Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Consiglio Europeo. Ancora stallo. Rinvio.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-19.

Buco nell'acqua. Lago Berryessa. California. 001

Ancora una volta il Consiglio Europeo non è stato in grado di prendere una decisione.

«Ma quattro Paesi sedicenti “frugali” – Austria, Danimarca, Olanda e Svezia – hanno presentato nel pomeriggio di oggi una controproposta in cui chiedono di abbassare drasticamente le sovvenzioni a fondo perso (grants), portandole a 155 miliardi di euro nel Rrf Facility, e di eliminare altri 190 miliardi di euro dal piano generale Next Generation Eu»

Ursula von der Leyen, Christine Lagarde ed Angela Merkel hanno chiaramente messo in mostra le loro scarne doti politiche di capacità di mediazione politica.

Sono sette mesi che l’Unione Europea non riesce a decidere alcunché, e lo sfacelo politico, sociale ed economico è sotto gli occhi di tutti.

Poi, se anche decidesse qualcosa, ci sarebbe lo scoglio del parlamento europeo, che ha già chiarito le sue posizioni.

Europarlamento. Merkel predica il suo credo, ma sono ben pochi i convertiti.

Europarlamento. Diktat al Consiglio Europeo su Budget e Recovery Fund.

*

Intanto, mentre il blocco europeo si cimenta in arzigogoli bizantini, il mondo prosegue nella ripresa:

Cina. Secondo Trimestre Q2. Pil +3.2% YoY, +11.5% MoM. Ora conquista il mondo.

*

Stessa epidemia da Covid-19, stesso lockdown, ma i macrodati cinesi indicano come quella nazione si sia ripresa come se l’epidemia non ci fosse stata.

La differenza sostanziale è nella differente Weltanschauung, nella differente organizzazione statale, e nel differente governo.

*


A che punto è il negoziato europeo sul Recovery Fund.

I Paesi del Nord chiedono un taglio all’ammontare dei sussidi previsti dal ‘Next generation Ue’ e pretendono che il via libera allo stanziamento delle risorse sia dato dal consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue, con voto all’unanimità. Condizioni che secondo Conte sono inaccettabili.

Ancora un rinvio per il vertice dei leader Ue. La riunione del Consiglio Ue e’ terminata e i capi di Stato e di governo dei 27 si riuniranno di nuovo domenica a mezzogiorno. 

È stallo nel negoziato per decidere il pacchetto di aiuti da destinare ai Paesi colpiti dal Covid 19 e, per il secondo giorno consecutivo, Giuseppe Conte è impegnato in un “confronto molto duro” coi Paesi cosiddetti ‘frugali’ guidati dall’Olanda di Mark Rutte, che non cedono ponendo condizioni che l’Italia respinge come “inaccettabili”.

Cosa chiedono i Paesi ‘frugali’?

I Paesi del Nord chiedono un taglio all’ammontare dei sussidi previsti dal ‘Next generation Ue’ e pretendono che il via libera allo stanziamento delle risorse sia dato dal consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue, con voto all’unanimità.

Nel suo intervento nel corso della plenaria, il presidente avverte che darà battaglia ai paradisi fiscali mentre nel pomeriggio ricorda che in ballo c’è anche la discussione del “quadro finanziario pluriennale con i ‘rebates'”, ovvero gli ‘sconti’ che interessano ai ‘frugali’.

Qual è l’ultima proposta sul tavolo?

Dopo la fumata nera di venerdì, la seconda giornata di colloqui si apre con uno spiraglio di ottimismo, arrivato in mattinata, insieme al (raro) sole bruxellese, e la nuova proposta presentata dal presidente del consiglio europeo Charles Michel. La bozza di ‘negotation box’ viene discussa in un incontro a sette prima dell’avvio della sessione plenaria. Presenti i principali ‘attori’ del negoziato: Conte, Rutte, Michel, la cancelliera tedesca Angela Merkel (ritenuta la ‘mente’ della mediazione), il presidente francese Emmanuel Macron, il collega spagnolo Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen.

Dagli italiani non c’è un commento ufficiale alla nuova proposta del consiglio che prevede un taglio da 500 a 450 miliardi nell’ammontare dei sussidi e l’approvazione dei piani da parte della Commissione, sottoposta però al vaglio del consiglio che vota con maggioranza qualificata (65% Paesi con 55% della popolazione).

La bozza poi prevede che, in fase di attuazione, prima dell’erogazione delle risorse, vi sia la possibilità per uno Stato di chiedere la riconvocazione del consiglio entro tre giorni per discutere un piano di riforme che sollevi perplessità.

Qual è la posizione dell’Italia

L’Italia dall’inizio trattativa chiede che l’approvazione dei piani sia affidata alla Commissione e non sia sottoposta al veto dei singoli Stati. Anche se in giornata avanza una proposta di mediazione che propone un ‘disco verde’ a maggioranza qualificata del consiglio (al posto dell’unanimità) in fase di stanziamento delle risorse.

Ma, durante il suo intervento in plenaria, Conte si concentra contro i ‘frugali’. Il presidente attacca l’approccio “ben poco costruttivo” con cui alcuni Paesi affrontano la discussione, dimostrando “scarsa consapevolezza sulla crisi epocale che l’Europa sta vivendo e sulla necessità di una pronta ed efficace reazione”.

Il premier prende di mira “in particolare con i Paesi che vogliono riservarsi un veto sull’attuazione del budget”. “È inaccettabile giuridicamente e politicamente perché – sostiene – altera l’assetto istituzionale europeo”. “È una discussione spartiacque, perché da domani dovrà essere affrontata in tutte le sedi europee una riforma organica della politica fiscale europea”, aggiunge.

“L’Italia ha deciso di affrontare, di sua iniziativa, un percorso di riforme che le consentano di correre”, assicura. Ma, avverte, “pretenderà una seria politica fiscale comune, in modo da affrontare una volta per tutte surplus commerciali e dumping fiscali, per competere ad armi pari”.

Prima di una nuova tornata di incontri (dopo la plenaria, Conte rivede Merkel, Sanchez, Michel e ha due colloqui con von der Leyen e uno a tre con l’olandese Rutte), il premier fa un breve aggiornamento in diretta Facebook, in cui riconosce che il negoziato è in una “fase di stallo e che si sta rivelando più complicato del previsto” e invita a “trovare una sintesi” perché è “nell’interesse di tutti”. 

*


Il Consiglio Ue sul piano di rilancio riconvocato oggi alle 12.

Dopo una difficile giornata di negoziato al vertice Ue a Bruxelles, con un muro contro muro tra l’Italia, altri Paesi e i cosiddetti “frugali”, Olanda in testa, nonché dopo la sospensione e la ripresa del vertice in serata, la riunione del consiglio europeo è stata riconvocata per domenica 19 luglio, alle 12.

La cena Sabato sera si era tenuta la cena di lavoro dei leader europei, al termine di una seconda giornata di trattative in cui non si sono chiuse le distanze su vari aspetti controversi del piano di rilancio post crisi pandemica Next Generation Eu. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel non ha presentato alla cena una nuova proposta di mediazione, ma solo un “aggiornamento” del “non paper” di oggi. (Nella foto Mark Rutte, il primo ministro olandese).

Nonostante diverse consultazioni e riunioni a gruppi, durante tutto il pomeriggio, permangono divisioni sull’ammontare del piano, la quota di sovvenzioni a fondo perso rispetto ai prestiti e i meccanismi di governance per controllarne l’erogazione.

Se domani persistesse il blocco sui temi chiave allora bisognerà decidere “se vale la pena continuare”. I Paesi del Sud Europa, tra cui Italia, Spagna e Portogallo, quelli più colpiti dalla pandemia, ma anche Francia e Germania, sostengono la proposta della Commissione e della presidenza del Consiglio Ue, che nell’ultima proposta di Michel lasciava il piano totale a 750 miliardi di euro e che prevedeva 450 miliardi in grants, di cui 325 miliardi nel Recovery and Resilience Facility. Ma quattro Paesi sedicenti “frugali” – Austria, Danimarca, Olanda e Svezia – hanno presentato nel pomeriggio di oggi una controproposta in cui chiedono di abbassare drasticamente le sovvenzioni a fondo perso (grants), portandole a 155 miliardi di euro nel Rrf Facility, e di eliminare altri 190 miliardi di euro dal piano generale Next Generation Eu.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Leader europei convengono di essere in pieno disaccordo. Tutto rimandato.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-26.

Demolizione_Fabbricati__001__

«Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur» [Livio. Storiae. XXI, 7]


Così, mentre la crisi da coronavirus diventa ogni giorno economicamente più severa, il Consiglio Europeo passa il suo tempo a litigare, arroccato su posizioni inconciliabili.

Ma senza accordo nessun provvedimento può essere approvato con la unanimità che è richiesta per questa tipologia di argomenti.

La conseguenza è semplice: senza unanimità si possono promettere fantastilioni che tanto alla fine non si vede un centesimo bucato. Gli europei davranno cavarsela con le risorse proprie

Né si potrebbe sperare che a luglio si possa raggiungere un accordo.

