Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Eurozona. Dati Macro. Prepariamoci alla società della miseria.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-06.

2020-05-06__Eurozona 001

PMI, Services Purchasing Managers’ Index, crollato ad aprile a 12: a febbraio era ancora 52.6.

PMI, Indice composito dei servizi crollato anche esso ad aprile a 13.6, essendo 51.6 a febbraio.

Le vendite al dettaglio sono crollate del -9.2% anno su anno, dell’11.2% mese su mese.

* * *

Questi dati macro sono di gran lunga peggiori di quelli evidenziati durante la crisi dei subprime.

Si valutino anche tutti gli altri indicatori macro e, come ciliegina sulla torta,

Suprema Corte, ECB e Corte Costituzionale tedesca, ovvero il chaos.

*

Gli effetti dei fenomeni sottesi a questi indicatori macro si vedranno entro fine anno.

Ci si metta l’anima in pace: la ripresa è quanto mai lontana ma la società della miseria è già attuale.

Consumate le ultime scorte, portato l’ultimo ricordo di casa al monte di pietà, allora sarà fame.

La situazione odierna è rose e fiori rispetto a ciò che ci attende.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Pil Q3 +0.3%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-02.

2019-10-30__Francia__Pil_Q3__001

Nel terzo trimestre il pil francese è aumentato dello 0.3%.

Sono oltre due anni che il pil evidenzia variazione trimestrali nell’ordine di qualche decimo di punto percentuale.

In buona sostanza, come minimo l’economia francese è in stagnazione.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurozona. Ancora stagnazione ad ottobre. Ma non in tutti i paesi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-29.

Unione Europea 999

«L’attività del settore privato nella zona euro ha segnato una frazionale espansione a ottobre a causa della contrazione della domanda»

«A settembre la Banca centrale europea ha tagliato i tassi sui depositi spingendoli ulteriormente in territorio negativo e ha annunciato la ripresa del programma di acquisto di obbligazioni, con durata indefinita, per ridurre i costi di finanziamento e stimolare gli investimenti e la crescita nella zona euro»

«Ma la stima preliminare del Pmi di ottobre suggerisce che tali misure devono ancora avere un effetto sulle imprese del settore privato»

«L’economia della zona euro ha inaugurato il quarto trimestre vicina alla stagnazione, con le stime flash Pmi che indicano un tasso di crescita del Pil trimestrale di poco inferiore allo 0,1%”»

«La proiezione del Pil dal Pmi è inferiore allo 0,2% previsto da un sondaggio Reuters la scorsa settimana e non lascia sperare in un’inversione di tendenza a breve»

* * * * * *

Sgombriamo immediatamente il campo da una grande falsità.

Questa non è una crisi mondiale, né una crisi dell’Unione Europea né dell’Eurozona: è crisi di alcuni suoi paesi.

Il pil Usa è proiettato sopra il 2%, quello cinese al 6%, quello indiano al 6.8%, quello indonesiano al 5.05%, quello della Malesia al 4.9%.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, invece, mentre la Francia ha un pil proiettato al +0.2%, la Germania allo 0%, e l’Italia al -0.1%, i paesi identitari sovranisti evidenziano ottimi pil: Polonia +4.5%, Ungheria +5.0%, Repubblica Ceka +2.8%, Slovakia +2.0%, Romania +4.4%.

*

Germania, Francia ed Italia avrebbero molto da imparare, sempre che lo volessero.

In ogni caso, non possono gli altri paesi pagare le scotennate politiche economiche di quel trio.

*


Reuters. 2019-10-26. Zona euro, attività settore privato ancora in stallo a ottobre – Pmi

L’attività del settore privato nella zona euro ha segnato una frazionale espansione a ottobre a causa della contrazione della domanda, secondo i dati preliminari dell’indagine congiunturale mensile che offre una lettura deludente per il presidente uscente della Banca centrale europea Mario Draghi.

A settembre la Banca centrale europea ha tagliato i tassi sui depositi spingendoli ulteriormente in territorio negativo e ha annunciato la ripresa del programma di acquisto di obbligazioni, con durata indefinita, per ridurre i costi di finanziamento e stimolare gli investimenti e la crescita nella zona euro.

Ma la stima preliminare del Pmi di ottobre suggerisce che tali misure devono ancora avere un effetto sulle imprese del settore privato.

Il Pmi composito flash di Ihs Markit, indice che coniuga manifattura e servizi visto come una spia dello stato di salute dell’economia, si attesta a 50,2 — appena sopra la lettura finale di settembre che indicava un minimo di oltre sei anni a 50,1 ma ancora pericolosamente vicino alla soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione — e al di sotto delle aspettative emerse da un sondaggio Reuters che indicava 50,3.

