Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Persona Umana

Catalogna. 400,000 sfilano in piazza a Barcellona per la indipendenza. La Diada.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-09-14.

2021-09-14__ Catalogna 001

Si constata come in Spagna sussista una incapacità strutturale del governo madrileno a gestire in modo razionale il problema del separatismo catalano.

In Catalogna l’11 settembre è la ricorrenza della Diada, quando nel 1714 la Spagna conquistò militarmente la Catalogna.

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«Thousands of Catalans chanted, sang and waved flags as they marched through Barcelona on Saturday, calling for the region’s independence from Spain»

«The march, organised by the grassroots Assemblea Nacional Catalana ANC, was the first since Spain’s government pardoned nine Catalan separatist leaders who had been jailed for their role in a 2017 botched bid for independence»

«Most marchers wore face coverings. Police said about 108,000 people took part. ANC put the figure close to 400,000»

«The figure was lower than in 2019, when about 600,000 marched»

«Some of the nine pardoned politicians and activists attended Saturday’s protests»

«In Catalonia, Sept. 11 marks La Diada, the anniversary of the fall of Barcelona to Spanish forces in 1714 and it has been marked in the past decade by separatist rallies»

«For the first time in four years, nine very special people have participated in La Diada again. The political prisoners are back on the streets»

«Those who ask us to turn the page and do not want us to fight for self-determination… What is Spain’s plan for Catalonia? None. Only repression and more repression»

«The central and regional governments are expected to meet next week in Barcelona to resume talks on Catalonia’s political conflict»

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Il 14 febbraio 2021, nelle elezioni anticipate per il Parlamento regionale, l’insieme dei partiti indipendentisti raggiunge il maggior numero di seggi in parlamento (74 su 135) e di voti in percentuale (50.9%, arrivando per la prima volta alla maggioranza assoluta dei votanti).

Di certo, a nostro sommesso punto di vista, il problema dell’indipendentismo catalano non può essere risolto con l’ulteriore invio dell’esercito, come successe in passato, anche se usualmente nella storia le separazioni sono state cruente. La libertà la si conquista e la si mantiene versando del sangue.

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Thousands of Catalans rally for independence in Barcelona

Barcelona, Sept 11 (Reuters) – Thousands of Catalans chanted, sang and waved flags as they marched through Barcelona on Saturday, calling for the region’s independence from Spain.

The march, organised by the grassroots Assemblea Nacional Catalana ANC, was the first since Spain’s government pardoned nine Catalan separatist leaders who had been jailed for their role in a 2017 botched bid for independence, which was Spain’s biggest political crisis in decades.

Most marchers wore face coverings. Police said about 108,000 people took part. ANC put the figure close to 400,000.

The figure was lower than in 2019, when about 600,000 marched, and last year, when only small static protests were organised to comply with COVID-19 restrictions.

Some of the nine pardoned politicians and activists attended Saturday’s protests. In Catalonia, Sept. 11 marks La Diada, the anniversary of the fall of Barcelona to Spanish forces in 1714 and it has been marked in the past decade by separatist rallies.

“For the first time in four years, nine very special people have participated in La Diada again. The political prisoners are back on the streets,” said ANC chairwoman Elisenda Paluzie.

Cultural activist Jordi Cuixart, who was among those jailed, urged the crowd to continue to fight for independence.

“Those who ask us to turn the page and do not want us to fight for self-determination… What is Spain’s plan for Catalonia? None. Only repression and more repression,” he said.

The protests took place at a moment of lower tension between Barcelona and Madrid than in past years as the central and regional governments favour dialogue despite their opposing views on independence.

The central and regional governments are expected to meet next week in Barcelona to resume talks on Catalonia’s political conflict, which have been suspended since Feb. 2020.

Spanish Prime Minister Pedro Sanchez has not confirmed yet whether he will attend, and the talks risk being overshadowed by a recent clash between both governments related to Barcelona’s airport.

The Spanish government has said it is cancelling a proposed 1.7-billion-euro ($2-billion) investment to expand the airport, saying it lacked backing from regional authorities who have questioned its potential environmental impact while accusing Madrid of acting dishonestly.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Spagna. Luglio21. PPI, Indice dei Prezzi di Produzione Annuale 15.3%.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-25.