* * * * * * *

«EU leaders agreed to disagree on Friday (19 June) on key aspects of the recovery package and the bloc’s long-term budget and reconvene in person in Brussels in mid-July to bridge the yawning gaps between their positions»

«The 27 leaders held a videoconference with top EU officials to share their views on the 2021-27 budget of about €1.1 trillion, and the EU Commission’s proposal to borrow €750bn from the market to pump it to the European economy – especially those countries hardest hit by the coronavirus, such as Italy and Spain»

«While leaders agreed that the commission’s borrowing could go ahead, they disagreed on the size of the recovery package. …. The 27 also disagreed whether it should be distributed to member states through grants or loans, on what criteria, and what sort of further revenue and taxes the EU itself can have …. Countries also disagreed on rebates»

* * * * * * *

No breakthrough as EU divisions remain over €750bn COVID-19 recovery plan

«European leaders are no closer to agreeing on a COVID-19 recovery package. …. On the table is an ambitious plan of shared debt totalling €750bn, mostly through loans to help out those hardest hit by the coronavirus pandemic. …. But Europe is divided on the issue.»

European Council. Video conference of the members of the European Council, 19 June 2020

«Leaders discussed the proposal for a new recovery instrument and for the multiannual financial framework (MFF) for 2021-2027, presented by the European Commission on 27 May 2020.»

Remarks by President Charles Michel following the video conference of the members of the European Council, 19 June 2020

«We had today the occasion to have this video conference at the level of the European Council. And as you know, the main topic was the MFF (Multiannual Financial Framework) and the Recovery Fund. It was the first occasion to discuss at the level of the leaders the proposals put on the table by the Commission, the MFF and the Recovery Fund. It was the occasion to observe that on different points there is an emerging consensus, which is very positive. But at the same time, we don’t underestimate the difficulties. And on different topics we observe that it is necessary to continue to discuss»

* * * * * * *

Italia avrà 20 miliardi da programma Ue Sure per occupazione – Conte

«Il premier Giuseppe Conte ha detto che l’Italia riceverà circa 20 miliardi di euro nell’ambito del programma europeo per l’occupazione denominato Sure.

In una conferenza stampa Conte ha poi aggiunto che l’Italia beneficerà anche di fondi disponibili attraverso la Bei nell’ambito di un pacchetto più ampio dell’Unione europea per spingere le economie del blocco frenate dalla crisi del coronavirus»

Siamo incantati delle pie illusioni di Mr Conte, sempre più sorpresi che gli italiani gli diano ancora credito.

Quei denari non li vedremo né oggi, né domani, né mai.

*


EU Observer. EU leaders to reconvene in July on budget and recovery

EU leaders agreed to disagree on Friday (19 June) on key aspects of the recovery package and the bloc’s long-term budget and reconvene in person in Brussels in mid-July to bridge the yawning gaps between their positions.

The 27 leaders held a videoconference with top EU officials to share their views on the 2021-27 budget of about €1.1 trillion, and the EU Commission’s proposal to borrow €750bn from the market to pump it to the European economy – especially those countries hardest hit by the coronavirus, such as Italy and Spain.

While leaders agreed that the commission’s borrowing could go ahead, they disagreed on the size of the recovery package.

The 27 also disagreed whether it should be distributed to member states through grants or loans, on what criteria, and what sort of further revenue and taxes the EU itself can have.

Countries also disagreed on rebates – a compensation for some countries which pay into the EU budget more than they get out. Most member states are arguing for its phase-out, but the loose alliance of the ‘Frugal Four’, most notably the Netherlands, insist on it.

Most EU countries and senior EU officials emphasised the need to come to an agreement fast, as a stimulus is urgently needed as Europe faces its worst economic crisis in decades due to the coronavirus pandemic.

EU Council president Charles Michel, who will put forward a compromise proposal before the July summit, said after the four-hour online meeting that leaders need to “take a decision as soon as possible”.

EU Commission president Ursula von der Leyen echoed that, telling reporters that “many leaders stressed” the need to decide before the summer break.

EU officials and diplomats had already talked up the possibility of a second summit in July to make sure a deal is reached, and the prime ministers of Span and Italy also called for a speedy agreement.

However, Dutch prime minister Mark Rutte poured cold water on these heightened expectations, saying he was not sure there could be an agreement in the summer, or if there is a need to hurry.

“We continue to stand fairly far from each other,” said Swedish PM Stefan Lofven, who also belongs to the so-called frugal group.

“There is an emerging consensus, but we don’t underestimate the difficulties,” Michel acknowledged after the meeting.

Clearer link

Before leaders moved into their discussion, European Central Bank president Christine Lagarde warned them that Europe’s economy was in a “dramatic fall”.

Lagarde said she expects a quarter-on-quarter decline of 13 percent in the second quarter for the eurozone and a contraction of 8.7 percent in 2020 overall.

The worst impact on the labour market is still to come and unemployment could end up at 10 percent – which would particularly hit young Europeans hard.

However, some member states led by the ‘frugals’, want to make sure that the recovery package is only used to offset the affects of the corona crisis, and not to aid countries where economic reforms had been lagging for years.

“[For] some member states it is important to have a clearer link between the data related to the recovery fund, and the distribution of fund, and the Covid-19, this is one of the issues we have to tackle,” Michel confirmed.

The frugal countries, which are also net contributors into the EU budget, wants stricter conditions to access the recovery money, and a clearer link to the corona crisis when calculating the distribution of the fund.

“This package is not intended to save individual member states or to address the past difficulties of individual member states. There will certainly be a debate in the future on the debt sustainability of the member states and how to be better prepared for such crises and shocks, but this is the place for another debate,” Finnish prime minister Sanna Marin, who is supporting the frugal position, said.

Some eastern European governments, worried that the new criteria would divert funds to southern countries, would also like to see a more direct link to the current crisis.

Von der Leyen argued that it is difficult to separate the Covid-19-related shock and the vulnerability of certain economies.

“The negative effect of the crisis was prominent in member states that were not resilient enough in their overall structure to absorb the overall shock of the crisis, she said.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Gli eurocrati lanciano un J’accuse contro Frau Ursula von der Leyen.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-18.

2020-05-15__J'Accuse 001

Purtroppo per l’umanità i J’accuse compaiono dopo i fatti, ed anche in quella circostanza ben pochi li razionalizzano.

«EU Officials Ask If They Have the Wrong Person Running the Show»

«National governments are reasserting their power, the coronavirus is exposing the EU’s old faultlines with a new ferocity and, six months into the job, some officials who work with Ursula von der Leyen are asking whether she’s up to it.»

«In the past two months, the president of the European Commission has been scolded by German Chancellor Angela Merkel, provoked diplomatic outrage by deriding calls for joint debt issuance and apologized to Italy after the executive’s emergency mechanism failed to rally aid from other member states as it was supposed to.»

«With the shock of Brexit still to be properly absorbed, the pandemic has blown a hole in budgets across much of southern Europe and left Italy dependent on the European Central Bank.»

«The Dutch and the Austrians are blocking the sort of aid needed to help Rome stabilize its finances and last week the German constitutional court signaled it’s ready to impose limits on the ECB’s ability to hold the euro area together.»

«If von der Leyen, 61, could choose a battle to get her presidency on track, she probably wouldn’t have inserted herself in between the ECB and its biggest shareholder.»

«Nevertheless, on Sunday she threatened to sue Germany, risking an unprecedented showdown at a moment when leaders like Emmanuel Macron of France are talking openly of an EU break up.»

«EU Court Faces ‘Declaration of War’ From Germany’s Top Judges»

«Veteran officials describe disarray in the organization von der Leyen has led since Dec. 1. One compared the chaos to the situation in 1999 when a corruption scandal forced the entire leadership to resign»

«Some colleagues say that when von der Leyen finds her feet, she’ll prove an effective president. They point to her passion for green issues which, before the pandemic, were supposed to be the centerpiece of her five-year mandate»

«They point to her passion for green issues which, before the pandemic, were supposed to be the centerpiece of her five-year mandate …. and they ask how much of the criticism is because she’s a woman»

«Other insiders said that commissioners are briefing against their boss and von der Leyen has tried and failed to exert control»

«Her predecessor Jean-Claude Juncker had stood up to the leaders and at times even showed them up with his deep familiarity with the bloc’s workings. He had a right-hand man in Martin Selmayr who’d already worked at the commission for a decade, knew where the bodies were buried and commanded fierce loyalty from those in his confidence.»

«Merkel Wanted Someone Else. …. Colleagues say the way she was appointed compromised her authority from the outset.»

«The former head of Merkel’s Social Democratic coalition partner, Martin Schulz, said the EU had chosen the worst-qualified member of the German cabinet»

«The problem is that the forces driving national capitals apart have suddenly multiplied. The executive is part of the institutional framework that is supposed to hold them together and its weakness is being felt.»

«Officials say that the commission’s work on a plan for economic recovery after the pandemic has been held back partly because von der Leyen lacks the strong ties to capitals that would help her forge compromises»

«Officials said the virus has exacerbated von der Leyen’s problems in controlling the organization she heads, with some commissioners staying in their own countries and briefing their own national media rather than being in Brussels.»

«Von der Leyen has lost a lot of battles so far in her brief tenure. If she loses again when she attempts to defend the ECB against the German constitutional court, that would put another serious crack in the edifice of EU unity.»

