPA, MEXICO – Some 200 military police, immigration agents and federal police were awaiting a group of about 1,000 Central American migrants who were walking north along a southern Mexico highway on Wednesday.

The group of migrants, including many women and children, set out early from Ciudad Hidalgo at the Mexico-Guatemala border and was headed for Tapachula, the principle city in the region. State and local police accompanied the caravan.

It appeared Mexican officials planned to halt the migrants and break up the group as they have done repeatedly this year.

The officials were waiting alongside the highway near the community of Metapa, about 11 miles (18 km) from Tapachula. They were unarmed and said their orders were to urge the migrants to board buses there that would carry them to a fairgrounds outside Tapachula that has been used to register and house migrants.

In recent months Mexico has used raids and roadside checkpoints to discourage highway marches such as the massive migrant caravans that occurred in 2018 and early 2019.

The migrants say they aim to reach the U.S. border, where many plan to request asylum.

U.S. President Donald Trump has threatened to slap tariffs on Mexican imports unless Mexico does more to stop the passage of migrants through its territory.

Last year, migrants began traveling from Central America in large caravans that grew as they advanced through southern Mexico, drawing Trump’s ire. The caravans offer migrants a relatively safe way to travel and are far less expensive than hiring smugglers.

They account for only a fraction of the normal migratory flow, but their visibility has given them an almost symbolic status in what Trump calls a migratory crisis at the U.S. border.

The first caravans were warmly received in southern Mexico towns, but as they continued, towns complained they did not have the resources to continue feeding and caring for them.

Many of the migrants say they’re fleeing gang violence, oppressive extortion and corruption in Guatemala, Honduras and El Salvador. But a devastating drought is also gripping parts of the region and devastating farm families.

Mexico has responded by offering more options to stay legally on its territory, but most still have the ultimate goal of arriving in the U.S., where they can earn better pay and in many cases reunite with relatives.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Nel 2018 le ‘risorse’ immigrate sono costate 23 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-27.

Macellaio Romano Plebe 001

«A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre»

Così diceva quell’uomo di grande esperienza umana che fu Giulio Andreotti. Forse, il termine ‘quasi‘ potrebbe essere considerato di troppo.

«Germany spent a record 23 billion euros ($25.65 billion) last year on helping to integrate more than one million refugees and fighting the root causes of migration abroad»

*

«That marks an increase of nearly 11 percent on the 20.8 billion euros that Germany spent in the previous year, the document prepared by the Finance Ministry showed»

*

«The government spent a total of 7.9 billion euros in 2018 on measures aimed at keeping migrants outside the European Union and improving living conditions in their home countries – a 16 percent increase compared with 20»

* * * * * * * *

Già.

Pensare male, constatare la realtà dei fatti: cose disdicevoli agli occhi degli ideologizzati.

Ideologizzati o cointeressati?

Se in questa Europa si potesse dire la verità senza essere poi condannati all’ostracismo, si dovrebbe ammettere che gli immigrati sono una delle più costose ‘risorse‘ della Germania.

Venti e passa miliardi ogni anno che Dio manda su questa povera terra. Venti miliardi cavati a forza dalle tasche dei Contribuenti.

Già.

Ma come sono spesi?

Il Signor Simplicio direbbe sommesso: ‘Per il progresso culturale e l’integrazione dei migranti‘.

Ma lo spirito di Giulio ci direbbe in un orecchio: ‘Per mantenere tutte le persone che riempiono gli organici delle organizzazioni governative e caritative che dovrebbero istruire ed integrare i migranti che sono in Germania migrati.’

Un esercito di quasi mezzo milione di persone che vivono e prendono lo stipendio per il solo fatto che ci sono i migranti.

Non ci fossero più, oppure quelli arrivati alla fine si integrassero, lo scopo del loro lavoro verrebbe meno e sarebbero licenziati. Orrore e raccapriccio!!