2021-08-5__ Spagna PPI 001

L’indice dei prezzi alla produzione (Producer Price Index, PPI) è un indicatore inflazionistico che misura il cambiamento medio dei prezzi di vendita praticati dai produttori nazionali di beni e servizi in Spagna.
Il PPI misura il cambiamento del prezzo dal punto di vista del Venditore.

Il PPI considera tre aree di produzione: basate sull’industria, basate sulle materie prime e fase di lavorazione.
Quando i produttori pagano di più per beni e servizi, hanno maggiori probabilità di trasferire costi maggiori al consumatore.

Per questa ragione si ritiene che il PPI sia un indicatore chiave dell’inflazione al consumo.

Pubblicato in: Brasile, Cina, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Fisco e Tasse, India, Materie Prime, Regno Unito, Stati Uniti

Occidente si sta suicidando per motivi ideologici con alti costi dell’energia.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-01.

2021-06-28__ CostoEnergia per kwh 001

La disponibilità di corrente elettrica anche nei momenti di richieste di picco ed a costi concorrenziali è uno dei presupposti per sostenere un sistema economico produttivo che sia competitivo nel mercato.

Nel mondo, i prezzi per kw/h sono massimi in Germania (0.36 dollari americani), seguita dalla Danimarca (0.33), dal Belgio (0.3), dal Portogallo (0.27), dal Regno Unito (0.26), dall’Italia (0.26), dalla Spagna (0.24), dalla Francia (0.22).

Pur essendo caro, negli Stati Uniti il prezzo per kw/h è 0.15.

Per contro, il prezzo per kw/h è 0.12 in Brasile, 0.1 in Indonesia, 0.08 in India ed in Cina.

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L’enclave liberal socialista occidentale presenta i costi più elevati, doppi di quelli degli Stati Uniti e quadrupli rispetto a quelli dell’India e della Cina.

Questi oneri strutturali pesano sia sulle popolazioni, sia sul comparto industriale, che di conseguenza è poco o punto concorrenziale a livello mondiale. Essi sostengono inoltre il processo inflattivo in corso.

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I motivi che sostengono questi prezzi elevati sono da ascriversi sicuramente al costo delle materie prime, ma in misura ben maggiore alle tasse che gli stati hanno imposto per privilegiare l’abbandono del carbone e dei combustibili fossili, coerentemente a quanto prescrive l’ideologia liberal.

Nulla da stupirsi, quindi, che l’occidente stia devolvendo.

2021-05-20__ G7 GDP (Statista) 001

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Spagna. Maggio21. PPI 2.6%, IAPC 2.4%, Pil -4.2%. Dati apparentemente conflittuali.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-01.

2021-06-30__ Spagna 001

L’INE – National Institute of Statistics ha rilasciato il Report Indice de precios de consumo (IPC). Indicador adelantado. Junio 2021.

Secondo i dati ufficiali, l’Indice dei Prezzi di Produzione, PPI, vale 2.6% anno su anno, mentre Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo, IACP, vale a sua volta il 2.4%, sempre anno su anno.

Questi dati lascerebbero perplessi.

Nel primo trimestre 2021, infatti, il pil annuo valeva -4.2%, valore che avrebbe fatto attendere macrodati più elevati.

Lo stesso INE – National Institute of Statistics, riporta nella tabella 30680 valori che sembrerebbero essere non compatibili.

2021-06-30__ Spagna 002

Anche la Spagna deve accedere alle materie prime, e queste hanno dimostrato rincari non da poco, specie poi gli energetici.

Materie Prime. Rincari che sostengono una inflazione strutturale, duratura e severa.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Europa. Se Italia e Spagna falliscono con il Pnnr sarà la fine della EU. – Enrico Letta.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-27.