* * * * * * *

Tutti i problemi sono semplici se si individuano le loro radici: la difficoltà consiste solo nel procedere logicamente da quelle alla contingenza attuale.

La nomina di Frau von der Leyen non è stata voluta dall’Innominato, che la ha dovuta subire, e che ha quindi dichiarato guerra all’Unione Europea. Così come è organizzata e diretta, così come agisce, questa Europa non gli serve e gli è solo di ostacolo.

*


EU Officials Ask If They Have the Wrong Person Running the Show

The European Union’s top official is struggling.

National governments are reasserting their power, the coronavirus is exposing the EU’s old faultlines with a new ferocity and, six months into the job, some officials who work with Ursula von der Leyen are asking whether she’s up to it.

In the past two months, the president of the European Commission has been scolded by German Chancellor Angela Merkel, provoked diplomatic outrage by deriding calls for joint debt issuance and apologized to Italy after the executive’s emergency mechanism failed to rally aid from other member states as it was supposed to.

Her personal travails come at a critical juncture.

With the shock of Brexit still to be properly absorbed, the pandemic has blown a hole in budgets across much of southern Europe and left Italy dependent on the European Central Bank. The Dutch and the Austrians are blocking the sort of aid needed to help Rome stabilize its finances and last week the German constitutional court signaled it’s ready to impose limits on the ECB’s ability to hold the euro area together.

If von der Leyen, 61, could choose a battle to get her presidency on track, she probably wouldn’t have inserted herself in between the ECB and its biggest shareholder. Nevertheless, on Sunday she threatened to sue Germany, risking an unprecedented showdown at a moment when leaders like Emmanuel Macron of France are talking openly of an EU break up. That Germany happens to be her home country, gives it all a further political dimension.

The 27-nation bloc will probably muddle through this crisis like it always has in the past. But it’s getting hard to work out how it’ll manage this time. And the commission is adding to the confusion.

EU Court Faces ‘Declaration of War’ From Germany’s Top Judges

Veteran officials describe disarray in the organization von der Leyen has led since Dec. 1. One compared the chaos to the situation in 1999 when a corruption scandal forced the entire leadership to resign.

Some colleagues say that when von der Leyen finds her feet, she’ll prove an effective president. They point to her passion for green issues which, before the pandemic, were supposed to be the centerpiece of her five-year mandate. They say anyone would have struggled with such a major crisis so early on, particularly one that hits the EU’s pressure points and they ask how much of the criticism is because she’s a woman. The commission’s press office didn’t respond to requests for comment on Sunday night.

Other insiders said that commissioners are briefing against their boss and von der Leyen has tried and failed to exert control.

A Feature, Not a Bug

Believe it or not, this is how it was meant to be. Sort of.

When EU leaders picked von der Leyen last year, they deliberately eschewed candidates with greater experience, charisma or cunning for someone with little knowledge of the machinations of EU politics.

Her predecessor Jean-Claude Juncker had stood up to the leaders and at times even showed them up with his deep familiarity with the bloc’s workings. He had a right-hand man in Martin Selmayr who’d already worked at the commission for a decade, knew where the bodies were buried and commanded fierce loyalty from those in his confidence.

Von der Leyen is only the second person in 35 years to become permanent commission president without previously serving as an EU prime minister and she has neither a power base in Brussels nor an extensive network of back channels to the capitals. She places much of her trust in the advisers she brought from Berlin and they, commission officials said, command nothing like the respect that Selmayr had.

Von der Leyen, a mother of seven and a qualified doctor, became an ever present in Merkel’s governments before she took her present job. After living in London, California and Berlin, she now sleeps in a converted office near the top of the commission’s headquarters in the center of Brussels.

Merkel Wanted Someone Else

Colleagues say the way she was appointed compromised her authority from the outset.

Others had been campaigning for months to replace Juncker, von der Leyen hadn’t even been in the running until leaders plucked her from the relative obscurity of German defense ministry.

When Merkel emerged from the all-night summit negotiations, she acknowledged she’d “pushed for a different result for the entire day.” The former head of Merkel’s Social Democratic coalition parters, Martin Schulz, said the EU had chosen the worst-qualified member of the German cabinet.

In more ordinary times, a hamstrung commission might have been just part of the EU game. The executive could focus on drafting legislation, regulating the world’s biggest single market and negotiating trade deals.

The problem is that the forces driving national capitals apart have suddenly multiplied. The executive is part of the institutional framework that is supposed to hold them together and its weakness is being felt.

In a video message last week, von der Leyen appealed for “solidarity”

 from all sides. “This solidarity is not self-evident, it’s not a given,” she said. “It requires compromise and effort on everyone’s part.”

Defending the ECB

Officials say that the commission’s work on a plan for economic recovery after the pandemic has been held back partly because von der Leyen lacks the strong ties to capitals that would help her forge compromises. She told the leaders last month she’d have a proposal ready for them by May 6. Last week, the commission said it would miss that deadline and the plan would arrive later in the month

When Bloomberg obtained a leaked draft late in April outlining a 2 trillion euro, $2.2 trillion plan, a commission spokesman said von der Leyen hadn’t even seen it. And it was a shock to leaders too. On a private video conference, Merkel reprimanded her former minister, asking to be informed before such proposals became public in future.

Diplomats said there had also been confusion in some countries over the running of a pledging conference led by von der Leyen earlier this month that raised 7.5 billion euros for coronavirus treatment and testing.

She’s faced questions in recent days about why she paid an outside company to improve her social media image rather than use the commission’s own advisers. Her spokesman Eric Mamer said there had been no impropriety because the contract started before she began the job. However, he added: “If it’s something that needs to be changed then it’s certainly something the commission will consider with great attention.”

Officials said the virus has exacerbated von der Leyen’s problems in controlling the organization she heads, with some commissioners staying in their own countries and briefing their own national media rather than being in Brussels. Even before the pandemic, von der Leyen opted for unusual ways to show she was in charge: in February she held her own press conference on artificial intelligence minutes before two of her commissioners held a separate one launching a white paper on the issue.

Von der Leyen has lost a lot of battles so far in her brief tenure. If she loses again when she attempts to defend the ECB against the German constitutional court, that would put another serious crack in the edifice of EU unity.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Commissione Europea. Previsioni. Macro dati. ‘Lasciate ogne speranza ….’

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-10.

Unione Europea 013

Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente. 

….

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“.

Dante. Inferno. III. 1 – 3, 9.

*


Questi sono i dati macro rilasciati più di recente per l’Eurozona.

Eurozona. Dati Macro. Prepariamoci alla società della miseria.

Suprema Corte, ECB e Corte Costituzionale tedesca, ovvero il chaos.

Eurozona. Pil primo trimestre -3.8%. trimestre su trimestre.

Eurozona. Fiducia e sentiment sono crollati ad aprile.

ECB. L’economia in Eurozona si contrarrà fino al 15%.

Eurozona. Marzo. Indici provvisori PMI Markit.

Eurozona. Fiducia dei Consumatori -22.7. Da un anno è negativa.

Eurozona. Il cigno nero della stagflazione volteggia come un avvoltoio.

Ma se questi dati ed indicatori sono severamente negativi, ci si ricordi come si sia soltanto agli inizi, ed il futuro si prospetti ben peggio. La valutazione è della Commissione Europea.

«L’Europa sta sperimentando uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione»

«La Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche di primavera»

«nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. Il crollo del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5%, della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%.»

«Le stime di crescita dell’Ue e dell’Eurozona …. sono state riviste al ribasso di 9 punti percentuali rispetto alle scorse Previsioni di autunno»

«Il debito pubblico cresce in tutti i Paesi. Quello dell’Italia è previsto salire al 158,9% del Pil, della Francia al 116,5% e della Germania al 75,6%.»

«Si va dal -4,3% del Pil della Polonia al -9,7% del Pil della Grecia»

«si vede un’Europa spaccata in due: il debito pubblico esplode tra i Paesi del Sud che partivano già più indebitati»

«La Francia passerà dal 98,1% del 2019 al 116,5% di quest’anno. La Spagna dal 95,1% al 115,6%, il Portogallo dal 117,7% al 131,6%.»

«il Belgio che vedrà salire il proprio debito pubblico dal 98,6% al 113,8%. Quello dell’Olanda, invece, passerà dal 48,6% al 62,1%.»

«Cresce ovviamente anche il deficit in rapporto al Pil ovunque nell’Unione»

«In Italia quest’anno salirà all’11,1% per scendere al 5,6% nel 2021, in Spagna sarà del 10,1% e calerà al 6,7%, in Francia del 9,9% e passerà al 4%.»

«Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona passa dal 7,5% dello scorso anno al 9,6% di quest’anno»

«Quanto all’inflazione, la Commissione si aspetta che cali in modo significativo nel 2020 a causa della caduta della domanda e del prezzo del petrolio»

* * * * * * *

A voler proprio essere ottimisti contro ogni evidenza dei fatti, la ripresa sarà lontana e molto dura.

Ma la constatazione peggiore è l’elevato tasso di litigiosità tra i paesi membri della eurozona, che non riescono a trovare un accordo su nulla.

Se è vero che la situazione è grama, sarebbe anche doveroso prendere atto della incapacità politica ed economica di Frau Ursula von der Leyen e di Mrs Christine Lagarde.

