Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Germania. Gli Elettori scelgono la Spd e puniscono la Cdu, Merkel ed Herr Laschet.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-27.

Giulio Romano. Palazzo Gonzaga. Sala dei giganti. 004

Chiariamo subito un punto cruciale.

Non è la Merkel che ha abbandonato la vita politica, sono stati invece gli Elettori a dare alla Cd, alla Merkel ed a Laschet il benservito.

Elezioni 2021: Cdu 18% (Union 24.1%, dei quali 6.4% sono della Csu)

Elezioni 2017: Cdu 32.9%, 246 seggi

Elezioni 2013: Cdu 41.5%, 311 seggi

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Merkel è riuscita a prendere la Cdu al 41.5% ed a affondarla fino al 18%.

Un potere distruttivo non da poco.

La Merkel è una liberal ideologica, che agisce coatta dal credo che ha assunto. Nemmeno la più evidente delle realtà potrebbe mai distoglierla dal suo agire.

Il tutto unito da una consistente superbia, per cui ritiene di essere superiore a tutto ed a tutti.

Ed infatti ha sempre fatto la lezione a tutti gli stati che non condividevano il suo credo minacciando sanzioni ininfluenti e ed anatemi degli Imam.

Ha perseguito il mito delle energie rinnovabili, ha demonizzato il carbone fossile, ha spinto fino alle estreme conseguenze l’uso del gas naturale, portando Germania, e con lei l’Europa, ad una dipendenza pressoché totale dalle forniture russe, ha ridotto al lumicino l’industria tedesca, specie quella automobilistica, e questa cercare di emigrare.

Ma il suo errore fatale, la goccia che ha fatto tracimare il vaso, è stato l’aver voluto imporre Herr Armin Laschet quale capo della Cdu e candidato Cancelliere. L’unico merito di Laschet è quello di essere un replicante della Merkel, una persona “yes, Madam, yes”. Merkel avrebbe voluto che la sua ideologia sopravvivesse con Laschet. Ma gli Elettori non ne hanno voluto proprio sapere.

Lascia in eredità la stagflazione.

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Germania. Grandi capitali in fuga verso la Svizzera. Paura delle sinistre.

Blocco Europeo è strangolato dai rincari del 280% YoY del Gas Naturale. – Mr Putin ringrazia.

Germania. Agosto21. PPI, Producer Prices of industrial products, +12% su agosto20.

Germania. Agosto21. Wholesale price +12.3% su agosto20. Inflazione che cresce.

Blocco europeo. Prezzi degli energetici fuori controllo. Stagflazione in casa.

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A tutti questi danni, si associa una crisi demografica degna della Grande Peste. È riuscita quasi a distruggere le famiglie tedesche autoctone.

Germania. Demografia. Tasso di fertilità crollato a 1.54. – Destatis.

Germania. La demografia stritola Germania e Große Koalition.

Germania. Demografia. Accademia Tecnica. Mancano dieci milioni di lavoratori.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg. 

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Nessuno si stupisca quindi se l’Elettorato con queste elezioni abbia voluto voltare pagina.

Non a caso la Spd ha ripetutamente fatto presente che intende perseguire la Realpolitik.

È la fine ufficiale di una politica ed economica fatta solo ideologiche.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti

Usa. Joe Biden. Presidential Approval Index crollato a -24.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-26.

2021-09-26__ Rasmussen 001

Nel breve volgere di due mesi, Joe Biden è riuscito a far perdere agli Stati Uniti anche quel poco di credibilità ancora residua ed a far precipitare l’America nella stagflazione.

A seguito riportiamo un florilegio delle sue débâcle ed, infine, il sequenziale Presidential Approval Index.

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Usa. Richieste sussidi disoccupazione aumentati. Iniziali 351,000, continua 2,845.000.

Usa. Nonfarm Payrolls 253,000. La débâcle economica di Joe Biden.

Mondo. Materie Prime. I prezzi alla estrazione continuano a salire.

Mondo. Pil Ppa. I Brics hanno superato i paesi del G7. 

USA, Gran Britannia ed Australia. Accordo per dotarla di sottomarini atomici. Ira di Europa e Cina.

Usa. Agosto21. CPI, Consumer Price Index, 5.3%. Indice energetici +25%.

Arabia Saudita. Biden ritira i missili Patriot, lasciandola indifesa. È inaffidabile.

Usa. Agosto21. PPI, Producer Price Index, è salito a 8.3 percento.

Usa. Texas. Entrata in vigore la legge che disciplina le procedure elettorali.

Usa. Fed ha di fatto perso il controllo di economia ed inflazione, come negli anni ’70.

Brics. 13mo Summit, con novità. Vogliono un ruolo politico internazionale.

Usa. Disoccupazione. Iniziali 340,000, Continue 2,748. Statisticamente invariate.

Usa. Liberal sulla brace per le leggi statali sulle modalità elettorali.

Biden. Débâcle in Afghanistan. 51% disapprova, 38% approva.

Usa. Sondaggi elettorali. Nelle presidenziali il 37% voterebbe Biden ed il 43% Mr Trump.

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2021-09-26__ Rasmussen 0021

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

COP26, ‘Glasgow climate summit’ si preannuncia essere un fiasco memorabile

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-22.