Letta 001

«Il futuro dell’Europa dipende dall’Italia e dalla Spagna come non è mai accaduto nella storia europea: se l’Italia e la Spagna falliranno nell’applicazione di Next generation Eu non ci sarà mai più in Europa un intervento di investimento importante come quello rappresentato da Next generation Eu»

«La minoranza che ha tentato di bloccarlo avrà argomenti inconfutabili per bloccare qualunque sviluppo per il futuro Sarebbe la fine dell’Europa »

«È chiaro a tutti che il futuro sarà sempre più con Europa, Cina e Usa che giocheranno una partita di competizione e alleanze: o l’Europa ha gli strumenti per giocarla in quanto Europa o saremo marginali»

«L’unico modo per avere gli strumenti per giocare e vincerla è avere Next generation Eu permanente accanto al motore normale che è il bilancio comunitario»

«Next generation Eu permanente è il futuro dell’Europa e il futuro di Italia e Spagna»

«La crisi economica della pandemia ha portato a una crescita del debito pubblico fino a quasi il 160%, ovvero il 25% nell’arco di un anno»

«Come possiamo immaginare di avere un margine di indebitamento per fare investimenti solamente in una logica nazionale? E’ impossibile, gli unici margini di indebitamento sono europei»

«Proprio in questi giorni è partito il percorso degli eurobond, solo così si regge la competizione con Usa e Cina»

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A nostro sommesso parere Enrico Letta ha detto una cosa ragionevole: in caso di fallimento del Pnnr l’attuale Unione Europea imploderebbe.

Se il Pnnr fosse stato attuato due anni fa, all’inizio della crisi economica, forse si sarebbe potuto ottenere un qualche beneficio: ma messo in campo con due anni di ritardo sarebbe molto difficile che ottenga un qualche risultato.

Nell’eurozona il pil 2020Q4 si è contratto del -4.9%, e quello 2021Q1 del -1.3%.

La Germania presenta un PPI del 7.2%, l’Italia del 6.5% e la Spagna del 2.7%.

Non solo.

Gli aumenti dei costi alla produzione derivano da aumenti delle materie prime e, soprattutto, dell’energia. Sono quindi aumenti strutturali, non contingenti.

Infine, si sta andando incontro ad un periodo di inflazione. I denari elargiti come sovvenzioni saranno bruciati dal calo del potere di acquisto.

Se ci si augura che tutto possa andare per il meglio, ci sarebbero forti dubbi che tale augurio possa concretizzarsi.

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Se Italia e Spagna falliscono con il Pnnr sarà fine dell’Ue (Letta)

Minoranza per blocco Recovery avrà argomenti inconfutabili.

“Il futuro dell’Europa dipende dall’Italia e dalla Spagna come non è mai accaduto nella storia europea: se l’Italia e la Spagna falliranno nell’applicazione di Next generation Eu non ci sarà mai più in Europa un intervento di investimento importante come quello rappresentato da Next generation Eu”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, intervenendo al foro di dialogo Italia-Spagna di cui è coordinatore.

“La minoranza che ha tentato di bloccarlo avrà argomenti inconfutabili per bloccare qualunque sviluppo per il futuro Sarebbe la fine dell’Europa”, ha aggiunto.

“È chiaro a tutti – ha aggiunto Letta – che il futuro sarà sempre più con Europa, Cina e Usa che giocheranno una partita di competizione e alleanze: o l’Europa ha gli strumenti per giocarla in quanto Europa o saremo marginali. L’unico modo per avere gli strumenti per giocare e vincerla è avere Next generation Eu permanente accanto al motore normale che è il bilancio comunitario”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta al foro italo spagnolo di cui è coordinatore.

“Next generation Eu permanente – ha proseguito – è il futuro dell’Europa e il futuro di Italia e Spagna. La crisi economica della pandemia ha portato a una crescita del debito pubblico fino a quasi il 160%, ovvero il 25% nell’arco di un anno. Come possiamo immaginare di avere un margine di indebitamento per fare investimenti solamente in una logica nazionale? E’ impossibile, gli unici margini di indebitamento sono europei. Proprio in questi giorni è partito il percorso degli eurobond, solo così si regge la competizione con Usa e Cina”.

Letta ha poi parlato del quadro politico interno: “Non sono d’accordo con Tajani quando sostiene che conta la dimensione nazionale nelle relazioni tra i partiti e non quella europea. Conta sempre di più la dimensione europea. La dimensione nazionale senza un’intesa sull’Europa è una dimensione povera”.

“E’ stato importante vedere l’accoglienza che tutti gli spagnoli hanno dato ieri al presidente del Consiglio Mario Draghi: questo ci dà molta forza, perché l’Italia ha una situazione difficile, ci sono punti molto complessi come il debito, ma ce la faremo”, ha concluso.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Spagna. 2021Q1. Pil -4.2%. La Commissione Europea aveva previsto +6.8%.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-25.