*


Le stime Ue: debito pubblico dell’Italia al 158,9%, il doppio di quello di Olanda e Germania

Ora ci sono le stime dell’impatto del coronavirus sull’economia europea, su cui sarà elaborato il Piano per la ripresa dell’Ue: quest’anno crollo del Pil, esplosione del debito pubblico e del deficit in tutti i Paesi anche se con intensità diverse. «L’Europa sta sperimentando uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione», ha commentato il Commissario ue all’Economia, Paolo Gentiloni. Poi nel 2021 ci sarà la ripresa che sarà differente da Stato e Stato, e che rende quanto mai necessario il Recovery Istrument. La Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche di primavera: nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. Il crollo del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5%, della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%. Nel 2021 tutti riprenderanno a correre: il Pil dell’Eurozona +6,3%, dell’Ue +6,1%, dell’Italia +6,5%, della Francia +7,4%, della Germania +5,9%. «Le stime di crescita dell’Ue e dell’Eurozona — spiega la Commissione — sono state riviste al ribasso di 9 punti percentuali rispetto alle scorse Previsioni di autunno». Il debito pubblico cresce in tutti i Paesi. Quello dell’Italia è previsto salire al 158,9% del Pil, della Francia al 116,5% e della Germania al 75,6%. L’economia italiana entrerà in una «profonda recessione».

I rischi per il mercato interno

La pandemia ha generato uno «choc simmetrico» che ha colpito tutti gli Stati membri. Si va dal -4,3% del Pil della Polonia al -9,7% del Pil della Grecia, ma la forza della ripresa del 2021, sottolinea la Commissione, sarà «marcatamente» diversa perché «la ripresa di ogni Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia ma anche dalla struttura delle rispettive economie e dalla capacità di rispondere con politiche di stabilizzazione». La Commissione ricorda poi «l’interdipendenza tra le economie europee», dunque la ripresa di ogni Paese andrà a condizionare anche quella degli altri. Per questo «la ripresa collettiva dipenderà dalle forti risposte coordinate a livello dell’Ue e nazionale», ha commentato il vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovskis. E il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sottolineato che «queste differenze sono una minaccia per il mercato unico e per l’Eurozona, che può essere mitigata attraverso una decisiva azione congiunta europea».

Il debito pubblico esplode al Sud

A guardare i numeri nel dettaglio, si vede un’Europa spaccata in due: il debito pubblico esplode tra i Paesi del Sud che partivano già più indebitati. La Francia passerà dal 98,1% del 2019 al 116,5% di quest’anno. La Spagna dal 95,1% al 115,6%, il Portogallo dal 117,7% al 131,6%. Dell’Italia si è già detto, avrà il debito più alto dell’Ue dietro alla Grecia. In questo gruppo si inserisce, però, anche il Belgio che vedrà salire il proprio debito pubblico dal 98,6% al 113,8%. Quello dell’Olanda, invece, passerà dal 48,6% al 62,1%. Non è difficile capire perché il premier olandese Mark Rutte, al termine dell’ultimo Consiglio europeo che ha incaricato la Commissione Ue di elaborare un Fondo per la ripresa agganciato al bilancio Ue 2021-2027 — definito «necessario e urgente» — ha dichiarato di non vedere tutta questa urgenza.

Deficit e disoccupazione

Cresce ovviamente anche il deficit in rapporto al Pil ovunque nell’Unione. In Italia quest’anno salirà all’11,1% per scendere al 5,6% nel 2021, in Spagna sarà del 10,1% e calerà al 6,7%, in Francia del 9,9% e passerà al 4%. Il deficit della Germania, che nel 2019 aveva un surplus dell’1,4%, vedrà esplodere il deficit al 7% ma già nel 2021 sarà sceso all’1,5% perfettamente in linea con i parametri del Patto di stabilità (che ora è stato sospeso per l’emergenza coronavirus). Allarmanti anche i dati sulla disoccupazione, che ancora una volta mostrano come l’emergenza nel Sud Europa sia più forte. Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona passa dal 7,5% dello scorso anno al 9,6% di quest’anno per scendere all’8,6% nel 2021. Ma se si guardano i singoli Stati, si vede che in Germania la percentuale di senza lavoro passa dal 3,2% del 2019 al 4% di quest’anno per scendere al 3,5% nel 2021. L’andamento in Olanda sarà 3,4%-5,9%-5,3%, mentre in Italia 10%-11,8%-10,7% e in Francia 8,5%-10,1% -9,7%. Quanto all’inflazione, la Commissione si aspetta che cali in modo significativo nel 2020 a causa della caduta della domanda e del prezzo del petrolio.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurogruppo allo sfascio. Mancano all’appello, tra l’altro, mille miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-08.

Bambole non c'è poù una lira

Notiamo intanto una questione procedurale, di denso significato politico.

Sassoli escluso dal vertice Ue da Angela Merkel.

«Per capire quanto “pesa” il nostro Paese in sede europea basti pensare che il primo ministro olandese Mark Rutte e la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbero escluso il presidente del Parlamento europeo David Sassoli dai colloqui europei sulla crisi del coronavirus, secondo quanto riferito da El Pais. Per la precisione si tratterebbe di una teleconferenza svoltasi ieri tra i presidenti del Consiglio Europeo, Charles Michel, della Commissione Ursula von der Leyen, della Bce Christine Lagarde e dell’Eurogruppo Mario Centeno.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo, David Sassoli sarebbe stato deliberatamente non invitato al vertice. Un’esclusione piuttosto umiliante non solo per l’Italia ma per l’istituzione che rappresenta i popoli dell’Unione europea, l’unica a essere eletta direttamente dai cittadini dell’Unione.»

Da un punto di vista politico dovrebbe essere sottolineato il fatto:

«il primo ministro olandese Mark Rutte e la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbero escluso il presidente del Parlamento europeo David Sassoli dai colloqui europei sulla crisi del coronavirus …. David Sassoli sarebbe stato deliberatamente non invitato al vertice».

L’Unione Europea ha subito una profonda mutazione: il Consiglio Europeo ha ripreso le redini del comando e l’europarlamento ha perso gran parte della passata importanza.

Di fatto è iniziato un periodo storico in cui l’Unione si presenta ed agisce come insieme di stati sovrani, capaci di diritto di veto. È la fine conclamata dell’utopia di uno stato europeo, con tutte le conseguenze.

* * * * * * *

«L’Eurogruppo più atteso di sempre, chiamato a fronteggiare la crisi economica scaturita dall’emergenza pandemica, si è concluso con un nulla di fatto ed è stato rinviato a giovedì»

«Il premier Giuseppe Conte l’ha detto molto chiaramente alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: “L’Italia non accetterà compromessi a ribasso”.»

«Del resto l’Eurogruppo è un tavolo tecnico, non può prendersi la responsabilità di decidere su un tema tanto sensibile politicamente, può solo formulare proposte al vertice Ue, che si riunirà dopo Pasqua.»

«Il pacchetto che i ministri passano in esame comprende tre punti»

«Il primo è il sostegno ai Paesi, attraverso l’utilizzo di un Mes alleggerito delle sue condizionalità più rigide e in grado di dare crediti per 240 miliardi di euro. Ogni Paese potrebbe prendere in prestito fino al 2% del proprio Pil, e per l’Italia sarebbero circa 35 miliardi»

«Il secondo punto è il sostegno ai lavoratori, con un meccanismo da 100 miliardi per aiutare la cassa integrazione dei 27 Paesi Ue»

«Il terzo è il sostegno alle imprese, con la Bei che entra in campo per far arrivare 200 miliardi alle Pmi»

«In tutto sono 500 miliardi, appena un terzo dello stimolo necessario a far ripartire l’economia europea secondo i calcoli della Commissione Ue»

* * * * * * *

Mancano all’appello, tra l’altro, mille miliardi.

E questo per il semplice motivo che l’Unione Europea non li ha ed ha anche esaurito la propria fantasia di alchimie finanziarie.

Vir pauper imago mortis.

Mene, Tekel, Fares.

Questa Unione Europea sembrerebbe avere i giorni contati.

*


Eurogruppo rinviato a domani, nessun accordo per ora.

Annullata conferenza stampa.

L’Eurogruppo più atteso di sempre, chiamato a fronteggiare la crisi economica scaturita dall’emergenza pandemica, si è concluso con un nulla di fatto ed è stato rinviato a giovedì.

Annullata la conferenza stampa.

Nulla di fatto per il momento all’Eurogruppo sulle misure da mettere in campo per affrontare la crisi economica conseguente all’emergenza coronavirus. Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha quindi deciso di sospendere la riunione che riprenderà giovedì.

“La conferenza stampa dell’Eurogruppo prevista per stamani alle 10 sarà cancellata, perché l’incontro è stato sospeso e continuerà giovedì”. Lo annuncia dal suo profilo Twitter, Luis Rego, portavoce del presidente dell’Eurogruppo, che spiega come “più tardi verranno diffusi particolari”.

L’Eurogruppo, la maratona negoziale – E’ una maratona negoziale quella che affrontano i ministri dell’economia, nell’Eurogruppo più difficile dai tempi della crisi dell’euro. Divisi su come dare una risposta comune e adeguata allo shock economico da pandemia, cercano di approvare “il pacchetto economico più ambizioso di sempre”, come l’ha definito il presidente Mario Centeno. Ma perché il pacchetto passi, deve esserci tutto: dal Mes voluto dai Paesi del Nord agli Eurobond proposti dal Sud. Altrimenti il tavolo salterà. Il premier Giuseppe Conte l’ha detto molto chiaramente alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: “L’Italia non accetterà compromessi a ribasso”.