«The 2021 United Nations Climate Change Conference, also known as COP26, is the 26th United Nations Climate Change conference. It is scheduled to be held in the city of Glasgow, Scotland between 31 October and 12 November 2021, under the presidency of the United Kingdom. The conference is set to incorporate the 26th Conference of the Parties (COP) to the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), the 16th meeting of the parties to the Kyoto Protocol (CMP16), and the third meeting of the parties to the Paris Agreement (CMA3).» [Fonte]

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Materie prime. Ancora prezzi in salita. Carbone +120.31 percento.

Usa. Agosto21. CPI, Consumer Price Index, 5.3%. Indice energetici +25%.

Usa. Agosto21. PPI, Producer Price Index, è salito a 8.3 percento.

Usa. Fed ha di fatto perso il controllo di economia ed inflazione, come negli anni ’70.

Blocco Europeo. 2021Q2. Pil -2.5%, occupati -2.1 milioni, comparati con 2019Q4.

Blocco europeo. Prezzi degli energetici fuori controllo. Stagflazione in casa.

Asia. Trend energetici. Il carbone domina nella produzione di corrente elettrica.

USA, Gran Britannia ed Australia. Accordo per dotarla di sottomarini atomici. Ira di Europa e Cina.

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I paesi dell’enclave liberal socialista, Unione Europea ed America, la credenza dei quali nel ‘clima’ è elemento del loro credo liberal, sono in stagflazione, ossia inflazione unita a stagnazione economica.

Le loro banche centrali sono impotenti nel governo di questa situazione, anche perché l’inflazione è in buona parte importata a seguito dei rincari delle materie prime ed il sistema produttivo è caricato di tasse per finanziare il green.

Poi, l’enclave liberal è una quota secondaria nel sistema economico mondiale.

In questa situazione, non sussistono le risorse per una azione sul ‘clima’, sempre poi che esso esista.

«United Nations chief Antonio Guterres said a critical meeting on climate change later this year in Scotland is at risk of failure due to mistrust between developed and developing countries and a lack of ambitious goals among some emerging economies»

«The U.N. COP26 conference in Glasgow aims to wring much more ambitious climate action and the money to go with it from participants around the globe»

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Lo U.N. COP26 conference di Glasgow si preannuncia essere un flop colossale.

La stagflazione si è dimostrata essere una ottima medicina per curare il delirio del ‘clima’.

E siamo solo agli inizi.

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Glasgow climate summit at risk of failure, U.N. chief warns.

United Nations, Sept 16 (Reuters) – United Nations chief Antonio Guterres said a critical meeting on climate change later this year in Scotland is at risk of failure due to mistrust between developed and developing countries and a lack of ambitious goals among some emerging economies.

The U.N. COP26 conference in Glasgow aims to wring much more ambitious climate action and the money to go with it from participants around the globe. Scientists said last month that global warming is dangerously close to spiralling out of control.

“I believe that we are at risk of not having a success in COP26,” Guterres told Reuters in an interview at U.N. headquarters in New York on Wednesday. “There is still a level of mistrust, between north and south, developed and developing countries, that needs to be overcome.”

“We are on the verge of the abyss and when you are on the verge of the abyss, you need to be very careful about what the next step is. And the next step is COP26 in Glasgow,” he said.

Guterres and Britain’s Prime Minister Boris Johnson will on Monday host a meeting of world leaders on the sidelines of the annual high-level week of the U.N. General Assembly in a bid to build the chances of success at the climate conference, being held from Oct. 31 to Nov. 12.

“My objective and the reason why we are convening a meeting on Monday is exactly to build trust, to allow for everybody to understand that we all need to do more,” Guterres said.

“We need the developed countries to do more, namely in relation to the support to developing countries. And we need some emerging economies to go an extra mile and be more ambitious in the reduction of air emissions,” he said.

Monday’s meeting, which will be both virtual and in-person, will be closed to allow for “frank and open discussions” on how to deliver success in Glasgow, said a senior U.N. official, speaking on condition of anonymity.

                         U.S., CHINA NEED TO ‘DO THEIR PART’

The world remains behind in its battle to cut carbon emissions and the pace of climate change has not been slowed by the global COVID-19 pandemic , the World Meteorological Organization said on Thursday.  

Scientists said last month that unless big action is taken to cut emissions, the average global temperature is likely to hit or cross the 1.5-degree Celsius (2.7-degrees Fahrenheit) warming threshold within 20 years.  

“Until now, I have not seen enough commitment of developed countries to support developing countries … and to give a meaningful share of that support to the needs of adaptation,” said Guterres.

Developing countries tend to be the most vulnerable to costly climate impacts, and the least resourced to deal with them. For years, they have been struggling to secure the funds to help them prepare for climate disruptions that rich nations pledged in 2009 to ramp up to $100 billion annually.

So far, the money that has arrived has focused on emissions reduction rather than adaptation. Of the $78.9 billion in climate finance transferred by rich countries in 2018, only 21% was spent on adaptation, OECD data shows.

When asked whether companies that develop carbon capture technology should have to issue patent waivers so those advances can be shared, Guterres said: “Any development in that area should be a global public good and should be made available to all countries in the world.”

But he noted: “We have not yet seen results that confirm those technologies will be a key element to solve the problem.”

