Pubblicato in: Banche Centrali

Debito Pubblico levitato a 2,373 miliardi, +51 mld dal 1° gennaio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-17.

2019-06-17__Debito Pubblico 001

Banca di Italia ha rilasciato il Report

Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2019.

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A fine dicembre 2018 esso valeva 2,321.957 miliardi euro.

A fine aprile 2019 il debito pubblico era salito a 2,373.314 miliardi di euro.

Nel breve volgere di quattro mesi il debito pubblico è aumentato di 51.357 miliardi.

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Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Debito pubblico è salito a 2,363.685 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-15.

2019-04-15__Banca Italia __001


Banca di Italia ha rilasciato il Report

Finanza pubblica: fabbisogno e debito – febbraio 2019

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A fine dicembre 2017 il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a 2,269.010 miliardi, mentre a fine 2018 era 2,321.857 miliardi.

A fine febbraio 2019 era ulteriormente salito a 2,363.685 miliardi.

Banca di Italia ha ritenuto opportuno non commentare queste tabelle.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. Debito pubbliche amministrazioni. Analisi per vita residua.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-19.

2019-01-17__debito_pubblico__001

Banca di Italia ha rilasciato il Report

Finanza pubblica: fabbisogno e debito – novembre 2018.

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Riportiamo la Tavola 7, Debito delle Amministrazioni pubbliche: analisi per vita residua.

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Il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a fine 2016 a 2,219.981 miliardi, a fine 2017 a 2,263.479 miliardi ed a novembre 2018 a 2,345.344 miliardi.

Nel volgere di un anno il debito è salito di 63.13 miliardi (2,345.344 – 2,282.210).

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524.876 miliardi scadono entro un anno, mentre 788.732 entro cinque anni. Ciò significa che in un lustro si dovranno trovare acquirenti per 1,313,608 miliardi. Questa è una cifra difficilmente raggiungibile senza godere della fiducia dei mercati.

La Tabella fornisce anche un’altra informazione di non poco conto: l’ammontare dei titoli a tasso variabile.

524.676 miliardi per la scadenza annuale, 175.131 per quella a cinque anni, e 188.500 per scadenza superiori.

In totale, sono 888.307 miliardi.

Qualora vi fosse un aumento degli interessi, supponiamo dell’1%, lo stato ne avrebbe un ulteriore aggravio immediato per 8.88 miliardi.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. Debito Sovrano a 2,311.703 mld. La brutta sorpresa di Bankitalia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-16.

2018-06-16__Debito_Sovrano__001

Banca di Italia ha rilasciato il Report Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2018.

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Se al 2016 il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a 2,219.546 miliardi, all’aprile 2018 era salito a 2,311.703 miliardi di euro.

Questo aumento è stato parzialmente sostenuto da in incremento della quota di titoli di stato detenuti da non residenti, salita dai 676.649 miliardi agli attuali 712.730, ma sopratutto dalla quota detenuta dalla Banca di Italia, salita dai 268.081 miliardi nel 2016 agli attuali 373.551.

Dovrebbe essere inutile rimarcare quanto sia pericolosa una situazione del genere.

Se è vero che rientra nella fisiologia del sistema che la Banca Centrale Italiana detenga una certa quale quota di titoli di stato domestici, è altrettanto vero che 373.551 miliardi di euro in titoli di stato italiani sono una enormità.

Questa è una altra delle tristi eredità dei precedenti governi.

Non a caso, tranne due eccezioni, i media nazionali hanno passato la notizia sotto silenzio.

Bankitalia, il debito pubblico ad aprile sale di altri 9 miliardi

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. La battaglia dei Btp. Quotazioni in calo, rendimento in crescita.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-16.

2018-05-16__Btp__001

La giornata borsistica di oggi dovrebbe essere maieutica.

Non abbiamo la più pallida idea se quanto accaduto oggi 16 maggio sia stato un assestamento borsistico, oppure un warning, oppure ancora un qualche movimento destinato a consolidarsi nel tempo.