2021-06-25__ Spagna Pil 001

Instituto Nacional de Estadística. (Ine). Indice de precios de consumo. IPC. Mayo 2021

El Índice de precios de consumo (IPC) es una medida estadística de la evolución de los precios de los bienes y servicios que consume la población residente en viviendas familiares en España.

La tasa de variación anual del IPC del mes de mayo se sitúa en el 2,7%, cinco décimas por encima de la registrada en abril.

Parcelas con más del 50% de sus precios estimados

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2021-06-25__ Spagna Pil 002

Instituto Nacional de Estadística. (Ine). Contabilidad nacional trimestral de España. CNTR. Primer trimestre 2021

El PIB español registra una variación del -0,4% en el primer trimestre de 2021 respecto al trimestre anterior en términos de volumen. Esta tasa es cuatro décimas inferior a la registrada en el cuarto trimestre y una décima superior a la avanzada el pasado mes de abril. Variación anual -4.2%

PIB pm Oferta (Precios corrientes)

Renta nacional bruta y disponible

PIB pm Demanda (Precios corrientes)

PIB pm Oferta (Indices de volumen encadenado)

Empleo por ramas de actividad

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– El PIB español registra una variación del −0,4% en el primer trimestre de 2021 respecto al trimestre anterior en términos de volumen. Esta tasa es cuatro décimas inferior a la registrada en el cuarto trimestre y una décima superior a la avanzada el pasado mes de abril.

–  La variación interanual del PIB se sitúa en el −4,2%, frente al −8,9% del trimestre precedente.

– La contribución de la demanda nacional al crecimiento interanual del PIB es de −2,2 puntos, 4,0 puntos superior a la del cuarto trimestre. Por su parte, la demanda externa presenta una aportación de −2,0 puntos, siete décimas superior a la del trimestre pasado.

– El deflactor implícito del PIB aumenta un 1,3% respecto al mismo trimestre de 2020, cinco décimas más que en el trimestre pasado.

– El empleo de la economía, en términos de horas trabajadas, se reduce un 2,0% respecto al trimestre anterior. Los puestos de trabajo equivalentes a tiempo completo crecen un 1,4%, lo que supone dos décimas más que en el cuarto trimestre, debido a la reducción que se observa en la jornadas medias a tiempo completo (−3,4%).

– En términos interanuales, las horas trabajadas varían un −3,6%, tasa 2,5 puntos superior a la del cuarto trimestre de 2020, y los puestos equivalentes a tiempo completo un −1,9%, 3,3 puntos más que en el cuarto trimestre, lo que supone un descenso de 343 mil puestos de trabajo equivalentes a tiempo completo en un año.

– La variación interanual del coste laboral unitario se sitúa este trimestre en el 2,6%.

– La renta nacional bruta y la renta nacional disponible bruta decrecen un 0,6% y un 0,1%, respectivamente, respecto al trimestre anterior.

– En relación al primer trimestre de 2020, la renta nacional, al igual que la renta nacional disponible, varía un −3,0%.

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La Commissione Europea nel suo Report Economic forecast for Spain aveva previsto un Pil +6.8 e l’inflazione al +1.4%.

Pubblicato in: Commercio

Italia. Marzo21. Export +28.1%, Import +35.1%, su base annua. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-19.

2021-05-19__ Istat Import Export 001

Istat ha rilasciato il Report Commercio con l’Estero e prezzi all’Import.

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Nota.

Le percentuali anno su anno sono inusitatamente elevate a seguito del forte calo dei commerci avvenuto lo scorso anno.

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Marzo 2021. Commercio con l’Estero e prezzi all’Import.

– A marzo 2021 si stima una crescita congiunturale per i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+6,0%) che per le esportazioni (+3,2%). L’incremento su base mensile dell’export è dovuto all’aumento delle vendite sia verso l’area Ue (+3,7%) sia verso i mercati extra Ue (+2,6%).

– Nel primo trimestre del 2021, rispetto al precedente, l’export aumenta del 2,6%, l’import del 5,0%.