Guterres played down the impact that the increasingly rancorous relationship between China and the United States – the world’s two biggest emitters of greenhouse gases – will have on their cooperation on climate change. read mor  

“They are a multilateral issue,” said Guterres. “So my appeal to both the United States and China is for each of them to do their part.”

Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti

Usa. Fed ha di fatto perso il controllo di economia ed inflazione, come negli anni ’70.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-09.

FED 001

«Inflation could repeat the 1960s, when the Fed lost control»

«The Federal Reserve and many economists maintain that the recent spike in inflation will be “transitory,”»

«Data releases on U.S. home prices and consumer inflation expectations may have added to the Fed’s concerns»

«Inflation could be repeating the trajectory of the late 1960s, which laid the foundation for sustained high prices the following decade»

«What is interesting about disasters is that one can lead to another»

«U.S. consumer prices rose 5.4% in July from a year earlier, marching the largest jump since August 2008»

«How long is transitory?»

«At what point do expectations fundamentally shift, especially if the Federal Reserve is telling people, ‘We have changed our inflation targeting regime and we don’t mind if inflation goes above target for a while»

«→ we are not heading for the 1970s but we could be rerunning the late 1960s, when famously the Fed chair then, McChesney Martin, lost control of inflation expectations ←←»

«the U.S. withdrawal from Afghanistan had added to the list of “unsettling” parallels between the 2020s and the “perfect storm” of factors that led to very high inflation in the 1970s.»

«Data released Tuesday on U.S. home prices and consumer inflation expectations may have added to the Fed’s concerns»

«Every time you hear that inflation is transitory remember that double house price inflation hasn’t yet shown up in the indexes. Housing represents 40 percent of the core CPI [consumer price index]»

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Mondo. La catena degli approvvigionamenti continua a peggiorare.

Baltic Dray Index 4,235, Materie Prime ancora in salita. Inflazione.

Usa. Nonfarm Payrolls 253,000. La débâcle economica di Joe Biden.

Usa. 2021Q2, PPI 6.2%, CPI 6.5%, PCE 4.2%. Spiegazione delle differenze.

Gli Stati Uniti sono in piena stagflazione: inflazione in crescita ed economia stagnante, incapace di generare posti di lavoro.

Harris-Biden Administration e Fed sono chiuse nel vicolo cieco da loro stesse eretto.

Se agissero sulla inflazione, deprimerebbero ulteriormente un sistema economico stagnante.

Se continuassero a sostenere l’economia, l’inflazione scatterebbe alle stelle.

Ci si deve quindi aspettare un periodo ancor più turbolento e che durerà un bel pezzo.

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Inflation could repeat the 1960s, when the Fed lost control, Niall Ferguson says

– The Federal Reserve and many economists maintain that the recent spike in inflation will be “transitory,” but Ferguson called this into question.

– Data releases on U.S. home prices and consumer inflation expectations may have added to the Fed’s concerns.

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Inflation could be repeating the trajectory of the late 1960s, which laid the foundation for sustained high prices the following decade, according to economic historian Niall Ferguson.

Ferguson told CNBC on Friday that policymakers are facing a new challenge in the form of rising inflation as a result of responding to the Covid-19 pandemic in a fashion similar to their response to the Great Recession of 2008.

“What is interesting about disasters is that one can lead to another. You can go from a public health disaster to a fiscal, monetary and potentially inflationary disaster,” Ferguson said at the Ambrosetti Forum in Italy.

“It is not such a big disaster, it doesn’t kill people, but an inflation liftoff would be a problem.”

U.S. consumer prices rose 5.4% in July from a year earlier, marching the largest jump since August 2008.

The Federal Reserve and many economists maintain that the recent spike in inflation will be “transitory,” but Ferguson called this into question.

“How long is transitory? At what point do expectations fundamentally shift, especially if the Federal Reserve is telling people, ‘We have changed our inflation targeting regime and we don’t mind if inflation goes above target for a while’”? said Ferguson, the Milbank family senior fellow at the Hoover Institution, Stanford University.

“My sense is that we are not heading for the 1970s but we could be rerunning the late 1960s, when famously the Fed chair then, McChesney Martin, lost control of inflation expectations.”

His comments come after former IMF chief economist and Harvard professor of public policy Kenneth Rogoff suggested in an article this week that the U.S. withdrawal from Afghanistan had added to the list of “unsettling” parallels between the 2020s and the “perfect storm” of factors that led to very high inflation in the 1970s.

Ferguson suggested that the high inflation of the ’70s had its origins in the late ’60s, adding that it was too early to conclude with confidence that the current rise is transitory.

Data released Tuesday on U.S. home prices and consumer inflation expectations may have added to the Fed’s concerns. The S&P/Case-Shiller index, which measures home prices across 20 major U.S. cities, rose 19.1% year on year in June, the largest jump in the series’ history going back to 1987. A survey from The Conference Board showed U.S. consumers now see inflation running at 6.8% 12 months from now. That’s up a full percentage point from a year ago, or 17.2% on a relative basis.

Former Treasury Secretary Larry Summers tweeted: “Every time you hear that inflation is transitory remember that double house price inflation hasn’t yet shown up in the indexes. Housing represents 40 percent of the core CPI [consumer price index].”

Ferguson suggested that the delta Covid-19 variant may have done the Fed a favor in cooling the U.S. economy slightly after a red hot summer, but other external factors could still come into play.