Il negoziato è difficile e la riunione, iniziata alle 16 di martedì già in ritardo di un’ora, continua ad accumulare ritardi fino a notte, infilando una pausa dietro l’altra per consentire ai ministri di lavorare sul testo delle conclusioni accettabili da tutti. Centeno, che presiede la riunione, super partes per ruolo istituzionale, cerca però di aiutare i Paesi del Sud e fa entrare nelle conclusioni un riferimento alla proposta francese sugli Eurobond, cioè il Recovery fund. Sfidando i ‘no’ di Germania e Olanda. “Lavoriamo duro per arrivare ad un accordo”, fa sapere fino a notte il portavoce di Centeno. L’obiettivo sarebbe riuscire ad approvare un testo che contenga una formulazione accettabile di Mes e una di Eurobond, e passare rapidamente la palla ai leader. Del resto l’Eurogruppo è un tavolo tecnico, non può prendersi la responsabilità di decidere su un tema tanto sensibile politicamente, può solo formulare proposte al vertice Ue, che si riunirà dopo Pasqua.

Il pacchetto che i ministri passano in esame comprende tre punti. Il primo è il sostegno ai Paesi, attraverso l’utilizzo di un Mes alleggerito delle sue condizionalità più rigide e in grado di dare crediti per 240 miliardi di euro. Ogni Paese potrebbe prendere in prestito fino al 2% del proprio Pil, e per l’Italia sarebbero circa 35 miliardi. Il secondo punto è il sostegno ai lavoratori, con un meccanismo da 100 miliardi per aiutare la cassa integrazione dei 27 Paesi Ue. Il terzo è il sostegno alle imprese, con la Bei che entra in campo per far arrivare 200 miliardi alle Pmi. In tutto sono 500 miliardi, appena un terzo dello stimolo necessario a far ripartire l’economia europea secondo i calcoli della Commissione Ue. Così composto, il pacchetto quindi non può funzionare. E non solo perché l’Italia si oppone all’utilizzo del Mes, ma anche perché non c’è un chiaro riferimento agli Eurobond. La Francia l’ha detto con fermezza alla vigilia della riunione: se la sua idea di Eurobond, cioè un fondo temporaneo di solidarietà, non sarà sostenuto dall’Eurogruppo fin da subito, non darà il suo via libera al Mes. E non basta il vago accenno inserito frettolosamente nella prima versione di conclusioni. Il fronte del Sud sembra quindi compatto nel puntare i piedi: “Che si chiamino eurobond o coronabond, che sia un meccanismo dentro o fuori di quanto già esiste nell’Ue è secondario, l’importante è andare uniti sui mercati finanziari per garantire la ripresa”, ha detto la ministra dell’Economia spagnola, Nadia Calvino. “La Spagna è nel gruppo di Paesi con Italia e Francia, ma non solo. Sono numerosi gli Stati che lavorano a meccanismi di condivisione del debito”, spiega la ministra che guarda ad una proposta che sia “operativa al più presto”. E’ un messaggio chiaro al fronte del Nord, che vorrebbe approvare subito soltanto il pacchetto in tre punti di risposta all’emergenza, e mandare a casa il Sud con la promessa di discutere gli Eurobond in futuro, dopo aver fatto la conta dei danni di ognuno. La concessione che i rigoristi sono disposti a fare è soltanto sulla condizionalità del Mes: alleggerirla, ma cancellarla del tutto sarebbe impossibile, perché una forma di controllo su come vengono spesi gli aiuti dovrà esserci per forza. Francia, Italia e Spagna però non mollano: i debiti che si faranno per rimediare ai danni dell’epidemia – almeno una parte – devono essere messi in comune, altrimenti l’Eurozona ne uscirà troppo frammentata, e alcuni verrebbero ingiustamente penalizzati da quello che è uno shock simmetrico, cioè che non risparmia nessuno. Ma anche la Commissione è divisa sulla questione dei debiti: la presidente Ursula von der Leyen e il vicepresidente Valdis Dombrovskis continuano a sostenere che il piano Marshall può essere nel bilancio Ue, mentre i commissari Gentiloni e Breton lanciano una loro idea di Eurobond.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

von der Leyen. È comparsa la parola ‘sburocratizzazione’.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-07.

2020-04-07__von der Leyen 001

Per la prima volta da settanta anni a questa parte in Europa un capo di stato, Ursula von der Leyen, ha utilizzato una delle parole magiche del benessere e della crescita economica:

«sburocratizzazione».

È il rigetto totale ed assoluto del principale postulato dell’ideologia liberal socialista. Una inversione di rotta di centottanta gradi. Chi lo avrebbe mai detto?

Se il coronavirus fosse anche servito solo a questo, ne avrebbe avuto un grande merito.

* * * * * * *

«Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste»

«L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale»

«Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter»

«Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare»

* * * * * * *

L’epidemia da coronavirus ha innescato una crisi economica di portata biblica: attività produttive ferme per la quarantena e traffici di persone e merci quasi azzerati. Il virus ha decretato la fine della globalizzazione e la fine di un’Unione Europea iperburocratizzata, a conduzione socialista.

La ripresa, se mai la si potrà vedere, sarà lunga, tormentata e difficile.

Sicuramente le cure non potranno seguire i canoni la hanno causata.

Il coronavirus ha ucciso il concetto di Unione Europea assunta come stato sulla falsariga dell’ideologia liberal, dello statalismo.

Sia per Hegel che per Weber la burocrazia assume un ruolo primario nel processo di formazione e consolidamento dello Stato moderno. Essa costituisce inoltre per entrambi gli autori il trait d’union fondamentale tra razionalità e politica, il momento in cui le istituzioni si dotano di maggiore stabilità, prevedibilità, rispetto della legalità, assicurando un rapporto garantito e continuativo con il cittadino. Hegel e Weber si muovono in orizzonti molto simili anche sul piano descrittivo: le modifiche e le funzioni attribuite alla burocrazia sono le stesse, e identiche sono le procedure, le modalità, l’etica del comportamento, anche se si constata nei due autori una divergenza accentuata.

La burocrazia nasce dal potere, dal dominio di uno o di alcuni sopra i molti, dove quel dominio richiede degli agenti, interpreti fedeli della volontà di chi comanda, che eseguano gli ordini, che traducano in realtà le aspirazioni. Ogni nuova legge esige nuovi burocrati e nuovi funzionari che la applichino e che la facciano osservare.

Aristotele fornisce un’acuta descrizione delle necessità pratiche della vita comunitaria della città-Stato greca che impongono l’istituzione di magistrature per regolare i mercati, sovraintendere ai contratti, mantenere l’ordine, intraprendere opere pubbliche, amministrare le finanze.

L’interesse pubblico pare sia stato inventato perché gli uffici possano esistere.

La burocrazia non è pertanto un problema di cattivo governo: è un nuovo tipo di governo, nel quale la fonte dell’autorità veniva trasferita unicamente in forze impersonali incarnate nei funzionari.

Si determinava un labirinto di regole opprimenti che avrebbe necessitato di riforme, dall’altra ogni tentativo di intervenire in questo sistema sarebbe apparso come una irragionevole, disonesta, illegittima ingerenza personale.

Il tragico è che la burocrazia è autoreplicante: tende per sua natura ad ipertrofizzarsi, ed alla fine tende a vicariare il potere politico, avvolgendolo come un abile ragno in un bossolo di leggi, norme e regolamenti.

Alla fine persone non elette svolgini il ruolo abiurato dagli eletti.

*

Nel pensiero del grande predecessore di Hegel, Kant, la ragione diveniva non solo il tema centrale della filosofia, ma anche la verità eterna e divina e il fondamento trascendentale della personalità umana.

Le lezioni berlinesi di Hegel negli anni venti, successive al riassetto europeo dopo le guerre napoleoniche, tentavano di collocare la ragione non nella coscienza individuale bensì nel sistema statale esistente.

La libertà, lungi dall’essere posseduta per natura dagli esseri umani, era creata solo dallo Stato, e soltanto nell’attività organizzata dello Stato inteso come entità unica era possibile raggiungere la realizzazione individuale.

I funzionari statali di Hegel costituivano la parte più numerosa di quella classe media all’interno della quale egli situava l’intelligenza compiuta della massa della popolazione.

Hegel non esitò pertanto a definire i suoi funzionari statali (e anche l’esercito e la polizia) classe universale, poiché la loro attività aveva come scopo l’universale e, dal momento che questo non poteva essere confuso con le necessità private, egli sostenne che lo Stato doveva garantire la sicurezza e il soddisfacimento delle esigenze vitali dei propri funzionari. Ma il perseguimento dell’interesse universale poneva il funzionario statale in una posizione assolutamente superiore.

* * * * * * *

Sburocratizzare non significa soltanto razionalizzare la filiera decisionale e di controllo: significa rigettare in toto la visione hegeliana di stato e di burocrazia.

*


Von der Leyen presenta misure a sostegno agricoltura.

Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste.