– A marzo 2021, l’export sale su base annua del 28,1%; la crescita è più sostenuta verso l’area Ue (+32,6%) rispetto all’area extra Ue (+23,2%). L’import registra un aumento tendenziale più marcato (+35,1%), con incrementi di analoga entità verso entrambi i principali mercati di sbocco, Ue ed extra Ue.

– Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a (che crescono del +32,3%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+35,4%), autoveicoli (+80,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+43,6%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+57,4%). Solo le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-9,3%) sono in calo.

– Su base annua, le esportazioni crescono verso tutti i principali paesi partner; i contributi maggiori riguardano le vendite verso Germania (con un aumento del 30,6%), Francia (+39,0%), Spagna (+37,4%), Svizzera (+35,7%) e Paesi Bassi (+51,6%).

– Nel primo trimestre del 2021, la crescita tendenziale dell’export (+4,6%) è dovuta in particolare all’incremento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,7%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+8,5%), autoveicoli (+22,3%) e apparecchi elettrici (+14,9%).

-La stima del saldo commerciale a marzo 2021 è pari a +5.190 milioni di euro (era +5.701 a marzo 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +7.984 milioni (era +7.707 a marzo dello scorso anno).

-Nel mese di marzo 2021 i prezzi all’importazione aumentano dell’1,9% su base mensile e del 4,2% su base annua.

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Il commento.

A marzo prosegue la dinamica congiunturale positiva dell’export, sostenuta dal commercio estero con i paesi sia Ue sia extra Ue. Nel primo trimestre dell’anno, rispetto all’ultimo del 2020, l’aumento dell’export è trainato essenzialmente dalle vendite verso l’area Ue. Nel confronto con marzo 2020 – quando anche il commercio con l’estero iniziò a subire gli effetti dell’emergenza sanitaria – la crescita dell’export è molto marcata e diffusa a livello settoriale e verso tutti i principali paesi partner. Le vendite di macchinari e metalli forniscono il contributo più ampio (oltre 9 punti percentuali) al forte incremento tendenziale delle esportazioni. Anche la crescita su base annua dell’import, più marcata di quella dell’export, interessa in modo generalizzato tutti i settori. Per i prezzi all’import, il rialzo congiunturale è dovuto soprattutto alle dinamiche positive di energia e beni intermedi; su base annua, i prezzi tornano a crescere dopo quasi due anni di variazioni tendenziali negative.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Spagna, Marocco, Unione Europea e migranti, i quali sono usati come arma impropria.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-05-20.

Marocco Ceuta 001

L’unica cosa davvero certa è che i migranti non interessano a nulla ed a nessuno, in una montante marea di cinismo agghiacciante.

Ceuta, 8.000 migranti entrano in Spagna. Crisi tra Madrid e il Marocco.

«Ottomila migranti hanno assaltato le barriere tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta. Tra loro almeno 1.500 minori»

«Improvvisamente, come per un ordine, migliaia di migranti dal Mali, dal Niger, dal Senegal, ma anche tantissimi marocchini sono partiti a nuoto per aggirare le barriere che si spingono nel mare per decine di metri»

«La maggior parte però è stata tenuta con i piedi in acqua per evitare che, anche simbolicamente, toccassero il suolo europeo»

«A sera meno della metà degli 8mila era già stata espulsa verso il Marocco in base ad un accordo in vigore»

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«Voglio comunicare agli spagnoli, specialmente a quelli che vivono a Ceuta e Melilla, che ristabiliremo l’ordine con la massima celerità. Saremo fermi di fronte a qualsiasi sfida. L’integrità di Ceuta come parte della nazione spagnola sarà garantita dal governo con tutti i mezzi disponibili»

«Prende posizione anche la Commissione Ue. «Non ci faremo intimidire da nessuno, l’Europa non sarà vittima di tattiche» dice il vicepresidente Margaritis Schinas»

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«L’ondata di ieri arriva al culmine di una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco che dura da mesi»

«L’ambasciatrice del re Mohamed VI a Madrid, Karima Benyaich, non si è nascosta: «Ci sono azioni che hanno delle conseguenze». Si riferiva alla presenza in un ospedale spagnolo di Brahim Ghali, il leader del Fronte Polisario per l’indipendenza del Sahara Occidentale»

«Ex colonia spagnola, la regione è occupata dal Marocco da trent’anni»

«Pur di aumentare il numero dei Paesi musulmani che riconoscono Israele (Accordi di Abramo), Washington ha accettato la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale»

«La diga marocchina contro la migrazione si apre e chiude a comando»

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Il Marocco è in rotta di collisione con la Spagna e l’Unione Europea.