“The big inflations in history have nearly always been associated with war. The thing that really would de-anchor inflation expectations would be if this cold war … between the United States and China escalated into a hot war, say, over Taiwan,” he said.

Ferguson speculated that in light of the U.S. withdrawal from Afghanistan, Chinese President Xi Jinping may see the emerging American reluctance over military conflict as an opportunity to try to seize total control of Taiwan. This would force the U.S. into a decision as to whether to enter another distant war or cede its global dominance, he suggested.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Europa. La stagflazione è in casa per rimanervi. Se ne pigli atto.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-06.

2021-09-07__ Staglazione 001

«In economia, con il termine stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si indica la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti nello stesso mercato sia un aumento generale dei prezzi (inflazione), sia una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).»

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ECB. Weidmann e Wunsch votano contro la Lagarde sui tassi di interesse.

Eurozona. Il cigno nero della stagflazione volteggia come un avvoltoio.

Stagflazione. Uno dei tanti cigni neri che si aggirano come avvoltoi.

Usa. Nonfarm Payrolls 253,000. La débâcle economica di Joe Biden.

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Se gli Stati Uniti sono entrati in stagflazione, l’Unione Europea non è da meno.

«‘Stagflation’ is the greatest threat to Europe’s recovery»

«the “huge mass” of accommodative monetary policy by central banks and fiscal stimulus from governments “may well fire more inflation.”»

«there were “a number of constraints on the flexibility of production”»

«the “huge mass” of accommodative monetary policy by central banks and fiscal stimulus from governments, implemented to support economies amid the coronavirus pandemic, may well fire more inflation»

«Stagflation is generally considered to be when the rate of inflation is high but economic growth has slowed and unemployment remains elevated»

«There is also concern around the effect of supply chain issues from Asia hitting manufacturing activity in Europe, as well as the fact that higher wages could feed into inflationary pressures»

«economies, not only in the EU, could start to experience elements of “stagflation” similar to that seen in many countries in the 1970s»

«Preliminary data released on Tuesday showed inflation in the euro zone hit a 10-year high in August, with consumer prices up 3% from a year ago»

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I sistemi economici dell’enclave liberal occidentale sono entrati in stagflazione.

Si ripete la situazione economica e finanziaria già vissuta negli anni ’70, ma on la grande differenza che a quei tempi l’occidente era l’unica realtà economica degna di nota, mentre adesso deve confrontarsi con una Cina assunta al ruolo di grande potenza mondiale politica, economica e militare.

Siamo al crepuscolo dei liberal socialisti, che ci stanno trascinando tutti alla rovina.

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‘Stagflation’ is the greatest threat to Europe’s recovery, warns ex-Italian PM Monti

– Monti said the “huge mass” of accommodative monetary policy by central banks and fiscal stimulus from governments “may well fire more inflation.”

– At the same time, Monti said there were “a number of constraints on the flexibility of production” to increase.

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Former Italian Prime Minister Mario Monti told CNBC Saturday that he believes the greatest threat to Europe’s economic recovery from the coronavirus pandemic is “stagflation.”

Monti, now the president of Italy’s Bocconi University, said the “huge mass” of accommodative monetary policy by central banks and fiscal stimulus from governments, implemented to support economies amid the coronavirus pandemic, “may well fire more inflation.”

At the same time, Monti said there were “a number of constraints on the flexibility of production” to increase.

Stagflation is generally considered to be when the rate of inflation is high but economic growth has slowed and unemployment remains elevated.

The IHS Markit euro zone flash composite purchasing managers’ index, which looks at activity across manufacturing and services, hit a two-month low of 59.5 in August versus 60.2 in July. A reading higher than 50 still represents an expansion in economic activity, but many economists have suggested that momentum may be slowing in the region.

There is also concern around the effect of supply chain issues from Asia hitting manufacturing activity in Europe, as well as the fact that higher wages could feed into inflationary pressures.

Speaking to CNBC’s Steve Sedgwick at the European House Ambrosetti Forum on Saturday, Monti said that economies, not only in the EU, could start to experience elements of “stagflation” similar to that seen in many countries in the 1970s.

Monti said, therefore, it will be “very important to manage wisely and in a coordinated manner this transition from a needed abundance of monetary and financial support to a more ordinary situation.”

Preliminary data released on Tuesday showed inflation in the euro zone hit a 10-year high in August, with consumer prices up 3% from a year ago.

The European Central Bank is due to hold its next policy meeting on Sep. 9 and is expected to discuss the path forward for its asset purchasing program. However, analysts told CNBC earlier in the week that they expect the ECB to hold off announcing a tapering of its Covid stimulus measures until December.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Germania. Aprile21. Prezzi dell’Import +10.3%, energetici +101.3%, elettricità +209.6%, aprile21su aprile20. – Destatis.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-30.

2021-05-29__ Germania - Indice dei prezzi all'Importazione (Annuale) 001

In sintesi.

– Import prices +10.3% on the same month a year earlier

– In March 2021 and in February 2021 the annual rates of change were +6.9% and +1.4%, respectively

– Energy imports were 101.3% more expensive in April 2021 than in April 2020

– the price of electricity increased significantly by 209.6%

– Export prices +3.3% on the same month a year earlier

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Ad un aumento dei prezzi di importazione e della energia corrisponde un congruo aumento dei costi di produzione. E così facendo, la stagflazione si dispiega.