Italia. Fate i gioppini, bambini, che i mercati vi fan cik ciak sul culetto.

Di certo le borse straniere hanno avuto giornata tranquilla: è stata solo la borsa di Milano ad avere dei triboli.

Il Ftse Mib ha perso il -2.32%,, ma soprattutto i Btp sono stati oggetto di vendite cospicue.

Non molti anni or sono i mercati avevano reagito in modo coordinato sì da far persino cadere un governo in carica: non è detto che si ripetano per modulare quello attualmente in corso di gestazione. Gestazione che potrebbe anche terminare con un aborto e rinvio ad elezioni anticipate.

Guardate però con attenzione la tabella sottostante, ove i titoli di stato sono stati ordinati in ordine decrescente sul rendimento.

2018-05-16__Btp__002

Già ben cinque Btp presentano rendimenti superiori al 4%, otto superiori al 3%, e quindici superiori al 2%. Solo i titoli prossimi alla scadenza presentano tassi di interesse negativo.

Pensiamoci bene: il tre per cento è ad oggi un gran bell’interesse. Peccato che sia a carico del Contribuente.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi nel tempo, ed usiamo sia il tempo condizionale sia un verbo ausiliare di potenzialità, l’Italia sarà presto costretta sia a pagare cifre sempre maggiori di interessi passivi sui titoli di stato, sia ad abbassare i prezzi di vendita dei titoli nuovi o di rinnovo.

Con un conto grossolano, ma che rende bene l’idea, una variazione dell’uno per cento del tasso di interesse sui 2,300 miliardi di debito sovrano corrisponderebbe a ventitre miliardi in più di interessi.

Signori: la pacchia sembrerebbe essere finita. E gli anni sprecati non ritornano.

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Bene,

Adesso pensate a quanto si è svalutato il gruzzolo faticosamente accumulato: mica è detto che non lo si debba vendere per far fronte ad una qualche emergenza. La iella è sempre in agguato.

Dopo che avete fatto un po’ di conti, valutate bene se avete votato un partito che riduce gli interessi, oppure uno che li lascia crescere. Nel primo caso sarete almeno tranquilli con voi stessi, nel secondo caso potete sbattere la testa contro il muro, che tanto il guaio è stato fatto.

 

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. A settembre debito pubblico a 2,283,667 milioni. +65,196 milioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-11-16.

2017-11-16__Debito_Pubblico__001

Banca di Italia ha rilasciato il Report: «Finanza Pubblica: Fabbisogno e Debito».

Come si constata a fine 2015 il debito delle Amministrazioni Pubbliche ammontava a 2,173,329 milioni di euro, a fine 2016 a 2,218,471 milioni di euro, ed a settembre 2017 valeva 2,283,667 milioni di euro.

Di conseguenza, il debito delle Amministrazioni Pubbliche dal primo dell’anno è aumentato di 65.196 milioni di euro.

Il debito a breve termine ammontava a 311,690 milioni di euro, il debito con vita residua entro un anno era 186,663 milioni di euro, mentre il debito in valuta estera era 3,140 milioni.

 

Pubblicato in: Banche Centrali

La Boschi può stare nel Cdm del 27? Circolare BI 263 del 27/12/2006.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-24.

banca-d-italia_0

Banca di Italia aveva disposto la Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 sulle «Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche». Tale testo è stato rivisto ed aggiornato il due marzo 2012.

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Buona parte del testo della circolare verte su tutte le misure da prendersi per tutelare la Banca Centrale dall’esposizione a potenziali conflitti di interesse.