Unione Europea per la quale il traghetto dei migranti in Italia è cosa buona, giusta e doverosa, mentre, al contrario, l’ingresso di migranti in territorio spagnolo è un vile atto intimidatorio da reprimersi ricorrendo all’esercito.

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Migranti in Spagna, la «vendetta» del Marocco: in 8mila a Ceuta

Crisi a Ceuta, Pedro Sánchez vola nell’enclave: «Ristabiliremo l’ordine con la massima celerità. La sua integrità come parte della Spagna sarà garantita», dice il primo ministro. La Commissione Ue: non ci saremo intimidire da nessuno.

Ieri, a metà giornata, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez annulla un viaggio a Parigi, vola a Ceuta e parla al Paese. Usa toni gravi, decisi. «Voglio comunicare agli spagnoli, specialmente a quelli che vivono a Ceuta e Melilla, che ristabiliremo l’ordine con la massima celerità. Saremo fermi di fronte a qualsiasi sfida. L’integrità di Ceuta come parte della nazione spagnola sarà garantita dal governo con tutti i mezzi disponibili». Prende posizione anche la Commissione Ue. «Non ci faremo intimidire da nessuno, l’Europa non sarà vittima di tattiche» dice il vicepresidente Margaritis Schinas. Cos’era successo? Ottomila migranti hanno assaltato le barriere tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta. Tra loro almeno 1.500 minori. La città costiera, come la gemella Melilla, è l’ultimo frammento dell’impero su cui non tramontava mai il sole. Pochi chilometri quadrati che per il Marocco sono fastidiosi, per la Spagna costosi, per chi tenta di lasciare l’Africa vie d’accesso all’Ue.

Certo più sorvegliate, ma meno letali rispetto a Lampedusa o alle Canarie. La Spagna ha costruito muri alti 20 metri, piazzato filo spinato, posto barriere subacquee e, di solito, la collaborazione della polizia marocchina basta a evitare infiltrazioni. Lunedì e ieri no. Improvvisamente, come per un ordine, migliaia di migranti dal Mali, dal Niger, dal Senegal, ma anche tantissimi marocchini sono partiti a nuoto per aggirare le barriere che si spingono nel mare per decine di metri. Molti sono abitanti della città confinante che, dalla chiusura dei valichi per il Covid un anno fa, hanno perso il lavoro nelle enclavi. Un’ottantina ha tentato lo stesso anche a Melilla. Un centinaio è riuscito ad entrare a Ceuta all’alba di ieri e a disperdersi tra gli 80 mila spagnoli. La maggior parte, invece, è stata fermata sulla spiaggia.

Ci sono state scene strazianti e altre più degne. Qualche blindato militare di Madrid è arrivato sulla sabbia scaricando soldati in giubbotto antiproiettile, elmetto e manganello. Alcuni migranti erano sfiniti e sono stati soccorsi. Tra loro un neonato. I minorenni sono stati separati. La maggior parte però è stata tenuta con i piedi in acqua per evitare che, anche simbolicamente, toccassero il suolo europeo. A sera meno della metà degli 8mila era già stata espulsa verso il Marocco in base ad un accordo in vigore. Gli altri, tranne i minori, dovrebbero essere mandati indietro oggi. Nella notte un migrante è morto annegato. L’ondata di ieri arriva al culmine di una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco che dura da mesi. L’ambasciatrice del re Mohamed VI a Madrid, Karima Benyaich, non si è nascosta: «Ci sono azioni che hanno delle conseguenze». Si riferiva alla presenza in un ospedale spagnolo di Brahim Ghali, il leader del Fronte Polisario per l’indipendenza del Sahara Occidentale.