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Destatis. Import prices in April 2021: +10.3% on April 2020

Pressrelease #253 from 28 May 2021

                         Import prices, April 2021

+1.4% on the previous month

+10.3% on the same month a year earlier

                         Export prices, April 2021

+0.8% on the previous month

+3.3% on the same month a year earlier

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WIESBADEN – As reported by the Federal Statistical Office (Destatis), the index of import prices increased by 10.3% in April 2021 compared with the corresponding month of the preceding year. This has been the highest year-on-year-change since December 2010 (+10.3%). In March 2021 and in February 2021 the annual rates of change were +6.9% and +1.4%, respectively. From March 2021 to April 2021 the index rose by 1.4%.

                         High price increase mainly caused by the energy price development

Energy imports were 101.3% more expensive in April 2021 than in April 2020. This high rate of annual change derives from the very low prices in April 2020. This increase is due to the extremely low price level of the comparative month (base effect). In April 2020, demand had reached its lowest point, caused by the corona crisis, with a strong surplus of supply at the same time. The largest influence on the year-on-year rate of energy price increase had crude oil with a plus of 198.0%, mineral oil products with a plus of 76.6 % and natural gas with a plus of 57.6 %. In addition, the price of electricity increased significantly by 209.6%.

The index of import prices, excluding crude oil and mineral oil products, increased by 6.0% in April 2021 compared with April 2020 and in comparison with March 2021 it rose by 1.5%.

The index of export prices increased by 3.3% in April 2021 compared with the corresponding month of the preceding year. This has been the highest year-on-year-change since May 2011 (+3.4%). In March 2021 and in February 2021 the annual rates of change were +2.2% and +0.7%, respectively. From March 2021 to April 2021 the index rose by 0.8%.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

ECB. Italia. Inflazione e rialzo dei tassi destabilizzerebbero il sistema. Default, per essere chiari.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-24.

2021-05-21__ Inflazione 001

Inflazione. Sorella miseria si fa precedere dalla comare inflazione. Adesso anche l’UK.

Stagflazione. Uno dei tanti cigni neri che si aggirano come avvoltoi.

Fed. Che l’inflazione alta sia temporanea è un ‘article of faith’. – Bloomberg.

Usa. Indice dei Prezzi al Consumo +4.2% anno su anno. Fed in tilt.

Gran Bretagna – Indice dei principali prezzi di produzione (Annuale)  [+2.5%]

Gran Bretagna – Indice dei prezzi al dettaglio (Annuale) [+2.9%]

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«Inflation and rising bond yields will hit the ECB’s pain point»

«Italy’s climbing debt burden leaves it more vulnerable than ever to higher borrowing costs»

«Investors concerned about inflation rearing its capital-eroding head are demanding higher yields in the bond market»

«But this rise in government borrowing costs, at a time when nations have loaded up on debt to defend their virus-stricken economies, poses a challenge for the European Central Bank, with Italy particularly vulnerable to a financial squeeze»

«Markets are anticipating that the combination of fiscal and monetary stimulus will finally stir consumer prices from their lengthy slumber»

«In the euro zone the five-year forward inflation swap, used by the ECB to gauge expectations, has recently climbed to 1.6%, its highest level in more than two years. This year’s average of 1.4% is the strongest since 2017’s 1.65%»

«The easy trade in Europe this year has been betting on a compression of the spread between Italy and Germany …. That bet works brilliantly when yields are falling, but it swiftly unravels when the opposite occurs»

«The bank [ECB] can step up its weekly bond purchases to help close the spreads or at least keep them contained»

«ECB President Christine Lagarde promised at the March meeting to substantially increase the speed of bond buying, and repeated that pledge at April’s press conference»

«The 500 billion-euro injection to increase the program to 1.85 trillion euros was only agreed to in December»

«The recent government bond rout is already filtering through to real-economy corporate financing»

«Investors burned by those price declines will demand higher yields on future sale»

«The ECB needs to make sure the current market realignment does not get out of hand»

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Eppure il ragionamento avrebbe dovuto essere al limite del banale.

Più si iniettano denari fiat nel sistema economico senza un corrispettivo aumento della produzione i prezzi al consumo non possono fare altro che crescere, fino a diventare fuori controllo. Come successe nel 1929.

Ma una inflazione fuori controllo porta gli stati già indebitati al default.

L’inflazione è democratica: colpisce tutti, anche gli intoccabili.

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Inflation and Rising Bond Yields Will Hit the ECB’s Pain Point

Italy’s climbing debt burden leaves it more vulnerable than ever to higher borrowing costs. The ECB needs to step in. 

Investors concerned about inflation rearing its capital-eroding head are demanding higher yields in the bond market. But this rise in government borrowing costs, at a time when nations have loaded up on debt to defend their virus-stricken economies, poses a challenge for the European Central Bank, with Italy particularly vulnerable to a financial squeeze.

Markets are anticipating that the combination of fiscal and monetary stimulus will finally stir consumer prices from their lengthy slumber. In the euro zone the five-year forward inflation swap, used by the ECB to gauge expectations, has recently climbed to 1.6%, its highest level in more than two years. This year’s average of 1.4% is the strongest since 2017’s 1.65%.