«definiscono criteri di designazione dei rappresentanti negli organi societari e nelle funzioni direttive delle imprese partecipate, finalizzati a limitare i conflitti di interesse. La scelta di tali soggetti deve essere basata sulla professionalità ed esperienza in relazione all’incarico e sull’indipendenza rispetto alle funzioni aziendali potenzialmente in conflitto. Nel caso di partecipazioni qualificate in imprese non finanziarie, deve essere evitata la designazione negli organi e nelle funzioni direttive delle imprese di esponenti aziendali della banca partecipante e della capogruppo nonché di altri soggetti che, all’interno della banca o del gruppo bancario, svolgono funzioni o ricoprono responsabilità in potenziale conflitto d’interessi. Particolare attenzione deve essere prestata al corretto esercizio dei poteri di direzione e coordinamento, in modo da attenuare i rischi derivanti dai connessi profili di responsabilità.»

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È un lungo e dettagliato elenco di norme prudenziali. Nessuno mette in dubbio la perfetta buona fede e la profonda conoscenza professionale della gente, la specchiata e cristallina procedura decisionale. Si cerca soltanto di non mettere in tentazione alcuno.

Solo i soliti malpensanti cronici direbbero come sia imprudente mettere un gatto a guardia del lardo.

* * * * * * *

Orbene.

Il Governatore Visco si è attirato nemici troppo potenti, gente che avrebbe potuto essergli amica se fosse stato un po’ più accomodante, un po’ più comprensivo dei loro problemi e delle loro esigenze. Si è rifiutato di farli diventar straricchi a spese del pubblico erario: un reato agli occhi dei pidiini ancor peggio di quello dell’omofobia.

Il 27 ottobre dovrebbe tenersi un Consiglio dei Ministri che dovrebbe decidere la nomina di un nuovo Governatore della Banca Centrale. A differenza dagli Stati Uniti, la nomina non deve essere ratificata dal Senato.

Nel Consiglio dei Ministri siede la Ministressa Boschi, il cui padre Pier Luigi è state a lungo oggetto di attenzione e verifica da parte della Banca Centrale stessa. Pier Luigi Boschi infatti è anche stato multato con 120,000 euro per le sue attività dubbie nel Banco di Etruria. Titolare solo di un modestissimo orto, ovviamente non potrà pagare la multa.

* * *

Quale mai sarà la causa prima del tutto?

Semplice: nel consiglio di amministrazione di Banca Etruria sedevano un gruppetto di poveracci nullatenenti:

«Le Visure camerali e catastali degli interessati, tra cui anche il padre di Maria Elena, avevano certificato che gli ex vertici della banca sono dei nullatenenti. Non hanno niente».

Ma chi non ha niente non sa gestire niente.

Nullatenenti a gestire miliardi?

Figlie di multati da Bankitalia nel Consiglio dei Ministri che nominerà il successore del Governatore che ha fatto indagare papà Boschi?

Si potrebbe scommettere che il nuovo Governatore sarà Pier Luigi Boschi.

Pubblicato in: Banche Centrali, Sistemi Economici

Debito pubblico a 2,260 mld. Che se lo paghino quegli stramaledetti figli.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-15.

Debiti 000

Già. Quegli stramaledettissimi figli.

Eppure erano state prese tutte le precauzioni possibili: preservativo, pillola anticoncezionale, spirale.

Ma i delinquenti sono riusciti a scapolarsela: sono nati lo stesso. Segno di perfidia.

Ovviamente, avremmo ben voluto assassinarli con l’aborto, ma decorsero i termini.

Così ci si è dovuti cuccare quei seccatori, che volevano anche mangiare tre volte al giorno, togliendo così la possibilità di ubriacarsi in santa pace e drogarsi a piacere. La coca è un diritto fondamentale dell’essere umano.

Ma adesso si lascerà loro in eredità 2,260.3 miliardi di debito, 20.1 miliardi in più rispetto a febbraio.

Tutto per alimentare quella macchina statale che tutto vede e provvede. Non abbiamo altro Dio che lo stato! Ed il governo è il suo sommo sacerdote.

Tanto gli economisti di assalto assicurano che il debito sovrano è solo una mera questione contabile, i più arditi la chiamano “una partita di giro“: non significa nulla, ma acquieta la prole. Il giorno che si accorgerà di quanto la si è truffata, magari andranno a sgozzare fattrice ed insemenzatore.