Ex colonia spagnola, la regione è occupata dal Marocco da trent’anni. A dicembre, però, gli Stati Uniti hanno cambiato gli equilibri. Pur di aumentare il numero dei Paesi musulmani che riconoscono Israele (Accordi di Abramo), Washington ha accettato la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. La Spagna ha protestato e quando Ghali ne ha avuto bisogno l’ha ricoverato. La tregua nel Sahara è rotta. Come a suo tempo fece il leader libico Gheddafi, come ha fatto la Turchia di Erdogan, anche il Marocco ha fatto capire che può usare i migranti come merce di scambio. La diga marocchina contro la migrazione si apre e chiude a comando. Tra i due estremi del Mediterraneo la guerra israelo-palestinese e quella del Sahara Occidentale si sono così collegate alla crisi migratoria che preoccupa l’Europa. La Spagna e l’Europa tutta sono avvertite.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Spagna. Regionali Madrid. Partito Popolare dato al 41%.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-04-29.

2021-04-30__ Spagna 001

«Communism or Freedom»

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Il 4 maggio si terranno le elezioni anticipate nella Regione di Madrid.

Stando ai sondaggi elettorali, il Partito Popolare dovrebbe conseguire il 41% dei voti, raddoppiando quasi il 22.2% delle passate elezioni.

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«Spain’s main opposition Popular Party is poised to win May 4′s snap election in the key Madrid region, probably returning conservative Isabel Diaz Ayuso to power there in a blow to the leftist central government, an opinion poll showed on Tuesday»

«Ayuso has clashed with the government on issues from social policies to the COVID-19 pandemic response, notably keeping bars and shops open to support Madrid’s services-heavy economy, while other regions have shut non-essential activities»

«The vote in the region around the capital, Spain’s wealthiest, is seen as a mid-term test for the country’s fragmented political class»

«The survey by Metroscopia pollsters showed Ayuso’s PP winning 59 seats in the 136-seat regional assembly, up from 30 in the 2019 election, which means she would still need the support of the far-right party Vox to secure a majority»

«Ayuso, whom opponents label a populist in the mould of former U.S. President Donald Trump, has not ruled out a pact with Vox, which would get 13 seats according to the poll, which was carried out on April 20-26»

«Centre-right Ciudadanos, which ruled in a coalition with the PP until Ayuso called the snap election in March, is likely to lose all its seats in the assembly»

«The Spanish Socialist Workers’ Party of Prime Minister Pedro Sanchez will see its seats halved»

«Voters who are angry at the left-wing government understand the election as an opportunity to punish Pedro Sanchez through Ayuso»

«Communism or Freedom»

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Sicuramente il Partito Popolare è riuscito a comunicare molto bene con gli Elettori, e lo slogan

«Communism or Freedom»

ha ben sintetizzato la situazione spagnola.

Ma il cuore della questione è ben più profondo e sottile.

«Voters who are angry at the left-wing government understand the election as an opportunity to punish Pedro Sanchez through Ayuso»

E di Elettori inviperiti contro Pedro Sanchez ce ne sono milioni.

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Conservative PP to win snap election in Madrid region, poll shows.

Spain’s main opposition Popular Party is poised to win May 4′s snap election in the key Madrid region, probably returning conservative Isabel Diaz Ayuso to power there in a blow to the leftist central government, an opinion poll showed on Tuesday.

Ayuso has clashed with the government on issues from social policies to the COVID-19 pandemic response, notably keeping bars and shops open to support Madrid’s services-heavy economy, while other regions have shut non-essential activities.

The vote in the region around the capital, Spain’s wealthiest, is seen as a mid-term test for the country’s fragmented political class.

The survey by Metroscopia pollsters showed Ayuso’s PP winning 59 seats in the 136-seat regional assembly, up from 30 in the 2019 election, which means she would still need the support of the far-right party Vox to secure a majority.

Ayuso, whom opponents label a populist in the mould of former U.S. President Donald Trump, has not ruled out a pact with Vox, which would get 13 seats according to the poll, which was carried out on April 20-26.

Centre-right Ciudadanos, which ruled in a coalition with the PP until Ayuso called the snap election in March, is likely to lose all its seats in the assembly.

The Spanish Socialist Workers’ Party of Prime Minister Pedro Sanchez will see its seats halved, the poll suggests, and the broader left, including the two far-left parties, Mas Madrid and Unidas Podemos, will secure just 64 seats.

“Voters who are angry at the left-wing government understand the election as an opportunity to punish Pedro Sanchez through Ayuso,” Metroscopia Director Andres Medina said in a report released on Tuesday.