BRUXELLES – L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale. Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter. “Siamo al fianco degli agricoltori”, ha affermato, con la promessa di varare “nuove azioni con l’evolvere della situazione”. 

“Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare. Le misure adottate a sostegno della libera circolazione delle merci, ed i permessi di viaggio per i lavoratori stagionali” servono ad “assicurare che gli europei abbiano cibo di alta qualità a prezzi accessibili sulle loro tavole, nonostante il coronavirus”, ha affermato von der Leyen. Tra le azioni, anche il sostegno alle strutture sanitarie nelle aree rurali.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia, Unione Europea

Ungheria. Orbán. Il parlamento decreta 137 a 53 lo stato di emergenza.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-31.

Ungheria 001

Le posizioni di Mr Orbán sono note.

Hungary Today. Orbán: ‘Hungary No Longer Dependent on EU Funding’

«Orbán insisted that many of Europe’s problems were linked to leaders in the EU who supported migration.

He said Socialist candidate Frans Timmermans, “the candidate of [US billionaire George] Soros” had been torpedoed. Meanwhile, the European People’s Party’s Manfred Weber, the prime minister added, would not end up as head of the European Commission because he had spoken “disrespectfully about the citizens of several countries, including Hungary”. ….

“Westerners and central Europe agreed on German defence minister Ursula von der Leyen,” ….

Orbán said “the right is a nationalist force while the left is internationalist” and “standing up for the homeland is a moral obligation on the right, but this is obviously not the case on the left.” ….

Concerning the fiscal policy of the EU in the next five years, Orbán said that Hungary is no longer dependent on EU funding, adding that Hungary’s economy could thrive without those funds. “But, of course, it is easier to succeed if the EU budget also supports Hungary’s goals.”»

* * * * * * *

Hungary Today. Coronavirus: Special Powers Granted to Gov’t to Fight Pandemic

«Lawmakers on Monday passed a bill aimed at extending a state of emergency and granting the government special powers to take extraordinary measures to contain the spread of novel coronavirus.

Among the measures, flouting quarantine regulations is punishable by up to three years in prison. Also, anyone who disseminates fake news or distorted real information in a way that obstructs the effectiveness of the response to the epidemic is a crime punishable by 1-5 years in prison. ….

The bill passed with 137 votes in favour and 53 against in a fast-tracked procedure. Submitted by the justice minister, the bill passed with the required two-thirds of votes. ….

All elections, by-elections and referendums will be postponed and held within 15 days of the end of the state of emergency.»

* * * * * * *

«The nationalist government in Hungary passed a law Monday granting sweeping emergency powers that Prime Minister Viktor Orban says are necessary to fight the coronavirus pandemic»

«Those powers include sidelining parliament and giving Orban the power to rule by decree indefinitely»

«The law would punish those who spread false information about the pandemic with up to five years in prison»

«Changing our lives is now unavoidable, …. Everyone has to leave their comfort zone. This law gives the government the power and means to defend Hungary»

«When this emergency ends, we will give back all powers, without exception»

* * *

Immediato l’ingresso dalle parodoi dei coreuti che intonano il ditirambo dei liberal socialisti.

Ma la loro voce rispecchia la loro impotenza politica, e fa parlare taluni oscuri testimoni ideologizzati, quasi costoro avessero autorità maggiore di un parlamento liberamente eletto.

«But critics insist that Orban is using the pandemic to grab power»

«An indefinite and uncontrolled state of emergency cannot guarantee that the basic principles of democracy will be observed»

«Bolsanaro in Brazil, Kaczynski in Poland…Trump in the United States, all of them have thought about using emergency powers. But no one has yet gone as far as Orban to really shut down democracy as anybody knew it in Hungary before»

* * *

La consueta malizia delle sinistre è evidente in questa dichiarazione:

«An indefinite and uncontrolled state of emergency cannot guarantee that the basic principles of democracy will be observed»

laddove invece

«When this emergency ends, we will give back all powers, without exception».

*

New Law Gives Sweeping Powers To Hungary’s Orban, Alarming Rights Advocates

The nationalist government in Hungary passed a law Monday granting sweeping emergency powers that Prime Minister Viktor Orban says are necessary to fight the coronavirus pandemic.

Those powers include sidelining parliament and giving Orban the power to rule by decree indefinitely. The law would punish those who spread false information about the pandemic with up to five years in prison.

“Changing our lives is now unavoidable,” Orban told lawmakers last week. “Everyone has to leave their comfort zone. This law gives the government the power and means to defend Hungary.”

During Monday’s vote, he said: “When this emergency ends, we will give back all powers, without exception.”

But critics insist that Orban is using the pandemic to grab power. “An indefinite and uncontrolled state of emergency cannot guarantee that the basic principles of democracy will be observed,” Council of Europe Secretary General Marija Pejčinović Burić wrote to Orban on March 24.

Orban rose to prominence in the European Union in 2015 by slamming the EU’s open-door response to asylum seekers. As Hungary’s prime minister for the past decade, he has upset EU leaders by weakening his country’s judicial and parliamentary systems to stifle opposition.

Kim Lane Scheppele, a Hungary expert at Princeton University, says Orban has stretched the law like no one else.

“Bolsanaro in Brazil, Kaczynski in Poland…Trump in the United States, all of them have thought about using emergency powers. But no one has yet gone as far as Orban to really shut down democracy as anybody knew it in Hungary before,” she says.

Orban is popular with Hungarians, but even supporters of his Fidesz party are concerned about the country’s health care system, says Gabor Gyori, a political analyst with Policy Solutions, a left-leaning think tank in Budapest.

“The irony is that the government is giving itself extreme powers,”

he says, but “it is not taking any extreme measures” when it comes to combating the coronavirus.

Zsofia Kollanyi, a health policy expert at Eötvös Loránd University in Budapest, describes hospitals without basic sanitation like toilet paper and soap, as well as severe staff shortages.

“It’s not just that there are not enough nurses and doctors but also that we are spending … less and less on health care,” she says. “That’s something that’s got to change, especially now.”

Hungary has confirmed more than 440 cases of COVID-19 and 15 deaths, far fewer than most other European countries, though not much of Hungary’s population has been tested. The health system is ill-prepared to handle testing because it lacks epidemiologists, who left after repeated restructuring in the last 15 years bled it dry, according to a report by the investigative reporting outlet Direkt 36.

Scheppele calls the healthcare system Orban’s “Achilles heel.”

“And suddenly this giant arrow comes out of the sky and hits him right in the Achilles heel,” she says. “That’s what this pandemic is.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Von der Leyen. Attivata la clausola di salvaguardia. Stability Pact sospeso.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-20.

Cigni Neri 001

«European Commission President Ursula von der Leyen on Friday activated the safeguard clause in the European Stability and Growth Pact that will enable governments to “pump as much money as it takes into the system”, she announced in a video message»

«The clause enables strict budget limits to be waived to inject cash into member States’ economies to offset the effects of the coronavirus crisis»

* * * * * * *

Di fronte a misure del genere diventa ben evidente la gravità della situazione.

Se, e quando, ci si inizierà a riprendere, l’Unione Europea sarà totalmente differente da quella che avevamo conosciuto.

*

Ma non ci si fanno illusioni di sorta.

Godetevi l’epidemia finché dura: la ripresa sarà piena di triboli.

*

Von der Leyen says clause to waive Stability Pact activated

Govts can pump as much money as it takes into system against virus.

Brussels, March 20 – European Commission President Ursula von der Leyen on Friday activated the safeguard clause in the European Stability and Growth Pact that will enable governments to “pump as much money as it takes into the system”, she announced in a video message.

The clause enables strict budget limits to be waived to inject cash into member States’ economies to offset the effects of the coronavirus crisis.

The clause can only be triggered in exceptional circumstances, like today’s.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Italia. Pil primo semestre -8%. Che vada bene.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-20.

Cigni Neri 001

«REF Ricerche è una società indipendente che affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali.

REF Ricerche nasce nel 2000 dallo spinoff delle competenze economiche presenti in IRS (Istituto per la Ricerca Sociale). Le attività di consulenza e di analisi si avvalgono quindi di un’esperienza maturata in più di quarant’anni.

REF Ricerche supporta l’Ufficio Parlamentare di Bilancio chiamato a validare le proiezioni macroeconomiche del Governo ed è membro del pool di previsori professionali interpellati stabilmente da Consensus Forecast.