E poi, stai a vedere che quando si sarà vecchi non verranno nemmeno a portare lo spinello ed ad imboccare con il brodino.

2017-05-15__Debito__001



Sole 24 Ore. 2017-05-15. Bankitalia: a marzo nuovo record del debito pubblico a 2.260 mld, in crescita anche le entrate.

Nuovo record per il debito pubblico italiano. A marzo il debito accertato della pubblica amministrazione è stato pari a 2.260,3 miliardi di euro, in aumento di 20,1 miliardi rispetto a febbraio. A fare il punto del disavanzo nazionale è il report “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” diffuso oggi dalla Banca d’Italia. Si tratta del livello più alto da luglio 2016, quando si era attestato a 2.252,2 miliardi di euro. Da record nel mese considerato anche le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato, pari a 28,6 miliardi di euro (27,8 nello stesso mese del 2016). Nel primo trimestre del 2017 le entrate sono state pari a 92 miliardi, in crescita del 2,7 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Pesa la crescita del fabbisogno mensile

Sul fronte del debito pubblico, l’incremento è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (23,4 miliardi di euro), parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 2,2 miliardi, a 54,6 miliardi di euro) e dall’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (1,1 miliardi di euro). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 20,3 miliardi di euro, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,2 miliardi di euro. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario

Banche italiane, ovvero la speranza che uccide.

Giuseppe Sandro Mela.

216-05-06.

 Atlante farnese, anonimo, II sec., marmo bianco, 164 cm, Firenze, Palazzo Strozzi 001

Per me si va ne la città dolente, 

per me si va ne l’etterno dolore, 

per me si va tra la perduta gente.  

Dante, Inferno, 3, 1.

 

«But the bank’s still sitting on a 47 billion euro ($54 billion) mountain of bad loans and faces the herculean task of selling unwanted assets while searching for a buyer to shore up its finances»

*

«These are big risks, to put it mildly»

*

«The country is burdened by 360 billion euros of non-performing loans, a far higher proportion of overall loans than for Europe as a whole»

*

«It [Montepaschi] has the highest non-performing loan ratio in Italy and its bad-debt pile is too big to be solved by Atlante, which raised 4.25 billion euros last week.»

* * * * * *

Cerchiamo di sintetizzare al massimo.

– La situazione economica italiana è di profonda depressione e stagnazione: un clima di sfiducia generalizzato.

– Il sistema bancario contabilizza 360 miliardi di euro di crediti in sofferenza, ossia inesigibili.

– Oltre le sofferenze denunciate, però, vi sarebbe una cifra analoga di crediti ancora contabilizzati come recuperabili ma il rientro dei quali altro non sarebbe che pia speranza.

– Il Fondo Atlante dovrebbe essere dotato di 4.5 miliardi. Non ancora versati.

*

A nostro sommesso parere, di fronte ad almeno 360 miliardi di sofferenze certe, i 4.5 miliardi dei quali è dotato il Fondo Atlante sembrerebbero essere una costosissima goccia in mezzo al mare.

 

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

Dante, Inferno, 3, 9.

 

Bloomberg. 2016-05-06. Italian Banks: It’s the Hope That Kills You.

Italian bank Monte dei Paschi trades at a penny-stock price, has tumbled almost 50 percent this year and boasts the lowest valuation among European peers. So better-than-expected net income in the first quarter should come as a relief.

The glimmer of hope is faint, however.

Monte Paschi’s profit was helped by a fall in bad-loan provisions, at their lowest in four years, while revenue held up better than expected despite a squeeze in lending margins.

A Lighter Loan Bill.

That’s welcome. But the bank’s still sitting on a 47 billion euro ($54 billion) mountain of bad loans and faces the herculean task of selling unwanted assets while searching for a buyer to shore up its finances. These are big risks, to put it mildly.