‘Costly welcome party at citizens’ expense’: Refugees and migrants cost Germany €23 billion in 2018

«Describing the circumstances as “extraordinary,” German Chancellor Angela Merkel rolled out the welcome mat to over a million migrants in 2015, at the height of the Syrian refugee crisis. Although arrivals have dropped sharply since then, the German government’s spending has not.»

Già.

Siamo chiari. I migranti sono un di più, alle volte anche noiosamente inopportuni.

«Although arrivals have dropped sharply since then,

the German government’s spending has not.»

Ciò che conta è mantenere l’esercito dei prebendari fedeli ossequiosi: votano tutti per Frau Merkel.


Reuters. 2019-05-21. Germany spends record 23 bln euros on refugees: document

Germany spent a record 23 billion euros ($25.65 billion) last year on helping to integrate more than one million refugees and fighting the root causes of migration abroad, a government document seen by Reuters showed on Monday.

That marks an increase of nearly 11 percent on the 20.8 billion euros that Germany spent in the previous year, the document prepared by the Finance Ministry showed.

Chancellor Angela Merkel and her ministers will discuss the government’s annual report on refugee and integration costs during their regular cabinet meeting on Wednesday.

Merkel has repeatedly defended her 2015 decision to leave German borders open to hundreds of thousands of war refugees, mainly from Muslim countries, as a humanitarian necessity, but has since vowed to prevent a repeat of such mass migration by tackling its causes.

The government spent a total of 7.9 billion euros in 2018 on measures aimed at keeping migrants outside the European Union and improving living conditions in their home countries – a 16 percent increase compared with 2017.

Germany’s 16 states, which are mainly in charge of housing and integrating the arrivals from countries such as Syria, Iraq and Afghanistan, received 7.5 billion euros from the federal government last year, according to the report. This marked an increase of 14 percent on the year.

Alice Weidel, parliamentary leader of the far-right Alternative for Germany (AfD), criticized Merkel’s government for spending billions on refugees, saying: “This is a costly welcome party at the expense of citizens.”

Annette Widmann-Mauz, minister of state for migration, refugees and integration, said Weidel’s comments were “stupid” and in bad taste.

“Fighting the causes of migration, which makes up a large part of the total spending, is just as much in our interest as investing in successful integration,” Widmann-Mauz told Reuters.

“Whoever dismisses humanitarian protection as a party has understood nothing at all,” she added.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. 54.1% non vuole i migranti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-05.

Mendicanti 012 Pietr Brueghel. Ciechi che guidano ciechi. Louvre

La Friedrich-Ebert-Stiftung (FES) – Foundation for Social Democracy! è la mente pensante della socialdemocrazia tedesca.

«The Friedrich-Ebert-Stiftung (FES) is the oldest political foundation in Germany with a rich tradition in social democracy dating back to its foundation in 1925. The foundation owes its formation and its mission to the political legacy of its namesake Friedrich Ebert, the first democratically elected German President.

The work of our political foundation focuses on the core ideas and values of social democracy – freedom, justice and solidarity. This connects us to social democracy and free trade unions. As a non-profit institution, we organise our work autonomously and independently.»

Similmente, il Deutsche Welle è l’organo di stampa della socialdemocrazia: usualmente assume posizioni così di sinistra da far sembrare Lenin un agit-prop del capitalismo selvaggio.

* * * * * * *

Si resta quindi stupefati a leggere dapprima il titolo e quindi l’articolo:

Germans increasingly hostile towards asylum-seekers.

Il titolo del The New York Times è eloquente:, e sembrerebbe quasi uscito in contemporanea.

Study Finds Germans Increasingly Hostile to Asylum-Seekers

«BERLIN — A study has found that Germans are increasingly hostile toward asylum-seekers, whereas prejudices toward other minorities such as homeless or gay people have declined.

The Friedrich Ebert Foundation, which commissioned the survey, said Thursday that 54.1% of respondents expressed negative opinions about asylum-seekers, up from 49.5% in 2016 and 44% in 2014.

Germany saw a significant increase in migrant arrivals in 2016, with almost 746,000 people seeking asylum that year. Numbers have since declined again, with about 186,000 asylum requests last year.