REF Ricerche è membro dell’A.I.E.C.E. (Associazione Europea degli Istituti di Congiuntura) e di EUREN, network europeo di ricerca economica.» [REF Ricerche]

* * * * * * *

«Il ministro francese dell’Economia Le Maire: “Se Ue abbandona l’Italia, non si riprenderà. Dobbiamo restare uniti”»

«REF Ricerche rivede nettamente al ribasso la stima sulla contrazione del Pil italiano nel primo semestre -8% »

«La caduta …. riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre, che potrebbe chiudere con un possibile decremento del 3 per cento  sul quarto 2019, e manifestarsi pienamente nel secondo, quando la caduta sarebbe di un altro 5 per cento sul primo trimestre”»

«”La logica, la filosofia” di Conte sull’uso del Mes “è assolutamente condivisibile»

«la dimensione della risposta comune ancora non è adeguata ma sono stati fatti passi straordinari. Se cambiamo le regole di bilancio, quelle sugli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute, nonostante le differenze (di vedute tra Paesi, ndr) la reazione è stata molto veloce»

«Serve maggiore severita’. Non so se ci sara’ un nuovo provvedimento, la catena di comando e’ netta e Conte fa la sintesi, ma lo auspicherei almeno nelle zone come la Lombardia»

«tutti, dai Governi alle istituzioni comunitarie, sono consapevoli che Christine Lagarde ha soltanto comprato loro un po’ più tempo per decidere i prossimi passi e mettere a punto una strategia credibile ed efficace che non si aspettano solo le Borse»

«Intanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ribadisce che all’Italia sarà concessa “massima flessibilità” sulla spesa e sugli aiuti di Stato. E che le saranno lasciati 11 miliardi di euro di fondi strutturali che avrebbe dovuto restituire a Bruxelles, perché inutilizzati»

«il Mes. …. Al momento, sarebbe lo strumento più semplice da utilizzare: è già pronto ad intervenire ed ha una capacità residua di 410 miliardi di euro»

«La Merkel è infatti la più fredda sull’idea, consapevole che mettere in comune i debiti non avrebbe l’ok del Bundestag»

* * * * * * *

Si è debitori a Ref Ricerche di una prima stima del verosimile calo del pil nel primo semestre di questo anno tribolato.

L’epidemia da coronavirus ha inferto un duro colpo al sistema economico, ma se lo stato di emergenza dovesse prolungarsi nel tempo questa stima dovrebbe essere rivista al ribasso.

Poi, un ritorno alla normalità sociale e produttiva sarà una questione lunga e travagliata.

*


Coronavirus, Ref: Pil Italia crolla, -8% nei primi 6 mesi

Rimbalzo possibile a partire dal terzo trimestre. Il ministro francese dell’Economia Le Maire: “Se Ue abbandona l’Italia, non si riprenderà. Dobbiamo restare uniti”.

REF Ricerche rivede nettamente al ribasso la stima sulla contrazione del Pil italiano nel primo semestre -8% (dal -1/-3% indicato in precedenza). La caduta -si legge nella nota del centro di ricerche – riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre, che potrebbe chiudere con un possibile decremeto del 3 per cento  sul quarto 2019, e manifestarsi pienamente nel secondo, quando la caduta sarebbe di un altro 5 per cento sul primo trimestre”.  Un rimbalzo è possibile, secondo il Ref, a partire dal terzo trimestre.   

Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha avvertito che se l’Unione europea abbandona l’Italia, l’Ue “non si riprenderà più”. Intervistato dalla tv Lci, Le Maire ha lanciato un appello ai Paesi Ue a “essere uniti” per far fronte al Coronavirus. “Se sarà ognun per sé” – ha ammonito – se si abbandonano alcuni Stati, se ad esempio si dice all’Italia ‘cavatevela da soli’, l’Europa non si riprenderà”.

“La logica, la filosofia” di Conte sull’uso del Mes “è assolutamente condivisibile. Le modalità con cui si può fare un’operazione di questo genere sono legate alla discussione su questi eurobond, cioè su strumenti che si costruiscono sul mercato e sono a disposizione per tutti i Paesi”: lo ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni a Radio Anch’io. Gentiloni ha sottolineato che la crisi “riguarda tutti”, e che visto che abbiamo strumenti coordinati dobbiamo provare ad usarli”.

Per Gentiloni “la dimensione della risposta comune ancora non è adeguata ma sono stati fatti passi straordinari. Se cambiamo le regole di bilancio, quelle sugli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute, nonostante le differenze (di vedute tra Paesi, ndr) la reazione è stata molto veloce”. Gentiloni ha spiegato che “avremo conseguenze enormi per tutti i Paesi”, ma ancora “si fa fatica a capire” che non è una crisi “soltanto di uno o di pochi”.

“Serve maggiore severita’. Non so se ci sara’ un nuovo provvedimento, la catena di comando e’ netta e Conte fa la sintesi, ma lo auspicherei almeno nelle zone come la Lombardia”, ha detto il capo politico del M5s, Vito Crimi a Radio 1. “Tutto quello che non e’ essenziale andrebbe chiuso. Ma tante aziende hanno scelto di proprio la chiusura”, cosi’ rispondendo alla domanda se sia necessario chiudere tutte le aziende. “Circa il ricorso al Mes senza condizionalita’ – conclude Vito Crimi – purtroppo non ci credo”.

IL PUNTO

Conte all’Ue, usare i 500 mld del Mes per Paesi colpiti

‘Politica della Bce non basta’. Ue valuta mosse, faremo di tutto

Il premier Giuseppe Conte ha chiesto all’Ue di usare “tutta la potenza di fuoco” del fondo di salvataggio da 500 miliardi di euro per affrontare la crisi economica del continente. Non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi colpiti dal coronavirus. “La politica monetaria da sola – spiega in un colloquio con il Financial Times – non può risolvere tutti i problemi. Dobbiamo fare lo stesso sul fronte di bilancio e, come do detto, il tempismo è essenziale. La strada da seguire è aprire le linee di credito del Mes a tutti gli stati membri per aiutarli a combattere le conseguenze dell’epidemia Covid-19”. Il passo fatto dall’Italia arriva il giorno dopo la mossa a sorpresa della Bce, con l’Europa che guarda sollevata alla reazione dei mercati che provano il rimbalzo dopo il profondo rosso dei giorni scorsi. Ma è un sollievo più che temporaneo: tutti, dai Governi alle istituzioni comunitarie, sono consapevoli che Christine Lagarde ha soltanto comprato loro un po’ più tempo per decidere i prossimi passi e mettere a punto una strategia credibile ed efficace che non si aspettano solo le Borse.

“Gli strumenti ci sono e li useremo tutti”, dice il responsabile dell’euro Valdis Dombrovskis, rassicurando chi teme che l’Ue brancoli nel buio. Ma il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ammette che si stanno esplorando anche altre strade oltre a quelle esistenti, “per rafforzare la risposta”, perché non tutti sono d’accordo che quello che c’è a disposizione sia sufficiente: una frase che letta alla luce della richiesta del premier italiano sembra prefigurare l’ipotesi di un utilizzo del Mes. Intanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ribadisce che all’Italia sarà concessa “massima flessibilità” sulla spesa e sugli aiuti di Stato. E che le saranno lasciati 11 miliardi di euro di fondi strutturali che avrebbe dovuto restituire a Bruxelles, perché inutilizzati. La situazione in questi giorni cambia così rapidamente che la Ue non riesce nemmeno a fissare i propri appuntamenti. Già un Ecofin, previsto per domani, è saltato. Grazie alla mossa di Francoforte i ministri non avevano più urgenza di lanciare un nuovo segnale per rassicurare i mercati, e hanno deciso di prendersi più tempo per disegnare la strategia che porterà al riparo l’economia europea. Probabilmente si vedranno – sempre in teleconferenza – in formato Eurogruppo esteso lunedì. Ovvero sempre a 27, ma con Centeno che guida la riunione e decide l’agenda. Questo anche perché sul tavolo è ora un tema del Fondo Salva-Stati, il Mes, che all’Eurogruppo è nato, e solo in quel contesto può svilupparsi. Centeno ricorda che proprio il Consiglio ha dato mandato ai ministri di esplorare tutte le strade per salvare l’economia europea, incluso il Mes. Al momento, sarebbe lo strumento più semplice da utilizzare: è già pronto ad intervenire ed ha una capacità residua di 410 miliardi di euro. Mettere a punto qualcosa di simile, come alcuni Governi lasciano intendere, sarebbe troppo laborioso. L’impiego del Mes ha però un limite ‘politico’: se uno Stato chiedesse il suo aiuto, arriverebbe vincolato a condizioni stringenti. Finora si è trattato di riforme strutturali e risanamento forzato dei conti, come per la Grecia. Si potrebbe però lavorare per rendere più accettabile il suo impiego. Ad esempio, la condizionalità potrebbe essere legata ad interventi per il sistema sanitario oppure per le emergenze legate alla crisi epidemica. E il ‘paracadute’ potrebbe aprirsi per più Stati o addirittura per tutti, così da evitare stigmatizzazioni di chi lo utilizza. Il dibattito sul Mes però, per ora non è nemmeno iniziato ufficialmente. I dubbi sono molti, e altrettanti sono quelli sull’idea lanciata da Francia, Italia e Portogallo di creare i ‘corona bond’, che farebbero nascere gli eurobond a cui finora la Germania si è sempre opposta. La Merkel è infatti la più fredda sull’idea, consapevole che mettere in comune i debiti non avrebbe l’ok del Bundestag. La riflessione dell’Ue prosegue nei prossimi giorni, in vista dell’Eurogruppo e di un nuovo vertice Ue la prossima settimana. In quell’occasione la Commissione dovrebbe proporre di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che sospenderà gli aggiustamenti di bilancio. Ma anche su questo punto le posizioni non sono unitarie, perché c’è chi vorrebbe attivarla subito e chi fare un’altra discussione in sede di Ecofin prima del via libera.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Europa. Coronavirus. Epidemia e crisi economica.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-20.

Unione Europea 999

Gli stati europei stanno iniziando a prendere atto dell’epidemia da coronavirus.