In response to this changing economic outlook, Italy’s 10-year borrowing cost has more than doubled in the past three months, surpassing 1% to reach its highest level in nine months. It’s climbed at twice the pace of benchmark German debt levels, which are themselves close to rising above zero for the first time in two years. France started paying to borrow for decade-long debt earlier this year.  

The easy trade in Europe this year has been betting on a compression of the spread between Italy and Germany by owning the debt of the former — the euro zone’s most liquid and highest-yielding country — and being short that of the latter, which has the most negative-yielding bonds. That bet works brilliantly when yields are falling, but it swiftly unravels when the opposite occurs. A rapid repositioning by bond traders threatens to exacerbate Italy’s interest-rate woes.

Even at its current elevated level, Italy’s 10-year borrowing cost is well below the 2018-2019 average of 2.25%. Those were painful times for Europe’s third-largest economy and biggest debtor — and were supposed to be firmly in the rear-view mirror. Yet until the EU’s Recovery Fund cavalry turns up sometime later this year, Europe’s weakest link remains vulnerable.

It is totally within the ECB’s grasp to show it has Italian premier Mario Draghi’s back: The bank can step up its weekly bond purchases to help close the spreads or at least keep them contained.

ECB President Christine Lagarde promised at the March meeting to substantially increase the speed of bond buying, and repeated that pledge at April’s press conference. The next quarterly economic update on June 10 will involve an ill-timed review of the pandemic purchase program. The 500 billion-euro injection to increase the program to 1.85 trillion euros was only agreed to in December. But several governing council members want to call time on monetary stimulus before fiscal stimulus has even started, let alone begun to take effect.

To prevent the rise in yields getting out of hand, the ECB has got to accelerate its weekly bond buying to more than 20 billion euros. In the past week, the pace slipped again to 16.3 billion euros from 19 billion euros the week before, albeit reduced by large redemptions. That slippage risks re-igniting the debate about premature tapering that has been an unfortunate feature of ECB press conferences this year.

The central bank’s latest forward guidance has focused on ensuring what it opaquely calls “favorable financing conditions,” with much hullabaloo about a new “multi-faceted and holistic” approach. It is hard to decipher what this comprises, but for certain the critical element is underlying government borrowing costs. 

The recent government bond rout is already filtering through to real-economy corporate financing. Some 80% of new investment-grade bonds sold this year by non-financial companies trade below their issue price, our Bloomberg News colleague Tasos Vassos reported on Friday. Investors burned by those price declines will demand higher yields on future sales.

The ECB needs to make sure the current market realignment does not get out of hand, especially when it has all the available tools to prevent it. In 2018, for example, the 10-year Italian yield jumped to 3.75% in October from 1.75% in May; a replay of that magnitude would be an epic disaster for the nation’s finances. Lagarde needs to swiftly display leadership akin to Draghi’s “whatever it takes” mantra.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Unione Europea

Stagflazione. Uno dei tanti cigni neri che si aggirano come avvoltoi.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-19.

2021-05-17__ Stagflazione 001

«È difficile far capire qualcosa a un uomo,

quando il suo stipendio dipende proprio dal fatto di non capirlo»

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In economia, con il termine stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si indica la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti nello stesso mercato sia un aumento generale dei prezzi (inflazione), sia una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).

2021-05-17__ Stagflazione 002

Già un anno fa si era prospettata questa consistente possibilità:

Eurozona. Il cigno nero della stagflazione volteggia come un avvoltoio.

A distanza di un anno circa, la possibilità di una stagflazione è diventata molto realistica, specialmente negli Stati Uniti: sembrerebbe essere una oramai triste peculiarità dell’enclave liberal socialista occidentele.

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In attesa di lumi sulla natura transitoria dell’inflazione, è già ora di stagflazione?

L’ultimo combinato di dati aggregati nel Macro Surprise Index statunitense parla chiaro. E il mercato immobiliare, ancora di più: l’accelerazione del prezzi è tale da aver bruciato ogni effetto positivo dei tassi a zero sui mutui per la classe media. E con le commodities che continuano a correre, le correlazioni con bond ed equities rimandano echi della bolla tech. Qualcuno avvisi le Banche centrali.

A detta delle Banche centrali, l’inflazione è transitoria. Nessuna preoccupazione, quindi. Ma al netto del +4,6% di percezione nella dinamica dei prezzi per il prossimo anno tracciata dall’ultimo sondaggio dell’Università del Michigan (UMich), massimo da dieci anni, viene da chiedersi come andrà giudicata la nuova dinamica emersa proprio la scorsa settimana negli Usa, frutto del combinato di delusione del nuovo dati sugli occupati e sulle vendite al dettaglio e inflazione più in ebollizione delle attese. E se questo grafico mette in prospettiva il trend del Macro Surprise Index, la parola chiave è una sola: stagflazione. Così come appare lapalissiano che se la narrativa mediatica vuole l’America del piano Biden scoppiare di salute economica, questo altro grafico ci mostri come il mercato abbia immediatamente preso atto degli sviluppi, spedendo la correlazione fra bond e equity al massimo dal 1999. Ovvero, alla vigilia dell’esplosione della bolla tech.