This isn’t just a Monte Paschi problem, it’s an Italian one. The country is burdened by 360 billion euros of non-performing loans, a far higher proportion of overall loans than for Europe as a whole. Italy is trying to remedy things with a new rescue fund, Atlante, designed to help recapitalize lenders and buy soured loans.

The country is also proposing government guarantees and speedier recovery of bad debts. European regulators are pushing for mergers and capital hikes, too. It’s a complicated mess that will take a long time to untangle.

Even among a bad bunch, Monte Paschi still looks like a big and vulnerable outlier. It has the highest non-performing loan ratio in Italy and its bad-debt pile is too big to be solved by Atlante, which raised 4.25 billion euros last week.

Crushed.

Sure, appetite from buyers for non-performing loans is picking up in Italy — there were 3.2 billion euros of deals in the first quarter, according to Morgan Stanley. Yet the market remains thin. Monte Paschi raised the prospect of a “potential partnership” with a “specialized operator” on Thursday, but it’s all slow going.

In the meantime, the risk of market panic remains. Funding from current accounts, deposits and bonds fell in the first quarter. The bank’s chief had warned in January of “limited” deposit withdrawals as the share price plunged, although some of that was offset by short-term repo loans from other institutional investors. Even though the European Central Bank has shown itself willing to keep propping up banking with cheap cash, shareholder jitters about the health of the system haven’t gone away.

Dispelling the market’s darkest fears remains an uphill struggle for Monte Paschi, so there’s plenty of room for any improvement in sentiment (slight or not). Its shares trade at 0.2 times book value, the steepest discount in the STOXX 600 Europe banks index.

Europe’s Cheapest Bank.

But a turnaround needs more than a single quarter’s surprise. If the new government-backed measures and search for private-sector buyers don’t deliver soon, any flicker of light will be snuffed out. 

This column does not necessarily reflect the opinion of Bloomberg LP and its owners.

That’s welcome. But the bank’s still sitting on a 47 billion euro ($54 billion) mountain of bad loans and faces the herculean task of selling unwanted assets while searching for a buyer to shore up its finances. These are big risks, to put it mildly.

This isn’t just a Monte Paschi problem, it’s an Italian one. The country is burdened by 360 billion euros of non-performing loans, a far higher proportion of overall loans than for Europe as a whole. Italy is trying to remedy things with a new rescue fund, Atlante, designed to help recapitalize lenders and buy soured loans.

The country is also proposing government guarantees and speedier recovery of bad debts. European regulators are pushing for mergers and capital hikes, too. It’s a complicated mess that will take a long time to untangle.

Even among a bad bunch, Monte Paschi still looks like a big and vulnerable outlier. It has the highest non-performing loan ratio in Italy and its bad-debt pile is too big to be solved by Atlante, which raised 4.25 billion euros last week.

Sure, appetite from buyers for non-performing loans is picking up in Italy — there were 3.2 billion euros of deals in the first quarter, according to Morgan Stanley. Yet the market remains thin. Monte Paschi raised the prospect of a “potential partnership” with a “specialized operator” on Thursday, but it’s all slow going.

In the meantime, the risk of market panic remains. Funding from current accounts, deposits and bonds fell in the first quarter. The bank’s chief had warned in January of “limited” deposit withdrawals as the share price plunged, although some of that was offset by short-term repo loans from other institutional investors. Even though the European Central Bank has shown itself willing to keep propping up banking with cheap cash, shareholder jitters about the health of the system haven’t gone away.

Dispelling the market’s darkest fears remains an uphill struggle for Monte Paschi, so there’s plenty of room for any improvement in sentiment (slight or not). Its shares trade at 0.2 times book value, the steepest discount in the STOXX 600 Europe banks index.

But a turnaround needs more than a single quarter’s surprise. If the new government-backed measures and search for private-sector buyers don’t deliver soon, any flicker of light will be snuffed out.