The representative telephone survey, which is conducted every two years, involved 1,890 respondents and took place between September and February.

The study also examined for the first time how receptive Germans are to conspiracy theories. It found about that 46% of respondents believed secret organizations influence political decision-making.»

* * * * * * *

«More than half of Germans view asylum-seekers in a negative light»

*

«Prejudice against the newcomers has grown even as fewer migrants come to Germany»

*

«Right-wing populist attitudes have become “normal” in Germany’s mainstream»

*

«The latest study …. shows that a record 54.1% of the respondents across Germany now hold a negative view of asylum-seekers.»

*

«these attitudes are more common in former East Germany, which is now home to less than a quarter of the country’s population — 63% to the West’s 51%.»

*

«A part of the population does not live up to their own values»

*

«almost one quarter of the survey participants believe that the media is in cahoots with German politicians»

* * * * * * *

Nulla da eccepire sui numeri.

Chiunque avesse avuto una conoscenza sia pur superficiale della Germania attuale avrebbe stimato ben oltre il 54% la quota di popolazione avversa all’immigrazione.

Né si resta sorpresi come un quarto degli intervistati ritenga che i media siano in combutta con i politici.

Si noti infine la penultima frase riportata.

Il giornale liberal da semplicemente per scontato che i propri ‘valori‘ siano quelli giusti e veri, mentre quelli degli altri altro non siano che degenerazioni ‘illiberal‘.

È questa alterigia mentale, questa arroganza suppositiva, il motivo per il quale i liberal stanno declinando: incapaci di sottoporsi a revisione critica, impermeabili ad ogni forma di dialogo costruttivo paritetico, non si arrendono nemmeno quando si ritrovino ad essere la minoranza. La loro matrice culturale rivoluzionaria giacobina arde sempre, sia pur sotto le ceneri.


Deutsche Welle. 2019-04-25. Germans increasingly hostile towards asylum-seekers

More than half of Germans view asylum-seekers in a negative light, a new study shows. Prejudice against the newcomers has grown even as fewer migrants come to Germany.

*

Right-wing populist attitudes have become “normal” in Germany’s mainstream, said authors of a new study presented by the left-wing  Friedrich-Ebert Foundation in Berlin on Thursday.

“The center is losing its footing and its democratic orientation,” researchers said.

The foundation has released reports on right-wing extremism since 2002. The latest study, conducted by a group of researchers from Bielefeld University, shows that a record 54.1% of the respondents across Germany now hold a negative view of asylum-seekers.

Trouble in the east

The numbers are higher now than they were ahead of the refugee crisis in 2014, when 44% of Germans expressed concerns about the group. In 2016, after the peak of the migration wave, the survey showed 49.5% of people were negative on asylum-seekers.

According to the study presented on Thursday, these attitudes are more common in former East Germany, which is now home to less than a quarter of the country’s population — 63% to the West’s 51%. The survey also shows that the level of prejudice has grown even as fewer people applied for asylum in Germany.

Voters of Germany’s AfD party are also much more likely to resent minority groups and nurse extreme right-wing positions.

Democracy vs. illiberal attitudes

The survey included 1,890 participants across Germany who had responded to interviewers’ questions by telephone between September 2018 and February 2019.

On Friday, Bielefeld University researcher Wilhelm Berghan said that the majority of the participants praise democracy and democratic values.

At the same time, many of them hold illiberal ideas about democracy and animosity towards asylum-seekers.

“A part of the population does not live up to their own values,” Berghan said.

Gut feeling and experts

Nearly one in every five Germans (19%) has a negative outlook on foreigners in general. The same percentage is critical towards Muslims, and even more (26%) view Sinti and Roma groups in a negative light.

At the same time, Germans are now more inclined to accept LGBT people and the homeless than before. They are also more likely to reject sexism.

Half of all Germans admit to being led by their own feelings more than by experts’ views. Also, almost one quarter of the survey participants believe that the media is in cahoots with German politicians.