Ma non basta. Perché anche la correlazione fra Nasdaq e commodities ci riporta a quel triennio poi rivelatosi horribilis, visto che fra il 1997 e il 2000 la ratio Nasdaq/CRB esplose verso nuovi massimi, salvo poi collassare quando gli investitori cominciarono a operare in modalità pivot verso le materie prime, come mostra il grafico.

Meglio sperare, quindi, che Goldman Sachs abbia sbagliato previsione rispetto a un nuovo super-ciclo delle commodities e che la Cina continui nella sua opera di sgonfiamento della bolla, fra tapering del supporto pandemico e restrizioni sull’operatività della speculazione. Il problema è che tutto questo sta accedendo in un clima di irreale inconsapevolezza delle opinioni pubbliche, la cui percezione della realtà appare ancora totalmente compromessa dal doping di stimolo. Ma la presa d’atto rischia di essere più repentina e traumatica di quanto non si creda.

Lo confermano questi altri due grafici, di fatto le due facce della stessa medaglia. Se infatti il primo mostra come nel periodo fra il quarto trimestre del 2019 e del 2020 i prezzi del real estate siano cresciuti nelle nazioni OCSE del 6,7%, il ritmo più rapido da venti anni a questa parte, il secondo contestualizza in maniera fin troppo chiaro il sentiment immobiliare negli Usa: costruttori ai massimi dell’euforia, acquirenti ai minimi dal 1983. Qualcosa non funziona. Anche perché il dato immobiliare Usa fotografato la scorsa settimana dal Case-Shiller Home Price Index vede il trend dei prezzi nelle 20 città più grandi del Paese in aumento su base annua addirittura dell’11,10%, mentre al di fuori delle principali aree urbane il balzo è stato il maggiore dal 2006.

Ma non basta. Stando a dati rilevati dalla National Association of Realtors e da Fannie Mae, a livello nazionale il prezzo di vendita medio per case già esistenti è salito del 16,2% nel primo trimestre di quest’anno a 319.200 dollari, un record assoluto dal 1989, anno di inizio del tracciamento della serie storica. Di fatto, l’apprezzamento delle valutazioni è stato così rapido da aver pressoché annullato del tutto l’effetto positivo dei tassi ultra-bassi sui mutui per i compratori della classe media e medio-bassa. E a confermare una frattura in atto, l’ampliarsi silenzioso di una faglia in seno al granitico ottimismo pandemico da Qe ci pensa quest’altro grafico,

il quale mostra come il 13 maggio i timori di inflazione abbiano sostanziato il peggior outflow di capitali intraday dall’iShares iBoxx High Yield Corporate Bond (HYG) di BlackRock, il più grande ETF su debito junk: qualcosa come 1,2 miliardi di dollari, capaci di portare il totale del controvalore in fuga dal reddito fisso più rischioso da inizio anno a 5,6 miliardi di dollari.

Insomma, se la saggezza di mercato in condizioni simili invita a continuare a ballare, avvicinandosi però – senza dare nell’occhio – verso l’uscita di sicurezza, oggi si può tranquillamente dire che quelle porte adornate da maniglioni antipanico stanno diventando l’angolo più ambito della sala. Tutti volteggiano, così da non destare sospetto ma il passo si fa sempre più svelto. E i risultati inanellati nella settimana appena conclusa uniti alla quantomeno sgraziata e plateale inversione di tendenza di Elon Musk su Bitcoin, paiono confermare come sia proprio il comparto tech il canarino nella miniera che potrebbe – con i suoi colpi di tosse sempre più strozzati – dare il via all’esodo di massa.

Perché se finora l’inflazione è stata tenuta sotto controllo a livello di percezione generale, oggi il rischio di una stagflazione che venga alimentata da nuove chiusure per Covid o per liabilities sulle catene produttive (scarsità di microchip) difficilmente potrà essere relegato a fenomeno anch’esso transitorio. Non a caso, nel suo ultimo report, il capo economista di Bank of America, Michael Hartnett, parla chiaramente di stagflazione come scenario più probabile per il secondo semestre di quest’anno, segnalando come potenziale detonatore il combinato di picco di consumi negli Usa e rendimenti obbligazionari in aumento e fissando lo yield previsto per il Treasury a 5 anni sopra l’1% e quello del Bund decennale di nuovo sopra lo 0%.

E in quanto alle opinioni pubbliche, quanto ci vorrà prima che quella divaricazione netta già presente fra le componenti del mercato immobiliare Usa pervada tutti gli strati delle società avanzate? Tutto dipende, chiaramente, dai tempi e dalla gradualità di uscita dai regimi emergenziali, sia a livello di compensazione salariale che di tutela occupazionale: a quel punto, la perdita reale di potere d’acquisto e di reddito opererà come una doccia fredda. Viene in mente l’aforisma attribuito a Upton Sinclair, a detta del quale è difficile far capire qualcosa a un uomo, quando il suo stipendio dipende proprio dal fatto di non capirlo.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Eurozona. Dati Macro. Prepariamoci alla società della miseria.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-06.

2020-05-06__Eurozona 001

PMI, Services Purchasing Managers’ Index, crollato ad aprile a 12: a febbraio era ancora 52.6.

PMI, Indice composito dei servizi crollato anche esso ad aprile a 13.6, essendo 51.6 a febbraio.

Le vendite al dettaglio sono crollate del -9.2% anno su anno, dell’11.2% mese su mese.