Tensions between right and left have spiked in Madrid, where Ayuso is running with the slogan “Communism or Freedom”, escalating in recent days after Podemos leader Pablo Iglesias and several government officials received death threats by mail.

Iglesias and Podemos have adopted the slogan “Democracy or Fascism” after Vox questioned the authenticity of the letters.

Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo

Italia. Febbraio21. Export extra-EU -9.8%, Import extra-EU -11.3%, anno su anno. – Istat.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-04-18.

2021-04-17__Istat 001

In sintesi.

– A febbraio 2021, si registra una flessione su base annua dell’export del 4,4% (da -8,5% di gennaio) determinata dalla contrazione delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-7,2%) sia, in misura minore, verso l’area Ue (-1,8%).

– L’import segna una flessione dell’1,6% (da -11,6% di gennaio), dovuta soprattutto al calo degli acquisti dall’area extra Ue (-3,1%)

– Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla diminuzione tendenziale dell’export si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-28,0%), prodotti petroliferi raffinati (-32,5%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-10,9%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-10,5%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia alla flessione dell’export sono Stati Uniti (-21,1%), paesi OPEC (-20,2%), Francia (-5,8%), Regno Unito (-12,5%) e Spagna (-9,1%). 

– Aumentano le vendite verso Cina (+54,1%), Polonia (+16,3%), Paesi Bassi (+11,7%) 

Cina Export +30.6%, Cina Import +38.1%, anno su anno

2021-04-17__Istat 002

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Istat ha rilasciato il Report Commercio con l’estero e prezzi all’import.

– A febbraio 2021 si stima una crescita congiunturale per i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+1,4%) che per le esportazioni (+0,3%). L’incremento su base mensile dell’export è dovuto all’aumento delle vendite verso l’area Ue (+1,2%) mentre quelle verso i mercati extra Ue sono in diminuzione (-0,6%).

– Nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export segna un lieve incremento (+0,2%) mentre l’import cresce del 2,7%.

– A febbraio 2021, si registra una flessione su base annua dell’export del 4,4% (da -8,5% di gennaio) determinata dalla contrazione delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-7,2%) sia, in misura minore, verso l’area Ue (-1,8%). L’import segna una flessione dell’1,6% (da -11,6% di gennaio), dovuta soprattutto al calo degli acquisti dall’area extra Ue (-3,1%) mentre quello dall’area Ue è più contenuto (-0,5%).

– Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla diminuzione tendenziale dell’export si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-28,0%), prodotti petroliferi raffinati (-32,5%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-10,9%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-10,5%) e macchinari e apparecchi n.c.a (-2,8%). Le vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti sono in forte crescita (+8,9%).

– Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia alla flessione dell’export sono Stati Uniti (-21,1%), paesi OPEC (-20,2%), Francia (-5,8%), Regno Unito (-12,5%) e Spagna (-9,1%). Aumentano le vendite verso Cina (+54,1%), Polonia (+16,3%), Paesi Bassi (+11,7%) e Germania (+2,0%).

– Nei primi due mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export (-6,3%) è dovuta in particolare al calo delle vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-31,2%), prodotti petroliferi raffinati (-34,6%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-17,2%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento (-13,8%).

– La stima del saldo commerciale a febbraio 2021 è pari a +4.754 milioni di euro (era +5.975 a febbraio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +6.967 milioni (era +8.444 a febbraio dello scorso anno).

– Nel mese di febbraio 2021 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,9% su base mensile e diminuiscono dello 0,7% su base annua.

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                         Il commento.

A febbraio l’export registra un moderato aumento su base mensile cui contribuiscono le sole vendite verso i paesi dell’area Ue. Su base annua, la dinamica negativa dell’export si attenua; la flessione – più contenuta (-2,7%) al netto di operazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale) – è spiegata per 2,3 punti percentuali dalla contrazione delle esportazioni di prodotti della raffinazione, dell’abbigliamento e pelli e di macchinari. L’import segna un aumento congiunturale più ampio e registra un netto ridimensionamento del calo tendenziale. Per i prezzi all’import, l’aumento su base mensile è dovuto alle dinamiche positive dei beni intermedi in entrambe le aree, euro e non euro, e dell’energia nell’area non euro.

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Prossima Diffusione 18 Maggio 2021