Czechs shut borders to travelers from 15 countries.

Austria sets border checks with Switzerland, bans more flights over coronavirus.

Belgian government says schools, restaurants, clubs to close due to coronavirus.

France to close schools to curb coronavirus spread: Macron.

*

L’elenco potrebbe continuare, ma i provvedimenti, più o meno rigidi, vertono il porre in essere di zone messe in quarantena, la chiusura delle frontiere, delle università e delle scuole, dei locali pubblici, vietando gli assembramenti e limitando gli spostamenti della gente.

L’impressione sarebbe che ci si aspetti il picco verso la metà di aprile.

*

I governi sono combattuti tra la necessità di bloccare la diffusione del contagio e le conseguenze economiche di tali blocchi.

«On the economic impact, Macron said a package of measures unveiled by the European Central Bank would not be sufficient»

«We, Europeans, will not allow a financial and economic crisis to spread. We will react strongly and quickly. Together, European governments must take decisions on supporting activity, and relaunching it, whatever it costs»

«He said there would also be coordination among the Group of Seven nations»

* * * * * * *

I danni economici imputabili alla concomitanza dell’epidemia da coronavirus, crollo dei prezzi dei prodotti petroliferi e crollo delle borse europee non sono al momento quantizzabili, ma stime grossolane li indicherebbero a diverse centinaia di miliardi di euro in tutta la eurozona. Ma tale stima apparirebbe essere per difetto.

E tutto questo è accaduto in un momento di stagnazione e recessione economica dell’eurozona, aggravata dal fatto che la banca centrale ha ben poche armi a disposizione.

Ecb. Con i tassi negativi i margini di manovra sono quasi nulli.

I centoventi miliardi messi a disposizione per tutto l’anno significano in termini medi poco più di quattro miliardi e mezzo per stato: sono due gocce versate in un oceano. Adesso Mrs Lagarde promette 1,200 altri miliardi, che sono circa quaranta miliardi a stato, in termini medi, laddove la sola Germania ne ha stanziato 550 solo per sé.

Ma anche la Commissione deve lottare contro la difficoltà di reperire risorse.

New Industry Plan. Pochi fondi e niente green. Gli ululati dei liberals.

Sono cifre sconfortantemente basse.

Se poi ci si aggiungessero i perenni litigi in sede del Consiglio Europeo ed i mal di pancia dei liberal socialisti dell’europarlamento, si resterebbe davvero molto perplessi sulla possibilità di ripresa.

Romania. Il Green Deal è una ‘true religion’. Il gesto del dito.

Non a caso iniziano a farsi sentire le prime aperte ribellioni.

* * * * * * *


Czechs shut borders to travelers from 15 countries.

The Czech Republic will close its borders to travelers crossing from Germany and Austria and also ban the entry of foreigners coming from other risky countries to contain the coronavirus outbreak, Prime Minister Andrej Babis said on Thursday.

Czechs will also be barred from traveling to those countries, and to and from and other countries deemed risky, effective from Saturday (2300 GMT on Friday).

The full list includes other European Union members Italy, Sweden, France, Netherlands, Belgium, Spain and Denmark, and also Britain, Switzerland, Norway, China, Korea and Iran.

International public transport vehicles with more than nine seats will also be banned from crossing borders.

Under a state of emergency declared for 30 days, the Prague government also banned international passenger transport, but kept freight business open.

Babis told a news conference the government would also ban public events of more than 30 people and impose closures of places such as sport centers, spa services and galleries.

Restaurants must close by 8 p.m. and refreshments at shopping malls will be banned altogether.

“It is clear there will be economic impacts. But now we have to do everything for the virus not to spread, to avoid having it here without control,” Babis said. “If we see the measures do not have sufficient effect, we will take more.”

Some border crossings were to be shut while others would be manned by police. Exceptions will be given to foreigners with residency in the Czech Republic and to cross-border workers.

The Czech Republic reported 96 cases of the coronavirus on Thursday. There have been no known deaths from the disease in the central European country.

(The story corrects paragraph 3 to show Norway not in the EU)

*


Austria sets border checks with Switzerland, bans more flights over coronavirus.

Austria will introduce border checks with Switzerland and Liechtenstein and ban flight connections with France, Spain and Switzerland from Monday to slow the spread of coronavirus, the government said on Friday.

The coronavirus reached Austria from neighboring Italy, which has suffered Europe’s deadliest outbreak, but it has yet to take hold as firmly.

Austria reported its first death on Thursday and has 432 cases so far, in contrast to the more than 15,000 cases and more than 1,000 deaths in Italy to its south.

“We are now increasingly beginning to control the borders to Switzerland and Liechtenstein in the same way as we do with Italy,” Interior Minister Karl Nehammer told a news conference, referring to Austria’s two western neighbors. “From Monday there will be flight bans for France, Spain and Switzerland.”

The Alpine country on Wednesday shut its border to people coming from Italy, except for goods vehicles and some other categories such as people transiting Austria without stopping.

No restrictions have been imposed along Austria’s northern border with Germany.

Travel over landlocked Austria’s frontiers is generally unrestricted in normal times under the European Union’s Schengen scheme.

Austria also has flight bans in place for Italy, China, Iran and South Korea – all with some of the world’s worst coronavirus outbreaks.

It will also “lock down” two popular tourist regions in the mountainous province of Tyrol – the Paznauntal and St. Anton am Arlberg, Chancellor Sebastian Kurz said.

Commercial activity in Austria apart from pharmacies, food shops and other stores selling essential goods and services will be suspended starting on Monday. Bars and restaurants will be open only until 3 p.m. and companies are requested to allow staff to work from home if possible, also from next week.

Kurz called on people not to panic. “All that a state needs to remain functional is of course maintained.” An aid program for companies hard hit by the spread of the sometimes deadly respiratory illness is being prepared, Kurz said.

Austria has already banned indoor events and gatherings of more than 100 people, forcing museums, theaters and larger bars to shut. Austrian schools are also due to close from Monday.

*


Belgian government says schools, restaurants, clubs to close due to coronavirus.

Belgium’s government on Thursday ordered schools, cafes and restaurants to close and tighter business hours for shops due to the coronavirus, following decisions by France and other European countries to limit all but essential activities.

The measures take effect from Friday at midnight central European time and run until April 3, although schools are set to be shut for five weeks, including the Easter holidays, Belgium’s caretaker prime minister, Sophie Wilmes, told a news conference.

“There is no lockdown,” Wilmes said, emphasizing that supermarkets and pharmacies would remain open and other shops would be required to close only on weekends. “We want to avoid the Italian situation and avoid lockdowns.”

The number of people infected with the virus in Belgium is 399, putting the spread of the disease at an earlier stage than in other parts of Europe. Three people have died so far.

Belgium’s government was torn between keeping schools open, as in the Netherlands, or closing them, as in France, and opted for closure, arguing that such steps would avoid a bigger crisis.

As in neighboring the Netherlands, all sporting and cultural activities, such as Brussels’ famed Atomium and Magritte museums, will be closed from Saturday morning for the next three weeks.

*

France to close schools to curb coronavirus spread: Macron.

France will close from Monday all nurseries, schools and universities to try to slow the spread of the coronavirus, President Emmanuel Macron said in a televised address, calling the outbreak the nation’s worst public health crisis in a century.

To prevent the economy from nosediving during the crisis, Macron said France would offer help for businesses and would work with European partners on a major package to relaunch the economy, “whatever it costs.”

“This epidemic ..is the most grave public health crisis that France has known in a century,” Macron said in a 20-minute address delivered live on national television on Thursday night.

“Despite the efforts to slow it down, the virus continues to spread and is accelerating.”

Unveiling some of the most significant measures to date from a major European country outside of Italy, Macron said the aim was to slow down the disease enough that healthcare services can keep pace with the flow of patients.

“That’s our priority. That is why we must continue to gain time,” he said.

“From Monday, until further notice, nurseries, schools, middle schools, high schools, universities, will be closed. For a simple reason: Our children and young people, according to our scientists, are the ones that spread the virus the quickest, even if they have no symptoms.”

He also urged employers to allow their staff to work from home wherever possible, and said that people over 70 years of age or have existing health conditions should stay inside as much as they can.

Macron said, however, that municipal elections scheduled for this weekend would go ahead, after advice from public health specialists.

On Thursday, the French Health Ministry said the death toll in France from the coronavirus outbreak had risen to 61 from Wednesday’s 48.

It added that the number of confirmed coronavirus cases in France had also risen to 2,876 from 2,281, with 129 people in very serious, life-threatening condition.

MASSIVE ECONOMIC RESPONSE

On the economic impact, Macron said a package of measures unveiled by the European Central Bank would not be sufficient. He promised a concerted, bloc-wide response.

“We, Europeans, will not allow a financial and economic crisis to spread. We will react strongly and quickly. Together, European governments must take decisions on supporting activity, and relaunching it, whatever it costs.”

He said there would also be coordination among the Group of Seven nations, and that he would speak to U.S. President Donald Trump about that on Friday.

In a veiled reference to Trump’s decision to suspend some European travel to the United States, Macron said nationalism was not the answer to the virus.

He said the disease had no nationality, and that if national frontiers had to be closed, it would only be when it was essential and in coordination with the rest of Europe.