“L’economia della zona euro ha inaugurato il quarto trimestre vicina alla stagnazione, con le stime flash Pmi che indicano un tasso di crescita del Pil trimestrale di poco inferiore allo 0,1%”, osserva Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

“L’indagine evidenzia che il mandato di Mario Draghi al timone della Bce termina con un Pil quasi in stallo, una crescita dell’occupazione più lenta, prezzi quasi stagnanti e un pessimismo crescente riguardo alle prospettive”.

La proiezione del Pil dal Pmi è inferiore allo 0,2% previsto da un sondaggio Reuters la scorsa settimana e non lascia sperare in un’inversione di tendenza a breve. L’indice che monitora le nuove attività è salito solo leggermente a 49,1 da 48,7, segnando il secondo mese sotto la soglia di pareggio.

Il Pmi per il settore dei servizi, dominante nel blocco, è salito a 51,8 da 51,6 di settembre, lettura più bassa dall’inizio di quest’anno, a fronte delle attese degli economisti di 51,9.

L’ottimismo tra le società di servizi è scivolato ai minimi da metà 2013. L’indice delle aspettative sulle imprese è calato a 56,5 da 58,6.

Il Pmi fotografa un mese negativo anche per la manifattura, in contrazione per il nono mese consecutivo. L’indice si è mantenuto stabile a 45,7 di settembre, un minimo di sette anni, mancando le aspettative mediane di una lettura a 46,0.

L’indice relativo alla produzione manifatturiera si è attestato a 46,2, appena al di sopra del 46,1 del mese scorso.

I risultati di ottobre sono stati deboli nonostante il calo dei prezzi per il quarto mese. L’indice dei prezzi output si è attestato a 48,9 a fronte del 48,6 di settembre.

Una stragrande maggioranza – il 95% degli economisti che hanno risposto a una domanda aggiuntiva nel sondaggio Reuters condotto la scorsa settimana – ritiene che il pacchetto di stimoli della Bce non stia contribuendo in maniera significativo a riportare l’inflazione al target del 2%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Deve scegliere tra Merkel o la morte economica. – Bloomberg

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-08.

Durer Albrecht. Quattro cavallieri dell'Apocalisse. 1498.

«Orders drop 8.6% year-on-year, most in almost a decade»

«German factory orders slumped in May in the latest sign that global trade uncertainty is turning Europe’s temporary slowdown into a more serious downturn»

«factory activity shrank for a sixth month in June»

«Germany’s troubles, some of which are linked to the car industry, have weighed on the euro region»

«it’s no longer possible to consider the downturn as temporary»

* * * * * * *

I mali della Germania hanno nome e cognome.

Si chiamano Frau Merkel e Große Koalition.

L’ideologa liberal socialista che codesti perseguono è una utopia che, se applicata fino alle sue estreme conseguenze come Merkel e Große Koalition stanno facendo, replica in modo pedissequo l’implosione della Unione Sovietica.

«La morte di una persona può salvare un popolo»

disse Caifa profetando.


Bloomberg. 2019-07-05. German Factory Orders Plunge Across Industries

– Orders drop 8.6% year-on-year, most in almost a decade

– Economists predict ECB stimulus as early as this month

*

German factory orders slumped in May in the latest sign that global trade uncertainty is turning Europe’s temporary slowdown into a more serious downturn.

The economy ministry reported huge declines in export orders and investment goods, just days after a survey showed factory activity shrank for a sixth month in June. The continued gloom is increasing concern at the European Central Bank, and a growing number of economists are predicting it will add more monetary stimulus as soon as this month.

While orders data can be volatile, there’s little doubt the numbers are disappointing. The 2.2% overall drop on the month was far worse than the 0.2% fall predicted by economists in a Bloomberg survey. The year-on-year decline of 8.6% was the biggest in almost a decade.

ING said the report “wraps up a week to forget,” and JPMorgan now predicts that Germany may have contracted in the second quarter. If that happens, it would be the third time in a year that Europe’s largest economy posted no growth at all.

Germany’s troubles, some of which are linked to the car industry, have weighed on the euro region. Governing Council member Olli Rehn summed up the mood on Thursday, saying saying that growth has “slowed significantly” and it’s no longer possible to consider the downturn as temporary.

On Friday, Commerzbank changed its forecast on ECB stimulus, predicting a 20 basis-point cut in the deposit rate this month, larger than previously anticipated.

——-

What Bloomberg’s Economists Say…

“The further deterioration in demand for Germany’s exports means the improvement in conditions ECB President Mario Draghi wants to see won’t be forthcoming — that’s consistent with our forecast for a rate cut in September. But if the weakness spreads to services or the euro-area’s labor market begins to stutter, we think this could prompt more drastic action, including the relaunch of quantitative easing.”

–Jamie Murray, chief European economist

——-

“The eagerly expected economic recovery in Germany is still nowhere to be seen,” said Commerzbank’s Peter Dixon and Joerg Kraemer. “In addition to the weakness of the auto sector, this is attributable to weak demand from China, where the extensive stimulus measures have not yet had any effect.”