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Questi dati macro sono di gran lunga peggiori di quelli evidenziati durante la crisi dei subprime.

Si valutino anche tutti gli altri indicatori macro e, come ciliegina sulla torta,

Suprema Corte, ECB e Corte Costituzionale tedesca, ovvero il chaos.

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Gli effetti dei fenomeni sottesi a questi indicatori macro si vedranno entro fine anno.

Ci si metta l’anima in pace: la ripresa è quanto mai lontana ma la società della miseria è già attuale.

Consumate le ultime scorte, portato l’ultimo ricordo di casa al monte di pietà, allora sarà fame.

La situazione odierna è rose e fiori rispetto a ciò che ci attende.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurozona. Il cigno nero della stagflazione volteggia come un avvoltoio.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-22.

Cigni Neri 001

Di questi tempi si sono abbattuti sull’eurozona, in modo sincrono, una serie impressionante di fatti negativi.

L’eurozona era entrata da circa un anno in una fase di stagnazione recessiva, complicata da una crisi politica sostenuta almeno in parte dalla parcellizzazione partitica che aveva impedito di avere governi forti; poi si sono aggiunti lo shock petrolifero ed i ridimensionamenti borsistici che hanno quasi dimezzato le capitalizzazioni; ed infine è arrivata in fase florida la pandemia da Covid-19.

Non solo.

La banca centrale europea si era dissanguata nella gestione della crisi del 2008 e gli stati nazionali, tranne la Germania, non hanno approfittato del periodo di interessi negativi per mettere in atto riforme strutturali con riduzione dei debiti sovrani, vera e propria palla al piede degli stati.

Come conseguenza della pandemia, per arginare il contagio, sono stati decretati periodi di quarantena e di segregazione: provvedimenti mandatori, ma che hanno lasciato senza la possibilità di lavorare più di un terzo delle imprese e relativi lavoratori.

Istat. Memoria sottoposta alla V Commissione del Senato.

«- sono stati fermati 7.926 milioni di lavoratori;

– sono rimasti attivi 15.434 milioni di lavoratori impiegati in attività economiche che producono 512 miliardi di euro di valore aggiunto, ossia i 2/3 del totale, ed il 53.1% delle esportazioni totali;

– gli effetti econometrici saranno evidenti dai dati relativi al secondo trimestre.»

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Questa inedita emergenza sociale ed economica spinge, correttamente, i governi ad elargire aiuti immediati, cash, alle imprese ed ai lavoratori in difficoltà. Senza aiuti finanziari le imprese fallirebbero ed i lavoratori andrebbero incontro alla fame.

La miscela di tutte queste evenienze lascia sempre più probabile l’avvento di una stagflazione, già vissuta dall’Europa negli anni settanta, sebbene in forma significativamente più lieve.

«In economia, con il termine stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si indica la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti nello stesso mercato sia un aumento generale dei prezzi (inflazione), sia una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).

La stagflazione è un fenomeno presentatosi per la prima volta alla fine degli anni sessanta, prevalentemente nei paesi occidentali, in particolar modo in Italia; precedentemente inflazione e stagnazione si erano invece sempre presentate disgiuntamente. La contemporanea presenza di questi due elementi mise in crisi la teoria di John Maynard Keynes (e le successive teorie post-keynesiane) che, per oltre 30 anni, era stata la spiegazione più convincente per l’andamento dei sistemi economici, oltre che valido strumento di politica economica per i governi di paesi ad economia di mercato. ….

Dal momento che la teoria keynesiana non era in grado di spiegare correttamente questo nuovo fenomeno, molti economisti e varie dirigenze politiche occidentali superarono la “ricetta” keynesiana, che fino ad allora era riuscita a gestire validamente i fenomeni presenti nelle economie di mercato, ritornando alle convinzioni della teoria economica classica. ….

Una proficua lotta alla stagflazione è particolarmente complessa, in quanto per diminuire la spinta inflazionistica le Banche Centrali dovrebbero ridurre la massa di moneta circolante e, indirettamente, contenere la domanda di beni e servizi; ma una diminuzione della domanda causata da scarsità della massa monetaria non favorisce la crescita economica e quindi il rientro della disoccupazione. Rispetto agli anni ’70, oggi il fenomeno della stagflazione viene mitigato dalla mancata rincorsa prezzi/salari, ovvero ad un aumento dei prezzi, soprattutto petrolio e materie prime, non corrisponde automaticamente un adeguamento inflattivo delle richieste salariali che vengono condizionate dalla possibilità per le imprese di esportare sempre di più la produzione in paesi che hanno un costo del lavoro nettamente inferiore.

Questa tendenza a sua volta riduce la possibilità di contrattare eventuali aumenti salariali nei paesi più sviluppati riportando in equilibrio il mercato del lavoro e quindi senza produrre un ulteriore peggioramento del tasso d’inflazione. A questo punto una politica monetaria restrittiva risulta inefficace e quindi occorre agire piuttosto su quella fiscale, con una sensibile riduzione della spesa corrente ed una corrispondente riduzione della pressione fiscale, unico strumento efficace per stimolare i consumi e perciò la domanda aggregata di beni e servizi.» [Fonte]

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La ripresa, se mai potrà accadere, sarà lunga, difficile, e molto tribolata. E non è per nulla detto che possa avvenire solo dopo un default.